Dalla mezzanotte di venerdì i vigili del fuoco hanno potuto dichiarare sotto controllo l’incendio che ha minacciato il Bosco di San Francesco, ad Assisi.
Grazie all’impegno sinergico delle forze spiegate sul campo, la propagazione del rogo è stata bloccata. Attualmente rimangono attivi soltanto alcuni piccoli focolai nel sottobosco e residuali braci su alcune ceppaie, verso i quali sono concentrate le operazioni di contenimento e bonifica.
A salvaguardia delle infrastrutture e dei siti sensibili dell’area — tra cui abitazioni e un convento, rimasti completamente in sicurezza —, il dispositivo iniziale composto da 4 partenze dei vigili del fuoco e 2 squadre dell’AFOR è stato ulteriormente potenziato durante la notte con un’ulteriore partenza dei vigili del fuoco, il capoturno provinciale e il funzionario di Guardia VVF per il coordinamento tattico e la direzione tecnica dei soccorsi.
Sul posto, per seguire da vicino l’evoluzione dell’emergenza, sono giunti il sindaco di Assisi, il direttore regionale dei vigili del ufoco, unitamente ai dirigenti della Regione Umbria e dell’AFOR.
In vista della giornata di sabato, il dispositivo di coordinamento ha stabilito una precisa strategia d’intervento operativa fin dalle prime luci dell’alba; attivazione anticipata all’alba della SOUP (Sala Operativa Unificata Permanente); schieramento del DOS (Direttore delle Operazioni di Spegnimento) per la gestione e il coordinamento del supporto aereo.
Pre-allerta per i mezzi aerei: sono stati ufficialmente opzionati un Canadair e un elicottero della flotta antincendio, pronti a intervenire all’alba per bonificare ed estinguere eventuali focolai residui situati in zone del terreno impervie e non raggiungibili dalle squadre di terra.
Scatta anche in Umbria il Piano Estate Sicura 2026 di Anas predisposto per agevolare gli spostamenti lungo la rete stradale nazionale nel periodo di maggiore intensità del traffico turistico.
Dei 42 cantieri attivi a inizio luglio nel territorio regionale, sui circa 800 chilometri di rete stradale in gestione, resteranno in essere nel mese di agosto soltanto 11 cantieri inamovibili.
Lungo l’itinerario E45 saranno attivi solo due cantieri: uno tra gli svincoli di Collevalenza e Todi San Damiano, e uno tra gli svincoli di Ponte Felcino e Bosco. In entrambi i casi il transito è consentito a doppio senso di marcia su una carreggiata.
Nessun cantiere sarà attivo sulla SS675 “Umbro Laziale” (Terni-Orte), sulla SS3 “Flaminia” tra Terni e Foligno, sulla SS77 “della Val di Chienti” (Foligno-Civitanova Marche), sulla SS318 “di Valfabbrica” (Perugia-Ancona) e sulla SS219 “di Gubbio e Pian d’Assino”.
Sul Raccordo Perugia-Bettolle proseguono i lavori delle gallerie “Madonna Alta e “Pallotta” e del viadotto Passignano. Ma per i cantieri sul Raccordo si attendono le decisioni dopo le richieste fatte dalla Regione Umbria per limitare i disagi al traffico vissuti dagli automobilisti che transitano intorno a Perugia.
Sulla SS728 “del Pantano” resta attivo un semaforo che regola la circolazione a senso unico alternato e restano attivi anche i cantieri attualmente in essere sulla SS471 “di Leonessa” e SS205 “Amerina”.
Nei mesi di settembre e ottobre, al fine di agevolare il traffico anche in occasione degli eventi connessi con il Giubileo Francescano, i lavori sospesi o previsti riprenderanno solo in parte, con circa 20 cantieri complessivi sull’intera rete.
A livello nazionale Anas (società del Gruppo FS) ha annunciato che potenzierà l’impegno del personale su tutto il territorio nazionale e ridimensionerà la presenza dei cantieri. Dal 24 luglio e fino al 7 settembre saranno chiusi o sospesi 1.175 cantieri, l’83% di quelli attivi (1.414).
Situazione in miglioramento circa gli incendi che da giorni stanno interessando alcune zone dell’Umbria. In base all’aggiornamento fatto dai vigili del fuoco sabato mattina, a Costacciaro e Baiano di Spoleto gli incendi sono spenti. Presenti squadre dell’Agenzia forestale regionale per il controllo delle aree.
A Nocera Umbra l’incendio è sotto controllo. Presenti sul posto tre squadre dei vigili del fuoco di Perugia con 15 unità e 5 mezzi, due squadre dell’Agenzia forestale regionale e un UCL (Unità di Comando locale) dei vigili del fuoco, con un funzionario per il coordinamento delle attività. Presenti due DOS dei vigili del fuoco (direttore operazioni di spegnimento) per il monitoraggio della zona.
In mattinata sono arrivato un elicottero dei vigili del fuoco ed uno della flotta aerea di Stato per il sorvolo delle aree e per l’effettuazione di sganci con estinguente.
E’ emergenza incendi nella fascia appenninica umbra. Oltre all’area del Parco del Monte Cucco, sopra Costacciaro e Scheggia e Pascelupo, le fiamme hanno interessato Nocera Umbra.
Due Canadair da Ciampino sono arrivati a supporto delle squadre a terra dei vigili del fuoco.
Si aggrava dunque il bilancio degli incendi boschivi che stanno interessando la fascia appenninica umbra. Alla situazione già critica registrata dalla giornata di martedì all’interno del Parco Regionale del Monte Cucco, si è aggiunto nella prima mattinata di mercoledì un terzo fronte di fuoco nel comune di Nocera Umbra, localizzato in località Aggi.
La macchina dei soccorsi sta operando senza sosta per contenere le fiamme, rese particolarmente insidiose dall’orografia impervia dei territori interessati. Al momento, il dispositivo di intervento è pienamente dispiegato su tutti e tre i fronti attivi: sopra l’abitato di Costacciaro, in quota nell’area di Scheggia e Pascelupo e nel nuovo focolaio di Nocera Umbra. Su ciascuno di questi scenari sono stabilmente al lavoro una squadra dei Vigili del Fuoco e una squadra dell’Agenzia Forestale Regionale. Per garantire la massima efficacia e la sicurezza delle manovre, la gestione strategica di ogni singolo scenario è affidata a un Direttore delle Operazioni di Spegnimento (DOS) dei Vigili del Fuoco, per un totale di tre coordinatori attivi sul campo.
Sul fronte del supporto aereo si registra una fondamentale svolta in queste ore. Sono infatti in volo, in partenza dall’aeroporto di Ciampino, due Canadair inviati dal Centro Operativo Aereo Unificato (COAU). I velivoli saranno impiegati immediatamente per effettuare lanci mirati d’acqua e liquido ritardante sui fronti di Nocera Umbra e di Scheggia e Pascelupo, dove le pendenze e la fitta vegetazione rendono estremamente difficoltoso l’avvicinamento via terra. Contestualmente, la direzione delle operazioni sta valutando l’opportunità di richiedere l’invio di un terzo Canadair per supportare anche le operazioni sul fronte di Costacciaro. Il personale sul posto continuerà a lavorare in stretta sinergia per tutta la giornata nel tentativo di circoscrivere i roghi.
In Umbria il 12,1% delle imprese è a rischio insolvenza. Cioè, potrebbero non riuscire a far fronte ai pagamenti dei prestiti ricevuti dal sistema bancario. Una percentuale, quella delle imprese in potenziale difficoltà rispetto alla platea di quelle attive, che è perfettamente in linea con la media italiana.
I dati emergono dall’osservatorio Business Scan 2026 sviluppato da Sevendata, data company italiana che analizza lo stato di salute del tessuto imprenditoriale italiano e il rischio di insolvenza a 12 mesi, da febbraio 2025 a febbraio 2026. Attraverso rating proprietario basato sull’intelligenza artificiale a reti neuronali, vengono focalizzate variabili economico-finanziarie, bilanci, eventi negativi pregiudizievoli e scoperti, profili del management e indicatori strutturali delle imprese su base settoriale e territoriale.
Incidenze più elevate si osservano nel Lazio (17,5%), in Calabria (14,0%), Campania (13,8%), Sicilia (13,1%), Abruzzo (13%), Lombardia (12,6%), Molise (12,2%), Umbria e Puglia (12,1%), Basilicata (11,8%), Liguria (11,4%), Sardegna (11,1%), Toscana (11%), Emilia-Romagna (10,5%), Marche (10,1%); mentre livelli sotto la media si rilevano in Friuli-Venezia Giulia (8,7%), in Trentino-Alto Adige (6,6%), Valle d’Aosta (7,5%), Piemonte (8,6%) e Veneto (9%).
Disposta una task force per catturare il lupo (pochi dubbi che si tratti di questo animale e non di un cane, anche se la certezza si avrà con gli esami del Dna) che ad Arrone ha aggredito una bambina. La piccola, fortunatamente, non ha riportato gravi conseguenze, ma le autorità si sono attivate per evitare altri rischi per la popolazione della comunità locale.
In Prefettura si è tenuto un vertice, al termine del quale è stata diramata una nota: “A seguito dell’episodio che ha visto coinvolta una minore ad Arrone, il Prefetto Orlando ha presieduto una riunione di coordinamento delle operazioni per la cattura dell’animale selvatico – si legge nella nota -.Erano presenti l’Assessore Regionale De Luca, il Sindaco di Arrone e rappresentanti di Questura, Arma dei Carabinieri, Carabinieri Forestali, Polizia Provinciale, Servizi Faunistica venatoria e sanità veterinaria della Regione Umbria, nonché Servizio veterinario della Usl Umbria 2. Nel corso dell’incontro, è stata concordata la necessità di procedere alla immediata individuazione e cattura dell’animale, nel rispetto delle disposizioni normative vigenti. A tal fine, è stata istituita una task force finalizzata all’avvistamento, con allertamento di tutte le Sale operative delle Forze dell’ordine. Sono stati, altresì, implementati i servizi di vigilanza e controllo del territorio e incaricati i Carabinieri Forestali di coordinare gli altri Enti ai fini di veicolare il flusso delle segnalazioni, nonché il reperimento di eventuali strumenti volti ad intercettare l’animale. L’Amministrazione comunale, d’intesa con la Usl Umbria 2, si occuperà di informare la popolazione sui corretti comportamenti da adottare in caso di avvistamento, attivando, altresì, i servizi di Polizia Locale con il supporto della Protezione civile comunale”.
All’incontro ha partecipato anche l’assessore Thomas De Luca, insieme ai tecnici Macrì e Grohman. La Regione sta collaborando con il Comune di Arrone e con le altre istituzioni impegnate per garantire quanto prima la cattura dell’animale.
“Durante il summit – si legge nella nota della Regione – sono state coordinate le azioni necessarie e obbligatorie per il caso, le autorità competenti hanno già attivato tutti gli interventi previsti per la cattura del lupo, operando secondo le procedure stabilite dalla normativa vigente, trattandosi di una specie protetta”.
Le istituzioni raccomandano alla popolazione di fare attenzione e di non avvicinarsi all’animale in caso di avvistamento.
Tempo di bilanci per Federmanager Perugia nell’assemblea annuale 2026. Per l’associazione, che segna nella provincia un aumento degli iscritti, restyling della sede, nuove iniziative e apertura ai giovani. E per il presidente Alessandro Castagnino, che depone il mandato e con emozione commenta: “Lascio un’associazione in crescita e fortemente rinnovata”.
Il tutto, alla presenza del presidente nazionale Valer Quercioli, che lancia il piano per la sicurezza e le politiche attive a sostengo dei territori.
E’ stata un’assemblea annuale particolarmente importante questa ospitata al Chocotel di Perugia. Al termine di un biennio straordinario sotto la presidenza di Alessandro Castagnino, che lascia anticipatamente il timone per fare rientro nella sua regione d’origine, la Liguria. Un mandato breve ma intenso, che ha segnato un cambio di passo decisivo per l’associazione sindacale che rappresenta i dirigenti, i quadri apicali e le alte professionalità della provincia.
L’appuntamento ha visto una corposa partecipazione di soci, con una delegazione arrivata anche da Terni guidata dal presidente Luciano Neri.
I lavori si sono aperti con la parte privata, durante la quale Daniela Farinelli, coordinatrice del Gruppo Minerva (l’organo interno dedicato alle donne manager), ha presentato i bilanci preventivo e consuntivo, approvati dall’aula, prima di procedere alla votazione per l’integrazione dei membri del consiglio direttivo.
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Il saluto di Castagnino
Il presidente uscente ha tracciato un bilancio profondamente positivo, dettato esclusivamente da motivi personali e familiari che lo portano a salutare l’Umbria dopo trent’anni di permanenza, come dirigente di Confindustria Umbria e, per ultimo, come Presidente della Federmanager locale. “Lascio la carica con un’associazione in salute e, soprattutto, in una fase di forte rinnovamento generazionale – ha dichiarato Alessandro Castagnino -. Dopo anni siamo riusciti ad attirare e coinvolgere negli organi direttivi diversi giovani dirigenti e quadri apicali: un traguardo che rappresenta una grandissima soddisfazione. L’esperienza è stata eccellente e me ne vado fiero del lavoro svolto insieme a tutto il consiglio direttivo. I nuovi consiglieri nominati dall’assemblea, il dott. Francesco Paradisi ed il dott. Alessio Ruffinelli, contribuiscono a garantire per il futuro una governance di alto profilo, in grado di traguardare obiettivi ambiziosi. Lascio questa regione serenamente; l’Umbria rimarrà per sempre nel mio cuore. L’impegno in Federmanager è stato l’ultimo tassello della mia attività in questo territorio, il coronamento perfetto di un lungo e bellissimo percorso professionale e umano”.
A farsi portavoce del ringraziamento di tutti i soci è stato il past president Roberto Peccini, che ha pubblicamente lodato Castagnino per l’ottimo lavoro svolto e i traguardi raggiunti. In attesa della prossima convocazione del Consiglio per l’elezione del nuovo presidente, la guida dell’associazione è stata affidata ad interim al vicepresidente Giuseppe Chiari.
Linea nazionale per i territori
La parte pubblica dell’assemblea ha visto l’atteso intervento del presidente nazionale di Federmanager, Valter Quercioli, il quale, dopo una panoramica sulla complessa situazione geopolitica ed economica che stanno affrontando le aziende italiane, ha annunciato le prossime mosse della federazione a supporto delle strutture territoriali, basate su due pilastri strategici finanziati direttamente dal nazionale.
Il primo focus è la sicurezza sul lavoro: “Considerare la cultura della prevenzione come il nostro primo dovere e la nostra massima responsabilità è fondamentale per noi manager – ha sottolineato Quercioli -. Non possiamo tollerare che nelle nostre aziende ci siano persone che escono la mattina per andare al lavoro e non tornano a casa la sera. Per questo abbiamo chiesto a tutti i nostri 55 presidenti territoriali, incluso quello di Perugia, di focalizzarsi sulla diffusione della sicurezza nelle imprese, tra le istituzioni e nella società civile. Abbiamo inoltre siglato un importante protocollo con Inail Nazionale per garantire il massimo supporto operativo sul territorio da parte delle sedi provinciali, regionali e delle Asl”.
Il secondo pilastro riguarda le politiche attive e l’occupabilità a lungo termine, con lo stanziamento di fondi destinati a supportare sia i manager che si trovano nella necessità di ricollocarsi, sia chi è già in servizio ma deve governare continue transizioni aziendali. “Il sistema delle imprese è quotidianamente sollecitato da variazioni repentine – ha concluso il presidente nazionale -. La chiave di volta è essere preparati alla prossima trasformazione organizzativa. Finanzieremo una rete di sportelli e servizi dedicati ai manager per migliorare la loro occupabilità a lungo termine, rispondendo concretamente alle sfide della cronaca attuale”. La giornata si è conclusa con un aperitivo e una cena conviviale, un momento prezioso per rinsaldare i legami tra gli associati e rinnovare l’entusiasmo verso le future iniziative socio-culturali del territorio.
Le imprese e i lavoratori autonomi umbri pagano un’aliquota fiscale superiore del 17,0% alle principali big tech. Questa la stima fatta dalla Cgia sulla base dei dati elaboratori dall’Area studi di Mediobanca sulle multinazionali web soft, a cui viene applicata un’aliquota media del 14,8%.
E il confronto viene fatto per regione, sommando da una parte la base imponibile di imprese e lavoratori autonomi e dall’altro il Tax rate (l’aliquota fiscale, cioè la percentuale di reddito, profitto o transazione che viene trattenuta e versata allo Stato sotto forma di imposte) delle prime 25 web soft multinazionali mondiali.
In Umbria, dove il tax rate per imprese e autonomi è del 31,8% (su una base imponibile che è, rispettivamente, di 3.339 e 1.063 milioni di euro) lo scarto è appunto del 17,0%. In linea con la media italiana, che è del 17,1%.
Il giudizio della Cgia è netto: “Anni di elusione sistematica hanno scavato un fossato enorme tra chi le tasse le paga e chi le aggira grazie a un sistema internazionale che non ha ancora trovato né la volontà né il coraggio di fermare queste operazioni discutibilissime”.
Tiziana Ciprini, già parlamentare del Movimento 5 stelle, è stata nominata presidente dell’Arpal, l’Agenzia regionale per le politiche attive del lavoro.
“Laureata in Psicologia del lavoro e delle organizzazioni presso l’Università di Roma La Sapienza – viene ricordato in una nota della Regione – ha successivamente conseguito un master di II livello in Scienze forensi. Ha maturato una significativa esperienza professionale presso la Regione Umbria, dove dal 2005 ha operato nel servizio di organizzazione e gestione del personale, e ha svolto attività come consulente tecnica d’ufficio presso il Tribunale di Perugia”.
La Giunta regionale ha nominato inoltre il nuovo direttore dell’Arpal: è Paolo Sereni, laureato in Economia e Commercio presso l’Università degli Studi di Perugia e già con una significativa esperienza da dirigente di Arpal Umbria, con responsabilità del servizio Gestione, controllo e monitoraggio degli interventi sui fondi strutturali e nazionali e dei servizi Informativi, infrastrutture digitali e comunicazione.
“Raccolgo questo impegno con determinazione, pronta a mettere le mie competenze al servizio della comunità umbra, delle imprese e del tessuto d’eccellenza dell’Umbria” ha commentato la neo presidente Ciprini.
La presidente della Regione Stefania Proietti, che ha firmato i decreti di nomina, ha formulato a Tiziana Ciprini e a Paolo Sereni “Un sentito augurio di buon lavoro, certa che sapranno svolgere i loro rispettivi incarichi con professionalità, competenza e senso delle istituzioni, contribuendo al rafforzamento dell’azione di Arpal Umbria al servizio del territorio e della comunità regionale”.
Un violento nubifragio si è abbattuto nel pomeriggio di lunedì nella zona di Maratta, a Terni. Due alberi sono caduti sulla strada nei pressi dell’ingresso del Chico Mendez, mentre transitava un semirimorchio, colpito dai rami ma senza conseguenze per il conducente.
Sul posto la squadra dei vigili del fuoco partiti dalla centrale di Terni per rimuovere gli arbusti e ripristinare la viabilità oltre alla Polizia locale per i rilievi del caso.
Vento e pioggia hanno causato disagi nel comprensorio.