Skip to main content

Emergenza incendi, la mobilitazione per domare le fiamme sui boschi umbri VIDEO

Grazie al grande lavoro dei vigili del fuoco – e in parte con l’aiuto del meteo, con le piogge che hanno interessato alcune zone della fascia appenninica – l’Umbria sta uscendo dall’emergenza incendi.

L’incendio di Scheggia risulta spento, il DOS dei vigili del fuoco (direttore Operazioni di spegnimento) giovedì mattina era sul posto per il monitoraggio dell’area.

A Costacciaro l’incendio è in bonifica ed è in arrivo un elicottero della Regione Marche per la bonifica puntuale con il DOS sul posto per il coordinamento delle attività.

A Nocera l’incendio è tutt’ora in corso: sul posto è presente il DOS ed una squadra dei Vigili del fuoco della Toscana che verrà a breve avvicendata da una squadra AIB (Antincendio Boschivo) dell’Umbria. In arrivo il Canadair.

Anche a Baiano di Spoleto l’incendio è attivo con DOS e squadre dei Vigili del fuoco di Spoleto e Terni sul posto, oltre che il Canadair per il supporto aereo.

Complessivamente, sono state impiegate sul territorio provinciale cinquantacinque unità dei vigili del fuoco (di cui ventisei richiamate appositamente in servizio straordinario o in convenzione AIB) con l’ausilio di sei autopompe, due autobotti e sei fuoristrada con modulo, oltre al prezioso supporto del funzionario di servizio itinerante. Nel tardo pomeriggio è inoltre giunto sul territorio il Modulo Operativo Antincendio Boschivo (MO.AIB) inviato dalla regione Toscana con ulteriori nove unità e relativi automezzi, pronto a essere impiegato per i turni di giovedì.

Il dispositivo operativo regionale ha già programmato la riattivazione della SOUP (Sala Operativa Unica Regionale), dei DOS e di tutte le squadre AIB a partire dalle ore 06:00 di giovedì 16 luglio, per riprendere immediatamente le azioni di attacco diretto sui fronti ancora attivi.

Incendio Monte Cucco, terzo fronte a Nocera Umbra

E’ emergenza incendi nella fascia appenninica umbra. Oltre all’area del Parco del Monte Cucco, sopra Costacciaro e Scheggia e Pascelupo, le fiamme hanno interessato Nocera Umbra.

Due Canadair da Ciampino sono arrivati a supporto delle squadre a terra dei vigili del fuoco.

Si aggrava dunque il bilancio degli incendi boschivi che stanno interessando la fascia appenninica umbra. Alla situazione già critica registrata dalla giornata di martedì all’interno del Parco Regionale del Monte Cucco, si è aggiunto nella prima mattinata di mercoledì un terzo fronte di fuoco nel comune di Nocera Umbra, localizzato in località Aggi.

​La macchina dei soccorsi sta operando senza sosta per contenere le fiamme, rese particolarmente insidiose dall’orografia impervia dei territori interessati. Al momento, il dispositivo di intervento è pienamente dispiegato su tutti e tre i fronti attivi: sopra l’abitato di Costacciaro, in quota nell’area di Scheggia e Pascelupo e nel nuovo focolaio di Nocera Umbra. Su ciascuno di questi scenari sono stabilmente al lavoro una squadra dei Vigili del Fuoco e una squadra dell’Agenzia Forestale Regionale. Per garantire la massima efficacia e la sicurezza delle manovre, la gestione strategica di ogni singolo scenario è affidata a un Direttore delle Operazioni di Spegnimento (DOS) dei Vigili del Fuoco, per un totale di tre coordinatori attivi sul campo.

​Sul fronte del supporto aereo si registra una fondamentale svolta in queste ore. Sono infatti in volo, in partenza dall’aeroporto di Ciampino, due Canadair inviati dal Centro Operativo Aereo Unificato (COAU). I velivoli saranno impiegati immediatamente per effettuare lanci mirati d’acqua e liquido ritardante sui fronti di Nocera Umbra e di Scheggia e Pascelupo, dove le pendenze e la fitta vegetazione rendono estremamente difficoltoso l’avvicinamento via terra. Contestualmente, la direzione delle operazioni sta valutando l’opportunità di richiedere l’invio di un terzo Canadair per supportare anche le operazioni sul fronte di Costacciaro.
​Il personale sul posto continuerà a lavorare in stretta sinergia per tutta la giornata nel tentativo di circoscrivere i roghi.

Conclusa la Mostra Orafa di Spoleto, la soddisfazione di Confartigianato per il successo dell’iniziativa

Gli spettatori del Festival dei Due Mondi e quanti in questi giorni hanno visitato Spoleto hanno potuto ammirare i gioielli della Mostra Orafa di Spoleto, iniziativa promossa all’interno della 69° edizione della kermesse, per valorizzare uno dei mestieri che più rappresentano l’eccellenza del Made in Italy: l’arte orafa.

La mostra ha offerto ai numerosi visitatori l’opportunità di ammirare creazioni uniche, espressione della maestria, della creatività e della capacità innovativa delle imprese artigiane umbre.

Confartigianato Imprese Umbria esprime grande soddisfazione per il successo dell’iniziativa, che ha confermato quanto il comparto dell’oreficeria rappresenti un patrimonio di competenze, tradizione e innovazione da promuovere e sostenere. Eventi come questo costituiscono un’importante occasione per avvicinare il pubblico al lavoro degli artigiani e per valorizzare produzioni che raccontano l’identità e la qualità del nostro territorio.

L’associazione rivolge un sentito ringraziamento ai maestri orafi che hanno partecipato alla mostra, mettendo a disposizione il meglio della loro produzione e contribuendo con professionalità e passione alla riuscita dell’evento: RAI & Gioielli di Raimondo Paradisi (Citta’ di Castello, PG), Chiattelli Luigi Srl (Marsciano, PG), VM Jewelry Design di Valentina Monsignori (Umbertide, PG), Aurum Alta Oreficeria di Cretoni Daniela (Spoleto, PG), Maurizio Tini (Perugia), Patrizio Scopigno (Terni), Arte Orafa di Andrea Jovine (Todi, PG), Orogami di Orciuolo Tiziana (Orvieto, TR), Ca D’Or di Doellert Ines Renate (Perugia), Taumasia di Militoni Monica (Spoleto, PG), Chiappalupi Gioielli Srl (Terni) e Spoleto Gioielli Snc (Spoleto, PG).

Confartigianato Imprese Umbria rivolgere inoltre un particolare ringraziamento alla sarta Luisella Vichi (Le Sartoriali di Vichi, Spoleto, PG) che ha installato un magnifico abito da scena in mikado di seta misto bluette (offerto da Silvana Tessuti, Spoleto, PG) contribuendo a rendere ancora più suggestivo il percorso espositivo, e a Bocci Vivai Srl (Spoleto, PG), che ha curato con eleganza l’allestimento floreale e vegetale della mostra, creando una cornice capace di esaltare le opere esposte.

Un altro vivo ringraziamento va all’artista Mark Kostabi, che grazie alle sue opere ha ulteriormente esaltato la bellezza delle eccellenze artigiane, creando “un vero e proprio percorso di dialogo tra arte pittorica ed unicum artigiano”. E a tutti coloro che si sono adoperati al successo del convegno, organizzato all’interno della Mostra, dal titolo “L’anima del Fare”.

L’associazione ringrazia poi il Comune di Spoleto per aver concesso il patrocinio e sostenuto il pubblico interesse alla manifestazione, riconoscendone il valore culturale, artistico e promozionale. “La collaborazione tra istituzioni e associazioni di rappresentanza – scrive Confartigianato – si conferma fondamentale per sostenere iniziative che promuovono le eccellenze artigiane e rafforzano l’attrattività del territorio”.

Confartigianato Imprese Umbria ringrazia infine tutti coloro che hanno contribuito all’organizzazione della manifestazione e il numeroso pubblico che ha visitato la mostra, dimostrando interesse e apprezzamento per il lavoro degli artigiani.

La Mostra Orafa di Spoleto si conferma così un’importante vetrina per il settore, capace di raccontare il valore dell’artigianato artistico e di promuovere una cultura del “saper fare” che rappresenta uno degli elementi distintivi dell’Umbria e del Made in Italy.
Confartigianato Imprese Umbria continuerà a sostenere iniziative che valorizzano il lavoro delle imprese artigiane, favoriscono il ricambio generazionale e promuovono il patrimonio di competenze che rende unico il comparto dell’artigianato artistico italiano.
Al tempo stesso l’impegno di Confartigianato Imprese Umbria è quella di promuovere, all’interno del Festival Dei Due Mondi che tanto ha dato e continuera’ a dare alla citta’ e ai nostri territori, il comparto dell’artigianato artistico, per operare sinergicamente verso la valorizzazione e la crescita del comparto.

(nella foto il convegno “L’Anima del Fare)

I numeri da record di Umbria Jazz, lo sguardo già a Uj Winter

L’edizione 2026 di Umbria Jazz segna un nuovo record, con oltre 46.000 biglietti venduti e più di 3 milioni di euro al botteghino.
Per dieci giorni Perugia è stata abitata da centinaia di musicisti, da migliaia di persone provenienti da ogni parte del mondo, da artisti di generazioni diverse, da giovani, famiglie, studenti e professionisti che hanno condiviso gli stessi spazi, le stesse piazze, gli stessi teatri. Un’edizione che sabato sera ha offerto un altro grande momento, con il grande concerto di Zucchero, all’Arena Santa Giuliana.

I numeri dell’edizione 2026

Questi i numeri presentati nella conferenza stampa al termine della manifestazione.

Oltre 46.000 biglietti venduti, oltre 3 milioni al botteghino, superando il precedente record di 42.035 e 2,38 milioni di euro del 2024 con un incremento del 26%. 500 musicisti e 80 band per una media di 28 appuntamenti al giorno per 10 giorni. Tutti sold out i 29 appuntamenti a pagamento al Teatro Morlacchi e alla Sala Podiani (entrambe + 38% incasso). Partecipazione altissima per i quasi 160 eventi gratuiti a tutte le ore del giorno. Oltre 10.000 persone hanno partecipato gratuitamente al concerto di anteprima con Serena Brancale. Il servizio di trasporto pubblico, con il Minimetro (stimate 160 mila validazioni), le navette integrative e il coordinamento della Protezione Civile, ha garantito la gestione dei flussi di pubblico, contribuendo alla riduzione del traffico verso l’acropoli e assicurando la mobilità anche nelle fasce serali.

La qualità della proposta

L’edizione appena conclusa ha confermato l’equilibrio che da sempre rappresenta la cifra distintiva del festival: il grande jazz internazionale, le sue genealogie laterali, le musiche nere americane, il pop colto, il soul, il gospel, le contaminazioni. Un festival pervaso da una eleganza essenziale, dove possono convivere mondi vocali lontani e vitali come Cécile McLorin Salvant, Annie & the Caldwells e Laurie Anderson con le sue sperimentazioni e l’impegno civile; il pianismo colto e innovativo di Jason Moran e la saggezza di più vite di Charles Lloyd; le figure più carismatiche della musica che condividono lo spirito del jazz: da Sting a Zucchero e Gilberto Gil passando da Snarky Puppy e la Metropol Orkest (prima volta in Italia), Kingfish e Elvis Costello. Il Festival ancora una volta mostra la libertà di non consegnarsi mai a un’unica emozione. I concerti gratuiti hanno restituito il centro storico alla sua vocazione di spazio pubblico con una programmazione a rotazione largamente apprezzata, animati dalla grinta di Jontè Mayon, erede della tradizione black americana, o dal calore blues di Alan Harris, uno degli ultimi grandi crooner jazz americani, e da decine di altri grandi musicisti che tornano a Perugia con regolarità oppure dopo anni, scegliendo Umbria Jazz come luogo speciale del proprio percorso artistico. Le proposte più raccolte della Podiani hanno fatto ascoltare artisti originali come Ethan Iverson, Brandee Younger, Immanuel Wilkins, Kris Davis, appena eletta Pianista dell’Anno Downbeat 2026. Le Berklee Clinics, il Conad Jazz Contest, le produzioni originali, i club, i teatri, le piazze e le jam session notturne hanno trasformato Perugia in una città che vive di musica a ogni ora del giorno.

Tutto questo si traduce in valore culturale. Immagini, incontri e applausi raccontano perché il festival continua a crescere ed essere riconosciuto nel mondo: la capacità di creare appartenenza e comunità. Per molti musicisti esibirsi a Umbria Jazz significa entrare in una storia condivisa, ritrovando un pubblico competente e curioso, una città che ascolta e accoglie, un festival capace di custodire la propria identità rinnovandosi continuamente. Una comunità che cresce con la musica, come accade per gli oltre 700 bambini che hanno partecipato per 9 giorni ai laboratori e alle iniziative di UJ4Kids con le loro famiglie, per i 220 studenti del Berklee at UJ Clinics, un progetto unico che ha consentito negli anni a decine di studenti di accedere alla formazione superiore, costruendo a Perugia la propria identità di musicista.
Tra le novità di questa edizione, il ritorno “in house” della produzione e della gestione del merchandising, con il lancio di una nuova linea premium destinata a entrare stabilmente in catalogo e a essere commercializzata durante tutto l’anno. Durante il Festival i prodotti hanno registrato performance di vendita particolarmente positive nei tre punti vendita del centro storico e all’Arena Santa Giuliana, confermando l’elevato interesse del pubblico. Grande successo per la t-shirt manifesto con l’opera di Dario Fo La danza degli Zanni, per la collezione vintage e per la Limited Edition, esaurita in poche ore.

Le parole dei big saliti sul palco

“Umbria Jazz è uno dei festival più importanti. Da cinquantatre anni porta qui le forme più varie di espressione musicale, dai jazzisti americani ai bossa-novisti brasiliani, fino agli artisti pop e la musica popolare proveniente da varie parti del mondo. Questo è Umbria Jazz. Questa l’eredità e l’importanza di Carlo Pagnotta, il suo grande ideatore” ha detto Gilberto Gil.

Terence Blanchard: “Essere qui a Perugia è un onore. Qui ho incontrato Miles Davis: è stato il momento più importante della mia vita. Tornare dove ho suonato, insegnato e costruito amicizie è qualcosa di profondamente importante per me. Bisogna custodire momenti così”.

“Sognavo di venire qui da una vita. Essere finalmente a Perugia è un’emozione immensa”, Annie & The Caldwells

Bill Frisell: “Ho ascoltato musica incredibile in questo luogo. A Perugia e a Orvieto ho vissuto alcuni dei ricordi musicali più belli della mia vita. Sono grato di poter tornare ancora”.
Gilsons: “Abbiamo una memoria affettiva legata a Umbria Jazz. Fin da bambini ascoltiamo i racconti su Umbria Jazz e indossiamo le magliette che nostro padre portava a casa dal festival. Per noi questo palco è un tempio della musica e dei festival europei”.
Gianni Coscia: “A Umbria Jazz sono sempre tornato con la stessa emozione: questo festival continua a mettermi una soggezione enorme ed ho anche un piccolo primato: finora non ho mai trovato nessuno più vecchio di me”.

Ferdinandi: un festival che educa all’incontro

“Ogni anno – ha detto la sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi – Umbria Jazz riesce a compiere quello che sembra un piccolo miracolo: rinnovarsi senza perdere la propria identità. È il frutto della visione artistica di Carlo Pagnotta e del lavoro di una squadra straordinaria che continua a guardare con attenzione alla contemporaneità, mantenendo il festival vivo, innovativo e sempre capace di sorprendere”.

La sindaca ha ricordato i grandi eventi, come il concerto di Zucchero. Ma anche “la gioia dei più piccoli, con oltre settecento bambini protagonisti di Umbria Jazz Kids nei Giardini Carducci”.

“Umbria Jazz – ha sottolineato – è un festival che educa all’incontro, alla contaminazione culturale, all’ascolto reciproco. In un tempo segnato da conflitti e divisioni, investire nella musica e nelle nuove generazioni significa affermare con forza che la diversità è una ricchezza e che il linguaggio universale della musica può diventare uno straordinario strumento di pace. Questo è anche un messaggio profondamente politico, nel senso più alto del termine. Per questo desidero esprimere la gratitudine dell’intera città a tutte le persone che rendono possibile questo evento. Grazie alla presidente Stefania Proietti, al presidente della Fondazione Umbria Jazz Stefano Mazzoni, a Carlo Pagnotta, a tutta la struttura organizzativa e a tutto il Consiglio d’Amministrazione. Un ringraziamento particolare va a Luca Gatti, componente del Consiglio di amministrazione in rappresentanza del Comune di Perugia, a Daniele Cesaretti, a tutti i lavoratori e ai volontari che, spesso lontano dai riflettori, contribuiscono ogni giorno alla riuscita di questo straordinario festival”.

“Un grazie speciale – ha concluso – va anche alla città di Perugia. Umbria Jazz è possibile perché esiste una comunità che sa accogliere. Per dieci giorni Perugia apre le proprie piazze, le proprie strade e i propri luoghi della cultura, mettendo in campo professionalità, competenze e una straordinaria capacità organizzativa”.

Come amministrazione comunale continueremo a fare la nostra parte, investendo risorse, servizi e organizzazione. Ringrazio la Protezione civile comunale e tutti i volontari impegnati in questi giorni, così come tutte le donne e gli uomini che hanno lavorato per garantire sicurezza, accoglienza e servizi. Un investimento importante è stato dedicato anche alla mobilità, con il potenziamento dei collegamenti e del trasporto pubblico notturno, che ha consentito a migliaia di persone di vivere il festival in serenità anche nelle serate di maggiore affluenza.

Il nostro impegno è quello di continuare a crescere, anno dopo anno, provando sempre ad andare oltre. Perché il prestigio di Umbria Jazz rappresenta una responsabilità per tutta la città: non è soltanto un grande evento culturale, ma un modello di qualità, di organizzazione e di visione che deve ispirare ogni ambito della vita pubblica.

Umbria Jazz Winter

Con la chiusura dell’edizione 2026 lo sguardo è già rivolto al prossimo appuntamento. Dal 30 dicembre 2026 al 3 gennaio 2027 Orvieto ospiterà una nuova edizione di Umbria Jazz Winter, appuntamento che rinnova la tradizione di accompagnare il passaggio al nuovo anno con la musica, portando lo spirito di Umbria Jazz in uno dei luoghi più affascinanti dell’Umbria. Tra gli ospiti d’eccezione Brad Mehldau, John Pizzarelli Trio (tributo a Tony Bennett per il Centenario) e Eric Alexander and Vincent Herring Super Quintet con Lewis Nash.

(notizia in aggiornamento)

Task force per catturare il lupo di Arrone che ha aggredito una bambina

Disposta una task force per catturare il lupo (pochi dubbi che si tratti di questo animale e non di un cane, anche se la certezza si avrà con gli esami del Dna) che ad Arrone ha aggredito una bambina. La piccola, fortunatamente, non ha riportato gravi conseguenze, ma le autorità si sono attivate per evitare altri rischi per la popolazione della comunità locale.

In Prefettura si è tenuto un vertice, al termine del quale è stata diramata una nota: “A seguito dell’episodio che ha visto coinvolta una minore ad Arrone, il Prefetto Orlando ha presieduto una riunione di coordinamento delle operazioni per la cattura dell’animale selvatico – si legge nella nota -.Erano presenti l’Assessore Regionale De Luca, il Sindaco di Arrone e rappresentanti di Questura, Arma dei Carabinieri, Carabinieri Forestali, Polizia Provinciale, Servizi Faunistica venatoria e sanità veterinaria della Regione Umbria, nonché Servizio veterinario della Usl Umbria 2. Nel corso dell’incontro, è stata concordata la necessità di procedere alla immediata individuazione e cattura dell’animale, nel rispetto delle disposizioni normative vigenti. A tal fine, è stata istituita una task force finalizzata all’avvistamento, con allertamento di tutte le Sale operative delle Forze dell’ordine. Sono stati, altresì, implementati i servizi di vigilanza e controllo del territorio e incaricati i Carabinieri Forestali di coordinare gli altri Enti ai fini di veicolare il flusso delle segnalazioni, nonché il reperimento di eventuali strumenti volti ad intercettare l’animale. L’Amministrazione comunale, d’intesa con la Usl Umbria 2, si occuperà di informare la popolazione sui corretti comportamenti da adottare in caso di avvistamento, attivando, altresì, i servizi di Polizia Locale con il supporto della Protezione civile comunale”.

All’incontro ha partecipato anche l’assessore Thomas De Luca, insieme ai tecnici Macrì e Grohman. La Regione sta collaborando con il Comune di Arrone e con le altre istituzioni impegnate per garantire quanto prima la cattura dell’animale.

“Durante il summit – si legge nella nota della Regione – sono state coordinate le azioni necessarie e obbligatorie per il caso, le autorità competenti hanno già attivato tutti gli interventi previsti per la cattura del lupo, operando secondo le procedure stabilite dalla normativa vigente, trattandosi di una specie protetta”.

Le istituzioni raccomandano alla popolazione di fare attenzione e di non avvicinarsi all’animale in caso di avvistamento.

I tre vantaggi competitivi del concludere la Tre Valli Umbre

Completare, finalmente, la strada statale 685 Tre Valli Umbre. Questo il messaggio che arriva dal Consiglio comunale aperto convocato dal Comune di Spoleto. Un collegamento strategico tra la E45, il territorio Spoleto e quello della Valnerina, nel cuore del cratere del sisma.

“Il primo vantaggio competitivo di tale prospettiva – ha detto l’assessore regionale Francesco De Rebotti – è che essa costituirebbe il definitivo completamento di un’opera, non la realizzazione di una nuova, da progettare, finanziare, realizzare. Il vantaggio connesso a tale condizione è stato particolarmente sottolineato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti al quale, insieme alla presidente Proietti, siamo andati a presentare a ottobre scorso la nostra proposta di Contratto di Programma 2026/2030 sulle priorità di investimento infrastrutturale in Umbria. Lo si è fatto anche in virtù delle premesse avanzate dal Ministero, quello della limitatezza delle risorse per gli investimenti infrastrutturali nei prossimi anni che sconta, come sappiamo tutti, anche dell’impatto pesante previsionale del costo dell’opera su cui il Ministero stesso ha posto la priorità, il Ponte sullo Stretto. Ecco perché – prosegue – da tempo sottolineiamo come finire la Tre Valli sarebbe la conclusione di uno sforzo già fatto in maniera significativa. Terminare l’opera è un’opzione strategica necessaria per porre in essere il collegamento tra l’arteria viaria principale a scorrimento del centro Italia e le aree interne dello spoletino/Valnerina, strettamente collegate al territorio del cratere sismico che interessa quattro regioni: Umbria, Lazio, Marche e Abruzzo”.

“Le Regioni stesse, a dicembre 2021 – prosegue l’assessore – hanno inserito l’auspicato completamento all’interno del Piano Nazionale degli interventi Complementari al PNRR nei territori colpiti dal sisma 2009/2016 (sub misura A4, linea intervento 2, come da Ordinanza del Commissario Straordinario per la ricostruzione) che ha portato alla redazione conclusiva del Progetto Definitivo dell’opera nel giugno 2023. Ne consegue il secondo vantaggio competitivo dell’opera stessa, l’essere stata considerata un intervento di prioritario interesse interregionale, vero e proprio snodo di collegamento in un territorio di “cerniera” tra nord e sud, est e ovest del paese”.

Il terzo vantaggio competitivo, per De Rebotti, “è costituito dal livello di maturazione progettuale: siamo giunti alla redazione del Progetto Definitivo che rende l’intervento cantierabile attraverso procedure ultimative come potrebbe essere, a fronte del finanziamento dell’opera, la forma dell’appalto integrato”.

“Questi – conclude – sono gli elementi che suggeriscono di insistere in sede ministeriale nella rivendicazione, evidentemente motivata, oggettiva e unanimemente sostenuta, relativa al finanziamento del completamento della Tre Valli. Lo facciamo nella convinzione di rispondere alle attese ribadite dal Comune di Spoleto e dal suo Consiglio Comunale e, più in generale, di tutti i territori dell’Umbria, le cui forze economiche e sociali riconoscono a quest’opera un valore strategico assoluto”.

“L’Anima del Fare” nell’artigianato artistico, un valore che si rinnova nei secoli

“L’Anima del Fare”, quella che, attraverso le realizzazioni dell’artigianato artistico, ha attraversato i secoli, mostrandosi sempre attuale.

E’ a quest'”Anima del Fare” che Confartigianato Imprese Umbria, con il patrocinio del Comune di Spoleto, ha dedicato il convegno che, nei giorni del Festival, si è tenuto nella Sala dello Spagna di Palazzo Comunale.

Un’occasione di confronto tra Istituzioni, rappresentanti del mondo associativo, esperti del settore e imprese, con l’obiettivo di approfondire le prospettive dell’artigianato artistico italiano, eccellenza del Made in Italy, alla luce delle nuove sfide poste dall’evoluzione dei mercati, dall’innovazione e dalla crescente necessità di valorizzare le produzioni di qualità.

Ad aprire i lavori, i saluti istituzionali del sindaco di Spoleto, Andrea Sisti, e del presidente di Confartigianato Imprese Umbria, Mauro Franceschini.

Nel suo intervento, Franceschini ha evidenziato come l’artigianato artistico rappresenti un patrimonio di competenze, creatività e cultura capace di generare valore economico e attrattività per i territori. “Ogni manufatto dell’artigianato artistico racconta una storia fatta di competenze, passione e identità. È questo patrimonio che rende l’Umbria riconoscibile nel mondo e che può diventare una leva fondamentale per lo sviluppo economico, il turismo e l’attrattività dei nostri territori. Il compito di Confartigianato è creare le condizioni affinché queste imprese possano continuare a tramandare il proprio sapere, innovando processi e modelli di business senza rinunciare alla propria autenticità. Il futuro dell’artigianato passa dalla capacità di fare rete e di valorizzare il capitale umano che ogni giorno dà vita alle nostre eccellenze”.

Il convegno è quindi entrato nel vivo con gli interventi degli ospiti istituzionali ed esperti del settore.
Paolo Garzotti, capo missione presso la Commissione Europea, ha illustrato le opportunità offerte dagli accordi commerciali recentemente ratificati dall’Unione Europea, evidenziando gli strumenti a disposizione delle piccole e medie imprese per rafforzare la propria presenza sui mercati internazionali.
Alfonso Piantedosi, dirigente della Divisione VI UIBM del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha approfondito il nuovo Regolamento europeo sulle Indicazioni Geografiche dei prodotti artigianali e industriali, sottolineando le prospettive che questo strumento offre alle imprese per tutelare e valorizzare le proprie produzioni.
Erika Liberati, presidente nazionale Ceramisti di Confartigianato Imprese, ha invece posto l’attenzione sull’evoluzione della domanda nel comparto del lusso e dell’handmade, evidenziando come autenticità, qualità e unicità rappresentino oggi fattori sempre più determinanti nelle scelte dei consumatori.

L’assessore regionale Simona Meloni ha ribadito l’impegno della Regione nel sostenere il comparto dell’artigianato artistico come leva di sviluppo economico e valorizzazione delle aree interne.

Le conclusioni sono affidate al segretario di Confartigianato Imprese Umbria, Marcello Serafini, che ha richiamato l’importanza di un’azione condivisa tra istituzioni, associazioni e imprese per accompagnare il settore nelle trasformazioni in atto: “L’artigianato artistico rappresenta una delle espressioni più autentiche del saper fare italiano e costituisce un patrimonio che va tutelato e promosso. Come Confartigianato continueremo a lavorare affinché le imprese possano cogliere tutte le opportunità offerte dai nuovi strumenti europei, dall’innovazione e dall’apertura ai mercati internazionali. Occasioni di confronto come questa sono fondamentali per costruire una visione comune e rafforzare il dialogo tra tutti gli attori del sistema”.

L’incontro è stato moderato da Corrado Bordoni, responsabile dell’Ufficio Export di Confartigianato Imprese Terni e EU Trade Champion, che ha guidato il dibattito favorendo un confronto qualificato tra i relatori e il pubblico.

Il convegno ha confermato come il futuro dell’artigianato artistico dipenda dalla capacità di coniugare tradizione e innovazione, rafforzando la competitività delle imprese attraverso nuovi strumenti di tutela, formazione e apertura ai mercati. È emersa inoltre la necessità di consolidare la collaborazione tra istituzioni, sistema associativo e imprese per valorizzare un patrimonio che continua a rappresentare uno degli elementi distintivi dell’identità produttiva italiana.

In questo percorso si inserisce anche il recente rinnovo degli organi della Camera di Commercio dell’Umbria, con la conferma alla presidenza dell’ing. Giorgio Mencaroni, “alla quale anche Confartigianato Imprese Umbria – ricorda l’associazione – ha convintamente contribuito. Una scelta che, secondo l’Associazione, testimonia il ritrovato spirito unitario delle organizzazioni di rappresentanza regionali e costituisce un presupposto importante per affrontare con maggiore efficacia le sfide della competitività, dell’innovazione e dello sviluppo del sistema produttivo umbro”.

La mostra di arte orafa

Ed i tanti visitatori in questi giorni a Spoleto hanno modo di conoscere da vicino il valore creativo, culturale ed economico dell’oreficeria artistica, attraverso la mostra di arte orafa allestita fino al 12 luglio nella Sala degli Ori di Spoleto (Via Saffi 18).

Un’esposizione che esalta l’eccellenza manifatturiera del settore attraverso opere di grande pregio artistico e tecnico. Evento arricchito dalla presenza di lavori del celebre artista internazionale Mark Kostabi, in un dialogo originale tra arte contemporanea e alta artigianalità. Un’occasione per apprezzare il valore di un comparto simbolo della tradizione manifatturiera italiana e al tempo stesso protagonista di nuove opportunità sui mercati internazionali.

Fashion Show, all’ABA il “tubino” reinventato per la serata “Noir Révolution”

Giovedì 2 luglio, nel chiostro dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia, andrà in scena l’attesissimo Fashion Show annuale. Una serata all’insegna della storia, dell’emancipazione e della pura avanguardia sartoriale.

Sfileranno le creazioni esclusive degli studenti del terzo anno del corso di Fashion Design (riconosciuto dal Ministero dell’Università come equivalente a una laurea triennale nel settore della moda”) guidati dalla docente Serena Logozzo. Una quinta edizione che promette di tracciare un ponte perfetto tra l’eredità storica del costume e la contemporaneità più audace. Un appuntamento con ingresso riservato e su invito, che rappresenta la conclusione di un anno di lavoro e di crescita, attraverso un impegno che si snoda tra didattica, ricerca e sperimentazione.

Il tema portante e cuore pulsante dell’edizione 2026 è “Noir Révolution”, un concept interamente dedicato a un’icona intramontabile che si appresta a compiere un secolo di vita: il tubino nero. Inventato nel 1926 dall’estro rivoluzionario di Coco Chanel con il nome di Petite robe noire, questo capo ha scardinato i codici sociali del tempo – quando il nero era rigorosamente confinato al lutto – per trasformarsi in una democratica promessa di comodità, versatilità e innata eleganza per chi lo indossa.

Il tubino come opera d’arte

La proposta del Fashion Show 2026 non è un omaggio nostalgico, bensì una vera e propria rivincita creativa. Con “Noir Révolution”, gli studenti dell’Accademia “Pietro Vannucci” reinterpretano l’icona infrangendo nuovamente gli schemi. Se nel 1926 Chanel liberava le donne dai corsetti, oggi i giovani designer le liberano dalle etichette e dai conformismi.

“Il tubino nero che presentiamo quest’anno – spiega la prof. Serena Logozzo, che ha curato il coordinamento generale dell’evento – è unico, irriverente, comunicativo. Non è pensato per adattarsi passivamente a tutti, ma per raccontare ad alta voce l’identità di chi lo indossa. È potere, desiderio, audacia. Il nero, colore eterno, diventa una tela su cui si riflettono la ribellione e la modernità dei nostri ragazzi, mantenendo intatta quell’essenzialità che lo rende immortale”. Il risultato? Una sfilata vibrante che vedrà protagonisti 52 outfit creati da 26 studenti, ognuno dei quali ne ha realizzati due, uno femminile e uno maschile. Un evento che celebra la forza di chi non teme di mostrarsi, di osare e di imporre le proprie regole attraverso la moda, intesa qui nella sua accezione più alta: come espressione artistica e manifesto di autoaffermazione.
Le firme dei giovani designer. In passerella si potranno ammirare gli outfit realizzati da: Elia Gasparri, Sofia Nardi, Angelo Grazioli, Isabella Pignalberi, Benita Sofia Cappadoro, Giulia Magliocchetti, Giamiro Fabbriciani, Lucia Serrano Ruiz, Raffaella Volpicelli, Nora Rodriguez, Sara Chiovoloni, Samuela Fiorucci, Sara Marzano, Rachele Marotta, Camilla Silvi, Alena Minelli, Chiara Profetto, Elisa Delicati, Shu Yang, Angela Sardone, Chloe Al Akoury, Daniela Michela Marolla, Vittoria Avitabile, Yossra Mahjoub, Giulia Merlini, Sara Ghiani.

Le proposte moda. Gli outfit, indossati da modelli e modelle professionisti, sfileranno suddivisi in due momenti: prima i tubini neri declinati al maschile e al femminile che, pur in chiave moderna, richiamano e rispettano il capo nella sua tradizione; si tratta di capi neri eleganti con linee classiche arricchite da lavorazioni e texture che rendono gli abiti unici, mantenendo l’iconicità del little black dress. Nella seconda parte sfileranno le proposte di abiti neri lunghi e strutturati: il tubino diventa la base da cui partire per sperimentare volumi, forme e materiali, come il capo che aprirà la sfilata, progettato per emettere suoni con una tecnologia integrata. La sfida ai canoni dell’iconico abito dà vita a capi eleganti e prorompenti, rivisitazione e tributo del famoso abito di Chanel. Dopodiché, accanto alle modelle e ai modelli, usciranno gli studenti-designer. Un momento finale che chiuderà la serata accompagnata da musica, giochi di luci e applausi.

Nubifragio abbatte alberi nella zona di Maratta

Un violento nubifragio si è abbattuto nel pomeriggio di lunedì nella zona di Maratta, a Terni. Due alberi sono caduti sulla strada nei pressi dell’ingresso del Chico Mendez, mentre transitava un semirimorchio, colpito dai rami ma senza conseguenze per il conducente.

Sul posto la squadra dei vigili del fuoco partiti dalla centrale di Terni per rimuovere gli arbusti e ripristinare la viabilità oltre alla Polizia locale per i rilievi del caso.

Vento e pioggia hanno causato disagi nel comprensorio.

Ex Spoleto-Norcia, il piano da 20 milioni per recupero e valorizzazione turistica

Oltre 20 milioni di euro per il ripristino e la valorizzazione a fini turistici della ex ferrovia Spoleto-Norcia. La Regione Umbria, nel ruolo di soggetto attuatore, sta coordinando un programma complessivo di interventi che riguarda il ripristino della percorribilità del tracciato, la messa in sicurezza delle aree più critiche, il recupero degli immobili di servizio e la costruzione di un nuovo modello di valorizzazione turistica.

“L’ex ferrovia Spoleto-Norcia rappresenta molto più di un percorso ciclopedonale – sottolinea l’assessore regionale Francesco De Rebotti-. È un patrimonio che unisce storia, ambiente e sviluppo locale e che può diventare un elemento strategico per la crescita sostenibile di territori straordinari come la Valle Spoletana, la Valnerina, il Nursino e il Casciano. La Regione sta lavorando per restituire piena funzionalità a questa infrastruttura e, allo stesso tempo, costruire una prospettiva di gestione capace di garantirne nel tempo la valorizzazione e la sostenibilità economica”.

Il programma di recupero

Il programma di recupero sta procedendo con diversi cantieri e interventi in parallelo. Lo scorso 10 giugno è stata effettuata la consegna dei lavori per il tratto Caprareccia-Sant’Anatolia di Narco, il cui avvio operativo è previsto per oggi, 29 giugno. L’intervento, della durata stimata di circa nove mesi, prevede il consolidamento della galleria Caprareccia, la posa di reti paramassi nell’area di Vallegiana, la stabilizzazione delle scarpate ferroviarie e la rimozione delle situazioni di potenziale pericolo lungo il tracciato.

È inoltre già attivo il cantiere relativo al tratto Casale Volpetti-Serravalle di Norcia, uno dei passaggi più complessi dell’intero recupero, anche per la necessità di ricostruire sei ponti demoliti dopo la dismissione della linea ferroviaria.

Prosegue anche il percorso per il recupero del tratto Piedipaterno-Balza Tagliata-Casale Volpetti, per il quale è in corso la procedura di gara per l’affidamento dei lavori. Le ulteriori risorse messe a disposizione dalla nuova ordinanza commissariale consentiranno di completare il ripristino della percorribilità nei territori dei comuni di Vallo di Nera, Cerreto di Spoleto e Norcia.

Tra gli interventi previsti rientrano anche la riapertura della galleria San Martino, per la quale è in corso l’affidamento della progettazione, e la ricostruzione del cavalcavia sulla strada statale 685 a Sant’Anatolia di Narco, opera che sarà realizzata da Anas sulla base del progetto finanziato dalla Regione. L’avvio dei lavori è previsto per il prossimo mese di settembre.

Accanto al recupero del tracciato, procede anche il programma di valorizzazione degli immobili di servizio dell’ex ferrovia: sette stazioni, undici caselli e cinque locali tecnici che rappresentano un patrimonio fondamentale per costruire nuove opportunità turistiche e contribuire, attraverso un loro utilizzo sostenibile, anche al mantenimento dell’infrastruttura.

“Stiamo lavorando – prosegue De Rebotti – a un progetto che guarda oltre la semplice riapertura del percorso. L’obiettivo è creare un sistema integrato, capace di mettere insieme cammini, ciclovie, ippovie e sentieri, valorizzando un territorio che ha tutte le caratteristiche per essere protagonista nel panorama nazionale e internazionale del turismo lento”.

Verso la “regionalizzazione”

In questa prospettiva la Regione sta portando avanti anche il percorso per acquisire al proprio patrimonio la ex ferrovia Spoleto-Norcia attraverso gli strumenti previsti dal federalismo demaniale. L’obiettivo è riportare a unità la gestione dell’intero sistema e definire un modello organizzativo capace di coinvolgere istituzioni, territori e soggetti qualificati nel settore della promozione turistica.

“L’ex ferrovia Spoleto-Norcia deve diventare un esempio di come un bene storico possa trasformarsi in una leva concreta di sviluppo. La sfida è costruire una governance solida, capace di coinvolgere il territorio e generare ricadute positive per comunità, imprese e operatori turistici”, conclude l’assessore Francesco De Rebotti.