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Autore: Redazione

Imprese artigiane da tutelare, l’Umbria è tra le regioni che ne ha perse di più | I dati

L’Umbria, dopo le Marche, è la regione che nell’ultimo decennio ha conosciuto la più alta percentuale di perdita di imprese artigiane. Rispetto al 2015 se ne contano 8.791 nel Cuore verde d’Italia, pari ad un contrazione del 29,3%.

Solo le Marche, appunto, hanno fatto peggio, con una riduzione del 31,3%.

Su questo non invidiabile podio sale anche l’Emilia-Romagna (-28,7), appena sotto c’è il Piemonte (-28,4). Il
Mezzogiorno, invece, è stata la ripartizione geografica che ha subito le “perdite” più contenute (-20,2).

Questa l’analisi dell’Ufficio Studi della Cgia, che lancia l’allarme per un fenomeno che in Italia ha portato in un decennio alla perdita di un quinto delle imprese artigiane registrate (-433.863 in termini assoluti).

Nell’ultimo anno l’Umbria ha perso altre 1.280 imprese artigiane (-5,7%). In termini percentuali, sempre riferiti all’andamento dell’ultimo anno, Terni è tra le province con la maggiore contrazione (-335 imprese, -6,4%), ma anche nel Perugino il fenomeno risulta piuttosto elevato (-945 imprese, -5,5%).

Un fenomeno che ora deve fare i conti anche con l’impatto dell’Intelligenza Artificiale, che certo non può sostituire il “saper fare” artigiano, ma può creare un’ulteriore selezione (anche con occasioni di sviluppo) tra le imprese del settore.

Aeroporto San Francesco, verso un nuovo record assoluto ad agosto

Nuovo record storico assoluto di traffico mensile dello scalo, per l’aeroporto internazionale dell’Umbria – Perugia “San Francesco d’Assisi”, che a luglio ha toccato 82.222 passeggeri.

Il risultato supera il precedente primato, registrato nell’agosto 2025 con 81.267 passeggeri, con una crescita dell’1,2%. Si tratta del primo mese nella storia dell’Aeroporto dell’Umbria a superare la soglia degli 82.000 passeggeri.

Il dato conferma il forte andamento della stagione estiva e consolida il percorso di crescita dello scalo, che nei primi sette mesi del 2026 ha movimentato complessivamente 376.312 passeggeri, in aumento del 5,3% rispetto ai 357.488 dello stesso periodo del 2025.

Particolarmente significativo il contributo del traffico internazionale, che nel mese di luglio ha rappresentato il 67,2% del traffico complessivo, con 55.279 passeggeri. Un dato che conferma il ruolo sempre più centrale dei collegamenti internazionali e la crescente capacità del “San Francesco d’Assisi” di intercettare la domanda di mobilità e di sostenere l’incoming turistico verso l’Umbria.

Il nuovo record arriva dopo un primo semestre già caratterizzato da risultati particolarmente positivi: giugno aveva fatto registrare il miglior mese di giugno di sempre, con circa 76.000 passeggeri, mentre maggio aveva superato per la prima volta nella storia dello scalo la soglia dei 70.000 passeggeri.

L’andamento delle prossime settimane lascia inoltre prevedere nuovi risultati di rilievo. Agosto, mese di picco per il traffico aeroportuale, è infatti già proiettato verso il superamento del record appena stabilito, con la concreta possibilità di fissare un nuovo primato mensile assoluto a distanza di poche settimane da quello di luglio.

I risultati dei primi sette mesi confermano quindi il positivo andamento del 2026 e rafforzano le prospettive per la seconda parte dell’anno, in un contesto caratterizzato da una domanda di viaggio sostenuta e da un network di collegamenti sempre più consolidato.

Tutte le informazioni su voli e collegamenti sono disponibili sul sito ufficiale dell’aeroporto, raggiungibile all’indirizzo www.airport.umbria.it.

Innovazione in agricoltura, bando da 6 milioni

La Regione Umbria mette a disposizione 6 milioni di euro per sostenere progetti pilota e di collaudo dell’innovazione nei settori agricolo, agroalimentare e forestale.

Le risorse sono previste dall’Avviso pubblico relativo all’intervento SRG08 – “Sostegno ad azioni pilota e di collaudo dell’innovazione”, nell’ambito del Complemento di Sviluppo Rurale per l’Umbria 2023-2027: il sostegno previsto dal bando è pari al 100% della spesa ammissibile.

L’intervento punta a sviluppare, collaudare, adattare e diffondere innovazioni già prodotte dalla ricerca scientifica o maturate in altri contesti, verificandone l’efficacia nelle condizioni produttive e territoriali dell’Umbria. Le proposte potranno riguardare nuovi prodotti e processi, tecnologie, strumenti digitali, modelli organizzativi e gestionali, ma anche pratiche tradizionali reinterpretate e applicate in contesti nuovi.

Importi e spese ammissibili

Ogni progetto potrà avere un valore compreso tra 100mila e 300mila euro e dovrà essere realizzato attraverso un partenariato. È richiesta la presenza di almeno due soggetti giuridici diversi, appartenenti ad almeno due differenti categorie del sistema della conoscenza e dell’innovazione in agricoltura, l’AKIS, e dovrà obbligatoriamente partecipare almeno un’impresa agricola o forestale.

Il bando apre così alla collaborazione tra imprese agricole, forestali e agroalimentari, associazioni di produttori, organizzazioni interprofessionali, enti di ricerca pubblici e privati, soggetti proprietari o gestori di boschi, enti strumentali e società in house della Regione e altri attori del sistema dell’innovazione rurale.

Per i costi diretti del personale potranno essere applicati, ove previsto, costi unitari standard e, sull’importo ammissibile, un tasso forfettario del 40% consentirà di coprire le altre spese senza la necessità di una rendicontazione analitica delle singole voci.

I progetti potranno avere una durata massima di 24 mesi e dovranno prevedere specifiche attività di dimostrazione, divulgazione e trasferimento dei risultati, affinché le innovazioni sperimentate possano essere conosciute e utilizzate anche oltre il partenariato che le ha sviluppate.

Le domande

Le domande dovranno essere presentate esclusivamente attraverso il portale SIAN entro il 30 settembre 2026.

Chiarimenti e informazioni possono essere richiesti all’indirizzo srg08@regione.umbria.it.

 Le FAQ e la documentazione completa dell’Avviso sono disponibili sul portale del Complemento di Sviluppo Rurale della Regione Umbria: www.regione.umbria.it/csrumbria.

Meloni: vogliamo accorciare la distanza tra ricerca e impresa

“Vogliamo accorciare la distanza tra ricerca e impresa e fare in modo che l’innovazione diventi uno strumento concreto nelle mani di chi ogni giorno lavora nei nostri campi e nelle filiere agroalimentari – sottolinea l’assessora regionale all’Agricoltura Simona Meloni -. Sei milioni di euro rappresentano un investimento importante per accompagnare il sistema agricolo umbro verso soluzioni capaci di aumentarne competitività, capacità di adattamento e qualità delle produzioni. L’innovazione per noi va trasformata in pratiche realmente utilizzabili dalle aziende”.

Raccordo Perugia-Bettolle, dal 14 agosto la galleria Madonna Alta riaperta a 4 corsie | Gli altri interventi

Da domani mattina, venerdì 14 agosto, la galleria Madonna Alta, sul Raccordo autostradale Perugia-Bettolle, sarà nuovamente percorribile nella sua interezza. Si conclude così la fase dei lavori che dallo scorso 10 giugno ha richiesto lo scambio di carreggiata sia in orario diurno che notturno.

Da lunedì 24 agosto, poi, il cantiere riprenderà i lavori esclusivamente nelle ore notturne, dalle 21 alle 6. In questa fascia oraria il traffico in direzione Ponte San Giovanni sarà deviato sulla viabilità locale, con uscita obbligatoria allo svincolo di Madonna Alta e rientro a San Faustino.

I cantieri sono stato oggetto di un sopralluogo con i tecnici Anas al quale hanno preso parte gli assessori regionale Francesco De Rebotti e comunale Pierluigi Vossi.

La nuova organizzazione del cantiere, che consente di proseguire con i lavori mantenendo la piena fruibilità della galleria nelle ore di maggiore traffico, è il risultato di una programmazione che punta a conciliare la necessità di intervenire sulle infrastrutture con quella di contenere i disagi per chi percorre quotidianamente questa tratta.

I lavori nella galleria Madonna Alta, per un investimento di 23,5 milioni di euro, proseguiranno fino alla fine di ottobre. L’intervento continuerà nelle ore notturne comprendendo principalmente opere idrauliche e il rifacimento degli impianti tecnologici e di sicurezza.

Proseguono anche gli interventi nella galleria Pallotta, dove il cantiere, necessario per consentire gli interventi di consolidamento strutturale, è attualmente organizzato con scambio di carreggiata sia di giorno sia di notte. Le lavorazioni, iniziate in modalità notturna a febbraio e sospese durante Umbria Jazz, entro il 31 agosto torneranno esclusivamente nelle ore notturne, come per Madonna Alta. Si sta lavorando affinché si possa anticipare di qualche giorno la riapertura. Il completamento dell’intervento è previsto entro la fine del 2026.

Per Pallotta l’investimento complessivo è di 52 milioni di euro e sta riguardando il risanamento delle opere civili e l’ammodernamento degli impianti. Tra gli interventi principali ci sono il consolidamento delle strutture in calcestruzzo, l’impermeabilizzazione della calotta e la realizzazione di un nuovo rivestimento interno, oltre al rifacimento degli impianti elettrici, di illuminazione, antincendio e ventilazione. Saranno inoltre realizzati nuovi sistemi di videosorveglianza, segnaletica luminosa, colonnine SOS e pannelli a messaggio variabile. I bypass tra i due tunnel saranno compartimentati e pressurizzati per garantire una via di fuga sicura in caso di emergenza. Lavorazioni che saranno svolte tutte in orario notturno.  

La gestione dei due cantieri è stata programmata tenendo conto dei vincoli tecnici e dei volumi di traffico della tratta. Per la galleria Pallotta sono stati utilizzati elementi prefabbricati che consentono di concentrare le lavorazioni durante la notte e riaprire completamente al traffico durante il giorno. Per Madonna Alta, invece, le caratteristiche tecniche dell’intervento hanno reso necessario concentrare i lavori nel periodo estivo, con l’obiettivo di completare la fase più impattante e tornare ora alla circolazione su quattro corsie nelle ore diurne.

Dal 13 luglio, quando entrambi i cantieri hanno richiesto lo scambio di carreggiata anche durante il giorno, le attività sono state portate avanti 24 ore su 24, con oltre 100 tra operai e tecnici, impegnati su tre turni, sette giorni su sette.

Approvato il bilancio di Umbria TPL e Mobilità

Approvato all’unanimità il bilancio di Umbria TPL e Mobilità S.p.A.. L’assemblea ordinaria dei soci della partecipata si è tenuta a Perugia, alla presenza della presidente della Regione Stefania Proietti e dell’assessore ai Trasporti Francesco De Rebotti.

L’assemblea ha esaminato il bilancio di esercizio chiuso al 31 dicembre 2025, insieme alle relazioni degli organi di controllo e all’informativa sulle attività svolte nel corso dell’ultimo anno, caratterizzato dal consolidamento delle funzioni dell’agenzia, dal rafforzamento dell’organizzazione e dall’avvio delle attività propedeutiche alla nuova procedura di affidamento del servizio di trasporto pubblico locale. Al termine della discussione, il bilancio è stato approvato all’unanimità dei soci presenti e rappresentati. L’utile di esercizio sarà destinato alla copertura delle perdite pregresse, proseguendo così il percorso di risanamento della società.

“L’unanimità con cui è stato approvato il bilancio conferma la bontà del percorso di risanamento e il rafforzamento del ruolo dell’agenzia al servizio della Regione e degli enti locali – evidenzia l’assessore ai Trasporti, Francesco De Rebotti -. Siamo consapevoli che restano aperte alcune questioni che richiedono attenzione, ma oggi registriamo un passaggio significativo che ci permette di guardare avanti con maggiore solidità. Il nostro obiettivo è costruire un sistema di trasporto pubblico sempre più efficiente, moderno e vicino alle esigenze dei cittadini”.

“Il mandato ricevuto dalla Regione e il sostegno costantemente dimostrato hanno consentito all’agenzia di avviare un rigoroso percorso di riorganizzazione, valorizzando le professionalità presenti al suo interno – le parole dell’amministratore unico Emilio Giacchetti –. Questo lavoro ha permesso a Umbria TPL e Mobilità di fornire un contributo concreto anche alla gara regionale per l’affidamento dei servizi di trasporto pubblico locale. La complessità delle funzioni che ci sono state affidate ci impone di continuare a migliorare le nostre performance: per questo l’approvazione unanime di questo primo bilancio della nuova gestione rappresenta per noi non solo un importante riconoscimento del lavoro svolto, ma anche un forte incentivo a proseguire con responsabilità e determinazione”.

Agricoltura, con sei bandi e un avviso oltre 50 milioni a disposizione delle imprese umbre

Oltre 50 milioni di euro, con sei diversi bandi e un nuovo avviso della Regione Umbria, per sostenere il mondo agricolo umbro, accompagnare gli investimenti delle imprese, favorire il ricambio generazionale, rafforzare le filiere agroalimentari e intervenire sulla tutela del territorio, della biodiversità e del patrimonio forestale.

Sei bandi del Complemento di Sviluppo Rurale 2023-2027, ai quali si aggiunge il recente avviso regionale destinato agli allevatori per l’acquisto di riproduttori selezionati.

“Stiamo attraversando una fase particolarmente importante nell’attuazione del CSR – sottolinea l’assessora regionale alle Politiche agricole Simona Meloni – con una serie di strumenti che intervengono su ambiti differenti ma rispondono a una strategia comune: sostenere chi investe in agricoltura, rendere le nostre imprese più forti e competitive, accompagnare i giovani che scelgono questo settore e, allo stesso tempo, prenderci cura dei territori rurali e del loro patrimonio ambientale. Parliamo di oltre 50 milioni di euro che vogliamo trasformare in investimenti, innovazione e nuove opportunità per il sistema agricolo umbro”.

Tra le misure attive c’è SRE01 “Insediamento giovani agricoltori”, che mette a disposizione 9 milioni di euro per sostenere il primo insediamento e favorire il ricambio generazionale nelle campagne umbre. Le domande possono essere presentate fino al 24 agosto 2026.

Con 8 milioni di euro, l’intervento SRD07 – Reti viarie al servizio delle aree rurali sostiene invece gli investimenti nelle infrastrutture viarie funzionali all’agricoltura e allo sviluppo socioeconomico dei territori rurali. La scadenza è fissata al 15 settembre 2026.

Alla tutela del territorio è dedicato anche SRD04 – Investimenti non produttivi agricoli con finalità ambientale, con una dotazione di 5,2 milioni di euro. L’obiettivo è sostenere interventi capaci di contrastare la perdita di biodiversità e preservare il paesaggio rurale. Anche in questo caso le domande possono essere presentate fino al 15 settembre 2026.

Sul fronte della conoscenza e dell’assistenza alle aziende, SRH01 – Erogazione di servizi di consulenza prevede 5 milioni di euro distribuiti su tre annualità, con una prima dotazione di 3,5 milioni. Le scadenze per la presentazione delle domande sono il 15 settembre 2026, il 30 giugno 2027 e il 30 giugno 2028. L’intervento punta a rafforzare il trasferimento di competenze e il supporto specialistico al sistema rurale regionale.

Particolarmente significativa è poi la dotazione di 17,8 milioni di euro dell’intervento SRD13 – Investimenti per la trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, destinato a rafforzare le filiere e la capacità di creare valore aggiunto a partire dalle produzioni umbre. Le risorse interessano i comparti dei cereali, legumi e semi oleosi, zootecnia, olivicoltura, ortofrutta, vitivinicolo, tabacco, luppolo e altri comparti produttivi. Il termine per le domande è il 21 settembre 2026.

Altri 5 milioni di euro sono disponibili attraverso SRD12 – Investimenti per la prevenzione e il ripristino dei danni alle foreste, rivolto sia alla prevenzione sia al recupero del potenziale forestale danneggiato. La scadenza è fissata al 21 settembre 2026.

A questo pacchetto di interventi si aggiunge il nuovo avviso per l’acquisto di riproduttori selezionati, finanziato con 150mila euro del Fondo Unico Regionale per l’Agricoltura. La misura sostiene le imprese zootecniche umbre nell’acquisto di riproduttori maschi e fattrici di specie bovina, bufalina, ovina, caprina, suina, asinina ed equina, con l’obiettivo di migliorare la qualità del patrimonio zootecnico e tutelare la biodiversità. Il contributo può arrivare al 60 per cento della spesa, fino a un massimo di 9mila euro per beneficiario. La prima finestra per le domande sarà aperta dal 1° al 30 settembre, mentre la seconda dal 15 novembre al 31 dicembre 2026. Info e documentazione sul sito gepafin.it.

“Abbiamo cercato di costruire un insieme di misure che tocchi alcuni dei nodi decisivi per il futuro dell’agricoltura umbra – prosegue Meloni. Giovani, competitività delle filiere, infrastrutture, consulenza, tutela della biodiversità, foreste e qualità della zootecnia: sono tasselli di uno stesso disegno. Il nostro obiettivo è utilizzare pienamente le risorse disponibili e fare in modo che arrivino alle imprese e ai territori, traducendosi in crescita, reddito e capacità di affrontare le trasformazioni che il settore ha davanti”.

Tutti gli avvisi, con requisiti, modalità di partecipazione e relativa documentazione, sono consultabili nella sezione Bandi della Regione Umbria:
https://www.regione.umbria.it/la-regione/bandi
Per individuare rapidamente gli interventi dedicati al settore è sufficiente selezionare, alla voce “Area tematica/Materia”, “Agricoltura e sviluppo rurale”: i primi bandi presenti nell’elenco sono quelli attualmente aperti.

Contratto Funzioni centrali, interessati circa 2500 dipendenti pubblici in Umbria

Il rinnovo del Contratto nazionale di lavoro per il personale del comparto Funzioni centrali (ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici come Inps e Inail), per il triennio 2025-2027, interessa circa 2.500 lavoratori umbri del settore pubblico. Il documento è stato sottoscritto dalla Fp Cgil con il 94% dei consensi tra i dipendenti.

“La nostra firma – spiega il segretario regionale di Fp Cgil Umbria, Michele Agnani (nella foto) – arriva a meno di due mesi dalla pre-intesa e dopo un’intensa campagna di assemblee nei luoghi di lavoro per consultare i lavoratori in merito merito delle innovazioni contenute nel testo. Innovazioni su cui il 94% si è espresso in modo favorevole alla sottoscrizione. Continueremo a organizzare assemblee e incontrare i lavoratori per illustrare loro i contenuti e le opportunità dell’accordo”.

Agnani spiega che “l’accordo torna a riconoscere incrementi delle retribuzioni superiori all’inflazione programmata per il triennio, dopo l’impoverimento dei salari prodotto dal Ccnl precedente, e introduce, novità assoluta per i contratti delle pubbliche amministrazioni, un momento di verifica successivo a salvaguardia del potere di acquisto degli stipendi. Tra i punti principali del contratto – prosegue Agnani – c’è l’equiparazione delle giornate di ferie per i neo-assunti, il pagamento dell’indennità di turno anche durante il periodo di ferie, il recepimento della direttiva europea sulla trasparenza salariale, il miglioramento della disciplina di importanti istituti di conciliazione (congedi, ferie solidali, flessibilità oraria) e del lavoro agile, l’incremento dei trattamenti di trasferta e lo sblocco del tetto al buono pasto. Si regolamenta l’introduzione e l’utilizzo dei sistemi di Intelligenza artificiale, si pone attenzione alla condizione occupazionale del personale con disabilità e agli sviluppi di carriera, e si qualificano i percorsi di formazione, con attenzione alla loro piena accessibilità, per la crescita professionale di tutte e tutti”.

“Questo accordo – prosegue il segretario della Fp Cgil Umbria –, dal mese di settembre riconoscerà ai lavoratori gli aumenti previsti e gli arretrati per i mesi passati, ma questo importante risultato non è sufficiente a restituire la dovuta centralità al lavoro pubblico. Continueremo a mobilitarci nelle prossime settimane per chiedere che il Governo stanzi in legge di Bilancio le risorse che servono per rimuovere il tetto al salario accessorio, e aumentare le disponibilità dei Frd per consentire la valorizzazione del personale, aumentare i buoni pasto e, soprattutto, adottare un Piano straordinario di assunzioni per le pubbliche amministrazioni e superare la carenza di personale che in troppe amministrazioni sta rendendo difficile garantire le attività e i servizi alla cittadinanza”.

Treni, dal 10 agosto per manutenzioni lungo la linea Firenze-Roma

Da lunedì 10 a venerdì 28 agosto saranno effettuati lavori di manutenzione e potenziamento, nel tratto tra Chiusi e Orvieto delle linee direttissima e convenzionale Firenze-Roma. Rfi ha conseguentemente riprogrammato l’offerta di treni Alta Velocità, Intercity e Regionali.

Sulla linea Direttissima gli interventi interesseranno il tratto tra Chiusi e Orvieto, con attività alla galleria Fabro e sul viadotto Paglia, nei pressi di Orvieto. Nei cantieri saranno impegnati ogni giorno oltre 80 tecnici di RFI e delle imprese appaltatrici, supportati da treni cantiere e mezzi d’opera. L’investimento previsto è di circa cinque milioni di euro.

Sulla linea convenzionale saranno invece eseguiti interventi di manutenzione straordinaria sul ponte ferroviario del Riomaggiore, tra Chiusi e Panicale, e sulla seconda pensilina della stazione di Chiusi–Chianciano Terme. Le lavorazioni vedranno all’opera quotidianamente oltre 30 tecnici, con l’impiego di treni cantiere e mezzi operativi, per un investimento di circa un milione di euro.

Per consentire l’esecuzione delle attività, la circolazione ferroviaria sarà riprogrammata. Le modifiche, già recepite nei sistemi di vendita delle imprese ferroviarie, comporteranno variazioni di orario, allungamenti dei tempi di percorrenza e una rimodulazione dell’offerta dei collegamenti Alta Velocità, Intercity e Regionali.

Conclusi gli interventi, dal 29 al 31 agosto, sarà avviata la fase di ripristino dell’esercizio secondo le procedure previste dopo il rinnovo dell’infrastruttura. In questo periodo i treni transiteranno inizialmente a velocità ridotta, progressivamente incrementata dopo le verifiche tecniche, con un aumento dei tempi di percorrenza compreso tra 5 e 10 minuti.

Umbria, soddisfatti nonostante Pil e redditi siano inferiori alla media nazionale

Il Pil (Prodotto interno lordo) umbro sotto la media nazionale. Ma i dati Bes dell’Istat raccontano una regione che tra il 2018 e il 2024 ha visto crescere l’indice complessivo di benessere cresce del 16%, contro il 12,1% dell’Italia e l’11,8% del Centro. A trainare il miglioramento sono soprattutto relazioni e istituzioni. Nel 2024 l’Umbria supera l’Italia nella fiducia in Parlamento e sistema giudiziario, e anche nelle forze dell’ordine e nei vigili del fuoco. Alle europee l’affluenza è stata del 60,8%, contro il 49,8% nazionale.

La Camera di Commercio aveva già rilevato un altro elemento: il 57,5% degli occupati è molto soddisfatto del proprio lavoro, nonostante retribuzioni medie inferiori dell’11,2% a quelle italiane.

Le difficoltà registrate dal Pil

Nel 2024 il Pil (Prodotto interno lordo) pro capite è stato in Umbria di 32.467 euro: ponendo l’Italia uguale a 100, la regione si ferma a 87. Anche il reddito disponibile per abitante è più basso, 22.524 euro contro 23.155. Sono distanze che entrano nella vita quotidiana attraverso salari, consumi, capacità di risparmio e possibilità delle imprese di creare valore.

Il Benessere equo e sostenibile

La fotografia cambia quando al reddito si affiancano gli indicatori Bes (Benessere equo e sostenibile) dell’Istat che misurano anche salute, istruzione, lavoro, relazioni sociali, sicurezza, ambiente, servizi e rapporto con le istituzioni. Un’elaborazione della Banca d’Italia su 120 indicatori territoriali colloca l’Umbria nel 2024 oltre dieci punti sopra la media italiana. Tra il 2018 e il 2024 l’indice è cresciuto del 16%, contro il 12,1% dell’Italia e l’11,8% del Centro. Il contributo maggiore al miglioramento è arrivato dall’area “relazioni e istituzioni”. In sostanza, cambiando metro cambia anche il segno: il -13% dell’Umbria rispetto alla media italiana nel Pil pro capite diventa +10,6% quando si considera il benessere complessivo.

Nel Bes gli umbri attribuiscono 4,8 punti su dieci al Parlamento, contro 4,7 in Italia; 5,1 al sistema giudiziario, contro 4,9; 7,7 alle Forze dell’ordine e ai Vigili del fuoco, contro 7,4. Per i partiti politici, invece, il voto è 3,5 sia in Umbria sia nel Paese. Non emerge quindi una generica fiducia nella politica: il vantaggio regionale riguarda soprattutto istituzioni associate a garanzie, sicurezza e funzionamento dello Stato.

Politica e istituzioni

La serie storica aggiunge un dettaglio importante. Nel 2016 l’Umbria non era sopra la media nazionale: la fiducia nel Parlamento era 3,6 contro 3,7; quella nel sistema giudiziario 4,0 contro 4,3; quella nelle Forze dell’ordine e nei Vigili del fuoco 7,1 contro 7,2. Nel 2024 tutti e tre gli indicatori risultano invece sopra la media nazionale. La maggiore fiducia osservata oggi non sembra dunque un tratto immutabile della regione, ma è un vantaggio che si è formato nel tempo. Nello stesso periodo è migliorato anche un indicatore concreto: la durata media dei procedimenti civili è scesa in Umbria da 522 giorni nel 2014 a 401 nel 2024, contro una media italiana di 447.

Un altro segnale arriva dalla partecipazione. Alle elezioni europee del 2024 ha votato il 60,8% degli aventi diritto umbri, contro il 52,5% del Centro e il 49,8% dell’Italia. Votare di più non equivale automaticamente ad avere più fiducia nelle istituzioni, ma indica una relazione con la sfera pubblica più intensa di quella che si registra mediamente nel Paese.

Il lavoro

La Camera di Commercio dell’Umbria aveva già incontrato uno scarto simile osservando il lavoro. Il 57,5% degli occupati umbri, in base all’indagine multiscopo dell’Istat, attribuisce una media tra 8 e 10 a sei aspetti della propria occupazione: guadagno, prospettive professionali, orario, stabilità, distanza casa-lavoro e interesse per ciò che si fa. È il terzo risultato tra le regioni italiane, contro il 51,1% nazionale. Eppure la retribuzione media annua dei dipendenti umbri è inferiore dell’11,2% a quella italiana.

Dentro quella soddisfazione possono pesare fattori che la busta paga non registra da sola. In Umbria il 2,8% degli occupati teme di perdere il lavoro senza riuscire a trovarne uno simile, contro il 3,2% nazionale; i passaggi da occupazioni instabili a stabili raggiungono il 20,4%, rispetto al 16,6% italiano. Restano, nello stesso mercato del lavoro, debolezze note: più part-time involontario, una quota elevata di laureati impiegati al di sotto del titolo posseduto, produttività e salari da recuperare. La soddisfazione, dunque, non cancella i problemi; segnala che le persone attribuiscono valore anche a continuità, sicurezza e qualità della propria esperienza lavorativa.

Asm Terni, stabilizzato il personale che operava in distacco da Green Asm

Assunti a tempo indeterminato dal primo agosto in Asm Terni i lavoratori di Green Asm che erano distaccati da luglio 2023.

I lavoratori coinvolti operavano ormai in pianta stabile in Asm e queste assunzioni rappresentano un altro importante tassello per il consolidamento delle professionalità operanti nell’azienda multi-utility ternana. “È stata positiva – hanno commentato le segreterie provinciali di Filctem Cgil e Fp Cgil di Terni – la disponibilità e la determinazione mostrata da Asm rispetto a questa stabilizzazione di personale. L’operazione è molto importante e va anche a risolvere le problematiche che in questi ultimi mesi si erano ripercosse fortemente su questi quattro lavoratori. Indubbiamente, questa rappresenta una grande opportunità per i lavoratori interessati e un’operazione positiva per Asm che necessità di professionalità e competenze per i suoi settori di attività”.

“Siamo soddisfatti per l’operazione di stabilizzazione di questo personale andata a buon fine – hanno aggiunto le organizzazioni sindacali Filctem Cgil e Fp Cgil e relativi delegati sindacali –. Siamo sempre disponibili a collaborare per favorire stabilizzazioni di lavoratori e lavoratrici e per il potenziamento delle politiche di reclutamento delle professionalità”.