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Autore: Redazione

Destinazione Orvieto, il “Progetto Allerona” inizia da San Valentino

Comincia a dispiegarsi nelle sue varie articolazioni il piano di promozione territoriale e marketing turistico illustrato dai promotori di Destinazione Orvieto (DO) nel corso della presentazione ufficiale del progetto. Dopo aver avviato l’operazione degli “Ambasciatori di Orvieto nel mondo“, iniziando ad organizzare un circuito di testimonial della città che sono attivi in vari paesi stranieri, attraverso accordi con l’istituto di cultura italiana ad Innsbruck “Dante Alighieri” e con lo chef con scuola di cucina a Chicago Lorenzo Polegri, adesso è partita anche l’azione di sostegno ai singoli territori che prevede la condivisione di strategie promozionale insieme agli operatori economici delle varie zone.

Il “Progetto Allerona” ha preso le mosse con la promozione dell’evento “Ri innamorarsi. San Valentino in un borgo incantato” lanciato dal ristorante “La Panatella” e dalla casa vacanze  “Six keys Guesthouse” che offrono sul mercato un pacchetto destinato alle coppie ad un prezzo di 160 euro a coppia. L’offerta, valida solo per il 14 febbraio, prevede una cena romantica nel noto ristorante e un pernottamento nella deliziosa struttura collocata al centro di Allerona paese.

 Si tratta di una iniziativa simile a “Dolce metà” che, ad Orvieto e Baschi nello stesso giorno dedicato alla festa degli innamorati, vede coinvolte: Casa Vincenti, Casa vacanza Gabbelletta, il Poggio delle Ginestre di Canonica, casa Vacanza la Casina silente di Baschi, casa Serafina, cantina Forezi e Folkosteria. I pacchetti per la speciale giornata del 14 sono in vendita ad opera dei tour operator che hanno aderito al progetto. “Ri innamorarsi” segna l’avvio di un’azione concentrata sulle attività di Allerona che proseguirà nei prossimi mesi grazie al metodo di confronto costante e collaborazione che i promotori di DO hanno instaurato con le strutture del paese che sono entrate nel circuito cosi come sta avvenendo in altri territori come, ad esempio, nell’alto Orvietano.

A partire dalla seconda metà di febbraio – spiegano i responsabili di Destinazione Orvieto – saranno proposte al mercato turistico italiano ed estero una serie di iniziative promozionali molto interessanti che non saranno solamente collegate a determinati periodi dell’anno come è avvenuto con questa proposta di esordio, ma saranno fruibili nel corso di tutti e dodici i mesi in maniera tale da consentire ai turisti di prenotare con calma il loro soggiorno o le loro esperienze nella zona in cui si trovano le cento aziende che hanno finora aderito a Destinazione Orvieto“.

Trasimeno, l’annuncio: entro aprire si riapre il canale di Maranzano

“Entro aprile, e se le condizioni meteorologiche lo consentiranno, il canale artificiale Maranzano, nel comune di Città della Pieve, verrà riaperto a seguito di un intervento di consolidamento indispensabile alla messa in sicurezza di una parte del territorio di Moiano e che, come Regione, abbiamo affidato al Consorzio di Bonifica della Valdichiana”. È quanto annunciato dall’assessore regionale alle Politiche agricole, Turismo, PNRR, Laghi e Parchi, Simona Meloni, che in una nota chiarisce la vicenda legata alla mancata affluenza delle acque del torrente verso il Lago Trasimeno.

La chiusura delle paratoie di Maranzano – ricorda l’assessore – risale a prima del 2015, a seguito di un evento alluvionale avvenuto quando le competenze erano ancora in capo alla Provincia di Perugia. Da allora non è stato più possibile procedere alla riapertura, nonostante alcuni interventi strutturali effettuati negli anni successivi, come la sistemazione delle quote arginali e la posa delle lastre di fondo messi in campo dalla passata amministrazione regionale. Interventi che, tuttavia, non hanno garantito la messa in sicurezza di un tratto particolarmente delicato e ad alto rischio di inondazione, quello localizzato sopra la Vetreria Vetruria, rendendo di fatto impossibile la riattivazione del canale. Per tale motivo, l’attuale Giunta regionale, grazie ad una rimodulazione di fondi PNRR, ha potuto affidare anche la posa delle lastre laterali in quest’ultimo tratto del canale, che scorre sopra il piano campagna e il centro produttivo, colmando una carenza progettuale che aveva bloccato l’opera per anni e sbloccando finalmente una situazione rimasta irrisolta.

“Le paratoie – continua Meloni – nel frattempo sono state ammodernate e sono pronte a funzionare. Il collaudo potrà avvenire solo a lavori ultimati, ma abbiamo la certezza che il cantiere ripartirà in questi giorni e che, da progetto, la conclusione è prevista entro aprile 2026. Resta il rammarico nel vedere l’acqua piovana di questi giorni defluire verso Chiusi invece che verso il Trasimeno, dato che dal 2015 ad oggi questi interventi potevano essere già stati effettuati da anni, ma oggi deve essere chiaro che la sicurezza è la priorità: riaprire prima significherebbe correre rischi che nessuno può permettersi”.
Inoltre, l’assessore Meloni annuncia un ulteriore intervento di ripristino dell’officiosità idraulica, con lavori assegnati ad AFOR, che interesseranno i torrenti Boiano, Macerone, Paganico e Pescia. Il finanziamento complessivo è pari a 115mila euro, mentre l’avvio dei lavori è previsto entro la primavera. L’assessore chiude la nota ribadendo come la crisi idrica del Trasimeno “è la nostra priorità fin dal momento dell’insediamento di questa Giunta, deve essere però anche chiaro a tutti che trovare le risorse finanziarie nel bilancio della Regione ed elaborare progetti è un lavoro che richieste tempo, impegno e scelte politiche così come la sua attuazione anche alla luce delle particolari caratteristiche ambientali del Lago”.

Lutto per la scomparsa di Marino Giglioni, cofondatore della GMP

E’ venuto a mancare all’età di 91 anni Marino Giglioni, cofondatore insieme ad Alfio Morelli della GMP Spa di Marsciano.

A darne il triste annuncio è stata l’azienda: “Con lui se ne va non solo uno dei fondatori dell’azienda, ma soprattutto un uomo che ha dedicato la propria vita al lavoro, alla famiglia e alla costruzione di un progetto imprenditoriale che, nel tempo, è diventato un punto di riferimento per l’Umbria nei settori delle costruzioni, delle infrastrutture e della produzione di materiali per l’edilizia. Marino era una persona concreta, instancabile, legata ai valori della fatica e della responsabilità. Insieme al socio Alfio Morelli nel 1970 avviò un’attività estrattiva in località Pian del Prete, nel territorio comunale di Collazzone: un’intuizione che si è trasformata negli anni in una realtà industriale moderna e solida, capace di crescere senza mai perdere la propria identità. Quella cava, nata dal sacrificio e dalla visione dei fondatori, si è trasformata nel tempo in un impianto moderno e all’avanguardia, diventando il cuore pulsante di un percorso imprenditoriale che continua ancora oggi. Un cammino portato avanti con dedizione dalla seconda generazione e con l’entusiasmo della terza, unite nel custodire e rinnovare con orgoglio la storia familiare e gli insegnamenti imprenditoriali lasciati in eredità”.

“A distanza di 50 anni dalla sua nascita – viene evidenziato – la GMP Spa ha saputo innovare nel solco della tradizione, costruendo un modello di filiera integrata e sostenibile, dall’estrazione della materia prima al riuso degli inerti, fino alla realizzazione di opere finite, con particolare riferimento al settore stradale. Un cammino che riflette pienamente lo spirito e la determinazione dei suoi fondatori.

“Oggi l’intera azienda, i vertici, i dipendenti e i collaboratori – conclude la nota – si stringono con commozione attorno alla famiglia Giglioni, esprimendo il più sentito cordoglio e un profondo ringraziamento a Marino: per la sua visione, per il coraggio imprenditoriale, per i valori trasmessi e per l’esempio umano lasciato a chi ha avuto la fortuna di conoscerlo. Il suo ricordo continuerà a vivere nel lavoro quotidiano dell’azienda e nelle opere che portano il segno di una vita spesa con dignità, passione e dedizione”.

Anche la presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, Sarah Bistocchi, ha espresso “cordoglio e profonda commozione”, ricordando come Marino Giglioni e il socio Alfio Morelli abbiano dato vita “ad un progetto imprenditoriale sostenibile e innovativo”.

Lavoro, part-time e dimissioni: la parità di genere è ancora lontana

In Italia solo il 57,4% delle donne lavora (9.4 punti percentuali in meno rispetto a quello maschile) e il 70% delle dimissioni è femminile. Il 30% delle donne occupate lavora part time – spesso in modo involontario – contro appena il 7% degli uomini. Tra le madri under 35 il part time sale addirittura al 60%. E nel biennio 2023-2024, su 100mila dimissioni volontarie dal lavoro, 70mila hanno riguardato donne, costrette a lasciare l’occupazione soprattutto per l’impossibilità di conciliare tempi di lavoro e carichi di cura familiare.

Dati che raccontano una crescita frenata e un talento sprecato, quelli presentati nel convegno “Competitività significa Parità”, svoltosi al Centro Congressi della Camera di Commercio dell’Umbria. Tra gli intervenuti l’assessore regionale Simona Meloni, il presidente dell’Ente camerale, Giorgio Mencaroni, la Consigliera nazionale di parità supplente, Agnese Nadia Canevari, la Consigliera di Parità della Regione Umbria, Rosita Garzi.

Numeri che, pur segnando un miglioramento rispetto al passato, raccontano ancora un Paese che fatica a valorizzare pienamente il lavoro femminile. Ed è proprio da questi dati che ha preso le mosse il convegno “Competitività significa Parità”, svoltosi questa mattina a Perugia, presso il Centro Congressi della Camera di Commercio dell’Umbria.

L’iniziativa si inserisce nelle attività di promozione e divulgazione del progetto PAGINA – Parità di Genere in Azienda, promosso dalla Consigliera di Parità della Regione Umbria, dalla Regione Umbria e dalla Camera di Commercio dell’Umbria, con il finanziamento del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Un progetto che ha già dimostrato la propria efficacia: il bando collegato al percorso formativo ha registrato un’ottima partecipazione delle imprese umbre, confermando un interesse reale e diffuso verso la Certificazione della Parità di Genere UNI/PdR 125:2022.

PAGINA accompagna le aziende in un percorso strutturato e basato su indicatori misurabili, che interviene su governance, gestione delle risorse umane, equità retributiva, tutela della genitorialità e conciliazione vita-lavoro, con l’obiettivo di prepararle concretamente al conseguimento della certificazione e, soprattutto, di diffondere una nuova cultura organizzativa.

Ad aprire i lavori è stato il presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni, che ha evidenziato come “la parità di genere in azienda e la sua certificazione siano un’ottima realtà normativa, ma richiedano ancora molto lavoro di implementazione”. Mencaroni ha sottolineato come oggi il percorso sia seguito soprattutto da imprese femminili, mentre “le altre sono ancora meno coinvolte”, aggiungendo però che “diventerà sempre più evidente che la parità di genere significa maggiore competitività dell’impresa”. Da qui la necessità, secondo il presidente camerale, di “una forte animazione da parte delle istituzioni, delle associazioni di categoria e dei corpi sociali intermedi”, esattamente ciò che il progetto PAGINA sta realizzando.

L’assessora regionale alle Politiche di parità di genere e antidiscriminazione, Simona Meloni, intervenuta da remoto, ha richiamato “la centralità del lavoro e dell’indipendenza economica per garantire una parità reale tra uomo e donna”, ricordando l’impegno della Regione in una strategia condivisa con istituzioni e parti sociali. “La tutela del lavoro femminile è ancora poco centrata – ha affermato – e stiamo lavorando con Inps e Inail per renderla più ampia ed efficace”. Annunciato anche l’aggiornamento della legge regionale del 2015 sulle politiche di genere, “una norma che dieci anni fa fu una novità assoluta e fece da battistrada ad altre regioni”.

Un quadro nazionale ancora critico è stato delineato da Agnese Nadia Canevari, Consigliera nazionale di parità supplente, che ha fornito i dati più aggiornati sul mercato del lavoro. “La disuguaglianza di genere continua a rallentare la crescita del Paese”, ha affermato, pur riconoscendo che “passi avanti sono stati fatti” e che aumentano gli esempi virtuosi. La sfida, secondo Canevari, è “ridefinire i modelli organizzativi di lavoro per rendere le imprese più giuste, più inclusive e più competitive”. Centrale anche il tema del gender pay gap, con il decreto legislativo di recepimento della direttiva europea sulla trasparenza retributiva, che dovrebbe entrare in vigore da giugno.

La Consigliera di Parità della Regione Umbria, Rosita Garzi, è entrata nel merito dei meccanismi che ancora producono disuguaglianza, nel suo intervento dedicato a “un modello organizzativo più equo e più inclusivo”“Gender pay gap, segregazione verticale e orizzontale, penalizzazione legata alla maternità: sono i principali fenomeni discriminanti che caratterizzano le organizzazioni in Italia”, ha spiegato, affrontando anche i temi del clima aziendale, della gestione del conflitto e della giustizia organizzativa. Equità, inclusione e produttività – insieme ai vantaggi fiscali – sono le principali motivazioni che spingono le imprese verso la certificazione della parità di genere.

Spazio anche alle esperienze concrete con l’intervento di Elisa Severino, HR manager di Tarkett Official, azienda con sede a Terni e già certificata. Severino ha ricordato come “la nostra azienda abbia una forte cultura delle certificazioni: ne abbiamo sette e abbiamo accolto subito anche quella di genere, perché la nostra organizzazione aveva già tutte le caratteristiche per ottenerla”.

Di grande interesse anche gli interventi da remoto di Gianluca Puliga, dirigente del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e di Tiziana Pompei, vice segretario generale di Unioncamere. Puliga ha ricordato l’obiettivo europeo delle 3.000 imprese ed enti certificati entro giugno 2026, sottolineando che “oggi siamo già a 12.349 certificazioni, un risultato che possiamo definire un grande successo” e ribadendo che “questo strumento resterà nel nostro sistema normativo anche dopo la fine del Pnrr”.
Pompei ha invece richiamato il ruolo storico del sistema camerale, ricordando che “già nel 1998 nacquero i Centri per l’Imprenditoria Femminile” e che la certificazione rappresenta “la naturale evoluzione di quell’impegno trentennale”.

A tirare le conclusioni è stato il segretario generale della Camera di Commercio dell’Umbria, Federico Sisti, che ha individuato il filo rosso dell’intera mattinata “nella consapevolezza che Italia e Umbria vogliono fare un salto in avanti sulla parità di genere”. Un salto da fare insieme, “per una società più sostenibile e per aumentare la competitività delle imprese”.

Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, Inail ha pubblicato il Bando ISI

INAIL ha pubblicato l’edizione 2026 del Bando ISI, che finanzia progetti finalizzati al miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e all’adozione di soluzioni tecnologiche innovative.

Confartigianato Imprese Terni, al fine di consentire alle imprese umbre e della provincia di cogliere questa opportunità, ne ha sintetizzato i contenuti, mettendo a disposizione i propri referenti, che possono essere contattati per verificare la possibilità di accesso.

Possono partecipare al bando tutte le imprese, anche individuali, con almeno 1 ULA (Unità Lavorativa Annua) nel 2025, con sede nel territorio regionale iscritte alla CCIAA.

È richiesto il raggiungimento di una soglia minima di 130 punti, calcolata in base a: dimensione aziendale;
tipologia di lavorazione e relativo livello di rischio; tipologia di intervento e asse di finanziamento prescelto.

Il bando è articolato in cinque assi:

Asse 1
1.1 Progetti per la riduzione dei rischi tecnopatici (malattie professionali);
1.2 Progetti di responsabilità sociale e adozione di modelli organizzativi;
Asse 2 – Progetti per la riduzione dei rischi infortunistici;
Asse 3 – Progetti di bonifica da materiali contenenti amianto;
Asse 4 – Progetti riservati alle micro e piccole imprese di settori specifici;
Asse 5 – Progetti per micro e piccole imprese della produzione agricola primaria.

Contributi concedibili

I contributi sono concessi a fondo perduto nella seguente misura:

65% delle spese ammissibili, fino a 130.000 euro (Assi 1–4);
80% a fondo perduto:
per i giovani agricoltori (Asse 5);
per i progetti di modelli organizzativi (Asse 1.2).
Novità 2025–2026

È prevista la possibilità di ottenere fino a 20.000 euro aggiuntivi (nel limite massimo complessivo di 130.000 euro) per: soluzioni innovative, come DPI intelligenti (es. abbigliamento con sensori biometrici);
interventi di protezione dal calore estremo.

Aree interne Media Valle del Tevere, approvata la Strategia da 11,8 milioni

La Giunta regionale dell’Umbria, su proposta dell’assessore alle Aree interne, Simona Meloni, ha approvato la Strategia dell’Area Interna Media Valle del Tevere 2021–2027, denominata “Reti di comunità: il paesaggio come legame tra benessere e cura”, validando il documento strategico e il pacchetto degli interventi che saranno finanziati con risorse nazionali e risorse europee messe a disposizione dalla Regione.

La Strategia riguarda gli otto Comuni dell’Area – Todi (capofila), Collazzone, Fratta Todina, Monte Castello di Vibio, Acquasparta, Avigliano Umbro, Montecastrilli e San Gemini – e si colloca nel quadro della Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI) per il ciclo 2021–2027, in coerenza con i Programmi regionali FESR e FSE+ e con le risorse nazionali previste dal CIPESS.

La dotazione complessiva della Strategia ammonta a 11.779.500 euro, a cui si aggiungono risorse di cofinanziamento comunale, ed è destinata a un insieme articolato di interventi integrati che mirano a rafforzare i servizi di cittadinanza, la coesione sociale e l’attrattività territoriale dell’Area.

In particolare, attraverso le risorse del PR FESR 2021–2027, la Strategia prevede investimenti per la riqualificazione e la messa in sicurezza degli spazi pubblici, il potenziamento delle infrastrutture sociali, la valorizzazione del patrimonio culturale e naturale, e attività di promozione per lo sviluppo di un’offerta di turismo sostenibile ed esperienziale, capace di integrare paesaggio, cultura e comunità locali.

Con il PR FSE+ 2021–2027 sono invece finanziate azioni rivolte alle persone, con interventi per l’integrazione dei servizi sociali e sanitari, i percorsi di inclusione socio-lavorativa, il sostegno all’occupazione, in particolare giovanile, e il rafforzamento dell’offerta educativa e formativa, anche attraverso percorsi di istruzione tecnica superiore (ITS e IFTS) e apprendimenti territoriali innovativi. Alle risorse europee si affiancano 4 milioni di euro di fondi nazionali destinati in modo specifico ai servizi essenziali di cittadinanza, con interventi nei settori dell’istruzione, della sanità territoriale e della mobilità, elementi chiave per migliorare l’accessibilità dell’Area e contrastare i fenomeni di isolamento e spopolamento.

La Strategia adotta un approccio integrato che individua nel paesaggio – inteso come bene comune e infrastruttura sociale – il filo conduttore per rafforzare il legame tra benessere delle persone, cura dei luoghi e sviluppo locale, promuovendo nuove reti di comunità e modelli di cooperazione tra enti locali, servizi e cittadini.

“Con l’approvazione della Strategia della Media Valle del Tevere – dichiara l’assessore Simona Meloni – diamo concretezza a una visione di sviluppo che mette al centro le persone e i territori. Parliamo di interventi che rafforzano i servizi di base, migliorano la qualità della vita e costruiscono nuove opportunità di lavoro, formazione e inclusione. Questa Strategia investe su sanità territoriale, istruzione, mobilità, spazi pubblici e valorizzazione del patrimonio culturale e naturale, perché le aree interne non devono essere luoghi marginali, ma comunità vive, accessibili e capaci di attrarre giovani, famiglie e nuove energie”.

“Il lavoro di coprogettazione con i Comuni – conclude l’assessore – ha permesso di costruire un progetto coerente con i bisogni reali dei territori. Le Aree interne sono una risorsa strategica per l’Umbria e con questa Strategia rafforziamo un modello di sviluppo equilibrato, inclusivo e sostenibile”. Il documento approvato in Giunta passa ora alla Cabina di Regia nazionale per le Aree interne chiamata ad esprimersi sulla Strategia della Media Valle del Tevere e sugli interventi proposti, ultimo passaggio prima dell’avvio della fase attuativa.

Piero Salituri secondo Ambasciatore di Orvieto nel mondo

A pochi giorni dalla presentazione ufficiale del progetto di promozione territoriale e di marketing turistico “Destinazione Orvieto” (DO), un secondo personaggio di caratura internazionale, dopo lo chef Lorenzo Polegri, entra a far parte del prestigioso club degli “Ambasciatori di Orvieto nel mondo”, il gruppo di personalità che si sta mettendo a disposizione per sostenere a livello internazionale l’immagine e l’economia di Orvieto, oltre agli interessi delle aziende che aderiscono al circuito.

Si tratta di Piero Salituri, imprenditore, insignito dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dell’onorificenza di “Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia, presidente dell’istituto di cultura di Innsbruck “Dante Alighieri” che ha concluso un accordo con DO per sostenere Orvieto in Austria. “Condivido ed apprezzo l’iniziativa di Destinazione Orvieto. La nostra struttura che opera in ambito culturale è ben lieta di collaborare con questa organizzazione per tenere alto il nome di Orvieto in Austria anche in collaborazione con l’Ambasciata italiana a Vienna. La prima iniziativa che abbiamo concordato con DO è quella di mettere a disposizione i nostri strumenti online per appoggiare le iniziative e gli imprenditori che sono nel circuito di Destinazione Orvieto, ma stiamo ragionando con gli amici di Orvieto su come realizzare a breve progetti specifici sia sul versante culturale che economico” dice Salituri.

I promotori di DO, Luca Sbarra, Emanuele Rossi, Antonella Cannas e Claudio Lattanzi, commentano: “E’ per noi un grande piacere avviare questa collaborazione con Piero Salituri che è un grande amico di Orvieto oltre che un imprenditore di valore. Lo ringraziamo di questa preziosa disponibilità di costruire un percorso finalizzato a sostenere in ogni modo possibile le aziende e gli enti del terzo settore che hanno già aderito a Destinazione Orvieto”.

L’istituto Italiano “Dante Alighieri” collabora con diverse istituzioni italiane e austriache: l’Ambasciata d’Italia a Vienna, l’Istituto Italiano di Cultura di Vienna, l’ENIT – Ente Nazionale Italiano per il Turismo, la Camera di Commercio del Tirolo, il Consiglio Scolastico Statale del Tirolo, il Dipartimento di Studi Romani dell’Università di Innsbruck, la Scuola Magistrale Universitaria del Tirolo, l’Università Mozarteum, Idealtours (il piè grande tour operator del Tirolo, la Casa Editrice Tyrolia, il Cinema Metropol, Eataly, la Fondazione Enrico Mattei, la Regione Basilicata, la Regione Puglia, la Strada dei Vini, Actionaid, Cineforum Italiano, Leokino, scuole di lingua italiana.

Così l’Umbria si presenta da Regione ospite al Salone del Libro di Torino

Sarà l’Umbria la Regione ospite al Salone Internazionale del Libro di Torino, in programma dal 14 al 18 maggio al Lingotto.

Con uno stand originale, curato da un premio Compasso d’Oro, nel quale l’eleganza del design riveste la varietà dei contenuti. A raccontare quale sarà il ruolo dell’Umbria nella manifestazione di quest’anno è stato il vicepresidente e assessore con delega alla Cultura, Tommaso Bori, nella conferenza stampa di presentazione del Salone che si è tenuta stamattina a Torino, alla presenza dei principali rappresentanti istituzionali legati alla manifestazione.

Entrando nel merito dell’edizione annuale del Salone, dedicata al tema “Il mondo salvato dai ragazzini”, l’assessore Bori ha sottolineato che “i più giovani sono già oggi produttori di immaginari, domande e visioni. Investire su di loro significa riconoscerli come interlocutori culturali a pieno titolo, capaci di orientare il futuro attraverso la lettura, la creatività e il pensiero critico”. L’assessore ha poi aggiunto che, poiché l’edizione cade nell’ottavo centenario di San Francesco, “riveste un significato solenne: celebriamo colui che ha reso il messaggio di pace e spiritualità accessibile a tutti, grazie al primo componimento in italiano. Ma vogliamo anche guardare alla contemporaneità – ha proseguito – celebrando il centenario del premio Nobel Dario Fo, un genio che ha saputo unire satira, impegno civile e letteratura, la cui fondazione ha sede in Umbria e sul quale la Regione sta investendo con una serie di iniziative di rilievo”.
In chiusura d’intervento l’assessore ha condiviso la scelta di “dare ampio spazio al mondo dei fumetti, dei comics e dei manga: la ‘nona arte’ è un linguaggio fondamentale per intercettare e coinvolgere le nuove generazioni. Valorizzando un settore che in Umbria vanta eccellenze assolute, promuoviamo quello che rappresenta, a tutti gli effetti, il futuro della narrazione moderna”. Proprio la valorizzazione di fumetti, comics e manga, insieme all’editoria locale, costituisce uno degli elementi distintivi del ruolo della Regione nella manifestazione, in continuità con il percorso avviato già dall’edizione 2025 di Umbrialibri e con la scelta di partire da Torino per promuovere, nel tempo, una programmazione di eventi diffusi a sostegno delle risorse culturali del territorio.

“Il mondo salvato dai ragazzini è un libro fondamentale di Elsa Morante: un libro che ne contiene molti, e che attraversa forme diverse dell’arte e della parola – ha detto in apertura di conferenza stampa Annalena Benini, direttrice editoriale del Salone – È un manifesto e una poesia, una festa e un’invettiva, un romanzo e una chiave magica. Apre tutte le porte”.

“Il Salone è proprio questo, uno spazio dove le nuove generazioni incontrano storie e idee capaci di alimentare curiosità e senso critico – ha aggiunto l’assessore regionale alla Cultura della Regione Piemonte, Marina Chiarelli – Torino e il Piemonte confermano la propria vocazione culturale, accogliendo lettori, editori e autori da tutta Italia e dal mondo. È un luogo di condivisione, di scoperta, di partecipazione attiva”.

“Il Salone è un’occasione di partecipazione e di riconoscimento collettivo, in cui la comunità si ritrova attorno ai libri e alle storie come spazio di ascolto e di confronto – ha dichiarato Rosanna Purchia, assessore alla Cultura della Città di Torino – Il tema di questa edizione, Il mondo salvato dai ragazzini, mette al centro l’energia delle nuove generazioni e la loro capacità di leggere il presente con uno sguardo più libero e non convenzionale”.

Valnerina, meno imprese ma più solide nel post sisma

Tra il 2021 e il 2025 nei comuni della Valnerina colpiti dal sisma 2016 le imprese attive calano più che nel resto dell’Umbria, ma le società di capitali aumentano più velocemente del dato regionale. Un segnale di irrobustimento del tessuto produttivo in un’area fragile, anche se resta ampio il divario strutturale (6,2% contro il 24,9% regionale).

Il perimetro: Valnerina, cratere e Progetto Fenice

È in questo quadro che si colloca il Progetto Fenice (nel mito dell’Araba Fenice che rinasce dalle sue ceneri) frutto della collaborazione tra Università per Stranieri di Perugia, Comune di Norcia, Camera di Commercio dell’Umbria e Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica: un progetto che mira a formare competenze, ricostruire fiducia e accompagnare la rinascita economica, andando oltre la logica dell’emergenza.

I dati: una lettura di medio periodo

Le elaborazioni della Camera di Commercio dell’Umbria sull’andamento delle imprese nel periodo 2021-2025 consentono di cogliere i trend di fondo, distinguendo tra dinamiche congiunturali e trasformazioni strutturali. L’analisi riguarda le imprese attive, cioè effettivamente operative, e prende in esame i 14 comuni della Valnerina del cratere sismico, escludendo Spoleto, che presenta caratteristiche economiche e dimensionali non comparabili.

Nel complesso, le imprese attive scendono da 2.231 a 2.145, con una flessione del -3,9%, più marcata rispetto al -3,1% regionale. Un dato che conferma la fragilità quantitativa dell’area, ancora segnata da spopolamento, difficoltà logistiche e limiti strutturali.

Il dato chiave: l’irrobustimento

Accanto alla contrazione numerica, emerge però un segnale decisivo: la qualità del tessuto imprenditoriale cresce più che nel resto dell’Umbria. Nel quinquennio, le società di capitali aumentano del +13,4%, passando da 290 a 339, contro il +9,8% regionale.

Si tratta di un indicatore centrale, perché le società di capitali sono mediamente più strutturate, più resilienti e più capaci di reggere le fasi di crisi. È qui che il legame con il Progetto Fenice diventa evidente: la rinascita non passa dal recupero dei volumi, ma da un cambio di struttura.

Un divario che è strutturale

Il rafforzamento non cancella però il divario con il resto dell’Umbria. Nel 2025, nei 14 comuni della Valnerina le società di capitali rappresentano solo il 6,2% del totale delle imprese, contro il 24,9% regionale. Un gap profondo, spiegabile con la specializzazione economica dell’area, basata su piccole imprese agricole e turistiche, senza un tessuto industriale.

Ma anche qui conta la dinamica: nel 2021 le società di capitali erano il 5,2%, oggi sono il 6,2%. Un aumento che, in territori così piccoli e fragili, assume un valore strategico.

I comuni: dove la Fenice prende forma

La crescita qualitativa non è astratta, ma territorialmente diffusa. In diversi comuni della Valnerina l’aumento delle società di capitali è netto, pur partendo da numeri assoluti ridotti.

A Cascia le società di capitali crescono del +23,1%, a Sant’Anatolia di Narco del +25%, ad Arrone del +25,8%. Ancora più marcato il dato di Montefranco, che registra un +61,5%, segnale di una forte spinta alla strutturazione in un contesto di dimensioni molto contenute.

Norcia, il comune più grande dell’area, mostra un incremento più moderato (+7,2%), ma comunque significativo in termini assoluti, confermando un processo di consolidamento progressivo.

Numeri piccoli, ma decisivi in territori dove ogni impresa ha un peso economico e sociale rilevante.

La selezione numerica

Sul fronte del numero complessivo di imprese, il quadro resta complesso. Il calo più marcato riguarda Cerreto di Spoleto, mentre flessioni rilevanti si registrano anche a Ferentillo, Cascia, Norcia e Preci. Si tratta di dinamiche che riflettono debolezze strutturali, accentuate dal sisma e dalla lunga fase di ricostruzione.

In questo scenario spicca Montefranco, unico comune con un segno positivo nel numero delle imprese attive, a dimostrazione che anche nelle aree interne esistono spazi di reazione, seppur limitati.

Il confronto considerando Spoleto

L’inclusione di Spoleto modifica il quadro complessivo del cratere. Considerando anche la città, il calo delle imprese attive sale al -4,6%, mentre la crescita delle società di capitali si riduce al +8,7%. Questo perché l’andamento di Spoleto, nel periodo 2021-2025, risulta più debole rispetto alla media degli altri comuni del cratere.

Ne emerge un dato significativo: il sistema produttivo dei piccoli comuni della Valnerina, pur più fragile, mostra una maggiore capacità di irrobustimento strutturale.

Una rinascita che non è ancora compiuta

Il quadro che emerge è quello di una rinascita non lineare, fatta di perdite e trasformazioni. La Valnerina perde imprese, ma guadagna struttura. È un percorso coerente con la visione del Progetto Fenice: non tornare semplicemente al passato, ma costruire basi nuove, più solide e consapevoli.

La Fenice non è ancora in volo. Ma i dati dicono che, tra le macerie, le fondamenta della rinascita stanno prendendo forma.

Riconoscimento internazionali per tre studenti UniStraPg

Tre gli studenti dell’Università per Stranieri di Perugia – tutti iscritti al corso di laurea in Scienze sociali per la sostenibilità e la cooperazione internazionale (SOCI) – si sono aggiudicati prestigiosi riconoscimenti messi in palio nell’ambito del Premio ICU- Laura Conti per l’anno 2026, dedicato a studi, ricerche e Tesi sui temi dell’economia sostenibile e dell’ecologia, e dalla Fondazione Italia USA.

Per l’elevato valore scientifico della sua tesi di laurea, discussa nell’anno accademico 2024–2025, Max Maycol Doria ha ottenuto il secondo premio assoluto del Concorso ICU – Laura Conti. Il suo studio, dedicato a “La strategia italiana in Africa: il Piano Mattei tra cooperazione allo sviluppo e interesse nazionale”, è stato condotto sotto la preziosa guida del prof. Carlo Belli. Il lavoro di Doria analizza in chiave critica il Piano Mattei, esaminandone struttura, obiettivi e strumenti finanziari, nonché le implicazioni geopolitiche, energetiche e migratorie nel contesto africano, con particolare attenzione al rapporto tra cooperazione e interessi strategici nazionali, oltreché al confronto con l’azione di Unione Europea, Stati Uniti, Cina e Russia. A seguito del risultato ottenuto, allo studente è stata proposta la pubblicazione di un contributo di approfondimento sul tema trattato.

Altro prestigioso riconoscimento è andato ad Alice Dolciotti, studentessa SOCI, tra i primi iscritti dell’ateneo a far parte della Delegazione UNISTRAPG Sostenibile – istituita dal rettore De Cesaris -, la quale ha ottenuto un award conferito dalla Fondazione Italia USA, che attraverso il portale AlmaLaurea ogni anno seleziona mille laureati in discipline che spaziano dalle relazioni internazionali alle scienze della comunicazione.
Nella sua tesi di laurea dedicata alle “Protagoniste invisibili: la resilienza femminile nella guerra in Nord Uganda”, discussa sotto l’accurata supervisione della Prof.ssa Federica Guazzini, Alice Dolciotti ha scelto di affrontare, in prospettiva diacronica, il conflitto civile che per oltre un decennio ha interessato il Nord dell’Uganda, mietendo numerose vittime tra la popolazione civile e producendo un impatto particolarmente grave su minori e donne. L’approccio di Alice si fonda su una ricerca sul campo e insiste sul concetto di intersezionalità, intesa come l’intreccio del genere con altri livelli di discriminazione, quali classe, età ed etnia. Con rigore analitico mai disgiunto da una spiccata empatia, il lavoro ha saputo mettere in luce la agency delle donne nell’affrontare le sfide quotidiane di un prolungato contesto di violenza. Alice, che ha ritirato l’attestato per il talento universitario nel corso di una cerimonia che si è svolta a Roma lo scorso 26 gennaio, presso la Camera dei Deputati, ha anche ottenuto una borsa di studio che le permetterà di seguire un master online della Fondazione Italia USA in “Leadership per le Relazioni Internazionali e del Made in Italy”.

Terza studentessa UNISTRPG ad aver ottenuto un riconoscimento scientifico è Michela Pisone, la quale si è aggiudicata il Premio Speciale Ambiente e Democrazia nell’ambito del Concorso ICU – Laura Conti con la tesi: “Democrazia e ambiente: le radici di una doppia crisi e le alternative possibili”. Lo studio di Michela indaga le crisi della democrazia e climatico-ambientale in modo strettamente integrato, mostrando come esse si compenetrino e intrattengano nessi di reciprocità. In un’ottica di pensiero critico, la tesi ricostruisce alcune posizioni teorico-politiche che si confrontano con questa duplice crisi.

Tutto il corpo accademico è orgoglioso di questi successi, che rappresentano una significativa testimonianza della qualità, del rigore e dell’interesse del percorso formativo SOCI, nonché dell’attenzione e della cura alla crescita personale, culturale e scientifica che Unistrapg riserva con rigore e metodo ad ogni suo studente.