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Autore: Redazione

Da lunedì 7 settembre riprende la circolazione dei treni sulla tratta Terontola – Perugia

Da lunedì 7 settembre riprende la circolazione ferroviaria sulla tratta Terontola-Perugia, dove sono stati eseguiti da RFI lavori di potenziamento infrastrutturale e tecnologico per ammodernare la linea.

I lavori, programmati dal 14 luglio al 6 settembre, hanno comportato un investimento di circa 13 milioni di euro e hanno visto impegnati oltre 200 tra tecnici di Rfi e lavoratori delle imprese appaltatrici. Gli interventi hanno riguardato in particolare le gallerie di Magione, Passignano e Monte Gualandro, oltre alla manutenzione straordinaria degli impianti di trazione elettrica e di alcune opere tra Perugia e Magione.

Da lunedì la stazione di Perugia Fontivegge tornerà quindi ad essere servita dai treni regionali di Trenitalia con 45 corse giornaliere nei giorni feriali, pari al 100% dell’offerta programmata. Nei primi dieci giorni dalla riattivazione, dal 7 al 17 settembre, saranno tuttavia necessari alcuni rallentamenti tra Perugia e Terontola. Questo comporterà alcune modifiche agli orari e alle fermate, con l’attivazione di servizi bus per garantire il collegamento con le località temporaneamente non servite dai treni interessati dalle rimodulazioni.

Tornano inoltre i collegamenti a lunga percorrenza fino al capoluogo umbro. Dal 7 settembre riprenderà a circolare il Frecciarossa 9329 Torino-Milano-Perugia, mentre dall’8 settembre tornerà operativo anche il Frecciarossa 9300 Perugia-Milano-Torino. Riprenderanno anche i collegamenti Intercity tra Perugia e Milano: dal 7 settembre tornerà a circolare fino a Perugia l’IC 599 Milano-Perugia-Terni e dall’8 settembre ripartirà da Perugia l’IC 580 Terni-Perugia-Milano. Restano invece, in questa fase, limitati alla stazione di Perugia Ponte San Giovanni – fino alla fine dei lavori sul binario di Perugia e Fontivegge a novembre – gli Intercity 531 Perugia-Roma e 546 Roma-Perugia.

Tirocini extra-curriculari per l’occupazione, approvati i criteri di selezione

La Giunta regionale dell’Umbria ha approvato i criteri di selezione dell’avviso pubblico “T.e.c.o. – Tirocini extra-curriculari per l’occupazione”, una misura promossa nell’ambito del Programma Regionale Umbria FSE+ 2021-2027. L’iniziativa, fortemente voluta dall’assessorato regionale alle Politiche del lavoro, nasce con l’obiettivo di sostenere l’occupabilità dei giovani umbri e di accompagnarli in quella fase, spesso delicata, che segna il passaggio dal mondo della formazione a quello del lavoro.

I beneficiari

A poter beneficiare della misura sono i giovani tra i 18 e i 35 anni non ancora compiuti, residenti o domiciliati in Umbria, che risultino iscritti ai Centri per l’impiego regionali e abbiano sottoscritto un patto di servizio da non oltre 12 mesi. Dei 4 milioni di euro stanziati dalla Regione, 1 milione e 250mila saranno destinati in modo specifico ai giovani residenti nelle cinque aree interne del territorio umbro – Sud Ovest Orvietano, Nord Est Umbria, Valnerina, Unione dei Comuni del Trasimeno e Media Valle del Tevere – con una dotazione di 250mila euro riservata a ciascuna area, a testimonianza dell’attenzione riservata questi territori.
Sul piano operativo, la domanda di attivazione del tirocinio dovrà essere presentata dall’impresa ospitante, oppure da un soggetto delegato, con la sola esclusione dei Centri per l’impiego, e dovrà essere corredata da una convenzione e da un progetto formativo individuale sottoscritti congiuntamente dall’impresa, dal soggetto promotore e dal tirocinante. Per quanto riguarda la durata, i tirocini avranno una durata di 4 mesi, con la possibile estensione a 6 mesi nel caso si tratti di soggetti fragili, persone con disabilità o prese in carico dai servizi sociali, mentre l’impegno settimanale richiesto è compreso tra le 30 e le 36 ore, con un limite massimo di 8 ore giornaliere.

Ai tirocinanti sarà riconosciuta un’indennità di 600 euro lordi mensili, erogata da un soggetto pagatore individuato da Arpal Umbria, con pagamento bimestrale posticipato e a condizione che venga raggiunto almeno il 70% delle presenze mensili previste. Al termine del percorso, a chi avrà partecipato per almeno il 70% della durata prevista sarà rilasciata un’attestazione delle competenze acquisite.

L’avviso pubblico sarà pubblicato entro il mese di settembre 2026 e le domande presentate saranno valutate secondo l’ordine cronologico di arrivo, fino all’esaurimento delle risorse disponibili.

De Rebotti: ponte fondamentale tra formazione e lavoro

“I tirocini extra-curriculari – ha spiegato l’assessore regionale Francesco De Rebotti – rappresentano un ponte fondamentale tra formazione e lavoro, soprattutto in un contesto economico che richiede competenze sempre più specifiche e aggiornate. Puntiamo a valorizzare i talenti del nostro territorio, con particolare attenzione alle aree interne, spesso più fragili dal punto di vista occupazionale. Con l’approvazione di questi criteri l’Umbria conferma il proprio impegno concreto per l’occupazione giovanile, offrendo strumenti efficaci per accompagnare i giovani nel loro percorso di crescita professionale. Invitiamo le imprese umbre a cogliere questa opportunità, contribuendo insieme a costruire un futuro più solido per le nuove generazioni”.

EcoSanfra, il programma del festival della sostenibilità economica, sociale e ambientale

Dal Carbon Farming alla lotta allo spreco, dalla prima Climate Walk alla nuova rassegna Eco Visioni. La terza edizione del festival EcoSanfra, porta in Umbria nuovi linguaggi e strumenti per leggere le trasformazioni del nostro tempo e immaginare nuove possibilità.

Anteprima ad Assisi il 18 settembre e coda a Terni il 2 ottobre per il festival dedicato alla sostenibilità economica, sociale e ambientale, a Perugia dal 24 al 27 settembre. Un invito semplice ma urgente, che non significa guardare indietro, ma riportare dentro la realtà quotidiana le grandi sfide del presente: crisi climatica, consumo del suolo, scarsità d’acqua, perdita di biodiversità, spreco di risorse, nuove disuguaglianze e trasformazioni sociali.

La presentazione si è tenuta oggi, mercoledì 2 settembre, nel salone d’Onore di Palazzo Donini, a Perugia. Sono intervenuti la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, l’assessore regionale alla Cultura, Tommaso Bori, la sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, il segretario generale della Camera di Commercio dell’Umbria, Federico Sisti, oltre agli organizzatori Maurita Passaquieti e Davide Placidi, che hanno introdotto e presentato le linee guida del programma e delle principali novità di questa terza edizione. A coordinare gli interventi Giovanni Parapini, direttore di Rai Umbria, partner della manifestazione: “Come Rai abbiamo creduto fin alla prima edizione a questo contenitore culturale che porta studiosi, scienziati, accademici e artisti a parlare dei temi ambientali ed anche perché è in sintonia con il nostro progetto ‘Ripartiamo dai territori’ al fine di portare l’Umbria in una dimensione extra regionale”.

“Avete fatto in tre anni un vero e proprio miracolo – ha affermato la presidente Proietti rivolgendosi agli organizzatori – e lo dico come persona che del tema ambientale ha da sempre fatto la sua missione. Ci sono interlocutori di livello internazionale per discutere di temi importanti come ad esempio il Carbon Farming. Ed Eco Sanfra è quindi un evento necessario che sosteniamo per riportare queste discussioni al centro del dibattito e per arrivare ai nostri giovani”. A ringraziare chi si impegna tutto l’anno per organizzare un festival come questo è stato anche l’assessore Bori: “Un festival che cresce, con un programma ben pensato e calibrato su tematiche molto sentite, che diventa diffuso e che tratta temi diversi con visioni non stereotipate”.

“L’Umbria – ha aggiunto la sindaca Ferdinandi – è sempre stata capace di esprimere grandi energie ed Eco Sanfra in tre anni è diventata una di queste energie. Raccoglie l’eredità della nostra terra, che è poi quella di San Francesco, che ci ricorda che dobbiamo smettere di consumare il presente e pensare, invece, a costruire il futuro. Una occasione importante, sia per i giovani sia per la nostra generazione, per ricordare che questa transizione ecologica è una sfida possibile e quotidiana e da affrontare con la conoscenza che anche Eco Sanfra mette a disposizione di tutti noi”.

“Eco Sanfra – hanno commentato gli organizzatori Passaquieti e Placidi – nasce con l’idea di dedicare un festival all’ambiente, ma per parlarne in modo diverso. Si conoscono i problemi generati dalla crisi climatica ma ci siamo chiesti come potevamo renderli comprensibili a chiunque, con l’obiettivo quindi di portare la scienza fuori dalle sue stanze per renderla fruibile a tutti soprattutto ai giovani per stimolare un dibattito che possa portare ad avere una coscienza collettiva diversa. Un appuntamento che si caratterizza – hanno concluso – come una offerta con tanti momenti di esclusività per un programma di alto livello culturale e scientifico. La novità è che il festival a Perugia non sarà più stanziale all’Auditorium San Francesco, location sempre importante, ma utilizzerà altre locarion del centro storico”.

“Dal primo anno come Camera di Commercio – ha ricordato il segretario Sisti – abbiamo sostenuto gli organizzatori e sviluppato insieme a loro una idea, un progetto che non è solo un momento di confronto ma che è molto di più, con uno spazio che apre la città ad un colloquio internazionale con tematiche che spaziano in tutti i settori. Dal mondo delle imprese che noi rappresentiamo questo tema impatta con le tematiche delle certificazioni, con il nuovo modo di fare impresa e noi riteniamo che con un evento come questo le imprese possano avere degli spunti per comprendere che le scelte sulle politiche green non sono solo una moda”.

IL FESTIVAL

Eco Sanfra nasce così come uno spazio di incontro tra scienza, cultura, innovazione, etica e comunità, con l’obiettivo di raccontare la sostenibilità non come rinuncia, ma come possibilità: la possibilità di vivere, produrre, consumare e costruire relazioni in modo diverso. Oltre 30 gli ospiti tra scienziati, ricercatori, istituzioni ed esperti si confronteranno sulla sostenibilità da diversi punti di vista. Tra questi, ospite d’eccezione Sarah Finch, “Premio Nobel” per l’ambiente (l’attivista britannica, co-fondatrice della rete ambientalista Weald Climate Group, proprio nel 2026 ha ricevuto il prestigioso Goldman Environmental Prize, uno dei massimi riconoscimenti per le cause ambientali), ma anche Stefano Mancuso, tra i massimi esperti mondiali di neurobiologia vegetale, con l’anteprima della sua nuova lectio magistralis tra scienza e tradizione francescana, l’astrofisica Edwige Pezzulli, divulgatrice scientifica e volto noto di Superquark, e Angelica De Vito, esperta di migrazioni climatiche.

Tre sono le parole che accompagnano questa edizione: suolo, comunità, universo.

IL SUOLO COME RISORSA STRATEGICA: IL CARBON FARMING AL CENTRO DEL CONFRONTO

Tra i temi più innovativi del programma c’è il convegno sulla Carbon Farming, ideato in collaborazione con PEFC Italia, sulla nuova frontiera delle politiche agricole e climatiche europee. A Eco Sanfra esperti, mondo della ricerca, Istituzioni e settore agricolo si confronteranno sulla capacità del suolo di assorbire e conservare carbonio, sulle nuove pratiche agricole e sulle opportunità che queste possono rappresentare per il futuro dell’agricoltura e dei territori.

Un tema particolarmente significativo per una regione come l’Umbria, dove il rapporto tra agricoltura, paesaggio, biodiversità e tutela del territorio rappresenta una componente essenziale dell’identità e dell’economia regionale.

DIECI ANNI DALLA LEGGE GADDA E DI REGUSTO: LO SPRECO COME SFIDA AMBIENTALE, ECONOMICA E SOCIALE

Altro grande tema sarà quello dello spreco alimentare e non alimentare, a dieci anni dalla Legge Gadda (Legge 166/2016) e di Regusto. Eco Sanfra riunirà, alla presenza dell’onorevole Maria Chiara Gadda, imprese, istituzioni e terzo settore per interrogarsi su quanto è stato fatto e su quali opportunità ed evoluzioni sono ancora possibili, sfruttando strumenti e tecnologie per trasformare le eccedenze in risorse a partire dalle soluzioni proposte da Regusto.

Il confronto proseguirà sul terreno dell’economia circolare e dello sviluppo economico, mettendo in relazione sostenibilità e competitività, innovazione e territorio. Un approccio che porta il tema ambientale fuori dalla dimensione esclusivamente ecologica e lo inserisce dentro le grandi questioni economiche e sociali che riguardano anche il futuro dell’Umbria.

LA PRIMA CLIMATE WALK: PERUGIA DIVENTA UN’AULA A CIELO APERTO

Tra le novità della terza edizione arriva la prima Climate Walk di Eco Sanfra, un trekking urbano che trasforma la città in un vero laboratorio a cielo aperto.

A guidare i partecipanti sarà Anna Laura Pisello, ricercatrice dell’Università degli Studi di Perugia, che accompagnerà il pubblico attraverso Perugia con lo sguardo dello scienziato del clima. Strade, edifici, materiali, superfici, aree verdi e isole di calore urbane diventano così elementi da osservare e interpretare per capire come il cambiamento climatico stia modificando concretamente gli spazi in cui viviamo.

Un’esperienza immersiva che unisce divulgazione scientifica e partecipazione attiva, invitando a imparare a vedere ciò che normalmente non si vede e a riconoscere nella quotidianità i segnali di una realtà climatica in trasformazione.

LA CULTURA COME STRUMENTO PER RACCONTARE LA TERRA: NASCE “ECO VISIONI”

La terza edizione introduce inoltre Eco Visioni, una nuova rassegna di documentari a tema ambientale nata in collaborazione con LTWA – Let’s Talk About Water e la direttrice Linda Lilienfeld. La rassegna utilizza il cinema come linguaggio di divulgazione, sensibilizzazione e confronto sui grandi temi della sostenibilità, della tutela delle risorse naturali, dei diritti umani e dell’innovazione sociale.

Il cinema diventa così uno strumento per creare un dialogo tra cultura, ricerca scientifica e cittadinanza, offrendo al pubblico non soltanto informazioni, ma storie, immagini e punti di vista capaci di interrogare e coinvolgere.

A questa dimensione si aggiunge una mostra fotografica con una selezione di immagini tratte dal concorso fotografico internazionale Walk of Water, in collaborazione con il Programma Mondiale per la Valutazione delle Risorse Idriche dell’UNESCO (World Water Assessment Programme – WWAP). Un percorso che porta all’interno di Eco Sanfra lo sguardo della fotografia internazionale come strumento di conoscenza e racconto del rapporto tra uomo, ambiente e territori.

È questa la convinzione da cui nasce il festival: per affrontare le trasformazioni del nostro tempo non basta conoscere i dati. È necessario anche trovare nuovi linguaggi per raccontarli, creare occasioni di confronto e restituire alle persone la possibilità di sentirsi parte del cambiamento.

Eco Sanfra vuole essere soprattutto un’eco di speranza e di possibilità rivolto alle nuove generazioni. Perché comprendere i problemi significa poter immaginare soluzioni, costruire nuove relazioni e trasformare la consapevolezza in azione.

«Abbiamo scelto di tornare con i piedi per terra – il messaggio degli organizzatori – perché le grandi questioni ambientali non appartengono a un futuro lontano. Sono già qui, nelle nostre città, nei nostri territori, nelle nostre scelte quotidiane. Se chi parteciperà a Eco Sanfra tornerà a casa con una domanda in più, una consapevolezza diversa o la voglia di compiere una scelta nuova, avremo raggiunto il nostro obiettivo».

Eco Sanfra è un evento promosso da associazione Eterìa Ets realizzato in compartecipazione con la Camera di Commercio dell’Umbria, Fattoria Creativa e Regusto e in collaborazione con Rai Umbria. Il festival è patrocinato da Parlamento Europeo, Unesco Wwap – World water assessment programme, Ispra, Regione Umbria, Comune di Perugia, Comune di Terni, Comune di Assisi, Comune di Spoleto, Sacro Convento di Assisi, Università degli studi di Perugia e Università per Stranieri di Perugia, Pefc Italia, Auri, Arpa, Fondazione Perugia. Numerosi i partner e le aziende private che hanno contribuito alla realizzazione del festival.

Sito ufficiale: www.ecosanfra.it

Terni, Ater Umbria ha consegnato 18 alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica

Ater Umbria ha trasmesso al Comune di Terni la disponibilità immediata di diciotto alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica completamente ripristinati, con fondi propri. Sono stati sottoposti ad interventi completi di restauro edilizio ed impiantistico, sono stati riportati alla piena funzionalità e sono pronti per l’assegnazione.

Gli alloggi sono situati in via Brodolini, in via Cadore, via XX Settembre, in via F.lli Cervi, via Largo Mezzetti, via Strada Cardeto, via F.lli Rosselli, via G. Ghione, via Giovanni XXIII.

Questi alloggi sono fondamentali per le richieste di mobilità dovute a cambiamenti nel nucleo familiare o per motivi di accessibilità legati allo stato di salute, come ad esempio, nel caso di inquilini con disabilità che vivono in alloggi con barriere architettoniche. Un significativo segnale, in linea con le indicazioni della Regione Umbria, a cui seguiranno altri interventi massivi, grazie ai Fondi Por-Fesr, in quanto una delle priorità strategiche è la gestione delle situazioni di emergenza e disagio che coinvolgono gli inquilini.

Positivo il commento dell’assessore alle politiche abitative della Regione Umbria, Fabio Barcaioli: “Sono soddisfatto del lavoro portato avanti da Ater Umbria e, soprattutto, ogni volta che un alloggio torna disponibile per essere assegnato a una famiglia è un motivo di soddisfazione per tutta la comunità. Il diritto all’abitare è un diritto alla dignità della persona e per questo la Regione continuerà a investire sul patrimonio di edilizia residenziale pubblica. Con i fondi che abbiamo messo a disposizione seguiranno nuove consegne e altri interventi, perché nessuno dovrebbe essere lasciato solo di fronte alla difficoltà di trovare una casa”.

Per il presidente di Ater Umbria, Federico Santi: “Questo intervento appartiene all’ultima tranche di quelli che Ater ha realizzato con fondi propri, prima della grande iniezione di risorse del Por-Fesr da parte della Regione Umbria, che è molto attenta a questi temi. Siamo davvero soddisfatti di essere riusciti a mettere a disposizione un numero così elevato di alloggi dedicati alla mobilità abitativa che molto spesso sono legate a situazioni di vita difficili e che abbiamo il dovere, per quanto possibile, di alleviare”.

Si è chiusa la Mostra del Cavallo dedicata al “Capitano” Varenne

Città di Castello ha ospitato la 56esima Mostra Nazionale del Cavallo. Un’edizione nel segno di Varenne, il “Capitano”, grande campione che aveva partecipato alla manifestazione tifernate nel 2011.

“Con grande piacere – ha ricordato il driver Giampaolo Minnucci – ho trovato il tempo, fra un impegno e l’altro negli ippodromi, per essere presente a Città di Castello alla Mostra Nazionale del Cavallo, una città ed una regione, l’Umbria di grandi tradizioni allevatoriali, dove ho diversi amici e persone care, a partire dall’allevatore Sergio Carfagna con cui ho condiviso tante occasioni piacevoli e professionali, sempre all’insegna dello sport, il trotto e l’amore per i cavalli. E’ un onore per me poter assistere al taglio del nastro inaugurale della mostra e ricevere addirittura un’opera artistica che raffigura Varenne: un trofeo unico che senza dubbio mancava nel mio palmares e che ci consentirà, grazie all’artista che lo ha realizzato, di ricordare quella giornata memorabile del 10 settembre 2011, quando, assieme ad altri dello staff, accompagnai Varenne alla Mostra Nazionale del Cavallo di Città di Castello. Ricordo ancora – ha concluso Minnucci – il bagno di folla e le carezze e sorrisi dei bambini, i prediletti del Capitano”.

Il presidente della Mostra Nazionale del Cavallo Federico Cavargini ed il sindaco Luca Secondi hanno sottolineato la soddisfazione di ospitare, proprio in avvio della 56esima edizione della mostra, una leggenda del trotto, un campione, come Giampaolo Minnucci. “Siamo onorati e davvero orgogliosi che abbia accettato il nostro invito e abbia fatto davvero tutto il possibile per essere con noi a rendere omaggio a Varenne. Un tributo doveroso per la nostra manifestazione, che, oltre ad aver avuto il privilegio di accogliere il ‘Capitano’ nell’edizione del 2011, nella sua storia ha sempre messo in primo piano i cavalli, la loro bellezza e le loro straordinarie qualità, ma soprattutto il legame profondo tra uomo e animale di cui Minnucci e Varenne sono stati esempi davvero straordinari”.

“Siamo davvero contenti di poter celebrare insieme due autentici miti dell’ippica, riuniti simbolicamente dalla meravigliosa opera d’arte del maestro Stefano Lazzari, e di regalare a Città di Castello, ai tifernati e al pubblico di appassionati che faranno visita alla mostra, un momento davvero speciale. Un’opportunità – hanno concluso Cavargini e Secondi – che dobbiamo a Giorgio Galvani, giornalista e capo Ufficio Stampa del Comune di Città di Castello, che con passione e affetto è sempre vicino alla nostra manifestazione e al quale siamo sinceramente grati”.

In segno di gratitudine e in ricordo del passaggio di Varenne a Città di Castello nel 2011, il presidente dell’Associazione Mostra Nazionale del Cavallo, Federico Cavargini ed il sindaco Luca Secondi hanno consegnato alcuni riconoscimenti anche a Sergio Carfagna, allevatore di Assisi e titolare di scuderia (Iglesias, Irina e Via Lattea, sono alcuni dei suoi campioni del trotto) che ha ricoperto diversi ed importanti incarichi nelle associazioni nazionali di categoria e per anni è stato anche nel consiglio direttivo della manifestazione tifernate, e a Rolando Luzi, il manager della scuderia di Varenne: “Oggi – ha detto Luzi – abbiamo di fronte l’ennesima testimonianza dell’amore e della passione che l’umanità ha per il suo compagno di vita di sempre, il cavallo, e in particolar modo per il nostro Varenne, nostro perché, come diceva il suo proprietario Enzo Giordano, ‘Varenne è degli italiani’.

Il messaggio che ci ha lasciato Varenne nel corso del tempo è quello di trasmettere e raccontare con grande entusiasmo la sua storia, con gli aneddoti di vita e di lavoro sviluppati tramite il cavallo. Noi abbiamo il compito di narrare alle nuove generazioni i vari tatuaggi della memoria che Varenne ci ha lasciato”. Tanta commozione anche nelle parole di Sergio Carfagna che ha ricordato con orgoglio l’amicizia fraterna con Giampaolo Minnucci e suo zio, Umberto Francisci, affermato driver professionista e allevatore: “il 2011 a Città di Castello sarà un frammento scritto nella storia leggendaria di un cavallo che ha vinto tutto quello che c’era da vincere e c’ha fatto sentire sempre più innamorati di questi straordinari animali e dell’ippica. Di giornate come quella di oggi tutto il nostro settore che coinvolge tante famiglie e dà loro lavoro, ne ha bisogno. Grazie Capitano, grazie Giampaolo”.

Ad Assisi le stupefacenti opere dei Madonnari per omaggiare San Francesco (immagini)

Insieme alle bellezze artistiche della Città Serafica, i visitatori ad Assisi in questi giorni hanno potuto ammirare quelle realizzate dal maestro Kurt Wenner e i 50 tra i migliori Madonnari al mondo sulla piazza inferiore della basilica di san Francesco ad Assisi, per rendere omaggio al santo patrono d’Italia, nell’ottavo centenario della morte.

Straordinarie opere d’arte stanno prendendo forma, davanti agli occhi stupiti di visitatori e turisti, che da stamattina presto stanno affollando il luogo dello storico evento. È infatti la prima volta che opere d’arte effimera vengono realizzate in questa piazza, davanti alla basilica. Cuore, gesso, fatica e preghiera nell’arte dei Madonnari, per un’esperienza unica in un contesto suggestivo. La manifestazione è organizzata dal Comune di Assisi, come uno degli appuntamenti più significativi del centenario francescano, in collaborazione con il Sacro Convento di Assisi e Antichissima Fiera Delle Grazie di Curtatone.

Il sindaco di Assisi Valter Stoppini e l’assessore al turismo Fabrizio Leggio hanno incontrato gli artisti e ammirato le opere, insieme ad amministratori del Comune di Curtatone in città per l’occasione.

Le opere saranno visibili fino al primo settembre prossimo. Poiché le opere vengono realizzate su supporti in linoleum, materiale ecosostenibile che dura nel tempo, resteranno patrimonio della comunità e in futuro verranno messe in mostra ad Assisi.

Truffe WhatsApp, i consigli della polizia

La polizia di Stato comunica che è stata recentemente segnalata una nuova ondata di compromissioni di account WhatsApp, caratterizzate da modalità riconducibili ad attacchi cosiddetti “zero-click”.

Le vulnerabilità individuate riguardano versioni non aggiornate di iOS e di WhatsApp sui dispositivi Apple e, in alcuni casi, possono essere sfruttate senza che l’utente debba compiere alcuna azione. Una volta ottenuto l’accesso all’account, i criminali possono inviare messaggi fingendosi una persona conosciuta, come un familiare o un amico e chiedere denaro simulando di trovarsi in una situazione di emergenza.

La polizia di Stato consiglia di seguire semplici accorgimenti per ridurre i rischi di compromissione dei propri dispositivi digitali:

  • non effettuare pagamenti prima di aver verificato l’identità di chi formula la richiesta, contattando direttamente la persona attraverso un altro numero o dispositivo oppure, quando possibile, di persona;
  •  mantenere sempre aggiornati sia il sistema operativo del dispositivo, sia l’applicazione WhatsApp;
  • controllare periodicamente la sezione “Dispositivi collegati” di WhatsApp, attraverso la quale è possibile verificare le sessioni associate al proprio account e disconnettere immediatamente eventuali dispositivi non riconosciuti;
  • attivare la verifica in due passaggi, limitare il download automatico di contenuti e allegati, nonché proteggere il dispositivo mediante codice, Touch ID o Face ID.

Se l’account WhatsApp risulta compromesso è importante avvisare tempestivamente i propri contatti, invitandoli a non rispondere a eventuali richieste di denaro, avviando la procedura di recupero dell’account.

Apple ha provveduto a risolvere tali compromissioni con specifici aggiornamenti di sicurezza e raccomanda, pertanto, di mantenere protetti dispositivi e applicazioni mediante l’installazione delle versioni più recenti, nonché di utilizzare l’autenticazione a due fattori per il proprio Apple Account.

In caso di dubbi o segnalazioni è possibile rivolgersi alla polizia postale tramite il sito del Commissariato di PS online www.commissariatodips.it.

“Umbria Vai”, come funziona l’abbonamento mezzi pubblici

Studentesse e studenti in Umbria potranno utilizzare i mezzi del trasporto pubblico al prezzo annuale di 70 euro. Si chiama “Umbria Vai” il nuovo abbonamento finanziato dalla Regione Umbria per la scuola e l’università. L’intervento si inserisce in un investimento di 22 milioni di euro per la scuola umbra, a cui si aggiungono le risorse regionali destinate al trasporto universitario.

Per gli studenti della scuola secondaria di primo e secondo grado, IFP, ITS e CPIA è previsto un ISEE ordinario inferiore o pari a 30 mila euro e la residenza in Umbria. Per chi frequenta l’Università degli Studi di Perugia, l’Università per Stranieri di Perugia, l’accademia di belle arti Pietro Vannucci di Perugia, il conservatorio Morlacchi di Perugia, il conservatorio Briccialdi di Terni, l’Istituto superiore per la mediazione linguistica di Perugia, l’Istituto italiano design Anwa S.r.l., ITS Umbria Made in Italy – Innovazione, Tecnologia e Sviluppo (ITS Umbria Academy), UNIDES-IEAO S.R.L. – NID Nuovo Istituto Design è invece sufficiente il domicilio in Umbria, senza alcun limite ISEE.

“Vogliamo che ogni famiglia umbra con un ragazzo o una ragazza dagli 11 anni in su conosca questa misura e possa usufruirne – ha dichiarato la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti -. E i primi numeri ci dicono che l’interesse è già molto alto: in una sola mattina sono già stati sottoscritti 1.400 abbonamenti. Per questo puntiamo alla massima diffusione dell’informazione, anche attraverso i ragazzi stessi. Ce lo chiedono i giovani, per questo il trasporto pubblico era un punto cardine del nostro programma. Oggi la maggior parte delle famiglie umbre può accedere a un abbonamento fortemente agevolato: 70 euro all’anno, circa 20 centesimi al giorno, per muoversi non solo per andare a scuola, ma anche nelle tratte urbane e regionali e nel tempo libero. È anche una questione di sicurezza stradale – ha aggiunto la presidente – perché il mezzo di trasporto collettivo è più sicuro dell’auto privata o dei mezzi a due ruote. Incentivare il trasporto pubblico significa quindi promuovere sicurezza, sostenibilità e autonomia. È una rivoluzione culturale: vogliamo che i ragazzi crescano con la cultura del servizio pubblico e che imparino a considerarlo una parte naturale della propria mobilità. Sono convinta che, una volta sperimentata questa opportunità, saranno proprio i giovani e le famiglie a chiederne la continuità e a non voler tornare indietro”.

L’assessore all’Istruzione e al Diritto allo Studio, Fabio Barcaioli, che ha illustrato l’abbonamento nel dettaglio, ha sottolineato: “Con i 22 milioni di euro destinati alla scuola stiamo portando avanti una scelta precisa, garantire pari opportunità a bambine e bambini, ragazze e ragazzi, e sostenere le famiglie lungo il percorso educativo. Umbria Vai si inserisce in questa strategia e riduce una spesa che ogni anno pesa sui bilanci familiari, portando a 70 euro il costo dell’abbonamento annuale al trasporto pubblico per chi studia. Dopo gli interventi sugli asili nido, a settembre proseguiremo con il tempo integrato e con nuove misure per rafforzare i servizi educativi. L’obiettivo è accompagnare le famiglie dalla prima infanzia fino all’università, rimuovendo gli ostacoli economici che possono condizionare le opportunità di crescita e di studio. Anche così si affronta il calo demografico. Se vogliamo che l’Umbria torni a essere una regione nella quale fare figli sia una scelta possibile, dobbiamo costruire condizioni più favorevoli per le famiglie, sostenendole nei costi e nei servizi. È una responsabilità che abbiamo assunto e sulla quale continueremo a investire”.

“Questa misura rappresenta un sostegno concreto alle famiglie e, allo stesso tempo, un investimento sul futuro del trasporto pubblico locale”, ha sottolineato l’assessore ai Trasporti Francesco De Rebotti. “I nostri giovani mostrano una naturale propensione all’utilizzo del trasporto pubblico: il nostro compito è garantire loro servizi presenti, efficienti e accessibili a costi sostenibili. L’abbonamento scolastico va quindi oltre il semplice tragitto casa-scuola e può diventare uno strumento per incentivare una mobilità più ampia tra le nuove generazioni”. Secondo De Rebotti “l’aumento degli utenti ci permetterà inoltre di raccogliere dati importanti per programmare e rafforzare il servizio in relazione alle esigenze dei territori. È un intervento che guarda a 360 gradi al sistema del Tpl, anche in vista del nuovo modello organizzativo che dovremo costruire nei prossimi anni. Stiamo lavorando per creare le condizioni migliori per una riforma complessiva del trasporto pubblico locale, più moderno, efficace e rispondente alle esigenze dei cittadini”.

“La misura che presentiamo oggi – ha dichiarato il vicepresidente Tommaso Bori – non è un bonus, ma un servizio, e questa è una grande differenza culturale e ambientale: dare alle studentesse e agli studenti la possibilità di utilizzare il trasporto pubblico locale significa avere meno auto in giro e meno inquinamento. È particolarmente importante in Umbria, che è la regione con il più alto tasso di motorizzazione d’Italia. L’abbonamento non serve soltanto per andare a scuola, ma permette ai ragazzi di muoversi nella vita quotidiana, anche nel tempo libero, con un costo quasi simbolico.” Tommaso Bori ha poi ricordato che questa misura si inserisce in un progetto più ampio, quello di ‘Umbria studiata per studiare’, che comprende diversi interventi a sostegno del diritto allo studio: “l’abbonamento al trasporto pubblico si aggiunge a un sistema di servizi e investimenti pensato per garantire pari opportunità alle studentesse e agli studenti e sostenere concretamente le famiglie”.

Alessio Cinfrignini, direttore operativo Busitalia, società di Trenitalia (Gruppo FS), ha aggiunto: “Busitalia è lieta di partecipare a questa importante iniziativa promossa dalla Regione Umbria che incentiva gli studenti a scegliere il trasporto pubblico per gli spostamenti quotidiani. Con la partecipazione di oggi confermiamo l’impegno al fianco della Regione e del territorio, mettendo a disposizione dei passeggeri la nostra esperienza, la capillarità dei nostri servizi e strumenti digitali pensati per rendere l’esperienza di viaggio sempre più semplice e immediata”.

L’abbonamento mantiene le coperture previste dai precedenti servizi e, nei casi interessati, comprende anche il trasporto urbano di Perugia e il minimetrò. L’acquisto viene effettuato online. Per le famiglie che necessitano di assistenza saranno disponibili anche Digipass e patronati.

Da sabato riapre di giorno la galleria della Pallotta

Da sabato 29 agosto la galleria Pallotta tornerà completamente fruibile sulle quattro corsie in orario diurno, con il cantiere che da lunedì 31 agosto sarà organizzato esclusivamente nelle ore notturne, dalle 21 alle 6. Nella fascia notturna, per consentire la prosecuzione delle lavorazioni, il traffico in direzione Bettolle sarà deviato sulla viabilità secondaria, con uscita obbligatoria allo svincolo di Piscille e rientro a Prepo. Proseguiranno invece in orario notturno anche le attività nella galleria ‘Madonna Alta’, con deviazione del traffico in direzione Ponte San Giovanni tra le 21 e le 6, attraverso l’uscita obbligatoria a Madonna Alta e il rientro a San Faustino.

Una riapertura che arriva con due giorni di anticipo rispetto al cronoprogramma previsto e che segue quella della galleria Madonna Alta, tornata pienamente percorribile durante il giorno già dal 14 agosto.

“Il risultato – sottolinea l’assessore regionale Francesco De Rebotti – arriva al termine di una fase particolarmente impegnativa, nella quale i lavori sulle due gallerie hanno richiesto anche l’organizzazione dei cantieri a ciclo continuo, con oltre cento tra operai e tecnici impegnati complessivamente su più turni. Una scelta necessaria per concentrare nel periodo estivo le lavorazioni maggiormente incompatibili con la circolazione e ridurre il più possibile la durata dei disagi”.

Le azioni per contrastare la desertificazione bancaria in Umbria

Accordo tra Regione Umbria, Anci e organizzazioni sindacali di categoria del credito (Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca, Unisin) per contrastare la desertificazione bancaria sul territorio.

Per i prossimi quattro anni, Regione, Comuni umbri e sindacati bancari si impegnano a lavorare insieme per contrastare la desertificazione bancaria, garantendo la qualità dei servizi e sostegno all’economia locale, e affrontare con determinazione le criticità del settore del credito, garantendo al contempo la stabilità occupazionale nel settore.

L’intesa nasce da un percorso di confronto avviato già nella primavera del 2026 tra Regione, Anci Umbria e le sigle sindacali del credito, che ha portato a individuare strumenti condivisi per contenere un fenomeno che negli ultimi anni ha colpito duramente il territorio umbro.

I numeri della desertificazione bancaria in Umbria

I numeri che hanno motivato l’iniziativa, esposti prima della firma dall’assessore allo Sviluppo economico Francesco De Rebotti, sono allarmanti. Secondo i più recenti dati disponibili sulla desertificazione bancaria, in Umbria vivono ormai circa 53mila persone in Comuni completamente privi di sportelli bancari, un numero cresciuto del 10% solo nell’ultimo anno, mentre sono circa 3.400 le imprese che non hanno più una filiale di riferimento sul proprio territorio, anch’esse in aumento del 10%. Un terzo dei Comuni umbri è oggi senza alcuno sportello bancario, e altri 24 Comuni ne conservano soltanto uno: condizione che, se il trend non dovesse cambiare, rischia entro pochi anni di lasciare senza filiali oltre la metà dei Comuni della regione.

Proietti: fenomeno che incide sulla vita quotidiana

“Un fenomeno – ha detto la presidente della Regione Stefania Proietti – che incide profondamente sulla vita quotidiana delle persone e delle imprese, colpendo in particolare le aree interne, i borghi e i piccoli Comuni umbri, dove la chiusura di uno sportello significa spesso l’ultimo presidio di prossimità che viene meno. Da qui la scelta di istituzioni e parti sociali di costruire una risposta di sistema, la prima a livello nazionale, condivisa e non più affidata alla sola iniziativa dei singoli soggetti. Sono intenzionata a sottoporla alla Conferenza delle Regioni, affinché possa servire da paradigma per la sottoscrizione di altri documenti analoghi”.

Gori: un ulteriore passo avanti

“Quello di oggi – ha affermato Federico Gori, presidente di Anci Umbria – è un ulteriore passo avanti verso la tutela del credito territoriale, un servizio che rappresenta un presidio fondamentale per le nostre comunità. Da anni, come istituzioni e come Anci Umbria, siamo impegnati nel contrasto allo spopolamento e all’invecchiamento demografico. Questo protocollo si inserisce pienamente in tale percorso, con l’obiettivo di preservare nei territori, soprattutto quelli più piccoli e fragili, la presenza di servizi essenziali. Con la firma di questo protocollo, saremo nelle condizioni di strutturare percorsi concreti per mantenere attivi questi servizi e a individuare soluzioni capaci di rispondere alle esigenze dei territori”.

Il ruolo dei sindacati

Le organizzazioni sindacali del credito si impegnano a favorire il confronto sulle politiche regionali, a collaborare nelle attività di formazione e nella raccolta di dati sulle dinamiche occupazionali e di mercato, e a monitorare costantemente le difficoltà di accesso al credito segnalate dal territorio.

Le azioni previste

Il Protocollo si propone innanzitutto di contrastare la desertificazione bancaria e l’impoverimento dei servizi territoriali essenziali che ne deriva. A questo si affianca l’impegno a sostenere l’occupazione e la qualità del lavoro nel settore del credito, a facilitare l’accesso al credito per famiglie e imprese umbre e a promuovere una maggiore responsabilità sociale delle banche, chiamate a rafforzare la propria integrazione nel tessuto economico e sociale della regione.

Per dare concretezza a questi obiettivi, l’intesa prevede l’istituzione, entro sei mesi dalla firma, di un Tavolo del Credito Regionale, al quale prenderà parte anche Gepafin, che avrà il compito di monitorare i flussi di finanziamento, sostenere gli investimenti e prevenire situazioni di crisi di liquidità sul territorio. Accanto al Tavolo nascerà un Osservatorio Regionale sull’attività bancaria, incaricato di seguire l’evoluzione del fenomeno e di elaborare classifiche di sostenibilità delle banche presenti in Umbria.
Le parti si sono inoltre impegnate a promuovere iniziative congiunte di studio, ricerca e sensibilizzazione sui temi più rilevanti per il settore bancario e per i suoi lavoratori, così come programmi di formazione e riqualificazione professionale per il personale del credito e della finanza, anche facendo leva su fondi europei e nazionali. Un capitolo specifico dell’intesa è dedicato poi alla ricerca di soluzioni per i Comuni più esposti al rischio di desertificazione bancaria, con l’obiettivo di individuare risposte su misura per le situazioni più critiche.