Due morti sulle strade umbre nelle ultime ore. Una donna di 35 anni è deceduta mercoledì sera dopo essere uscita di strada con la propria auto a Papiano di Marsciano. La sua vettura, dopo essere uscita di strada, è finita contro la recinzione della Ferrovia Centrale Umbra. E’ morta poco dopo l’arrivo dei soccorritori.
Nella mattinata di giovedì una donna di 78 anni, che era in bicicletta a Panicarola di Castiglione del Lago, è stata investita da un’auto, che non si è fermata. Secondo i carabinieri di Città della Pieve alla guida c’era una donna di 49 anni, residente a Castiglione del Lago, che poco dopo è stata rintracciata sul luogo di lavoro a Magione. La donna è indagata per omissione di soccorso. Indagini in corso per capire l’esatta dinamica dell’incidente, che sarebbe stato ripreso da una telecamera di sorveglianza.
L’aumento incontrollato di fertilizzanti, gasolio, plastiche e altri fattori di produzione legato alla guerra in Medio Oriente sta costando fino a 200 euro a ettaro alle aziende agricole italiane, con i principali input di produzione che sono lievitati di oltre il 30% rispetto al periodo pre conflitto, mettendo a rischio le coltivazioni agricole e la sovranità alimentare del Paese. Sono alcune delle stime su questo primo mese di conflitto del Centro Studi Divulga e per cui Coldiretti, chiede misure urgenti dall’Europa per evitare che la crisi dilaghi.
In un mese di guerra i costi per il settore dell’olio d’oliva sono cresciuti di 205 euro a ettaro di uliveto, secondo le stime di Divulga, mentre per i cereali sono balzate mediamente di almeno 65-80 euro ad ettaro, con picchi fino a 200 euro per la coltivazione del mais, che si ripercuote anche sugli allevamenti incidendo sull’alimentazione del bestiame. Anche produrre una tonnellata di latte costa alle stalle 40 euro in più rispetto a prima, mentre per il comparto suinicolo i costi aggiuntivi di queste settimane di guerra si aggirano sui 25 euro a capo allevato. Bilanci in rosso anche nei frutteti dove gli incrementi stimati nelle prime settimane di guerra si stanno traducendo in aumenti fino a 35 euro a tonnellata. Ma a soffrire sono anche il florovivaismo e il vino. I listini dei fertilizzanti sono saliti alle stelle, come nel caso dell’urea, che è arrivata a toccare quota 815 euro a tonnellata (ben 230 euro in più rispetto a fine febbraio, +40%), avvicinandosi pericolosamente ai livelli segnati con lo scoppio della guerra in Ucraina. Su anche il nitrato ammonico, che ha toccato i 500 euro a tonnellata, quasi 100 euro in più in un mese (+21%). Sono “esplosi” anche i prezzi del gasolio agricolo passati da circa 0,85 euro/litro fino a 1,38 euro/litro, con aumenti superiori a quelli registrati per il diesel ordinario. Uno scandalo che ha portato Coldiretti a presentare una denuncia in Procura e Guardia di Finanza contro le speculazioni. Aumenti di energia e trasporti rischiano di ridurre i margini delle imprese agricole e trasferirsi sui prezzi al consumo, come già avvenuto dopo l’inizio della guerra in Ucraina, considerato che l’88% dei cibi viaggia su gomma.
“In tale ottica – ricorda Albano Agabiti, presidente Coldiretti Umbria – è importante il recupero di 10 miliardi di fondi della Pac, la Politica agricola comune che, sulla spinta delle mobilitazioni della Coldiretti, ha scongiurato i tagli previsti dalla Commissione Ue. Ma con la crisi che rischia di aggravarsi è necessario mettere in campo urgenti misure di sostegno alle imprese agricole, impegnate a garantire la produzione alimentare in condizioni sempre più complesse e a prezzo di grandi sacrifici. Come richiesto al Governo dal nostro presidente nazionale Prandini, riteniamo fondamentale che il tema dell’aumento dei costi, in particolare legati ai carburanti, venga affrontato con misure concrete e tempestive a sostegno del comparto agricolo. In questo contesto, il credito d’imposta rappresenta uno strumento efficace che può e deve essere esteso anche alle imprese agricole, con l’obiettivo di contenere l’impatto dell’incremento dei costi di produzione”.
“Occorrono – sottolinea Mario Rossi, direttore regionale Coldiretti – politiche capaci di intervenire sui costi di produzione, calmierare i mercati e garantire continuità produttiva. Difendere oggi l’agricoltura significa difendere la sicurezza alimentare, la tenuta economica e la stessa coesione sociale dei nostri territori. Serve un cambio di passo per evitare di scaricare il peso di questa situazione geopolitica sulle imprese agricole e sui cittadini”.
Siglato nei giorni scorsi l’accordo definitivo tra la Regione Umbria e le organizzazioni sindacali del comparto sanità (Cisl fp, Fials, Nursind, Nursing up) per l’erogazione della nuova indennità di Pronto Soccorso.
L’intesa, frutto di un costruttivo confronto regionale in attuazione del nuovo contratto nazionale (Ccnl 2022–2024), segna una svolta decisiva per il riconoscimento economico del personale sanitario del comparto che opera nei contesti di emergenza-urgenza.
Grazie a questa firma, si sbloccano risorse economiche di rilievo che garantiranno un sostegno concreto a chi lavora nei reparti più complessi del nostro sistema sanitario. Lo stanziamento complessivo per la Regione Umbria è in crescita costante: dai circa 4,1 milioni di euro previsti per il 2025, si supererà la quota di 4,7 milioni di euro annui a decorrere dal 2026.
L’accordo non si limita a erogare fondi, ma introduce un criterio di equità e valorizzazione professionale: per la prima volta l’indennità viene differenziata in base ai profili professionali, assicurando conguagli importanti per le annualità 2023, 2024 e 2025 e nuovi valori di acconto mensile a partire da quest’anno. Il provvedimento riguarda il personale del comparto sanitario assegnato ai servizi di Pronto Soccorso (DEA di I e II livello e ospedali di base), ma l’accordo estende giustamente il beneficio anche a chi vive quotidianamente il disagio delle particolari condizioni lavorative in ambiti assimilati, come la centrale operativa e le postazioni del 118, l’elisoccorso, i Pronto Soccorso specialistici di Ostetricia e Ginecologia dell’Azienda ospedaliera di Perugia e Terni e di Pediatria dell’Azienda ospedaliera di Perugia, oltre ai servizi di radiologia delle due Aziende ospedaliere regionali dedicati all’urgenza.
L’intesa prevede un cronoprogramma serrato per garantire che i benefici economici arrivino rapidamente: i pagamenti dei conguagli relativi agli anni precedenti saranno effettuati dalle Aziende sanitarie entro il mese di luglio 2026. Già dai prossimi mesi, inoltre, il personale vedrà un significativo incremento negli acconti mensili.
Si è svolta l’assemblea della categoria Panificatori di Confartigianato Imprese Terni, che ha rinnovato i propri organismi dirigenti, confermando il valore di un comparto fondamentale per la tradizione e la qualità dell’artigianato alimentare del territorio.
È stato eletto presidente Giordano Fioretti (nella foto), che guiderà la categoria nel nuovo mandato.
Fanno parte del Direttivo: Danilo Proietti, Simone Rondolini e Gabriele Zara.
Il coordinamento della categoria è affidato a Giovanni Agerato.
Il nuovo gruppo dirigente lavorerà per valorizzare la qualità della produzione artigianale, sostenere le imprese del settore e promuovere le tradizioni locali, con attenzione all’innovazione e alla crescita del comparto.
Adesso è ufficiale: Angelini Wines & Estates acquisisce la maggioranza di Arnaldo Caprai, la cantina che ha fatto conoscere al mondo il Sagrantino di Montefalco.
Un Gruppo che ha preso il nome Angelini Wines & Estates nel 2022, rafforzando un progetto avviato nel 2011, quando alle realtà agricole e vitivinicole Tenimenti Angelini – le toscane Val di Suga, Tenuta Trerose, San Leonino, la friulana Cantina Puiatti (e poi dal 2015 anche la marchigiana Fazi Battaglia) – si è unita la Cav. G.B. Bertani, storica azienda della Valpolicella che ha dato il nome Bertani Domains.
Fino all’acquisizione della maggioranza di Arnaldo Caprai, così spiegata in una nota: “Con questa alleanza Angelini Wines & Estates rafforza il posizionamento nel settore premium-luxury, aggiungendo al proprio portfolio un marchio riconosciuto e distintivo. L’ingresso di Angelini Wines & Estates si fonda su una visione condivisa: investire nel lungo periodo, rafforzare la presenza internazionale e valorizzare l’unicità dei territori italiani, nel pieno rispetto dell’identità dei marchi”.
Marco Caprai, che continuerà a detenere il 25% delle quote, viene confermato nel suo ruolo di presidente e Ceo di Arnaldo Caprai.
L’operazione è stata seguita da Paolo Pietrostefani di Pietrostefani Corporate, da Alberto Calvi Coenzo di Avvocatidiimpresa e da Alberto Bezzetto di CDR Advisory.
La Angelini Wines & Estates
Angelini Wines & Estates rappresenta “una componente strategica del Gruppo Angelini Industries, costruita nel tempo attorno a marchi di eccellenza del vino italiano è costituita da 6 cantine, per un totale di 1.700 ettari di terreni, di cui 460 vitati, e produce complessivamente circa 4 milioni di bottiglie l’anno. Tra le realtà del gruppo, Bertani, Val di Suga e Cantina Puiatti spiccano per il carattere identitario”.
Angelini Industries è un gruppo industriale multinazionale fondato ad Ancona nel 1919 da Francesco Angelini. Oggi rappresenta una realtà industriale solida e articolata che impiega circa 5.600 dipendenti e opera in 21 Paesi del mondo con ricavi per 1,6 miliardi di euro.
Riunisce sei importanti realtà vitivinicole del territorio italiano. In Toscana, tre prestigiose Docg: il Brunello di Montalcino a Val di Suga, il Vino Nobile di Montepulciano a Tenuta Trerose e il Chianti Classico a San Leonino. Nelle Marche con la cantina Fazi Battaglia, marchio storico del vino italiano, conosciuta in particolare per il suo Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico. In Friuli-Venezia Giuli con la Cantina Puiatti, impegnata nella produzione di grandi vini bianchi e bollicine Metodo Classico. E con Bertani, l’azienda veronese, che produce, in particolare, l’Amarone della Valpolicella Classico.
Arnaldo Caprai
L’azienda Arnaldo Caprai è stata fondata dall’omonimo produttore nel 1971 e portata all’apice dalla visione del figlio Marco Caprai. “L’azienda – viene ricordato nel comunicato stampa in cui si ufficializza l’acquisizione – ha avuto il merito storico di recuperare il Sagrantino di Montefalco, vitigno che stava per essere perso e dimenticato, attraverso una ricerca scientifica senza precedenti sulla selezione clonale. La sfida tecnica era titanica: il Sagrantino possiede la carica polifenolica più alta al mondo, ma Caprai, grazie all’uso sapiente della barrique e di nuove tecniche di vinificazione, trasforma quella “durezza” in una struttura setosa, capace di sfidare i decenni. Nel 1993 nasce il Sagrantino 25 Anni: non è solo un vino, è un manifesto, che con i suoi punteggi internazionali e la sua eleganza dirompente dimostra come questo vino possa essere iscritto tra i grandi rossi internazionali. Così, grazie alla visione di Marco Caprai, pioniere anche della sostenibilità integrata, Montefalco passa da borgo rurale a capitale mondiale dell’enoturismo”.
(nella foto Marco Caprai, dal suo profilo Facebook)
Anci Umbria, Associazione Stampa Umbra (Asu), Gruppo Uffici Stampa Umbria (Gus) e Ordine dei Giornalisti dell’Umbria (Odg) hanno firmato un protocollo d’intesa finalizzato a rafforzare la qualità, la professionalità e l’uniformità della comunicazione pubblica all’interno dei Comuni umbri.
L’accordo, frutto anche di un percorso nazionale avviato nei mesi scorsi da Anci e dalla Federazione nazionale della Stampa italiana (Fnsi), nasce dalla consapevolezza che il rapporto tra istituzioni e cittadini richiede oggi modalità di comunicazione sempre più chiare, trasparenti e strutturate. Come riportato nel documento, “la gestione dell’informazione, ispirata ai principi di chiarezza e completezza sui servizi offerti, deve garantire una migliore qualità del livello di conoscenza delle diverse attività e dei progetti degli enti territoriali”.
I dettagli del protocollo
Il protocollo impegna le parti ad attivare un programma di sensibilizzazione affinché ogni amministrazione – anche in forma associata – preveda nella propria pianta organica un ufficio stampa dedicato alla comunicazione istituzionale e ai rapporti con i media, in attuazione della legge 150/2000.
L’intesa promuove l’adozione di procedure di selezione uniformi e raccomanda la presenza di giornalisti professionisti con almeno dieci anni di iscrizione all’albo nelle commissioni esaminatrici, a garanzia della qualità e della coerenza dei processi di reclutamento.
Un capitolo centrale del protocollo riguarda la formazione: le parti si impegnano a promuovere attività permanenti di aggiornamento e a costituire un gruppo di lavoro tecnico per progettare percorsi formativi condivisi, in linea con quanto previsto dal Dpr 422/2001 e dall’obbligo di formazione professionale continua.
Il documento prevede anche la creazione di una Commissione di monitoraggio composta da rappresentanti di Anci Umbria, Asu/Gus e Odg Umbria, con il compito di verificare l’attuazione delle attività previste e di promuovere la costituzione di uffici stampa comunali, anche in forma aggregata.
La firma
Alla firma del protocollo erano presenti Federico Gori, presidente di Anci Umbria, Massimiliano Cinque, presidente di Asu, Luca Benedetti, presidente dell’Odg Umbria, e Alessandra Borghi, presidente del Gus Umbria.
“Questo protocollo – dichiara Federico Gori – rappresenta un passo avanti fondamentale per rafforzare la qualità della comunicazione pubblica nei nostri Comuni. Una comunicazione chiara, tempestiva e professionale non è un elemento accessorio, ma una condizione essenziale per costruire fiducia, trasparenza e partecipazione. La collaborazione con Asu, Gus e Odg dell’Umbria ci permetterà di mettere a sistema competenze, visioni e strumenti, offrendo ai Comuni un percorso chiaro e condiviso. È un impegno concreto per migliorare la qualità del servizio pubblico e rafforzare il legame con le nostre comunità”.
“Siamo particolarmente soddisfatti della firma del protocollo – sottolinea Massimiliano Cinque – che non è solo un’enunciazione di principi ma uno strumento pratico di lavoro. Contiene infatti una sorta di vademecum sull’organizzazione degli uffici stampa e sul reclutamento del personale, ribadendo quello che afferma la legge 150 del 2000 e cioè che negli uffici stampa devono lavorare giornalisti regolarmente iscritti all’ordine. Nel protocollo si insiste anche sull’autonomia professionale e sul rispetto di alcuni principi cardine nella compilazione dei bandi relativi alle assunzioni. E’ un passo importante che parte dagli uffici stampa pubblici ma che può e deve avere riverberi anche su quelli privati”.
“Il protocollo firmato oggi, a cui Odg, Asu e Gus hanno lavorato con convinzione, – rimarca Luca Benedetti – è un passo importante per rendere migliore l’informazione istituzionale nella nostra regione, informazione che deve avvalersi della professionalità dei giornalisti. Con la firma dell’intesa speriamo che vengano meno le zone d’ombra sul corretto impiego dei giornalisti (quando, addirittura, il ruolo è ricoperto da chi giornalista non è) che nel corso dei mesi scorsi ha già costretto Asu, Odg e Gus a intervenire. Il protocollo è importante in quanto può diventare la base per l’impiego dei giornalisti non solo per i Comuni ma anche per altri enti a totale partecipazione pubblica (o che utilizzano cospicui fondi pubblici per la loro attività) che non sempre utilizzano, per l’informazione istituzionale, i giornalisti ma si avvalgono di altre professionalità per una preoccupante, e non corretta, invasione di campo”.
“Questo protocollo – afferma, infine, Alessandra Borghi – è importante sotto due aspetti: da un lato va incontro agli amministratori delineando le corrette modalità per il reclutamento dei giornalisti; dall’altro valorizza l’apporto essenziale che la nostra categoria può dare all’attuazione del principio di trasparenza in ambito pubblico. In particolare, attraverso il vademecum che ne costituisce parte integrante, ci restituisce una visione aggiornata del giornalista pubblico nell’era della comunicazione digitale. Un professionista che, oltre a usare gli strumenti tradizionali come comunicati e conferenze stampa, gestisce eventi, i social, elabora campagne di comunicazione, cura il brand delle organizzazioni pubbliche e utilizza strumenti che innovano i processi informativi pur nel rispetto di precisi limiti deontologici”.
L’Assemblea della Categoria Tessili di Confartigianato Imprese Terni ha rinnovato i propri organismi dirigenti, confermando il valore di un comparto che rappresenta creatività, qualità e tradizione manifatturiera.
È stato riconfermato presidente Fabrizio Giorgetti (nella foto), a testimonianza del lavoro svolto e dell’impegno a favore delle imprese del settore.
Fanno parte del Direttivo: Valeriano Nobili e Daniele Mulas.
Il coordinamento della categoria è affidato ad Giovanni Agerato.
Il nuovo gruppo dirigente lavorerà per rafforzare la rappresentanza delle imprese del comparto, promuovere qualità, innovazione e valorizzazione delle produzioni tessili, sostenendo lo sviluppo del settore.
“Stili di Vite” è il concept con cui si presenta al Vinitaly 2026 Umbria Top, la cooperativa che riunisce le eccellenze vitivinicole umbre dal 12 al 15 aprile alla Fiera di Verona. Un progetto che va oltre la semplice esposizione fieristica per trasformarsi in un racconto corale della cultura dell’Umbria, fra storia, spiritualità e contemporaneità di cui il vino è grande portavoce. Il tema scelto per il 2026 si inserisce in un anno di importante cambiamento e offre l’opportunità di raccontare al mondo come il vino umbro nasca da un sistema di valori fondato su collaborazione, identità e senso di appartenenza. In questa visione, lo stile non è un elemento estetico ma una sostanza culturale: è la forza che si ritrova in ogni grappolo, in ogni scelta produttiva e in ogni bottiglia, diventando il tratto distintivo dell’Umbria del vino.
Anche quest’anno istituzioni, enti, testimonial che contribuiscono con le loro attività a promuovere e valorizzare l’unicità del territorio: Assessorato al PNRR, alle politiche agricole e agroalimentari, alla montagna e alle aree interne, ai parchi e ai laghi, al turismo e allo sport, Camera di Commercio dell’Umbria e Promocamera Umbria, Assogal Umbria – con i suoi 5 Gal, 3A Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria.
Il design e la grafica dello spazio espositivo di Umbria Top e del nuovo padiglione D, che accoglie la cooperativa, e che sono stati curati dal creativo Carlo Guttadauro, rivelano un’idea di spazio che si sviluppa come un ambiente immersivo, in cui immagini di paesaggio, volti di grandi personaggi della regione, dettagli materici e parole d’autore costruiscono un’atmosfera energica e contemplativa.
Il concept trova una traduzione visiva potente all’interno del padiglione, dove il “leporello” grafico accompagna il visitatore lungo tutto il perimetro dello spazio espositivo. La narrazione si sviluppa attraverso la fusione di linguaggi visivi differenti: elementi classici, di matrice pittorica e ispirati alla tradizione artistica umbra, si intrecciano con segni contemporanei, dando vita a un dialogo armonico tra passato e presente.
Alla presentazione in Regione sono intervenuti: Simona Meloni, assessora regionale alle politiche agricole e agroalimentari e al turismo, Massimo Sepiacci, presidente di Umbria Top Wines, Federico Sisti, segretario generale della Camera di Commercio dell’Umbria, Devis Cruciani, amministratore unico Parco tecnologico agroalimentare dell’Umbria, Pietro Bellini, presidente Assogal Umbria, Lorenzo Mariani, segretario regionale Confcooperative Umbria, Pietro Marchi, presidente Ais Umbria.
“Questa per l’Umbria – afferma Simona Meloni, assessora regionale Politiche agricole e agroalimentari – è l’edizione delle scelte coraggiose e abbiamo cercato davvero di buttare il cuore oltre l’ostacolo, anche rispetto alle polemiche che ci sono state per la collocazione dello stand decidendo, alla fine, di andare da soli. Abbiamo puntato sull’identità della nostra regione, con le nostre produzioni, le nostre eccellenze, tutti i nostri territori e con nuovi protagonismi, senza dimenticare anche l’Ottocentenario della morte di San Francesco per ricordare l’Umbria come terra di pace e spiritualità. Abbiamo puntato sugli Stili di Vite anche per ricordare il lavoro dell’uomo e chi ha portato il vino umbro in alto. Per questo il lunedì della kermesse lo dedicheremo a figure straordinarie dell’Umbria del vino omaggiando pionieri come Arnaldo Caprai, Maria Grazia Lungarotti, Leonardo Zanchi e Luigi Barberani che ci hanno lasciato di recente. Il vino, come del resto il comparto dell’agricoltura, sta attraversando un momento molto difficile, molto complesso. Stava risollevando la testa dopo il Covid ma adesso questi nuovi eventi che stanno sconvolgendo la geopolitica, pensiamo a materie prime e gasolio, stanno mettendo a dura prova un comparto già fortemente fiaccato già dagli eventi climatici. Però non vogliamo mollare, vogliamo dare una forte testimonianza di presenza delle Istituzioni. Stiamo costruendo anche nuovi bandi sull’OCM vino di cui daremo poi alcuni dettagli poco prima del Vinitaly, perché vogliamo stare vicino a chi continua ad investire nel mondo del vino, a chi continua a fare impresa e a chi continua a produrre anche sotto il profilo vitivinicolo”.
“Siamo alla nostra diciassettesima edizione di Vinitaly come Umbria Top e ogni volta questo evento racchiude energie e progetti che riescono a sostenere il comparto nella sua promozione corale – commenta Massimo Sepiacci, presidente di Umbria Top Wines. Lo spostamento dallo storico Pad. 2 al Padiglione D, dove occuperemo ben 1.700 metri quadri, è una nuova sfida, in un periodo non semplice per il vino di tutto il mondo. Ciononostante – continua Sepiacci – crediamo che ci siano tutti i presupposti per una edizione di grande qualità per la nostra regione”.
“Stili di Vite – afferma Gioia Bacoccoli, coordinatrice di Umbria Top – si configura come un racconto stratificato, capace di restituire più livelli di lettura. La vite rappresenta innanzitutto il lavoro quotidiano, la competenza agricola e la continuità della tradizione vitivinicola. Allo stesso tempo, il tema richiama lo stile di vita umbro, fatto di equilibrio, cura, sobrietà e autenticità, valori che diventano un modello da condividere e promuovere. A questa dimensione si affianca quella umana e narrativa: le “vite” sono anche quelle dei produttori, degli imprenditori, delle figure che hanno contribuito a costruire il prestigio del vino umbro, ma anche degli umbri che nel tempo hanno lasciato un segno nel mondo, dalla spiritualità all’arte, dall’agricoltura alla cultura”.
In questo racconto si inseriscono figure simboliche che rafforzano il legame tra territorio, cultura e visione. La tradizione enologica trova un riferimento significativo in Zeffirino Faina, protagonista del rinnovamento qualitativo del vino umbro, contribuendo in modo decisivo alla crescita della reputazione dell’Orvieto e dell’intera regione. Accanto a lui, la dimensione artistica è rappresentata da Pietro Vannucci, il Perugino, la cui pittura armoniosa e luminosa diventa metafora visiva di quell’equilibrio che caratterizza anche il paesaggio e la cultura umbra.
Il progetto si arricchisce inoltre di un forte apparato simbolico, che richiama la spiritualità profonda della regione. La rosa di Santa Rita diventa emblema di speranza e resilienza, capace di raccontare come dalla difficoltà possa nascere bellezza, mentre il giglio di Santa Chiara esprime purezza, essenzialità e fiducia, valori che trovano corrispondenza anche nella filosofia produttiva delle cantine umbre. A questi simboli si affianca la figura di San Benedetto da Norcia, con la sua visione di equilibrio tra lavoro e spiritualità, e soprattutto quella di San Francesco d’Assisi, di cui ricorrono gli ottocento anni dalla morte. Il suo messaggio di armonia tra uomo e natura, espresso nel Cantico delle Creature, diventa chiave interpretativa dell’intero progetto, restituendo al vino il suo valore più autentico: quello di espressione della natura e del rapporto rispettoso con essa.
Le aziende
La presenza delle 45 aziende e il ricco programma di appuntamenti rafforzano questa visione corale, in cui il vino diventa linguaggio comune e strumento di relazione con operatori, buyer e pubblico internazionale. Co-espositori dell’area Umbria sono nell’edizione 2026: Agricola Mevante, Azienda Agricola Meazzi, Benedetti & Grigi, Blasi Cantina, Bocale, Cantina Baldassarri, Cantina Custodi, Cantina Semonte, Cantina Vetunna, Cantine Battisti, Cantine Etiche con Ruffo della Scaletta, Tenuta dei Mori, Santoiolo e Collespino Tenimenti, Castello di Corbara, Chiorri, Colle Uncinano, Consorzio di Tutela Vini Montefalco, Consorzio di Tutela Vini Torgiano, Consorzio di Tutela Vini Trasimeno, Di Filippo, Dionigi, Duca della Corgna – Cantina del Trasimeno, Fattoria Le Poggette, Feudi Spada, Fongoli, Guerrini, La Madeleine, La Veneranda, Le Cimate, Moretti Omero, Morettini, Perticaia, Pucciarella, Rocca dei Fabbri, Roccafiore, Scacciadiavoli, Tenuta Bellafonte, Tenuta Casale Milli, Tenuta Il Botto, Tenuta Casale Milli, Terre Margaritelli, Terra Sapori Umbri, Todini, Tudernum, Valdangius; saranno inoltre presenti Assoprol, Movimento Turismo Vino Umbria, Coordinamento Strade del Vino e dell’Olio dell’Umbria.
Il programma
In calendario, per tutta la durata della manifestazione, degustazioni, incontri e momenti di confronto con operatori, buyer e appassionati, organizzati con il sostegno della Regione Umbria, Assessorato alle Politiche agricole e agroalimentari, al Turismo e al PNRR, Camera di Commercio dell’Umbria e Promocamera Umbria, Assogal Umbria – con i suoi 5 Gal, 3A Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria. Numerose le degustazioni e gli approfondimenti, per un calendario di appuntamenti finalizzati a rendere note le produzioni, le storie, le progettualità, i volti del vino umbro. Il nuovo padiglione offrirà anche un’area lounge riservata al mondo dei content creators e influencers che visiteranno la Fiera e, in Umbria, potranno trovare una sorta di “sala stampa social” coordinata dal wine communicator Luca dalla Regina. Lo stand si completerà con due aree funzionali – l’Area Tasting, destinata a degustazioni e momenti tecnici, e l’Area Eventi, per gli appuntamenti istituzionali – con un programma continuo di esperienze sia vino che food che accompagnerà visitatori e operatori lungo tutte e quattro le giornate di fiera.
L’area Umbria a Vinitaly è resa possibile in questa imminente edizione anche grazie ai partner di Umbria Top Wines, quali Umbraflor, fornirà di arredi verdi tutta l’area, Enoidee e Alessandrelli Kitchen e Living.
Avviso di condizioni meteorologiche avverse emesso oggi, martedì 31 marzo, dal Dipartimento della Protezione civile e trasmesso anche alle Prefetture, con specifico rischio di precipitazioni nevose e vento che interessa anche l’Umbria.
L’avviso segnala l’arrivo già da oggi pomeriggio di una perturbazione caratterizzata da correnti fredde dai Balcani, con fenomeni diffusi e persistenti accompagnati da intensa ventilazione. Per il territorio umbro il quadro indicato riguarda in particolare in serata nevicate sparse al di sopra dei 600 metri sui settori sud-orientali della Regione Umbria, area nella quale ricade anche la Valnerina, con apporti al suolo da moderati ad abbondanti.
Secondo il bollettino, da domani, mercoledì 1°aprile, e per le successive 18-24 ore, è inoltre previsto il persistere di venti da forti a burrasca dai quadranti settentrionali anche sull’Umbria. E con nevicate oltre gli 800 metri, sempre in Valnerina, nella zona dei Sibillini, al confine con le Marche.
Così la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti: “Invitiamo tutti i cittadini alla massima e costante prudenza nelle prossime ore, il sistema regionale di protezione civile regionale è, come sempre, pienamente operativo e pronto a intervenire per ogni informazione e in caso di necessità”.
La Regione Umbria invita i cittadini a seguire gli aggiornamenti ufficiali con la massima attenzione e ad adottare comportamenti prudenti, in particolare negli spostamenti verso le aree montane e interne, dove l’avviso meteo segnala possibili criticità legate a neve e vento forte. Il quadro resta in evoluzione e sarà costantemente seguito dal sistema regionale di protezione civile. Tutte le informazioni sono presenti sul sitohttps://cfumbria.regione.umbria.it
Proseguono le indagini sulla rete che attraverso il canale Telegram e altre piattaforme online veicolava idee riconducibili all’estremismo suprematisma e neonazista. Rete alla quale apparteneva il minorenne abruzzese, residente a Umbertide dove aveva raggiunto la madre, che aveva annunciato in chat un piano per compiere “una strage” nella sua ex scuola di Pescara.
Nell’abitazione del ragazzo e nei suoi dispositivi elettronici gli inquirenti hanno trovato anche manuali con istruzioni dettagliate su come costruire ordigni e armi, anche chimiche. E pure istruzioni per compiere atti di sabotaggio.
Materiale che, attraverso le chat del gruppo Telegram, veniva prospettato utile per compiere azioni criminali, compresa la strage compiuta nela scuola Columbine nel 1999.
Complessivamente risultano indagati, insieme al ragazzo residente a Umbertide, atri 7 giovanissimi, sottoposti a perquisizioni domiciliari e informatiche, tra Umbria, Toscana, Emilia Romagna e Abruzzo.
Il giovane – trasferito in un istituto penale minorile – è indagato dalla Procura minorile di L’Aquila per propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa e per detenzione di materiale con finalità di terrorismo.
Un’indagine che sconvolge il mondo scolastico, già segnato da gravissimi episodi di violenza. Spesso alimentati o documentati attraverso i canali social. Aspetto che ha portato il ministro Valditara ad annunciare l’intenzione del Governo di prevedere il divieto all’uso dei social per gli under 15.