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Autore: Redazione

Aumenti carburanti, alimentari, materie prime: esposto Codacons a Perugia e Terni

L’associazione dei consumatori Codacons ha annunciati di aver formalmente depositato presso le Procure della Repubblica di Perugia e Terni l’esposto del per le possibili fattispecie di rialzo fraudolento dei prezzi e manovre speculative su merci. Grazie all’iniziativa legale dell’associazione, unica che in Italia sta monitorando in modo ufficiale l’andamento dei listini con particolare riferimento al comparto dei carburanti, sarà possibile ora avviare in Umbria indagini penali volte a verificare se sui prezzi al dettaglio di molteplici settori si stiano verificando eventuali speculazioni che sfruttano la situazione in Medio Oriente per aumentare artatamente i listini danneggiando i consumatori.

Si legge nell’esposto del Codacons: “Le crisi geopolitiche e le tensioni nei mercati energetici allo stato attuale rappresentano momenti di particolare fragilità per l’equilibrio economico globale. Quando tali dinamiche coinvolgono beni essenziali – quali energia, carburanti, prodotti agricoli, alimentari e materie prime industriali – l’impatto incide direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini, sul potere d’acquisto delle famiglie e sull’equilibrio dell’intero sistema economico. Negli ultimi giorni si segnalerebbe un significativo aumento dei prezzi in molteplici filiere produttive, tra cui quella energetica, agricola, alimentare e industriale. Un aumento di tale entità comporta effetti economici estremamente significativi”.

Sul fronte dei carburanti “considerando che in Italia, allo stato attuale, le vendite sulla rete ordinaria sono pari a 23.387,3 milioni di litri annui (circa 64.074.794 litri al giorno) appare evidente come anche incrementi apparentemente contenuti nel prezzo unitario possano generare, su scala nazionale, trasferimenti economici di enorme entità a carico dei consumatori.

V’è di più. Parallelamente, analoghe dinamiche di incremento dei prezzi sembrerebbero essere state segnalate nel settore agricolo. Alcuni osservatori del settore agroalimentare hanno infatti segnalato il rischio di aumenti nei prezzi dei fertilizzanti, delle materie prime agricole e dei prodotti alimentari, con un conseguente incremento dei prezzi al consumo. Il rialzo del costo dei carburanti sta già producendo effetti sui prezzi dei prodotti alimentari, con aumenti segnalati su diverse categorie di prodotti ortofrutticoli.

Ulteriori segnali di possibili tensioni speculative parrebbero emergere anche nel settore industriale: alcuni fornitori di materie plastiche utilizzate per la produzione di bottiglie di acqua minerale avrebbero richiesto aumenti fino al 30% sui prezzi della plastica, con incrementi stimati tra 200 e 250 dollari a tonnellata. Tali aumenti, secondo gli stessi operatori del settore, sarebbero stati giustificati con le tensioni geopolitiche e con le possibili interruzioni delle forniture energetiche, circostanza che tuttavia merita approfondita verifica sotto il profilo della reale incidenza sui costi di produzione.

Per quanto riguarda importanti materie prime usate in ambito edilizio e industriale, rialzi dei listini riguardano il rame con un balzo che sfiora il 40%, il ferro e i profilati di alluminio con listini ritoccati del 20%. Il settore delle costruzioni lamenta poi incrementi del 18% per il conglomerato bituminoso (a fronte di un rialzo del 12% del future alla Borsa di Shanghai) e le membrane, +10% per il calcestruzzo. Nel settore della meccanica alcune plastiche accusano incrementi del 30%. Anche il legno ha iniziato a sentire il clima di tensione con incrementi dei prezzi tra il 10 e il 15%”.

Per tali motivi il Codacons ha chiesto alle Procure di disporre sul territorio di competenza l’apertura di accertamenti investigativi volti a verificare la dinamica di formazione dei prezzi nei settori energetico, dei carburanti, del gasolio agricolo, dei materiali edilizi, delle materie plastiche destinate agli imballaggi e della filiera agroalimentare, accertando se tali incrementi di prezzo risultino proporzionati e giustificati dalle effettive variazioni dei costi delle materie prime e dei costi di approvvigionamento, e la possibile configurabilità di condotte penalmente rilevanti, con particolare riferimento alle fattispecie previste dagli art. 501 bis cod. pen. e art. 501 cod. pen., nonché di ogni altra ipotesi di reato che dovesse emergere all’esito delle indagini, disponendo accertamenti delegati alla Guardia di Finanza e agli altri organi di polizia giudiziaria competenti, anche mediante l’acquisizione della documentazione relativa ai listini, ai costi di approvvigionamento e alle dinamiche di formazione dei prezzi nelle diverse fasi della filiera economica.

Foligno, confronto europeo su formazione e lavoro al Centro per l’impiego

In occasione della quinta edizione di C.r.e.a. Cultura – il festival internazionale dedicato alle buone pratiche di educazione al patrimonio culturale in programma a Foligno dal18 al 20 marzo – la città ha ospitato anche un momento di confronto europeo dedicato ai temi della formazione e delle politiche attive del lavoro.

Presso la sede di Arpal Umbria – Centro per l’impiego di Foligno, si è svolto un incontro tra Cepa Spagna, i rappresentanti dell’assessorato alla formazione e istruzione della città bulgara di Sandanski, Arpal Umbria e Sviluppo Lavoro Italia. Durante l’incontro sono state presentate ai colleghi spagnoli, professionisti pubblici impegnati nel campo della formazione e delle politiche attive, alcune delle buone pratiche sviluppate in Umbria in questi ambiti.

In particolare è stato illustrato il funzionamento del sistema regionale dei servizi per il lavoro, con un approfondimento sulle politiche attive, sugli strumenti dedicati allo sviluppo territoriale e sui servizi rivolti a disoccupati e imprese. La delegazione ha mostrato particolare interesse per il modello di rete tra pubblico e privato, per i servizi di orientamento, mediazione e accompagnamento al lavoro e per gli strumenti di politica attiva attivati a livello regionale. All’incontro erano presenti, per ARPAL Umbria, il responsabile dei Centri per l’impiego di Terni, Foligno e Orvieto Fabio Narciso e Daniele Adanti per Sviluppo Lavoro Italia.

“Il confronto con realtà europee – dichiara l’assessore regionale allo sviluppo economico, formazione e lavoro Francesco De Rebotti – rappresenta sempre un’opportunità preziosa per condividere esperienze e migliorare i servizi. L’Umbria negli ultimi anni ha investito molto nel rafforzamento della rete dei Centri per l’impiego e delle politiche attive, con l’obiettivo di offrire strumenti sempre più efficaci sia a chi cerca lavoro sia alle imprese del territorio. Il fatto che queste esperienze suscitino interesse anche a livello internazionale conferma la validità del lavoro svolto e la capacità del nostro sistema di fare rete tra istituzioni e soggetti del territorio”. L’incontro si è rivelato un’importante occasione di scambio di buone pratiche tra Italia, Spagna e Bulgaria, contribuendo a rafforzare la collaborazione internazionale nel campo della formazione e delle politiche del lavoro.

Rosi, un umbro presidente dell’Associazione flebologica italiana

Il dottor Gianluigi Rosi è stato eletto nuovo presidente dell’Associazione flebologica italiana, a Bologna, in occasione del congresso internazionale Sclerotherapy 2026.

Un importante riconoscimento per l’esperto perugino, specializzato in Angiologia all’Università di Grenoble (Francia), che da 40 anni si dedica a tutte le problematiche angiologiche con particolare interesse ai trattamenti di scleroterapia con schiuma che ha diffuso dal 2000 in Italia, mettendo a punto nuove tecniche e modalità di cura nella malattia venosa cronica e nella patologia emorroidaria. Il dottor Gianluigi Rosi è inoltre un esperto negli screening vascolari del circolo carotideo e dell’aorta addominale, con utilizzo dell’eco-color-Doppler, avendo effettuato studi popolazionali in Italia. Docente di Angiologia nella Scuola di medicina generale a Perugia, organizza corsi di formazione per medici in ambito vascolare che vengono da tutta Italia ad apprendere le tecniche di scleromousse ecoguidata, docente del master in Angiologia dell’Università Cattolica di Roma.

Export, le opportunità per le imprese umbre nel mercato statunitense

Pur nella particolare e difficile situazione internazionale attuale, quello degli Stati Uniti d’America rappresenta tutt’ora il secondo mercato di riferimento per l’export umbro. Anzi, in alcuni settori, questo dipende in larga parte proprio dal mercato Usa, come quello delle batterie – che per quasi il 70%sono destinate oltre oceano – del fashion, dell’agroalimentare e dell’aerospazio.

Anche per questo motivo, la Regione Umbria e l’agenzia Sviluppumbria hanno organizzato a Terni, in collaborazione con la Camera di commercio dell’Umbria, Simest (società del gruppo Cassa Depositi e Prestiti che sostiene l’internazionalizzazione delle imprese italiane) ed Esg89, un incontro rivolto a imprese, associazioni di categoria e operatori del settore per illustrare loro le opportunità di crescita negli Stati Uniti e i nuovi strumenti di sostegno all’internazionalizzazione, in particolare quelli forniti a livello regionale da Sviluppumbria, nazionale da Simest ed europeo dall’Enterprise Europe Network.

L’iniziativa, a cui hanno partecipato almeno una cinquantina tra imprese e associazioni di categoria, si è svolto alla Biblioteca comunale di Terni. I lavori sono stati moderati da Giovanni Giorgetti, ceo di Esg89, e si sono aperti con gli interventi di Gabriele Ghione, assessore allo sviluppo economico del Comune di Terni, e Federico Sisti, segretario generale della Camera di commercio dell’Umbria. A illustrare i nuovi strumenti messi a disposizione da Simest per l’accompagnamento delle imprese negli Usa sono state Francesca Alicata, direttore relazioni esterne della società, e Federica Ingrosso, senior specialist relazioni esterne. È toccato poi a Marina Cecilia Sereni, responsabile attività internazionali di Sviluppumbria, invece, spiegare i servizi per l’internazionalizzazione dell’agenzia e della rete Enterprise Europe Network. A trarre le conclusioni è stato l’assessore regionale allo sviluppo economico Francesco De Rebotti.

“Questo focus sugli Usa – ha spiegato Sereni – nasce, innanzitutto, per far conoscere sul territorio le misure che Simest ha lanciato a gennaio a sostegno dell’export negli Usa per mitigare gli effetti delle barriere tariffarie americane. Abbiamo quindi illustrato le caratteristiche di questo mercato, ma pure gli strumenti regionali e le azioni di accompagnamento che mettiamo a disposizione come Sviluppumbria per potere affrontare i mercati esteri, fra cui i servizi gratuiti erogati nell’ambito della rete Enterprise Europe Network, il più grande network a sostegno dell’internazionalizzazione delle pmi finanziato dall’Ue, che ci ha permesso di accompagnare nell’ultimo biennio oltre 130 aziende con piani di azione personalizzati”.

Nel corso dell’incontro si è tenuto anche un momento di confronto con alcune aziende umbre che già operano nel mercato americano  e che hanno raccontato ai presenti la loro esperienza all’estero in un’ ottica di condivisione e avvio di un innovativo percorso di mentorship a favore di chi si affaccia ai mercati esteri. “Gli ultimi eventi – ha commentato Sisti – consigliano, nel medio periodo, una diversificazione dei mercati per l’export, ma gli Usa rimangono un Paese maturo e amico dove effettivamente poter confermare la nostra penetrazione. Ma bisogna farlo in maniera nuova, ridefinendo alcune strategie di innovazione e marketing. Per fare ciò c’è bisogno di risorse e oggi approfondiamo le opportunità che il pubblico mette a disposizione delle imprese. Come sistema regionale siamo presenti e impegnati a sostenere gli sforzi degli imprenditori verso i mercati esteri e in particolare gli Usa”.

Per quanto riguarda la nuova Misura Usa proposta da Simest, vi è un plafond dedicato da 200 milioni di euro. Sono previsti finanziamenti agevolati a sostegno di investimenti produttivi, commerciali o di innovazione tecnologica e investimenti partecipativi tramite partecipazioni di minoranza e finanziamenti soci. Sono inoltre disponibili fondi pubblici di equità per lo sviluppo in Usa di start-up e Pmi innovative. Informazioni sul sito www.simest.it/nuova-misurausa.

Scuola “4+2”, il “Volta” di Perugia premiato al Didacta Italia

Al Didacta Italia, la più importante fiera italiana dedicata all’innovazione scolastica, l’Itts ‘Alessandro Volta’ di Perugia è stato premiato tra le 20 filiere tecnologico‑professionali più significative a livello nazionale nell’ambito del modello formativo 4+2.

Il riconoscimento è stato assegnato durante il convegno nazionale ‘4+2. Quando la formazione diventa filiera. Un modello che sta cambiando la scuola italiana’, organizzato da Indire e Ministero dell’Istruzione e del Merito nell’auditorium di Villa Vittoria, nel palazzo dei Congressi a Firenze.

L’iniziativa nasce da un bando promosso dalla Fondazione per la scuola italiana con il supporto scientifico di Indire, che ha selezionato tra oltre 100 candidature provenienti da tutta Italia le esperienze più innovative nella sperimentazione delle nuove filiere tecnologico‑professionali previste dalla legge numero 121 del 2024. “Siamo particolarmente orgogliosi di questo riconoscimento – ha dichiarato la dirigente scolastica Fabiana Cruciani – che premia una visione di scuola fortemente innovativa e allo stesso tempo rispettosa della tradizione dell’Istituto Tecnico Tecnologico ‘Alessandro Volta’ di Perugia. Un premio che è anche e soprattutto un premio per tutto il territorio umbro che ha creduto in questa sfida culturale di connessione profonda tra formazione e lavoro”. Il percorso sviluppato dall’Itts ‘Volta’ si è distinto per la capacità di costruire una vera filiera educativa capace di collegare in modo strutturale scuola tecnica, Its Academy, università, imprese e territorio. Si tratta di un modello che consente agli studenti di connettere formazione, innovazione tecnologica e mondo del lavoro, riducendo la distanza tra scuola e sistema produttivo e offrendo esperienze concrete di laboratorio, progettazione e collaborazione con le imprese.

“Il modello 4+2 rappresenta una straordinaria opportunità per i nostri studenti – ha aggiunto la dirigente Cruciani –. Permette di sviluppare competenze tecnologiche avanzate e di entrare in contatto fin da subito con le realtà produttive più innovative. Un’innovazione che partirà dagli ambienti di apprendimento, che nasceranno dai nuovi laboratori professionalizzati del Campus Volta Tech Hub che vedrà la luce nel prossimo autunno”. Il sistema 4+2 rappresenta una trasformazione importante per la scuola tecnica italiana. Il percorso prevede il conseguimento del diploma in quattro anni e la prosecuzione in due anni negli Its Academy, percorsi altamente professionalizzanti che permettono agli studenti di acquisire competenze tecnologiche avanzate e inserirsi rapidamente nel mondo del lavoro o proseguire gli studi universitari. In questo scenario gli istituti tecnici diventano veri hub di innovazione, capaci di integrare didattica laboratoriale, tecnologie avanzate e partnership con le imprese.

“Un premio che riconosce il lavoro svolto in questi anni – ha concluso la dirigente Cruciani – nella costruzione di un modello formativo che integra scuola tecnica, Its Academy, università, imprese e territorio, idee così vicine al sentire umano e culturale di tutta la nostra comunità. L’istituto umbro si conferma così un punto di riferimento nazionale per la sperimentazione delle filiere tecnologico‑professionali e per la costruzione di percorsi formativi capaci di rispondere alle sfide dell’industria e della società del futuro. Un risultato che valorizza il lavoro condiviso di docenti, studenti, imprese e istituzioni e che dimostra come la collaborazione tra scuola e territorio possa generare modelli educativi innovativi e replicabili a livello nazionale”.

Così sta cambiando il lavoro nel commercio in Umbria

L’ultimo quaderno dell’AUR, con il focus sul commercio in Umbria, valuta anche le dinamiche del settore dal punto di vista occupazionale.

Nel 2024 il numero di commercianti umbri iscritti al relativo fondo pensionistico è pari a 29.215, costituito per il 93% dai titolari, ovvero i responsabili dell’impresa che partecipano con carattere di abitualità e di prevalenza all’attività aziendale utilizzando prevalentemente il lavoro proprio e dei familiari. La quota residuale è rappresentata dai familiari coadiuvanti, ossia coloro che collaborano abitualmente e prevalentemente all’attività di impresa.

Nel corso degli anni, entrambe le componenti mostrano una progressiva flessione, che si fa più accentuata, in Umbria come in Italia, nel caso dei coadiuvanti.

Nello stesso periodo, il numero dei dipendenti è andato aumentando, seguendo anche in questo caso la tendenza nazionale. L’approfondimento che segue cercherà di entrare nelle pieghe di questa componente lavorativa, che rappresenta uno dei principali bacini di occupazione in Umbria.

Nel 2024, gli addetti dipendenti in Umbria che hanno avuto almeno un versamento contributivo nel corso dell’anno ammontano a 37.754 unità, pari al 15,9% del totale del lavoro dipendente privato non agricolo, una quota superiore di oltre un punto percentuale rispetto alla media nazionale (14,7%. Questa maggiore incidenza conferisce al settore un ruolo macroeconomico rilevante per il reddito regionale, per la domanda interna e per la base contributiva, rendendo particolarmente importanti le sue caratteristiche occupazionali e retributive.

Quasi un terzo degli addetti lavora meno di un intero anno (in Italia la quota sale a circa il 36%) e oltre la metà è costituita da donne, una presenza che sale al 73,4% (67,2 in Italia) considerando il solo part-time. In generale, la presenza lavorativa a tempo parziale riguarda il 40,6 per cento dei lavoratori (il 43,8% in Italia).

Rispetto alle tre divisioni economiche, la quota più rilevante, sia in termini di lavoratori alle dipendenze che di monte-retribuzioni, è assorbita dagli esercizi al dettaglio (con il 58,2% di lavoratori e il 53,3% di retribuzioni in Umbria); seguono i punti vendita all’ingrosso (con il 27,3% di lavoro e il 32,4% di retribuzioni).

La distribuzione per qualifiche mostra una struttura sensibilmente diversa tra Umbria e Italia. In Umbria il peso delle qualifiche esecutive è nettamente più elevato di quello su base nazionale: operai e apprendisti rappresentano complessivamente quasi il 60% degli addetti, contro il 48% del Paese, mentre la quota degli impiegati risulta significativamente più bassa (39% in Umbria contro oltre il 49% in Italia). Le figure direttive e di coordinamento hanno un’incidenza molto contenuta in entrambi i contesti, ma nella regione risultano ancora più marginali, con quadri e dirigenti che insieme non raggiungono il 2,1% degli occupati (2,8% a livello nazionale).

Forchettiere Awards Umbria 2026, i vincitori

Sono dieci, in altrettante categorie, i vincitori fase finale del Forchettiere Awards Umbria 2026, la terza edizione del premio organizzato dalla redazione della testata d’informazione gastronomica “Il Forchettiere”, patrocinato dalla Regione Umbria, dal Comune di Perugia, dalla CCIIAA, da Confcommercio Umbria e Confesercenti Umbria, e dedicato alle eccellenze del settore del food nella regione. I 10 vincitori (più quelli premiati col “People’s Choice” e del “Jury’s Choice”. Dai quasi 120 tra ristoranti, trattorie, gelaterie, pizzerie, cocktail bar, pasticcerie e agriturismi, sono 50 i locali umbri arrivati alla fase finale, dove la giuria popolare e tecnica ha proclamato i vincitori, assegnando anche tre premi speciali.

Il premio per il miglior ristorante è andato alla Locanda del Cardinale di Assisi, mentre a trionfare nel fine dining è stato Unè a Capodacqua (Pg), così come la Bottega di Perugia nel campo dello street food. Tra i locali di cucina internazionale la vittoria è stata appannaggio de Il Vizio (Perugia), mentre l’Antica Porchettiera Granieri (Pian di Massiano PG) si è imposto tra le Nuove Aperture. E ancora: successo di Degusto (Umbertide PG) tra le pizzerie, di Crispini (Spoleto) tra le gelaterie artigianali e di Lale Bakery (Perugia) tra le pasticcerie. Ex aequo invece tra i cocktail bar, con Il Vizietto (Perugia) e Sottosopra (Foligno) sugli scudi, mentre la nuova categoria per la miglior cucina d’agriturismo ha premiato la Fontana delle Pere a Massa Martana.

In quanto ai premi speciali, il titolo di Personaggio dell’anno è andato alla “Contadina contemporanea” Valentina Alunno e il riconoscimento come l’Ambasciatore dell’Umbria è stato assegnato al giornalista Bruno Petronilli, mentre il Piatto dell’anno è risultato lo Spaghetto con limone e paprika dello chef Ronald Bukri (Coro, Orvieto).

I Forchettiere Awards si tengono in Umbria dal 2023: “Il nostro obiettivo – spiega il direttore Marco Gemelli – è portare sotto i riflettori i protagonisti della ristorazione umbra: non solo i ristoranti vocati al fine dining, ma anche le pizzerie, i bar, i locali di street food e così via. Alla terza edizione abbiamo allargato l’obiettivo ad altre categorie perché vogliamo continuare a offrire il giusto riconoscimento alle realtà più interessanti del panorama regionale in modo più trasversale possibile, anche grazie a partnership con Università dei Sapori, Perugia Cocktail Week e Terranostra”.

Al termine delle votazioni – andata avanti nel mese di febbraio e conclusesi con oltre 37mila preferenze espresse, oltre a quelle del panel di 30 esperti che forma la giuria tecnica – ecco tutti i vincitori, inclusi i locali premiati per il successo nella giuria popolare (People’s Choice) e tecnica (Jury’s Choice).

I vincitori

Miglior ristorante – premio Espresso Giada:
People’s Choice: La Locanda del Cardinale (Assisi)
Jury’s Choice: La Risulta Cucina Popolare (Perugia)

Miglior fine dining – premio Fonte de’ Medici:
People’s Choice: Radici – Borgo La Chiaracia (Castel Giorgio TR)
Jury’s Choice: Coro (Orvieto)

Miglior street food – premio San Pietro a Pettine:
People’s Choice: La Bottega di Perugia (Perugia)
Jury’s Choice: Macelleria Pucci (Terni)

Miglior ristorante internazionale:
People’s Choice: Papavero Street Gourmet (Perugia)
Jury’s Choice: Il Vizio (Perugia)

Miglior pizzeria – premio Forni Valoriani:
People’s Choice: Degusto (Umbertide PG)
Jury’s Choice: Meunier Champagne & Pizza (Corciano)

Miglior gelateria artigianale – premio Artigiano Perugino:
People’s Choice: Crispini (Spoleto)
Jury’s Choice: Amandola (Foligno)

Miglior cocktail bar – premio Italiana Liquori:
People’s Choice: Rare Cocktail House (Foligno)
Jury’s Choice: Il Vizietto (Perugia)

Miglior nuova apertura – premio Frantoio Gaudenzi:
People’s Choice: Radici – Linee Ristorante (Spoleto)
Jury’s Choice: Antica Porchetteria Granieri (Pian di Massiano)

Miglior bar / caffè / pasticceria – premio Fattore Umbro:
People’s Choice: Pasticceria Vinti (Santa Maria degli Angeli)
Jury’s Choice: Lale Bakery Perugia (Perugia)

Miglior cucina d’agriturismo – premio Terranostra:
People’s Choice: Il Sentiero delle Fate (Castelluccio di Norcia)
Jury’s Choice ex aequo: Fontana delle Pere (Massa Martana) e Miniera di Galparino (Città di Castello)

Questura di Perugia, lunedì chiuso l’Ufficio immigrazione

La Questura di Perugia informa gli utenti che, in occasione delle consultazioni per il Referendum Costituzionale previste per il 22 e 23 marzo 2026, lo sportello dell’Ufficio Immigrazione rimarrà chiuso al pubblico per l’intera giornata di lunedì 23 marzo 2026.

Tale chiusura temporanea si rende necessaria per le concomitanti esigenze organizzative e per l’impiego del personale nei servizi di ordine e sicurezza pubblica legati allo svolgimento del Referendum.

Al fine di limitare ogni possibile disagio e rassicurare l’utenza, si specifica che tutti gli utenti che avevano già fissato un appuntamento per la giornata del 23 marzo non perderanno il proprio turno.

 Il personale dell’Ufficio Immigrazione sta già provvedendo a contattare direttamente e singolarmente gli interessati, tramite i recapiti forniti in fase di prenotazione, per comunicare la riprogrammazione dell’appuntamento in una nuova data ravvicinata.

Le ordinarie attività dell’Ufficio Immigrazione e la regolare ricezione del pubblico riprenderanno a partire da martedì 24 marzo 2026, secondo i consueti orari e le normali modalità di accesso disponibili al seguente link: https://docs.google.com/document/d/12h1y4hJDNt5qN2GSl3By4Ns3tz6d6UdA/edit?usp=sharing&ouid=105537986435638149742&rtpof=true&sd=true

Ecco come vengono spesi dalle Diocesi umbre i soldi dell’8xmille

La Conferenza episcopale umbra e il servizio regionale Sovvenire, nell’ambito delle iniziative di informazione e trasparenza dedicate al sistema delle donazioni da parte dei contribuenti alla Chiesa cattolica, hanno presentato il Rendiconto 8xmille 2025 delle Diocesi dell’Umbria.

L’edizione 2025 è dedicata al tema “Nel cuore della Chiesa gli anziani e i deboli”, con un’attenzione particolare alle opere e ai servizi che nelle comunità ecclesiali si rivolgono alle persone più fragili.

Un tema che pone la riflessione e l’impegno delle Chiese umbre alla vicinanza umana, spirituale ai tanti anziani che vivono soli o nelle strutture dedicate, conseguenza dei cambiamenti demografici e sociali nella nostra regione, che fanno sì che sempre più anziani siano costretti ad affrontare da soli la vecchiaia e la fragilità.

I dati del Rendiconto 8xmille delle Diocesi dell’Umbria

Sono 7,85 milioni di euro i fondi che le Diocesi umbre hanno ricevuto dal’8xmille nel 2025, di cui 4 milioni per il culto e pastorale – spese per arredi sacri e liturgia, manutenzione degli edifici di culto, le spese per sostegno ad attività pastorali diocesane o parrocchiali, formazione degli operatori, ma anche scopi missionari, oratori e patronati e iniziative di cultura religiosa – e 3,82 milioni destinali alla Carità – aiuti a singole persone bisognose, attività dei centri di ascolto, degli osservatori delle povertà, opere caritative diocesane case per anziani, case famiglia, mense, assistenza agli anziani, ma anche a famiglie disagiate, disabili, ecc. Ulteriori 4,47 milioni di euro sono arrivati nel territorio regionale per finanziare le opere di conservazione dei beni culturali e per l’edilizia di Culto; questi ultimi fondi non sono gestiti dalle Diocesi, ma dagli enti che attuano le opere: parrocchie, musei, ecc. Anche i fondi 8xmille, che nel 2025 ammontano a circa 8,65 milioni di euro e che contribuiscono al sostegno dei 630 sacerdoti dell’Umbria, giungono direttamente ai sacerdoti attraverso l’Istituto centrale per il sostentamento del clero e quindi non passano dalle Diocesi.

In totale in Umbria, direttamente o indirettamente, nel 2025 sono arrivati 20,97 milioni di euro derivanti dai fondi 8xmille.

Non solo dati e bilanci, ma storie di prossimità e speranza

Oltre all’aspetto pastorale sottolineato da mons. Maffeis, alla presentazione dell’annuale Rendiconto 8xmille sono intervenuti il diacono perugino Giovanni Lolli, delegato regionale per il Sovvenire in Umbria, l’economo della Conferenza episcopale umbra (Ceu) Daniele Fiorelli e il giornalista e membro della Segreteria pastorale regionale Ceu Daniele Morini.

Il diacono Lolli ha presentato i dati dell’opuscolo: «Il Rendiconto 8xmille e un documento che non si limita a esporre cifre, ma dà voce a storie di prossimità e speranza. Le Diocesi – ha commentato – hanno collaborato per rendere ancora più tempestiva e trasparente la loro rendicontazione. Oltre ai dati di dettaglio di ogni singola Diocesi, l’opuscolo contiene molte pagine con infografiche che illustrano e comparano i dati nazionali e regionali nelle specifiche dei vari capitoli di spesa».

L’economo Fiorelli ha parlato di quanto questo Rendiconto sia di esempio-modello per altre Regioni ecclesiastiche italiane: «Il documento non è solo un documento contabile, ma il racconto di una Chiesa che sceglie di non abbandonare nessuno, ponendo al centro della propria azione anche gli anziani e i fragili. In un contesto demografico regionale segnato da un invecchiamento progressivo, la sfida è trasformare la fragilità in una risorsa di senso. Gli anziani sono custodi di memoria e valori; per questo, l’azione ecclesiale mira a costruire ponti tra le generazioni, combattendo la solitudine attraverso una rete di cura che coinvolge figli, nipoti e operatori del sociale».

«La comunicazione e la trasparenza non sono semplici accessori, ma il cuore pulsante del sistema 8xmille». Con queste premesse, infine, Daniele Morini ha illustrato il valore strategico dell’informazione durante la presentazione del Rendiconto regionale. Il sistema si fonda infatti sulla libera scelta dei cittadini, rendendo essenziale una comunicazione che sappia informare correttamente sul meccanismo di ripartizione, rendicontare l’uso delle risorse e coinvolgere i contribuenti in un atto di partecipazione civica. Morini, che ha anche moderato l’incontro, ha evidenziato il passaggio cruciale dai numeri allo storytelling: narrare storie vere, come quella dell’ambulatorio odontoiatrico solidale di Città di Castello, di cui è stato mostrato il “videoracconto”, permette di evidenziare l’impatto reale e concreto di una firma sul territorio.

Maffeis: il Rendiconto è un dovere verso i cittadini

«È un dovere buono – ha precisato l’arcivescovo Ivan Maffeis, delegato dei vescovi umbri per il Sostegno economico alla Chiesa – perché dietro a questa rendicontazione passa il volto delle nostre comunità. Gli anziani sono parte qualificante della comunità. Visitarli è versare olio di consolazione sulle loro giornate; al tempo stesso, quest’opera di misericordia restituisce un beneficio inestimabile a chi la compie e costituisce un’occasione per rafforzare percorsi di incontro tra le generazioni. Per non chiudersi nel passato, all’anziano servono nuove ragioni di vita: nascono dal superamento dell’eccessiva preoccupazione di sé, dal coltivare curiosità intellettuale, dal porre attenzione al bene degli altri e dall’abitare un mondo interiore, di cui è parte essenziale la fede. L’annuale Rendiconto delle nostre Chiese dell’Umbria – ha concluso Maffeis – è un dovere, perché i cittadini si fidano della Chiesa mettendole a disposizione diverse risorse, attraverso la firma dell’8xmille».

Bagnoregio, tutto esaurito nei ponti di aprile e maggio nelle prenotazioni per il Cammino dell’Intrepido Larth

Le prenotazioni per il Cammino dell’Intrepido Larth nei ponti di aprile e maggio segnano il tutto esaurito per quanto riguarda i posti letto disponibili a Bagnoregio. E i responsabili di Destinazione Orvieto hanno mandato un messaggio ai camminatori, proponendo loro di invertire le tappe del percorso che si sviluppa su 58 chilometri toccando Orvieto, Bolsena e Civita di Bagnoregio.

“A partire da aprile e fino alla fine di maggio – spiegano Luca Sbarra ed Emanuele Rossi, responsabili dei cammini per Destinazione Orvieto – abbiamo ricevuto finora tantissime richieste e segnalazioni da parte di altrettanti turisti i quali lamentano il fatto che tutte le strutture ricettive disponibili a Bagnoregio sono occupate dal momento che altri camminatori avevano già prenotato. Alla luce di questa situazione che dimostra il crescente successo del cammino dell’intrepido Larth cosi come quello del miracolo del Corpus domini, abbiamo proposto tramite i nostri canali di comunicazione una variante al percorso. La soluzione prospettata è quella di partire da Bagnoregio o da Bolsena e non da Orvieto in maniera tale da dormire la prima notte ad Orvieto dove rimangono ancora alcuni posti letto disponibili. Si tratta dunque di cambiare l’ordine del cammino che inizia normalmente da Orvieto per consentire ai camminatori di fermarsi la prima notte a Bolsena e la seconda a Bagnoregio”.

La responsabile dei rapporti con le aziende di DO, Antonella Cannas, aggiunge: “Le adesioni da parte delle imprese al progetto continuano a crescere e stiamo strutturando una serie di offerte ulteriori per fare sistema tra le varie attività che aderiscono al circuito, offrire ai turisti nuove ed interessanti esperienze e continuare a perseguire il nostro obiettivo strategico che è quello di incrementare e destagionalizzare la permanenza turistica nei nostri luoghi. A fine mese, nel corso di una conferenza stampa, verranno illustrate importanti novità”.