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Autore: Redazione

Ex Spoleto-Norcia, il piano da 20 milioni per recupero e valorizzazione turistica

Oltre 20 milioni di euro per il ripristino e la valorizzazione a fini turistici della ex ferrovia Spoleto-Norcia. La Regione Umbria, nel ruolo di soggetto attuatore, sta coordinando un programma complessivo di interventi che riguarda il ripristino della percorribilità del tracciato, la messa in sicurezza delle aree più critiche, il recupero degli immobili di servizio e la costruzione di un nuovo modello di valorizzazione turistica.

“L’ex ferrovia Spoleto-Norcia rappresenta molto più di un percorso ciclopedonale – sottolinea l’assessore regionale Francesco De Rebotti-. È un patrimonio che unisce storia, ambiente e sviluppo locale e che può diventare un elemento strategico per la crescita sostenibile di territori straordinari come la Valle Spoletana, la Valnerina, il Nursino e il Casciano. La Regione sta lavorando per restituire piena funzionalità a questa infrastruttura e, allo stesso tempo, costruire una prospettiva di gestione capace di garantirne nel tempo la valorizzazione e la sostenibilità economica”.

Il programma di recupero

Il programma di recupero sta procedendo con diversi cantieri e interventi in parallelo. Lo scorso 10 giugno è stata effettuata la consegna dei lavori per il tratto Caprareccia-Sant’Anatolia di Narco, il cui avvio operativo è previsto per oggi, 29 giugno. L’intervento, della durata stimata di circa nove mesi, prevede il consolidamento della galleria Caprareccia, la posa di reti paramassi nell’area di Vallegiana, la stabilizzazione delle scarpate ferroviarie e la rimozione delle situazioni di potenziale pericolo lungo il tracciato.

È inoltre già attivo il cantiere relativo al tratto Casale Volpetti-Serravalle di Norcia, uno dei passaggi più complessi dell’intero recupero, anche per la necessità di ricostruire sei ponti demoliti dopo la dismissione della linea ferroviaria.

Prosegue anche il percorso per il recupero del tratto Piedipaterno-Balza Tagliata-Casale Volpetti, per il quale è in corso la procedura di gara per l’affidamento dei lavori. Le ulteriori risorse messe a disposizione dalla nuova ordinanza commissariale consentiranno di completare il ripristino della percorribilità nei territori dei comuni di Vallo di Nera, Cerreto di Spoleto e Norcia.

Tra gli interventi previsti rientrano anche la riapertura della galleria San Martino, per la quale è in corso l’affidamento della progettazione, e la ricostruzione del cavalcavia sulla strada statale 685 a Sant’Anatolia di Narco, opera che sarà realizzata da Anas sulla base del progetto finanziato dalla Regione. L’avvio dei lavori è previsto per il prossimo mese di settembre.

Accanto al recupero del tracciato, procede anche il programma di valorizzazione degli immobili di servizio dell’ex ferrovia: sette stazioni, undici caselli e cinque locali tecnici che rappresentano un patrimonio fondamentale per costruire nuove opportunità turistiche e contribuire, attraverso un loro utilizzo sostenibile, anche al mantenimento dell’infrastruttura.

“Stiamo lavorando – prosegue De Rebotti – a un progetto che guarda oltre la semplice riapertura del percorso. L’obiettivo è creare un sistema integrato, capace di mettere insieme cammini, ciclovie, ippovie e sentieri, valorizzando un territorio che ha tutte le caratteristiche per essere protagonista nel panorama nazionale e internazionale del turismo lento”.

Verso la “regionalizzazione”

In questa prospettiva la Regione sta portando avanti anche il percorso per acquisire al proprio patrimonio la ex ferrovia Spoleto-Norcia attraverso gli strumenti previsti dal federalismo demaniale. L’obiettivo è riportare a unità la gestione dell’intero sistema e definire un modello organizzativo capace di coinvolgere istituzioni, territori e soggetti qualificati nel settore della promozione turistica.

“L’ex ferrovia Spoleto-Norcia deve diventare un esempio di come un bene storico possa trasformarsi in una leva concreta di sviluppo. La sfida è costruire una governance solida, capace di coinvolgere il territorio e generare ricadute positive per comunità, imprese e operatori turistici”, conclude l’assessore Francesco De Rebotti.

Commercialisti, nuova alleanza per la formazione a Orvieto

Formazione, aggiornamento professionale e valorizzazione del territorio. Sono questi gli obiettivi della convenzione sottoscritta tra l’Ordine dei dottori Commercialisti e degli esperti Contabili della provincia di Terni e la Fondazione per il Centro Studi ‘Città di Orvieto’.

L’intesa, sottoscritta nella sede della Fondazione, punta a creare un percorso stabile di collaborazione per l’organizzazione di seminari, incontri di approfondimento, convegni e iniziative formative rivolte agli iscritti, con particolare attenzione all’area orvietana. Un progetto che mira a rafforzare la presenza dell’Ordine sul territorio e a offrire nuove occasioni di crescita professionale ai commercialisti.

Alla cerimonia presente anche il sindaco di Orvieto Roberta Tardani, a conferma del valore istituzionale dell’iniziativa e della volontà di consolidare il dialogo tra professioni, amministrazioni e realtà culturali locali. “Un accordo significativo – ha affermato il sindaco Tardani – che mette in rete le competenze e l’esperienza della Fondazione Centro studi ‘Città di Orvieto’ e l’importante patrimonio di professionalità e conoscenza del sistema economico territoriale a disposizione dell’Ordine dei Commercialisti della provincia di Terni. Un’intesa che, per quanto ci riguarda, è funzionale anche al lavoro avviato con il Patto per lo sviluppo sostenibile all’interno del quale la Fondazione già partecipa e che intendiamo aprire all’Ordine dei Commercialisti. Il tema della formazione, come è emerso dal confronto con le categorie produttive, è infatti strettamente legato allo sviluppo economico del territorio e questo accordo, nella cornice del Patto, rappresenta un ulteriore opportunità di sinergia e dialogo”.

“Con questa convenzione – sottolinea il presidente dell’Ordine dei Commercialisti della provincia di Terni Stefano Stellati – intendiamo avvicinare ulteriormente l’offerta formativa ai professionisti e rafforzare il legame tra l’Ordine e il territorio. Orvieto rappresenta una realtà strategica per la nostra categoria e crediamo che investire nella formazione e nel confronto professionale significhi investire nella qualità dei servizi che ogni giorno i commercialisti offrono a imprese, cittadini ed enti pubblici”. Per Stellati, l’accordo rappresenta anche “un’opportunità per valorizzare il ruolo della professione all’interno della comunità locale”. “La collaborazione con la Fondazione per il Centro Studi di Orvieto – ha aggiunto il presidente Stellati – nasce dalla consapevolezza che la crescita professionale passa attraverso il dialogo, la condivisione delle competenze e la costruzione di relazioni solide con le istituzioni e con il territorio. Vogliamo creare occasioni di incontro che consentano ai colleghi di aggiornarsi, confrontarsi e contribuire attivamente allo sviluppo economico e sociale delle comunità in cui operano”.

“La firma della convenzione quadro con l’Ordine dei Commercialisti di Terni rappresenta un passaggio particolarmente significativo nel percorso di apertura della Fondazione verso la comunità cittadina e il territorio – ha dichiarato la presidente della Fondazione per il Centro Studi Città di Orvieto, dottoressa Liliana Grasso –. Questa collaborazione ci consentirà di sviluppare attività congiunte di formazione, ricerca e approfondimento sui temi dello sviluppo economico, sociale e culturale, valorizzando competenze, conoscenze e opportunità di crescita professionale. Sono convinta che il dialogo tra il mondo della cultura, delle professioni e delle istituzioni sia fondamentale per rafforzare il ruolo della Fondazione come luogo di confronto, elaborazione e produzione di conoscenza al servizio della comunità. La convenzione segna l’avvio di una collaborazione che si tradurrà in iniziative concrete e di qualità, capaci di generare valore per il territorio e per le nuove generazioni”.

Sviluppumbria, 83 milioni alle imprese e 14 alle famiglie

Oltre 83 milioni destinati alle imprese e quasi 14 milioni a supporto delle famiglie. Questa la destinazione degli oltre 97 milioni di risorse finanziarie gestite da Sviluppumbria nel 2025.

L’amministratore unico Luca Ferrucci, nel relazionare i presenti, tra cui la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, ha evidenziato anche l’aumento dell’utile netto che si attesta sui 50mila euro. Soddisfazione, quindi, per il lavoro svolto e le politiche messe in campo dall’agenzia regionale è stato quindi espresso da tutti i soci (Regione Umbria, Provincie di Perugia e Terni, Camera di commercio dell’Umbria e Comuni di Umbertide, Città della Pieve, Castel Ritaldi, Montegabbione, Terni, Foligno e Narni) intervenuti.

“L’approvazione del bilancio – ha commentato Ferrucci – rappresenta un importante momento di verifica del lavoro svolto e dei risultati raggiunti. In pochi mesi, a partire dal mio insediamento, abbiamo rafforzato l’equilibrio economico e finanziario della società, con un utile finale che rappresenta la sintesi estrema di questo lavoro, passato da 32mila euro nel 2024 a oltre 50mila euro nel 2025. Questo è stato possibile grazie anche a una riduzione significativa, senza impattare sulla qualità del lavoro svolto, dell’esternalizzazione dei servizi, con una riduzione di spesa rispetto al 2024 di circa 750mila euro. Ci siamo altresì impegnati a potenziare il ruolo di Sviluppumbria come strumento operativo della Regione per l’attuazione delle politiche di sviluppo. Nel corso del secondo semestre del 2025, l’agenzia ha dispiegato appieno le proprie potenzialità programmatiche e, supportata dagli atti di indirizzo regionali, ha pianificato a più ampio raggio le attività future. Una linea di attività di assoluto rilievo è consistita nel supporto e nell’elaborazione di progetti strategici di particolare rilevanza per lo sviluppo regionale, con l’obiettivo di contribuire alla valorizzazione degli asset pubblici, al rafforzamento dell’attrattività territoriale e alla costruzione di strumenti operativi a supporto delle politiche regionali”. Ferrucci è poi entrato nel dettaglio, mettendo in evidenza le principali “nuove iniziative realizzate che testimoniano la capacità dell’agenzia di affiancare efficacemente la regione nella definizione e nell’attuazione di interventi ad alto impatto per il territorio ponendo le basi per una crescita solida e sostenibile”: messa a punto del nuovo portale Investumbria, finalizzato all’attrazione di investimenti esogeni e alla nascita di nuove imprese sul territorio regionale, che ha reso trasparente e visibile tutto il patrimonio fondiario della Regione; supporto alle azioni di potenziamento della Zes per promuovere nuovi investimenti produttivi; contributo alla riforma regionale del testo unico del commercio con particolare attenzione all’equilibrio tra sviluppo delle attività economiche, tutela dei centri urbani e valorizzazione delle economie di prossimità; progetti di valorizzazione del patrimonio immobiliare regionale tra i quali un avviso pubblico per le stazione ex ferrovia centrale umbra (l’avviso è scaduto da pochi giorni e si procederà all’assegnazione al proponente del progetto migliore tra tutti quelli pervenuti); iniziative per il turismo sostenibile con implementazione del nuovo portale Bikeinumbria dedicato al cicloturismo per valorizzare itinerari, percorsi, eventi e servizi connessi alla mobilità dolce e alla scoperta integrata del patrimonio paesaggistico, culturale e ambientale regionale; condivisione del percorso partecipato per la riforma delle concessioni delle centrali idroelettriche e promozione delle comunità energetiche rinnovabili; rilancio delle azioni di sistema in materia di internazionalizzazione, cooperazione internazionale e promozione all’estero.

“Sviluppumbria – ha sottolineato la presidente Proietti, a margine dell’assemblea – si qualifica oggi come una della in house providing più attive d’Italia. Siamo molto orgogliosi del suo operato, soprattutto sotto la direzione di Luca Ferrucci. L’agenzia, infatti, oltre a portare avanti le precedenti operatività già definite in passato, ha elaborato e sviluppato tanti nuovi progetti che sono stati illustrati dal suo amministratore unico. Basti citare l’ausilio fornito per trasformare il patrimonio pubblico da problema a risorsa: questa è una delle attività che ha intrapreso Sviluppumbria, che veramente sta dando frutti notevolissimi e che sarà di esempio anche per altre regioni d’Italia. Ci sono poi le attività di promozione turistica, penso alle iniziative per l’ottavo centenario della morte di san Francesco, ma anche tutte le iniziative a sostegno del mondo produttivo elaborate grazie a un costante dialogo con le imprese”.

“Nella congiuntura drammatica che viviamo – ha poi commentato Proietti –, l’Umbria tiene ma ha bisogno di fare un passo avanti, non solo con la programmazione dei fondi europei e regionali, ma anche grazie all’operatività delle nostre società partecipate. Abbiamo tutte le potenzialità per caratterizzarci come motore propulsore dell’Italia mediana, anche grazie al dialogo con le altre Regioni”.

Ecco gli 8 Comuni umbri “Spighe Verdi” 2026

Sono 8 comuni umbri che possono fregiarsi della “Spiga Verde” riconoscimento della ruralità assegnato dal programma nazionale della FEE – Foundation for Environmental Education, l’organizzazione che rilascia nel mondo il riconoscimento Bandiera Blu per le località costiere. Le “Spighe verdi” sono invece pensate per guidare i Comuni rurali nella scelta di strategie  di gestione del territorio in un percorso virtuoso che giovi all’ambiente e alla qualità della vita dell’intera comunità. Per portare i Comuni rurali alla graduale adozione dello schema Spighe Verdi, la fondazione FEE Italia ha condiviso con Confagricoltura un set di indicatori in grado di fotografare le politiche di gestione del territorio e indirizzarle verso criteri di massima attenzione alla sostenibilità.

Per l’Umbria nel 2026 possono fregiarsi di questo riconoscimento appunto 8 Comuni: Deruta, Gubbio, Montecastrilli, Montefalco, Norcia, Scheggino, Todi, Trevi.

Spighe Verdi è dunque un efficace strumento di valorizzazione del nostro patrimonio rurale, ricco di risorse naturali e culturali, anche in un’ottica di occupazione. Affinché il programma raggiunga il massimo del risultato, sono necessari due elementi essenziali: la volontà dell’Amministrazione comunale di iniziare un percorso di miglioramento e la partecipazione della comunità e delle imprese, in particolar modo quelle agricole, alla sua realizzazione.

Alcuni indicatori presi in considerazione sono stati: la partecipazione pubblica; l’educazione allo sviluppo sostenibile; il corretto uso del suolo; la presenza di produzioni agricole tipiche, la sostenibilità e l’innovazione in agricoltura; la qualità dell’offerta turistica; l’esistenza e il grado di funzionalità degli impianti di depurazione; la gestione dei rifiuti con particolare riguardo alla raccolta differenziata; la valorizzazione delle aree naturalistiche eventualmente presenti sul territorio e del paesaggio; la cura dell’arredo urbano; l’accessibilità per tutti senza limitazioni. Questi sono solo alcuni degli indicatori che guidano il programma e che saranno suscettibili di variazioni, in un’ottica di miglioramento continuo e di massimo coinvolgimento dei Comuni italiani.

Nella fase di valutazione portata avanti dalla Commissione secondo un rigido schema procedurale, hanno dato il loro contributo diversi Enti istituzionali, tra i quali il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle foreste; il Ministero per il Turismo; il CNR; ISPRA e Confagricoltura.

“Anche il 2026 registra un incremento del programma Spighe Verdi – ha dichiarato Claudio Mazza, presidente della fondazione FEE Italia -, sono ben 10 i nuovi Comuni rurali che ottengono il riconoscimento. Spighe Verdi rappresenta un percorso concreto di crescita per i territori rurali italiani, non un semplice riconoscimento formale. È un programma che aiuta i Comuni a tradurre la sostenibilità in scelte amministrative quotidiane, dalla gestione del territorio alla tutela del paesaggio, dalla qualità dell’agricoltura alla valorizzazione delle comunità locali. Spighe Verdi dimostra che la sostenibilità non riguarda solo le aree urbane o costiere, ma è un elemento decisivo per i comuni rurali e le aree interne, custodi di un patrimonio ambientale e culturale unico. Il lavoro svolto insieme ai Comuni evidenzia un elemento chiave: la sostenibilità funziona quando diventa processo continuo, misurabile e condiviso. Spighe Verdi è quindi un investimento sul futuro dei territori rurali italiani, sulla loro capacità di essere competitivi senza perdere identità, e sulla possibilità di coniugare sviluppo economico e tutela dell’ambiente in modo duraturo ed efficace, consapevoli che la sostenibilità è divenuto un forte fattore strategico per lo sviluppo turistico dei territori”.

“L’agricoltura è un pilastro necessario per la tenuta economica e sociale delle aree interne; la spina dorsale di un sistema che dà impulso – oltre alla cura del paesaggio e alla produzione di beni di prima necessità – a ricettività, enogastronomia, turismo esperienziale – ha sottolineato Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura –. Con questa convinzione, rinnoviamo la fruttuosa collaborazione con FEE che trova la sua massima espressione nel riconoscimento delle Spighe Verdi: un certificato che è sinonimo di qualità e rispetto dell’ambiente e del territorio, un brand che ha visto crescere la propria riconoscibilità nel tempo, un attestato da ambire. Il successo dell’iniziativa – confermato dalle adesioni in aumento, che coinvolgono Comuni rurali da ogni parte d’Italia – trova forza nel percorso, oltre che nella celebrazione finale, prevedendo progetti di crescita strategica che puntano su sostenibilità, circolarità e innovazione. Leve imprescindibili per lo sviluppo del settore primario”.

Umbriafiere i nuovi corsi Its Umbria Academy “inaugurano” il nuovo padiglione

Dopo l’avvio del percorso strategico di rilancio del 2026 e l’inaugurazione del nuovo ristorante self-service avvenuta a marzo, Umbriafiere compie un ulteriore passo nel proprio processo di sviluppo con l’inaugurazione della prima fase realizzativa del nuovo padiglione.

L’occasione sarà l’evento ‘Shift’, organizzato da Umbriafiere Spa e Its Umbria Academy, l’accademia di alta specializzazione post diploma che forma tecnici qualificati in stretta connessione con il mondo delle imprese, in programma martedì 30 giugno al centro fieristico di Bastia Umbra. Il nome scelto per l’iniziativa richiama il concetto di cambiamento: uno spostamento di prospettiva, un passaggio verso una nuova fase di crescita. Un significato che rappresenta pienamente le due realtà protagoniste della giornata, entrambe impegnate in un percorso di innovazione e sviluppo per il territorio umbro.

La mattinata sarà articolata in due momenti distinti: dalle 10 alle 12, nella Sala Maschiella, si terrà ‘Shift to change, con interventi ed esperienze che racconteranno la dimensione politecnica di Its Umbria Academy, tra progetti, innovazione e visioni sul futuro della formazione; dopo i saluti introduttivi di Antonio Forini, presidente di Umbriafiere, e Marco Giulietti, presidente di Its Umbria Academy, interverranno i rappresentanti delle diverse aree formative dell’Academy, insieme a studenti ed ex studenti che porteranno la propria esperienza. Saranno inoltre previsti momenti di confronto con imprenditori e professionisti del territorio. L’incontro sarà moderato dal giornalista Giacomo Marinelli Andreoli e si concluderà con l’intervento della presidente della Regione Umbria Stefania Proietti; a seguire prenderà il via ‘Shift to build’, momento dedicato all’inaugurazione ufficiale della prima fase del nuovo padiglione di Umbriafiere, alla presenza di istituzioni, partner e stakeholder. Il taglio del nastro rappresenterà il primo importante traguardo di un progetto di ampliamento e ammodernamento del quartiere fieristico che proseguirà nelle successive fasi di sviluppo.

Mostra Orafa e artigianato artistico, Confartigianato porta il saper fare artigiano al Festival dei Due Mondi

Da oggi, 26 giugno, fino al 12 luglio, la Sala degli Ori di Spoleto (Via Saffi 18) ospita la Mostra di Arte Orafa, un’esposizione che esalta l’eccellenza manifatturiera del settore attraverso opere di grande pregio artistico e tecnico. Ad arricchire l’evento sarà la presenza di lavori del celebre artista internazionale Mark Kostabi, in un dialogo originale tra arte contemporanea e alta artigianalità.

E’ questa la prima delle due importanti iniziative con cui, nel prestigioso contesto del Festival dei Due Mondi, Confartigianato Imprese Umbria promuove l’artigianato artistico, con l’obiettivo di valorizzare uno dei patrimoni più preziosi dell’identità culturale ed economica italiana: il saper fare artigiano.

L’inaugurazione ufficiale della Mostra di Arte Orafa venerdì 26 giugno 2026 alle ore 16.30, con il tradizionale taglio del nastro presso l’ingresso della Sala degli Ori.

La mostra rappresenta un’occasione unica per cittadini, turisti e operatori del settore di conoscere da vicino il valore creativo, culturale ed economico dell’oreficeria artistica, comparto simbolo della tradizione manifatturiera italiana e al tempo stesso protagonista di nuove opportunità sui mercati internazionali.

Il momento centrale della manifestazione sarà il convegno sul tema “L’ANIMA DEL FARE: L’ARTIGIANATO ARTISTICO TRA IDENTITÀ, MERCATO E FUTURO”, in programma venerdì 3 luglio 2026 alle ore 17.00, presso la Sala dello Spagna nel Palazzo del Comune di Spoleto.

L’incontro vedrà la partecipazione di autorevoli rappresentanti delle istituzioni, del mondo economico e delle organizzazioni di categoria, chiamati a confrontarsi sulle prospettive di sviluppo dell’artigianato artistico in un contesto caratterizzato da profonde trasformazioni economiche e commerciali.

Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali del sindaco di Spoleto Andrea Sisti e del presidente di Confartigianato Imprese Umbria Mauro Franceschini.

Seguiranno gli interventi di:
• Paolo Garzotti, capo missione presso la Commissione Europea, che illustrerà le nuove opportunità per le PMI derivanti dagli accordi commerciali internazionali promossi dall’Unione Europea;
• Alfonso Piantedosi, dirigente della Divisione VI UIBM del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che presenterà le novità relative all’estensione delle Indicazioni Geografiche europee ai prodotti artigianali e industriali;
• Erika Liberati, presidente nazionale Ceramisti di Confartigianato Imprese, che analizzerà l’evoluzione dei consumi nel settore del lusso e dell’handmade e le opportunità per le micro e piccole imprese.
• Simona Meloni, assessore della Regione Umbria, che approfondirà il ruolo dell’artigianato artistico nelle strategie regionali per il rilancio delle aree interne;

Le conclusioni saranno affidate a Marcello Serafini, segretario di Confartigianato Imprese Umbria.

A moderare il dibattito sarà Corrado Bordoni, Responsabile dell’Ufficio Export di Confartigianato Imprese Terni e EU Trade Champion.

Un confronto sul futuro del Made in Italy

Le due iniziative nascono dalla volontà di creare un momento di riflessione e valorizzazione dedicato alle imprese dell’artigianato artistico, settore che custodisce competenze uniche e rappresenta un elemento distintivo del Made in Italy nel mondo.
Tra i temi al centro del confronto figurano l’internazionalizzazione delle PMI, la tutela delle produzioni artigianali, le nuove normative europee, i cambiamenti nei consumi e le strategie necessarie per coniugare tradizione, innovazione e competitività.
Attraverso la mostra e il convegno, Confartigianato Imprese Umbria intende riaffermare il valore dell’artigianato artistico come leva di sviluppo economico, attrattività territoriale e trasmissione dell’identità culturale, promuovendo una visione del futuro fondata sulla qualità, sulla creatività e sul patrimonio di competenze che caratterizza le imprese artigiane italiane.

Lavoro con il caldo, dopo l’ordinanza regionale l’incontro con le parti per l’applicazione concreta

La Regione Umbria ha emesso l’ordinanza con i divieti per il lavoro nelle ore più calde della giornata in estate.

L’ordinanze vieta il lavoro “in condizioni di esposizione prolungata al sole”, dalle ore 12:30 alle ore 16:00, fino al 15 settembre 2026, sull’intero territorio regionale nelle aree o zone interessate dallo svolgimento di lavoro. Si applica ai settori agricolo e florovivaistico, nei cantieri edili all’aperto, nelle cave nonché nel settore della logistica (limitatamente ai piazzali destinati in via esclusiva e permanente alù deposito merci, con esclusione delle pertinenze dei magazzini coperti).

I divieti valgono limitatamente ai soli giorni e nelle aree in cui la mappa del rischio indicata sul sito https://www.worklimate.it/scelta-mappa/sole-attivita-fisica-alta/ riferita a: “lavoratori esposti al sole” con “attività fisica intensa” ore 12:00, segnali un livello di rischio “ALTO”;

Il divieto non si applica per le Pubbliche Amministrazioni, per i concessionari di pubblico servizio, per i loro appaltatori, quando trattasi di interventi di pubblica utilità, di protezione civile o di salvaguardia della pubblica incolumità, “fatta salva in ogni caso l’adozione di idonee misure organizzative ed operative che riconducano il rischio di esposizione dei lavoratori alle alte temperature ad un livello accettabile secondo la valutazione del rischio condotta dal datore di lavoro, come previsto dal decreto legislativo n. 81/2008 e s.m.i”-

Per il lavoro di consegna merci tramite mezzi a pedalata anche assistita, la parte organizzatrice deve provvedere ad inserire il rischio calore nei parametri di calcolo dei tempi di consegna e distanze massime di percorrenza, senza che questo comporti alcuna conseguenza negativa in termini salariali e reputazionali, anche intervenendo a tal fine sul proprio algoritmo laddove il servizio sia organizzato tramite piattaforma digitale. Deve inoltre farsi carico di fornire agli operatori ogni ausilio finalizzato alla mitigazione del rischio conformemente a quanto indicato nelle “Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare”.

La mancata osservanza degli obblighi previsti dall’ordinanza comporta le sanzioni come per legge (art. 650 c.p.).

La Regione raccomanda ai Comuni “di valutare l’opportunità di derogare, temporaneamente e previa verifica della situazione contingente, ai regolamenti locali in materia di contenimento delle emissioni acustiche, al fine di consentire lo svolgimento delle attività lavorative in fasce orarie più fresche”.

I sindacati chiedono controlli per verificare il rispetto dell’ordinanza. Che però presenta dei problemi pratici per la sua applicazione. Da qui l’incontro con le parti sociali che si terrà nei prossimi giorni.

L’economia umbra: analisi e prospettive nel Report di Bankitalia

E’ rallentata nel 2025 la crescita dell’Umbria, come quella del Paese. Trainata ancora dal comparto delle costruzioni (+4%), sostenuto da PNRR e altri investimenti pubblici, e dal settore tessile, mentre l’automotive ha risentito delle criticità internazionali. Con l’industria che nel complesso si mostra piatta (-0,1%). Stabili i servizi (-0,1%), mentre il turismo continua a crescere: le presenze sono aumentate dell’8,5%, raggiungendo un nuovo massimo di quasi 8 milioni; significativa la crescita della componente estera (16,3%). Anche il valore aggiunto del settore agricolo è leggermente cresciuto (+1,3%).

Ne beneficia l’occupazione, che continua a crescere (+1,3%) soprattutto per le donne e gli over 50. Le retribuzioni hanno continuato a salire e nell’ultimo anno l’incremento è risultato in Umbria di poco superiore alla media nazionale; in un’ottica di lungo periodo, tuttavia, la dinamica salariale del settore privato evidenzia una perdita di potere d’acquisto più intensa (-8,0%) di quella italiana (-6,2%). Il ricorso agli strumenti di integrazione salariale è tornato a ridursi.

Secondo l’indagine effettuate dalla Banca d’Italia, le prospettive per l’anno in corso sono peggiorate per il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, in un contesto già caratterizzato da forti tensioni geopolitiche e commerciali e da elevata incertezza, che condizionano in particolare le scelte di investimento delle imprese.

Il mercato immobiliare ha consolidato la ripresa: le compravendite di abitazioni sono aumentate del 10,9% e i prezzi di vendita si sono rafforzati (3,0%), pur rimanendo al di sotto della media nazionale. Alla ripresa dei prestiti alle famiglie (2,8%), sospinta dai mutui abitativi, si è contrapposta la perdurante riduzione di quelli alle imprese (-2,2%), soprattutto per le aziende più rischiose. La flessione del credito all’economia si è progressivamente attenuata fino ad arrestarsi alla fine dell’anno. Il costo dei finanziamenti è diminuito, in linea con l’orientamento della politica monetaria. La qualità del credito è rimasta elevata, pur con un lieve peggioramento per le imprese dei servizi e delle costruzioni; il tasso di deterioramento si è collocato all’1,7%. Una quota significativa del portafoglio finanziario delle famiglie umbre è investita in titoli di Stato italiani.

Nel 2025 il reddito disponibile nominale delle famiglie umbre è aumentato (3,0 per cento), in linea con l’anno precedente; tuttavia, l’incremento in termini reali si è attenuato (1,4 per cento) per effetto di un’inflazione leggermente più elevata. L’espansione del reddito ha favorito quella dei consumi: nel complesso dello scorso anno sono cresciuti dell’1,5 per cento. Gli indicatori del Benessere equo e sostenibile (BES) evidenziano per la regione una posizione più favorevole di quella nazionale, grazie soprattutto alla qualità del contesto ambientale e all’elevata dotazione di capitale relazionale e istituzionale. In base ai dati dell’Istat riferiti al 2024 (ultimo anno disponibile) la distribuzione della spesa è risultata più equilibrata della media nazionale (indice di Gini pari a 0,28 contro 0,31) e gli indicatori di povertà si confermano inferiori a quelli italiani.

Alla presentazione pubblica del Report hanno partecipato rappresentanti istituzionali, delle associazioni di categoria e del sindacato, della finanza.

Il 27 giugno “San Valentino jazz estate” | Il programma

Sabato 27 giugno torna a Piediluco, dopo il successo dello scorso anno, “San Valentino jazz estate”, l’evento organizzato dalla Pro loco di Piediluco e da Confartigianato Imprese Terni, che si inserisce all’interno della tradizionale Festa delle Acque.

“Sarà un chilometro di jazz, – spiega Fabrizio Zampetti, ideatore dell’iniziativa – una colonna sonora che accompagnerà residenti, visitatori e turisti dal centro storico al lungolago e viceversa dal tramonto alla notte”.

La formula è quella sperimentata lo scorso anno: i concerti inizieranno in contemporanea in cinque locali alle 18, 30 per finire alle 20, 30. Mentre il concerto al Molo 21 inizierà alle 21, 30 per concludersi in tarda serata chiudendo l’evento. La direzione artistica è di Fabrizio Zampetti e del maestro Alessandro Bravo. La filosofia dell’evento piedilucano è quella del festival invernale: una fotografia della produzione musicale jazz, sempre contraddistinta da ricerca e progettualità. A Piediluco, nella sua incantevole bellezza, si potrà ascoltare il jazz in tutte le sue sfumature che vanno dai colori più tradizionali del jazz classico a quelli più sperimentali e contemporanei come il jazz applicato al tango e il fusion jazz.

Ideatore dell’evento estivo a Piediluco, come per il festival invernale San Valentino jazz, è Fabrizio Zampetti: “L’idea di fondo – spiega Zampetti – dei due festival è quella di riportare il jazz nei punti storici dove è nato, e cioè i club, i locali, i caffè, lì dove il pubblico è a un passo dalle orchestre”.

L’opera instancabile di Zampetti è quella di tenere vivo il legame di Terni con la musica jazz: legame che nasce negli anni Settanta del secolo scorso, dai primi due grandi concerti di Umbria Jazz a Terni e a Villalago che ebbero un’eco mondiale e che lanciarono il festival. Legame che è proseguito attraverso diversi eventi ed esperienze fino ad oggi.

Questo il programma di sabato 27 giugno. Tutto avrà inizio alle 18, 30 in cinque locali dove si suonerà in contemporanea.
Al Caffè del Colle si esibirà il Fuccelli fisarmony jazz trio; al Giardino ormeggio barche a vela suonerà il Fabio d’Isanto trio; al ristorante Tre7 suoneranno gli Steelnovo; al Rag’s club pub si esibiranno gli Ezozo Repubblic; al Bar Turismo suonerà l’Adolfo Troili quartet. Dalle 21, 30 in poi presso il Molo 21 sarà sul palco l’Antonio Ballarano band che chiuderà la serata.

E45 e ferrovie, la Regione punta l’indice contro la mancata coordinazione dei cantieri

La Regione vede l’Umbria discriminata, per un “pregiudizio politico”, sul versante della mobilità, sia stradale, sia ferroviaria. Questo il messaggio che la presidente Stefania Proietti e l’assessore Francesco De Rebotti indirizzano soprattutto al ministro Salvini dopo l’incontro avuto con Anas, Rfi, Busitalia, Trenitalia e le due Prefetture.

Sul tavolo la questione dei cantieri sulla E45 e i collegamenti ferroviari che stanno interessando i pendolari e quanti utilizzano il trasporto su ferro per venire o uscire dalla nostra regione.

È stata fortemente criticata dagli amministratori regionali la gestione dei cantieri stradali e ferroviari in un periodo, per la Regione Umbria, caratterizzato da una forte e sempre più massiccia presenza di turisti che si sommano alla già persistente quantità di mezzi che attraversano la regione percorrendo principalmente la E45.

Un fenomeno accentuato dall’aumento dei costi per la percorrenza dell’autostrada e dei costi del carburante che ormai fanno preferire, in particolare ai mezzi pesanti in attraversamento il tracciato E45 all’autostrada.

Per la Regione la gestione non coordinata dei cantieri tra Anas e Rfi sta pregiudicando livelli di sicurezza e più in generale il sistema di accesso/uscita dal territorio regionale, penalizzando ancor più in prospettiva gli spostamenti da e per la Regione.

A questo si somma il perdurante peggioramento dei collegamenti ferroviario da e verso Roma con ritardi, disguidi che, come sta succedendo ogni giorno, pregiudicano il diritto alla mobilità dei pendolari causando disagi notevoli.

Quindi, l’affondo politico: “Le raccomandazioni di maggiore attenzione e cura rivolte dalla presidente, ripetutamente anche sul tavolo nazionale del Giubileo, si mostrano inascoltate. Gli appelli all’apertura di un confronto interregionale col Governo, col Ministero dei Trasporti e il Ministro Salvini del tutto ignorati”.

Sul tavolo tenutosi con i soggetti gestori sono state avanzate richieste di coordinamento tra enti, gestione dei cantieri anche in orario notturno, tempo di lavorazione più affidabili, maggiori condizioni di sicurezza nei cantieri riducendo l’impatto, rinvio di interventi non riconducibili al Pnrr. Proposte su cui laRegione attende risposte rapide e efficaci.

Così come si pretende l’apertura del confronto con il Ministero sempre più sfuggente alle proprie responsabilità sia nella gestione del sistema ferroviario che nel coordinamento dei lavori sulla viabilità principale dell’Umbria oltre che nel sostegno finanziario alle opere infrastrutturali proposte dalla Regione. “L’assenza di risposte – scrive la Regione – sembra sempre più confermare l’idea di un pregiudizio politico nei confronti della nostra regione, di un lavoro contro piuttosto che indirizzato al rispetto del diritto alla mobilità dei cittadini umbri e di chi accede alla nostra Regione. Un atteggiamento irricevibile – termina la nota – che contrasteremo con ogni mezzo e con profonda determinazione”.