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Autore: Redazione

Arvedi-Ast di Terni: un periodo di crisi e riflessione per il settore Inox

Arvedi-Ast di terni: un periodo di crisi e riflessione per il settore Inox

La consueta sospensione estiva delle attività si inserisce in un contesto di crisi per l’acciaio Inox europeo, tra sfide di mercato, problemi di approvvigionamento e dibattiti sulla strategicità dell’acciaio per l’Italia

L’acciaieria Arvedi-Ast di Terni si prepara ad affrontare un periodo di fermata produttiva programmata, una consuetudine nel mese di agosto. La sospensione delle attività, che interesserà vari reparti dello stabilimento di viale Brin, non supererà le tre settimane, come comunicato alla Rappresentanza sindacale unitaria di Fim, Fiom, Fismic, Ugl e Uilm. Questo stop, leggermente prolungato rispetto alle previsioni di maggio, rimane ancora in via di definizione per alcuni impianti, in particolare il Tubificio, per il quale è previsto un incontro specifico nei prossimi giorni per risolvere le questioni in sospeso.

La chiusura estiva dell’acciaieria avviene in un contesto di crisi per il settore dell’acciaio inox in Europa. Augusto Magliocchetti di Federmanager Terni sottolinea la riduzione del peso dell’Europa nel mercato globale dell’inox. Secondo i dati di Eurofer, la produzione europea è diminuita dal 17% del 2015 al 10% del 2023. Questa diminuzione non ha interessato solo i volumi prodotti, ma anche l’export, l’import e il consumo interno, delineando un quadro di crisi. Nel 2023, la bilancia commerciale italiana per l’inox verso i paesi extra UE è stata negativa di 249 mila tonnellate, principalmente a causa della diminuzione dei prodotti piani.

Nonostante il calo dei prezzi dell’inox sul mercato nazionale, rilevato dallo Stainless Steel Index, le quotazioni nel primo semestre del 2024 restano superiori alla media degli anni precedenti. La produzione mondiale di acciaio inox ha registrato un incremento del 4,6% nel 2023, raggiungendo i 58,4 milioni di tonnellate. Tuttavia, questo aumento è stato trainato principalmente da Cina e Indonesia.

L’acciaieria Arvedi-Ast di Terni continua ad importare bramme dall’Indonesia, una soluzione più economica rispetto alla produzione interna. L’azienda deve affrontare non solo elevati costi energetici, ma anche problematiche legate all’approvvigionamento di rottame. Magliocchetti evidenzia un disallineamento tra l’andamento del mercato e il prezzo del rottame, con l’export italiano di rottame che ha numeri positivi, mentre l’import di bramme risulta conveniente per gli acciaieri italiani.

Il tema della strategicità dell’acciaio per l’Italia è stato recentemente dibattuto in Parlamento. Emma Pavanelli, deputata del M5s, ha sollevato interrogativi sulla posizione del governo riguardo all’acciaio come asset strategico nazionale. La deputata ha criticato la mancanza di chiarezza e di azione del governo verso la transizione ecologica nel settore, evidenziando i potenziali benefici ambientali, sanitari e occupazionali di una riconversione industriale.

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Blitz della giunta regionale in seconda commissione: regalo alle multinazionali sventato dalle minoranze

Blitz della giunta regionale in seconda commissione: regalo alle multinazionali sventato dalle minoranze

Il Movimento 5 Stelle denuncia la decisione della regione Umbria di monetizzare integralmente l’energia elettrica fornita da Enel, a discapito dei cittadini. Il consigliere De Luca critica il silenzio del sindaco di Terni e solleva dubbi sulle alleanze politiche.

“Durante la seduta della Seconda Commissione Regionale di oggi, abbiamo assistito a un tentativo della giunta regionale di avvantaggiare ulteriormente le multinazionali dell’idroelettrico a discapito dei cittadini umbri. Questo blitz, fortunatamente, è stato sventato grazie all’azione ostruzionista delle minoranze, che hanno fatto cadere il numero legale obbligando il presidente Mancini a sciogliere la seduta”. È quanto afferma il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Thomas De Luca.

La questione, spiega De Luca, riguarda la decisione della Regione di monetizzare integralmente l’energia elettrica che Enel deve fornire annualmente e gratuitamente alla Regione Umbria. La nuova legge regionale, che recepisce il Dl Semplificazioni 2019 del Governo Conte I, dispone infatti che i concessionari dei grandi impianti idroelettrici debbano cedere una consistente quantità di energia da destinare almeno per il 50% ai servizi pubblici o a categorie di utenti nei territori interessati. Qualora invece si opti per la monetizzazione, la Regione vincola l’utilizzo delle stesse risorse in egual misura ai territori.

De Luca sottolinea che la delibera, invece, dispone la “monetizzazione integrale” senza specificare alcuna destinazione. Ma c’è di più: nella suddetta delibera, la giunta propone che la percentuale dei ricavi da usare come base per il calcolo della componente variabile del canone sia pari al 2,5%, cioè la soglia minima prevista dalla legge. Questo rappresenta, secondo De Luca, un inspiegabile ennesimo regalo a Enel, che con lo sfruttamento delle risorse idriche del territorio fattura ricavi da centinaia di milioni di euro ogni anno lasciando poco più che le briciole ai territori. Terni è il territorio maggiormente interessato da questa vicenda, con cifre complessive che potrebbero aggirarsi in un valore economico che supera i 7 milioni di euro.

Le proposte del Movimento 5 Stelle per l’utilizzo di queste risorse erano state quelle di sostenere i costi energetici degli ospedali o di contrastare la povertà energetica delle famiglie attraverso una sorta di reddito energetico che avrebbe potuto alleviare le spese delle famiglie in stato di povertà di circa 200 euro.

Appare oltremodo inaccettabile, prosegue De Luca, il silenzio del sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, di fronte a questa stangata, attraverso la quale i cittadini ternani vedranno sottrarsi la loro ricchezza. Dopo essere stato direttamente chiamato in causa dal M5S per invitarlo a farsi audire dalla stessa commissione regionale sulla materia in oggetto, il sindaco e la Giunta sono rimasti in totale silenzio, abdicando a ogni tentativo di difendere la propria città.

Propenso ai grandi annunci puntualmente disattesi, Bandecchi si dimostra totalmente incapace di agire a tutela degli interessi dei ternani ed è ormai in totale armonia con Forza Italia e l’assessore Morroni, che ha promosso la suddetta delibera. Che sia questo il segnale di un ingresso di Alternativa Popolare nella coalizione di centrodestra come soccorso azzurro?

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Giustizia ferma: gli avvocati penalisti in sciopero

Giustizia ferma in Umbria: gli avvocati penalisti in sciopero

Protesta per le condizioni carcerarie: 54 suicidi dall’inizio dell’anno e sovraffollamento ai limiti storici

Oggi in Umbria, come in tutto il resto d’Italia, la giustizia è paralizzata a causa dell’astensione dalle udienze proclamata dall’Unione delle Camere Penali. L’adesione a questa protesta nei tribunali della Regione è pressoché totale, secondo i primi riscontri: si stanno svolgendo solo i processi per direttissima o le attività che coinvolgono detenuti. Gli avvocati penalisti hanno deciso di incrociare le braccia per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla difficile situazione delle carceri, sia locali che nazionali, con particolare attenzione al drammatico aumento dei suicidi.

Dall’inizio dell’anno, si sono verificati ben 54 suicidi tra i detenuti, a cui si aggiungono sei agenti di polizia penitenziaria. Questi numeri non si erano mai visti prima, e arrivano mentre gli istituti penitenziari raggiungono livelli di sovraffollamento paragonabili a quelli di dieci anni fa, quando la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo intervenne in merito. Le prospettive per l’estate sono particolarmente preoccupanti, e i provvedimenti del Governo vengono ritenuti insufficienti.

Le condizioni di vita nei carceri

La situazione è aggravata dalla cronica carenza di personale: agenti, medici, psichiatri e operatori sociali. Queste carenze accentuano le già complicate condizioni di vita dei detenuti. Secondo il Garante dell’Umbria, Giuseppe Caforio, i detenuti spesso vengono privati anche della dignità e del diritto alla salute. Queste problematiche richiedono interventi urgenti e risolutivi.

In risposta a questa situazione critica, una delegazione di penalisti umbri parteciperà a una manifestazione nazionale a Roma. Inoltre, venerdì a Terni, si terrà un nuovo raduno davanti al tribunale, replicando quanto avvenuto a Perugia la scorsa settimana con una maratona oratoria. Questa mobilitazione rappresenta una battaglia di civiltà per dare voce a chi non può esprimersi e per richiamare l’attenzione su una questione di grande rilevanza sociale.

L’astensione dalle udienze è un atto di protesta e di sensibilizzazione che gli avvocati penalisti sperano possa portare a cambiamenti significativi nelle politiche carcerarie, per migliorare le condizioni di vita dei detenuti e per prevenire ulteriori tragedie all’interno delle carceri italiane.

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Tragico incidente stradale tra Terni e Narni: muore un sedicenne

Tragico incidente stradale tra Terni e Narni: muore un sedicenne

Il giovane ha perso il controllo della moto sulla strada Marattana. Ferita una coetanea, trasportata in ospedale.

Un tragico incidente si è verificato nella notte tra Terni e Narni, lungo la strada Marattana, costando la vita a un giovane di soli sedici anni. Il ragazzo, alla guida di una moto, ha perso il controllo del mezzo ed è caduto. Secondo i rilievi condotti dai carabinieri, l’incidente non ha coinvolto altri veicoli.

La vittima non era sola al momento dell’incidente. In sella alla moto viaggiava anche una coetanea del ragazzo, rimasta ferita nell’impatto. La giovane è stata prontamente soccorsa e trasportata in ospedale per ricevere le cure necessarie.

Gli inquirenti hanno accertato che la perdita di controllo della moto è stata la causa dell’incidente, ma restano da chiarire le circostanze precise che hanno portato alla tragedia. La comunità locale è scossa dalla notizia della prematura scomparsa del giovane, mentre si attendono ulteriori dettagli sull’accaduto e sullo stato di salute della ragazza ferita.

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La crisi dei piccoli negozi nei centri storici: desertificazione e overtourism

La crisi dei piccoli negozi nei centri storici: desertificazione e overtourism

Un’analisi del Centro Studi Tagliacarne evidenzia la drastica diminuzione di panettieri e macellerie, con solo la ristorazione in grado di resistere. La scarsa accessibilità ai negozi di generi alimentari stimola l’uso dell’auto, con impatti negativi su salute e ambiente

La desertificazione e l’overtourism stanno avendo un impatto significativo sui piccoli negozi nei centri storici italiani. Secondo un recente studio condotto dal Centro studi Tagliacarne nell’ambito del progetto Urban Pulse 15, i tradizionali panettieri e macellerie stanno rapidamente diminuendo, mentre solo il settore della ristorazione sembra resistere.

Il progetto Urban Pulse 15, utilizzando tecniche avanzate di geo-analytics, ha calcolato la percentuale di popolazione in grado di raggiungere in 15 minuti a piedi almeno un negozio della grande distribuzione organizzata (iper e supermercati, discount e minimarket) o del piccolo commercio al dettaglio. I risultati sono preoccupanti, soprattutto per la provincia di Perugia, che si trova al quart’ultimo posto tra tutte le province del Centro Italia per l’accessibilità a negozi di generi alimentari a piedi entro quindici minuti dalla propria abitazione. Solo Frosinone, Siena e Rieti fanno peggio. A livello nazionale, Perugia si posiziona al numero 98 su 108 province, mentre Terni si piazza al 74esimo posto.

Questa carenza di accessibilità non solo evidenzia un problema di desertificazione commerciale, ma sottolinea anche un problema di abitudini quotidiane. Solo un umbro su tre nella provincia di Perugia può fare la spesa camminando un quarto d’ora per raggiungere la grande distribuzione, mentre solo uno su quattro può fare lo stesso per i negozi di prossimità. Questo stimola l’uso dell’auto per fare la spesa, con conseguenti effetti negativi sia sulla salute delle persone, che fanno meno esercizio fisico, sia sull’ambiente, a causa delle maggiori emissioni di CO2.

La “città a 15 minuti” è un modello di pianificazione urbanistica reso popolare da diversi sindaci di città europee e teorizzato dallo scienziato franco-colombiano Carlos Moreno. L’obiettivo è migliorare la qualità della vita delle persone, permettendo loro di gestire meglio tempo e risorse, riducendo la necessità di lunghi spostamenti. In Umbria, però, c’è ancora molto lavoro da fare per avvicinarsi a questo modello ideale.

L’analisi del Centro studi Tagliacarne suggerisce che la desertificazione commerciale e l’overtourism nei centri storici non sono solo un problema locale, ma riflettono una tendenza più ampia che necessita di interventi mirati. Politiche di sostegno ai piccoli negozi, incentivi per la riapertura di attività di prossimità e una pianificazione urbanistica attenta possono contribuire a invertire questa tendenza, migliorando sia l’economia locale sia la qualità della vita dei residenti.

Un campanello d’allarme che richiede un’azione immediata e concertata da parte di amministrazioni locali, regionali e nazionali. Solo attraverso un impegno condiviso sarà possibile creare città più sostenibili e vivibili, dove i piccoli negozi possano tornare a prosperare, offrendo servizi essenziali alla comunità e contribuendo a ridurre l’impatto ambientale.

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cassa risparmio orvieto

Ferruccio Ferranti nominato presidente della Cassa di Risparmio di Orvieto

Ferruccio Ferranti nominato presidente della Cassa di Risparmio di Orvieto

Il presidente di Mediocredito Centrale assume la guida della controllata, consolidando la coesione e la strategia di crescita del gruppo Mcc

Terremoto ai piani alti della Cassa di risparmio dove lo scontro frontale tra il socio di maggioranza Mediocredito Centrale e quello di minoranza, fondazione Cassa di risparmio, ha causato le dimissioni dell’appena riconfermato presidente della banca Stefano Farabbi.

Al suo posto è stato cooptato dal consiglio d’amministrazione lo stesso presidente del Mediocredito Centrale Ferruccio Ferranti. Una decisione che segna la spaccatura definitiva tra i due soci della storica banca orvietana, anche se i comunicati ufficiali delineano un contesto diverso, decisamente lontano dalla reale conflittualità che era emersa in maniera eclatante lo scorso 17 giugno quando era stato nominato il nuovo consiglio d’amministrazione e la fondazione aveva abbandonato l’assemblea degli azionisti, non prendendo parte al voto, in durissima polemica con la “manovra” messa a segno dal Mediocredito che aveva escluso dal consiglio d’amministrazione i rappresentanti della fondazione guidata dal docente universitario Mario Mari.

Il “colpo di mano” in forza del quale il Mediocredito Centrale era riuscito ad evitare che la fondazione Cro non avesse alcun posto nel consiglio d’amministrazione è stato reso possibile dal venir meno della maggioranza “di blocco” che avrebbe potuto mettere il socio di minoranza al riparo da un evento del genere e che, a sua volta, è stato la conseguenza dell’aumento di capitale della Cassa varato dal Mediocredito a cui la fondazione non aveva aderito (l’esborso complessivo per il socio minore avrebbe superato i sette milioni di euro) ed il cui effetto finale è stato quello di ridurre ulteriormente la quota di capitale sociale nel controllo della fondazione.

Nelle parole di Ferranti neanche un cenno alle turbolenze che stanno scuotendo l’istituto di credito:”Lavorerò con grande senso di responsabilità, mettendo la mia professionalità e le mie competenze al servizio della Cassa di Risparmio di Orvieto per consolidare il legame con gli stakeholders e offrire sempre maggiori opportunità per lo sviluppo dei territori di riferimento. Se guardiamo indietro, c’è la forte tradizione di una Banca con una storia lunga 170 anni. Guardando al futuro, invece, ci attendono importanti sfide, un cammino impegnativo che percorreremo insieme con le colleghe e i colleghi che con passione e determinazione hanno lavorato nell’interesse della Cassa per tutti questi anni. In collaborazione con Mediocredito Centrale, con cui condividiamo obiettivi e valori, continueremo il percorso di crescita intrapreso partendo sempre dall’ascolto delle esigenze delle persone e delle imprese” dice Ferranti.

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Tagli ai fondi comunali: quasi 16 milioni di euro in meno fino al 2028

Tagli ai fondi comunali: quasi 16 milioni di euro in meno fino al 2028

Presciutti (Lega autonomie locali): “penalizzati i comuni più virtuosi, a rischio la crescita dei territori e i servizi essenziali”

Ammontano a quasi 16 milioni di euro i fondi tagliati ai Comuni dell’Umbria dal 2024 al 2028, nell’ambito di un intervento nazionale da 250 milioni di euro. È la stima fatta da Massimiliano Presciutti, presidente umbro della Lega delle Autonomie Locali Italiane e sindaco di Gualdo Tadino. Presciutti sostiene che saranno penalizzati soprattutto “quelli più virtuosi che hanno preso più fondi”.

In Umbria, i tagli ai fondi comunali si estendono da Perugia, che dovrà fare a meno di 4,1 milioni di euro, a Foligno, con una riduzione di 950 mila euro fino al 2028. Altri comuni colpiti includono Città di Castello (850 mila euro), Spoleto (818 mila euro), Gubbio (562 mila euro), Assisi (655 mila euro), Gualdo Tadino (344 mila euro), Corciano (383 mila euro) e Bastia Umbra (418 mila euro), solo per citare i centri maggiori.

“Notizie non di certo incoraggianti per gli enti umbri,” afferma Presciutti, sottolineando che già da tempo i comuni si trovano a fronteggiare una continua diminuzione delle risorse economiche a disposizione. “Passate le elezioni, con questa manovra correttiva irragionevole e scellerata verso gli enti locali, è emersa la vera volontà di questo Governo: penalizzare i territori, i Comuni ed i cittadini, che senza i necessari fondi, non potranno crescere.”

Presciutti esprime preoccupazione che i tagli potrebbero continuare e coinvolgere anche la sanità ed il welfare, settori già in grande difficoltà. “Tagliare fondi nel prossimo quinquennio per i comuni umbri per quasi 16 milioni di euro, significa, oltre che penalizzare gli enti che sono stati più bravi ad attrarre risorse, anche rallentare e bloccare la crescita dei nostri territori e delle nostre comunità, che sono già in forte sofferenza rispetto ad altre Regioni italiane.”

Come presidente di Ali Umbria, Presciutti dichiara che l’organizzazione è pronta a battersi fortemente ed in ogni luogo a difesa dei Comuni e della spesa sociale contro questi tagli immotivati. “Siamo pronti a fare tutto il possibile per difendere i nostri territori da questa ingiustizia.”

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Omar Di Curzio è il nuovo presidente del gruppo giovani imprenditori di Confcommercio Umbria

Omar Di Curzio è il nuovo presidente del gruppo giovani imprenditori di Confcommercio Umbria

Il giovane imprenditore subentra a Fabio Serafini e punta a creare un ambiente dinamico e di supporto per le imprese umbre

Il Gruppo Giovani Imprenditori di Confcommercio Umbria ha un nuovo leader. Omar Di Curzio, appena ventiquattrenne, è stato nominato presidente, subentrando a Fabio Serafini, chiamato a ricoprire altri importanti incarichi. Nonostante la giovane età, Di Curzio vanta già una solida esperienza nel settore ricettivo, dove la sua famiglia opera da anni.

In un comunicato ufficiale dell’organizzazione, Di Curzio ha dichiarato: “Noi pensiamo che il compito di un gruppo come il nostro sia di creare un ambiente quanto più possibile attivo e dinamico, di cui possa beneficiare tutto il sistema Confcommercio e tutte le imprese umbre. Fare impresa non è facile, ma non è nemmeno impossibile. Il messaggio che intendiamo trasmettere ai giovani che vogliono tentare questa strada è che non sono soli. In un sistema organizzato come Confcommercio, possono trovare aiuto e sostegno nel momento delicato dell’avvio dell’impresa e anche dopo.”

Di Curzio ha inoltre sottolineato l’impegno del gruppo nella promozione della cultura d’impresa, un’attività che il Gruppo Giovani porta avanti da anni. “Da anni – ha spiegato -, il nostro gruppo è impegnato nella diffusione dei temi legati alla cultura d’impresa, dalla gestione aziendale alle nuove tecnologie e strategie di comunicazione. Migliaia di imprenditori umbri, di tutte le età, hanno già partecipato attivamente al nostro programma ‘Crescimpresa’, un format che continueremo a portare nei maggiori centri dell’Umbria per diffondere nel modo più capillare possibile le competenze oggi necessarie per avere una impresa di successo.”

L’obiettivo di Di Curzio e del suo team è chiaro: creare un contesto che favorisca la crescita e lo sviluppo delle imprese umbre, supportando i giovani imprenditori nel loro percorso e offrendo loro gli strumenti necessari per affrontare le sfide del mercato contemporaneo. 

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Stefano Bandecchi si candida alla presidenza della Regione Umbria con Alternativa Popolare

Stefano Bandecchi si candida alla presidenza della Regione Umbria con Alternativa Popolare

Il sindaco di Terni annuncia la sua candidatura con un video su Instagram e si presenta come l’alternativa moderata contro il centrodestra e la sinistra estremista.

Stefano Bandecchi, leader di Alternativa Popolare (AP) e attuale sindaco di Terni, ha annunciato la sua candidatura alla presidenza della Regione Umbria tramite un video pubblicato su Instagram. La legislatura regionale terminerà a fine ottobre, ma la data delle elezioni non è ancora stata fissata.

Il panorama politico umbro vede già il centrodestra annunciare la ricandidatura della presidente uscente Donatella Tesei, esponente della Lega. Il centrosinistra, invece, non ha ancora indicato un candidato ufficiale. Inizialmente, Alternativa Popolare aveva designato Riccardo Corridore, vicesindaco di Terni, come candidato, ma Corridore ha poi deciso di fare un passo indietro, aprendo la strada alla candidatura di Bandecchi.

Bandecchi ha descritto la situazione politica in Umbria come “estremamente fluida” e ha lodato la “strategia estremamente intelligente” di Corridore, che ha deciso di ritirarsi in accordo con lui. “La vera novità è che il candidato alle regionali per l’Umbria sarà Stefano Bandecchi, cioè sarò io”, ha dichiarato. Ha inoltre precisato che Alternativa Popolare correrà da sola alle elezioni, criticando la mancanza di coesione nel centrodestra e l’atteggiamento verso AP, che considera ingiustificato.

Bandecchi ha sottolineato che non intende allearsi con la sinistra, criticando il Partito Democratico e altri movimenti di sinistra come i Verdi e i Grillini, definendoli estremisti con idee poco chiare che danneggiano la politica nazionale. Ha invitato gli elettori di destra a dare il loro voto utile a lui e ad Alternativa Popolare, proponendosi come un moderato capace di guidare la regione così come sta guidando Terni.

Riguardo alla presidente uscente Donatella Tesei, Bandecchi è stato molto critico, affermando che non ha brillato nella gestione degli ospedali ternani e nelle relazioni regionali. Ha definito Tesei una “candidata improponibile” e ha suggerito che dovrebbe dimettersi per permettere al centrodestra di candidare lui stesso, minacciando di far perdere il centrodestra se ciò non accadesse. Ha inoltre espresso la sua intenzione di non permettere la vittoria della sinistra, rivendicando il sostegno dei moderati di entrambi gli schieramenti politici.

“Il dato è tratto e vedremo come andrà a finire”, ha concluso Bandecchi, dichiarandosi fiducioso che Alternativa Popolare farà una “bellissima figura” alle prossime elezioni regionali.

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Arrestato all’aeroporto di Nizza un 75enne originario di Pescara per bancarotta fraudolenta

Arrestato all’aeroporto di Nizza un 75enne originario di Pescara per bancarotta fraudolenta

L’uomo era latitante da tre anni e si era rifugiato in Canada. In concorso con altri due, aveva distratto 900 mila euro da un finanziamento agevolato

È stato arrestato all’aeroporto di Nizza un settantacinquenne originario della provincia di Pescara, giunto in Francia dopo essere partito da Etobicoke, in Canada. L’uomo era destinatario di un mandato di arresto internazionale emesso dalla Procura generale di Perugia ed è stato condannato a quattro anni e sei mesi di reclusione per bancarotta fraudolenta.

La Corte d’Appello di Perugia aveva emesso la condanna circa tre anni fa, ma il 75enne aveva fatto perdere le sue tracce subito dopo. In concorso con altre due persone, era stato ritenuto colpevole di aver causato il fallimento di una società nel 2010 a Pescara, attraverso una serie di operazioni dolose.

La condanna si riferisce a eventi risalenti al 2010, quando l’uomo, insieme ai suoi complici, ha sfruttato la legge regionale per l’Abruzzo 16/2002 per ottenere un finanziamento agevolato di oltre due milioni e trecentomila euro. Questo stanziamento era destinato alla costruzione di un nuovo insediamento industriale e all’acquisto di macchinari, con l’obiettivo di sostenere l’economia locale e favorire la nascita di nuove imprese.

Tuttavia, secondo l’accusa, i tre amministratori e legali rappresentanti dell’impresa erano riusciti a distrarre circa 900 mila euro dalla somma stanziata, occultando questi fondi per fini illeciti. La scoperta delle operazioni dolose ha portato alla condanna dei responsabili, ma il principale imputato era riuscito a sfuggire alla giustizia.

Dopo la condanna, il 75enne si era rifugiato in Canada, dove aveva ottenuto la cittadinanza canadese. La sua ultima presenza in Italia risale al luglio 2018. Dal 2022 era in corso una procedura di estradizione nei suoi confronti, attivata grazie al mandato di arresto internazionale.

L’ufficio Sdi della Procura generale di Perugia, in collaborazione con il Servizio per la cooperazione internazionale di polizia di Roma e il personale di polizia penitenziaria, ha continuato a monitorare i suoi movimenti. Questo lavoro investigativo ha permesso di localizzarlo e arrestarlo all’aeroporto di Nizza.

Attualmente, il 75enne è in attesa di essere estradato in Italia, dove dovrà scontare la pena a cui è stato condannato. Le autorità italiane stanno lavorando in stretta collaborazione con le controparti francesi e canadesi per completare il processo di estradizione e assicurare che il condannato risponda delle sue azioni davanti alla giustizia italiana.

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