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Autore: Redazione

A Umbria Fashion lo stilista Anton Giulio Grande

Un nuovo ‘colpo’ è stato messo a segno da Laura Cartocci e tutta la squadra di Umbria Fashion, impegnati a definire gli ultimi dettagli della quarta edizione dell’evento in programma a Perugia il 17 e 18 ottobre nella sala dei Notari. Accanto alla poliedrica Jo Squillo, che sarà la testimonial ufficiale dell’edizione 2026, un altro grande personaggio della moda italiana apparirà sulla scena: si tratta di Anton Giulio Grande, stilista haute couture originario di Lamezia Terme e presidente della Fondazione Calabria Film Commission, incarico che ha assunto nel 2024 dopo aver ricoperto quello di Commissario straordinario dal 2022; tra i principali esponenti dell’alta moda Made in Italy, Anton Giulio Grande si è oggi affermato anche nel mondo della cultura e del cinema italiani e sarà a Perugia per raccontare la sua storia di successo e premiare infine il vincitore del contest ‘Giovani fashion designer’ che avrà realizzato il più rappresentativo capo ispirato al cioccolato.

Una storia, la sua, iniziata dalla ‘punta’ dello stivale da cui parte all’età di 17 anni per intraprendere un percorso di studi al Polimoda di Firenze (dove ha realizzato la sua prima sfilata e ottenuto anche il premio come Miglior allievo in occasione dei festeggiamenti per i vent’anni della scuola) e successivamente al Fashion institute of technology di New York; a soli 23 anni partecipa alla prestigiosa sfilata di piazza di Spagna ‘Donna sotto le stelle’ e nel 2001 a Milano Collezioni; ha lavorato per maison prestigiose quali Gattinoni e Sorelle Fontana per lanciare poi un suo marchio nel 1996; oggi è uno degli stilisti preferiti dalle star della TV e i suoi abiti sono protagonisti in molti spettacoli e fiction: ha vestito donne tra le più belle e famose dello star system (Belen Rodriguez, Valeria Marini, Alba Parietti, Nina Moric, Aida Yespica, Pamela Prati, Eva Grimaldi, Elenoire Casalegno, Anna Valle, Claudia Gerini, Martina Colombari, Cristina Chiabotto, Manuela Arcuri e Anna Falchi) e diversi attori (Fabio Fulco, Danny Quinn, Giorgio Pasotti e Marcus Schenkenberg), facendosi apprezzare nell’alta moda per il suo talento ma anche per la qualità di capi che sono realizzati totalmente a mano: Anton Giulio Grande, infatti, si affida molto all’esperienza artigianale della sua terra, in laboratori che addirittura non usano la macchina da cucire; questo gli ha permesso di conquistarsi una posizione interessante nell’Haute Couture perché è riuscito a mantenere una carriera fortemente legata all’alta moda sartoriale, mentre gran parte del sistema della moda italiana si è spostato verso il prêt-à-porter e il lusso industriale.

Il suo stile è caratterizzato da ricami, pizzi, trasparenze, tulle e lavorazioni elaborate con particolare attenzione alla silhouette femminile, sempre legata alla tradizione sartoriale italiana. L’ultima sua collezione autunno-inverno 2026-27, ‘L’Oriente di Anton Giulio Grande’ è stata presentata a Milano e in questa occasione ha ricevuto il premio ‘Best Womenswear Designer’ alla carriera, ma tanti sono stati i riconoscimenti assegnati: solo per citarne alcuni, il Premio ST Oscar europeo della moda (2021) a Firenze, il Premio alla Carriera ‘Eccellenze della moda, del teatro e del cinema’ (2022, Prato Film Festival), il Vitti – Premio Monica Vitti (2023, Roma), il riconoscimento di Design of the Year – Award 2024 conferito dalla Camera nazionale della moda svizzera (2024, Milano), Premio EG Magazine Innovazione e moda (2024, Milano), il Premio Anna Magnani (2025, Roma) e il Premio Alberto Sordi (2026, Roma), attestati di una carriera trentennale consacrata all’alta sartoria.

Confindustria Terni, conferma per Centinari | Umbria Aerospace Cluster e il rapporto con Leonardo

Marco Centinari, di Ceplast, è stato confermato alla Presidenza della Sezione Territoriale Terni di Confindustria Umbria per il biennio 2026-2028. Lo ha deciso l’Assemblea dei soci, riunita a Palazzo del Papa, a Strettura, per il rinnovo delle cariche associative. Insieme a Centinari è stato confermato alla vicepresidenza Francesco Giorgini Bernardini, del Gruppo Bernardini ed è stato rinnovato il Consiglio direttivo.

L’Assemblea si è articolata in due momenti. La parte privata è stata dedicata alla relazione del presidente e al rinnovo degli organi della Sezione. All’Assemblea pubblica, aperta dall’intervento del presidente Centinari, hanno partecipato Emanuele Prisco, sottosegretario al Ministerodell’Interno, la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti e il presidente di Leonardo Francesco Macrì. Le conclusioni sono state affidate al Presidente di Confindustria Umbria Giammarco Urbani.

Il quadro sull’economia ternana

Aprendo la parte pubblica, Marco Centinari ha tracciato un quadro dell’economia ternana che, accanto ad alcuni segnali positivi, evidenzia criticità che richiedono risposte strutturali. Alla fine del 2025 nella provincia erano attive 18.396 imprese, in lieve calo rispetto all’anno precedente. Sul fronte del lavoro l’occupazione è cresciuta del 3,1 per cento, con un tasso di occupazione salito al 68,3 per cento e la disoccupazione scesa al 3,9 per cento. Più complesso il quadro dell’industria e dell’export: nel secondo semestre del 2025 le esportazioni hanno registrato una flessione del 3,6 per cento, mentre l’occupazione industriale è diminuita del 12,5 per cento.

È proprio dalla centralità dell’industria per il futuro del territorio che Centinari ha sviluppato il suo intervento, soffermandosi sulle condizioni necessarie per sostenerne la competitività. Tra queste, un ruolo centrale è stato attribuito all’energia, tema particolarmente rilevante per un territorio caratterizzato dalla presenza di industrie energivore e che, nell’attuale scenario di forte instabilità, incide sulla capacità delle imprese di programmare, investire e competere. “Per il nostro sistema produttivo poter contare su energia a costi competitivi rappresenta una condizione essenziale per continuare a crescere e guardare al futuro”, ha sottolineato Centinari. Accanto all’energia, il Presidente della Sezione ha delineato una serie di condizioni necessarie per rafforzare la capacità di crescere e attrarre nuovi investimenti: dal completamento della Terni-Orte-Civitavecchia e dal miglioramento della viabilità a servizio delle aree industriali al consolidamento della presenza dell’Università a Terni. Centinari ha sottolineato la necessità di una proposta territoriale unitaria per attrarre investimenti e valorizzare manifattura, turismo e agroalimentare. Ha inoltre richiamato l’urgenza di rafforzare le competenze e il capitale umano, sempre più difficili da reperire per le imprese. “Terni non deve vivere della nostalgia della propria storia industriale – ha aggiunto Centinari – Deve avere l’ambizione di scriverne una nuova pagina. La sfida non è conservare quello che abbiamo, ma creare le condizioni per avere più imprese, più lavoro qualificato, più giovani e più innovazione”.

Il cluster aerospaziale umbro e Leonardo

In questa prospettiva si inserisce anche il rafforzamento delle filiere industriali e delle collaborazioni con i grandi player nazionali. Richiamando il rapporto con Leonardo, Centinari ha ricordato la presenza nel Cluster aerospaziale umbro di imprese del territorio e l’accordo di collaborazione industriale sottoscritto nel 2025 da Leonardo con alcune di queste aziende per rafforzare la filiera elicotteristica nazionale: “un’esperienza – ha concluso Centinari – che testimonia le competenze presenti nel sistema produttivo locale e le opportunità che possono derivare da una maggiore integrazione nelle filiere ad alto contenuto tecnologico”.

A margine dell’Assemblea si è svolto un momento di confronto tra il presidente di Leonardo e alcune imprese di Umbria Aerospace Cluster, dedicato alle prospettive di sviluppo del comparto e alle possibili opportunità di collaborazione. Un’occasione importante in un’ottica di crescita della filiera e di rafforzamento della competitività del territorio.

“L’Umbria – ha dichiarato il presidente di Leonardo, Francesco Macrì – esprime competenze e capacità industriali che sono parte integrante della filiera di Leonardo. Collaboriamo con oltre 40 aziende locali, alle quali nel 2025 abbiamo affidato ordini per circa 120 milioni di euro. Rafforzare queste relazioni significa sostenere gli investimenti in tecnologie, la crescita delle specializzazioni e la competitività internazionale delle imprese. È così che la collaborazione tra grande industria e PMI d’eccellenza genera valore e contribuisce a sviluppare un’economia che innova, crea occupazione qualificata e sostiene la crescita dei territori”.

Le Istituzioni

L’onorevole Emanuele Prisco si è soffermato sulle condizioni necessarie per rafforzare il sistema produttivo, richiamando la necessità di creare un contesto più favorevole all’attività delle imprese. Ha quindi ribadito il valore dell’iniziativa imprenditoriale e del lavoro come componenti essenziali della crescita nazionale.

Nel suo intervento, la Presidente della Regione Umbria Stefania Proietti ha richiamato la necessità di rafforzare la collaborazione tra istituzioni e imprese, indicando nell’energia, nelle infrastrutture, nella semplificazione e nella ricerca le priorità per lo sviluppo del territorio ternano.

Le conclusioni sono state affidate al presidente di Confindustria Umbria Giammarco Urbani che ha richiamato l’importanza di un impegno condiviso per sostenere lo sviluppo del territorio e rafforzare la competitività del sistema produttivo.

“La crescita dell’Umbria – ha detto Urbani – passa dalla capacità di consolidare e innovare le sue specializzazioni manifatturiere. Terni, per la sua storia e per la forza del suo sistema produttivo, è uno dei luoghi in cui questa sfida si manifesta con maggiore chiarezza. Il nostro compito non è soltanto difendere l’industria che c’è, ma creare le condizioni per costruire quella del futuro, trasformando risorse e strumenti in investimenti, produttività e lavoro qualificato”.

Il Consiglio direttivo di Confindustria Terni

Il Consiglio direttivo eletto per il biennio 2026-2028 è composto dal presidente Marco Centinari (Ceplast), dal vicepresidente Francesco Giorgini Bernardini (Gruppo Bernardini) e dai consiglieri Giovanni Addino (Alcantara), Paolo Amadei (Ferrocart), Sergio Asciutti (Asciutti Consulting), Nicola Astolfi (Astolfi), Fabiana Bruschi (Enel), Antonio Ciccarelli (Umbria Energy), Luca Cipiccia (Calcestruzzi Cipiccia), Giovanni Ciuchi (Befood), Massimo Cresta (ASM Terni), Paolo Garofoli (Garofoli),  Giancarlo Giovannetti (AG Tecnologie), Franco Giubila (Beaulieu Fibres International Terni), Giuseppe Mascio (Mascio Michelon), Marco Mattei (Cosp Tecno Service), Riccardo Morelli (Morelli Logistica & Servizi), Francesco Nicola Orlando (Edison), Roberto Pernazza (Pernazza Group), Massimo Piacenti (Authentica), Leonardo Pozzoli (Free Luce&Gas), Giovanni Scordo (Arvedi Acciai Speciali Terni) e Simonetta Timpani (Koenig Metall GT).

Le ricadute del turismo sull’economia umbra: numeri e strategie

Aumentare il numero di visitatori che scelgono l’Umbria, ma anche accrescere il valore che il turismo, in particolare quello estero, genera per i territori, le imprese e le comunità. Puntando anche su nuove forme di promozione, tra cui quella digitale. Questa la strategia che l’assessora regionale al Turismo Simona Meloni indica in occasione della Giornata Mondiale del Turismo.

“Il turismo è una delle grandi politiche di sviluppo dell’Umbria. Non possiamo più misurarne il successo soltanto contando quanti turisti arrivano: dobbiamo capire quanto rimangono, dove soggiornano, quali territori attraversano, quali servizi utilizzano e soprattutto quale valore lasciano alla nostra economia. Significa passare da una politica dei flussi a una politica del valore. È su questa trasformazione che vogliamo costruire la prossima fase della strategia turistica regionale”.

I numeri

Una scelta sostenuta dai numeri. Nei primi otto mesi del 2026 l’Umbria ha raggiunto 2.102.894 arrivi e 5.687.359 presenze, rispettivamente il 3,9% e il 3,1% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Rispetto al 2024, gli incrementi salgono al 12% per gli arrivi e al 12,6% per le presenze.

La lettura economica dei flussi internazionali

La novità è rappresentata dalla lettura economica dei flussi internazionali. Secondo l’analisi realizzata dalle strutture regionali incrociando le presenze effettive con il valore medio stimato per ciascuna tipologia ricettiva, tra gennaio e agosto 2026 il turismo straniero ha generato in Umbria un valore stimato di 196.274.492 euro. Parliamo, ovviamente, solo dei pernottamenti, senza quindi considerare l’ulteriore indotto. Un dato che consente di andare oltre la semplice misurazione degli arrivi e delle presenze e di osservare la vera “geografia del valore” dell’incoming regionale. Gli Stati Uniti rappresentano il primo mercato internazionale per valore generato, con oltre 32 milioni di euro, davanti a Germania, 21,1 milioni; Paesi Bassi, 17,5 milioni; Gran Bretagna, 16,2 milioni; Francia, 10,1 milioni. Il turismo statunitense e quello britannico alimentano in maniera particolarmente significativa il comparto alberghiero di fascia medio-alta e alta: gli Stati Uniti generano da soli circa 5,3 milioni di euro nel segmento 5 stelle e lusso e 9,46 milioni nei 4 stelle. Germania e Paesi Bassi mostrano invece una maggiore propensione verso agriturismi, locazioni turistiche e ospitalità diffusa.

“Questi numeri ci dicono che non esiste un unico turista internazionale e quindi non può più esistere un’unica promozione internazionale. Un visitatore statunitense, uno tedesco, uno olandese o uno cinese cercano esperienze differenti, utilizzano canali differenti e producono ricadute differenti sul territorio. Le scelte della Regione devono essere capaci di conoscere queste differenze e trasformarle in strategia”.

Dagli hotel all’ospitalità diffusa: dove si genera la ricchezza

L’analisi consente anche di misurare l’impatto sulle diverse componenti del sistema ricettivo regionale. Gli alberghi a quattro stelle rappresentano la prima categoria per valore generato dai visitatori internazionali, con 38,8 milioni di euro. Seguono le locazioni turistiche con 24,5 milioni, gli alberghi a tre stelle con 20 milioni, i 5 stelle e 5 stelle lusso con 16,2 milioni, le case e appartamenti per vacanze con 15,5 milioni e gli agriturismi a 5 girasoli con 14,8 milioni. Il dato assume particolare rilevanza alla luce dell’evoluzione dell’offerta umbra. Al 30 giugno 2026 la regione conta 8.959 strutture e locazioni e 114.050 posti letto. L’extralberghiero raggiunge 8.522 strutture e locazioni, il 9,1% in più rispetto all’anno precedente, mentre i soli affitti turistici sono passati da 3.183 a 3.906, con una crescita del 22,7%. “È la dimostrazione che il turismo può produrre ricchezza diffusa – prosegue Meloni – perché accanto all’albergo sostiene agriturismi, case vacanza, locazioni, ristorazione, commercio, produzioni agroalimentari, artigianato e servizi. Ed è esattamente qui che la nostra idea di turismo incontra quella delle aree interne: portare persone e opportunità anche fuori dalle destinazioni più conosciute significa fare del turismo una vera politica territoriale”.

La sfida: trasformare gli arrivi in permanenza

L’analisi evidenzia anche i margini ancora da conquistare. È emblematico il mercato cinese: 16.823 arrivi ma appena 19.636 presenze, con un valore generato stimato in circa 3,68 milioni di euro. Il rapporto quasi uno a uno tra arrivi e presenze suggerisce che l’Umbria venga ancora utilizzata prevalentemente come tappa all’interno di itinerari più ampi. Per la Regione è proprio su questo terreno che dovrà concentrarsi una parte delle prossime strategie internazionali: trasformare il passaggio in soggiorno, il soggiorno in esperienza e l’esperienza in valore per il territorio.

Una nuova frontiera della promozione: dati, AI e campagne su ChatGPT

La Regione intende quindi sviluppare progressivamente un modello di promozione “tailor made”, nel quale creatività, mercati di provenienza, tipologie di esperienza e canali di comunicazione vengano differenziati sulla base dei dati. Accanto ai tradizionali strumenti di advertising digitale e alle campagne nazionali e internazionali, sono in fase di sperimentazione anche nuove modalità di promozione attraverso ChatGPT Ads, nell’ambito dei nuovi strumenti di advertising legati all’intelligenza artificiale conversazionale.

“Vogliamo essere tra le Regioni che sperimentano per prime i nuovi luoghi nei quali nasce la scelta di viaggio. Oggi una destinazione non viene scoperta soltanto attraverso un manifesto, uno spot o una ricerca tradizionale: sempre più persone utilizzano l’intelligenza artificiale per immaginare un viaggio, confrontare destinazioni, costruire itinerari e scegliere esperienze. È lì che anche l’Umbria deve imparare a essere presente, sperimentando linguaggi e strumenti nuovi e misurandone i risultati”. La logica è quella di intercettare il turista non soltanto quando ha già scelto una destinazione, ma nella fase precedente, quando sta ancora costruendo il proprio viaggio e confrontando le alternative.

“Vivere l’Umbria è vivere davvero” e la nuova campagna per l’autunno/inverno

La strategia si inserisce nel percorso avviato dalla Regione per posizionare l’Umbria come destinazione esperienziale, sostenibile e capace di offrire una qualità del viaggio fondata su paesaggio, cultura, spiritualità, enogastronomia, borghi, cammini, ciclovie e comunità. “Il nostro obiettivo non è inseguire un turismo indistinto – conclude Meloni – ma costruire un turismo che produca valore senza consumare il territorio. Vogliamo aumentare la permanenza, rafforzare l’incoming internazionale, distribuire maggiormente i flussi durante l’anno e nello spazio e portare opportunità anche nei borghi e nelle aree interne. È questa la forza del nostro posizionamento ed è questo il significato più profondo di “Vivere l’Umbria è vivere davvero”, il claim che abbiamo utilizzato quest’anno e che sarà il filo conduttore anche della nuova campagna autunno/inverno 2026 che presenteremo nei prossimi giorni al TTG di Rimini e che punta a valorizzare le esperienze dell’autunno in Umbria, dal foliage al tartufo, dall’olio EVO alla scoperta dei sapori tipici e delle produzioni di qualità”.

L’impatto del PNRR sull’economia umbra

Nell’ambito del PNRR al 15 aprile di quest’anno risultavano assegnati circa 2 miliardi di euro per interventi da realizzare in Umbria o a favore di soggetti privati con sede in regione, l’1,4% del totale nazionale.

In rapporto alla popolazione le risorse erano pari a 2.401 euro pro capite, un valore leggermente inferiore alla media italiana (2.471). Più della metà era concentrata nei progetti dedicati alla rivoluzione verde e transizione ecologica (missione 2) e all’istruzione e ricerca.

Per gli interventi sotto la responsabilità dei soggetti attuatori pubblici la fase successiva a quella dell’assegnazione delle risorse è costituita dallo svolgimento delle gare di appalto. Secondo i dati dell’Autorità nazionale anticorruzione (ANAC) e del portale della Presidenza del Consiglio dei ministri dedicato al monitoraggio del Piano (Italia Domani), in Umbria alla fine del 2025 le gare finanziate erano oltre 4.300, per un valore complessivo di 1,2 miliardi di euro. Quelle aggiudicate ammontavano a circa l’85% del valore bandito (un dato superiore alla media delle regioni del Centro e del Paese).

Sulla base dei dati presenti sul portale Italia Domani, al 15 aprile per le risorse identificate da un Codice unico di progetto (CUP)
i pagamenti effettuati a valere sulle risorse del Piano per interventi localizzati in Umbria erano pari a 1,2 miliardi di euro, il 59% dei finanziamenti del PNRR. Più del 57% degli esborsi erano concentrati nelle missioni 2 (rivoluzione verde e transizione ecologica) e 4 (istruzione e ricerca).

Alla fine del 2025 le aziende beneficiarie del PNRR con sede legale in Umbria avevano ricevuto, anche al di fuori del Piano, 133
milioni di euro in sovvenzioni dirette ed erano risultate aggiudicatarie di 2,5 miliardi da gare pubbliche. Nel caso dei trasferimenti diretti, il 43% dell’ammontare aveva interessato imprese dei servizi e il 31 aziende della manifattura (47 e 27%, rispettivamente, nella media nazionale; fig. 6.4.b). Il ruolo preponderante in termini di importi assegnati a seguito della partecipazione alle gare era svolto dalle imprese delle costruzioni e da quelle agricole.

Ad Assisi il World Tourism Event 2026, salone internazionale del turismo nei siti patrimonio mondiale dell’umanità

Assisi ospita il World Tourism Event 2026, il salone internazionale del turismo nei siti patrimonio mondiale dell’umanità. La manifestazione – con il patrocinio e il contributo del Comune di Assisi – si svolge tutta all’interno del Palazzo Monte Frumentario, in pieno centro storico, dove sono stati allestiti stand dedicati a destinazioni del mondo patrimonio UNESCO. Ci sono anche workshop, panel di confronto, presentazioni e dimostrazioni su diversi temi legati al patrimonio culturale materiale e immateriale.

Non solo appuntamenti per operatori e buyers qualificati, ma anche una grande area espositiva, eventi ed esperienze gratuiti e aperti a tutti. Da non perdere i momenti dedicati a due importanti patrimoni culturali immateriali, per cui l’Umbria è particolarmente apprezzata nel mondo: la Cucina Italiana, iscritta nella WHL lo scorso dicembre e il Jazz, patrimonio UNESCO dal 2011. Vengono infatti proposte degustazioni gratuite di prodotti tipici ed esibizioni di musica jazz.

La Città di Assisi è protagonista con un proprio stand, con operatori qualificati della promozione turistica, che proporranno ai visitatori attività alla scoperta del patrimonio cittadino: arte, natura, cultura ed esperienze saranno le parole chiave.

Il 25 settembre, alle ore 16.30, viene inoltre proposto il seminario “Turismo sostenibile: modelli, strumenti ed esperienze emergenti a confronto nei siti del patrimonio mondiale”, dedicato agli impatti dei flussi turistici sui centri storici iscritti nella lista del patrimonio mondiale. Si tratta di un confronto internazionale sulle esperienze sviluppate negli ultimi anni nei siti UNESCO in materia di gestione del turismo, con esperti, amministratori e studiosi. Verranno presi in esame siti di diverse dimensioni e tipologie che hanno affrontato in modo significativo l’impatto del turismo sulla città storica e che, per questo, possono essere considerati casi di principale riferimento.

Programma completo: https://www.wtevent.it/it/programma-2026/

Dopo l’incontro con le scuole, Eco Sanfra entra nel vivo

Eco Sanfra, il festival dedicato ai temi ambientali, entra nel vivo, dopo l’appuntamento dedicato alle scuole in cui l’astrofisica Edwige Pezzulli, divulgatrice scientifica e volto noto di Superquark, ha tenuto una lectio dal titolo “La terra vista dallo spazio” con la partecipazione straordinaria dell’umbro Andrea Patassa, Astronauta ESA. Ad ascoltarli 530 studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado di Perugia (Fabbretti e XX Giugno), Ponte Felcino, Parlesca, Solfagnano e Ponte Pattoli.

Venerdì 25 settembre il festival entra appunto nel vivo e si parte alle 9.30 a San Francesco al Prato con il convegno “Carbon Farming: il carbonio nel suolo come opportunità per il clima, l’agricoltura e i territori”, promosso da Pefc Italia. Un confronto tra ricerca, istituzioni, organizzazioni agricole e progetti europei sul ruolo del carbonio organico nei suoli, sulle politiche europee e sulle nuove opportunità legate al carbon farming. Tra gli interventi quelli di Margherita Caggiano (Re-Soil Foundation), Ilaria Falconi (Crea), Luisa Massaccesi (Cnr Isafom), Roberta Papili e Alessandro Sdoga (Confagricoltura), Rosa Mosquera (Horizon Sus-Soil) e Antonio Brunori (Pefc Italia).

Al Centro Servizi Camerali Galeazzo Alessi (ore 11.30) arriverà uno degli appuntamenti più attesi del festival: Sarah Finch, co-fondatrice della rete ambientalista Weald Climate Group che proprio nel 2026 ha ricevuto il prestigioso Goldman Environmental Prize, uno dei massimi riconoscimenti per le cause ambientali, sarà protagonista de “I dialoghi della Terra” insieme ad Angelica De Vito, consulente ONU per i migranti climatici. Al centro del confronto le storie concrete di difesa dei territori, giustizia ambientale, diritti civici e partecipazione.

Nel pomeriggio il programma proseguirà con “La finanza etica e sostenibile” (ore 15.45, Centro Servizi Camerali Alessi), dedicato al ruolo di banche, investitori e istituzioni nella transizione ecologica; contemporaneamente, al Complesso di San Pietro (ore 16), prenderà il via Eco Visioni, la rassegna di documentari dedicati alle grandi questioni ambientali. Il festival tornerà al tema delle comunità con “Abitare insieme: comunità che coltivano futuro” (ore 17) e si proseguirà Eco Visioni con “Acqua, clima e salute” (ore 18.15). Alla Libreria delle Volte, spazio invece a “Suolo, paesaggio e comunità”, per un confronto sul rapporto tra territorio, paesaggio e comunità (ore 18.30).

A chiudere la giornata, sarà Stefano Mancuso, tra i massimi esperti mondiali di neurobiologia vegetale, con la lectio magistralis “Quelli ke perdonano e sostengo infirmitate e tribulatione”. Una riflessione in cui scienza e tradizione francescana si incontrano a partire dal rapporto con il mondo vegetale e da una visione del vivente come sistema di relazioni, cura e resilienza (ore 21.15 al Teatro Morlacchi).

Sabato 26 settembre il festival entra nel cuore dei temi economici e sociali della sostenibilità. La mattina, al Centro Servizi Camerali Alessi, il panel “ESG: formare, sensibilizzare e monitorare la sostenibilità delle imprese” affronterà il rapporto tra imprese e nuovi criteri di sostenibilità (ore 10.30). Alla stessa ora, nella sede della Fondazione Perugia, “I dialoghi della Terra – Economia, archivi e memoria del territorio” porterà invece l’attenzione sul valore della memoria e sulla relazione tra economia e territori.

Ancora, al Centro Servizi Camerali, “Dalla Terra alla Tavola – Il valore del cibo” metterà in relazione produzione, filiere, territori e qualità del cibo (ore 12.30). Il pomeriggio sarà invece dedicato soprattutto allo spreco e all’economia circolare, a dieci anni dalla Legge Gadda (ore 15). Il panel affronterà le opportunità offerte dalla legge 166/2016 e dalla tecnologia per prevenire e ridurre gli sprechi. A seguire (ore 16.15) il confronto si sposterà sull’impegno delle aziende nel settore food e non food. Un percorso che mette insieme istituzioni, imprese, innovazione e terzo settore, affrontando lo spreco come questione ambientale, economica e sociale.

Sarà poi presentato “Il Bosco Monini” (ore 17.15), seguito dal panel “Economia circolare e sviluppo economico” (ore 18). La giornata si chiuderà al Teatro Pavone con “Identità di carta”, spettacolo realizzato in occasione del centenario di Dario Fo (ore 21.15).

Domenica 27 settembre, ultima giornata perugina di Eco Sanfra, si aprirà ai Giardini Carducci con la Climate Walk guidata da Anna Laura Pisello, ricercatrice dell’Università degli Studi di Perugia. Un trekking urbano per osservare la città attraverso lo sguardo della scienza del clima, tra edifici, materiali, superfici, aree verdi e isole di calore (ore 9.30).

Nella Sala dei Notari sarà la volta di “Abitare la Terra – Città europee e comuni italiani a confronto”, un dialogo tra esperienze nazionali e internazionali sulle buone pratiche e sulle strategie per il futuro delle comunità locali. Parteciperanno rappresentanti del Comune di Perugia, del Comune di Vienna, della Rete dei Comuni Sostenibili e di Organic Cities (ore 11).

Sempre nel centro storico, “Abitare il cammino – Percorsi francescani e rigenerazione del territorio” porterà invece il confronto sul rapporto tra cammini, patrimonio francescano e sviluppo dei territori (ore 12).

A chiudere la terza edizione di Eco Sanfra sarà “Calibro 45” con Italo Carmignani (ore 19.30 al Teatro Pavone).

La manifestazione avrà una coda il 2 ottobrea Terni, con Roberto Mercadini e lo spettacolo “Noi siamo il Suolo, Noi siamo la Terra”, in programma alle 21.15 a Palazzo Gazzoli.

Eco Sanfra è un evento promosso da associazione Eterìa Ets realizzato in compartecipazione con la Camera di Commercio dell’Umbria, Fattoria Creativa e Regusto e in collaborazione con Rai Umbria. Il festival è patrocinato da Parlamento Europeo, Unesco Wwap – World water assessment programme, Ispra, Regione Umbria, Comune di Perugia, Comune di Terni, Comune di Assisi, Comune di Spoleto, Sacro Convento di Assisi, Università degli studi di Perugia e Università per Stranieri di Perugia, Pefc Italia, Auri, Arpa, Fondazione Perugia.  Numerosi i partner e le aziende private che hanno contribuito alla realizzazione del festival.

Sito ufficiale: www.ecosanfra.it

Tirocini formativi retribuiti: chi è interessato e come fare domanda

Oltre mille nuove opportunità di inserimento lavorativo per le ragazze e i ragazzi umbri in cerca di occupazione. È questo l’obiettivo dell’avviso pubblico T.e.c.o. (Tirocini extra-curriculari per l’occupazione), la misura regionale annunciata dall’assessore De Rebotti e finanziata con risorse del PR Umbria Fse+ 2021-2027.

A chi possono rivolgersi le imprese

Per facilitare al massimo l’incontro tra chi cerca lavoro e il tessuto produttivo, la Regione mobilita l’intero sistema locale delle politiche attive. Le imprese interessate ad ospitare gli aspiranti tirocinanti possono infatti rivolgersi fin da subito ai Centri per l’impiego (Cpi) o alla capillare rete regionale dei soggetti promotori prevista dalla Dgr 202/2019. Questa rete, diffusa su tutto il territorio, comprende agenzie per il lavoro, enti di formazione accreditati, associazioni di categoria e altri soggetti pronti ad assistere aziende e ragazzi nella rapida attivazione del percorso.

I percorsi formativi

I percorsi formativi avranno una durata di 4 o 6 mesi. Per parteciparvi, è richiesto un requisito fondamentale: i giovani (disoccupati o inoccupati) devono avere un Patto di servizio attivo con il Centro per l’impiego, sottoscritto da non oltre 12 mesi. Chi non lo possieda ancora, o il cui patto risultasse più vecchio di un anno, può semplicemente recarsi presso il proprio Cpi per sottoscriverne uno nuovo e accedere così alla misura. Un pilastro fondamentale dell’avviso è l’indennità di partecipazione di 600 euro mensili lordi, che sarà erogata direttamente da Arpal Umbria ai tirocinanti. Questo meccanismo garantisce il giusto riconoscimento economico ai ragazzi per il loro impegno e azzera gli oneri diretti legati all’indennità per le imprese ospitanti, poiché il contributo non si configura come Aiuto di Stato.

Le domande

Le domande di attivazione dei tirocini dovranno essere trasmesse tramite la piattaforma telematica ElixForms a partire dalle ore 9:00 del 5 ottobre 2026. La procedura è strutturata a sportello: le istanze verranno istruite e ammesse a finanziamento seguendo rigorosamente l’ordine cronologico di presentazione, fino al totale esaurimento dei fondi. Tutte le informazioni dettagliate, il testo integrale dell’avviso, i contatti utili per l’assistenza e la modulistica necessaria sono integralmente disponibili e consultabili sul sito istituzionale www.arpalumbria.it.

Raddoppio ferroviario, sopralluogo sulla tratta Spoleto-Campello

L’assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti, Francesco De Rebotti, ha effettuato un sopralluogo lungo i cantieri del raddoppio ferroviario della tratta Spoleto-Campello, sulla direttrice Orte-Falconara.

L’assessore ha percorso i principali punti del cantiere insieme ai rappresentanti di Rete ferroviaria italiana e di FS Engineering (entrambe società del Gruppo FS). La visita è partita dalla stazione di Campello sul Clitunno, dove sono in pieno svolgimento gli interventi di adeguamento dei marciapiedi e la realizzazione del nuovo piazzale di stazione ad uso manutenzione. In quest’area sono previste anche le opere necessarie ad accogliere la futura infrastruttura tecnologica Ertms.

Il sopralluogo è poi proseguito lungo la linea, consentendo di verificare l’avanzamento delle opere. Le principali attività edili e civili risultano sostanzialmente concluse. Sono ora in corso il posizionamento dei pali destinati alla trazione elettrica e le installazioni relative agli impianti di luce e forza motrice in galleria lato binario pari. La fase successiva riguarderà l’armamento ferroviario, con la posa del pietrisco, delle traverse e delle rotaie necessarie a completare il secondo binario.

Ultima tappa della visita è stata la sottostazione elettrica di Baiano, impianto fondamentale per l’alimentazione della tratta, attualmente in fase di completamento. La struttura garantirà l’energia necessaria per il nuovo assetto della linea e sarà inoltre in grado di supportare i futuri potenziamenti dell’infrastruttura ferroviaria.

Nel corso dell’incontro, i tecnici di Rfi hanno illustrato all’assessore De Rebotti il cronoprogramma aggiornato dell’intervento, definendo le prossime scadenze dell’opera. Il primo traguardo è fissato per giugno 2027, quando è previsto il completamento dei lavori sul nuovo binario e il conseguente spostamento dell’esercizio ferroviario sul nuovo tracciato. Il passaggio successivo porterà al completamento dell’intera infrastruttura: entro il 31 dicembre 2027 dovrebbero essere ultimati anche gli interventi impiantistici e tecnologici necessari per consentire l’apertura definitiva della linea a doppio binario, unitamente al completamento della trazione elettrica e gli impianti di segnalamento.

Con l’attivazione del raddoppio sono attesi un miglioramento immediato e significativo delle performance della linea in termini di regolarità dell’esercizio, affidabilità e sicurezza. L’intervento consoliderà inoltre il percorso di innalzamento degli standard già avviato nel 2020 con l’eliminazione di quattro passaggi a livello.

A Foligno al via I Primi d’Italia | Il programma

Da oggi il centro di Foligno si trasforma in una grande tavola imbandita per ospitare I Primi d’Italia, il Festival Nazionale dei Primi Piatti, alla 27esima edizione, che fino a domenica 27 settembre esalterà la cultura del primo piatto e alla cucina italiana.

Una giornata inaugurale che entrerà nel vivo già dal pomeriggio e che avrà due grandi poli: l’Auditorium Santa Caterina, casa delle Food Experience, e Largo Carducci, cuore dell’apertura ufficiale e dello spettacolo.

Si comincia alle 16 all’Auditorium Santa Caterina con la prima Food Experience dell’edizione. “Dalla risaia alla tavola: il risotto con le lumache”, a cura di Risosteria Mantovana, aprirà il calendario degli appuntamenti che permetteranno al pubblico di seguire dal vivo la preparazione dei piatti e, al termine, degustare la ricetta presentata. Alle 18 spazio invece ai giovani con “Giovani talenti all’opera: Apium Anima”, Food Experience affidata agli allievi dell’Istituto Alberghiero di Spoleto. Due appuntamenti che daranno immediatamente il senso di uno dei format centrali di questa edizione: chef, professionisti e nuove generazioni chiamati a raccontare ingredienti, territori e cultura gastronomica attraverso la cucina dal vivo.

Ma sarà Largo Carducci il punto verso cui convergerà la città per l’apertura ufficiale del Festival. Dalle 18 il palco inizierà ad animarsi con l’esibizione del Corpo di Ballo di “Spazio Danza”, seguita alle 18.15 dal Coro della Scuola Primaria Foligno 2 Capoluogo e alle 18.30 dal Coro della Scuola di Musica Comunale.

Alle 18.45 la presentazione ufficiale della 27ª edizione farà da preludio al momento simbolico più atteso: alle 19 il taglio del nastro darà ufficialmente il via a I Primi d’Italia 2026.

Subito dopo, alle 19.30, il palco ospiterà il Premio “I Primi d’Italia”, altro appuntamento tradizionale, che vedrà sul palco ogni sera la premiazione di personaggi meritevoli della società civile.

Intanto, fin dalle 16, apriranno anche i Villaggi del Gusto, allestiti nelle suggestive taverne della Giostra della Quintana: il grande itinerario gastronomico del Festival attraverso ricette e tradizioni dei territori italiani, che nella giornata inaugurale resterà aperto fino alle 23.

E quando calerà la sera, I Primi d’Italia continueranno a parlare il linguaggio dell’alta cucina e dello spettacolo. Alle 21, all’Auditorium Santa Caterina, il primo appuntamento di “A Tavola con le Stelle” avrà per protagonista Maurizio Serva, chef del ristorante La Trota dal ’63, una Stella MICHELIN. Alle 21.30, invece, Largo Carducci tornerà ad accendersi con “Ma che musika” Raffaella Carrà Tributo Live, insieme alle imitazioni di Gabriele Marconi.

Sarà così Foligno, ancora una volta, a diventare per quattro giorni il punto d’incontro tra cucina, territori e pubblico. Giovedì si comincia: I Primi d’Italia sono pronti a tornare protagonisti nel cuore della città.

UNICAdesk, oltre 22 mila norme tecniche a costo zero

Oltre 22 mila norme tecniche a costo zero: con UNICAdesk la Camera di Commercio dell’Umbria rende accessibili alle imprese, gratuitamente, gli standard per sicurezza, qualità e accesso ai mercati

Il servizio è rivolto a imprese, professionisti, pubbliche amministrazioni, studenti, ricercatori e cittadini e permette anche di orientarsi in un mondo che ormai attraversa produzione, sostenibilità, digitale e nuovi mercati.

Un cliente chiede che un prodotto risponda a un determinato standard. Un’impresa vuole affacciarsi su un mercato estero e deve capire quali riferimenti tecnici vengono utilizzati. Un professionista cerca le regole applicabili a un processo, un materiale, un servizio. Il problema, soprattutto per chi non dispone di un ufficio tecnico strutturato, può arrivare ancora prima: sapere che la norma esiste, individuarla e riuscire a consultarla.

Dietro le sigle c’è molto più della tecnica per specialisti. Le norme UNI sono standard nazionali; le EN sono norme europee, mentre le ISO (International Organization for Standardization, Organizzazione internazionale per la normazione) hanno dimensione internazionale. Sono norme tecniche volontarie e riguardano prodotti, servizi, processi, professioni e organizzazioni.

Nella vita di un’impresa possono entrare in momenti molto diversi: quando si vuole migliorare la sicurezza di un prodotto, organizzare meglio una lavorazione, definire requisiti di qualità, affrontare un nuovo mercato o verificare quali standard si stanno affermando in un settore.

I vantaggi

La brochure di UNICAdesk mette in fila vantaggi molto concreti: riduzione del rischio di incidenti, accesso più semplice ai mercati internazionali, processi più efficienti, contenimento dei costi, maggiore facilità nelle transazioni commerciali e minori conseguenze in caso di contenzioso.

Dall’Intelligenza artificiale al passaporto digitale dei prodotti
Basta guardare gli argomenti affrontati negli ultimi mesi dal portale UNICAdesk per capire quanto si sia allargato il raggio d’azione della normazione. Tra gli aggiornamenti figurano il Digital Product Passport (Passaporto digitale del prodotto), gli standard ambientali, il greenwashing, la sicurezza dei prodotti e perfino una nuova norma dedicata alle professioni legate all’Intelligenza artificiale.

Per una piccola impresa, dunque, poter entrare gratuitamente in questo sistema significa soprattutto avere un posto dal quale cominciare. Non occorre arrivare allo sportello conoscendo già numero e sigla della norma che si sta cercando: i desk fisici offrono anche assistenza sulla normazione tecnica e la brochure indica, tra i servizi, il supporto nella ricerca delle norme di interesse, le informazioni sulle modalità di acquisto e le indicazioni per partecipare alla formazione di nuove prassi di riferimento.

C’è anche la possibilità di seguire eventi e aggiornamenti e di conoscere i progetti di norme europee ancora in fase di elaborazione. Un modo per avvicinarsi agli standard prima ancora che diventino riferimenti consolidati nei rispettivi settori.

Da casa oppure alla Camera di Commercio: l’accesso pensato con due modalità

Con il Desk virtuale la richiesta si presenta online attraverso il portale nazionale indicando fino a cinque norme per volta. La Camera di Commercio dell’Umbria ricontatta l’utente per concordare l’appuntamento e, nel giorno stabilito, invia le credenziali: i documenti restano consultabili a video per quattro ore. Ogni utente può effettuare fino a tre consultazioni virtuali.

C’è poi il Desk fisico nella sede camerale di via Cacciatori delle Alpi 42, a Perugia, aperto il venerdì dalle 9.30 alle 12.30, previo appuntamento. La consultazione avviene su un computer dedicato e può durare fino a 90 minuti; in questo caso non è previsto un numero massimo di accessi per richiedente.

Il servizio è aperto ai soggetti con sede o residenza in Umbria, con particolare attenzione a micro, piccole e medie imprese, professionisti e consulenti tecnici, associazioni di categoria, studenti e ricercatori. La consultazione è completamente gratuita; per ragioni legate al diritto d’autore e alle licenze UNI, i documenti possono essere letti a video ma non scaricati né stampati.

Per informazioni è possibile rivolgersi all’Ufficio Servizi per la transizione digitale e ambientale della Camera di Commercio dell’Umbria, scrivendo a unicadesk@umbria.camcom.it oppure telefonando ai numeri 075 5748203, 075 5748366 e 075 5748302.