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Autore: Redazione

Ricostruzione sisma 2016, le novità e i provvedimenti per l’Umbria

L’Ufficio speciale ricostruzione Umbria (Usr Umbria) ha comunicato la sintesi delle disposizioni riguardanti il territorio regionale contenute nelle più recenti bozze di ordinanze del commissario straordinario senatore Guido Castelli per la ricostruzione post sisma 2016, che sono state approvate in cabina di regia. Proroghe di scadenze, aggiornamenti di interventi e nuovi finanziamenti per edifici pubblici, scuole, centri storici, chiese e progetti di energia rinnovabile.

La novità più immediata riguarda molte pratiche di ricostruzione privata: diverse scadenze che sarebbero arrivate a fine 2025 vengono spostate al 31 dicembre 2026, per evitare blocchi e garantire continuità nelle domande e nei procedimenti.

Anche sulla ricostruzione pubblica arrivano tempi più sostenibili: per gli interventi programmati nelle ordinanze 109/2020, 129/2022 e 137/2023, le scadenze per avviare progettazioni e affidare i lavori vengono prorogate rispettivamente al 31 dicembre 2025 e al 31 maggio 2026. Sul piano degli interventi in Umbria, si registrano aggiornamenti e incrementi per Norcia, investimenti per le scuole di Perugia e per la palestra comunale di Guardea, un aggiornamento del pacchetto interventi del Comune di Preci, due finanziamenti per chiese a Orvieto e Spello e la riallocazione, di risorse provenienti da economie dei bandi per le Comunità Energetiche Rinnovabili, in cinque Comuni umbri.

Inoltre, in Commissione Bilancio del Senato, è stato approvato l’emendamento alla Finanziaria 2026 relativo al superbonus, grazie ad un’azione sinergica che ha visto partecipi tutti i parlamentari del cratere sisma 2016. Quello che prima era cessione del credito o sconto in fattura, sarà istruito ed erogato, attraverso gli Uffici speciali per la ricostruzione delle quattro regioni coinvolte, con contribuzione diretta da parte della struttura commissariale.

Un grande risultato frutto di un lavoro di squadra che ha visto coinvolti il Commissario Straordinario, il ministro Nello Musumeci, la presidente Stefania Proietti, insieme agli altri Presidenti di Regione, ed il Mef. Un segnale fondamentale per garantire la prosecuzione dei cantieri attivatisi dopo gli eventi sismici che hanno colpito il Centro Italia nel 2016 e che consentirà un’ulteriore accelerazione, con l’obiettivo di avvicinarci sempre più rapidamente alla conclusione degli interventi di ricostruzione. L’USR Umbria continuerà a supportare enti locali, stazioni appaltanti e cittadini nella piena applicazione delle disposizioni commissariali, garantendo coerenza con i programmi in corso e con la tempistica prorogata fino al 2026

A seguire, distinte per ordinanza, si riportano le novità di maggior interesse.

Ordinanza n. 109/2020 – Rimodulazioni e incrementi (novembre 2025)

* Norcia (PG) – Residenza Protetta – Lotto 1 (Id. Ord. 1146, CUP I57H19000520005) Importo aggiornato € 1.925.872,88 (+ € 377.872,88) rispetto alla programmazione originaria (€ 1.548.000,00). L’incremento deriva da aggiornamento prezzi e ridefinizione del perimetro d’intervento.

Ordinanza n. 129/2022 – Modifiche e aggiornamenti (novembre 2025)

* Norcia (PG) – ATER Via Foscolo, 1 (n. ord. 360, CUP H59J21001190006) Importo aggiornato € 1.552.691,46 (+ € 219.933,86, al netto del Conto Termico € 27.646,60). Adeguamento dovuto a progettazione esecutiva più dettagliata e prescrizioni regionali. Ordinanza n. 137/2023, 129/2022 e 109/2020 – Proroghe operative (dicembre 2025)

* Prorogato al 31 dicembre 2025 il termine per l’avvio delle procedure di affidamento di servizi tecnici e progettazioni.

  • Prorogato al31 maggio 2026il termine per l’affidamento dei lavori.
  • Possibilità di trasferire la titolarità attuativa all’USR Umbria in caso di ritardi.

Ordinanza n. 128/2022 e n. 105/2020 – Edifici di culto

* Montefalco (PG) – Chiesa di San Fortunato (Chiostro e ingresso): incremento € 575.000,00.

* Orvieto (TR) – Chiesa di San Francesco: nuovo inserimento, importo € 2.200.000,00.

* Spello (PG) – Chiesa di San Girolamo: nuovo inserimento, importo € 1.780.000,00. Ordinanza Speciale n. 31/2021 – Modifiche e incrementi (novembre 2025)

* Perugia – Scuole Primaria “G. Cena” e Infanzia “I. Calvino” (ID OC 168): rimodulazione da adeguamento sismico a demolizione e ricostruzione, con incremento € 1.863.581,21 (totale € 12.708.581,21).

* Guardea (TR) – Palestra Comunale (ID OC 1131): incremento € 376.750,00 (totale € 1.450.000,00). Ordinanza Speciale n. 39/2022 – Preci (PG)

* Aggiornato il pacchetto degli interventi comunali arrivando ad un importo complessivo di € 37.033.928,65: – Aggiornamento importo immobile di Via Catani, 5 ad euro 823.877,04, e immobile di Via Catani, 9 ad euro 881.717,09, con un incremento dei relativi contributi per un importo complessivo pari a Euro 751.135,14. – Inserimento nuovo intervento su edificio residenziale pubblico di Via Martiri d’Ungheria, per euro 650.000,00; – Inserimento nuovo intervento per rifacimento della pavimentazione e dei sottoservizi della frazione di Saccovescio per Euro 1.500.000,00

Ordinanza Speciale n. 11/2021 – Norcia (PG)

* Con riguardo all’intervento in Comune di Norcia “Palazzo Comunale – P.zza San Benedetto, già autorizzato ex ordinanza n. 109 del 2020 per euro 5.760.000,00”, è autorizzato un incremento del contributo per un importo pari a Euro 1.610.793,85. Ordinanza Speciale n. 18/2021 – Norcia (PG)

* Con riguardo all’intervento in Comune di Norcia, loc. Castelluccio “Piastra fondale ad isolatori sismici, per un importo pari a € 3.822.000,00 è autorizzato un incremento del contributo pari a Euro 1.000.000,00. Ordinanza Speciale n. 43/2022 – Norcia (PG)

* Campi Alto – E’ riconosciuto un incremento del 10 per cento del costo parametrico per gli interventi di ripristino strutturale o di ricostruzione delle opere di sostegno o dei muri controterra che sono necessari ad assicurare l’agibilità strutturale o la sicurezza degli edifici

* Vengono poi dettate disposizioni gestionali in tema di espropri ed affidamenti Ordinanza n. 214/2024 – Qualificazione e BIM • Prorogato al 31 dicembre 2026 il regime transitorio per la qualificazione delle stazioni appaltanti e per l’applicazione del Building Information Modeling (BIM).

Ordinanza Economie PNC – Comunità Energetiche Rinnovabili (CER)

* Riallocate economie PNC per complessivi € 3.415.690,33, destinate a nuovi interventi o integrazioni di importo di interventi nei Comuni umbri di Ferentillo, Scheggino, Poggiodomo, Cascia e Vallo di Nera, con finalità di sostenibilità e riduzione dei costi energetici locali.

Ricostruzione privata

Per quanto riguarda la ricostruzione privata del sisma 2016 sono stati prorogati al 31 dicembre 2026 numerosi termini rilevanti in particolare:

* la presentazione delle istanze relative agli interventi per danni gravi;

* termini per le domande di conservazione provvisoria e definitiva delle strutture temporanee; È stata inoltre approvata una nuova ordinanza che introduce modifiche e integrazioni al Testo Unico della Ricostruzione Privata (TURP), con l’obiettivo di semplificare le procedure e rendere più efficace l’attuazione degli interventi di ricostruzione.

Le principali novità riguardano:

* l’attivazione della procedura di sclassificazione, oltre a quella di affrancazione e di legittimazione nel caso di terreni gravati da uso civico;

* una maggiore operatività degli interventi di ricostruzione nelle aree a rischio, consentendo la presentazione e l’istruttoria delle domande di contributo dopo l’approvazione del progetto di fattibilità delle opere di mitigazione;

* l’aggiornamento delle modalità e dei termini per l’erogazione dei contributi in caso di acquisto di immobili in alternativa alla delocalizzazione;

* la modifica dei meccanismi di recupero delle somme indebitamente percepite dai professionisti in caso di inadempimento degli stessi. Per quanto riguarda la ricostruzione privata del Sisma di Umbertide 2023 sono prorogate al 31 marzo 2026 sia la possibilità di inoltro della manifestazione di volontà che quella di presentazione dei livelli operativi.

Senza eredi: così chiudono tante aziende (soprattutto artigiane) in Umbria

Allarme passaggio generazionale nell’imprenditoria umbra. Anche a causa dell’andamento demografico, ma non solo, come spiega un’analisi della Camera di Commercio dell’Umbria in una regione con quasi 91mila imprese in una regione sotto il milione di abitanti, un saldo che oscilla intorno allo zero, imprenditori più anziani della media nazionale e un export costruito senza grandi imprese capofila.

L’Umbria anticipa un nodo che riguarda l’intero capitalismo delle PMI italiane.

Mancato passaggio generazionale

Molte imprese non chiudono perché non stanno in piedi, ma perché non c’è chi le prenda in mano. È una differenza sostanziale, che cambia completamente l’agenda delle politiche economiche: non solo sostegno alle imprese in difficoltà, ma difesa di imprese sane che rischiano di scomparire per mancanza di ricambio generazionale.

Questa dinamica, che in territori più grandi resta diluita dentro numeri aggregati, in Umbria emerge con particolare chiarezza. La dimensione contenuta del sistema produttivo fa sì che ogni squilibrio diventi immediatamente leggibile. Ed è proprio questa trasparenza strutturale a rendere la regione un laboratorio naturale per comprendere cosa attende il sistema delle PMI italiane nei prossimi anni.

I dati in Umbria

Al 30 settembre 2025 lo stock delle imprese umbre è pari a 90.440 unità. È una densità imprenditoriale elevata, tra le più alte del Centro Italia. In un contesto così compatto, ogni variazione ha un impatto immediato sull’economia locale, sull’occupazione e sulle filiere di prossimità. Qui non esistono grandi ammortizzatori dimensionali: quando un’impresa esce dal mercato, il vuoto resta visibile.

Nel 2024 le iscrizioni sono state 4.260, le cessazioni 4.595, con un saldo di -335 imprese. Nel secondo trimestre 2025, però, il saldo torna positivo (+409 unità), confermando il segno più (+125) nl terzo trimestre 2025, segnale di una vitalità che resiste. Letti insieme, i dati raccontano un sistema che non crolla, ma che fatica a rigenerarsi in modo strutturale, con aperture che non compensano pienamente le uscite.

Il confronto con il resto d’Italia

Il nodo del ricambio emerge osservando l’età dei titolari d’impresa. Oltre il 34% degli imprenditori umbri ha più di 55 anni, contro una media nazionale intorno al 31%. Gli under 35 rappresentano meno del 9%, a fronte di una media italiana prossima all’11% e percentuali più alte nel Mezzogiorno.

    Qui il confronto territoriale è netto:

    · nel Nord l’invecchiamento è mitigato da passaggi manageriali e strutture societarie più robuste;

    · nel Sud da una maggiore natalità imprenditoriale;

    · in Umbria le due dinamiche non si compensano, lasciando un vuoto potenziale di continuità.

    Nell’artigianato

    Il dato più eloquente riguarda l’artigianato, uno dei pilastri identitari dell’economia regionale. Nell’ultimo anno le imprese artigiane guidate da under 35 sono diminuite del 40,7%, passando da 2.282 a 1.354. È una contrazione più marcata rispetto a molte regioni del Nord e non compensata, come nel Mezzogiorno, da nuove aperture. In Umbria, quando un’impresa artigiana chiude, spesso scompare definitivamente, portando con sé competenze difficilmente riproducibili.

    Microimprese longeve, non fragili

    La maggioranza delle imprese umbre è costituita da microimprese, spesso attive da oltre vent’anni. Hanno attraversato crisi finanziarie, pandemia e shock energetici senza collassare. Non sono imprese deboli, ma fortemente personalizzate, in cui competenze, clienti e fornitori ruotano attorno al titolare. Il rischio non è la competitività nel breve periodo, ma la perdita di continuità nel medio-lungo termine.

      Questo modello è sempre più diffuso in Italia, ma in Umbria è dominante. Per questo il territorio anticipa un problema che altrove emergerà in modo più graduale.

      Un export senza grandi imprese capofila

      Nei primi nove mesi del 2025 l’export umbro ha raggiunto 4,37 miliardi di euro, pari allo 0,9% del totale nazionale. È un export costruito senza grandi aziende leader, basato su subfornitura, componentistica e lavorazioni specialistiche. Un modello simile a quello del Nord industriale, ma applicato a una scala micro, più vulnerabile quando una singola impresa esce dalla filiera.

      Digitale e innovazione: una rincorsa reale

      Negli ultimi dieci anni le imprese umbre attive nell’e-commerce sono aumentate del +204,7%, più di Toscana e Marche. La base resta contenuta, ma la dinamica indica una trasformazione concreta, soprattutto tra le microimprese. Non a caso, nel 2024 le domande umbre ai bandi PNRR sono cresciute del +27%, con il 62% presentato da imprese sotto i 50 addetti, segno che anche le realtà più piccole stanno provando ad agganciare il cambiamento.

        Perché l’Umbria è un laboratorio

        Nel 2024 il PIL regionale è cresciuto di circa +0,7%, in linea con il dato nazionale, e nel primo semestre 2025 la dinamica resta positiva (+0,6%, +0,5% il dato italiano)). L’Umbria, oggi, non è una regione tecnicamente in crisi. Ed è proprio questo il punto: perdere imprese che funzionano per mancanza di eredi è uno spreco sistemico, non una necessità economica.

        Qui si vede prima ciò che altrove emergerà dopo: un capitalismo diffuso, fatto di imprese longeve e competenti, che rischia di dissolversi non per debolezza economica, ma per mancanza di trasmissione. Per questo l’Umbria non racconta solo una storia locale, ma anticipa una questione nazionale.

        Commenta Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria: “Ciò che rende l’Umbria un caso interessante è che le politiche non si fermano alle imprese già strutturate, ma raggiungono concretamente anche quelle sotto i dieci addetti. È qui che si misura l’efficacia dell’azione camerale: strumenti operativi, già attivi, che accompagnano le microimprese nei percorsi di digitalizzazione, organizzazione e innovazione, rendendo accessibili opportunità che altrove restano fuori portata. Questo lavoro quotidiano, spesso poco visibile, incide sulla tenuta e sull’evoluzione del tessuto produttivo reale. È in questa capacità di arrivare dove normalmente le politiche non arrivano che l’Umbria diventa un laboratorio concreto per il sistema delle PMI”.

        Operai Anas feriti sul Raccordo, la Uil: più capitale umano per la sicurezza stradale

        “L’infortunio sul lavoro capitato ai due cantonieri che lavoravano sul Raccordo Perugia – Bettolle, tra Ferro di Cavallo e Olmo, riaccende l’attenzione sull’esposizione al rischio a cui si trovano i lavoratori su strada di Anas, pur in presenza di una grande attenzione dell’azienda alle tematiche della sicurezza sul lavoro, afferenti al Decreto legislativo 81, che regolamenta il settore. Il costante impegno alla formazione, attuato grazie alla sinergia tra i vertici Anas e le Oo.ss., infatti, non riesce ad arginare un pericolo che spesso è indipendente dalla condotta dei lavoratori e delle lavoratrici, ma che coinvolge gli altri utenti della strada”.

        Così in una nota Uil Fp – Anas Umbria, all’indomani dell’incidente che ha coinvolto due dipendenti in direzione Bettolle.

        Il conducente dell’autovettura ha perso il controllo del veicolo in corrispondenza di un cantiere mobile per la pulizia dei fossi laterali, investendo i due addetti Anas che stavano operando in banchina. Uno dei cantonieri è ferito ed è stato soccorso dal 118. L’autovettura si è poi ribaltata.

        L’amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme, seguendo con attenzione la situazione aveva espresso vicinanza ai due dipendenti coinvolti.

        Un incidente sul quale però accende i riflettori la Uil Fp Anas: “Dalle prime ricostruzioni della vicenda di ieri, l’incidente sembra determinato dalla distrazione di un automobilista, che non avrebbe visto in tempo la segnaletica apposta lungo il percorso dai lavoratori protagonisti del cantiere mobile. Una tragica fatalità, dunque, che ha condotto i due lavoratori in ospedale, di cui uno in condizioni gravi. Nostro compito, però, non è quello di arrendersi al destino ma lavorare per invertire la tendenza. Serve dunque sempre di più in una maggiore attenzione all’educazione e alla sicurezza stradale degli automobilisti. In questo quadro, oltre all’Anas che ha attuato la campagna ‘Guida e basta’, molte sono le realtà impegnate. Ad Anas poi vogliamo esprimere la necessità di aumentare invece il personale d’esercizio, con l’obiettivo di garantire un allestimento di sicurezza dei cantieri sempre migliore”.

        “Su strada, per quanto possa essere attenta e scrupolosa la predisposizione dei protocolli di sicurezza e la loro attuazione – conclude la nota del sindacato – i lavoratori rischiano la vita e dunque la cura non è mai abbastanza. Con più lavoratori impegnati nella predisposizione dei cantieri però l’esposizione al rischio può essere abbattuta. Senza alcuna volontà polemica, e ringraziando Anas per l’attenzione che mette sulla sicurezza, vogliamo lanciare un appello e aprire un dialogo, all’azienda e ai cittadini tutti, affinché i lavoratori su strada non siano esposti più al terribile rischio di non tornare a casa dopo il turno di lavoro”.

        L’impianto filtrante porterà al Trasimeno 200 litri di acqua al secondo

        Da fine gennaio arriveranno al lago Trasimeno 200 litri di acqua al secondo, grazie all’impianto filtrante per l’adduzione dell’acqua da Montedoglio.

        L’assessore regionale con delega ai Laghi, Simona Meloni, ricorda che l’intervento è frutto del lavoro del team tecnico attivato a partire da maggio 2025, che ha portato a una progettazione complessa basata su un approccio scientifico e sull’analisi puntuale delle caratteristiche delle acque.

        A esito di questo percorso è stata individuata la soluzione del filtro da 200 litri al secondo, che verrà installato nel sito di Tuoro e che rappresenta il primo punto di adduzione attivo dal sistema Montedoglio al Trasimeno in attesa dell’attivazione del sistema aggiuntivo al Paganico.

        “L’impianto filtrante è arrivato e oggi possiamo annunciare ufficialmente il via alla predisposizione del cantiere – ha dichiarato Meloni –. In questi mesi abbiamo lavorato intensamente, insieme al Commissario per l’emergenza idrica Nicola Dell’Acqua, agli uffici tecnici regionali, ad AFOR, all’Unione dei Comuni del Trasimeno, al Dipartimento di Chimica dell’Università degli Studi di Perugia e all’Ente acque umbre toscane. È stato un lavoro di squadra che oggi entra nella sua fase operativa”.

        L’attivazione del sistema richiederà opere edili e idrauliche necessarie all’installazione e al collegamento dell’impianto. Afor curerà la parte operativa dei lavori. Le attività preparatorie sono già in corso e l’obiettivo è aprire il rubinetto tra la fine di gennaio e i primi giorni di febbraio, garantendo un flusso continuo di 200 litri al secondo per tutto il 2026.

        “Abbiamo scelto di partire da questo punto di adduzione perché consente un risultato immediato e distribuito lungo tutto l’anno – ha spiegato l’assessore –. Parliamo di un apporto costante, mese per mese, fondamentale per la stabilità del lago”.

        Questo primo intervento non esaurisce il progetto complessivo di adduzione. Come più volte ricordato, il sistema è pensato per essere modulare e pluripunto. È infatti prevista un’ulteriore fase di analisi sulle acque per l’attivazione di un secondo punto di adduzione in area Paganico, che potrà garantire una portata fino a 800 litri al secondo, nell’ambito dell’accordo di programma che prevede l’apertura stagionale da novembre ad aprile.

        Parallelamente all’adduzione, prosegue il lavoro su più fronti per la tutela e la funzionalità del lago e del suo territorio. Entro metà gennaio partiranno i primi interventi su Isola Maggiore, con il ripristino dello scalo merci. È già confermato il finanziamento per il ripristino di un tratto del sentiero di San Francesco, danneggiato dalla frana dello scorso agosto, con avvio dei lavori previsto tra febbraio e marzo.

        Sul fronte delle darsene, sono stati sbloccati 1 milione e 780 mila euro: gli interventi prenderanno il via tra febbraio e marzo a San Feliciano (due darsene), per poi proseguire a Sant’Arcangelo darsena pescatori e successivamente la darsena Mancinelli.

        Proseguono inoltre gli interventi sui fossi e canali, con diversi impegni di spesa già autorizzati nelle ultime settimane per lavori a Moiano, Paganico e Maranzano, finanziati con risorse regionali e PNRR, realizzati da Afor e dal Consorzio di Bonifica Valdichiana.

        Resta centrale anche il tema dei dragaggi. “Con l’attuale livello del lago – tra i più bassi mai registrati – la draga tradizionale non è una soluzione praticabile nell’immediato – ha sottolineato Meloni –. Per questo ci siamo attivati nella ricerca di soluzioni e mezzi alternativi, anche di nuova generazione, presenti sul mercato. È un lavoro che stiamo portando avanti insieme alle associazioni e al gruppo tecnico, guardando anche al 2026”

        Il progetto Fintech di Gepafin presentato all’Assemblea Anfir

        Dopo l’avvio della sperimentazione, presentato a livello nazionale il progetto Fintech (Finance Technology, cioè strumenti e innovazioni digitali che migliorano e automatizzano i servizi finanziari) della finanziaria regionale umbra Gepafin. Si tratta di un’innovativa piattaforma tecnologica per la compensazione multilaterale di debiti e crediti tra imprese e tra imprese e pubblica amministrazione, capace inoltre, tracciando gli scambi commerciali, di creare un digital twin dei territori. Uno strumento che può quindi essere utilizzato sia per creare liquidità immediata, che per mappare le relazioni economiche tra imprese e tra imprese e Pa, creando una rappresentazione digitale aggiornata dell’economia regionale, capace di restituire in tempo reale flussi finanziari e interdipendenze tra i diversi soggetti.

        In occasione dell’assemblea annuale dell’Associazione nazionale finanziarie regionali (Anfir), che si è tenuta a Roma nella sede del Cnel (Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro), Gepafin ha potuto presentare i nuovi sviluppi della piattaforma fintech – riconosciuta come best practice dall’Anfir – e promuoverla ai rappresentanti dell’organo costituzionale e delle altre finanziarie regionali.

        All’evento, che ha visto anche la firma di un accordo di collaborazione tra il Cnel e l’Anfir, siglato dai rispettivi presidenti Renato Brunetta e Michele Vietti, per l’Umbria sono intervenuti il vicepresidente della Regione, Tommaso Bori, anche in veste di coordinatore della Commissione per l’innovazione tecnologica e digitalizzazione della Conferenza delle Regioni, e Cecilia Moretti vicedirettore con delega all’innovazione in Gepafin, che ha illustrato, in veste di coordinatrice della commissione digitalizzazione di Anfir, i lavori della sua commissione e spiegato come Gepafin sia esempio di best pratice del digitale nel panorama italiano. Presenti anche il presidente di Gepafin, Carmelo Campagna, anche in qualità di vicepresidente nazionale di Anfir, e il direttore Marco Tili. Sono intervenuti inoltre Massimiliano Maselli, assessore all’inclusione sociale e servizi alla persona della Regione Lazio, Roberta Angelilli, vicepresidente della Regione Lazio, e Roberto Baldassari, responsabile del Comitato scientifico dell’Associazione nazionale giovani innovatori.

        “Quella di oggi – ha commentato Campagna – è una giornata importante poiché vengono messe a terra e prendono corpo le innovazioni digitali che stiamo completando e implementando in Umbria. La nostra regione, anche di fronte a realtà più importanti, riesce oggi a proporre un progetto innovativo, che ha valenza nazionale e che pensiamo possa essere a servizio dei nostri territori e delle nostre imprese”. “Il nostro mandato – ha dichiarato Bori – prevede di fare dell’Umbria la regione più digitale d’Italia e per raggiungere questo obiettivo ci avvaliamo di tutte le opportunità e di tutte le forze, sia quelle direttamente in capo alla giunta regionale sia i progetti nazionali. L’Umbria, infatti, guida oggi la Consulta digitale nella Conferenza delle Regioni, ma, grazie a Gepafin, è anche capofila in ambito digitale all’interno dell’Anfir e, proprio in questo contesto, la nostra finanziaria regionale ha avuto la capacità di sviluppare un progetto fintech di rilievo nazionale, che permetterà alla Regione Umbria di passare da una governance reattiva a una predittiva”.

        Con questo progetto, infatti, i dati diventano una vera e propria infrastruttura strategica di politica economica. La loro analisi, svolta anche tramite l’intelligenza artificiale integrata nella piattaforma, permette ad amministratori e decisori pubblici di interrogare direttamente il sistema in linguaggio naturale, consentendo di migliorare la capacità delle Regioni e delle finanziarie regionali di misurare l’impatto delle politiche pubbliche a sostegno delle imprese, passando da una logica di intervento ex post a una governance predittiva, fondata sull’analisi sistemica e sull’anticipazione delle criticità. Non solo, quindi, una soluzione tecnologica, ma un vero e proprio nuovo modello di governance economica, basato sulla collaborazione tra istituzioni, imprese e sistema finanziario, capace di rafforzare la resilienza del territorio e sostenere uno sviluppo più equo e sostenibile.

        “Il progetto di Gepafin – ha sottolineato infine Vietti – mette in campo innovazione tecnologica e intelligenza artificiale e questo è il terreno vero delle sfide future che aspettano le finanziarie regionali”.

        Riorganizzazione Coop – Superconti, Confartigianato: attenzione anche all’indotto

        Includere l’indotto nel piano industriale e nella riorganizzazione della rete Unicoop Etruria (Coop e Superconti). E’ quanto chiede Confartigianato Imprese Umbria nel giorno dello sciopero delle organizzazioni sindacali dopo il primo confronto sul piano di riorganizzazione dei punti vendita che interessa anche l’Umbria.

        Una vicenda che Confartigianato Imprese Umbria sta seguendo con grande attenzione.

        L’Associazione prende atto degli impegni assunti dal Gruppo per la gestione della riorganizzazione del personale, che prevede un importante stanziamento di risorse private e l’attivazione di percorsi di accompagnamento per le unità lavorative coinvolte, evitando così l’apertura di licenziamenti collettivi e di piani di crisi ministeriali.

        Pur apprezzando gli sforzi per il personale diretto, Confartigianato Imprese Umbria pone l’attenzione sugli impatti che la riorganizzazione sta avendo e potrebbe ancora avere sull’indotto.

        “Ricordiamo – è scritto in una nota di Confartigianato – che la prima fase del piano ha già comportato l’uscita di alcune attività come il centro lavorazione carni di Terni, con effetti sul tessuto economico locale. Oggi, il piano che prevede cessioni di rete in Umbria e nei territori confinanti del Lazio suscita preoccupazione, data l’operatività delle imprese artigiane umbre in queste aree”.

        L’indotto – composto da manutentori, tecnici, imprese di pulizia, servizi logistici, fornitori e numerose aziende artigiane – è una componente vitale del sistema economico regionale. Confartigianato Imprese Umbria non vuole che il peso sociale della riorganizzazione ricada interamente sui territori e sull’artigianato. Per questo pone all’attenzione di tutti i soggetti coinvolti l’impatto del piano sulle aziende dell’indotto e sulle loro maestranze.

        L’obiettivo – per Confartigianato – deve essere quello di ottenere un quadro chiaro del nuovo piano industriale e valutare le conseguenze complessive sui singoli territori, ponendo particolare attenzione: all’indotto artigiano e ai servizi di prossimità; alla continuità dei servizi e al presidio economico delle comunità locali.

        “Confartigianato Imprese Umbria – conclude la nota – seguirà attentamente l’evoluzione della vicenda, portando le istanze delle imprese artigiane presso le sedi opportune”.

        Protesta agricoltori, a Bruxelles anche delegazioni dall’Umbria

        Confagricoltura Umbria sarà presente con una propria delegazione giovedì 18 dicembre a Bruxelles, dove il mondo agricolo europeo si riunirà per difendere il settore dalle politiche attualmente messe in atto dalle istituzioni comunitarie.

        Attese nella capitale belga oltre 40 organizzazioni provenienti dai 27 Stati membri dell’Unione europea, per un totale di più di 10.000 partecipanti.

        “Chiediamo all’Europa – tutti uniti – politiche adeguate ai tempi e alle reali necessità del settore”, dichiara Fabio Rossi, presidente di Confagricoltura Umbria. Che poi aggiunge: “Senza interventi concreti, tra meno di dieci anni non saremo più in grado di reggere il mercato. Non chiediamo sussidi, ma incentivi capaci di garantire produzione, qualità e sicurezza alimentare, oltre a certezze per il futuro dei giovani imprenditori agricoli”.

        “Se l’Europa, come sembra, è intenzionata a disinvestire sull’agricoltura – prosegue Rossi – il rischio è quello di implodere di fronte alle altre potenze mondiali. Le risorse previste per la prossima Pac sono di fatto insufficienti, così come risultano inefficaci le tutele europee rispetto agli altri mercati globali. Produttività, competitività e innovazione non vengono valorizzate nel modo corretto”.

        In un contesto di risorse limitate, è inoltre fondamentale che i fondi disponibili vengano convogliati prioritariamente verso gli agricoltori attivi che fanno impresa, ovvero coloro che producono, generano reddito e creano occupazione. Solo così è possibile garantire una sostenibilità reale, non solo economica ma anche sociale, capace di mantenere vivo il tessuto produttivo dei territori e di assicurare un futuro all’agricoltura europea.

        Le richieste che Confagricoltura, insieme al Copa-Cogeca – l’associazione europea degli agricoltori e delle cooperative agricole – porterà all’attenzione delle istituzioni comunitarie sono chiare: una politica agricola davvero unitaria, un budget adeguato e non ridotto del 20% come attualmente previsto, meno burocrazia e una visione complessiva orientata alla crescita e alla prospettiva futura del settore. Elementi che, ad oggi, l’Europa non è ancora in grado di garantire.

        “Violenza economica”, a Perugia il focus di Adoc Umbria

        Terzo appuntamento per gli eventi di approfondimenti dell’Adoc Umbria sulla violenza di genere. Il tema del prossimo focus sarà la “Violenza economica – come si manifesta e come si contrasta”, in programma venerdì 19 dicembre, a partire dalle ore 15, presso l’Aula 3 del Dipartimento di Giurisprudenza, in via Pascoli 31 a Perugia.

        Apriranno i saluti istituzionali di Marina Conti, presidente Adoc Umbria, del segretario generale Uil Umbria Maurizio Molinari, poi Giulia Valentini, responsabile Cpo Umbria e Barbara Brindisi di Uil Rua. I relatori saranno la presidente nazionale di Adoc Anna Rea, la direttrice di Banca d’Italia – Perugia Miriam Sartini e poi Fausto Cardella, presidente della Fondazione Umbria Prevenzione Usura, l’avvocato Margherita Scalamogna come consulente Adoc Umbria e l’avvocato Maurita Lombardi, presidente di ‘Liberamente donna’. A moderare i lavori sarà Ada Girolamini. Conclusioni affidate alla segretaria confederale Uil nazionale Ivana Veronese.

        “La violenza economica è una delle forme più subdole e meno riconosciute di violenza, ma anche una delle più diffuse. Si manifesta quando una persona è privata della libertà di gestire o disporre delle proprie risorse economiche, o quando la sua dipendenza finanziaria da altri diventa uno strumento di controllo, ricatto o annientamento personale, o per mancanza di totale autonomia economica: quando percepiscono stipendi troppo bassi per vivere dignitosamente, quando mancano nuove competenze per entrare o restare nel mondo del lavoro, o quando il lavoro stesso non basta per garantire indipendenza”, dicono Adoc Umbria e Uil Umbria. Da qui il progetto che è in corso sul territorio, per prevenire qualsiasi fenomeno e indirizzare verso realtà di sostegno concreto.

        Acacia Group, ad Amelia il Galà delle Imprese 2025

        Lo showroom di Talenti Spa ad Amelia ha ospitato il Galà delle Imprese 2025 firmato Acacia Group, l’appuntamento che ogni anno raduna l’élite dell’imprenditoria umbra attorno a numeri, storie e visioni di futuro.

        Nel corso della serata, Francesco Pace, ideatore del Galà e anima di Acacia Group, ha voluto consegnare un riconoscimento speciale: la “Chiave del Successo” a Fabrizio Cameli, patron del gruppo Talenti. Un gesto che è molto più di un premio: è il modo con cui Acacia rende omaggio a un imprenditore che ha saputo trasformare un’intuizione in un linguaggio internazionale del design, mantenendo però saldo il legame con la propria terra. Cameli viene raccontato come esempio di genio imprenditoriale che parte dall’Umbria e parla al mondo, mentre Pace e Acacia si confermano capaci di valorizzare storie che uniscono visione, coraggio e radici.

        Il Galà delle Imprese non è solo numeri e riconoscimenti: è anche esperienza, cura del dettaglio, atmosfere. La cena di gala è stata affidata alle mani di Maurizio Serva, chef 2 stelle Michelin del ristorante La Trota, che ha portato in tavola una cucina fatta di ricerca, territorio e leggerezza, trasformando ogni piatto in un racconto. A completare il percorso gastronomico, le delizie del Maestro pasticcere Nicola Antonacci della Pasticceria Settevalli, che ha ‘interpretato la serata’ con creazioni pensate ad hoc, chiudendo l’esperienza con una nota di dolcezza elegante e contemporanea, perfettamente in sintonia con il contesto Talenti.

        Non sono mancate le sorprese: tra un premio e un brindisi, gli ospiti sono stati coinvolti dalle performance del mentalista Aldo Aldini, che ha regalato momenti di stupore, ironia e partecipazione. Un modo per ricordare che il Galà delle Imprese è sì un appuntamento istituzionale, ma anche una serata emozionale, in cui il networking si mescola al piacere di stare insieme e di condividere visioni, idee, futuro.

        Cuore del Galà, come sempre, la consegna dei premi che raccontano il talento e la solidità del tessuto imprenditoriale umbro. Figura simbolica della serata, Francesca Di Maolo è stata celebrata con il premio ‘Gentilezza’. La sua testimonianza mette al centro la profondità umana. In un contesto spesso dominato solo dai numeri, la storia del Serafico di Assisi ricorda che la vera grandezza passa dalla cura delle persone. Il premio ‘Famiglia & Impresa’ a Impercar, ritirato dalla Famiglia Rossi, racconta una storia di continuità, lavoro quotidiano e capacità di rinnovarsi senza perdere identità. Stesso riconoscimento anche per Ceb Impianti, premiata come esempio di impresa familiare che ha saputo crescere nel tempo, guidata da Mauro Fioroni, tenendo insieme radici, innovazione e responsabilità verso il territorio. Il premio ‘Sostenibilità’ va a Manini Prefabbricati SpA. A ritirarlo Manuel Boccolini e Anna Rita Rustici, testimonianza di un percorso che integra innovazione industriale e attenzione al percorso di sostenibilità, dimostrando che competitività e responsabilità possono e devono camminare insieme. Per la categoria ‘Performance Bilancio 2024’, il riconoscimento è stato assegnato all’Istituto clinico tiberino, ritirato da Alessio e Alberto Brugnoni: una realtà che coniuga numeri solidi e qualità dei servizi, mostrando come la buona sanità privata possa essere motore di sviluppo e occupazione. Momento clou della serata, la proclamazione di Saci SpA come ‘Impresa dell’anno, riconoscimento ritirato dalla Famiglia Campanile. Saci, con i suoi 100 anni di storia, viene descritta come uno dei pilastri dell’economia regionale: una realtà capace di unire dimensione industriale, radicamento territoriale e visione di lungo periodo. La scelta di Acacia Group sottolinea come l’Umbria sappia esprimere imprese in grado di competere sui mercati più complessi senza smarrire il rapporto con comunità, lavoratori e filiere locali.

        L’Osservatorio delle imprese

        Nel corso del Galà è stata consegnata agli ospiti la nuova edizione de ‘L’Osservatorio delle imprese’, lo strumento con cui Acacia Group fotografa ogni anno l’andamento dell’economia umbra, incrociando fatturati, utili, addetti e indici di performance. Ma il 2025 segna anche un passaggio di fase: proprio qui è stato lanciato il nuovo tema strategico di Acacia Group per il 2026, ‘Essere, fare ancora. Un titolo che è già programma. Essere: riaffermare l’identità delle imprese, i valori, le storie personali che stanno dietro ai bilanci; Fare: mettere al centro l’azione, gli investimenti, il lavoro quotidiano che genera occupazione e sviluppo; Ancora: la volontà di non fermarsi, di rilanciare dopo i traguardi già raggiunti, di continuare a costruire occasioni concrete per il territorio.

        In questo solco si inserisce anche l’anticipazione di uno dei progetti più attesi: il ‘Libro bianco per l’Economia umbra’, che Acacia sta costruendo insieme a imprese, istituzioni e corpi intermedi. Non un semplice documento, ma una mappa di lavoro per ridisegnare, con sguardo condiviso, il futuro economico della regione.

        Dietro il Galà delle Imprese c’è un metodo e c’è una regia. Il ‘metodo Acacia’ parte dai numeri, li legge, li incrocia, ma non si ferma lì: li trasforma in storie, relazioni, progetti.

        Al centro di questo percorso c’è Francesco Pace, ideatore del Galà e anima di Acacia Group: un mix tra genio visionario e passione irriducibile per l’Umbria, capace di mettere allo stesso tavolo imprese, istituzioni, professionisti, mondo accademico e media. Ogni edizione del Galà conferma la sua cifra: costruire ponti, non vetrine; creare occasioni reali di confronto, non solo fotografie di rito. È questa la ragione per cui, anno dopo anno, il Galà delle Imprese è diventato un appuntamento irrinunciabile per chi fa economia in Umbria. La serata al Talenti Showroom ad Amelia non è stata solo la celebrazione di quanto è stato fatto, ma il punto di partenza di un nuovo ciclo. Si prospetta un anno incredibile per Acacia Group, che come sempre vuole sorprendere e creare valore per il territorio, mettendo al centro le imprese e le persone che ogni giorno, in silenzio, costruiscono il futuro dell’Umbria.

        Le imprese umbre con Leonardo per rafforzare la filiera elicotteristica italiana

        Le imprese dell’Umbria Aerospace Cluster insieme a Leonardo per rafforzare la filiera elicotteristica italiana. Si tratta di Fucine Umbre, Meccanotecnica Umbra e Umbragroup.

        A Palazzo Donini, sede della Regione Umbria, si è svolta la cerimonia di firma di tre accordi di collaborazione industriale. Presenti la presidente della Regione Stefania Proietti, l’assessore regionale allo Sviluppo Economico Francesco De Rebotti, il presidente di Umbria Aerospace Cluster Daniele Tonti e il managing director della Divisione Elicotteri di Leonardo, Gian Piero Cutillo. A rappresentare le aziende firmatarie sono stati i rispettivi Ceo Antonio Alunni (Fucine Umbre), Carlo Pacifici (Meccanotecnica Umbra) e Matteo Notarangelo (Umbragroup).

        Le intese – viene spiegato in una nota della Regione – si inseriscono nell’ambito del programma Crescere Insieme, promosso dalla divisione Elicotteri di Leonardo per rafforzare la capacità produttiva nazionale nel settore aerospaziale, riducendo la dipendenza dall’estero e valorizzando le eccellenze italiane.

        “Per la nostra regione – ha dichiarato la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti – la firma di questi accordi sancisce un più ampio coinvolgimento delle nostre imprese in una filiera ad altissima tecnologia che ci consente di guardare al futuro con prospettive di crescita concrete, tra le quali anche l’elevata qualificazione dei posti di lavoro che genererà. L’Umbria ha competenze straordinarie nella meccanica di precisione, nei materiali avanzati e nell’innovazione di processo. Il programma ‘Crescere Insieme’ le valorizza e crea nuova occupazione qualificata, con una strategia coordinata per favorire le reti di imprese e la crescita dimensionale. Come Regione continueremo a sostenere questo percorso, fornendo strumenti efficaci e rapidi per facilitare gli investimenti”.

        “L’Umbria è la prima regione in cui tre imprese giungono insieme alla firma di accordi di collaborazione con Leonardo nell’ambito del programma Crescere Insieme – ha sottolineato Gian Piero Cutillo, managing director della Divisione Elicotteri di Leonardo -. È il risultato di un lavoro sinergico con la Regione e con l’Umbria Aerospace Cluster, che pone le basi per ulteriori sviluppi e nuove partnership. Con questo progetto, Leonardo consolida la propria filiera nazionale valorizzando le competenze tecnologiche delle imprese del territorio, che diventano partner nella progettazione e realizzazione di componenti chiave per i nostri elicotteri civili. È un modello win-win che, ampliando le capacità di ricerca e innovazione di Leonardo, rafforza la qualità e la competitività dei nostri prodotti e, al tempo stesso, consente alle imprese di accrescere know-how e portafoglio tecnologico in ambiti strategici per il Paese”.

        Gli accordi riguardano la produzione, lo sviluppo e la certificazione di componenti strategici – classificati come forniture critiche – finora approvvigionati prevalentemente all’estero e destinati agli elicotteri civili di Leonardo.

        L’intesa con Umbragroup, azienda di Foligno leader mondiale nella produzione di viti a ricircolo di sfere ad altissime prestazioni, riguarda la fornitura di cuscinetti per le trasmissioni elicotteristiche. L’azienda ha già investito in nuove tecnologie produttive ed estenderà la certificazione aeronautica anche a questa nuova linea.

        Con Meccanotecnica Umbra, realtà di Campello sul Clitunno specializzata in sistemi di tenuta meccanica per l’automotive, il settore industriale e aeronautico, l’accordo prevede la realizzazione di tenute meccaniche idrodinamiche per le trasmissioni degli elicotteri.

        Fucine Umbre, azienda di Terni attiva nella produzione di componenti critici per l’industria aeronautica, realizzerà forgiati metallici in acciaio, titanio e alluminio, destinati ai rotori, alle trasmissioni e alle strutture degli elicotteri.

        L’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Francesco De Rebotti, ha sottolineato come la firma degli accordi confermi la forza della collaborazione tra imprese, istituzioni e Leonardo: “Lavorare insieme significa rafforzare il nostro sistema produttivo e costruire progetti industriali di lungo periodo – ha detto – Le tre imprese firmatarie hanno dimostrato di possedere competenze tecnologiche e produttive in linea con gli standard internazionali più elevati. Come Regione intendiamo accompagnarle con strumenti di supporto mirati”.

        Daniele Tonti, presidente di Umbria Aerospace Cluster – la cui attività è coordinata da Confindustria Umbria – ha ricordato il ruolo strategico svolto dal sistema regionale. “Il compito del Cluster – ha detto – è quello di promuovere la crescita e la collaborazione tra le aziende associate, con l’obiettivo di far eccellere l’Umbria nei settori dell’aeronautica, dello spazio e della difesa. In questo progetto, il Cluster è stato l’elemento di congiunzione tra la Regione, la grande impresa, gli interessi territoriali e le aziende della filiera. La collaborazione tra Cluster, istituzioni, imprese e Leonardo – ha detto – dimostra quanto il nostro territorio sia in grado di esprimere competenze industriali di altissimo livello, pienamente coerenti con le esigenze di una filiera tecnologicamente avanzata come quella elicotteristica. Crescere Insieme rappresenta un’opportunità concreta di crescita per le nostre aziende: favorisce il trasferimento tecnologico, rafforza la filiera nazionale e genera ricadute concrete sull’indotto e sull’occupazione. Il traguardo raggiunto oggi consolida la posizione dell’Umbria nel settore aerospaziale e testimonia la capacità del territorio di cogliere le sfide dell’innovazione. Siamo fiduciosi che prossimamente anche altre aziende del Cluster entreranno a far parte di questo progetto con Leonardo, aprendo così la strada a opportunità ancora più significative per tutta la nostra comunità produttiva”.