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Operai Anas feriti sul Raccordo, la Uil: più capitale umano per la sicurezza stradale

“L’infortunio sul lavoro capitato ai due cantonieri che lavoravano sul Raccordo Perugia – Bettolle, tra Ferro di Cavallo e Olmo, riaccende l’attenzione sull’esposizione al rischio a cui si trovano i lavoratori su strada di Anas, pur in presenza di una grande attenzione dell’azienda alle tematiche della sicurezza sul lavoro, afferenti al Decreto legislativo 81, che regolamenta il settore. Il costante impegno alla formazione, attuato grazie alla sinergia tra i vertici Anas e le Oo.ss., infatti, non riesce ad arginare un pericolo che spesso è indipendente dalla condotta dei lavoratori e delle lavoratrici, ma che coinvolge gli altri utenti della strada”.

Così in una nota Uil Fp – Anas Umbria, all’indomani dell’incidente che ha coinvolto due dipendenti in direzione Bettolle.

Il conducente dell’autovettura ha perso il controllo del veicolo in corrispondenza di un cantiere mobile per la pulizia dei fossi laterali, investendo i due addetti Anas che stavano operando in banchina. Uno dei cantonieri è ferito ed è stato soccorso dal 118. L’autovettura si è poi ribaltata.

L’amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme, seguendo con attenzione la situazione aveva espresso vicinanza ai due dipendenti coinvolti.

Un incidente sul quale però accende i riflettori la Uil Fp Anas: “Dalle prime ricostruzioni della vicenda di ieri, l’incidente sembra determinato dalla distrazione di un automobilista, che non avrebbe visto in tempo la segnaletica apposta lungo il percorso dai lavoratori protagonisti del cantiere mobile. Una tragica fatalità, dunque, che ha condotto i due lavoratori in ospedale, di cui uno in condizioni gravi. Nostro compito, però, non è quello di arrendersi al destino ma lavorare per invertire la tendenza. Serve dunque sempre di più in una maggiore attenzione all’educazione e alla sicurezza stradale degli automobilisti. In questo quadro, oltre all’Anas che ha attuato la campagna ‘Guida e basta’, molte sono le realtà impegnate. Ad Anas poi vogliamo esprimere la necessità di aumentare invece il personale d’esercizio, con l’obiettivo di garantire un allestimento di sicurezza dei cantieri sempre migliore”.

“Su strada, per quanto possa essere attenta e scrupolosa la predisposizione dei protocolli di sicurezza e la loro attuazione – conclude la nota del sindacato – i lavoratori rischiano la vita e dunque la cura non è mai abbastanza. Con più lavoratori impegnati nella predisposizione dei cantieri però l’esposizione al rischio può essere abbattuta. Senza alcuna volontà polemica, e ringraziando Anas per l’attenzione che mette sulla sicurezza, vogliamo lanciare un appello e aprire un dialogo, all’azienda e ai cittadini tutti, affinché i lavoratori su strada non siano esposti più al terribile rischio di non tornare a casa dopo il turno di lavoro”.

L’impianto filtrante porterà al Trasimeno 200 litri di acqua al secondo

Da fine gennaio arriveranno al lago Trasimeno 200 litri di acqua al secondo, grazie all’impianto filtrante per l’adduzione dell’acqua da Montedoglio.

L’assessore regionale con delega ai Laghi, Simona Meloni, ricorda che l’intervento è frutto del lavoro del team tecnico attivato a partire da maggio 2025, che ha portato a una progettazione complessa basata su un approccio scientifico e sull’analisi puntuale delle caratteristiche delle acque.

A esito di questo percorso è stata individuata la soluzione del filtro da 200 litri al secondo, che verrà installato nel sito di Tuoro e che rappresenta il primo punto di adduzione attivo dal sistema Montedoglio al Trasimeno in attesa dell’attivazione del sistema aggiuntivo al Paganico.

“L’impianto filtrante è arrivato e oggi possiamo annunciare ufficialmente il via alla predisposizione del cantiere – ha dichiarato Meloni –. In questi mesi abbiamo lavorato intensamente, insieme al Commissario per l’emergenza idrica Nicola Dell’Acqua, agli uffici tecnici regionali, ad AFOR, all’Unione dei Comuni del Trasimeno, al Dipartimento di Chimica dell’Università degli Studi di Perugia e all’Ente acque umbre toscane. È stato un lavoro di squadra che oggi entra nella sua fase operativa”.

L’attivazione del sistema richiederà opere edili e idrauliche necessarie all’installazione e al collegamento dell’impianto. Afor curerà la parte operativa dei lavori. Le attività preparatorie sono già in corso e l’obiettivo è aprire il rubinetto tra la fine di gennaio e i primi giorni di febbraio, garantendo un flusso continuo di 200 litri al secondo per tutto il 2026.

“Abbiamo scelto di partire da questo punto di adduzione perché consente un risultato immediato e distribuito lungo tutto l’anno – ha spiegato l’assessore –. Parliamo di un apporto costante, mese per mese, fondamentale per la stabilità del lago”.

Questo primo intervento non esaurisce il progetto complessivo di adduzione. Come più volte ricordato, il sistema è pensato per essere modulare e pluripunto. È infatti prevista un’ulteriore fase di analisi sulle acque per l’attivazione di un secondo punto di adduzione in area Paganico, che potrà garantire una portata fino a 800 litri al secondo, nell’ambito dell’accordo di programma che prevede l’apertura stagionale da novembre ad aprile.

Parallelamente all’adduzione, prosegue il lavoro su più fronti per la tutela e la funzionalità del lago e del suo territorio. Entro metà gennaio partiranno i primi interventi su Isola Maggiore, con il ripristino dello scalo merci. È già confermato il finanziamento per il ripristino di un tratto del sentiero di San Francesco, danneggiato dalla frana dello scorso agosto, con avvio dei lavori previsto tra febbraio e marzo.

Sul fronte delle darsene, sono stati sbloccati 1 milione e 780 mila euro: gli interventi prenderanno il via tra febbraio e marzo a San Feliciano (due darsene), per poi proseguire a Sant’Arcangelo darsena pescatori e successivamente la darsena Mancinelli.

Proseguono inoltre gli interventi sui fossi e canali, con diversi impegni di spesa già autorizzati nelle ultime settimane per lavori a Moiano, Paganico e Maranzano, finanziati con risorse regionali e PNRR, realizzati da Afor e dal Consorzio di Bonifica Valdichiana.

Resta centrale anche il tema dei dragaggi. “Con l’attuale livello del lago – tra i più bassi mai registrati – la draga tradizionale non è una soluzione praticabile nell’immediato – ha sottolineato Meloni –. Per questo ci siamo attivati nella ricerca di soluzioni e mezzi alternativi, anche di nuova generazione, presenti sul mercato. È un lavoro che stiamo portando avanti insieme alle associazioni e al gruppo tecnico, guardando anche al 2026”

Incidente a Narni, morte due persone

Due persone hanno perso la vita giovedì mattina a seguito di un incidente avvenuto sabato mattina lungo la strada provinciale 20 che va da Narni verso S. Urbano.

Si tratta di due anziani che viaggiavano a bordo di una Fiat che si è schiantata contro la roccia a bordo strada, per cause in corso di accertamento da parte delle forze dell’ordine.

Le due persone sono state estratte dalle lamiere dell’auto dai vigili del fuoco. I sanitari intervenuti hanno potuto soltanto constatarne il decesso.

“Violenza economica”, a Perugia il focus di Adoc Umbria

Terzo appuntamento per gli eventi di approfondimenti dell’Adoc Umbria sulla violenza di genere. Il tema del prossimo focus sarà la “Violenza economica – come si manifesta e come si contrasta”, in programma venerdì 19 dicembre, a partire dalle ore 15, presso l’Aula 3 del Dipartimento di Giurisprudenza, in via Pascoli 31 a Perugia.

Apriranno i saluti istituzionali di Marina Conti, presidente Adoc Umbria, del segretario generale Uil Umbria Maurizio Molinari, poi Giulia Valentini, responsabile Cpo Umbria e Barbara Brindisi di Uil Rua. I relatori saranno la presidente nazionale di Adoc Anna Rea, la direttrice di Banca d’Italia – Perugia Miriam Sartini e poi Fausto Cardella, presidente della Fondazione Umbria Prevenzione Usura, l’avvocato Margherita Scalamogna come consulente Adoc Umbria e l’avvocato Maurita Lombardi, presidente di ‘Liberamente donna’. A moderare i lavori sarà Ada Girolamini. Conclusioni affidate alla segretaria confederale Uil nazionale Ivana Veronese.

“La violenza economica è una delle forme più subdole e meno riconosciute di violenza, ma anche una delle più diffuse. Si manifesta quando una persona è privata della libertà di gestire o disporre delle proprie risorse economiche, o quando la sua dipendenza finanziaria da altri diventa uno strumento di controllo, ricatto o annientamento personale, o per mancanza di totale autonomia economica: quando percepiscono stipendi troppo bassi per vivere dignitosamente, quando mancano nuove competenze per entrare o restare nel mondo del lavoro, o quando il lavoro stesso non basta per garantire indipendenza”, dicono Adoc Umbria e Uil Umbria. Da qui il progetto che è in corso sul territorio, per prevenire qualsiasi fenomeno e indirizzare verso realtà di sostegno concreto.

A Gubbio la tradizionale cena dell’Ordine degli Ingegneri

Tradizionale appuntamento con la cena degli auguri di Natale per l’Ordine degli Ingegneri della provincia di Perugia.

Appuntamento che, quest’anno, si è tenuto a Gubbio, a palazzo dei Consoli, nei luoghi delle celebrazioni ceraiole.

A fare gli onori di casa, l’Università dei Muratori e degli Scalpellini, del resto, ha sottolineato il presidente dell’Ordine, Gianluca Fagotti, “tra le nostre professioni c’è un legame stretto”. “Non a caso – ha aggiunto – c’è chi ha definito gli ingegneri dei muratori con la laurea. È stato Sisto Mastrodicasa, fondatore della scuola umbra degli interventi sul costruito, scuola che continua a eccellere ed essere esempio per la professione a livello nazionale e non solo”.

A rappresentare l’Università dei Muratori e degli Scalpellini, il presidente Giuseppe Allegrucci. Trecentotrenta gli invitati che hanno preso parte all’evento. Tra loro, il sindaco di Gubbio, Vittorio Fiorucci, l’assessore comunale di Perugia, Francesco Zuccherini, l’amministratore unico di Villa Umbria, Joseph Flagiello. E, in rappresentanza del mondo accademico, il prorettore dell’Università per Stranieri, Francesco Asdrubali, Gianluca Rossi, direttore del Dipartimento di Ingegneria, e Filippo Ubertini, direttore del Dipartimento di Ingegneria civile ambientale dell’Università degli studi di Perugia. Presenti anche Alberto Romagnoli del Consiglio nazionale degli Ingegneri, Cesare Corneli, delegato Inarcassa degli Ingegneri Perugia, i rappresentanti di diversi ordini professionali e gli sponsor che hanno sostenuto l’evento.

Ricostruzione e Superbonus rafforzato, l’allarme di ANCE

I proprietari di immobili situati nelle regioni del Centro Italia colpite dal sisma del 2016 hanno l’opportunità di usufruire dei benefici del Superbonus rafforzato qualora rinuncino al contributo per la ricostruzione. Una opzione che ha consentito di accelerare la ricostruzione privata, aumentando anche la qualità degli interventi.

Attraverso una procedura, normata e di prassi consolidata dal 2021, che ora l’Agenzia delle Entrate ha messo in discussione, attraverso una recente interpretazione restrittiva. Che rischia di bloccare molti cantieri e di creare incertezza per le imprese e per i proprietari degli immobili.

ANCE Perugia, attraverso il presidente Giacomo Calzoni, esprime forti preoccupazioni circa gli effetti che avrà sui lavori nelle aree del post-sisma 2016 l’interpretazione contenuta nella risoluzione n. 66/E emessa il 13 novembre scorso dall’Agenzia delle Entrate, relativamente appunto al riconoscimento dei benefici del Superbonus rafforzato per chi rinuncia al contributo per la ricostruzione.

A poche settimane dalla scadenza di fine anno, infatti, l’Agenzia delle Entrate richiede che, per attestare la rinuncia al sostegno per la ricostruzione, occorra che il professionista abbia preventivamente presentato la domanda di contributo e che questa sia stata formalmente accolta. Facendo venir meno la consuetudine sino a questo momento applicata e che ha consentito di snellire considerevolmente le procedure, ovvero quella secondo la quale la rinuncia al contributo rappresenta il solo elemento formale richiesto per optare per il raddoppio dei massimali del Superbonus.

Una consuetudine che si fondava, del resto, su quanto indicato dalla stessa Agenzia delle Entrate già dal 2021 con l’emanazione della Guida “Ricostruzione post-sisma Italia centrale e Superbonus 110%”, redatta congiuntamente alla Struttura del commissario alla ricostruzione.

Ora arriva un irrigidimento che di fatto, visti i tempi ristrettissimi, blocca molti cantieri e crea incertezza sulla prosecuzione di quelli avviati. Ma crea anche importanti difficoltà per quei soggetti che, proprio facendo affidamento sugli indirizzi amministrativi emanati in materia sin dal 2021, hanno già fruito del Superbonus rafforzato e magari ora intendono cedere a terzi i crediti fiscali maturati.

“Costringere il proprietario ad ottenere un riscontro formale da parte degli Uffici Speciali per la Ricostruzione riguardo la spettanza del diritto al contributo per la ricostruzione per poi rinunciarvi, su edifici che hanno subito un danno sismico attestato dalla scheda AeDES e che quindi hanno evidentemente diritto al contributo stesso – spiega il presidente di ANCE Perugia, Giacomo Calzoni – oltre a rappresentare un inutile passaggio burocratico in un contesto già complicato, grava gli uffici della Struttura commissariale, appesantisce il lavoro dei professionisti e blocca di fatti i cantieri per i quali il proprietario ha deciso di attivare l’opzione del Superbonus rafforzato. E questo crea incertezza per le imprese e per i proprietari, bloccandone gli interventi”.

“Soprattutto – chiarisce il presidente Calzoni – non si comprende come l’esclusione di una prassi ormai consolidata possa avvenire a poche settimane dal termine del 31 dicembre 2025 entro il quale si devono rendicontare le spese sostenute e agevolate con il Superbonus rafforzato. Misura, ricordiamo, che era stata pensata dal legislatore anche con l’obiettivo di accelerare la ricostruzione stessa”.

“Da quanto ci risulta – prosegue il presidente di ANCE Perugia – anche il commissario Castelli ha manifestato forti preoccupazioni per tale interpretazione restrittiva, che contrasta con il quadro regolatorio e interpretativo della ricostruzione”.

“Ancora una volta – conclude il presidente Calzoni – il lavoro delle imprese e le esigenze dei cittadini proprietari vengono subordinati a logiche burocratiche che portano inspiegabilmente a cambiare le procedure. Situazione ancora più grave in questo caso, perché ormai a ridosso della scadenza dell’importante beneficio fiscale. Facciamo pertanto appello al Governo nazionale – ma anche a quello dell’Umbria e delle altre Regioni del Centro Italia interessate affinché si impegnino per il superamento di questa criticità – perché venga confermata definitivamente la possibilità di fruire dell’incentivo rafforzato in presenza della sola rinuncia formale al contributo pubblico, nel rispetto di tutte le altre condizioni previste dalla legge. O, comunque, vengano individuate immediatamente soluzioni che consentano di superare l’attuale situazione di impasse. In caso contrario si avrebbero gravissime conseguenze sulla ricostruzione, a danno dei proprietari degli immobili e delle imprese che stanno lavorando nelle zone del sisma 2016”.

La salute che vogliamo, le proposte Cosp per il Piano sanitario dell’Umbria

La salute che vogliamo, le proposte del Cosp per il nuovo Piano sanitario dell’Umbria. Un progetto sostenuto anche da Intermedia Edizioni

Il contributo di un comitato cittadino per rendere la salute davvero un diritto a disposizione di ogni cittadino secondo i dettami della Costituzione. Una programmazione regionale che deve tener conto delle istanze provenienti dal basso.

Il Comitato orvietano per la salute pubblica ha elaborato una serie di proposte da sottoporre all’assemblea regionale in vista del nuovo piano socio sanitario, sintetizzate nella pubblicazione “La salute che vogliamo“. 

Si tratta di un lavoro prolungato che scaturisce al termine di una serie di confronti con specialisti, semplici cittadini, medici, manager della sanità. Il documento indica obiettivi generali, ma individua e suggerisce anche delle prospettive per il futuro dell’ospedale di Orvieto. Tra queste, la trasformazione del “Santa Maria della Stella” in un centro “spoke” per la cardiologia per un migliore e tempestivo trattamento delle patologie cardiache, il ripristino del reparto di urologia, l’ampliamento del reparto di pronto soccorso con un unico primariato insieme alla medicina d’urgenza.

L’iniziativa di Cosp è sostenuta anche dalla casa editrice Intermedia Edizioni, impegnata nella divulgazione del documento. “Nel sito della casa editrice è possibile scaricare gratuitamente il documento (all’indirizzo: https://www.intermediaedizioni.it/inchieste/la-salute-che-vogliamo/), una versione stampata del quale è disponibile e pronta per essere ritirata da chi lo desidera, sempre in versione gratuita, anche alla libreria Giunti – afferma Claudio Lattanzi, titolare di Intermedia Edizioni – il progetto di Cosp rappresenta un’importante dimostrazione di spirito civico e di dedizione verso la comunità a cui guardare con gratitudine. I cittadini devono tornare ad essere i protagonisti della vita pubblica in varie forme. Chi decide di mettere volontariamente a disposizione degli altri il proprio tempo e le proprie energie offre un esempio del significato più autentico e nobile del civismo“.

https://www.intermediaedizioni.it/inchieste/la-salute-che-vogliamo

Terni industriale, ma con scarsa reddititività

Terni è una città che produce (il peso manifatturiero è doppio rispetto a Perugia, 47% contro 23,9). Il commercio è efficiente, le costruzioni mostrano forza, il capitale professionale è rilevante. Tuttavia i margini troppo bassi del manifatturiero limitano la capacità complessiva di investire, innovare, crescere.

L’Ebitda industriale (la percentuale di ricavi che resta all’impresa una volta sostenuti i costi intermedi e quelli del personale) è molto più basso: 4,6% a Terni, contro il 12,5% di Perugia. Terni resta sotto la media regionale, nazionale e del Centro. Costruzioni brillano (13,1%), commercio stabile, turismo debole. La sfida: trattenere più valore per investire, innovare, competere.

Ma è il livello generale di redditività ad essere carente. Terni sotto la media umbra, dell’Italia e – anche se di poco – di Perugia. Nel comune di Terni l’Ebitda margin medio 2024 delle società di capitale è 6,1%. Un valore che segnala un sistema imprenditoriale attivo, ma con margini ridotti per investimenti e sviluppo. Il dato è inferiore alla media umbra (8,3%), a quella nazionale (9,3%) e alla media del Centro (9,5%). Perugia è al 6,5%, poco sopra Terni, ma con una struttura settoriale più equilibrata. Terni invece è concentrata su un motore dominante, che tuttavia rende poco: l’industria.

La cifra assume più significato se vista nel contesto. Sopra il 10% un’impresa viene considerata solida e attraente per investitori e finanziatori, capace di generare cassa e valore. Terni è lontana da quella soglia. Questo non significa fragilità immediata, ma una minore capacità di programmare, innovare, sostenere crescita e investimenti nel medio periodo. È la differenza tra produrre ricchezza e trattenerla.

Il monitoraggio della Camera di commercio dell’Umbria

Il monitoraggio della Camera di Commercio dell’Umbria si basa sui bilanci depositati annualmente dalle società di capitale. Non comprende ditte individuali e società di persone, ma questo non riduce la capacità interpretativa: le società di capitale rappresentano oltre il 65% del fatturato italiano e il 58% del valore aggiunto nazionale. Sono quindi lo specchio più fedele della tenuta economica reale, della resistenza ai cicli, della capacità di investimento.

L’industria

Il cuore del sistema di Terni è l’industria manifatturiera, che genera il 47% del valore aggiunto complessivo della città. Un peso enorme rispetto a Perugia (23,9%). Ma il rendimento non è in linea con la sua importanza: l’Ebitda margin industriale è 4,6% nel 2024, mentre a Perugia arriva al 12,5%.
La traiettoria storica conferma una criticità strutturale: 3,7% nel 2018, 4,1% nel 2021, 2,7% nel 2022, 5,3% nel 2023. Numeri che oscillano ma restano sempre bassi, segno di una marginalità compressa. Qui si concentra la fragilità ma anche la più grande opportunità di miglioramento. Un aumento anche solo di due-tre punti avrebbe un impatto moltiplicativo sull’intero sistema territoriale.

Commercio e costruzioni

Il commercio, che pesa per il 12,9% dell’economia (contro il 32,3% perugino), registra un EBITDA 3,8% nel 2024 e aveva superato Perugia nel 2023 (4,2% contro 3,4%). La redditività è moderata ma costante, segnale di un comparto che tiene, reagisce e rimane competitivo.
Nelle costruzioni Terni eccelle: 13,1% contro 7,5%, segnale di vitalità e buona capacità di trasformare fatturato in margine.

Alloggio e ristorazione

Il confronto si ribalta nel comparto turistico: l’alloggio e ristorazione a Terni mostra un EBITDA 4,6%, mentre Perugia raggiunge il 9,9%. Dietro c’è la diversa attrattività turistica dei due territori, ma anche un importante margine di crescita potenziale.
Al contrario, le attività scientifiche e tecniche rappresentano per Terni un asset strategico: pesano 12,8% del valore aggiunto, il doppio rispetto a Perugia (7,4%), con redditività elevata (16,3% Terni – 17% Perugia). Un segnale forte: Terni dispone di capitale umano qualificato, consulenza tecnologica, progettazione, ingegneria. Questo segmento potrebbe diventare la leva della trasformazione industriale e il ponte tra manifattura tradizionale e industria ad alto contenuto di innovazione.

Mencaroni: impegnati nel sostenere questa transizione

Commenta Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria: “I dati mostrano un sistema ternano produttivo ma con margini ancora troppo bassi rispetto all’Umbria, al resto del Paese e anche a Perugia. Questo ci conferma che occorre rafforzare la capacità delle imprese di generare valore, perché solo così si costruisce crescita duratura. La Camera di Commercio dell’Umbria è impegnata a sostenere questa transizione, promuovendo percorsi di digitalizzazione, innovazione tecnologica e transizione ecologica, oggi decisivi per aumentare competitività e redditività. Stiamo investendo con decisione anche nella formazione delle competenze, affinché le imprese possano accedere a nuove tecnologie e nuovi modelli organizzativi. Allo stesso tempo crediamo nei giovani: li accompagniamo verso l’imprenditorialità e li aiutiamo a inserirsi nel mondo del lavoro, perché senza capitale umano preparato non c’è sviluppo. Terni può fare il salto, e la Camera è al suo fianco per trasformare potenzialità in risultati.”.

Ospedale di Perugia, nuovo regolamento per l’attività libero professionale intramuraria (ALPI)

L’Azienda Ospedaliera di Perugia sta procedendo all’adozione di un nuovo regolamento per l’Attività Libero Professionale Intramuraria (ALPI), in piena attuazione della deliberazione della Giunta Regionale n° 378/2025, che ha definito le linee di indirizzo regionali per l’espletamento di tale attività.

“Il nuovo Regolamento si pone l’obiettivo di raggiungere un progressivo allineamento dei tempi medi di erogazione delle prestazioni rese in ambito istituzionale con quelli delle prestazioni erogate in regime di ALPI – sottolinea Antonio D’Urso, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Perugia -. Questo risultato sarà perseguito attraverso la definizione, per ciascuna struttura aziendale, dei volumi di attività istituzionale in rapporto a quelli relativi all’attività libero-professionale”.

L’Azienda Ospedaliera di Perugia, inoltre, in quanto azienda convenzionata con l’università e DEA (Dipartimento di Emergenza e Accettazione) di secondo livello eroga prestazioni di altissima specialità, e quindi preposta prioritariamente all’erogazione di prestazioni di II livello in tutte le aree specialistiche anche in ambito ostetrico. In seguito al riordino della rete dei punti nascita, tali strutture di Ostetricia e Ginecologia accolgono pazienti con gravidanze a rischio e altre patologie ginecologiche e ostetriche complesse, garantendo al contempo le prestazioni in accesso diretto per le urgenze ostetrico-ginecologiche.

“Sul fronte dell’aumento dell’offerta di prestazioni specialistiche ambulatoriale, avviato dal mese di settembre scorso, – continua D’Urso – i dati testimoniano un trend positivo: nei mesi di settembre e ottobre si è rilevato un aumento medio della produzione pari al 3,6%, che porta a un incremento complessivo del 2,6% nel periodo gennaio-ottobre 2025 rispetto allo stesso periodo del 2024”.

Ponte dell’Immacolata, oltre 180 turisti ad Orvieto grazie ai cammini di Larth e del miracolo del Corpus domini

Oltre 180 credenziali ritirate da parte di turisti provenienti da varie regioni italiane che percorreranno i cammini di trekking orvietani nel fine settimana dell’Immacolata. Un numero che, come sempre accade nel caso delle credenziali, è inferiore a quello reale perché non tutti i camminatori le ritirano. Nonostante il tempo non ottimale, l’imminente week end si annuncia dunque propizio per i territori toccati dal cammino dell’intrepido Larth e dal cammino del miracolo del Corpus domini che sono ormai diventati strumenti importanti per attrarre visitatori anche in un periodo storicamente di bassa stagione come il mese di novembre e quasi tutto quello di dicembre.

L’obiettivo di destagionalizzare il turismo orvietano lo si sta raggiungendo, ma ora sta per partire un’ambiziosa iniziativa che interesserà la promozione di un territorio molto vasto e che sarà sostenuta da nuoviee importante offerte turistiche da offrire al mercato nazionale ed estero – anticipano i promotori dei cammini – si tratta di un’operazione di marketing territoriale di ampio respiro che metterà al centro dell’azione decine di aziende turistiche e tanti imprenditori, impegnati ogni giorno a dare lustro ad Orvieto e ai tanti borghi che formano la sua vasta area di riferimento“.

Il nuovo progetto sarà presentato entro il mese di dicembre.

https://camminodilarth.it/
https://www.ilcamminodelmiracolo.it/