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Autore: Redazione

Giovani e digitale nell’impresa: i due volti dell’Umbria

Due indagini con la Camera di Commercio dell’Umbria descrivono un doppio binario. Nel digitale “classico” la regione resta sotto la media nazionale, ma l’economia dei Digital Content Creator corre: in Umbria sono 392 imprese. Nel perimetro delle start-up innovative, invece, la quota giovanile resta sotto media. Sulle start-up Terni spicca per intensità e posizionamenti: 7° e 14° posto su 110 province. Perugia tiene su alcuni indicatori, ma rallenta nella crescita ed è indietro sulle giovanili.

Nel precedente report della Camera di Commercio era emerso che la quota di imprese che innovano nel digitale è inferiore alla media italiana di 5,8 punti percentuali; ancora più marcato il divario sull’intensità degli investimenti (tecnologia, organizzazione e modelli di business), dove il gap arriva a -9,7 punti. È un dato che pesa, perché descrive la capacità di trasformare il digitale in produttività.
Eppure, guardando dove l’innovazione si alimenta di linguaggi, piattaforme e competenze diffuse – spesso più vicine ai giovani – la fotografia si fa meno scontata. Due indagini realizzate con la collaborazione della Camera di Commercio dell’Umbria mettono in fila gli indizi. La prima, di Infocamere con il coordinamento scientifico dell’Università di Padova, misura l’espansione dell’economia dei Digital Content Creator. La seconda, Dataview – Il barometro dell’economia territoriale di Unioncamere–Istituto Guglielmo Tagliacarne, osserva le start-up innovative nelle due province umbre. Insieme raccontano un territorio che produce nuova imprenditorialità digitale, ma che fatica ancora a tradurre una parte di quel potenziale nel canale, più stretto e costoso, delle start-up innovative “certificate”.

L’alfabetizzazione digitale si fa impresa

L’indagine sui Digital Content Creator intercetta imprese nate attorno ai nuovi canali digitali: YouTube, TikTok, Instagram, e a parole chiave come “content creator”, “video maker”, “influencer”, rintracciate nell’oggetto sociale e nelle descrizioni di attività. Non è soltanto un fenomeno culturale: dietro un contenuto ben costruito ci sono competenze su produzione, montaggio, grafica, dati, marketing, contratti e diritti.
La ricerca distingue le imprese in due gruppi. Le “core” operano in settori ATECO intrinsecamente legati alla content creation (produzione audiovisiva, piattaforme digitali, comunicazione e marketing digitale): rappresentano una nuova imprenditorialità nativa. Le “ibride” svolgono attività in cui la creazione di contenuti è ancillare ma rilevante (moda, turismo, fitness, consulenza, istruzione): sono la prova che il contenuto può diventare parte integrante del modello di business.
Tra 2015 e 2024 la crescita è netta. In Italia le imprese di Digital Content Creator sono aumentate del +185% (da 8.918 a 25.429), con un ritmo più intenso per le “core” (+206%) rispetto alle “ibride” (+155%). L’Umbria segue la stessa traiettoria e conta 392 imprese: 229 “core” e 163 “ibride”. Sul totale nazionale la regione vale l’1,54% del fenomeno; sale all’1,7% nelle “ibride” e scende all’1,43% nelle “core”: quote in linea, e in parte leggermente superiori, rispetto al peso dell’Umbria su popolazione ed economia nazionale. È qui che l’innovazione “giovane” si vede con più chiarezza: come imprenditorialità digitale diffusa, spesso micro, capace di crescere e contaminare settori tradizionali.
La cerniera: giovani presenti, ma meno della media nel perimetro start-up
È qui che il racconto cambia tono. Nelle graduatorie sulle start-up innovative, infatti, la quota di start-up giovanili risulta sotto la media nazionale sia a Terni sia a Perugia, e in modo più marcato nel capoluogo. Non è una smentita della spinta giovanile: è la prova che questa spinta, oggi, passa più facilmente da canali a bassa soglia d’ingresso (creator, servizi digitali, attività ibride) che dal canale delle start-up innovative, dove contano capitale, reti, incubazione e competenze avanzate. In altre parole: i giovani innovano, ma non sempre lo fanno dentro la definizione statistica di “start-up innovativa”.

Le start-up innovative nelle due province dell’Umbria

Nel barometro Dataview di Unioncamere–Tagliacarne, la provincia di Terni risulta sopra la media nazionale in tre voci su cinque e in due casi entra tra le prime venti posizioni della graduatoria delle 110 province italiane. Il dato migliore è l’incidenza delle start-up ad alto valore tecnologico in ambito energetico: 29,2%, 7° posto nazionale. Molto bene anche il numero di start-up innovative per 100.000 abitanti: 14, che vale il 14° posto. La variazione percentuale 2016–2025 è +100% (38° posto). Restano invece più deboli due indicatori: l’incidenza delle start-up femminili (4,2%, 101° posto) e quella delle start-up giovanili (sotto media, 74ª posizione).
La provincia di Perugia mostra un profilo più irregolare. È sopra media in due indicatori: l’incidenza delle start-up femminili (23,3%, 11° posto su 110) e l’incidenza delle start-up ad alto valore tecnologico in ambito energetico (22,1%, 22ª posizione). Regge nel numero di start-up innovative per 100.000 abitanti (13,5, 50° posto), ma rallenta nella variazione 2016–2025 (+38,7%, 66° posto). Il punto più critico è l’incidenza delle start-up giovanili: 9,3%, 94° posto su 110.
Il quadro finale è quindi coerente, ma più sfumato di uno slogan: l’Umbria tiene e cresce dove l’innovazione digitale è accessibile, sperimentale e diffusa; mentre nel canale delle start-up innovative, soprattutto per la componente giovanile, emergono ancora margini ampi. La base c’è. La sfida – per imprese, istituzioni e sistema dei servizi – è rendere più facile il passaggio dalla competenza digitale al progetto imprenditoriale strutturato: dal contenuto al prodotto, dalla visibilità al capitale, dalla micro-attività all’impresa che scala.

Mencaroni: la transizione digitale cambio di mentalità e metodo

Commenta Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria: “Questi dati ci dicono una cosa che spesso sfugge: la transizione digitale non è una vetrina di tecnologie, è un cambio di mentalità e di metodo. Se i giovani trovano strade rapide per fare impresa nelle piattaforme e nei contenuti, significa che il talento c’è e sa muoversi; il compito delle istituzioni è trasformare quell’energia in progetti che restano, crescono e creano lavoro qui. Per questo, nel nostro programma di mandato, digitale ed ecologico non sono due capitoli separati: sono la stessa sfida, produrre di più consumando meno, competere con dati e competenze invece che con margini compressi. Ecco perché investiamo in iniziative che portano l’impresa dentro le scuole: non per ‘orientare’, ma per allenare i ragazzi a sperimentare, magari fallire e poi ripartire meglio. L’Umbria può diventare un laboratorio nazionale se riesce a fare il salto dal digitale praticato al digitale industriale: dalla creatività diffusa a filiere e imprese che scalano”.

Servizio civile, 1119 posti da 520 euro al mese

C’è tempo fino alle ore 14 dell’8 aprile per candidarsi al bando 2026 del Servizio Civile Universale, che in Umbria mette a disposizione 1.119 posti.

Il sistema regionale del Servizio Civile si rafforza e amplia le opportunità di partecipazione e formazione. In Umbria sono attivi 64 programmi e 124 progetti grazie a 40 enti titolari di programma, 285 enti di accoglienza e 473 sedi operative distribuite sul territorio. Inoltre particolare attenzione è rivolta a ragazze e ragazzi con minori opportunità: 218 posti sono riservati a chi ha difficoltà economiche, basso livello di istruzione o altre fragilità, di cui 195 per giovani con ISEE inferiore a 15.000 euro e 18 per chi ha una bassa scolarizzazione. L’assegno mensile per tutti gli operatori e le operatrici volontarie è stato incrementato, rispetto all’anno passato, e sarà di 519,47 euro.

Tutti gli operatori e le operatrici potranno partecipare a un percorso di orientamento al lavoro della durata da uno a tre mesi al termine del servizio e avranno diritto alla riserva del 15 per cento dei posti nei concorsi pubblici per chi conclude l’esperienza senza demerito.

“L’accento sul tutoraggio e sulle misure dedicate ai più fragili – sottolinea l’assessore Fabio Barcaioli – invita ciascun partecipante a conoscere le proprie inclinazioni, e sviluppare competenze trasversali che vanno oltre il singolo progetto. L’esperienza diventa così uno spazio in cui testare capacità, confrontarsi con situazioni nuove e definire scelte future, sia in ambito professionale che personale”.

Come fare domanda

Le domande devono essere presentate esclusivamente online sulla piattaforma Dol all’indirizzo domandaonline.serviziocivile.it, utilizzando Spid o Carta di Identità Elettronica. Sul sito della Regione Umbria e sul portale del Dipartimento per le Politiche Giovanili e del Servizio Civile Universale sono disponibili informazioni dettagliate sul bando e l’elenco completo dei progetti, con possibilità di ricerca per regione, provincia o comune.

Per maggiori approfondimenti:

Informativa del bando

Bando servizio civile universale – ordinario 2026 

Università degli Studi di Perugia, il rettore Marianelli alla sua prima inaugurazione dell’Anno Accademico

Il magnifico rettore Massimiliano Marianelli ha inaugurato per la prima volta l’Anno accademico dell’Università degli Studi di Perugia, il 718° dalla fondazione dello Studium Generale.

Ospite d’onore della cerimonia il giudice Rosario Salvatore Aitala, primo vicepresidente della Corte Penale Internazionale.

Nella sua relazione, il rettore Marianelli ha sottolineato la sua visione di università come comunità di persone, radicata nei territori e fondata sulla cura reciproca, orientata al bene comune. Non una mera prospettiva organizzativa o accademica, ma una visione umanistica e relazionale, dove crescita istituzionale e benessere umano sono strettamente collegati.

Sono seguiti gli interventi di Francesca Volentiera, rappresentante del personale tecnico-amministrativo, bibliotecario e collaboratori linguistici in Senato Accademico; Nicholas Radicchi, già presidente del Consiglio degli Studenti; Christos Grapas, studente di dottorato internazionale, che hanno contribuito apportando il punto di vista delle diverse componenti della comunità universitaria.

La prolusione accademica è stata affidata alla prof.ssa Cynthia Aristei, Ordinaria del Dipartimento di Medicina e Chirurgia, che ha affrontato il tema dell’evoluzione clinico-tecnologica della radioterapia oncologica e delle relazioni di cura, offrendo una riflessione sul progresso scientifico intrecciato alla dimensione umana dell’assistenza.

La Carta di Assisi

La giornata di oggi è l’ideale prosieguo della sottoscrizione, avvenuta ieri nella sede assisiate dello Studium, della “Carta di Assisi”, promossa dall’Università degli Studi di Perugia insieme a numerosi Atenei italiani e internazionali.

Si tratta di un documento con cui gli atenei convenuti hanno dichiarato il proprio fattivo impegno per la costruzione della pace e affermato il ruolo delle università come luoghi di dialogo, di responsabilità etica e culturale, attraverso l’impegno nella formazione, nella ricerca e nella cooperazione interuniversitaria.

(foto Università degli Studi di Perugia)

Accesso al credito e costi energetici, associazioni d’impresa al confronto con la Giunta regionale

Le difficoltà di accesso al credito, l’elevato costo dell’energia, fattori influenzati anche da dinamiche esterne al livello regionale, che incidono direttamente sulla competitività delle imprese e del sistema economico umbro nel suo complesso. Sono i nodi che le associazioni datoriali hanno sottoposto ala presidente Stefania Proietti e agli assessori che hanno partecipato al confronto a Palazzo Donini sui temi economici: il vicepresidente Tommaso Bori, l’assessore allo Sviluppo economico Francesco De Rebotti e l’assessore all’Agricoltura e Turismo Simona Meloni.

Centrale, secondo le associazioni economiche, resta il ruolo della formazione e dell’istruzione per garantire occupazione di qualità, così come la formazione imprenditoriale, ritenuta decisiva per la crescita delle piccole imprese: è difficile far crescere le imprese, è stato osservato, se non si fanno crescere prima gli imprenditori.

Rispetto a questi temi, la presidente Proietti ha ribadito la necessità di lavorare con maggiore incisività su semplificazione amministrativa, accesso al credito e innovazione, rilanciando la sfida di uno sviluppo fondato su integrazione e collaborazione tra istituzioni e sistema produttivo.

La presidente ha ribadito la volontà di promuovere un dialogo stabile con il sistema produttivo, finalizzato a condividere le linee economico-finanziarie e la programmazione a medio termine. “Questi incontri servono a parlare di pianificazione e programmazione, ma anche e soprattutto ad ascoltarvi”, ha sottolineato, evidenziando come il confronto con le imprese rappresenti una leva essenziale per il rilancio dell’Umbria. Stefania Proietti ha quindi delineato la visione della Regione per lo sviluppo dell’Umbria, ribadendo l’immagine di un modello in cui le imprese rappresentano il motore, mentre il territorio – con il suo patrimonio paesaggistico, ambientale e identitario – costituisce l’elemento distintivo su cui costruire competitività. Ha inoltre evidenziato l’impegno della Regione nell’intercettare tutte le risorse disponibili a sostegno del tessuto economico e il lavoro di programmazione della sanità, considerata anche un fattore di attrattività per imprese e capitale umano.

Il vicepresidente Tommaso Bori ha quindi illustrato nel dettaglio il lavoro svolto e ha evidenziato l’obiettivo di rafforzare il sistema regionale attraverso una visione integrata tra enti, agenzie e partecipate. Ha presentato le misure per le imprese previste per il 2026 e il quadro degli investimenti già attivati e programmati. Ha inoltre posto l’accento sulla necessità di rilanciare la crescita senza lasciare indietro nessuno e ha parlato di un’Umbria chiamata ad agire “a due velocità”, sostenendo quella parte di territorio che oggi cresce a un ritmo inferiore rispetto alla parte più dinamica della regione, con l’obiettivo di ridurre i divari interni e rafforzare la competitività regionale.

L’assessore allo Sviluppo economico Francesco De Rebotti ha evidenziato l’importanza di una collaborazione costante con il sistema produttivo per rendere le misure sempre più aderenti ai bisogni reali delle imprese. Nel confronto è stato approfondito anche il tema della Zona economica speciale e dell’azione integrata con la Regione Marche. De Rebotti ha inoltre illustrato il progetto di una “vetrina” dedicata all’Umbria, spazio di promozione del patrimonio regionale, del sistema delle imprese, dei cluster produttivi e delle opportunità di investimento.

L’assessore all’Agricoltura e Turismo Simona Meloni ha richiamato la priorità assegnata agli investimenti e l’obiettivo di rafforzare l’integrazione tra agricoltura e turismo, anche attraverso la rivisitazione dei GAL e una promozione più incisiva dell’immagine regionale sui mercati nazionali e internazionali. Ha inoltre sottolineato la necessità di sostenere le imprese agricole e le filiere territoriali, puntando su qualità, innovazione e valorizzazione delle produzioni umbre come leva strategica per la crescita economica e l’attrattività del territorio.

Firmato il protocollo contro il sovraindebitamento

Firmato il protocollo per la rete territoriale di prevenzione e supporto per chi ha problemi di sovraindebitamento. Si tratta dell’atto conclusivo del progetto Spes, Support for preventing exclusion from social life caused by over-indebtedness, promosso dall’Ordine degli avvocati di Perugia e finanziato dall’Unione Europea tramite Indire, in collaborazione con l’European consumer debt network.

L’intesa mette in relazione istituzioni e realtà del territorio, tra cui Regione Umbria, Comune di Perugia, Procura generale di Perugia, Caritas diocesana di Perugia, Unione nazionale consumatori, Università degli Studi di Perugia, Fondazione Umbria contro l’usura, Croce Rossa Italiana – Comitato di Perugia, Fondazione Perugia, Banca d’Italia e Banca Etica, con l’obiettivo di rafforzare prevenzione, educazione finanziaria e supporto alle persone in difficoltà economica, costruendo un sistema coordinato e più efficace. La firma segna l’avvio operativo della rete territoriale contro il sovraindebitamento, si apre perciò una fase di continuità e di strutturazione di una collaborazione già sperimentata.

A sottoscrivere il protocollo per la Regione è stato l’assessore al Welfare, Fabio Barcaioli, che ha sottolineato: “Ringrazio l’Ordine degli avvocati di Perugia per aver promosso questo percorso e tutti i partner che hanno scelto di lavorare insieme. Il sovraindebitamento si accompagna spesso a solitudine e isolamento, e può trasformarsi in esclusione sociale. Per questo serve una responsabilità condivisa e uno sguardo attento alle persone. Con il protocollo mettiamo in rete competenze diverse per offrire percorsi di accompagnamento fondati su fiducia e orientamento”.

L’assessore ha inoltre ribadito: “Auspico che questa rete diventi un punto di riferimento stabile, capace di intercettare i segnali di difficoltà e di offrire risposte coordinate. La Regione continuerà a fare la propria parte. Oggi firmiamo un protocollo ma soprattutto confermiamo un impegno comune: nessuno deve sentirsi solo”.

Legge per la tutela e la sicurezza dei lavoratori digitali, OK in Commissione

Approvata all’unanimità dei presenti (Pd, M5S, Avs, Ud-Pp) dalla Terza commissione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria la proposta di legge “Disposizioni per la tutela e la sicurezza dei lavoratori digitali”, firmata da Francesco Filipponi e Maria Grazia Proietti Proietti (Pd).

Le norme contenute, così come emendate ed integrate durante i lavori di Commissione, mirano ad incrementare la sicurezza dei lavoratori digitali che svolgono la propria attività sul territorio umbro,
tutelando la loro dignità, sicurezza e salute. Migliorando la trasparenza del mercato del lavoro e promuovendo un modello di sviluppo delle piattaforme digitali che sia socialmente responsabile
ed equo.

La Regione dovrà individuare, di concerto con le Asl, le misure necessarie a tutelare salute e sicurezza dei lavoratori attraverso: la valutazione dei rischi tradizionali e specifici per la peculiare attività che svolgono i lavoratori digitali (stress lavorativo intrinsecamente connesso ai tempi di consegna, l’assegnazione dei turni, la distribuzione delle occasioni di lavoro e dei luoghi di svolgimento dell’attività); la definizione delle
modalità di mitigazione dei rischi e l’individuazione dei dispositivi di protezione individuale più idonei per lo svolgimento dell’attività; la definizione della formazione specifica obbligatoria a carico delle piattaforme digitali, con particolare attenzione al Codice della strada e al mezzo di trasporto utilizzato per la prestazione di lavoro; la previsione di iniziative di informazione specifica sulle malattie professionali e sui rischi e sui danni derivanti dall’esercizio dell’attività di servizio e sulle procedure di prevenzione e di protezione.

Viene previsto il ‘Registro regionale del lavoro tramite piattaforme digitali’, articolato in: anagrafe dei lavoratori digitali e anagrafe dei soggetti giuridici che offrono lavoro tramite piattaforme digitali. L’iscrizione è, in entrambi i casi, gratuita e facoltativa. Prevista poi l’istituzione della ‘Consulta regionale
del lavoro digitale’ che fornisce indicazioni per la stesura del programma annuale degli interventi, elabora studi e ricerche, presenta proposte per il perfezionamento della legislazione, monitora l’evoluzione dell’economia digitale, esamina le problematiche applicative delle tutele dei lavoratori digitali. Elabora inoltre la ‘Carta dei diritti dei lavoratori digitali’.

In caso di condizioni meteo climatiche che comportino rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori digitali, il presidente della Giunta regionale adotta ordinanze contingibili e urgenti a loro
tutela.

Gemellaggio di fede tra Cascia e Chicago | Il programma

Gemellaggio di fede 2026 tra le città di Cascia e di Chicago, in programma dal 13 al 19 marzo. L’iniziativa, promossa dal Comune di Cascia e dalle comunità agostiniane, rinnova una tradizione che, sin dal 1958, unisce la città di Santa Rita da Cascia a una comunità internazionale nel segno della fede condivisa, del dialogo spirituale e delle relazioni tra popoli. L’edizione 2026 assume un significato particolarmente rilevante in quanto dedicata al forte legame di amicizia tra Cascia e il Santo Padre: il prossimo 20 maggio, infatti, dopo l’accensione a Chicago, la Fiaccola farà tappa in Vaticano, dove sarà ricevuta da Papa Leone XIV prima di giungere definitivamente a Cascia.

Il gemellaggio si configura come un percorso strutturato di cooperazione culturale, religiosa e istituzionale. Tra le finalità evidenziate: il rafforzamento degli scambi internazionali, la promozione del turismo religioso e la diffusione nel mondo del messaggio ritiano di pace e perdono. Elemento centrale dell’iniziativa è l’accensione della Fiaccola della pace e del perdono, gesto fondativo del gemellaggio che incarna i valori di riconciliazione e fraternità propri della spiritualità ritiana.

Alla conferenza stampa di presentazione hanno preso parte la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, il sindaco di Cascia, Mario De Carolis, il rettore della Basilica di Santa Rita, padre Giustino Casciano, e il giornalista e divulgatore Roberto Giacobbo. Il sindaco Mario De Carolis ha sottolineato: “Dal 1958 a oggi, grazie al gemellaggio, in tutto il mondo abbiamo avuto un’accoglienza importantissima. L’edizione 2026 è dedicata al legame tra Cascia e il Santo Padre e rafforza ulteriormente questa vocazione universale del gemellaggio. Abbiamo avuto numeri importantissimi di presenze negli ultimi tre anni, quasi 2 milioni di visitatori con più di 250mila persone che hanno soggiornato nelle nostre strutture, e noi di tutto questo non possiamo che ringraziare l’elezione del Papa che da sempre è stato legato alla figura della nostra Santa Rita”.

Il rettore padre Giustino Casciano ha evidenziato: “Santa Rita è stata una donna incredibile: sposa e madre capace di aiutare le famiglie. È nel cuore di tantissime persone dentro e fuori il mondo cattolico. Il nostro Gemellaggio serve a valorizzare sempre la figura di Santa Rita nel mondo. Vogliamo portare la Fiaccola della pace e del perdono dove il Papa è nato e cresciuto e poi la porteremo al Santo Padre in Vaticano”.

Anche il giornalista Roberto Giacobbo è intervenuto alla conferenza: “Io mi occuperò di raccontare il viaggio della Fiaccola da Chicago a Roma e fino a Cascia. Mi piace raccontare le buone notizie e non è mai facile, quando abbiamo girato Freedom a Cascia è stato tutto magico, abbiamo raccontato Santa Rita con il rispetto e la passione, una donna così attuale: la donna più venerata e più seguita al mondo, seconda solo a Maria di Nazareth. Faremo un documentario che chiunque lo vorrà distribuire, sarà libero per tutti”.

“Sono legatissima a Cascia e a Santa Rita – ha detto la presidente Proietti –. Il gemellaggio con Chicago è un ulteriore legame tra il Papa e Cascia. Questo legame speciale ci dà tanta ricchezza, soprattutto spirituale. Questa comunità che lavora per l’accoglienza turistica è importantissima. Il gemellaggio con Chicago è un lavoro che ci porterà sempre più turisti in Umbria. Il vostro è un servizio che Cascia fa all’Umbria e per questo l’Umbria vi ringrazia doppiamente”.

Il Gemellaggio 2026 conferma così la vocazione internazionale di Cascia che, attraverso la propria storia e la figura di Santa Rita, continua a costruire ponti di dialogo e fraternità tra comunità e nazioni. Importante oggi, come all’epoca di Santa Rita, trovandoci in un periodo storico fortemente segnato da tensioni, violenze e guerre. Fu proprio Papa Leone, sulla cui figura è incentrato il Gemellaggio 2026 a invitare, all’inizio del suo pontificato, la comunità cristiana di tutto il mondo a “costruire ponti di fraternità universale”.

Il programma del Gemellaggio 2026

In occasione del Gemellaggio di fede tra Cascia e Chicago, la delegazione istituzionale sarà impegnata, dal 13 al 19 marzo 2026, in un programma ufficiale fortemente incentrato sui momenti istituzionali, religiosi, culturali e che rappresentano il cuore dell’iniziativa. La partenza è prevista per venerdì 13 marzo da Cascia. Il primo giorno sarà centrale l’accensione della Fiaccola della pace e del perdono e l’incontro con la Comunità Agostiniana: realtà spirituale di riferimento che custodisce e diffonde il messaggio ritiano nel contesto americano.

L’accensione della Fiaccola il primo giorno è anche l’occasione per poi avviare un concreto cammino condiviso tra le due comunità: il simbolo del gemellaggio, infatti, attraverserà poi Chicago per incontrare i luoghi e le persone legati alla figura di Papa Leone XIV. Dall’Università Cattolica di Teologia dove il Santo Padre ha compiuto i suoi studi, alla visita a Dalton, città natale del Pontefice, con un momento istituzionale nei luoghi della sua infanzia e presso la sua casa di origine.

La delegazione e la fiaccola, inoltre verranno accolte anche presso il Palazzo del governo della città di Chicago. In quella sede si terrà lo scambio di saluti istituzionali e il consolidamento formale del gemellaggio, sancendo pubblicamente il legame tra le due comunità.

La Fiaccola, accesa a Chicago, proseguirà poi il suo cammino fino al Vaticano. Il 20 maggio 2026 sarà infatti da Papa Leone XIV, prima di fare ritorno a Cascia per le celebrazioni ritiane del 22 maggio, Solennità di Santa Rita, completando così un percorso che unisce idealmente America, Roma e la città di Santa Rita in un unico segno di pace, perdono e fraternità tra i popoli.

Ferrovie a Perugia, i sindacati preoccupati chiedono un incontro con Istituzioni e Rfi

Esprimono “profonda preoccupazione e netta contrarietà” i sindacati Filt Cgil e la Uilt Umbria in merito alle recenti indiscrezioni che danno per certo un drastico depotenziamento del settore tecnico, organizzativo e manutentivo delle infrastrutture ferroviarie nel capoluogo di regione.

“Una decisione di Rfi che, se confermata, rappresenterebbe un inedito passo indietro rispetto agli impegni presi e alla funzionalità stessa del sistema di gestione del comparto manutentivo ferroviario regionale” scrivono i sindacati. Per i quali questa scelta sarebbe inefficiente e tradirebbe gli accordi del 10 gennaio 2024, anche riguardo il contratto di lavoro sulla parte della soglia anagrafica di trasferibilità del personale. Oltre che dell’accordo del 2019 siglato con Rfi per la riapertura della linea ex Fcu (Sansepolcro-Terni via Perugia/Todi), con il quale venne stabilito un principio di equilibrio strategico: l’istituzione a Perugia di tre unità manutentive specialistiche di Rfi che oggi contano complessivamente circa 40 dipendenti tra quadri e impiegati, fatta esclusione degli operai. “Tale assetto – ricordano i sindacati – riconosceva la centralità geografica e operativa del capoluogo di Regione rispetto all’asse ferroviario, garantendo un bilanciamento fondamentale con le tre unità già presenti a Foligno”.

Secondo Filt Cgil e Uil Trasporti, si andrebbe incontro ad un danno tecnico e occupazionale e “saremmo di fronte a un paradosso, perché da un lato si parla di investimenti sulla linea, dall’altro si procederebbe ad un depotenziamento logistico. Oggi, la scelta di smantellare i presidi perugini per accentrare le attività a Foligno appare del tutto priva di logica tecnica e operativa. Questa manovra comporterebbe una perdita di centralità strategica: Perugia verrebbe privata del suo ruolo di hub dirigenziale e manutentivo proprio mentre la rete si espande. Allontanare tutto l’apparato organizzativo dalle squadre di manutenzione dai tratti di competenza aumenta i tempi di intervento e i costi logistici in maniera davvero importante”.

A questo si aggiungerebbe un disagio per i lavoratori. “Decine di maestranze verrebbero costrette a una mobilità forzata verso Foligno – affermano le sigle sindacali – per ogni banale esigenza, ignorando le professionalità consolidate nel territorio del capoluogo. Non possiamo accettare che, a fronte della prossima riapertura integrale della linea, si decida di decentrare apparati che già operano con efficacia a Perugia. Ribadiamo, è un paradosso: si investe sulle infrastrutture ma si smantella la capillarità di presenziamento necessaria a mantenerle sempre più efficienti. La nostra posizione è di totale indisponibilità a trattare su un progetto che svuota Perugia di competenze e funzioni essenziali e che diversamente dovrebbe iniziare ad intravedere sviluppo anche per Terni, in quanto nodo ancora più strategico con la riapertura della ex Fcu. La Filt Cgil Umbria chiede un confronto immediato con i vertici di Rfi, con le istituzioni regionali e quelle comunali di Perugia, perché si fermi un piano che rischia di indebolire il futuro ferroviario del cuore verde d’Italia”.

Assegno di Inclusione, Inps chiarisce le novità

Inps spiega le novità introdotte dalla Legge di Bilancio per i percettori del Reddito di Inclusione.

La principale modifica riguarda l’eliminazione del mese di sospensione che finora interveniva dopo i primi 18 mesi di erogazione e dopo ciascun rinnovo. I nuclei familiari potranno presentare domanda di rinnovo già dal mese successivo all’ultimo pagamento, evitando interruzioni nel sostegno economico. Il beneficio continua ad avere una durata massima di 18 mesi, rinnovabile per 12 mesi. La prima mensilità del rinnovo sarà pari al 50 per cento dell’importo spettante.

Tra le novità, prevista anche l’estensione del contributo straordinario aggiuntivo – fino a un massimo di 500 euro – anche per i nuclei che hanno maturato il diciottesimo mese nel novembre 2025, previa verifica dei requisiti.

La Legge di Bilancio rafforza infine le risorse destinate alla misura, con uno stanziamento aggiuntivo di 160 milioni di euro per il 2026 e incrementi progressivi negli anni successivi.

Le nuove disposizioni puntano a garantire maggiore continuità del sostegno economico alle famiglie in condizione di vulnerabilità, semplificando i rinnovi e consolidando la stabilità finanziaria della misura.

“L’Umbria del vino”, tutte le cantine e i vini vincitori

Premiati al Centro congressi della Camera di Commercio dell’Umbria, a Perugia i vini vincitori del concorso enologico regionale “L’Umbria del Vino” 2026.

Per la categoria Vini bianchi DOC 1° classificato il vino Ermes Trebbiano Spoletino DOC 2024 della cantina Benedetti & Grigi di Montefalco e 2° classificato il vino Vigneto Torricella Orvieto Classico DOC 2024 della Cantina Bigi di Orvieto. Per la categoria Vini bianchi IGT, primo classificato il vino Orzalume Umbria IGT Grechetto Sauvignon 2024 dell’Azienda agricola Castello di Corbara di Orvieto, mentre secondo classificato è il vino Grande Alone Umbria bianco IGT 2023 della Cantina Baldassarri – Eredi Baldassarri Luciano di Collazzone. Nella categoria Vini Rossi DOCG primo classificato è il vino Carapace lunga attesa Montefalco Sagrantino DOCG 2018 della cantina Tenute Lunelli di Bevagna e secondo il vino Preda del falco Montefalco Sagrantino DOCG 2021 della cantina Tenute Baldo di Bastia Umbra. Per i vini rossi DOC il vino The fighter Amelia DOC Merlot 2021 della Cantina Pizzogallo si posiziona al primo posto del podio, mentre al secondo troviamo il vino Giovanotto Colli del Trasimeno Gamay DOC 2024 dell’azienda agraria Montemelino di Tuoro sul Trasimeno. Nella categoria Vini rossi IGT primo classificato è il vino Petranera (Linea Oro) Umbria Rosso IGT 2024 dell’azienda agricola Le Crete di Giove e secondo classificato il vino Costante Umbria IGT Merlot 2022 della cantina Semonte di Gubbio. Tra i vini rosati troviamo un ex aequo al primo posto, con il vino Gioie’Lise Umbria Rosato IGT 2024 della cantina Vinsentie di Tuoro sul Trasimeno e il vino La Rosa del falco Umbria Rosato IGT 2025 della cantina Ruggeri Tenuta Colfalco di Montefalco, mentre al secondo posto troviamo il vino Pepe rosa Umbria Rosato IGT 2024 della cantina Cesarini Sartori di Gualdo Cattaneo.

Tra gli Spumanti di qualità primo classificato è il Gladius Metodo Classico Colli Martani Spumante DOC Millesimato 2020 della cantina Terre de la Custodia di Gualdo Cattaneo e secondo classificato è il vino Thadea Vino Spumante Rosato Brut 2024 della cantina Terre Margaritelli di Torgiano.
Per la categoria vini dolci il vino Scialo Umbria Moscato Passito IGT 2022 della cantina Dionigi si posiziona al primo posto, mentre il vino Sperello Vinsanto Colli del Trasimeno DOC 2019 della cantina Berioli di Magione si attesta al secondo posto.

Infine, per i premi speciali, il vino Panata Orvieto Classico Superiore DOC 2023 dell’Azienda agricola Argillae di Allerona si aggiudica il Premio Impresa al femminile, il vino Montefalco Sagrantino Passito DOCG 2020 dell’Azienda agricola La Fonte di Bevagna si aggiudica il Premio Giovane imprenditore e, infine, il premio Vino biologico va al vino Indigeno Umbria IGT Trebbiano 2023 dell’Azienda agricola Chiesa del Carmine di Jeremy Sinclair di Perugia.

I vini vincitori potranno ora fregiarsi dell’apposito bollino “Concorso Enologico Regionale “L’Umbria del Vino” – Vincitore” da applicare sulle bottiglie.

Il concorso enologico regionale “L’Umbria del Vino” è promosso dalla Camera di Commercio dell’Umbria e curato dalla sua Azienda Speciale Promocamera, con la collaborazione anche di Regione Umbria, Coldiretti Umbria, Confagricoltura Umbria e Cia Umbria, il 3A Parco tecnologico agroalimentare dell’Umbria, Associazione Strade del Vino e dell’Olio dell’Umbria e Confcooperative Umbria. È, peraltro, l’unico concorso enologico, nella regione, autorizzato dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (così si chiamava il dicastero competente nel 2021, quando il concorso è nato).

Soddisfazione è stata espressa dal presidente della Camera di Commercio dell’Umbria Giorgio Mencaroni e dal segretario generale dell’ente Federico Sisti, che hanno tenuto a ribadire l’alto livello dei vini in concorso e l’importante lavoro di squadra che è stato fatto sia con i partner istituzionali che con i membri della commissione, composta da sommelier, enologi e giornalisti di settore, coordinati dal presidente di Assoenologi Riccardo Cotarella e guidati dal capo panel Maurilio Chioccia. presenti alla cerimonia anche l’assessore regionale Simona Meloni e l’assessore comunale Fabrizio Croce, oltre ai membri della giuria e ai partner del concorso.

La produzione del vino in Umbria

La produzione del vino è aumentata in Umbria nel 2025 del 18% rispetto al 2024, con un +20% rispetto alla sua media 2020-2024, ha sottolineato il presidente della Camera di Commercio Giorgio Mencaroni. “L’Umbria è una “regione boutique” nel settore che non compete con le regioni “industriali” per ettolitri, ma per la riconoscibilità di stile e le denominazioni che la caratterizzano, conferendole una marcata impronta qualitativa con produzioni simbolo. A fronte di questi dati positivi, – ha spiegato – i prezzi delle uve continuano a subire un deciso calo. Per questo, in un tale quadro, assumono sempre più importanza strumenti che possano contribuire a favorire la conoscenza e l’apprezzamento dei nostri vini da parte dei consumatori. Uno di questi strumenti è, senza dubbio, – ha concluso – il concorso L‘Umbria del Vino, volto alla valorizzazione dell’attività delle aziende vitivinicole e a gettare le basi per rafforzarne la presenza nei mercati nazionali e internazionali, grazie anche alla collaborazione con le istituzioni ed enti della regione.“

Che il concorso regionale sia una significativa occasione di promozione del vino regionale lo ha ribadito anche il segretario generale della Camera di Commercio, Federico Sisti, che ha anche ricordato come tale attività da parte dell‘ente non si ferma qui. ”Nel mese di marzo, il 13 e 14, ad esempio, – ha aggiunto – torna l‘appuntamento con UmbriaofWine, il b2b che vedrà 30 buyer internazionali in Umbria per incontrare e conoscere le nostre cantine e le loro produzioni. Inoltre, sono state avviate collaborazioni con partner del settore qualificati, attraverso le quali il concorso si propone di abbracciare iniziative che superano i confini regionali anche di respiro internazionale, con la presenza ad esempio al prossimo Vinitaly di Verona. Infine, – ha concluso – da quest‘anno la Camera di Commercio lancia il premio per la migliore carta dei vini dei ristoranti italiani che presenta una selezione di vini umbri. A tale proposito, già per il 2026 una menzione speciale è stata data, in attesa del premio vero e proprio, alla Roscioli Salumeria con Cucina di Roma per la sua carta dei vini.

Vino e giovani è stato, quindi, il binomio al centro dell‘intervento dell‘enologo Riccardo Cotarella, che ha ricordato come il vino stia attraversando attualmente un periodo complesso. ”Dobbiamo ricordare – ha sottolineato – che il vino è parte integrante della nostra cultura, della nostra tradizione e del nostro territorio ed è nostro compito rendere anche i giovani più consapevoli di questo. Ma – ha concluso – siamo ottimisti, il vino è sempre risorto e lo farà anche questa volta.“

Il vino in questi ultimi anni ha avuto una battuta d‘arresto a causa di congiunture negative – ha detto l‘assessore Simona Meloni – però come Regione stiamo cercando di lavorare per riportarlo in positivo. Ci apprestiamo alla partecipazione a Vinitaly, che sarà un‘importante momento di valorizzazione dell‘identità dell‘Umbria, cresciuta nel settore enogastronomico sia quantitativamente che qualitativamente. Stiamo lavorando anche per far si che la valorizzazione del nostro vino passi in primis proprio dalle carte dei vini dei ristoranti umbri. Infine, abbiamo anche gli strumenti a disposizione del settore – ha aggiunto – a favore degli investimenti delle imprese, con l‘OCM Vino. Riteniamo, insomma, – ha concluso – che quello vitivinicolo sia un comparto da valorizzare non solo dal punto di vista produttivo e commerciale ma anche nel binomio agricoltura e turismo, perchè il vino è identità e territorio.“

”Si tratta di un comparto, quello del vino, che rappresenta una fetta molto importante dell‘economia della città e della regione, ma soprattutto porta un insieme di saperi e tradizioni che arricchiscono l‘immaginario e l‘enorme patrimonio immateriale che costituisce un elemento di attrazione del nostro territorio. – ha tenuto a sottolineare l‘assessore del Comune di Perugia Fabrizio Croce – Per questo l‘amministrazione comunale è e sarà sempre al fianco dell‘Umbria del vino, per valorizzarlo sia in chiave economica che in chiave turistica.“