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Caro-carburante, Filt Cgil Umbria “chiama” la Regione: costi insostenibili per le aziende

“Abbiamo già avuto confronti con aziende del settore della logistica che ci hanno comunicato grandi difficoltà a causa del caro carburanti, con conseguenze anche sul pagamento degli stipendi. Solo un esempio: la sola sede di Foligno di un’azienda del comparto sta registrando aumenti di spesa quotidiana di circa 1.600 euro, che vuol dire circa 40 mila euro di ulteriori costi ogni mese. Ma non mancano imprese, sempre della logistica, che chi ci hanno segnalato aumenti fino a 80 mila euro al mese per il gasolio e l’energia. Una situazione evidentemente insostenibile e che potrebbe avere ripercussioni sui lavoratori, con rischio di licenziamenti e cassa integrazione, e sui consumatori, con aumento del costo delle merci”.

Filt Cgil Umbria lancia l’allarme per il costante aumento del costo dei carburanti e per le sue ripercussioni sul tessuto economico umbro. Un timore accompagnato anche dalla richiesta di intervento da parte delle istituzioni, a partire da quelle regionali: il segretario generale Ciro Zeno, affiancato dai segretari Ivano Bruschi e Silvia Cascianelli, ha sottolineato infatti la necessità di istituire con urgenza un tavolo con le organizzazioni sindacali, le imprese e la Regione proprio per affrontare le difficoltà di un comparto, quello della logistica, che in Umbria conta circa 4.500 lavoratori diretti e altri circa 5 mila indiretti.

“Non possiamo accettare – ha affermato con decisione Zeno – che a pagare i il prezzo di queste guerre assurde e criminali siano ancora una volta i lavoratori. L’intero settore delle logistica e della distribuzione porta a porta, così fondamentale nella nostra società, è oggi in forte sofferenza. Tutti i player con cui stiamo parlando stanno registrando problemi e, se come si prevede, il gasolio dovesse arrivare a 3 euro al litro, sarà molto difficile gestire questa crisi. Parliamo di migliaia e migliaia di euro di costi in più ogni giorno per far circolare camion e furgoni che fanno arrivare le merci in Umbria. Il risvolto negativo rischiano di vederlo non solo i lavoratori, che vedono a rischio il loro stipendio, ma tutti gli umbri quando vedranno gli aumenti spropositati del costo dei prodotti sugli scaffali dei negozi”. La Filt Cgil Umbria ha anche sottolineato che tali aumenti si potrebbero ripercuotere pure sul trasporto pubblico locale, mettendo a rischio la tenuta del servizio.

“Noi – fa sapere Zeno – già ci stiamo rapportando con tante imprese per capire dove poter risparmiare, senza andare a colpire i lavoratori, ma è ovvio che la problematica debba essere affrontata a livello regionale e, soprattutto, a livello nazionale e internazionale. I nuovi aumenti già si stanno mangiando lo sconto sulle accise deciso dal governo. Il nostro è un appello preventivo alle istituzioni prima che sia troppo tardi. Si sta sottovalutando il problema, ma si rischia una crisi gravissima”.

Stf Loterios di Fontignano, le ragioni dello sciopero

Sciopero di otto ore martedì 14 aprile alla Stf Loterios di Fontignano (Perugia) proclamato dalle organizzazioni sindacali Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil.

Nella stessa giornata, dalle 9 alle 10.30 i lavoratori presidieranno i cancelli dell’azienda specializzata nella realizzazione di soluzioni di alta qualità per lo scambio termico e la filtrazione dell’aria in materiali speciali.

Le organizzazioni sindacali già da tempo hanno richiesto il rilancio della Stf Loterios, registrando però – come denunciano gli stessi segretari territoriali di Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil, rispettivamente Andrea Calzoni, Nico Malossi e Daniele Brizi – “un progressivo deterioramento delle prospettive economiche e la perdita di fette di mercato in un settore che può offrire ancora prospettive di prosperità”.

“Nei tanti passaggi formali che abbiamo avuto con l’azienda – ricordano Calzoni, Malossi e Brizi –, abbiamo ribadito la nostra posizione, fino ad arrivare, il 6 novembre scorso, a proclamare lo sciopero affinché venisse prodotto un vero piano industriale. Nonostante ciò, a dicembre l’azienda ha avviato la procedura di licenziamento collettivo riaprendo così lo stato di agitazione. Successivamente, come auspicato, è stata richiesta la cassa integrazione straordinaria, dichiarando la disponibilità del management e della proprietà a fare tutto il necessario per la ripresa produttiva”. “A oggi, però – fanno sapere i segretari di Fim, Fiom e Uilm –, non è stata fatta alcuna azione tangibile da parte della proprietà per risolvere i gravi problemi finanziari che non hanno permesso di ultimare le commesse ordinate dal principale cliente e che oggi, incomplete, rappresentano un grave problema. In questi anni le uniche azioni viste sono gli avvicendamenti degli apicali, cinque amministratori delegati in pochissimo tempo. Ognuno di essi ha fatto promesse che non si sono concretizzate”.

TSA seleziona il direttore generale, come candidarsi

Trasimeno Servizi Ambientali TSA, con delibera del Consiglio di amministrazione 402 del 30 marzo, ha pubblicato un avviso pubblico di selezione per la ricerca della figura di direttore/direttrice generale da assumere a tempo determinato fino al 31 dicembre 2027 (incarico prorogabile).

Al candidato sono richiesti come requisiti, il diploma di laurea in Ingegneria, uno o più requisiti professionali e culturali: aver svolto attività in organismi ed enti pubblici o privati, ovvero, aziende pubbliche o private, con esperienza acquisita per almeno un triennio, anche non continuativo, con qualifica da dirigente o un quadriennio, anche non continuativo, con qualifica da quadro; aver conseguito una particolare specializzazione professionale, culturale e scientifica desumibile dalla formazione universitaria e post-universitaria, da pubblicazioni scientifiche e da concrete esperienze di lavoro maturate per almeno un quinquennio in organismi ed enti pubblici o privati in posizioni funzionali previste per l’accesso alla dirigenza. Il candidato, inoltre, deve essere iscritto alla Sezione A dell’Albo Professionale dell’Ordine degli Ingegneri.

Le domande potranno essere presentate entro il 2 maggio, attraverso il link

https://www.tsaweb.it/pagine/procedure-di-selezione

In Umbria più lavoro, ma meno qualificato | L’indagine

In Umbria crescono le assunzioni, ma arretra il lavoro più qualificato. E’ quanto emerge dal bollettino Excelsior Informa per l’Umbria relativo ad aprile 2026 e al trimestre aprile-giugno 2026, il sistema informativo curato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, ormai diventato il principale punto di riferimento.

Ad aprile le imprese umbre programmano 5.960 entrate, contro le 5.840 di un anno prima, e 19.500 nel trimestre aprile-giugno, contro 18.260 del 2025. Ma solo l’8% delle assunzioni previste (contro il 9% dello stesso periodo d025) riguarda laureati e appena il 12% dirigenti (contro il 14% del 2025), specialisti e tecnici, sotto la media nazionale. È la fotografia di un mercato del lavoro che cresce in ampiezza, ma non ancora in qualità. Un segnale positivo nei volumi, molto meno rassicurante nella composizione della domanda. E che, come ogni previsione, potrà essere riletto alla luce degli effetti economici del conflitto tra Stati Uniti e Iran.

Il commento

Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, commenta: “I numeri dicono che l’Umbria si muove, e questa è una buona notizia. Ma oggi non basta contare le assunzioni: bisogna pesarne la qualità. Se cresce il lavoro e non crescono con la stessa forza competenze alte, innovazione e profili specializzati, il rischio è di correre senza avanzare davvero. La sfida, allora, non è solo occupare di più, ma alzare il valore del lavoro che si crea. È su questo passaggio che si misura la maturità di un sistema economico regionale. E in una fase internazionale così instabile, servono ancora più lucidità, visione e capacità di investimento”.

L’analisi

Il conflitto in corso tra Stati Uniti e Iran, con effetti già visibili sui mercati energetici e sulla fiducia, potrebbe inoltre incidere nei prossimi mesi in maniera rilevante. Ma il punto è appunto quale lavoro cresce. Se si mette accanto l’espansione delle entrate previste con il quadro macroeconomico regionale, emerge infatti una tensione importante: il DEFR 2026-2028 della Regione Umbria, sulla base delle stime Prometeia, indica per il 2026 una crescita del Pil regionale attorno al +0,6%, sostanzialmente in linea ma leggermente sotto il +0,7% nazionale. Questo scarto tra crescita dell’occupazione programmata e crescita del prodotto non dimostra da solo un calo di produttività, ma suggerisce con forza una questione di fondo: l’economia umbra continua a generare lavoro più rapidamente di quanto riesca ad alzare il proprio valore aggiunto. E quando accade, il rischio è che aumentino soprattutto posizioni più fragili, meno pagate, meno capaci di spostare in alto il profilo competitivo del sistema regionale.

Qui si arriva al secondo, decisivo elemento del report. Solo l’8% delle entrate previste in Umbria ad aprile 2026 è destinato a personale laureato. Ed è altrettanto significativo che appena il 12% riguardi dirigenti, specialisti e tecnici, una quota inferiore alla media nazionale, ferma al 14%. È qui che il dato quantitativo cambia segno: il mercato del lavoro umbro si allarga, ma continua a farlo con una domanda troppo debole di capitale umano altamente qualificato. Non è un dettaglio statistico; è un indicatore strutturale. Dice che la regione continua a creare occupazione senza riuscire ancora, in misura sufficiente, a spostare il proprio baricentro verso attività, servizi e funzioni professionali a più alto contenuto di conoscenza.

Quanto agli altri numeri Excelsior, le assunzioni previste si concentrano per il 60% nei servizi e per il 74% nelle imprese con meno di 50 dipendenti. Solo il 22% delle entrate sarà stabile, cioè con contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, mentre il 78% sarà a termine o con altre forme a durata predefinita. Nel 51% dei casi le imprese prevedono di avere difficoltà a trovare i profili desiderati; nel 31% dei casi le entrate interesseranno giovani con meno di 30 anni; nel 25% personale immigrato. E ancora: per il 61% delle entrate viene richiesta esperienza specifica o nello stesso settore. Il mercato, insomma, si muove; ma continua a muoversi con una forte pressione sul reperimento dei profili, un basso tasso di stabilità e una domanda professionale che resta in larga parte schiacciata sui segmenti intermedi e bassi.

Il dettaglio settoriale conferma la direzione generale. Rispetto ad aprile 2025, il report registra +30 entrate nel settore primario e +180 nei servizi, mentre l’industria perde 80 entrate nel mese; sul trimestre aprile-giugno, il saldo è di +160 nel primario, +1.090 nei servizi e -10 nell’industria. Nei principali comparti, ad aprile, le imprese umbre programmano 1.350 entrate nei servizi di alloggio e ristorazione e nei servizi turistici, 720 nel commercio, 560 nelle costruzioni, 510 nei servizi alle persone e 360 nei servizi operativi di supporto alle imprese e alle persone. Nel trimestre i valori salgono rispettivamente a 4.210, 2.280, 2.020, 1.930 e 1.220. È una geografia dell’occupazione che racconta bene dove oggi cresce la domanda: soprattutto nei servizi, nei comparti a più alta intensità operativa, nella cura, nell’accoglienza, nelle attività di supporto; molto meno nelle funzioni capaci di trascinare innovazione, managerialità e specializzazione avanzata.

Il report Excelsior di aprile 2026, dunque, offre all’Umbria una notizia buona e una più problematica. La notizia buona è che le imprese continuano ad assumere e che il saldo rispetto al 2025 è positivo, sia nel mese sia nel trimestre. La notizia più problematica è che questa crescita non modifica ancora, in profondità, la composizione della domanda di lavoro: pochi laureati, poche professioni alte, molti contratti non stabili, forte concentrazione nei servizi e persistente difficoltà di reperimento.

Lavoro, in Commissione l’esame degli emendamenti alla riforma

Lavoro, la Prima commissione regionale prosegue l’esame del disegno di legge della Giunta “Ulteriori modificazioni ed integrazioni alla legge regionale 14 febbraio 2018, n. 1 (Sistema integrato per il mercato del lavoro, l’apprendimento permanente e la promozione dell’occupazione. Istituzione dell’Agenzia regionale per le politiche attive del lavoro)”.

In particolare, gli uffici di Palazzo Cesaroni hanno esposto le istruttorie tecnico normativa e tecnico finanziaria sulle modifiche riguardanti la governance di Arpal, che erano state presentate in una precedente seduta (https://tinyurl.com/modifichearpal). 

Presente alla riunione l’assessore Francesco De Rebotti, che ha illustrato alcuni emendamenti all’atto, che verranno depositati nei prossimi giorni. Per la Giunta, infatti, oltre alle riforma della governance di Arpal prevista nel disegno di legge, “è necessario prevedere delle semplificazioni che garantiscano la programmazione regionale integrata tra politiche del lavoro e politiche di sviluppo; la sua declinazione nelle attività proprie di Arpal in modo da garantire la filiera istruzione-formazione-lavoro; la chiara
definizione dei ruoli di Regione e Arpal per cittadini e imprese nelle politiche del lavoro e degli apprendimenti, oltre alla buona e rapida spesa delle risorse finanziarie disponibili. Inoltre si vuole dare
attuazione alle modifiche intervenute nel quadro normativa nazionale”.

Accordo per l’erogazione della nuova indennità di Pronto Soccorso

Siglato nei giorni scorsi l’accordo definitivo tra la Regione Umbria e le organizzazioni sindacali del comparto sanità (Cisl fp, Fials, Nursind, Nursing up) per l’erogazione della nuova indennità di Pronto Soccorso.

L’intesa, frutto di un costruttivo confronto regionale in attuazione del nuovo contratto nazionale (Ccnl 2022–2024), segna una svolta decisiva per il riconoscimento economico del personale sanitario del comparto che opera nei contesti di emergenza-urgenza.

Grazie a questa firma, si sbloccano risorse economiche di rilievo che garantiranno un sostegno concreto a chi lavora nei reparti più complessi del nostro sistema sanitario. Lo stanziamento complessivo per la Regione Umbria è in crescita costante: dai circa 4,1 milioni di euro previsti per il 2025, si supererà la quota di 4,7 milioni di euro annui a decorrere dal 2026.

L’accordo non si limita a erogare fondi, ma introduce un criterio di equità e valorizzazione professionale: per la prima volta l’indennità viene differenziata in base ai profili professionali, assicurando conguagli importanti per le annualità 2023, 2024 e 2025 e nuovi valori di acconto mensile a partire da quest’anno.
Il provvedimento riguarda il personale del comparto sanitario assegnato ai servizi di Pronto Soccorso (DEA di I e II livello e ospedali di base), ma l’accordo estende giustamente il beneficio anche a chi vive quotidianamente il disagio delle particolari condizioni lavorative in ambiti assimilati, come la centrale operativa e le postazioni del 118, l’elisoccorso, i Pronto Soccorso specialistici di Ostetricia e Ginecologia dell’Azienda ospedaliera di Perugia e Terni e di Pediatria dell’Azienda ospedaliera di Perugia, oltre ai servizi di radiologia delle due Aziende ospedaliere regionali dedicati all’urgenza.

L’intesa prevede un cronoprogramma serrato per garantire che i benefici economici arrivino rapidamente: i pagamenti dei conguagli relativi agli anni precedenti saranno effettuati dalle Aziende sanitarie entro il mese di luglio 2026. Già dai prossimi mesi, inoltre, il personale vedrà un significativo incremento negli acconti mensili.

Uffici stampa, protocollo tra Comuni e giornalisti

Anci Umbria, Associazione Stampa Umbra (Asu), Gruppo Uffici Stampa Umbria (Gus) e Ordine dei Giornalisti dell’Umbria (Odg) hanno firmato un protocollo d’intesa finalizzato a rafforzare la qualità, la professionalità e l’uniformità della comunicazione pubblica all’interno dei Comuni umbri.

L’accordo, frutto anche di un percorso nazionale avviato nei mesi scorsi da Anci e dalla Federazione nazionale della Stampa italiana (Fnsi), nasce dalla consapevolezza che il rapporto tra istituzioni e cittadini richiede oggi modalità di comunicazione sempre più chiare, trasparenti e strutturate. Come riportato nel documento, “la gestione dell’informazione, ispirata ai principi di chiarezza e completezza sui servizi offerti, deve garantire una migliore qualità del livello di conoscenza delle diverse attività e dei progetti degli enti territoriali”.

I dettagli del protocollo

Il protocollo impegna le parti ad attivare un programma di sensibilizzazione affinché ogni amministrazione – anche in forma associata – preveda nella propria pianta organica un ufficio stampa dedicato alla comunicazione istituzionale e ai rapporti con i media, in attuazione della legge 150/2000.

L’intesa promuove l’adozione di procedure di selezione uniformi e raccomanda la presenza di giornalisti professionisti con almeno dieci anni di iscrizione all’albo nelle commissioni esaminatrici, a garanzia della qualità e della coerenza dei processi di reclutamento.

Un capitolo centrale del protocollo riguarda la formazione: le parti si impegnano a promuovere attività permanenti di aggiornamento e a costituire un gruppo di lavoro tecnico per progettare percorsi formativi condivisi, in linea con quanto previsto dal Dpr 422/2001 e dall’obbligo di formazione professionale continua.

Il documento prevede anche la creazione di una Commissione di monitoraggio composta da rappresentanti di Anci Umbria, Asu/Gus e Odg Umbria, con il compito di verificare l’attuazione delle attività previste e di promuovere la costituzione di uffici stampa comunali, anche in forma aggregata.

La firma

Alla firma del protocollo erano presenti Federico Gori, presidente di Anci Umbria, Massimiliano Cinque, presidente di Asu, Luca Benedetti, presidente dell’Odg Umbria, e Alessandra Borghi, presidente del Gus Umbria.

“Questo protocollo – dichiara Federico Gori – rappresenta un passo avanti fondamentale per rafforzare la qualità della comunicazione pubblica nei nostri Comuni. Una comunicazione chiara, tempestiva e professionale non è un elemento accessorio, ma una condizione essenziale per costruire fiducia, trasparenza e partecipazione. La collaborazione con Asu, Gus e Odg dell’Umbria ci permetterà di mettere a sistema competenze, visioni e strumenti, offrendo ai Comuni un percorso chiaro e condiviso. È un impegno concreto per migliorare la qualità del servizio pubblico e rafforzare il legame con le nostre comunità”.

“Siamo particolarmente soddisfatti della firma del protocollo – sottolinea Massimiliano Cinque – che non è solo un’enunciazione di principi ma uno strumento pratico di lavoro. Contiene infatti una sorta di vademecum sull’organizzazione degli uffici stampa e sul reclutamento del personale, ribadendo quello che afferma la legge 150 del 2000 e cioè che negli uffici stampa devono lavorare giornalisti regolarmente iscritti all’ordine. Nel protocollo si insiste anche sull’autonomia professionale e sul rispetto di alcuni principi cardine nella compilazione dei bandi relativi alle assunzioni. E’ un passo importante che parte dagli uffici stampa pubblici ma che può e deve avere riverberi anche su quelli privati”.

“Il protocollo firmato oggi, a cui Odg, Asu e Gus hanno lavorato con convinzione, – rimarca Luca Benedetti – è un passo importante per rendere migliore l’informazione istituzionale nella nostra regione, informazione che deve avvalersi della professionalità dei giornalisti. Con la firma dell’intesa speriamo che vengano meno le zone d’ombra sul corretto impiego dei giornalisti (quando, addirittura, il ruolo è ricoperto da chi giornalista non è) che nel corso dei mesi scorsi ha già costretto Asu, Odg e Gus a intervenire. Il protocollo è importante in quanto può diventare la base per l’impiego dei giornalisti non solo per i Comuni ma anche per altri enti a totale partecipazione pubblica (o che utilizzano cospicui fondi pubblici per la loro attività) che non sempre utilizzano, per l’informazione istituzionale, i giornalisti ma si avvalgono di altre professionalità per una preoccupante, e non corretta, invasione di campo”.

“Questo protocollo – afferma, infine, Alessandra Borghi – è importante sotto due aspetti: da un lato va incontro agli amministratori delineando le corrette modalità per il reclutamento dei giornalisti; dall’altro valorizza l’apporto essenziale che la nostra categoria può dare all’attuazione del principio di trasparenza in ambito pubblico. In particolare, attraverso il vademecum che ne costituisce parte integrante, ci restituisce una visione aggiornata del giornalista pubblico nell’era della comunicazione digitale. Un professionista che, oltre a usare gli strumenti tradizionali come comunicati e conferenze stampa, gestisce eventi, i social, elabora campagne di comunicazione, cura il brand delle organizzazioni pubbliche e utilizza strumenti che innovano i processi informativi pur nel rispetto di precisi limiti deontologici”.

Uil Poste e Uilcom unite anche in Umbria in Uil Fpc

E’ nata anche in Umbria Uil Fpc, la nuova struttura che unisce Uil Poste e Uilcom. Secondo congresso regionale a svolgersi in Italia, quello di Perugia, che ha eletto la nuova struttura umbra, che sarà guidata dalla segretaria generale Stefania Panerai. Presenti anche il segretario di Uilcom Umbria il segretario generale Uilcom Salvo Ugliarolo, il segretario generale di UilPost Claudio Solfaroli Camillocci e il segretario generale della Uil Umbria, Maurizio Molinari.

“Questo percorso di unificazione – ha detto Panerai – ci vedrà impegnati, ciascuno con le proprie competenze e il bagaglio di esperienze acquisite negli anni, nella tutela dei diritti del lavoratore in un settore sempre più ampio che spazia dall’industria alle telecomunicazioni, dalla digitalizzazione ai servizi postali”.

Proprio Panerai ha tracciato una panoramica di Poste Italiane, riconosciuta da tutta come la più grande infrastruttura del Paese, anche in virtù della sua funzione di sociale di raccordo e relazione tra Istituzioni, cittadini e corpi intermedi. “L’azienda – ha detto – è sempre più votata al profitto e al rendimento e sempre meno al benessere dei lavoratori e alla soddisfazione dei cittadini”. Ricordata la battaglia contro la privatizzazione e l’integrazione di nuove società: “ciò deve indurci a capire come queste trasformazioni metteranno in crisi l’unicità aziendale”. Sugli sportelli stigmatizzata la politica azienda: “massimizzare il rendimento degli uffici postali e procedere, attraverso l’integrazione di nuove società, alla progressiva esternalizzazione dei servizi presso reti terze. Tutto ciò influirà sul mantenimento dei livelli occupazionali. Serve qualcosa di più dell’impegno a non chiudere gli uffici”. E sul capitolo tecnologia, ormai si fa i conti con l’Intelligenza artificiale: “Sono maturi i tempi per contrattare la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario”.

A seguire Antonio Rapace, segretario generale uscente Uilcom Umbria: “Un unico progetto tra Uilcom e UilPoste ci porta a ridurre la frammentazione e ci rende più competitivi per il futuro”. Plauso all’iniziativa anche dal segretario generale Uil Umbria Maurizio Molinari: “Questa fusione da più linfa alla nostra organizzazione. La transizione digitale, i nuovi cambiamenti passano da questa categoria”. E poi sulla Regione: “Collegamenti, Pil, sanità: siamo pronti a prendere posizioni anche dure e scomode per dire che è ora che arrivi il cambio di passo”. Conclusioni affidate ai due segretari generali nazionali uscenti:

“Stiamo facendo nascere il sindacato dell’innovazione – ha detto Solfaroli Camillocci – che mette insieme tanti mondi, dalle Poste alla cultura, ai mass media. Siamo una categoria che potrà determinare le scelte di politica industriale di questo Paese. Le nostre battaglie restano gestione dell’IA a livello contrattuale, incidenza degli infortuni e battagli contro il precariato”.

“Si tratta della Federazione del futuro – ha detto Ugliarolo – e vogliamo essere fieri e orgogliosi del lavoro svolto in questo anno”.

Sogepu assume 9 figure professionali | Profili, requisiti e come fare domanda

Sogepu assume nove figure professionali a copertura dei posti vacanti a seguito di pensionamenti. Per la selezione pubblica indette tre procedure.

I bandi, consultabili sul portale web dell’azienda al link https://sogepu.etrasparenza.it/contenuto13355_avvisi-di-selezione_874.html, riguardano tre distinti profili, ciascuno dei quali risponde a specifiche esigenze operative della società: meccanico, patente C+CQC, figura specializzata nella manutenzione e riparazione dei mezzi aziendali (1 posto); addetto alla raccolta, patente C+CQC, operatore qualificato per la conduzione dei mezzi impiegati nella raccolta e trasporto dei rifiuti (6 posti); addetto alla raccolta, patente B, operatore per i servizi di raccolta con veicoli leggeri, a supporto delle attività capillari di igiene urbana sul territorio (2 posti).

I candidati in possesso dei requisiti richiesti potranno partecipare alle selezioni presentando domanda esclusivamente per via telematica entro il 27 aprile 2026. Le graduatorie risultanti dalle prove previste dalle tre procedure avranno una validità di 24 mesi dalla data di approvazione e saranno utilizzate non soltanto per la copertura dei posti attualmente vacanti, ma anche per far fronte a esigenze di sostituzione del personale. La pubblicazione dei bandi si inserisce in un più ampio percorso di rafforzamento della struttura aziendale volto a garantire la continuità e l’efficienza dei servizi ambientali erogati sul territorio.

“La volontà è di investire nel capitale umano quale leva strategica per il miglioramento continuo dei servizi”, dichiara il consiglio di amministrazione di Sogepu. Che sottolinea come “il rafforzamento dell’organico aziendale risponda all’obiettivo di garantire ai cittadini standard elevati nei servizi di igiene urbana e nella gestione degli impianti di trattamento, consolidando il ruolo di Sogepu come punto di riferimento per la tutela ambientale dell’Altotevere”.

Con l’occasione, i vertici della società rivolgono “un sincero ringraziamento a tutti i lavoratori e le lavoratrici che nel corso degli ultimi anni hanno contribuito con dedizione e professionalità alla crescita di Sogepu, accedendo al meritato trattamento pensionistico a conclusione del proprio percorso lavorativo”. “Il loro impegno quotidiano – afferma il consiglio di amministrazione – è stato un pilastro fondamentale per la qualità dei servizi offerti alle comunità che serviamo”.

“Un ringraziamento altrettanto sentito – proseguono – va al personale attualmente in forza all’azienda, che ogni giorno porta avanti con competenza e spirito di servizio le attività societarie, garantendo ai cittadini dell’Altotevere un presidio ambientale affidabile e puntuale. È grazie al loro lavoro che Sogepu continua a essere un punto di riferimento per il territorio”.

Martedì sciopero del personale dei servizi educativi e scolastici del Comune di Foligno

La RSU del Comune di Foligno e le organizzazioni sindacali UIL FPL, FP CGIL, CISL FP e USB hanno comunicato la proclamazione di uno sciopero per l’intera giornata di martedì 31 marzo del personale dei servizi educativi e scolastici del Comune di Foligno.

La decisione è stata assunta dall’assemblea delle lavoratrici dei servizi educativi e scolastici, dopo l’esito negativo del tentativo di conciliazione conclusosi a fine febbraio in Prefettura. In assemblea sono stati riportati gli elementi emersi nell’incontro con l’Amministrazione dell’11 marzo, nel quale sono stati richiamati intenti e possibili soluzioni da inserire nella programmazione dell’Ente, anche attraverso il PIAO. Ad oggi, però, a oltre due mesi dall’avvio dello stato di agitazione, le lavoratrici hanno ribadito che le criticità permangono e che non vi sono ancora risposte operative e verificabili, né impegni concreti su tempi di soluzione.

“Lo sciopero – scrivono i sindacati in una nota – non è un atto simbolico né una scelta presa a cuor leggero. È una presa di responsabilità di fronte a una situazione che continua a incidere sul funzionamento quotidiano dei nidi, sulla qualità del servizio reso alle famiglie e sulle condizioni di lavoro del personale. Le difficoltà riguardano in particolare la tenuta degli organici e la gestione delle assenze, la mancata copertura tempestiva dei posti vacanti e la conseguente pressione organizzativa che si scarica sulle lavoratrici e, inevitabilmente, sul servizio. A ciò si aggiunge la necessità di chiarire in modo trasparente e documentato quali scelte l’Amministrazione intenda assumere sul futuro assetto dei nidi comunali, evitando percorsi che possano tradursi in un depotenziamento dell’offerta educativa o in un arretramento della qualità del servizio pubblico”.

“Ribadiamo – proseguono i sindacati – che non è sufficiente richiamare obiettivi generali o buoni propositi: occorrono atti concreti, tempi certi e un percorso verificabile, a partire da una programmazione dei fabbisogni che confermi gli investimenti nei nidi senza precarizzare il lavoro e garantendo organici adeguati. Senza questi elementi, le lavoratrici non possono restare in attesa indefinita, mentre le criticità restano le stesse e il servizio continua a reggersi sull’impegno quotidiano di chi ci lavora”.

“Siamo consapevoli dei disagi che lo sciopero potrà arrecare alle famiglie – termina la nota – e chiediamo comprensione. Questa iniziativa nasce proprio per difendere un servizio essenziale per la comunità e per garantire che resti un servizio pubblico di qualità, stabile e in grado di rispondere ai bisogni educativi dei bambini e delle famiglie di Foligno”.