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Autore: Matteo Savino

Incidenti mortali sul lavoro, l’Umbria in zona “gialla”

Con 3 morti sul lavoro dall’inizio dell’anno ed un indice di incidenza degli infortuni del 7,9% rispetto ai 377.78 addetti regolari, l’Umbria viene collocata in zona “gialla” dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega, presieduto da Mauro Rossato. Cioè con un’indice di incidentalità medio-basso. Nello stesso periodo, un anno fa, la Puglia era in zona “rossa” (rischio massimo).

E’ in zona “rossa” la provincia di Perugia, con un indice del 10,5% (3 decessi tra i 284.891 addetti).

​IL RISCHIO DI MORTE REGIONE PER REGIONE, DA NORD A SUD

A finire in zona rossa ad aprile 2026, con un’incidenza superiore a +25% rispetto alla media nazionale (Im=Indice incidenza medio, pari a 8,1 morti sul lavoro ogni milione di lavoratori) sono: Sicilia, Liguria, Veneto, Puglia e Campania. In zona arancione: Molise, Toscana, Piemonte e Sardegna. In zona gialla: Umbria, Lombardia, Emilia-Romagna e Marche. In zona bianca: Lazio, Abruzzo, Friuli-Venezia Giulia, Calabria, Trentino-Alto Adige, Basilicata e Valle d’Aosta.

​MORTI E INFORTUNI IN ITALIA AD APRILE 2026

Ad aprile 2026 sono 278 le vittime sul lavoro in Italia, delle quali 196 in occasione di lavoro (15 in meno rispetto ad aprile 2025) e 82 in itinere (2 in più rispetto al 2025). La maglia nera per il maggior numero di vittime in occasione di lavoro va ancora alla Lombardia (30). Seguono: Veneto (26), Sicilia (22), Campania (19), Piemonte (16), Toscana (15), Puglia (14), Lazio ed Emilia-Romagna (13), Liguria (8), Sardegna (5), Marche (4), Umbria (3), Abruzzo, Friuli-Venezia Giulia e Calabria (2), Molise e Trentino-Alto Adige (1).

IL FENOMENO INFORTUNISTICO PER ETÀ: GLI OVER 65 SONO I PIÙ COLPITI

L’Osservatorio mestrino elabora anche l’identikit dei lavoratori più a rischio per fascia d’età e lo fa sempre attraverso le incidenze di mortalità (numero di decessi per milione di occupati).

Nel primo quadrimestre del 2026, considerando le vittime in occasione di lavoro, l’incidenza più elevata si registra ancora nella fascia d’età degli ultrasessantacinquenni (27,7). Seguono i lavoratori tra i 55 e i 64 anni (13,9) e quelli tra i 15 e i 24 anni (8,6).

In termini assoluti, invece, la fascia più colpita dagli infortuni mortali in occasione di lavoro è quella tra i 55 e i 64 anni (78 vittime su un totale di 196).

DONNE E INFORTUNI MORTALI

In totale sono 28 le donne decedute nel 2026 (come nel 2025). Di queste, 16 hanno perso la vita in occasione di lavoro (4 in più del 2025) e 12 in itinere (4 in meno del 2025), cioè nel percorso casa-lavoro.

LAVORATORI STRANIERI: RISCHIO MORTALE ANCORA PIÙ CHE TRIPLO

Sono 77 gli stranieri vittime di infortuni sul lavoro, su un totale di 278, di cui 53 deceduti in occasione di lavoro e 24 in itinere. Il rischio di morte sul lavoro è oltre tre volte superiore rispetto a quello per i lavoratori italiani: 20,5 morti ogni milione di occupati, contro un indice di 6,6 degli italiani.

I SETTORI PIÙ COLPITI AD APRILE 2026

Alla fine di aprile 2026 i settori più colpiti sono Costruzioni, Trasporti e Magazzinaggio e Attività Manifatturiere.

I GIORNI PIÙ PERICOLOSI AD APRILE 2026

Il venerdì risulta essere il giorno più luttuoso della settimana, ovvero quello in cui si sono verificati più infortuni mortali a fine aprile 2026 (20,9%). Seguito da giovedì (20,4%) e lunedì (19,9%).

DENUNCE DI INFORTUNIO A FINE APRILE 2026: IN AUMENTO +6,4%

Le denunce di infortunio totali, registrate a fine aprile 2026, sono 204.573, in aumento del 6,4% rispetto ad aprile 2025.

Il numero più elevato di denunce totali si registra nelle Attività Manifatturiere (21.460). Seguono: Sanità (11.707), Costruzioni (11.316), Trasporto e Magazzinaggio (10.289) e Commercio (10.252).

Ad aprile 2026, le denunce di infortunio presentate dalle lavoratrici sono 76.571 (60.767 in occasione di lavoro), mentre quelle degli uomini ammontano a 128.002 (112.250 in occasione di lavoro).

Infine, le denunce dei lavoratori stranieri sono 41.648 su 204.573 (circa 1 su 5), 35.085 in occasione di lavoro su un totale di 173.017 (ancora circa 1 su 5).

In Umbria 402mila lavoratori irregolari producono il 2,8% della ricchezza regionale

In Umbria nel 2023 (ultimo dato per il quale l’Istat ha raccolto delle stime) c’erano oltre 37mila lavoratori irregolari. Una percentuale di quasi il 10% rispetto al totale dei lavoratori. Un’economia che vale il 4,5% del valore aggiunto della regione, per 1.090 milioni di euro.

Questa l’elaborazione fatta dall’Ufficio studi della Cgia sulla base degli ultimi dati Istat disponibili.

In Italia il volume d’affari generato dall’economia sommersa supera i 77 miliardi di euro all’anno. Oltre un terzo di questa ricchezza prodotta irregolarmente (27,5 miliardi, il 35,7%) si concentra nelle regioni del Mezzogiorno, dove si registra anche la quota più elevata di lavoratori coinvolti. Su un totale nazionale di 2,6 milioni di occupati irregolari, infatti, il 37,5% opera nel Sud.

Ma oggi il lavoro sommerso è diffuso in misura preoccupante anche nel Centro (16,5 miliardi) e nel Nord (19,4 miliardi nel Nordovest e 13,7 miliardi nel Nordest).

Quanto alla propensione al “nero” delle regioni, vale a dire l’incidenza percentuale dell’ammontare riconducibile al valore aggiunto del lavoro irregolare sul valore aggiunto totale regionale, la quota più elevata (l’8,3%), interessa la Calabria. Seguono la Campania (7%), la Sicilia (6,4%), e la Puglia (6,3%). La media nazionale è del 4%.

Dei 2.608.600 occupati non regolari stimati in Italia dall’Istat, 979.500 sono ubicati nel Mezzogiorno, 634.000 nel Nordovest, 572.300 nel Centro e 422.800 nel Nordest. Il tasso di irregolarità, dato dal rapporto tra il numero degli irregolari e il totale occupati per regione, vede la presenza più significativa sempre nel Sud e, in particolare, in Calabria con il 17,9%. Seguono la Campania con il 14,4% e la Sicilia con il 14%. Il dato medio Italia è del 10%.

A livello settoriale, le situazioni più critiche si riscontrano nei servizi alla persona, dove il tasso di irregolarità raggiunge il 48,8%. In questo comparto rientrano soprattutto colf, badanti e altre figure impegnate nell’assistenza domestica. Seguono l’agricoltura, con un tasso di irregolarità del 20,8%, e le attività artistiche e di intrattenimento (attori, cantanti, spettacoli viaggianti, giochi, parchi divertimento, etc.) al 20,3%.

(immagine generica di archivio)

Voli Hello Fly cancellati, Sase assicura: scalo operativo, il carburante c’è

Cancellazioni non dovute all’assenza di carburante, ma scelte commerciali della compagnia aerea Hello Fly, che ha annullato tutti i voli di collegamento tra l’aeroporto di Perugia e Pantelleria e Lampedusa nei mesi di giugno e luglio. Voli che al momento sono garantiti per i mesi successivi.

Troppe poche le prenotazioni per far alzare gli aerei. E così, con una mail, la compagnia ha annunciato a chi aveva prenotato per l’estate che i voli sono annullati e che saranno ovviamente rimborsati. Con il rischio concreto, comunque, di vedersi rovinate le vacanze.

“Non esiste alcuna criticità legata alla disponibilità di carburante presso lo scalo” ha spiegato con una nota Sase, la società che gestisce l’aeroporto San Francesco di Assisi. Temendo che i timori sul carburante possano scoraggiare le prenotazioni dei voli.

“L’attuale contesto internazionale – si legge nella nota – sta determinando un significativo aumento dei costi del carburante avio, con inevitabili ripercussioni economiche per le compagnie aeree, in particolare per gli operatori di minori dimensioni. Solo in casi isolati, che coinvolgono prevalentemente vettori di dimensioni molto piccole, possono verificarsi rimodulazioni delle frequenze o revisioni temporanee dei programmi di volo. Tali decisioni rientrano esclusivamente nelle valutazioni commerciali e industriali delle singole compagnie e non dipendono dalla disponibilità di carburante o dall’operatività dell’infrastruttura aeroportuale. Tuttavia, a livello nazionale ed europeo, i livelli di regolarità operativa restano ampiamente elevati. Nel caso specifico, le modifiche operative finora hanno interessato meno dello 0,3% dei voli programmati da/per l’Aeroporto dell’Umbria”.

Insomma, il carburante c’entra, ma per i costi, non per gli approvvigionamenti, ancora garantiti.

L’Aeroporto dell’Umbria conferma “la piena regolarità delle proprie attività e l’assenza di problematiche che possano compromettere il regolare svolgimento della stagione estiva. Lo scalo continua infatti a operare regolarmente con il proprio network nazionale e internazionale, garantendo piena operatività ai vettori partner e ai passeggeri”.

Sase ricorda che dopo un mese di aprile che ha segnato il nuovo record storico mensile di traffico passeggeri, maggio ha visto la ripresa dei voli British Airways da/per Londra Heathrow, mentre dal 3 giugno riprenderanno anche i collegamenti Ryanair da/per Brindisi. Nei prossimi giorni, complici il weekend e il ponte del 2 giugno, l’aeroporto gestirà nuovi picchi di traffico con oltre 15mila passeggeri attesi in pochi giorni, confermando il forte trend di crescita dello scalo e la piena regolarità delle operazioni.

Revoca gara Tpl, si avvia il lavoro per la nuova procedura

“Questa è una grande vittoria della Filt Cgil e della Cgil tutta, che hanno portato avanti con determinazione una grande battaglia sindacale, ma innanzitutto dei lavoratori che in questi cinque anni di lotta, per essere ascoltati, sono stati costretti a manifestare e scioperare per ben dieci volte”. Così il sindacato dei lavoratori dei trasporti dell’Umbria, guidato dal segretario generale Ciro Zeno, commenta la decisione della Regione Umbria di revocare la precedente gara del trasporto pubblico locale – che secondo la Filt avrebbe portato gravi criticità a cittadini e lavoratori – e procedere ex novo con una nuova gara che, secondo le prime aspettative, si punta ad espletare nella seconda metà del 2028.

La segreteria regionale della Filt Cgil, rappresentata dal segretario generale Zeno e dai segretari regionali Stefano Maiarelli e Andrea Tamburini, fa il punto dopo l’annuncio della notizia: “Diamo atto a questa amministrazione regionale – hanno sottolineato Zeno, Maiarelli e Tamburini – di averci voluto ascoltare e di aver verificato in maniera competente ciò che sostenevamo. La precedente giunta, infatti, per paura di ascoltare le nostre osservazioni, aveva per quattro anni escluso totalmente dal tavolo di confronto la nostra organizzazione sindacale, la più importante del settore in Umbria. Ora dobbiamo metterci tutti al lavoro e chiediamo di essere convocati a un tavolo congiunto con Regione Umbria, Umbria Mobilità e tutte le organizzazioni sindacali di categoria, nessuna esclusa, per costruire con la massima sinergia un nuovo bando condiviso, tecnicamente e legalmente ineccepibile, e che scongiuri ogni impugnazione giuridica. La precedente gara era invece, secondo noi, attaccabile giuridicamente in più parti. È necessario fare bene e presto poiché ogni anno che passa vengono ridotte le risorse nazionali destinate al tpl. Con questa nuova impostazione, noi siamo pronti a dare tutto il nostro supporto alle istituzioni”.

L’assessore regionale ai trasporti Francesco De Rebotti e l’amministratore unico di Umbria Mobilità, Emilio Giacchetti, avevano illustrato il lavoro portato avanti negli ultimi mesi dalla Regione e dall’Agenzia Umbria Mobilità, con particolare riferimento agli atti approvati dalla Giunta regionale nella giornata del 26 maggio, considerati fondamentali per l’avvio della nuova procedura di gara.

“Abbiamo sentito la necessità di rendere pubblico il lungo lavoro svolto in questi mesi – le parole dell’assessore Francesco De Rebotti – poiché riteniamo che il trasporto pubblico locale rappresenti un tema centrale per la qualità della vita delle nostre comunità, meritando, quindi, un approfondimento serio e trasparente. Quando ci siamo insediati abbiamo trovato un percorso già avviato, ma con evidenti necessità di intervento, sia sotto il profilo tecnico sia rispetto alla visione complessiva del sistema della mobilità regionale. Le due delibere strategiche ieri approvate dalla Giunta, Piano di Bacino e di Tariffazione da considerarsi propedeutiche alla gara stessa, erano rimaste appese sul finire della passata legislatura, non fatte proprie e non considerate anche in relazione alle ricadute che la loro acquisizione avrebbe avuto, in prospettiva, sulle tasche dei cittadini e sul bilancio dell’Ente”.
Uno dei punti centrali illustrati dall’assessore riguarda proprio il tema tariffario. “Abbiamo affrontato il problema dei costi che sarebbero automaticamente aumentati con l’avvio del nuovo servizio – ha spiegato – individuando le risorse necessarie per neutralizzarne completamente gli effetti. Quando il nuovo gestore entrerà definitivamente in scena, nella seconda parte del 2028, i cittadini umbri non subiranno aumenti sul costo dei biglietti e degli abbonamenti rispetto alle tariffe attuali, questo perché la Giunta ha provveduto a inserire nel proprio bilancio triennale le risorse necessarie a sterilizzare gli aumenti che si sarebbero determinati solamente applicando le previsioni Istat scaturite da ben 15 anni di mancata applicazione”.
De Rebotti ha spiegato che la giunta regionale ha altresì approvato il capitolato relativo alla nuova centrale di monitoraggio del servizio. “Si tratta di uno strumento strategico – ha sottolineato – che consentirà finalmente alla Regione di acquisire e analizzare in tempo reale i dati sul trasporto pubblico in tutto il territorio umbro: flussi di utenza, percorrenze, modalità di utilizzo dei titoli di viaggio e dinamiche del servizio. Una conoscenza indispensabile per costruire una gara solida e coerente con le esigenze reali dei cittadini, passaggio fondamentale per garantire, con continuità, un miglior servizio agli utenti, nell’ottica dell’efficienza, del rispetto dell’ambiente, della maggiore fruibilità da parte di tutti i cittadini e cittadine”.

L’assessore ha inoltre evidenziato il lavoro svolto per rafforzare l’impianto della gara e renderlo più affidabile dal punto di vista finanziario e tecnico. Tra gli interventi citati, la definizione della nuova area deposito di Perugia a Santa Lucia, frutto del confronto con Enel per la gestione del fabbisogno energetico legato alla futura flotta, con risparmio finanziario evidente e rinuncia ad ulteriore consumo di suolo che si sarebbe realizzato con la nuova struttura ipoteticamente prevista nell’area di Vestricciano.
Altro tema centrale è il superamento del limite di aggiudicazione dei lotti, scelta ritenuta funzionale a favorire una maggiore integrazione del servizio su scala regionale, consentendo un maggiore appeal della gara rispetto ad operatori di mercato potenzialmente adeguati a portare reale valore aggiunto, finanziario e tecnologico.
Particolare attenzione è stata dedicata anche alla tutela occupazionale. “Abbiamo lavorato mantenendo costante il confronto con tutti i sindacati e con i lavoratori del settore – ha aggiunto De Rebotti – perché rappresentano un patrimonio di competenze e conoscenza del sistema. Nella nuova gara saranno valorizzati gli elementi legati alla clausola sociale, alla riduzione del ricorso al subappalto e al miglioramento delle condizioni contrattuali”.

L’amministratore unico di Umbria Mobilità, Emilio Giacchetti, ha parlato di “un lavoro complesso, ma necessario, per mettere in sicurezza il futuro del trasporto pubblico regionale. La gara mancava da quindici anni – ha ricordato – e l’Umbria aveva l’obbligo di arrivare a una procedura stabile, solida e meno esposta ai rischi di contenzioso. In questi mesi abbiamo svolto una due diligence approfondita sugli atti esistenti, verificando criticità tecniche, finanziarie e procedurali”.
Giacchetti ha confermato che la Regione procederà alla revoca della precedente procedura del 2024 per avviare una nuova gara attraverso una procedura aperta. “Questa scelta – ha spiegato – consentirà di ridurre i tempi della fase successiva alla pubblicazione del bando e di arrivare all’entrata in servizio del nuovo gestore entro il secondo semestre del 2028, come già previsto. Stavolta la gara si farà davvero, prevedendo una reale tutela degli utenti grazie alla sterilizzazione degli aumenti e al miglioramento tecnologico del servizio, nel pieno rispetto della libertà d’impresa e dei diritti dei lavoratori e lavoratrici”.

E’ stato inoltre ribadito l’obiettivo di costruire un sistema integrato della mobilità regionale, capace di collegare trasporto su gomma, ferrovia e mobilità sostenibile.

Rispetto a quanto annunciato dalla Regione, in merito ai nuovi indirizzi e alla nuova impostazione della futura gara, Zeno ha fatto il suo plauso ai cambiamenti più auspicati dal sindacato. “Innanzitutto il tema del subappalto – ha spiegato il segretario generale della Filt umbra –: mentre prima era previsto il 49,9% di subappalto del servizio, ora viene premiata la società che invece ne riduce la percentuale. Altra questione centrale è la possibilità di avere un progetto unico di Tpl per l’intera regione, con premialità per chi si proporrà di gestire l’intera Umbria dei trasporti. Dal nuovo bando sarà infatti escluso il limite di aggiudicabilità di un solo lotto (i lotti sono quattro), come invece precedentemente previsto. Ora, un singolo grande soggetto può prendersi tutti i quattro lotti in cui è diviso il servizio in Umbria. Avere a gestire l’intero servizio una sola grande impresa, che ha quindi margini di manovra sicuramente più ampi rispetto a un’azienda più piccola, favorendo quindi economie di scala, è sicuramente una migliore garanzia per i lavoratori e per un’organizzazione e gestione più efficiente ed efficace del servizio stesso”. Altri passaggi particolarmente apprezzati sono stati il blocco delle tariffe e la tariffazione unica regionale – “mentre prima ogni singolo gestore di lotto poteva autonomamente alzare il costo del biglietto anche del 20%” – e la decisione di mantenere l’area deposito nel quartiere perugino di Santa Lucia, dove già sono presenti strutture e servizi, piuttosto che realizzarne uno nuovo in luoghi più distanti.

Elezioni, ecco i sei nuovi sindaci dell’Umbria

Questi i risultati nei sei Comuni umbri interessati dal voto amministrativo per la scelta del sindaco ed il rinnovo del Consiglio comunale.

Calvi dell’Umbria

Sandro Spaccasassi 100% SINDACO

Attigliano

Leonardo Vincenzo Fazio 63,73% SINDACO

Daniele Nicchi 36,27%

Ferentillo

Sebastiano Torlini 54,16% SINDACO

Massimiliano Costantini 45,84%

Giove

Marco Morresi 60,91% SINDACO

Rita Benigni 39,09%

Scheggino

Fabio Dottori 77,78% SINDACO

Paolo Chiappini 21,86%

Pietro Gagliano 0,36%

Giorgia Gorini

Carlo Stefanelli

Valfabbrica

Enrico Bacoccoli 85,06% SINDACO

Loredana Petrosi 14,94%

Due cacciatori gemelli morti folgorati a Magione

Due gemelli di 22 anni, Giacomo e Francesco Fierloni, hanno perso la vita nella tarda serata di martedì rimanendo folgorati nel tentativo di recuperare uno dei richiamo per la caccia al colombaccio.

Il drammatico incidente si è verificato in località La Goga di Magione.

I due giovani cacciatori stavano tentando di recuperare un volatile da richiamo posato sui fili elettrici di media tensione (20.000 Volt), situati a un’altezza di circa 10 metri. Utilizzando un palo metallico, avrebbero urtato i cavi, venendo fulminati da una scarica elettrica sviluppatasi tramite arco voltaico.

Sul posto sono intervenuti tempestivamente due equipaggi del 118, che hanno praticato manovre di rianimazione cardiopolmonare, purtroppo senza esito, dichiarando infine il decesso dei due cacciatori.
I vigili del fuoco, dopo aver collaborato con il personale sanitario, hanno provveduto al recupero dei corpi, che giacevano in un’area non accessibile ai normali mezzi di soccorso, e alla loro consegna al personale necroforo.

Sul luogo dell’incidente erano presenti anche i carabinieri, che hanno eseguito i rilievi del caso per chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto.

Progetto stadio-clinica a Terni, il Tar dà ragione alla Regione

Il Tar dell’Umbria ha dato ragione alla Regione Umbria, accogliendo il ricorso che annulla gli effetti della determina dirigenziale 2088 del 23 luglio 2025 con cui il Comune di Terni dava il via libera al progetto della clinica legato alla ristrutturazione dello stadio Liberati.

Nello studio di fattibilità del progetto si leggeva: “(…) si propone come contributo necessario per la realizzazione della riqualificazione e valorizzazione dello Stadio “Libero Liberati” di Terni la possibilità di realizzare una Casa di Cura/Clinica privata nell’area c.d. “Ternanello” (…)”. Si aggiunge, al riguardo, che “[l]a decisione appena evidenziata, che prevederà come condizione di sostenibilità economico finanziaria di una quota non superiore al 50% dei Posti Letto previsti in convenzionamento al Servizio Sanitario
Regionale, nasce quindi per la necessità, indicata dalla richiamata legge di trovare la fattibilità tecnico-economica-finanziaria e la copertura del c.d. servizio del debito attraverso la proposizione di ricavi certi e garantiti (…)”.

Per i giudici amministrativi l’atto del Comune di Terni si fonda su un assunto sbagliato e cioè che la determina regionale conclusiva della conferenza dei servizi avesse approvato anche il progetto della clinica, subordinandone poi la rispondenza alla programmazione sanitaria regionale. “Nessun elemento presente nella formulazione del dispositivo della determinazione conclusiva della conferenza di servizi decisoria – si legge nella sentenza del Tar – sorregge una tale interpretazione”.

La Regione: superiamo questa fase

Si può quindi procedere con la ristrutturazione dello stadio, ma per la realizzazione di una nuova clinica a Terni occorre avere l’assenso da parte della Regione. Che in un comunicato scrive: “Al termine di questo iter processuale, la presidente e la Giunta ribadiscono di aver sempre agito per garantire la piena legittimità dell’azione amministrativa. È piena volontà della Giunta, superare questa fase, rilanciando l’azione di governo volta a dare risposte sul fronte sanitario e dell’impiantistica sportiva della città di Terni”.

Il sindaco: al Consiglio di Stato

Intanto attraverso il sito del Comune di Terni il sindaco Stefano Bandecchi ha comunicato di ricorrere al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar. Ulteriore ricorso al quale stanno lavorando i legali.

Guerra in Iran, per le famiglie umbre salasso in bolletta di 136 milioni di euro

Nomisma Energia stima un aggravio della spesa delle bollette per elettricità e gas da parte di famiglie umbre di 136 milioni di euro se si manterrà l’aumento dei costi di prodotti petroliferi e gas a ausa della guerra in Medio Oriente.

Aumenti dell’energia che influiranno anche sui bilanci delle aziende, come già lamentato da Confartigianato Imprese Umbria.

L’Ufficio studi della Cgia ha rilevato l’andamento di alcune materie prime, nel settore agricolo e in quello dei metalli, che poi si riflettono sul costo dei prodotti finali. Considerando anche gli incrementi poi applicati per le maggiori spese sostenute per il trasporto. Il timore è che si possa già ripetere quanto vissuto quando scoppiò il conflitto russo-ucraino.

Questi i prezzi di alcune materie prime rilevati:

Frumento Frumento tenero ENEXT +8,9%
Granoturco Granoturco ENEXT +4,2%
Alluminio Alluminio Alloy LME +3,9%
Farina di soia Farina di soia HP NWE +1,2%
Nickel Nickel LME -1,9%
Rame Rame grado A LME -2,6%
Piombo Piombo LME -2,7% –
Zinco Zinco SHG LME -3,0%

Muore investita da una betoniera nel cantiere di casa

Indagini in corso da parte della Procura della Repubblica di Spoleto sulla morte di una donna, investita da una betoniera nella sua proprietà a Pantalla di Todi.

Secondo una prima ricostruzione, il mezzo da cantiere stava lavorando nel terreno per la realizzazione di una piscina. Il conducente non si è accorto che la donna, anziana e con problemi di deambulazione, si era spostata dietro al mezzo, investendola.

Inutili i soccorsi del personale del 118 e dei vigili del fuoco. I rilievi sono stati effettuati dai carabinieri della Compagnia di Todi.

Fuga di gas, topi e salvataggio da soffocamento: cronaca in asili e scuole umbre

Giornata che ha visto scuole e asili dell’Umbria al centro di fatti di cronaca, quella di oggi, lunedì, in Umbria.

A metà mattinata è stato evacuato l’asilo nido di Villa Pitignano per una segnalazione alla Asl, da parte delle insegnanti, di un forte odore di gas.

I bambini, al di sotto dei 3 anni, sono portati all’esterno dalle maestre, in una zona sicura, per consentire ai vigili del fuoco di trovare la perdita di metano, in cucina, e mettere in sicurezza l’edificio. Il personale della Asl, giunto con tre autoambulanze, ha effettuato controlli sui bambini, che fortunatamente presentavano parametri vitali e segni clinici nella norma.

A Todi i consiglieri comunali del Pd hanno chiesto chiarimenti sulla situazione vissuta nella scuola primaria, dove sembra che non si riesca a far fronte alla presenza dei topi

Si è inoltre appreso oggi un fatto avvenuto nei giorni scorsi all’Istituto comprensivo Gualdo Tadino – Casacastalda, dove la professoressa Sonia Radicchi, grazie alle pratiche di primo soccorso, ha salvato la vita ad una studentessa 13enne che stava soffocando per un boccone andato di traverso durante la ricreazione.