Skip to main content

Più donne al lavoro, ma su di loro “pesano” ancora maggiormente casa e famiglia | La ricerca

Donne nel mondo del lavoro, presentato il rapporto Aur sui divari di genere in Umbria. Un rapporto che mostra come nella regione cresca l’occupazione femminile, ma restino differenze nella qualità del lavoro, nelle retribuzioni, nelle possibilità di carriera e nella distribuzione delle responsabilità familiari e di cura.

La ricerca, realizzata nell’ambito della collaborazione tra la consigliera di parità della Regione Umbria e l’Agenzia Umbria Ricerche, dal titolo “Le asimmetrie di genere nella società umbra. Donne e lavoro, un percorso ancora incompiuto”, analizza la condizione delle donne nel mercato del lavoro, nell’imprenditoria, nelle istituzioni e nei ruoli decisionali.

La presentazione è stata svola dalle autrici Enza Galluzzo, Monica Raichini ed Elisabetta Tondini. Sono intervenuti l’assessora regionale con delega alle Pari opportunità, Simona Meloni, la presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Umbria, Sarah Bistocchi, la consigliera di parità Rosita Garzi e l’amministratore unico dell’AUR, Marco Damiani.

I dati

Nel 2025 le occupate umbre sono salite a 172.300, con un incremento di 3.100 unità in un anno. Il tasso di occupazione femminile ha raggiunto il 63 per cento, ma le donne rappresentano ancora il 57,4 per cento delle persone disoccupate. Persistono inoltre differenze rilevanti nei redditi: nel 2024 quello medio annuo da lavoro delle donne umbre è stato pari a 20.721 euro, contro i 27.141 euro degli uomini.

“Le asimmetrie di genere non possono essere affrontate con una sola politica settoriale – ha spiegato Garzi –. Occorre unire pari opportunità, lavoro, natalità, carichi di cura, organizzazione dei tempi, politiche sociali, imprese e sistema formativo”. Garzi ha annunciato che i principali contenuti della ricerca saranno tradotti anche in uno strumento più sintetico e accessibile, da utilizzare nel confronto sul territorio e nelle scuole.

“I dati non devono restare confinati in una pubblicazione scientifica – ha aggiunto. Devono diventare patrimonio delle istituzioni, delle imprese, delle associazioni e delle nuove generazioni, contribuendo a mettere in discussione stereotipi ancora molto radicati”.

“Con questa edizione abbiamo voluto rafforzare la ricerca, coinvolgendo competenze e sensibilità differenti e costruendo una sorta di ‘Asimmetrie 2.0’”, ha spiegato l’amministratore unico dell’AUR, Marco Damiani.

“La cadenza annuale consente di creare una serie storica e di mettere a disposizione delle istituzioni una fotografia aggiornata delle trasformazioni della società umbra – ha concluso Damiani. Studiare la condizione femminile non significa occuparsi soltanto delle donne, ma misurare il grado di apertura, inclusività ed efficienza dell’intera società. Le disuguaglianze economiche generano disuguaglianze nell’accesso alle risorse, ai servizi di welfare, alle opportunità e alle reti sociali. Una società più uguale nei rapporti di genere è una società che registra migliori indicatori di sviluppo e una più elevata qualità della vita per tutte le cittadine e tutti i cittadini”.

Gli interventi delle Istituzioni

“Il rapporto evidenzia i progressi compiuti, ma anche quanto sia ancora lunga la strada verso una parità effettiva – ha dichiarato l’assessora regionale Simona Meloni. Non dovrebbe essere necessaria una legge per assicurare la presenza delle donne nelle istituzioni e nei luoghi decisionali. Il fatto che questi strumenti siano ancora indispensabili dimostra che il cambiamento culturale non è stato completato”.

Meloni ha poi posto l’accento soprattutto sull’autonomia economica delle donne, quale condizione essenziale per la libertà personale e per uscire da situazioni di violenza o dipendenza:

“Il lavoro consente alle donne di costruire il proprio progetto di vita e di scegliere liberamente – ha sottolineato. Una donna senza indipendenza economica incontra maggiori difficoltà nel lasciare una situazione di violenza, trovare una casa e garantire sicurezza a sé stessa e ai propri figli. Per questo le politiche per l’occupazione femminile, il reddito di libertà e il reinserimento lavorativo sono parte integrante del contrasto alla violenza di genere”.

L’assessora ha ricordato anche la forte presenza delle donne umbre nel turismo, nell’artigianato, nell’agricoltura e nei servizi, osservando come la pandemia abbia mostrato la fragilità di alcune conquiste e abbia costretto molte lavoratrici a scegliere tra occupazione e responsabilità familiari.

“Il part-time e il lavoro discontinuo continuano a riguardare soprattutto le donne – ha aggiunto Meloni. Occorre redistribuire i carichi di cura e costruire politiche integrate tra lavoro, welfare, istruzione, famiglia e formazione. I dati del rapporto devono diventare strumenti di conoscenza e di cambiamento per le istituzioni, le imprese e le scuole”.

“Molti diritti sono stati conquistati, ma molta strada resta da percorrere – ha affermato la presidente Bistocchi. Nell’anno in cui ricordiamo gli ottant’anni del voto alle donne, dobbiamo riaffermare il valore dell’articolo 3 della Costituzione, che non sancisce soltanto l’uguaglianza formale, ma impegna le istituzioni a rimuovere gli ostacoli che limitano concretamente la libertà e la partecipazione”.

La presidente Bistocchi ha richiamato il divario retributivo, la concentrazione sulle donne del lavoro di cura e le difficoltà di accesso agli incarichi dirigenziali e manageriali, nonostante i migliori risultati spesso conseguiti dalle ragazze nei percorsi scolastici e universitari.

“La presenza femminile nelle istituzioni umbre è significativa, ma non deve farci pensare che la parità sia stata raggiunta – ha aggiunto. Le donne continuano a essere meno presenti nei livelli apicali e a subire discriminazioni anche nell’accesso al lavoro. La piena uguaglianza è il presupposto di una società più giusta e democratica”.

La presidente ha inoltre ringraziato Rosita Garzi, giunta alla conclusione del mandato, per la serietà e la professionalità con cui ha svolto il ruolo di consigliera di parità.

Nuova ondata di calore sull’Umbria, le indicazioni per i fragili e i limiti ai lavori all’aperto

Nuova fase di ondata di calore anche in Umbria, con temperature elevate soprattutto nelle aree interne e nei centri urbani. Il bollettino del sistema nazionale per la prevenzione degli effetti delle ondate di calore segnala per Perugia il passaggio al livello 2 per le giornate dell’8 e del 9 luglio, con temperature alle ore 14 previste fino a 33-34 gradi e temperatura massima percepita fino a 34 gradi. Le previsioni disponibili indicano nei prossimi giorni valori massimi intorno ai 32-34 gradi a Perugia e fino a 35-37 gradi a Terni.

“La nuova ondata di calore richiede prudenza, attenzione e responsabilità da parte di tutti – dichiara la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti. Il caldo estremo è un fattore di rischio per la salute, in particolare per anziani, bambini, persone con patologie croniche, persone non autosufficienti, cittadini che vivono soli e lavoratrici e lavoratori esposti al sole. La Regione, insieme al sistema sanitario, ai comuni e alla protezione civile, mantiene alta l’attenzione e invita tutti a seguire le raccomandazioni ufficiali”.

Le indicazioni per le persone più fragili

Il Centro funzionale regionale segnala condizioni prevalentemente stabili e temperature massime in aumento nella giornata del 9 luglio.
“Chiediamo ai cittadini di evitare l’esposizione nelle ore più calde, di bere regolarmente, di controllare le persone più fragili e di rivolgersi al medico o ai servizi sanitari in caso di sintomi sospetti – prosegue la presidente Proietti. La prevenzione è la misura più efficace: piccoli comportamenti quotidiani possono evitare conseguenze serie, dai colpi di calore alla disidratazione”.La Regione ricorda che sono particolarmente esposti al rischio gli anziani sopra i 65 anni, i neonati e i bambini, le persone con obesità o malattie croniche, in particolare cardiovascolari, chi assume farmaci che possono interferire con la termoregolazione o con la percezione del calore, le persone non autosufficienti e quelle che vivono in condizioni di isolamento.

Il lavoro all’aperto

Particolare attenzione riguarda anche il lavoro all’aperto. È in vigore l’ordinanza della presidente della Giunta regionale 11 giugno 2026, n. 3, contingibile e urgente in materia di igiene e sanità pubblica, adottata per prevenire i rischi da esposizione prolungata al sole. Il provvedimento, efficace fino al 15 settembre 2026 dispone il divieto di lavoro dalle ore 12:30 alle ore 16:00 nelle aree e nei giorni in cui la piattaforma Worklimate segnala rischio “ALTO” per lavoratori esposti al sole con attività fisica intensa alle ore 12.
Il divieto riguarda il settore agricolo e florovivaistico, i cantieri edili all’aperto, le cave e la logistica limitatamente ai piazzali destinati in via esclusiva e permanente al deposito merci, con esclusione delle pertinenze dei magazzini coperti. Per le consegne tramite mezzi a pedalata anche assistita, l’ordinanza prevede che il rischio calore sia inserito nei parametri di calcolo dei tempi di consegna e delle distanze massime di percorrenza, anche intervenendo sugli algoritmi delle piattaforme digitali, senza conseguenze negative sul piano salariale o reputazionale.
“Sul lavoro la sicurezza viene prima – sottolinea la presidente. Nessuna attività produttiva può essere organizzata ignorando gli effetti del caldo estremo. Le imprese devono programmare turni, pause, ombreggiamento, idratazione e misure di protezione coerenti con la valutazione del rischio. È un dovere giuridico, ma soprattutto un dovere di civiltà verso chi lavora”.
L’ordinanza raccomanda inoltre ai Comuni di valutare deroghe temporanee ai regolamenti locali sulle emissioni acustiche, previa verifica delle condizioni contingenti, per consentire lo svolgimento delle attività lavorative nelle fasce orarie più fresche.
“La collaborazione tra istituzioni, Comuni, aziende sanitarie, parti sociali, imprese e cittadini è decisiva – conclude Proietti. L’Umbria affronta questa fase con strumenti di prevenzione, informazione e tutela. A tutti chiediamo attenzione, proteggere le persone più esposte significa proteggere l’intera comunità”.

Lavoro con il caldo, dopo l’ordinanza regionale l’incontro con le parti per l’applicazione concreta

La Regione Umbria ha emesso l’ordinanza con i divieti per il lavoro nelle ore più calde della giornata in estate.

L’ordinanze vieta il lavoro “in condizioni di esposizione prolungata al sole”, dalle ore 12:30 alle ore 16:00, fino al 15 settembre 2026, sull’intero territorio regionale nelle aree o zone interessate dallo svolgimento di lavoro. Si applica ai settori agricolo e florovivaistico, nei cantieri edili all’aperto, nelle cave nonché nel settore della logistica (limitatamente ai piazzali destinati in via esclusiva e permanente alù deposito merci, con esclusione delle pertinenze dei magazzini coperti).

I divieti valgono limitatamente ai soli giorni e nelle aree in cui la mappa del rischio indicata sul sito https://www.worklimate.it/scelta-mappa/sole-attivita-fisica-alta/ riferita a: “lavoratori esposti al sole” con “attività fisica intensa” ore 12:00, segnali un livello di rischio “ALTO”;

Il divieto non si applica per le Pubbliche Amministrazioni, per i concessionari di pubblico servizio, per i loro appaltatori, quando trattasi di interventi di pubblica utilità, di protezione civile o di salvaguardia della pubblica incolumità, “fatta salva in ogni caso l’adozione di idonee misure organizzative ed operative che riconducano il rischio di esposizione dei lavoratori alle alte temperature ad un livello accettabile secondo la valutazione del rischio condotta dal datore di lavoro, come previsto dal decreto legislativo n. 81/2008 e s.m.i”-

Per il lavoro di consegna merci tramite mezzi a pedalata anche assistita, la parte organizzatrice deve provvedere ad inserire il rischio calore nei parametri di calcolo dei tempi di consegna e distanze massime di percorrenza, senza che questo comporti alcuna conseguenza negativa in termini salariali e reputazionali, anche intervenendo a tal fine sul proprio algoritmo laddove il servizio sia organizzato tramite piattaforma digitale. Deve inoltre farsi carico di fornire agli operatori ogni ausilio finalizzato alla mitigazione del rischio conformemente a quanto indicato nelle “Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare”.

La mancata osservanza degli obblighi previsti dall’ordinanza comporta le sanzioni come per legge (art. 650 c.p.).

La Regione raccomanda ai Comuni “di valutare l’opportunità di derogare, temporaneamente e previa verifica della situazione contingente, ai regolamenti locali in materia di contenimento delle emissioni acustiche, al fine di consentire lo svolgimento delle attività lavorative in fasce orarie più fresche”.

I sindacati chiedono controlli per verificare il rispetto dell’ordinanza. Che però presenta dei problemi pratici per la sua applicazione. Da qui l’incontro con le parti sociali che si terrà nei prossimi giorni.

Ospedale di Perugia, assunzione di 51 infermieri e altre figure professionali

L’Azienda ospedaliera di Perugia ha comunicato l’avvio delle procedure per l’assunzione di 51 infermieri mediante attingimento per scorrimento della graduatoria del concorso pubblico approvata a febbraio scorso.

Sono già state avviate le chiamate per verificare la disponibilità alla presa di servizio e l’intero iter assunzionale si concluderà entro i prossimi mesi. Le nuove assunzioni si aggiungono ai 63 infermieri già entrati in servizio a partire dal mese di aprile 2026, anch’essi reclutati attraverso l’utilizzo della medesima graduatoria derivante dal primo concorso unificato tra le 4 aziende sanitarie umbre promosso dalla giunta Proietti.

L’incremento dell’organico infermieristico rientra nel più ampio piano di potenziamento dei servizi sanitari e di miglioramento dell’assistenza ai cittadini, con l’obiettivo di garantire risposte sempre più efficaci e tempestive ai bisogni di salute della comunità.

Parallelamente, l’Azienda da ospedaliera di Perugia ha attivato le procedure per l’assunzione di ulteriori figure professionali: 3 ostetriche, 3 autisti di ambulanza, 1 tecnico della prevenzione e 2 collaboratori amministrativi. Prosegue inoltre il rafforzamento del personale medico attraverso un costante programma di reclutamento.

Tabacco, la revisione delle Direttive UE preoccupa i lavoratori umbri

Sindacati umbri preoccupati per l’avvio del processo di revisione della Direttiva sui Prodotti del Tabacco (TPD) e della Direttiva sulla Pubblicità del Tabacco (TAD) da parte della Commissione europea, che ha promosso una consultazione pubblica aperta a tutti i soggetti interessati.

A farsi portavoce di questa preoccupazione sono le organizzazioni sindacali nazionali di settore Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, che lamentano un approccio ritenuto poco attento alle ricadute socioeconomiche e occupazionali che le ulteriori restrizioni potrebbero determinare sulle lavoratrici, sui lavoratori e sull’intera filiera tabacchicola.

Anche Fai Cisl Umbria, Flai Cgil Umbria e Uila Uil Umbria, insieme ai circa 200 lavoratori e lavoratrici della Deltafina di Bastia Umbra, si sono riuniti nella giornata di lunedì per manifestare la propria preoccupazione rispetto al percorso di revisione delle direttive europee sul tabacco. Al centro delle osservazioni vi è il fatto che le valutazioni preliminari della Commissione non appaiono pienamente coerenti con i principi del sistema di “Better Regulation”, poiché risultano focalizzate prevalentemente sugli aspetti sanitari, senza una sufficiente analisi degli effetti che le nuove misure potrebbero avere sull’occupazione, sulle condizioni di lavoro e sui sistemi di protezione sociale.

Si tratta di una questione particolarmente rilevante per l’Umbria, dove l’intera filiera tabacchicola, dalla coltivazione alla trasformazione, coinvolge complessivamente circa 9.500 lavoratrici e lavoratori. Per questo motivo le organizzazioni sindacali invitano tutti gli addetti del settore a partecipare alla consultazione pubblica promossa dalla Commissione europea, contribuendo a rappresentare le istanze e le specificità del comparto.

Fai Cisl Umbria, Flai Cgil Umbria e Uila Uil Umbria chiedono inoltre la massima attenzione da parte delle istituzioni regionali e nazionali su un tema che interessa migliaia di famiglie e una filiera strategica per il territorio. A tal fine, annunciano l’avvio di un confronto con i soggetti istituzionali competenti, che saranno coinvolti nei prossimi giorni per approfondire gli effetti delle proposte in discussione e individuare possibili azioni di tutela del lavoro e dell’occupazione.

INPS, le nuove regole sulle assenze per malattia

Da quest’anno sono cambiate le regole dei controlli INPS sulle assenze per malattia dei lavoratori dipendenti. Rafforzate le verifiche sanitarie (con controlli più frequenti e procedure digitalizzate) per contrastare eventuali abusi.

Tra le principali novità previste dalla manovra economica del Governo cìè anche il potenziamento del personale incaricato delle visite fiscali, per aumentare i controlli domiciliari.

Attivato il nuovo portale telematico integrato nella Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND), attraverso il quale i datori di lavoro potranno richiedere visite fiscali in modo più semplice e immediato, velocizzando l’intera procedura di verifica.

Una delle novità più importanti della riforma riguarda gli orari di reperibilità durante la malattia. Senza distinzione, come previsto dalla sentenza del TAR del Lazio n. 16305, tra lavoratori pubblici e privati.

Queste le fasce orarie per le visite fiscali INPS per tutti i lavoratori (nei giorni feriali e festivi):

dalle 10:00 alle 12:00
dalle 17:00 alle 19:00

In queste fasce orarie il lavoratore in malattia è tenuto a trovarsi presso il domicilio comunicato nel certificato medico. Può assentarsi per i seguenti motivi certificati:

visite specialistiche;
esami clinici;
terapie mediche;
cure legate al percorso sanitario.
In questi casi è fondamentale possedere una documentazione scritta che giustifichi l’assenza al momento del controllo.

Sono esclusi dai controlli domiciliari:

lavoratori con patologie gravi che richiedono terapie salvavita;
dipendenti con invalidità pari o superiore al 67%;
lavoratori affetti da malattie connesse a infortuni sul lavoro;
casi riconducibili a patologie derivanti dall’attività lavorativa.
Resta comunque all’INPS la facoltà di effettuare verifiche documentali o ulteriori accertamenti sanitari.

Il certificato medico va inviato seguendo le procedure ordinarie. Entro il giorno successivo all’inizio della malattia, il medico curante deve inviare telematicamente il certificato all’INPS. Successivamente, il lavoratore deve comunicare al datore di lavoro il numero di protocollo della pratica entro 48 ore.

In mostra 130 anni di storia della Camera del Lavoro di Terni

Foto che ripercorrono 130 anni di storia della Camera del Lavoro di Terni. Storia della città e di come è cambiata negli anni, insieme alle sue imprese ed al movimento operaio.

In vico San Procolo, di fronte alla sede della Cgil (orario apertura 10-12.30 e 16-19) fino a sabato 6 giugno nello storico quartiere Clai la mostra documentale accompagnerà i festeggiamento per i 130 anni di vita della Camera del Lavoro di Terni.

Nove giorni di celebrazioni che si sono aperte con una iniziativa alla quale hanno partecipato anche personalità di rilievo nazionale tra cui il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, e il presidente nazionale dell’Anpi, Gianfranco Pagliarulo. L’importanza di questo appuntamento è stato ricordato nelle parole del segretario generale della Cgil Terni, Claudio Cipolla, dello storico Renato Covino, curatore della mostra, di Mario Giovannetti, presidente dell’associazione Ettore Proietti Divi, che gestisce l’archivio storico della Camera del lavoro di Terni (consultabile su appuntamento), e dellala segretaria generale della Cgil Umbria, Rita Paggio. Tra il pubblico, anche vecchi dirigenti della Cgil ternana.

“La nostra – ha commentato Cipolla – è una storia lunga e importante, una storia di lavoratrici e lavoratori, uomini e donne che si sono riconosciuti nei valori della Cgil e che con la Cgil hanno portato avanti le lotte per l’emancipazione del mondo del lavoro e per la conquista di diritti per tutta la società. Non è solo la storia di un sindacato, ma di una comunità che ha accompagnato le fasi storiche salienti di questa città, di questo territorio e di tutta Italia. Se oggi siamo quello che siamo è anche grazie a questa storia, a quell’impegno e quella passione che lavoratori e cittadini hanno saputo mettere in campo insieme alla Cgil”. “Questo territorio – ha ricordato Paggio – ha rappresentato un punto di riferimento per le lotte operaie di tutto il Paese. E noi abbiamo bisogno di prendere linfa da questa memoria per affrontare la dimensione attuale in cui continua lo sfruttamento del lavoro, in cui troppe persone restano povere pur lavorando e in cui le trasformazioni in atto rischiano di impoverire ancor di più i lavoratori. Abbiamo bisogno della forza del passato per guardare con fiducia al futuro. Queste occasioni sono importanti per avere contezza della forza che i lavoratori possono mettere in campo quando si mettono insieme, creando così le condizioni per un cambiamento in positivo delle proprie condizioni di vita e di lavoro”.

Questi i prossimi appuntamenti: il 29 alle 21.30 la proiezione del film ‘Giulio Regeni – Tutto il male del mondo’; il 30 alle 18.30 dibattito ‘Generazioni al lavoro. Terni pensa il futuro’. Di nuovo sosta e si riprende mercoledì 3 giugno, in piazza Clai, nel palco centrale, alle 18.30, con l’approfondimento sui servizi socio-sanitari-assistenziali, a cui interverrà la segretaria generale nazionale dello Spi Cgil, Tania Sacchetti; seguirà, alle 21.30, il concerto degli Altoforno. Giovedì 4 giugno altra importante iniziativa pubblica, sempre in piazza Clai, sul tema ‘pace e costituzione’: alle 18.30 si confronteranno Walter Massa, presidente nazionale di Arci, Gianfranco Pagliarulo, presidente nazionale di Anpi, Emiliano Manfredonia, presidente nazionale di Acli, e Serena Sorrentino della segreteria nazionale della Cgil. Alle 21.30 concerto tributo a Pino Daniele con la Ua’ Band. Protagonista della serata di venerdì 5 giugno sarà il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, che interverrà in piazza Clai alle 18.30. Seguirà alle 21.30 il concerto Jam Session con i Malalingua. I festeggiamenti si concluderanno sabato 6 giugno, sempre in piazza Clai, con l’intervento di Fabrizio Russo, segretario generale della Filcams Cgil alle 18.30 e il concerto di Enrico Capuano e la Tammuriata Rock alle 21.30.

L’Azienda ospedaliera di Perugia comunica nuove assunzioni

L’Ospedale di Perugia comunica nuove assunzioni di personale sanitario e tecnico. Nei prossimi giorni prenderanno servizio due dirigenti medici specializzati in Oftalmologia e tre operatori tecnici cuochi.

Parallelamente, sono stati attivati nuovi percorsi di selezione del personale. In particolare, è stata pubblicata una selezione per il conferimento di un incarico individuale con contratto di lavoro autonomo per un Data Manager laureato in Scienze Biotecnologiche.

Pubblicato inoltre un avviso pubblico, per titoli e colloquio, finalizzato alla formazione di una graduatoria dalla quale attingere per eventuali assunzioni a tempo determinato di Tecnico Audiometrista.

Le nuove procedure confermano l’impegno della Regione e dell’Azienda ospedaliera nel rafforzare le professionalità presenti all’interno della struttura e nel garantire servizi sempre più efficienti, e rispondenti ai bisogni del territorio.

Intanto, viene comunicato che la Regione Umbria e l’Azienda Ospedaliera di Perugia sono in fase di sottoscrizione di un apposito accordo finalizzato all’utilizzo della graduatoria regionale del concorso pubblico, per titoli ed esami, indetto per l’assunzione a tempo pieno e indeterminato di n. 2 unità di personale di categoria D – profilo “Funzionario per l’organizzazione, la gestione e lo sviluppo delle risorse umane, performance” (codice profilo TI23-24_21).

L’intesa consentirà all’Azienda Ospedaliera di Perugia di procedere all’assunzione di n. 2 unità di personale, categoria D, posizione economica D1, con contratto di lavoro a tempo pieno e indeterminato, da destinare alle esigenze organizzative dell’Azienda stessa.

La Regione Umbria ha formalmente autorizzato l’utilizzo della graduatoria relativa al profilo di “Funzionario per l’organizzazione, la gestione e lo sviluppo delle risorse umane, performance”, approvata con determinazione dirigenziale n. 8189 del 5 agosto 2025 e pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione Umbria n. 39 del 13 agosto 2025.

In base all’accordo, la Regione Umbria autorizza l’Azienda Ospedaliera di Perugia ad attingere alla graduatoria vigente per l’assunzione delle due figure professionali previste. I nominativi dei candidati idonei saranno comunicati dalla Regione secondo l’ordine di merito della graduatoria e in relazione all’ordine cronologico delle richieste presentate dagli enti interessati.

Auri, procedura selettiva per il direttore

L’Autorità Umbria Rifiuti e Idrico ha indetto una procedura selettiva, per curriculum e colloquio, finalizzata alla costituzione di un rapporto di lavoro a tempo pieno e determinato per la copertura della posizione di direttore dell’AURI.

Il rapporto di lavoro del direttore dell’AURI è disciplinato con contratto ex art. 110 D. Lgs. n. 267/2000 della durata di cinque anni, con decorrenza dalla data di sottoscrizione del contratto.

Le candidature potranno essere presentate tramite inPA – Portale del Reclutamento del Dipartimento della Funzione Pubblica e saranno aperte per 15 giorni consecutivi dal 14/05/2026 al 29/05/2026.

Hephaistos, percorso per la formazione professionale degli studenti con disabilità

Dare ai ragazzi con disabilità l’opportunità di formarsi nel settore di loro interesse per inserirsi nel mondo del lavoro: è questo l’obiettivo del progetto “Hephaistos – Il diritto al lavoro attraverso il merito”, presentato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, a Roma, alla presenza del ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, della presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, della presidente dell’Osservatorio regionale sulla condizione delle persone con disabilità, Bianca Maria Tagliaferri, e dell’ex presidente dell’Osservatorio e attuale consigliera del ministro, Paola Fioroni.

Il progetto, che punta a trasformare la disabilità in un percorso di alta specializzazione professionale fondato sulle competenze e sulla valorizzazione delle inclinazioni personali degli studenti, è già stato avviato in via sperimentale per due ragazzi, grazie alla sinergia tra la Regione Umbria, l’ente di formazione Cnos Fap, il liceo classico Federico Frezzi e l’istituto tecnico tecnologico Leonardo Da Vinci di Foligno. Negli anni scolastici 2024/2025 e 2025/2026 i due studenti selezionati hanno frequentato il corso per operatore della ristorazione per 180 ore all’anno e hanno potuto così acquisire competenze concrete che potranno integrare con altre 180 ore di formazione il prossimo anno scolastico, raggiungendo un totale di 540 ore formative nel triennio.

“Questo progetto mette al centro il valore di ogni persona – ha evidenziato in apertura il ministro Locatelli – ed è quindi in linea con la riforma per la disabilità”. Il ministro si è poi complimentato con tutti coloro che hanno lavorato per la sua attuazione aggiungendo che “si tratta di un percorso che potrebbe diventare un modello per tutta l’Italia, anche perché ha saputo fare rete tra scuole, territorio, associazioni”.

“La Regione si impegna tutti i giorni per l’affermazione dei diritti dei ragazzi e delle ragazze, delle persone con disabilità – ha dichiarato la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti -. E lo fa anche nel campo dell’istruzione e del lavoro, anche grazie all’Arpal, che insieme alla scuola ha elaborato un progetto che è già un modello esportabile in altri territori e replicabile a livello nazionale. Favorire le condizioni e permettere a chi ha una disabilità di inserirsi dopo la scuola nel mondo del lavoro è la bellezza di questo progetto. Ma sono belli anche i percorsi che questi ragazzi intraprendono e vivono ogni giorno, rapportandosi con il lavoro. Se la nostra Repubblica è fondata sul lavoro, come recita la Costituzione, il lavoro è un diritto di tutti, nessuno escluso, e tutti dobbiamo fare la nostra parte: istituzioni, scuola e imprese. La Regione – ha aggiunto la presidente – è impegnata con ‘Umbria per tutti’, il piano di azioni per la promozione e l’attuazione dei diritti delle persone con disabilità che è lo strumento per ‘costruire’ città e comunità veramente inclusive. L’impegno congiunto e convinto del mondo della scuola, della governance multilivello regionale con la delega in capo alla Presidenza della giunta, dell’Osservatorio regionale sulla condizione delle persone con disabilità, delle imprese e delle famiglie, delle associazioni e delle città, può portare a percorsi innovativi di vita e di lavoro per tutti.”
“Abbiamo individuato il gap che troppo spesso esiste tra la fine della scuola e l’inserimento nel mondo del lavoro e da qui è nato un impegno concreto delle istituzioni e delle imprese – ha aggiunto la presidente dell’Osservatorio regionale sulla condizione delle persone con disabilità, Bianca Maria Tagliaferri – Questo progetto, che mette insieme le scuole, la Cnos Fap con i suoi laboratori e la Regione Umbria attraverso la certificazione delle competenze, ha dato voce al futuro di questi ragazzi e dimostra come si possano costruire percorsi innovativi di vita e di lavoro per tutti”.
Il progetto Hephaistos è pensato per offrire agli studenti con disabilità certificata ai sensi della legge 104, art. 3 comma 3, accompagnati dagli insegnanti di sostegno, un percorso formativo a loro scelta per diventare operatore della ristorazione, elettricista, termoidraulico, saldatore riduttivo, ma anche per acquisire competenze professionali nell’area della meccanica industriale e nel settore auto e moto. Il tutto all’interno dei Pcto (percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, ex alternanza scuola-lavoro), percorsi obbligatori per gli studenti dell’ultimo triennio delle scuole superiori italiane, e grazie a una convenzione tra scuola ed ente formativo.

Il progetto si inserisce nel percorso regionale di attuazione del D.Lgs 62/2024 sulla riforma della disabilità e del “Progetto di Vita” dettagliato dall’articolo 26, basato su personalizzazione, partecipazione e integrazione sociosanitaria.

“I due ragazzi coinvolti nella sperimentazione – è stato detto in conferenza stampa – hanno vissuto due anni scolastici proficui e preziosi e hanno potuto constatare quanto l’ente di formazione scelto, il Cnos Fap, abbia offerto alte competenze in un contesto di inclusione e grande umanità”. Il prossimo obiettivo del progetto è ampliare la platea di studenti beneficiari quanto più possibile, nei limiti dei numeri sostenibili, e attivare un anno di formazione aggiuntiva, al termine del triennio, per permettere ai ragazzi di acquisire maggiori competenze spendibili nel mondo del lavoro.
Durante la conferenza stampa sono stati illustrati alcuni dati della direzione sanitaria regionale che confermano la crescente necessità di rafforzare percorsi inclusivi e professionalizzanti: nell’anno scolastico 2023-2024 gli alunni con disabilità nelle scuole italiane hanno raggiunto quota 359mila, con un incremento del 26% negli ultimi cinque anni, mentre sono 153mila gli studenti che necessitano di assistenza per l’autonomia e la comunicazione.

“Il modello Hephaistos – è stato ricordato – è in linea con il nuovo approccio dettato dal Progetto di Vita perché punta sulla valorizzazione del merito attraverso la costruzione di competenze reali, sulla libera scelta dei percorsi formativi in base alle inclinazioni personali, sull’integrazione strutturale nei Pcto e sulla certificazione delle micro-competenze tecniche acquisite, per favorire un inserimento concreto e qualificato nel mondo del lavoro”.