Skip to main content

Autore: Redazione

I Primi d’Italia, il programma della 27a edizione

Dal 24 al 27 settembre, Foligno torna a sedersi al centro della tavola italiana, con la 27ª edizione de I Primi d’Italia, il Festival Nazionale dei Primi Piatti organizzato da Epta Confcommercio Umbria.

Alla conferenza stampa di presentazione hanno partecipato Aldo Amoni, presidente di Epta Confcommercio Umbria, la vicepresidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria Bianca Maria Tagliaferri, l’assessore al Turismo del Comune di Foligno Michela Giuliani, il presidente del GAL Valle Umbra e Sibillini Pietro Bellini e il presidente di Confagricoltura Umbria Matteo Pennacchi.

Una presentazione umbra arrivata a pochi giorni dall’anteprima del 14 settembre a Roma, dove la Direzione del Festival ha incontrato giornalisti di alcune delle principali testate nazionali, tra cui Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore e Avvenire, nel corso di un press dinner dedicato al racconto dell’edizione 2026. Un primo segnale dell’attenzione che accompagna la manifestazione verso l’apertura di giovedì 24 settembre.

Il programma

Per quattro giorni il centro storico tornerà a essere una grande mappa del gusto, con piazze, taverne e palazzi attraversati da un programma che mette insieme cucina popolare e alta ristorazione, degustazioni, incontri e spettacolo.

Il cuore più autenticamente conviviale resta quello dei Villaggi del Gusto, ospitati nelle taverne della Quintana. È qui che il Festival mette idealmente a tavola l’Italia, facendo viaggiare il pubblico attraverso ricette, formati e tradizioni differenti. Una formula che negli anni è diventata uno dei tratti distintivi della manifestazione.

All’Auditorium Santa Caterina torna invece “A Tavola con le Stelle”. Si parte giovedì 24 con Maurizio Serva de La Trota dal ’63, ristorante insignito di una Stella Michelin. Venerdì 25 sarà la volta di Giuseppe Iannotti del Krèsios, due Stelle Michelin; sabato 26 toccherà a Mirko Marcelli di Osmosi, una Stella; domenica 27 chiuderà Domenico Candela del George Restaurant, due Stelle Michelin. Quattro cene per altrettante interpretazioni d’autore del primo piatto. Durante il giorno, Santa Caterina ospiterà anche le Food Experience, tra degustazioni, chef e approfondimenti.

A Largo Carducci il programma correrà dalla cucina allo spettacolo, con un fitto calendario di cooking show, incontri, musica e intrattenimento che porterà sul palco chef, creators, professionisti del food e volti molto amati dal grande pubblico.

Tra i nomi di punta c’è Luca Pappagallo, atteso venerdì 25 settembre alle 18.00: il “cuciniere curioso” di Casa Pappagallo, volto di Food Network e tra i protagonisti più popolari della cucina italiana sul web, porterà a Foligno il suo modo diretto e conviviale di raccontare ricette e sapori. Sabato 26, alle 17.00, toccherà invece a Nonna Iside, fenomeno social capace di trasformare la cucina umbra di casa, le ricette tramandate e la pasta fatta a mano in contenuti seguiti da un pubblico vastissimo.

E quando si spengono i fornelli, Largo Carducci cambia ritmo. Venerdì 25 alle 21.30 arriva Leo Gassmann, tra le voci più riconoscibili della nuova scena cantautorale italiana. Sabato 26, alle 22.00, sarà protagonista Flora Canto: attrice, conduttrice e volto amatissimo della televisione, porterà sul palco uno spettacolo giocato sull’ironia, la quotidianità e il rapporto diretto con il pubblico.

Gli interventi

“L’attenzione che abbiamo registrato a Roma da parte della stampa nazionale è stata un segnale molto importante – ha dichiarato Aldo Amoni, presidente di Epta Confcommercio Umbria –. Ora puntiamo al tutto esaurito e a una Foligno piena durante tutti e quattro i giorni. I Primi d’Italia portano migliaia di persone in città e questo significa presenze negli alberghi, nei ristoranti e nei bar, movimento nei negozi e una ricaduta economica concreta per tutto il territorio. Dopo ventisette edizioni vogliamo alzare ancora l’asticella, portando in Umbria un pubblico sempre più ampio e facendo vivere Foligno come una grande capitale italiana del gusto”.

Portando i saluti di Stefania Proietti, presidente della Regione Umbria, Tagliaferri ha sottolineato “il valore internazionale ormai raggiunto dalla manifestazione che con le sue 27 edizioni è ormai alla soglia dei trent’anni, attraversando quindi un pezzo di storia del territorio umbro e non solo di Foligno”. “Nel 1998, anno della prima edizione, Foligno e l’Umbria stavano vivendo un momento di crisi dopo il recente terremoto – ha affermato ancora la vicepresidente – e la nascita di un festival come questo ha dato alla città e alla regione una spinta straordinaria che continua ancora oggi a generare interesse intorno all’enogastronomia, all’alimentazione e ai prodotti tipici che sono espressione di grande significato del nostro territorio”.

A ringraziare quello che gli organizzatori fanno da tanti anni è stata l’assessore Giuliani, “per un festival che si racconta ormai da solo”. “Come assessore al turismo – ha aggiunto – sono orgogliosa pure per i numeri che fa il festival anche grazie alle caratteristiche di Foligno che ha una sua unicità con le taverne della Quintana, trasformate in villaggi del gusto, e con gli altri spazi e luoghi suggestivi della città”.

Il presidente Bellini ha invece ricordato che all’ex Teatro Piermarini “saranno organizzate dal GAL tante attività legate al mondo dei primi, ospitando le scuole e cooking show anche per valorizzare ricette tipiche del territorio della Valle Umbra e Sibillini con la pasta che ha ruolo importante”. “Il nostro impegno in questa iniziativa è quello di valorizzare queste produzioni nella città che in quattro giorni diventa capitale della cucina italiana” ha evidenziato ancora Bellini.

“Da circa dieci anni – ha infine dichiarato il presidente di Confagricoltura Umbria Pennacchi – affianchiamo questa manifestazione perché porta sulle tavole il risultato finale di quello che producono le nostre aziende agricole”.

Ad Assisi Cardiogrocco, esperti a confronto su cardiologia e sport

Sabato 19 settembre (dalle 9 alle 18), nella sala della Conciliazione del palazzo Comunale di Assisi, torna l’appuntamento con “Cardiogrocco”, inserito all’interno dell’evento Assisi 4life, contenitore di iniziative che fino a lunedì 21 settembre unisce sport e salute.

Il congresso – che ha come responsabile scientifico Lucia Filippucci, responsabile dell’unità operativa di Cardiologia Riabilitativa e Prevenzione Patologie Cardiovascolari del Centro Grocco di Perugia – ha l’obiettivo di essere una giornata dedicata all’approfondimento scientifico sulla Cardiologia, destinato a medici e professionisti, coordinata dai migliori esperti del settore. Circa 40 saranno i relatori in programma, di cui alcuni provenienti anche da fuori regione. Un convegno dedicato all’evoluzione della cardiologia con approfondimenti scientifici e confronti sulle scoperte del settore.

In occasione del Cardiogrocco sarà allestito in Piazza del Comune un Punto Salute per una diagnosi gratuita su glicemia, pressione arteriosa e colesterolo.

Le patologie cardiovascolari rappresentano una delle principali sfide di salute pubblica a livello globale sia per prevalenza sia per impatto clinico che per costi sociali. La crescente incidenza legata sia all’aumento dell’aspettativa di vita sia ai cambiamenti nello stile di vita rende necessario un aggiornamento costante dei professionisti sanitari sulle più recenti acquisizioni scientifiche e terapeutiche. L’affronto di tematiche sempre più importanti come la terapia di obesità, diabete mellito, dislipidemie si rende necessario per affrontare in maniera costantemente aggiornata problematiche con prevalenza crescente.

Il congresso ha il patrocinio della Regione Umbria, delle Città di Assisi e Perugia, dell’Usl Umbria 1, dell’Ordine provinciale del medici – chirurghi e degli odontogliatri di Perugia, di Itacare-P (Italian Alliance for cardiovascular rehabilitation and prevention) e Sicsport (Società italiana di Cardiologia dello sport).

Progetto SIERO, Regione Umbria premiata al RemTech Expo di Ferrara

La Regione Umbria ha ricevuto al RemTech Expo di Ferrara il riconoscimento per le bonifiche ambientali e la rigenerazione dei territori. Questa la motivazione: “Per l’impegno sul fronte della sostenibilità ambientale nella Regione Umbria e per la promozione del progetto SIERO, modello di eccellenza circolare per la bonifica delle falde acquifere”.

“La rigenerazione ambientale diventa anche un fattore sociale, lo stiamo riscontrando nel progetto SIERO e non solo” ha dichiarato l’assessore De Luca, che ha ricevuto materialmente il premio.

Un momento di particolare rilevanza nella seconda giornata dell’Expo dedicato alle politiche ambientali e alla sostenibilità, alla presenza del vicepresidente della Camera dei Deputati, Sergio Costa, e dell’On. Ilaria Fontana. La Regione Umbria, insieme a Campania e Toscana, ha ricevuto un riconoscimento per l’eccellenza e l’impegno dimostrati nelle politiche di bonifica ambientale, nella rigenerazione dei territori e nell’applicazione di modelli di governance sostenibile.

“Le bonifiche ambientali e la rigenerazione dei territori nelle regioni italiane” era il titolo della sessione moderata da Cinzia Pasquale (Presidente Camera Forense Ambientale) e aperta dalla relazione tecnica di Andrea Sconocchia (ARPA Umbria) e Daniele Susanni (Ramboll Italy) dedicata appunto all’innovativa strategia di bonifica delle falde acquifere contaminate attraverso il siero di latte su cui si basa il progetto SIERO e all’applicazione di principi di circolarità nella bonifica dell’inquinamento diffuso da solventi organici.

A seguire si è svolta la Tavola Rotonda sulla Governance dei territori con l’intervento dell’assessore regionale all’ambiente e all’energia Thomas De Luca insieme ai colleghi assessori all’ambiente della Campania, Claudia Pecoraro, e Toscana, David Barontini.

Il premio consegnato alla Regione Umbria valorizza i risultati conseguiti nella tutela delle matrici ambientali e nella gestione complessa dei siti contaminati, a partire dal virtuoso modello introdotto con il progetto SIERO per la decontaminazione delle falde acquifere.

Nel programma degli eventi del primo pomeriggio, l’assessore De Luca è intervenuto al convegno internazionale “Clima che cambia: Centroamerica – Italia” portando i saluti istituzionali all’interno del vertice dedicato a geologia, agroecologia e modelli socio-economici di adattamento per i territori vulnerabili.

Solimeno si dimette, Sase sta scegliendo il nuovo direttore generale

Umberto Solimeno si è dimesso da direttore generale dell’aeroporto internazionale dell’Umbria. L’annuncio è stato da Sase, la società che gestisce lo scalo umbro, specificando che le dimissioni avranno effetto dal 2 novembre. Fino a quella data Solimeno continuerà a svolgere le funzioni di direttore generale, viene spiegato nella nota. In cui si ringrazia Solimeno “per l’importante contributo fornito allo sviluppo dell’Aeroporto di Perugia nel corso degli ultimi anni e gli rivolge i migliori auguri per la prossima fase del proprio percorso professionale”.

Solimeno indica motivi personali all’origine delle dimissioni. Sottolineando che quelli trascorsi in Sase sono stati anni “fantastici e indimenticabili”, con “una significativa crescita del traffico e il progressivo sviluppo dello scalo e dei servizi offerti ai passeggeri”.

Sase comunica che nel frattempo sta “lavorando ai conseguenti passaggi organizzativi e all’avvio del percorso per la selezione della nuova figura direzionale, chiamata ad accompagnare la prossima fase di sviluppo dell’Aeroporto dell’Umbria, in coerenza con il piano industriale e con gli obiettivi di sviluppo dello scalo”.

Trasporti, nuova tariffa ‘Urbano Perugia’: biglietto a 2 euro e ‘Centroide’ per gli spostamenti da e verso il capoluogo

Nuova tariffa ‘Urbano Perugia’ di Trenitalia e del sistema ‘Centroide di Perugia’ per gli spostamenti ferroviari all’interno dell’area urbana del capoluogo.
Finora, per i viaggi con origine e destinazione all’interno del territorio comunale di Perugia, i sistemi di vendita di Trenitalia restituivano la dicitura ‘soluzione non acquistabile’, rendendo di fatto impossibile, in determinate condizioni, acquistare un regolare titolo di viaggio prima della partenza. Una situazione particolarmente problematica in assenza o in caso di temporanea indisponibilità dei punti vendita della rete integrata ‘Unico Perugia’.

La nuova tariffa ‘ Urbano Perugia’, istituita dalla Giunta regionale, viene fissata a 2 euro e sarà applicata ai viaggi in seconda classe sui treni regionali e regionali veloci tra le stazioni ricadenti nei territori di Perugia e Corciano. Il biglietto avrà una validità di 70 minuti dalla convalida, per una singola corsa, e non sarà soggetto a riduzioni. La scelta del costo di 2 euro è stata definita dalla Regione anche in relazione al sistema ‘Unico Perugia’: il biglietto ordinario UP, al costo di 1,50 euro, resta infatti il titolo pensato per garantire l’intermodalità tra i diversi servizi di trasporto presenti nell’area di Perugia e Corciano. La nuova tariffa ferroviaria interviene quindi come soluzione specifica per consentire l’acquisto del titolo Trenitalia quando l’utente non abbia già acquistato il biglietto integrato.

Parallelamente viene introdotto il ‘Centroide di Perugia’, che disciplina i viaggi ferroviari con origine o destinazione esterna all’area urbana. In questi casi il titolo riporterà l’indicazione generica ‘Perugia’ e il prezzo sarà determinato sulla base della distanza chilometrica dalla stazione di Perugia Fontivegge, secondo la tariffa regionale prevista. Le tariffe saranno attive nelle prossime settimane, quando Trenitalia completerà l’intervento sul sistema, e la Regione comunicherà l’entrata in servizio con la vendita.

“Con questo provvedimento abbiamo sanato un problema concreto che riguardava gli utenti e che non poteva essere lasciato irrisolto”, sottolinea l’assessore regionale ai Trasporti, Francesco De Rebotti. “Non era ragionevole che un cittadino che si sposta all’interno dell’area urbana di Perugia potesse trovarsi davanti a un sistema di vendita che indicava il viaggio come non acquistabile. Abbiamo lavorato con Trenitalia e con il Comune di Perugia per arrivare a una soluzione praticabile, compatibile con il sistema ‘Unico Perugia’ e capace allo stesso tempo di garantire la regolarità dei viaggi.

Il provvedimento sarà trasmesso a Trenitalia e a Umbria TPL e Mobilità per gli adeguamenti dei sistemi informatici e di bigliettazione e sarà condiviso, per il necessario coordinamento con il sistema integrato ‘Unico Perugia’, con il Comune di Perugia, Ishtar, Busitalia Sita Nord e Minimetrò.

“Sanare il disservizio significa anche chiudere una falla che poteva generare situazioni di elusione o evasione tariffaria”, aggiunge De Rebotti. “L’obiettivo è semplice: mettere l’utente nelle condizioni di acquistare regolarmente il proprio titolo di viaggio, con regole chiare e facilmente applicabili. Ora sarà fondamentale monitorare gli effetti della nuova tariffa, sia dal punto di vista dell’utilizzo sia da quello economico, per verificare i risultati e intervenire, se necessario, con eventuali correttivi”. La delibera prevede infatti un monitoraggio sistematico degli introiti tariffari da parte del servizio regionale competente, in collaborazione con Umbria TPL e Mobilità, con l’obiettivo di verificare gli effetti della misura anche sotto il profilo del contrasto all’evasione. I risultati saranno rendicontati nell’ambito del confronto PEF-CER previsto dal contratto di servizio con Trenitalia e confluiranno nel consuntivo economico regionale di fine anno. Sulla base dei dati raccolti, la Regione potrà quindi valutare l’efficacia della nuova disciplina e, qualora necessario, introdurre successive modifiche o rimodulazioni.

Alla festa per i 50 anni della GMP riflessioni sulla filiera delle costruzioni

Una storia, lunga 50 anni, che ha accompagnato lo sviluppo del territorio marscianese e umbro e l’evoluzione di un settore, quello delle costruzioni, fondamentale per l’economia e la modernizzazione del territorio.

Un settore nel quale la GMP Spa di Marsciano – fondata nel 1976 da Alfio Morelli, Marino Giglioni e Mario Pierini, quest’ultimo uscito dalla società nel 1988 – è presente su tutta la filiera, dall’estrazione alla lavorazione e vendita di inerti, alla produzione di calcestruzzi e asfalti, fino alla realizzazione di opere edili e stradali. E il trattamento dei rifiuti edili che completa la filiera, seguendo e in alcuni casi anticipando le esigenze e le sensibilità della cosiddetta economia circolare.

Ma quella celebrata a Marsciano, nella sede centrale della GMP Spa, è stata soprattutto una festa delle persone che ogni giorno, con vari incarichi e mansioni, lavorano in azienda. Perché il fattore umano è stato sin dagli inizi – ed è rimasto in questi 50 anni – la vera forza della GMP, secondo i valori dei suoi fondatori, Alfio e Marino, quest’ultimo scomparso proprio nell’anno di un traguardo così importante.

Una festa durata un’intera giornata. Iniziata la mattina, dedicata ai dipendenti, che si sono ritrovati con i soci, che hanno voluto premiare l’impegno e il senso di appartenenza di chi lavora in GMP con un dono particolare: un gioiello esclusivo, pensato e realizzato con il contributo di un orafo marscianese, che si arricchisce di elementi scandendo gli anni di lavoro in azienda, fino all’età pensionabile festeggiata con un diamante. Una condivisione gioiosa e allo stesso tempo commovente, arricchita dalla presenza dell’arcivescovo Ivan Maffeis e del parroco don Marco Pezzanera.

Una festa proseguita nel pomeriggio insieme agli stakeholder e ai rappresentanti istituzionali – oltre al sindaco di Marsciano Michele Moretti, sono intervenuti la governatrice umbra Stefania Proietti, la presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria Sarah Bistocchi, l’assessore regionale Thomas De Luca, il presidente della Provincia di Perugia Massimiliano Presciutti, con in platea parlamentari, consiglieri regionali ed altre autorità – la cui presenza ha offerto anche spunti di riflessione sull’evoluzione del mondo del lavoro e del settore delle costruzioni, di cui spesso non viene percepita l’importanza per la collettività; sul corretto rapporto tra Istituzioni e imprenditoria, nell’interesse della comunità locale; sui modelli di sviluppo sostenibile.

Una storia, quella della GMP di Marsciano, che come raccontato nel libro “Quando il coraggio diventa impresa” – scritto dallo storico e ricercatore Lorenzo Francisci dopo un rigoroso lavoro di archivio arricchito anche emotivamente dalle testimonianze di soci e dipendenti – che da un lato è emblematica nel mostrare l’evoluzione del settore edile in Umbria e in Italia, ma che dall’altro evidenzia le peculiarità di quest’azienda, con le due famiglie proprietarie che continuano a lavorare insieme attraverso tre generazioni.

Aspetti di cui hanno parlato l’autore del libro e i rappresentanti della proprietà – Alvaro Giglioni, Albano Morelli, Giada e Giacomo Giglioni, Francesco Antonini e Matilde Morelli – in un talk in cui, tra aneddoti e riflessioni su come è cambiato il modo di lavorare in mezzo secolo, è emerso il mix di competenza, coraggio, intraprendenza, rispetto per la persona e per l’ambiente, che ha consentito alla GMP di crescere in questi 50 anni, rispondendo in modo lungimirante e dinamico alle criticità e alle nuove domande del settore e del mercato.

Defr, in Regione il confronto con le associazioni datoriali

Con l’audizione delle associazioni datoriali, seguita a quella dei sindacati e, nei giorni scorsi, dei rappresentanti di enti locali, scuola e università e società partecipate, si è concluso il primo ciclo di incontri dedicati al Documento di economia e finanza regionale (Defr) 2027-2029 e a “Umbria 2030: Patto per il futuro dell’Umbria”.

“Il coinvolgimento delle categorie datoriali – ha dichiarato la presidente della Regione, Stefania Proietti – risponde all’esigenza di mettere in relazione le istanze del tessuto produttivo umbro con una visione complessiva dello sviluppo regionale. Modernizzazione del sistema economico, capacità di attrarre nuovi investimenti e risposta al calo demografico sono le grandi sfide indicate dalla Regione per questa stagione di programmazione, da affrontare tenendo insieme innovazione, sostenibilità e coesione sociale. La concertazione proseguirà nelle prossime settimane con i tavoli tematici previsti in Umbria 2030: Patto per il futuro dell’Umbria, secondo i suggerimenti e le osservazioni raccolte in questa prima fase di incontri”.

Umbria 2030 costituirà la cornice strategica e unitaria della programmazione regionale, con particolare attenzione all’utilizzo dei fondi comunitari e nazionali. Il metodo prevede una concertazione generale affiancata da tavoli tematici settoriali, per definire una visione comune di sviluppo. In linea con le istanze emerse dalla riunione, l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Francesco De Rebotti, nel trarre le conclusioni, ha annunciato di voler costituire “un unico tavolo Sviluppo economico, comprensivo di tutte le deleghe, comprese infrastrutture e trasporti, da riunire secondo un calendario predefinito e regolare, come vera e propria cabina di regia per le materie di competenza dell’assessorato”.

Gli interventi

Per il direttore di Cna Umbria, Roberto Giannangeli, “è necessario rafforzare la programmazione, anche ricostruendo l’esperienza del centro estero, come punto di promozione e accompagnamento delle imprese sui mercati esteri”. Una priorità anche l’accesso al credito per le piccole imprese, con misure per artigianato, commercio e agricoltura, e interventi compensativi per le imprese rimaste escluse dalla Zes.

Michele Marinelli, presidente di Confapi Terni, ha concordato con gli interventi precedenti e puntato sul rafforzamento del raccordo tra imprese, scuole superiori, università e Its, valorizzando anche la formazione continua. “Occorre inoltre ridurre i costi energetici, – ha aggiunto – sostenendo comunità energetiche rinnovabili e autoproduzione a distanza, e valorizzare il potenziale idroelettrico del territorio ternano”.

Per Mauro Franceschini, presidente di Confartigianato Imprese Terni, “occorre sostenere le micro e piccole imprese, che restano la spina dorsale dell’economia umbra. È prioritario rimodulare i bandi Fesr sulle loro esigenze, favorendo la liquidità attraverso Confidi e finanziaria regionale, semplificando i cambi di destinazione d’uso nei centri storici e valorizzando le imprese locali negli appalti. Va inoltre integrato l’artigianato nei percorsi di turismo esperienziale”.

Nel corso del suo intervento, Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di commercio dell’Umbria, ha confermato che “il Defr individua le principali criticità regionali, ma deve tradurle in proposte concrete. Occorre contrastare lo spopolamento e la desertificazione commerciale e dei servizi e, sul turismo, individuare i visitatori potenziali e gli ostacoli che ne impediscono la scelta dell’Umbria”.

Per Carlo Di Somma, presidente di Confcooperative Umbria, “l’economia sociale comprende una pluralità di forme imprenditoriali che richiedono un piano dedicato. Occorre inoltre affrontare con urgenza la questione del lago, riconoscendone la centralità senza relegarla al solo tema dei cambiamenti climatici”.

Giuliano Granocchia, presidente regionale di Confesercenti, ha sottolineato “l’importanza delle acciaierie per l’economia del territorio”, chiedendo di fare il possibile per superare il momento difficile. “Va riavviato il confronto sulla riforma della legge regionale sul commercio, valorizzando le proposte già presentate dall’associazione”.

Simone Cascioli, direttore generale di Confindustria Umbria, ha spiegato: “Serve capacità di attrarre investimenti in Umbria, promuovendo il territorio e le sue potenzialità. I tavoli tematici saranno un’opportunità per fare sintesi tra le posizioni dei diversi portatori di interesse e tradurle in una visione condivisa e in scelte concrete”.

Per Agnieszka Wieczorek, coordinatrice di Legacoop Umbria, “la cooperazione opera in diversi settori ed è un modello d’impresa capace di rispondere alle esigenze dei territori e delle comunità: chiediamo che venga riconosciuta nella programmazione regionale. L’economia sociale – ha aggiunto – è un sistema capace di generare occupazione e coesione sociale, chiediamo quindi un tavolo specifico con la Regione”.

Roberto Di Filippo, presidente di Cia Umbria, ha posto l’accento sul fatto che “la scarsa redditività resta il problema centrale dell’agricoltura. Integrare produzione, trasformazione e commercializzazione può essere una risposta, ma richiede competenze e risorse, soprattutto per le piccole e medie imprese. La fragilità si riflette anche sull’accesso al credito”.

Anna Chiacchierini, presidente Coldiretti Perugia, ha espresso l’auspicio che “l’ascolto si traduca in interventi concreti per l’agricoltura umbra, a partire dal settore del grano”, chiedendo filiere integrate, interventi per il risparmio idrico e misure per favorire il consumo di prodotti agricoli umbri nelle mense scolastiche e ospedaliere.

Per Cristiano Casagrande, direttore di Confagricoltura Umbria, “le aziende devono essere messe nelle condizioni di affrontare gli effetti del cambiamento climatico. Quest’anno la siccità ha ridotto le produzioni agricole e zootecniche, con cali fino al 20% nel settore del latte. È prioritario migliorare la gestione delle risorse idriche. Strategico anche lo sviluppo dell’aeroporto umbro”.

Roberto Mesca, presidente di Copagri Umbria, ha sottolineato la necessità di distribuire meglio il valore lungo la filiera, garantendo un reddito adeguato alle imprese agricole senza gravare sul consumatore finale. “La sfida è coniugare la sostenibilità economica delle aziende con la sicurezza alimentare”.

Gabriele Nardini, presidente di Agci Umbria, ha rimarcato ha rimarcato il ruolo delle cooperative sociali come servizio alla cittadinanza, chiedendo l’inserimento di una clausola di revisione dei prezzi nelle gare d’appalto, “previsione che secondo noi è assolutamente necessaria”.

Maria Raffaella Polegri di Aefor Umbria, l’associazione degli enti di formazione professionale accreditati in Regione Umbria, ha proposto “di passare dalla politica della formazione a un vero e proprio sistema regionale delle competenze, collegando formazione, occupazione e sviluppo delle imprese”.

Silvia Savoia, per Assolavoro, ha chiesto un “sistema regionale permanente di analisi dei fabbisogni professionali, valorizzando formazione continua, percorsi brevi e certificazione delle competenze, e un maggiore coordinamento tra Fondo sociale europeo e fondi interprofessionali”.

Barbara Cicognola, in rappresentanza del Collegio dei geometri di Perugia, si è soffermata sulla necessità che vi sia “uniformità di interpretazione e applicazione delle norme tra i Comuni della regione per quanto riguarda le autorizzazioni, superando vincoli che possono ostacolare interventi necessari allo sviluppo economico”.

Carlo Orlando, presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Perugia ha voluto esprimere “un ringraziamento sincero per l’attenzione verso le libere professioni, che non devono essere considerate soltanto un costo, ma una risorsa per lo sviluppo regionale. Proponiamo una rete di supporto che valorizzi le competenze presenti in Umbria”.

Francesco Orlandi, presidente dell’ordine dei commercialisti di Perugia, ha voluto ringraziare la Regione “per aver coinvolto le libere professioni”, sottolineando la necessità di contrastare la perdita di capitale umano qualificato attraverso investimenti nella formazione e nella specializzazione.

Stefano Stellati, presidente dell’Ordine dei commercialisti di Terni, ha chiesto che “anche gli studi professionali possano accedere alle misure di finanziamento”, indicando tra le priorità l’accesso al credito delle piccole e medie imprese e uno sportello per l’internazionalizzazione.

Pagamenti, in Umbria c’è attendere | Piccole imprese le più puntuali

La PA è diventata più rapida nel pagare le fatture correnti, quelle emesse di recente. Ma non riesce a saldarle tutte. E così, se anche i tempi dei pagamenti si riducono, il credito tale delle imprese è salito a 64,2 miliardi di euro. E nelle transazioni tra privati, in Umbria l’attesa è comunque più lunga rispetto alla media nazionale: circa il 37% delle imprese paga rispettando le scadenze.

Secondo gli ultimi dati resi noti da Cribis, nelle transazioni commerciali tra aziende private relative al secondo trimestre di quest’anno, i pagatori puntuali in Italia sono scesi al 42% (-2% rispetto allo stesso periodo del 2025).

Dalle abitudini di pagamento per tipologia di azienda, solo il 21% delle grandi imprese ha onorato l’impegno entro la scadenza prevista dal contratto. Nelle medie, invece, la percentuale è stata del 35,7 e tra le piccole il 41,8.

Le più “corrette” sono state le micro aziende che hanno pagato i propri fornitori nel 42,7% dei casi.

La situazione nelle regioni e nei territori

A livello territoriale, la situazione più virtuosa si è verificata in Lombardia. In questa regione il 51,6% dei committenti ha pagato i fornitori entro la scadenza prevista dal contratto. Seguono l’Emilia Romagna con il 51,2, il Veneto con il 51, le Marche con il 49,7 e il Trentino Alto Adige con il 44,3.

Le aree geografiche che occupano le ultime posizioni del ranking regionale sono la Toscana con il 29,2% di puntualità, la Sicilia con il 27,2
e la Calabria con il 26,7.

A livello provinciale Sondrio, Bergamo, Belluno e Lecco sono le migliori pagatrici, mentre le peggiori riguardano Trapani, Caltanissetta, Catanzaro e Siracusa.

Allarme energia – Arvedi-Ast, la Regione chiede al Ministero di attivare il Tavolo sull’Accordo di programma

La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha chiesto al ministro Adolfo Urso la convocazione del Tavolo dell’Accordo di programma Arvedi Ast, dopo le dichiarazioni dell’amministratore delegato di Arvedi-Ast Dimitri Menecali, sulla differenza dei costi energetici sostenuti dall’industria siderurgica italiana rispetto ai principali competitor europei.

“Quella dell’energia – sottolinea l’assessore regionale allo Sviluppo economico e al Lavoro, Francesco De Rebotti – non è una questione che emerge oggi. È stata anzi una delle principali criticità emerse nel lungo percorso che ha portato alla sottoscrizione dell’Accordo di programma, dopo una fase segnata da continui rinvii e dalla difficoltà di trovare condizioni in grado di sostenere la competitività del sito. Proprio per questo la Regione ha iniziato a lavorare sul tema, consapevole che il costo dell’energia rappresenta una variabile decisiva per il futuro di una realtà industriale come Ast e, con essa, per l’intero sistema economico e occupazionale ternano e umbro”.

La Regione Umbria evidenzia il rispetto puntuale della propria tabella di marcia nell’ambito dell’Accordo di programma. Entro 9 mesi dalla firma sono state concluse (con informativa in data 15/07/2026) le valutazioni del Gruppo di Lavoro regionale. È stato preadottato un disegno di legge in materia idroelettrica per garantire l’accesso alla partecipazione societaria ad aziende energivore “hard to abate” (approvata con dgr N. 800 il 20/07/2026). Rispetto dei tempi per l’autorizzazione landfill mining e discarica fornendo il massimo supporto amministrativo per garantire un’istruttoria tempestiva. Mentre per quanto riguarda la rampa scorie che entrerà in funzione dal primo ottobre, secondo gli impegni presi dall’azienda nell’Adp la stessa avrebbe dovuto essere operativa già da aprile.

“È bene chiarire – dichiara l’assessore regionale all’ambiente e all’energia, Thomas De Luca – che l’attuale Giunta regionale ha sbloccato e portato a sottoscrizione l’Accordo di Programma in appena 7-8 mesi dal proprio insediamento, ereditando una situazione rimasta colpevolmente in stallo per oltre due anni. Da quel momento in poi, la Regione Umbria ha dimostrato nei fatti il rispetto totale di ogni impegno preso, dalla legge sull’idroelettrico fino alle procedure autorizzative per la discarica. Non possiamo tuttavia nascondere un forte rammarico nel constatare come si tenda a mettere impropriamente sullo stesso piano chi, come la Regione, ha fatto interamente il proprio dovere e chi invece non ha ancora dato le risposte necessarie. I nodi cruciali del costo dell’energia, gli accordi strategici con Enel e la regolamentazione sul recupero dei rottami ferrosi dipendono esclusivamente dalle politiche e dalle decisioni del Governo nazionale, e non certo da questa amministrazione regionale. Ogni tentativo di sovrapporre i ruoli rischia di spostare l’attenzione dalle vere sedi decisionali”.

La presidente della Regione Stefania Proietti, condividendo la preoccupazione dell’azienda, ha già chiesto al ministro delle imprese e del made in Italy Adolfo Urso la convocazione di un Tavolo urgente proprio sulla produzione e dei costi energetici anche di verifica ufficiale ai sensi dell’articolo 9 dell’Accordo di Programma (Monitoraggio degli interventi).

Tale articolo istituisce il Comitato Esecutivo con il compito di verificare lo stato di attuazione degli interventi previsti e monitorare il costante rispetto degli impegni. Poiché l’articolo 9 stabilisce esplicitamente che il Comitato Esecutivo è presieduto dal rappresentante del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, spetta al MIMIT esercitare la responsabilità della convocazione straordinaria dell’organismo.

Necessario quindi che il confronto entri rapidamente in una fase operativa. “Il punto non è chiedere condizioni di favore per Ast – concludono gli assessori De Luca e De Rebotti – ma mettere l’azienda nelle condizioni di competere in un mercato europeo nel quale oggi esistono differenziali di costo energetico molto significativi. Se vogliamo salvaguardare produzioni, mercati e occupazione, dobbiamo affrontare questo tema con strumenti concreti e con una visione di medio-lungo periodo”.

In questo quadro, secondo gli assessori regionali, il tavolo dell’Accordo di programma deve tornare a essere la sede nella quale verificare gli impegni assunti e individuare, insieme al Governo e agli altri soggetti coinvolti, le soluzioni necessarie.

“La Regione è pronta a fare la propria parte e a portare con determinazione il tema sui tavoli nazionali. L’obiettivo deve essere quello di creare le condizioni affinché gli investimenti già programmati e realizzati possano tradursi in una prospettiva industriale solida e duratura per Terni. Parliamo di un sito che rappresenta un patrimonio industriale strategico e di migliaia di lavoratori, diretti e dell’indotto. Per questo – concludono – non possiamo permetterci che un differenziale strutturale sul costo dell’energia finisca per compromettere la competitività conquistata sui mercati. Serve accelerare il confronto e serve farlo adesso, dentro l’Accordo di Programma, con responsabilità e concretezza”.

Stadio-clinica, il Comune di Terni rinuncia al ricorso | La Regione: prioritaria la sanità pubblica

Vicenda stadio-clinica, il Comune di Terni ha rinunciato ad adire il Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar. Una notizia accolta favorevolmente dalla Giunta regionale dell’Umbria, che alla luce di questo gesto rivendica la legittimità delle proprie posizioni e delle scelte espresse e intraprese sin dall’inizio della vicenda.

“La legalità e la legittimità vincono sempre – è scritto nella nota della Giunta regionale – ed è questa la strada percorsa da questa amministrazione che da subito aveva chiesto al Comune il ritiro della determina comunale del luglio 2025 per riportare il progetto nei binari della legge. Se il Comune avesse ascoltato, non ci sarebbero state le gravi conseguenze e la lacerazione sociale che è stata causata dalla volontà sconsiderata di continuare a procedere su una soluzione illegittima”.

“Ora che l’amministrazione comunale di Terni si è conformata al percorso previsto dalla legge – aggiunge la Giunta – il servizio regionale ha risposto nella giornata odierna in merito alla conformità relativa alla pianificazione vigente (atto puramente tecnico, senza alcun margine di discrezionalità politica) concludendo l’adempimento previsto dal Regolamento regionale e ponendo oggi quindi in capo al Comune di Terni il proseguimento dell’iter relativo al permesso di costruire. Va specificato altresì che l’accreditamento e il convenzionamento dei posti letto restano una partita del tutto separata e non vincolata da tale procedura amministrativa”.

Palazzo Donini ricorda che è in dirittura d’arrivo il Piano socio sanitario regionale che manca da oltre 15 anni. “Chiusa questa vicenda – dicono dalla Giunta – per noi la priorità assoluta resta sempre e soltanto la sanità pubblica”.

“La Giunta regionale – viene ricordato in chiusura – ha già avviato le attività per il dibattito pubblico sul nuovo ospedale di Terni, la partecipazione dei cittadini è la garanzia che la salute pubblica viene prima di ogni interesse particolare. Si va avanti per dare a Terni l’ospedale pubblico di alta qualità che merita”.