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In Umbria 24mila pensionati in più rispetti ai lavoratori | Analisi e dinamica dei prossimi anni

In Umbria ci sono oltre 24mila pensionati in più rispetto ai lavoratori. Un saldo negativo che, nel Centro Italia, l’Umbria condivide con le Marche. Mentre nel Nord l’unica regione con saldo a favore dei pensionati è un’altra con un’età media molto elevata, la Liguria (-4,767). Tutte le regioni del Mezzogiorno presentano un dato a favore dei pensionati. Le situazioni più critiche interessano la Sicilia con -186.462, la Calabria con -220.349 e, specialmente, la Puglia con -263.020.

L’Ufficio studi della Cgia ha analizzato i dati delle province e regioni italiane e delineato la prospettiva per i prossimi anni, con i nuovi pensionamenti certi, mentre le assunzioni del futuro sono ovviamente da dimostrare in base all’andamento del mercato del lavoro.

In Italia

In Italia il numero dei pensionati ha ormai raggiunto quello dei lavoratori. Il dato definitivo del 2025 indica in 24,1 milioni le persone occupate in Italia e quasi 23,2 le pensioni pagate.

Un numero, il secondo, destinato con certezza ad aumentare nei prossimi anni, come rileva la Cgia. Entro il 2029 usciranno infatti dal mercato del lavoro 3 milioni di italiani. Di questi, una quota pari a circa il 74 per cento del totale, ossia 2.244.700 persone, interesserà le regioni centrosettentrionali. Anche se l’altra dinamica, quella dei nuovi ingressi al lavoro, penalizza di più il Sud, che quindi vede più sbilanciato il rapporto verso i pensionati.

Un problema per il sistema economico italiano, che avrà a disposizione meno manodopera e impiegati. Ma anche per i conti pubblici.  Quest’anno – rileva sempre l’Ufficio studi della Cgia – la spesa pensionistica è destinata a toccare i 351,8 miliardi di euro: il 2,7 per cento in più di quanto abbiamo pagato l’anno scorso, un trend in linea con l’andamento dell’inflazione che quest’anno dovrebbe crescere del 2,8 per cento. Ma nel 2029, a legislazione vigente, l’ammontare delle uscite complessive per pagare tutti gli assegni pensionistici dovrebbe aumentare di 36,8 miliardi, attestandosi sui 388,6 miliardi di euro: praticamente il 10,5 per cento in più, mentre l’inflazione, stando alle previsioni, dovrebbe salire di “soli” 5,8 punti. L’effetto “esodo” comincerà a farsi sentire anche sui conti del sistema previdenziale.

La situazione nelle province

Dall’analisi, fatta dall’Ufficio studi della Cgia – del saldo tra il numero di occupati e le pensioni erogate nel 2025, delle 102 province d’Italia
monitorate “solo” 54 presentano un saldo positivo. Infine, le uniche realtà territoriali del Mezzogiorno che presentano una differenza positiva sono Catania (+475), Matera (+1.127), Pescara (+3.454) e, in particolare, Ragusa (+16.241).

La situazione più “squilibrata” d’Italia si è verificata nella Città Metropolitana di Reggio Calabria: la differenza è stata pari a -90.368. Seguono la provincia di Taranto con -87.189, Lecce con -85.508 e Messina con -76.936. Va segnalato che l’elevato numero di assegni pensionistici erogati nel Mezzogiorno non è ascrivibile alla eccessiva presenza delle pensioni di vecchiaia/anticipate, ma all’elevata diffusione dei trattamenti assistenziali e di invalidità.

Un risultato preoccupante che dimostra con tutta la sua evidenza gli effetti provocati in questi ultimi decenni da quattro fenomeni strettamente correlati fra di loro: la denatalità, il progressivo invecchiamento della popolazione, un tasso di occupazione tra i più bassi in UE e la presenza di tantissimi lavoratori irregolari. La combinazione di questi fattori ha ridotto progressivamente il numero degli occupati regolari e, conseguentemente, è aumentata la platea dei percettori di welfare.

In Umbria

In Umbria nel 2025 risultano 401.882 occupati e 377.788 pensionati, con un saldo a favore di questi ultimi di 24.094 unità. L’incidente degli over 50 sui dipendenti privati nella regione ha superato il 34 per cento. Con un domanda di sostituzione entro il 2029 che sfiora il 45 per cento, con 44.800 persone che andranno in pensione, di cui 20.100 nel settore privato.

Quanto alle province, Terni e Perugia sono praticamente appaiate in classifica. A Terni risultano 104.611 pensionati e 92.897 occupati (-11.714); in provincia di Perugia ci sono 297.271 pensionati e 284.891 occupati (-12.380).

Nel Nord

Ma ci sono 11 province settentrionali che al pari della quasi totalità di quelle meridionali registrano un numero di pensioni erogate superiore a quello dei lavoratori attivi. Si tratta di Lecco con – 188, Belluno con -213, La Spezia con -602, Alessandria con -1.227, Ferrara con -1.548, Sondrio con -1.869, Massa-Carrara con -2.731, Vercelli con -5.351, Rovigo con -5.652 e Biella con -9.153.

La situazione geografica del Nord più disallineata si registra a Savona. Nel capoluogo ligure di ponente il saldo è stato pari a -9.326. Due province della Liguria su quattro presentano un risultato anticipato dal segno meno, mentre in Piemonte sono tre su otto.

Infortuni e malattie professionali in Umbria, i dati Inail

Nei primi sette mesi del 1016, secondo i primi dati a disposizione dell’Inail, in Umbria si sono registrati 6.267 infortuni sul lavoro (+5% rispetto al periodo gennaio – luglio 2025), con 10 decessi (lo scorso anno, nello stesso periodo, erano stati 14 nella regione). Sei decessi sono avvenuti sul luogo di lavoro, mentre in 4 casi durante il tragitto (2 senza l’utilizzo di mezzi).

Le malattie professionali accertate sono state 2.785, con un leggero incremento rispetto alle stesso periodo del 2025.

Inail evidenzia come siano in aumento sia gli infortuni in occasione di lavoro (+3,9%), sia quelli in itinere (+13,7%). Quanto ai decessi, risultano in diminuzione rispetto allo scorso anno gli infortuni mortali in occasione di lavoro, mentre raddoppiano quelli in itinere.

L’Inail offre anche interessanti dati sugli infortuni e malattie professionali denunciati in Umbria dal 2021 al 2025. La variazione degli infortuni è stata del +13,5%, con i casi mortali che sono scesi del 32% e le malattie professionali in aumento dell’88,5%.

Nel 2025 ogni giorni sono stati riscontrati in media nella regione 28 infortuni e 12 malattie professionali.

Quanto ai settori, degli infortuni denunciati nell’ultimo anno 1229 riguardano la manifattura, 722 le costruzioni, 633 il commercio, 546 l’attività di trasporto, 344 alloggi e ristorazione, 233 i servizi alle imprese, 98 la pubblica amministrazione, 617 la sanità.

Il progetto “Benessere a 360°”

Per prevenire infortuni e malattie professionali, anche legate alle nuove criticità dovute all’utilizzo delle tecnologie digitali, Inail sostiene il progetto “Benessere a 360°”, predisposto da Confartigianato Imprese Umbria. Un progetto che, grazie alla consulenza degli esperti di Confartigianato, promuove la prevenzione integrata e volontaria. Al di là, dunque, del solo adempimento agli obblighi di legge.

Statale “Amerina”, da lunedì scatta la chiusura serale

Da lunedì 7 settembre sarà temporaneamente chiusa la statale205 ‘Amerina’ nei pressi di Baschi Scalo in entrambe le direzioni per cinque notti consecutive, dalle ore 21 alle ore 6 del mattino successivo. Durante le chiusure il traffico sarà indirizzato sulla viabilità alternativa secondo le indicazioni predisposte.

L’intervento in corso – per 12,5 milioni – per aumentare sicurezza e funzionalità – consentirà di modificare l’attuale configurazione del tracciato attraverso opere di sostegno, un nuovo muro di contenimento e il prolungamento della galleria ferroviaria della linea lenta Firenze-Roma. I lavori permetteranno l’allargamento della sede stradale e la rettifica di due curve, aumentando il raggio di curvatura e la visibilità e migliorando la fluidità della circolazione, in particolare per quanto riguarda il transito dei mezzi pesanti.

“Fin dall’inizio – sottolinea l’assessore regionale alle Infrastrutture e ai Trasporti, Francesco De Rebotti – abbiamo chiesto ad Anas che le lavorazioni più impattanti venissero programmate, laddove possibile, nelle ore notturne. L’obiettivo è sempre stato chiaro: consentire la realizzazione di interventi necessari e importanti per la sicurezza e il miglioramento della viabilità, cercando allo stesso tempo di incidere il meno possibile sugli spostamenti quotidiani delle persone e delle attività”.

Da sabato riapre di giorno la galleria della Pallotta

Da sabato 29 agosto la galleria Pallotta tornerà completamente fruibile sulle quattro corsie in orario diurno, con il cantiere che da lunedì 31 agosto sarà organizzato esclusivamente nelle ore notturne, dalle 21 alle 6. Nella fascia notturna, per consentire la prosecuzione delle lavorazioni, il traffico in direzione Bettolle sarà deviato sulla viabilità secondaria, con uscita obbligatoria allo svincolo di Piscille e rientro a Prepo. Proseguiranno invece in orario notturno anche le attività nella galleria ‘Madonna Alta’, con deviazione del traffico in direzione Ponte San Giovanni tra le 21 e le 6, attraverso l’uscita obbligatoria a Madonna Alta e il rientro a San Faustino.

Una riapertura che arriva con due giorni di anticipo rispetto al cronoprogramma previsto e che segue quella della galleria Madonna Alta, tornata pienamente percorribile durante il giorno già dal 14 agosto.

“Il risultato – sottolinea l’assessore regionale Francesco De Rebotti – arriva al termine di una fase particolarmente impegnativa, nella quale i lavori sulle due gallerie hanno richiesto anche l’organizzazione dei cantieri a ciclo continuo, con oltre cento tra operai e tecnici impegnati complessivamente su più turni. Una scelta necessaria per concentrare nel periodo estivo le lavorazioni maggiormente incompatibili con la circolazione e ridurre il più possibile la durata dei disagi”.

Treni, dal 10 agosto per manutenzioni lungo la linea Firenze-Roma

Da lunedì 10 a venerdì 28 agosto saranno effettuati lavori di manutenzione e potenziamento, nel tratto tra Chiusi e Orvieto delle linee direttissima e convenzionale Firenze-Roma. Rfi ha conseguentemente riprogrammato l’offerta di treni Alta Velocità, Intercity e Regionali.

Sulla linea Direttissima gli interventi interesseranno il tratto tra Chiusi e Orvieto, con attività alla galleria Fabro e sul viadotto Paglia, nei pressi di Orvieto. Nei cantieri saranno impegnati ogni giorno oltre 80 tecnici di RFI e delle imprese appaltatrici, supportati da treni cantiere e mezzi d’opera. L’investimento previsto è di circa cinque milioni di euro.

Sulla linea convenzionale saranno invece eseguiti interventi di manutenzione straordinaria sul ponte ferroviario del Riomaggiore, tra Chiusi e Panicale, e sulla seconda pensilina della stazione di Chiusi–Chianciano Terme. Le lavorazioni vedranno all’opera quotidianamente oltre 30 tecnici, con l’impiego di treni cantiere e mezzi operativi, per un investimento di circa un milione di euro.

Per consentire l’esecuzione delle attività, la circolazione ferroviaria sarà riprogrammata. Le modifiche, già recepite nei sistemi di vendita delle imprese ferroviarie, comporteranno variazioni di orario, allungamenti dei tempi di percorrenza e una rimodulazione dell’offerta dei collegamenti Alta Velocità, Intercity e Regionali.

Conclusi gli interventi, dal 29 al 31 agosto, sarà avviata la fase di ripristino dell’esercizio secondo le procedure previste dopo il rinnovo dell’infrastruttura. In questo periodo i treni transiteranno inizialmente a velocità ridotta, progressivamente incrementata dopo le verifiche tecniche, con un aumento dei tempi di percorrenza compreso tra 5 e 10 minuti.

Drammatico incidente sulla Terni – Rieti, attivati straordinarie procedure di soccorso

La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha espresso profondo dolore per la tragedia che si è consumata sulla Terni – Rieti e vicinanza ai feriti e a tutti coloro che sono rimasti coinvolti. Insieme al direttore regionale Gianluca Fagotti e alla direttrice regionale alla Salute, Daniela Donetti, ha seguito tutte le fasi dell’emergenza, dal primo soccorso all’assistenza di prima accoglienza, con l’attivazione dei protocolli sanitari di maxi emergenza.

La presidente ha ringraziato tutti coloro che sono stati impegnati nella grandissima operazione di soccorso: le donne e gli uomini della Protezione civile regionale, i vigili del fuoco, le forze dell’ordine, gli operatori sanitari e i volontari che stanno lavorando senza risparmio di energie.

Dopo essersi recati sul posto e al centro di prima accoglienza, la presidente e il direttore Fagotti si sono trasferiti in Prefettura a Terni, dove è aperto il Centro coordinamento soccorsi.

La Regione si è attivata sul fronte sanitario con la centrale operativa: applicate le procedure di maxi emergenza, allertate le quattro aziende sanitarie e i pronto soccorso di Terni, Foligno, Perugia e Spoleto. Tutti gli ospedali della regione hanno messo a disposizione posti letto liberi per accogliere i feriti.

A Terni è stato attivato anche il supporto psicologico per i familiari e le altre persone coinvolte nel terribile incidente.
È entrata subito in azione anche la Protezione civile regionale. La presidente Stefania Proietti e il direttore regionale Gianluca Fagotti si sono recati sul posto. A prestare i primi soccorsi sono stati 12 equipaggi sanitari, con una cinquantina di volontari, oltre a una decina di operatori della Protezione civile e a un mezzo attrezzato per le maxi emergenze arrivato da Città di Castello.

Davanti alla biglietteria della Cascata delle Marmore è stato allestito dalla Regione un centro di prima accoglienza per i feriti lievi e per le persone illese.

Incidente sulla Terni – Rieti, 6 vittime e numerosi feriti

E’ di sei morti e ventisette feriti il drammatico bilancio dell’incidente che si è verificato lungo la strada Terni – Rieti, dove un camper si è scontrato frontalmente con un pullman di turisti, coinvolgendo poi nello scontro altre vetture.

Cinque persone sono morte sul colpo, una sesta dopo il trasporto in ospedale. Le vittime sono il narnese Giampiero Colasanti, che era alla guida del camper (ricordato dalla Corsa all’Anello con un messaggio di cordoglio), una persona che era con lui, i due autisti del bus e due passeggeri.

Secondo una prima ricostruzione della polizia stradale, il camper avrebbe invaso la corsia opposta mentre procedeva verso Terni, centrando il pullman che era diretto Rieti. L’incidente ha poi coinvolto tre auto che transitavano in quel punto.

Ai soccorritori si è presentata una scena apocalittica. I feriti più gravi sono stati trasportati con l’elisoccorso. A prestare i primi soccorsi sono stati 12 equipaggi sanitari, con una cinquantina di volontari, oltre a una decina di operatori della Protezione civile e a un mezzo attrezzato per le maxi emergenze arrivato da Città di Castello. La Regione si è immediatamente attivata sul fronte sanitario con la centrale operativa: applicate le procedure di maxi emergenza, allertate le quattro aziende sanitarie e i pronto soccorso di Terni, Foligno, Perugia e Spoleto. Tutti gli ospedali della regione hanno messo a disposizione posti letto liberi per accogliere i feriti. E’ entrata in azione la protezione civile.

Sul posto la polizia stradale e i vigili del fuoco. La strada è rimasta a lungo chiusa.

Federmanager Perugia, il bilancio del presidente Castagnino che depone il mandato

Tempo di bilanci per Federmanager Perugia nell’assemblea annuale 2026. Per l’associazione, che segna nella provincia un aumento degli iscritti, restyling della sede, nuove iniziative e apertura ai giovani. E per il presidente Alessandro Castagnino, che depone il mandato e con emozione commenta: “Lascio un’associazione in crescita e fortemente rinnovata”.

Il tutto, alla presenza del presidente nazionale Valer Quercioli, che lancia il piano per la sicurezza e le politiche attive a sostengo dei territori.

E’ stata un’assemblea annuale particolarmente importante questa ospitata al Chocotel di Perugia. Al termine di un biennio straordinario sotto la presidenza di Alessandro Castagnino, che lascia anticipatamente il timone per fare rientro nella sua regione d’origine, la Liguria. Un mandato breve ma intenso, che ha segnato un cambio di passo decisivo per l’associazione sindacale che rappresenta i dirigenti, i quadri apicali e le alte professionalità della provincia.

L’appuntamento ha visto una corposa partecipazione di soci, con una delegazione arrivata anche da Terni guidata dal presidente Luciano Neri.

I lavori si sono aperti con la parte privata, durante la quale Daniela Farinelli, coordinatrice del Gruppo Minerva (l’organo interno dedicato alle donne manager), ha presentato i bilanci preventivo e consuntivo, approvati dall’aula, prima di procedere alla votazione per l’integrazione dei membri del consiglio direttivo.

Il saluto di Castagnino

Il presidente uscente ha tracciato un bilancio profondamente positivo, dettato esclusivamente da motivi personali e familiari che lo portano a salutare l’Umbria dopo trent’anni di permanenza, come dirigente di Confindustria Umbria e, per ultimo, come Presidente della Federmanager locale. “Lascio la carica con un’associazione in salute e, soprattutto, in una fase di forte rinnovamento generazionale – ha dichiarato Alessandro Castagnino -. Dopo anni siamo riusciti ad attirare e coinvolgere negli organi direttivi diversi giovani dirigenti e quadri apicali: un traguardo che rappresenta una grandissima soddisfazione. L’esperienza è stata eccellente e me ne vado fiero del lavoro svolto insieme a tutto il consiglio direttivo. I nuovi consiglieri nominati dall’assemblea, il dott. Francesco Paradisi ed il dott. Alessio Ruffinelli, contribuiscono a garantire per il futuro una governance di alto profilo, in grado di traguardare obiettivi ambiziosi. Lascio questa regione serenamente; l’Umbria rimarrà per sempre nel mio cuore. L’impegno in Federmanager è stato l’ultimo tassello della mia attività in questo territorio, il coronamento perfetto di un lungo e bellissimo percorso professionale e umano”.

A farsi portavoce del ringraziamento di tutti i soci è stato il past president Roberto Peccini, che ha pubblicamente lodato Castagnino per l’ottimo lavoro svolto e i traguardi raggiunti. In attesa della prossima convocazione del Consiglio per l’elezione del nuovo presidente, la guida dell’associazione è stata affidata ad interim al vicepresidente Giuseppe Chiari.

Linea nazionale per i territori

La parte pubblica dell’assemblea ha visto l’atteso intervento del presidente nazionale di Federmanager, Valter Quercioli, il quale, dopo una panoramica sulla complessa situazione geopolitica ed economica che stanno affrontando le aziende italiane, ha annunciato le prossime mosse della federazione a supporto delle strutture territoriali, basate su due pilastri strategici finanziati direttamente dal nazionale.

Il primo focus è la sicurezza sul lavoro: “Considerare la cultura della prevenzione come il nostro primo dovere e la nostra massima responsabilità è fondamentale per noi manager – ha sottolineato Quercioli -. Non possiamo tollerare che nelle nostre aziende ci siano persone che escono la mattina per andare al lavoro e non tornano a casa la sera. Per questo abbiamo chiesto a tutti i nostri 55 presidenti territoriali, incluso quello di Perugia, di focalizzarsi sulla diffusione della sicurezza nelle imprese, tra le istituzioni e nella società civile. Abbiamo inoltre siglato un importante protocollo con Inail Nazionale per garantire il massimo supporto operativo sul territorio da parte delle sedi provinciali, regionali e delle Asl”.

Il secondo pilastro riguarda le politiche attive e l’occupabilità a lungo termine, con lo stanziamento di fondi destinati a supportare sia i manager che si trovano nella necessità di ricollocarsi, sia chi è già in servizio ma deve governare continue transizioni aziendali. “Il sistema delle imprese è quotidianamente sollecitato da variazioni repentine – ha concluso il presidente nazionale -. La chiave di volta è essere preparati alla prossima trasformazione organizzativa. Finanzieremo una rete di sportelli e servizi dedicati ai manager per migliorare la loro occupabilità a lungo termine, rispondendo concretamente alle sfide della cronaca attuale”. La giornata si è conclusa con un aperitivo e una cena conviviale, un momento prezioso per rinsaldare i legami tra gli associati e rinnovare l’entusiasmo verso le future iniziative socio-culturali del territorio.

I 114 voli settimanali valgono un giugno record per l’aeroporto dell’Umbria | I dati

L’Aeroporto Internazionale dell’Umbria – Perugia “San Francesco d’Assisi” archivia il miglior mese di giugno della propria storia con 75.927 passeggeri, in crescita del 4% rispetto allo stesso mese del 2025.

Con questo risultato, quello appena concluso si colloca come il miglior mese di giugno e il terzo miglior mese in assoluto nella storia dello scalo, confermando il positivo andamento della stagione estiva.

Il primo semestre 2026 si conclude con oltre 294.000 passeggeri transitati da e per Perugia, in aumento del 6,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Particolarmente significativo il risultato del traffico internazionale, che ha rappresentato il 66,75% del totale dei passeggeri movimentati e ha registrato una crescita del 6,7% rispetto al 2025. Il traffico nazionale si mantiene sostanzialmente stabile, confermando come lo sviluppo dello scalo sia oggi trainato soprattutto dalla crescente domanda internazionale.

Il dato conferma la validità del percorso di internazionalizzazione avviato negli ultimi anni, che sta consentendo a un numero sempre maggiore di visitatori stranieri di raggiungere direttamente l’Umbria attraverso il proprio aeroporto.

Nel mese di giugno l’offerta si è ulteriormente rafforzata con l’incremento delle frequenze Ryanair su Brindisi e con la ripresa dei collegamenti Aeroitalia per Olbia e Lamezia Terme. Nel complesso, l’aeroporto dell’Umbria offre oggi 114 voli di linea settimanali.

I risultati registrati confermano la solidità del percorso di crescita dello scalo e il buon andamento della stagione estiva, sostenuti da un network sempre più orientato ai collegamenti internazionali.

Le prospettive per i prossimi mesi restano particolarmente positive. Sulla base dell’andamento registrato e delle previsioni di traffico per la stagione estiva, il record storico assoluto di passeggeri movimentati in un singolo mese potrebbe essere già avvicinato o superato nel mese di luglio e, con ogni probabilità, essere superato nel corso del mese di agosto.

Ospedale di Perugia, assunzione di 51 infermieri e altre figure professionali

L’Azienda ospedaliera di Perugia ha comunicato l’avvio delle procedure per l’assunzione di 51 infermieri mediante attingimento per scorrimento della graduatoria del concorso pubblico approvata a febbraio scorso.

Sono già state avviate le chiamate per verificare la disponibilità alla presa di servizio e l’intero iter assunzionale si concluderà entro i prossimi mesi. Le nuove assunzioni si aggiungono ai 63 infermieri già entrati in servizio a partire dal mese di aprile 2026, anch’essi reclutati attraverso l’utilizzo della medesima graduatoria derivante dal primo concorso unificato tra le 4 aziende sanitarie umbre promosso dalla giunta Proietti.

L’incremento dell’organico infermieristico rientra nel più ampio piano di potenziamento dei servizi sanitari e di miglioramento dell’assistenza ai cittadini, con l’obiettivo di garantire risposte sempre più efficaci e tempestive ai bisogni di salute della comunità.

Parallelamente, l’Azienda da ospedaliera di Perugia ha attivato le procedure per l’assunzione di ulteriori figure professionali: 3 ostetriche, 3 autisti di ambulanza, 1 tecnico della prevenzione e 2 collaboratori amministrativi. Prosegue inoltre il rafforzamento del personale medico attraverso un costante programma di reclutamento.