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Autore: Redazione

A Foligno al via I Primi d’Italia | Il programma

Da oggi il centro di Foligno si trasforma in una grande tavola imbandita per ospitare I Primi d’Italia, il Festival Nazionale dei Primi Piatti, alla 27esima edizione, che fino a domenica 27 settembre esalterà la cultura del primo piatto e alla cucina italiana.

Una giornata inaugurale che entrerà nel vivo già dal pomeriggio e che avrà due grandi poli: l’Auditorium Santa Caterina, casa delle Food Experience, e Largo Carducci, cuore dell’apertura ufficiale e dello spettacolo.

Si comincia alle 16 all’Auditorium Santa Caterina con la prima Food Experience dell’edizione. “Dalla risaia alla tavola: il risotto con le lumache”, a cura di Risosteria Mantovana, aprirà il calendario degli appuntamenti che permetteranno al pubblico di seguire dal vivo la preparazione dei piatti e, al termine, degustare la ricetta presentata. Alle 18 spazio invece ai giovani con “Giovani talenti all’opera: Apium Anima”, Food Experience affidata agli allievi dell’Istituto Alberghiero di Spoleto. Due appuntamenti che daranno immediatamente il senso di uno dei format centrali di questa edizione: chef, professionisti e nuove generazioni chiamati a raccontare ingredienti, territori e cultura gastronomica attraverso la cucina dal vivo.

Ma sarà Largo Carducci il punto verso cui convergerà la città per l’apertura ufficiale del Festival. Dalle 18 il palco inizierà ad animarsi con l’esibizione del Corpo di Ballo di “Spazio Danza”, seguita alle 18.15 dal Coro della Scuola Primaria Foligno 2 Capoluogo e alle 18.30 dal Coro della Scuola di Musica Comunale.

Alle 18.45 la presentazione ufficiale della 27ª edizione farà da preludio al momento simbolico più atteso: alle 19 il taglio del nastro darà ufficialmente il via a I Primi d’Italia 2026.

Subito dopo, alle 19.30, il palco ospiterà il Premio “I Primi d’Italia”, altro appuntamento tradizionale, che vedrà sul palco ogni sera la premiazione di personaggi meritevoli della società civile.

Intanto, fin dalle 16, apriranno anche i Villaggi del Gusto, allestiti nelle suggestive taverne della Giostra della Quintana: il grande itinerario gastronomico del Festival attraverso ricette e tradizioni dei territori italiani, che nella giornata inaugurale resterà aperto fino alle 23.

E quando calerà la sera, I Primi d’Italia continueranno a parlare il linguaggio dell’alta cucina e dello spettacolo. Alle 21, all’Auditorium Santa Caterina, il primo appuntamento di “A Tavola con le Stelle” avrà per protagonista Maurizio Serva, chef del ristorante La Trota dal ’63, una Stella MICHELIN. Alle 21.30, invece, Largo Carducci tornerà ad accendersi con “Ma che musika” Raffaella Carrà Tributo Live, insieme alle imitazioni di Gabriele Marconi.

Sarà così Foligno, ancora una volta, a diventare per quattro giorni il punto d’incontro tra cucina, territori e pubblico. Giovedì si comincia: I Primi d’Italia sono pronti a tornare protagonisti nel cuore della città.

UNICAdesk, oltre 22 mila norme tecniche a costo zero

Oltre 22 mila norme tecniche a costo zero: con UNICAdesk la Camera di Commercio dell’Umbria rende accessibili alle imprese, gratuitamente, gli standard per sicurezza, qualità e accesso ai mercati

Il servizio è rivolto a imprese, professionisti, pubbliche amministrazioni, studenti, ricercatori e cittadini e permette anche di orientarsi in un mondo che ormai attraversa produzione, sostenibilità, digitale e nuovi mercati.

Un cliente chiede che un prodotto risponda a un determinato standard. Un’impresa vuole affacciarsi su un mercato estero e deve capire quali riferimenti tecnici vengono utilizzati. Un professionista cerca le regole applicabili a un processo, un materiale, un servizio. Il problema, soprattutto per chi non dispone di un ufficio tecnico strutturato, può arrivare ancora prima: sapere che la norma esiste, individuarla e riuscire a consultarla.

Dietro le sigle c’è molto più della tecnica per specialisti. Le norme UNI sono standard nazionali; le EN sono norme europee, mentre le ISO (International Organization for Standardization, Organizzazione internazionale per la normazione) hanno dimensione internazionale. Sono norme tecniche volontarie e riguardano prodotti, servizi, processi, professioni e organizzazioni.

Nella vita di un’impresa possono entrare in momenti molto diversi: quando si vuole migliorare la sicurezza di un prodotto, organizzare meglio una lavorazione, definire requisiti di qualità, affrontare un nuovo mercato o verificare quali standard si stanno affermando in un settore.

I vantaggi

La brochure di UNICAdesk mette in fila vantaggi molto concreti: riduzione del rischio di incidenti, accesso più semplice ai mercati internazionali, processi più efficienti, contenimento dei costi, maggiore facilità nelle transazioni commerciali e minori conseguenze in caso di contenzioso.

Dall’Intelligenza artificiale al passaporto digitale dei prodotti
Basta guardare gli argomenti affrontati negli ultimi mesi dal portale UNICAdesk per capire quanto si sia allargato il raggio d’azione della normazione. Tra gli aggiornamenti figurano il Digital Product Passport (Passaporto digitale del prodotto), gli standard ambientali, il greenwashing, la sicurezza dei prodotti e perfino una nuova norma dedicata alle professioni legate all’Intelligenza artificiale.

Per una piccola impresa, dunque, poter entrare gratuitamente in questo sistema significa soprattutto avere un posto dal quale cominciare. Non occorre arrivare allo sportello conoscendo già numero e sigla della norma che si sta cercando: i desk fisici offrono anche assistenza sulla normazione tecnica e la brochure indica, tra i servizi, il supporto nella ricerca delle norme di interesse, le informazioni sulle modalità di acquisto e le indicazioni per partecipare alla formazione di nuove prassi di riferimento.

C’è anche la possibilità di seguire eventi e aggiornamenti e di conoscere i progetti di norme europee ancora in fase di elaborazione. Un modo per avvicinarsi agli standard prima ancora che diventino riferimenti consolidati nei rispettivi settori.

Da casa oppure alla Camera di Commercio: l’accesso pensato con due modalità

Con il Desk virtuale la richiesta si presenta online attraverso il portale nazionale indicando fino a cinque norme per volta. La Camera di Commercio dell’Umbria ricontatta l’utente per concordare l’appuntamento e, nel giorno stabilito, invia le credenziali: i documenti restano consultabili a video per quattro ore. Ogni utente può effettuare fino a tre consultazioni virtuali.

C’è poi il Desk fisico nella sede camerale di via Cacciatori delle Alpi 42, a Perugia, aperto il venerdì dalle 9.30 alle 12.30, previo appuntamento. La consultazione avviene su un computer dedicato e può durare fino a 90 minuti; in questo caso non è previsto un numero massimo di accessi per richiedente.

Il servizio è aperto ai soggetti con sede o residenza in Umbria, con particolare attenzione a micro, piccole e medie imprese, professionisti e consulenti tecnici, associazioni di categoria, studenti e ricercatori. La consultazione è completamente gratuita; per ragioni legate al diritto d’autore e alle licenze UNI, i documenti possono essere letti a video ma non scaricati né stampati.

Per informazioni è possibile rivolgersi all’Ufficio Servizi per la transizione digitale e ambientale della Camera di Commercio dell’Umbria, scrivendo a unicadesk@umbria.camcom.it oppure telefonando ai numeri 075 5748203, 075 5748366 e 075 5748302.

Eco Sanfra 2026, quattro giorni tra scienza e consapevolezza dedicati alla “Madre terra”

A Perugia quattro giorni tra scienza e consapevolezza dedicati alla “Madre terra”. Domani, 24 settembre, si apre il sipario sulla terza edizione di Eco Sanfra, il festival che attraverso incontri, cultura e spettacolo, trasforma il territorio in uno spazio di dialogo su ambiente, comunità e futuro.

Suolo, comunità, universo. Sono le tre parole che accompagnano la terza edizione del festival umbro dedicato alla sostenibilità economica, sociale e ambientale ed ispirato alla figura e al pensiero di San Francesco d’Assisi. Obiettivo, riportare dentro la realtà quotidiana le grandi sfide del presente: crisi climatica, consumo del suolo, scarsità d’acqua, perdita di biodiversità, spreco di risorse, nuove disuguaglianze e trasformazioni sociali.

Oltre 30 gli ospiti tra scienziati, ricercatori, istituzioni ed esperti si confronteranno per quattro giorni (fino al 27 settembre) sulla sostenibilità e da diversi punti di vista. E sarà subito ricca di appuntamenti la prima giornata di giovedì 24 settembre. Tra i maggiori protagonisti l’astrofisica Edwige Pezzulli, divulgatrice scientifica e volto noto di Superquark, e Angelica De Vito, esperta di migrazioni climatiche, ed Emilio Cozzi, tra i più attenti osservatori italiani del settore spaziale.

Eco Sanfra vuole essere soprattutto un’eco di speranza e di possibilità rivolto alle nuove generazioni. Perché comprendere i problemi significa poter immaginare soluzioni, costruire nuove relazioni e trasformare la consapevolezza in azione. E sarà proprio Pezzulli a tenere subito una lectio dedicata agli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado dal titolo “La terra vista dallo spazio” (Auditorium San Francesco al Prato, ore 9.30). La lectio introduce i più giovani alla visione della Terra dallo spazio come esperienza cognitiva ed emotiva: imparare a guardare il pianeta con occhi nuovi è il primo passo per imparare a prendersene cura. Con la partecipazione straordinaria del Cap. Andrea Patassa, Astronauta ESA. Un evento in anteprima esclusiva per Eco Sanfra.

A seguire ci sarà la presentazione del video della nuova campagna “Muovi il futuro: lo sport in campo per l’ambiente” di Conai che porta così i temi della sostenibilità e dell’economia circolare parlando alle nuove generazioni attraverso il linguaggio dello sport.

Sempre la mattina si svolgerà il workshop esperienziale “Cicatrici”, incentrato sulle fragilità umane e ambientali, realizzato in collaborazione con la Fondazione Bullone (Centro Servizi Camerali Alessi, ore 9.30). Un laboratorio con gli studenti delle scuole secondarie che affianca alle fragilità della Terra quelle umane, esplorandole come elementi di conoscenza e non di vergogna. Il workshop propone un percorso esperienziale in cui la vulnerabilità diventa strumento di comprensione del mondo: la Terra che si incrina, i corpi che portano segni, le comunità che imparano a ricominciare.

Al via anche il programma dei panel. La prima giornata è dedicata allo spazio, dalle più innovative tecnologie satellitari per il monitoraggio e la cura del pianeta, fino alla Geopolitica dello spazio. Si inizia con Umbria Aerospace Cluster (Fondazione Perugia, ore 10) per una finestra sul distretto aerospaziale umbro e sulle sue prospettive di sviluppo nel contesto della nuova economia dello spazio. Il panel illustra le realtà produttive e di ricerca che compongono il cluster regionale, posizionando l’Umbria come territorio attivo nella frontiera tecnologica più avanzata del presente. Interverranno Daniele Tonti (presidente), Cillian Fani O’Broin (segretario Generale), Francesco Di Marco (Unit Manager Randstad Italia).

“Abitare la Terra, senza consumarla” è il titolo del panel successivo (Fondazione Perugia, ore 11). La sfida delle città contemporanee non è espandersi, ma rigenerarsi. La valorizzazione degli spazi ipogei apre nuove prospettive per creare luoghi dedicati alla cultura, ai servizi e alla mobilità, restituendo la superficie alle persone e limitando il consumo di suolo. Un confronto sulle esperienze che stanno ridisegnando il rapporto tra città, ambiente e qualità della vita, dimostrando come sia possibile crescere senza sottrarre nuovo territorio alle generazioni future. Interverranno, Paolo Belardi (professore ordinario Composizione architettonica e urbana, Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale UNIPG – corso di laurea in Planet Life Design) ed Elisa Moretti (UNIPG, Politiche energetiche, sostenibilità e programmi di efficientamento).

Sarà poi presentato (Fondazione Perugia, ore 12) il laboratorio internazionale CAOS (Centro Applicazioni Onde gravitazionali e Sismologia) con il prof. Aniello Grado del Dipartimento di Fisica e Geologia dell’Università degli Studi di Perugia e vicedirettore del laboratorio. Il laboratorio, fondato dall’Università degli Studi di Perugia e dall’INFN, è una delle principali infrastrutture di ricerca dedicate allo sviluppo delle tecnologie per l’Einstein Telescope, il futuro osservatorio europeo per le onde gravitazionali. L’intervento presenterà le sfide scientifiche e ingegneristiche legate all’isolamento sismico estremo, ai sistemi di sospensione in ultra alto vuoto e alle tecnologie necessarie per misurare spostamenti inferiori alle dimensioni di un atomo. Sarà inoltre illustrato il ruolo strategico della collaborazione tra Umbria e Sardegna nello sviluppo dell’Einstein Telescope e le ricadute del progetto in termini di innovazione, formazione di giovani ricercatori e sviluppo del territorio.

L’acqua è vita, è diritto, è crisi. Il World Water Assessment Programme delle Nazioni Unite – WWAP UNESCO inaugura (Centro Servizi Camerali Alessi, ore 12) una mostra fotografica “WWAP UNESCO – L’acqua nel mondo” che restituisce, attraverso le immagini, la condizione dell’acqua nel mondo: la sua scarsità, la sua distribuzione ineguale, il suo ruolo al centro delle grandi sfide ambientali e sociali del nostro tempo. Insieme alla curatrice Simona Gallese (WWAP UNESCO) ci sarà anche Miguel Doria (coordinatore Unesco World Water Assessment Programme).

Il panel dal titolo “Tecnologie intelligenti per il governo del territorio” (Centro servizi camerali Alessi, ore 15.30) presenterà il Progetto GAIA come un sistema integrato di sensori intelligenti e dati in tempo reale per la protezione del territorio, la valorizzazione delle aree verdi e il monitoraggio degli edifici pubblici. La creazione di un osservatorio sismico urbano e di un osservatorio del verde urbano, insieme alla gestione dei dati, verrà proposta come strumento di governo urbano, offrendo una riflessione sul rapporto tra tecnologia, spazio pubblico e responsabilità istituzionale. L’iniziativa si avvarrà del contributo dell’Assessore alle Smart City del Comune di Perugia e di Wisepower e TeamDev, aziende specializzate nello sviluppo di soluzioni innovative per le smart city. Interverranno Andrea Stafisso (assessore smart city Comune di Perugia), Andrea Cruciani (amministratore Teamdev), Valentina Bacchettini (amministratrice Wisepower), Gabriele De Micheli (dirigente Comune Perugia).

“Custodire il suolo, proteggere la vita” (ore 16:30, Centro Servizi Camerali Alessi) è invece il titolo del dibattito intorno a quattro parole che non possono più essere trattate come concetti separati, ma come anelli di un’unica catena: difesa del suolo, sicurezza, percezione del rischio e terremoti. L’ing. Alessandro Severi (presidente Onorario AIPAC, ex Dirigente Protezione Civile Regione Umbria) modererà gli interventi di Manuela Cecconi (professore Associato di Geotecnica, Dipartimento di Ingegneria, Università di Perugia), Elisa Delvecchio (professore Associato di Psicologia Dinamica, Dipartimento di Filosofia, Scienze Sociali, Umane e della Formazione UNIPG), Michele Zappia (ex Dirigente del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco – Commissione sicurezza ordine ingegneri della provincia di Perugia), Laura Chiucchiurlotto (vice presidente AIPAC).

Come la comunicazione può trasformare la consapevolezza ambientale in scelte e comportamenti più sostenibili. Il panel dal titolo “Il pianeta che vogliamo: comunicare per cambiare” (ore 17:30, Fondazione Perugia) punta, inoltre, a riflettere sul ruolo dei linguaggi nel promuovere comportamenti e stili di vita più sostenibili, raccontando anche il percorso della campagna “Voglio un pianeta così” del Parlamento Europeo. Oltre ad Angelica De Vito, consulente ONU per i migranti climatici, interverranno Caroladivù (divulgatrice scientifica e content creator), Lotta (musicista e attivista climatica), Paolo Iabichino (scrittore, direttore creativo, Maestro alla Scuola Holden), Lucia Pecorario (Parlamento Europa in Italia). A moderare sarà Simone Clemente (Chora Media).

Il giornalista, autore e divulgatore Emilio Cozzi sarà poi in dialogo con Andrea Patassa, Astronauta ESA, all’interno del panel “Geopolitica dello spazio e nuove frontiere del potere” (ore 18:30, Centro Servizi Camerali Alessi). Lo spazio non è più solo dominio della scienza: è diventato terreno di competizione strategica tra potenze, campo di applicazione di tecnologie militari e civili, arena in cui si ridefiniscono gli equilibri geopolitici globali. Cozzi, tra i più attenti osservatori italiani del settore spaziale, guida una conversazione sulle nuove geografie del potere che si stanno disegnando oltre l’atmosfera.

Eco Sanfra 2026 nella fascia serale propone al pubblico anche degli spettacoli tra consapevolezza e memoria. Giovedì 24 settembre (ore 21, Auditorium San Francesco al Prato) si inizia con “Madre Patria – Dialoghi con Rudolf // Processo a Nureyev” di Mario Acampa (testo e regia) dedicato a Rudolf Nureyev. Insieme al conduttore televisivo, autore e compositore Acampa ci sarà anche Elisa Lombardi (attrice, cantante, ballerina). Coreografie e danzatori a cura della Compagnia EgriBiancoDanza. Spettacolo audiodescritto per il pubblico con disabilità visiva grazie al Centro Diego Fabbri ETS di Forlì, nell’ambito del Progetto Cultura No Limits – Teatro No Limits.

Note di regia – Il 16 giugno del 1961, con una scena degna di un film d’azione, Rudolf Nureyev spicca il suo grande “salto verso la libertà”. L’avvenimento, riportato con entusiasmo dai media del tempo, infiamma l’opinione pubblica colpita dall’impresa del geniale ballerino del Kirov che aveva osato sfidare il KGB. Bloccato all’aeroporto di Parigi dagli agenti dei servizi segreti russi che intendono riportarlo in madrepatria, infatti, Nureyev fugge e, irremovibile, firma la domanda di asilo politico che segna l’inizio di una nuova fase della sua vita e della sua carriera, ma che lo condanna in contumacia per Alto Tradimento alla Madre Patria. Mario Acampa, autore, regista e interprete di Rudolf, ricostruisce introno a questo episodio la vita di uno dei più amati e discussi ballerini dei nostri tempi, inquadrandola in un reading emozionale e performativo. Un vero e proprio interrogatorio tra Rudolf e un’agente del KGB (interpretata da Elisa Lombardi) intenta a dimostrare la sua tesi: la fuga dall’unione sovietica di Nureyev è un piano premeditato, ma che darà a Rudy l’occasione per raccontare finalmente la sua verità. Durante i dialoghi riemergono i momenti più felici e più dolorosi della sua esistenza, si scopre la maniera travagliata nella quale è venuto al mondo su un treno della transiberiana, il complicato rapporto con il padre, la separazione dalla madre, l’indiscusso amore per la danza che lo spinse a cercare la libertà al di fuori della sua Madre Patria.

Eco Sanfra è un evento promosso da associazione Eterìa Ets realizzato in compartecipazione con la Camera di Commercio dell’Umbria, Fattoria Creativa e Regusto e in collaborazione con Rai Umbria. Il festival è patrocinato da Parlamento Europeo, Unesco Wwap – World water assessment programme, Ispra, Regione Umbria, Comune di Perugia, Comune di Terni, Comune di Assisi, Comune di Spoleto, Sacro Convento di Assisi, Università degli studi di Perugia e Università per Stranieri di Perugia, Pefc Italia, Auri, Arpa, Fondazione Perugia. Numerosi i partner e le aziende private che hanno contribuito alla realizzazione del festival.

San Terenziano, la Cava Rosa diventa un anfiteatro

La Cava di Monte Pelato – Cava Rosa di San Terenziano ha fatto da insolito scenario ad arte, cultura, musica, portate Cantieri Culturali e Calar, insieme a Fuori dalle Scatole APS, grazie alla collaborazione con GMP S.p.A. e al sostegno del Comune di Gualdo Cattaneo.

La giornata ha rappresentato una sfida importante: aprire eccezionalmente al pubblico un luogo produttivo e trasformarlo, nel rispetto della sua identità, in uno spazio capace di mettere in relazione cultura contemporanea, territorio, impresa e nuove generazioni.

Il programma ha alternato momenti culturali, artistici e musicali, coinvolgendo associazioni, professionisti, istituzioni e giovani, fino alla programmazione musicale firmata Calar.

“San Terenziano ci ha portato a lavorare all’interno di un contesto completamente diverso rispetto ai luoghi attraversati fino ad oggi. La risposta ricevuta ci rende particolarmente soddisfatti e rafforza la nostra volontà di continuare a costruire progetti capaci di mettere in relazione luoghi, cultura e nuove generazioni”, spiegano gli organizzatori di Cantieri Culturali, Calar e Fuori dalle Scatole APS.

Un ringraziamento particolare, da parte degli organizzatori, va al sindaco Enrico Valentini, al Comune di Gualdo Cattaneo e alle istituzioni coinvolte, “per aver creduto nel progetto e averne sostenuto la realizzazione e lo sviluppo”, e a GMP S.p.A. “per la fiducia e la disponibilità dimostrate e per aver aperto le porte della Cava Rosa, rendendo possibile un’iniziativa così particolare”.

L’esperienza di San Terenziano si inserisce in un percorso che ha già attraversato Villa del Colle del Cardinale, Palazzo Trinci, l’Anfiteatro Fausto Romano e l’Area Archeologica di Carsulae, continuando a sperimentare nuove forme di dialogo tra patrimonio, territorio e linguaggi contemporanei.

L’obiettivo è ora dare continuità a quanto costruito, facendo dell’esperienza della Cava Rosa l’inizio di nuove collaborazioni e progettualità sul territorio.

Umbria Lavoro Fest, fissati 300 colloqui | Il programma

Presentato il programma dell’Umbria Lavoro Fest, l’evento regionale dedicato all’occupazione promosso dalla Regione Umbria e da ARPAL Umbria nell’ambito delle politiche di coesione del Programma regionale FSE+ 2021-2027.

L’evento, in programma l’1 e il 2 ottobre presso il Centro Direzionale ‘Il Tulipano’ di Terni, si presenta con un claim che ne sintetizza lo spirito: “Partecipa ai colloqui di lavoro, scopri le aziende, ascolta gli esperti, incontra le istituzioni”.

La manifestazione si aprirà con l’inaugurazione ufficiale dei nuovi spazi del Centro per l’Impiego di Terni, appena ultimati all’interno de ‘Il Tulipano’ grazie ai fondi del Pnrr. Al taglio del nastro sarà presente la Presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, che darà anche il via ai lavori del tavolo strategico ‘Lavoro, sviluppo, giovani: verso Umbria 2030’, un momento cruciale in cui istituzioni, sindacati e associazioni datoriali tracceranno le linee guida del futuro economico umbro.

Il programma

La due giorni sarà animata da un programma pensato per rispondere alle esigenze di ogni categoria professionale con un taglio particolarmente rivolto ai giovani. Ogni convegno (nella Sala ‘Santoloci’) sarà a cura dell’assessore di riferimento con il cardine della trasversalità rispetto ai temi del lavoro: Cultura e Creatività, il vicepresidente della Regione Tommaso Bori guiderà il panel dedicato alla nuova legge regionale, tra tutele per i lavoratori e opportunità per le imprese creative; Transizione Ecologica, l’assessore Thomas De Luca condurrà il confronto sull’economia green, le nuove filiere del lavoro a Terni e le competenze del futuro; Agricoltura e Legalità, sarà l’assessora Simona Meloni a presiedere i lavori su sviluppo rurale, lavoro agricolo e strumenti di lotta al caporalato; Giovani e Formazione, un panel dedicato al progetto di Pentima e alla formazione professionale con Università, ITS e IFTS, con la partecipazione dell’assessore Fabio Barcaioli. Infine inclusione e mercato del lavoro, De Rebotti curerà i focus sul lavoro come strumento di inclusione sociale, sul benessere organizzativo e sulle riforme del mercato del lavoro.
Parallelamente all’attività istituzionale la ‘Piazzetta Il Tulipano’ e gli spazi del CPI ospiteranno circa 20 workshop pratici e interattivi per chi cerca lavoro: si parlerà di autoimpiego per gli under 35 (con le novità del DL 60/2024), di come usare l’intelligenza artificiale ‘senza ansia’ con l’esperta Sonia Montegiove. Di IA si parlerà anche con Fabiana Andreani divulgatrice e tiktoker specialista in orientamento e lavoro per under 35, anche su come “smontare le leggende metropolitane sul mondo professionale e sull’uso dell’IA”. A questo si aggiungono i “Corner Permanenti” sempre attivi: spazi per la revisione del CV in tempo reale, simulazioni di colloqui, orientamento Eures per l’estero e consulenze su misura.

“La prima edizione dell’Umbria Lavoro Fest riporta in Umbria un evento interamente dedicato al lavoro e alle politiche attive e lo fa scegliendo Terni, una città che rappresenta uno dei cuori produttivi della nostra regione”, ha dichiarato l’assessore regionale allo Sviluppo Economico e alle Politiche del Lavoro, Francesco De Rebotti. “È un segnale importante per il valore che vogliamo attribuire alle politiche capaci di accompagnare le trasformazioni economiche. Il programma è ricchissimo per costruire un appuntamento realmente utile, capace di far incrociare domanda e offerta e di affrontare le grandi questioni per il futuro dell’Umbria”.

“Per l’Agenzia, Umbria Lavoro Fest – ha aggiunto Tiziana Ciprini, Amministratrice Unica di Arpal Umbria – rappresenta un nuovo punto di partenza, l’occasione per presentare ai cittadini una profonda riforma orientata all’efficienza. L’Umbria Lavoro Fest vuole togliere ansia e negatività dalla ricerca del lavoro e trasformarla in un momento di confronto e di azione, con workshop pratici dedicati alla scrittura del CV, alla gestione dei colloqui e all’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale. Anche l’area bimbi gratuita va nella direzione di rendere l’iniziativa realmente accessibile, aiutando chi deve conciliare famiglia e ricerca attiva di lavoro. È questa la nuova ARPAL che vogliamo raccontare”.

Le richieste

La campagna social per sensibilizzare la categoria dei neet partita da settimane (con l’hashtag #ULF) ha incuriosito oltre 5.000 utenti che in questi 10 giorni hanno cliccato sul link alle offerte di lavoro. Significativo è stato l’invio da parte di ARPAL di circa 20.000 email mirate a tutti gli iscritti al Centro per l’Impiego, invitandoli a candidarsi alle posizioni aperte. Ad oggi circa 300 colloqui sono stati già fissati per la prima giornata, attraverso la piattaforma web dell’evento generando un intenso calendario di incontri mirati tra candidati e imprese che si svolgeranno direttamente in fiera. Oltre all’area colloqui, i candidati e i visitatori potranno interagire liberamente con oltre 50 desk informativi animati da aziende del territorio, Università, Adisu, ITS, Sviluppo Lavoro Italia, Ministero del Lavoro e Camera di Commercio.

Paolo Sereni, direttore di Arpal Umbria, ha sottolineato come i dati sulle candidature restituiscano una platea eterogenea e trasversale: “I candidati ai colloqui dell’Umbria Lavoro Fest presentano un profilo demografico molto vario, con una maggioranza femminile che raggiunge il 56%, rispetto al 44% di presenze maschili. L’età dei partecipanti attraversa praticamente l’intera vita lavorativa, dai neo-maggiorenni fino ai profili senior di 65 anni: l’età media è di 35,3 anni e la metà esatta della platea è composta da under 32. La fascia più numerosa è quella tra i 18 e i 25 anni, che rappresenta il 29,6% dei candidati, seguita dai 26-35enni con il 28,8%. Significativa anche la presenza di persone in cerca di ricollocamento tra i 46 e i 55 anni, che rappresentano il 20% del totale. Seguono le fasce 36-45 anni, con il 14,4%, e gli over 55, con il 7,2%. Anche sul fronte della provenienza emerge una componente diversificata: l’81,6% dei candidati è nato in Italia, mentre il 18,4% è nato all’estero”.

L’Umbria Lavoro Fest nasce anche come un momento di festa e networking per tutta la comunità. L’evento avrà una spiccata dimensione digitale: la postazione ‘Terrazza On Air’ trasmetterà dirette streaming e interviste a getto continuo per raccontare l’evento live.
L’inclusività sarà, inoltre, un valore fondante: altre all’Agorà digitale per le connessioni e interventi anche a distanza, per supportare concretamente le famiglie è stata predisposta un’Area Bimbi gratuita, permettendo ai genitori di sostenere i colloqui o seguire i convegni con la massima serenità. Infine, a chiudere l’intensa agenda delle due giornate, non mancheranno momenti di networking informale con aperitivo e musica, per celebrare il lavoro in un clima contemporaneo, sereno e costruttivo.

Tutti i dettagli, il programma completo, gli orari e le offerte di lavoro sono disponibili tramite la web app dedicata sul sito www.umbrialavorofest.it

Uil: “Meno pressione fiscale, più sanità”. E Ronzoni chiede responsabilità alle amministrazioni locali

In piazza IV Novembre, a Perugia, il primo evento della Uil, dopo il congresso nazionale di Padova, sui temi del contrasto alla fiscalità locale, a tutela del potere d’acquisto dei cittadini, e per la difesa della sanità. Sul palco, in una tavola rotonda, si sono confrontati il professor Paolo Polinori, docente ordinario del Dipartimento di Economia dell’Università degli Studi di Perugia, il professor Arcangelo Liso, vicedirettore del Dipartimento di Medicina dell’UniPg. E poi sono seguiti gli interventi del Rettore dell’Università, Massimiliano Marianelli e della presidente della Regione, Stefania Proietti. In chiusura il segretario organizzativo nazionale Emanuele Ronzoni.

Ad aprire la mattinata l’intervento dal palco del segretario generale Uil Umbria, Maurizio Molinari. “Oggi iniziamo una nuova stagione, dopo il Congresso di Padova. Una stagione di partecipazione, di ascolto ma soprattutto di battaglie concrete. Battaglie in difesa del potere d’acquisto delle lavoratrici, dei lavoratori e dei pensionati, già duramente colpito dall’aumento del costo della vita, dall’inflazione e dal prezzo della benzina, che ha superato i due euro e mezzo. Questo in Umbria vuol dire partire da due temi che si intrecciano profondamente: la sanità e la tassazione. Siamo preoccupati perché i cittadini aspettano da mesi una visita o un esame e per riuscire a curare in tempi accettabili devono andare dai privati. Siamo preoccupati anche per i lavoratori del sistema sanitario regionale. Siamo perfettamente consapevoli che, con l’inflazione e con l’aumento dei costi, il Fondo sanitario nazionale debba essere finanziato maggiormente. Ma dobbiamo guardare anche alle responsabilità e alle scelte che riguardano la nostra regione, dove c’è una pianta organica ferma al 2009 e strumentazioni obsolete. Sappiamo che la presidente Stefania Proietti e la direttrice Daniela Donetti hanno preso in mano una situazione complessa, ma adesso è arrivato il momento di dare risposte concrete: ai cittadini, ai territori e al personale sanitario. E alla sanità si lega inevitabilmente il secondo grande tema della giornata: quello delle tasse. Sull’aumento della tassazione regionale abbiamo espresso contrarietà perché riteniamo sbagliato chiedere ancora una volta sacrifici ai soliti noti. Oggi che quell’aumento c’è, serve capire quando finirà e quali investimenti sono stati fatti. Quelle risorse devono produrre risultati misurabili”.

Da Molinari un plauso invece al patto “Umbria 2030”, che sarà lo strumento di partecipazione e di ascolto della Regione, dal quale “ci aspettiamo concretezza”.

Nella tavola rotonda i due accademici, confrontandosi con il segretario umbro Molinari e il nazionale Ronzoni, hanno tracciato un quadro completo della situazione dei conti delle amministrazioni pubbliche, che si trovano sempre di più a fare i conti con le sfide moderne come la sanità pubblica da garantire, il tpl. “Politiche che suscitano anche particolare attenzione sul fronte delle aspettative”. Quindi l’intervento del Magnifico Rettore Marianelli: “Il confronto con i sindacati è essenziale – ha detto Marianelli – per cercare soluzioni”, evidenziando la necessità della formazione che è alla base di cura e assistenza. “E se indeboliamo la formazione, anche l’assistenza e la ricerca vengono meno”.

Quindi l’atteso intervento della presidente Proietti che ha ribadito l’interesse per gli enti di mediazione, fondamentali per il governo della cosa pubblica. “Avete scelto di occuparvi di due temi importanti, temi nazionali che si intersecano con l’attività della Regione. Non possiamo non ricordare che la sanità pubblica è definanziata da tanti anni. E quando siamo arrivati, per gestire la macchina, abbiamo dovuto scegliere se procedere al commissariamento o all’uso della leva fiscale. Certo è che la nostra manovra ha delle imperfezioni sugli scaglioni, potremmo pensare di usare una gradualità diversa”. Sugli utilizzi, la presidente Proietti ha tracciato molti esempi: dagli abbonamenti unici a 70 euro, passando per gli investimenti sull’Università, con le scuole di specializzazione, o il personale sanitario”. Conclusioni affidate al segretario Ronzoni: “Abbiamo chiesto responsabilità agli amministratori locali. Ora confrontiamoci e vogliamo stare nel merito, per aiutare le persone. Chiederemo conto anche all’Unione europea, nei prossimi giorni”.

Turismo in Umbria, in crescita arrivi e presenze nei primi 8 mesi

Nei primi otto mesi del 2026 l’Umbria registra 2.102.894 arrivi, in crescita del 3,9%, e 5.687.359 presenze, aumentate del 3,1% rispetto al 2025.

Sono i dati delle rilevazioni regionali. Che l’assessora regionale al Turismo, Simona Meloni, commenta così: “Il confronto con gli anni precedenti permette di comprendere meglio la dimensione di questo percorso: rispetto al 2024 gli arrivi crescono del 12% e le presenze del 12,6%; rispetto al 2023 gli incrementi raggiungono rispettivamente il 17,6% e il 18,8%. Un andamento che prosegue dopo un 2025 chiuso con quasi 8 milioni di presenze, oltre un milione in più rispetto al 2023”.

Per Meloni questi dati rappresentano la certificazione di un grande lavoro che la Regione sta portando avanti e che è stato riconosciuto anche a livello nazionale sia per la qualità delle campagne di promozione che con il secondo posto tra le regioni italiane per la crescita dei flussi turistici.

“Anche agosto merita una lettura articolata. Rispetto al 2025 registriamo una flessione, ma rispetto all’agosto 2024 i valori sono superiori del 3,7% e dell’1,4%, mentre sul 2023 la crescita raggiunge l’8,4% negli arrivi e il 5% nelle presenze – spiega Meloni. Le criticità estive riguardano soprattutto il mercato internazionale. Ad agosto gli arrivi stranieri diminuiscono del 14,9% rispetto al 2025, mentre quelli italiani crescono dell’1,8%. Nei primi otto mesi, tuttavia, il mercato domestico registra un incremento dell’8,9% negli arrivi e del 6,8% nelle presenze”.

Le cause della flessione internazionale, evidenziano dalla Regione, vanno riferite anche alle tensioni geopolitiche, al caldo eccezionale e alle difficoltà nei trasporti, in particolare con lo stop ai collegamenti ferroviari con Firenze. Condizioni e fenomeni simili anche ad altre aree d’Italia, in particolare quelle a prevalenza collinare, con regioni che hanno subito contraccolpi anche più forti in termini di flussi rispetto all’Umbria. “Tra luglio e agosto, in particolare, la circolazione ferroviaria sulla Perugia-Terontola è rimasta sospesa per lavori, con modifiche ai collegamenti e servizi sostitutivi. La provincia di Perugia ha inoltre registrato numerose giornate di allerta rossa per il caldo. Sono fattori concreti, il cui impatto sui flussi turistici richiede ulteriori verifiche – spiega Meloni. La nostra programmazione va avanti e punta a rafforzare l’attrattività della regione attraverso promozione internazionale, turismo lento, cammini, ciclovie e valorizzazione delle aree interne. Continueremo a lavorare con gli operatori per affrontare le criticità e consolidare i risultati – puntualizza l’assessora regionale -. Il turismo va valutato attraverso dati completi, confronti omogenei e attenzione ai singoli mercati. È su questa base che intendiamo misurare l’efficacia delle politiche regionali e programmare i prossimi interventi, un’analisi completa e non a spot che ci consente di avere una visione complessiva e solida, evitando inutili allarmismi”.

Sale la dotazione delle imprese umbre, ma l’immateriale perde terreno

Imprese umbre, nel 2025 gli investimenti spingono il capitale. La dotazione media sale infatti del 16,8%, ma l’immateriale perde terreno

L’analisi della Camera di Commercio dell’Umbria sui 10.714 bilanci (quasi il 70% del totale) dell’esercizio 2025 già depositati mostra una forte crescita delle immobilizzazioni, al netto di quelle finanziarie e delle altre poste estranee all’attività operativa: il valore medio sale da 767.147 a 896.387 euro per società. L’incremento raggiunge il 18,4% nella provincia di Perugia e l’11% in quella di Terni. A trainare sono fabbricati, impianti e macchinari, mentre il capitale immateriale arretra del 2,5%. Il Comune di Perugia accelera, Terni avanza ma con un passo un po’ più lento.

Un’impresa umbra entra nel 2025 con 767.147 euro di capitale operativo netto e ne esce con 896.387. La differenza è di 129.240 euro per società: un aumento del 16,8% in un solo anno, che porta la dotazione media vicino alla soglia dei 900 mila euro.
Il dato emerge dall’analisi della Camera di Commercio dell’Umbria sui bilanci dell’esercizio 2025 già depositati nel Registro delle imprese. L’esame riguarda esclusivamente le immobilizzazioni materiali e immateriali. Sono escluse le immobilizzazioni finanziarie e le altre poste non direttamente riconducibili alla struttura operativa.

Sotto osservazione c’è quindi il capitale collocato nel cuore dell’attività d’impresa: fabbricati, impianti, macchinari, attrezzature e mezzi, insieme a software, brevetti, licenze, costi di sviluppo e altri beni immateriali destinati a produrre valore nel tempo.
I bilanci disponibili sono 10.714, su poco più di 15.400 società di capitali tenute alla presentazione: una copertura del 69,6%, contro il 75,4% raggiunto finora a livello nazionale. I dati non sono ancora definitivi, ma la platea osservata è sufficientemente ampia per delineare la direzione del movimento.

Che cosa possiamo dire degli investimenti

Le immobilizzazioni indicano quanto capitale rimane iscritto in bilancio dopo gli ammortamenti, cioè dopo la quota annuale con cui viene contabilizzato il consumo dei beni utilizzati dall’impresa.
Non misurano direttamente l’intero valore dei nuovi investimenti lordi. Per ottenere quella cifra bisognerebbe sommare alla variazione delle immobilizzazioni gli ammortamenti del 2025 e considerare anche cessioni, svalutazioni, rivalutazioni, fusioni e altre operazioni straordinarie.
Il confronto permette però di misurare il risultato finale di questi movimenti. Nel perimetro dei bilanci disponibili, il capitale materiale e immateriale aumenta mediamente di 129.240 euro per società. Nell’ordinaria dinamica contabile, significa che acquisti, lavori capitalizzati e altri incrementi hanno assorbito gli ammortamenti e lasciato un’aggiunta netta di capitale.
Non conosciamo ancora, attraverso queste sole voci, l’importo completo degli investimenti lordi. Conosciamo però il loro effetto sulla dotazione operativa: dopo avere scontato il consumo contabile del capitale precedente, l’impresa umbra media dispone di 129.240 euro in più rispetto al 2024.

Il 22% delle imprese, fino al 75% del fatturato

Le società di capitali costituiscono circa il 22% delle imprese umbre, ma producono tra il 70 e il 75% del fatturato regionale. Il loro andamento non coincide con quello dell’intero sistema economico, nel quale operano anche ditte individuali e società di persone, ma ne misura la componente largamente prevalente per ricavi, patrimonio e capacità di investimento.

La crescita non è stata lineare. Nel 2020 il capitale operativo netto aveva raggiunto una media di 747.116 euro per società. Era poi diminuito, prima di superare quel livello nel 2024, quando era salito a 767.147 euro. Il passaggio a 896.387 euro colloca il 2025 molto al di sopra del precedente massimo.
Nel 2024 la dotazione media di una società umbra risultava superiore a quella nazionale: 767.147 euro contro 549.625. Il confronto va comunque letto con cautela, perché il numero e la composizione dei bilanci disponibili possono cambiare durante l’anno. Nel 2023, per esempio, la media italiana aveva raggiunto 880.896 euro, superando quella umbra.

Sul piano complessivo, le immobilizzazioni materiali e immateriali delle società umbre erano passate da 9,879 miliardi di euro nel 2019 a 11,817 miliardi nel 2024. I bilanci 2025 finora acquisiti, pur rappresentando il 70% circa di quelli attesi, sommano già circa 9,6 miliardi.

Perugia accelera, Terni avanza

La crescita attraversa entrambe le province, ma con velocità differenti.
Nella provincia di Perugia il capitale operativo medio passa da 825.654 a 977.754 euro per società. L’incremento è di 152.100 euro, pari al 18,4%.
Nella provincia di Terni si sale da 583.890 a 648.038 euro: 64.148 euro in più, corrispondenti all’11%. Il Ternano avanza quindi a doppia cifra, ma con un passo inferiore a quello del Perugino.

Il divario diventa più marcato osservando i due capoluoghi. Nel comune di Perugia la media cresce da 798.962 euro a circa 1,024 milioni, con un balzo del 28,2%. Nel comune di Terni passa da 671.829 a 734.952 euro, in aumento del 9,4%.
I valori sono attribuiti in base alla sede dell’impresa. Descrivono dunque il capitale delle società registrate nei rispettivi territori, non necessariamente il luogo fisico nel quale ogni investimento è stato realizzato.

La crescita è tutta materiale

Il risultato complessivo nasce da due movimenti molto diversi. Le immobilizzazioni materiali — fabbricati, impianti, macchinari, attrezzature e mezzi — aumentano in media da circa 683.470 a 814.774 euro per società. Sono 131.304 euro in più, pari al 19,2%.
La componente immateriale percorre la strada opposta. Il suo valore complessivo, nel quale rientrano software, brevetti, licenze, costi di sviluppo e altre attività immateriali, scende da 83.677 a 81.613 euro per impresa. La diminuzione è di 2.064 euro, pari al 2,5%. Il conto finale è quindi composto da 131.304 euro di capitale materiale in più e 2.064 euro di capitale immateriale in meno, per un aumento netto complessivo di 129.240 euro per società.

Nel 2025, per ogni euro contabilizzato nelle immobilizzazioni immateriali, le imprese umbre ne registrano quasi dieci in fabbricati, impianti, macchinari e altre dotazioni fisiche. Il capitale operativo cresce, ma l’espansione resta concentrata nella sua componente materiale.
Rispetto al 2019 un progresso dell’immateriale rimane: allora il valore medio si fermava a 54.667 euro per impresa, quasi un terzo meno degli 81.613 euro attuali. Nell’ultimo esercizio, però, quella crescita si è interrotta mentre la componente materiale registrava l’aumento più consistente del periodo esaminato.

La dichiarazione

Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria: “I bilanci già depositati descrivono un sistema imprenditoriale che nel 2025 ha rafforzato in misura consistente la propria base produttiva. L’aumento riguarda entrambe le province e assume un rilievo particolare perché le società di capitali generano una parte rilevante del fatturato regionale delle imprese. Il dato deve essere letto con prudenza, poiché la raccolta non è ancora completa, ma la dimensione del campione rende la tendenza significativa. Accanto alla crescita di fabbricati, impianti, macchinari e altre dotazioni fisiche emerge però la flessione del capitale immateriale. Software, brevetti, sviluppo e competenze sono decisivi per la produttività e la capacità competitiva. La solidità materiale delle imprese umbre è una base importante da accompagnare con una maggiore propensione a investire in innovazione e conoscenza. È qui la grande sfida vincere e sui la Camera di Commercio dell’Umbria è fortemente impegnata”.

Orvieto, la città che sta scomparendo | I dati Istat certificano il crollo demografico

In una regione che invecchia e perde abitanti a vista d’occhio, c’è chi va peggio di tutte le altre e quella città è Orvieto. La dimensione dei 900 mila abitanti è ormai un ricordo sempre più lontano per una regione che a metà 2026 è ormai ridotta ad un numero complessivo di abitanti pari ad 850 mila unità.

Le statistiche elaborate dall’Istat mostrano un proiezione di calo costante anche per i prossimi anni. Nel 2025 l’Umbria che è la quinta regione più vecchia d’Italia, sarà popolata da 703 mila persone che diventeranno 660 mila nel 2050. In questo contesto a perdere residenti sono soprattutto i centri medio piccoli con tendenze e previsioni horror soprattutto per Orvieto che, da qui al 2025, avrà perso un quinto della popolazione attuale e quindi è destinata a trasformarsi in un paese da 15 mila abitanti considerano il punto di partenza di maggio 2026 che segna quota 18 mila e 900.

Una lenta agonia, che l’Istat ha già fotografato da tempo, avendo registrato la perdita annua di 220 abitanti dall’inizio del 2019 fino alla fine del 2025. Mancanza di opportunità di lavoro, un sistema economico che ruota ormai in larga parte solo intorno al turismo, un mercato immobiliare alle stelle e l’assenza di politiche di housing sociale per mettere sul mercato abitazioni a prezzi abbordabili sono le cause principali di un irreversibile stillicidio che descrive la lenta e progressiva scomparsa di quella che è ormai ridotto ad essere l’undicesimo centro abitato della regione.

In un contesto umbro che segna una quasi generalizzata recessione economica, non tutti i territori però vanno male, ce ne sono anzi alcuni che procedono in totale controtendenza rispetto allo spopolamento generalizzato. E’ il caso, ad esempio, di Corciano che continuerà ancora a crescere da qui ai prossimi nove anni e che nel 2025 non avrà subito alcuna decurtazione di residenti, ma la stessa tendenza accomuna anche Deruta e Passignano con Bastia e Magioni che denotano sofferenze demografiche quasi irrilevanti. Anche Narni è messa male seppur non come Orvieto.

Nei primi sei mesi del 2026, in tutta la regione ad avere il segno positivo sono soltanto 28 comuni mentre tutti gli altri territori, ossia gli altri 64 comuni, al 30 giugno hanno un bilancio in rosso. Tra le città che se la cavano meglio ci sono Perugia (150 abitanti in più); Città di Castello (30); Deruta (41); Magione (21); Marsciano (20).

“La Grande Ciclovia di Larth”, 370 km in tre regioni

“La Grande Ciclovia di Larth è un progetto ambizioso a cui, come amministrazione comunale, guardiamo con grande interesse perché va a completare un’offerta turistica come quella dei cammini di trekking che stanno contribuendo a movimentare in maniera significativa il turismo nel nostro territorio. La prospettiva a cui lavorare insieme adesso è quella di valorizzare queste presenze anche per promuovere tutte le attività delle nostre zone, a partire delle cantine e i frantoi ma anche le fornaci che sono un elemento caratteristico di Castel Viscardo al cui interno è ancora possibile ammirare le tecniche di lavorazione che sono le stesse in uso dall’antichità. Noi ci stiamo attrezzando in maniera concreta per accogliere i cicloturisti. I nostri imprenditori sono interessati ad entrare in questo progetto. Complimenti per aver messo intorno al tavolo tanti soggetti“. Cosi il sindaco di Castel Viscardo Daniele Longaroni intervenendo venerdì pomeriggio alla presentazione del progetto di cicloturismo la Grande Ciclovia di Larth per iniziativa di Destinazione Orvieto, avvenuta a Rocca Ripesena nel contesto della tradizionale festa Note di Rose. Fioritura d’autunno” promossa dall’associazione “Rocca Ripesena. Il Paese delle Rose”. Longaroni ha anche annunciato l’imminente installazione di colonnine per la ricarica elettrica.

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Alla presenza di oltre duecento persone tra cui numerosi imprenditori e molti ciclisti, i responsabili del circuito di imprese di Destinazione Orvieto hanno illustrato il progetto della Grande Ciclovia di Larth che si estende per 370 chilometri attraverso Umbria, Lazio e Toscana, toccando 21 comuni in tre provincie. Assente Luca Sbarra, impegnato ad accompagnare un gruppo di camminatori di trekking, gli onori di casa sono stati fatti da Antonella Cannas, Emanuele Rossi, Claudio Lattanzi e Nicola Tavolacci, l’ideatore del progetto e vera anima tecnica ed operativa dell’intera iniziativa che coinvolge decine di operatori economici.

Lattanzi ha sottolineato la continuità tra la Grande Ciclovia di Larth e i due cammini dell’intrepido Larth e del cammino del miracolo del Corpus domini frequentati attualmente da 4 mila turisti all’anno per un indotto economico pari a centinaia di migliaia di euro a favore dell’economia locale. “Con il cicloturismo chiuderemo il cerchio, ponendo Orvieto al centro delle tendenze più innovative, significative ed interessanti del turismo contemporaneo. Sono state infatti 49 milioni le presenze di cicloturisti in Italia nel corso del 2025, generando un impatto economico stimato in 6,4 miliardi di euro, secondo il rapporto “Viaggiare con la bici” di Isnart-Unioncamere e Legambiente. Puntiamo a collocare Orvieto al centro di questo movimento esattamente come è stato fatto con il trekking”.
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Antonella Cannas ha sottolineato il coinvolgimento generale della comunità, dal momento che “La forza turistica non è concentrata solo nel centro storico, ma nella ricchezza di una offerta varia e diffusa. La nostra impostazione è quella di coinvolgere il maggior numero possibile di persone e di operatori nei benefici che arreca il turismo e, al tempo stesso, fare squadra con tutti i soggetti presenti nella nostra zona per migliorare l’offerta, ma anche per commercializzare una serie di prodotti che vengono dalle nostre botteghe nel settore dell’artigianato, della gastronomia e dell’enologia. Questo tipo di offerta costituisce inoltre uno strumento essenziale per destagionalizzare il turismo nella bassa stagione“.

A tal proposito, è stato citato il caso di  Chiara Fiorentini titolare della cantina Freddano che festeggia quest’anno il suo primo secolo di storia e che  ha offerto il vino del successivo aperitivo e dalla cui cantina escono le due etichette del vino di Larth “Intrepido” e “Guerriero”.  Presente anche Marco Cavastracci titolare del negozio “Iron bike” ed anima commerciale del progetto cosi come Giovanni Urbani presidente della pro loco di Allerona che rappresenta il punto di collegamento con una parte di primo piano del territorio.

Tra gli interventi si è segnalato anche quello di un grande sostenitore ed ispiratore della Grande Ciclovia di Larth come Gianluca Pizzuti, titolare della azienda Basalti Orvieto, imprenditore di primo piano e vicino al progetto fin dalla prima ora come dei suoi massimi propugnatori. Un particolare ringraziamento è stato rivolto a Daniela Cannas che ha svolto un prezioso e costante lavoro dietro le quinte su vari fronti cosi come a Simone Mescolini che ha messo a disposizione le sue foto e Nico Di Loreto che ha realizzato il video di presentazione.

Le promotrici  del progetto “Rocca Ripesena il paese delle rose” Monia Pieroni la giornalista di Rai Due Daniela Colucci che stanno svolgendo uno straordinario lavoro di rigenerazione del  paese insieme a tutti i volontari dell’associazione, hanno salutato i convenuti ed apprezzato il progetto che transita per la Rocca.

Nicola Tavolacci ha illustrato nel dettaglio la ciclovia “Che non è solo un itinerario cicloturistico ma un’immersione nel fascino antico delle terre etrusche. Un viaggio sui pedali nel corso del quale si incontrano tre regioni e i comuni di Orvieto, Fabro, Bolsena, Castel Giorgio, Castel Viscardo ,San Lorenzo, Acquapendente ,Monteleone, Montegabbione, Porano, Parrano, Lubriano, Bagnoregio, Alviano, Montecchio Baschi,Guardea, San Venanzo, Allerona, San Casciano Castiglione in Teverina. Quattro vie compongono il grande anello e possono essere percorse, se non si ha abbastanza tempo, anche in modo indipendente con tappe di rientro su Orvieto. La Via Etrusca a sud/est di Orvieto, la Via delle Colline a est/nord di Orvieto, la Via Umbro-Toscana a nord/ovest di Orvieto, la Via dai castelli al lago di Bolsena a ovest/sud di Orvieto. I paesaggi collinari, i castelli, i laghi, le acque termali, questo è ciò che l’anello della Grande Ciclovia di Larth offrirà ai cicloturisti che la percorreranno”. Lo stesso Tavolacci ha annunciato l’imminente avvio di ulteriori percorsi di bike settoriali.

Nicola e Antonella sono anche gli autori della guida che è già in italiano, inglese ed olandese sul sito della casa editrice Intermedia Edizioni alla cui impaginazione ha lavorato il grafico Paolo Pero.

Presenti anche il vice sindaco di Castiglione in Teverina Gianluca Costantini e il consigliere comunale Mario Marchetti. I consiglieri comunali di Orvieto Roberta Palazzetti e Federico Giovannini, l’esponente del M5S Roberto Selvaggini, l’ex sindaco di Orvieto Stefano Cimicchi. Assente l’amministrazione comunale di Orvieto.