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Autore: Matteo Savino

Due cacciatori gemelli morti folgorati a Magione

Due gemelli di 22 anni, Giacomo e Francesco Fierloni, hanno perso la vita nella tarda serata di martedì rimanendo folgorati nel tentativo di recuperare uno dei richiamo per la caccia al colombaccio.

Il drammatico incidente si è verificato in località La Goga di Magione.

I due giovani cacciatori stavano tentando di recuperare un volatile da richiamo posato sui fili elettrici di media tensione (20.000 Volt), situati a un’altezza di circa 10 metri. Utilizzando un palo metallico, avrebbero urtato i cavi, venendo fulminati da una scarica elettrica sviluppatasi tramite arco voltaico.

Sul posto sono intervenuti tempestivamente due equipaggi del 118, che hanno praticato manovre di rianimazione cardiopolmonare, purtroppo senza esito, dichiarando infine il decesso dei due cacciatori.
I vigili del fuoco, dopo aver collaborato con il personale sanitario, hanno provveduto al recupero dei corpi, che giacevano in un’area non accessibile ai normali mezzi di soccorso, e alla loro consegna al personale necroforo.

Sul luogo dell’incidente erano presenti anche i carabinieri, che hanno eseguito i rilievi del caso per chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto.

Progetto stadio-clinica a Terni, il Tar dà ragione alla Regione

Il Tar dell’Umbria ha dato ragione alla Regione Umbria, accogliendo il ricorso che annulla gli effetti della determina dirigenziale 2088 del 23 luglio 2025 con cui il Comune di Terni dava il via libera al progetto della clinica legato alla ristrutturazione dello stadio Liberati.

Nello studio di fattibilità del progetto si leggeva: “(…) si propone come contributo necessario per la realizzazione della riqualificazione e valorizzazione dello Stadio “Libero Liberati” di Terni la possibilità di realizzare una Casa di Cura/Clinica privata nell’area c.d. “Ternanello” (…)”. Si aggiunge, al riguardo, che “[l]a decisione appena evidenziata, che prevederà come condizione di sostenibilità economico finanziaria di una quota non superiore al 50% dei Posti Letto previsti in convenzionamento al Servizio Sanitario
Regionale, nasce quindi per la necessità, indicata dalla richiamata legge di trovare la fattibilità tecnico-economica-finanziaria e la copertura del c.d. servizio del debito attraverso la proposizione di ricavi certi e garantiti (…)”.

Per i giudici amministrativi l’atto del Comune di Terni si fonda su un assunto sbagliato e cioè che la determina regionale conclusiva della conferenza dei servizi avesse approvato anche il progetto della clinica, subordinandone poi la rispondenza alla programmazione sanitaria regionale. “Nessun elemento presente nella formulazione del dispositivo della determinazione conclusiva della conferenza di servizi decisoria – si legge nella sentenza del Tar – sorregge una tale interpretazione”.

La Regione: superiamo questa fase

Si può quindi procedere con la ristrutturazione dello stadio, ma per la realizzazione di una nuova clinica a Terni occorre avere l’assenso da parte della Regione. Che in un comunicato scrive: “Al termine di questo iter processuale, la presidente e la Giunta ribadiscono di aver sempre agito per garantire la piena legittimità dell’azione amministrativa. È piena volontà della Giunta, superare questa fase, rilanciando l’azione di governo volta a dare risposte sul fronte sanitario e dell’impiantistica sportiva della città di Terni”.

Il sindaco: al Consiglio di Stato

Intanto attraverso il sito del Comune di Terni il sindaco Stefano Bandecchi ha comunicato di ricorrere al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar. Ulteriore ricorso al quale stanno lavorando i legali.

Guerra in Iran, per le famiglie umbre salasso in bolletta di 136 milioni di euro

Nomisma Energia stima un aggravio della spesa delle bollette per elettricità e gas da parte di famiglie umbre di 136 milioni di euro se si manterrà l’aumento dei costi di prodotti petroliferi e gas a ausa della guerra in Medio Oriente.

Aumenti dell’energia che influiranno anche sui bilanci delle aziende, come già lamentato da Confartigianato Imprese Umbria.

L’Ufficio studi della Cgia ha rilevato l’andamento di alcune materie prime, nel settore agricolo e in quello dei metalli, che poi si riflettono sul costo dei prodotti finali. Considerando anche gli incrementi poi applicati per le maggiori spese sostenute per il trasporto. Il timore è che si possa già ripetere quanto vissuto quando scoppiò il conflitto russo-ucraino.

Questi i prezzi di alcune materie prime rilevati:

Frumento Frumento tenero ENEXT +8,9%
Granoturco Granoturco ENEXT +4,2%
Alluminio Alluminio Alloy LME +3,9%
Farina di soia Farina di soia HP NWE +1,2%
Nickel Nickel LME -1,9%
Rame Rame grado A LME -2,6%
Piombo Piombo LME -2,7% –
Zinco Zinco SHG LME -3,0%

Muore investita da una betoniera nel cantiere di casa

Indagini in corso da parte della Procura della Repubblica di Spoleto sulla morte di una donna, investita da una betoniera nella sua proprietà a Pantalla di Todi.

Secondo una prima ricostruzione, il mezzo da cantiere stava lavorando nel terreno per la realizzazione di una piscina. Il conducente non si è accorto che la donna, anziana e con problemi di deambulazione, si era spostata dietro al mezzo, investendola.

Inutili i soccorsi del personale del 118 e dei vigili del fuoco. I rilievi sono stati effettuati dai carabinieri della Compagnia di Todi.

Fuga di gas, topi e salvataggio da soffocamento: cronaca in asili e scuole umbre

Giornata che ha visto scuole e asili dell’Umbria al centro di fatti di cronaca, quella di oggi, lunedì, in Umbria.

A metà mattinata è stato evacuato l’asilo nido di Villa Pitignano per una segnalazione alla Asl, da parte delle insegnanti, di un forte odore di gas.

I bambini, al di sotto dei 3 anni, sono portati all’esterno dalle maestre, in una zona sicura, per consentire ai vigili del fuoco di trovare la perdita di metano, in cucina, e mettere in sicurezza l’edificio. Il personale della Asl, giunto con tre autoambulanze, ha effettuato controlli sui bambini, che fortunatamente presentavano parametri vitali e segni clinici nella norma.

A Todi i consiglieri comunali del Pd hanno chiesto chiarimenti sulla situazione vissuta nella scuola primaria, dove sembra che non si riesca a far fronte alla presenza dei topi

Si è inoltre appreso oggi un fatto avvenuto nei giorni scorsi all’Istituto comprensivo Gualdo Tadino – Casacastalda, dove la professoressa Sonia Radicchi, grazie alle pratiche di primo soccorso, ha salvato la vita ad una studentessa 13enne che stava soffocando per un boccone andato di traverso durante la ricreazione.

Ecco gli emolumenti delle tre squadre umbre di Serie C

Emolumenti, premi e diritti immagine per la stagione 2025-26. Ecco, nei documenti ufficiali depositati in Lega Pro, quanto costa la gestione di un club di Serie C nel calcio. Costi a cui si aggiungono, ovviamente, quelli per trasferte e altre attività, oltre a quelli di gestione delle strutture del club.

In Umbria, tra le tre squadre iscritte al Campionato di Serie C Girone B, è la Ternana ad avere i costi più alti, sfiorando gli 8,7 milioni di euro. E’ la quarta cifra più alta tra tutti i club di C dei tre gironi.

Alti anche i costi per il Perugia: più di 4,6 milioni di euro. Il Gubbio supera invece di poco i 2 milioni.

Spese non sempre in linea con i risultati sportivi. Nel Girone B, quello delle umbre, la Ternana senza la penalizzazione per i tardivi pagamenti sarebbe al quarto posto. E l’Arezzo, primo in classifica, ha la seconda spesa maggiore. Il Gubbio vede un certo allineamento tra classifica di spesa e di punti conquistati. Non il Perugia, che ha la quarta spesa più alta, ma occupa la quartultima posizione (oltre al Rimini escluso).

Catania – 14.210.854 €
Benevento – 10.867.445 €
Salernitana – 10.692.159 €
Ternana – 8.695.511 €
Arezzo – 8.111.057 €
Trapani – 6.825.799 €
Union Brescia – 6.569.545 €
L.R. Vicenza – 6.544.353 €
Ascoli – 5.552.998 €
Triestina – 5.183.516 €
Crotone – 5.167.245 €
Cosenza – 4.994.207 €
Ravenna – 4.657.395 €
Perugia – 4.603.902 €
Cittadella – 4.503.888 €
Novara – 4.103.536 €
Potenza – 4.036.554 €
Campobasso – 3.906.446 €
Lecco – 3.824.153 €
Guidonia Montecelio – 3.410.989 €
Casarano – 3.345.197 €
Sorrento – 3.144.740 €
Torres – 3.159.661 €
Casertana – 3.068.781 €
Monopoli – 3.048.770 €
Audace Cerignola – 3.686.510 €
Foggia – 2.744.472 €
Vis Pesaro – 2.693.084 €
Livorno – 2.595.452 €
Giugliano – 2.251.858 €
Lumezzane – 2.320.481 €
Siracusa – 2.328.194 €
AlbinoLeffe – 2.441.002 €
Dolomiti Bellunesi – 2.088.368 €
Gubbio – 2.065.561 €
Latina – 2.005.635 €
Pineto – 1.998.750 €
Cavese – 1.957.083 €
Pro Patria – 1.866.771 €
Sambenedettese – 1.803.257 €
Team Altamura – 1.773.406 €
Alcione Milano – 1.676.685 €
Renate – 1.656.687 €
Forlì – 1.317.126 €
Pergolettese – 1.280.164 €
AZ Picerno – 1.299.032 €
Arzignano Valchiampo – 1.242.928 €
Pianese – 1.193.182 €
Bra – 1.101.209 €
Pontedera – 1.066.781 €
Giana Erminio – 946.858 €
Carpi – 879.087 €
Virtus Verona – 791.797 €
Ospitaletto – 664.055 €

Tir a fuoco, esplosioni e Raccordo chiuso per ore e traffico in tilt

Erano passate da poco le 6 di questa mattina, mercoledì, quando lingue di fuoco ed esplosioni sono state avvertita all’inizio del viadotto del Raccordo autostradale Perugia – Bettolle, a Ponte San Giovanni.

A fuoco un mezzo pesante che trasportava materiali edili, andato completamente distrutto nel viadotto Volumini, poco dopo la galleria, in direzione Roma.

Il conducente fortunatamente è rimasto illeso.

Sul posto, oltre ai vigili del fuoco, sono intervenuti il personale Anas e la polizia di Stato. Il Raccordo autostradale è chiuso per più di due ore, con conseguenze per il traffico, in particolare a Ponte San Giovanni.

Morti sul lavoro, i dati in Umbria e il confronto con il resto d’Italia

Nel corso del 2025 sono state 17 le vittime sul lavoro in Umbria su un su circa 373mila lavoratori ufficiali. Con un’incidenza di 46.5 che è la terza peggiore in Italia.

La situazione più grave nell’ultimo anno si è registrata nella provincia di Perugia, che con 13 decessi su 283.327 lavoratori ha un’incidenza di 45.9. In zona rossa anche la provincia di Terni, che con 4 decessi su poco meno di 90mila lavoratori ha un’incidenza di 44.6.

I dati nazionali

Sono i dati dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, che nel 2025 conta 1.093 infortuni mortali totali: 798 in occasione di lavoro e 295 in itinere. La maglia nera per il maggior numero di vittime in occasione di lavoro va ancora alla Lombardia (112). Seguono: Campania (80), Veneto (76), Emilia-Romagna e Piemonte (65), Sicilia (64), Lazio (60), Puglia (58), Toscana (50), Marche (27), Liguria (26), Calabria (21), Sardegna (18), Umbria e Trentino-Alto Adige (17), Abruzzo (16), Basilicata (12), Friuli-Venezia Giulia (10), Molise (3) e Valle d’Aosta (1).

Il settore più colpito è quello delle costruzioni, con 148 decessi in occasione di lavoro; seguito da attività manifatturiere (117), trasporti e magazzinaggio (110) e commercio (68).

Incidenti stradali, due vittime umbre | Così sono morti Giulio e Marco

Due vittime umbre, nella giornata di sabato, per altrettanti incidenti stradali. Si tratta del 22enne Giulio Carlaccini, di Amelia, dipendente della Molini Popolari Riunioni di Umbertide, e del 39enne Marco Settimi, guardia giurata, di Giove.

Il primo incidente si è verificato lungo la E45 tra le uscite di Promano e Città di Castello. Il giovane, che stava tornando a casa dopo il turno di lavoro, era alla guida dell’utilitaria che si è scontrata contro un mezzo pesante. Per lui, inutili i soccorsi. La E45 è rimasta temporaneamente chiusa, con uscita obbligatoria allo svincolo di Promano al km 111,000 e rientro a Città di Castello sud al km 118,200 , con percorso alternativo su ex ss3bis tiberina. Sul posto, insieme ai soccorritori sanitari e ai vigili del fuoco, hanno operato la polizia stradale e l’Anas.

Marco Settimi ha invece perso la vita nel Viterbese, sulla Cassia tra Capranica e Vetralla. L’auto su cui viaggiava insieme a due colleghi – trasportati in ospedale in codice rosso – si è scontrata contro un pullman. Una ventina di passeggeri sono rimasti feriti.

Frana, Flaminia chiusa tra Spoleto e Terni

In serata Anas ha fatto sapere che “a causa della presenza di materiale ancora instabile (fango e detriti) in scivolamento dalla scarpata di monte, la SS3 “Flaminia”

Resta provvisoriamente chiusa la Flaminia tra Terni e Spoleto, a causa della presenza di materiale ancora instabile in scivolamento dalla scarpata del monte, dopo la frana che si è verificata nel pomeriggio di oggi, mercoledì, nei pressi di Strettura.

Il traffico è deviato sulla SS209 “Valnerina”.

Sono intervenuti i tecnici e il personale Anas per gli interventi necessari a ripristinare la circolazione nel più breve tempo possibile, compatibilmente con le condizioni meteo.