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Autore: Redazione

In Umbria in un anno scommessi 55 milioni sul calcio

In Umbria nel 2024 (ultimo anno per il quale si hanno dati definitivi) sono stati spesi 55 milioni di euro in scommesse sul calcio. La stessa cifra spesa nell’anno precedente al Covid.

Secondo l’analisi di Sitiscommesse.com sulle somme scommesse sul calcio tra 2019 e 2024, il totale nazionale passa da 4.787 milioni di euro a 5.479 milioni, con una crescita complessiva del +14,5%. Le regioni più grandi continuano a dominare nei valori assoluti, ma la crescita negli ultimi cinque anni racconta una storia diversa, fatta di territori che accelerano, altri che consolidano e altri ancora che faticano a recuperare dopo la pandemia.

A guidare la classifica della crescita percentuale è il Trentino-Alto Adige (+23,8%), seguito da Campania (+22,0%) e Lazio (+20,7%). Subito dietro si collocano Abruzzo e Marche, mentre altre aree più consolidate crescono ma non abbastanza da aumentare il proprio peso sul totale nazionale. La lettura cambia ulteriormente se si guarda alla quota di mercato. Alcune regioni, come Campania, Lazio, Lombardia, Abruzzo, Marche e Trentino-Alto Adige, guadagnano spazio relativo; altre, pur crescendo in euro, perdono centralità. E ci sono anche territori che nel 2024 restano sotto i livelli del 2019.

Carabinieri ed Enel, incontri per prevenire le frodi

Enel e i carabinieri insieme in un ciclo di incontri per la prevenzione delle frodi. L’iniziativa, che toccherà anche diverse aree dell’Italia centrale per poi proseguire con nuove tappe nei prossimi mesi, offrirà un momento di confronto diretto con il personale dell’Arma per condividere esperienze, ricevere informazioni utili e acquisire strumenti concreti per riconoscere e prevenire i tentativi di truffa.

Al centro degli incontri le forme di raggiro oggi più diffuse: dalle telefonate moleste alle e-mail di phishing, fino ai falsi interventi di assistenza, con l’obiettivo di smascherare le tecniche utilizzate nelle comunicazioni telefoniche fraudolente. L’iniziativa offre ai cittadini strumenti concreti per riconoscere i principali tentativi di truffa, orientarsi con maggiore consapevolezza tra i diversi canali di contatto e individuare tempestivamente i segnali d’allarme, adottando comportamenti più sicuri.

Il progetto nasce in risposta al forte aumento delle chiamate moleste (spoofing), phishing e contatti fraudolenti che colpiscono non solo il settore energetico, un fenomeno che colpisce clienti di ogni età e richiede interventi sempre più strutturati. Enel è impegnata da tempo nel contrasto a queste pratiche con campagne informative, sistemi di contatto certificati e iniziative per rafforzare la sicurezza digitale, con l’obiettivo di garantire un’esperienza più semplice e soprattutto più protetta.

La nuova iniziativa si inserisce nel format degli Enel Energy Bar, attraverso cui gli Enel Store aprono le porte al pubblico. In questi appuntamenti, esperti e consulenti guidano i cittadini in un percorso pratico alla scoperta dell’energia.

Ordine Ingegneri della Provincia di Perugia, ok dell’assemblea al bilancio

“Quando si diventa ingegneri, una soluzione ai problemi si trova sempre”. Così il presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Perugia, Gianluca Fagotti, rivolgendosi agli studenti che hanno preso parte al seminario formativo “Dall’idea alla realtà. L’arte di costruire il futuro. Le diverse anime dell’ingegneria oggi”.

L’incontro si è svolto nella sede di Formedil. Due le tavole rotonde, moderate dall’avvocato Valeria Tocchio, dedicate a presentare i diversi settori dell’ingegneria e le prospettive sia di formazione universitaria che di impiego professionale. “La professione dell’ingegnere – ha sottolineato ancora il presidente Fagotti – nel tempo è profondamente cambiata. Oggi ci troviamo, sempre più spesso, a dover attivare conoscenze anche non strettamente ingegneristiche. Ma una strada la troviamo sempre”.

Con Filippo Ubertini, direttore del Dipartimento di Ingegneria civile e ambientale dell’Università di Perugia, Renato Morbidelli, professore ordinario dell’Università di Perugia, Paolo Anderlini, Antonella Badolato e Lucia Bachini, tutti e tre liberi professionisti, si è parlato di ingegneria civile e ambientale. Di ingegneria industriale e dell’informazione si è parlato, invece, nel secondo momento di confronto a cui hanno preso parte il direttore del dipartimento di ingegneria dell’Università di Perugia, Gianluca Rossi, Alessia Micarelli di Sinapsi, Alessio Lutazi, dirigente Gesenu e consigliere delegato di Tsa, e Simone Lucertini di Terex.

A conclusione delle tavole rotonde, prima di lasciare spazio all’assemblea ordinaria dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Perugia, l’intervento della presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, che rivolta agli studenti, ha ricordato come l’Umbria, sia tra le regioni italiane con minore povertà formativa: “L’Umbria è una regione alla portata dei vostri sogni”.

Durante l’assemblea, è stato presentato il bilancio consuntivo del 2025 da parte del direttivo che si avvia a concludere il suo mandato. Per questo, prima dei numeri, il presidente Fagotti ha voluto ringraziare tutti componenti del consiglio stesso e il personale che ha accompagnato l’attività dell’Ordine durante il mandato che si avvia a conclusione.

(foto Michele Castellani)

A Castiglione la “Festa del Tulipano e di Primavera” | Il programma

Sabato 25 e domenica 26 aprile prime due giornate clou della “Festa del Tulipano e di Primavera” a Castiglione del Lago, la manifestazione realizzata dall’Associazione “Eventi Castiglione del Lago” che per l’edizione 2026, la numero 56, ha lanciato la “Cartoon Edition” per attirare ulteriormente famiglie e bambini nell’essere presenti al grande show che ruota intorno agli affascinanti carri allegorici interamente ricoperti con veri petali di tulipani. Circa un milione, di tutti i colori, quelli “spetalati” da 150.000 fiori recisi negli ultimi giorni dai volontari di “Eventi”, impegnati poi fino alla notte inoltrata tra venerdì e sabato ad incollarli con colla vinilica sulle maxi strutture di cartapesta, con anima in ferro, legno e polistirolo, che sovrastano i quattro carri variopinti pronti a sfilare. Quelli dedicati agli eroi dell’infanzia di ognuno, a prescindere dalle epoche e dall’età: da Titti e Silvestro aiMinions, daWilly Coyote e Beep Beep a Super Mario, resi ancor più accattivanti dal fatto che possono muoversi durante la parata attraverso sistemi idraulici e parti meccanizzate appositamente ideate. Il messaggio che si vuole trasmettere, ritornando un po’ tutti bambini, è connesso alla necessità di alleggerire le tensioni dell’attuale momento storico, ma anche alla volontà di sottolineare l’importanza nella vita di oggi di concetti quali amicizia, differenze, tentativi e ostacoli, caparbietà, inentiva e resilienza, lavoro di squadra e senso della comunità trasmessi allegoricamente anche dai personaggi dei cartoni rappresentati.

In attesa de “La Notte del Tulipano” che concluderà la festa la sera di sabato 2 maggio e degli altri eventi collaterali che ruoteranno principalmente la prossima settimana intorno all’inedita “Arena GAL”, voluta fortemente dal Gal Trasimeno-Orvietano che supporta la manifestazione, le parate del giorno della Liberazione e dell’ultima domenica di aprile saranno dunque il fulcro della kermesse. Il via alle 14.30 muovendo dal giardino adiacente Palazzo Della Corgna (sede del Comune castiglionese), al cui interno è allestita anche la celebre “Taverna del Tulipano” che quest’anno presenterà un menù fortemente rinnovato e basato totalmente sui prodotti tipici del territorio a chilometro zero. Ma sarà tutto il centro storico ad essere protagonista, grazie anche alle tante realtà artistiche che faranno rotta su Castiglione del Lago da tutta l’Umbria e da molte regioni italiane. Già dal mattino, strade allietate sabato 25 dal Mago Dudi, dall’artista Luca Kalù e dalla Filarmonica “Giuseppe Verdi” di Sanfatucchio; e domenica 26 ancora da Mago Dudi, da D’Artagnan mago delle bolle e dal locale Balletto folkloristico “Agilla e Trasimeno”, creato anni or sono proprio per la “Festa del Tulipano”. Le parate vedranno invece la partecipazione di gruppi di rievocazione storica quali gli Sbandieratori e musici di Vignanello (VT), la Compagnia d’Arme Santaccio di Chiusi (SI), il Corteo Storico “I Della Corgna” di Castiglione del Lago, il Gruppo Storico Sbandieratori e musici “Il Cassero” di Castiglion Fiorentino (AR), gli Sbandieratori e musici “Città di Foligno” e il Gruppo Storico Sbandieratori e musici del Palio di Città della Pieve. E poi non mancheranno ad alternarsi Street Band e complessi musicali: l’Associazione folkloristica “La Samba” di Torrita di Siena, la “Ciacciabandastreet Band” di San Giovanni Valdarno (AR), la Hobos Street Band di Chieti, la “Funk Street” di Gubbio, la “Premiata Filarmonica Monterosso” di Terricciola (PI), la cover band “Miwa Caarton” di Follonica (GR) la “Zastava Orkestra” di Gavorrano (GR) e la Banda musicale “Giacomo Puccini” di Pozzuolo Umbro. Da sabato 25, all’ombra della grande ruota panoramica che si affaccia sul Lago Trasimeno, attivi in piazza Dante Alighieri anche il Mercatino “Fiori e Passioni” e il “Giardino dei Tulipani”. Il programma è consultabile sul sito internet della manifestazionewww.festadeltulipano.com.

Investimenti, lavoro, semplificazione: l’Umbria alla prova della Zes

Il Centro congressi della Camera di Commercio dell’Umbria ha ospitato il convegno “Zes Umbria – Un’opportunità per le Pmi”, promosso da Cisl Umbria e dallo stesso ente camerale. Al centro del dibattito una domanda semplice e decisiva: come trasformare la Zes in sviluppo vero per una regione fatta soprattutto di piccole e medie imprese.

Il confronto, seguito con grande attenzione dal pubblico, ha visto anche gli interventi dei
rappresentanti regionali Mauro Orsini di Confapi, Paola Roscini di Confindustria, Paola Sorbi di
CNA, Gian Marco Scopertini di Confartigianato, Simone Fittuccia di Confcommercio, Danilo
Valenti di Legacoop, Carlo Di Somma di Confcooperative e Luca Ferrucci, amministratore
unico di Sviluppumbria, con la moderazione di Giovanni Giorgetti, presidente ESG89. Durante i
lavori è stato inoltre effettuato un sondaggio telematico tra i presenti sulla percezione della Zes: un
segnale eloquente di quanto il tema sia ormai entrato nel vivo dell’agenda economica umbra.
Ad aprire l’appuntamento è stato il presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, Giorgio
Mencaroni, che ha richiamato il valore di un confronto capace di unire visione istituzionale e
bisogni reali del sistema produttivo. La sede dell’ente camerale, casa naturale delle imprese umbre,
è diventata così il luogo nel quale una misura tecnica ha assunto il peso politico ed economico che
merita: quello di uno strumento da capire fino in fondo, da spiegare bene e da utilizzare senza
esitazioni. “La questione centrale – ha detto – è creare una cabina di regia efficace e rapida, per
evitare la polverizzazione degli interventi”.

Angelo Manzotti, segretario generale della Cisl Umbria, ha allargato subito il campo: “La Zes è
uno strumento importante per rilanciare il tessuto economico e produttivo, soprattutto nelle piccole
e medie imprese, che in Umbria rappresentano il 95 per cento del tessuto economico e produttivo”.
E ancora: “La Zes non deve essere considerata solo per l’aspetto fiscale, ma deve essere inserita in
un progetto per riscrivere un nuovo modello di politica industriale e di coesione sociale”. Il punto,
per il sindacato, e semplificare sì, ma per creare lavoro qualificato, trattenere i giovani e riportare al
centro un’idea di crescita stabile e di qualità.

La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha parlato di una “fase nuova”, chiedendo a
istituzioni e imprese di cogliere “a pieno regime” le opportunità della Zes. “Basta parlare di Zes a
macchia di leopardo”, ha detto, perché si tratta di “uno strumento fondamentale”. Il passaggio più
incisivo è arrivato quando ha indicato nella semplificazione amministrativa la chiave per togliere
“le manette” alle imprese, alle partite Iva, agli innovatori. Poi il versante operativo: certezza dei tempi, accompagnamento agli investimenti, benefici potenzialmente estesi a tutti i 92 Comuni
umbri e lavoro già avviato sulla futura Carta degli aiuti dal 2028.

Nelle considerazioni finali, l’assessore regionale allo Sviluppo economico Francesco De Rebotti
ha riportato il ragionamento sul terreno delle infrastrutture: “Serve anche in Umbria un ponte: il
ponte che serve in Umbria è quello tra est ed ovest, Adriatico e Tirrenico”. Un richiamo diretto al
nodo della connessione materiale della regione, senza la quale anche gli strumenti più utili rischiano
di perdere forza.

L’intervento più atteso e più politico è stato però quello del sottosegretario alla Presidenza del
Consiglio Luigi Sbarra, che ha collocato l’estensione della Zes a Umbria e Marche dentro una
strategia nazionale di attrazione degli investimenti. “Passaggio strategico per creare condizioni di
maggiore attrattività degli investimenti, nei territori, nelle filiere”. Sbarra ha ricordato che
l’allargamento è stato “fortemente voluto dal Governo” per far ripartire investimenti, Pil,
occupazione ed export, citando poi i numeri che, a suo giudizio, certificano il valore dello
strumento: “20 miliardi di investimenti privati a fronte di 6 miliardi di stanziamenti e di sostegno
pubblico. Quasi 50 mila nuovi posti di lavoro”. Anche il 2026, ha aggiunto, mostra segnali
rilevanti: “quasi 200 autorizzazioni uniche, un miliardo e mezzo di investimenti con quasi 4 mila
nuovi posti di lavoro”. Il messaggio finale è stato chiaro: creare, anche nel cuore produttivo
dell’Italia centrale, condizioni nuove di crescita, politica industriale attiva e sostegno operativo alle
imprese.

È da qui che il convegno esce con il suo messaggio più netto. La Zes, per l’Umbria, non può restare
un annuncio, né una formula da convegno. Deve diventare velocità amministrativa, investimenti
reali, occupazione qualificata, capacità di trattenere energie e attirarne di nuove. A Perugia, davanti
a una sala piena e a un sistema economico che chiede risposte concrete, è emersa una convinzione
condivisa: l’occasione c’è. Adesso bisogna farla funzionare.

Contrasto alla povertà energetica, mozione approvata all’unanimità

“Contrasto alla povertà energetica e promozione di strumenti territoriali per una transizione equa”, l’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato con voto unanime dei presenti (15) la mozione dei consiglieri regionali Maria Grazia Proietti e Francesco Filipponi (Pd).

Con l’approvazione dell’atto, la Giunta regionale viene impegnata a “definire e attuare un piano regionale per il contrasto alla povertà energetica che integri politiche sociali, abitative ed energetiche, con particolare attenzione ai nuclei familiari più vulnerabili e alle aree interne; rafforzare le misure di sostegno alle famiglie in difficoltà nel pagamento delle utenze, coordinando gli strumenti regionali con quelli nazionali e orientandoli in modo mirato ai soggetti in condizione di maggiore fragilità; promuovere la
diffusione delle Comunità energetiche rinnovabili sul territorio regionale, con priorità per i piccoli comuni e i contesti socialmente fragili, garantendo condizioni di accesso effettivo anche alle famiglie a basso reddito e agli enti del terzo settore; attivare un sistema di monitoraggio regionale sulla povertà energetica che consenta di aggiornare i dati, valutare l’efficacia delle misure adottate e orientare in modo continuo le politiche pubbliche”.

Illustrando l’atto di indirizzo, Maria Grazia Proietti ha ricordato che in Umbria oltre 25 mila famiglie, pari a circa 55 mila persone, si trovano in condizione di povertà energetica, con un’incidenza del 6,5% sul totale regionale, dato inferiore alla media nazionale, ma in crescita. Le categorie più esposte sono i nuclei a basso reddito, gli anziani soli, le famiglie numerose e i lavoratori autonomi e le microimprese, che subiscono un doppio impatto tra costi domestici e costi produttivi.

Il fenomeno è aggravato dalla qualità del patrimonio abitativo, spesso caratterizzato da scarsa efficienza energetica, e dalla presenza di aree interne in cui il costo dell’energia incide in modo più significativo sui redditi.

Le Regioni possono intervenire, nell’ambito delle proprie competenze, integrando politiche sociali, energetiche e abitative e orientando le risorse disponibili verso le fasce più vulnerabili.

Lavoro, il Consiglio regionale ha approvato la riforma di Arpal

Il Consiglio regionale dell’Umbria ha approvato il disegno di legge (atto 483/2026) che riorganizza l’Agenzia regionale per le politiche attive del lavoro (Arpal), introducendo modifiche alla legge regionale 1/2018 e alla legge regionale 4/2013. Il provvedimento punta a rendere più semplice ed efficiente il funzionamento dell’Agenzia, a partire dalla governance. Viene infatti introdotta la figura dell’amministratore unico, che sostituisce presidente e consiglio di amministrazione, affiancato da un direttore con funzioni gestionali e operative. Previsto anche il revisore unico dei conti al posto del precedente organo collegiale.

Tra i punti qualificanti della riforma c’è il rafforzamento dell’Osservatorio regionale sul mercato del lavoro, che avrà un ruolo ancora più centrale nel fornire dati e analisi utili a orientare le politiche regionali, con un’attenzione specifica anche al monitoraggio dei tirocini e ai loro esiti occupazionali. Novità rilevante anche sul fronte dell’inclusione: vengono introdotti i tirocini finalizzati all’inclusione sociale, all’autonomia e alla riabilitazione, pensati in particolare per le persone con disabilità e per chi incontra maggiori difficoltà nell’ingresso nel mondo del lavoro.

La riorganizzazione consente un risparmio complessivo per il bilancio di Arpal pari a 79.446,42 euro.

“La riforma di Arpal nasce con l’obiettivo di semplificare, migliorare e chiarire i ruoli, accompagnando questo percorso anche con un risparmio che potrà essere reinvestito all’interno dell’Agenzia – ha spiegato l’assessore alle Politiche del lavoro, Francesco De Rebotti – Ringrazio la Prima commissione per il lavoro congiunto: è stata una riforma costruita coinvolgendo tutti i soggetti interessati, dai lavoratori di Arpal ai sindacati, fino alle associazioni di categoria. La scelta di procedere per fasi, partendo dalla governance, ci consente di dare tempi certi al commissariamento, che si concluderà a fine maggio. In questo nuovo assetto il direttore sarà la vera anima operativa dell’Agenzia, mentre il revisore unico a tempo pieno garantirà il pieno controllo dei conti. Arpal, anche in questa fase, ha continuato a lavorare raggiungendo risultati importanti, come quelli legati al programma GOL, grazie all’impegno dei lavoratori, che devono essere messi nelle condizioni di operare con maggiore serenità”.

Continua l’assessore: “Ora si apre una fase decisiva: con il passaggio della proposta organizzativa consegniamo alla nuova governance una riforma con una forte direzione pubblica, più chiara nei compiti e più snella. Sarà necessario completarla con un modello organizzativo, funzioni e strumenti adeguati per affrontare nodi centrali, a partire dalle procedure informatiche, riportando anche l’Osservatorio al centro delle politiche attive del lavoro. Parallelamente, era necessario intervenire in modo dignitoso anche sugli spazi di lavoro: a Terni le condizioni erano al limite e, non essendo stato possibile raggiungere un accordo con i primi proprietari individuati, abbiamo fatto riferimento alla seconda opzione, il Tulipano, che diventerà la nuova sede e dove torneremo a organizzare la fiera del lavoro. A Perugia abbiamo lavorato per migliorare gli standard qualitativi delle strutture. Arpal avrà inoltre un ruolo nella regia di Pentima: il 27 aprile accoglierò la Seconda commissione dell’Assemblea legislativa e presenteremo l’intervento di riqualificazione degli spazi. In quel contesto, accanto al ruolo fondamentale dell’università, vogliamo rafforzare la vocazione storica della formazione professionale, recuperando spazi dedicati a competenze come saldatura, termoidraulica e falegnameria, figure oggi fortemente richieste dal sistema produttivo regionale”.

Dal 7 maggio il regionale veloce torna sulla direttissima tra Tiburtina e Orte

Un passo atteso da tempo dai pendolari umbri diventa realtà: il treno regionale veloce 4156 Roma Termini–Ancona tornerà a percorrere la linea direttissima nel tratto tra Roma Tiburtina e Orte. La modifica, comunicata da RFI a seguito degli approfondimenti tecnici, prevede anche un adeguamento dell’orario di partenza da Roma Termini, che slitterà dalle 15.35 alle 16.00, senza variazioni per le successive fermate. L’attivazione è prevista dal 7 maggio.

“Si tratta di un risultato importante – sottolinea l’assessore regionale ai Trasporti, Francesco De Rebotti – che risponde a una richiesta che abbiamo sostenuto insieme ai pendolari, in una fascia oraria determinante per il rientro da Roma. Fino ad oggi, infatti, l’unica soluzione in direttissima era rappresentata dal treno delle 17: con questo intervento introduciamo un’alternativa fondamentale, più flessibile e rispondente alle esigenze di chi si sposta quotidianamente per lavoro o studio”.
Il risultato si inserisce nel percorso di confronto istituzionale avviato sul sistema ferroviario del Centro Italia. “Nello spirito di collaborazione tra territori – aggiunge De Rebotti – e nelle more di una nuova prospettiva di condivisione interregionale del modello di esercizio, questa richiesta è stata concertata e condivisa con le Regioni Lazio e Toscana, trovando accoglimento da parte di RFI. È un segnale concreto di come il lavoro comune possa produrre risposte utili e tempestive per i cittadini”.

Più cessazioni di nuove apertura, l’Umbria perde 282 imprese in 3 mesi

Più chiusure che aperture di nuove imprese nei primi tre mesi del 2026 in Umbria, che perde 282 aziende. Sono state 1.340 le nuove imprese, 1.622 quelle chiusure.. Il tasso di crescita trimestrale segna -0,31%, contro il +0,01% italiano.

Il commento di Mencaroni (CCIAA)

Commenta Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria: “Il dato del primo trimestre ci consegna un’Umbria che rallenta, ma non una regione ferma. Il saldo negativo va letto con attenzione, senza sottovalutarlo, ma anche senza perdere di vista il fatto che, su base annua, il tessuto imprenditoriale ha ancora mostrato capacità di tenuta. La sfida vera, oggi, è accompagnare questa tenuta verso una crescita più solida, con imprese più strutturate, più innovative e più pronte a stare nei mercati che cambiano”.

Il dato qualitativo

Se si tralascia il flusso del trimestre e si guarda invece allo stock delle imprese registrate, il quadro cambia. A fine marzo 2026 l’Umbria conta 89.950 imprese; un anno prima, a fine marzo 2025, erano 89.894. Il saldo tendenziale è dunque positivo, seppure di appena 56 unità. L’Italia, nello stesso confronto, perde invece 52.988 imprese registrate. Non è un paradosso: significa che l’Umbria arriva a questo inizio debole dopo mesi in cui aveva ricostruito un po’ di terreno. Il 2025 si era chiuso infatti con 273 imprese registrate in più, e già il terzo trimestre mostrava un recupero congiunturale di 132 unità.
La lettura provinciale conferma il tono del passaggio. Perugia chiude il I trimestre 2026 con 998 iscrizioni, 1.205 cessazioni e un saldo di -207 imprese; Terni con 342 iscrizioni, 417 cessazioni e un saldo di -75. In termini relativi il calo è del -0,30% nel Perugino e del -0,35% nel Ternano. Non ci sono, insomma, due Umbre diverse, una che tiene e una che cede: c’è una regione che entra nel 2026 con cautela, e con un Ternano che accusa una frenata persino più marcata.
Qui emerge il vero filo rosso. Il problema dell’Umbria non è soltanto che nascono meno imprese di quante ne chiudano in un trimestre. Il problema è che la selezione in corso non si traduce ancora, con sufficiente velocità, in un rafforzamento della struttura imprenditoriale. A livello nazionale le società di capitali – quindi più strutturate e con più chance di crescere – negli ultimi cinque anni (I trimestre 2021 – I trimestre 2026) sono cresciute del 10%, contro il +6,7% dell’Umbria (a frenare il dato umbro soprattutto la provincia di Perugia, che segna solo +4,7%, mentre a Terni l’incremento è del 12,9%, superiore alla media nazionale). Il passo umbro, quindi, resta più corto di quello del Paese.
L’Umbria, pur aumentando la quota delle società di capitali sul totale delle imprese, perde terreno rispetto al dato italiano: Nel I trimestre 2026 le società di capitale in Umbria rappresentano il 29% delle 89mila 950 imprese totali, mentre a livello nazionale il dato è 34,2%. Anche in questo caso nella regione pesa soprattutto la percentuale della provincia di Perugia, con 28,5% di società di capitale sul totale delle 72mila 119 società esistenti nella provincia, ma anche la provincia di Terni, benché vada meglio, sta sotto la media nazionale – 30,9% le società di capitale sulle 21mila 917 imprese totali esistenti nel Ternano – mentre il dato italiano, come visto, è il 34,2%.
Il passo umbro, quindi, resta più corto di quello del Paese.

L’Umbria, in sostanza, regge sul numero complessivo delle imprese rispetto a un anno fa, ma non accelera abbastanza sul terreno che conta davvero, quello delle imprese più capitalizzate, più robuste, più capaci di investire, innovare e attraversare le fasi di incertezza. È questa la ragione per cui il trimestre negativo non va letto come una semplice oscillazione statistica. È il sintomo di un ricambio imprenditoriale che resta debole, dentro una transizione strutturale che procede, sì, ma troppo piano.
Anche il quadro settoriale nazionale aiuta a mettere a fuoco la direzione. Con la nuova classificazione ATECO 2025, il primo trimestre 2026 conferma una dinamica ormai riconoscibile: crescono le attività finanziarie e assicurative (+2.301 imprese), le attività professionali, scientifiche e tecniche (+3.168), le immobiliari (+1.836) e i servizi di supporto alle imprese (+1.243); arretrano invece commercio (-9.617), agricoltura (-6.141) e manifattura (-2.517). È uno spostamento del baricentro economico verso i servizi. E non è una notizia neutrale per l’Umbria, dove la stessa Camera di Commercio, nel bilancio 2025, segnalava il peso del calo del commercio e i primi segnali positivi proprio nei servizi professionali e tecnici.

Uilca Umbria, Mauro Sergnese è il nuovo segretario generale

Mauro Sergnese è stato eletto all’unanimità nuovo segretario generale della Uilca Umbria, la categoria che si occupa dell’organizzazione nel settore del credito, esattoriale ed assicurativo. La nuova segreteria sarà composta anche da Luca Cucina, Valentina Gallarate e Daniele Bravi.

Tra i punti delle priorità individuate dal neo segretario il contrasto alla desertificazione bancaria con l’urgenza di frenare la chiusura degli sportelli nei piccoli comuni per evitare lo ‘spopolamento economico’. Messo al centro lo Stop alle politiche di vendita aggressive e tutela psicofisica per i lavoratori. La Uilca lavorerà per la richiesta di aumento medio di 518 euro per ridistribuire gli utili record del settore e riduzione a 35 ore dell’orario di lavoro. Individuata anche la questione dell’intelligenza artificiale che deve essere governata con trasparenza per evitare tagli al personale.

Al termine dei lavori il nuovo segretario generale Mauro Sergnese ha spiegato: “Saremo un punto di riferimento costante nei luoghi di lavoro. Siamo pronti al dialogo, ma determinati nel difendere i diritti di ogni singolo lavoratore”.