Il Consiglio comunale di Perugia ha approvato all’unanimità le modifiche al regolamento per il commercio su aree pubbliche. Una forma di commercio particolarmente importante, secondo l’assessore Andrea Stafisso, che ha illustrato l’atto in aula, perché consente un presidio delle piazze e dei quartieri e che crea comunità attivando relazioni. Per questo – ha detto l’assessore – è importante coniugare il sostegno di questo tipo di attività economica con la garanzia e il rispetto della legalità, in particolare evitando il rischio di riciclaggio e di infiltrazioni con regole per la gestione dei posteggi. Stafisso ha salutato in positivo l’unanime sostegno registrato sull’atto anche in commissione. A suo avviso esso rappresenta un passo in avanti sul fronte della regolarità e trasparenza dei mercati, nonché della semplificazione delle norme. L’assessore ha ricordato anche i momenti di partecipazione che sono stati assicurati per raccogliere suggerimenti da varie categorie, inclusi i consumatori.
Queste le principali motivazioni che hanno indotto uffici, assessorato e giunta a proporre le modifiche: -necessità di creare uno strumento unitario di riferimento aggiornandolo alle modifiche normative intervenute nel corso degli ultimi anni; -riportare e applicare la normativa attuale in attesa delle linee guida ministeriali e del loro recepimento da parte della regione Umbria: -possibilità, utilizzando i criteri generali previsti dall’articolo 11 della legge 214/2023, di istituire mercati/fiere/pfm almeno in via sperimentale, in attesa di quelli che dovranno essere definiti nelle linee guida ministeriali; -esigenza di regolamentare in maniera più efficace e con sistemi di controlli preventivi i vari passaggi di proprietà/gestione tra gli operatori commerciali dei mercati/fiere – stabilire nuove regole per l’esercizio del commercio itinerante in piazza Umbria jazz durante le partite di calcio; -necessità della modifica del sistema sanzionatorio e di riscossione.
In particolare sono stati modificati gli artt. 6 (Procedura e criteri per assegnazione dei posteggi), 12 (ora 9 – Subingresso, reintestazione, cambio di residenza e cessazione), 14 (ora 11 – assegnazione temporanea di posteggi); 15 (ora 12 – registrazione delle presenze), 17 (ora 14 – Uso del posteggio nei mercati/fiere e nei posteggi fuori mercato: obblighi e divieti), 18 (ora 15 – Modalità di gestione dell’attività nei posteggi del mercato/fiera e nei posteggi fuori mercato), 21-22 (ora 18 – funzionamento delle fiere); 23 (ora 19 – commercio in forma itinerante), art. 25 (ora 21 – sanzioni).
L’Umbria della cultura può generare maggiore economia, In una regione che vanta una densità di spettacoli da primato nazionale, come ha certificato anche l’ultimo rapporto della Siae (Società italiana degli autori ed editori) e un’identità riconosciuta ben oltre i confini regionali. Ma il confronto con il 2019, ultimo anno prima del Covid, come evidenzia l’elaborazione della Camera di commercio dell’Umbria, mostra il punto debole: quella vitalità non si trasforma ancora abbastanza in industry, cioè in filiera produttiva, valore aggiunto, occupazione qualificata e servizi avanzati.
Mettendo a confronto le edizioni dal 2019 ad oggi del Rapporto “Io sono Cultura”, realizzato da Fondazione Symbola, Unioncamere, Centro Studi Tagliacarne e Deloitte, emerge che tra il 2019 e il 2024 il valore aggiunto reale del Sistema produttivo culturale e creativo dell’Umbria (Spcc) è diminuito del 10,4%. Nello stesso periodo l’Italia è cresciuta del 6,3% e il Centro ha sostanzialmente tenuto. Anche l’occupazione arretra: gli addetti umbri dell’Spcc sono passati da circa 21.200 a 18.882, con 2.318 occupati in meno, pari al -10,9%.
Il 2024, preso da solo, restituisce una fotografia meno severa: il sistema culturale e creativo regionale vale 1,049 miliardi di euro e occupa 18.882 persone. Ma il valore nominale non basta. Tra 2019 e 2024 i prezzi sono cresciuti molto più della ricchezza prodotta dalla filiera. Così l’aumento apparente diventa, al netto dell’inflazione, una perdita reale. E il peso dell’Spcc sull’economia regionale scende dal 4,9% al 4,4%, mentre in Italia sale dal 5,7% al 5,8%. Nel Centro, in Toscana è cresciuto dal5,4% del 2019 al 6,1% del 2024, nelle Marche è salito dal 5,2% al 5,3% e nel Lazio è sceso dal 7,8% al 7,5%
Il calo non è nel cuore degli spettacoli
Il dato va letto senza equivoci. Non racconta un’Umbria meno culturale. Racconta un’Umbria che continua a produrre cultura, pubblico e reputazione, ma fatica a portare questa forza nei segmenti dove oggi la cultura diventa impresa.
Il cuore core del Sistema produttivo culturale e creativo — spettacolo, patrimonio, arti, produzioni culturali e creatività — tiene. A pesare sull’arretramento è soprattutto la componente data-driven: digitale, contenuti, software, comunicazione, tecnologie, servizi avanzati e professioni creative inserite nei processi produttivi. È qui che la cultura esce dal solo perimetro dell’evento e diventa filiera industriale, capace di scalare, innovare, vendere servizi, generare produttività.
Il paradosso emerge proprio dal confronto con la partecipazione. L’Umbria è prima in Italia per densità di spettacoli rispetto agli abitanti: 79 eventi ogni mille residenti, contro una media nazionale di 57. Il dato racconta sale vive, festival radicati, musica, teatro, cinema, rassegne nei centri storici, un pubblico presente e un territorio capace di fare cultura con continuità.
Ma la forza degli eventi, da sola, non basta. Un festival può generare immagine, turismo, presenze e reputazione. Una filiera genera anche imprese, competenze, contenuti, servizi, occupazione stabile e valore esportabile.
Il nodo produttività
La distanza si vede nella produttività. In Umbria ogni addetto dell’Spcc produce in media 55.555 euro annui di valore aggiunto. La media italiana è 73.622 euro, quella del Centro 72.280. Non è un giudizio sulla qualità della cultura umbra. È un indicatore di struttura: imprese più piccole, minore presenza nei segmenti ad alto valore aggiunto, integrazione ancora debole tra cultura, digitale, comunicazione, manifattura, turismo e servizi professionali.
L’ultima eduzione del rapporto “Io sono Cultura” mostra che in Italia il Sistema produttivo culturale e creativo è una parte rilevante dell’economia: 112,6 miliardi di euro di valore aggiunto nel 2024, +2,1% sull’anno precedente, e oltre 1,5 milioni di occupati. Considerando anche gli effetti indiretti, cultura e creatività attivano circa 302,9 miliardi.
A spingere il sistema nazionale sono sempre più i settori ibridi e tecnologici: software, videogiochi, comunicazione, produzione audiovisiva, contenuti digitali, servizi creativi, competenze legate ai dati. Contano anche gli embedded creatives, professionisti culturali e creativi che lavorano fuori dal perimetro tradizionale della cultura e portano design, linguaggi e innovazione dentro imprese, prodotti e servizi.
La sfida: passare dall’evento alla filiera
Per l’Umbria il punto è trasformare una forza evidente in una struttura più solida. Servono più connessioni tra operatori culturali e imprese, più servizi digitali legati ai contenuti, più produzione audiovisiva, più comunicazione strategica, più tecnologie per valorizzare eventi, archivi e patrimoni. Servono imprese creative più dimensionate, capaci di lavorare non solo sulla singola manifestazione, ma su format, piattaforme, distribuzione, dati e mercati.
Il confronto 2019-2024 rende concreta la questione che l’Umbria non ha un deficit di cultura, ma un deficit di trasformazione industriale della cultura. La partecipazione c’è. Il pubblico c’è. Il patrimonio c’è. I festival ci sono. La reputazione anche. Quello che deve crescere è l’ecosistema produttivo che permette a questa energia di diventare più valore aggiunto, più lavoro qualificato e più futuro.
Il commento del presidente Mencaroni
Questa l’analisi di Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria: “L’Umbria dimostra ogni giorno di possedere una ricchezza culturale straordinaria, riconosciuta in tutta Italia. Ma la sfida decisiva è un’altra: trasformare sempre più questa energia in una leva stabile di sviluppo economico. La vivacità dei nostri festival, la forza delle nostre sale, la densità della nostra produzione culturale devono diventare ancora di più infrastruttura, impresa, innovazione. Non basta fare cultura: occorre farla dialogare con il digitale, con i servizi avanzati, con le nuove professioni creative. È qui che si gioca il futuro della nostra competitività. L’Umbria ha un patrimonio che molti ci invidiano; ora dobbiamo avere il coraggio di renderlo in modo forte e convinto un motore strutturale di crescita, capace di generare qualità del lavoro, valore aggiunto e nuove opportunità per i giovani”.
L’Auditorium San Domenico di Foligno ha ospitato la fase finale di “Umbria School Startup Challenge”, diventata il fulcro dell’innovazione giovanile regionale.
Un evento che celebra la creatività e lo spirito imprenditoriale degli studenti delle scuole superiori umbre e la cui edizione 2026 segna una tappa strategica grazie alla stretta collaborazione tra la Camera di Commercio dell’Umbria e Sviluppumbria SpA.
Per la prima volta le due realtà hanno unificato le fasi finali dei rispettivi percorsi di educazione all’imprenditorialità: il consolidato programma “Impresa in Azione” dell’Ente camerale, in partnership con Junior Achievement, e il progetto “Challenge Generazione di Futuro” di Sviluppumbria.
Il tutto con la collaborazione delle forze economiche e sociali del territorio. Il parterre istituzionale e imprenditoriale ha visto infatti la presenza, accanto a Camera di Commercio dell’Umbria e Sviluppumbria, di Regione Umbria, Comune di Foligno, Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Umbria, Umbria Aerospace Cluster, Junior Achievement, AIDP e Rotary Club Foligno. Tutti presenti per celebrare la fase finale dell’iniziativa.
E qui c’è la prima notizia di rilievo. Sulla scia della sinergia senza precedenti attuata quest’anno, con l’unificazione delle fasi finali dei rispettivi percorsi di educazione all’imprenditorialità, è stato annunciato che dalla prossima edizione di “Umbria School Startup Challenge” l’intero percorso di educazione all’imprenditorialità sarà gestito in maniera unitaria da Camera di Commercio dell’Umbria e Sviluppumbria.
Il programma della giornata si è aperto con i saluti istituzionali dei rappresentanti degli enti promotori e dei partner. Subito dopo sono iniziate le audizioni competitive, durante le quali le ragazze e i ragazzi hanno presentato i progetti realizzati, sorprendendo le giurie per complessità, innovazione ed efficacia.
Due le sezioni:
Audizione pubblica Challenge Sviluppumbria, con una sessione dedicata nella sala principale ai progetti seguiti dall’agenzia regionale.
Selezioni Impresa in Azione, con le idee d’impresa presentate in sessioni parallele, tra Sala Video e Area Caffetteria, e le migliori quattro chiamate poi a confrontarsi in una pitch battle finale.
I due concorsi
Impresa in Azione, realizzato da Junior Achievement Italia in collaborazione con la Camera di Commercio dell’Umbria, consente agli studenti, guidati da docenti e Dream Coach — manager d’azienda volontari — di dare vita a mini-imprese, curandone la gestione in tutti gli aspetti: dall’ideazione al lancio sul mercato.
Nel corso dell’anno scolastico, le studentesse e gli studenti hanno avuto la possibilità di acquisire non solo competenze imprenditoriali, ma anche soft skills come la capacità di lavorare in team, il rispetto delle scadenze, l’empatia e una maggiore consapevolezza di sé e delle proprie capacità.
Il team vincitore parteciperà ai Campionati Nazionali di Imprenditorialità, che si terranno a Roma il 5 e 6 giugno. In questa occasione, le studentesse e gli studenti finalisti della regione Umbria si confronteranno con i vincitori delle altre competizioni territoriali di “Impresa in Azione” e con alunne e alunni di altre scuole secondarie di secondo grado di tutta Italia che hanno svolto percorsi orientati allo sviluppo della competenza imprenditoriale.
Nel corso della finale sono stati presentati i progetti realizzati da 9 dei 21 team che, durante l’anno scolastico, si sono cimentati nei percorsi di educazione all’imprenditorialità e hanno portato a termine le proprie idee. In tutto erano presenti oltre 100 studentesse e studenti, in rappresentanza di 7 istituti scolastici, che hanno scelto di mettersi alla prova e di presentare i loro progetti a un panel qualificato di esperti. Complessivamente, il progetto ha coinvolto 8 scuole e 441 studenti.
Challenge Generazione di Futuro
La Challenge Generazione di Futuro si inserisce nelle iniziative promosse dall’Assessorato allo Sviluppo economico della Regione Umbria con l’obiettivo di motivare e sviluppare lo spirito imprenditoriale e la capacità di innovazione delle giovani generazioni, promuovendo tra gli studenti l’interesse verso il mondo delle imprese e il loro ruolo cruciale nella società.
La Challenge mira a individuare soluzioni capaci di accelerare l’introduzione dell’innovazione nel sistema economico, attraverso un processo di scoperta imprenditoriale in grado di far emergere proposte fruibili per il mercato. L’obiettivo è intensificare l’azione di scoperta di conoscenze e abilità capaci di incrementare sviluppo e competitività per imprese e territori dell’Umbria.
L’opportunità offerta alle scuole permette quindi di far emergere le migliori idee e i migliori talenti delle giovani generazioni, che avranno la possibilità di essere assistiti, formati e supportati dai partner della Challenge, a partire da Sviluppumbria, all’interno del programma di Scoperta Imprenditoriale previsto dal PR FESR 2021-2027 Regione Umbria.
Nel corso della giornata sono stati presentati 16 progetti, selezionati tra i 50 pervenuti, grazie allo splendido lavoro svolto da docenti e studenti delle scuole partecipanti, che a ogni edizione mostrano una crescita notevole per maturità, capacità di apprendimento e qualità progettuale.
Le scuole partecipanti
Le scuole coinvolte nelle iniziative sull’imprenditorialità, sia per “Impresa in Azione” sia per “Challenge Generazione di Futuro”, sono:
IPSIA Pertini – Terni IIS “G. Sigismondi” – Nocera Umbra IIS Raffaele Casimiri – Gualdo Tadino ITTS A. Volta – Perugia IPSIA Orvieto ITTS Allievi-Sangallo – Terni ITET Feliciano Scarpellini – Foligno IIS Tecnico Economico e Professionale A. Casagrande – F. Cesi – Terni Liceo Scientifico Alessi – Perugia
Le giurie, composte da esperti del mondo aziendale e istituzionale, dopo un’attenta valutazione hanno selezionato sette progetti: quattro dal percorso “Impresa in Azione” e tre da “Challenge Generazione di Futuro”.
Per “Challenge Generazione di Futuro” sono stati selezionati i progetti: vincitore assoluto progetto Essiccator (Liceo Scientifico Alessi – Perugia); secondo piazzamento Nutriscan (Ist. A. Casagrande – F. Cesi di Terni); Aura (ITS Allievi – Sangallo di Terni).
I quattro team selezionati di “Impresa in Azione” si sono poi confrontati nella pitch battle finale, al termine della quale ha prevalso il progetto CFFdell’IIS “R. Casimiri” di Gualdo Tadino;, che parteciperà ai Campionati Nazionali di Imprenditorialità in programma a Roma il 5 e 6 giugno. Premio Miglior Pitch per progetto Accipikkia dell’Ipsia Pertini di Terni; Premio Innovazione al progetto Bio Urban System dell’IIS G. Sigismondi di Nocera Umbria; Premio Execution al progetto WastenIT dell’IIS Casimiri di Gualdo
I commenti
Federico Sisti, segretario generale della Camera di Commercio dell’Umbria: “Vedere la scuola e l’impresa dialogare in modo così concreto è il segnale che stiamo andando nella direzione giusta. Con questa iniziativa non ci limitiamo a premiare un’idea, ma investiamo sulla capacità dei nostri ragazzi di leggere il cambiamento e trasformarlo in valore per l’Umbria. La sinergia con Sviluppumbria, che ringrazio per la partecipazione con il progetto ‘Challenge Generazione di Futuro’, ci permette di cominciare a pianificare una piattaforma di crescita unica per i talenti di domani”.
Rivolgendosi ai ragazzi, Sisti ha poi aggiunto: “Per capire l’importanza del percorso di educazione all’imprenditorialità, sappiate che l’85% di voi avrà a che fare, nella propria vita professionale, con l’impresa, come imprenditore o come dipendente di un’azienda. Conoscere l’imprenditorialità, per i giovani, è quindi fondamentale”.
Luca Ferrucci, amministratore unico di Sviluppumbria SpA: “L’Umbria School Startup Challenge rappresenta un esempio concreto di come istituzioni, scuola e sistema produttivo possano collaborare per costruire opportunità reali per le nuove generazioni. Per la prima volta, con questa iniziativa concepita insieme alla Camera di Commercio dell’Umbria e a Confindustria Umbria, abbiamo unito i percorsi dedicati all’educazione all’impresa con la volontà di creare un ecosistema regionale sempre più integrato e vicino ai talenti emergenti. Insieme a queste istituzioni, infatti, vogliamo non solo promuovere le idee dei nostri giovani, ma anche accompagnare concretamente la realizzazione delle migliori, con l’obiettivo di favorire la nascita di nuove start-up regionali. Attraverso il progetto ‘Challenge Generazione di Futuro’ — ha dichiarato Ferrucci — Sviluppumbria vuole accompagnare i giovani umbri nello sviluppo di competenze imprenditoriali, capacità innovative e visione del futuro, elementi oggi fondamentali per la crescita del territorio”.
Miriam Cresta, CEO di Junior Achievement Italia: “L’esperienza dell’Umbria ci mostra qualcosa di importante: che quando le istituzioni del territorio,le associazioni e il mondo scolastico lavorano insieme si crea un ecosistema in cui i giovani trovanodavvero lo spazio per mettere alla prova le proprie idee. più di 400 studentesse e studenti e 21 team coinvolti durante l’anno: dietro questi numeri ci sono mesi di lavoro reale, decisioni prese in gruppo, errori corretti, presentazioni affinate. È così che si costruisce la mentalità imprenditoriale, vivendola in prima persona. E i ragazzi e le ragazze che sono qui oggi ne sono la dimostrazione”.
Il provvedimento varato dal Governo, con la proroga sino al 6 giugno dello sconto sulle accise per benzina (5 cent al litro) e diesel (10 cent) ed il pacchetto a sostegno del settore dell’autotrasporto per fronteggiare il caro carburanti, dopo l’accordo raggiunto con le associazioni datoriali del settore, ha scongiurato in extremis il fermo del settore che era stato previsto dal 25 al 29 maggio.
Una mobilitazione che avrebbe avuto effetti pesanti sull’intero sistema economico, con ripercussioni sulla distribuzione delle merci e sull’approvvigionamento di beni essenziali.
In Umbria si sarebbero fermati i 12.300 mezzi delle oltre mille imprese del settore, il cui numero è calato del 26% in 10 anni. Problemi aggravati dalla crisi energetica innescata dalla guerra in Medio Oriente, che in 3 mesi ha portato ad un rincaro compressivo dei costi per il carburante, solo in Umbria, di 34,7 milioni di euro.
Nella provincia di Perugia il settore contava, alla fine del 2025, 861 imprese (-26,5% in 10 anni) e in provincia di Terni 217 (-25,2%).
I provvedimenti varati dal Governo per il settore
Prorogato al mese di giugno il credito d’imposta a favore dell’autotrasporto per i maggiori costi di carburante sostenuti nel periodo marzo-giugno 2026, con un limite di spesa complessivo di 300 milioni di euro, comprensivi dei 100 milioni di euro già stanziati allo stesso fine dal decreto-legge n. 33 del 2026.
È introdotto un credito d’imposta, fino al 30 per cento della spesa sostenuta, per l’acquisto di fertilizzanti agricoli nei mesi di marzo, aprile e maggio 2026, nel limite massimo di 40 milioni di euro, concesso nel rispetto del Quadro temporaneo sugli aiuti di Stato adottato dalla Commissione europea il 29 aprile 2026 in risposta alla crisi in Medio Oriente. È inoltre ampliata l’agevolazione per l’acquisto di gasolio in agricoltura, con una dotazione complessiva di 90 milioni di euro, comprensivi dei 30 milioni di euro già stanziati allo stesso fine da precedenti provvedimenti.
Il Fondo nazionale per il trasporto pubblico locale è incrementato di 80 milioni di euro annui a decorrere dal 2026 per il finanziamento del rinnovo contrattuale del settore.
Ai soggetti che applicano gli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) e ai contribuenti in regime forfetario e di vantaggio è riconosciuta la possibilità di effettuare i versamenti fiscali in scadenza al 30 giugno 2026 entro il 20 luglio 2026 senza maggiorazioni. Il versamento potrà essere effettuato anche entro i trenta giorni successivi (19 agosto) con una maggiorazione dello 0,80 per cento a titolo di interesse corrispettivo.
È ridotto il termine per la formazione del silenzio assenso in materia di crediti d’imposta per gli autotrasportatori: a decorrere dal 1° ottobre 2026, il nuovo termine è di 30 giorni, anziché di 60, con presentazione esclusivamente per via telematica.
Per due giorni – sabato 23 e domenica 24 maggio – piazza della Repubblica – all’interno del ricco calendario di Orvieto in fiore, ospiterà il giardino rigoglioso, pieno di colori e profumi, allestito da 23 espositori. Uno spettacolare allestimento di rose, uno stand interamente dedicato alla piante carnivore, un altro in cui si troveranno esclusivamente piante acquatiche. Tra loro anche una bravissima artigiana che realizza gioielli con materiale vegetali ed un altro banco che proporrà monili ispirati alle piante.
Il circuito di imprese di Destinazione Orvieto ha pensato di inserire questa iniziativa un progetto che è stato accolto con favore dal Comitato cittadino dei quartieri. Destinazione Orvieto gestirà uno stand destinato all’accoglienza e alle informazioni e offrirà agli standisti, provenienti da varie regioni d’Italia, una borsa di tela personalizzata appositamente realizzata dalla cooperativa Mir, partner di DO ed artefice di alcuni tra i gadget che sono in vendita per i turisti dei cammini dell’intrepido Larth e del miracolo del Corpus domini. Insieme alle borse, verrà fatto omaggio agli espositori anche di una t shirt, di una cartina di Orvieto e di un prodotto cosmetico realizzato dall’azienda Natura naturans, sponsor della mostra mercato insieme a Utensileria Baldini e Garden Motor di Montefiore. Nello stand di DO verrà inoltre distribuito materiale informativo dell’associazione Rocca Ripesena il paese delle rose, le cui straordinarie iniziative di promozione e valorizzazione del borgo sono condivise e sostenute da DO.
Mauro Di Sorte, direttore artistico della mostra spiega;“Stiamo lavorando per costruire una mostra florovivaistica capace di unire qualità, ricerca e passione, portando a Orvieto realtà selezionate provenienti da diverse parti d’Italia. I visitatori potranno scoprire collezioni di ortensie rare, passiflore particolari, rose, tillandsie, bulbi e rizomi, erbacee perenni, peperoncini da tutto il mondo e molte altre varietà insolite. L’obiettivo è offrire un’esperienza che sappia sorprendere non solo gli appassionati del verde”.
Antonella Cannas, delegata per Destinazione Orvieto per i rapporti con le aziende: “Il progetto Destinazione Orvieto, il circuito a cui hanno finora aderito oltre 140 aziende, è nato per sostenere la nostra comunità e fare del turismo un valore condiviso. Una delle iniziative a cui teniamo particolarmente è questa collegata all’ambizione di inserire stabilmente Orvieto in quel prestigioso club delle città italiane che ospitano eventi collegati ai fiori e alle piante. Questa idea è stata subito condivisa dai responsabili di Orvieto in fiore con i quali abbiamo lavorato proficuamente e con lo stesso spirito di servizio a favore della nostra città. Il nostro impegno è quello di riconnettere il nostro luogo con i circuiti nazionali ed internazionali che possono contribuire a sostenere la crescita in vari ambiti di Orvieto”.
Sostegni all’autotrasporto e proroga fino al 6 giugno degli sconti sulle accise dei carburanti: 5 centesimi al litro per la benzina e 10 centesimi al litro per il gasolio.
Sono le misure varate dal Consiglio dei ministri, che hanno indotto le associazioni di categoria a sospendere il fermo di 5 giorni che sarebbe scattato il 25 maggio.
Prorogato al mese di giugno il credito d’imposta a favore dell’autotrasporto per i maggiori costi di carburante sostenuti nel periodo marzo-giugno 2026, con un limite di spesa complessivo di 300 milioni di euro, comprensivi dei 100 milioni di euro già stanziati allo stesso fine dal decreto-legge n. 33 del 2026.
È introdotto un credito d’imposta, fino al 30 per cento della spesa sostenuta, per l’acquisto di fertilizzanti agricoli nei mesi di marzo, aprile e maggio 2026, nel limite massimo di 40 milioni di euro, concesso nel rispetto del Quadro temporaneo sugli aiuti di Stato adottato dalla Commissione europea il 29 aprile 2026 in risposta alla crisi in Medio Oriente. È inoltre ampliata l’agevolazione per l’acquisto di gasolio in agricoltura, con una dotazione complessiva di 90 milioni di euro, comprensivi dei 30 milioni di euro già stanziati allo stesso fine da precedenti provvedimenti.
Il Fondo nazionale per il trasporto pubblico locale è incrementato di 80 milioni di euro annui a decorrere dal 2026 per il finanziamento del rinnovo contrattuale del settore.
Ai soggetti che applicano gli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) e ai contribuenti in regime forfetario e di vantaggio è riconosciuta la possibilità di effettuare i versamenti fiscali in scadenza al 30 giugno 2026 entro il 20 luglio 2026 senza maggiorazioni. Il versamento potrà essere effettuato anche entro i trenta giorni successivi (19 agosto) con una maggiorazione dello 0,80 per cento a titolo di interesse corrispettivo.
È ridotto il termine per la formazione del silenzio assenso in materia di crediti d’imposta per gli autotrasportatori: a decorrere dal 1° ottobre 2026, il nuovo termine è di 30 giorni, anziché di 60, con presentazione esclusivamente per via telematica.
Gli effetti in Umbria
Un accordo che ha scongiurato il fermo di un settore che in Umbria conta oltre mille imprese con circa 12.300 mezzi. Imprese che in tre mesi, a seguito della guerra in Iran, hanno subito rincari del gasolio complessivamente per 34,7 milioni di euro.
L’Università per Stranieri di Perugia ha inaugurato AIDEA Lab, il nuovo spazio dedicato alla didattica digitale avanzata e all’innovazione educativa. Il laboratorio, nato nell’ambito del progetto EduNext – il più grande network europeo per la formazione universitaria digitale, composto da 35 atenei, oltre 700mila studenti e 25mila docenti – è stato presentato oggi presso l’Aula A della Palazzina Valitutti, alla presenza del rettore dell’Università per Stranieri di Perugia, prof. Valerio De Cesaris, del Direttore Generale Luigi Botteghi, insieme alle docenti Stefania Scaglione, Cristina Gaggioli, Borbala Samu, e Francesca Malagnini dell’Unistrapg.
Il rettore, prof. Valerio De Cesaris ha sottolineato come «AIDEA Lab rappresenti un progetto strutturale sulla qualità della formazione universitaria. L’obiettivo è quello di offrire strumenti che aiutino docenti e studenti a lavorare meglio, ampliando l’accessibilità dei contenuti e sperimentando nuove modalità di trasmissione del sapere».
«L’apertura di AIDEA Lab – ha dichiarato il Direttore Generale Luigi Botteghi – rappresenta anche una scelta strategica per l’Ateneo. Dotarsi di uno spazio dedicato alla produzione di contenuti digitali e alla sperimentazione di nuovi linguaggi significa rafforzare la capacità dell’Università di rispondere alle trasformazioni nel mondo della didattica e dei servizi agli studenti, mantenendo elevati standard qualitativi e una forte attenzione all’accessibilità».
AIDEA Lab – Laboratory for Artificial Intelligence & Digital Education Advancement – rappresenta un ambiente progettato per supportare docenti, studenti e personale tecnico-amministrativo nella produzione, sperimentazione e diffusione di contenuti didattici innovativi, attraverso strumenti digitali avanzati e soluzioni basate sull’intelligenza artificiale.
Il nuovo laboratorio consentirà la realizzazione di videolezioni, podcast, vodcast e materiali multimediali destinati a una didattica sempre più accessibile, inclusiva e orientata alle esigenze contemporanee della formazione universitaria. Lo spazio nasce con l’obiettivo di integrare la qualità della didattica tradizionale con nuovi linguaggi e nuove tecnologie, ampliando le possibilità di apprendimento e partecipazione degli studenti.
Del team di AIDEA Lab fanno parte Talia Sbardella, instructional designer, Leonardo Galeassi, media producer, e Valentino Santucci, direttore scientifico del laboratorio.
«AIDEA Lab è il nuovo spazio di Ateneo dedicato alla didattica digitale – ha dichiarato Valentino Santucci –. È un ambiente che permette di realizzare videolezioni, podcast, vodcast e tutte quelle attività di didattica innovativa che rendono l’apprendimento non solo digitale, ma anche più inclusivo ed efficace per gli studenti. Allo stesso tempo rappresenta per l’Università un’opportunità concreta per rinnovare la didattica di alta qualità che già svolgiamo in modalità tradizionale, trasferendola anche in un ecosistema digitale avanzato grazie alle nuove tecnologie».
L’assemblea annuale per l’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (Odec) della provincia di Perugia ha approvato all’unanimità il bilancio consuntivo del 2025.
Si è trattato del primo momento assembleare dopo l’insediamento del nuovo Consiglio (avvenuto nel mese di gennaio) che guiderà l’ordine per il quadriennio 2026/2029. L’incontro si è confermato momento privilegiato di confronto tra gli appartenenti alla categoria durante il quale si è discusso di risultati raggiunti e opportunità di crescita per i professionisti.
Nel corso dell’assemblea, il presidente dell’Odcec di Perugia Enrico Guarducci ha sottolineato anche problemi e prospettive con particolare riferimento al ruolo che il commercialista svolge “quale soggetto indispensabile per lo sviluppo del territorio in un momento storico complesso caratterizzato tuttavia anche da opportunità di rilancio dell’economia attraverso l’inclusione dell’Umbria nella Zes, Zona economica speciale, misura che incentiva investimenti e nuovi insediamenti produttivi attraverso la semplificazione burocratica amministrativa e, per alcuni Comuni, la possibilità di ottenere crediti di imposta importanti dal 15 al 35 per cento a seconda delle dimensione dell’impresa”. La legge numero 171 del 2025 ha infatti ampliato il perimetro della Zes introducendo anche le regioni di Umbria e Marche.
“Come commercialisti stiamo vivendo una stagione particolare – ha sottolineato il presidente Guarducci – in cui siamo chiamati a rendere operativa questa nuova importante misura per lo sviluppo del territorio. Dobbiamo inoltre ripensare alla professione che non è più soltanto quella classica che ha contraddistinto gli ultimi decenni della nostra attività, ma una professione che oltre a materia in esclusiva come revisione legale, certificazione di sostenibilità ESG, apposizione dei visti di conformità, rendicontazione delle spese sostenute per l’ottenimento di contributi pubblici, certificazione dei rischi fiscali nell’ambito del tax control framework, sappia sostenere lo sviluppo delle aziende clienti con competenze specialistiche e qualificate”. Temi e nuove opportunità che possono rendere più attrattiva la professione in un momento in cui a livello nazionale, così come in Umbria, si registra “la perdita di interesse – ha spiegato Guarducci – da parte dei giovani. Sono molte le azioni che Consiglio nazionale e l’Ordine di Perugia in particolare stanno ponendo in essere per arginare tale fenomeno”. Dal miglioramento delle modalità di svolgimento della professione al rafforzamento dell’immagine del commercialista, passando per iniziative volte a semplificare l’accesso alla professione e il sostegno alla fase di start up, lo sviluppo di competenze qualificate, non più massimaliste, da condividere poi con colleghi attraverso forme di aggregazione come STP studio associati e reti professionali.
Dopo la lettura del bilancio di genere dell’Ordine da parte il presidente del Cpo Simonetta Mischianti sono stati consegnati gli attestati di iscrizione agli iscritti nel 2025. Al termine è stato rivolto un ringraziamento sentito da parte del presidente Guarducci “a tutti coloro che si sono adoperati per le attività dell’ordine nel corso del mandato 2022/2025 all’intero consiglio, al collegio dei revisori, al consiglio di disciplina, al comitato per opportunità, al direttore della scuola di formazione e ai vari componenti le commissioni operative e di studio. Faccio infine il mio augurio di buon lavoro al nuovo Consiglio che guiderà l’ordine per il prossimo quadriennio”.
Nell’attuale scenario dell’agribusiness globale, il paradigma della qualità ha subito una profonda evoluzione: l’etica e la sostenibilità non sono più soltanto istanze morali, ma veri e propri asset economici e driver di valore di mercato. Tra questi, il benessere animale emerge come un fattore determinante per l’efficientamento qualitativo del prodotto finale. Un approccio zootecnico orientato al ridotto stress, a regimi alimentari bilanciati e a spazi adeguati si traduce direttamente in un’ottimizzazione delle caratteristiche organolettiche e nutrizionali della carne (tenerezza, succosità, profili lipidici). Sotto il profilo strettamente gestionale, elevati standard di benessere riducono l’incidenza delle patologie e la necessità di input farmacologici, mitigando il rischio d’impresa e offrendo al mercato un output ad alto valore aggiunto, sicuro e fully-compliant con le richieste di un consumatore sempre più orientato al premium price.
Questo modello di economia circolare e territoriale trova una delle sue massime espressioni nell’Italia centrale, sotto l’egida del Consorzio di Tutela del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP, istituzione con sede a Perugia (San Martino in Campo). Fondato nel 2003 e riconosciuto dal Ministero nel 2004, il Consorzio – oggi guidato dal direttore Andrea Petrini – opera come hub di governance, vigilanza e promozione, supportando l’ente di certificazione terzo 3A-Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria. Una realtà che, insieme all’associazione Amici della Chianina, da cinque anni a questa parte dà vita all’iniziativa Chianina a tavola in tour, per promuovere la cultura del mangiare sano e consapevole, ovvero carne di qualità, ma anche di tutti i tagli dell’animale, non solo quelli nobili. Una iniziativa, coordinata e presentata dal giornalista Claudio Zeni, esperto enogastronomico, che si tiene in selezionati ristoranti tra la zona della Valdichiana e l’Umbria, attraverso piatti elaborati ad hoc da chef di chiara fama.
Disciplinare IGP
Il disciplinare di produzione non si configura come un mero vincolo burocratico, ma come uno strumento strategico di posizionamento sul mercato, garantendo tracciabilità, trasparenza e l’applicazione di un modello allevatoriale estensivo. Il target è focalizzato su bovini di età compresa tra i 12 e i 24 mesi, appartenenti alle storiche razze Chianina, Marchigiana e Romagnola.
“Il disciplinare impone norme rigorose che impattano direttamente sulla struttura dei costi e sulla qualità del prodotto”, spiega il direttore Andrea Petrini. “L’allevamento tipicamente estensivo, l’integrazione di fieni e foraggi autoctoni integrati da farine generalmente aziendali (orzo, mais, crusca) e l’obbligo tassativo di svezzamento esclusivamente con latte materno riducono i fattori di stress fisiologico, ottimizzando la conversione alimentare e la qualità merceologica della carne”.
Economia delle aree interne e contrasto alla delocalizzazione
Il vero driver macroeconomico dei marchi d’origine (DOP/IGP) risiede nella loro intrinseca natura geolocalizzata. Come evidenziato dalla direzione del Consorzio, queste produzioni rappresentano un baluardo contro il rischio di deindustrializzazione e abbandono delle aree marginali del Paese. “I prodotti a marchio certificato sono gli unici a legare indissolubilmente l’output al territorio, rendendo la filiera strutturalmente non delocalizzabile”, sottolinea Petrini. “Ciò genera una ritenzione del valore economico a beneficio degli operatori locali (allevatori, agricoltori, trasformatori) che investono sul territorio. Tali filiere presidiano aree spesso montane o svantaggiate, la cui stabilità socio-economica dipende da queste micro-produzioni tradizionali”. C’è poi un’esternalità positiva di natura ambientale ed economica da non sottovalutare. Storicamente, la razza Chianina nell’area umbro-toscana ha sostenuto l’economia rurale e garantito la manutenzione idrogeologica del territorio attraverso il pascolamento. Oggi, la contrazione dei capi allevati genera costi sociali indiretti legati al dissesto ambientale. Laddove l’allevamento estensivo retrocede, l’avanzamento incontrollato del bosco e la mancata manutenzione dei fondi aumentano il rischio di incendi e frane. Preservare queste razze (alcune, come la Romagnola, a rischio estinzione) significa, dunque, tutelare la biodiversità e ridurre la spesa pubblica per il ripristino ambientale.
L’evoluzione della filiera
Il modello del Vitellone Bianco dimostra che la tradizione artigianale può coesistere con l’Industria 4.0. Le aziende della filiera stanno vivendo una forte transizione tecnologica: l’automazione dei sistemi di ventilazione e della distribuzione delle razioni alimentari, l’integrazione del fotovoltaico aziendale e una gestione efficiente ed ecocompatibile dei reflui zootecnici permettono di abbattere i costi marginali di produzione, incrementando al contempo la sostenibilità ambientale. I numeri macroeconomici della rete testimoniano la solidità del comparto: ad oggi, il circuito IGP coinvolge circa 3.000 allevamenti, quasi 1.000 macellerie, 77 impianti di macellazione e oltre 120 laboratori di sezionamento, distribuiti in un distretto interregionale che attraversa 8 regioni.
L’Ospedale di Perugia comunica nuove assunzioni di personale sanitario e tecnico. Nei prossimi giorni prenderanno servizio due dirigenti medici specializzati in Oftalmologia e tre operatori tecnici cuochi.
Parallelamente, sono stati attivati nuovi percorsi di selezione del personale. In particolare, è stata pubblicata una selezione per il conferimento di un incarico individuale con contratto di lavoro autonomo per un Data Manager laureato in Scienze Biotecnologiche.
Pubblicato inoltre un avviso pubblico, per titoli e colloquio, finalizzato alla formazione di una graduatoria dalla quale attingere per eventuali assunzioni a tempo determinato di Tecnico Audiometrista.
Le nuove procedure confermano l’impegno della Regione e dell’Azienda ospedaliera nel rafforzare le professionalità presenti all’interno della struttura e nel garantire servizi sempre più efficienti, e rispondenti ai bisogni del territorio.
Intanto, viene comunicato che la Regione Umbria e l’Azienda Ospedaliera di Perugia sono in fase di sottoscrizione di un apposito accordo finalizzato all’utilizzo della graduatoria regionale del concorso pubblico, per titoli ed esami, indetto per l’assunzione a tempo pieno e indeterminato di n. 2 unità di personale di categoria D – profilo “Funzionario per l’organizzazione, la gestione e lo sviluppo delle risorse umane, performance” (codice profilo TI23-24_21).
L’intesa consentirà all’Azienda Ospedaliera di Perugia di procedere all’assunzione di n. 2 unità di personale, categoria D, posizione economica D1, con contratto di lavoro a tempo pieno e indeterminato, da destinare alle esigenze organizzative dell’Azienda stessa.
La Regione Umbria ha formalmente autorizzato l’utilizzo della graduatoria relativa al profilo di “Funzionario per l’organizzazione, la gestione e lo sviluppo delle risorse umane, performance”, approvata con determinazione dirigenziale n. 8189 del 5 agosto 2025 e pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione Umbria n. 39 del 13 agosto 2025.
In base all’accordo, la Regione Umbria autorizza l’Azienda Ospedaliera di Perugia ad attingere alla graduatoria vigente per l’assunzione delle due figure professionali previste. I nominativi dei candidati idonei saranno comunicati dalla Regione secondo l’ordine di merito della graduatoria e in relazione all’ordine cronologico delle richieste presentate dagli enti interessati.