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Autore: Redazione

ZES, in Umbria ci sarà il coordinamento dell’Unità di missione

La Giunta regionale dell’Umbria ha approvato l’istituzione dell’Unità di missione ZES Umbria, una struttura tecnico-organizzativa finalizzata al coordinamento delle attività regionali legate alla Zona Economica Speciale e al supporto delle azioni di promozione territoriale e attrazione degli investimenti.

La delibera, proposta dall’assessore regionale allo sviluppo economico Francesco De Rebotti, nasce alla luce dell’entrata in vigore della legge n. 171 del 18 novembre 2025 che ha inserito l’Umbria, insieme alle Marche, all’interno della ZES Unica.

L’Unità di missione ZES Umbria avrà il compito di favorire la piena integrazione tra gli strumenti regionali, nazionali ed europei a sostegno della competitività delle imprese e di accompagnare il territorio nell’utilizzo delle opportunità offerte dal nuovo quadro normativo. In particolare la struttura lavorerà sulla promozione delle opportunità della ZES, sul coordinamento degli interventi regionali, sul monitoraggio degli effetti delle misure e sui rapporti con la Struttura di missione ZES istituita presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. Tra le attività previste rientrano anche il supporto all’attrazione di investimenti, la diffusione delle informazioni alle imprese, l’organizzazione di iniziative dedicate e la raccolta dei dati sugli interventi realizzati grazie ai benefici della ZES.

“Con l’ingresso dell’Umbria nella ZES – sottolinea l’assessore regionale allo sviluppo economico Francesco De Rebotti – si apre una fase nuova per la competitività del nostro tessuto produttivo. L’Unità di missione nasce proprio con l’obiettivo di mettere a sistema tutte le competenze regionali e di coordinare in modo efficace i rapporti con i soggetti nazionali e territoriali coinvolti. Vogliamo accompagnare imprese e investitori nell’utilizzo di queste opportunità, favorendo nuovi insediamenti produttivi, innovazione e occupazione”.

La struttura sarà composta da rappresentanti delle principali direzioni regionali coinvolte nelle politiche di sviluppo e programmazione, oltre che da referenti delle società e delle agenzie regionali: Sviluppumbria, Gepafin, ARPAL Umbria e Agenzia Umbria Ricerche. L’Unità di missione opererà come punto di raccordo tra la Regione, le istituzioni nazionali e gli altri interlocutori del territorio – tra cui Agenzia delle Entrate, INPS e Camera di Commercio dell’Umbria – con l’obiettivo di garantire un’azione coordinata e valorizzare pienamente le opportunità offerte dalla Zona Economica Speciale per lo sviluppo dell’economia regionale.

Verifica impatti ASM sul territorio di Terni, Confartigianato: bene l’azione del sindaco Bandecchi

Confartigianato Terni accoglie con favore l’intenzione espressa dal sindaco Stefano Bandecchi di avviare una fase di analisi e revisione sulla governance e sui risultati di ASM.

Tale iniziativa, secondo l’associazione, non va letta in un’ottica di scontro, ma come un’opportunità di verifica necessaria per accertare che gli impegni assunti verso la città siano stati pienamente rispettati con la finalità di garantire che al centro della gestione operativa ci siano le logiche del territorio.

“Riteniamo corretta la volontà del sindaco di verificare il raggiungimento delle aspettative poste dalla città nella gestione di ASM da parte di Acea”, dichiarano da Confartigianato. Spiegando: “È fondamentale valutare se la direzione intrapresa stia realmente portando ai risultati promessi in termini di economia circolare, creazione di nuovi posti di lavoro e valorizzazione dell’indotto locale, pilastri su cui si era basata la nuova governance nel 2022”.

Il sindaco Bandecchi pone una questione centrale anche sul piano dei servizi: la modernizzazione della raccolta rifiuti: “Un sistema efficiente – prosegue l’associazione – è la base della competitività. Oggi la gestione del ciclo dei rifiuti grava in modo significativo sui bilanci di imprese e famiglie. È necessario verificare e garantire politiche di riduzione dell’impatto economico e di miglioramento costante della qualità del servizio urbano, attraverso il trend degli investimenti in tecnologie”.

L’obiettivo di verificare e promuovere il maggiore collegamento con il territorio si concretizza naturalmente nella valorizzazione delle potenzialità dell’indotto locale all’interno del sistema ASM, composto in gran parte da imprese artigiane che hanno una grande tradizione di sinergia e capacità di collegamento delle catene del valore a vantaggio dell’azienda, dei lavoratori e dell’occupazione.
Confartigianato ricorda che nel 2022 l’amministrazione Latini definiva ‘storico’ l’accordo con Acea e prometteva “innovazione e ricadute sociali”; verificare il corretto raggiungimento di questi traguardi – evidenzia l’associazione – è certamente conforme all’interesse generale e merita attenzione e concretezza da parte di tutti i soggetti economici e sociali, rifuggendo da inutili schieramenti e riletture politiche di quello che deve essere un sistema aziendale efficace, efficiente e connesso con il territorio.

Sicurezza sul lavoro, la Regione Umbria aderisce all’accordo con Inail

La Regione Umbria aderisce all’Accordo quadro di collaborazione tra Inail e Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, approvata dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore allo sviluppo economico e al lavoro Francesco De Rebotti.

Il provvedimento consente alla Regione di partecipare alla campagna nazionale finalizzata al rafforzamento della formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro nei contesti produttivi, con particolare attenzione ai settori a maggiore rischio infortunistico. Gli interventi formativi saranno aggiuntivi rispetto alla formazione obbligatoria già prevista dagli accordi Stato-Regioni e mirano ad accrescere la consapevolezza dei rischi e delle corrette misure di prevenzione nei luoghi di lavoro.

“Promuovere la sicurezza sul lavoro significa prima di tutto investire sulla formazione e sulla prevenzione – afferma l’assessore Francesco De Rebotti –. Con questo atto l’Umbria aderisce a un’iniziativa nazionale importante che ci permette di rafforzare le competenze di lavoratrici e lavoratori e di diffondere una cultura della sicurezza sempre più radicata nelle imprese e nei contesti produttivi”.

All’Umbria sono stati assegnati complessivamente 216.963 euro, risorse finanziate da Inail nell’ambito delle iniziative collegate al Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e destinate alla realizzazione dei percorsi formativi sul territorio regionale. La Giunta ha inoltre approvato le linee di indirizzo per la definizione di un avviso pubblico che consentirà la presentazione di progetti formativi dedicati alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

L’attuazione degli interventi sarà affidata ad Arpal Umbria, l’Agenzia regionale per le politiche attive del lavoro, che curerà la gestione delle attività e la realizzazione dei percorsi formativi previsti dall’accordo. “L’obiettivo – prosegue De Rebotti – è favorire un aggiornamento continuo delle competenze e promuovere comportamenti sempre più consapevoli rispetto ai rischi presenti negli ambienti di lavoro. La sicurezza deve essere un valore condiviso e quotidiano, che coinvolge imprese, lavoratori e istituzioni”.

Le attività formative rientrano nel quadro dell’accordo nazionale sottoscritto nel 2023 tra Inail e la Conferenza delle Regioni e successivamente prorogato fino al 31 dicembre 2026, con l’obiettivo di favorire una più ampia partecipazione delle imprese e garantire il pieno utilizzo delle risorse disponibili.

Prezzario lavori pubblici, rivisto il costo manodopera e introdotte altre voci

Via libera dalla Giunta regionale dell’Umbria all’aggiornamento dell’Elenco regionale dei prezzi e dei costi minimi della manodopera per i lavori pubblici – edizione 2025 – che, insieme all’Elenco regionale dei costi per la sicurezza dei lavoratori, rappresenta lo strumento di riferimento per la progettazione e l’esecuzione delle opere pubbliche sul territorio regionale.

In particolare, sono stati adeguati i valori del costo della manodopera e introdotte nuove voci nei capitoli riguardanti i lavori per ambiente, infrastrutture, sicurezza stradale e beni culturali.

Il provvedimento, proposto dall’assessore regionale alle Infrastrutture Francesco De Rebotti, conclude un articolato percorso tecnico che ha visto il lavoro della Commissione tecnica regionale, supportata dalla segreteria tecnica e da undici gruppi di lavoro tematici. L’aggiornamento è stato elaborato attraverso cinque sedute operative della Commissione tra marzo e dicembre 2025, oltre a numerosi incontri tecnici dedicati all’analisi e alla revisione delle singole voci.

L’edizione 2025 del prezzario recepisce le variazioni economiche e normative intervenute nell’ultimo anno. In particolare sono stati aggiornati i valori della manodopera sulla base dei dati del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con un incremento medio del 4,5% per il settore edile e del 12,4% per quello metalmeccanico. Sono stati inoltre adeguati diversi prezzi delle lavorazioni, tra cui quelli relativi alle opere in calcestruzzo, sulla base dei più recenti listini di settore.

“L’aggiornamento del prezzario regionale rappresenta un passaggio fondamentale per garantire trasparenza, qualità e sostenibilità economica nella realizzazione delle opere pubbliche – spiega l’assessore Francesco De Rebotti –. Mettiamo a disposizione delle stazioni appaltanti, dei progettisti e delle imprese uno strumento aggiornato e coerente con l’andamento dei costi reali, che consente di programmare e realizzare gli interventi pubblici con maggiore certezza e nel rispetto delle normative vigenti”.

Tra le principali novità introdotte nell’edizione 2025 figurano nuovi capitoli dedicati ai beni culturali, per le lavorazioni su immobili sottoposti a vincolo, oltre all’aggiornamento di numerose voci relative agli impianti tecnologici, alle infrastrutture e alle opere ambientali. Sono state inoltre inserite lavorazioni conformi ai nuovi Criteri ambientali minimi (Cam), con l’obiettivo di favorire interventi sempre più sostenibili.

Particolare attenzione è stata dedicata anche alla sicurezza, sia nei cantieri sia sulla rete stradale. Il nuovo elenco comprende infatti aggiornamenti sulle lavorazioni relative ai ponteggi e agli apprestamenti di cantiere, oltre all’introduzione di dispositivi per la sicurezza stradale, tra cui barriere specifiche per la protezione dei motociclisti.

“Il prezzario regionale – aggiunge De Rebotti – è uno strumento essenziale per assicurare la congruità economica dei progetti e la corretta gestione delle risorse pubbliche. Con questo aggiornamento rafforziamo anche l’attenzione alla sicurezza dei lavoratori, alla tutela dell’ambiente e alla qualità delle infrastrutture, elementi che devono guidare ogni intervento pubblico”.

L’elenco prezzi – edizione 2025 – sarà adottato dalle stazioni appaltanti per la redazione dei progetti di opere pubbliche a partire dalla data di pubblicazione della deliberazione nel Bollettino ufficiale della Regione Umbria. L’edizione 2024 potrà essere utilizzata in via transitoria fino al 30 giugno 2026 per i progetti già approvati entro tale data, secondo quanto previsto dal Codice dei contratti pubblici.

Confronto sul futuro dell’assistenza socio-sanitaria

A Todi un confronto istituzionale su modelli, qualità e futuro dell’assistenza socio-sanitaria, nell’iniziativa pubblica in programma venerdì 13 marzo alle ore 15.30, presso la Sala vetrata dei Portici Comunali di Todi, dedicato al tema dell’affidamento dei servizi socio-sanitari, tra gare d’appalto e convenzioni pluriennali.

L’iniziativa, promossa da Fisascat Umbria, Fp Cisl Umbria e Cisl Pensionati, si pone l’obiettivo di aprire un confronto politico-istituzionale sulle diverse modalità di gestione e aggiudicazione dei servizi nel settore socio-sanitario, alla luce dei cambiamenti demografici e dei bisogni emergenti.

In Umbria, dove l’età media della popolazione ha raggiunto i 48,5 anni, la domanda di servizi sociali e assistenziali è in costante crescita e lo sarà ancora di più nei prossimi anni. In questo contesto, il modello di affidamento dei servizi può incidere in modo significativo sulle risorse disponibili, sui livelli di assistenza garantiti e sulla qualità del lavoro degli operatori.

Il dibattito prenderà le mosse dalla Legge regionale n. 2 del 2024, che disciplina le diverse possibilità di gestione dei servizi socio-sanitari. Una legge approvata sia dalla maggioranza sia dall’opposizione in Consiglio regionale e considerata un punto di partenza condiviso per una programmazione capace di superare contrapposizioni ideologiche.

All’incontro parteciperanno il sindaco di Todi Antonino Ruggiano, il presidente di Confcooperative Umbria Carlo Di Somma e il presidente della Residenza protetta “Letizia Veralli – Angelo e Giulio Cortesi” Mario Ciani.

Il confronto sindacale sarà affidato a Rachele Rotoni, segretaria generale Fisascat Cisl, Marcello Romeggini, segretario generale Fp Cisl, e Francesco Ferroni, segretario generale Cisl Pensionati di Perugia, che porteranno il punto di vista degli operatori del settore e delle persone anziane.

I lavori saranno coordinati da Valerio Natili, responsabile Cisl per il territorio di Perugia.

Manutentori-Termotecnici Confartigianato Terni, le nuove cariche

L’assemblea della categoria Manutentori-Termotecnici di Confartigianato Imprese Terni ha rinnovato i propri organismi dirigenti, punto di riferimento per le imprese che operano nella manutenzione e nel controllo degli impianti di riscaldamento e condizionamento.

Presidente è stato eletto Alessio Spadavecchia (nella foto in basso).

Il Direttivo è composto da: Marco Cardinali, Emanuele Fineschi, Marco Pecorari, Giampiero Stefanucci, Marco Proietti, Luigi Appolloni.

Il coordinamento della categoria è affidato ad Antonello Stella.

Imprese al femminile, la storia di Manifatture Jolly

Ago, filo, tessuti di pregio, tanto amore e passione per il lavoro e senso di appartenenza alla comunità locale: donne dalle mani “d’oro” simbolo di una settimana di iniziative che precedono l’8 marzo, data memorabile di conquiste, diritti e libertà.

La bella storia di un’azienda “rosa” tutta al femminile con una tradizione di laboriosità, creatività e innovazione. E’ l’azienda di Jolly di Selci, a San Giustino, ricordata come simbolo dell’imprenditoria al femminile in occasione delle celebrazioni per la Giornata della donna.

Un’azienda della façon per marchi prestigiosi, in particolare del capo spalla, che rappresentano l’eccellenza del “Made in Italy” e brand del lusso a livello internazionale che dettano lo stile e la moda nel mondo. Dalle titolari, Valeria Ganganelli e Paola Cii che guidano l’azienda insieme a Stefano Ganganelli (il marito di Paola, unica eccezione maschile) tutte le venti dipendenti sono donne ed indossano con orgoglio la divisa d’ordinanza. Anche le “due amiche a quattrozampe” che scodinzolano felici fra i piani di lavoro e la macchine da cucire, sono “rosa”, la gattina Wendy e la cagnolina Kira. Un pezzo di storia sociale e produttiva che il comune di San Giustino in collaborazione con il movimento “Liberedessere”, alla vigilia della Giornata Internazionale della Donna, ha voluto celebrare come si conviene ieri pomeriggio al termine del turno di lavoro proprio in azienda consegnando una targa ricordo ai titolari ed una pergamena ad ogni dipendente fra una nota e l’altra del clarinetto del maestro Fabio Battistelli (memorabile la sua esecuzione del pezzo “icona “ The Mission) e la lettura di alcuni brani del circolo Lav di Città di Castello e del gruppo volontari di San Giustino, alla presenza del sindaco, Stefano Veschi, dell’assessore alla cultura e pari opportunità, Loretta Zazzi, assessore ai lavori pubblici, Simone Selvaggi, del presidente del consiglio comunale, Elisa Torrini, del consigliere regionale, Letizia Michelini, dell’assessore alle Pari Opportunità del comune di Città di Castello, Letizia Guerri, della consigliera del Cda della Scuola di Arti e Mestieri “G.O. Bufalini”, Paola Baldicchi, del parroco Don Paolino Trani e di alcuni rappresentanti della comunità locale ed associazioni orgogliosi di partecipare ad un evento sentito. “Oggi – ha dichiarato il sindaco Stefano Veschi – siamo ospiti di una realtà imprenditoriale molto preziosa per il nostro territorio comunale, un esempio di imprenditoria femminile che ha creato nel tempo un modello virtuoso e innovativo”. Parole di apprezzamento per il bello esempio di vita anche da parte dell’ assessore Loretta Zazzi: “accogliamo con piacere questa giornata in occasione delle celebrazioni dell’8 marzo fieri di sostenere come amministrazione una realtà come questa dove resilienza, visione e spirito di dedizione al lavoro contraddistinguono la forza di un grande gruppo di donne lavoratrici”. Per la consigliere regionale, Letizia Michelini ed assessore alle Pari Opportunità del comune di Città di Castello, Letizia Guerri, “la bella storia di vita ed attività artigianale ed imprenditoriale dell’azienda di Selci dove le donne altotiberine e non solo, sono da sempre protagoniste della crescita socio-economica e produttiva, rappresenta senza dubbio un riferimento per tutti ed un esempio virtuoso da sostenere con orgoglio e convinzione oggi e sempre”. La storia inizia il 18 novembre 1976 proprio con una donna, Maria Maddalena Pasquetti, meglio nota come la “Gina de Pasquetto” che avviò l’attività “Confezione Jolly”. Nel 1986, fece il suo ingresso in azienda il figlio Stefano Ganganelli ignorando che questa data, non segnava tanto l’inizio della sua carriera lavorativa, quanto i successivi 40 anni (più tutti quelli che devono ancora venire) circondato solo da donne. Nel 1990 lo segue la sorella Valeria. Nel 2004 nasce la “Jolly Manifatture S.r.l.” guidata dai soci, Stefano, Valeria e Paola. Una storia sempre nel segno “rosa” che arriva fino al presente e passa di generazione in generazione.

“Quando si pensa ad una donna che fa impresa negli anni 70 – hanno precisato con orgoglio Stefano, Valeria e Paola – ci viene quasi spontaneo pensare ad un atto di coraggio fuori dal comune, quasi rivoluzionario. Invece la Gina ci diceva sempre che il suo non era stato un atto di coraggio, quanto una bella incoscienza, sostenuta però da una passione fortissima, da una dedizione totale, da un’abilità sartoriale non trascurabile e dall’essere circondata da valide collaboratrici e dai familiari. Crediamo che in quegli anni, per una donna, il saper cucire fosse la normalità, anzi, forse era strano il contrario magari ce lo possono confermare le nostre ex dipendenti, ora in pensione, che sono state fra le prime assunte alla Jolly e che ci ha fatto molto piacere poter rivedere in azienda”.

“Oggi, le cose si sono completamente invertite: questo nuovo trend (cioè il fatto che le abilità manuali siano sempre più rare) ha fatto capire ai datori di lavoro quanto, in questa professione, ma in tutto l’artigianato in generale, sia importante il capitale umano. E proprio il capitale umano è per noi un tema centrale, ci rendiamo però conto, purtroppo, che nel settore sartoriale di stampo artigianale non è tutto rose e fiori. Le nostre dipendenti possono confermare la fatica degli ultimi anni nel reperire personale competente o anche giovani risorse da formare.” Nell’ultimo ventennio la Jolly si è ulteriormente consolidata orientando i propri investimenti verso una riqualificazione strutturale (siamo stati una fra le prime piccole imprese a dotare i propri locali di aria condizionata e ci siamo dedicati poi a lavori di ristrutturazione del capannone) ma anche di estetica ambientale considerando che il posto di lavoro è un luogo dove si passa 1/3 della giornata. Nei confronti delle criticità l’azienda ha investito sulla formazione, creando una Academy che ha visto come docenti alcune delle sarte più esperte, con una duplice finalità: cercare di trasmettere competenze e passione per l’arte sartoriale alle nuove generazioni e cercare di individuare delle risorse da poter poi inserire nel nostro organico.

“Ci ha fatto molto piacere – hanno proseguito – essere stati coinvolti da uno dei brand con i quali collaboriamo, Brunello Cucinelli, in un progetto chiamato “Rapporto speciale con le nostre imprese artigiane”, ricompreso a sua volta in una più ampia iniziativa, in collaborazione con il Politecnico di Milano, che analizza la sostenibilità nel mondo della moda e che ha fatto tappa anche nella nostra azienda, proprio per discutere e approfondire queste tematiche.” “La seconda e ultima osservazione riguarda invece la figura della donna in questo settore. L’arte sartoriale, in Italia, ma anche in gran parte del mondo occidentale (diversamente dalla Cina e dal Medio Oriente) è ancora una professione che vede coinvolte quasi esclusivamente donne. Manodopera a parte, però, ai vertici sono quasi tutti uomini. Secondo uno studio di PwC, in Italia, le donne che occupano una posizione apicale in un qualsiasi organigramma aziendale della moda sono solo il 30%. Quindi, forse, anche in questo settore c’è ancora tanta strada da fare! …Jolly a parte, che nel suo direttivo ha una maggioranza di quote rosa”, hanno concluso. A tale riguardo, è stato sottolineato come anche Stefano, l’unica “quota azzurra” della Jolly rappresenta un valore umano aggiunto ed un punto di riferimento imprescindibile.

Questo l’elenco delle dipendenti attuali: Ornella Barna, R.Maria Mitolo, Claudia Mitolo, Fabiana Ubaldi, Zahira El Hallali, Rita Fiordelli, Raffaella Testamigna, Siriporn Kaweekul, Paola Quartucci, Lara Laurenzi, Bukurije Mukja, Giuseppina Caselli, Luana Cardelli, Wafae Ikarri, Valentina Cucchiarini, Erika Vadi, Alda Cammisa, Barbara Bruschi, Karima Djebbari, Laura Settani. Presenti anche alcune ex dipendenti storiche dell’azienda che hanno sugellato una giornata memorabile con qualche lacrima agli occhi e tanta commozione e gioia: Alessandra Vitali, Giuliana Galvani, Susanna Radicchi, Manuela Ligi, Paola Pasquetti, Annamaria Barbafina, Antonella Meoni, Iveta Trenzova, Graziella Allegretti.

Cosa cambiano le imprese al femminile in Umbria

Nella Giornata della donna il punto sull’impresa femminile, che in Umbria, dal Covid ad oggi, sta mutando, con 881 imprese in meno e 185 addetti in più.

L’analisi della Camera di commercio dell’Umbria, infatti, vede il numero di imprese con titolari donne da 20.568 a 19.687 unità. Una flessione del 4,3% che supera quella nazionale. Gli addetti però crescono dello 0,4% e la dimensione media sale del 4,8%. Aumentano i dipendenti non familiari, si riduce il peso del lavoro familiare e la fascia 2-5 addetti raccoglie il 24,2% delle imprese femminili, contro il 22,4% delle non femminili. Più spazio nei servizi avanzati. Sono i segni di un sistema meno esteso, ma mediamente più robusto.

Meno imprese, ma non meno forza

Le imprese femminili umbre diminuiscono, ma non si indeboliscono. È questo il messaggio più netto che emerge dall’elaborazione della Camera di Commercio dell’Umbria, condotta in parallelo con l’analisi nazionale di Unioncamere in vista della Giornata internazionale dell’8 marzo.

Tra il quarto trimestre del 2019, ultimo anno prima del Covid, e il quarto trimestre del 2025, le imprese femminili attive in Umbria passano da 20.568 a 19.687: 881 in meno, pari a un calo del 4,3%, più marcato rispetto al -1,7% nazionale. Ma questo arretramento numerico non restituisce da solo il senso del cambiamento. Perché dentro un perimetro più ristretto sta emergendo un tessuto di imprese mediamente più solido.

Tiene l’occupazione, cresce la dimensione media

Il primo dato che colpisce è quello degli addetti. A fronte della diminuzione delle imprese, l’occupazione complessiva non cala, ma cresce leggermente: +185 addetti, pari al +0,4% tra il 2019 e il 2025. È un segnale importante, perché indica che il sistema non si è semplicemente ridotto: si è riorganizzato.

Da qui discende il secondo elemento chiave: la dimensione media delle imprese femminili umbre sale da 2,6 a 2,7 addetti per impresa, con un aumento del 4,8%, sostanzialmente in linea con il dato italiano, pari al +4,9%. Non basta ancora per colmare il divario con la media nazionale, che resta più alta, ma mostra con chiarezza una traiettoria di consolidamento.

Meno lavoro familiare, più impresa organizzata

Il rafforzamento appare ancora più evidente se si guarda alla composizione del lavoro. Gli addetti subordinati, cioè i dipendenti non familiari, passano da 33.362 a 35.637, con una crescita del 6,8%. Al contrario, gli addetti familiari scendono da 19.344 a 17.254, con una flessione del 10,8%.

È un passaggio decisivo. Vuol dire che una parte dell’imprenditoria femminile si sta spostando da un modello più domestico e microfamiliare a un modello più strutturato, fondato su rapporti di lavoro esterni e su un’organizzazione più definita. In questo senso, la crescita qualitativa appare difficilmente contestabile.

Anche il dato sui soli dipendenti veri e propri conferma la tendenza: in Umbria si passa da 1,62 a 1,81 dipendenti non familiari per impresa femminile, con un incremento del 10,4%, superiore al +9,2% nazionale. Resta però un ritardo rispetto alla media italiana, che si attesta a 2,03.

La fascia 2-5 addetti è il segnale più interessante

C’è poi un dato che merita di essere evidenziato più di ogni altro. In Umbria, nella fascia tra 2 e 5 addetti, la quota delle imprese femminili sale al 24,2%, contro il 22,4% delle imprese non femminili. È un elemento molto significativo, perché segnala una presenza relativamente più forte proprio nella classe dimensionale in cui l’attività comincia a strutturarsi davvero.

Sopra questa soglia la presenza femminile resta più rarefatta rispetto a quella maschile, ma il miglioramento registrato nel periodo 2019-2025 è netto. In altre parole, il divario non è ancora colmato, ma il terreno recuperato c’è e si vede.

Meno microimprese, più aziende solide

Un altro indizio del rafforzamento è nella distribuzione per classi di addetti. Diminuiscono le imprese femminili più piccole, quelle da 0 a 9 addetti, mentre crescono, anche se in numeri assoluti contenuti, quelle di dimensione superiore. È la stessa logica che Unioncamere rileva a livello nazionale quando parla di un “salto di qualità”: meno imprese piccolissime, più aziende capaci di reggere meglio il mercato.

A questa tendenza si accompagna anche una maggiore incidenza delle società di capitali, segnale di una struttura giuridica più solida e di una migliore attitudine a sostenere investimenti, crescita e organizzazione.

Resta forte il radicamento nei settori tradizionali

Il cuore dell’imprenditoria femminile umbra continua a battere nei settori che storicamente ne hanno sostenuto la presenza. In testa c’è l’agricoltura, con 4.895 imprese attive femminili nel quarto trimestre 2025. Seguono il commercio con 2.892 imprese, le altre attività di servizi, soprattutto servizi alla persona, con 2.373, e le attività di alloggio e ristorazione con 2.260.

Sono numeri che confermano un forte radicamento nei comparti tradizionali, ma il quadro non si ferma qui.

Più presenza nei servizi avanzati

Il cambiamento più interessante riguarda infatti la crescita nei comparti del terziario avanzato, dove la presenza femminile resta minoritaria ma appare sempre più visibile. Nel quarto trimestre 2025 si contano 593 imprese femminili nelle attività professionali, scientifiche e tecniche, 834 nelle attività amministrative e nei servizi di supporto, 350 nelle telecomunicazioni, programmazione e consulenza informatica.

Nel 2019, in alcune di queste aree, la presenza delle imprese femminili era molto più contenuta. Oggi il quadro racconta un ingresso più deciso in settori che parlano di competenze, innovazione, specializzazione e capacità di presidiare i segmenti più dinamici dell’economia.

Una trasformazione da accompagnare

Il bilancio finale va letto senza semplificazioni. Da un lato, il calo numerico delle imprese femminili è reale e più accentuato che nel resto d’Italia. Dall’altro, però, cresce la loro robustezza media: aumenta la dimensione delle aziende, migliora la qualità dell’occupazione, si rafforza la presenza nelle classi intermedie e si aprono spazi nuovi nei servizi avanzati.

L’imprenditoria femminile umbra, insomma, non sta vivendo soltanto una contrazione. Sta attraversando una fase di selezione e consolidamento. Il numero arretra, ma la struttura si rafforza. Ed è proprio in questo passaggio, ancora incompiuto ma già molto evidente, che si gioca una parte importante del futuro produttivo della regione.

Il commento del presidente Mencaroni

Commenta Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria: “I dati del 2025 ci consegnano un quadro che merita attenzione, perché mostrano come l’imprenditoria femminile umbra stia evolvendo verso forme mediamente più strutturate e più solide. Accanto a questa trasformazione, considero particolarmente prezioso il lavoro svolto dal Comitato Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio dell’Umbria, che rappresenta un punto di riferimento concreto per molte imprese guidate da donne. Il CIF svolge un’attività importante di animazione, ascolto, orientamento e promozione, creando occasioni di incontro, crescita e consapevolezza. È un presidio utile non solo per accompagnare chi è già sul mercato, ma anche per incoraggiare nuove iniziative imprenditoriali. In una fase in cui la qualità, le competenze e la capacità di consolidarsi diventano sempre più decisive, questo lavoro di accompagnamento ha un valore strategico. Rafforzare l’impresa femminile significa infatti rafforzare l’intero sistema economico regionale”.

Up Hotel Training Day, a Perugia il confronto sul futuro del turismo

Confronto sul futuro del settore del turismo il 10 marzo a Perugia con Up Hotel Training Day di Federalberghi Umbria Confcommercio.

All’Hotel Posta dei Donini UNA Esperienze di San Martino in Campo (Perugia) si ritroveranno operatori dell’ospitalità, partner del settore e rappresentanti delle istituzioni per una giornata di analisi e confronto dedicata alle prospettive di sviluppo del comparto turistico, tra innovazione, sostenibilità e competitività delle imprese ricettive.

Momento centrale della giornata sarà la tavola rotonda delle ore 12, dedicata alle strategie per rafforzare il ruolo del turismo come motore di crescita del territorio.

Al confronto parteciperanno: la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti; l’assessore regionale al Turismo Simona Meloni; il presidente della Camera di Commercio dell’Umbria Giorgio Mencaroni; il presidente di Federalberghi Umbria Confcommercio Simone Fittuccia. A moderare l’incontro sarà Rolando Fioriti, direttore di Federalberghi Umbria Confcommercio.

“Il turismo è una delle leve più importanti per lo sviluppo economico dell’Umbria – sottolinea il presidente di Federalberghi Umbria Confcommercio Simone Fittuccia – e oggi più che mai è necessario rafforzare il dialogo tra imprese e istituzioni per costruire politiche capaci di sostenere la crescita del settore e la competitività delle nostre strutture. Up Hotel Training Day nasce proprio con questo obiettivo: creare uno spazio di confronto concreto sul futuro dell’ospitalità nella nostra regione”.

I lavori si apriranno alle 10, dopo il welcome coffee e la registrazione dei partecipanti alle 9.30, con il saluto dello stesso Fittuccia.

Il programma prevede poi sessioni tematiche dedicate alle principali sfide del settore turistico e ricettivo, con contributi di partner e operatori su alcuni temi strategici per le imprese:

  • turismo sostenibile e certificazioni per le strutture ricettive, con Valoritalia;
  • formazione e competenze certificate per il settore dell’ospitalità, con Iter Confcommercio Umbria e il Fondo For.Te;
  • analisi economiche e opportunità finanziarie per le imprese turistiche, con Intesa Sanpaolo.

La giornata si concluderà con un momento di networking tra operatori e aziende partner, accompagnato da banchi d’assaggio di eccellenze enogastronomiche umbre.

Umbria e Marche, confronto operativo sulle opportunità della ZES

Una rassegna delle opportunità offerte dall’inserimento nella ZES unica di Marche e l’Umbria. Ma soprattutto un confronto operativo che i rappresentanti istituzionali hanno avuto con imprese, professionisti, associazioni di categoria ed enti locali. All’incontro di Fabriano sono state spiegate anche le modalità per accedere a questi benefici: il credito d’imposta per gli investimenti, l’Autorizzazione Unica attraverso lo Sportello Unico Digitale Zes e i nuovi incentivi alle assunzioni.

In un’iniziativa alla quale hanno partecipato il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, il sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Lucia Albano, la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, l’assessore regionale alla ZES, Giacomo Bugaro e il coordinatore della Struttura di Missione ZES Unica Giosy Romano. I lavori si apriranno con i saluti istituzionali del sindaco di Fabriano Daniela Ghergo e saranno coordinati da Mirella Battistoni, consigliere regionale della Commissione Attività produttive.

Un incontro operativo, appunto, nel qual sono stati illustrati gli strumenti, le agevolazioni e le opportunità legate all’ingresso di Marche e Umbria nella ZES Unica. Due regioni che, tra l’altro, sono impegnate nella ripresa economica delle aree terremotate e nella gestione della deindustrializzazione a cui è andata incontro negli ultimi decenni la Fascia Appenninica.