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Autore: Redazione

Moplefan | Ok la cassa integrazione, al lavoro per la nuova

Chiusa con esito positivo l’istruttoria sulla cassa integrazione 2023-2025 alla Moplefan. In attesa di aver il via libera ai nuovi ammortizzatori.

Queste le notizie fornite dai sindacati dopo l’incontro che si è tenuto a Roma al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) sulla situazione dell’industria ternana.

“Si conferma con esito positivo la chiusura dell’istruttoria relativa alla cassa integrazione per il periodo 2023/2025. È attualmente in corso un’interlocuzione con il Ministero del Lavoro per monitorare l’iter di approvazione della nuova Cigs (Cassa integrazione guadagni straordinaria). Abbiamo ribadito l’assoluta urgenza di una definizione in tempi brevi per garantire la continuità del sostegno al reddito dei lavoratori”, scrivono Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil a seguito dell

“Per quanto concerne la vendita degli assets aziendali non afferenti alla produzione – proseguono i sindacati – nonostante la sottoscrizione del preliminare d’acquisto sia già avvenuta, il perfezionamento definitivo dell’operazione è previsto entro e non oltre la fine di marzo. L’azienda ha confermato che, una volta incassati i proventi della vendita, procederà prioritariamente al saldo delle pendenze verso i creditori e alla liquidazione delle spettanze arretrate dovute ai lavoratori. In questa fase cruciale, resta fondamentale l’attività di ricerca di nuovi partner industriali. A breve è attesa la presentazione formale di una manifestazione d’interesse da parte di un nuovo investitore che dovrà essere vagliata dall’esperto”.

“Parallelamente, la società prosegue l’attività di scouting – concludono i sindacati – per individuare ulteriori soggetti interessati, valutando i profili anche se non strettamente legati al settore di riferimento. In attesa del prossimo aggiornamento ufficiale al Mimit, fissato per l’8 aprile, abbiamo avviato, insieme a istituzioni locali e regionali, Confindustria e azienda, un percorso di verifica e confronto costante sui temi sopra esposti”.

“Piccolo comune amico”, torna il premio per valorizzare i territori

Torna quest’anno anche in Umbria il premio “Piccolo comune amico”, realizzato da Codacons in collaborazione con Coldiretti e sostenuto da Autostrade per l’Italia, Enac, Intesa Sanpaolo, Fit, Touring Club Italiano, Symbola e il patrocinio di Aci, Anci, Uncem, con lo scopo di valorizzare i piccoli Comuni italiani, far conoscere le eccellenze locali e favorire il turismo.

Un progetto, giunto alla sesta edizione, che premia le eccellenze italiane nelle categorie agroalimentare, artigianato, innovazione sociale e cultura, arte e storia. I comuni che parteciperanno al concorso potranno contare su un sito internet interamente dedicato e su una mappa interattiva delle realtà comunali in gara, con gli eventi e le eccellenze delle varie categorie selezionate. Il progetto è ampiamente promosso sui maggiori canali mediatici, come Facebook e Instagram, dando visibilità alle bellezze delle realtà comunali vincitrici nelle varie categorie, e vedrà campagne promozionali gratuite sui social e sulla stampa.

Oltre alle categorie tradizionali ci sono i Premi Speciali: “Piccolo aeroporto amico”, dedicato alla riqualificazione dei piccoli centri aeroportuali, “Aria, acqua, terra”, sulla bellezza naturalistica del territorio, “Comuni contro il caro energia”, dedicato alle Green Community che hanno realizzato progetti integrati su energia rinnovabile e sviluppo sostenibile, “Comuni per l’accessibilità”, dedicato ai Comuni che si sono caratterizzati per politiche di inclusione di particolare efficacia, “Comuni per l’apicoltura”, che premia i Comuni che hanno realizzato iniziative di valorizzazione e tutela dell’apicoltura.

Altre due opportunità sono il Premio “Il borgo in una foto”, con il quale una commissione presieduta dalla fotografa Tiziana Luxardo premia le tre migliori foto del borgo inviate dai comuni in gara, e quello “Giovane imprenditore agricolo”, consegnato da Coldiretti Giovani a cinque giovani imprenditori che abbiano contribuito, con la propria attività, ad arricchire il valore agricolo dei piccoli Comuni.

I Comuni dell’Umbria che intendano partecipare al concorso possono ancora iscriversi a “Piccolo Comune Amico – Edizione 2026” entro e non oltre il prossimo 30 marzo. Per farlo è sufficiente seguire le istruzioni a questo link.

In Valnerina è ripresa la produzione di vino dal ‘Pecorino’

In Valnerina è ripresa la produzione di vino dal ‘Pecorino’, pregiato vitigno a bacca bianca storicamente coltivato nel Centro Italia. Questo grazie al recupero di alcune ‘vigne eroiche’ nell’ambito del programma ministeriale “Vi.Va.”, che promuove la sostenibilità del comparto vitivinicolo italiano, e all’impegno di alcuni produttori vitivinicoli locali che hanno creduto in questa possibilità.

Dopo la fase sperimentale infatti si è avuta una prima produzione di vino ‘Pecorino’, piccola nelle quantità, ma di grande qualità, e questo importante risultato è stato presentato durante il convegno ‘Viticoltura eroica in Valnerina: sfide climatiche e nuove opportunità per il territorio’, organizzato dal Gal Valle Umbra e Sibillini, durante l’ultimo weekend della 62esima edizione di Nero Norcia. Un momento di confronto tra istituzioni, mondo scientifico, operatori e produttori per ragionare intorno al ruolo strategico della viticoltura per lo sviluppo di quest’area, prima tappa del percorso di comunicazione territoriale continuativo per il 2026, denominato ‘Fare Rete per generare valore’, promosso dal Gal insieme alle amministrazioni comunali del territorio e all’Università degli Studi di Perugia. Alla tavola rotonda, moderata da David Fongoli, direttore del Gal Valle Umbra e Sibillini, dopo i saluti del sindaco di Norcia Giuliano Boccanera, hanno partecipato il presidente del Gal Valle Umbra e Sibillini Pietro Bellini, l’europarlamentare Camilla Laureti, l’agronomo Andrea Sisti, l’antropologo Luciano Giacchè, Alberto Palliotti, professore Ordinario DSA3, e, in collegamento web, Alin Vierim, referente nazionale del Cervim (Centro di ricerca e valorizzazione della Viticoltura di Montagna).

“Una giornata importante – ha commentato il presidente Bellini – in cui parliamo a tutto tondo del tema della viticoltura eroica ma soprattutto di un ritorno al passato, come risposta ai cambiamenti climatici. Lo statuto del 1500 del Comune di Norcia già parlava della coltivazione di ‘Pecurino’. È un’attività che si è realizzata grazie all’impegno di alcune aziende che hanno creduto in questo progetto, iniziamo questo percorso interessante, ancora difficile ma che va a implementare le produzioni già certificate e non solo di cui il ricco paniere della Valnerina dispone. Inserire anche un vino all’interno di questo scenario è straordinario e interessante. Quello di oggi è un turismo nuovo, lento a cui piace accarezzare, toccare, gustare, dobbiamo fare qualcosa per mettere insieme più elementi che caratterizzano questi territori”. “Trattiamo un tema all’avanguardia – ha aggiunto il direttore Fongoli –, una risposta ai cambiamenti climatici ma anche un segno di vitalità di questi territori che devono fare delle limitazioni ambientali un volano economico. Oggi siamo qui a raccontare, attraverso il tema della viticoltura eroica, un lavoro che portiamo avanti da tempo. Iniziamo con questo evento un percorso in cui cercheremo di stimolare gli imprenditori agricoli per far sì che si raggiunga un risultato concreto ovvero un sviluppo del territorio e dell’economia locale”. Parlando del progetto Vi.Va. Andrea Sisti ha sottolineato come sia stato “un lavoro partito dalla ricerca territoriale attraverso il quale abbiamo capito che la viticoltura veniva messa da parte in luoghi in cui in passato veniva praticata. Il nostro progetto, prima sperimentalmente, andando a prendere viti maritate che si erano perse nel tempo, poi vinificando le uve ha permesso di capire che c’era qualità. Abbiamo parlato con degli imprenditori e con le istituzioni per promuovere il progetto, sono partite alcune aziende, adesso siamo in grado di dimostrare che si tratta di un vino di grande qualità e che queste vigne sono eroiche. È stato un gran risultato e spero che tutto questo abbia un seguito per arrivare a dimensioni interessanti, parliamo di 20-30 ettari che per un territorio vitato rappresenterebbe il nulla, invece qui significa mantenere un’opportunità e soprattutto cominciare a classificare il territorio della Valnerina come un luogo in cui la viticultura si può fare”.

“L’agricoltura – ha concluso Laureti – è un tramite per far sì che le nostre aree rurali interne possano continuare a vivere. Il mio lavoro al Parlamento europeo in Commissione agricoltura è quello di far sì che i finanziamenti di questa programmazione e della prossima possano arrivare fino ai nostri territori. Sto lavorando su tre obiettivi: non più e non solo i finanziamenti alle aziende agricole per ettaro, altrimenti i finanziamenti principali arrivano solo a quelle più grandi; finanziamenti alle aziende guidate da donne e giovani perché se non lavoriamo per il rinnovo generazionale non potremo parlare di agricoltura nel futuro; finanziamenti ad hoc per chi mette in campo misure agroecologiche ma anche rispetto al luogo in cui si trova l’azienda agricola: se è in un’area interna deve essere finanziata dalla Pac e dall’Europa. Il tutto con l’importante supporto delle antenne del territorio: i Gal”.

Da Perugia a Milano, prosegue il sogno di diventare stilisti per tre giovani di talento

Da Perugia a Milano, per una tappa ‘intermedia’ di un viaggio verso la realizzazione di un sogno ambizioso, affermarsi come stilisti di moda, lasciando la propria impronta nel fashion system. Sono i giovani talenti che hanno partecipato alla terza edizione di Umbria Fashion, a novembre 2025 a Perugia, e come premio hanno potuto prendere parte alla Milano Fashion Week 2026, andata in scena dal 24 febbraio al 2 marzo nel capoluogo lombardo.

Alice Paparelli, vincitrice del contest per stilisti emergenti, insieme a Giulia Brunetti e Maria Chiara Tenda, seconda e terza classificata, sono state ospiti della sfilata di Vivetta. Ad accompagnarle una guida esperta, Laura Cartocci, founder di Umbria Fashion e presidente di Un’idea per la vita onlus, da oltre 30 anni nel settore della moda dapprima come indossatrice di noti brand nazionali ed internazionali e poi come insegnante di portamento e collaboratrice della casa di moda Luisa Spagnoli, protagonista nelle sfilate milanesi. Proprio con la Luisa Spagnoli le ragazze hanno avuto un’altra grande opportunità, potendo entrare nel backstage e partecipare attivamente al fashion show inserito in un evento internazionale, la Milano Fashion Week appunto, dove stilisti e case di moda presentano le proprie collezioni al pubblico lanciando mode e tendenze. Non solo: prima di ripartire le aspiranti stiliste hanno vissuto anche un’altra esperienza coinvolgente nel set allestito a Palazzo Barozzi per la presentazione della collezione fall-winter 2026/2027 di Fabiana Filippi. Qui, l’architettura del XX secolo e gli affreschi di Giulio Borsani hanno dialogato con un’installazione di fili disposti secondo una struttura a labirinto concentrico. In questo spazio, il filo ha preso vita come segno e percorso, in un racconto in cui l’identità di Fabiana Filippi si è rivelata nel dialogo tra arte, materia e corpo.

“Sono giovani e talentuose – ha dichiarato Laura Cartocci, riferendosi alle stiliste emergenti che hanno ‘mosso i primi passi’ proprio a Umbria Fashion – e sono felice di aver potuto accompagnarle in questa esperienza milanese. Hanno potuto respirare un’atmosfera internazionale e osservare cosa succede dietro le quinte di una sfilata per compiere, così, un ulteriore passo verso la realizzazione del loro sogno”.

“Questa è una delle tante opportunità offerte da Umbria Fashion – ha ricordato Cartocci –, evento che coniuga moda, arte e solidarietà e che vuole anche essere un ponte tra i giovani che si stanno formando nelle scuole di moda e design del territorio e il mondo imprenditoriale del fashion. Non a caso, tra i premi dell’edizione 2025 del contest, oltre alla partecipazione alla Milano Fashion Week, c’erano anche due tour in aziende di moda che si sono tenuti alla Monnalisa di Arezzo e alla Cardinalini & C. spa di Acquasparta, dove gli stilisti emergenti sono stati accolti rispettivamente dai presidenti Piero Iacomoni e Marco Cardinalini. La vincitrice del contest di UF, Alice Paparelli, inoltre, sarà chiamata a svolgere un tirocinio di tre mesi alla Cardinalini & C.”.

Le novità dell’edizione 2026 del Caccia Village

Presentata l’edizione 2026 del Caccia Village, la grande community venatoria in programma a Umbriafiere di Bastia Umbra dal 16 al 18 maggio.

Un evento che negli anni ha saputo consolidare il proprio ruolo a livello nazionale, diventando un punto di incontro privilegiato per aziende, professionisti, appassionati e operatori del settore, dove tradizione, innovazione e cultura venatoria dialogano e si evolvono insieme.

La presentazione della manifestazione si è svolta al Vivaio il Castellaccio di Umbraflor, a Spello, con un momento conviviale di cucina wild, curato da Tenuta Borgo Santa Cecilia di Gubbio, eccellenza ristorativa a livello nazionale sulla carne selvatica e centro di formazione per chef e addetti al settore in un progetto congiunto con Cibo Selvaggio by Caccia Village e Fondazione Una.

A dialogare con il patron della manifestazione Andrea Castellani, nello spirito di convivialità e confronto che contraddistingue Caccia Village, sono intervenuti: l’assessore regionale Simona Meloni, il presidente di Umbriafiere Antonio Forini, il sindaco di Bastia Umbra Erigo Pecci, il presidente di Umbraflor Paolo Fratini e i presidenti delle associazioni venatorie e agricole nazionali e del territorio.

Con oltre dieci anni di storia, Caccia Village rappresenta oggi molto più di una fiera: è un ecosistema esperienziale capace di riunire l’intera filiera in un contesto dinamico e altamente partecipativo. Esposizioni, dimostrazioni tecniche, momenti formativi, workshop e incontri con esperti trasformano la visita in un’esperienza immersiva, pensata per valorizzare competenze, prodotti e nuove visioni del settore.

L’edizione 2026 segna un importante passo evolutivo, a partire da un nuovo layout fieristico progettato per migliorare la fruizione degli spazi e favorire un dialogo ancora più diretto tra espositori e pubblico. Nuove aree tematiche e attività dedicate arricchiranno il percorso dei visitatori, confermando la volontà di Caccia Village di interpretare e anticipare i cambiamenti del mercato e delle passioni legate al mondo venatorio.

Tra le principali novità, grande spazio sarà riservato al mondo del cibo selvaggio, con aree dedicate alla valorizzazione della cultura gastronomica legata alla selvaggina e al territorio. Il pubblico potrà vivere esperienze dirette attraverso attività tematiche, degustazioni, momenti di approfondimento e spazi dedicati alla vendita e alla somministrazione di prodotti, in un percorso che unisce tradizione culinaria, sostenibilità e qualità delle materie prime.

L’edizione 2026 sarà inoltre caratterizzata da una forte integrazione tra esperienza fisica e comunicazione digitale. Attraverso nuovi strumenti e progetti dedicati alla visibilità degli espositori, la fiera punta a prolungare nel tempo il valore della partecipazione, trasformando la presenza in fiera in un’opportunità concreta di relazione con il pubblico e crescita del brand. Caccia Village si conferma così come il grande villaggio della community venatoria italiana: un luogo di incontro, confronto e condivisione, capace di raccontare il presente e costruire il futuro del settore. Tre giorni di evento. Un’esperienza che continua nel tempo.

“Caccia Village – ha commentato Andrea Castellani – rappresenta oggi molto più di una semplice fiera: è un punto di incontro reale per una community che cresce ogni anno e che condivide valori, passione e cultura legati al mondo venatorio e all’outdoor. Per l’edizione 2026 abbiamo voluto compiere un ulteriore passo in avanti, lavorando su un nuovo layout, su aree tematiche ancora più coinvolgenti e su un’esperienza sempre più interattiva tra aziende e pubblico. Il nostro obiettivo è quello di offrire non solo un evento espositivo, ma un vero momento di confronto, formazione e scoperta. Grande attenzione sarà dedicata come sempre al mondo del cibo selvaggio, ai quali per primi abbiamo dato un contenitore strutturato all’interno della fiera e che rappresenta un’importante espressione culturale e gastronomica legata al territorio e alla tradizione, con spazi dedicati alla degustazione, alla somministrazione e alla valorizzazione dei prodotti. Caccia Village continua così a evolversi, mantenendo salda la propria identità e guardando al futuro con una visione sempre più moderna, capace di unire esperienza fisica, innovazione e relazione con la community”.

Guerra in Medio Oriente, schizzano i prezzi dei carburanti anche in Umbria | Timori per le bollette

La guerra in Medio Oriente ha portato ai temuti primi rialzi del prezzo del petrolio (le quotazioni di Wti e del Brent del Mare del Nord tra l’8 e il 9%, con il barile di petrolio che lambisce gli 80 dollari) e del gas (ad Amsterdam le quotazioni dell’indice Ttf al rialzo del 44,73%).

E secondo gli analisti, se la chiusura dello Stretto di Hormuz si protrarrà, il prezzo del petrolio potrà schizzare a 100 dollari al barile. Con conseguenze per famiglie e imprese.

In Umbria i prezzi medi registrati dal Mimit sono:

Gasolio SELF 1.725
Benzina SELF 1.665
GPL SERVITO 0.691
Metano SERVITO 1.323

Ma le ripercussioni maggiori si temono sulle bollette di luce e gas.

Una situazione che spinge l’assessore regionale Thomas De Luca a ribadire l’urgenza di una svolta energetica radicale per l’Umbria: “Mentre Donald Trump dichiara cinicamente di ‘non essere preoccupato’ per l’impatto sui prezzi, noi ci troviamo nuovamente a pagare duramente le violazioni del diritto internazionale e le strategie di tensione di Netanyahu. In questa situazione la Regione Umbria non può rimanere ostaggio di chi rallenta la transizione energetica. Il governo deve comprendere che non possiamo permetterci di puntare tutto sul nucleare che richiederà decenni per essere operativo. Abbiamo bisogno di impianti ora: idroelettrici, eolici e fotovoltaici sono le uniche risposte concrete per mettere in sicurezza le nostre famiglie e le nostre imprese. Anche di grandi impianti situati nella giusta collocazione”.

“Non è più solo una questione ambientale, ma di sicurezza della nostra comunità regionale. Il Piano delle aree di accelerazione è in fase di completamento del percorso di valutazione ambientale, saremo tra le prime regioni ad avere questo strumento ma serve un grande balzo in avanti” – dice l’assessore De Luca, richiamando l’attenzione sulla legge regionale “Energia Umbra”.

“È bene ricordare che oggi ogni edificio è area idonea. Quindi installare un impianto fotovoltaico su qualsiasi copertura è oggi un percorso assolutamente semplificato, anche in area vincolata. La Regione sta facendo la sua parte ma serve uno strumento straordinario di finanziamento da parte del Governo al fine di garantire concretamente il diritto all’autoproduzione di energia.” Conclude l’assessore: “Se non intendono chiamarlo Superbonus, lo chiamino come vogliono ma è evidente che oggi più che mai è necessario che ci sia un impianto fotovoltaico per ogni tetto”.

Area interna Media Valle, piano di investimenti da 12 milioni

Mercoledì 4 marzo, alle 12, nella sala Fiume di Palazzo Donini, a Perugia, si terrà la conferenza stampa di presentazione della strategia dell’Area interna della Media Valle del Tevere e dell’Umbria meridionale e al relativo piano di investimenti per circa 12 milioni di euro finalizzato a promuovere coesione, sostenibilità, crescita equilibrata e innovazione sociale. La conferenza vedrà la presenza dell’assessore regionale Simona Meloni, del sindaco di Todi (Comune capofila), Antonino Ruggiano e dei sindaci dell’Area interna costituita dai Comuni di Acquasparta, Avigliano Umbro, Collazzone, Fratta Todina, Monte Castello di Vibio, Montecastrilli e San Gemini.

Oltre alla strategia d’area, ovvero un vero e proprio progetto di futuro per il territorio in oggetto, verrà presentato il piano degli investimenti individuati a valere sulla programmazione 2021-2027 della Snai, la Strategia nazionale aree interne.

La Regione ha approvato la nuova legge organica per la cultura e l’impresa creativa

La Giunta regionale dell’Umbria ha dato il via libera definitivo alla nuova legge organica per la cultura e l’impresa creativa. Un provvedimento, spiegano con una nota dalla Regione, teso a trasformare il comparto da patrimonio da preservare a leva di sviluppo economico, crescita sociale e territoriale.

Attraverso un lavoro di riordino che ha portato all’abrogazione di leggi precedenti, il nuovo testo di legge introduce un modello di programmazione triennale volto a garantire stabilità e continuità operativa a tutti gli operatori del sistema.

Il cuore finanziario della legge poggia su un’architettura integrata di risorse regionali, nazionali ed europee che mobilita circa 31 milioni di euro: pilastro di questo sistema è il nuovo fondo regionale per la cultura con 9 milioni di euro di risorse già stanziate per il triennio 2026-2028. Per i beni culturali e gli attrattori, dal Fesr (Fondo europeo di Sviluppo regionale) arrivano 5,4 milioni di euro per bandi destinati alla rigenerazione di attrattori culturali, mentre altri 10 milioni di euro per i beni culturali sono destinati dal Fondo per lo sviluppo e la coesione (Fsc). Infine, altri 6 milioni di euro andranno a sostenere le imprese culturali e creative attraversi il Fondo regionale Fondo europeo di Sviluppo regionale.
La legge però non si limita solo al sostegno economico, ma introduce strumenti come l’Osservatorio regionale della cultura, il laboratorio permanente per una regione creativa, il riconoscimento dei live club come spazi fondamentali per la musica contemporanea e introduce per la prima volta anche la nona arte (fumetti e manga) riconoscendo pari dignità artistica rispetto alle forme più tradizionali.
Dalla tutela del patrimonio materiale e immateriale fino al sostegno all’editoria indipendente e alla rigenerazione urbana, l’Umbria si dota quindi, di un’infrastruttura strategica capace di generare occupazione qualificata e inclusione sociale all’insegna della crescita culturale della popolazione.

“Questo non vuole essere un restyling normativo – ha dichiarato il vicepresidente con delega alla Cultura, Tommaso Bori – ma rappresenta il nuovo respiro di una Regione che non procede a compartimenti stagni, ma inizia a muoversi come un unico ecosistema”.

“Il testo – aggiunge – è stato ampiamente partecipato con incontri sul territorio e un evento è stato inserito nell’ambito di UmbriaLibri. Si sono tenuti anche tavoli tematici che sono serviti a cogliere tutti gli spunti per arrivare a un testo realmente condiviso dal basso. Questo perché – sottolinea il vicepresidente – siamo convinti che l’ascolto sia fondamentale per dare gambe alle grandi realtà culturali che operano in Umbria, terra naturalmente vocata per la cultura”.

Per Bori “altro aspetto importante è la distinzione introdotta tra le grandi manifestazioni di rilievo nazionale e internazionale e le manifestazioni emergenti. Questa è una distinzione voluta proprio per dare alle nuove realtà la possibilità di crescere. E non solo. Il provvedimento nasce per dare da una parte dignità a chi opera nel settore, ma anche per rendere la cultura un diritto effettivamente fruibile da ogni cittadino, abbattendo non solo le barriere fisiche, ma anche quelle economiche e sociali”.

Crescono le auto, ma calano gli autoriparatori: i dati in Umbria

La provincia di Perugia è tra quelle in Italia dove c’è la maggiore densità di auto: 784 ogni mille abitanti. Poco sotto la provincia di Terni, con 742 vetture ogni mille abitanti.

Negli ultimi dieci anni, secondo l’analisi condotta dall’Ufficio studi della Cgia, il parco auto in Umbria è cresciuto del 7,4% (incremento tra i più bassi in Italia), passando da 613.739 a 659.203 auto. Ma a fronte di 45.464 vetture in più, il calo degli autoriparatori è stato superiore alla media nazionale: 150 in meno (-11,2%), passando da 1.340 a 1.190. In provincia di Perugia si sono perse in 10 anni 115 attività del settor, in provincia di Terni 35.

Più auto, più vecchie, ma meno artigiani abilitati che le “curano”. Un fenomeno comune a tutta Italia. Che tra i grandi Paesi dell’Unione Europea, ha il parco auto più anziano. Quasi un’auto su quattro – il 24,3% – ha più di vent’anni. Fa peggio soltanto la Spagna (25,6%), mentre la Francia si ferma a poco più di una su otto (12,5%) e la Germania addirittura a una su dieci (10%).

Con così tante vetture, e per di più datate e bisognose di manutenzione, aumentano le necessità di ci si aspetterebbe un aumento delle attività di autoriparazione (carrozzieri, autofficine, gommisti, elettrauto, etc.). E invece, come evidenzia appunto la Cgia, gli autoriparatori, in particolare quelli indipendenti, continuano a diminuire: nel 2024 le attività erano poco più di 75.200. Dieci anni prima erano 83.700. In pratica ne sono “scomparse” circa 8.400, con un calo del 10%.  

Iniziata l’edizione 2026 di Expo Casa

Si è aperta a Umbrifiere l’edizione 2026 di Expo Casa, in programma fino all’8 marzo, appuntamento di riferimento per il mondo dell’abitare nel Centro Italia.

Tra le novità di questa edizione anche un’installazione speciale firmata dal collettivo creativo Lighthouse, realtà giovane e interamente umbra, che ha realizzato per Expo Casa un progetto immersivo dedicato all’evoluzione dell’abitare.

“Siamo emozionati e pronti ad aprire le porte di questa nuova edizione”, ha dichiarato il presidente di Epta Confcommercio Umbria Aldo Amoni. “Da quarantadue anni Expo Casa rappresenta un valore aggiunto per l’economia del territorio. Molte aziende espositrici raccolgono in questi giorni contatti e ordini che sostengono la loro attività per tutto l’anno. È una manifestazione che genera lavoro e opportunità concrete. Accanto alla qualità dell’offerta, abbiamo voluto inserire anche elementi capaci di sorprendere. Penso ad esempio all’installazione curata da Lighthouse, ragazzi del territorio che hanno realizzato per noi un progetto speciale. Non anticipo altro, perché è qualcosa che va scoperto dal vivo. Invito tutti a venire in fiera fin dal primo giorno”.

Nei padiglioni presenti centinaia di stand con oltre 5.000 proposte dedicate alla casa: arredamento, soluzioni per la ristrutturazione, impiantistica, efficienza energetica e tecnologie innovative. Un’offerta ampia che consente ai visitatori di confrontare idee, raccogliere informazioni e orientarsi tra le diverse possibilità disponibili sul mercato. Accanto all’area espositiva, un ricco programma di incontri e approfondimenti accompagnerà il pubblico per tutta la durata della manifestazione, affrontando temi legati alla sostenibilità, alla progettazione e all’evoluzione degli spazi domestici.

Sabato 28 febbraio alle ore 17.30 debutterà in Area Eventi anche il nuovo format “Il sapore dell’abitare”. Ad aprire il calendario sarà il cooking show di Silvia Baracchi, chef del ristorante Il Falconiere, una stella Michelin, interprete di una cucina che unisce territorio e visione contemporanea. Non si tratta di un semplice appuntamento gastronomico, ma dell’avvio di un percorso che mette al centro la cucina come spazio identitario della casa, luogo di relazione e racconto. Con “Il sapore dell’abitare” Expo Casa amplia il proprio sguardo e intreccia design, convivialità e cultura del vivere quotidiano, inaugurando una serie di incontri che porteranno in fiera alcuni dei protagonisti più seguiti del panorama culinario italiano.