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Autore: Redazione

Stadio-clinica, il Comune di Terni rinuncia al ricorso | La Regione: prioritaria la sanità pubblica

Vicenda stadio-clinica, il Comune di Terni ha rinunciato ad adire il Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar. Una notizia accolta favorevolmente dalla Giunta regionale dell’Umbria, che alla luce di questo gesto rivendica la legittimità delle proprie posizioni e delle scelte espresse e intraprese sin dall’inizio della vicenda.

“La legalità e la legittimità vincono sempre – è scritto nella nota della Giunta regionale – ed è questa la strada percorsa da questa amministrazione che da subito aveva chiesto al Comune il ritiro della determina comunale del luglio 2025 per riportare il progetto nei binari della legge. Se il Comune avesse ascoltato, non ci sarebbero state le gravi conseguenze e la lacerazione sociale che è stata causata dalla volontà sconsiderata di continuare a procedere su una soluzione illegittima”.

“Ora che l’amministrazione comunale di Terni si è conformata al percorso previsto dalla legge – aggiunge la Giunta – il servizio regionale ha risposto nella giornata odierna in merito alla conformità relativa alla pianificazione vigente (atto puramente tecnico, senza alcun margine di discrezionalità politica) concludendo l’adempimento previsto dal Regolamento regionale e ponendo oggi quindi in capo al Comune di Terni il proseguimento dell’iter relativo al permesso di costruire. Va specificato altresì che l’accreditamento e il convenzionamento dei posti letto restano una partita del tutto separata e non vincolata da tale procedura amministrativa”.

Palazzo Donini ricorda che è in dirittura d’arrivo il Piano socio sanitario regionale che manca da oltre 15 anni. “Chiusa questa vicenda – dicono dalla Giunta – per noi la priorità assoluta resta sempre e soltanto la sanità pubblica”.

“La Giunta regionale – viene ricordato in chiusura – ha già avviato le attività per il dibattito pubblico sul nuovo ospedale di Terni, la partecipazione dei cittadini è la garanzia che la salute pubblica viene prima di ogni interesse particolare. Si va avanti per dare a Terni l’ospedale pubblico di alta qualità che merita”.

Confartigianato Terni, Mauro Franceschini confermato presidente | Giovannini e Frittella vice

Mauro Franceschini è stato riconfermato all’unanimità presidente di Confartigianato Imprese Terni, confermando la fiducia dell’Associazione nel percorso intrapreso e nel lavoro svolto a favore del sistema imprenditoriale del territorio.

Ad affiancare Franceschini alla guida dell’Associazione saranno Alvaro Giovannini, confermato vice presidente vicario, e Silvia Frittella, nominata vice presidente.

La riconferma unanime della Presidenza rappresenta un importante segnale di unità, continuità e condivisione degli obiettivi, in una fase caratterizzata da profonde trasformazioni economiche e sociali e da nuove sfide per il mondo dell’artigianato e della piccola e media impresa.

Gli obiettivi e le priorità per le imprese del territorio ternano

Confartigianato Imprese Terni proseguirà il proprio impegno nel rappresentare e tutelare le imprese associate, rafforzando il dialogo con le istituzioni e con gli attori economici e sociali del territorio e promuovendo iniziative capaci di sostenere la competitività, l’innovazione e lo sviluppo del sistema produttivo locale.

Particolare attenzione – è stato ribadito – continuerà a essere rivolta alle esigenze concrete degli imprenditori, alla semplificazione, all’accesso alle opportunità di crescita, alla formazione e alle competenze, al ricambio generazionale e alla valorizzazione dell’artigianato e della piccola media impresa quali componenti fondamentali dell’economia e dell’identità del territorio.

Le strategie e il confronto con le istituzioni

La nuova governance intende inoltre consolidare il ruolo di Confartigianato Imprese Terni quale punto di riferimento per gli imprenditori e interlocutore autorevole delle istituzioni, contribuendo alla costruzione di politiche e strategie capaci di favorire sviluppo, occupazione e competitività.

L’impegno per la risoluzione concreta dei problemi della categoria

Il nuovo mandato costituisce la conferma di una politica associativa che si è caratterizzata in questi anni per vicinanza ai problemi reali delle Categorie rappresentate, dei Territori e per autorevolezza e chiarezza nei rapporti con le istituzioni, con interventi forti sulle questioni dello sviluppo territoriale.

Con la riconferma di Mauro Franceschini e la nomina di Alvaro Giovannini e Silvia Frittella, Confartigianato Imprese Terni rinnova quindi il proprio impegno a essere al fianco delle imprese, ascoltandone le esigenze e accompagnandole nelle sfide presenti e future.

Ancora furti di rame lungo la linea della FCU

Continuano i furti di cavi di rame lungo la linea ferroviaria Terni-Ponte San Giovanni, i cui lavori sono quasi terminati. Furti che, oltre all’aumento dei costi, rischiano di compromettere i tempi della riapertura della Ferrovia Centrale Umbra.

Non si tratta di episodi isolati, ma di una sequenza di furti che si ripete con continuità.

Da qui la richiesta di sistemi di sorveglianza che consentano di salvaguardare il rame presente lungo la linea e l’incolumità dei lavoratori che stanno ultimando l’intervento.

Il valore del rame

Il fenomeno dei furti è alimentato dal costante aumento della quotazione dell’oro rosso (attualmente intorno ai 10 euro al kg). Nella filiera clandestina, i ricettatori lo acquistano ad un prezzo intorno ai 3-4 euro al kg, per reintrodurlo illegalmente sul mercato legale del rottame.

A fronte di un guadagno relativamente basso per i malviventi, i furti causano danni per decine o centinaia di migliaia di euro alle infrastrutture pubbliche ferroviarie, all’illuminazione stradale o ai cimiteri, dove il costo del ripristino supera di gran lunga il valore del metallo sottratto.

Modifica legge appalti, le associazioni datoriali in audizione: testo senza essere consultati, tempo per le osservazioni

Nell’audizione che si è svolta in Seconda Commissione regionale, sulla proposta di legge a firma dei consiglieri Ricci (AVS) e Michelini (PD), relativa alla modifica della legge regionale 3/2010, avente ad oggetto ‘Disciplina regionale dei lavori pubblici e norme in materia di regolarità contributiva per i lavori pubblici’, le associazioni datoriali hanno lamentato, in modo unanime, il mancato coinvolgimento preventivo nella fase di elaborazione del testo, sottolineando come siano state preventivamente consultate
esclusivamente le organizzazioni sindacali.

Un fatto considerato grave, tanto più che le stesse, insieme alle forze sindacali, partecipano ai vari ambiti di lavoro nel cosiddetto Tavolo delle costruzioni, con un evidente mancato coordinamento tra Assemblea legislativa e Giunta regionale.

Le organizzazioni datoriali hanno quindi chiesto più tempo per approfondire il provvedimento e formulare le proprie osservazioni. In particolare per affrontare alcuni nodi, come i tempi di pagamento alle imprese; risposte alla crisi del settore residenziale; reale semplificazione burocratica; tutela e valorizzazione delle piccole e medie imprese. Oltre al fatto di tener conto dei provvedimenti attualmente in discussione a livello europeo.

Dall’audizione – sottolineano i consiglieri regionali di opposizione Pernazza e Romizi (Forza Italia), Melasecche e Tesei (Lega Umbria), Pace, Giambartolomei e Agabiti (Fratelli d’Italia), Nilo Arcudi (Tp-Uc) – è emerso un grido d’allarme per il futuro del comparto delle costruzioni e, più in generale, del tessuto produttivo umbro. Con l’esaurirsi della spinta determinata dal Superbonus e dalle risorse del PNRR, le previsioni indicano una contrazione del fatturato stimata intorno al 10 per cento e una netta riduzione degli investimenti a partire dal 2027 con il rischio anche di una conseguente perdita di posti di lavoro che va contrastata in tutti i modi.

Dal confronto con le associazioni datoriali è emersa quindi con chiarezza la richiesta alla politica regionale di concentrare prioritariamente la propria attenzione sulla programmazione delle opere pubbliche, garantendo continuità agli investimenti e mettendo in campo strumenti capaci di contrastare la prevista inversione del ciclo, sostenendo imprese, occupazione e
sviluppo economico.

Mercato bancario e assicurativo, la due-giorni a Terni

Il 10 e 11 settembre Terni ospiterà il convegno internazionale “Regole e princípi del mercato bancario e assicurativo: solidità del sistema e protezione del cliente”, una due-giorni di studio e confronto dedicata alle trasformazioni del settore bancario e assicurativo e al delicato equilibrio tra stabilità dei mercati e tutela di clienti e consumatori.

L’iniziativa riunirà docenti, studiosi, magistrati e professionisti provenienti da numerose università e istituzioni italiane e straniere.

Ad aprire i lavori, nella mattinata di giovedì 10 settembre, sarà il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Perugia, prof. Massimiliano Marianelli. Insieme al Rettore per i saluti inaugurali sarà presente l’avv. Emiliano Strinati, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Terni e Narni, l’avv. Andrea Colacci, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Terni, il dott. Stefano Stellati, Presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti contabili della Provincia di Terni, il dott. Fausto Cardella, Presidente della Fondazione Umbria per la Prevenzione dell’usura, il dott. Carmelo Campagna, Presidente di Gepafin, l’avv. Carlo Orlando, Presidente dell’Unione Interregionale del Centro Adriatico – U.I.C.A., il prof Giovanni Maria Berti De Marinis, dell’Università degli Studi dell’Aquila, e il prof. José Luis Pérez-Serrabona González, Decano della Facultad de Derecho dell’Universidad di Granada e Rettore del Real Colegio Mayor San Bartolomé y Santiago di Granada.

Alla presentazione del convegno interverrà, inoltre, il prof. Lorenzo Mezzasoma, docente dell’Università degli Studi di Perugia e coordinatore del Dottorato di ricerca in Diritto dei consumi. La conferenza plenaria inaugurale sarà affidata al prof. Eugenio Llamas Pombo dell’Università di Salamanca.

Il programma si articolerà in sessioni plenarie e parallele, dedicate, tra gli altri temi, alla solidità e solvibilità delle imprese bancarie e assicurative, alla protezione del cliente, ai sistemi alternativi di risoluzione delle controversie, alle garanzie del credito, alla crisi d’impresa, alla governance e alla trasparenza, fino alle nuove problematiche poste dall’intelligenza artificiale, digitalizzazione e cybersicurezza. I lavori si concluderanno nel pomeriggio dell’11 settembre con l’intervento del prof. Pietro Perlingieri, emerito dell’Università degli Studi del Sannio.

Denatalità, aumenta il fondo contributi per i neonati

Raddoppia la dotazione per le famiglie umbre con figli nati nel 2025. La Giunta regionale ha approvato l’incremento della dotazione dell’avviso sulla natalità, che passa così da 500 mila euro a un milione di euro complessivi. Le nuove risorse consentiranno di far scorrere la graduatoria e finanziare ulteriori nuclei familiari ammessi al beneficio ma rimasti esclusi per esaurimento dei fondi.

Il contributo è di 500 euro per ciascun figlio nato nel 2025 ed è destinato alle famiglie con Isee non superiore a 30 mila euro. Le domande presentate sono state 2.262, di cui 976 già finanziate, 1.272 ammesse ma non finanziate e 14 risultate inammissibili.

L’incremento di 500 mila euro per l’avviso 2025 rientra nell’ulteriore milione di euro destinato dalla Regione agli interventi per la natalità con l’assestamento del bilancio 2026-2028. La restante quota di 500 mila euro è destinata agli interventi per la natalità relativi al 2026.

“La denatalità – ricorda la presidente Stefania Proietti – è una delle grandi sfide che abbiamo davanti e non può essere affrontata chiedendo alle famiglie di sostenere da sole il peso delle scelte genitoriali. Dietro ogni nascita ci sono persone, progetti di vita e nuove responsabilità. Per questo abbiamo ritenuto importante aumentare le risorse e raggiungere altre famiglie che avevano i requisiti, ma erano rimaste escluse per l’esaurimento dei fondi. Il nostro impegno – continua – è costruire intorno a loro una rete di sostegni e servizi che accompagni la crescita dei bambini e delle bambine nel tempo, perché contrastare la denatalità significa anche rendere possibile per tante donne e tanti uomini scegliere di diventare genitori senza sentirsi soli”.

L’assessore all’Istruzione, Fabio Barcaioli, aggiunge: “L’integrazione delle risorse per la natalità si inserisce in una programmazione regionale che mette al centro gli investimenti strutturali nei servizi pubblici. Abbiamo infatti destinato 7 milioni di euro alla creazione di oltre 500 nuovi posti nei nidi e nei micronidi e 4,3 milioni di euro al tempo integrato nella scuola primaria. Sono investimenti che rafforzano il sistema educativo regionale e che vogliono offrire alle bambine e ai bambini la possibilità di crescere in Umbria e alle famiglie condizioni più favorevoli per conciliare i tempi di vita e di lavoro” conclude Barcaioli.

Umbria Lavoro Fest, a Terni la grande fiera dedicata al futuro dell’occupazione

Umbria Lavoro Fest, a Terni il primo e 2 ottobre al Centro direzionale ‘Il Tulipano’, la grande fiera regionale del lavoro promossa dalla Regione Umbria e da Arpal Umbria, dedicata al futuro dell’occupazione.

Due giornate per incontrare le imprese, sostenere chi cerca lavoro, orientare i giovani, approfondire le grandi trasformazioni del mercato occupazionale e costruire un confronto sulle strategie per il futuro dell’Umbria.

L’iniziativa è stata presentata alla presenza dell’assessore regionale alle Politiche del lavoro, Francesco De Rebotti, del direttore regionale dello Sviluppo economico, Istruzione, Formazione e Lavoro, Adriano Bei, dell’amministratrice unica di Arpal Umbria Tiziana Ciprini, del direttore di Arpal Paolo Sereni e del presidente della Camera di Commercio dell’Umbria Giorgio Mencaroni.

“La Fiera del lavoro torna in Umbria dopo sette anni dall’ultima edizione del 2019 – ha sottolineato l’assessore Francesco De Rebotti – e lo fa scegliendo Terni, una città che rappresenta uno dei cuori produttivi della nostra regione. È un segnale importante, non solo dal punto di vista geografico, ma soprattutto per il valore che vogliamo attribuire al lavoro e alle politiche capaci di accompagnare le trasformazioni economiche e sociali”.

La fiera del lavoro

La manifestazione si svolgerà nella nuova sede del Centro per l’impiego di Terni, all’interno del Centro direzionale ‘Il Tulipano’, recentemente entrata in funzione. “Siamo molto soddisfatti – ha aggiunto De Rebotti – del grande lavoro organizzativo che si sta sviluppando e della risposta ricevuta da tutti i soggetti coinvolti. Il programma è in continua definizione e si sta arricchendo grazie alla collaborazione delle istituzioni, delle imprese e dei tanti interlocutori chiamati a confrontarsi sui temi che abbiamo individuato. L’obiettivo è costruire un appuntamento realmente utile, capace di mettere in relazione domanda e offerta di lavoro e di affrontare le grandi questioni che riguardano il futuro dell’Umbria”.

Umbria Lavoro Fest sarà infatti una vera e propria fiera del lavoro, articolata in spazi dedicati al recruiting, ai colloqui diretti tra candidati e aziende, all’orientamento e alla formazione. Oltre 50 desk informativi vedranno la partecipazione di imprese e soggetti della rete regionale dei servizi per il lavoro, mentre workshop, incontri tematici e momenti di approfondimento offriranno strumenti concreti a giovani, lavoratori e persone in cerca di occupazione. Particolare attenzione sarà dedicata alle nuove generazioni, con iniziative rivolte all’orientamento, alla preparazione ai colloqui, alla reputazione digitale e all’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella ricerca del lavoro. Tra gli appuntamenti previsti anche incontri con esperti dell’orientamento e dell’innovazione tecnologica.

“Per Arpal Umbria – ha spiegato l’amministratrice unica Tiziana Ciprini – Umbria Lavoro Fest rappresenta un nuovo punto di partenza. Sarà l’occasione pubblica per presentare alle cittadine e ai cittadini la nuova organizzazione dell’Agenzia, dopo una profonda riforma orientata all’efficienza, all’accessibilità e al rafforzamento del ruolo pubblico nella governance della rete dei servizi per il lavoro”. La scelta del ‘Tulipano’, ha aggiunto Ciprini, “è fortemente simbolica. Inaugureremo la nuova sede del Centro per l’impiego di Terni all’interno della manifestazione, testimoniando concretamente l’impegno nella riqualificazione degli spazi dedicati ai servizi pubblici. Vogliamo che il cittadino non percepisca più il Centro per l’impiego come un semplice ufficio burocratico, ma come un partner capace di accompagnarlo nella costruzione del proprio futuro”.

Al centro della due giorni anche i grandi temi dello sviluppo regionale. Il programma, in fase di completamento (verrà ufficialmente presentato nei prossimi giorni a Terni con l’elenco degli speaker) prevede panel dedicati a ‘Umbria 2030: Patto per il futuro della Regione’, alle opportunità occupazionali nella cultura, alle politiche di inclusione e pari opportunità, ai giovani e al lavoro del futuro, alla transizione ecologica, all’agricoltura e alla legalità, fino agli strumenti per leggere i fabbisogni professionali delle imprese e alle nuove sfide delle politiche attive del lavoro.

“Il tema del lavoro è centrale per il futuro dell’Umbria – ha evidenziato il presidente della Camera di Commercio dell’Umbria Giorgio Mencaroni – e dobbiamo essere capaci di offrire ai nostri giovani opportunità concrete per costruire qui il proprio percorso professionale e di vita. È fondamentale favorire il ritorno di chi si forma fuori regione, ma anche rendere l’Umbria attrattiva per nuovi talenti. Per farlo dobbiamo continuare a far crescere le nostre imprese e rafforzare la collaborazione tra istituzioni, sistema produttivo e mondo della formazione”.

Sulla centralità dei giovani si è soffermato anche il direttore regionale Adriano Bei, ricordando come il tema rappresenti uno dei punti focali delle politiche regionali. “Lavorare sui giovani talenti e creare le condizioni perché possano restare e costruire il proprio futuro in Umbria è una delle grandi sfide che abbiamo davanti. Stiamo mettendo in campo strumenti e percorsi che vanno in questa direzione, collegando formazione, università, ricerca e imprese. Umbria Lavoro Fest si inserisce pienamente in questo disegno”.

L’evento sarà realizzato con il coinvolgimento dell’Università di Perugia, della rete dei servizi per il lavoro, delle agenzie formative, di Sviluppo Lavoro Italia e della Camera di Commercio dell’Umbria, di Adisu e di Its e con la partecipazione di rappresentanti del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in un percorso di collaborazione finalizzato anche al contrasto del mismatch tra domanda e offerta di lavoro. La fiera avrà inoltre una dimensione digitale, con la possibilità di partecipare a incontri e presentazioni aziendali anche a distanza, mentre dalla ‘Terrazza On Air’ saranno realizzate dirette, interviste e approfondimenti durante le due giornate.

La campagna informativa prende ufficialmente il via oggi attraverso il sito dedicato – l’assessore e l’amministratrice unica hanno simbolicamente “acceso” il sito in cui i cittadini potranno trovare le offerte di lavoro e candidarsi e anche tutte le informazioni relative all’evento www.umbrialavorofest.it. Con l’hashtag #ULF e una web app che consentirà ai partecipanti di personalizzare la propria esperienza all’interno della manifestazione parte la campagna social. Il claim scelto per l’edizione 2026 sintetizza lo spirito dell’iniziativa: “Partecipa ai colloqui di lavoro, scopri le aziende, ascolta gli esperti, incontra le istituzioni”

Il mondo venatorio torna a dividersi sul regolamento per la caccia al cinghiale | Il monito di Lorenzini

Nuova frattura nel mondo venatorio umbro, dopo l’ultima Consulta regionale. Con alcune associazioni che hanno riportato la discussione sulle modifiche al regolamento della caccia al cinghiale, nonostante sia già stato avviato un iter dopo un lungo confronto tra tutte le associazioni venatorie e quelle del settore agricolo.

Contro i “ripensamenti e passi indietro” il presidente di Federcaccia Umbra, Maurizio Lorenzini, pone una questione: “In Umbria ogni tentativo di riformare e modernizzare il sistema venatorio rischia sistematicamente di essere bloccato prima ancora di poter essere realmente sperimentato e valutato”.

Rispetto al tema del regolamento per la caccia al cinghiale, Lorenzini ricorda: “Ad oggi Federcaccia e Cpa (Caccia, Pesca, Ambiente) sono le sole associazioni ad aver correttamente mantenuto le posizioni assunte nel corso dell’iter. Ed è proprio questo il punto: esistono sedi istituzionali deputate al confronto, a partire dalla Consulta faunistico-venatoria regionale, nelle quali le associazioni sono chiamate ad assumersi la responsabilità delle proprie posizioni. Non è accettabile condividere o sostenere determinati percorsi nei tavoli ufficiali e poi, quando arriva il momento delle decisioni, bloccare tutto o rimettere continuamente in discussione quanto precedentemente concordato. Così facendo non si tutela la caccia. Si produce soltanto immobilismo”.

“Questo accade nonostante la disponibilità al confronto e al cambiamento manifestata dall’assessora regionale Simona Meloni – prosegue Lorenzini –, alla quale va riconosciuto di aver aperto un percorso di interlocuzione con il mondo venatorio sui diversi temi che da tempo necessitano di una revisione. Federcaccia non sostiene di possedere la bacchetta magica, né pretende che ogni proposta di riforma sia necessariamente quella giusta. Le riforme possono essere migliorate, corrette e, se non funzionano, anche riviste. Ma per giudicarle occorre prima avere il coraggio di farle. Il territorio, la gestione faunistica, le esigenze dei cacciatori e le problematiche legate agli ungulati e ai danni all’agricoltura sono profondamente cambiati. Non possiamo continuare a ragionare con schemi vecchi di trent’anni”.

Lorenzini sottolinea che “le associazioni venatorie devono tornare a preoccuparsi prima di tutto del futuro della caccia e dei cacciatori, anziché leggere ogni cambiamento attraverso la lente della competizione per il tesseramento. Federcaccia Umbra continuerà a portare avanti le proprie proposte senza pretendere che siano intoccabili, ma chiedendo che vengano discusse nel merito e che, quando esistono le condizioni, si abbia finalmente il coraggio di sperimentarle. Quello che non siamo più disponibili ad accettare è che ogni tentativo di innovazione venga paralizzato dalla paura di cambiare o da logiche esclusivamente associative” e aggiunge che “così come la politica regionale deve poter assumere le proprie decisioni dopo aver ascoltato tutti, assumendosi la responsabilità delle scelte e verificandone successivamente i risultati, anche alle Associazioni venatorie chiediamo la stessa responsabilità e, soprattutto, serietà e coerenza nelle sedi istituzionali”. “Restiamo quindi in attesa che il percorso istituzionale iniziato si concluda con la pubblicazione ufficiale dell’atto in gazzetta – conclude Lorenzini – secondo le determinazioni dell’amministrazione regionale alle quali ogni associazione ha già espresso le proprie osservazioni. Federcaccia continuerà naturalmente a difendere la propria Associazione e i propri iscritti, nell’interesse superiore che viene prima di qualsiasi sigla: la difesa e il futuro della caccia in Umbria”.

Statale “Amerina”, da lunedì scatta la chiusura serale

Da lunedì 7 settembre sarà temporaneamente chiusa la statale205 ‘Amerina’ nei pressi di Baschi Scalo in entrambe le direzioni per cinque notti consecutive, dalle ore 21 alle ore 6 del mattino successivo. Durante le chiusure il traffico sarà indirizzato sulla viabilità alternativa secondo le indicazioni predisposte.

L’intervento in corso – per 12,5 milioni – per aumentare sicurezza e funzionalità – consentirà di modificare l’attuale configurazione del tracciato attraverso opere di sostegno, un nuovo muro di contenimento e il prolungamento della galleria ferroviaria della linea lenta Firenze-Roma. I lavori permetteranno l’allargamento della sede stradale e la rettifica di due curve, aumentando il raggio di curvatura e la visibilità e migliorando la fluidità della circolazione, in particolare per quanto riguarda il transito dei mezzi pesanti.

“Fin dall’inizio – sottolinea l’assessore regionale alle Infrastrutture e ai Trasporti, Francesco De Rebotti – abbiamo chiesto ad Anas che le lavorazioni più impattanti venissero programmate, laddove possibile, nelle ore notturne. L’obiettivo è sempre stato chiaro: consentire la realizzazione di interventi necessari e importanti per la sicurezza e il miglioramento della viabilità, cercando allo stesso tempo di incidere il meno possibile sugli spostamenti quotidiani delle persone e delle attività”.

I prestiti alle piccole imprese umbre scendono ancora e la liquidità costa di più | I dati aggiornati

Credito, i prestiti alle piccole imprese umbre scendono ancora del 5,5%. La liquidità costa il 9,4% alle piccole società e con due rialzi attesi della Bce potrà sfiorare il 10%. Una situazione che vede l’Umbria peggio della media nazionale, anche se nel Centro Italia Toscana e Marche arretrano di più. Questa la fotografia del credito alle imprese secondo le tavole regionali, aggiornate a giugno 2026, diffuse da Banca d’Italia, con l’ultima disaggregazione omogenea per dimensione d’impresa, riferita a marzo. In quel trimestre i prestiti al totale delle imprese umbre erano tornati a crescere dello 0,2% su base annua, ma alle piccole imprese continuavano a diminuire del 5,5%, mentre le medio-grandi segnavano +1,6%.

Il cambio di passo rispetto alla fine del 2025 è importante, ma non uniforme. A dicembre i prestiti alle imprese nel complesso erano ancora in calo del 2,2%; tre mesi dopo erano a +0,2%. Il recupero, però, è arrivato quasi tutto dalle aziende medio-grandi, passate da -1,3% a +1,6%, mentre le piccole sono rimaste in territorio negativo.

In valori assoluti, a fine marzo i prestiti bancari alle imprese umbre ammontavano a 8,804 miliardi di euro: 7,210 miliardi alle medio-grandi e 1,593 miliardi alle piccole, dei quali 928 milioni alle famiglie produttrici, cioè le realtà fino a cinque addetti. Nello stesso mese i prestiti alle famiglie consumatrici crescevano del 2,4% su base annua.

La distanza si trascina da mesi. A dicembre 2025 le piccole imprese umbre erano ancora a -6%, dopo il -5,9% di settembre e il -5,4% di giugno; a marzo 2026 la contrazione si è ridotta al -5,5%, senza però cambiare segno. Nello stesso periodo le medio-grandi sono passate dal -1,6% di giugno 2025 al +1,6% di marzo. Le famiglie produttrici risultavano ancora più indietro: -6,4%.

Umbria peggio della media nazionale, ma Toscana e Marche arretrano di più

Il confronto territoriale mette meglio a fuoco la posizione dell’Umbria. A marzo 2026 i prestiti alle piccole imprese diminuivano del 4,3% in Italia. In Umbria la flessione arrivava al 5,5%. Tra le regioni del Centro, però, Toscana e Marche registravano cali ancora più marcati, rispettivamente del 6,4% e del 7,1%, mentre il Lazio si fermava al 2,3%. Nel confronto tra le quattro regioni, dunque, l’Umbria si collocava dietro il Lazio ma davanti a Toscana e Marche.
La diversa velocità si ritrova anche nei settori. A marzo 2026 i prestiti alla manifattura crescevano del 4,7% su base annua e quelli alle costruzioni dello 0,5%, mentre nei servizi diminuivano del 3%. Il recupero del credito appare quindi più robusto nella parte industriale e nelle imprese più strutturate.

Per le piccole società la liquidità costa il 9,4%

La differenza diventa ancora più marcata quando si guarda al prezzo del denaro. A marzo 2026 il Tae (Tasso annuo effettivo) sui prestiti per esigenze di liquidità era pari al 9,4% per le piccole società considerate dalla rilevazione della Banca d’Italia e al 5% per le imprese medio-grandi: 4,4 punti di distanza.

Il dato sulle piccole riguarda società in accomandita semplice, società in nome collettivo, società semplici e società di fatto con meno di 20 addetti; le ditte individuali non sono comprese in questa specifica rilevazione sui tassi. Per il totale delle imprese, sempre al netto delle ditte individuali, il Tae era del 5,4%.

Il divario resta ampio nonostante la discesa registrata nel 2025. Per le piccole società il costo della liquidità era stato del 9,9% a dicembre 2024, del 9,5% a giugno 2025 e del 9,1% a dicembre, prima di risalire al 9,4% a marzo 2026. Per le medio-grandi, nello stesso arco di tempo, si è passati dal 5,7% al 5%. I nuovi finanziamenti destinati agli investimenti, misurati dal Taeg (Tasso annuo effettivo globale), si collocavano invece al 3,8% nel primo trimestre 2026.

Il rischio di tornare vicino al 10%

È proprio qui che il quadro cambia prospettiva. Il 10 settembre la Banca centrale europea (BCE) si riunirà per decidere sui tassi. I mercati considerano molto probabile un aumento di 0,25 punti percentuali. Le banche d’investimento J.P. Morgan e BNP Paribas hanno inoltre indicato nelle loro previsioni un secondo rialzo di 0,25 punti a dicembre 2026, mentre la maggioranza degli economisti interpellati da Reuters continua a considerare possibile che quello di settembre sia l’ultimo aumento del ciclo.

Per una piccola impresa umbra la differenza può diventare rilevante. Se due rialzi Bce da 0,25 punti venissero trasferiti integralmente sul costo della liquidità, il 9,4% osservato a marzo arriverebbe aritmeticamente al 9,9%, quindi a un passo dal 10%. Non è una previsione della Banca d’Italia né un automatismo: i tassi bancari dipendono anche dal rischio del cliente, dalle garanzie, dalla durata del finanziamento e dalle politiche commerciali degli istituti.

Conta anche a chi va il credito. Nel 2025 la quota dei prestiti alle imprese umbre con probabilità di default inferiore all’1% è salita al 51,4% dal 48,3% dell’anno precedente, mentre è diminuito il peso delle aziende con merito creditizio più basso.

I problemi per le piccole imprese

Per le imprese minori i due problemi restano quindi affiancati: finanziamenti ancora in contrazione e costo della liquidità molto più alto rispetto alle aziende maggiori. Le tavole mensili pubblicate il 31 agosto portano il monitoraggio territoriale fino a giugno 2026; il 30 settembre arriverà il secondo trimestre completo, che permetterà di aggiornare anche il confronto per dimensione d’impresa e verificare come si sia mosso nel frattempo il -5,5% registrato a marzo.

Il commento del presidente Mencaroni (CCIAA Umbria)

Questo il commento di Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria: “Il dato che dobbiamo leggere con maggiore attenzione non è soltanto la riduzione del credito alle piccole imprese, ma la distanza crescente tra le condizioni alle quali si finanzia un’azienda minore e quelle riservate a un’impresa più strutturata. Quando la liquidità costa il 9,4%, contro il 5% delle medio-grandi, il tasso d’interesse smette di essere una variabile finanziaria e diventa una variabile competitiva: può decidere se un investimento si fa o si rinvia, se si assume una persona o si aspetta, se un’impresa riesce a crescere oppure rimane sulla difensiva”.

“Naturalmente – chiarisce – non spetta alla Camera di Commercio sostituirsi alla politica monetaria né al sistema bancario. Ma avevo indicato, tra le possibilità del nuovo mandato camerale, qualora le condizioni lo rendessero necessario, quella di costruire insieme alla Regione Umbria uno strumento per abbattere il costo degli interessi a carico delle imprese. Sarebbe ragionevole chiedersi non se intervenire in modo generalizzato, ma dove un intervento mirato possa evitare che aziende economicamente sane rinuncino a investimenti validi soltanto perché il costo del finanziamento è diventato troppo elevato”.