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Autore: Redazione

UniStra e UniPg, aumentati i Fondi per la contrattazione del salario accessorio del personale

L’Università per Stranieri di Perugia e dall’Università degli Studi di Perugia hanno deciso di incrementare in maniera significativa i Fondi per la contrattazione del salario accessorio del personale.

Una scelta accolta con soddisfazione da Flc Cgil, i cui delegati, con le Rsu dei due Atenei, avevano presentato proposte in tal senso da settembre.

“Un segnale concreto di attenzione – commentano dalla segreteria di Flc Cgil Umbria-Perugia – verso il personale tecnico-amministrativo e bibliotecario, da anni penalizzato sul piano retributivo. È noto, infatti, come il personale delle Università pubbliche italiane risulti il meno retribuito dell’intero comparto pubblico”. “L’ultimo contratto nazionale, non sottoscritto dalla sola Flc Cgil – aggiungono dalla segreteria di Flc Cgil Umbria-Perugia  –, ha ulteriormente aggravato la situazione prevedendo aumenti salariali largamente insufficienti, inferiori a un terzo dell’inflazione registrata nel periodo di riferimento, pari in media a soli 30–40 euro lordi mensili. In questo contesto, l’incremento dei Fondi per il salario accessorio, oltre 32mila euro all’Università per Stranieri di Perugia e oltre 524mila euro all’Università degli Studi di Perugia assume un valore particolarmente rilevante, contribuendo a migliorare le condizioni economiche degli oltre 1.000 lavoratrici e lavoratori delle due istituzioni universitarie umbre”.

La Segreteria della Flc Cgil Umbria ringrazia le Rsu e i delegati della Flc Cgil dei due Atenei “per il lavoro svolto” e riconosce “la disponibilità dimostrata dai due rettori e dai due direttori generali che hanno accolto le proposte sindacali rendendo possibili questi importanti risultati”.

Angelantoni Life Science, dipendenti sospesi dopo la decisione del Tribunale

E’ stato un Natale amaro per i dipendenti della Angelantoni Life Science di Massa Martana, dopo la scelta del Tribunale di Spoleto di non provare a gestire l’azienda in continuità, sospendendo i dipendenti. Un limbo senza ammortizzatori sociali, senza retribuzione e contribuzione, in cui ancora non si è licenziati, non si hanno diritti, neppure la disoccupazione.

Anche se la ripresa produttiva non sarebbe stata agevolata dalle dimissioni di diverse figure professionali che erano in organico, Fiom Cgil Perugia ritiene che “sarebbe stato possibile provare puntando su alcune delle attività e dei prodotti presenti. Nel restare a fianco dei lavoratori della Angelantoni Life Science, purtroppo segnaliamo un clima di disimpegno che rende ancora più complicato trovare soluzione a una vertenza che non doveva esistere, assurda quanto desolante. L’aspettativa mai sottaciuta anche dal sindacato, era, ed è, che si operi per il subentro di un’impresa capace di riavviare la produzione, in particolare che il socio di minoranza, l’Angelantoni Industrie, compisse un atto di responsabilità verso chi per anni aveva lavorato anche alle sue dipendenze e a cui era stato detto che l’acquisizione del 70% da parte di una società cinese sarebbe stata una opportunità di crescita”.

“Purtroppo – prosegue la Fiom Cgil Perugia – è noto come questo progetto si sia rivelato fallimentare e che solo grazie alla azione dei dipendenti di Als si è potuta aprire la liquidazione giudiziale, per cui la disponibilità dell’azienda è stata sottratta alla proprietà cinese che in questi mesi si era rivelata un’interlocutrice assolutamente inaffidabile, incapace persino di gestire le minime attività dirigenziali”.

“La speranza che a prevalere fosse il senso di responsabilità – dichiara l’organizzazione sindacale – si è raggelata alle notizie di questi giorni. La situazione emotiva dei lavoratori è di frustrazione, alcuni di essi, una decina, che erano stati richiamati a lavorare dal socio di minoranza con un contratto fino a dicembre, avranno una proroga di tre mesi, un’altra quindicina erano ancora in cassa integrazione a zero ore pur avendo più volte segnalato la propria disponibilità a svolgere la propria mansione o qualunque attività necessaria al tribunale, a partire dall’inventario, e ora come detto sono in sospensione. È prevedibile che, al solito, una vicenda italiana si concluda con una dismissione in cui tutti dichiarano di non aver colpe. Il rischio concreto è che si chiuda una storia non per crisi di mercato ma per mancanza di imprenditori seri. In questo tempo non abbiamo visto alcun impegno concreto dal mondo imprenditoriale per cercare una soluzione, per recuperare una realtà di eccellenza nel settore biomedicale, proponendosi di rilevare quel poco che rimane in termini di occupati, sostenuti però da progetti e prodotti ancora validi”.

La Fiom Cgil attribuisce le colpe di questo fallimento “ad altri che non siano gli amministratori cinesi, ma segnala che oramai troppo spesso siamo a vedere le nostre aziende vendute a soggetti finanziari che non hanno nessun orizzonte se non la prospettiva di un veloce guadagno per chi la vende. Nonostante tutto, chiediamo ancora di tentare di cedere l’azienda in blocco, nella prospettiva della ripresa dell’attività produttiva, ritenendo che le istituzioni, a partire da quelle regionali, debbano intervenire per scuotere dal torpore questo territorio, ponendo solo in subordine la vendita ‘a pezzi’ al solo scopo di ricavare quanto più possibile da ripartire tra i creditori”.

“Il tempo – conclude la Fiom Cgil Perugia – ci dirà se per questi lavoratori ci sarà la prospettiva di poter dar valore ai sacrifici fatti continuando a esprimere una professionalità acquisita dopo anni di esperienza oppure se la prospettiva potrà essere solo quella di recuperare i crediti che avevano maturato come le ultime quattro mensilità non pagate. Ribadiamo in maniera esplicita che in questi anni di crisi del manifatturiero non è pensabile che si chiudano delle attività nella completa indifferenza, a partire da queste situazioni che si deve cercare la via di uscita dal degrado economico del nostro territorio. Angelantoni Life Science aveva più di 70 dipendenti e promesse di crescita che non sono state mantenute”.

Natale ad Assisi premiato dal Ministero del Turismo

Il Ministero del Turismo ha premiato il progetto del Natale ad Assisi 2025, promosso dal Comune, con un finanziamento di 300mila euro in esito a bando pubblico a cui l’ente ha partecipato con successo.

Si tratta di risorse legate al Fondo Unico Nazionale per il Turismo (FUNT), finalizzato a finanziare azioni innovative e sostenibili di promozione turistica con fondi gestiti direttamente dal Ministero.

Il Comune di Assisi – aderendo all’avviso con un piano firmato dall’ufficio Turismo e marketing territoriale – ha presentato domanda lo scorso settembre, proponendo l’esperienza del “Natale di pace, luce e incontro”. Un Natale unico nel suo genere, fra tradizione e innovazione, teso a valorizzare il patrimonio culturale e ambientale della città, i valori francescani e le eccellenze del territorio, promuovendo un messaggio di speranza nel mondo, attraverso spettacolari proiezioni luminose architetturali legate al tema della pace nell’arte contemporanea ed eventi destinati ad attrarre un pubblico ampio e trasversale.
L’istanza presentata dal Comune di Assisi è stata particolarmente apprezzata dal Ministero del Turismo, che ha assegnato il massimo del contributo richiesto, pari cioè a 300mila euro, premiando in particolare la capacità di generare ricadute economiche e sociali positive sul territorio e di promuovere i flussi turistici diversificando e destagionalizzando l’offerta. L’esito del bando è stato reso noto in questi giorni. Si tratta dell’unico Comune della provincia di Perugia ad aver ottenuto tale finanziamento, a fronte di soltanto due città in tutta l’Umbria.

“Siamo orgogliosi e soddisfatti – sottolineano Valter Stoppini e Fabrizio Leggio, sindaco e assessore al turismo di Assisi – del risultato raggiunto e del fatto che il Ministero del Turismo abbia riconosciuto, valorizzato e premiato il Natale ad Assisi, che rappresenta ormai un prodotto culturale e turistico di alto livello, punto di riferimento in tutta Italia. Ringraziamo l’Ufficio e il personale che ha costruito il progetto, che non solo nel periodo natalizio ma tutto l’anno lavora con passione, dedizione e grande professionalità alla promozione e alla valorizzazione della città e del territorio”.

Ritardi sulla Casa di comunità di Monteluce, i sindacati chiedono “chiarezza e trasparenza”

I sindacati Cgil, Cisl e Uil chiedono “chiarezza e trasparenza” in merito ai tempi di realizzazione della Casa di comunità di Monteluce sollecitando il Comune di Perugia ad attuare ogni azione necessaria nei confronti della Usl Umbria 1 per garantire un’adeguata soluzione.

“In mancanza di ulteriori riscontri queste organizzazioni sindacali si riservano di attivare ogni azione utile per sbloccare questa situazione che rischia di colpire pesantemente i cittadini di Perugia” scrivono i rappresentanti sindacali Vanda Scarpelli e Renzo Basili (Cgil), Nicola Cassieri e Luciano Taborchi (Uil) e Valerio Natili e Francesco Ferroni (Cisl). Che aggiungono: “Come organizzazioni sindacali abbiamo da tempo richiesto un incontro con la direzione della Usl 1 senza avere alcun riscontro né attenzione. Riteniamo grave l’assoluta mancanza di attenzione verso chi rappresenta lavoratori, pensionati e cittadini. È grave il silenzio su una vicenda che rischia di mettere ancora più in difficoltà la cittadinanza rispetto alla risposta di bisogni primari come la salute”.

I sindacati ricordano che la città di Perugia, secondo quanto previsto dalla vigente normativa, dovrebbe essere dotata di tre case di comunità mentre a oggi è ne presente solo una situata a Ponte San Giovanni, “che opera peraltro con modalità ridotte per la carenza di personale. L’altra casa di comunità prevista a Monteluce, nell’ex area dell’ospedale – denunciano Cgil, Cisl e Uil –, ha tempi di realizzazione lentissimi e il rischio è che l’edificio non sia terminato in tempi utili per non perdere il finanziamento del Pnrr”.

Le Case di comunità sono nuove strutture socio-sanitarie territoriali previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, che fungono da punti di accesso integrati per l’assistenza sanitaria e sociale di prossimità, con l’obiettivo di essere vicine ai cittadini, ridurre gli accessi impropri al Pronto soccorso e garantire la continuità assistenziale. Sono centri polifunzionali dove medici di base, pediatri, specialisti, infermieri e assistenti sociali lavorano insieme per offrire servizi di base, prevenzione, cure primarie e presa in carico dei pazienti cronici, integrando servizi sanitari, sociali e ospedalieri.

Confartigianato Terni ha celebrato gli 80 anni di attività | I premiati

Confartigianato Imprese Terni celebra 80 anni di attività. Un traguardo di grande valore, che la colloca tra le associazioni di categoria più longeve d’Italia e dell’intero Sistema Confartigianato.

Ottant’anni di storia rappresentano un patrimonio fatto di rappresentanza, servizi, tutela delle imprese artigiane e PMI, impegno costante a favore dello sviluppo economico e sociale del territorio. Un percorso costruito nel tempo grazie al contributo di dirigenti, presidenti, funzionari, associati e professionisti che hanno dedicato competenze, passione e responsabilità alla crescita dell’Associazione.

Il riconoscimento al colonnello Marzo

In occasione di questo importante anniversario, Confartigianato Imprese Terni ha celebrato la ricorrenza nel corso della tradizionale cena degli auguri di Natale, che quest’anno ha assunto un valore fortemente simbolico, unendo memoria, riconoscenza e sguardo al futuro. Nel corso della serata, Confartigianato Imprese Terni ha conferito un importante riconoscimento al colonnello Mauro Marzo, comandante provinciale della Guardia di Finanza, per il qualificato e costante impegno profuso nella promozione della cultura della legalità, attraverso attività di sensibilizzazione rivolte alla comunità, con particolare attenzione ai giovani, contribuendo in modo significativo alla diffusione dei valori di legalità, giustizia, responsabilità civile e rispetto delle istituzioni.

Un riconoscimento che sottolinea il valore della collaborazione tra istituzioni, mondo economico e società civile, nella convinzione che la legalità rappresenti un presupposto fondamentale per uno sviluppo sano e competitivo del territorio.

Premi alla storia di Confartigianato Terni

In occasione dell’80° anniversario, l’Associazione ha inoltre voluto rendere omaggio alle persone che, a vario titolo, hanno segnato in modo significativo la storia di Confartigianato Imprese Terni, contribuendo alla sua solidità, autorevolezza e continuità nel tempo.
Nel corso della serata sono stati premiati:
• Umberto Alunni, già presidente della Cooperativa di Garanzia
• Gianfranco Angelelli, già presidente della Cooperativa di Garanzia
• Il compianto Bruno Antonini Cencicchio, già dirigente Confartigianato Terni
• Sabino Basili, associato storico Confartigianato Imprese Terni (75 anni di attività)
• Il compianto Eraldo Bordoni, già legale dell’Associazione
• Sergio Ceccarelli, già presidente della Cooperativa di Garanzia
• Marco Cianchetta, già presidente della Cooperativa di Garanzia
• Vincenzo Cirifino, già vice presidente Confartigianato Imprese Terni e coordinatore del comprensorio Orvietano
• Mara De Piccoli, già dirigente Confartigianato Terni e presidente Gruppo Donne Impresa
• Livio Del Tosto, già presidente Anap Gruppo Territoriale di Terni
• Augusto Ferri, già vice presidente Confartigianato Imprese Terni e Terni e coordinatore del comprensorio Orvietano
• Giuseppe Flamini, già presidente Confartigianato Imprese Terni
• Pierluigi Fusaroli, già vice presidente Confartigianato Imprese Terni
• Paolo Giubilei, già presidente della Cooperativa di Garanzia e vice presidente Confartigianato Imprese Terni
• Orlando Leonardi, già presidente Confartigianato Imprese Terni e attuale presidente onorario di Confartigianato Imprese Terni
• Fiorenzo Luciani, già dirigente Confartigianato Imprese Terni
• Walter Claudio Lunardon, già vice presidente di Confartigianato Imprese Terni e coordinatore del comprensorio Amerino
• Ivano Massaccesi, dirigente Confartigianato Imprese Terni
• Alberto Maulini, già dirigente Confartigianato Terni
• Giorgio Natali, presidente del Collegio dei Revisori dei Conti
• Il compianto Carlo Pacifici, già dirigente Confartigianato Terni e componente della Cooperativa di Garanzia
• Luciana Proietti Divi, già presidente del Consorzio Formazione Regionale e dirigente di Confartigianato Imprese Terni
• Il compianto Claudio Ramozzi, già presidente della Cooperativa di Garanzia
• Lamberto Sensini, dirigente Confartigianato Imprese Terni
• Il compianto Giampiero Troiani, già presidente Onorario di Confartigianato Imprese Terni e presidente onorario
• Luciano Vittori, dirigente Confartigianato Imprese Terni
Un riconoscimento collettivo che ha voluto abbracciare ex presidenti, dirigenti, rappresentanti di categoria, professionisti e associati storici, protagonisti di stagioni diverse, ma accomunati dall’impegno per l’artigianato e per l’Associazione.

Franceschini: “Un patrimonio collettivo”

“Gli 80 anni di Confartigianato Imprese Terni non sono solo una ricorrenza, ma un patrimonio collettivo – ha dichiarato il presidente Mauro Franceschini –. Abbiamo voluto ringraziare pubblicamente chi, con responsabilità e spirito di servizio, ha contribuito a costruire un’Associazione solida e autorevole. Il riconoscimento al colonnello Mauro Marzo testimonia, inoltre, l’attenzione costante di Confartigianato Terni verso il tema della legalità, valore imprescindibile per le imprese e per la comunità”.

Il segretario Michele Medori ha aggiunto: “Celebrare questo anniversario significa dare valore alla memoria e alla continuità. Confartigianato Imprese Terni è il risultato del lavoro di generazioni di dirigenti e associati. Legalità, rappresentanza e servizio alle imprese restano i pilastri su cui costruire il futuro dell’Associazione”.

L’ottantesimo anniversario ha rappresentato dunque non solo un momento celebrativo, ma un’occasione per rinnovare l’impegno di Confartigianato Imprese Terni a fianco delle imprese, del lavoro e dello sviluppo del territorio.

Ricostruzione sisma 2016, le novità e i provvedimenti per l’Umbria

L’Ufficio speciale ricostruzione Umbria (Usr Umbria) ha comunicato la sintesi delle disposizioni riguardanti il territorio regionale contenute nelle più recenti bozze di ordinanze del commissario straordinario senatore Guido Castelli per la ricostruzione post sisma 2016, che sono state approvate in cabina di regia. Proroghe di scadenze, aggiornamenti di interventi e nuovi finanziamenti per edifici pubblici, scuole, centri storici, chiese e progetti di energia rinnovabile.

La novità più immediata riguarda molte pratiche di ricostruzione privata: diverse scadenze che sarebbero arrivate a fine 2025 vengono spostate al 31 dicembre 2026, per evitare blocchi e garantire continuità nelle domande e nei procedimenti.

Anche sulla ricostruzione pubblica arrivano tempi più sostenibili: per gli interventi programmati nelle ordinanze 109/2020, 129/2022 e 137/2023, le scadenze per avviare progettazioni e affidare i lavori vengono prorogate rispettivamente al 31 dicembre 2025 e al 31 maggio 2026. Sul piano degli interventi in Umbria, si registrano aggiornamenti e incrementi per Norcia, investimenti per le scuole di Perugia e per la palestra comunale di Guardea, un aggiornamento del pacchetto interventi del Comune di Preci, due finanziamenti per chiese a Orvieto e Spello e la riallocazione, di risorse provenienti da economie dei bandi per le Comunità Energetiche Rinnovabili, in cinque Comuni umbri.

Inoltre, in Commissione Bilancio del Senato, è stato approvato l’emendamento alla Finanziaria 2026 relativo al superbonus, grazie ad un’azione sinergica che ha visto partecipi tutti i parlamentari del cratere sisma 2016. Quello che prima era cessione del credito o sconto in fattura, sarà istruito ed erogato, attraverso gli Uffici speciali per la ricostruzione delle quattro regioni coinvolte, con contribuzione diretta da parte della struttura commissariale.

Un grande risultato frutto di un lavoro di squadra che ha visto coinvolti il Commissario Straordinario, il ministro Nello Musumeci, la presidente Stefania Proietti, insieme agli altri Presidenti di Regione, ed il Mef. Un segnale fondamentale per garantire la prosecuzione dei cantieri attivatisi dopo gli eventi sismici che hanno colpito il Centro Italia nel 2016 e che consentirà un’ulteriore accelerazione, con l’obiettivo di avvicinarci sempre più rapidamente alla conclusione degli interventi di ricostruzione. L’USR Umbria continuerà a supportare enti locali, stazioni appaltanti e cittadini nella piena applicazione delle disposizioni commissariali, garantendo coerenza con i programmi in corso e con la tempistica prorogata fino al 2026

A seguire, distinte per ordinanza, si riportano le novità di maggior interesse.

Ordinanza n. 109/2020 – Rimodulazioni e incrementi (novembre 2025)

* Norcia (PG) – Residenza Protetta – Lotto 1 (Id. Ord. 1146, CUP I57H19000520005) Importo aggiornato € 1.925.872,88 (+ € 377.872,88) rispetto alla programmazione originaria (€ 1.548.000,00). L’incremento deriva da aggiornamento prezzi e ridefinizione del perimetro d’intervento.

Ordinanza n. 129/2022 – Modifiche e aggiornamenti (novembre 2025)

* Norcia (PG) – ATER Via Foscolo, 1 (n. ord. 360, CUP H59J21001190006) Importo aggiornato € 1.552.691,46 (+ € 219.933,86, al netto del Conto Termico € 27.646,60). Adeguamento dovuto a progettazione esecutiva più dettagliata e prescrizioni regionali. Ordinanza n. 137/2023, 129/2022 e 109/2020 – Proroghe operative (dicembre 2025)

* Prorogato al 31 dicembre 2025 il termine per l’avvio delle procedure di affidamento di servizi tecnici e progettazioni.

  • Prorogato al31 maggio 2026il termine per l’affidamento dei lavori.
  • Possibilità di trasferire la titolarità attuativa all’USR Umbria in caso di ritardi.

Ordinanza n. 128/2022 e n. 105/2020 – Edifici di culto

* Montefalco (PG) – Chiesa di San Fortunato (Chiostro e ingresso): incremento € 575.000,00.

* Orvieto (TR) – Chiesa di San Francesco: nuovo inserimento, importo € 2.200.000,00.

* Spello (PG) – Chiesa di San Girolamo: nuovo inserimento, importo € 1.780.000,00. Ordinanza Speciale n. 31/2021 – Modifiche e incrementi (novembre 2025)

* Perugia – Scuole Primaria “G. Cena” e Infanzia “I. Calvino” (ID OC 168): rimodulazione da adeguamento sismico a demolizione e ricostruzione, con incremento € 1.863.581,21 (totale € 12.708.581,21).

* Guardea (TR) – Palestra Comunale (ID OC 1131): incremento € 376.750,00 (totale € 1.450.000,00). Ordinanza Speciale n. 39/2022 – Preci (PG)

* Aggiornato il pacchetto degli interventi comunali arrivando ad un importo complessivo di € 37.033.928,65: – Aggiornamento importo immobile di Via Catani, 5 ad euro 823.877,04, e immobile di Via Catani, 9 ad euro 881.717,09, con un incremento dei relativi contributi per un importo complessivo pari a Euro 751.135,14. – Inserimento nuovo intervento su edificio residenziale pubblico di Via Martiri d’Ungheria, per euro 650.000,00; – Inserimento nuovo intervento per rifacimento della pavimentazione e dei sottoservizi della frazione di Saccovescio per Euro 1.500.000,00

Ordinanza Speciale n. 11/2021 – Norcia (PG)

* Con riguardo all’intervento in Comune di Norcia “Palazzo Comunale – P.zza San Benedetto, già autorizzato ex ordinanza n. 109 del 2020 per euro 5.760.000,00”, è autorizzato un incremento del contributo per un importo pari a Euro 1.610.793,85. Ordinanza Speciale n. 18/2021 – Norcia (PG)

* Con riguardo all’intervento in Comune di Norcia, loc. Castelluccio “Piastra fondale ad isolatori sismici, per un importo pari a € 3.822.000,00 è autorizzato un incremento del contributo pari a Euro 1.000.000,00. Ordinanza Speciale n. 43/2022 – Norcia (PG)

* Campi Alto – E’ riconosciuto un incremento del 10 per cento del costo parametrico per gli interventi di ripristino strutturale o di ricostruzione delle opere di sostegno o dei muri controterra che sono necessari ad assicurare l’agibilità strutturale o la sicurezza degli edifici

* Vengono poi dettate disposizioni gestionali in tema di espropri ed affidamenti Ordinanza n. 214/2024 – Qualificazione e BIM • Prorogato al 31 dicembre 2026 il regime transitorio per la qualificazione delle stazioni appaltanti e per l’applicazione del Building Information Modeling (BIM).

Ordinanza Economie PNC – Comunità Energetiche Rinnovabili (CER)

* Riallocate economie PNC per complessivi € 3.415.690,33, destinate a nuovi interventi o integrazioni di importo di interventi nei Comuni umbri di Ferentillo, Scheggino, Poggiodomo, Cascia e Vallo di Nera, con finalità di sostenibilità e riduzione dei costi energetici locali.

Ricostruzione privata

Per quanto riguarda la ricostruzione privata del sisma 2016 sono stati prorogati al 31 dicembre 2026 numerosi termini rilevanti in particolare:

* la presentazione delle istanze relative agli interventi per danni gravi;

* termini per le domande di conservazione provvisoria e definitiva delle strutture temporanee; È stata inoltre approvata una nuova ordinanza che introduce modifiche e integrazioni al Testo Unico della Ricostruzione Privata (TURP), con l’obiettivo di semplificare le procedure e rendere più efficace l’attuazione degli interventi di ricostruzione.

Le principali novità riguardano:

* l’attivazione della procedura di sclassificazione, oltre a quella di affrancazione e di legittimazione nel caso di terreni gravati da uso civico;

* una maggiore operatività degli interventi di ricostruzione nelle aree a rischio, consentendo la presentazione e l’istruttoria delle domande di contributo dopo l’approvazione del progetto di fattibilità delle opere di mitigazione;

* l’aggiornamento delle modalità e dei termini per l’erogazione dei contributi in caso di acquisto di immobili in alternativa alla delocalizzazione;

* la modifica dei meccanismi di recupero delle somme indebitamente percepite dai professionisti in caso di inadempimento degli stessi. Per quanto riguarda la ricostruzione privata del Sisma di Umbertide 2023 sono prorogate al 31 marzo 2026 sia la possibilità di inoltro della manifestazione di volontà che quella di presentazione dei livelli operativi.

Senza eredi: così chiudono tante aziende (soprattutto artigiane) in Umbria

Allarme passaggio generazionale nell’imprenditoria umbra. Anche a causa dell’andamento demografico, ma non solo, come spiega un’analisi della Camera di Commercio dell’Umbria in una regione con quasi 91mila imprese in una regione sotto il milione di abitanti, un saldo che oscilla intorno allo zero, imprenditori più anziani della media nazionale e un export costruito senza grandi imprese capofila.

L’Umbria anticipa un nodo che riguarda l’intero capitalismo delle PMI italiane.

Mancato passaggio generazionale

Molte imprese non chiudono perché non stanno in piedi, ma perché non c’è chi le prenda in mano. È una differenza sostanziale, che cambia completamente l’agenda delle politiche economiche: non solo sostegno alle imprese in difficoltà, ma difesa di imprese sane che rischiano di scomparire per mancanza di ricambio generazionale.

Questa dinamica, che in territori più grandi resta diluita dentro numeri aggregati, in Umbria emerge con particolare chiarezza. La dimensione contenuta del sistema produttivo fa sì che ogni squilibrio diventi immediatamente leggibile. Ed è proprio questa trasparenza strutturale a rendere la regione un laboratorio naturale per comprendere cosa attende il sistema delle PMI italiane nei prossimi anni.

I dati in Umbria

Al 30 settembre 2025 lo stock delle imprese umbre è pari a 90.440 unità. È una densità imprenditoriale elevata, tra le più alte del Centro Italia. In un contesto così compatto, ogni variazione ha un impatto immediato sull’economia locale, sull’occupazione e sulle filiere di prossimità. Qui non esistono grandi ammortizzatori dimensionali: quando un’impresa esce dal mercato, il vuoto resta visibile.

Nel 2024 le iscrizioni sono state 4.260, le cessazioni 4.595, con un saldo di -335 imprese. Nel secondo trimestre 2025, però, il saldo torna positivo (+409 unità), confermando il segno più (+125) nl terzo trimestre 2025, segnale di una vitalità che resiste. Letti insieme, i dati raccontano un sistema che non crolla, ma che fatica a rigenerarsi in modo strutturale, con aperture che non compensano pienamente le uscite.

Il confronto con il resto d’Italia

Il nodo del ricambio emerge osservando l’età dei titolari d’impresa. Oltre il 34% degli imprenditori umbri ha più di 55 anni, contro una media nazionale intorno al 31%. Gli under 35 rappresentano meno del 9%, a fronte di una media italiana prossima all’11% e percentuali più alte nel Mezzogiorno.

    Qui il confronto territoriale è netto:

    · nel Nord l’invecchiamento è mitigato da passaggi manageriali e strutture societarie più robuste;

    · nel Sud da una maggiore natalità imprenditoriale;

    · in Umbria le due dinamiche non si compensano, lasciando un vuoto potenziale di continuità.

    Nell’artigianato

    Il dato più eloquente riguarda l’artigianato, uno dei pilastri identitari dell’economia regionale. Nell’ultimo anno le imprese artigiane guidate da under 35 sono diminuite del 40,7%, passando da 2.282 a 1.354. È una contrazione più marcata rispetto a molte regioni del Nord e non compensata, come nel Mezzogiorno, da nuove aperture. In Umbria, quando un’impresa artigiana chiude, spesso scompare definitivamente, portando con sé competenze difficilmente riproducibili.

    Microimprese longeve, non fragili

    La maggioranza delle imprese umbre è costituita da microimprese, spesso attive da oltre vent’anni. Hanno attraversato crisi finanziarie, pandemia e shock energetici senza collassare. Non sono imprese deboli, ma fortemente personalizzate, in cui competenze, clienti e fornitori ruotano attorno al titolare. Il rischio non è la competitività nel breve periodo, ma la perdita di continuità nel medio-lungo termine.

      Questo modello è sempre più diffuso in Italia, ma in Umbria è dominante. Per questo il territorio anticipa un problema che altrove emergerà in modo più graduale.

      Un export senza grandi imprese capofila

      Nei primi nove mesi del 2025 l’export umbro ha raggiunto 4,37 miliardi di euro, pari allo 0,9% del totale nazionale. È un export costruito senza grandi aziende leader, basato su subfornitura, componentistica e lavorazioni specialistiche. Un modello simile a quello del Nord industriale, ma applicato a una scala micro, più vulnerabile quando una singola impresa esce dalla filiera.

      Digitale e innovazione: una rincorsa reale

      Negli ultimi dieci anni le imprese umbre attive nell’e-commerce sono aumentate del +204,7%, più di Toscana e Marche. La base resta contenuta, ma la dinamica indica una trasformazione concreta, soprattutto tra le microimprese. Non a caso, nel 2024 le domande umbre ai bandi PNRR sono cresciute del +27%, con il 62% presentato da imprese sotto i 50 addetti, segno che anche le realtà più piccole stanno provando ad agganciare il cambiamento.

        Perché l’Umbria è un laboratorio

        Nel 2024 il PIL regionale è cresciuto di circa +0,7%, in linea con il dato nazionale, e nel primo semestre 2025 la dinamica resta positiva (+0,6%, +0,5% il dato italiano)). L’Umbria, oggi, non è una regione tecnicamente in crisi. Ed è proprio questo il punto: perdere imprese che funzionano per mancanza di eredi è uno spreco sistemico, non una necessità economica.

        Qui si vede prima ciò che altrove emergerà dopo: un capitalismo diffuso, fatto di imprese longeve e competenti, che rischia di dissolversi non per debolezza economica, ma per mancanza di trasmissione. Per questo l’Umbria non racconta solo una storia locale, ma anticipa una questione nazionale.

        Commenta Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria: “Ciò che rende l’Umbria un caso interessante è che le politiche non si fermano alle imprese già strutturate, ma raggiungono concretamente anche quelle sotto i dieci addetti. È qui che si misura l’efficacia dell’azione camerale: strumenti operativi, già attivi, che accompagnano le microimprese nei percorsi di digitalizzazione, organizzazione e innovazione, rendendo accessibili opportunità che altrove restano fuori portata. Questo lavoro quotidiano, spesso poco visibile, incide sulla tenuta e sull’evoluzione del tessuto produttivo reale. È in questa capacità di arrivare dove normalmente le politiche non arrivano che l’Umbria diventa un laboratorio concreto per il sistema delle PMI”.

        Operai Anas feriti sul Raccordo, la Uil: più capitale umano per la sicurezza stradale

        “L’infortunio sul lavoro capitato ai due cantonieri che lavoravano sul Raccordo Perugia – Bettolle, tra Ferro di Cavallo e Olmo, riaccende l’attenzione sull’esposizione al rischio a cui si trovano i lavoratori su strada di Anas, pur in presenza di una grande attenzione dell’azienda alle tematiche della sicurezza sul lavoro, afferenti al Decreto legislativo 81, che regolamenta il settore. Il costante impegno alla formazione, attuato grazie alla sinergia tra i vertici Anas e le Oo.ss., infatti, non riesce ad arginare un pericolo che spesso è indipendente dalla condotta dei lavoratori e delle lavoratrici, ma che coinvolge gli altri utenti della strada”.

        Così in una nota Uil Fp – Anas Umbria, all’indomani dell’incidente che ha coinvolto due dipendenti in direzione Bettolle.

        Il conducente dell’autovettura ha perso il controllo del veicolo in corrispondenza di un cantiere mobile per la pulizia dei fossi laterali, investendo i due addetti Anas che stavano operando in banchina. Uno dei cantonieri è ferito ed è stato soccorso dal 118. L’autovettura si è poi ribaltata.

        L’amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme, seguendo con attenzione la situazione aveva espresso vicinanza ai due dipendenti coinvolti.

        Un incidente sul quale però accende i riflettori la Uil Fp Anas: “Dalle prime ricostruzioni della vicenda di ieri, l’incidente sembra determinato dalla distrazione di un automobilista, che non avrebbe visto in tempo la segnaletica apposta lungo il percorso dai lavoratori protagonisti del cantiere mobile. Una tragica fatalità, dunque, che ha condotto i due lavoratori in ospedale, di cui uno in condizioni gravi. Nostro compito, però, non è quello di arrendersi al destino ma lavorare per invertire la tendenza. Serve dunque sempre di più in una maggiore attenzione all’educazione e alla sicurezza stradale degli automobilisti. In questo quadro, oltre all’Anas che ha attuato la campagna ‘Guida e basta’, molte sono le realtà impegnate. Ad Anas poi vogliamo esprimere la necessità di aumentare invece il personale d’esercizio, con l’obiettivo di garantire un allestimento di sicurezza dei cantieri sempre migliore”.

        “Su strada, per quanto possa essere attenta e scrupolosa la predisposizione dei protocolli di sicurezza e la loro attuazione – conclude la nota del sindacato – i lavoratori rischiano la vita e dunque la cura non è mai abbastanza. Con più lavoratori impegnati nella predisposizione dei cantieri però l’esposizione al rischio può essere abbattuta. Senza alcuna volontà polemica, e ringraziando Anas per l’attenzione che mette sulla sicurezza, vogliamo lanciare un appello e aprire un dialogo, all’azienda e ai cittadini tutti, affinché i lavoratori su strada non siano esposti più al terribile rischio di non tornare a casa dopo il turno di lavoro”.

        L’impianto filtrante porterà al Trasimeno 200 litri di acqua al secondo

        Da fine gennaio arriveranno al lago Trasimeno 200 litri di acqua al secondo, grazie all’impianto filtrante per l’adduzione dell’acqua da Montedoglio.

        L’assessore regionale con delega ai Laghi, Simona Meloni, ricorda che l’intervento è frutto del lavoro del team tecnico attivato a partire da maggio 2025, che ha portato a una progettazione complessa basata su un approccio scientifico e sull’analisi puntuale delle caratteristiche delle acque.

        A esito di questo percorso è stata individuata la soluzione del filtro da 200 litri al secondo, che verrà installato nel sito di Tuoro e che rappresenta il primo punto di adduzione attivo dal sistema Montedoglio al Trasimeno in attesa dell’attivazione del sistema aggiuntivo al Paganico.

        “L’impianto filtrante è arrivato e oggi possiamo annunciare ufficialmente il via alla predisposizione del cantiere – ha dichiarato Meloni –. In questi mesi abbiamo lavorato intensamente, insieme al Commissario per l’emergenza idrica Nicola Dell’Acqua, agli uffici tecnici regionali, ad AFOR, all’Unione dei Comuni del Trasimeno, al Dipartimento di Chimica dell’Università degli Studi di Perugia e all’Ente acque umbre toscane. È stato un lavoro di squadra che oggi entra nella sua fase operativa”.

        L’attivazione del sistema richiederà opere edili e idrauliche necessarie all’installazione e al collegamento dell’impianto. Afor curerà la parte operativa dei lavori. Le attività preparatorie sono già in corso e l’obiettivo è aprire il rubinetto tra la fine di gennaio e i primi giorni di febbraio, garantendo un flusso continuo di 200 litri al secondo per tutto il 2026.

        “Abbiamo scelto di partire da questo punto di adduzione perché consente un risultato immediato e distribuito lungo tutto l’anno – ha spiegato l’assessore –. Parliamo di un apporto costante, mese per mese, fondamentale per la stabilità del lago”.

        Questo primo intervento non esaurisce il progetto complessivo di adduzione. Come più volte ricordato, il sistema è pensato per essere modulare e pluripunto. È infatti prevista un’ulteriore fase di analisi sulle acque per l’attivazione di un secondo punto di adduzione in area Paganico, che potrà garantire una portata fino a 800 litri al secondo, nell’ambito dell’accordo di programma che prevede l’apertura stagionale da novembre ad aprile.

        Parallelamente all’adduzione, prosegue il lavoro su più fronti per la tutela e la funzionalità del lago e del suo territorio. Entro metà gennaio partiranno i primi interventi su Isola Maggiore, con il ripristino dello scalo merci. È già confermato il finanziamento per il ripristino di un tratto del sentiero di San Francesco, danneggiato dalla frana dello scorso agosto, con avvio dei lavori previsto tra febbraio e marzo.

        Sul fronte delle darsene, sono stati sbloccati 1 milione e 780 mila euro: gli interventi prenderanno il via tra febbraio e marzo a San Feliciano (due darsene), per poi proseguire a Sant’Arcangelo darsena pescatori e successivamente la darsena Mancinelli.

        Proseguono inoltre gli interventi sui fossi e canali, con diversi impegni di spesa già autorizzati nelle ultime settimane per lavori a Moiano, Paganico e Maranzano, finanziati con risorse regionali e PNRR, realizzati da Afor e dal Consorzio di Bonifica Valdichiana.

        Resta centrale anche il tema dei dragaggi. “Con l’attuale livello del lago – tra i più bassi mai registrati – la draga tradizionale non è una soluzione praticabile nell’immediato – ha sottolineato Meloni –. Per questo ci siamo attivati nella ricerca di soluzioni e mezzi alternativi, anche di nuova generazione, presenti sul mercato. È un lavoro che stiamo portando avanti insieme alle associazioni e al gruppo tecnico, guardando anche al 2026”

        Il progetto Fintech di Gepafin presentato all’Assemblea Anfir

        Dopo l’avvio della sperimentazione, presentato a livello nazionale il progetto Fintech (Finance Technology, cioè strumenti e innovazioni digitali che migliorano e automatizzano i servizi finanziari) della finanziaria regionale umbra Gepafin. Si tratta di un’innovativa piattaforma tecnologica per la compensazione multilaterale di debiti e crediti tra imprese e tra imprese e pubblica amministrazione, capace inoltre, tracciando gli scambi commerciali, di creare un digital twin dei territori. Uno strumento che può quindi essere utilizzato sia per creare liquidità immediata, che per mappare le relazioni economiche tra imprese e tra imprese e Pa, creando una rappresentazione digitale aggiornata dell’economia regionale, capace di restituire in tempo reale flussi finanziari e interdipendenze tra i diversi soggetti.

        In occasione dell’assemblea annuale dell’Associazione nazionale finanziarie regionali (Anfir), che si è tenuta a Roma nella sede del Cnel (Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro), Gepafin ha potuto presentare i nuovi sviluppi della piattaforma fintech – riconosciuta come best practice dall’Anfir – e promuoverla ai rappresentanti dell’organo costituzionale e delle altre finanziarie regionali.

        All’evento, che ha visto anche la firma di un accordo di collaborazione tra il Cnel e l’Anfir, siglato dai rispettivi presidenti Renato Brunetta e Michele Vietti, per l’Umbria sono intervenuti il vicepresidente della Regione, Tommaso Bori, anche in veste di coordinatore della Commissione per l’innovazione tecnologica e digitalizzazione della Conferenza delle Regioni, e Cecilia Moretti vicedirettore con delega all’innovazione in Gepafin, che ha illustrato, in veste di coordinatrice della commissione digitalizzazione di Anfir, i lavori della sua commissione e spiegato come Gepafin sia esempio di best pratice del digitale nel panorama italiano. Presenti anche il presidente di Gepafin, Carmelo Campagna, anche in qualità di vicepresidente nazionale di Anfir, e il direttore Marco Tili. Sono intervenuti inoltre Massimiliano Maselli, assessore all’inclusione sociale e servizi alla persona della Regione Lazio, Roberta Angelilli, vicepresidente della Regione Lazio, e Roberto Baldassari, responsabile del Comitato scientifico dell’Associazione nazionale giovani innovatori.

        “Quella di oggi – ha commentato Campagna – è una giornata importante poiché vengono messe a terra e prendono corpo le innovazioni digitali che stiamo completando e implementando in Umbria. La nostra regione, anche di fronte a realtà più importanti, riesce oggi a proporre un progetto innovativo, che ha valenza nazionale e che pensiamo possa essere a servizio dei nostri territori e delle nostre imprese”. “Il nostro mandato – ha dichiarato Bori – prevede di fare dell’Umbria la regione più digitale d’Italia e per raggiungere questo obiettivo ci avvaliamo di tutte le opportunità e di tutte le forze, sia quelle direttamente in capo alla giunta regionale sia i progetti nazionali. L’Umbria, infatti, guida oggi la Consulta digitale nella Conferenza delle Regioni, ma, grazie a Gepafin, è anche capofila in ambito digitale all’interno dell’Anfir e, proprio in questo contesto, la nostra finanziaria regionale ha avuto la capacità di sviluppare un progetto fintech di rilievo nazionale, che permetterà alla Regione Umbria di passare da una governance reattiva a una predittiva”.

        Con questo progetto, infatti, i dati diventano una vera e propria infrastruttura strategica di politica economica. La loro analisi, svolta anche tramite l’intelligenza artificiale integrata nella piattaforma, permette ad amministratori e decisori pubblici di interrogare direttamente il sistema in linguaggio naturale, consentendo di migliorare la capacità delle Regioni e delle finanziarie regionali di misurare l’impatto delle politiche pubbliche a sostegno delle imprese, passando da una logica di intervento ex post a una governance predittiva, fondata sull’analisi sistemica e sull’anticipazione delle criticità. Non solo, quindi, una soluzione tecnologica, ma un vero e proprio nuovo modello di governance economica, basato sulla collaborazione tra istituzioni, imprese e sistema finanziario, capace di rafforzare la resilienza del territorio e sostenere uno sviluppo più equo e sostenibile.

        “Il progetto di Gepafin – ha sottolineato infine Vietti – mette in campo innovazione tecnologica e intelligenza artificiale e questo è il terreno vero delle sfide future che aspettano le finanziarie regionali”.