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Fioritura di Castelluccio, attivati i bus per i weekend

Per consentire la migliore fruizione possibile della fioritura di Castelluccio, il Comune di Norcia – in collaborazione con Umbria Mobilità, il Parco nazionale dei Monti Sibillini e sentita la Prefettura di Perugia – ha organizzato un servizio navette per gli ultimi due fine settimana di giugno (21-22 e 27-28 più lunedì 29) e per i primi due di luglio (4-5 e 11-12), con partenze ogni mezzora dal parcheggio Scentinelle e ogni ora dal parcheggio Monti del Sole. In particolare, la prima corsa da Scentinelle partirà alle 10.30, con ultima corsa di rientro in partenza da Castelluccio alle 18.45; quanto al parcheggio Monti del Sole, la prima corsa partirà alle 10 mentre l’ultimo rientro da Castelluccio avverrà alle 18.30.

Per quanto concerne il traffico veicolare privato, il transito per necessità è comunque consentito. Quanto alla sosta, invece, non ci sono restrizioni per i motoveicoli mentre le automobili potranno sostare a Castelluccio solo per turisti che pernottano in strutture ricettive oppure si fermano a pranzo o a cena nei ristoranti locali, parcheggiando negli spazi adiacenti ad essi.

“Anche quest’anno abbiamo lavorato per garantire una fruizione della fioritura il più possibile condivisa e con standard qualitativi all’altezza dei luoghi – ha dichiarato il vicesindaco Antonio Duca –. L’obiettivo per il prossimo anno è quello di mettere tutti i visitatori nelle condizioni di godersi lo spettacolo potendo contare su servizi ancor più efficienti e programmati, sia per quanto concerne la gestione dei veicoli sia per l’imprevedibilità del tempo atmosferico. L’amministrazione è già al lavoro per una soluzione al divieto di sosta e, contestualmente, per dotare l’area di alcuni punti temporanei di appoggio in caso di maltempo improvviso. Nel frattempo – conclude Duca – auguriamo a tutti una fioritura come sempre piacevole e ricca di emozioni”.

Biglietti e prenotazioni potranno essere acquistati sul posto oppure, a breve, sul sito internet www.startspa.it e www.marcheroma.contram.it.

Tabacco, la revisione delle Direttive UE preoccupa i lavoratori umbri

Sindacati umbri preoccupati per l’avvio del processo di revisione della Direttiva sui Prodotti del Tabacco (TPD) e della Direttiva sulla Pubblicità del Tabacco (TAD) da parte della Commissione europea, che ha promosso una consultazione pubblica aperta a tutti i soggetti interessati.

A farsi portavoce di questa preoccupazione sono le organizzazioni sindacali nazionali di settore Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, che lamentano un approccio ritenuto poco attento alle ricadute socioeconomiche e occupazionali che le ulteriori restrizioni potrebbero determinare sulle lavoratrici, sui lavoratori e sull’intera filiera tabacchicola.

Anche Fai Cisl Umbria, Flai Cgil Umbria e Uila Uil Umbria, insieme ai circa 200 lavoratori e lavoratrici della Deltafina di Bastia Umbra, si sono riuniti nella giornata di lunedì per manifestare la propria preoccupazione rispetto al percorso di revisione delle direttive europee sul tabacco. Al centro delle osservazioni vi è il fatto che le valutazioni preliminari della Commissione non appaiono pienamente coerenti con i principi del sistema di “Better Regulation”, poiché risultano focalizzate prevalentemente sugli aspetti sanitari, senza una sufficiente analisi degli effetti che le nuove misure potrebbero avere sull’occupazione, sulle condizioni di lavoro e sui sistemi di protezione sociale.

Si tratta di una questione particolarmente rilevante per l’Umbria, dove l’intera filiera tabacchicola, dalla coltivazione alla trasformazione, coinvolge complessivamente circa 9.500 lavoratrici e lavoratori. Per questo motivo le organizzazioni sindacali invitano tutti gli addetti del settore a partecipare alla consultazione pubblica promossa dalla Commissione europea, contribuendo a rappresentare le istanze e le specificità del comparto.

Fai Cisl Umbria, Flai Cgil Umbria e Uila Uil Umbria chiedono inoltre la massima attenzione da parte delle istituzioni regionali e nazionali su un tema che interessa migliaia di famiglie e una filiera strategica per il territorio. A tal fine, annunciano l’avvio di un confronto con i soggetti istituzionali competenti, che saranno coinvolti nei prossimi giorni per approfondire gli effetti delle proposte in discussione e individuare possibili azioni di tutela del lavoro e dell’occupazione.

E’ morto Giovannino Antonini, da presidente della Bps protagonista della finanza regionale

Si è spento nella sua abitazione a Spoleto, a seguito di una malattia, Giovannino Antonino, a lungo presidente della Banca Popolare di Spoleto e poi della Spoleto Credito e Servizi.

“Antonini – è scritto in una nota di cordoglio della presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, a nome della Giunta – è stato un protagonista del mondo bancario umbro che ha dato impulso allo sviluppo dei settori dell’economia e del sociale del nostro territorio. La Regione Umbria lo ricorda formulando sentite condoglianze alla moglie e ai figli”.

“Figura che per molti anni ha rappresentato una parte significativa della storia economica, bancaria e sociale del nostro territorio”. ha ricordato il sindaco di Spoleto, Andrea Sisti, esprimendo il cordoglio dell’amministrazione comunale.

“Antonini – si legge nella nota del Comune – ha legato il proprio nome a una stagione importante della vita cittadina, contribuendo allo sviluppo e alla crescita di realtà che hanno avuto un ruolo centrale nell’economia locale. Nel ricordare l’impegno con cui ha operato a servizio delle istituzioni economiche del territorio, esprimo a nome dell’amministrazione comunale e dell’intera comunità spoletina le più sentite condoglianze ai familiari”.

Chiude il Convitto Onaosi di Perugia, minori senza più alloggio

I membri del Comitato di indirizzo della Fondazione Onaosi, nonché membri dell’associazione ‘Caduceo-ex allievi Onaosi’ esprimono “incredulità e preoccupazione” per la decisione di chiudere il Convitto Onaosi Perugia, comunicata dal presidente uscente, dottor Amedeo Bianco, alle famiglie degli ospiti minorenni

“Esprimiamo profonda incredulità e preoccupazione per la decisione, comunicata dal presidente uscente, dottor Amedeo Bianco, alle famiglie degli ospiti della Sezione Convitto del Collegio della Sapienza di Perugia dell’Onaosi, tutti minorenni, relativa alla soppressione della sezione del Convitto a decorrere dalla conclusione dell’anno scolastico 2025-2026” affermano i sette membri del Comitato di indirizzo della Fondazione Onaosi, nonché componenti dell’associazione Caduceo-ex allievi Onaosi, Marina Onorato, Vittorio Scalercio, Vincenzo Murgolo, Carmine Mellone, Cosimo Gambardella, Giovanni Luca e Valeria D’Alessandro.

“La comunicazione è stata data personalmente dal presidente Bianco, alle famiglie, il 5 giugno scorso – spiegano – e riguarda la permanenza nel Convitto dei minori, alcuni dei quali in condizioni di particolare fragilità familiare e sociale”.

“Tale servizio rappresenta uno degli strumenti più qualificanti della missione storica della Fondazione – proseguono i rappresentanti della Caduceo –. Rileviamo con rammarico che una decisione, di tale rilevanza strategica, sociale e istituzionale non è stata preventivamente sottoposta alla discussione e alla valutazione degli organi di governance competenti, né risulta essere stata oggetto di un percorso partecipato che consentisse un’adeguata valutazione delle conseguenze sui minori assistiti e sulle loro famiglie. Particolare perplessità suscita il fatto che tale iniziativa sia stata assunta a poche settimane dal rinnovo degli organi della Fondazione, determinando effetti potenzialmente irreversibili su un servizio che costituisce una componente identitaria dell’Onaosi fin dalla sua istituzione. Possiamo definirla, con assoluta certezza, la vera mission dell’Onaosi che viene azzerata con una decisione inaccettabile nella forma e nella sostanza”.

“L’Onaosi ha infatti la potenzialità economica ed organizzativa – spiegano dalla Caduceo –, oltre che la indiscussa esperienza altamente qualificata, per assicurare ai minorenni, seppur poco numerosi ma molto impegnativi sul fronte educativo, e agli universitari un percorso formativo ed un supporto personale che permetta la crescita e la maturazione dei ragazzi che vengono ad essa affidati. Pertanto tale decisione non trova alcuna giustificazione oggettiva e tantomeno a favore degli interessati. Gli stessi genitori, infatti, nella lettera inviata al presidente ed ai membri del Cda e Cdi, esprimono forte preoccupazione per una decisione che interromperebbe bruscamente il ‘cammino’ che i ragazzi hanno intrapreso, con ottimi risultati, durante questi anni di permanenza nel Convitto. I genitori non si sentono affatto tutelati dalle ‘soluzioni alternative individuali su misura’, seppur con il contributo economico e sociale dell’Ente, proposte dal presidente durante la riunione che annunciava loro la chiusura imminente del Convitto”.

“Il criterio della ridotta numerosità degli ospiti – ritengono i rappresentanti della Caduceo – non può, da solo, giustificare la soppressione di un presidio educativo e assistenziale destinato a minori in condizioni di bisogno. Al contrario, la limitata presenza dei ragazzi, negli ultimi anni, è indubbiamente anche riconducibile alla carenza di adeguata attività di informazione e promozione, da parte dell’Onaosi, alle famiglie dei sanitari contribuenti e potenzialmente beneficiari”. Gli esponenti della Caduceo ex allievi Onaosi chiedono pertanto “l’immediata sospensione di ogni procedura finalizzata alla chiusura della Sezione Convitto; la convocazione urgente degli organi statutari competenti per una discussione trasparente della questione; la presentazione di una relazione tecnica, economica e sociale che motivi la decisione assunta; l’elaborazione di un piano di rilancio e valorizzazione del servizio convittuale, comprensivo di specifiche attività di comunicazione e orientamento rivolte alle famiglie dei sanitari”.

“La tutela dei minori assistiti e il rispetto della missione istituzionale della Fondazione – sottolineano gli esponenti della Caduceo – devono rappresentare il criterio guida di ogni scelta organizzativa. Decisioni di questa portata non possono essere adottate senza un adeguato coinvolgimento degli organi di indirizzo e senza una preventiva valutazione dell’interesse superiore dei beneficiari. Ci impegneremo affinché siano garantiti trasparenza amministrativa, rispetto delle procedure statutarie, piena tutela dei diritti dei minori affidati alle cure della Fondazione”.

Terni, Confartigianato: avevamo ragione, nessun risparmio accertato da “Cantiere Comune”

Il progetto “Cantiere Comune” nel 2025 è stato voluto sulla base di proclami politici privi di qualsiasi supporto tecnico-economico, in contrasto con principi di trasparenza e buona amministrazione. Questo il risultato contenuto nel documento ufficiale, portato in Consiglio comunale, elaborato dalla IV Commissione Consiliare di Garanzia e Controllo. Risultanze che confermano quanto sostenuto da Confartigianato Terni a proposito del progetto di internalizzare le asfaltature.

Eppure nella scorsa estate gli allora amministratori comunali avevano attaccato duramente l’associazione di categoria.

“Confartigianato Terni – rivendica l’associazione – stava semplicemente svolgendo il proprio ruolo istituzionale a tutela delle imprese associate. Avevamo sollevato precise riserve tecniche sulla scelta di internalizzare le asfaltature tramite l’acquisto di mezzi e l’assunzione di operai. Sostenevamo che quell’operazione non fosse sufficientemente giustificata e che i risparmi propagandati fossero privi di fondamenta e lontani dalle reali dinamiche di mercato. La questione, del tutto pubblica, non è contestabile e può essere facilmente riscontrata dai comunicati e dalle dichiarazioni di quell’increscioso passaggio del confronto pubblico cittadino”.

Nell’estate del 2025 gli allora amministratori comunali, tramite conferenze stampa appositamente convocate e altri canali ufficiali, avevano alimentato un’altra narrazione. Durante quegli incontri pubblici, i vertici politici del Comune sostenevano infatti l’esistenza di risparmi strabilianti nell’esecuzione diretta dei lavori rispetto ai costi previsti dai prezzari regionali applicati agli appalti privati, indicando un abbattimento della spesa dal 75% al 55%.

“Tale massiccio risparmio – rivendica Confartigianato alla luce del documento della IV Commissione – è rimasto tuttavia una illusione propagandistica e un’astrazione scollegata dalla realtà: la Commissione ha infatti accertato che non è emersa l’esistenza di alcuna valutazione tecnico-economica formalizzata e messa per iscritto che attestasse la convenienza del modello adottato dal Comune”.

Sulla stessa linea, gli amministratori comunali dell’epoca dichiaravano pubblicamente che l’acquisto dei nuovi macchinari per l’asfaltatura avrebbe consentito di avviare, in totale autonomia e tramite l’impiego esclusivo degli operai comunali, il completo rifacimento delle strade cittadine. Il documento della Commissione dice altro: a fronte di una quota minima di metri quadrati asfaltati internamente (principalmente circoscritti a Via delle Cinque Strade), la stragrande maggioranza della superficie stradale — quantificabile in ben 70.000 metri quadrati — è stata comunque affidata a ditte private esterne tra il 2025 e il 2026. Questo è avvenuto precisamente perché i proclami politici si scontravano con le regole del mercato e le reali capacità operative del settore comunale.

La Commissione nel recente documento ufficiale ha qualificato quelle scelte come una “decisione di natura eminentemente politico-organizzativa, non accompagnata da un adeguato supporto analitico”. È emerso con chiarezza che l’amministrazione ha proceduto senza lo studio preliminare di convenienza, che rappresenta un onere preciso per giustificare la deroga al mercato esterno.

“Il modello ‘autarchico’ del Cantiere Comune, almeno nel modo e nelle finalità con le quali è stato presentato dagli allora amministratori al pubblico – evidenzia Confartigianato Terni – non risponde al vero; infatti, risulta che i grandi interventi strutturali hanno continuano a essere gestiti tramite appalti (e non poteva essere diversamente), mentre i mezzi acquistati dal Comune sono stati utilizzati per interventi limitati o sono rimasti inoperosi per lunghi periodi”.

“Chiediamo che l’Amministrazione comunale – scrive l’associazione – prenda atto della realtà dei numeri e faccia un atto di verità, cessando di alimentare, anche indirettamente, una narrazione smentita dai propri stessi uffici tecnici. Non volendo né oggi, né allora inserirci in un dibattito politico, certamente legittimo tra maggioranza e opposizioni – conclude l’associazione – riconosciamo e ringraziamo quanti nel mondo politico hanno ascoltato e approfondito le nostre osservazioni tecniche, mentre prendiamo atto con rammarico che quelle nostre stesse affermazioni, che oggi vengono acclarate dalle risultanze, ci hanno visto pressoché soli nel mondo economico cittadino a sostenere questo confronto con gli allora amministratori, che ci rivolgevano accuse ingiuste quanto infondate”.

(immagine di repertorio)

Aree interne, ok alla convenzione tra Regione e gli 8 Comuni della Media Valle

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore con delega alle Aree interne, Simona Meloni, ha approvato lo schema di Convenzione tra Regione Umbria e Comune di Todi, soggetto capofila dell’Area interna Media Valle del Tevere, per l’attuazione della Strategia d’Area 2021-2027 denominata “Reti di comunità: il paesaggio come legame tra benessere e cura”.

La Strategia interessa otto Comuni: Todi, Collazzone, Fratta Todina, Monte Castello di Vibio, Acquasparta, Avigliano Umbro, Montecastrilli e San Gemini e rappresenta uno degli interventi più significativi della programmazione regionale dedicata alle aree interne. La dotazione complessiva è pari a 11.779.500 euro, di cui 5.483.500 euro a valere sul PR FESR 2021-2027, 2.296.000 euro sul PR FSE+ 2021-2027 e 4 milioni di euro di risorse nazionali destinate ai servizi di cittadinanza, sanità, istruzione e mobilità.

“Con questo atto – dichiara l’assessore regionale Simona Meloni – diamo pieno avvio alla fase attuativa di una strategia che nasce da un lavoro di coprogettazione con i territori e che mette al centro le comunità. La Media Valle del Tevere è un’area ricca di identità, paesaggio, patrimonio storico, culturale e ambientale, ma anche attraversata da fragilità che vanno affrontate con strumenti concreti: spopolamento, invecchiamento della popolazione, necessità di rafforzare i servizi, collegamenti, opportunità formative e occupazionali. La Regione ha scelto di investire sulle aree interne non come territori marginali, ma come luoghi strategici per costruire un nuovo modello di sviluppo fondato su qualità della vita, prossimità e coesione”.

Gli assi principali della Strategia riguardano la creazione di un sistema integrato di spazi e attività sociali, culturali e ambientali; il rafforzamento dei servizi socio-assistenziali e socio-sanitari; il collegamento tra istruzione, formazione e occupazione; il miglioramento della mobilità e dell’accessibilità interna; il supporto tecnico e amministrativo agli enti coinvolti nella fase di attuazione”.

“Il cuore della Strategia – prosegue Meloni – è il legame tra benessere e cura, letto attraverso il paesaggio e le reti di comunità. Significa rigenerare spazi pubblici, valorizzare luoghi della cultura e dell’ambiente, sostenere l’invecchiamento attivo, promuovere l’incontro tra generazioni, rafforzare i servizi per le persone più fragili, migliorare l’accessibilità e creare nuove opportunità per giovani, famiglie e imprese. Vogliamo che vivere in questi territori sia una scelta possibile, sostenibile e attrattiva”.

Particolare attenzione sarà riservata alla valorizzazione del patrimonio naturale e culturale dell’area, fortemente caratterizzato dalla presenza del fiume Tevere, dalla rete dei borghi, dai paesaggi rurali, dalle vie storiche e dalla Ferrovia Centrale Umbra, intesi come elementi di connessione territoriale e come infrastrutture materiali e immateriali su cui costruire nuovi servizi di cittadinanza, turismo sostenibile e sviluppo locale”.

“Le aree interne – conclude l’assessore – sono una priorità della nostra azione di governo. In Umbria abbiamo destinato oltre 52 milioni di euro dei Programmi regionali FESR e FSE+ allo sviluppo di questi territori, perché crediamo che la competitività regionale passi anche dalla capacità di tenere insieme piccoli comuni, servizi, paesaggio, lavoro, inclusione e innovazione. La Strategia della Media Valle del Tevere va esattamente in questa direzione: trasformare le fragilità in opportunità e costruire comunità più forti, più connesse e più capaci di guardare al futuro”.

Nidi, i sindacati chiedono un confronto operativo al Comune di Foligno

UIL FP, FP CGIL e USB chiedono al Comune di Foligno di aprire immediatamente un confronto operativo sulla situazione dei nidi comunali e si dichiarano disponibili a valutare la sospensione per una settimana dell’astensione dal lavoro straordinario e dalle prestazioni eccedenti il normale orario individuale, se l’Ente formulerà una richiesta formale finalizzata a trovare soluzioni concrete.

La presa di posizione arriva dopo la comunicazione della Commissione di Garanzia che, esaminata la proclamazione dell’iniziativa sindacale, ha confermato la piena legittimità dello sciopero e ha invitato le parti a individuare, in spirito di reciproca collaborazione, le migliori soluzioni possibili per tutelare lavoratrici, bambini e famiglie e ridurre al minimo i disagi all’utenza.

“È esattamente ciò che chiediamo anche noi”, affermano i sindacati.

Secondo UIL FP, FP CGIL e USB, il Comune ha invece scelto fin dall’inizio la strada della contestazione, diffidando il 4 giugno le organizzazioni sindacali a revocare l’iniziativa o a rimodularla sulla base di una presunta illegittimità che la Commissione di Garanzia non ha rilevato. “Quella diffida non poteva essere accolta. Non si può diffidare il sindacato a revocare un’iniziativa legittimamente proclamata sulla base di una interpretazione errata dell’Amministrazione”.

Le sigle sindacali rivendicano di aver tenuto una linea responsabile fin dall’inizio, dando immediata disponibilità a valutare un differimento di 48 ore dell’iniziativa, finalizzato a cercare soluzioni concrete e non a rinviare ancora il problema.

Le Organizzazioni sindacali hanno saputo della scelta di tagliare il servizio “solo dopo i genitori e hanno subito invitato il Comune ad aprire un confronto operativo per individuare soluzioni condivise e meno penalizzanti”. Ma, chiariscono i sindacati, “l’Amministrazione ha continuato dritta per la propria strada, mantenendo la chiusura generalizzata dei nidi alle ore 13:45 e alimentando un muro contro muro che non aiuta nessuno”.

“Risulta inoltre che neppure alle famiglie siano state realmente offerte soluzioni alternative. Si è semplicemente comunicata una riduzione del servizio, scaricando il disagio su genitori e bambini”.

UIL FP, FP CGIL e USB ribadiscono che la sicurezza dei bambini è e resta prioritaria e che nessuno l’ha mai messa in discussione. Ma proprio per questo, sostengono, il servizio deve essere organizzato con personale sufficiente, sostituzioni tempestive, continuità educativa e programmazione adeguata.

Le organizzazioni sindacali, proprio per ridurre tensioni e incomprensioni, incontreranno anche i genitori per spiegare con chiarezza la situazione, ascoltare le difficoltà delle famiglie e valutare insieme ogni possibile iniziativa utile a tutelare bambini, famiglie, educatrici e qualità del servizio.

“Invitiamo il Comune a un dialogo vero, dando seguito all’invito della Commissione di Garanzia: cercare soluzioni, non alimentare il conflitto”.

UIL FP, FP CGIL e USB confermano quindi la disponibilità a un confronto immediato e aggiungono: “Se il Comune convoca subito le organizzazioni sindacali e la RSU per un confronto vero, concreto e finalizzato a trovare soluzioni reali, siamo pronti a valutare la sospensione dell’iniziativa per una settimana, qualora l’Ente lo chieda formalmente. Non possiamo però modificare da soli una proclamazione già trasmessa alla Commissione di Garanzia, né possiamo rimodularla sulla base di diffide che si sono rivelate immotivate”.

“Noi – concludono i sindacati – siamo pronti al confronto. Chiediamo anche al Comune di fare la propria parte”.

Ritorno “alle origini” del Festival dei Due Mondi, Confartigianato accoglie l’appello del direttore Cipriani

Confartigianato Imprese Umbria accoglie con estremo favoremprese Umbria “si impegnerà con convinzione, insieme ai propri associati, ad essere attore proattivo del Festival e a sostenere la manifestazione, diffondendone il suo forte valore”.

E’ quanto scrive l’associazione, accogliendo “con estremo favore” la lettera aperta del direttore artistico del Festival dei Due Mondi Daniele Cipriani.

Come affermato anche nel recente incontro organizzato dal direttore Cipriani con le forze economiche, a cui la nostra Confartigianato ha preso parte con alcuni suoi associati, l’associazione condivide profondamente “la visione di tornare ‘alle radici'”.

Ed è proprio per dare concretezza ed operatività a questa nostra convinzione che Confartigianato ha organizzato due iniziative nell’ambito del Festival dei Due Mondi.ù

La prima è una mostra delle produzioni orafe locali (spoletine ed umbre) e di altre realtà produttive orafe (Vicenza e Arezzo), che si svolgerà presso la Sala degli Ori, in via Aurelio Saffi 18 a Spoleto, in quella che è stata da sempre la sede degli orafi di Confartigianato.
La seconda è un convegno, patrocinato dal Comune di Spoleto, previsto per il giorno 3 luglio nel pomeriggio presso la Sala dello Spagna (Sede Comunale), dal titolo “L’anima del Fare: l’artigianato artistico tra identità, mercato e futuro”.

“Entrambi gli eventi – scrive Confartigianato – rappresentano la volontà della nostra Associazione di promuovere, all’interno del Festival che tanto ha dato e darà alla città di Spoleto, una vera e propria osmosi tra tradizione e innovazione, in un comparto, quello dell’artigianato artistico, che rappresenta per la realtà cittadina ma anche italiana una radice storica di enorme valore”.

Lavori in galleria per tutta l’estate sul Raccordo, le modifiche alla viabilità

Anas ha comunicato il cronoprogramma dei lavori e le conseguenti modifiche alla viabilità sul Raccordo autostradale “Perugia Bettolle” per i lavori di risanamento e ammodernamento degli impianti tecnologici della galleria “Madonna Alta”, tra gli svincoli di San Faustino e Madonna Alta.

Si tratta dell’ultima galleria, nel tratto tangenziale all’area urbana di Perugia, che deve essere oggetto degli interventi di adeguamento obbligatori, previsti dal Decreto Legislativo 264/06.

Anas ha infatti già completato negli anni scorsi i lavori di ammodernamento delle gallerie “Volumni” e “Prepo”, mentre lo scorso febbraio sono iniziati i lavori nella galleria “Pallotta”, che si svolgono attualmente in orario notturno.

L’intervento nella galleria “Madonna Alta”, per un investimento di 23,5 milioni di euro, riguarda il risanamento della calotta, la realizzazione di opere idrauliche e la realizzazione degli impianti tecnologici e di sicurezza: rifacimento dell’impianto elettrico, realizzazione di nuovi impianti di illuminazione, antincendio con rilevamento automatico, smaltimento acque e liquidi pericolosi. Sarà poi installato un impianto di videosorveglianza, segnaletica luminosa e colonnine SOS con collegamento telefonico e pannelli a messaggio variabile per fornire indicazioni in tempo reale agli automobilisti in caso di emergenza. I nuovi impianti e i sistemi di sicurezza saranno collegati e monitorati in tempo reale, 24 ore su 24, dalla Sala Operativa dell’Anas.


Dal 10 giugno al 1° luglio 2026

  • Galleria Pallotta: chiusura della carreggiata in direzione Bettolle solo in orario notturno dalle 21:00 alle 6:00 con uscita obbligatoria allo svincolo di Piscille e rientro allo svincolo di Prepo (come configurazione attuale);Dal 2 luglio al 12 luglio 2026
  • Galleria Madonna Alta: prosegue chiusura della carreggiata in direzione Ponte San Giovanni/E45 con transito regolato a doppio senso di marcia in carreggiata opposta e chiusura della rampa di ingresso in direzione Ponte San Giovanni dello svincolo di Madonna Alta (orario continuato h24);
  • Galleria Pallotta: lavori sospesi e galleria aperta anche in orario notturno, per agevolare il traffico durante tutto il periodo del festival Umbria Jazz;

Dal 13 luglio al 13 agosto 2026

  • Galleria Madonna Alta: prosegue chiusura della carreggiata in direzione Ponte San Giovanni/E45 con transito regolato a doppio senso di marcia in carreggiata opposta e chiusura della rampa di ingresso in direzione Ponte San Giovanni dello svincolo di Madonna Alta (orario continuato h24);

Dal 14 agosto al 30 agosto 2026

  • Galleria Pallotta: chiusura della carreggiata in direzione Bettolle con transito regolato a doppio senso di marcia in carreggiata opposta e chiusura della rampa di ingresso in direzione Bettolle dello svincolo di Piscille (orario continuato h24);

L’Università di Perugia nella lista tra i migliori Atenei al mondo

L’Università degli Studi di Perugia si conferma tra i migliori atenei al mondo secondo la classifica internazionale Global 2000 list 2026 del Center for World University Rankings – CWUR, pubblicata sul sito cwur.org al link https://cwur.org/2026.php) si colloca, infatti, al 459° posto su 21.291 atenei valutati a livello globale. È 17ª in Italia, 180ª in Europa e 424ª al mondo per la ricerca.

Nell’edizione 2026 del ranking, UniPg si colloca al 459° posto a livello mondiale su 21.291 università valutate, posizionandosi nella top 2,2% degli atenei del mondo. A livello europeo l’Ateneo si attesta al 180° posto, mentre nella graduatoria nazionale raggiunge la 17ª posizione. Di particolare rilievo anche il risultato nell’ambito della ricerca, in cui l’Università degli Studi di Perugia ottiene il 424° posto mondiale. Il punteggio complessivo attribuito all’Ateneo è pari a 74,9.
Il risultato conferma il ruolo di UniPg nel panorama accademico internazionale e testimonia la qualità del lavoro svolto dalla comunità universitaria nell’ambito della ricerca, della formazione e della capacità di produrre risultati riconosciuti a livello globale.

Il Center for World University Rankings è un’organizzazione internazionale di consulenza che fornisce indicazioni strategiche e supporto a governi e università per il miglioramento dei risultati nel campo dell’istruzione superiore e della ricerca. Le classifiche CWUR sono riconosciute a livello globale per l’approccio metodologico basato su oggettività, trasparenza e continuità di valutazione.

Il CWUR pubblica uno dei più ampi ranking accademici internazionali, caratterizzato da una metodologia interamente basata su indicatori oggettivi e su dati di risultato, senza ricorso a sondaggi né a dati forniti direttamente dagli atenei. Per l’edizione 2026 sono stati utilizzati 81 milioni di dati outcome-based per valutare le performance accademiche di 21.291 università in tutto il mondo.

La metodologia utilizzata si fonda su sette indicatori oggettivi, raggruppati in quattro aree principali: “Education”, relativa al successo accademico degli alumni e ponderata al 25%; “Employability”, basata sul successo professionale degli alumni e anch’essa ponderata al 25%; “Faculty”, che misura il numero di docenti insigniti di importanti riconoscimenti accademici e incide per il 10%; e “Research”, area complessivamente ponderata al 40%, articolata in produzione scientifica, pubblicazioni di alta qualità, influenza delle pubblicazioni e citazioni.

Il ranking attribuisce dunque pari attenzione agli indicatori riferiti agli studenti e a quelli relativi al corpo docente e alla produzione scientifica, offrendo una valutazione comparativa fondata su criteri di oggettività, trasparenza e coerenza.