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Autore: Redazione

Morti sul lavoro, l’Umbria resta in zona rossa

Nel 2025, secondo l’ultimo rapporto dell’Osservatorio VEGA sugli infortuni sul lavoro, l’Umbria resta in zona rossa, con un’incidenza di 44,6 incidenti mortali (esclusi quelli in itinere) ogni milione di lavoratori. Un dato più basso rispetto a quelli registrati negli ultimi due anni (58,1 nel 2023 e 50,9 nel 2024), ma sempre tale da collocare l’Umbria tra le regioni dove è il fenomeno è più allarmante.

I dati nazionali

I dati e le incidenze di mortalità, elaborati dall’Osservatorio Vega negli anni, consentono una lettura costante dell’andamento degli infortuni sul lavoro in Italia. Nell’ultimo quadriennio, dal 2022 al 2025, sono 4.314 le persone che hanno perso la vita sul lavoro in Italia, un dato che evidenzia una lieve riduzione rispetto al quadriennio 2021-2024, senza però un miglioramento sostanziale dell’incidenza del fenomeno.

Il settore delle Costruzioni si conferma quello più colpito, con 585 vittime, seguito da Trasporti e Magazzinaggio e Attività Manifatturiere. Le aree in cui si registra il rischio più elevato restano quelle del Centro e del Sud: Basilicata e Umbria risultano stabilmente tra le regioni più critiche dell’ultimo quadriennio, mentre Lazio e Lombardia, pur essendo tra le regioni con più occupati, mantengono incidenze inferiori alla media nazionale.

Gli aspetti più preoccupanti riguardano la vulnerabilità di alcune categorie: gli over 65 risultano la fascia più esposta, i lavoratori stranieri registrano un tasso di mortalità più che doppio rispetto agli italiani sia in occasione di lavoro sia in itinere, mentre gli uomini presentano tassi di incidenza significativamente superiori rispetto alle donne.

“Il dato più significativo – sottolinea il presidente dell’Osservatorio Vega, Mauro Rossato – è che il rischio non si distribuisce in modo uniforme nella penisola. Questo impone la necessità di politiche di prevenzione mirate e continuative, capaci di intervenire sulle fragilità specifiche dei territori e delle categorie di lavoratori più esposte.”

Congresso Uil Umbria, Molinari confermato segretario

“Il momento è straordinario e non possiamo più usare strumenti ordinari: serve un lavoro di squadra collettivo, un grande momento di confronto e di azione. Siamo convinti della necessità della scrittura di un grande Piano industriale e di sviluppo per l’Umbria”. Questo l’appello lanciato dal segretario generale della Uil dell’Umbria, Maurizio Molinari, dal palco del 19esimo congresso regionale che lo ha rieletto per un nuovo mandato alla guida della Uil dell’Umbria. Un congresso importante, che ha visto la presenza dei dirigenti nazionali del sindacato e delle categorie, delle Istituzioni e delle organizzazioni datoriali. Ospiti anche i rappresentanti di Cgil e Cisl Umbria.

Il Piano di sviluppo per l’Umbria, per Molinari, va fatto subito e messo in pratica velocemente. “Un tavolo permanente, un’alleanza per lo sviluppo e la crescita: non serve formalizzarsi sui nomi o sulle etichette ma guardare alla sostanza. Noi siamo pronti, già da domani – ha detto Molinari – a sedersi intorno ad un tavolo con le altre organizzazioni sindacali, le associazioni di categorie e le Istituzioni”. L’appello è stato lanciato alla politica, alle associazioni datoriali e di categoria, ma anche ai sindacati e alla Uil tutta. Molinari ha rivendicato i risultati e le azioni incisive, dall’apertura della nuova sede regionale, passando per l’iniziativa shock delle bare di cartone in piazza IV novembre, a Perugia, per denunciare le morti sul lavoro e poi la Carovana a Foligno, contro i lavoratori fantasma. E la presentazione del Protocollo appalti, che è stato inserito all’interno di una proposta di legge presentata dalla consigliera regionale Letizia Michelini.

L’appello e la richiesta è stata anche quella del “coraggio delle scelte” per la politica e le istituzioni. Scelte che servono in tutti i settori, a partire dalla sanità passando per infrastrutture e trasporti, rifiuti e ambiente, giovani e anziani. Sulla sanità scelte che dovranno essere prese per risolvere la carenza del personale, liste d’attesa e fuga verso il privato. “Una situazione che è come un vortice verso il disastro che richiede scelte coraggiose e una riorganizzazione basata su qualità ed efficienza. Piaghe dell’Umbria restano spopolamento, invecchiamento e difficoltà dei giovani, più precari e spesso costretti a lasciare il territorio”. Quindi le infrastrutture e i trasporti, con la denuncia dell’isolamento dell’Umbria, perché “il diritto alla mobilità è libertà”. Sul piano sindacale viene ribadita l’importanza della rappresentanza, con la richiesta di regole chiare e il contrasto ai contratti pirata”. E poi il punto della situazione sul sindacato umbro: crescono servizi e iscritti. Conclusioni della mattina affidate al segretario organizzativo nazionale Emanuele Ronzoni: “Siamo una organizzazione che ha intuizione, capacità di elaborazione e che fa proposte”.

Nel pomeriggio gli interventi dei segretari generali delle categorie, le conclusioni di Bombardieri e l’elezione di Molinari. “Per noi il lavoro è una priorità: abbiamo sempre messo al centro della nostra azione la necessità di dare risposte sui salari e sul lavoro dignitoso – ha detto Bombardieri – In questo Paese, aumentano i numeri, ma non la qualità dell’occupazione: è su questo aspetto che occorre concentrarsi e intervenire. Anche il tema della sicurezza sul lavoro – ha proseguito Bombardieri – resta per noi prioritario, perché continuano a esserci più di mille morti l’anno. Abbiamo fatto passi in avanti, ma riteniamo che bisogna fare di più sul fronte della prevenzione e della formazione, istituendo anche il reato dell’omicidio per violazioni di norme sulla sicurezza e sradicando il lavoro nero, spesso causa di gravi incidenti subiti da lavoratrici e lavoratori sfruttati. Non ci fermeremo – ha sottolineato il leader della Uil – fino a quando non avremo raggiunto l’obiettivo di zero morti sul lavoro”. Bombardieri ha poi risposto anche a domande sull’attuale crisi geopolitica e sul ruolo dell’Europa: “In questi anni – ha detto – è stato messo in discussione il principio del rispetto del diritto internazionale con conseguenze sulle persone più deboli. L’Europa dovrebbe modificare il Patto di stabilità piuttosto che confermare le attuali regole della politica economica e finanziaria, perché – ha concluso Bombardieri – questa situazione di crisi ricade sulle spalle dei più deboli e ciò è sbagliato e inaccettabile”.

Aeroporto dell’Umbria, disponibili 580mila posti per i voli dell’estate

Nonostante le incertezze della situazione geopolitica internazionale, l’Aeroporto Internazionale dell’Umbria “San Francesco d’Assisi” continua ad incrementare i propri passeggeri. Ad aprile lo scalo umbro registra una crescita del traffico passeggeri pari al +5,4% rispetto allo stesso mese del 2025, segnando così il miglior aprile nella storia dello scalo, con 67.027 passeggeri transitati.

Nel primo quadrimestre dell’anno si registrano 143.288 passeggeri, in aumento di circa 9.000 unità (+6,6%) rispetto ai 134.373 dello stesso periodo del 2025, anno che aveva poi fatto registrare il record storico annuale di traffico. Un andamento che conferma il trend positivo dell’aeroporto umbro, sostenuto da una programmazione sempre più consolidata e potenziata.

Per la stagione estiva “Summer 2026”, operativa fino a fine ottobre, sono infatti disponibili circa 580.000 posti su 17 rotte, operate da 6 compagnie aeree, con un’offerta di fino a 118 voli settimanali.

Nel dettaglio, il network prevede dieci rotte operate da Ryanair, con quattro collegamenti nazionali verso Cagliari, Catania, Palermo e Brindisi (dal 3 giugno al 30 settembre) e sei destinazioni internazionali: Londra Stansted, Bruxelles Charleroi, Cracovia, Barcellona, Malta e Bucarest. British Airways conferma la rotta Perugia–Londra Heathrow, mentre Wizz Air mantiene il collegamento giornaliero con Tirana. Transavia ha ripreso i voli trisettimanali per Rotterdam. Aeroitalia conferma i voli per Olbia e Lamezia Terme con due frequenze settimanali tra metà giugno e metà settembre, mentre Hello Fly da inizio giugno collegherà Lampedusa e Pantelleria con voli settimanali.

Con l’introduzione dell’orario estivo, è stato inoltre ulteriormente rafforzato il servizio di collegamento via autobus tra Perugia, Assisi e l’aeroporto, realizzato da Busitalia e Trenitalia (Gruppo FS). Sono infatti attivi fino a 32 collegamenti giornalieri, di cui 22 da/per Perugia e 10 da/per Assisi. Il servizio consente l’acquisto dei biglietti direttamente a bordo tramite carta contactless, oltre alla possibilità di acquistare un titolo di viaggio integrato treno–autobus attraverso il sito web Trenitalia, contribuendo a rendere la mobilità sempre più semplice, accessibile e digitale.

La crescita registrata nei primi mesi del 2026 conferma il ruolo strategico dell’Aeroporto Internazionale dell’Umbria nel sistema della mobilità regionale e nazionale, con prospettive positive anche per i mesi di alta stagione.

La Regione conferma la volontà di investire sull’aeroporto – afferma la presidente della Regione, Stefania Proietti – e lo ha dimostrato anche in occasione dell’approvazione del bilancio triennale, il primo della nostra amministrazione. Investiamo ogni anno 4 milioni e mezzo di euro sullo scalo aeroportuale perché siamo convinti che lo sviluppo sia l’unica strada per rafforzare un’opera strategica importante. Sono previsti inoltre interventi di potenziamento strutturale, sicurezza e ammodernamento, sostenuti anche da fondi per l’ottavo centenario di San Francesco. L’aeroporto è per noi cruciale per il turismo e per le imprese, oltre che per l’integrazione con le infrastrutture del centro Italia.

Prodotti Artigianali e Industriali: al via la tutela delle IGP “Non-Agri” | Confartigianato: “Opportunità storica per il saper fare italiano”

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale (Serie Generale n. 93 del 22 aprile 2026) del Decreto Legislativo n. 51/2026, l’Italia compie un passo decisivo verso la protezione internazionale delle proprie eccellenze. Il provvedimento, che entrerà in vigore il 7 maggio 2026, adegua l’ordinamento nazionale al Regolamento (UE) 2023/2411, rendendo pienamente operativo il nuovo sistema di tutela delle Indicazioni Geografiche Protette (IGP) per i prodotti artigianali e industriali.

Le cosiddette IGP “non-agri” rappresentano un nuovo titolo di proprietà industriale valido in tutta l’Unione Europea. Questo strumento estende finalmente a produzioni come ceramiche, tessuti, gioielli, vetro, strumenti musicali e lavorazioni in pietra, la medesima protezione finora riservata esclusivamente al comparto agroalimentare.

Franceschini (Confartigianato Umbria): “Svolta storica per l’artigianato di eccellenza”

Un provvedimento molto atteso anche per la tutela delle produzioni tipiche umbre, indiscusse eccellenze mondiali. Commenta a questo proposito Mauro Franceschini, presidente Confartigianato Imprese Umbria:  “L’adeguamento dell’ordinamento italiano al Regolamento UE 2023/2411 rappresenta una svolta storica per l’artigianato d’eccellenza. Proteggere le Indicazioni Geografiche industriali e artigianali significa blindare l’identità del Made in Italy e il legame indissolubile tra territorio e produzione. Non parliamo solo di norme, ma di dare valore economico al ‘saper fare’ che le nostre micro-imprese si tramandano da generazioni. Confartigianato Imprese Umbria continuerà a lavorare al fianco di Ministero e istituzioni locali affinché questa nuova tutela si trasformi in una reale opportunità di crescita e competitività per i nostri associati.”

Dettagli tecnici e scadenze

Le IGP per i prodotti artigianali ed industriali sono disciplinate dal Regolamento (UE) 2023/2411, che ha introdotto in tutti gli Stati membri regole certe ed omogenee finalizzate a proteggere ed elevare ulteriormente la qualità dei prodotti artigianali ed industriali in tutta l’Unione Europea. Tale Regolamento è in vigore dal 16 novembre 2023 ed in applicazione dal 1° dicembre 2025.  
Tutela contro l’uso improprio del nome: Protezione legale contro imitazioni e contraffazioni in tutta l’UE.
Valorizzazione del territorio: Promozione internazionale delle radici locali e regionali.
Certificazione della qualità: Garanzia per il consumatore finale sulla provenienza e i metodi di lavorazione.

Con l’entrata in vigore del decreto nazionale il prossimo 7 maggio, l’Italia si posiziona in prima linea per elevare la qualità e l’orgoglio produttivo del proprio tessuto artigianale sui mercati globali.

Il percorso

Ricorda ancora Franceschini: “L’entrata in vigore del decreto sulle IGP artigianali è il risultato di un percorso che ci ha visti protagonisti in prima linea. Negli ultimi giorni abbiamo partecipato a eventi decisivi che hanno ribadito l’importanza strategica di questo provvedimento per il nostro territorio:

  • Deruta (16 aprile): Al centro del confronto sulla ceramica artistica, dove la nostra Presidente Nazionale dei Ceramisti, Erika Liberati, ha evidenziato come l’IGP sia lo strumento essenziale per blindare una tradizione secolare e dare certezze economiche ai nostri maestri artigiani.
  • Bruxelles (22 aprile): Siamo stati protagonisti al Parlamento Europeo per definire l’applicazione pratica del Regolamento UE, con l’obiettivo di garantire procedure di registrazione semplici, accessibili e realmente efficaci per le nostre micro e piccole imprese.

Questi appuntamenti – conclude il presidente Franceschini – confermano la missione di Confartigianato: essere il ponte tra le istituzioni e le botteghe, trasformando le norme in opportunità concrete di crescita e tutela per il Made in Italy”.

Edilizia e territorio, l’Umbria prova a guardare oltre il PNRR

Lunedì 4 maggio alle ore 15.30 presso la sede di ANCE Perugia in Via Palermo 80/A – Perugia, verrà presentato il Report sulla situazione e sulle prospettive dell’economia umbra, con particolare riferimento alle infrastrutture e al sistema delle costruzioni, commissionato da ANCE Perugia nell’ambito del progetto “Guardiamo al Futuro – L’industria delle costruzioni per una nuova fase di sviluppo economico e sociale”.

Dopo il saluto del presidente di ANCE Umbria, Massimo Ponteggia, aprirà i lavori il presidente di ANCE Perugia, Giacomo Calzoni che presenterà un percorso per l’Umbria dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili, aperto al contributo di tutti i soggetti presenti sul territorio, partendo dall’analisi delle necessità e delle opportunità emerse dal Report.

Lo studio realizzato – illustrato da Alfredo Martini, The Sign Comunicazione – offre una lettura strutturata della pianificazione territoriale e delle opere pubbliche in Umbria, in relazione all’ammontare delle risorse finanziarie disponibili e prospettiche. Il progetto nasce dalla consapevolezza che, nella fase successiva al PNRR, il settore delle costruzioni e, più in generale, lo sviluppo del territorio umbro, richiedano una nuova visione strategica condivisa, capace di evitare rischi di frammentazione nella programmazione e negli investimenti.

Dall’analisi emerge un potenziale di investimenti pari a circa 2 miliardi di euro relativi a 1.490 opere, con una quota significativa di risorse ancora da consolidare o individuare. Si tratta di un patrimonio informativo che può rappresentare una base concreta per orientare scelte strategiche e priorità di intervento.

Un tema sul quale ANCE vuole aprire un tavolo di confronto, coinvolgendo le imprese, le Istituzioni a tutti i livelli e gli attori socio-economici del territorio umbro. L’incontro di lunedì 4 maggio (ore 15.30), al quale parteciperanno rappresentanti di Regione, Province e Comuni, avvierà il confronto  con una  prima fase di condivisione e di ascolto, partendo appunto dalla presentazione del Rapporto.

Interverranno, tra gli altri, il presidente di Confindustria Umbria, Giammarco Urbani, l’assessore Regionale Francesco De Rebotti, il presidente della Provincia di Perugia, Massimiliano Presciutti, la vice presidente di ANCI Umbria, Laura Antonelli, l’assessore del Comune di Perugia, Francesco Zuccherini e l’assessore del Comune di Spoleto, Giovanni Maria Angelini Paroli.

(foto generica di archivio)

IA e innovazione educativa, all’Itts volta di Perugia i docenti umbri al seminario di avanguardie educative

IA e innovazione educativa, all’Itts volta di Perugia docenti da tutta l’Umbria per il seminario di avanguardie educative. L’obiettivo è guardare alla complessità del presente e interpretare sfide future, comprese quelle che si aprono con l’utilizzo dell’Intelligenza artificiale nella scuola.

L’Istituto tecnico tecnologico statale Alessandro Volta di Perugia ha organizzato il seminario regionale della Rete di Avanguardie educative ‘Abitare il futuro innovazione educativa e cittadinanza globale’. Come scuola polo regionale del movimento Avanguardie educative, l’istituto di Piscille ha proposto così una due giorni di formazione e confronto a cui hanno partecipato docenti provenienti da tutta l’Umbria. Ad aprire l’evento sono stati, insieme a Fabiana Cruciani, dirigente scolastica dell’Itts Volta di Perugia, Francesco Manfredi, presidente di Indire, Istituto nazionale di documentazione innovazione ricerca educativa a cui si deve la nascita 10 anni fa del movimento di Avanguardie educative, Jessica Niewint, ricercatrice di Indire, Jose Mangione, ricercatrice di Indire e referente di Avanguardie educative. Presenti inoltre Francesca Tizi, assessore all’istruzione del Comune di Perugia, e Fabrizio Ricci, consigliere regionale dell’Umbria, che hanno fatto un plauso a questa iniziativa sottolineando come confermi la scuola quale luogo di cittadinanza attiva. Nel corso dell’iniziativa si sono succeduti anche gli interventi di Franca Burzigotti, Ambassador di Avanguardie educative, e Francesco Mezzanotte, coordinatore del Corpo ispettivo dell’Ufficio scolastico regionale dell’Umbria.

Avanguardie educative è un movimento aperto alle scuole italiane con l’obiettivo di individuare, supportare, diffondere e mettere a sistema pratiche e modelli educativi volti a ripensare l’organizzazione della didattica, del tempo e dello spazio del ‘fare scuola’ in una società della conoscenza in continuo divenire. L’Itts Volta è stato tra le scuole fondatrici del movimento e negli anni ha implementato le idee, creato ambienti di apprendimento multimodali che permettono di sperimentare metodologie diverse in ambito umanistico, tecnologico e tecnico.

 In quest’ottica i temi dell’Intelligenza artificiale e della transizione tecnologica nella scuola si sono imposti al centro della riflessione che non ha mancato però di affrontare tematiche legate ai principi fondanti delle nostre società, ai valori condivisi, compresi quelli della pace e dell’ambiente. “Avanguardie educative – ha commentato la dirigente Cruciani – è un punto fermo nella realtà del nostro istituto, le sue idee hanno permeato molti dei nostri percorsi e oggi siamo qui a raccontare quello che siamo riusciti a fare in 10 anni di attività con uno spirito nuovo e guardando a un futuro che interpretiamo con creatività sempre nella dimensione dell’umano”. “Avanguardie educative – ha spiegato il presidente Manfredi – è un progetto che nasce per stimolare i nostri istituti scolastici ad affrontare il cambiamento. Un cambiamento ineludibile 10 anni fa che oggi tocchiamo con mano su molti livelli. Oggi parliamo di due grandi transizioni, quella demografica e quella tecnologica che si influenzano e sfidano fortemente il mondo della scuola a innovare e rinnovare metodologie, professionalità, relazioni con gli studenti e le loro famiglie e con il territorio. Le strategie di Indire vanno nella direzione di supportare le istituzioni scolastiche che oggi più che mai hanno bisogno di essere aiutate per implementare i nuovi strumenti ma anche i nuovi modelli Indire propone”. Alla referente del progetto Jose Mangione, il compito di fare un’ampia panoramica sull’Intelligenza artificiale che va intesa come un “amplificatore” con grandi potenzialità ma anche rischi se non gestita con responsabilità. “Abbiamo provato a connettere le innovazioni rispetto al futuro della scuola – ha sottolineato Magione – con una tecnologia dirompente e trasformativa come l’intelligenza artificiale. Ne abbiamo valutato le potenzialità e rischi, ma soprattutto abbiamo cercato di comprendere quali solo le difficoltà rispetto a un uso in educazione. Abbiamo cercato di ragionare su che cosa vuol dire fare crescere bene i nostri studenti. Crescere è un’agency biologica, ma crescere bene è un’agency adulta che ci richiama a una responsabilità degli attori della comunità, la famiglia, i docenti. L’Ia non assume la responsabilità delle azioni, quindi dobbiamo lavorare per cercare di restituire modelli di lavoro che possano informare anche le pratiche di altre scuole. Lo stiamo facendo attraverso la rete tematica Ai che nasce da due movimenti di innovazione Avanguardie educative e Piccole scuole, in questo momento con 26 scuole ragioniamo su quali pratiche possono anticipare il futuro ma rendere la scuola protagonista”. Di queste 26 scuole fa parte anche l’Itts Volta di Perugia.

Imprese e sviluppo, ecco i comuni umbri che crescono meglio

La Camera di Commercio dell’Umbria analizza l’Ebitda margin dei Comuni sopra i 10mila abitanti. Il dato misura la capacità delle imprese di trasformare i ricavi in valore operativo Ai vertici San Giustino, Gubbio, Marsciano, Amelia, Castiglione del Lagoe Assisi. Non è solo una graduatoria economica: è una mappa della crescita più solida e più promettente Sotto la soglia del 10% il margine per investire e reggere gli shock diventa più stretto. I risultati di tutti i municipi.

I risultati dei Comuni

È questa la chiave del nuovo approfondimento territoriale della Camera di Commercio dell’Umbria sui bilanci depositati nel 2025 dalle società di capitali umbre e relativi all’esercizio 2024. Dopo il rapporto congiunturale annuale presentato il 6 marzo dall’Ente camerale, “L’economia umbra e i bilanci delle imprese – Analisi dei bilanci delle società di capitali umbre 2024”, l’analisi scende ora dentro i territori e osserva i Comuni umbri con più di 10mila abitanti, con l’eccezione di Narni, non incluso per un problema tecnico.

Il risultato consegna una geografia economica interessante. In testa ci sono San GiustinoGubbioMarscianoAmelia e Castiglione del Lago, i Comuni nei quali le imprese mostrano la maggiore capacità di generare margini e, quindi, di disporre di risorse potenziali per investire, crescere e creare occupazione di qualità.

L’indicatore scelto è l’Ebitda margin, cioè il rapporto percentuale tra margine operativo lordo e valore della produzione. Tradotto fuori dal linguaggio tecnico, misura quanto resta all’impresa dopo aver sostenuto i costi intermedi e il costo del personale, prima di pagare imposte, interessi, svalutazioni e ammortamenti. È il punto in cui i ricavi smettono di essere solo fatturato e diventano capacità industriale, finanziaria e strategica.

Il dato più alto è quello di San Giustino, con un Ebitda margin del 19,9%. Seguono Gubbio, con il 16,1%, Marsciano, con il 12,2%, Amelia, con l’11,9%, Castiglione del Lago, con l’11,7%, e Assisi, con l’11,4%. Sono i territori che superano la soglia del 10%, considerata dalla letteratura economica un livello di riferimento importante per misurare l’appetibilità e la capacità di sviluppo di un sistema produttivo.

Sopra quel livello, un territorio mostra in media imprese più capaci di autofinanziarsi, più credibili verso il sistema bancario, più attrezzate per sostenere investimenti e più forti nel fronteggiare fasi di rallentamento. Sotto quella soglia, il sistema produttivo può anche restare vivace nei volumi, ma rischia di trattenere meno valore. Si può fatturare molto e respirare poco: è questa la differenza tra quantità dell’economia e qualità dello sviluppo.

La graduatoria restituisce così un’Umbria a più velocità. Foligno si colloca esattamente sul valore soglia del 10%. Più sotto si trovano Umbertide, con il 9,2%, Corciano, con l’8,8%, Orvieto, con l’8,6%, Bastia Umbra, con l’8,3%, e Todi, con l’8%. Sono territori vicini all’area di solidità, ma con una capacità media di generare margine meno intensa rispetto ai Comuni di testa.

Più distanti dalla soglia risultano Perugia, con il 6,7%, Spoleto, con il 6,3%, Terni, con il 6%, Magione, con il 5,9%, Città di Castello, con il 4,1%, e Gualdo Tadino, con il 2,1%. Il dato non equivale a una bocciatura del tessuto produttivo. Segnala però una maggiore compressione media dei margini: le imprese producono, vendono, lavorano, ma una quota più ampia del valore generato viene assorbita dai costi.

È qui che l’Ebitda margin diventa una lente particolarmente utile. Un territorio può apparire economicamente attivo e, nello stesso tempo, avere poco margine operativo. Può avere imprese che fanno girare ricavi consistenti, ma con una struttura dei costi tale da lasciare poche risorse per investire. Al contrario, territori meno appariscenti nei volumi possono mostrare una capacità più alta di trattenere valore. La classifica non misura soltanto chi produce di più: misura chi riesce a trasformare la produzione in forza economica.

Il quadro regionale conferma la complessità della fase. L’Ebitda margin medio dell’Umbria si colloca all’8%, sotto il valore soglia del 10% e sotto la media italiana, pari al 9,1%. Il confronto con il 2019, ultimo anno prima della pandemia, mostra un lieve miglioramento: allora l’Umbria era al 7,5%, mentre l’Italia era all’8,9%. Il progresso c’è, ma non basta ancora a portare la regione su un sentiero di crescita robusta e continuativa.

Province a confronto

Anche il confronto provinciale mostra una differenza significativa. La provincia di Perugia presenta un Ebitda margin medio dell’8,2%, superiore a quello della provincia di Terni, ferma al 7,4%. La distanza non è enorme, ma conferma una maggiore fragilità del sistema ternano nella capacità media di generare margini, cioè nella prima riserva da cui passano investimenti, modernizzazione produttiva, credito e continuità aziendale.

Il peso delle società di capitali rende questa analisi ancora più rilevante. In Umbria rappresentano in media il 29% del totale delle imprese, ma secondo le stime concentrano circa il 75% del fatturato complessivo del sistema produttivo regionale. Sono una minoranza numerica, ma una maggioranza economica.

Il commento di Mencaroni

Per questo il rapporto della Camera di Commercio dell’Umbria non è soltanto una graduatoria tra Comuni. È una mappa della capacità dei territori di preparare il futuro. Dove l’Ebitda margin è alto, le imprese hanno più strumenti per restare sul mercato, finanziare nuovi progetti, affrontare il costo del denaro, investire in tecnologie e resistere alle turbolenze. Dove è basso, il sistema produttivo resta più esposto. Il margine non è un dettaglio contabile: è il carburante dello sviluppo.

Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, commenta: “Questa analisi ci dice una cosa molto chiara: la crescita non si misura soltanto con i ricavi, ma con la capacità delle imprese di generare valore, trattenere margini e trasformarli in investimenti, occupazione e innovazione. La Camera di Commercio dell’Umbria è impegnata proprio su questo terreno: aiutare il sistema produttivo a fare un salto di qualità, accompagnando le imprese nella transizione digitale ed ecologica, nella modernizzazione dei processi, nell’accesso a competenze nuove e nella costruzione di modelli più solidi. Dove il margine cresce, cresce anche la possibilità di guardare avanti con più forza. Il nostro compito è fare in modo che questa capacità si allarghi a tutto il territorio regionale. È anche per questo che il nostro monitoraggio del settore produttivo e dell’economia umbra è molto attento e tempestivo”.

I Cammini hanno portato oltre 750 turisti a Orvieto in due fine-settimana | Ora il cicloturismo

Numeri da record per i cammini di trekking dell’orvietano collegati al circuito di aziende di Destinazione Orvieto: il cammino dell’intrepido Larth sulla rotta Orvieto-Bolsena-Civita di Bagnoregio e il cammino del miracolo del Corpus domini. Gli ultimi due fine settimana hanno fatto registrare oltre 750 presenze di turisti, spingendo gli organizzatori a suggerire una modifica del tragitto e facendolo iniziare da Bagnoregio piuttosto che ad Orvieto. Un cambiamento collegato al fatto che a Bagnoregio si registra da settimane il tutto esaurito nelle strutture ricettive e si è dunque posta l’esigenza di far dormire la prima notte i camminatori ad Orvieto.

Le località toccate dai percorsi sono state letteralmente prese d’assalto dai turisti, soprattutto nel fine settimane del primo maggio. Le proiezioni per il resto del 2026 parlano di presenze stimate tra le 3000 e le 4500, con un indotto per l’economia locale che oscilla tra i 600 e i 700 mila euro.

“Un successo straordinario che comporta anche una strategia di valorizzazione di Orvieto perché tanti camminatori ci hanno detto di aver scoperto una città di cui ignoravano la bellezza e nella quale torneranno – dice Antonella Cannas, responsabile dei rapporti con le imprese per Destinazione Orvieto – il turismo lento implica infatti una profonda consapevolezza dei luoghi visitati ed il fenomeno che si è innescato qui segna l’avvio di una vera e propria rivoluzione, ma è anche il primo passo verso un processo di crescita ed una gestione diversa dei flussi che si stanno creando”.

“Orvieto Bike Flower”

Entro il mese di maggio sarà infatti presentato ufficialmente il progetto di “Orvieto Bike Flower”, un’altra ambiziosa iniziativa per far decollare con forti volumi turistici anche il cicloturismo. Il progetto che incentrato su una sinergia tra Destinazione Orvieto, un pool di aziende, le pro loco del territorio ed alcune amministrazioni comunali, è impostato sulla creazione di percorsi da fare con le bici mountain bike e le bici elettriche avendo come punto di riferimento Orvieto, ma coprendo il territorio circostante con un reticolo di tracciati che toccheranno anche le zone rimaste finora escluse dai cammini di trekking come l’altopiano dell’Alfina e il lago di Corbara. Al progetto contribuiscono con il ruolo di supervisori Emanuele Rossi e Luca Sbarra di Destinazione Orvieto, le guide ambientali responsabili dei cammini.

Fiori e piante

Nel frattempo, si stanno stringendo i bulloni anche per l’importante mostra mercato di fiori e piante che si svolgerà in piazza della Repubblica ad Orvieto il 23 e maggio nel contesto della manifestazione “Orvieto in fiore”. Un evento ad ingresso gratuito a cui hanno finora già aderito 25 espositori che servirà ad inserire Orvieto nel circuito nazionale delle città che ospitano importanti eventi florovivaistici. Il progetto che vede la collaborazione tra il Comitato cittadino dei quartieri e Destinazione Orvieto è coordinato dal direttore artistico Mauro Di Sorte. Alle due aziende di Do che sostengono in qualità di sponsor la mostra mercato, “Utensileria Baldini” e “Garden Motor di Montefiore”, si è recentemente aggiunta anche “Natura Naturans”, azienda specializzata nella produzione di cosmetici bioecologici con sede ad Orvieto, strada del Lapone.

Prorogato il taglio delle accise, così i prezzi dei carburanti in Umbria

Prorogato per tre settimane il taglio delle accise sui carburanti. Ma con una diversa articolazione, che premia gli sconti sul gasolio (che restano di 20 cent al litro) e diminuendo a 5 cent quello sulla benzina (il cui prezzo, dall’inizio della crisi in Medio Oriente, è aumentato del 6%, contro il 20% del diesel.

Difficile tuttavia che, vista la situazione economia complessiva, il taglio delle accise possa essere strutturale.

Questi i prezzi medi dei carburanti rilevati in Umbria dal Ministero delle imprese e del made in Italy:

Gasolio SELF 2.050
Benzina SELF 1.745

Annunciata una misura specifica di sostegno al settore dell’autotrasporto.

Pentima, ecco la ripartizione finanziaria del progetto di riqualificazione

La Seconda commissione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, presieduta da Letizia Michelini, ha effettuato un sopralluogo al polo di formazione universitaria e professionale di Pentima (Terni) dove, prima della visita alle varie strutture del sito, è stato presentato, dai tecnici regionali, il progetto di
riqualificazione dell’area. ,

“Un luogo strategico – ha sottolineato l’assessore regionale Francesco De Rebotti in apertura di riunione – che verrà trasformato in un’infrastruttura stabile per la formazione, la ricerca e l’innovazione, strettamente
connessa al sistema produttivo”.

Il progetto prevede la riattivazione e rifunzionalizzazione degli spazi per ospitare attività di formazione universitaria avanzata, ricerca sviluppata in collaborazione con le imprese e iniziative legate all’innovazione e alle startup.

Nel corso della presentazione è stato evidenziato il ruolo strategico di Terni nel contesto regionale, “anche alla luce degli investimenti in corso nel comparto siderurgico e delle trasformazioni legate alla transizione energetica e digitale. Qui – ha spiegato l’assessore – si concentra una parte rilevante della capacità produttiva dell’Umbria. Per questo fondamentale costruire le competenze necessarie ad accompagnare questa fase di cambiamento”.

Dopo i saluti istituzionali dell’assessore del Comune di Terni, Sergio Anibaldi, che ha definito “importante il rapporto con Regione e Università”, è stato l’ingegnere, dirigente regionale, Paolo Gattini, coadiuvato dai tecnici dell’assessorato, Francesca Pazzaglia e Vanessa Salvo, a presentare il progetto.

“Questa riqualificazione – ha detto – punta a trasformare un patrimonio importante, ma parzialmente degradato in un polo universitario e professionale moderno, sicuro, funzionale ed attrattivo. La
riqualificazione dell’area – ha spiegato – mira a costituire un polo scientifico, tecnologico e formativo integrato, capace di mettere in rete le funzioni universitarie, della formazione professionale e
dei servizi studenteschi attraverso il recupero e la valorizzazione degli edifici esistenti, in particolare gli spazi ex Isrim, destinati a: laboratori multidisciplinari (Università, Its, Cfp); spazi per C-lab, co-working, aula magna, segreterie e aule studio; creazione del ‘Pentima Campus’, un marchio territoriale che identifichi un luogo unico per l’istruzione, l’innovazione e i servizi, dove pubblico e privato collaborano per rigenerare il futuro formativo della città; efficienza energetica e sicurezza (impianti a energia rinnovabile, videosorveglianza), attuazione per stralci coordinati e coerenti con le disponibilità finanziarie e la continuità d’uso; attualizzazione delle concessioni d’uso e creazione ‘Condominio’ con ruoli specifici”.

La ripartizione finanziaria

Questa la ripartizione finanziaria: Risorse FSC (Fondo Sviluppo e Coesione), 17 milioni di euro: euro 167mila 348 per opere propedeutiche (sgombero rifiuti); euro 1 milione 320mila per primo stralcio (locali
Arpal-riqualificazione); euro 15 milioni 512mila 651 per secondo stralcio (recupero strutturale ex Isrim). Stanziamenti aggiuntivi: 1,5 milioni di euro per ristrutturazione mensa (completata); 4 milioni di
euro per ristrutturazione palestra (in conclusione). Cronoprogramma attuazione degli interventi: 2025 programmazione e approvazione DOCFAP; 2025-2027 progettazione esecutiva e gara; 2027-2031 esecuzione lavori per stralci; secondo quadrimestre 2031 fine lavori e rendicontazione FSC.

“Non partiamo da zero – ha tenuto a sottolineare De Rebotti – ma da una base reale, che oggi lavora al di sotto delle proprie potenzialità. L’obiettivo è rafforzarla e metterla a sistema, costruendo un polo che tenga insieme università, ricerca applicata e industria. La sfida è creare un luogo in cui la conoscenza e la
produzione tornino a dialogare in modo strutturato, nello stesso spazio fisico”.

Marco Mazzoni, in rappresentanza dell’Università degli studi di Perugia e del Magnifico Rettore Massimiliano Marianelli, ha tenuto a rimarcare che “uno degli obiettivi del nuovo Rettore è non solo
rafforzare la presenza dell’Università presso Terni e Narni, ma anche la creazione di un Dipartimento incentrato sui temi del benessere, della salute, dell’innovazione. Gli annunciati investimenti su Pentima ci permetterà di poter sviluppare in futuro anche una maggiore offerta dei corsi di laurea in questa
importantissima sede. Parliamo di un vantaggio non solo per le città di Terni e di Narni, ma anche per la stessa Università degli studi di Perugia. Poter contare oggi su un’Università diffusa e il raggiungimento del quindicesimo dipartimento, per noi rappresenta un risultato assolutamente importante”.

Oltre alla presidente della Commissione, Letizia Michelini e del vice presidente Enrico Melasecche, hanno preso parte alla presentazione del progetto e poi al sopralluogo del polo, l’assessore regionale Fabio
Barcaioli ed i consiglieri regionali, Maria Grazia Proietti e Francesco Filipponi (Pd), Luca Simonetti (M5S) e Paola Agabiti (FdI).

(foto ACS)