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Autore: Redazione

Quattro Garanti e un Difensore civico regionale, ecco chi sono

Quattro nuovi garanti e un difensore civico regionale per prendersi cura delle fragilità e tutelare i cittadini. Presentati dalla presidente dell’Assemblea legislativa, Sarah Bistocchi, i nuovi garanti per le persone sottoposte a misure restrittive o limitative della libertà personale (Andrea Pensi), l’infanzia e l’adolescenza (Matteo Severini), le persone anziane (Carla Casciari), i diritti delle persone con disabilità (Renato Tomei) e il difensore civico regionale (Fabrizio Schettini).

Aprendo l’incontro, a cui hanno partecipato anche la vice presidente Bianca Maria Tagliaferri e il presidente della Terza commissione, Luca Simonetti, la presidente Bistocchi ha spiegato che la legge di riordino ha reso omogenee e uniformi le caratteristiche delle figure di garanzia regionali. A loro si è aggiunto il Garante degli anziani, creato su proposta della consigliera Tagliaferri.

Tutti i Garanti avranno un Ufficio all’interno di Palazzo Cesaroni e sul portale regionale sono state create pagine con nome, riferimenti e numeri telefonici per assicurare la reperibilità. Il Garante delle carceri si è messo al lavoro fin da subito, consapevole delle difficoltà vissute dall’universo carcerario. Il Garante dell’infanzia ha maturato una esperienza rilevante in materia di sociale e cultura. Il Garante delle persone anziane avrà molto da fare dovendo costruire da zero una strada e un approccio che riguarda un elevato numero di persone in Umbria. Il Garante per la disabilità, costituito durante la precedente Giunta regionale, ha maturato una rilevante esperienza in questi ambiti.

Infine, il Difensore civico, nominato circa un anno fa, continuerà a svolgere il proprio ruolo di tutela dei cittadini verso i comportamenti scorretti e impropri della Pubblica amministrazione.

Dopo l’intervento della presidente Bistocchi i quattro Garanti e il Difensore civico hanno tratteggiato linee di azione ed obiettivi dei rispettivi mandati.

Garante detenuti

Andrea Pensi (Garante detenuti), esercita la professione di avvocato dal 2009 nel foro di Perugia ed è Cassazionista dal 2022, con consolidata esperienza pluridisciplinare e con particolare riferimento al diritto amministrativo e degli enti locali, avendo assistito o collaborato con importanti soggetti pubblici-privati tra cui ANCI Digitale spa, Gesenu spa, TSA spa ed ECO Servizi Appennino srl. E’ stato autore di diversi articoli a carattere giuridico su riviste scientifiche o specializzate. Dal 2020 è Direttore dell’Ufficio legale nazionale di ALI (Autonomie locali italiane) ed è stato Sindaco di Gualdo Cattaneo dal 2009 al 2019.

Garante infanzia

Matteo Severini (Garante infanzia) docente, formatore e progettista per la scuola pubblica, con 20 anni di esperienza nelle scuole secondarie di Perugia, Terni e Firenze. Laureato in Lettere, ha maturato esperienze nei servizi sociali, psichiatrici e per la disabilità. Ha conseguito master in tecnologie didattiche, inclusione e orientamento. Si occupa di media education, ICT e didattica attiva, con particolare attenzione alla lettura ad alta voce condivisa, all’orientamento narrativo e al writing and reading workshop. Coordina il Circolo per la lettura ad alta voce di Perugia.

Garante persone anziane

Carla Casciari (Garante persone anziane) nata a Perugia, laureata in biologia, specialista in biochimica clinica. Lavora dal 1999 come informatrice scientifica del farmaco. Dal 2010 al 2015 ha ricoperto il ruolo di vicepresidente della giunta regionale con deleghe sociale, istruzione, politiche giovanili. Dal 2015 al 2019 è stata consigliere regionale.

Garante disabilità

Renato Tomei (Garante disabilità) professore associato presso l’Università per Stranieri di Perugia, ha maturato una consolidata esperienza nazionale e internazionale nella promozione dei diritti delle persone con disabilità, con particolare riferimento alla disabilità visiva. Dal 2023 è referente nazionale per i programmi e le relazioni internazionali della Federazione italiana sport paralimpici per ipovedenti e ciechi (Fispic) e ha ricoperto incarichi nella governance internazionale dello sport per persone non vedenti e ipovedenti, contribuendo a importanti competizioni europee e mondiali. Fondatore di una Ong impegnata in Etiopia e promotore di iniziative accademiche e culturali sui temi dell’inclusione, unisce competenze istituzionali, scientifiche e operative a un costante impegno per accessibilità, pari opportunità e non discriminazione.

Difensore civico

Fabrizio Schettini (Difensore civico) è un avvocato del Foro di Perugia, con esperienza pluriennale soprattutto in ambito penale, ma attivo anche in diritto civile e amministrativo. Ha seguito casi giudiziari di notevole importanza e ha partecipato anche ad iniziative pubbliche legate ai diritti civili con l’associazione Luca Coscioni. È membro del direttivo dell’Associazione difensori di ufficio (ADU) “Ida Pileri” di Perugia.

Con la cultura “si mangia” anche, meglio se nei comuni maggiori | L’indagine

Con la cultura “si mangia”, a volte. L’incrocio fra la classificazione territoriale dell’Istat e i dati più recenti del Ministero dell’Economia e delle Finanze, tratti dalle dichiarazioni presentate nel 2025 e riferiti all’anno d’imposta 2024, elaborati dall’Ufficio Stampa e Comunicazione della Camera di commercio dell’Umbria, monitora questa volta non quanto valga in senso stretto l’industria culturale – oggetto di altre ricerche nazionali e di precedenti report dell’Ente camerale – ma se nei territori nei quali cultura, patrimonio storico, arte e paesaggio rappresentano una componente della vocazione economico-turistica si osservino anche differenze nei redditi.

E nei comuni umbri a vocazione culturale il reddito imponibile medio è quasi 2mila euro più alto rispetto agli altri territori della regione. Sono 24.280 euro contro 22.288, una differenza di 1.992 euro per contribuente con reddito imponibile, pari all’8,9%. Proprio l’Umbria presenta un’altra particolarità: 41 comuni su 92, il 44,6%, appartengono alle categorie del turismo culturale individuate dall’Istat (Istituto nazionale di statistica). È la percentuale più elevata tra le regioni italiane.

L’indagine disegna però una realtà meno uniforme di quanto il primo numero lasci immaginare. Il vantaggio dei comuni culturali esiste, ma una parte importante nasce nelle città e nei centri economicamente più strutturati. Se dal gruppo vengono esclusi Perugia, Terni e Foligno, il differenziale rispetto agli altri 51 comuni umbri non scompare, ma scende dall’8,9% al 4,2%.

Il primato dell’Umbria

Il primato territoriale dell’Umbria è significativo. Nella classificazione Istat riferita al 2019, 41 dei 92 comuni umbri rientrano nelle categorie del turismo culturale, il 44,6%. In Toscana sono 119 su 273, il 43,6%; in Trentino-Alto Adige 103 su 291, il 35,4%; nelle Marche 55 su 228, il 24,1%. In Italia sono 1.026 su 7.926, circa il 12,9%.

Non è una graduatoria della “bellezza”: l’Istat costruisce le categorie considerando vocazione territoriale, patrimonio, caratteristiche geografiche e antropiche, flussi e attività legate al turismo.

Quasi metà della geografia comunale umbra presenta dunque una componente culturale riconoscibile. Ma la distribuzione del reddito mostra che possedere patrimonio e trasformarlo in capacità economica non sono la stessa cosa.

Nei 41 comuni culturali il reddito imponibile medio di 24.280 euro supera di 423 euro quello dell’intera Umbria, pari a 23.857 euro. È anche più alto della media marchigiana, 23.641 euro. Rimane invece al di sotto dell’Italia, che raggiunge 24.893 euro, della Toscana, 25.166, e soprattutto del Centro Italia — Toscana, Umbria, Marche e Lazio — dove la media arriva a 25.656 euro.

Le province

Il confronto tra le due province offre un’altra indicazione interessante. Nei 31 comuni culturali della provincia di Perugia il reddito imponibile medio è di 24.372 euro, contro 22.455 negli altri 28 comuni: 1.917 euro in più, l’8,5%. Nel Ternano i 10 comuni culturali arrivano a 24.005 euro, mentre gli altri 23 si fermano a 21.773. Qui la distanza sale a 2.233 euro, il 10,3%. Il vantaggio relativo dei territori culturali è dunque maggiore nella provincia di Terni.

Nei comuni

È quando si passa dalle province ai singoli comuni che il quadro cambia ancora. Dei 41 territori culturali soltanto otto superano il reddito imponibile medio dell’Umbria: Corciano, Perugia, San Gemini, Torgiano, Terni, Foligno, Orvieto e Todi. Appena tre – Corciano, Perugia e San Gemini – superano la media italiana. Soltanto Corciano e Perugia vanno oltre quella del Centro.

Al vertice della graduatoria c’è Corciano con 26.751 euro, seguito da Perugia con 26.446 e San Gemini con 25.390. Seguono Torgiano, Terni, Foligno e Orvieto. Nella parte opposta della classifica si incontrano soprattutto piccoli centri delle aree interne: Monteleone di Spoleto è a 17.111 euro, Sellano a 19.599, Vallo di Nera a 19.816 e Preci a 20.267.

La dimensione demografica accompagna fortemente queste differenze. Nei 19 comuni culturali con non più di 5 mila abitanti il reddito imponibile medio è di 22.174 euro. Nei dieci comuni fra 5.001 e 15.000 abitanti sale a 22.768 euro; nei nove fra 15.001 e 50.000 raggiunge 23.592; nei tre con oltre 50.000 abitanti — Perugia, Terni e Foligno — arriva a 25.446 euro.

Togliendo proprio questi tre centri maggiori dal calcolo, i restanti 38 comuni culturali scendono a una media di 23.216 euro. Continuano a superare gli altri 51 comuni umbri, fermi a 22.288 euro, ma il vantaggio si riduce a 928 euro, il 4,2%. È un passaggio importante perché impedisce di attribuire alla cultura ciò che può dipendere anche da dimensione urbana, mercato del lavoro, servizi, composizione produttiva e accessibilità.

I numeri non dimostrano dunque che la cultura, da sola, produca redditi più elevati. Mostrano però un’associazione territoriale che merita attenzione: in Umbria i comuni a vocazione culturale presentano complessivamente redditi superiori agli altri e il differenziale rimane positivo anche escludendo i tre maggiori centri regionali.

La metodologia utilizzata evita inoltre che un piccolo comune pesi nel calcolo quanto una grande città. Per ottenere le medie dei diversi gruppi, l’ammontare complessivo del reddito imponibile è stato rapportato al numero dei contribuenti per i quali risulta un reddito imponibile. Perugia, quindi, partecipa alla media in proporzione al numero dei suoi contribuenti e non con lo stesso peso di un comune di poche centinaia di abitanti.

Nei 41 comuni culturali i contribuenti con reddito imponibile considerati sono 484.302, per un ammontare complessivo che sfiora 11,76 miliardi di euro. Negli altri 51 comuni sono 130.609, per circa 2,91 miliardi di euro.

Il confronto col resto d’Italia

Il confronto nazionale offre un riferimento utile. Nel Rapporto Federculture 2026, costruito sui redditi 2023, il reddito imponibile medio nei territori culturali e paesaggistici italiani raggiunge 25.570 euro, contro poco più di 22 mila euro negli altri comuni. L’elaborazione umbra utilizza invece i redditi 2024 e concentra l’attenzione sulla geografia interna della regione.

Da una parte ci sono Perugia, Corciano, San Gemini, Torgiano, Orvieto e altri centri nei quali vocazione culturale e livelli reddituali relativamente elevati convivono. Dall’altra ci sono borghi e territori dell’Appennino che possiedono un patrimonio storico e paesaggistico molto forte, ma operano dentro economie più piccole, meno accessibili e spesso segnate dalla debolezza demografica. È su questa distanza, più che sul semplice conteggio di musei, monumenti o visitatori, che si misura una parte della capacità dell’Umbria di trasformare il proprio patrimonio in economia.

Il commento del presidente Mencaroni

Commenta Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di commercio dell’Umbria: “La cultura diventa una risorsa economica quando riesce a generare impresa, lavoro e servizi, non soltanto visitatori. Il dato più interessante è che il vantaggio dei comuni culturali rimane positivo anche senza Perugia, Terni e Foligno: significa che il tema riguarda l’intero territorio. Allo stesso tempo, la distanza che ancora separa molti piccoli centri dai livelli di reddito più elevati ci ricorda che il patrimonio, da solo, non basta. Per la Camera di commercio la sfida è contribuire a mettere in relazione cultura, turismo, commercio, artigianato, produzioni locali e competenze, affinché un’identità straordinariamente diffusa diventi anche un’opportunità economica più diffusa e duratura”.

Usl1, Brancaleoni direttrice del Distretto Trasimeno

Maria Grazia Brancaleoni è la nuova direttrice facente funzione del Distretto del Trasimeno dell’Usl Umbria 1, Subentra a Emilio Paolo Abbritti, recentemente trasferito in Regione.

Dallo scorso primo marzo la dottoressa Brancaleoni ricopre anche l’incarico di direttrice facente funzioni del Distretto dell’Alto Tevere, consolidando una responsabilità di coordinamento che abbraccia due aree territoriali strategiche per l’Azienda. È, inoltre, responsabile del Servizio Igiene e Sanità Pubblica del Trasimeno e della Media Valle del Tevere e coordinatrice della rete aziendale della Promozione Salute.

Specialista in Igiene e Medicina Preventiva, Brancaleoni è in Usl Umbria 1 dal 2018. In precedenza, dal 2015, ha lavorato nel Servizio Immuno-Trasfusionale dell’Usl Umbria 2 a Foligno e Orvieto. Nei primi anni di attività professionale ha prestato servizio come guardia medica e nell’assistenza domiciliare per le cure palliative, maturando un’esperienza clinica e territoriale ampia e diversificata.

L’Umbria porta il suo Cuore Verde al Meeting di Rimini

L’Umbria ha portato il suo Cuore Verde tra cammini, ciclovie e sapori al Meeting di Rimini, in programma alla Fiera di Rimini fino al 26 agosto, quest’anno con il titolo “L’amor che move il sole e l’altre stelle”, tratto dall’ultimo verso della Divina Commedia.

La Regione Umbria è presente al Meeting anche con uno spazio pensato per raccontare il territorio attraverso un’esperienza diretta, mettendo insieme natura, spiritualità, mobilità lenta, turismo e identità. Al centro dello stand un percorso analogico e interattivo dal titolo “Corpo in movimento, spirito in cammino”, costruito attorno all’immagine del “Cuore Verde” e concepito per accompagnare i visitatori alla scoperta di cammini e ciclovie umbre.

Sul pavimento una grande mappa dell’Umbria introdurrà il visitatore al percorso, mentre una parete interattiva proporrà il “Bivio delle Emozioni”: da una parte “Il vento sul viso”, dedicato al mondo delle ciclovie e a chi sceglie il movimento e l’avventura; dall’altra “La terra sotto i piedi”, riservato ai cammini, alla lentezza e alla scoperta del territorio a passo d’uomo. Attraverso una serie di domande sarà possibile arrivare a uno dei 32 itinerari proposti, 16 cammini e 16 ciclovie, e ricevere la scheda del percorso più vicino alle proprie aspirazioni di viaggio.

Uno spazio particolare sarà dedicato al Cammino di Francesco, che nell’anno dell’ottavo centenario della morte del Santo assume un significato centrale nella proposta dell’Umbria. Non soltanto un itinerario turistico, ma un percorso capace di unire paesaggio, storia, spiritualità e un modo diverso di attraversare e conoscere i territori. È anche un’occasione importante per la presentazione dell’Associazione Cammini di Francesco, di cui l’Umbria è socio fondatore, che in questo anno speciale dell’ottavo centenario della morte di San Francesco presenterà anche le altre iniziative in cantiere.

“Come Umbria – sottolinea la presidente Proietti – sentiamo una responsabilità particolare in questo 2026. Ottocento anni dopo il Transito di Francesco, la nostra terra custodisce e consegna al mondo un messaggio che non appartiene soltanto alla storia. Francesco parla all’oggi. Parla della pace quando sceglie il dialogo invece dello scontro, della fraternità quando riconosce nell’altro un fratello, della cura del creato quando contempla ogni elemento della natura come parte di una relazione universale. E ci ricorda soprattutto che la pace comincia dal disarmo del cuore”.

Accanto ai cammini, il Meeting è anche occasione per valorizzare il cicloturismo umbro. Nello stand sarà allestita un’area fotografica con una bicicletta inserita in una grande cornice a forma di cuore, collegata alla promozione delle ciclovie regionali e in particolare della Ciclovia del Lago Trasimeno, l’anello di circa 60 chilometri vincitore del Green Road Award 2026. Un riconoscimento che premia una proposta turistica fondata sulla sostenibilità, sull’accessibilità e sulla fruizione lenta del paesaggio.

La presenza dell’assessore Meloni

Il racconto dell’Umbria passa anche attraverso uno dei prodotti più riconoscibili della sua tradizione. La Scuola del Cioccolato Perugina collabora infatti con la Regione Umbria animando gratuitamente lo stand con le dimostrazioni del maestro cioccolatiere Alberto Farinelli. Lo show cooking è accompagnato anche dalla distribuzione di Baci Perugina confezionati e diventa un ulteriore momento di incontro con il pubblico. Sabato 22 agosto allo stand presente anche l’assessora regionale Simona Meloni, che parteciperà all’appuntamento insieme al maestro cioccolatiere, in una giornata particolarmente significativa per il Meeting. La presenza della Scuola del Cioccolato Perugina diventa così anche un’occasione per raccontare, accanto ai cammini, al paesaggio e alla mobilità sostenibile, una componente fortemente identitaria del sistema produttivo e agroalimentare umbro.

“Vogliamo raccontare un’Umbria che invita a fare esperienza dei suoi luoghi – evidenzia la presidente. Camminare, pedalare, conoscere un paesaggio, entrare in contatto con le comunità e con le nostre eccellenze significa scoprire una terra che può offrire contemporaneamente bellezza, autenticità, cultura e qualità della vita. Il Cuore Verde è il racconto di un territorio nel quale natura e presenza umana continuano a dialogare”.

La visita di Papa Leone

Tra i momenti più attesi dell’edizione 2026 ci sarà la visita di Papa Leone XIV alla Fiera di Rimini sabato 22 agosto. Una presenza che per l’Umbria arriva a pochi giorni dall’incontro del Pontefice con migliaia di giovani ad Assisi, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, in occasione del “GO! Franciscan Youth Meeting”.

“Accoglieremo la presenza di Papa Leone XIV al Meeting con la stessa gioia con cui l’Umbria lo ha accolto pochi giorni fa ad Assisi – prosegue Proietti. Il 6 agosto, davanti alla Porziuncola e insieme a migliaia di giovani, abbiamo vissuto un momento di straordinaria intensità. Ora il Santo Padre porterà a Rimini ancora una volta una parola rivolta soprattutto alle nuove generazioni e a un mondo che ha un enorme bisogno di pace, di fraternità e di coraggio”.

Masciarri (Fillea Cgil): estendere il badge digitale di cantiere a tutti i lavori pubblici

“Estendere il badge digitale di cantiere a tutti i lavori pubblici”. A dieci anni di distanza dal terremoto che sconvolse la Valnerina e l’intero Appennino centrale, la Fillea Cgil Umbria, attraverso la segretaria generale Elisabetta Masciarri, traccia un bilancio della ricostruzione e propone di estendere il badge digitale di cantiere a tutti i lavori pubblici, rafforzando legalità, sicurezza, trasparenza e tutela del lavoro lungo tutta la filiera.

“Noi in questi territori ci siamo stati fin dall’inizio – spiega Masciarri – abbiamo seguito la ricostruzione quando ancora significava mettere in sicurezza edifici e comunità, e abbiamo continuato a esserci quando sono arrivati i cantieri, le imprese e migliaia di lavoratori. C’eravamo e abbiamo continuato ad esserci, incontrando gli operai, seguendo le imprese, discutendo con le istituzioni e con il sistema bilaterale e mantenendo centrale una questione molto semplice: non basta ricostruire. Bisogna ricostruire bene, nella legalità e nella sicurezza. Perché una ricostruzione finanziata con miliardi di euro di risorse pubbliche deve lasciare al territorio non soltanto edifici nuovi e borghi recuperati, ma anche lavoro dignitoso, professionalità, imprese qualificate e regole migliori. È dentro questa storia che va letto il badge digitale di cantiere, entrato nella fase operativa a maggio 2026 nei cantieri della ricostruzione post sisma 2016. Non vogliamo attribuirci meriti che appartengono a un lavoro collettivo tra istituzioni, struttura commissariale, organizzazioni sindacali e datoriali, Casse Edili e sistema bilaterale, ma possiamo rivendicare il fatto che la Fillea Cgil questa battaglia l’ha portata avanti per anni”.

“Quando la ricostruzione entrava nella sua fase più intensa – precisa Masciarri – abbiamo chiesto il rispetto dei protocolli di legalità, il controllo dei flussi di manodopera, il settimanale di cantiere e l’implementazione del badge. Oggi quello strumento esiste e questo è un risultato importante. Il badge permette di sapere chi entra realmente in un cantiere, per quale impresa lavora e di registrare le presenze giornaliere attraverso un sistema collegato alle Casse Edili e alla piattaforma della ricostruzione. Diventa quindi più semplice tutelare anche le imprese sane, quelle che applicano i contratti, formano i lavoratori, rispettano le norme e investono sulla sicurezza”. “La ricostruzione successiva al terremoto del 1997 – ricorda Masciarri – aveva già dimostrato che legalità, bilateralità e controllo della regolarità del lavoro non rallentano la ricostruzione, possono invece renderla migliore. Proprio dall’Umbria è arrivata un’esperienza importante sul Durc di congruità e sul ruolo della bilateralità. La Fillea Cgil Umbria ha sempre difeso quel modello e negli anni ha continuato a chiedere che le lezioni positive delle ricostruzioni precedenti non venissero disperse. Oggi, il badge rappresenta un ulteriore passo avanti. È significativo che sia proprio il cratere del sisma 2016 a sperimentare questo sistema. Un territorio ferito può così diventare un laboratorio nazionale di legalità, sicurezza e innovazione nel lavoro”.

Da qui la proposta di Fillea Cgil Umbria, “estendere il badge di cantiere almeno a tutti i lavori pubblici, impostando, fin da subito, le condizioni normative e operative necessarie. Vorremmo – sottolinea Masciarri – che dal terremoto del 2016 e dalla lunga ricostruzione dell’Appennino centrale restasse anche un modello nuovo di controllo e trasparenza dei cantieri da mettere a disposizione dell’intero Paese. Dieci anni dopo quella notte, Valnerina e il cratere non devono essere ricordati soltanto per ciò che hanno perduto. Possono diventare il luogo dal quale parte una nuova idea di cantiere e di lavoro, più sicuro, più trasparente, più regolare. E questa volta potrebbe essere il cratere a ricostruire qualcosa per tutta l’Italia: regole migliori per chi lavora e per chi costruisce il Paese”.

Controesodo estivo, attenzione sulla E45

Anche la E45 (SS675 e SS3 bis), che attraversa Umbria, Toscana, Emilia-Romagna, collegando il nord-est con il centro Italia, è tra le arterie più monitorate da Anas per il controesodo estivo di questo fine-settimana.

Fino a domenica 23 agosto sulle strade e autostrade della società del Gruppo Fs ci saranno oltre 24 milioni di spostamenti di autoveicoli.

Anas ha potenziato l’impegno del personale su tutto il territorio nazionale e ha ridimensionato la presenza dei cantieri. Fino al 7 settembre saranno chiusi o sospesi 1.175 cantieri, l’83% di quelli attivi (1.414).

Il divieto di transito dei veicoli pesanti è in vigore sabato 22 agosto dalle 8 alle 16 e domenica 23 agosto dalle 7 alle 22.

Le strade più a rischio in Italia

L’intensificazione della circolazione potrà riguardare i principali itinerari turistici: la A2 “Autostrada del Mediterraneo” che attraversa Campania, Basilicata e Calabria; le statali 106 “Jonica” e 18 “Tirrena Inferiore” in Calabria; le autostrade A19 “Palermo-Catania” e A29 “Palermo-Mazara del Vallo” in Sicilia; la strada statale 131 Carlo Felice in Sardegna; la strada statale 148 Pontina nel Lazio, arteria particolarmente trafficata che insieme alla SS7 “Via Appia” assicura i collegamenti tra Roma e le località turistiche del basso Lazio; l’Itinerario E45 (SS675 e SS3 bis); le direttrici SS1 “Via Aurelia” (Lazio, Toscana e Liguria), SS16 “Adriatica” (Puglia, Molise, Abruzzo, Emilia-Romagna e Veneto).

Al nord i Raccordi Autostradali RA13 ed RA14 in Friuli-Venezia Giulia dai valichi di confine, la SS36 “del Lago di Como e dello Spluga” in Lombardia, la SS45 di Val Trebbia in Liguria, la SS26 “della Valle D’Aosta” e la SS309 Romea tra Emilia-Romagna e Veneto e la SS 51 “di Alemagna” in Veneto.

Umbria Fashion, svelati i primi ospiti dell’edizione 2026

L’imprenditore Marco Cardinalini, la giornalista Michela Proietti, il make up artist Alioscia Mussi, la fashion designer Francesca Capaccioli e la costumista Maria Rosa De Sica. Sono i primi ospiti annunciati per l’edizione 2026 di Umbria Fashion, l’evento che unisce moda, arte e solidarietà a Perugia, quest’anno in programma il 17 e 18 ottobre nella Sala dei Notari.

Un evento che vuole anche essere d’ispirazione per le giovani generazioni di stilisti e di tutti coloro che vogliono entrare nel ‘fashion system’ e per questo ospita personaggi internazionali e racconta le loro storie di successo.

Marco Cardinalini è presidente della Sezione Industria dell’Abbigliamento di Confindustria Umbria e amministratore delegato di Cardinalini & C. di Acquasparta, azienda specializzata nella produzione di capi di alta gamma per il mercato internazionale del lusso. Tra il 2015 e il 2020 è stato anche fondatore di una start up innovativa dedicata allo sviluppo di campionari per stilisti emergenti, successivamente acquisita da Cardinalini & C. Spa. Da sempre impegnato nella rappresentanza e nello sviluppo del settore tessile e moda, ha ricoperto inoltre la carica di presidente dei Giovani di Sistema Moda Italia.

Sarà presente, poi, e premiata Michela Proietti, giornalista che scrive di moda e società per il Corriere della Sera e per il settimanale 7. Nata a Perugia, dove ha frequentato la Scuola di giornalismo radiotelevisivo, dopo la laurea in Scienze Politiche è approdata a Milano. Il suo libro d’esordio bestseller è La milanese (Solferino 2020) a cui sono seguiti La milanese 2, il viaggio continua (Solferino 2021), L’agenda della milanese – 2022 (Solferino 2021), L’agenda della milanese 2023 (Solferino 2022) e L’agenda della milanese 2025 (Solferino 2024), senza dimenticare che nel 2022 le è stato assegnato l’Ambrogino d’oro, massima onorificenza civica concessa dal Comune di Milano a persone, associazioni e organizzazioni che si sono distinte con il loro impegno a favore della città.

Ci sarà, poi, Alioscia Mussi, che vanta una lunga esperienza nel mondo della moda, dello spettacolo e della tv, e per questo sarà premiato; ha studiato Arte a Firenze e poi ha frequentato a Milano una delle migliori scuole a livello europeo di make up, riuscendo in seguito ad affiancarsi a colossi della storia del make up come Stefano Anselmo e Romualdo Priore, che lo ha voluto giovanissimo al suo fianco come assistente e co-responsabile nell’edizione 2001 di Miss Italia, Miss Italia nel Mondo e un’Italiana per Miss Universo. Ha collaborato con i più noti stilisti e per le più importanti testate di moda tra cui Vogue, Elle, Marie Claire, Cosmopolitan, Vanity Fair. Tra le svariate campagne pubblicitarie si possono ricordare quelle per Jean Paul Gaultier, Alviero Martini, Sony, Francorosso, Rodo, La Martina, e tra le innumerevoli sfilate di moda quelle di Cavalli, Dolce & Gabbana, Iceberg, Laura Biagiotti, Mariella Burani, Blumarine, Diesel, Gattinoni, Byblos e molte altre. Per anni è stato anche Ambasciatore di Dior e premiato nel 2013 e nel 2015 come miglior truccatore in Italia, mentre nel 2014 ha ricevuto il ‘Golden Beauty Award’ come miglior make up artist nel mondo.

Tra gli ospiti presenti ci sarà anche Francesca Capaccioli, fashion designer, stylist e consulente di immagine appassionata di arte, cinema e musica. Entrata nel mondo della moda giovanissima, nell’ufficio stile dell’azienda Mimmina Confezioni, leader del prêt-a-porter italiano negli anni ’80 e ’90, è stata poi coinvolta anche come modella nelle prove di vestibilità e in show-room in via della Spiga a Milano e ha iniziato così a relazionarsi con grandi modellisti e creativi, esperienze determinanti nella sua formazione. Grazie alla sua passione per il teatro, poi, il produttore Giancarlo Zanetti le ha affidato anche la cura dei costumi per numerosi spettacoli teatrali negli anni ’90 a Roma. Il suo lavoro di fashion designer inoltre l’ha portata a collaborare con aziende e brand italiani come Gruppo Coin, Arfango, El Charro, Confitalia, Pullove, Nannini Bags Firenze, Gianni Chiarini e Rebelle.

Poi, spesso accade che le passioni, in questo caso il cinema e la musica, diventino nuovi punti di partenza e così Francesca Capaccioli ha iniziato ad affiancare in veste di stylist i grandi fotografi, da Gianmarco Chieregato a Fabio Lovino, Tony Thorimber, Rankin, Iwan Palombi, vestendo così artisti come con Alessio Boni, Giovanna Mezzogiorno, Ellen Hidding, Lele Spedicato, Martina Stella, Federica Luna Vincenti, Ana Caterina Morariu, Clio Evans, Caterina Murino, Francesca Barra, Elenoire Casalegno, Gemma Tryai, Katherine Marlow e tanti altri. Durante il periodo del Covid-19 ha creato anche un suo brand di pelletteria donna, dedicato alla dea etrusca della Voluttà, rigorosamente prodotto in Italia, soprattutto in Toscana.

Infine, a Umbria Fashion 2026 parteciperà Maria Rosa De Sica. Figlia d’arte, Maria Rosa De Sica è nata a Roma, dove si è formata tra scenografia e costume presso l’Istituto Europeo di Design, per poi approfondire il proprio percorso con una specializzazione in Fashion Styling e successivamente in Fashion Design all’Accademia del Costume. Avviata la sua carriera nell’ufficio stile donna di Salvatore Ferragamo, è arrivata a fondare un proprio brand, Mariù De Sica, dando così forma a una visione estetica personale e riconoscibile. Parallelamente coltiva la passione di famiglia per il cinema, lavorando su set cinematografici, produzioni teatrali, serie TV e videoclip, sia in ambito nazionale sia internazionale. Tra le sue esperienze più significative figurano il lavoro come costumista per The Bush Project, vincitore del premio Pivi, e per le tre edizioni teatrali dell’Oscar del Musical al Teatro Brancaccio di Roma; come wardrobe master per una produzione USA/Saudita della serie Netflix Kingdom of Fire; e come assistente costumista per film e serie TV quali La donna giusta, Amici come prima, Sono solo fantasmi e Suburra 3.

“Questi sono solo alcuni degli ospiti che prenderanno parte alla quarta edizione di Umbria Fashion – ha dichiarato la founder e organizzatrice dell’evento, Laura Cartocci –, un’edizione che vedrà la presenza di personaggi illustri del mondo della moda in un crescendo di emozioni e sorprese. Umbria Fashion si conferma, così, un evento che valorizza il Made in Umbria e il ruolo che la nostra regione continua a svolgere nel fashion system internazionale”.

Equivoco del ristorante “negato”, Destinazione Orvieto invita sulla Ripe Ludovica Cioria

Destinazione Orvieto ha invitato in città la vice presidente del consiglio comunale di Torino, Ludovica Cioria, la quale, tramite social, si era lamentata di essere stata “rifiutata” da alcuni ristoranti orvietani perché si era presentata nei locali insieme ai figli piccoli. Il circuito di aziende ha offerto un soggiorno gratuito all’esponente politica piemontese, a cui è stata inviata questa lettera, che pubblichiamo intergralmente:

“Gentile Ludovica,

siamo i responsabili del progetto di promozione territoriale e turistica “Destinazione Orvieto” che unisce oltre 150 aziende del territorio compreso tra Umbria, Lazio e Toscana. Le scriviamo in relazione al clamore mediatico suscitato dalla sua critica rivolta ad alcuni ristoratori locali di non aver voluto ospitare a cena lei e la sua famiglia a causa della presenze dei suoi bambini. Una rimostranza che ci dispiace molto per la pubblicità negativa che provoca ai danni dei ristoratori di Orvieto così come ci amareggia il fatto che lei abbia vissuto un’ esperienza negativa in una città che è, al contrario, nota per la sua tradizione di ospitalità tanto che i suoi operatori della ricettività le hanno consentito di fregiarsi lo scorso anno del titolo di “Città tra le dieci più accogliente del mondo” assegnato dalla piattaforma Booking. Probabilmente si è trattato di uno spiacevole equivoco che potrà essere presto chiarito. Ci farebbe infatti piacere poterla ospitare ad Orvieto per un week end insieme alla sua famiglia, magari andando a cena in uno dei ristoranti nei quali si è verificato l’inconveniente. Sarà un modo piacevole per chiarire il fraintendimento davanti ad un piatto della nostra straordinaria tradizione culinaria e anche per instaurare un proficuo e cordiale rapporto di scambio e condivisione sia con lei che con la meravigliosa città di Torino. Le prospettiamo un itinerario di 3 giorni 2 notti. Primo giorni arrivo, sistemazione e cena in un locale tipico. Secondo giorno visita al pozzo di san Patrizio e al duomo e pranzo in trattoria. Pomeriggio libero oppure escursione lungo l’anello della rupe.
Terzo giorno visita ad Orvieto Underground, pranzo e poi ritorno a Torino.

Un cordiale saluto. La aspettiamo“.

Morto l’imprenditore Aldo Biselli, la riflessione sul tema della sicurezza sul lavoro

L’imprenditore Aldo Biselli è morto mentre stava eseguendo un intervento sul tetto di un capannone a Orvieto. Una morte che ha sconvolto la comunità locale, dove Biselli era molto conosciuto. E riaccende l’attenzione sul tema della sicurezza sui luoghi di lavoro.

“A nome della Giunta regionale e dell’intera Amministrazione regionale – le parole della presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti – rivolgo alla famiglia di Aldo Biselli sentite condoglianze e la più sincera vicinanza in questo momento di immenso dolore. Una tragedia che colpisce una persona conosciuta e stimata, impegnata nel proprio lavoro e nella vita della sua comunità. Di fronte a un nuovo, drammatico incidente sul lavoro, il pensiero va anche al dovere collettivo di rafforzare ogni azione utile a garantire sicurezza, prevenzione e tutela per tutte le lavoratrici e i lavoratori. La sicurezza sul lavoro deve essere e sarà una priorità assoluta per l’Umbria: già dal 2025 abbiamo avviato un importante lavoro nel rafforzamento delle politiche regionali di prevenzione, ponendo le basi per interventi più coordinati, continuativi e orientati ai comparti a maggiore rischio.
Particolare attenzione è rivolta al settore edilizio e agli altri ambiti caratterizzati da esposizioni critiche, con Piani mirati di prevenzione affrontano rischi prioritari quali cadute dall’alto, ribaltamento dei mezzi agricoli, esposizione ad amianto, stress lavoro-correlato e rischi ergonomici, promuovendo autovalutazione, miglioramento continuo e riduzione delle condizioni di pericolo”.

“In questo percorso – ricorda Proietti – un ruolo strategico è affidato ai tavoli regionali e ai gruppi di lavoro tematici, sedi permanenti di confronto, programmazione e integrazione che costituiscono il cuore del metodo di lavoro avviato nel 2025 e che ha portato a sensibili miglioramenti, almeno nel numero di incidenti mortali, anche se ogni morte sul lavoro è un fallimento per tutti.
Per questo avvieremo nei prossimi mesi una campagna mirata e incisiva sulla sicurezza sul lavoro, perché vogliamo e dobbiamo arrivare a zero morti sul lavoro”.

Sindacati alla stazione di Ponte San Giovanni dopo l’aggressione al personale ferroviario

I rappresentanti sindacali di Filt Cgil, Uilt, Ugl Ferrovieri e Orsa Ferrovie hanno effettuato un sopralluogo alla stazione ferroviaria di Ponte San Giovanni per incontrare il personale e ascoltare le criticità, dopo la grave aggressione subita da tre ferrovieri presenti nell’Ufficio movimento. Un uomo in evidente stato di alterazione aveva sfondato la porta dell’ufficio, minacciato di morte i lavoratori e utilizzando contro di loro l’estintore presente nei locali. Un’aggressione grave, che avrebbe potuto avere conseguenze ancora più drammatiche e che riporta con forza al centro dell’attenzione il tema della sicurezza del personale ferroviario.

“Il sopralluogo – hanno spiegato le organizzazioni sindacali – ha consentito di evidenziare una serie di criticità che richiedono interventi tempestivi e concreti da parte dell’azienda Rete ferroviaria italiana e degli enti preposti. Abbiamo pertanto sottoposto all’attenzione dei soggetti competenti una serie di proposte finalizzate a rafforzare le condizioni di sicurezza dello scalo, migliorare la protezione dei lavoratori e garantire una gestione più efficace delle situazioni di potenziale pericolo. La presenza di persone in evidente stato di alterazione psicofisica, soprattutto nelle ore notturne e nelle prime ore del mattino, rappresenta infatti una problematica che il personale segnala da tempo e che non può essere affrontata soltanto dopo il verificarsi di episodi di violenza. La sicurezza non può essere affidata all’emergenza: deve essere garantita attraverso prevenzione, presidio e interventi strutturali”. Filt Cgil, Uilt, Ugl Ferrovieri e Orsa Ferrovie chiedono quindi a Rfi e alle istituzioni competenti di “dare seguito in tempi rapidi alle richieste avanzate e di mettere in campo tutte le misure necessarie affinché episodi come quello del 7 agosto non abbiano a ripetersi. La tutela di chi lavora quotidianamente nelle stazioni e la sicurezza degli utenti devono rappresentare una priorità assoluta e non rinviabile”.

“Continueremo a vigilare sulla situazione – concludono i sindacati – e ci riserviamo di assumere ulteriori iniziative qualora non arrivassero risposte concrete e tempestive”.