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FAI d’Autunno, i siti visitabili in Umbria nel weekend

Più di 700 luoghi straordinari, molti dei quali solitamente inaccessibili o poco conosciuti, apriranno eccezionalmente le loro porte in occasione della 15ª edizione delle Giornate FAI d’Autunno, il grande evento di piazza che il FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano ETS dedica alla valorizzazione del patrimonio culturale e paesaggistico del nostro Paese, in programma sabato 10 e domenica 11 ottobre 2026 in 350 città d’Italia. L’iniziativa, organizzata dalle Delegazioni e dai Gruppi FAI presenti in tutte le regioni con il fondamentale contributo dei giovani volontari, invita il pubblico a scoprire l’immenso patrimonio storico, artistico e ambientale che ci circonda, grazie alle visite a contributo libero che per due giorni daranno vita a un grande racconto diffuso e corale, fatto di monumenti, architetture, paesaggi, opere d’arte, tradizioni e storie che rappresentano i territori e le comunità che li vivono.

Dagli edifici monumentali ai teatri, dalle chiese ai luoghi dell’educazione, dalle aree naturalistiche ai castelli, passando per collezioni d’arte, esempi di architettura contemporanea e siti insoliti e curiosi, la varietà delle aperture propostesarà come sempre ampia e sorprendente (elenco dei luoghi aperti e modalità di visita su www.giornatefai.it).

In Umbria

Questi i siti che si potranno visitare in Umbria.

Ferentillo (TR)

ABBAZIA DI SAN PIETRO IN VALLE

L’apertura della Chiesa dell’Abbazia di San Pietro in Valle durante le Giornate FAI d’Autunno vuole riportare all’attenzione del pubblico un monumento fondamentale per la comprensione dell’arte medievale nella bassa Umbria, in particolar modo dopo il recente restauro dell’apparato decorativo dell’abside e del transetto, concluso solamente qualche mese fa; lavori che hanno interessato anche gran parte della pavimentazione di questa zona dove, in modo particolare, tra lastre di marmo di reimpiego è adesso ben visibile la decorazione musiva dell’area absidale, inframmezzata da lastre di opus sectile. La chiesa dell’abbazia benedettina, a unica navata con transetto, è stata “riscoperta” tra la seconda metà dell’Ottocento e il primo trentennio del Novecento da viaggiatori e importanti studiosi. Il superbo apparato decorativo parietale della navata con scene del Vecchio e Nuovo Testamento, ascrivibile alla fine del XII secolo e magistralmente restaurato dall’Istituto Centrale per il Restauro una trentina di anni fa, ha una notevole rilevanza storico-artistica. Inoltre, per approfondire la visita ci si può soffermare sulle altre decorazioni dell’edificio, come i dipinti murali delle absidi, quelli del transetto, che comprendono alcuni ritratti degli abati della famiglia Ancaiani, e, in particolare, sui frammenti architettonici romani e altomedievali presenti nella chiesa, tra cui le lastre marmoree decorate inserite nell’altare maggiore e i vari sarcofagi riutilizzati in alcune sepolture parietali, attraverso i quali si può scoprire la complessa storia dell’Abbazia che dai tempi di Faroaldo II, duca longobardo di Spoleto nel VII secolo, porta fino a noi.

Orvieto (TR)

CONVENTO DI SAN CRISPINO

Dietro le mura semplici del Convento di San Crispino si custodiscono quasi cinque secoli di storia francescana, arte, silenzio e vita quotidiana, in un complesso che continua a trasmettere intatto il messaggio di essenzialità dei Cappuccini. Le Giornate FAI d’Autunno offriranno l’occasione di percorrere ambienti normalmente poco conosciuti: il chiostro, il refettorio con le Nozze di Cana, attribuite al pittore fiammingo Hendrik van den Broeck, la biblioteca, il coro ligneo, la cella di San Crispino e la Chiesa. Un viaggio nella memoria di una comunità che ha attraversato soppressioni, abbandoni e rinascite, fino al recupero promosso dal venerabile padre Gianfranco Maria Chiti. La storia del convento coincide con quella della presenza dei Cappuccini a Orvieto, documentata dal 1550. Dopo i primi anni trascorsi presso l’antica chiesa dell’Annunziata, i frati si stabilirono nel 1571 nell’antico convento di San Bernardo, trasformandolo in un luogo di preghiera, accoglienza e assistenza ai più poveri. Le soppressioni napoleoniche e postunitarie ne provocarono il progressivo abbandono, fino alla rinascita avviata nel 1990 dal venerabile padre Gianfranco Maria Chiti. Oggi il convento custodisce la memoria di san Crispino da Viterbo, che qui visse per quasi quarant’anni, lasciando un’impronta profonda nella spiritualità del luogo. Entrare nel convento significa immergersi nella quotidianità dei Cappuccini, dove ogni ambiente riflette l’ideale francescano di semplicità. Il piccolo chiostro, raccolto attorno alla cisterna che ancora oggi raccoglie l’acqua piovana, introduce agli spazi della vita comunitaria, mentre le tre antiche meridiane raccontano il tempo scandito dal sole e dalla preghiera. La chiesa, con la sua unica navata essenziale, esprime pienamente l’architettura cappuccina: sobria, e orientata alla contemplazione.

Todi (PG)

CONVENTO DI MONTESANTO

In occasione dell’Ottavo Centenario della morte di San Francesco d’Assisi e del Sesto Centenario del Tiglio di Montesanto, simbolo della predicazione di san Bernardino (1426), le Giornate FAI d’Autunno aprono il Convento di Montesanto, un luogo legato alla spiritualità e all’eredità francescana. Il percorso permetterà di ammirare la Chiesa di Maria Santissima Assunta, riaperta al pubblico dopo anni di complessi interventi di restauro. I visitatori accederanno ad ambienti interni, tra cui l’ampio salone trecentesco, con la più grande volta a mattoni del XIV secolo, e il suggestivo giardino. L’eccezionalità assoluta della visita risiede nell’apertura straordinaria della biblioteca antica e storica, luogo inaccessibile al pubblico dove furono custoditi preziosi manoscritti, incunaboli e codici miniati. Un itinerario esclusivo tra arte, spiritualità e memoria scientifica.

Il complesso conserva l’impianto quadrilatero a forma di U della Rocca albornoziana, con il salone San Francesco, trecentesco, dalla monumentale volta a mattoni. Nella Chiesa della Vergine Assunta si ammirano un affresco con Natività (XVI sec.), il dipinto del Beato Bernardino da Feltre (attribuito a Giovanni di Pietro, detto lo Spagna) e la Cappella Vici (1612) con affreschi di C. Sermei, la raffigurazione dei beati Giovanni e Antonio Vici, opere di P. P. Sensini e A. Polinori. Sotto l’altare della cappella riposano i corpi dei beati Ruggero e Andreuccio. Sull’altare maggiore si trova la copia della pala con l’Incoronazione della Vergine dello Spagna; dietro la macchina dell’altare si erge il coro ligneo del 1818 sovrastato dalla Crocifissione di scuola folignate del XV secolo. In controfacciata trova sede la cantoria con l’organo Morettini del 1899. All’esterno della chiesa si snoda il viale con le edicole della Via Crucis, arricchite dalle terracotte di M. Laura (1993).

Apertura prevista solo per domenica 11 ottobre.

Pietralunga (PG)

MULINO DEI CORSI

Le Giornate FAI d’Autunno rappresentano una delle prime occasioni pubbliche per visitare il Mulino di Ripresa dei Corsi dopo il complesso intervento di recupero. I visitatori saranno accompagnati alla scoperta della storia del luogo, delle opere di restauro e del funzionamento dell’antico impianto idraulico, con dimostrazioni della macinazione del grano quando le condizioni lo consentiranno. L’apertura si inserisce nel più ampio progetto culturale dell’Ecomuseo della Valle del Carpina, che mira a ricostruire il rapporto tra patrimonio storico, paesaggio e comunità locale. Il Mulino rappresenta uno dei luoghi simbolo di questo percorso, restituendo al pubblico una testimonianza autentica della civiltà dell’acqua e del lavoro contadino, in un contesto ambientale di straordinario pregio riconosciuto dalla Rete Natura 2000.

Come partecipare

Partecipare alle Giornate FAI d’Autunno non è solo un’occasione per conoscere il patrimonio culturale che ci circonda, ma anche un modo per contribuire concretamente alla sua cura, alla sua tutela e alla sua valorizzazione attraverso l’attività del FAI, di cui, a ogni visita, si potrà sostenere la missione con una donazione.

In questa edizione dell’evento il FAI riserverà una particolare attenzione all’artigianato italiano e al Made in Italy valorizzando i saperi, gli antichi mestieri, le tradizioni manifatturiere, la creatività e le eccellenze produttive che, insieme ai beni storici, artistici e paesaggistici, concorrono alla definizione dell’identità dei territori, e rendono l’Italia un punto di riferimento in tutto il mondo. La Fondazione si impegna a raccontare e a far conoscere a un pubblico sempre più ampio questo patrimonio culturale attraverso aperture e visite speciali, selezionate grazie all’attenzione e curiosità inesauste della sua Rete territoriale e alla collaborazione con Confindustria e Museimpresa.

“Le Giornate FAI ci ricordano che il nostro patrimonio storico, artistico e agricolo suscita non solo conoscenza, ma anche capacità e desideri. È un bacino di ispirazione per i cittadini, italiani e stranieri, che vogliono vivere in un mondo, anche domestico, in continuità con lo stile, la qualità e il gusto del nostro Paese. E lo è, nello stesso tempo, per i protagonisti del Made in Italy, che con la loro creatività e la serietà del loro lavoro assicurano all’Italia quella continuità creativa e produttiva che è uno degli inebrianti profumi che la rendono il Paese più desiderato al mondo” ha dichiarato il presidente del FAI Marco Magnifico.

Task force per catturare il lupo di Arrone che ha aggredito una bambina

Disposta una task force per catturare il lupo (pochi dubbi che si tratti di questo animale e non di un cane, anche se la certezza si avrà con gli esami del Dna) che ad Arrone ha aggredito una bambina. La piccola, fortunatamente, non ha riportato gravi conseguenze, ma le autorità si sono attivate per evitare altri rischi per la popolazione della comunità locale.

In Prefettura si è tenuto un vertice, al termine del quale è stata diramata una nota: “A seguito dell’episodio che ha visto coinvolta una minore ad Arrone, il Prefetto Orlando ha presieduto una riunione di coordinamento delle operazioni per la cattura dell’animale selvatico – si legge nella nota -.Erano presenti l’Assessore Regionale De Luca, il Sindaco di Arrone e rappresentanti di Questura, Arma dei Carabinieri, Carabinieri Forestali, Polizia Provinciale, Servizi Faunistica venatoria e sanità veterinaria della Regione Umbria, nonché Servizio veterinario della Usl Umbria 2. Nel corso dell’incontro, è stata concordata la necessità di procedere alla immediata individuazione e cattura dell’animale, nel rispetto delle disposizioni normative vigenti. A tal fine, è stata istituita una task force finalizzata all’avvistamento, con allertamento di tutte le Sale operative delle Forze dell’ordine. Sono stati, altresì, implementati i servizi di vigilanza e controllo del territorio e incaricati i Carabinieri Forestali di coordinare gli altri Enti ai fini di veicolare il flusso delle segnalazioni, nonché il reperimento di eventuali strumenti volti ad intercettare l’animale. L’Amministrazione comunale, d’intesa con la Usl Umbria 2, si occuperà di informare la popolazione sui corretti comportamenti da adottare in caso di avvistamento, attivando, altresì, i servizi di Polizia Locale con il supporto della Protezione civile comunale”.

All’incontro ha partecipato anche l’assessore Thomas De Luca, insieme ai tecnici Macrì e Grohman. La Regione sta collaborando con il Comune di Arrone e con le altre istituzioni impegnate per garantire quanto prima la cattura dell’animale.

“Durante il summit – si legge nella nota della Regione – sono state coordinate le azioni necessarie e obbligatorie per il caso, le autorità competenti hanno già attivato tutti gli interventi previsti per la cattura del lupo, operando secondo le procedure stabilite dalla normativa vigente, trattandosi di una specie protetta”.

Le istituzioni raccomandano alla popolazione di fare attenzione e di non avvicinarsi all’animale in caso di avvistamento.

I tre vantaggi competitivi del concludere la Tre Valli Umbre

Completare, finalmente, la strada statale 685 Tre Valli Umbre. Questo il messaggio che arriva dal Consiglio comunale aperto convocato dal Comune di Spoleto. Un collegamento strategico tra la E45, il territorio Spoleto e quello della Valnerina, nel cuore del cratere del sisma.

“Il primo vantaggio competitivo di tale prospettiva – ha detto l’assessore regionale Francesco De Rebotti – è che essa costituirebbe il definitivo completamento di un’opera, non la realizzazione di una nuova, da progettare, finanziare, realizzare. Il vantaggio connesso a tale condizione è stato particolarmente sottolineato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti al quale, insieme alla presidente Proietti, siamo andati a presentare a ottobre scorso la nostra proposta di Contratto di Programma 2026/2030 sulle priorità di investimento infrastrutturale in Umbria. Lo si è fatto anche in virtù delle premesse avanzate dal Ministero, quello della limitatezza delle risorse per gli investimenti infrastrutturali nei prossimi anni che sconta, come sappiamo tutti, anche dell’impatto pesante previsionale del costo dell’opera su cui il Ministero stesso ha posto la priorità, il Ponte sullo Stretto. Ecco perché – prosegue – da tempo sottolineiamo come finire la Tre Valli sarebbe la conclusione di uno sforzo già fatto in maniera significativa. Terminare l’opera è un’opzione strategica necessaria per porre in essere il collegamento tra l’arteria viaria principale a scorrimento del centro Italia e le aree interne dello spoletino/Valnerina, strettamente collegate al territorio del cratere sismico che interessa quattro regioni: Umbria, Lazio, Marche e Abruzzo”.

“Le Regioni stesse, a dicembre 2021 – prosegue l’assessore – hanno inserito l’auspicato completamento all’interno del Piano Nazionale degli interventi Complementari al PNRR nei territori colpiti dal sisma 2009/2016 (sub misura A4, linea intervento 2, come da Ordinanza del Commissario Straordinario per la ricostruzione) che ha portato alla redazione conclusiva del Progetto Definitivo dell’opera nel giugno 2023. Ne consegue il secondo vantaggio competitivo dell’opera stessa, l’essere stata considerata un intervento di prioritario interesse interregionale, vero e proprio snodo di collegamento in un territorio di “cerniera” tra nord e sud, est e ovest del paese”.

Il terzo vantaggio competitivo, per De Rebotti, “è costituito dal livello di maturazione progettuale: siamo giunti alla redazione del Progetto Definitivo che rende l’intervento cantierabile attraverso procedure ultimative come potrebbe essere, a fronte del finanziamento dell’opera, la forma dell’appalto integrato”.

“Questi – conclude – sono gli elementi che suggeriscono di insistere in sede ministeriale nella rivendicazione, evidentemente motivata, oggettiva e unanimemente sostenuta, relativa al finanziamento del completamento della Tre Valli. Lo facciamo nella convinzione di rispondere alle attese ribadite dal Comune di Spoleto e dal suo Consiglio Comunale e, più in generale, di tutti i territori dell’Umbria, le cui forze economiche e sociali riconoscono a quest’opera un valore strategico assoluto”.

Ex Spoleto-Norcia, il piano da 20 milioni per recupero e valorizzazione turistica

Oltre 20 milioni di euro per il ripristino e la valorizzazione a fini turistici della ex ferrovia Spoleto-Norcia. La Regione Umbria, nel ruolo di soggetto attuatore, sta coordinando un programma complessivo di interventi che riguarda il ripristino della percorribilità del tracciato, la messa in sicurezza delle aree più critiche, il recupero degli immobili di servizio e la costruzione di un nuovo modello di valorizzazione turistica.

“L’ex ferrovia Spoleto-Norcia rappresenta molto più di un percorso ciclopedonale – sottolinea l’assessore regionale Francesco De Rebotti-. È un patrimonio che unisce storia, ambiente e sviluppo locale e che può diventare un elemento strategico per la crescita sostenibile di territori straordinari come la Valle Spoletana, la Valnerina, il Nursino e il Casciano. La Regione sta lavorando per restituire piena funzionalità a questa infrastruttura e, allo stesso tempo, costruire una prospettiva di gestione capace di garantirne nel tempo la valorizzazione e la sostenibilità economica”.

Il programma di recupero

Il programma di recupero sta procedendo con diversi cantieri e interventi in parallelo. Lo scorso 10 giugno è stata effettuata la consegna dei lavori per il tratto Caprareccia-Sant’Anatolia di Narco, il cui avvio operativo è previsto per oggi, 29 giugno. L’intervento, della durata stimata di circa nove mesi, prevede il consolidamento della galleria Caprareccia, la posa di reti paramassi nell’area di Vallegiana, la stabilizzazione delle scarpate ferroviarie e la rimozione delle situazioni di potenziale pericolo lungo il tracciato.

È inoltre già attivo il cantiere relativo al tratto Casale Volpetti-Serravalle di Norcia, uno dei passaggi più complessi dell’intero recupero, anche per la necessità di ricostruire sei ponti demoliti dopo la dismissione della linea ferroviaria.

Prosegue anche il percorso per il recupero del tratto Piedipaterno-Balza Tagliata-Casale Volpetti, per il quale è in corso la procedura di gara per l’affidamento dei lavori. Le ulteriori risorse messe a disposizione dalla nuova ordinanza commissariale consentiranno di completare il ripristino della percorribilità nei territori dei comuni di Vallo di Nera, Cerreto di Spoleto e Norcia.

Tra gli interventi previsti rientrano anche la riapertura della galleria San Martino, per la quale è in corso l’affidamento della progettazione, e la ricostruzione del cavalcavia sulla strada statale 685 a Sant’Anatolia di Narco, opera che sarà realizzata da Anas sulla base del progetto finanziato dalla Regione. L’avvio dei lavori è previsto per il prossimo mese di settembre.

Accanto al recupero del tracciato, procede anche il programma di valorizzazione degli immobili di servizio dell’ex ferrovia: sette stazioni, undici caselli e cinque locali tecnici che rappresentano un patrimonio fondamentale per costruire nuove opportunità turistiche e contribuire, attraverso un loro utilizzo sostenibile, anche al mantenimento dell’infrastruttura.

“Stiamo lavorando – prosegue De Rebotti – a un progetto che guarda oltre la semplice riapertura del percorso. L’obiettivo è creare un sistema integrato, capace di mettere insieme cammini, ciclovie, ippovie e sentieri, valorizzando un territorio che ha tutte le caratteristiche per essere protagonista nel panorama nazionale e internazionale del turismo lento”.

Verso la “regionalizzazione”

In questa prospettiva la Regione sta portando avanti anche il percorso per acquisire al proprio patrimonio la ex ferrovia Spoleto-Norcia attraverso gli strumenti previsti dal federalismo demaniale. L’obiettivo è riportare a unità la gestione dell’intero sistema e definire un modello organizzativo capace di coinvolgere istituzioni, territori e soggetti qualificati nel settore della promozione turistica.

“L’ex ferrovia Spoleto-Norcia deve diventare un esempio di come un bene storico possa trasformarsi in una leva concreta di sviluppo. La sfida è costruire una governance solida, capace di coinvolgere il territorio e generare ricadute positive per comunità, imprese e operatori turistici”, conclude l’assessore Francesco De Rebotti.

Fioritura di Castelluccio, attivati i bus per i weekend

Per consentire la migliore fruizione possibile della fioritura di Castelluccio, il Comune di Norcia – in collaborazione con Umbria Mobilità, il Parco nazionale dei Monti Sibillini e sentita la Prefettura di Perugia – ha organizzato un servizio navette per gli ultimi due fine settimana di giugno (21-22 e 27-28 più lunedì 29) e per i primi due di luglio (4-5 e 11-12), con partenze ogni mezzora dal parcheggio Scentinelle e ogni ora dal parcheggio Monti del Sole. In particolare, la prima corsa da Scentinelle partirà alle 10.30, con ultima corsa di rientro in partenza da Castelluccio alle 18.45; quanto al parcheggio Monti del Sole, la prima corsa partirà alle 10 mentre l’ultimo rientro da Castelluccio avverrà alle 18.30.

Per quanto concerne il traffico veicolare privato, il transito per necessità è comunque consentito. Quanto alla sosta, invece, non ci sono restrizioni per i motoveicoli mentre le automobili potranno sostare a Castelluccio solo per turisti che pernottano in strutture ricettive oppure si fermano a pranzo o a cena nei ristoranti locali, parcheggiando negli spazi adiacenti ad essi.

“Anche quest’anno abbiamo lavorato per garantire una fruizione della fioritura il più possibile condivisa e con standard qualitativi all’altezza dei luoghi – ha dichiarato il vicesindaco Antonio Duca –. L’obiettivo per il prossimo anno è quello di mettere tutti i visitatori nelle condizioni di godersi lo spettacolo potendo contare su servizi ancor più efficienti e programmati, sia per quanto concerne la gestione dei veicoli sia per l’imprevedibilità del tempo atmosferico. L’amministrazione è già al lavoro per una soluzione al divieto di sosta e, contestualmente, per dotare l’area di alcuni punti temporanei di appoggio in caso di maltempo improvviso. Nel frattempo – conclude Duca – auguriamo a tutti una fioritura come sempre piacevole e ricca di emozioni”.

Biglietti e prenotazioni potranno essere acquistati sul posto oppure, a breve, sul sito internet www.startspa.it e www.marcheroma.contram.it.

Cantieri del sisma, dal 13 maggio obbligatorio il badge elettronico

Dal 13 maggio il badge di cantiere sarà obbligatorio nelle aree della ricostruzione post sisma 2016 (Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria).

Lo strumento digitale per le aree del sisma per la rilevazione delle presenze è stato introdotto dall’articolo 35, comma 6, del D.L. 189/2016 recante “Interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici del 2016” e reso operativo dall’Ordinanza del commissario straordinario del Governo, Guido Castelli, n. 216/2024.

Il controllo digitale dovrebbe contrastare l’illegalità e migliorare la sicurezza nei cantieri. Obiettivi la cui efficacia dovrà essere ora verificata nell’applicazione concreta.

Come funziona il badge di cantiere per le aree del sisma

Ogni impresa appaltatrice ha l’obbligo di comunicare i dati dei propri dipendenti che dovranno accedere ai Cantieri alla Cassa Edile/Edilcassa competente che, in qualità di autonomo titolare del trattamento, li comunicherà a sua volta al Commissario.

Provvede, inoltre, a nominare il “Referente di Timbratura” e il “Referente di cantiere”, incaricato di gestire il “Settimanale di cantiere”, che contiene, per ciascuna settimana:

i dati delle imprese presenti sul cantiere;
i dati relativi alla forza lavoro odierna e se viene applicato il contratto CCNL edilizia;
i dati relativi ai mezzi presenti;
i dati relativi al “Badge di cantiere digitale”.

Si tratta di uno strumento identificativo personale assegnato ai soggetti autorizzati ad accedere ai cantieri della ricostruzione. Attiva un sistema integrato di identificazione, rilevazione presenze, aggiornamento del settimanale di cantiere, controllo dei flussi di manodopera e supporto alle finalità di sicurezza, regolarità del lavoro e prevenzione antimafia.

Il badge di cantiere è fornito dal Commissario straordinario a tutti i lavoratori autonomi e subordinati, compresi quelli in distacco ed in somministrazione, che lavorano nei cantieri della ricostruzione, indipendentemente dal CCNL applicato. Utilizza tecnologia NFC e, in via sussidiaria, QR Code, per registrare luogo, data e ora di ingresso ai cantieri.

Vallo di Nera, le novità di “Fioc di Cacio” 2026

Il 13 e il 14 giugno 2026, il castello medievale di Vallo di Nera, riconosciuto dall’ONAF (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggi), come unica “Città del Formaggio” in Umbria, ospiterà l’edizione 2026 di “Fior di Cacio”.

La XXII edizione segna quest’anno una svolta storica: grazie a un accordo strategico tra Slow Food e la Camera di Commercio dell’Umbria, la rassegna punta a diventare il punto di riferimento nazionale, nell’anno di pausa di “Cheese” (Bra), proponendosi come palcoscenico privilegiato per la biodiversità e l’arte pastorale italiana.

Novità dell’edizione 2026 sarà l’allestimento del Villaggio dei Presidi Slow Food. Fior di Cacio infatti, non ospiterà solo le eccellenze umbre, come il pecorino a latte crudo e la ricotta salata della Valnerina, ma aprirà le porte a produttori di Presidi provenienti da diverse regioni italiane. Un’occasione unica per degustare produzioni di nicchia a rischio estinzione attraverso laboratori e percorsi guidati curati dai responsabili di Slow Food Umbria.

“Fior di Cacio non è solo una mostra mercato, ma un atto di tutela per il nostro paesaggio e la nostra identità,” dichiara Agnese Benedetti, Sindaco di Vallo di Nera – “Trasformare Vallo di Nera in un riferimento nazionale significa dare voce a chi, con i pascoli, protegge l’ambiente e l’economia delle aree interne.”

La manifestazione, organizzata dal Comune di Vallo di Nera, nasce infatti con l’obiettivo di valorizzare le migliori produzioni casearie dell’Umbria e di ridare valore alla figura del pastore quale mestiere antico e tradizionale della Valnerina, rimarcando il valore ambientale, sociale ed economico dei pascoli umbri, ricchi di varietà floreali che conferiscono aromi e fragranze uniche ai formaggi, e diffondendo la conoscenza delle produzioni di nicchia a rischio di estinzione.

Cuore della manifestazione sarà, come da tradizione, la mostra mercato che animerà le vie del castello, dove i visitatori potranno degustare e acquistare le migliori produzioni artigianali umbre, tra cui il pecorino a latte crudo e la ricotta salata della Valnerina.

Tra gli appuntamenti di rilievo, sabato 13 giugno si terrà il Convegno dal titolo “Pascoli, prodotti e innovazione: esperienze e modelli di sviluppo a confronto”, organizzato in collaborazione con MICO – Made in Italy, Cibo e Ospitalità, dell’Università per Stranieri di Perugia, Slow Food e la Camera di Commercio dell’Umbria. Il seminario, sarà articolato in tre tavole rotonde dedicate ai temi dello sviluppo territoriale, della valorizzazione dei pascoli delle aree interne e delle prospettive di policy per la filiera casearia regionale. A seguire, un laboratorio itinerante metterà in dialogo relatori e produttori direttamente negli stand espositivi.

Il programma della due giorni sarà ricco di eventi e iniziative per tutti i pubblici: a partire da “La Formaggissima in 3P”, una “marcia di assaggi” in tappe per le storiche vie di Vallo di Nera con la possibilità di assaggiare tre tipicità locali, Prosciutto, Pane e Pecorino cotto, per proseguire con “I Mille matrimoni del formaggio”, educational multisensoriale curato dai maestri assaggiatori ONAF che condurranno i partecipanti alla scoperta di diverse tipologie di formaggi in abbinamento ai vini umbri.

Spazio anche ai laboratori pratici sulla lavorazione del primo sale e “La filatura con assaggio della mozzarella” che illustrerà le fasi di produzione del popolare formaggio, con la lavorazione della cagliata e la filatura della mozzarella, che verrà poi offerta in assaggio, mentre, a chiusura della manifestazione, domenica 14 giugno, entrerà in scena la tradizionale “maxi Ricotta di Fior di Cacio”, con una forma di 80 Kg che, a bordo di un Ape e scortata dai Cavalieri della Tavola Apparecchiata, arriverà nella piazza del paese, confezionata in una grande cesta di vimini intrecciata a mano e distribuita fresca a tutti i presenti.

Accanto alle esperienze gastronomiche, Fior di Cacio offrirà un ampio ventaglio di attività all’aria aperta come il rafting lungo il fiume Nera; le escursioni lungo i sentieri di valle, mezza costa e montagna, che si inoltrano tra le tartufaie presenti nei boschi della zona, i trekking che porteranno a scoprire lo scenario naturale dei pascoli della Valnerina sui sentieri della Transumanza; le iniziative per i bambini, come le passeggiate con gli asinelli, gli spettacoli teatrali ed i laboratori; i concerti di musica popolare e gli artisti di strada che animeranno i vicoli del castello di Vallo di Nera, oltre alla tradizionale Gara di Ruzzolone con il formaggio. Infine nella giornata di domenica 14 giugno si terrà l’estemporanea di street art “Finestrelle colorate” con gli artisti impegnati nel rendere delle opere d’arte di strada gli sportelli dei contatori di servizi.

Fior di Cacio 2026, realizzato con il contributo del Gal Valle Umbra e Sibillini, della Regione Umbria, di Promocamera – Camera di Commercio dell’Umbria, del Consorzio BIM Nera e Velino e con il patrocinio del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, della Provincia di Perugia, della Provincia di Terni e la collaborazione di Pro Loco di Vallo di Nera, Onaf – Organizzazione Nazionale degli Assaggiatori di Formaggio e Slow Food Umbria; si conferma così non solo come celebrazione delle eccellenze casearie umbre, ma come laboratorio culturale e territoriale capace di coniugare tradizione, innovazione e sostenibilità, proiettando l’Umbria al centro della scena nazionale del gusto.

Recuperato dopo il sisma 2016, riaperto a Norcia il Palazzo Comunale

Inaugurato a Norcia il Palazzo Comunale, restituito alla comunità al termine di un complesso intervento di restauro e adeguamento sismico che segna una tappa fondamentale nella ricostruzione post sisma 2016. All’evento hanno partecipato il Commissario straordinario al sisma 2016 Guido Castelli, il presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, il sottosegretario al Ministero dell’Interno Emanuele Prisco e il sindaco di Norcia, Giuliano Boccanera.

I lavori, dal valore complessivo di oltre 7,3 milioni di euro, hanno consentito di recuperare uno dei principali simboli identitari della città, coniugando tutela storico-artistica e innovazione tecnologica.

L’intervento ha riguardato un edificio di origine medievale (XIII-XIV secolo), gravemente danneggiato dal terremoto del 30 ottobre 2016, che aveva evidenziato criticità soprattutto nelle connessioni strutturali tra le diverse parti del complesso. Per superare tali vulnerabilità è stata adottata una soluzione all’avanguardia: l’isolamento sismico alla base, una tecnologia che consente di ridurre drasticamente le sollecitazioni trasmesse durante un sisma.

Il progetto ha previsto il taglio delle fondazioni esistenti, la realizzazione di un nuovo sistema fondale e l’inserimento di 67 isolatori sismici, capaci di ridurre fino a 8-10 volte le accelerazioni e di assorbire spostamenti fino a 41 centimetri. Un approccio innovativo che ha permesso di garantire un comportamento strutturale unitario dell’edificio, preservandone al contempo gli elementi architettonici e decorativi.

L’intervento rappresenta uno dei casi più avanzati a livello nazionale ed europeo nell’applicazione dell’isolamento sismico su edifici storici, tanto da essere stato recentemente premiato ai Global design and innovation awards 2025. Norcia e l’Appennino centrale si confermano così un laboratorio di eccellenza nella ricostruzione, dove vengono sviluppati modelli replicabili per la tutela del patrimonio nelle aree ad alta sismicità.

Gemellaggio di Fede, la delegazione di Cascia verso Chicago

La delegazione della Città di Cascia è partita alla volta di Chicago, negli Stati Uniti, per il Gemellaggio di Fede, che sin dal 1958 lega la città di Santa Rita a un’altra città del mondo per rafforzare e far conoscere i valori ritiani di fede, speranza, riconciliazione, perdono e pace. Si tratta di un appuntamento dal grande valore istituzionale e spirituale, che quest’anno vuole celebra la connessione unica tra le città di Cascia e Chicago attraverso la figura di Papa Leone XIV, profondamente legato alla figura di Santa Rita.

Una missione istituzionale che culminerà nell’accoglienza ufficiale della delegazione presso il palazzo del governo della città di Chicago, confermando l’importanza di questa iniziativa, ma passando anche per momenti dal valore simbolico e religioso. Al centro del gemellaggio ci sarà l’incontro con i cittadini di Chicago e l’accensione della Fiaccola della Pace e del Perdono, simbolo del messaggio universale di riconciliazione e speranza incarnato da Santa Rita e sostenuto dal magistero di Papa Leone XIV, la cui formazione e vicinanza spirituale unisce Cascia a Chicago, rendendo questo gemellaggio particolarmente significativo. Il gemellaggio rappresenta non solo un momento di incontro spirituale, ma anche un’occasione di promozione per Cascia, la provincia di Perugia e l’Umbria, infatti prenderà parte al viaggio anche il presidente della Provincia di Perugia Massimiliano Presciutti.

Da segnalare che la Fiaccola, accesa a Chicago, proseguirà poi il suo percorso simbolico fino al Vaticano, dove il 20 maggio sarà benedetta da Papa Leone XIV, all’udienza generale del mercoledì prima di fare ritorno a Cascia per le celebrazioni ritiane.

La Fiaccola Benedettina benedetta da Papa Leone XIV

La Fiaccola Benedettina è stata benedetta da Papa Leone XIV al termine dell’udienza generale, a Roma in Piazza san Pietro. Ed è stata definita dal Pontefice “simbolo di fraternità”. Ad accompagnare la Fiaccola benedettina la delegazione guidata dai sindaci di Norcia Giuliano Boccanera, di Cassino Enzo Salera e dall’assessore del Comune di Subiaco Marta Tozzi, accompagnati dall’arcivescovo di Spoleto Norcia monsignor Renato Boccardo.

“È stata una giornata bellissima – ha sottolineato il sindaco Boccanera – intensa, siamo veramente felici. Questo è un ulteriore passo verso il rilancio di Norcia, anche legato alla figura di san Benedetto e della fiaccola benedettina. Sono soddisfatto, abbiamo avuto da Norcia una delegazione nutrita e importante. Credo che stiamo lavorando per la direzione giusta per il bene della città”.

Della delegazione nursina hanno fatto parte, tra gli altri, il capogruppo Andrea Russo, padre Benedetto Nivakoff, priore del Monastero di san Benedetto in Monte, Francesca Massi, marciatore Tedoforo Norcia Run, Rosella Tonti, dirigente scolastica dell’Istituto omnicomprensivo ‘De Gasperi Battaglia’ e rappresentati della polizia locale e del corteo storico e dell’organizzazione della Cerimonia Benedettina.