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Fonderia Assisi, lo studio: “Nessun pericolo per lavoratori e residenti”

Nessun pericolo per i lavoratori della Fonderia di Assisi e per chi abita nelle aree circostanti del Comune di Assisi e fino a Bastia Umbra. E’ quanto indicato dalla ricerca scientifica finanziata da INAIL (Dipartimento di Medicina, Epidemiologia, Igiene del Lavoro) e condotta dal Dipartimento di chimica dell’ Università La Sapienza di Roma, CNR-Istituto Inquinamento Atmosferico, Dipartimento di Scienze e Tecnologie Chimiche, Università di Tor Vergata e Dipartimento di Prevenzione ASL Umbria 1.

Lo scorso dicembre, nella notte tra il 5 e il 6, parte dell’impianto dello stabilimento di Santa Maria degli Angeli era stato danneggiato da un incendio.

La Fonderia di Assisi, azienda specializzata nella produzione di componenti in ghisa e acciaio per il settore automotive, ha aderito volontariamente allo studio, nella convinzione che la verifica scientifica trasparente e indipendente sia lo strumento più serio per rispondere alle preoccupazioni della comunità locale.

Per oltre 12 mesi, da gennaio 2024 a primavera 2025, il corposo team di ricerca ha condotto monitoraggi ambientali e biologici con 15 postazioni attive su 177 persone tra lavoratori della fonderia, delle ceramiche di Deruta e sui i cittadini residenti nelle aree di Santa Maria degli Angeli e Bastia.

Il monitoraggio biologico è stato condotto su campioni di sangue, urine e capelli prelevati sia su lavoratori che su residenti vicini alla fonderia, analizzati con tecniche all’avanguardia. Nel corso della ricerca sono stati analizzati oltre 100 parametri ambientali tra cui: composti organici volatili, particolato PM10, benzene, microelementi, metalli pesanti.

Tutti i valori rilevati con tecnologie innovative sono risultati ampiamente conformi ai limiti di legge, sia negli ambienti di lavoro, che nell’aria del territorio circostante la fonderia. Tutti gli oltre 100 parametri analizzati risultano ampiamente conformi ai limiti di legge, sia all’interno dello stabilimento di fonderia, sia nelle aree circostanti del Comune di Assisi e fino a Bastia Umbra.

Per il benzene, ad esempio, presso la fonderia si è avuta una concentrazione media di 0.9 microgrammi per metro cubo contro i 5 consentiti dalla legge e in linea con i valori riscontrati in altre aree del territorio (da 0,6 fino a 1,3 microgrammi per metro cubo)

Tutti i valori rilevati sono risultati nella norma e pienamente compatibili con i limiti previsti dalla legislazione vigente, senza evidenze di criticità ambientali.

Uno studio serio, indipendente e senza precedenti

L’indagine INAIL rappresenta uno degli studi più articolati mai realizzati in Italia nel settore, per durata, ampiezza del campionamento e integrazione tra dati ambientali e biologici, e conferma quanto già rilevato più volte negli anni dagli enti di controllo pubblici (ARPA e ASL).

I risultati raggiunti rendono merito alla continua sollecitazione delle Autorità competenti- Regione Umbria- Comune di Assisi- ASL Umbria 1 – ARPA Umbria preposte al controllo e alla ottima collaborazione tra l’organizzazione aziendale, le organizzazioni sindacali, i lavoratori e le loro famiglie, la proprietà, che li hanno resi possibili con il loro impegno e lavoro e con adeguati investimenti.

Industria, controllo e territorio

L’azienda FA, parte del gruppo che occupa oggi circa 300 dipendenti insieme alla SILAM di Cannara, è impegnata in importanti progetti di ricerca europei finalizzati al miglioramento delle proprie performance ESG, energetiche, della sostenibilità sociale e ambientale. Iniziative come Green Casting Life, orientate alla decarbonizzare delle fonderie testimoniano un impegno concreto che proseguirà anche attraverso investimenti in ricerca, innovazione tecnologica e sostenibilità, in collaborazione con associazioni, università, enti pubblici e scientifici, nel pieno rispetto della comunità in cui l’azienda opera con sicurezza e successo da decenni.

Destinazione Orvieto, il “Progetto Allerona” inizia da San Valentino

Comincia a dispiegarsi nelle sue varie articolazioni il piano di promozione territoriale e marketing turistico illustrato dai promotori di Destinazione Orvieto (DO) nel corso della presentazione ufficiale del progetto. Dopo aver avviato l’operazione degli “Ambasciatori di Orvieto nel mondo“, iniziando ad organizzare un circuito di testimonial della città che sono attivi in vari paesi stranieri, attraverso accordi con l’istituto di cultura italiana ad Innsbruck “Dante Alighieri” e con lo chef con scuola di cucina a Chicago Lorenzo Polegri, adesso è partita anche l’azione di sostegno ai singoli territori che prevede la condivisione di strategie promozionale insieme agli operatori economici delle varie zone.

Il “Progetto Allerona” ha preso le mosse con la promozione dell’evento “Ri innamorarsi. San Valentino in un borgo incantato” lanciato dal ristorante “La Panatella” e dalla casa vacanze  “Six keys Guesthouse” che offrono sul mercato un pacchetto destinato alle coppie ad un prezzo di 160 euro a coppia. L’offerta, valida solo per il 14 febbraio, prevede una cena romantica nel noto ristorante e un pernottamento nella deliziosa struttura collocata al centro di Allerona paese.

 Si tratta di una iniziativa simile a “Dolce metà” che, ad Orvieto e Baschi nello stesso giorno dedicato alla festa degli innamorati, vede coinvolte: Casa Vincenti, Casa vacanza Gabbelletta, il Poggio delle Ginestre di Canonica, casa Vacanza la Casina silente di Baschi, casa Serafina, cantina Forezi e Folkosteria. I pacchetti per la speciale giornata del 14 sono in vendita ad opera dei tour operator che hanno aderito al progetto. “Ri innamorarsi” segna l’avvio di un’azione concentrata sulle attività di Allerona che proseguirà nei prossimi mesi grazie al metodo di confronto costante e collaborazione che i promotori di DO hanno instaurato con le strutture del paese che sono entrate nel circuito cosi come sta avvenendo in altri territori come, ad esempio, nell’alto Orvietano.

A partire dalla seconda metà di febbraio – spiegano i responsabili di Destinazione Orvieto – saranno proposte al mercato turistico italiano ed estero una serie di iniziative promozionali molto interessanti che non saranno solamente collegate a determinati periodi dell’anno come è avvenuto con questa proposta di esordio, ma saranno fruibili nel corso di tutti e dodici i mesi in maniera tale da consentire ai turisti di prenotare con calma il loro soggiorno o le loro esperienze nella zona in cui si trovano le cento aziende che hanno finora aderito a Destinazione Orvieto“.

Trasimeno, l’annuncio: entro aprire si riapre il canale di Maranzano

“Entro aprile, e se le condizioni meteorologiche lo consentiranno, il canale artificiale Maranzano, nel comune di Città della Pieve, verrà riaperto a seguito di un intervento di consolidamento indispensabile alla messa in sicurezza di una parte del territorio di Moiano e che, come Regione, abbiamo affidato al Consorzio di Bonifica della Valdichiana”. È quanto annunciato dall’assessore regionale alle Politiche agricole, Turismo, PNRR, Laghi e Parchi, Simona Meloni, che in una nota chiarisce la vicenda legata alla mancata affluenza delle acque del torrente verso il Lago Trasimeno.

La chiusura delle paratoie di Maranzano – ricorda l’assessore – risale a prima del 2015, a seguito di un evento alluvionale avvenuto quando le competenze erano ancora in capo alla Provincia di Perugia. Da allora non è stato più possibile procedere alla riapertura, nonostante alcuni interventi strutturali effettuati negli anni successivi, come la sistemazione delle quote arginali e la posa delle lastre di fondo messi in campo dalla passata amministrazione regionale. Interventi che, tuttavia, non hanno garantito la messa in sicurezza di un tratto particolarmente delicato e ad alto rischio di inondazione, quello localizzato sopra la Vetreria Vetruria, rendendo di fatto impossibile la riattivazione del canale. Per tale motivo, l’attuale Giunta regionale, grazie ad una rimodulazione di fondi PNRR, ha potuto affidare anche la posa delle lastre laterali in quest’ultimo tratto del canale, che scorre sopra il piano campagna e il centro produttivo, colmando una carenza progettuale che aveva bloccato l’opera per anni e sbloccando finalmente una situazione rimasta irrisolta.

“Le paratoie – continua Meloni – nel frattempo sono state ammodernate e sono pronte a funzionare. Il collaudo potrà avvenire solo a lavori ultimati, ma abbiamo la certezza che il cantiere ripartirà in questi giorni e che, da progetto, la conclusione è prevista entro aprile 2026. Resta il rammarico nel vedere l’acqua piovana di questi giorni defluire verso Chiusi invece che verso il Trasimeno, dato che dal 2015 ad oggi questi interventi potevano essere già stati effettuati da anni, ma oggi deve essere chiaro che la sicurezza è la priorità: riaprire prima significherebbe correre rischi che nessuno può permettersi”.
Inoltre, l’assessore Meloni annuncia un ulteriore intervento di ripristino dell’officiosità idraulica, con lavori assegnati ad AFOR, che interesseranno i torrenti Boiano, Macerone, Paganico e Pescia. Il finanziamento complessivo è pari a 115mila euro, mentre l’avvio dei lavori è previsto entro la primavera. L’assessore chiude la nota ribadendo come la crisi idrica del Trasimeno “è la nostra priorità fin dal momento dell’insediamento di questa Giunta, deve essere però anche chiaro a tutti che trovare le risorse finanziarie nel bilancio della Regione ed elaborare progetti è un lavoro che richieste tempo, impegno e scelte politiche così come la sua attuazione anche alla luce delle particolari caratteristiche ambientali del Lago”.

Lutto per la scomparsa di Marino Giglioni, cofondatore della GMP

E’ venuto a mancare all’età di 91 anni Marino Giglioni, cofondatore insieme ad Alfio Morelli della GMP Spa di Marsciano.

A darne il triste annuncio è stata l’azienda: “Con lui se ne va non solo uno dei fondatori dell’azienda, ma soprattutto un uomo che ha dedicato la propria vita al lavoro, alla famiglia e alla costruzione di un progetto imprenditoriale che, nel tempo, è diventato un punto di riferimento per l’Umbria nei settori delle costruzioni, delle infrastrutture e della produzione di materiali per l’edilizia. Marino era una persona concreta, instancabile, legata ai valori della fatica e della responsabilità. Insieme al socio Alfio Morelli nel 1970 avviò un’attività estrattiva in località Pian del Prete, nel territorio comunale di Collazzone: un’intuizione che si è trasformata negli anni in una realtà industriale moderna e solida, capace di crescere senza mai perdere la propria identità. Quella cava, nata dal sacrificio e dalla visione dei fondatori, si è trasformata nel tempo in un impianto moderno e all’avanguardia, diventando il cuore pulsante di un percorso imprenditoriale che continua ancora oggi. Un cammino portato avanti con dedizione dalla seconda generazione e con l’entusiasmo della terza, unite nel custodire e rinnovare con orgoglio la storia familiare e gli insegnamenti imprenditoriali lasciati in eredità”.

“A distanza di 50 anni dalla sua nascita – viene evidenziato – la GMP Spa ha saputo innovare nel solco della tradizione, costruendo un modello di filiera integrata e sostenibile, dall’estrazione della materia prima al riuso degli inerti, fino alla realizzazione di opere finite, con particolare riferimento al settore stradale. Un cammino che riflette pienamente lo spirito e la determinazione dei suoi fondatori.

“Oggi l’intera azienda, i vertici, i dipendenti e i collaboratori – conclude la nota – si stringono con commozione attorno alla famiglia Giglioni, esprimendo il più sentito cordoglio e un profondo ringraziamento a Marino: per la sua visione, per il coraggio imprenditoriale, per i valori trasmessi e per l’esempio umano lasciato a chi ha avuto la fortuna di conoscerlo. Il suo ricordo continuerà a vivere nel lavoro quotidiano dell’azienda e nelle opere che portano il segno di una vita spesa con dignità, passione e dedizione”.

Anche la presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, Sarah Bistocchi, ha espresso “cordoglio e profonda commozione”, ricordando come Marino Giglioni e il socio Alfio Morelli abbiano dato vita “ad un progetto imprenditoriale sostenibile e innovativo”.

Aree interne Media Valle del Tevere, approvata la Strategia da 11,8 milioni

La Giunta regionale dell’Umbria, su proposta dell’assessore alle Aree interne, Simona Meloni, ha approvato la Strategia dell’Area Interna Media Valle del Tevere 2021–2027, denominata “Reti di comunità: il paesaggio come legame tra benessere e cura”, validando il documento strategico e il pacchetto degli interventi che saranno finanziati con risorse nazionali e risorse europee messe a disposizione dalla Regione.

La Strategia riguarda gli otto Comuni dell’Area – Todi (capofila), Collazzone, Fratta Todina, Monte Castello di Vibio, Acquasparta, Avigliano Umbro, Montecastrilli e San Gemini – e si colloca nel quadro della Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI) per il ciclo 2021–2027, in coerenza con i Programmi regionali FESR e FSE+ e con le risorse nazionali previste dal CIPESS.

La dotazione complessiva della Strategia ammonta a 11.779.500 euro, a cui si aggiungono risorse di cofinanziamento comunale, ed è destinata a un insieme articolato di interventi integrati che mirano a rafforzare i servizi di cittadinanza, la coesione sociale e l’attrattività territoriale dell’Area.

In particolare, attraverso le risorse del PR FESR 2021–2027, la Strategia prevede investimenti per la riqualificazione e la messa in sicurezza degli spazi pubblici, il potenziamento delle infrastrutture sociali, la valorizzazione del patrimonio culturale e naturale, e attività di promozione per lo sviluppo di un’offerta di turismo sostenibile ed esperienziale, capace di integrare paesaggio, cultura e comunità locali.

Con il PR FSE+ 2021–2027 sono invece finanziate azioni rivolte alle persone, con interventi per l’integrazione dei servizi sociali e sanitari, i percorsi di inclusione socio-lavorativa, il sostegno all’occupazione, in particolare giovanile, e il rafforzamento dell’offerta educativa e formativa, anche attraverso percorsi di istruzione tecnica superiore (ITS e IFTS) e apprendimenti territoriali innovativi. Alle risorse europee si affiancano 4 milioni di euro di fondi nazionali destinati in modo specifico ai servizi essenziali di cittadinanza, con interventi nei settori dell’istruzione, della sanità territoriale e della mobilità, elementi chiave per migliorare l’accessibilità dell’Area e contrastare i fenomeni di isolamento e spopolamento.

La Strategia adotta un approccio integrato che individua nel paesaggio – inteso come bene comune e infrastruttura sociale – il filo conduttore per rafforzare il legame tra benessere delle persone, cura dei luoghi e sviluppo locale, promuovendo nuove reti di comunità e modelli di cooperazione tra enti locali, servizi e cittadini.

“Con l’approvazione della Strategia della Media Valle del Tevere – dichiara l’assessore Simona Meloni – diamo concretezza a una visione di sviluppo che mette al centro le persone e i territori. Parliamo di interventi che rafforzano i servizi di base, migliorano la qualità della vita e costruiscono nuove opportunità di lavoro, formazione e inclusione. Questa Strategia investe su sanità territoriale, istruzione, mobilità, spazi pubblici e valorizzazione del patrimonio culturale e naturale, perché le aree interne non devono essere luoghi marginali, ma comunità vive, accessibili e capaci di attrarre giovani, famiglie e nuove energie”.

“Il lavoro di coprogettazione con i Comuni – conclude l’assessore – ha permesso di costruire un progetto coerente con i bisogni reali dei territori. Le Aree interne sono una risorsa strategica per l’Umbria e con questa Strategia rafforziamo un modello di sviluppo equilibrato, inclusivo e sostenibile”. Il documento approvato in Giunta passa ora alla Cabina di Regia nazionale per le Aree interne chiamata ad esprimersi sulla Strategia della Media Valle del Tevere e sugli interventi proposti, ultimo passaggio prima dell’avvio della fase attuativa.

Piero Salituri secondo Ambasciatore di Orvieto nel mondo

A pochi giorni dalla presentazione ufficiale del progetto di promozione territoriale e di marketing turistico “Destinazione Orvieto” (DO), un secondo personaggio di caratura internazionale, dopo lo chef Lorenzo Polegri, entra a far parte del prestigioso club degli “Ambasciatori di Orvieto nel mondo”, il gruppo di personalità che si sta mettendo a disposizione per sostenere a livello internazionale l’immagine e l’economia di Orvieto, oltre agli interessi delle aziende che aderiscono al circuito.

Si tratta di Piero Salituri, imprenditore, insignito dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dell’onorificenza di “Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia, presidente dell’istituto di cultura di Innsbruck “Dante Alighieri” che ha concluso un accordo con DO per sostenere Orvieto in Austria. “Condivido ed apprezzo l’iniziativa di Destinazione Orvieto. La nostra struttura che opera in ambito culturale è ben lieta di collaborare con questa organizzazione per tenere alto il nome di Orvieto in Austria anche in collaborazione con l’Ambasciata italiana a Vienna. La prima iniziativa che abbiamo concordato con DO è quella di mettere a disposizione i nostri strumenti online per appoggiare le iniziative e gli imprenditori che sono nel circuito di Destinazione Orvieto, ma stiamo ragionando con gli amici di Orvieto su come realizzare a breve progetti specifici sia sul versante culturale che economico” dice Salituri.

I promotori di DO, Luca Sbarra, Emanuele Rossi, Antonella Cannas e Claudio Lattanzi, commentano: “E’ per noi un grande piacere avviare questa collaborazione con Piero Salituri che è un grande amico di Orvieto oltre che un imprenditore di valore. Lo ringraziamo di questa preziosa disponibilità di costruire un percorso finalizzato a sostenere in ogni modo possibile le aziende e gli enti del terzo settore che hanno già aderito a Destinazione Orvieto”.

L’istituto Italiano “Dante Alighieri” collabora con diverse istituzioni italiane e austriache: l’Ambasciata d’Italia a Vienna, l’Istituto Italiano di Cultura di Vienna, l’ENIT – Ente Nazionale Italiano per il Turismo, la Camera di Commercio del Tirolo, il Consiglio Scolastico Statale del Tirolo, il Dipartimento di Studi Romani dell’Università di Innsbruck, la Scuola Magistrale Universitaria del Tirolo, l’Università Mozarteum, Idealtours (il piè grande tour operator del Tirolo, la Casa Editrice Tyrolia, il Cinema Metropol, Eataly, la Fondazione Enrico Mattei, la Regione Basilicata, la Regione Puglia, la Strada dei Vini, Actionaid, Cineforum Italiano, Leokino, scuole di lingua italiana.

Valnerina, meno imprese ma più solide nel post sisma

Tra il 2021 e il 2025 nei comuni della Valnerina colpiti dal sisma 2016 le imprese attive calano più che nel resto dell’Umbria, ma le società di capitali aumentano più velocemente del dato regionale. Un segnale di irrobustimento del tessuto produttivo in un’area fragile, anche se resta ampio il divario strutturale (6,2% contro il 24,9% regionale).

Il perimetro: Valnerina, cratere e Progetto Fenice

È in questo quadro che si colloca il Progetto Fenice (nel mito dell’Araba Fenice che rinasce dalle sue ceneri) frutto della collaborazione tra Università per Stranieri di Perugia, Comune di Norcia, Camera di Commercio dell’Umbria e Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica: un progetto che mira a formare competenze, ricostruire fiducia e accompagnare la rinascita economica, andando oltre la logica dell’emergenza.

I dati: una lettura di medio periodo

Le elaborazioni della Camera di Commercio dell’Umbria sull’andamento delle imprese nel periodo 2021-2025 consentono di cogliere i trend di fondo, distinguendo tra dinamiche congiunturali e trasformazioni strutturali. L’analisi riguarda le imprese attive, cioè effettivamente operative, e prende in esame i 14 comuni della Valnerina del cratere sismico, escludendo Spoleto, che presenta caratteristiche economiche e dimensionali non comparabili.

Nel complesso, le imprese attive scendono da 2.231 a 2.145, con una flessione del -3,9%, più marcata rispetto al -3,1% regionale. Un dato che conferma la fragilità quantitativa dell’area, ancora segnata da spopolamento, difficoltà logistiche e limiti strutturali.

Il dato chiave: l’irrobustimento

Accanto alla contrazione numerica, emerge però un segnale decisivo: la qualità del tessuto imprenditoriale cresce più che nel resto dell’Umbria. Nel quinquennio, le società di capitali aumentano del +13,4%, passando da 290 a 339, contro il +9,8% regionale.

Si tratta di un indicatore centrale, perché le società di capitali sono mediamente più strutturate, più resilienti e più capaci di reggere le fasi di crisi. È qui che il legame con il Progetto Fenice diventa evidente: la rinascita non passa dal recupero dei volumi, ma da un cambio di struttura.

Un divario che è strutturale

Il rafforzamento non cancella però il divario con il resto dell’Umbria. Nel 2025, nei 14 comuni della Valnerina le società di capitali rappresentano solo il 6,2% del totale delle imprese, contro il 24,9% regionale. Un gap profondo, spiegabile con la specializzazione economica dell’area, basata su piccole imprese agricole e turistiche, senza un tessuto industriale.

Ma anche qui conta la dinamica: nel 2021 le società di capitali erano il 5,2%, oggi sono il 6,2%. Un aumento che, in territori così piccoli e fragili, assume un valore strategico.

I comuni: dove la Fenice prende forma

La crescita qualitativa non è astratta, ma territorialmente diffusa. In diversi comuni della Valnerina l’aumento delle società di capitali è netto, pur partendo da numeri assoluti ridotti.

A Cascia le società di capitali crescono del +23,1%, a Sant’Anatolia di Narco del +25%, ad Arrone del +25,8%. Ancora più marcato il dato di Montefranco, che registra un +61,5%, segnale di una forte spinta alla strutturazione in un contesto di dimensioni molto contenute.

Norcia, il comune più grande dell’area, mostra un incremento più moderato (+7,2%), ma comunque significativo in termini assoluti, confermando un processo di consolidamento progressivo.

Numeri piccoli, ma decisivi in territori dove ogni impresa ha un peso economico e sociale rilevante.

La selezione numerica

Sul fronte del numero complessivo di imprese, il quadro resta complesso. Il calo più marcato riguarda Cerreto di Spoleto, mentre flessioni rilevanti si registrano anche a Ferentillo, Cascia, Norcia e Preci. Si tratta di dinamiche che riflettono debolezze strutturali, accentuate dal sisma e dalla lunga fase di ricostruzione.

In questo scenario spicca Montefranco, unico comune con un segno positivo nel numero delle imprese attive, a dimostrazione che anche nelle aree interne esistono spazi di reazione, seppur limitati.

Il confronto considerando Spoleto

L’inclusione di Spoleto modifica il quadro complessivo del cratere. Considerando anche la città, il calo delle imprese attive sale al -4,6%, mentre la crescita delle società di capitali si riduce al +8,7%. Questo perché l’andamento di Spoleto, nel periodo 2021-2025, risulta più debole rispetto alla media degli altri comuni del cratere.

Ne emerge un dato significativo: il sistema produttivo dei piccoli comuni della Valnerina, pur più fragile, mostra una maggiore capacità di irrobustimento strutturale.

Una rinascita che non è ancora compiuta

Il quadro che emerge è quello di una rinascita non lineare, fatta di perdite e trasformazioni. La Valnerina perde imprese, ma guadagna struttura. È un percorso coerente con la visione del Progetto Fenice: non tornare semplicemente al passato, ma costruire basi nuove, più solide e consapevoli.

La Fenice non è ancora in volo. Ma i dati dicono che, tra le macerie, le fondamenta della rinascita stanno prendendo forma.

Riconoscimento internazionali per tre studenti UniStraPg

Tre gli studenti dell’Università per Stranieri di Perugia – tutti iscritti al corso di laurea in Scienze sociali per la sostenibilità e la cooperazione internazionale (SOCI) – si sono aggiudicati prestigiosi riconoscimenti messi in palio nell’ambito del Premio ICU- Laura Conti per l’anno 2026, dedicato a studi, ricerche e Tesi sui temi dell’economia sostenibile e dell’ecologia, e dalla Fondazione Italia USA.

Per l’elevato valore scientifico della sua tesi di laurea, discussa nell’anno accademico 2024–2025, Max Maycol Doria ha ottenuto il secondo premio assoluto del Concorso ICU – Laura Conti. Il suo studio, dedicato a “La strategia italiana in Africa: il Piano Mattei tra cooperazione allo sviluppo e interesse nazionale”, è stato condotto sotto la preziosa guida del prof. Carlo Belli. Il lavoro di Doria analizza in chiave critica il Piano Mattei, esaminandone struttura, obiettivi e strumenti finanziari, nonché le implicazioni geopolitiche, energetiche e migratorie nel contesto africano, con particolare attenzione al rapporto tra cooperazione e interessi strategici nazionali, oltreché al confronto con l’azione di Unione Europea, Stati Uniti, Cina e Russia. A seguito del risultato ottenuto, allo studente è stata proposta la pubblicazione di un contributo di approfondimento sul tema trattato.

Altro prestigioso riconoscimento è andato ad Alice Dolciotti, studentessa SOCI, tra i primi iscritti dell’ateneo a far parte della Delegazione UNISTRAPG Sostenibile – istituita dal rettore De Cesaris -, la quale ha ottenuto un award conferito dalla Fondazione Italia USA, che attraverso il portale AlmaLaurea ogni anno seleziona mille laureati in discipline che spaziano dalle relazioni internazionali alle scienze della comunicazione.
Nella sua tesi di laurea dedicata alle “Protagoniste invisibili: la resilienza femminile nella guerra in Nord Uganda”, discussa sotto l’accurata supervisione della Prof.ssa Federica Guazzini, Alice Dolciotti ha scelto di affrontare, in prospettiva diacronica, il conflitto civile che per oltre un decennio ha interessato il Nord dell’Uganda, mietendo numerose vittime tra la popolazione civile e producendo un impatto particolarmente grave su minori e donne. L’approccio di Alice si fonda su una ricerca sul campo e insiste sul concetto di intersezionalità, intesa come l’intreccio del genere con altri livelli di discriminazione, quali classe, età ed etnia. Con rigore analitico mai disgiunto da una spiccata empatia, il lavoro ha saputo mettere in luce la agency delle donne nell’affrontare le sfide quotidiane di un prolungato contesto di violenza. Alice, che ha ritirato l’attestato per il talento universitario nel corso di una cerimonia che si è svolta a Roma lo scorso 26 gennaio, presso la Camera dei Deputati, ha anche ottenuto una borsa di studio che le permetterà di seguire un master online della Fondazione Italia USA in “Leadership per le Relazioni Internazionali e del Made in Italy”.

Terza studentessa UNISTRPG ad aver ottenuto un riconoscimento scientifico è Michela Pisone, la quale si è aggiudicata il Premio Speciale Ambiente e Democrazia nell’ambito del Concorso ICU – Laura Conti con la tesi: “Democrazia e ambiente: le radici di una doppia crisi e le alternative possibili”. Lo studio di Michela indaga le crisi della democrazia e climatico-ambientale in modo strettamente integrato, mostrando come esse si compenetrino e intrattengano nessi di reciprocità. In un’ottica di pensiero critico, la tesi ricostruisce alcune posizioni teorico-politiche che si confrontano con questa duplice crisi.

Tutto il corpo accademico è orgoglioso di questi successi, che rappresentano una significativa testimonianza della qualità, del rigore e dell’interesse del percorso formativo SOCI, nonché dell’attenzione e della cura alla crescita personale, culturale e scientifica che Unistrapg riserva con rigore e metodo ad ogni suo studente.

San Valentino Jazz, la musica che piace anche all’economia | Il programma

Terni si prepara ad ospitare la diciassettesima edizione di San Valentino Jazz, il festival ideato da Fabrizio Zampetti con la direzione artistica di Alessandro Bravo e prodotto da Confartigianato imprese Terni. Un’edizione, quella in programma dal 5 al 15 febbraio, che allarga il suo campo geografico di azione, coinvolgendo non soltanto, come da tradizione, i locali del centro storico, ma anche alcuni situati nella periferia e a Piediluco.

Diciassette concerti gratuiti in 13 locali

I locali che ospiteranno 17 concerti gratuiti sono il Met bistrò, il ristorante La Cruda, il Mio bio, lo Sporting ristò di San Valentino, la cioccolateria Calvani, il Bloom spazio condiviso, la pasticceria Evy di Borgo Rivo, Poscargano, la trattoria Lillero, il Rag’s club pub di Piediluco, il Mercato coperto campagna amica, il Rendez Vous, la pasticceria Pazzaglia e la pasticceria Carletti.

Quest’anno fa il suo ingresso nel nuovo mercato coperto di largo Manni gestito dalla Coldiretti Campagna amica: il nuovo cubo che fin dall’inaugurazione si è caratterizzato non solo come vendita di prodotti enogastronomici di stagione ma anche come contenitore di eventi di qualità.

Tutti concerti gratuiti pensati e organizzati per vivacizzare il tessuto economico cittadino durante il mese di San Valentino, patrono di Terni e mondiale degli innamorati. Un cartellone ricchissimo fatto di star internazionali, italiane e di eccellenze musicali del territorio in cui il tema dominante di quest’anno sarà il Latin Jazz, che sarà accompagnato da altre correnti ma anche da musica rock e leggera sempre rivisitata da armonizzazioni jazz.

Un’altra novità di quest’anno è il ritorno della collaborazione con il Conservatorio statale Briccialdi.

Il programma

L’appuntamento centrale sarà il 14 febbraio, giorno della festa del patrono, al Rendez Vous, inizio ore 21, con il Jobim project: un omaggio alla musica senza tempo del brasiliano Antonio Carlos Jobim, con brani che vedranno sul palco 12 musicisti. Tra loro Fabio Morgera, solista di tromba e flicorno, e accanto a lui una delle voci brasiliane più affermate, Claudia Marss. Star internazionali che suoneranno a fianco di musicisti professionisti del Briccialdi, un quartetto di sassofoni, Marco Mari, Jacopo Cento, Samuele Giuliobello, Giacomo Pieri; Paolo Tacchi alla chitarra, Alessandro Bravo al piano, Fabio D’Isanto alla batteria e Gianluigi Barzellotti alle percussioni. Sempre il 14 febbraio, questa volta alla pasticceria Pazzaglia, il pomeriggio con inizio alle 18, un concerto offerto al pubblico che passerà per corso Tacito della Terni Jazz orchestra. Concerto in cui tra gli altri pezzi verrà anche eseguito un brano del maestro Francesco Falcioni arrangiato dal maestro Lorenzo Agnifili. Un omaggio allo scomparso grande musicista ternano Francesco Falcioni, anzi un doppio omaggio alla memoria perché la Terni Jazz Orchestra è stata fondata da un altro grande musicista ternano scomparso prematuramente, Marco Collazzoni.

La scelta artistica

La scelta artistica dei concerti è stata fatta in base alle caratteristiche dei locali coinvolti. “San Valentino jazz – spiega l’ideatore Fabrizio Zampetti – anno dopo anno vuole continuare a raccontare la lunga storia d’amore di Terni verso la musica jazz. L’idea portante della manifestazione è quella di riportare i concerti jazz lì dove sono nati, nei locali pubblici, nei bar, nei ristoranti, nei club, di New Orleans, New York e Parigi, in locali fumosi e con un chiacchiericcio di sottofondo. E’ questa l’essenza del jazz che in questi diciassette anni di vita abbiamo cercato di riportare a Terni. Crediamo fermamente in questo progetto di rivitalizzare il tessuto economico cittadino attraverso concerti di qualità offerti gratuitamente dai locali”. Terni ha una lunghissima storia d’amore verso il jazz.

Una storia iniziata nel 2011

La prima edizione di San Valentino jazz è stata nel 2011 e da allora fino ad oggi è stato un susseguirsi crescente di successi e di partecipazione.

“Tutto nasce negli anni Settanta del secolo scorso – ricorda Zampetti – dai primi due grandi concerti di Umbria Jazz a Terni e a Villalago che ebbero un’eco mondiale e che lanciarono il festival. Di seguito venne l’esperienza del Blues Island, un locale alla fine di via Battisti che era un po’ tutto, bar, pub, scuola di musica jazz e soprattutto concerti. Un locale che era un punto di ritrovo di tutti gli appassionati del jazz, di Terni e del circondario, ma anche di fuori regione. Vennero a suonare grandi jazzisti dall’Italia e dal mondo. Alla fine degli anni Novanta tornò a Terni Umbria jazz, limitata però a concerti gospel durante il periodo pasquale. Subito dopo venne Terni in jazz, un festival solo ternano organizzato dai fratelli Vanni. Terminata quest’ultima esperienza, ci fu un buco di anni dove il jazz era praticamente scomparso da una città in cui era stato così vivo nell’immediato passato. Da qui l’esigenza di riprendere il percorso, di riannodare un filo che si era interrotto. Da questa esigenza nasce San Valentino Jazz, un festival che voleva e vuole simboleggiare l’amore di Terni per il jazz”.

L’impegno di Confartigianato e dei partner

Il Festival San Valentino Jazz è realizzato da Confartigianato Imprese Terni, che attraverso questa manifestazione rinnova il proprio impegno nella promozione culturale e nella valorizzazione del tessuto economico e sociale della città. L’edizione 2026 vede inoltre la collaborazione con Coldiretti Terni, finalizzata alla valorizzazione del Mercato Coperto di Largo Manni, recentemente riaperto e pensato come nuovo spazio urbano non solo dedicato ai prodotti enogastronomici di qualità, ma anche come luogo di aggregazione ed eventi culturali. Il Festival si svolge con il patrocinio della Provincia di Terni, del Comune di Terni e del Conservatorio statale “Giulio Briccialdi”, e con il contributo del Consorzio Uni.Co. Soc.Coop., BPER Banca, Intesa Sanpaolo, Banco BPM, Banca Centro Toscana Umbria, Cassa di Risparmio di Orvieto e dell’Associazione ANCOS, a testimonianza di una collaborazione ampia e condivisa tra istituzioni, associazioni e mondo economico del territorio.

Assisi, visita delle istituzioni comunali alla Ciam

Una delegazione istituzionale composta dal sindaco di Assisi Valter Stoppini, dalla presidente del Consiglio Comunale Annalisa Rossi, dall’assessore ai lavori pubblici Francesca Corazzi e dal consigliere Cristina Susta, ha visitato la sede della Ciam di Petrignano di Assisi, nell’ambito di un ciclo di incontri istituzionali avviati dall’Amministrazione comunale con le realtà produttive del territorio.

La delegazione è stata accolta dal presidente del Gruppo Ciam, Federico Malizia, e dal fondatore Giuseppe Malizia, con i quali si è svolto un momento di confronto e conoscenza della storia aziendale, delle attività produttive e dei molteplici progetti di sviluppo.

Fondata nel 1977, Ciam rappresenta oggi una realtà di riferimento a livello nazionale e internazionale nel settore dell’arredo e della refrigerazione professionale per il comparto HO.RE.CA. La nuova sede di Petrignano, estesa su oltre 23.000 metri quadrati, integra produzione, progettazione e spazi espositivi, tra cui il Ciam Museum, ed è parte di una rete che comprende sedi a Milano, Dubai e Miami.

Nel corso della visita è stato possibile approfondire l’organizzazione del lavoro per isole di produzione, l’elevato livello tecnologico dei processi e la capacità dell’azienda di realizzare soluzioni personalizzate di design e refrigerazione, destinate a mercati internazionali e a brand del settore food retail.
Apprezzata anche la forte presenza di giovani all’interno dell’organico aziendale, elemento che testimonia la capacità della Ciam di investire sulle nuove generazioni, valorizzandone competenze tecniche e professionali in un contesto produttivo altamente specializzato e innovativo.

L’iniziativa – fanno sapere dal Comune – rientra nell’attività istituzionale di conoscenza e dialogo con il tessuto economico locale, con l’obiettivo di mantenere un contatto diretto con le imprese che operano e investono nel territorio comunale.