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INPS, le nuove regole sulle assenze per malattia

Da quest’anno sono cambiate le regole dei controlli INPS sulle assenze per malattia dei lavoratori dipendenti. Rafforzate le verifiche sanitarie (con controlli più frequenti e procedure digitalizzate) per contrastare eventuali abusi.

Tra le principali novità previste dalla manovra economica del Governo cìè anche il potenziamento del personale incaricato delle visite fiscali, per aumentare i controlli domiciliari.

Attivato il nuovo portale telematico integrato nella Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND), attraverso il quale i datori di lavoro potranno richiedere visite fiscali in modo più semplice e immediato, velocizzando l’intera procedura di verifica.

Una delle novità più importanti della riforma riguarda gli orari di reperibilità durante la malattia. Senza distinzione, come previsto dalla sentenza del TAR del Lazio n. 16305, tra lavoratori pubblici e privati.

Queste le fasce orarie per le visite fiscali INPS per tutti i lavoratori (nei giorni feriali e festivi):

dalle 10:00 alle 12:00
dalle 17:00 alle 19:00

In queste fasce orarie il lavoratore in malattia è tenuto a trovarsi presso il domicilio comunicato nel certificato medico. Può assentarsi per i seguenti motivi certificati:

visite specialistiche;
esami clinici;
terapie mediche;
cure legate al percorso sanitario.
In questi casi è fondamentale possedere una documentazione scritta che giustifichi l’assenza al momento del controllo.

Sono esclusi dai controlli domiciliari:

lavoratori con patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
dipendenti con invalidità pari o superiore al 67%;
lavoratori affetti da malattie connesse a infortuni sul lavoro;
casi riconducibili a patologie derivanti dall’attività lavorativa.
Resta comunque all’INPS la facoltà di effettuare verifiche documentali o ulteriori accertamenti sanitari.

Il certificato medico va inviato seguendo le procedure ordinarie. Entro il giorno successivo all’inizio della malattia, il medico curante deve inviare telematicamente il certificato all’INPS. Successivamente, il lavoratore deve comunicare al datore di lavoro il numero di protocollo della pratica entro 48 ore.

In mostra 130 anni di storia della Camera del Lavoro di Terni

Foto che ripercorrono 130 anni di storia della Camera del Lavoro di Terni. Storia della città e di come è cambiata negli anni, insieme alle sue imprese ed al movimento operaio.

In vico San Procolo, di fronte alla sede della Cgil (orario apertura 10-12.30 e 16-19) fino a sabato 6 giugno nello storico quartiere Clai la mostra documentale accompagnerà i festeggiamento per i 130 anni di vita della Camera del Lavoro di Terni.

Nove giorni di celebrazioni che si sono aperte con una iniziativa alla quale hanno partecipato anche personalità di rilievo nazionale tra cui il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, e il presidente nazionale dell’Anpi, Gianfranco Pagliarulo. L’importanza di questo appuntamento è stato ricordato nelle parole del segretario generale della Cgil Terni, Claudio Cipolla, dello storico Renato Covino, curatore della mostra, di Mario Giovannetti, presidente dell’associazione Ettore Proietti Divi, che gestisce l’archivio storico della Camera del lavoro di Terni (consultabile su appuntamento), e dellala segretaria generale della Cgil Umbria, Rita Paggio. Tra il pubblico, anche vecchi dirigenti della Cgil ternana.

“La nostra – ha commentato Cipolla – è una storia lunga e importante, una storia di lavoratrici e lavoratori, uomini e donne che si sono riconosciuti nei valori della Cgil e che con la Cgil hanno portato avanti le lotte per l’emancipazione del mondo del lavoro e per la conquista di diritti per tutta la società. Non è solo la storia di un sindacato, ma di una comunità che ha accompagnato le fasi storiche salienti di questa città, di questo territorio e di tutta Italia. Se oggi siamo quello che siamo è anche grazie a questa storia, a quell’impegno e quella passione che lavoratori e cittadini hanno saputo mettere in campo insieme alla Cgil”. “Questo territorio – ha ricordato Paggio – ha rappresentato un punto di riferimento per le lotte operaie di tutto il Paese. E noi abbiamo bisogno di prendere linfa da questa memoria per affrontare la dimensione attuale in cui continua lo sfruttamento del lavoro, in cui troppe persone restano povere pur lavorando e in cui le trasformazioni in atto rischiano di impoverire ancor di più i lavoratori. Abbiamo bisogno della forza del passato per guardare con fiducia al futuro. Queste occasioni sono importanti per avere contezza della forza che i lavoratori possono mettere in campo quando si mettono insieme, creando così le condizioni per un cambiamento in positivo delle proprie condizioni di vita e di lavoro”.

Questi i prossimi appuntamenti: il 29 alle 21.30 la proiezione del film ‘Giulio Regeni – Tutto il male del mondo’; il 30 alle 18.30 dibattito ‘Generazioni al lavoro. Terni pensa il futuro’. Di nuovo sosta e si riprende mercoledì 3 giugno, in piazza Clai, nel palco centrale, alle 18.30, con l’approfondimento sui servizi socio-sanitari-assistenziali, a cui interverrà la segretaria generale nazionale dello Spi Cgil, Tania Sacchetti; seguirà, alle 21.30, il concerto degli Altoforno. Giovedì 4 giugno altra importante iniziativa pubblica, sempre in piazza Clai, sul tema ‘pace e costituzione’: alle 18.30 si confronteranno Walter Massa, presidente nazionale di Arci, Gianfranco Pagliarulo, presidente nazionale di Anpi, Emiliano Manfredonia, presidente nazionale di Acli, e Serena Sorrentino della segreteria nazionale della Cgil. Alle 21.30 concerto tributo a Pino Daniele con la Ua’ Band. Protagonista della serata di venerdì 5 giugno sarà il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, che interverrà in piazza Clai alle 18.30. Seguirà alle 21.30 il concerto Jam Session con i Malalingua. I festeggiamenti si concluderanno sabato 6 giugno, sempre in piazza Clai, con l’intervento di Fabrizio Russo, segretario generale della Filcams Cgil alle 18.30 e il concerto di Enrico Capuano e la Tammuriata Rock alle 21.30.

L’Azienda ospedaliera di Perugia comunica nuove assunzioni

L’Ospedale di Perugia comunica nuove assunzioni di personale sanitario e tecnico. Nei prossimi giorni prenderanno servizio due dirigenti medici specializzati in Oftalmologia e tre operatori tecnici cuochi.

Parallelamente, sono stati attivati nuovi percorsi di selezione del personale. In particolare, è stata pubblicata una selezione per il conferimento di un incarico individuale con contratto di lavoro autonomo per un Data Manager laureato in Scienze Biotecnologiche.

Pubblicato inoltre un avviso pubblico, per titoli e colloquio, finalizzato alla formazione di una graduatoria dalla quale attingere per eventuali assunzioni a tempo determinato di Tecnico Audiometrista.

Le nuove procedure confermano l’impegno della Regione e dell’Azienda ospedaliera nel rafforzare le professionalità presenti all’interno della struttura e nel garantire servizi sempre più efficienti, e rispondenti ai bisogni del territorio.

Intanto, viene comunicato che la Regione Umbria e l’Azienda Ospedaliera di Perugia sono in fase di sottoscrizione di un apposito accordo finalizzato all’utilizzo della graduatoria regionale del concorso pubblico, per titoli ed esami, indetto per l’assunzione a tempo pieno e indeterminato di n. 2 unità di personale di categoria D – profilo “Funzionario per l’organizzazione, la gestione e lo sviluppo delle risorse umane, performance” (codice profilo TI23-24_21).

L’intesa consentirà all’Azienda Ospedaliera di Perugia di procedere all’assunzione di n. 2 unità di personale, categoria D, posizione economica D1, con contratto di lavoro a tempo pieno e indeterminato, da destinare alle esigenze organizzative dell’Azienda stessa.

La Regione Umbria ha formalmente autorizzato l’utilizzo della graduatoria relativa al profilo di “Funzionario per l’organizzazione, la gestione e lo sviluppo delle risorse umane, performance”, approvata con determinazione dirigenziale n. 8189 del 5 agosto 2025 e pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione Umbria n. 39 del 13 agosto 2025.

In base all’accordo, la Regione Umbria autorizza l’Azienda Ospedaliera di Perugia ad attingere alla graduatoria vigente per l’assunzione delle due figure professionali previste. I nominativi dei candidati idonei saranno comunicati dalla Regione secondo l’ordine di merito della graduatoria e in relazione all’ordine cronologico delle richieste presentate dagli enti interessati.

Auri, procedura selettiva per il direttore

L’Autorità Umbria Rifiuti e Idrico ha indetto una procedura selettiva, per curriculum e colloquio, finalizzata alla costituzione di un rapporto di lavoro a tempo pieno e determinato per la copertura della posizione di direttore dell’AURI.

Il rapporto di lavoro del direttore dell’AURI è disciplinato con contratto ex art. 110 D. Lgs. n. 267/2000 della durata di cinque anni, con decorrenza dalla data di sottoscrizione del contratto.

Le candidature potranno essere presentate tramite inPA – Portale del Reclutamento del Dipartimento della Funzione Pubblica e saranno aperte per 15 giorni consecutivi dal 14/05/2026 al 29/05/2026.

Hephaistos, percorso per la formazione professionale degli studenti con disabilità

Dare ai ragazzi con disabilità l’opportunità di formarsi nel settore di loro interesse per inserirsi nel mondo del lavoro: è questo l’obiettivo del progetto “Hephaistos – Il diritto al lavoro attraverso il merito”, presentato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, a Roma, alla presenza del ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, della presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, della presidente dell’Osservatorio regionale sulla condizione delle persone con disabilità, Bianca Maria Tagliaferri, e dell’ex presidente dell’Osservatorio e attuale consigliera del ministro, Paola Fioroni.

Il progetto, che punta a trasformare la disabilità in un percorso di alta specializzazione professionale fondato sulle competenze e sulla valorizzazione delle inclinazioni personali degli studenti, è già stato avviato in via sperimentale per due ragazzi, grazie alla sinergia tra la Regione Umbria, l’ente di formazione Cnos Fap, il liceo classico Federico Frezzi e l’istituto tecnico tecnologico Leonardo Da Vinci di Foligno. Negli anni scolastici 2024/2025 e 2025/2026 i due studenti selezionati hanno frequentato il corso per operatore della ristorazione per 180 ore all’anno e hanno potuto così acquisire competenze concrete che potranno integrare con altre 180 ore di formazione il prossimo anno scolastico, raggiungendo un totale di 540 ore formative nel triennio.

“Questo progetto mette al centro il valore di ogni persona – ha evidenziato in apertura il ministro Locatelli – ed è quindi in linea con la riforma per la disabilità”. Il ministro si è poi complimentato con tutti coloro che hanno lavorato per la sua attuazione aggiungendo che “si tratta di un percorso che potrebbe diventare un modello per tutta l’Italia, anche perché ha saputo fare rete tra scuole, territorio, associazioni”.

“La Regione si impegna tutti i giorni per l’affermazione dei diritti dei ragazzi e delle ragazze, delle persone con disabilità – ha dichiarato la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti -. E lo fa anche nel campo dell’istruzione e del lavoro, anche grazie all’Arpal, che insieme alla scuola ha elaborato un progetto che è già un modello esportabile in altri territori e replicabile a livello nazionale. Favorire le condizioni e permettere a chi ha una disabilità di inserirsi dopo la scuola nel mondo del lavoro è la bellezza di questo progetto. Ma sono belli anche i percorsi che questi ragazzi intraprendono e vivono ogni giorno, rapportandosi con il lavoro. Se la nostra Repubblica è fondata sul lavoro, come recita la Costituzione, il lavoro è un diritto di tutti, nessuno escluso, e tutti dobbiamo fare la nostra parte: istituzioni, scuola e imprese. La Regione – ha aggiunto la presidente – è impegnata con ‘Umbria per tutti’, il piano di azioni per la promozione e l’attuazione dei diritti delle persone con disabilità che è lo strumento per ‘costruire’ città e comunità veramente inclusive. L’impegno congiunto e convinto del mondo della scuola, della governance multilivello regionale con la delega in capo alla Presidenza della giunta, dell’Osservatorio regionale sulla condizione delle persone con disabilità, delle imprese e delle famiglie, delle associazioni e delle città, può portare a percorsi innovativi di vita e di lavoro per tutti.”
“Abbiamo individuato il gap che troppo spesso esiste tra la fine della scuola e l’inserimento nel mondo del lavoro e da qui è nato un impegno concreto delle istituzioni e delle imprese – ha aggiunto la presidente dell’Osservatorio regionale sulla condizione delle persone con disabilità, Bianca Maria Tagliaferri – Questo progetto, che mette insieme le scuole, la Cnos Fap con i suoi laboratori e la Regione Umbria attraverso la certificazione delle competenze, ha dato voce al futuro di questi ragazzi e dimostra come si possano costruire percorsi innovativi di vita e di lavoro per tutti”.
Il progetto Hephaistos è pensato per offrire agli studenti con disabilità certificata ai sensi della legge 104, art. 3 comma 3, accompagnati dagli insegnanti di sostegno, un percorso formativo a loro scelta per diventare operatore della ristorazione, elettricista, termoidraulico, saldatore riduttivo, ma anche per acquisire competenze professionali nell’area della meccanica industriale e nel settore auto e moto. Il tutto all’interno dei Pcto (percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, ex alternanza scuola-lavoro), percorsi obbligatori per gli studenti dell’ultimo triennio delle scuole superiori italiane, e grazie a una convenzione tra scuola ed ente formativo.

Il progetto si inserisce nel percorso regionale di attuazione del D.Lgs 62/2024 sulla riforma della disabilità e del “Progetto di Vita” dettagliato dall’articolo 26, basato su personalizzazione, partecipazione e integrazione sociosanitaria.

“I due ragazzi coinvolti nella sperimentazione – è stato detto in conferenza stampa – hanno vissuto due anni scolastici proficui e preziosi e hanno potuto constatare quanto l’ente di formazione scelto, il Cnos Fap, abbia offerto alte competenze in un contesto di inclusione e grande umanità”. Il prossimo obiettivo del progetto è ampliare la platea di studenti beneficiari quanto più possibile, nei limiti dei numeri sostenibili, e attivare un anno di formazione aggiuntiva, al termine del triennio, per permettere ai ragazzi di acquisire maggiori competenze spendibili nel mondo del lavoro.
Durante la conferenza stampa sono stati illustrati alcuni dati della direzione sanitaria regionale che confermano la crescente necessità di rafforzare percorsi inclusivi e professionalizzanti: nell’anno scolastico 2023-2024 gli alunni con disabilità nelle scuole italiane hanno raggiunto quota 359mila, con un incremento del 26% negli ultimi cinque anni, mentre sono 153mila gli studenti che necessitano di assistenza per l’autonomia e la comunicazione.

“Il modello Hephaistos – è stato ricordato – è in linea con il nuovo approccio dettato dal Progetto di Vita perché punta sulla valorizzazione del merito attraverso la costruzione di competenze reali, sulla libera scelta dei percorsi formativi in base alle inclinazioni personali, sull’integrazione strutturale nei Pcto e sulla certificazione delle micro-competenze tecniche acquisite, per favorire un inserimento concreto e qualificato nel mondo del lavoro”.

Congresso Uil Umbria, Molinari confermato segretario

“Il momento è straordinario e non possiamo più usare strumenti ordinari: serve un lavoro di squadra collettivo, un grande momento di confronto e di azione. Siamo convinti della necessità della scrittura di un grande Piano industriale e di sviluppo per l’Umbria”. Questo l’appello lanciato dal segretario generale della Uil dell’Umbria, Maurizio Molinari, dal palco del 19esimo congresso regionale che lo ha rieletto per un nuovo mandato alla guida della Uil dell’Umbria. Un congresso importante, che ha visto la presenza dei dirigenti nazionali del sindacato e delle categorie, delle Istituzioni e delle organizzazioni datoriali. Ospiti anche i rappresentanti di Cgil e Cisl Umbria.

Il Piano di sviluppo per l’Umbria, per Molinari, va fatto subito e messo in pratica velocemente. “Un tavolo permanente, un’alleanza per lo sviluppo e la crescita: non serve formalizzarsi sui nomi o sulle etichette ma guardare alla sostanza. Noi siamo pronti, già da domani – ha detto Molinari – a sedersi intorno ad un tavolo con le altre organizzazioni sindacali, le associazioni di categorie e le Istituzioni”. L’appello è stato lanciato alla politica, alle associazioni datoriali e di categoria, ma anche ai sindacati e alla Uil tutta. Molinari ha rivendicato i risultati e le azioni incisive, dall’apertura della nuova sede regionale, passando per l’iniziativa shock delle bare di cartone in piazza IV novembre, a Perugia, per denunciare le morti sul lavoro e poi la Carovana a Foligno, contro i lavoratori fantasma. E la presentazione del Protocollo appalti, che è stato inserito all’interno di una proposta di legge presentata dalla consigliera regionale Letizia Michelini.

L’appello e la richiesta è stata anche quella del “coraggio delle scelte” per la politica e le istituzioni. Scelte che servono in tutti i settori, a partire dalla sanità passando per infrastrutture e trasporti, rifiuti e ambiente, giovani e anziani. Sulla sanità scelte che dovranno essere prese per risolvere la carenza del personale, liste d’attesa e fuga verso il privato. “Una situazione che è come un vortice verso il disastro che richiede scelte coraggiose e una riorganizzazione basata su qualità ed efficienza. Piaghe dell’Umbria restano spopolamento, invecchiamento e difficoltà dei giovani, più precari e spesso costretti a lasciare il territorio”. Quindi le infrastrutture e i trasporti, con la denuncia dell’isolamento dell’Umbria, perché “il diritto alla mobilità è libertà”. Sul piano sindacale viene ribadita l’importanza della rappresentanza, con la richiesta di regole chiare e il contrasto ai contratti pirata”. E poi il punto della situazione sul sindacato umbro: crescono servizi e iscritti. Conclusioni della mattina affidate al segretario organizzativo nazionale Emanuele Ronzoni: “Siamo una organizzazione che ha intuizione, capacità di elaborazione e che fa proposte”.

Nel pomeriggio gli interventi dei segretari generali delle categorie, le conclusioni di Bombardieri e l’elezione di Molinari. “Per noi il lavoro è una priorità: abbiamo sempre messo al centro della nostra azione la necessità di dare risposte sui salari e sul lavoro dignitoso – ha detto Bombardieri – In questo Paese, aumentano i numeri, ma non la qualità dell’occupazione: è su questo aspetto che occorre concentrarsi e intervenire. Anche il tema della sicurezza sul lavoro – ha proseguito Bombardieri – resta per noi prioritario, perché continuano a esserci più di mille morti l’anno. Abbiamo fatto passi in avanti, ma riteniamo che bisogna fare di più sul fronte della prevenzione e della formazione, istituendo anche il reato dell’omicidio per violazioni di norme sulla sicurezza e sradicando il lavoro nero, spesso causa di gravi incidenti subiti da lavoratrici e lavoratori sfruttati. Non ci fermeremo – ha sottolineato il leader della Uil – fino a quando non avremo raggiunto l’obiettivo di zero morti sul lavoro”. Bombardieri ha poi risposto anche a domande sull’attuale crisi geopolitica e sul ruolo dell’Europa: “In questi anni – ha detto – è stato messo in discussione il principio del rispetto del diritto internazionale con conseguenze sulle persone più deboli. L’Europa dovrebbe modificare il Patto di stabilità piuttosto che confermare le attuali regole della politica economica e finanziaria, perché – ha concluso Bombardieri – questa situazione di crisi ricade sulle spalle dei più deboli e ciò è sbagliato e inaccettabile”.

Incentivi all’occupazione, salario giusto, rinnovi, digitale: il decreto sul lavoro in sintesi

Questi, in sintesi, i punti del decreto-legge sul lavoro approvato dal Consiglio dei Ministri, con una dotazione di circa 934 milioni di euro.

Bonus e incentivi all’occupazione

Al fine di ridurre i divari territoriali e favorire l’inserimento nel mercato del lavoro delle categorie più esposte, il decreto prevede quattro principali misure di decontribuzione:

bonus assunzione donne 2026, consistente in un esonero contributivo del 100% (fino a 650 euro mensili) per 24 mesi per l’assunzione a tempo indeterminato di lavoratrici svantaggiate, con un incremento a 800 euro per le assunzioni effettuate nelle regioni della zona economica speciale (ZES) unica per il Mezzogiorno;
bonus assunzione giovani 2026, che prevede l’esonero del 100% dei contributi previdenziali (fino a 500 euro mensili) per 24 mesi per le nuove assunzioni di personale non dirigenziale di età inferiore ai 35 anni, con limite elevato a 650 euro nel Sud e nelle aree di crisi;
bonus stabilizzazione giovani 2026, che prevede l’esonero del 100% dei contributi fino a 500 euro per 24 mesi anche per le stabilizzazioni di contratti a termine, stipulati tra il 1° gennaio e il 30 aprile 2026 e della durata massima di 12 mesi, effettuate tra il 1° agosto e il 31 dicembre 2026, per personale di età inferiore ai 35 anni mai occupato stabilmente in precedenza;
bonus assunzioni ZES 2026, per i datori di lavoro che occupano fino a un massimo di 10 dipendenti nella ZES unica per il Mezzogiorno, consistente in un esonero contributivo totale (fino a 650 euro mensili) per l’assunzione di soggetti over 35 disoccupati da almeno 24 mesi.

Salario giusto

La disciplina sui trattamenti economici complessivi (TEC) tutela l’equilibrio di interessi tra lavoratori e parti sociali. Si garantisce ai lavoratori una retribuzione non inferiore ai minimi stabiliti dai contratti collettivi nazionali (CCNL) stipulati dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative, contrastando il dumping. La norma tutela le imprese favorendo la concorrenza leale e valorizza l’autonomia di sindacati e datori di lavoro, evitando l’imposizione di un salario minimo fissato per legge e lasciando alla contrattazione la definizione delle voci retributive.

Disciplina dei rinnovi contrattuali

Si interviene sulla disciplina del rinnovo dei contratti collettivi di lavoro. Nel rispetto dell’autonomia delle parti sociali, si stabilisce che siano le stesse a disciplinare, in sede di rinnovo, le decorrenze degli incrementi retributivi, gli eventuali importi una tantum e gli strumenti di copertura economica per il periodo tra la scadenza del vecchio contratto e la firma del nuovo, assumendo la data di scadenza naturale del contratto previgente come riferimento per assicurare la continuità della tutela economica. Qualora il rinnovo non avvenga entro 12 mesi dalla scadenza, le retribuzioni sono adeguate forfettariamente in misura pari al 30% della variazione dell’Indice dei Prezzi al Consumo Armonizzato (IPCA).

Contrasto al caporalato digitale e tutele tecnologiche

Il provvedimento introduce misure specifiche per prevenire l’intermediazione illecita e lo sfruttamento del lavoro, con particolare riferimento alle attività gestite tramite piattaforme digitali, attraverso la verifica dell’identità digitale del lavoratore. Si tratta di una misura volta a impedire il fenomeno della cessione o del “noleggio” degli account che alimenta forme di caporalato, consentendo l’accesso alle piattaforme esclusivamente tramite sistemi di identificazione certa (SPID, CIE o sistemi di autenticazione forte); vige il divieto di cedere le proprie credenziali o utilizzare account non riconducibili alla propria identità, con responsabilità dei gestori per i sistemi di controllo e sanzioni amministrative o sospensione dell’attività per omessa vigilanza. Ed anche
il diritto alla trasparenza algoritmica, che impone l’obbligo di fornire informazioni chiare sulle modalità di funzionamento degli algoritmi che influenzano l’assegnazione dei compiti e i compensi, garantendo il diritto di conoscere i parametri del proprio “rating” e di richiedere l’intervento umano per il riesame di decisioni automatizzate che incidano significativamente sul rapporto di lavoro.
Conciliazione famiglia-lavoro

Sgravi

Il decreto introduce uno sgravio contributivo per le imprese che adottano la certificazione UNI/PdR 192:2026, un nuovo strumento di gestione per la conciliazione tra vita familiare e lavoro, che definisce requisiti verificabili e indicatori di performance per le organizzazioni, private e pubbliche, che scelgono di investire in modo strutturato su maternità, paternità, carichi di cura, flessibilità organizzativa, welfare aziendale, salute e continuità di carriera. La misura contenuta nel decreto prevede un esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per le aziende in possesso della certificazione collegata alla valorizzazione del sostegno alla natalità e alle esigenze di cura, con una misura fino all’1 per cento e nel limite massimo di 50.000 euro annui per ciascuna impresa.

Trattamento di fine rapporto

Si prevede la possibilità per i lavoratori di conferire alla previdenza complementare le quote TFR maturate nel periodo gennaio-giugno 2026.

Lavoro, il Consiglio regionale ha approvato la riforma di Arpal

Il Consiglio regionale dell’Umbria ha approvato il disegno di legge (atto 483/2026) che riorganizza l’Agenzia regionale per le politiche attive del lavoro (Arpal), introducendo modifiche alla legge regionale 1/2018 e alla legge regionale 4/2013. Il provvedimento punta a rendere più semplice ed efficiente il funzionamento dell’Agenzia, a partire dalla governance. Viene infatti introdotta la figura dell’amministratore unico, che sostituisce presidente e consiglio di amministrazione, affiancato da un direttore con funzioni gestionali e operative. Previsto anche il revisore unico dei conti al posto del precedente organo collegiale.

Tra i punti qualificanti della riforma c’è il rafforzamento dell’Osservatorio regionale sul mercato del lavoro, che avrà un ruolo ancora più centrale nel fornire dati e analisi utili a orientare le politiche regionali, con un’attenzione specifica anche al monitoraggio dei tirocini e ai loro esiti occupazionali. Novità rilevante anche sul fronte dell’inclusione: vengono introdotti i tirocini finalizzati all’inclusione sociale, all’autonomia e alla riabilitazione, pensati in particolare per le persone con disabilità e per chi incontra maggiori difficoltà nell’ingresso nel mondo del lavoro.

La riorganizzazione consente un risparmio complessivo per il bilancio di Arpal pari a 79.446,42 euro.

“La riforma di Arpal nasce con l’obiettivo di semplificare, migliorare e chiarire i ruoli, accompagnando questo percorso anche con un risparmio che potrà essere reinvestito all’interno dell’Agenzia – ha spiegato l’assessore alle Politiche del lavoro, Francesco De Rebotti – Ringrazio la Prima commissione per il lavoro congiunto: è stata una riforma costruita coinvolgendo tutti i soggetti interessati, dai lavoratori di Arpal ai sindacati, fino alle associazioni di categoria. La scelta di procedere per fasi, partendo dalla governance, ci consente di dare tempi certi al commissariamento, che si concluderà a fine maggio. In questo nuovo assetto il direttore sarà la vera anima operativa dell’Agenzia, mentre il revisore unico a tempo pieno garantirà il pieno controllo dei conti. Arpal, anche in questa fase, ha continuato a lavorare raggiungendo risultati importanti, come quelli legati al programma GOL, grazie all’impegno dei lavoratori, che devono essere messi nelle condizioni di operare con maggiore serenità”.

Continua l’assessore: “Ora si apre una fase decisiva: con il passaggio della proposta organizzativa consegniamo alla nuova governance una riforma con una forte direzione pubblica, più chiara nei compiti e più snella. Sarà necessario completarla con un modello organizzativo, funzioni e strumenti adeguati per affrontare nodi centrali, a partire dalle procedure informatiche, riportando anche l’Osservatorio al centro delle politiche attive del lavoro. Parallelamente, era necessario intervenire in modo dignitoso anche sugli spazi di lavoro: a Terni le condizioni erano al limite e, non essendo stato possibile raggiungere un accordo con i primi proprietari individuati, abbiamo fatto riferimento alla seconda opzione, il Tulipano, che diventerà la nuova sede e dove torneremo a organizzare la fiera del lavoro. A Perugia abbiamo lavorato per migliorare gli standard qualitativi delle strutture. Arpal avrà inoltre un ruolo nella regia di Pentima: il 27 aprile accoglierò la Seconda commissione dell’Assemblea legislativa e presenteremo l’intervento di riqualificazione degli spazi. In quel contesto, accanto al ruolo fondamentale dell’università, vogliamo rafforzare la vocazione storica della formazione professionale, recuperando spazi dedicati a competenze come saldatura, termoidraulica e falegnameria, figure oggi fortemente richieste dal sistema produttivo regionale”.

Uilca Umbria, Mauro Sergnese è il nuovo segretario generale

Mauro Sergnese è stato eletto all’unanimità nuovo segretario generale della Uilca Umbria, la categoria che si occupa dell’organizzazione nel settore del credito, esattoriale ed assicurativo. La nuova segreteria sarà composta anche da Luca Cucina, Valentina Gallarate e Daniele Bravi.

Tra i punti delle priorità individuate dal neo segretario il contrasto alla desertificazione bancaria con l’urgenza di frenare la chiusura degli sportelli nei piccoli comuni per evitare lo ‘spopolamento economico’. Messo al centro lo Stop alle politiche di vendita aggressive e tutela psicofisica per i lavoratori. La Uilca lavorerà per la richiesta di aumento medio di 518 euro per ridistribuire gli utili record del settore e riduzione a 35 ore dell’orario di lavoro. Individuata anche la questione dell’intelligenza artificiale che deve essere governata con trasparenza per evitare tagli al personale.

Al termine dei lavori il nuovo segretario generale Mauro Sergnese ha spiegato: “Saremo un punto di riferimento costante nei luoghi di lavoro. Siamo pronti al dialogo, ma determinati nel difendere i diritti di ogni singolo lavoratore”.

Caro-carburante, Filt Cgil Umbria “chiama” la Regione: costi insostenibili per le aziende

“Abbiamo già avuto confronti con aziende del settore della logistica che ci hanno comunicato grandi difficoltà a causa del caro carburanti, con conseguenze anche sul pagamento degli stipendi. Solo un esempio: la sola sede di Foligno di un’azienda del comparto sta registrando aumenti di spesa quotidiana di circa 1.600 euro, che vuol dire circa 40 mila euro di ulteriori costi ogni mese. Ma non mancano imprese, sempre della logistica, che chi ci hanno segnalato aumenti fino a 80 mila euro al mese per il gasolio e l’energia. Una situazione evidentemente insostenibile e che potrebbe avere ripercussioni sui lavoratori, con rischio di licenziamenti e cassa integrazione, e sui consumatori, con aumento del costo delle merci”.

Filt Cgil Umbria lancia l’allarme per il costante aumento del costo dei carburanti e per le sue ripercussioni sul tessuto economico umbro. Un timore accompagnato anche dalla richiesta di intervento da parte delle istituzioni, a partire da quelle regionali: il segretario generale Ciro Zeno, affiancato dai segretari Ivano Bruschi e Silvia Cascianelli, ha sottolineato infatti la necessità di istituire con urgenza un tavolo con le organizzazioni sindacali, le imprese e la Regione proprio per affrontare le difficoltà di un comparto, quello della logistica, che in Umbria conta circa 4.500 lavoratori diretti e altri circa 5 mila indiretti.

“Non possiamo accettare – ha affermato con decisione Zeno – che a pagare i il prezzo di queste guerre assurde e criminali siano ancora una volta i lavoratori. L’intero settore delle logistica e della distribuzione porta a porta, così fondamentale nella nostra società, è oggi in forte sofferenza. Tutti i player con cui stiamo parlando stanno registrando problemi e, se come si prevede, il gasolio dovesse arrivare a 3 euro al litro, sarà molto difficile gestire questa crisi. Parliamo di migliaia e migliaia di euro di costi in più ogni giorno per far circolare camion e furgoni che fanno arrivare le merci in Umbria. Il risvolto negativo rischiano di vederlo non solo i lavoratori, che vedono a rischio il loro stipendio, ma tutti gli umbri quando vedranno gli aumenti spropositati del costo dei prodotti sugli scaffali dei negozi”. La Filt Cgil Umbria ha anche sottolineato che tali aumenti si potrebbero ripercuotere pure sul trasporto pubblico locale, mettendo a rischio la tenuta del servizio.

“Noi – fa sapere Zeno – già ci stiamo rapportando con tante imprese per capire dove poter risparmiare, senza andare a colpire i lavoratori, ma è ovvio che la problematica debba essere affrontata a livello regionale e, soprattutto, a livello nazionale e internazionale. I nuovi aumenti già si stanno mangiando lo sconto sulle accise deciso dal governo. Il nostro è un appello preventivo alle istituzioni prima che sia troppo tardi. Si sta sottovalutando il problema, ma si rischia una crisi gravissima”.