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Autore: Redazione

I servizi di Sviluppumbria sull’app gratuita Umbria Facile

Sviluppumbria utilizza l’app gratuita Umbria Facile, Sviluppumbria per rendere più facilmente accessibili ai cittadini e alle imprese i bandi, le graduatorie e i servizi di assistenza. Scaricando l’app, ogni utente potrà ricevere notifiche puntuali e aggiornamenti costanti su tutte le agevolazioni e gli avvisi in uscita nel corso del 2026.

Questo consentirà ai beneficiari di conoscere i requisiti con largo anticipo e programmare con cura la presentazione delle domande, massimizzando l’efficacia degli interventi regionali. Si tratta di un’evoluzione strategica volta a costruire una pubblica amministrazione moderna e proattiva, capace di intercettare i bisogni reali della comunità umbra.

L’assessore regionale Tommaso Bori, con delega al digitale e all’innovazione, evidenzia la portata del progetto: “Questa collaborazione rappresenta un punto di partenza fondamentale per rafforzare l’accessibilità ai servizi pubblici. Grazie alla sinergia operativa tra Sviluppumbria e Punto Zero, mettiamo a sistema competenze e visione tecnologica per semplificare concretamente il rapporto tra istituzioni e cittadini, rendendo l’informazione un bene comune facilmente fruibile”.

REX: come funziona il sistema che consente ai carabinieri di controllare 80 mila imprese in Umbria

La Camera di Commercio dell’Umbria e la Legione carabinieri Umbria hanno rinnovato l’Accordo istituzionale per la tutela della legalità nel sistema economico locale, contrastando in particolare le infiltrazioni criminali.

A sottoscriverlo sono stati il presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni, e il comandante della Legione carabinieri Umbria, gen. b. Luca Corbellotti, confermando una collaborazione che non è solo formale, ma operativa, concreta e strategica.

Legalità come fattore di competitività

Non si tratta di una semplice proroga amministrativa. Questo rinnovo è un vero investimento istituzionale sulla sicurezza economica, perché la criminalità non danneggia solo lo Stato, ma altera la concorrenza, penalizza le imprese oneste e frena lo sviluppo.
Difendere la legalità significa quindi difendere il mercato. E farlo con strumenti moderni significa rendere il territorio più attrattivo per chi investe, produce e crea lavoro.

Il cuore tecnologico dell’accordo: Regional Explorer – REX

Il fulcro operativo dell’intesa è la piattaforma Regional Explorer – REX, un sistema di intelligence economica avanzata realizzato da InfoCamere S.c.p.A. e messo gratuitamente a disposizione dei Carabinieri dalla Camera di Commercio dell’Umbria.
REX consente alle Forze dell’Ordine di accedere direttamente al Registro delle Imprese, trasformando i dati camerali in strumenti investigativi ad alta precisione, capaci di intercettare comportamenti anomali, reti societarie opache e schemi sospetti.

Oltre 80.000 imprese sotto osservazione intelligente

Grazie a REX, la Legione Carabinieri Umbria può monitorare oltre 80.000 imprese attive sul territorio, comprese quelle con sedi e partecipazioni all’estero, un aspetto cruciale per contrastare riciclaggio, frodi fiscali ed esterovestizione.
La piattaforma consente di incrociare dati anagrafici, assetti proprietari, bilanci, eventi pregiudizievoli e flussi societari, offrendo una fotografia dinamica del rischio criminale nell’economia regionale.

Trenta indicatori per smascherare le anomalie

Il modello REX si basa su quattro grandi aree di analisi:
anagrafe delle imprese, governance e assetti societari, dati economico-finanziari, eventi pregiudizievoli.
In totale vengono utilizzati 30 indicatori, che possono essere incrociati e visualizzati in tempo reale su un cruscotto investigativo, permettendo ai Carabinieri di anticipare i fenomeni criminali invece di inseguirli.

Dati, formazione e una corsia preferenziale

La Camera di Commercio dell’Umbria garantisce quattro credenziali dedicate ai Carabinieri, oltre a supporto tecnico continuo e attività formative specialistiche per il personale dell’Arma.
Ogni provincia dispone inoltre di un ufficiale referente, creando una vera corsia preferenziale tra investigatori e sistema camerale, nel pieno rispetto della normativa sulla protezione dei dati.

Un modello che rafforza l’Umbria

Questo accordo rende l’Umbria un laboratorio avanzato di legalità economica, in cui istituzioni e forze dell’ordine operano come un’unica squadra per proteggere il mercato e le imprese sane.
In un’economia sempre più globalizzata e vulnerabile alle infiltrazioni criminali, questa alleanza rappresenta una risposta moderna, tecnologica e concreta.

Un messaggio chiaro alle imprese e alle mafie

Il rinnovo dell’Accordo manda un segnale inequivocabile: chi lavora onestamente è tutelato, chi inquina il mercato viene individuato.
La legalità non è solo un valore, è una leva di sviluppo. E oggi l’Umbria sceglie di rafforzarla con uno degli strumenti più avanzati che il sistema camerale e le Forze dell’Ordine possano mettere in campo.

Incontri gratuiti per caregivers e familiari di malati di Alzheimer

Undici incontri gratuiti, della durata di due ore l’uno, dedicati soprattutto ai caregiver e ai familiari di malati di Alzheimer. Sono organizzati dal Distretto del Perugino e dall’Unità operativa aziendale Disturbi Cognitivi dell’Usl Umbria1, insieme ad Ama (Associazione malati alzheimer) Umbria.

Si terranno ogni lunedì (dalle ore 16,00 alle 18,00) a partire dal 12 gennaio fino al 23 marzo presso la sede del Centro per la Formazione dell’Usl Umbria 1, situato nell’aula Zaffiro dei padiglioni Neri del parco Santa Margherita di Perugia (via Enrico dal Pozzo).

Il corso è articolato in moduli e l’iscrizione è prevista presso la sede del corso, anche il pomeriggio stesso. L’iniziativa è indirizzata a caregivers, familiari ed operatori dei servizi pubblici e del terzo settore, che lavorano con persone con Alzheimer. È stato organizzato dall’Usl Umbria 1 con un approccio al tema multidisciplinare e multilivello, perché i bisogni delle persone con Alzheimer sono integrati e complessi: sanitari, assistenziali, sociali e psicologici.

Hanno dato la propria disponibilità al corso e alla partecipazione: medici, personale sanitario e sociale dell’Usl Umbria 1, con la presenza dei medici di medicina generale, la preziosa collaborazione della Rete d’Argento per l’invecchiamento attivo, le Farmacie Afas e ad alcune associazioni quali Ama, Ant e Amata. All’ultimo incontro sarà presentato il libro “Dietro il sipario dell’Alzheimer” scritto dalla counselor Francesca Ragni ed è previsto un momento conviviale.

Umbria sul podio delle pensioni di invalidità: oltre 96 mila

Sono 96.111 le pensioni di invalidità erogate in Umbria. Con un’incidenza di 11,3 ogni abitanti. Dato che ne fa la terza regione italiana per incidenza, dopo Calabria e Puglia. Complessivamente si tratta di 26.404 prestazioni previdenziali e 69.709 civili. Per una spesa annua stimata in 43 milioni di euro.

Terni, dove le prestazioni in totale sono 25.465, è tra le province italiane dove più alta è l’incidenza rispetto alla popolazione: 11,83.

La provincia di Perugia è solo 6 posizioni sotto (al 17esimo posto), con 70.648 prestazioni ed un’incidenza dell’11,10%.

In Italia complessivamente si stima si spendano oltre 21 miliardi di euro l’anno per 4.313.351 prestazioni totali, con un incremento negli ultimi 4 anni del 7,43%.

L’Ottocentenario del Transito francescano si apre con la nomina di mons. Accrocca per le diocesi di Assisi e Foligno

Monsignor Felice Accrocca è il nuovo vescovo delle diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e, insieme, vescovo di Foligno, unendo le due sedi in persona episcopi, fino all’insediamento del nuovo vescovo.

La nomina è stata ufficializzata da papa Leone XIV e segue l’apertura delle celebrazioni per l’Ottocentenario francescano che si svolgono proprio ad Assisi in questi giorni. L’annuncio è stato dato direttamente da monsignor Domenico Sorrentino, al termine dell’apertura dell’Ottavo Centenario del Transito di San Francesco, in un’atmosfera di grandissima emozione.

Monsignor Accrocca, già arcivescovo di Benevento e docente di storia medievale con un consolidato legame con il mondo francescano, porterà la sua esperienza ecclesiale alle due comunità umbre con l’obiettivo di proseguire nella promozione di percorsi pastorali condivisi.

La presidente della Regione Stefania Proietti ha commentato la nomina e il momento ecclesiale con un messaggio di valore civico e spirituale per il territorio: “Accogliamo con profondo rispetto e gratitudine la nomina del nuovo Vescovo da parte di Papa Leone XIV. La comunicazione ufficiale giunge oggi, nell’apertura dell’ottavo centenario del transito di San Francesco, e segna un passaggio della nostra storia spirituale e comunitaria come regione Umbria, proprio nell’anno francescano della nostra storia, come cittadini e come comunità. Assisi, Foligno e le rispettive Diocesi rappresentano per il mondo luoghi di incontro, dialogo, cura, cultura e fraternità, valori che rispecchiano l’identità più profonda della nostra regione, che nel 2026 sarà il cuore dell’accoglienza d’Italia”.

Proietti ha espresso immensa gratitudine al padre vescovo Domenico Sorrentino che per 20 anni ha guidato “con grandissima fede e straordinaria sapienza la chiesa di Assisi, Nocera umbra, Gualdo Tadino e Foligno”.

Nel dare il benvenuto a nome della regione al padre vescovo Felice Accrocca, Proietti ha detto:; “Ci mettiamo a disposizione sin da ora come Istituzione e comunità umbra affinché il centenario francescano sia occasione di unità, sviluppo, accoglienza, coesione per la nostra intera Umbria”.

La gioia dei frati del Sacro Convento

Il custode del Sacro Convento fra Marco Moroni, OFMConv, appresa la notizia, ha espresso la gioia per la nomina di monsignor Accrocca e la gratitudine a Monsignor Sorrentino per quanto svolto durante il suo ministero pastorale.

“La scelta di papa Leone – ha detto – mi riempie di gioia. Mons. Felice Accrocca è universalmente riconosciuto per la sua straordinaria competenza su san Francesco e sulla storia delle origini del francescanesimo. A ciò si aggiungono la sua umanità e la passione per la vita pastorale e l’evangelizzazione, qualità che abbiamo avuto modo di apprezzare in numerosi incontri qui ad Assisi. L’ultimo di questi, giovedì scorso, lo ha visto parlare a noi superiori francescani d’Italia, offrendoci ancora una volta un segno tangibile del suo impegno e della sua visione”.

“Ritengo – ha aggiunto – che questa sia la scelta più appropriata per il tempo presente, in cui celebriamo l’ottavo centenario della morte di san Francesco, ma anche per gli anni a venire. La figura e il messaggio di san Francesco d’Assisi, grazie a questa guida, potranno continuare a portare frutti di fede in una società che ha urgente bisogno di riscoprire il Signore Gesù, di ritrovare la fraternità in un mondo sempre più individualista e di abbracciare quella piccolezza evangelica che rappresenta l’antidoto alla brama di potere dell’uomo contemporaneo”.

“In questo momento, non posso che esprimere la mia gratitudine a Mons. Domenico Sorrentino, che conclude il suo ventennale mandato come Vescovo di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino. Il suo instancabile impegno a favore di questa Chiesa, così ricca di santità, e la cura con cui ha coltivato le relazioni con noi frati, sostenendo la nostra variegata attività in Basilica – ha concluso – meritano il nostro più sincero ringraziamento”.

La nota della CEI dell’Umbria

“I vescovi dell’Umbria – si legge in una nota della CEI dell’Umbria – accolgono fraternamente mons. Felice Accrocca nominato vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno. La sua esperienza pastorale e la sua conoscenza appassionata e approfondita di S. Francesco costituiscono un prezioso contributo al cammino delle nostre Chiese sulla via del Vangelo. A mons. Domenico Sorrentino, amico fedele nel pellegrinaggio di questi anni, l’ammirazione e la gratitudine per la dedizione appassionata nell’annuncio del Vangelo e nel servizio episcopale al popolo di Dio e alle Chiese a lui affidate”.

Lavoro e formazione, l’Umbria ha superato gli obiettivi Pnrr col programma Gol

L’Umbria ha superato con largo anticipo e volumi superiori alle attese i nuovi target del Programma Gol (Garanzia occupabilità lavoratori).

Nella rendicontazione complessiva trasmessa all’Unità di Missione del Pnrr, Arpal Umbria ha certificato il pieno superamento degli obiettivi previsti per la Missione 5 (Componente 1), recentemente aggiornati dal Decreto del ministero del Lavoro n. 171 del 4 dicembre 2025.

Nello specifico, l’Umbria ha attestato il raggiungimento di 55.860 beneficiari che hanno usufruito delle politiche del lavoro tramite la rete dei Centri per l’Impiego, le Agenzie per il lavoro (Apl) e gli Organismi di formazione, a fronte di un target fissato a 52.627. Performance di particolare rilievo emergono sul fronte della formazione, con 14.725 persone che hanno concluso un percorso entro la fine del 2025. Di pregio il dato sul rafforzamento delle competenze digitali, asset sempre più richiesto dalle imprese: sono ben 6.444 gli utenti formati in questo ambito, superando la soglia di 5.877 prevista dal programma. Con questi risultati, l’Umbria non solo ha centrato il target di 11.151 beneficiari fissato per dicembre, ma ha già traguardato l’obiettivo di ulteriori 1.142 unità previsto per il 30 giugno 2026.

L’assessore regionale alle Politiche del Lavoro, Francesco De Rebotti, ha espresso soddisfazione per l’operato dell’Agenzia in questa fase di commissariamento e per l’impegno corale della rete regionale: “Sento il dovere di ringraziare le Agenzie per il Lavoro, gli Enti di formazione e il personale di Arpal. In particolare, i Centri per l’impiego hanno gestito le prese in carico con estrema professionalità, mentre la rete dei servizi privati e degli organismi formativi ha contribuito in modo decisivo a un traguardo sfidante, raggiunto anche in condizioni non sempre agevoli”.

“Il lavoro portato avanti – conclude De Rebotti – nell’ottica del miglioramento continuo che intendiamo applicare rispetto allo sviluppo della totalità dei servizi, non ha solo valenza territoriale e proietta l’Umbria tra le prime regioni per efficienza, contribuendo significativamente al successo del PNRR su scala nazionale. Il risultato odierno è frutto anche di una vasta campagna di comunicazione e di collaborazioni strategiche capillari, come quella con i Dipartimenti dell’Università degli Studi di Perugia e le sedi Adisu, grazie ai quali l’Agenzia ha intercettato numerosi giovani che hanno aderito con entusiasmo al bonus formazione Gol”.

Prorogata per tutto il 2026 la sperimentazione sulle etichette dell’ingrediente primario

La proroga dei decreti sull’etichettatura d’origine conferma il ruolo dell’Italia di leader nelle politiche di trasparenza e di sicurezza alimentare. È quanto afferma Coldiretti Umbria nell’esprimere soddisfazione per la misura varata dal ministro dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Francesco Lollobrigida, insieme ai Ministri delle Imprese e Made in Italy, Adolfo Urso e della Salute Orazio Schillaci, che estende al 31 dicembre 2026 il regime sperimentale italiano sull’indicazione in etichetta della provenienza dell’ingrediente primario per pasta, riso, pomodoro, carni suine trasformate, latte e prodotti lattiero-caseari.

“L’etichettatura obbligatoria degli alimenti – ricorda Albano Agabiti, presidente Coldiretti Umbria – rappresenta una storica conquista di Coldiretti, con l’obiettivo di garantire maggiore trasparenza, assicurare la tracciabilità dei prodotti e tutelare i cittadini consumatori. Grazie proprio alle nostre battaglie oggi l’indicazione dell’origine copre circa l’80% della spesa alimentare. Un impegno che abbiamo rilanciato a livello europeo – spiega Agabiti – con il lancio di una proposta di legge di iniziativa popolare europea per mettere finalmente in trasparenza tutti i prodotti alimentari in commercio nell’Unione europea. Solo con una normativa chiara e trasparente sarà possibile porre fine all’inganno dei prodotti esteri camuffati da Made in Italy, oggi reso possibile dalle falle del codice doganale europeo, che consente l’‘italianizzazione’ dei cibi anche dopo semplici trasformazioni marginali effettuate nel nostro Paese”.

Secondo l’ultimo rapporto Coldiretti/Censis, l’87% degli italiani apprezza particolarmente l’italianità, da cui si sente garantito e per la quale sarebbe pronto a spendere qualche euro in più rispetto a prodotti analoghi di altra provenienza. Tale propensione coinvolge anche oltre l’85% dei redditi più bassi che a tavola, anche in momenti di difficoltà, vuole comunque ci siano qualità, sicurezza e salubrità.

“Senza l’origine in etichetta – commenta Mario Rossi, direttore regionale Coldiretti – non esiste una scelta consapevole per il consumatore che invece ha il diritto di sapere cosa porta in tavola e da dove proviene. Difendere l’etichettatura significa difendere il reddito degli agricoltori, la qualità delle produzioni e la fiducia dei cittadini. L’Italia ha tracciato la strada, ora l’Europa non può più restare indietro: servono regole chiare e uguali per tutti per fermare le distorsioni del mercato e tutelare il vero Made in Italy. La proroga dei decreti sull’etichettatura d’origine – conclude Rossi – si muove non solo a tutela dei consumatori ma anche del lavoro degli agricoltori, visto che impedisce che il valore del vero Made in Italy agroalimentare, venga confuso con prodotti che di italiano magari hanno solo il nome”.

Unicoop Etruria, altro incontro: il 20 si svelano i dettagli su dismissioni, personale e investimenti

I vertici di Unicoop Etruria hanno ribadito i capisaldi del piano industriale, nell’incontro avuto a Roma con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali: recupero delle quote di mercato; investimenti per la ristrutturazione e l’ammodernamento dei magazzini e dei negozi; riorganizzazione del perimetro di vendita e della struttura di sede. Ribadendo in questo “la massima tutela delle persone e lo stanziamento di risorse adeguate allo scopo”. L’entità del personale da tagliare e le modalità con le quali questo avverrà saranno oggetto di un ulteriore confronto, fissato per il 20 e 21 gennaio, in cui saranno dettagliate le soluzioni tecniche ipotizzate.

“L’obiettivo primario del piano, avallato e sostenuto dagli enti regionali e nazionali rappresentativi della cooperazione di consumo – si legge in una nota in cui Unicoop Etruria rinnova la disponibilità al dialogo ed al confronto con i sindacati – è il rilancio della presenza economica e sociale di Coop nell’Italia centrale”.

Unicoop Etruria è attualmente presente con 150 supermercati, oltre 5 mila dipendenti e 740 mila soci in Toscana, Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo.

Nuovo ospedale di Terni: le 5 ipotesi con costi e tempi

Presentato in Terza Commissione regionale lo “Studio per le Aree idonee alla localizzazione del nuovo ospedale di Terni”, predisposto dalla società Binini Partners. In una seduta a cui hanno partecipato la presidente della Giunta, Stefania Proietti, l’assessore regionale Francesco De Rebotti, la direttrice
regionale “Salute e Welfare” Donatella Donetti, il direttore della Azienda ospedaliera di Terni, Andrea Casciari, gli ingegneri dello studio Binini.

L’audizione è stata convocata su richiesta del consigliere Eleonora Pace (FdI) per “verificare aspetti rilevanti sulla nuova struttura, valutando approfonditamente costi e tempistiche per la sua
realizzazione”.

Il presidente della Commissione, Luca Simonetti, ha annunciato che la seduta è “solo la prima di una serie di incontri e approfondimenti, che verranno svolti anche a Terni, per condividere le ipotesi progettuali e raccogliere le indicazioni di cittadini, amministratori e portatori di interessi”.

Lo studio

Lo studio, in sintesi, individua le criticità della struttura esistente, delinea cinque ipotesi localizzative per la nuova, stima entità economica e tempistiche per la realizzazione del nuovo ospedale. L’analisi dei siti ha tenuto in considerazione le zone esondabili e quelle a rischio frana, gli indicatori sull’inquinamento acustico e sulla qualità dell’aria, i tempi di percorrenza e l’accessibilità stradale, il paesaggio circostante.

Le criticità del vecchio ospedale

L’attuale struttura ospedaliera può contare su circa 600 posti letto accreditati, 14 sale operatorie, un elevato numero di ambulatori e studi medici, distribuiti su una superficie complessiva di circa 80mila mq. Essa mostra alcune criticità significative, tra cui: gli spogliatoi centralizzati che non rispondono alle esigenze organizzative moderne in termini di sicurezza e igiene; la mancanza di un collegamento diretto tra l’ospedale e la camera mortuaria; la scarsità di depositi; l’assenza di spazi sufficienti per garantire gli standard minimi di superficie richiesti per posto letto.

Le caratteristiche del nuovo ospedale

Alla luce delle criticità individuate, viene ipotizzata una struttura da 600 posti letto per una superficie complessiva compresa tra 110 e 120mila mq, dotata di almeno 1.200 posti auto, tra parcheggi pubblici, parcheggi dedicati ai dipendenti e aree riservate ai mezzi di emergenza e ai servizi logistici.

Cinque le ipotesi.

“Gabelletta”. Ampia, ma caratterizzata da un forte dislivello, la proposta progettuale adotta una tipologia di ospedale verticale, sfruttando proprio la pendenza naturale del terreno.

“Campitello”. Particolarmente favorevole per la sua conformazione prevalentemente pianeggiante, che permetterebbe di sviluppare l’ospedale secondo un modello orizzontale.

“Stazione”. La morfologia articolata e con specifiche condizioni geologiche ha suggerito lo sviluppo di quattro proposte progettuali, quattro varianti dello stesso concetto di ospedale verticale.

“Maratta”. Zona ampia e pianeggiante che consente lo sviluppo di un ospedale orizzontale, con due possibili versioni.

“Colle Obito”. Probabilmente la più complessa e articolata. Il nuovo edificio deve essere inserito all’interno di un tessuto urbano già consolidato e caratterizzato da una viabilità particolarmente
articolata.

L’attuale polo sanitario

La nuova struttura deve inoltre dialogare con l’attuale polo sanitario, con l’università e con un insieme di elementi urbani eterogenei, mantenendo un equilibrio funzionale e visivo. A ciò si aggiungono le condizioni geomorfologiche dell’area, che presentano differenze di quota ridotte ma comunque significative e da non sottovalutare nella progettazione.

Stima dei costi

Alcune aree dovrebbero essere acquisite/espropriate poiché non di proprietà pubblica. Il costante aumento dei prezzi e la necessità di affiancare alla realizzazione dell’ospedale adeguate opere di inserimento ambientale, portano il costo stimato a circa 4.350 €/mq. Con un investimento totale, per una superficie costruita di circa 115mila mq, di circa 500 milioni (comprensivi di arredi e tecnologie). A cui andrebbero aggiunti 50 milioni per eventuali parcheggi pluripiano.

La stima aumenta, in considerazione delle difficoltà presenti, per tre aree che necessitano di maggiori
attenzioni nelle fasi realizzative: 630 milioni per Gabelletta; 715 milioni per Stazione; 770 milioni per Colle Obito, dove si dovrebbe anche intervenire per stralci essendo un’area già edificata.

Obiettivi temporali

La bozza di crono-programma definisce gli obiettivi temporali per la realizzazione del nuovo ospedale. Le fasi principali dell’iter riguardano: programmazione, ricerca e ottenimento dei finanziamenti, acquisizione delle aree, progettazione, ottenimento delle autorizzazioni e procedure di appalto. Per poi passare alla realizzazione dell’opera. La stima dei tempi minimi necessari si attesta su 7 anni per le aree di Gabelletta, Campitello e Maratta, che salgono a 8 per Stazione e a 9 anni per Colle Obito, che necessiterebbe di maggiori tempi iniziali di installazione rispetto agli interventi in area libera.

Scuola, fino al 28 febbraio le domande per borse di studio e contributo trasporti

La Regione Umbria ha prorogato al prossimo 28 febbraio la scadenza per presentare le domande per le borse di studio regionali 2025/2026, con contributi previsti per il trasporto scolastico pubblico, rivolte alle studentesse e agli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado, statali e paritarie, residenti in Umbria.

“La proroga – viene spiegato in una nota della Regione – vuole offrire un tempo più ampio alla presentazione delle domande e per rassicurare le famiglie rispetto alle tempistiche complessive della procedura”.

Il bando, attivo dal 7 gennaio, è legato a un criterio fissato dall’Unione europea che prevede almeno tre mesi di frequenza scolastica effettiva prima dell’erogazione delle risorse.

“Il 4 febbraio era stato individuato come primo termine utile proprio per rispettare le regole europee e non ritardare l’erogazione dei contributi – spiega l’assessore regionale all’Istruzione, Fabio Barcaioli -. Già a metà dicembre, dopo un’interlocuzione con le organizzazioni sindacali, si era valutato di prolungare la scadenza, e la determina che lo formalizza è pronta”.

“La decisione di comunicare oggi la proroga, e non secondo il calendario inizialmente previsto – spiega l’assessore – nasce dalle segnalazioni arrivate dalle famiglie. È apparso quindi corretto fornire garanzie. In molti hanno rappresentato le difficoltà legate al rinnovo dell’Isee 2026, in una fase di transizione dovuta alle modifiche introdotte dalla legge di bilancio approvata il 30 dicembre, che non sono ancora state pienamente recepite dall’Inps. L’Istituto non ha infatti avuto il tempo necessario per aggiornare le procedure, pubblicare la circolare di riferimento e adeguare il calcolo delle attestazioni, né ha al momento reso note le tempistiche per l’aggiornamento dei sistemi, generando un ulteriore elemento di incertezza”.

I tempi

E ancora: “La Consulta nazionale dei Caf è attualmente impegnata in un confronto con l’Inps per sollecitare chiarimenti e definire tempi certi, ma ad oggi non sono disponibili indicazioni ufficiali. In questo contesto, le attestazioni Isee rilasciate in questi giorni non risultano pienamente allineate alla normativa vigente. Le nuove maggiorazioni previste per i nuclei con più figli e la nuova franchigia per la casa di abitazione potrebbero infatti determinare, per alcuni cittadini oggi sopra la soglia dei 25.000 euro, una riduzione dell’indicatore tale da renderli potenzialmente ammissibili al bando solo dopo l’aggiornamento dei calcoli da parte dell’Inps. Per una maggiore chiarezza aggiungo dunque che ai fini della graduatoria si ricorda che è richiesto esclusivamente un Isee 2026 in corso di validità. L’Isee 2025 è scaduto il 31 dicembre 2025 e non può essere utilizzato per la presentazione della domanda” conclude l’assessore all’Istruzione.