La Uil dell’Umbria ha aperto la propria fase congressuale. Per “una nuova stagione di orgoglio e protagonismo” ha commentato il segretario generale della Uil Umbria, Maurizio Molinari.
Questa fase porterà al rinnovo delle categorie e al congresso generale della Uil Umbria, previsto per il 4 maggio 2026. A portare il saluto della segreteria nazionale è stato il segretario organizzativo Emanuele Ronzoni.
“Il consiglio regionale – ha spiegato Molinari – è stato un momento fondamentale per avviare questa fase strategica, di programmazione e ripartenza in vista di una nuova stagione che ci dovrà vedere ancora protagonisti. Oggi la Uil, in Umbria, è un sindacato in salute, che apre nuove sedi e che è capace di dettare l’agenda. In passato abbiamo peccato di assenza e rassegnazione, ma il nuovo percorso anche nazionale con Pierpaolo Bombardieri ha dato linfa al progetto che ci vuole in campo per difendere il lavoro”. Il segretario Molinari ha ricordato il lavoro per il Protocollo sulla sicurezza e la qualità del lavoro, presentato alla politica regionale e che sta portando alla revisione della normativa sugli appalti. Annunciata però anche un’iniziativa sul lavoro dignitoso. “Un grande lavoro, che ha coinvolto cittadini e istituzioni, iscritti e delegati, e che continuerà fino al Congresso e subito dopo”.
Dal segretario Ronzoni il punto della situazione sulla politica sindacale nazionale: “Costruiamo una Uil del futuro che rappresenta tutti, a prescindere dai colori politici, e un sindacato che è capace di entrare nel merito dei problemi delle persone”. Sulla Manovra: “Per la prima volta c’è stata una discussione preventiva, che ha accolto molte delle nostre richieste. Abbiamo chiesto un impegno per la redistribuzione delle ricchezze e ci sono ancora aspetti da perfezionare. Ci sono ancora tre morti al giorno sul lavoro, serve un fisco più moderno”. E sulla Uil: “Per noi il clima è positivo, come lo è in Umbria: siamo il primo sindacato in moltissimi settori, le persone apprezzano il fatto che siamo capaci di stare nel merito dei temi”.
Angelantoni Test Technologies srl (“ATT”) si appresta a rafforzare il comparto Service del Gruppo. Dal 31 dicembre 2025, infatti, la società Aerre Service srl (“AERRE”), specializzata nell’assistenza tecnica e nella manutenzione di camere climatiche e controllata al 100% da ATT, sarà fusa per incorporazione nella stessa Angelantoni Test Technologies srl. Un passo volto a migliorare l’efficienza operativa, l’integrazione dei processi e l’uniformità dei servizi offerti su tutto il territorio nazionale e internazionale.
“Questa integrazione ci permetterà di unire la solidità e le risorse di ATT con la flessibilità e la vicinanza al cliente di Aerre Service – afferma Francesco Fallani, Service Manager di ATT -. Insieme potremo offrire un servizio ancora più rapido, integrato e innovativo, a beneficio dei nostri clienti e dei nostri collaboratori”.
A partire dal primo gennaio 2026, tutte le attività, i contratti, le comunicazioni e i rapporti commerciali in essere con Aerre Service srl saranno gestiti da Angelantoni Test Technologies srl che, tra l’altro, subentrerà a titolo universale in ogni rapporto giuridico già di AERRE, assicurando la piena continuità operativa. Il personale, le competenze tecniche e la sede operativa di Pioltello (oggi AERRE) entreranno a far parte della Divisione Service di ATT, garantendo la prosecuzione delle attività con gli stessi referenti e con il consueto impegno per la qualità e l’efficienza del servizio.
Giovedì 6 novembre anche i lavoratori delle farmacie private umbre incroceranno le braccia per l’intero turno di lavoro, come nel resto d’Italia, per sostenere il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro, scaduto il 31 agosto 2024.
Lo sciopero, proclamato dalle federazioni di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil, arriva dopo la rottura del tavolo negoziale con Federfarma che, spiegano i sindacati, “continua a non riconoscere la necessità di adeguamenti retributivi e soluzioni normative coerenti con l’aumento del costo della vita e con il valore professionale dei farmacisti”. La proposta economica avanzata da Federfarma, pari a 180 euro lordi, è stata giudicata del tutto insufficiente dalle organizzazioni sindacali, “poiché – sostengono – non adegua in alcun modo i salari all’inflazione e non riconosce il valore reale della professione, né il ruolo centrale che le farmacie private svolgono nel sistema sanitario nazionale”.
In Umbria, nella stessa giornata, si terrà un presidio regionale in piazza Italia a Perugia alle 9.30, davanti alla sede del Consiglio regionale. I farmacisti manifesteranno per chiedere rispetto e riconoscimento concreti del proprio ruolo, “che – affermano Filcams, Fisascat e Uiltucs – va ben oltre la semplice dispensazione dei farmaci. Le farmacie private, infatti, rappresentano un presidio sanitario e sociale fondamentale per il Paese, e la professionalità di chi vi lavora costituisce il primo punto di riferimento per milioni di cittadini in tema di salute, assistenza e prossimità sanitaria”.
Le organizzazioni sindacali ribadiscono di aver “sempre cercato un confronto costruttivo, avanzando proposte concrete e sostenibili per un rinnovo contrattuale che garantisca adeguamenti salariali equi, una migliore conciliazione tra tempi di vita e di lavoro, il pieno riconoscimento della professionalità anche in relazione alla farmacia dei servizi, e percorsi formativi capaci di valorizzare le competenze del personale”. Filcams, Fisascat e Uiltucs chiedono quindi a Federfarma di tornare al tavolo di trattativa e di “favorire una rapida conclusione del negoziato, dimostrando di voler realmente tutelare farmaciste e farmacisti, collaboratrici e collaboratori delle farmacie private, attraverso un rinnovo contrattuale che rispecchi il valore reale della professione”.
“Lo sciopero – concludono i sindacati – è stato dichiarato nel rispetto delle normative vigenti. Il percorso di mobilitazione è stato avviato il 20 ottobre dal coordinamento nazionale unitario delle strutture, dei delegati, e ha proseguito il 27 ottobre con un’assemblea nazionale unitaria partecipata da circa 4mila farmacisti, che ha definito le prossime tappe della vertenza, con manifestazioni e presidi organizzati in tutta Italia.
La professoressa Tiziana D’Acchille riconfermata con voto unanime (una sola scheda bianca) alla guida dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia per un secondo mandato. Altri tre anni di mandato da direttrice, con una triplice linea strategica per rafforzare la prestigiosa istituzione perugina, fondata nel 1573. Una riconferma tutt’altro che scontata, che premia il lavoro svolto negli ultimi anni nel segno della crescita, dell’apertura internazionale e del rilancio dell’istituzione perugina come centro di eccellenza nel panorama delle Accademie italiane.
Ora D’Acchille proseguirà nel raggiungimento degli obiettivi messi nero su bianco nel suo programma: l’intensificazione delle azioni di orientamento internazionale, al fine di accrescere la visibilità e l’internazionalizzazione dell’Accademia, favorendo scambi, accordi con istituzioni estere (a partire dagli Istituti italiani di cultura all’esterno) e progetti comuni con network internazionali; il potenziamento delle dotazioni di laboratorio e delle infrastrutture didattiche, per supportare in modo concreto la didattica, la sperimentazione e la ricerca artistica, consentendo agli studenti di operare in ambienti all’avanguardia; il ritorno dell’istituzione a livelli di eccellenza storica, nella didattica e nella produzione culturale, valorizzando le sue radici storiche e il suo profilo di alta formazione artistica, pur guardando al futuro e alle sfide dell’innovazione nel campo delle arti visive.
Nel corso della sua prima direzione la professoressa D’Acchille ha già guidato l’Accademia nella definizione di nuovi corsi triennali, nell’ampliamento dell’offerta formativa e nell’apertura di nuovi spazi di dialogo con il mondo dell’arte contemporanea. Adesso, con il secondo mandato, l’impegno si rafforza: l’Accademia di Belle Arti diventerà sempre più un polo aperto, internazionale e orientato alla ricerca, capace di attrarre talenti, di collegarsi con il mondo produttivo e di contribuire alla formazione creativa di nuove generazioni di artisti.
“Sono grata ai professori dell’Accademia per aver voluto riconfermare la fiducia nei miei confronti. L’Accademia ha progetti importanti e innovativi, sia in termini di didattica, sia per la ricerca nei settori dell’arte visiva, delle arti applicate e delle arti performative”, sottolinea D’Acchille, lanciando anche un appello perché “in questa importante fase di crescita è necessario il supporto della città di Perugia e di tutte le sue componenti politiche: abbiamo urgenza di acquisire nuovi spazi perché la crescita in termini di utenza studentesca rappresenta un fondamentale contributo anche per la crescita della comunità cittadina”.
Soddisfatto del rinnovato incarico anche il presidente dell’Accademia, l’avvocato Mario Rampini, da anni sempre al fianco dell’Istituzione, per sostenere il rilancio e il potenziamento. “La riconferma della prof.ssa D’Acchille è un segnale forte per il futuro dell’Accademia – sostiene Rampini -. Il Corpo Accademico ha voluto confermare con unanimità la sua fiducia nel progetto che abbiamo davanti: rafforzare la statura nazionale e internazionale dell’istituto, supportare l’innovazione nella didattica e nei laboratori, e restituire all’Accademia di Perugia il ruolo di eccellenza che merita”.
La Regione accelera verso l’acquisizione dell’ex ferrovia Spoleto-Norcia, di proprietà dell’Agenzia del Demanio, attualmente in gestione a Umbria TPL e Mobilità, percorso diventato una grande attrazione turistica e sportiva, con il trekking a piedi e in percorsi in bicicletta.
In preparazione del nuovo appuntamento con l’Agenzia del Demanio fissato per il prossimo 13 novembre, si è tenuto a Spoleto in Municipio un incontro tra la Regione Umbria, rappresentata dall’assessore De Rebotti con la presenza del consigliere Stefano Lisci, i sindaci del territorio che ospita le ex ferrovia e Sviluppumbria, con una delegazione di tecnici capitanata dall’amministratore unico Luca Ferrucci, che ha illustrato il documento dal titolo “Valnerina e Sibillini Outdoor Experience: un progetto territoriale di sviluppo economico e sociale a fini turistici”.
“È stata l’occasione – afferma l’assessore De Rebotti – per confrontarsi sul modello di gestione partecipata che si intende assumere, frutto del recepimento degli studi e ricerche fatti nel recente passato, non ultimo quello presentato nel 2022, ulteriormente puntualizzati dal lavoro di approfondimento ad opera di Sviluppumbria. Convenendo sull’impostazione presentata si è stabilito di procedere con forza verso l’acquisizione dell’infrastruttura, per poi dar vita a una modalità di gestione guidata da un convinto protagonismo territoriale ma, al contempo, fortemente aperta verso l’esterno e verso la collaborazione con soggetti privati. A riferimento sono stati individuate virtuose esperienze italiane e internazionali, utile spunto per definire una via umbra allo sviluppo di modelli gestionali innovativi, condivisi, fortemente attenti alle esigenze delle comunità e adeguati a corrispondere efficacemente alle forme di turismo ambientale in continuo, consistente sviluppo. Andiamo verso un progetto d’area vasta”.
Due imprenditori nei guai per reati ambientali contestati dai carabinieri, a Gubbio e a Terni, al termine di due distinte verifiche.
A Terni fenoli nelle acque reflue
I carabinieri forestali del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale (N.I.P.A.A.F.) di Terni hanno invece sanzionato una nota attività industriale di lavorazione materie prime del capoluogo provinciale, per violazione della normativa sulle acque reflue.
In particolare, nel corso di un’attività di controllo e prevenzione ambientale, è stato accertato, tramite analisi, che venivano scaricati rifiuti liquidi contenenti sostanze pericolose con valori di concentrazione superiori alle soglie previste. Tra gli inquinanti erano, infatti, presenti i cosiddetti fenoli, che sono composti tossici e persistenti particolarmente preoccupanti la loro nocività e, di conseguenza, per il potenziale danno che possono causare alla salute umana e agli ecosistemi in cui vengono immessi.
L’attività di indagine, condotta in sinergia con le autorità ambientali competenti, si è conclusa con l’irrogazione di una sanzione amministrativa dell’importo di euro 7.500 a carico del legale rappresentante della ditta, dopo aver verificato l’avvenuto adempimento delle prescrizioni impartite, ossia di provvedere alla regolarizzazione delle difformità accertate
Rottamazione veicoli a Gubbio
I carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Perugia hanno denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Perugia, un 58enne, legale rappresentante di un’attività di raccolta di rifiuti dell’eugubino. L’attività economica, condotta con Autorizzazione Unica Ambientale comunale e determinazione dirigenziale regionale, consentiva all’azienda la gestione di un centro di raccolta, con la demolizione, il recupero e la rottamazione di veicoli fuori uso nonché il recupero di rifiuti pericolosi e non pericolosi, secondo i dettami e prescrizioni imposte e, in particolar modo, nel rispetto delle aree assegnate ed autorizzate per ciascuna attività.
L’attività ispettiva condotta dai militari ha posto in luce numerose violazioni di natura penale, afferenti alla gestione non corretta dei rifiuti. Infatti è stato riscontrato che il gestore dell’impianto, effettuava arbitrariamente in carenza di autorizzazione, l’attività di raccolta di contenitori non bonificati dai gas, classificati come rifiuti speciali. Tali contenitori erano rinvenuti sul suolo senza nessun riparo o protezione da eventi potenzialmente in grado di provocare incidenti, prossimi a parti di autovetture disassemblate ed a rifiuti di apparecchiature elettroniche ed elettriche. L’aspetto che ha più colpito i militari, è stata l’individuazione di una zona dell’attività che, sebbene non fosse stata autorizzata al deposito di alcuna tipologia di rifiuti, di fatto era stata occupata con cassoni, cumuli di rifiuti speciali non pericolosi costituiti da radiatori in alluminio, rame, ferro compresso, motori elettrici, materiale in acciaio e cromo, cumuli di cavi elettrici e nuovamente parti derivati dallo smontaggio di autovetture. Tutto quanto rilevato dai militari configurava, sostanzialmente, una attività di gestione di rifiuti in parte non autorizzata ed in parte non conforme alle autorizzazioni rilasciate. Per le violazioni rilevate, il titolare dell’attività economica è stato deferito in stato di libertà all’autorità giudiziaria perugina, per la parte di rilevanza penale, mentre la Provincia di Perugia è stata interessata per i provvedimenti di competenza, finalizzati al ripristino dello stato dei luoghi ed eventualmente all’emissione di motivato divieto di prosecuzione dell’attività, qualora persistano condizioni contrarie agli atti autorizzativi.
Una donna di 58 anni ha perso la vita in un incidente che si è verificato sulla E45 lunedì mattinata, all’altezza dello svincolo di San Martino in Campo – Torgiano.
Si è trattato di un tamponamento che ha coinvolto due vetture. La donna è stata estratta dalle lamiere di una delle auto, dove viaggiava sul sedile anteriore destro. Dopo l’intervento dei vigili del fuoco, il personale sanitario del 118 ha potuto soltanto constatarne il decesso.
Le donne che erano alla guida delle due vetture sono rimaste ferite in modo lieve, ma portate comunque all’ospedale di Perugia per controlli.
Sul posto ha operato personale Anas e della polizia stradale, che ha effettuato i rilievi per stabilire l’esatta dinamica dell’incidente.
Sviluppumbria in collaborazione con Cacao Solution, ha promosso Eurochocolate World, l’area dedicata ai Paesi della fascia equatoriale, all’interno del Festival Internazionale del Cioccolato.
Dal 14 al 23 novembre, Largo delle Libertà a Perugia, saranno infatti presenti circa 40 marchi provenienti da ben 22 terre del cacao. Queste insolite varietà di cioccolato si racconteranno, per poi essere degustate, presso l’imperdibile ChocoLab, ospitato quest’anno all’interno del LAB-Luisa Annibale Base, diretto da Roberto Caraceni. Lo storico locale di via Angusta, utilizzato da Luisa e Annibale Spagnoli nei primi anni di attività della Perugina, accoglierà infatti i principali esperti del mondo del cacao e cioccolato a livello internazionale, oltre a proporre una suggestiva cerimonia del cacao.
“Sviluppumbria, in qualità di soggetto di riferimento della Regione Umbria per la cooperazione internazionale e per il sostegno all’internazionalizzazione d’impresa – ha annunciato l’amministratore unico di Sviluppumbria, Luca Ferrucci – è lieta di sostenere questa iniziativa che apre Perugia e l’Umbria al mondo, ospitando i rappresentanti di tanti paesi produttori di cacao. Eventi come questo rappresentano un’importante occasione per mettere in contatto produttori e trasformatori, facilitando lo scambio di conoscenze, esperienze e opportunità commerciali in una filiera che unisce eccellenza, tradizione e sviluppo sostenibile. È anche un segnale forte e concreto dell’impegno dell’Umbria nella valorizzazione delle proprie filiere strategiche, come quella del cioccolato, e della capacità di attrarre e ospitare interlocutori di primo piano a livello internazionale”.
I Paesi ospiti
A celebrare “La festa tra le nuvole” – il claim scelto per accompagnare i chocolovers nel ricco programma di intrattenimento e approfondimento a tema – non mancherà il Brasile, rappresentato da Baianí, realtà produttrice di cioccolato tree to bar che, sin dal XIX secolo, porta avanti l’antica tradizione familiare di coltivatori di cacao. Vale Potumuju è il nome dell’azienda agricola con sede ad Arataca, nel cuore della Foresta Atlantica, dove il cacao viene coltivato seguendo il sistema agroforestale Cabruca, che punta a mantenere la vegetazione intatta, tutelare la biodiversità e sostenere i lavoratori locali.
Presente anche El Salvador con Belu Cacao. L’avventura di questi produttori nasce nei primi anni 2000 con il sogno di ridare vita all’antica tradizione della Tablilla: un disco di cioccolato preparato con cacao macinato, zucchero e spezie. Dopo anni di studio e passione, Belu Cacao ha trasformato questa ricetta casalinga in un progetto bean to bar, recuperando le varietà pregiate di cacao autoctono e coinvolgendo nella produzione la comunità locale. Un percorso di tradizione e innovazione che ha portato la loro Tablilla a vincere, nel 2020, l’argento agli International Chocolate Awards in Germania nella categoria “Cioccolata da bere”.
Direttamente dalla Colombia, arriverà Color Cacao, la prima fabbrica di cioccolato colombiano guidata da sole donne, rappresentate a Perugia da Ana Margarita Villegas. Fondata nel 2011, Color Cacao trasforma con passione il cacao di origine, coltivato dai contadini locali, in tavolette artigianali di alta qualità. Sempre dalla Colombia Cacao Disidente, con il ritorno di Manlio Larotonda e Okanta Cacao. Il nome Okanta nasce dalla fusione di “okonta”, che in lingua Muzo significa pianta di cacao ed “encantar”, incantare in Spagnolo. Un doppio binario che racconta la loro missione: sostenere lo sviluppo locale attraverso collaborazioni dirette e inclusive con i piccoli coltivatori di cacao e, parallelamente, far conoscere al mondo un cioccolato pregiato, capace di sedurre e incantare chi lo assapora.
Non potevano mancare il Costa Rica con Chocolateria del Volcán – una passione nata nelle lussureggianti foreste pluviali, dove le piante di cacao vengono coltivate con metodi biologici e biodinamici – e il Perù con Q’uma Chocolate. La storia di Q’uma inizia nel 2014 con un sogno: valorizzare il cacao peruviano, trasformandolo localmente dalla fava di cacao alla tavoletta di cioccolato, per restituire al Paese l’eccellenza della sua materia prima e dare voce alla sua biodiversità unica. Il Perù custodisce infatti oltre il 60% delle varietà di cacao al mondo, incluso il pregiatissimo cacao chuncho. Con Q’uma, questo patrimonio non viene più esportato e lavorato altrove, ma è trasformato sul posto per diventare cioccolato di altissima qualità.
Dall’altra parte del mondo e precisamente dalle Isole Salomone (Oceania) arriverà Cacao Latitudes, produttore che da decenni lavora fianco a fianco con i coltivatori di cacao nelle latitudini tropicali, costruendo relazioni solide, eque e durature.
Immancabile la presenza del continente africano, presente con tre realtà provenienti rispettivamente da Costa d’Avorio, Ghana e Uganda. In particolare, Choco Plus, rappresentata un progetto unico: il primo laboratorio artigianale di lavorazione del cacao a Grand-Bassam, dove giovani ivoriani, formati in Italia, trasformano il cacao locale in raffinate tavolette di cioccolato. Paradossalmente in Costa d’Avorio, paese che produce la maggior parte del cacao mondiale, molti non conoscono il sapore del cioccolato; Choco Plus nasce per cambiare questa realtà, dando valore al cacao nel luogo in cui cresce. La storia di Three Mountains inizia invece in un giorno piovoso in Inghilterra, quando Leslie, alla ricerca di una cioccolata calda senza latte e di qualità, intraprende un viaggio che lo riporta alle sue radici in Ghana. Così, nel 2020, prende il via Three Mountains Cocoa, un progetto che unisce gusto autentico e impatto positivo, grazie alla collaborazione con le comunità locali ghanesi. Fondata nel 2016, Latitude Craft Chocolate è invece un’impresa sociale ugandese che produce cacao e cioccolato bean to bar puntando su una filiera tracciabile, un team giovane e ingredienti locali di altissima qualità, grazie ai quali porta nel mondo i sapori autentici e la cultura unica dell’Uganda.
Arriverà direttamente dal Vietnam, il cioccolato firmato Marou. La sua storia nasce nel 2010 da un incontro fortuito, in piena giungla, tra Samuel Maruta e Vincent Mourou, due francesi che avevano lasciato le loro carriere per seguire un nuovo sogno: quello del cacao. Con un semplice frullatore e un forno, nella cucina di Saigon hanno dato vita a una realtà considerata una delle prime produzioni bean to bar in Asia. Oggi Marou lavora a stretto contatto con una rete di piccoli agricoltori vietnamiti, acquistando le migliori fave a un prezzo equo e trasformandole in un cioccolato riconosciuto a livello internazionale per la sua qualità e autenticità.
Tra Choco Buskers, Chocoband, Chocoparade e Chocolieri pronti a cimentarsi con l’etereo tema delle nuvole, Eurochocolate rappresenta quindi un’occasione unica per incontrare chi, dall’altra parte del mondo, coltiva il proprio sogno di un cioccolato prodotto lì dove il cacao cresce, trasformandolo così mi un’opportunità di riscatto e sviluppo per le popolazioni autoctone.
Il Collegio dei geometri di Perugia ha sottoscritto un protocollo d’intesa con l’Associazione professionisti della Confcommercio. Si tratta della prima iniziativa in Italia.
In particolare, in questo caso, con la sua struttura regionale umbra presieduta da Annamaria Pacialeo. Il documento, sottoscritto dalla stessa Pacialeo e, per i geometri perugini, dal presidente Enzo Tonzani, è stato siglato nella sede della Confcommercio Umbria.
“Con questo accordo – ha commentato Tonzani – cerchiamo di mettere insieme le nostre rispettive esperienze e competenze. Entrambi, ad esempio, facciamo formazione ed entrambi ci rivolgiamo a professionisti e imprese, quindi, piuttosto che duplicare un lavoro molto simile, adesso cercheremo di farlo insieme e meglio, in maniera più approfondita. Inoltre, questa intesa ci consente di entrare in contatto con tutta una serie di realtà, siano esse professionisti o imprese del territorio, così da farci conoscere e avviare nuove collaborazioni. C’è poi per entrambi l’obiettivo, non secondario, di ottimizzare i tempi e portare avanti il lavoro in maniera più puntuale, al servizio dei rispettivi iscritti”. “L’Associazione professionisti di Confcommercio Umbria – ha dichiarazione la sua presidente Annamaria Pacialeo – è una realtà giovane ma ambiziosa, nata per rappresentare e mettere in rete l’intero mondo delle libere professioni. Professionisti diversi, ma uniti dall’obiettivo di costruire sinergie capaci di generare nuove opportunità e valorizzare le competenze di ciascuno. Questo accordo con il Collegio dei geometri va esattamente in questa direzione: creare un ponte tra mondi professionali complementari, per offrire servizi e strumenti sempre più efficaci ai nostri iscritti. Grazie alla collaborazione con Confcommercio, i geometri potranno accedere a un sistema articolato di servizi – dalla formazione alla consulenza, fino all’accesso al credito e ai bandi pubblici – con vantaggi concreti per lo sviluppo della loro attività. Con questo protocollo vogliamo passare dalle parole ai fatti: attivare percorsi comuni di formazione, aggiornamento e crescita professionale, mettendo a disposizione dei geometri e dei professionisti strumenti concreti per affrontare le sfide del mercato e dell’innovazione. È un passo importante verso una rete professionale regionale davvero integrata e innovativa”.
Tra gli obiettivi elencati nel documento c’è d’altronde proprio questo; avviare rapporti di collaborazione volti a promuovere azioni di studio, analisi, ricerca e formazione e di condividere e approfondire tematiche di comune interesse; creare iniziative congiunte volte a stabilire e rafforzare il networking professionale; sviluppare iniziative e condividere servizi offerti presso i rispettivi iscritti. Inoltre, l’Associazione professionisti si impegna a mettere a disposizione del Collegio, dei suoi iscritti e dei clienti di quest’ultimi, tutti i suoi servizi e strumenti operativi per l’assistenza alle imprese.
“È un grande vantaggio per la categoria – ha concluso Tonzani – e stiamo già pensando di proporre lo stesso tipo di collaborazione ai colleghi di Terni, augurandoci che condividano questo principio di collaborazione così da divenire la prima regione, e non solo la prima provincia, a sottoscrivere un accordo di questo tipo”.
L’economia umbra si è fermata. Al netto dell’inflazione, nel 2024 la crescita è stata solo nominale. È quanto emerge dall’analisi del Centro Studi Tagliacarne e Unioncamere, basata sull’ultima revisione della contabilità nazionale dell’Istat diffusa a settembre e integrata con l’elaborazione dei dati regionali curata dalla Camera di Commercio dell’Umbria.
La crescita del valore aggiunto a valori correnti si ferma allo 0,99%, un dato che pone l’Umbria al penultimo posto in Italia, seguita solo dall’Emilia-Romagna (+0,95%). Se si considera appunto l’inflazione media regionale, stimata attorno allo 0,9%, il segno positivo scompare: in termini reali, la regione non cresce. Il confronto con la media nazionale è negativo: l’Italia, pur rallentata, segna un incremento reale dell’1,14%, confermando un divario a sfavore dell’Umbria che tende ad allargarsi.
A livello strutturale, il dato più preoccupante riguarda la tenuta complessiva del sistema produttivo, ormai polarizzato tra comparti deboli e nicchie vitali. Con un valore aggiunto pro capite di 28.030 euro, pari all’84,1% della media nazionale (33.347 euro), l’Umbria perde ulteriore terreno: non è più il ponte tra Centro e Sud, ma una terra di mezzo sempre più spinta verso la seconda metà della classifica. L’Abruzzo ha ormai consolidato il sorpasso e la distanza dell’Umbria dal Centro-Nord si amplia.
Industria in crisi profonda. Terni ultima in Italia per andamento
Il crollo dell’industria manifatturiera è il principale responsabile della frenata. Nel 2024 il settore registra un calo dell’8,08%, il peggiore dato d’Italia. L’Umbria, tradizionalmente legata alla manifattura, vede restringersi il perimetro produttivo senza che si intravedano controtendenze significative. Il quadro provinciale accentua il pessimismo: Terni è ultima tra le 107 province italiane, con un drammatico -10,45% del valore aggiunto industriale, mentre Perugia è quartultima (-7,53%). Una perdita di capacità competitiva che non si spiega solo con il ciclo congiunturale, ma con un indebolimento strutturale delle filiere, dell’innovazione e degli investimenti.
Agricoltura e turismo tengono in piedi la regione
In un contesto di stagnazione l’agricoltura si rivela invece un pilastro di resilienza. Il settore cresce del 13,64%, oltre tre punti percentuali sopra la media nazionale, e si colloca tra i migliori risultati in Italia. A livello provinciale, Terni sale al 26° posto (+18,75%), mentre Perugia è 53ª (+11,38%), a conferma di un comparto che, pur piccolo, continua a modernizzarsi e a sfruttare la spinta dell’agroalimentare di qualità e del turismo rurale.
Buoni segnali anche dai servizi legati a commercio, trasporti, alloggio e ristorazione, che crescono del 3,3%, perfettamente in linea con la media nazionale (+3,15%) e superiore a quella del Centro Italia (+2,86%). In particolare, il turismo mostra una sorprendente capacità di tenuta, sostenuto da un’offerta culturale diffusa e da un posizionamento territoriale sempre più attrattivo.
Meno brillante rispetto alla media nazionale ma comunque interessante, invece, la dinamica dei servizi professionali, finanziari e immobiliari, che avanzano del 4,06%, un punto in meno rispetto alla media italiana (+5,02%), segno che l’Umbria continua a soffrire la carenza di competenze specialistiche e di investimenti nei servizi avanzati.
Terni prima in Italia nella pubblica amministrazione
Se l’industria arretra, il settore pubblico mostra un volto decisamente più dinamico. Nel comparto che comprende pubblica amministrazione, sanità, istruzione e attività culturali e di intrattenimento, l’Umbria mette a segno un risultato positivo (+3,84%), superiore alla media nazionale (+2,94%). A livello provinciale, la sorpresa è Terni: prima in Italia tra le 107 province, con un aumento del 4,88% del valore aggiunto, mentre Perugia si piazza al 28° posto (+3,5%). Un risultato che si lega alla forte presenza di strutture pubbliche e alla vivacità del tessuto culturale locale. La Camera di Commercio dell’Umbria ha del resto documentato come la regione sia la prima in Italia per numero di attività culturali e spettacoli in rapporto alla popolazione, un elemento che contribuisce alla coesione sociale e all’attrattività turistica.
Costruzioni in calo, segnali deboli dai servizi
Tra i comparti più in difficoltà figurano anche le costruzioni, che in Umbria segnano un arretramento del 6%, secondo peggior risultato nazionale dopo il Molise (-11,3%). Terni precipita al terzultimo posto con -8,79%, mentre Perugia si ferma al 95° (-4,03%). Commercio e turismo rappresentano invece i motori che impediscono una contrazione più severa: Terni cresce del 3,43% e Perugia del 3,26%, valori in linea con il resto del Paese, confermando la capacità di questi settori di mantenere viva l’economia regionale.
Un sistema che galleggia, ma non corre
Nel complesso, il 2024 consegna l’immagine di un’Umbria che cresce poco e male. Il valore aggiunto aumenta nominalmente, ma l’inflazione ne annulla gli effetti reali. L’industria arretra, l’agricoltura avanza, i servizi tengono ma non trainano. È un’economia che si regge sull’equilibrio instabile di comparti tradizionali e attività di sostegno, dove la mancanza di innovazione e di spinta produttiva pesa sempre di più. Senza un rilancio del settore manifatturiero e un salto di qualità nei servizi ad alto valore aggiunto, la regione rischia di restare ai margini della ripresa nazionale.
Mencaroni: crisi strutturale, processo lungo
“La crisi strutturale dell’economia umbra non è un fenomeno recente – ricorda Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria – ma un processo lungo, che oggi trova una nuova conferma nei dati sul valore aggiunto. Il fatto che la nostra regione sia stata inserita nella Zona Economica Speciale unica, insieme alle Marche, è un segnale della difficoltà, ma anche un’opportunità da cogliere con decisione. Le Zes nascono per favorire investimenti e crescita nelle aree in ritardo, e l’Umbria può e deve sfruttare questa condizione per rilanciarsi. Come Camera di Commercio siamo impegnati nell’accompagnare le imprese nella doppia transizione, economica ed ecologica, sostenendo la digitalizzazione, la formazione e l’innovazione. Perché solo attraverso un aumento della produttività reale e una maggiore capacità di attrarre capitali e competenze l’Umbria potrà tornare a crescere in modo stabile, rafforzando il suo tessuto economico-produttivo e, di conseguenza, anche sociale”.