Dal 1° giugno entrano in vigore le nuove tariffe sui parcheggi pubblici di superficie e di struttura a Spoleto. La domenica ed i giorni festivi i parcheggi di superficie saranno gratuiti, ad eccezione di piazza Gianni Rodari, dove la tariffa oraria sarà di 1 euro l’ora fino ad un massimo di 6 euro per la sosta di tutta la giornata.
Per i parcheggi della mobilità alternativa, insieme al mantenimento delle tariffe orarie (€ 1,80 la prima ora, € 1,40 dalla seconda alla nona e € 1,00 per la decima, con un costo massimo giornaliero di 14 euro) e alla gratuità dei parcheggi entro i 30 minuti di sosta, verrà meno la gratuità serale dalle ore 20.30 alle 3.00 nei parcheggi di struttura Posterna e Spoletosfera.
La tariffa oraria dei parcheggi di superficie nei giorni feriali resta invariata: € 2,20 per la zona A, € 1,80 per la zona B, € 1,40 per la zona C e € 1,00 per la zona D. Il costo giornaliero ora è di 40 euro, disposto per la sosta degli autobus al parcheggio della Ponzianina e a piazzale Roma (ingresso sud).
Per gli abbonamenti annuali nei parcheggi di struttura, insieme alla novità prevista per Spoletosfera, che consentirà ai lavoratori e ai titolari degli enti e dei servizi pubblici e privati con sede nel centro storico, di fare l’abbonamento, valido tutti i giorni compresi i festivi, al costo annuale di € 150,00, dalla prossima settimana il costo dell’abbonamento mensile cumulativo per Posterna e Spoletosfera senza riserva di posto sarà di 40 euro, mentre quello con riserva di posto sarà di 60 euro (entrambi sono validi tutti i giorni compresi i festivi).
L’abbonamento annuale, valido cumulativamente per Posterna e Spoletosfera, riservato unicamente ai residenti del Comune di Spoleto, ai proprietari non residenti nella ZTL e ai dipendenti, titolari, liberi professionisti, soci e associati di attività, enti, associazioni o società con sede o unità locale nel centro storico di Spoleto, sarà di € 250,00.
Il costo giornaliero per l’abbonamento annuale a Spoletosfera è di € 0,41, mentre quello valido sia per Posterna che per Spoletosfera è di circa € 0,70 al giorno. Il costo massimo giornaliero della sosta al parcheggio della Ponzianina passa da 5 a 6 euro.
La Piattaforma Nazionale delle Liste d’Attesa, attivata da Agenas, consente una misurazione su scala nazionale dei tempi di attesa delle prestazioni sanitarie del Servizio Sanitario, mettendo a confronto la situazione nelle varie regioni italiane.
In Umbria la percentuale dei tempi rispettati per le prime visite (3 giorni urgente, 10 giorni breve, 60 giorni differito esami diagnostici, 120 giorni per quelli programmati) risulta nel primo quadrimestre di quest’anno del 63,1%, molto distante rispetto a una media nazionale del 78,7%, anche se con un miglioramento al confronto con le stesso periodo del 2025 (57,2%).
Indietro (anche se in miglioramento) anche sugli esami diagnostici, con il 62,8% effettuati nei tempi previsti, ma comunque inferiore rispetto alla media nazionale (84,7%).
La Piattaforma consente anche di misurare anche altri indicatori che aiutano ad avere una comprensione più approfondita dei sistemi di gestione delle prestazioni sanitarie oggetto di monitoraggio nelle diverse Regioni e a individuare fattori di criticità su cui intervenire. Da questi ulteriori approfondimenti, oggetto di confronto tecnico con le direzioni regionali e delle singole aziende sanitarie, emergono ulteriori ambiti di miglioramento, anche in quelle realtà che registrano percentuali di garanzia elevate.
Riguardo l’appropriatezza nell’attribuzione del codice di priorità in sede di prescrizione, in Umbria il 13,5% delle priorità indicate sono quelli per la più lunga attesa (120 giorni). E a fronte di 100 prescrizioni fatte per la prima visita, solo 57,4% vengono prese in carico e il 55,7% degli esami diagnostici. Tra le percentuali più basse in Italia.
Il commento della presidente Proietti
La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, evidenzia i dati in miglioramento. Contando di migliorare la risposta sanitaria attraverso il lavoro della Cabina di regia regionale, che opera incrociando i dati e agendo sulle criticità, per ottimizzare le agende, estendere le prestazioni e valorizzare l’appropriatezza prescrittiva.
“Ricordo, tra l’altro, – evidenzia Proietti – che l’Umbria si attesta come una delle Regioni più virtuose per l’appropriatezza delle prescrizioni in classe P (programmata), limitata appena al 13,5 per cento, segno che i nostri medici di medicina generale e specialisti lavorano con estremo rigore ed etica professionale. Le prestazioni per esami salvavita e visite specialistiche mostrano punti di forza diffusi in ogni distretto territoriale. La visita oncologica, ad esempio, ora garantisce la propria erogazione nel 98,4 per cento dei casi entro le scadenze cliniche previste, anche grazie all’avvio da noi voluto dei Ppdta (Percorsi preventivi, diagnostici, terapeutici e assistenziali) specifici che mancavano totalmente nella nostra regione”.
“Siamo perfettamente consapevoli che la strada sia ancora lunga e che restino sacche di criticità da eliminare. Tuttavia – conclude Proietti – rivendico con orgoglio l’operato di questa Giunta a difesa totale e intransigente della sanità pubblica ed universalistica. In controtendenza alle spinte verso la privatizzazione, in Umbria stiamo investendo risorse e capitale umano per rimettere al centro le nostre strutture ospedaliere pubbliche e la medicina del territorio. Altro obiettivo che stiamo concretizzando è quello di fare in modo che le persone anziane, fragili o con patologie croniche non debbano mai più affrontare la frustrazione delle file al Cup. Per loro deve valere e varrà il principio che chi “prescrive, prenota”, inserendoli in percorsi di cura protetti e digitalizzati. Ai cittadini umbri dico che non abbasseremo la guardia di un solo millimetro. I dati Agenas ci confermano che la direzione intrapresa è quella corretta. Continueremo a lavorare con serietà, trasparenza e senza sosta, tenendo sempre presente che la salute pubblica non è un costo da tagliare, ma il bene più prezioso da proteggere e garantire a ciascun individuo”.
Nel 2027 il comparto delle costruzioni in Umbria vedrà diminuire del 10% il valore aggiunto prodotto, per avviarsi verso una fase ancora più critica nel 2028. Queste le prospettive del comparto delle costruzioni emerse dalla presentazione dei dati elaborati dal Cresme Ricerche in collaborazione con CNA Umbria.
L’associazione lancia l’allarme per un settore che, ancora per quest’anno, potrà godere di una previsione di crescita del 3,7% dovuta principalmente alla ricostruzione post sisma e agli ultimi effetti dei fondi del Pnrr.
“La ricerca – ha dichiarato Pasquale Trottolini, responsabile di CNA Costruzioni Umbria – ha confermato che il settore sta entrando in una nuova fase di mercato. Infatti, dopo l’espansione determinata dal Superbonus, dalla ricostruzione post sisma e dai massicci investimenti del Pnrr, di cui potremo beneficiare ancora nel 2026, dal prossimo anno è attesa una contrazione che rischia di diventare critica dal 2028. Per evitare che accada è fondamentale puntare su un grande piano regionale di rigenerazione urbana che dia risposte alle esigenze abitative dei cittadini, contrasti lo spopolamento di pezzi di città e di intere aree del territorio e migliori le prestazioni energetiche degli edifici, contribuendo a costruire una regione più vivibile, più attrattiva e più sostenibile”.
Il report, illustrato dal direttore del Cresme Ricerche, Lorenzo Bellicini, ha fatto un quadro sull’impatto economico del settore.
“Nel 2025 il valore della produzione delle costruzioni in Umbria ha sfiorato i 4,8 miliardi di euro. La manutenzione straordinaria residenziale, con 1,6 miliardi di euro, è risultata essere il principale mercato per il comparto che, tuttavia, ha ridotto le proprie attività del 35% nel biennio 2023/2025. A partire dal 2027, con gli incentivi per gli interventi di riqualificazione edilizia delle abitazioni che scenderanno dal 50% al 36% per le prime abitazioni (al 30% per le seconde case), avranno un ulteriore impatto negativo sia sul mercato che sull’emersione del lavoro nero. Per quanto riguarda gli investimenti in opere pubbliche, che dal 2021 hanno svolto un ruolo molto importante capace di compensare la contrazione degli investimenti in riqualificazione, nel 2025 hanno rappresentato il 34% del mercato delle costruzioni, contro il 27% del livello nazionale. Dal prossimo agosto – ha proseguito Bellicini – l’effetto del Pnrr, che ha inciso per il 70% sulla capacità di spesa dei Comuni in opere pubbliche, si ridurrà progressivamente, con un impatto che inciderà meno sulle infrastrutture strategiche e più sugli investimenti pubblici locali. Continua invece a rappresentare un’opportunità importante per le imprese umbre la ricostruzione post sisma sia del 2016 e quella del 2023 a Pierantonio”.
In calo, invece, le prospettive per l’edilizia non residenziale privata, in particolare industriale e pubblica Nel frattempo, il clima internazionale e gli effetti della chiusura dello stretto di Hormuz sulle prospettive di crescita del Pil, sulle capacità di spesa della pubblica amministrazione, sull’inflazione, sull’andamento dell’economia, sugli investimenti, sui tassi di interesse, sui prezzi di energia, materie prime e prodotti finiti, gettano una luce preoccupante anche sulle imprese di costruzioni.
”Il settore, e il sistema artigiano al suo interno, svolgono un ruolo molto importante per l’economia regionale – ha aggiunto il presidente regionale di CNA Costruzioni, Emanuele Bertini -. Sulle 10.500 imprese delle costruzioni iscritte alla CCIAA dell’Umbria ben 7.400 sono artigiane. E dei 24.800 lavoratori delle imprese di costruzioni più strutturate censite da Istat il 70% (15.500 addetti) opera nel campo dei lavori specializzati, più frequentemente presidiato dalle imprese artigiane. Un calo del comparto, quindi, si tradurrà in un impatto negativo consistente su tutta l’economia regionale”.
Per cercare di contrastare questa china discendente e, al tempo stesso, dare nuove prospettive di crescita all’economia regionale, CNA Umbria ha fatto una serie di proposte.
“Innanzitutto – ha affermato Trottolini – un piano strategico regionale per la rigenerazione urbana che parta dalla rilevazione dei fabbisogni abitativi, in particolare delle categorie più fragili, ma anche dalla necessità di ridurre i consumi di suolo e di energia e dall’individuazione delle aree dismesse da riqualificare. Risposte che forse non saranno sufficienti, ma che potrebbero rappresentare il punto di partenza per provare a dare risposte sociali e far crescere la capacità attrattiva e competitiva dell’Umbria. Inoltre servirebbe una legge regionale sulla riqualificazione urbana che, in attesa di una norma nazionale, favorisca la residenzialità di giovani, anziani e famiglie con bambini, la nascita di servizi alla cittadinanza e la costruzione di partenariati pubblico/privati, consentendo trasformazioni urbanistiche in tempi ristretti e il superamento di limitazioni imposte dai piani regolatori o di fabbricazione comunali”.
Inoltre, per Roberto Barbacci, presidente degli impiantisti umbri della CNA “vanno previsti interventi di manutenzione del territorio per contrastare il rischio idrogeologico, strumenti per la riqualificazione energetica degli immobili produttivi e incentivi alla realizzazione delle CER che, oltre agli effetti sui consumi e sui costi energetici, avrebbero anche un impatto sulle costruzioni in termini di opportunità di lavoro, sia per gli edili che per gli impiantisti”.
“E poi c’è tutto il tema sulle infrastrutture: torniamo a ribadire che senza un patto superpartes tra tutti i partiti in grado di traguardare i tempi lunghi necessari alla realizzazione di collegamenti stradali e ferroviari, saremo destinati alla paralisi, come stanno dimostrando le vicende relative al nodo di Perugia o alla stazione dell’alta velocità. Un patto regionale, ma anche uno interregionale per opere che travalicano i confini dell’Umbria. Solo così – conclude Bertini – potremo ridurre l’isolamento che penalizza il nostro territorio, ne favorisce lo spopolamento e disincentiva investimenti e progetti”.
Confartigianato Umbria accoglie con favore la decisione dell’assessore regionale ai Trasporti, Francesco De Rebotti, di rilanciare l’iter per una nuova gara a procedura aperta del Trasporto Pubblico Locale (TPL).
Per le piccole imprese e gli artigiani del settore, evidenzia l’associazione, questa ripartenza rappresenta una concreta opportunità di riequilibrio economico delle attività del TPL. Sempre – avverte – che venga rispettato rigorosamente l’obiettivo dell’entrata in servizio del nuovo gestore entro il 2028. Le imprese artigiane locali infatti sono in crescente difficoltà e stanno garantendo il servizio pubblico operando con parametri economici fermi al 2011, a fronte di un’impennata vertiginosa dei costi di gestione tra carburante, manutenzione e personale.
“Confartigianato Umbria – commenta il presidente Mauro Franceschini – ritiene molto positiva la stabilità tariffaria garantita dalla Regione tramite lo stanziamento di ingenti risorse proprie che deve avere l’effetto di sostenere la domanda, con particolare attenzione alle fasce deboli e anche quello di ridare ossigeno a chi opera quotidianamente sul territorio”.
La conferma della suddivisione in quattro lotti territoriali è condivisibile perché difende il presidio sociale garantito dalle piccole realtà locali.
Questo positivo indirizzo politico della Giunta regionale è il migliore viatico per una futura riorganizzazione del settore in grado di valorizzare le competenze locali e garantire la sostenibilità del sistema (utilizzando strumenti di premialità per chi crea alleanze con le aziende artigiane del territorio in condizione di equilibrio economico)
Il Coordinatore regionale di Confartigianato Umbria Marcello Serafini aggiunge: “Esprimiamo un particolare apprezzamento per la programmazione dei servizi turistici ed estivi già dal 2027, un ambito dove la capillarità e l’esperienza delle imprese artigiane umbre possono fare la differenza nell’accoglienza dei flussi turistici e nella valorizzazione della regione”.
Per queste ragioni, conclude Franceschini, Confartigianato ritiene “corretta la politica dell’assessore De Rebotti che intende rivedere il sistema delle garanzie che deve offrire il nuovo appalto del TPL senza slittamento sui tempi programmati”.
Una primavera da incorniciare per le presenze turistiche collegate al cammino dell’intrepido Larth e al cammino del miracolo del Corpus domini che fanno parte del progetto Destinazione Orvieto. Tra gennaio e fine marzo, le credenziali rilasciate sono state oltre 1.150. Si tratta di un dato parziale, dato che molti camminatori si mettono in viaggio senza ritirare il documento ufficiale, ma che basta a dimostrare l’impatto del settore: la quota del turismo lento supera infatti il 5% dei 23.140 arrivi complessivi registrati in città nel primo trimestre. Il trend, già solido nei primi tre mesi dell’anno, è letteralmente esploso con l’inizio della primavera. Nei soli due fine settimana a cavallo tra il 25 aprile e il primo maggio si sono toccati picchi tra i 400 e i 500 camminatori; un’accelerazione che permette ora di stimare una quota complessiva di circa 4.000 camminatori entro la fine del 2026. Il dato assume un peso specifico se parametrato all’andamento generale del turismo orvietano nel primo trimestre che ha registrato 23.140 arrivi (+9,9% rispetto allo scorso anno) e 45.163 presenze totali (+5,1%)con una permanenza media stabile intorno ai due giorni.
UNA CRESCITA COSTANTE E SINERGIA
“Lo scorso anno, il secondo di attività dei cammini, il peso del turismo lento sull’economia locale era stato già alto, ma ora si registra una ulteriore impennata-spiegano i promotori di Destinazione Orvieto, la rete che oggi conta ben 146 tra aziende e imprese sociali-la crescita è costante, pur con i classici picchi stagionali della primavera e dell’autunno. È un segnale incoraggiante che ci spinge a investire sulla sinergia con il territorio”. Un esempio virtuoso di questa collaborazione è stata la recente sinergia con il Comitato cittadino dei quartieri durante l’evento “Orvieto in fiore”, che ha portato migliaia di visitatori a piazza della Repubblica per la grande mostra mercato florovivaistica.
ARRIVANO LE CONSERVE DI VOGLIE DI BOSCO
Dopo il successo commerciale del “Panino di Larth” e dei vini “Intrepido” e “Guerriero”, l’organizzazione si appresta a lanciare sul mercato nuove eccellenze enogastronomiche legate al brand del territorio. Per sostenere questa strategia, DO inizia un questi giorni la distribuzione di alcune conserve e preparati di “Voglie di bosco” di Fabro, azienda a conduzione familiare di Doriana Filosi e del figlio Walter Moretti che trasforma e commercializza tartufi, funghi e prodotti del sottobosco, frutta, ortaggi e altri vegetali. Dalla collaborazione con Destinazione Orvieto è nato il marchio “Gusto Intrepido” che, per iniziare, propone un preparato di pere e zafferano, fettine di cipolla, crema di ceci e la speciale salsa Pizzicartivoglio, a base di pomodori secchi, capperi, pasta d’acciughe, peperoncino e spezie. Prodotti che saranno in vendita nei negozi aderenti al circuito di DO, in caratteristici vasetti da portare via come ricordo di viaggio o da gustare sul territorio
La Regione Umbria rafforza il proprio impegno a sostegno delle imprese agricole di fronte al protrarsi della crisi energetica internazionale e all’aumento dei costi di produzione. Con determinazione dirigenziale n. 5262 del 28 maggio 2026, sono state adottate disposizioni urgenti per il Servizio utenti motori agricoli:
La Regione Umbria ha riaperto i termini per la richiesta di anticipo del carburante agricolo ad accisa agevolata, con nuova scadenza fissata al 15 giugno 2026, e innalzata all’80% la quota di anticipo sul quantitativo assegnabile per l’anno in corso.
La decisione – spiega l’Ente – va in parallelo con l’azione degli uffici regionali all’Agricoltura che, in tempi rapidi, sono riusciti a superare le criticità della piattaforma informatica che nei giorni scorsi aveva creato delle difficoltà nell’inserimento delle pratiche.
“Una risposta rapida e concreta a una difficoltà, l’aumento del prezzo del carburante, reale che sta pesando sulle aziende agricole umbre – dichiara l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Meloni –. In una fase segnata dall’instabilità dei mercati energetici e dall’aumento dei costi, la Regione sceglie di stare accanto agli agricoltori con strumenti immediati, capaci di dare continuità operativa. Ringrazio gli uffici regionali per il lavoro svolto con tempestività anche sulla piattaforma informatica: il nostro obiettivo è semplificare e sostenere il lavoro delle imprese agricole umbre”.
Quattro milioni di euro destinati a sostenere la produzione cinematografica e audiovisiva e a promuovere l’Umbria come location privilegiata per film e serie tv. Pubblicato il bando regionale “Umbria Film Fund 2026‑2027”, pensato per favorire investimenti produttivi sul territorio e generare ricadute economiche e occupazionali lungo l’intera filiera audiovisiva.
Il bando, attuato nell’ambito del PR FESR 2021‑2027 – Azione 1.3.4, destina complessivamente € 4.000.000 in due annualità (€ 1.500.000 per il 2026 e € 2.500.000 per il 2027). L’intervento mira a: rafforzare le imprese umbre del settore cinematografico e audiovisivo; attrarre produzioni nazionali e internazionali sul territorio; incentivare l’impiego di maestranze, servizi e fornitori locali; valorizzare siti storici, culturali e paesaggistici dell’Umbria; promuovere pratiche produttive sostenibili e processi di innovazione tecnologica.
Il bando è disponibile nel supplemento ordinario n. 1 al Bollettino Ufficiale – Serie Generale – n. 24 del 27 maggio 2026.
“Con l’Umbria Film Fund confermiamo che il cinema e l’audiovisivo sono leve strategiche per lo sviluppo culturale e turistico locale – dichiara l’assessora al turismo Simona Meloni -. Investire quattro milioni di euro significa creare opportunità per le imprese, dare lavoro qualificato alle nostre maestranze e raccontare il territorio attraverso produzioni di qualità. Vogliamo che l’Umbria diventi una destinazione sempre più attrattiva per registi e produttori, capace di mettere in scena le sue eccellenze artistiche e paesaggistiche”. “Le risorse – ricorda – ammontano a € 1.500.000 per l’annualità 2026 e € 2.500.000 per il 2027, per 90% destinate a lungometraggi, opere seriali e documentari e il 10% a cortometraggi e documentari brevi”. L’intensità di aiuto a fondo perduto è del 50% rispetto alle spese ritenute ammissibili e il contributo massimo concedibile sarà di € 200.000 per documentari; € 250.000 per lungometraggi; € 300.000 per le opere seriali; € 350.000 per le opere seriali ambientate totalmente in Umbria. Per la categoria delle opere brevi, invece, sarà possibile arrivare fino al 70% di aiuto con un contributo massimo concedibile di € 20.000.
“Per favorire e promuovere maestranze, professionisti e strutture locali – sottolinea l’assessora Meloni – abbiamo previsto che il contributo concedibile dovrà essere almeno pari alle spese ammissibili sostenute sul territorio regionale. Come Regione Umbria – prosegue – intendiamo sostenere le imprese operanti nel settore della produzione cinematografica e audiovisiva che realizzano opere nel territorio regionale, al fine di attrarre investimenti, incrementare la spesa diretta sul territorio e generare ricadute economiche e occupazionali, sia dirette sia indirette, lungo l’intera filiera di riferimento. L’intervento è finalizzato inoltre al rafforzamento strutturale del comparto audiovisivo regionale, così da stimolare e favorire il consolidamento e la crescita delle imprese con sede operativa in Umbria, l’insediamento stabile di nuove imprese e produzioni nel territorio regionale, l’impiego di maestranze, professionisti e fornitori locali e la valorizzazione e l’utilizzo delle infrastrutture e dei servizi regionali dedicati al settore audiovisivo. Il bando è stato pensato proprio per sostenere la competitività del sistema produttivo regionale nel mercato nazionale e internazionale, favorire processi di innovazione tecnologica e creativa e promuovere lo sviluppo dell’indotto e delle filiere collegate (turismo, servizi, artigianato, cultura, hospitality) incentivando modelli produttivi sostenibili sotto il profilo ambientale e organizzativo”. “Ciò a cui puntiamo – conclude l’assessora – è mettere in moto un processo che valorizzi anche il patrimonio storico, artistico, culturale, paesaggistico e identitario dell’Umbria, quale elemento strategico di promozione territoriale e di posizionamento competitivo della Regione nei mercati dell’audiovisivo, contribuendo ad accrescere l’attrattività turistica e la riconoscibilità del brand Umbria”.
L’Azienda Ospedaliera di Perugia ha introdotto una nuova tecnologia avanzata per la diagnosi del tumore della mammella: la mammografia con mezzo di contrasto (CEM – Contrast Enhanced Mammography), metodica di ultima generazione che rappresenta un importante passo avanti nella prevenzione e nell’individuazione precoce delle patologie oncologiche del seno.
La mammografia con mezzo di contrasto è un esame diagnostico di secondo livello prescrivibile dal medico specialista che offre, attraverso un software all’avanguardia, maggiore accuratezza e rapidità nella valutazione clinica contribuendo a migliorare il percorso assistenziale delle pazienti. La nuova metodica, eseguita da personale medico, tecnico e infermieristico dedicato, si integra e rafforza significativamente la capacità diagnostica della Radiologia dell’ospedale di Perugia, consentendo di individuare con maggiore precisione lesioni sospette anche nei casi di alta densità mammaria.
L’introduzione di questo nuovo esame diagnostico si inserisce pienamente nel percorso di innovazione tecnologica e sanitaria promosso dalla Regione Umbria, orientato a rafforzare la capacità del sistema sanitario regionale di adottare soluzioni diagnostiche avanzate, migliorare l’appropriatezza clinica e garantire ai cittadini un accesso sempre più qualificato alle cure.
“L’attivazione di questa nuova metodica rappresenta un investimento concreto nella salute delle donne e nella qualità delle cure” – dichiara il dr. Andrea Saracini, responsabile della struttura semplice di Senologia dell’Azienda Ospedaliera di Perugia, afferente al Dipartimento di Diagnostica per Immagini diretto dal dr. Michele Duranti. – “La possibilità di integrare diagnosi avanzate e percorsi multidisciplinari ci consente di offrire risposte sempre più efficaci e tempestive”.
“Con l’introduzione di questo nuovo esame, l’Azienda Ospedaliera di Perugia conferma il proprio ruolo di riferimento nella diagnosi e nella cura delle patologie oncologiche, – afferma Antonio D’Urso, direttore generale – promuovendo un percorso senologico di alta specialità accessibile e orientato alla prevenzione e cura”.
L’Umbria fa fatica a recuperare capacità di produrre ricchezza (il Pil regionale è inferiore dell’8,6% rispetto a quello del 2007), anche se negli ultimi tempi la crescita si attesta sui valori di quella nazionale (intorno all’1%). Ma la produttività resta il grande nodo dell’economia umbra. Con le famiglie che, grazie anche all’apporto delle pensioni, riescono a garantire una buona tenuta sociale.
Questa la fotografia dell’Umbria fornita dal Rapporto economico-sociale dell’Agenzia Umbria Ricerche. Una fotografia con ombre e luci. Il Rapporto, dal titolo “Umbria in movimento: dinamiche e traiettorie in trasformazione”, restituisce l’immagine di una regione attraversata da cambiamenti profondi, con fragilità ma anche con elementi di resilienza. L’economia umbra, pur scontando un divario accumulato negli anni rispetto alla media nazionale, negli ultimi esercizi è tornata a crescere a ritmi prossimi all’1 per cento annuo. Restano centrali i nodi della produttività, dei livelli retributivi, della qualità del lavoro e della capacità di trasformare investimenti, conoscenza e capitale umano in sviluppo stabile. Tra i dati più significativi figurano la crescita dell’occupazione, arrivata nel 2025 a 377.800 unità, con un aumento dell’1,3 per cento su base annua, e il rafforzamento della partecipazione femminile. Permangono tuttavia divari di genere, criticità salariali, forme contrattuali meno stabili e fenomeni di sovraistruzione. Il Rapporto evidenzia inoltre la necessità di rafforzare il collegamento tra formazione, innovazione e domanda qualificata di lavoro.
“Dobbiamo insistere su una Regione Umbria che cammini unita, non divisa tra centri e periferie, ma capace di riconoscersi come regione multicentrica, dove le aree interne non sono un margine ma possono diventare fattori principali di sviluppo” ha commentato la presidente Stefania Proietti. Evidenziando il dato del turismo, che nel 2025 ha raggiunto circa 7,9 milioni di presenze e oltre 3 milioni di arrivi, toccando i livelli più elevati mai registrati in Umbria. “Il turismo ha raggiunto massimi storici, ma non basta: l’economia dell’Umbria passa anche per manifattura, industria, innovazione e qualità del lavoro. Il fattore ZES può fare la differenza, insieme a semplificazione, riforme e investimenti su welfare, sociale e sanità”.
La presidente dell’Assemblea legislativa, Sarah Bistocchi, ha evidenziato il valore della ricerca come strumento indispensabile per orientare le scelte pubbliche. “È importante sapere dove vogliamo andare, ma è altrettanto importante sapere da dove partiamo e dove siamo ora. Vogliamo costruire una società umbra più equa, più giusta, più inclusiva e più accogliente, nella quale nessuno venga lasciato indietro. Per farlo servono informazioni, conoscenza e strumenti di analisi: il patrimonio che Agenzia Umbria Ricerche mette a disposizione delle istituzioni e della comunità regionale”.
L’amministratore unico di AUR, Marco Damiani, ha spiegato che il Rapporto 2026 nasce con l’obiettivo di offrire “strumenti di conoscenza preliminari all’azione di governo e alla programmazione politica”. Damiani ha ricordato che la pubblicazione è stata anticipata rispetto agli anni precedenti proprio per rendere disponibili i dati in tempo utile per i prossimi passaggi di programmazione regionale. “È un Rapporto che prova a superare la lettura puramente congiunturale e propone un’analisi strutturale di medio-lungo periodo. Un lavoro completo e leggero: completo perché affronta tredici contenuti articolati in tre sezioni, leggero perché prova a rendere accessibile la complessità”.
“Il valore di questo Rapporto – ha concluso Damiani – sta nella capacità di leggere insieme criticità e punti di forza. L’Umbria produce conoscenza, capitale umano e coesione, ma deve rafforzare la capacità di trasformare queste risorse in valore economico, innovazione, lavoro qualificato e sviluppo”.
Foto che ripercorrono 130 anni di storia della Camera del Lavoro di Terni. Storia della città e di come è cambiata negli anni, insieme alle sue imprese ed al movimento operaio.
In vico San Procolo, di fronte alla sede della Cgil (orario apertura 10-12.30 e 16-19) fino a sabato 6 giugno nello storico quartiere Clai la mostra documentale accompagnerà i festeggiamento per i 130 anni di vita della Camera del Lavoro di Terni.
Nove giorni di celebrazioni che si sono aperte con una iniziativa alla quale hanno partecipato anche personalità di rilievo nazionale tra cui il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, e il presidente nazionale dell’Anpi, Gianfranco Pagliarulo. L’importanza di questo appuntamento è stato ricordato nelle parole del segretario generale della Cgil Terni, Claudio Cipolla, dello storico Renato Covino, curatore della mostra, di Mario Giovannetti, presidente dell’associazione Ettore Proietti Divi, che gestisce l’archivio storico della Camera del lavoro di Terni (consultabile su appuntamento), e dellala segretaria generale della Cgil Umbria, Rita Paggio. Tra il pubblico, anche vecchi dirigenti della Cgil ternana.
“La nostra – ha commentato Cipolla – è una storia lunga e importante, una storia di lavoratrici e lavoratori, uomini e donne che si sono riconosciuti nei valori della Cgil e che con la Cgil hanno portato avanti le lotte per l’emancipazione del mondo del lavoro e per la conquista di diritti per tutta la società. Non è solo la storia di un sindacato, ma di una comunità che ha accompagnato le fasi storiche salienti di questa città, di questo territorio e di tutta Italia. Se oggi siamo quello che siamo è anche grazie a questa storia, a quell’impegno e quella passione che lavoratori e cittadini hanno saputo mettere in campo insieme alla Cgil”. “Questo territorio – ha ricordato Paggio – ha rappresentato un punto di riferimento per le lotte operaie di tutto il Paese. E noi abbiamo bisogno di prendere linfa da questa memoria per affrontare la dimensione attuale in cui continua lo sfruttamento del lavoro, in cui troppe persone restano povere pur lavorando e in cui le trasformazioni in atto rischiano di impoverire ancor di più i lavoratori. Abbiamo bisogno della forza del passato per guardare con fiducia al futuro. Queste occasioni sono importanti per avere contezza della forza che i lavoratori possono mettere in campo quando si mettono insieme, creando così le condizioni per un cambiamento in positivo delle proprie condizioni di vita e di lavoro”.
Questi i prossimi appuntamenti: il 29 alle 21.30 la proiezione del film ‘Giulio Regeni – Tutto il male del mondo’; il 30 alle 18.30 dibattito ‘Generazioni al lavoro. Terni pensa il futuro’. Di nuovo sosta e si riprende mercoledì 3 giugno, in piazza Clai, nel palco centrale, alle 18.30, con l’approfondimento sui servizi socio-sanitari-assistenziali, a cui interverrà la segretaria generale nazionale dello Spi Cgil, Tania Sacchetti; seguirà, alle 21.30, il concerto degli Altoforno. Giovedì 4 giugno altra importante iniziativa pubblica, sempre in piazza Clai, sul tema ‘pace e costituzione’: alle 18.30 si confronteranno Walter Massa, presidente nazionale di Arci, Gianfranco Pagliarulo, presidente nazionale di Anpi, Emiliano Manfredonia, presidente nazionale di Acli, e Serena Sorrentino della segreteria nazionale della Cgil. Alle 21.30 concerto tributo a Pino Daniele con la Ua’ Band. Protagonista della serata di venerdì 5 giugno sarà il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, che interverrà in piazza Clai alle 18.30. Seguirà alle 21.30 il concerto Jam Session con i Malalingua. I festeggiamenti si concluderanno sabato 6 giugno, sempre in piazza Clai, con l’intervento di Fabrizio Russo, segretario generale della Filcams Cgil alle 18.30 e il concerto di Enrico Capuano e la Tammuriata Rock alle 21.30.