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Le tensioni geopolitiche stanno ridefinendo le catene di fornitura mondiali: il convegno Federmanager e Adaci

Le tensioni geopolitiche stanno ridefinendo le catene di fornitura mondiali. E il riavvicinamento di alcune produzioni ai mercati europei rappresentano una sfida decisiva per il futuro economico dell’Umbria. Ma l’attrattività non è scontata: senza infrastrutture moderne, servizi digitali avanzati e politiche di sostegno agli investimenti, la regione rischia di essere tagliata fuori dai nuovi flussi industriali, con conseguente perdita di competenze e occupazione qualificata. È il messaggio che arriva da “Supply Chain 2030: dalla logistica operativa alla strategia industriale”, il confronto promosso da Federmanager Perugia e Adaci, l’Associazione italiana Acquisti e Supply Management, e ospitato nella sede di Umbragroup a Foligno.

L’incontro ha riunito manager, imprenditori, professionisti e rappresentanti delle istituzioni per discutere del futuro delle catene di fornitura come leva strategica di competitività.

La geografia della Supply Chain si sta ridisegnando

Come è emerso nel corso del convegno, coordinato dal professor Luca Ferrucci, docente di Economia e Management delle imprese all’Ateneo di Perugia, nell’attuale scenario geopolitico la geografia della Supply Chain si sta ridisegnando. Se da un lato alcune lavorazioni rimarranno globali, molte altre verranno riportate vicine ai mercati di destinazione. “La Supply Chain non sarà più soltanto la catena che collega un’impresa ai suoi fornitori – ha sottolineato Ferrucci -. Sarà il punto di incontro tra strategia aziendale, geopolitica e politica territoriale. E proprio sulla capacità dei singoli territori di offrire filiere di fornitura di qualità, infrastrutture integrate ed efficienti (porti, aeroporti, collegamenti ferroviari e stradali efficienti), aree industriali attrezzate, servizi digitali avanzati e pubbliche amministrazioni che agevolino gli investimenti necessari a rendere competitive le aree da loro amministrate, che si gioca una parte importante della competitività futura del nostro sistema produttivo ed in particolare anche di quello umbro. I territori dovranno diventare dei luoghi nei quali valga la pena costruire, ricostruire e mantenere le filiere. Il futuro è caratterizzato da molte criticità ma offre anche delle grandi opportunità per quelle aree che saranno pronte ad intercettare i flussi delle forniture che saranno trasferite in luoghi più prossimi ai mercati di destinazione. Se un territorio non riuscirà ad attrarre investimenti, perderà opportunità occupazionali qualificate; se perde giovani e competenze, diventerà ancora meno attrattivo per le imprese; se la base produttiva si indebolisce, anche i servizi, la formazione e le infrastrutture tendono a svilupparsi più lentamente. La geografia delle Supply Chain può quindi amplificare le differenze territoriali invece di ridurle”.

Paradisi (Federmanager): appello per l’attrattività del territorio

Il quadro preoccupante tracciato dal mondo manageriale, sintetizzato anche nelle conclusioni e l’appello del presidente di Federmanager Perugia, Francesco Paradisi, riguarda dunque il rischio di un circolo vizioso: “Un territorio incapace di attrarre investimenti perde i propri giovani e i profili ad alta specializzazione, diventando progressivamente meno attrattivo e indebolendo anche il sistema dei servizi e della formazione”. Rimarcando come il futuro delle filiere industriali richieda una chiara visione d’insieme, l’auspicio di Federmanager Perugia è quindi “l’apertura immediata di un tavolo di confronto permanente tra i varie rappresentanze territoriali degli operatori con le istituzioni territoriali con responsabilità regolatorie e di pianificazione, affinché l’Umbria si attrezzi tempestivamente per intercettare i nuovi flussi produttivi prima che vengano dirottati verso altre regioni”.

I contributi tecnico-scientifici

Ad aprire l’incontro sono stati i saluti istituzionali di Francesco Paradisi, presidente di Federmanager Perugia, e di Valerio Cao, vicepresidente di Adaci Toscana e Umbria, insieme al benvenuto di Beatrice Baldaccini, Chief People & Brand Officer e vicepresidente del Cda di Umbragroup. I lavori sono subito entrati nel vivo con il caso aziendale presentato da Sara Ortolani, CEO HSE e Integrated Supply Chain Director, come modello di evoluzione organizzativa. 

Il programma si è poi articolato in moduli specialistici, a partire da “Trasporti e intermodalità”, condotto dal dott. Luca Bianchina Amministratore Delegato della Fratelli Ferretti di Perugia, azienda storica che opera nel settore dei trasporti internazionali, della logistica e delle spedizioni doganali da oltre settanta anni, che ha focalizzato il suo intervento sull’importanza sempre maggiore delle infrastrutture, portuali e aeroportuali, viarie, piattaforme logistiche e digitali in un contesto in  cui la Supply Chain sta evolvendo da sistemi di trasporto multimodale a sistemi di trasporto intermodale. Nel nuovo contesto diventa sempre più strategica la gestione centralizzata delle informazioni relative alla movimentazione delle merci, in modo da garantire maggiore efficienza, flessibilità e sicurezza del trasporto, che necessita però di infrastrutture efficienti ed integrate nel territorio. Si è poi passati al focus su “Supply Chain Risk Management”, dedicato alle coperture finanziarie, alla gestione del rischio e alla continuità operativa a fronte di shock energetici o geopolitici, approfondito dal professor Loris Nadotti, ordinario di Economia degli Intermediari Finanziari all’Università degli Studi di Perugia.

Dazi e dogane

Infine, il centro dell’attenzione si è sposato sul tema “Dazi e dogane”, incentrato sull’impatto dei nuovi equilibri normativi e del commercio internazionale sulla competitività delle imprese. Su queste ultime tematiche, due interventi hanno visto la partecipazione degli esperti della Agenzia delle Dogane e Monopoli. 

Il direttore della ADM Umbria, ing. Benedetto Tavoni, ha evidenziato il filo conduttore del convegno nella parola trasformazione e, riallacciandosi al concetto di rischio doganale, ha illustrato dapprima l’evoluzione delle barriere doganali, in particolare non tariffarie, e quindi evidenziato i principi fondamentali della Riforma del Codice doganale dell’UE approvata proprio lo scorso mese di settembre. Nel sottolineare l’importanza di saper calcolare in anticipo il Total Landed Cost – ossia il costo totale del prodotto sdoganato a terra, integrando variabili geopolitiche, dazi e costi di conformità ambientale prima ancora di firmare un contratto di fornitura – è stato posto risalto all’opportunità per le aziende affidabili che condivideranno i dati di filiera in tempo reale con le autorità doganali, di ottenere lo svincolo automatico delle merci e l’eliminazione quasi totale dei controlli fisici e burocratici alla frontiera. “È auspicabile dunque, per manager e professionisti, un salto culturale per superare l’approccio della logistica operativa con quello della strategia industriale” ha concluso Tavoni. 

A seguire, la relazione della dottoressa Angela Bruno, dell’Ufficio tecnico della Direzione ADM di Toscana e Umbria: “Le barriere doganali, dazi e misure non tariffarie, sono uno strumento di strategia politica ed economica, soprattutto nel momento attuale di tensioni geopolitiche. Conoscere e governare le barriere doganali nel quadro delle strategie aziendali vuol dire anzitutto assumerle come elementi fondamentali del contesto. Integrare le tematiche doganali nella supply chain è imprescindibile per ottenere un meccanismo efficiente che utilizza gli strumenti più adatti, trasforma gli obblighi in occasioni di consapevolezza e azzera il cosiddetto rischio doganale”.

GreenASM, ok al rinnovo dell’autorizzazione al biodigestore di Nera Montoro | Le prescrizioni

La Giunta regionale dell’Umbria ha comunicato l’avvenuta adozione della determinazione dirigenziale che conclude il procedimento di riesame con modifica e valenza di rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia) per l’impianto di digestione anaerobica e compostaggio gestito dalla società GreenASM S.r.l., situato in località Nera Montoro, nel Comune di Narni.

Un provvedimento autorizzativo che arriva a poco più di un anno dall’incendio che interessò l’area del biodigestore realizzato nell’ex Terni Chimica. Giunge a conclusione, spiegano dalla Regione, di un approfondito iter istruttorio condotto nell’ambito della Conferenza dei Servizi che ha visto la partecipazione e il contributo di tutti gli enti tecnici e territoriali preposti tra cui ARPA Umbria, Azienda USL Umbria 2, Provincia di Terni, Comune di Narni e AURI. L’atto adegua l’impianto alle più recenti e stringenti conclusioni sulle migliori tecniche disponibili europee (BAT di settore per il trattamento dei rifiuti). E fissa un quadro prescrittivo di estremo rigore, concepito per superare le criticità storiche della struttura e assicurare la massima tutela dell’ambiente e della salute pubblica a garanzia della comunità locale.

L’efficacia dell’autorizzazione è strettamente vincolata alla realizzazione di una serie di rilevanti interventi di adeguamento strutturale ed impiantistico, la cui conformità sarà preventivamente verificata dagli organi di controllo.

La parte centrale del provvedimento interviene nel rafforzamento di tutti i presidi tecnologici volti ad azzerare i disagi per la popolazione, a partire dal radicale potenziamento dei sistemi di aspirazione dell’aria e dal ripristino dell’isolamento ermetico dei capannoni. L’accesso dei camion avverrà attraverso una bussola di conferimento dotata di portoni automatici ad apertura alternata, studiata per impedire la fuoriuscita di odori non trattati, mentre la pressione interna e i sistemi di filtraggio dell’aria saranno monitorati continuamente.

Inoltre l’azienda dovrà provvedere all’innalzamento delle barriere perimetrali per i materiali stoccati, l’obbligo di lavaggio automatico delle ruote per tutti i mezzi in uscita, la netta separazione delle acque piovane dai liquidi di processo da avviare a smaltimento esterno e l’installazione di un naso elettronico di ultima generazione posizionato nei pressi del centro abitato per rilevare costantemente la qualità dell’aria.

Per garantire l’esecuzione dei lavori in condizioni di massima sicurezza e senza alcuna interferenza con la gestione ordinaria dei rifiuti, il provvedimento stabilisce una disciplina transitoria vincolante, della durata stimata in circa 12 mesi.
Prima dell’avvio dei cantieri principali, la società dovrà completare i processi in corso ed effettuare il progressivo e totale svuotamento di ogni sezione dell’impianto da qualsiasi tipologia di rifiuto, matrice organica o compost stoccato.
Per tutta la durata della fase transitoria è fatto assoluto divieto di svolgere l’attività ordinaria di trattamento biologico, digestione anaerobica e compostaggio.

Durante i lavori, l’impianto potrà operare esclusivamente come stazione di trasferenza temporanea dei rifiuti organici provenienti dai Comuni del Sub-Ambito n. 4 dell’AURI, con scarico diretto in fossa al chiuso, aspirazione d’aria attiva e immediato ricarico su mezzi autorizzati diretti a impianti terzi.

Il tempo massimo di permanenza dei rifiuti in fossa durante la trasferenza è fissato in sole 24 ore (estendibile a 48 ore esclusivamente per i conferimenti del sabato, prefestivi o in caso di limiti alla circolazione). Inoltre, durante l’esecuzione dei lavori di potenziamento della rete di aspirazione dell’aria, anche l’attività di trasferenza dovrà essere completamente sospesa, previa notifica formale con almeno 5 giorni lavorativi di preavviso.

La Giunta regionale conferma che la vigilanza sul sito industriali di Nera Montoro e sul rispetto delle norme ambientali è ai livelli massimi. Il provvedimento obbliga l’azienda a trasmettere relazioni bimestrali sullo stato di avanzamento dei lavori a Regione, ARPA e Comune di Narni, oltre all’obbligo di notifica immediata entro 24 ore in caso di qualsiasi anomalia tecnica o guasto.
ARPA Umbria, unitamente agli altri organi di controllo, garantisce un presidio ispettivo costante per assicurare l’assoluta ottemperanza di ogni prescrizione a tutela della qualità dell’aria e della salute dei cittadini.

Infine, sull’area di Nera Montoro sono in corso di istruttoria le attività per l’installazione di una nuova centralina della qualità dell’aria, previsione inserita nel DEFR dalla giunta regionale, nonché lo sviluppo di un’indagine odorigena sull’area con il Politecnico di Milano per l’individuazione di tutti gli apporti emissivi.

(l’immagine relativa all’incendio del settembre 2025)

Caro-carburanti, bando per le imprese di pesca e acquacoltura

Bando della Regione Umbria per le imprese della pesca e dell’acquacoltura contro il caro-carburanti. “Chi lavora e produce con il Lago Trasimeno o fa acquacoltura non può sostenere da solo il peso di una crisi internazionale – dichiara l’assessora con delega alla Pesca, Simona Meloni –. Questo bando ci permette di intervenire in modo rapido e con regole chiare, a tutela del reddito di imprese che custodiscono un pezzo della nostra identità regionale”.

Chi può partecipare

Micro, piccole e medie imprese armatrici di imbarcazioni da pesca nelle acque interne del Lago Trasimeno (codice ATECO 03.1) e imprese di acquacoltura (codice ATECO 03.2), con sede legale o operativa in Umbria.

Il benefico e i pagamenti

Gli interessati al bando, con i requisiti in regola, potranno ottenere un indennizzo che copre il 100% dei maggiori costi sostenuti tra il 28 febbraio e il 31 dicembre 2026 per ciascuna imbarcazione da pesca e per ciascuna impresa acquicola. Gli importi verranno calcolati sulla base dei costi standard unitari e specifici coefficienti differenziati per pesca e acquacoltura. Per la pesca contano potenza del motore (kW) e mesi di armamento. Per l’acquacoltura contano la produzione propria commercializzata nel 2025 e i mesi di attività. L’indennizzo è cumulabile con altri aiuti, anche per gli stessi costi, entro il 100% dei costi ammissibili. Una prima tranche di pagamenti andrà a coprire il periodo dal 28 febbraio al 31 agosto 2026. Il saldo, per i mesi successivi, sarà liquidato nel 2027. Tutte le domande ammissibili saranno indennizzate.

Come presentare domanda

Le domande vanno inviate solo via PEC a direzioneagricoltura.regione@postacert.umbria.it, in formato PDF, dall’8 ottobre, giorno successivo alla pubblicazione del bando sul Bollettino Ufficiale della Regione Umbria (BUR), fino a martedì 27 ottobre 2026. Nell’oggetto va riportata la dicitura “FEAMPA REGIONE UMBRIA 2021/2027 – candidatura al Bando di INTERVENTO codice 222507”. Le informazioni del bando qui https://www.regione.umbria.it/agricoltura/fondo-europeo-affari-marittimi-pesca-e-acquacoltura-feampa-

Alessandro Benedetti nuovo direttore amministrativo dell’Ospedale di Perugia

Alessandro Benedetti è il nuovo direttore amministrativo dell’Azienda Ospedaliera di Perugia. Proviene dalla ASL Toscana nord ovest, dove ricopre attualmente l’incarico di dirigente amministrativo della unità operativa “Pianificazione e Controllo delle strutture ospedaliere” e prenderà servizio a Perugia il prossimo 26 ottobre.

La nomina arriva dopo le dimissioni del mese scorso della direttrice amministrativa dr.ssa Maria Chiara Innocenti, trasferitasi a Pistoia, e porta alla guida della direzione amministrativa un professionista con una consolidata esperienza nel settore sanitario, maturata in particolare negli ambiti della programmazione, del controllo di gestione e dell’organizzazione aziendale.
Il dottor Benedetti ha conseguito la laurea in Economia Aziendale presso l’Università degli Studi di Firenze e ha successivamente completato la propria formazione con un Master di secondo livello in Management Sanitario presso SDA Bocconi. Il percorso specialistico ha riguardato, tra gli altri, l’organizzazione aziendale, la strategia, la programmazione e il controllo di gestione, la contabilità e il bilancio, i sistemi informativi e le valutazioni economiche.
Nel corso della sua attività professionale ha maturato competenze nell’ambito della gestione delle aziende sanitarie e della pianificazione delle attività delle strutture ospedaliere, con particolare attenzione ai sistemi di pianificazione, programmazione e controllo di gestione.

Benedetti: lieto di questo incarico

“Sono particolarmente lieto di assumere questo incarico all’Azienda Ospedaliera di Perugia, una realtà di grande complessità e di riferimento per l’intero sistema sanitario regionale – dichiara il nuovo direttore amministrativo Alessandro Benedetti –. Metterò a disposizione dell’Azienda l’esperienza maturata in questi anni nella sanità e, in particolare, negli ambiti della programmazione e del controllo di gestione, con l’obiettivo di contribuire al percorso di sviluppo dell’Ospedale e al miglioramento continuo dei servizi. Affronterò questo nuovo incarico con spirito di collaborazione, lavorando insieme alla Direzione generale, alla Direzione sanitaria e a tutti i professionisti dell’Azienda”.

Il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Perugia, Antonio D’Urso, esprime soddisfazione per la nomina: “L’arrivo del dottor Benedetti rappresenta un importante valore aggiunto per la nostra Azienda. La sua esperienza nella gestione amministrativa e nella pianificazione e controllo delle strutture ospedaliere sarà preziosa per affrontare le sfide di una realtà complessa come quella dell’Ospedale di Perugia. In una grande Azienda ospedaliera, l’area amministrativa svolge un ruolo strategico nel sostenere l’organizzazione, l’innovazione e la qualità dei percorsi assistenziali. A nome di tutta l’Azienda do il benvenuto al dottor Benedetti e gli auguro buon lavoro, certo che saprà mettere le proprie competenze al servizio dell’Ospedale e dei cittadini».
Le congratulazioni giungono, anche, dalla presidente della Regione Umbria Stefania Proietti e dalla direttrice regionale Daniela Donetti che augurano al manager buon lavoro.

Caro-Tari, Confartigianato: Terni paga la minore efficienza della gestione Acea e la trappola dello Statuto dell’Asm

Mentre in altre zone dell’Umbria le tariffe Tari scendono, a Terni salgono. E aggravano lo spopolamento e la crisi della città, denuncia Confartigianato Imprese Terni. Che evidenzia come l’errore d’origine dell’epoca Masselli-Latini abbia creato un meccanismo che mette il Comune di fronte a una scelta obbligata: o si salassano i cittadini o si svuota il bilancio comunale.

E così – evidenzia Confartigianato – l’aumento della Tari a Terni rappresenta “l’ennesimo e insostenibile tassello di un progressivo svantaggio territoriale che frena lo sviluppo della nostra città”.

Per le imprese e per le famiglie ternane, la stangata sui rifiuti si inserisce in un contesto già fortemente critico, segnato da un costante calo demografico e dalla perdita di residenti, a cui si sommano altri balzelli ingiustificati, il sostanziale isolamento infrastrutturale, le difficoltà crescenti di collegamento ferroviario verso Roma e la perdurante incertezza sulle politiche sanitarie e sul futuro del nuovo ospedale cittadino. Un quadro di impoverimento urbano reso ancora più fragile dalle scelte del passato che, con la proliferazione di grandi superfici di vendita, hanno progressivamente svuotato il centro storico e mortificato il commercio di vicinato e la vivibilità del centro città.

“In questo scenario di sofferenza territoriale – scrive Confartigianato Terni – l’aumento della Tari svela la vera anomalia della gestione dei rifiuti a Terni. Non si tratta di una misura inventata dal nulla: le tariffe salgono perché sono formalmente validate dall’AURI sulla base dei costi d’esercizio presentati dal gestore, ma mentre in altri bacini della regione i gestori operano a costi più contenuti consentendo riduzioni tariffarie, a Terni ci troviamo di fronte a un gestore evidentemente meno efficiente, i cui costi d’esercizio continuano a crescere e ad appesantire la bolletta della comunità”.

La trappola dello statuto ASM

A rendere ancora più grave la situazione, per l’associazione, è il cortocircuito di governance creato con la cessione di ASM. Di fronte all’opposizione del Comune agli aumenti, l’amministratore delegato espresso dal partner privato Acea fa valere in Consiglio di amministrazione il voto doppio (casting vote) previsto dall’Articolo 20.1 dello Statuto. “Si genera così una vera e propria morsa ai danni della città: poiché quei costi d’esercizio risultano certificati dall’AURI, se il Comune rifiuta di scaricare i rincari sulle bollette Tari dei cittadini, si vede costretto a coprirli attingendo direttamente dalle risorse del proprio bilancio comunale, quindi sempre dalle risorse dei cittadini”.

In questo modo, viene spiegato, il partner privato blinda la copertura dei propri costi, mettendo il Comune di fronte a un ricatto contabile: far pagare il conto ai cittadini o tagliare i fondi destinati ai servizi pubblici essenziali del territorio.

“Questo meccanismo – prosegue Confartigianato – rappresenta il vizio d’origine dell’operazione ASM-Acea, concepita e approvata a suo tempo dall’allora assessore Masselli e dalla Giunta Latini, che consegnarono al partner privato di minoranza una clausola statutaria e dei patti parasociali in grado di condizionare le finanze cittadine”.

Si tratta di un esito ampiamente preannunciato. Già il 7 luglio 2022, nel corso del dibattito sulla cessione dell’operatività di ASM, Confartigianato Terni chiese di fermare l’accordo, denunciando proprio l’assenza di garanzie sulla tenuta delle tariffe, i pericoli derivanti dal trasferimento dei centri decisionali fuori da Terni e i danni diretti per l’economia e le imprese locali che potevano determinarsi. Purtroppo avevamo ragione: i fatti di oggi dimostrano la totale fondatezza di quel monito, che il Consiglio Comunale di allora non ha voluto ascoltare.

Disinnescare il meccanismo

“Per fermare questo drenaggio di risorse ed eliminare uno svantaggio competitivo non più tollerabile, è indispensabile – conclude Confartigianato Imprese Terni – neutralizzare l’impatto dei rincari impiegando in primo luogo gli utili e i dividendi societari di ASM a copertura dei maggiori costi. Quindi aprire una vertenza cittadina sulla revisione dello statuto ASM e dei patti parasociali per restituire alla parte pubblica la piena sovranità sul bilancio comunale e soprattutto disinnescare poteri di intervento impropri sulle finanze cittadine e ricostruire un meccanismo di mercato che garantisca la competitività e l’efficienza della gestione e tariffe decrescenti all’utenza”.

Assisi si prepara ad accogliere ancora Papa Leone

Ora c’è l’ufficialità: Papa Leone XIV sarà ad Assisi il prossimo 27 ottobre, per la giornata conclusiva dell’incontro internazionale dedicato al quarantesimo anniversario dello “Spirito di Assisi”.

La notizia è stata accolta con soddisfazione dalle Istituzioni. “Si tratta – ricorda la presidente della Regione, Stefania Proietti – della terza visita del Pontefice nel giro di un anno, il coronamento ideale delle celebrazioni francescane in questo straordinario Ottavo Centenario della morte di San Francesco. Si rinnova un legame profondo, suggellato anche dal caloroso saluto che il Santo Padre ha voluto rivolgere alla nostra comunità durante l’Angelus il 4 ottobre scorso”.

“Saremo ancora ad Assisi con Papa Leone – prosegue la presidente Proietti – a invocare la pace, una pace disarmata e disarmante, di poter essere operatori e costruttori di pace. Per l’Umbria questo appuntamento rappresenta un invito a tradurre il messaggio francescano in un impegno quotidiano di promuovere l’incontro, custodire il creato e difendere la dignità delle persone, a partire dai più piccoli e fragili. L’Umbria tutta torna a rivolgere al mondo un messaggio di speranza: la pace si costruisce attraverso l’incontro, l’ascolto e il rispetto reciproco. Un impegno che oggi, di fronte ai conflitti e alle divisioni, assume un significato ancora più forte”.

Così il sindaco di Assisi, Valter Stoppini: “Siamo grati e felici per l’imminente ritorno ad Assisi di Papa Leone XIV, in occasione del quarantennale dello ‘Spirito di Assisi’. Un evento straordinario, che conferma come la nostra città sia capitale di pace e cuore pulsante del dialogo interreligioso e della fraternità universale. Si tratta della terza visita del Pontefice, nel giro di poco tempo: il coronamento ideale delle eccezionali festività francescane, vissute in questi giorni per l’ottavo centenario della morte di san Francesco. Si rinnova un legame profondo, suggellato anche dal caloroso saluto che il Santo Padre ha voluto rivolgere alla nostra comunità proprio il 4 ottobre scorso, durante l’Angelus. Oggi più che mai, Assisi è un faro di speranza per il mondo intero”.

Ricerca ematologica, premiato progetto per caratterizzazione di un nuovo sottogruppo di leucemie mieloidi acute con mutazione di NPM

In occasione del 53° Congresso nazionale della Società italiana di ematologia (Sie), che si è svolto a Roma, la giovane ricercatrice Maria Crocioni, post-doc del laboratorio di Biochimica delle proteine e medicina traslazionale dell’Ematologia di Perugia, diretto dalla professoressa Maria Paola Martelli, è stata premiata con la borsa di studio “Beat Leukemia 2026”, dedicata ai progressi nella terapia della leucemia mieloide acuta. Il riconoscimento arriva a pochi mesi dall’assegnazione della borsa di studio intitolata ad Andrea Coccia, medico specializzando in Ematologia morto circa un anno fa in un tragico incidente stradale, finanziata dal Comitato per la Vita “Daniele Chianelli”, per volontà della famiglia e degli amici di Andrea.

“Il percorso di Maria Crocioni – sottolinea Martelli – rappresenta un esempio concreto del valore di una scelta che il Comitato Chianelli porta avanti da molti anni e di cui siamo profondamente grati: credere nei giovani ricercatori, sostenerne la crescita e investire nella ricerca quando il loro percorso è ancora in costruzione, offrendo loro tempo, strumenti e opportunità perché idee e competenze possano maturare e trasformarsi in risultati scientifici. Vedere oggi questo percorso ricevere un riconoscimento in una sede scientifica nazionale come il Congresso Sie rende ancora più evidente il valore di questa visione”.

“Un grande orgoglio – aggiunge il presidente del Comitato Franco Chianelli – per tutto il Comitato. Maria, oltre ad essere una ricercatrice di talento è anche una ex paziente ematologica. Quando aveva dieci anni ha sconfitto la leucemia e in lei è cresciuto il desiderio di conoscerla meglio, studiarla ai massimi livelli e chissà, forse un giorno, sconfiggerla per tutti i bambini, gli adolescenti e gli adulti. Noi siamo fiduciosi perché fa parte di una equipe straordinaria di medici e ricercatori sia in campo ematologico che oncoematologico. Un fiore all’occhiello per l’Università e l’Azienda ospedaliera di Perugia che siamo orgogliosi di sostenere”.

Il Comitato ha sempre affiancato all’attenzione verso i pazienti e le loro famiglie un impegno concreto nella ricerca e nella formazione delle nuove generazioni, nella convinzione che investire nei giovani significhi investire nel futuro dell’ematologia e nelle future opportunità di cura.

Il progetto premiato è dedicato alla caratterizzazione di un nuovo sottogruppo di leucemie mieloidi acute con mutazione di NPM1, con l’obiettivo di sviluppare un metodo rapido e standardizzato che possa contribuire a una migliore stratificazione del rischio e a strategie terapeutiche sempre più personalizzate.

A questo percorso si aggiunge la recente selezione di Crocioni al corso di formazione di bioinformatica applicata alle patologie oncoematologiche della società italiana di ematologia sperimentale (Sies), svoltosi a Firenze dal 16 al 18 settembre. Il corso, riservato a 25 soci Sies under 40 selezionati sulla base del curriculum, ha rappresentato un’ulteriore importante opportunità di crescita in un ambito oggi centrale per la ricerca traslazionale e la medicina di precisione.

I riconoscimenti segnano il raggiungimento di una tappa, ma anche l’inizio di un nuovo percorso o l’evoluzione di quello già intrapreso. Alla base vi sono fiducia, opportunità e la scelta di investire nelle persone. È anche grazie a questa visione, che il Comitato Chianelli continua a sostenere con convinzione, che i giovani ricercatori possono crescere, sviluppare nuove idee e contribuire a trasformare la ricerca in nuove possibilità per i pazienti.

Mattarella: “Il sole di Francesco possa illuminare il mondo”

“In questi tempi, segnati da guerre insensate e crudeli, da tanta violenza, manipolazione, arroganza, l’auspicio è che il sole di Francesco possa illuminare il mondo, convertire le menti indurite dall’odio, indicare la via della pace, della speranza, della serena, fraterna convivenza”.

Da Assisi, nel giorno in cui per la prima volta si celebra la Festa nazionale di San Francesco, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel saluto alla Nazione, si affida al messaggio del Patrono d’Italia, nell’ottavo centenario della sua morte.

“Ricordare oggi l’insegnamento di Francesco al mondo contemporaneo – ha infatti spiegato il Capo dello Stato – vuol dire porre in luce alcuni fondamenti decisamente attuali della sua predicazione: la dignità di ogni persona, il rispetto del creato, la pace”.

“Francesco – ha detto ancora Mattarella – ci insegna che non c’è colpa maggiore di quella di uccidere altri uomini in nome di Dio”.

Il Capo dello Stato è stato accolto ad Assisi dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, dalla presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, dal sindaco di Assisi, Valter Stoppini, e dal custode del Sacro Convento, fra Marco Moroni. Alla giornata hanno preso parte anche numerosi altri rappresentanti delle istituzioni, sindaci e i presidenti di Regione Alessandra Todde e Roberto Fico, oltre agli ambasciatori di molti Paesi.

Il momento centrale della giornata è stata la Messa solenne nella Basilica superiore di San Francesco, presieduta dal cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana. Durante la celebrazione si è svolta la tradizionale offerta dell’olio da parte dei Comuni e delle istituzioni italiane e l’accensione della lampada votiva che arde davanti alla tomba del Santo.

La lampada è stata accesa dal sindaco di Assisi Valter Stoppini a nome di tutte le Regioni, Province e Comuni italiani. Il gesto ha voluto rinnovare il legame tra San Francesco e l’intera comunità nazionale e richiamare l’unità del Paese attorno alla figura del Patrono d’Italia.

Zuppi: la guerra non è un destino”

Nell’omelia, il cardinale Zuppi ha posto al centro il messaggio francescano della pace, sottolineando che la guerra non è un destino e che la pace non può essere costruita attraverso le armi, ma mediante il dialogo, il diritto e la capacità di riconoscere nell’altro un fratello. Il cardinale ha richiamato l’immagine di Francesco che disarma il lupo di Gubbio attraverso l’incontro e la relazione, indicando nella fraternità una responsabilità concreta e attuale.

Nel Sacro Convento

Al termine della celebrazione, dalla Loggia del Sacro Convento, è intervenuto fra Marco Moroni a nome della Famiglia francescana. Il custode ha definito la presenza del presidente Mattarella “un regalo grande” per Assisi e per l’Italia, ricordando che San Francesco, pur essendo patrono d’Italia, appartiene all’intera umanità. L’offerta dell’olio e la partecipazione dei Comuni rappresentano, ha sottolineato fra Moroni, il segno di un’Italia riunita davanti alla tomba del Santo e aperta a un messaggio di fraternità universale. “Per questo – ha annunciato fra Marco Moroni – insieme ai rappresentanti delle istituzioni civili locali e della Chiesa di Assisi, abbiamo lanciato la proposta di un’opera che rimanga come eredità del centenario e che l’Assemblea legislativa della Regione Umbria ha fatto propria: la nascita di un hospice pediatrico, inserito nella rete regionale delle cure palliative. La proposta dell’hospice pediatrico nasce dalla volontà di tradurre concretamente i valori francescani della cura, della prossimità e dell’attenzione alla fragilità, offrendo sostegno ai bambini e alle loro famiglie nel momento più delicato della vita”.

Il dono fatto dai ragazzi del Serafico

Il dono della Regione Umbria al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella porta la firma dei ragazzi del Serafico di Assisi, a cui Palazzo Donini ha affidato la realizzazione delle opere in ceramica consegnate al Capo dello Stato e ai presidenti delle Regioni italiane presenti alle celebrazioni per gli 800 anni dalla morte di San Francesco.

Per Mattarella i ragazzi hanno realizzato una delle caratteristiche casette in ceramica, simbolo del Serafico, sulla quale è impressa in rilievo l’immagine di un frate; una scelta che richiama insieme l’ispirazione francescana del Serafico e il significato che la ‘Casa di Assisi’ ha per i ragazzi che lo vivono ogni giorno. Ai presidenti di Regione sono stati destinati dei Tau in ceramica, il segno a forma di croce che il Santo scelse come propria firma e che utilizzò nelle lettere e nelle benedizioni, facendone uno dei simboli più riconoscibili della spiritualità francescana.

Il Serafico, centro sociosanitario altamente specializzato nella presa in carico delle disabilità più complesse, è un’Opera nata nel 1861, espressione del carisma francescano e di una visione della persona fondata sulla dignità, sull’accoglienza e sulla valorizzazione delle sue capacità. È un’identità che ancora oggi orienta il lavoro della struttura e che trova espressione anche nel modo in cui vengono costruiti i percorsi di cura e di riabilitazione. Le opere, infatti, sono state realizzate nel laboratorio di ceramica del Serafico: qui le attività espressive e manuali si integrano nei percorsi sanitari, riabilitativi ed educativi rivolti a ragazzi e giovani adulti con disabilità, con l’obiettivo di valorizzare capacità, autonomie e possibilità di espressione. La lavorazione della ceramica diventa così anche uno strumento di intervento sulle funzioni motorie e cognitive, sulla coordinazione e sull’attenzione, attraverso attività e obiettivi calibrati sulle caratteristiche di ciascuno. Il valore delle creazioni, infatti, si intreccia con quello del percorso che le ha generate: un gesto acquisito o recuperato, un’autonomia consolidata, una possibilità espressiva che trova una forma nuova.

“Affidare ai ragazzi del Serafico la realizzazione dei doni destinati al Presidente della Repubblica e ai presidenti delle Regioni – dichiara la presidente della Regione Stefania Proietti – significa compiere una scelta dal valore profondamente simbolico e concreto. Attraverso queste opere, infatti, l’Umbria porta alle istituzioni il messaggio più autentico della nostra terra: quello di San Francesco, della fraternità, dell’accoglienza e della dignità inviolabile di ogni persona. Le mani, la sensibilità e le capacità dei nostri ragazzi hanno dato forma a un dono che non è soltanto rappresentativo della tradizione della ceramica umbra, ma racconta un percorso di cura, riabilitazione, crescita e partecipazione. È un gesto che rende visibile il valore delle persone con disabilità e la loro piena appartenenza alla comunità, riconoscendone talenti, espressione e possibilità. Siamo orgogliosi che, in una giornata così significativa per Assisi, per l’Umbria e per l’intero Paese, siano proprio le loro opere a parlare alle più alte istituzioni della Repubblica”.

“La scelta della Regione ha un valore che va ben oltre il dono in sé – sottolinea Francesca Di Maolo, presidente del Serafico – perché riconosce ai nostri ragazzi un ruolo diverso da quello nel quale troppo spesso siamo abituati a immaginare le persone con disabilità: non soltanto destinatari di cura e di sostegno ma persone capaci di creare, di esprimersi e di offrire il proprio contributo alla comunità. È questo cambio di prospettiva che dobbiamo continuare a costruire: che siano proprio le loro opere a rappresentare l’Umbria in una giornata così importante per Assisi e nell’anno dell’Ottocentenario di Francesco rende questo momento un atto concreto di riconoscimento del valore, della dignità e dei diritti di ogni persona con disabilità”.

Il servizio di sicurezza

Imponente il servizio di sicurezza, che ha visto impegnate le forze dell’ordine, la protezione civile, i vigili del fuoco. Per questi ultimi, hanno partecipato all’evento il sottosegretario al Ministero dell’Interno Emanuele Prisco, il direttore regionale dei vigili del fuoco Valter Cirillo, il comandante di Perugia Rocco Mastroianni.

Il Comando di Perugia ha predisposto per l’occasione un dispositivo straordinario di soccorso, con squadre antincendio nei pressi della Basilica e presso lo stadio dove è atterrato l’elicottero presidenziale.

(foto Regione Umbria e vigili del fuoco)

A Città di Castello torna il Salone del tartufo bianco pregiato

A Città di Castello, per tre fine settimana (31 ottobre e 1° novembre, il 7 e 8 novembre e il 14 e 15 novembre), torna per la sua 46esima edizione il Salone nazionale tartufo bianco pregiato.

Il programma e le novità della manifestazione verranno presentati martedì 6 ottobre alle 11.30 al Rosetta Hotel Perugia, in corso Vannucci. Vi interverranno Lazzaro Bogliari, presidente dell’Associazione ente fiera Salone nazionale tartufo bianco pregiato, Luca Secondi, sindaco di Città di Castello, Letizia Guerri, assessore al turismo del Comune di Città di Castello, Simona Meloni, assessore al turismo della Regione Umbria, Sarah Bistocchi, presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, Mirko Rinaldi, presidente del Gal Alto Tevere, Antonella Brancadoro, direttore dell’Associazione nazionale Città del tartufo, Oriano Anastasi, amministratore delegato di Afor Umbria, e Simone Fittuccia, presidente di Federalberghi Umbria.

“Signor Presidente, benvenuto in Umbria”

Questo il messaggio che la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, rivolge al Capo dello Stato, Sergio Mattarella, in Umbria per celebrare la Festa nazionale di San Francesco, Patrono d’Italia.

Signor Presidente della Repubblica,

a nome della Giunta regionale e dell’intera comunità regionale, le rivolgo il nostro benvenuto in Umbria.

La Sua presenza ad Assisi, in occasione della solennità di San Francesco, Patrono d’Italia, conferisce a questa giornata un alto valore civile e simbolico.

Ricorre quest’anno l’ottavo centenario del transito di San Francesco, anniversario di rilievo nazionale e internazionale. Il 4 ottobre è tornato inoltre a essere festività nazionale, a riconoscimento di un patrimonio spirituale e culturale che appartiene all’intero Paese.

Il messaggio francescano di fraternità, di custodia del creato e di attenzione agli ultimi trova piena corrispondenza nei principi della nostra Carta costituzionale.

Sono principi che Ella, Signor Presidente, incarna con rigore, equilibrio e costante dedizione al bene comune. L’Umbria ne fa da tempo il fondamento della propria azione pubblica, nella tutela della coesione sociale e nella promozione dello sviluppo sostenibile.

In un contesto internazionale segnato da conflitti e tensioni, Assisi conferma la propria vocazione di luogo di dialogo e di pace tra i popoli.

Desidero esprimere un sentito ringraziamento alle autorità religiose, civili e militari e a tutti i cittadini e i pellegrini presenti.

Le Sue parole, Signor Presidente, rappresentano per tutti noi un richiamo autorevole all’unità nazionale e alla responsabilità delle istituzioni.

Con questi sentimenti, la Regione Umbria Le rinnova la propria deferente gratitudine.

Benvenuto ad Assisi, Signor Presidente, benvenuto in Umbria.

Stefania Proietti, presidente Regione Umbria

(foto Presidenza della Repubblica)