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Federmanager Perugia, il bilancio del presidente Castagnino che depone il mandato

Tempo di bilanci per Federmanager Perugia nell’assemblea annuale 2026. Per l’associazione, che segna nella provincia un aumento degli iscritti, restyling della sede, nuove iniziative e apertura ai giovani. E per il presidente Alessandro Castagnino, che depone il mandato e con emozione commenta: “Lascio un’associazione in crescita e fortemente rinnovata”.

Il tutto, alla presenza del presidente nazionale Valer Quercioli, che lancia il piano per la sicurezza e le politiche attive a sostengo dei territori.

E’ stata un’assemblea annuale particolarmente importante questa ospitata al Chocotel di Perugia. Al termine di un biennio straordinario sotto la presidenza di Alessandro Castagnino, che lascia anticipatamente il timone per fare rientro nella sua regione d’origine, la Liguria. Un mandato breve ma intenso, che ha segnato un cambio di passo decisivo per l’associazione sindacale che rappresenta i dirigenti, i quadri apicali e le alte professionalità della provincia.

L’appuntamento ha visto una corposa partecipazione di soci, con una delegazione arrivata anche da Terni guidata dal presidente Luciano Neri.

I lavori si sono aperti con la parte privata, durante la quale Daniela Farinelli, coordinatrice del Gruppo Minerva (l’organo interno dedicato alle donne manager), ha presentato i bilanci preventivo e consuntivo, approvati dall’aula, prima di procedere alla votazione per l’integrazione dei membri del consiglio direttivo.

Il saluto di Castagnino

Il presidente uscente ha tracciato un bilancio profondamente positivo, dettato esclusivamente da motivi personali e familiari che lo portano a salutare l’Umbria dopo trent’anni di permanenza, come dirigente di Confindustria Umbria e, per ultimo, come Presidente della Federmanager locale. “Lascio la carica con un’associazione in salute e, soprattutto, in una fase di forte rinnovamento generazionale – ha dichiarato Alessandro Castagnino -. Dopo anni siamo riusciti ad attirare e coinvolgere negli organi direttivi diversi giovani dirigenti e quadri apicali: un traguardo che rappresenta una grandissima soddisfazione. L’esperienza è stata eccellente e me ne vado fiero del lavoro svolto insieme a tutto il consiglio direttivo. I nuovi consiglieri nominati dall’assemblea, il dott. Francesco Paradisi ed il dott. Alessio Ruffinelli, contribuiscono a garantire per il futuro una governance di alto profilo, in grado di traguardare obiettivi ambiziosi. Lascio questa regione serenamente; l’Umbria rimarrà per sempre nel mio cuore. L’impegno in Federmanager è stato l’ultimo tassello della mia attività in questo territorio, il coronamento perfetto di un lungo e bellissimo percorso professionale e umano”.

A farsi portavoce del ringraziamento di tutti i soci è stato il past president Roberto Peccini, che ha pubblicamente lodato Castagnino per l’ottimo lavoro svolto e i traguardi raggiunti. In attesa della prossima convocazione del Consiglio per l’elezione del nuovo presidente, la guida dell’associazione è stata affidata ad interim al vicepresidente Giuseppe Chiari.

Linea nazionale per i territori

La parte pubblica dell’assemblea ha visto l’atteso intervento del presidente nazionale di Federmanager, Valter Quercioli, il quale, dopo una panoramica sulla complessa situazione geopolitica ed economica che stanno affrontando le aziende italiane, ha annunciato le prossime mosse della federazione a supporto delle strutture territoriali, basate su due pilastri strategici finanziati direttamente dal nazionale.

Il primo focus è la sicurezza sul lavoro: “Considerare la cultura della prevenzione come il nostro primo dovere e la nostra massima responsabilità è fondamentale per noi manager – ha sottolineato Quercioli -. Non possiamo tollerare che nelle nostre aziende ci siano persone che escono la mattina per andare al lavoro e non tornano a casa la sera. Per questo abbiamo chiesto a tutti i nostri 55 presidenti territoriali, incluso quello di Perugia, di focalizzarsi sulla diffusione della sicurezza nelle imprese, tra le istituzioni e nella società civile. Abbiamo inoltre siglato un importante protocollo con Inail Nazionale per garantire il massimo supporto operativo sul territorio da parte delle sedi provinciali, regionali e delle Asl”.

Il secondo pilastro riguarda le politiche attive e l’occupabilità a lungo termine, con lo stanziamento di fondi destinati a supportare sia i manager che si trovano nella necessità di ricollocarsi, sia chi è già in servizio ma deve governare continue transizioni aziendali. “Il sistema delle imprese è quotidianamente sollecitato da variazioni repentine – ha concluso il presidente nazionale -. La chiave di volta è essere preparati alla prossima trasformazione organizzativa. Finanzieremo una rete di sportelli e servizi dedicati ai manager per migliorare la loro occupabilità a lungo termine, rispondendo concretamente alle sfide della cronaca attuale”. La giornata si è conclusa con un aperitivo e una cena conviviale, un momento prezioso per rinsaldare i legami tra gli associati e rinnovare l’entusiasmo verso le future iniziative socio-culturali del territorio.

I 114 voli settimanali valgono un giugno record per l’aeroporto dell’Umbria | I dati

L’Aeroporto Internazionale dell’Umbria – Perugia “San Francesco d’Assisi” archivia il miglior mese di giugno della propria storia con 75.927 passeggeri, in crescita del 4% rispetto allo stesso mese del 2025.

Con questo risultato, quello appena concluso si colloca come il miglior mese di giugno e il terzo miglior mese in assoluto nella storia dello scalo, confermando il positivo andamento della stagione estiva.

Il primo semestre 2026 si conclude con oltre 294.000 passeggeri transitati da e per Perugia, in aumento del 6,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Particolarmente significativo il risultato del traffico internazionale, che ha rappresentato il 66,75% del totale dei passeggeri movimentati e ha registrato una crescita del 6,7% rispetto al 2025. Il traffico nazionale si mantiene sostanzialmente stabile, confermando come lo sviluppo dello scalo sia oggi trainato soprattutto dalla crescente domanda internazionale.

Il dato conferma la validità del percorso di internazionalizzazione avviato negli ultimi anni, che sta consentendo a un numero sempre maggiore di visitatori stranieri di raggiungere direttamente l’Umbria attraverso il proprio aeroporto.

Nel mese di giugno l’offerta si è ulteriormente rafforzata con l’incremento delle frequenze Ryanair su Brindisi e con la ripresa dei collegamenti Aeroitalia per Olbia e Lamezia Terme. Nel complesso, l’aeroporto dell’Umbria offre oggi 114 voli di linea settimanali.

I risultati registrati confermano la solidità del percorso di crescita dello scalo e il buon andamento della stagione estiva, sostenuti da un network sempre più orientato ai collegamenti internazionali.

Le prospettive per i prossimi mesi restano particolarmente positive. Sulla base dell’andamento registrato e delle previsioni di traffico per la stagione estiva, il record storico assoluto di passeggeri movimentati in un singolo mese potrebbe essere già avvicinato o superato nel mese di luglio e, con ogni probabilità, essere superato nel corso del mese di agosto.

Ospedale di Perugia, assunzione di 51 infermieri e altre figure professionali

L’Azienda ospedaliera di Perugia ha comunicato l’avvio delle procedure per l’assunzione di 51 infermieri mediante attingimento per scorrimento della graduatoria del concorso pubblico approvata a febbraio scorso.

Sono già state avviate le chiamate per verificare la disponibilità alla presa di servizio e l’intero iter assunzionale si concluderà entro i prossimi mesi. Le nuove assunzioni si aggiungono ai 63 infermieri già entrati in servizio a partire dal mese di aprile 2026, anch’essi reclutati attraverso l’utilizzo della medesima graduatoria derivante dal primo concorso unificato tra le 4 aziende sanitarie umbre promosso dalla giunta Proietti.

L’incremento dell’organico infermieristico rientra nel più ampio piano di potenziamento dei servizi sanitari e di miglioramento dell’assistenza ai cittadini, con l’obiettivo di garantire risposte sempre più efficaci e tempestive ai bisogni di salute della comunità.

Parallelamente, l’Azienda da ospedaliera di Perugia ha attivato le procedure per l’assunzione di ulteriori figure professionali: 3 ostetriche, 3 autisti di ambulanza, 1 tecnico della prevenzione e 2 collaboratori amministrativi. Prosegue inoltre il rafforzamento del personale medico attraverso un costante programma di reclutamento.

Incidenti mortali sul lavoro, l’Umbria in zona “gialla”

Con 3 morti sul lavoro dall’inizio dell’anno ed un indice di incidenza degli infortuni del 7,9% rispetto ai 377.78 addetti regolari, l’Umbria viene collocata in zona “gialla” dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, presieduto da Mauro Rossato. Cioè con un’indice di incidentalità medio-basso. Nello stesso periodo, un anno fa, la Puglia era in zona “rossa” (rischio massimo).

E’ in zona “rossa” la provincia di Perugia, con un indice del 10,5% (3 decessi tra i 284.891 addetti).

​IL RISCHIO DI MORTE REGIONE PER REGIONE, DA NORD A SUD

A finire in zona rossa ad aprile 2026, con un’incidenza superiore a +25% rispetto alla media nazionale (Im=Indice incidenza medio, pari a 8,1 morti sul lavoro ogni milione di lavoratori) sono: Sicilia, Liguria, Veneto, Puglia e Campania. In zona arancione: Molise, Toscana, Piemonte e Sardegna. In zona gialla: Umbria, Lombardia, Emilia-Romagna e Marche. In zona bianca: Lazio, Abruzzo, Friuli-Venezia Giulia, Calabria, Trentino-Alto Adige, Basilicata e Valle d’Aosta.

​MORTI E INFORTUNI IN ITALIA AD APRILE 2026

Ad aprile 2026 sono 278 le vittime sul lavoro in Italia, delle quali 196 in occasione di lavoro (15 in meno rispetto ad aprile 2025) e 82 in itinere (2 in più rispetto al 2025). La maglia nera per il maggior numero di vittime in occasione di lavoro va ancora alla Lombardia (30). Seguono: Veneto (26), Sicilia (22), Campania (19), Piemonte (16), Toscana (15), Puglia (14), Lazio ed Emilia-Romagna (13), Liguria (8), Sardegna (5), Marche (4), Umbria (3), Abruzzo, Friuli-Venezia Giulia e Calabria (2), Molise e Trentino-Alto Adige (1).

IL FENOMENO INFORTUNISTICO PER ETÀ: GLI OVER 65 SONO I PIÙ COLPITI

L’Osservatorio mestrino elabora anche l’identikit dei lavoratori più a rischio per fascia d’età e lo fa sempre attraverso le incidenze di mortalità (numero di decessi per milione di occupati).

Nel primo quadrimestre del 2026, considerando le vittime in occasione di lavoro, l’incidenza più elevata si registra ancora nella fascia d’età degli ultrasessantacinquenni (27,7). Seguono i lavoratori tra i 55 e i 64 anni (13,9) e quelli tra i 15 e i 24 anni (8,6).

In termini assoluti, invece, la fascia più colpita dagli infortuni mortali in occasione di lavoro è quella tra i 55 e i 64 anni (78 vittime su un totale di 196).

DONNE E INFORTUNI MORTALI

In totale sono 28 le donne decedute nel 2026 (come nel 2025). Di queste, 16 hanno perso la vita in occasione di lavoro (4 in più del 2025) e 12 in itinere (4 in meno del 2025), cioè nel percorso casa-lavoro.

LAVORATORI STRANIERI: RISCHIO MORTALE ANCORA PIÙ CHE TRIPLO

Sono 77 gli stranieri vittime di infortuni sul lavoro, su un totale di 278, di cui 53 deceduti in occasione di lavoro e 24 in itinere. Il rischio di morte sul lavoro è oltre tre volte superiore rispetto a quello per i lavoratori italiani: 20,5 morti ogni milione di occupati, contro un indice di 6,6 degli italiani.

I SETTORI PIÙ COLPITI AD APRILE 2026

Alla fine di aprile 2026 i settori più colpiti sono Costruzioni, Trasporti e Magazzinaggio e Attività Manifatturiere.

I GIORNI PIÙ PERICOLOSI AD APRILE 2026

Il venerdì risulta essere il giorno più luttuoso della settimana, ovvero quello in cui si sono verificati più infortuni mortali a fine aprile 2026 (20,9%). Seguito da giovedì (20,4%) e lunedì (19,9%).

DENUNCE DI INFORTUNIO A FINE APRILE 2026: IN AUMENTO +6,4%

Le denunce di infortunio totali, registrate a fine aprile 2026, sono 204.573, in aumento del 6,4% rispetto ad aprile 2025.

Il numero più elevato di denunce totali si registra nelle Attività Manifatturiere (21.460). Seguono: Sanità (11.707), Costruzioni (11.316), Trasporto e Magazzinaggio (10.289) e Commercio (10.252).

Ad aprile 2026, le denunce di infortunio presentate dalle lavoratrici sono 76.571 (60.767 in occasione di lavoro), mentre quelle degli uomini ammontano a 128.002 (112.250 in occasione di lavoro).

Infine, le denunce dei lavoratori stranieri sono 41.648 su 204.573 (circa 1 su 5), 35.085 in occasione di lavoro su un totale di 173.017 (ancora circa 1 su 5).

Ordine commercialisti e contabili Perugia, la sfida della ZES

L’assemblea annuale per l’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (Odec) della provincia di Perugia ha approvato all’unanimità il bilancio consuntivo del 2025.

Si è trattato del primo momento assembleare dopo l’insediamento del nuovo Consiglio (avvenuto nel mese di gennaio) che guiderà l’ordine per il quadriennio 2026/2029. L’incontro si è confermato momento privilegiato di confronto tra gli appartenenti alla categoria durante il quale si è discusso di risultati raggiunti e opportunità di crescita per i professionisti.

Nel corso dell’assemblea, il presidente dell’Odcec di Perugia Enrico Guarducci ha sottolineato anche problemi e prospettive con particolare riferimento al ruolo che il commercialista svolge “quale soggetto indispensabile per lo sviluppo del territorio in un momento storico complesso caratterizzato tuttavia anche da opportunità di rilancio dell’economia attraverso l’inclusione dell’Umbria nella Zes, Zona economica speciale, misura che incentiva investimenti e nuovi insediamenti produttivi attraverso la semplificazione burocratica amministrativa e, per alcuni Comuni, la possibilità di ottenere crediti di imposta importanti dal 15 al 35 per cento a seconda delle dimensione dell’impresa”. La legge numero 171 del 2025 ha infatti ampliato il perimetro della Zes introducendo anche le regioni di Umbria e Marche.

“Come commercialisti stiamo vivendo una stagione particolare – ha sottolineato il presidente Guarducci – in cui siamo chiamati a rendere operativa questa nuova importante misura per lo sviluppo del territorio. Dobbiamo inoltre ripensare alla professione che non è più soltanto quella classica che ha contraddistinto gli ultimi decenni della nostra attività, ma una professione che oltre a materia in esclusiva come revisione legale, certificazione di sostenibilità ESG, apposizione dei visti di conformità, rendicontazione delle spese sostenute per l’ottenimento di contributi pubblici, certificazione dei rischi fiscali nell’ambito del tax control framework, sappia sostenere lo sviluppo delle aziende clienti con competenze specialistiche e qualificate”. Temi e nuove opportunità che possono rendere più attrattiva la professione in un momento in cui a livello nazionale, così come in Umbria, si registra “la perdita di interesse – ha spiegato Guarducci – da parte dei giovani. Sono molte le azioni che Consiglio nazionale e l’Ordine di Perugia in particolare stanno ponendo in essere per arginare tale fenomeno”. Dal miglioramento delle modalità di svolgimento della professione al rafforzamento dell’immagine del commercialista, passando per iniziative volte a semplificare l’accesso alla professione e il sostegno alla fase di start up, lo sviluppo di competenze qualificate, non più massimaliste, da condividere poi con colleghi attraverso forme di aggregazione come STP studio associati e reti professionali.

Dopo la lettura del bilancio di genere dell’Ordine da parte il presidente del Cpo Simonetta Mischianti sono stati consegnati gli attestati di iscrizione agli iscritti nel 2025. Al termine è stato rivolto un ringraziamento sentito da parte del presidente Guarducci “a tutti coloro che si sono adoperati per le attività dell’ordine nel corso del mandato 2022/2025 all’intero consiglio, al collegio dei revisori, al consiglio di disciplina, al comitato per opportunità, al direttore della scuola di formazione e ai vari componenti le commissioni operative e di studio. Faccio infine il mio augurio di buon lavoro al nuovo Consiglio che guiderà l’ordine per il prossimo quadriennio”.

Morti sul lavoro, l’Umbria resta in zona rossa

Nel 2025, secondo l’ultimo rapporto dell’Osservatorio VEGA sugli infortuni sul lavoro, l’Umbria resta in zona rossa, con un’incidenza di 44,6 incidenti mortali (esclusi quelli in itinere) ogni milione di lavoratori. Un dato più basso rispetto a quelli registrati negli ultimi due anni (58,1 nel 2023 e 50,9 nel 2024), ma sempre tale da collocare l’Umbria tra le regioni dove è il fenomeno è più allarmante.

I dati nazionali

I dati e le incidenze di mortalità, elaborati dall’Osservatorio Vega negli anni, consentono una lettura costante dell’andamento degli infortuni sul lavoro in Italia. Nell’ultimo quadriennio, dal 2022 al 2025, sono 4.314 le persone che hanno perso la vita sul lavoro in Italia, un dato che evidenzia una lieve riduzione rispetto al quadriennio 2021-2024, senza però un miglioramento sostanziale dell’incidenza del fenomeno.

Il settore delle Costruzioni si conferma quello più colpito, con 585 vittime, seguito da Trasporti e Magazzinaggio e Attività Manifatturiere. Le aree in cui si registra il rischio più elevato restano quelle del Centro e del Sud: Basilicata e Umbria risultano stabilmente tra le regioni più critiche dell’ultimo quadriennio, mentre Lazio e Lombardia, pur essendo tra le regioni con più occupati, mantengono incidenze inferiori alla media nazionale.

Gli aspetti più preoccupanti riguardano la vulnerabilità di alcune categorie: gli over 65 risultano la fascia più esposta, i lavoratori stranieri registrano un tasso di mortalità più che doppio rispetto agli italiani sia in occasione di lavoro sia in itinere, mentre gli uomini presentano tassi di incidenza significativamente superiori rispetto alle donne.

“Il dato più significativo – sottolinea il presidente dell’Osservatorio Vega, Mauro Rossato – è che il rischio non si distribuisce in modo uniforme nella penisola. Questo impone la necessità di politiche di prevenzione mirate e continuative, capaci di intervenire sulle fragilità specifiche dei territori e delle categorie di lavoratori più esposte.”

Edilizia e territorio, l’Umbria prova a guardare oltre il PNRR

Lunedì 4 maggio alle ore 15.30 presso la sede di ANCE Perugia in Via Palermo 80/A – Perugia, verrà presentato il Report sulla situazione e sulle prospettive dell’economia umbra, con particolare riferimento alle infrastrutture e al sistema delle costruzioni, commissionato da ANCE Perugia nell’ambito del progetto “Guardiamo al Futuro – L’industria delle costruzioni per una nuova fase di sviluppo economico e sociale”.

Dopo il saluto del presidente di ANCE Umbria, Massimo Ponteggia, aprirà i lavori il presidente di ANCE Perugia, Giacomo Calzoni che presenterà un percorso per l’Umbria dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili, aperto al contributo di tutti i soggetti presenti sul territorio, partendo dall’analisi delle necessità e delle opportunità emerse dal Report.

Lo studio realizzato – illustrato da Alfredo Martini, The Sign Comunicazione – offre una lettura strutturata della pianificazione territoriale e delle opere pubbliche in Umbria, in relazione all’ammontare delle risorse finanziarie disponibili e prospettiche. Il progetto nasce dalla consapevolezza che, nella fase successiva al PNRR, il settore delle costruzioni e, più in generale, lo sviluppo del territorio umbro, richiedano una nuova visione strategica condivisa, capace di evitare rischi di frammentazione nella programmazione e negli investimenti.

Dall’analisi emerge un potenziale di investimenti pari a circa 2 miliardi di euro relativi a 1.490 opere, con una quota significativa di risorse ancora da consolidare o individuare. Si tratta di un patrimonio informativo che può rappresentare una base concreta per orientare scelte strategiche e priorità di intervento.

Un tema sul quale ANCE vuole aprire un tavolo di confronto, coinvolgendo le imprese, le Istituzioni a tutti i livelli e gli attori socio-economici del territorio umbro. L’incontro di lunedì 4 maggio (ore 15.30), al quale parteciperanno rappresentanti di Regione, Province e Comuni, avvierà il confronto  con una  prima fase di condivisione e di ascolto, partendo appunto dalla presentazione del Rapporto.

Interverranno, tra gli altri, il presidente di Confindustria Umbria, Giammarco Urbani, l’assessore Regionale Francesco De Rebotti, il presidente della Provincia di Perugia, Massimiliano Presciutti, la vice presidente di ANCI Umbria, Laura Antonelli, l’assessore del Comune di Perugia, Francesco Zuccherini e l’assessore del Comune di Spoleto, Giovanni Maria Angelini Paroli.

(foto generica di archivio)

Inquinamento elettromagnetico, l’Umbria punta a costruire una rete di monitoraggio

Costruire una rete regionale omogenea di monitoraggio dell’inquinamento elettromagnetico in grado di garantire ai cittadini un’informazione costante, chiara e accessibile. Con questo obiettivo è stato organizzato l’incontro “Verso una rete regionale per il monitoraggio dell’inquinamento elettromagnetico”, che si è tenuto martedì pomeriggio nella sala del Consiglio della Provincia di Perugia. Promossa da Anci Umbria, Arpa Umbria e Comune di Perugia, l’iniziativa ha riunito istituzioni e tecnici per delineare un sistema coordinato di controllo sul territorio.

A moderare i lavori è stato Giovanni Rubini, coordinatore della Consulta sviluppo sostenibile e cambiamenti climatici di Anci Umbria, che ha dato la parola a Federico Gori, presidente di Anci Umbria, Alfonso Morelli, direttore generale di Arpa Umbria, e agli assessori del Comune di Perugia: David Grohmann (ambiente e transizione ecologica) e Andrea Stafisso (smart city, innovazione tecnologica e transizione digitale).

“I sindaci e gli amministratori locali, oggi più che mai, sono chiamati a guidare le proprie comunità – ha spiegato Federico Gori – attraverso una transizione digitale che comporta anche l’utilizzo di tecnologie. Con questa iniziativa immaginiamo un percorso che vede Anci Umbria, Arpa Umbria e i Comuni coinvolti, in primis quello di Perugia, verso un modus operandi che guardi ad un monitoraggio costante piuttosto che ad un monitoraggio spot. Per fare questo occorre una rete, una rete ben strutturata e soprattutto il coinvolgimento delle istituzioni che devono fare uno switch culturale affinché poi ci possa essere la trasparenza verso le proprie comunità, quindi verso i cittadini, evitando allarmismi sui monitoraggi e, al tempo stesso, metterci nelle condizioni di comprendere effettivamente l’utilità e l’esigenza di avere un monitoraggio costante”.

Alfonso Morelli, nel corso del suo intervento, ha ribadito che in Umbria non esiste un’emergenza legata all’inquinamento elettromagnetico ma “sappiamo benissimo – ha detto – che le infrastrutture sono in continua evoluzione e noi dobbiamo garantire un monitoraggio continuo. Per questo nel sito di Arpa Umbria, anche a tutela del cittadino, c’è una sezione dedicata all’inquinamento elettromagnetico dove è possibile consultare tutti i dati del nostro della nostra sezione agenti fisici”.

Subito dopo David Grohmann ha presentato la rete del Comune di Perugia e l’esperienza del sistema di monitoraggio continuo dei campi elettromagnetici. Il progetto, che ha preso il via lo scorso febbraio, vede l’utilizzo di sensori di ultima generazione, capaci di trasmettere i dati in tempo reale. Sono stati posizionati in tre plessi scolastici – Santa Lucia, Ponte San Giovanni e Ferro di Cavallo – nelle cui pertinenze sono stati posizionati gli impianti e a Palazzo dei Priori. Il progetto ha come obiettivo finale non solo la creazione di un sistema coordinato che vigili costantemente sui livelli di emissione ma anche di permettere un’informazione ambientale facilmente accessibile alla cittadinanza, trasformando così i dati tecnici in uno strumento di consapevolezza pubblica.

“Il quadro emerso – ha spiegato Grohmann – conferma le aspettative. I livelli di esposizione nei luoghi monitorati sono molto bassi: i valori si attestano tra 0,6 e 0,8 volt/metro (V/m), a fronte di un limite nazionale di 15 V/m. Siamo quindi circa due ordini di grandezza al di sotto dei limiti di legge, tra i più restrittivi in Europa. L’investimento si è rivelato corretto per ottenere una verifica oggettiva. Non sono state rilevate anomalie né superamenti. I sensori sono stati installati in tre scuole del territorio, spazi sensibili frequentati quotidianamente dai bambini, e a Palazzo dei Priori, in un’area come Corso Vannucci caratterizzata dalla presenza di impianti e antenne, a tutela della serenità di funzionari e collaboratori. Si tratta di un’iniziativa importante”.

“La nostra piattaforma di smart city prevede di acquisire informazioni real time dal territorio – ha rimarcato Andrea Stafisso – per monitorare in maniera tecnica e puntuale e restituire informazioni e servizi aggiornati alla cittadinanza. I valori che abbiamo registrato non sono preoccupanti in quanto ampiamente sotto i limiti di legge già piuttosto prudenti, però è giusto che le amministrazioni comunali mettano al servizio della popolazione degli strumenti che mostrano con trasparenza quelli che sono i valori, in particolar modo accanto alle strutture più sensibili come le scuole”.

Successivamente si sono tenuti gli approfondimenti tecnici dedicati alle nuove tecnologie applicate al controllo dell’esposizione ai campi elettromagnetici. Hanno preso la parola Stefano Ortica, servizio agenti fisici regionali, con la presentazione delle attività di controllo e monitoraggio condotte da Arpa Umbria a livello regionale, con l’illustrazione dei risultati raccolti nell’ambito del monitoraggio dei campi elettromagnetici; e Michele Rago, cofounfer ed amministratore Wondertech, che ha parlato di “IoT e protezione ambientale: il sistema Wavecontrol per il monitoraggio dell’esposizione umana. L’innovazione tecnologica dei sensori e la gestione dei dati in tempo reale”, con un focus sulle opportunità offerte dai sistemi intelligenti di rilevazione.

Panificatori Confartigianato Terni, eletto il nuovo gruppo dirigente

Si è svolta l’assemblea della categoria Panificatori di Confartigianato Imprese Terni, che ha rinnovato i propri organismi dirigenti, confermando il valore di un comparto fondamentale per la tradizione e la qualità dell’artigianato alimentare del territorio.

È stato eletto presidente Giordano Fioretti (nella foto), che guiderà la categoria nel nuovo mandato.

Fanno parte del Direttivo: Danilo Proietti, Simone Rondolini e Gabriele Zara.

Il coordinamento della categoria è affidato a Giovanni Agerato.

Il nuovo gruppo dirigente lavorerà per valorizzare la qualità della produzione artigianale, sostenere le imprese del settore e promuovere le tradizioni locali, con attenzione all’innovazione e alla crescita del comparto.

Neve sul Verghereto, bloccata la E45

L’abbondante nevicata fuori stagione che ha colpito le zone appenniniche del Centro Italia ha determinato la chiusura della E45 sul passo del Verghereto.

Per chi proviene dall’Umbria, la E45 è chiusa da Sansepolcro.

Nonostante l’allerta meteo, lungo la strada si è creata una lunga fila di mezzi pesanti bloccati dalla neve. Gli operatori Anas stanno lavorando per ripristinare la viabilità il prima possibile.

In Umbria la neve è caduta copiosa in Valnerina e nella fascia appenninica tra Gubbio e Gualdo Tadino. Imbiancate anche le alture intorno a Spoleto e Foligno, sin dalla mattinata.

A metà giornata la pioggia si è trasformata in acqua gelata e poi in neve anche nel centro storico di Perugia, per qualche minuto.