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vigili del fuoco

Morti sul lavoro, l’Umbria resta in zona rossa

Nel 2025, secondo l’ultimo rapporto dell’Osservatorio VEGA sugli infortuni sul lavoro, l’Umbria resta in zona rossa, con un’incidenza di 44,6 incidenti mortali (esclusi quelli in itinere) ogni milione di lavoratori. Un dato più basso rispetto a quelli registrati negli ultimi due anni (58,1 nel 2023 e 50,9 nel 2024), ma sempre tale da collocare l’Umbria tra le regioni dove è il fenomeno è più allarmante.

I dati nazionali

I dati e le incidenze di mortalità, elaborati dall’Osservatorio Vega negli anni, consentono una lettura costante dell’andamento degli infortuni sul lavoro in Italia. Nell’ultimo quadriennio, dal 2022 al 2025, sono 4.314 le persone che hanno perso la vita sul lavoro in Italia, un dato che evidenzia una lieve riduzione rispetto al quadriennio 2021-2024, senza però un miglioramento sostanziale dell’incidenza del fenomeno.

Il settore delle Costruzioni si conferma quello più colpito, con 585 vittime, seguito da Trasporti e Magazzinaggio e Attività Manifatturiere. Le aree in cui si registra il rischio più elevato restano quelle del Centro e del Sud: Basilicata e Umbria risultano stabilmente tra le regioni più critiche dell’ultimo quadriennio, mentre Lazio e Lombardia, pur essendo tra le regioni con più occupati, mantengono incidenze inferiori alla media nazionale.

Gli aspetti più preoccupanti riguardano la vulnerabilità di alcune categorie: gli over 65 risultano la fascia più esposta, i lavoratori stranieri registrano un tasso di mortalità più che doppio rispetto agli italiani sia in occasione di lavoro sia in itinere, mentre gli uomini presentano tassi di incidenza significativamente superiori rispetto alle donne.

“Il dato più significativo – sottolinea il presidente dell’Osservatorio Vega, Mauro Rossato – è che il rischio non si distribuisce in modo uniforme nella penisola. Questo impone la necessità di politiche di prevenzione mirate e continuative, capaci di intervenire sulle fragilità specifiche dei territori e delle categorie di lavoratori più esposte.”