“Competitività significa Parità”, è il titolo del convegno in programma giovedì 5 febbraio alle ore 11.00, al Centro Congressi della Camera di Commercio dell’Umbria, a Perugia.
L’iniziativa è dedicata al ruolo strategico della parità di genere nei modelli organizzativi, come fattore di innovazione, sostenibilità e crescita economica. Un tema che oggi riguarda da vicino le imprese, chiamate a confrontarsi con nuove responsabilità, ma anche con opportunità concrete di miglioramento delle performance, dell’attrattività e della qualità del lavoro.
Il convegno si inserisce nel progetto PAGINA – Parità di Genere in Azienda, promosso dalla Consigliera di Parità della Regione Umbria, dalla Regione Umbria e dalla Camera di Commercio dell’Umbria, con il finanziamento del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Un progetto che ha già dimostrato la sua efficacia: il bando collegato al percorso formativo ha registrato un ottimo riscontro di partecipazione da parte delle imprese umbre, confermando un interesse reale e diffuso verso la Certificazione della Parità di Genere UNI/PdR 125:2022.
PAGINA accompagna le aziende in un percorso strutturato, basato su indicatori misurabili, governance, gestione delle risorse umane, equità retributiva, tutela della genitorialità e conciliazione vita-lavoro, con l’obiettivo di prepararle in modo concreto al conseguimento della certificazione e di diffondere una nuova cultura organizzativa.
Ad aprire i lavori, alle ore 11.00, saranno i saluti istituzionali di Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria; Simona Meloni, assessore della Regione Umbria alle Politiche di parità di genere e antidiscriminazione.
Dalle ore 11.15 prenderà il via il ciclo di interventi, con il contributo di Agnese Nadia Canevari, consigliera nazionale di Parità supplente, con un focus sull’innovazione sociale per la parità di genere; Rosita Garzi, consigliera di Parità della Regione Umbria, sul percorso verso modelli organizzativi più equi e inclusivi; Elisa Severino, HR manager di Tarkett Spa, che porterà l’esperienza concreta di un’azienda impegnata sul fronte della parità; Gianluca Puliga, dirigente del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, sul sistema nazionale di certificazione della parità di genere; Elena Mocchio, responsabile Innovazione e Standardizzazione di UNI, sul ruolo della normazione tecnica nella sfida della parità; Gianluca Di Giulio, responsabile Relazioni Istituzionali, Studi e Statistiche di ACCREDIA, sullo stato dell’arte della certificazione accreditata UNI/PdR 125:2022; Tiziana Pompei, vice segretario Generale di Unioncamere, sul ruolo del sistema camerale nella diffusione della cultura della parità e della diversità Le conclusioni saranno affidate a Federico Sisti, Segretario Generale della Camera di Commercio dell’Umbria..
Modera l’incontro Giulia Cailotto, consulente, formatrice e creativa.
Passaggio di consegne al Comando dei vigili del fuoco di Perugia. L’ingegner Rocco Mastroianni è il nuovo comandante.
La cerimonia ufficiale di insediamento dell’ingegnere Rocco Mastroianni, nuovo comandante dei vigili del fuoco di Perugia, si è svolta lunedì mattina nella sede del centrale Comando di Perugia, con la partecipazione del personale operativo, tecnico e amministrativo, riunito per accogliere il nuovo dirigente.
Il passaggio di testimone è stato presieduto dal direttore regionale dell’Umbria, l’architetto Valter Cirillo, che ha presentato personalmente il suo successore. Cirillo lascia la guida del Comando dopo un legame durato quasi un anno e mezzo: prima come comandante titolare e, a seguito della sua nomina a direttore regionale lo scorso novembre, come comandante reggente.
L’ingegner Mastroianni ha rivolto un sentito ringraziamento all’architetto Cirillo per il prezioso lavoro svolto. Ha poi sottolineato la ferma volontà di proseguire nel solco della continuità operativa, garantendo il massimo impegno in sinergia con la Direzione regionale vigili del fuoco dell’Umbria per rispondere al meglio alle esigenze del territorio.
Chi è il nuovo comandante
Nato a Lauria (PZ) nel 1964 e laureatosi in Ingegneria Civile nel 1991 presso l’Università di Salerno, l’ingegner Mastroianni vanta una carriera di alto profilo nel Corpo Nazionale. Entrato nel 1994, ha prestato servizio a Venezia e in diverse Direzioni Centrali a Roma. Nel suo percorso dirigenziale spiccano la guida del Comando provinciale di Viterbo (2022-2024); la recente promozione a dirigente superiore nel giugno 2025, con l’incarico presso l’Ufficio per il soccorso della Direzione regionale Toscana. E poi una vasta esperienza operativa nelle emergenze sismiche che hanno colpito le Marche (1997), l’Emilia Romagna (2012) e il Lazio (2016). In ambito istituzionale ha inoltre ricoperto l’incarico di segretario del Comitato centrale tecnico scientifico per la prevenzione incendi.
Terni si prepara ad ospitare la diciassettesima edizione di San Valentino Jazz, il festival ideato da Fabrizio Zampetti con la direzione artistica di Alessandro Bravo e prodotto da Confartigianato imprese Terni. Un’edizione, quella in programma dal 5 al 15 febbraio, che allarga il suo campo geografico di azione, coinvolgendo non soltanto, come da tradizione, i locali del centro storico, ma anche alcuni situati nella periferia e a Piediluco.
Diciassette concerti gratuiti in 13 locali
I locali che ospiteranno 17 concerti gratuiti sono il Met bistrò, il ristorante La Cruda, il Mio bio, lo Sporting ristò di San Valentino, la cioccolateria Calvani, il Bloom spazio condiviso, la pasticceria Evy di Borgo Rivo, Poscargano, la trattoria Lillero, il Rag’s club pub di Piediluco, il Mercato coperto campagna amica, il Rendez Vous, la pasticceria Pazzaglia e la pasticceria Carletti.
Quest’anno fa il suo ingresso nel nuovo mercato coperto di largo Manni gestito dalla Coldiretti Campagna amica: il nuovo cubo che fin dall’inaugurazione si è caratterizzato non solo come vendita di prodotti enogastronomici di stagione ma anche come contenitore di eventi di qualità.
Tutti concerti gratuiti pensati e organizzati per vivacizzare il tessuto economico cittadino durante il mese di San Valentino, patrono di Terni e mondiale degli innamorati. Un cartellone ricchissimo fatto di star internazionali, italiane e di eccellenze musicali del territorio in cui il tema dominante di quest’anno sarà il Latin Jazz, che sarà accompagnato da altre correnti ma anche da musica rock e leggera sempre rivisitata da armonizzazioni jazz.
Un’altra novità di quest’anno è il ritorno della collaborazione con il Conservatorio statale Briccialdi.
Il programma
L’appuntamento centrale sarà il 14 febbraio, giorno della festa del patrono, al Rendez Vous, inizio ore 21, con il Jobim project: un omaggio alla musica senza tempo del brasiliano Antonio Carlos Jobim, con brani che vedranno sul palco 12 musicisti. Tra loro Fabio Morgera, solista di tromba e flicorno, e accanto a lui una delle voci brasiliane più affermate, Claudia Marss. Star internazionali che suoneranno a fianco di musicisti professionisti del Briccialdi, un quartetto di sassofoni, Marco Mari, Jacopo Cento, Samuele Giuliobello, Giacomo Pieri; Paolo Tacchi alla chitarra, Alessandro Bravo al piano, Fabio D’Isanto alla batteria e Gianluigi Barzellotti alle percussioni. Sempre il 14 febbraio, questa volta alla pasticceria Pazzaglia, il pomeriggio con inizio alle 18, un concerto offerto al pubblico che passerà per corso Tacito della Terni Jazz orchestra. Concerto in cui tra gli altri pezzi verrà anche eseguito un brano del maestro Francesco Falcioni arrangiato dal maestro Lorenzo Agnifili. Un omaggio allo scomparso grande musicista ternano Francesco Falcioni, anzi un doppio omaggio alla memoria perché la Terni Jazz Orchestra è stata fondata da un altro grande musicista ternano scomparso prematuramente, Marco Collazzoni.
La scelta artistica
La scelta artistica dei concerti è stata fatta in base alle caratteristiche dei locali coinvolti. “San Valentino jazz – spiega l’ideatore Fabrizio Zampetti – anno dopo anno vuole continuare a raccontare la lunga storia d’amore di Terni verso la musica jazz. L’idea portante della manifestazione è quella di riportare i concerti jazz lì dove sono nati, nei locali pubblici, nei bar, nei ristoranti, nei club, di New Orleans, New York e Parigi, in locali fumosi e con un chiacchiericcio di sottofondo. E’ questa l’essenza del jazz che in questi diciassette anni di vita abbiamo cercato di riportare a Terni. Crediamo fermamente in questo progetto di rivitalizzare il tessuto economico cittadino attraverso concerti di qualità offerti gratuitamente dai locali”. Terni ha una lunghissima storia d’amore verso il jazz.
Una storia iniziata nel 2011
La prima edizione di San Valentino jazz è stata nel 2011 e da allora fino ad oggi è stato un susseguirsi crescente di successi e di partecipazione.
“Tutto nasce negli anni Settanta del secolo scorso – ricorda Zampetti – dai primi due grandi concerti di Umbria Jazz a Terni e a Villalago che ebbero un’eco mondiale e che lanciarono il festival. Di seguito venne l’esperienza del Blues Island, un locale alla fine di via Battisti che era un po’ tutto, bar, pub, scuola di musica jazz e soprattutto concerti. Un locale che era un punto di ritrovo di tutti gli appassionati del jazz, di Terni e del circondario, ma anche di fuori regione. Vennero a suonare grandi jazzisti dall’Italia e dal mondo. Alla fine degli anni Novanta tornò a Terni Umbria jazz, limitata però a concerti gospel durante il periodo pasquale. Subito dopo venne Terni in jazz, un festival solo ternano organizzato dai fratelli Vanni. Terminata quest’ultima esperienza, ci fu un buco di anni dove il jazz era praticamente scomparso da una città in cui era stato così vivo nell’immediato passato. Da qui l’esigenza di riprendere il percorso, di riannodare un filo che si era interrotto. Da questa esigenza nasce San Valentino Jazz, un festival che voleva e vuole simboleggiare l’amore di Terni per il jazz”.
L’impegno di Confartigianato e dei partner
Il Festival San Valentino Jazz è realizzato da Confartigianato Imprese Terni, che attraverso questa manifestazione rinnova il proprio impegno nella promozione culturale e nella valorizzazione del tessuto economico e sociale della città. L’edizione 2026 vede inoltre la collaborazione con Coldiretti Terni, finalizzata alla valorizzazione del Mercato Coperto di Largo Manni, recentemente riaperto e pensato come nuovo spazio urbano non solo dedicato ai prodotti enogastronomici di qualità, ma anche come luogo di aggregazione ed eventi culturali. Il Festival si svolge con il patrocinio della Provincia di Terni, del Comune di Terni e del Conservatorio statale “Giulio Briccialdi”, e con il contributo del Consorzio Uni.Co. Soc.Coop., BPER Banca, Intesa Sanpaolo, Banco BPM, Banca Centro Toscana Umbria, Cassa di Risparmio di Orvieto e dell’Associazione ANCOS, a testimonianza di una collaborazione ampia e condivisa tra istituzioni, associazioni e mondo economico del territorio.
Una delegazione istituzionale composta dal sindaco di Assisi Valter Stoppini, dalla presidente del Consiglio Comunale Annalisa Rossi, dall’assessore ai lavori pubblici Francesca Corazzi e dal consigliere Cristina Susta, ha visitato la sede della Ciam di Petrignano di Assisi, nell’ambito di un ciclo di incontri istituzionali avviati dall’Amministrazione comunale con le realtà produttive del territorio.
La delegazione è stata accolta dal presidente del Gruppo Ciam, Federico Malizia, e dal fondatore Giuseppe Malizia, con i quali si è svolto un momento di confronto e conoscenza della storia aziendale, delle attività produttive e dei molteplici progetti di sviluppo.
Fondata nel 1977, Ciam rappresenta oggi una realtà di riferimento a livello nazionale e internazionale nel settore dell’arredo e della refrigerazione professionale per il comparto HO.RE.CA. La nuova sede di Petrignano, estesa su oltre 23.000 metri quadrati, integra produzione, progettazione e spazi espositivi, tra cui il Ciam Museum, ed è parte di una rete che comprende sedi a Milano, Dubai e Miami.
Nel corso della visita è stato possibile approfondire l’organizzazione del lavoro per isole di produzione, l’elevato livello tecnologico dei processi e la capacità dell’azienda di realizzare soluzioni personalizzate di design e refrigerazione, destinate a mercati internazionali e a brand del settore food retail. Apprezzata anche la forte presenza di giovani all’interno dell’organico aziendale, elemento che testimonia la capacità della Ciam di investire sulle nuove generazioni, valorizzandone competenze tecniche e professionali in un contesto produttivo altamente specializzato e innovativo.
L’iniziativa – fanno sapere dal Comune – rientra nell’attività istituzionale di conoscenza e dialogo con il tessuto economico locale, con l’obiettivo di mantenere un contatto diretto con le imprese che operano e investono nel territorio comunale.
Comunità Energetiche S.p.A. (COM E) – società del fondo FIEE SGR con sede a Terni – ha comunicato di aver sottoscritto un accordo con un primario fondo di investimento attivo nel settore infrastrutturale per la cessione dei diritti relativi allo sviluppo, composti da progetti, titoli autorizzativi e connessioni, di tre impianti fotovoltaici localizzati nella regione Puglia per una potenza complessiva installata pari a 13,7 MWp. I tre impianti fotovoltaici si trovano nei Comuni di Carmiano, Collepasso e Lequile (LE) e avranno rispettivamente una capacità autorizzata di 2,4 MWp, di 4,1 MWp e di 7,2 MWp.
COM E è stata assistita nell’operazione di vendita dall’advisor legale PwC TLS, con un team guidato dal partner Stefano Cirino Pomicino e composto dagli avvocati Gabriele Giaccari e Luca Costanzo.
L’operazione – viene spiegato – rientra nell’ambito della strategia che configura la società come pure player nel nuovo ed emergente mercato nazionale della condivisione dell’energia rinnovabile e dell’autoconsumo, con focalizzazione su impianti di taglia C&I. La cessione di asset non-core consente, pertanto, a COM E di generare valore aggiuntivo rispetto al proprio ruolo chiave nella transizione energetica. La società opera, infatti, gestendo l’intero ciclo di vita degli asset energetici da fonti rinnovabili e distribuendo l’energia prodotta a imprese e utenze diffuse, attraverso sistemi SEU con contratti di PPA on-site e configurazioni CACER (comunità energetiche e autoconsumo individuale a distanza).
Commenta Paolo Allegretti, ceo di COM E: “Siamo estremamente soddisfatti di aver concluso questa operazione con un player di assoluto prestigio nel panorama italiano del settore. La cessione dei diritti di sviluppo di questi impianti rappresenta un’applicazione virtuosa del nostro modello innovativo di veicolo integrato di investimento di FIEE SGR nel settore dell’energia rinnovabile. La nostra strategia è di continuare a presidiare l’intera filiera fino alla gestione dell’energia prodotta e dei servizi energetici. COM E si propone come catalizzatore della transizione energetica italiana, operando in linea con le recenti policies comunitarie e nazionali che privilegiano la produzione, la condivisione e il consumo di prossimità delle rinnovabili favorendo al tempo stesso la stabilizzazione e la progressiva diminuzione dei costi energetici grazie al crescente contributo delle fonti rinnovabili”.
La Sangraf di Narni, ferma dall’aprile scorso. E la Moplefan di Terni, ferma da quasi un anno. Sono le due vertenze sulla quale la Filctem (Federazione lavoratori chimica, tessile, energia, manifatture) Cgil di Terni chiede attenzione alle istituzioni, nell’Assemblea generale in cui sono emerse le preoccupazioni per i poli chimici e in generale per il settore industriale e manifatturiero ternano.
Nel primo caso, l’azienda è ferma dall’aprile scorso ed è perciò aperto un tavolo in Regione per elaborare un piano di ripartenza degli impianti, in cui la stessa proprietà della Sangraf, come ricorda il sindacato, “ha fatto dichiarazioni in questo senso”. “Nell’ultimo incontro, dopo sollecitazioni sindacali e istituzionali – fanno sapere dalla Filctem Terni –, l’azienda si è impegnata a sottoscrivere un protocollo di intesa che prevede: mantenimento della produzione nello stabilimento di Narni; piano di manutenzione; ordinativi di materie prime; data di ripartenza degli impianti; pagamenti delle spettanze e degli istituti nei tempi, con rientro entro febbraio del versamento degli arretrati del fondo”. Documento che i sindacati sono in attesa di ricevere in questi giorni per verificare gli impegni e, “auspicatamente”, sottoscrivere l’accordo. In merito a ciò, l’assemblea generale della Filctem ternana ha chiesto l’impegno straordinario delle istituzioni e, se fosse necessario, anche del Ministero delle imprese e del made in Italy (Mimit) per “fare sì che l’azienda si impegni per la ripartenza dello stabilimento a tutela dei lavoratori e dell’unica realtà italiana di produzione degli elettrodi per forni fusori di acciaio ad arco elettrico”.
Seria preoccupazione desta anche la situazione della Moplefan, sia i lavoratori che per la strategicità dell’azienda. Questa è, infatti,ormai ferma da quasi un anno per mancanza della liquidità necessaria. “Il capitale debitorio sta aumentando – fa sapere il sindacato – e questo mese è stata attivata la procedura di composizione negoziale del debito con i creditori. Il tavolo di crisi al Mimit, istituito per favorire il dialogo tra sistema bancario e azienda, non ha prodotto i risultati dichiarati e auspicati e, dopo sei mesi di confronti e incontri tecnici, gli istituti di credito non hanno ritenuto di concedere una linea di finanziamento. La nuova strada indicata è quella del subentro di un socio nel capitale sociale (che è stato trovato dall’attuale proprietà) e dell’intervento di Invitalia a garanzia. Iniziativa, quest’ultima, in valutazione da parte del Ministero per vagliarne la percorribilità, ma c’è l’incognita del tempo necessario a svolgere queste verifiche”.
“Nel frattempo – rende noto ancora la Filctem –, dato l’acuirsi delle difficoltà di liquidità, i lavoratori sono stati posti tutti in cassa integrazione straordinaria (Cigs) e non hanno percepito le spettanze di dicembre e la tredicesima mensilità, oltre a fondo previdenza, buoni pasto e altri istituti. Come se non bastasse, un’ispezione dell’Ispettorato del lavoro ha causato il protrarsi dei tempi per il rinnovo della Cigs che dovrebbe dare copertura per i lavoratori dal 1° dicembre 2025 per un altro anno”.
In questa vertenza, la Filctem di Terni chiede che il Ministero del lavoro si impegni a garantire strumenti di tutela dei lavoratori a partire dal 1° dicembre scorso e che il Mimit vagli al più presto la percorribilità del supporto di Invitalia e favorire la ripartenza dello stabilimento. “Altrimenti – afferma – va trovata un’alternativa per non disperdere potenzialità e professionalità di una fabbrica così strategica per il territorio”.
Infine, un appello alle istituzioni locali affinché “attivino una cabina di regia territoriale con i sindacati per affrontare tutte le crisi che investono il settore chimico e manifatturiero, così da favorire la messa a terra degli strumenti legislativi nazionali e territoriali come area di crisi complessa, Fsc e Zes, e tutti gli strumenti disponibili a supporto dell’industria e del manifatturiero sul territorio”.
Entro la serata di oggi, venerdì, la Flaminia tra Spoleto e Terni potrà essere riaperta al traffico a tutti i veicoli.
E’ quanto ha assicurato Anas nel pomeriggio di oggi, venerdì, dopo che era stata bacchettata dalla Regione, per la lunghezza dei tempi di ripristino.
Per consentire la prosecuzione degli interventi di stabilizzazione del versante, il transito sarà provvisoriamente regolato a senso unico alternato con semaforo.
Sulla strada statale 3 Flaminia Anas ha completato le prime operazioni necessarie alla messa in sicurezza del tratto interessato da uno smottamento del versante in località Strettura, nel comune di Spoleto. In particolare, è stato rimosso dal versante il materiale instabile (terra, vegetazione e materiale roccioso) ed è stato demolito un masso che era stato reso pericolante dallo scivolamento del terreno.
Nonostante le rassicurazioni fornite da Anas circa una rapida riapertura della Flaminia tra Spoleto e Terni, dopo la frana nella zona di Strettura, la strada è ancora chiusa, con il transito consentito esclusivamente dai mezzi di soccorso e per l’accesso alle abitazioni presenti lungo il tracciato interessato dalla chiusura.
La Regione Umbria, con una nota, “stigmatizza il fatto che le rassicurazioni date da Anas in merito a una riapertura pressoché immediata non si sono concretizzate e chiede, a 3 giorni dalla chiusura, interventi urgenti e indifferibili di messa in sicurezza funzionale alla riapertura della strada”.
“Senza mettere in dubbio la necessità di intervenire in maniera più complessa, vista la condizione di pericolo derivante dall’instabilità della parte rocciosa della parete – si legge ancora – quello che appare chiaro è l’indispensabile attenzione che l’Anas deve riservare a istituzioni e cittadini nel mettere tutti nelle condizioni di recepire caratteristiche, soluzioni e tempi degli interventi che si rendono necessari”.
La Regione continua a monitorare la situazione con l’assessore competente Francesco De Rebotti, che venerdì mattina si è recato sul posto per verificare lo stato dei lavori. È stata completata la demolizione del blocco roccioso che incombeva sulla strada, quindi rimosso il pericolo maggiore e si è continuato a eliminare dalla scarpata i detriti più piccoli per renderla adeguata all’installazione delle reti di protezione. Nel primo pomeriggio è prevista la verifica del geologo che, qualora fosse positiva, permetterà di autorizzare l’avvio dell’installazione della rete metallica da parte dei rocciatori.
Questa operazione potrà essere compiuta con la riapertura della strada a unica corsia di percorrenza a senso unico alternato.
Le condizioni piu critiche sembrano state quindi superate e in attesa del sopralluogo del geologo si auspica una apertura alla circolazione anticipata e con le caratteristiche di cui sopra.
“Nel ringraziare gli addetti che sono all’opera di Anas e della ditta – conclude la Regione – ricordiamo che nel frattempo sono utilizzabili le viabilità alternative per struttura del traffico leggero e la deviazione dei mezzi superiori a 3,5 tonnellate dal km 103+900 al km 124+400”.
La SS3 Flaminia resta comunque percorribile Si raccomanda la massima prudenza, di limitare gli spostamenti e di utilizzare percorsi alternativi. 𝐏𝐞𝐫 𝐢𝐧𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐭𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐚𝐥𝐚 𝐨𝐩𝐞𝐫𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐀𝐍𝐀𝐒 𝐚𝐥 𝐧𝐮𝐦𝐞𝐫𝐨 𝟖𝟎𝟎.𝟖𝟒𝟏.𝟏𝟒𝟖
Linee guida condivise per una contrattazione sociale territoriale “forte, inclusiva e coerente con i principi costituzionali” nel protocollo d’intesa siglato tra Anci Umbria e le organizzazioni sindacali regionali (Cgil, Cisl, Uil, Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil).
“Un accordo che pone al centro la persona, la giustizia sociale e la dignità della vecchiaia” si legge in una nota diramata da Anci.
Il documento è stato firmato da Federico Gori, presidente di Anci Umbria, Maria Rita Paggio, segretaria generale della Cgil Umbria, Angelo Manzotti, segretario generale della Cisl Umbria, Maurizio Molinari, segretario generale Uil Umbria, Andrea Farinelli, segretario generale dello Spi Cgil Umbria, Dario Bruschi, segretario generale dello Fnp Cisl Umbria (che per l’occasione della sottoscrizione è stato sostituito da Francesco Ferroni, segretario provinciale di Perugia), Elisa Leonardi, segretaria generale della Uilp Uil Umbria.
“Questa intesa – ha dichiarato Federico Gori – si fonda sulla convinzione che il benessere dei cittadini, e in particolare della popolazione anziana, non rappresenti un costo, ma una risorsa viva per le comunità locali. Solo attraverso un confronto costante è possibile dare risposte concrete ai bisogni delle persone. La popolazione umbra, tra le più anziane d’Italia, vive una condizione di crescente fragilità, soprattutto nelle aree interne e nei piccoli comuni. I servizi sanitari e sociali faticano a rispondere ai bisogni emergenti, i medici di base sono sempre meno presenti nei territori periferici e i carichi di cura ricadono spesso sulle famiglie, in particolare sulle donne. Con questo protocollo si intende programmare iniziative comuni che favoriscano l’approfondimento e l’applicazione dei contenuti condivisi”.
I punti del protocollo
Il protocollo affronta sette ambiti tematici: relazioni sindacali, politiche fiscali e tributarie, servizi sociali e sanitari, residenzialità e abitare sociale, partecipazione e cittadinanza attiva, trasporto pubblico e mobilità, digitalizzazione e accesso ai servizi.
“Questo protocollo – hanno affermato anche i rappresentanti delle organizzazioni sindacali – aggiorna l’intesa già esistente tra Anci Umbria e le sigle sindacali. Nasce dalla consapevolezza che il confronto tra istituzioni e rappresentanze sociali sia oggi ancora più decisivo per garantire coesione, diritti e dignità, in una fase storica segnata da forti disuguaglianze, invecchiamento demografico, tagli al welfare e profonde trasformazioni sociali e tecnologiche. Con questa intesa le parti si impegnano a programmare iniziative comuni che favoriscano l’approfondimento e l’applicazione dei temi trattati”.
Le aree tematiche del protocollo
• Relazioni sindacali: promuovere relazioni strutturate attraverso un calendario annuale di incontri con le amministrazioni comunali, per discutere preventivamente atti di bilancio, piani sociali e principali scelte in materia di servizi e tributi locali, con l’intento di finalizzare accordi. • Politiche fiscali e tributarie: favorire una fiscalità progressiva, con soglie di esenzione e riduzioni su Irpef comunale e Tari per le fasce più deboli; condividere criteri di equità e trasparenza nelle tariffe dei servizi pubblici locali; sollecitare accordi tra Comuni e Agenzia delle Entrate per contrastare l’evasione fiscale. • Servizi sociali e sanitari: potenziare i servizi socio-sanitari territoriali, rafforzando assistenza domiciliare, integrazione sociosanitaria e sostegno ai caregiver; valorizzare consultori e centri antiviolenza nell’ambito delle politiche di genere; condividere strumenti di valutazione della spesa sociale, con attenzione al finanziamento del Prina e ai servizi per gli anziani non autosufficienti; rafforzare la rete dei servizi nei distretti e nelle aree interne, favorendo il confronto nella progettazione legata ai finanziamenti nazionali. • Residenzialità e abitare sociale: verificare e valorizzare il patrimonio Erp inutilizzato, garantendo criteri di assegnazione trasparenti e inclusivi; sostenere l’accesso alla casa tramite fondi affitto e soluzioni abitative innovative per anziani soli. • Partecipazione e cittadinanza attiva: promuovere il coinvolgimento degli anziani nella vita comunitaria, anche attraverso consulte o organismi di rappresentanza; incentivare iniziative di socializzazione e contrasto alla solitudine. • Trasporto pubblico e mobilità: favorire l’accessibilità al trasporto pubblico per anziani e persone fragili, anche con forme agevolate o gratuite; garantire servizi di mobilità verso strutture sanitarie e sociali, soprattutto nelle aree a bassa densità. • Digitalizzazione e accesso ai servizi: contrastare il digital divide tra gli anziani attraverso alfabetizzazione digitale, sportelli di assistenza e agevolazioni per l’accesso alle tecnologie.
I tempi lunghi con i quali le pubbliche amministrazioni spesso pagano i propri fornitori di beni e servizi spesso rappresentano un problema per le imprese, che in alcuni casi devono anche anticipare cifre importanti. E questo, nonostante i tempi fissati dalla normativa nazionale.
Consapevole di questa situazione, Confartigianato Imprese Terni ha avviato in questi giorni una consultazione con le proprie aziende associate per monitorare l’andamento dei tempi di pagamento da parte della Pubblica amministrazione e delle Società partecipate locali.
L’iniziativa nasce con uno spirito di collaborazione e dialogo: l’Associazione ha richiesto alle imprese di segnalare eventuali criticità nei tempi di saldo delle fatture (fissati per legge a 30 giorni, con deroghe a 60 per la sanità), allo scopo di mappare le difficoltà, fare eventuali solleciti mirati e costruire soluzioni condivise.
L’obiettivo dell’iniziativa – spiega Confartigianato Terni in una nota – è sottolineare un principio economico fondamentale: la puntualità della PA e delle Amministrazioni Locali garantisce una stabilizzazione vitale per il tessuto produttivo. L’opportunità di questo monitoraggio discende anche dalla considerazione del momento di particolare difficoltà che il settore dell’edilizia sta vivendo in Umbria al fine di porre l’attenzione e contenere i fenomeni che possono influire negativamente sull’equilibrio finanziario delle PMI , come appunto i tempi di pagamento dei lavori pubblici.
“Siamo convinti – afferma Michele Medori segretario di Confartigianato Terni – che il rispetto dei tempi di pagamento abbia un impatto sul rilancio economico del territorio spesso più efficace e immediato di molti aiuti di Stato. Garantire flussi di cassa regolari significa permettere alle imprese di programmare, investire e crescere. È la forma più diretta di sostegno allo sviluppo”.
Confartigianato evidenzia che il monitoraggio mira innanzi tutto a individuare i colli di bottiglia che rallentano le procedure amministrative. E quindi, ad aprire un tavolo di confronto costruttivo con gli Enti e le Partecipate per favorire l’allineamento delle prassi locali alle direttive europee e nazionali.
In un’ottica di sistema – conclude l’Associazione – l’efficienza dei pagamenti pubblici non è solo un obbligo normativo legato anche agli obiettivi del PNRR, ma un impegno etico e strategico verso chi ogni giorno produce valore per la comunità ternana.