Prosegue la mobilitazione dei lavoratori delle Fabbricerie, in particolare di quelli dell’Opera del Duomo di Orvieto, che hanno organizzato un flash mob proprio davanti al Duomo, per sottolineare l’urgenza della riapertura del negoziato per il rinnovo del contratto di lavoro e il conseguente adeguamento degli stipendi.
A quasi due anni dalla scadenza del contratto nazionale di lavoro 2021-2023, infatti, erano seguiti mesi e mesi di trattativa e una procedura di conciliazione conclusasi con il mancato accordo a causa dell’indisponibilità dell’associazione datoriale a compiere i necessari passi avanti.
“Dopo due anni di trattativa gli enti aderenti a Fabbricerie – si legge nei volantini che i manifestanti hanno esposto questa mattina durante il flash mob –, i responsabili dei monumenti che voi visitate non sono disponibili a riconoscere ai loro lavoratori e alle loro lavoratrici un aumento degli stipendi adeguato all’alta inflazione registrata in questi anni. Tutto è aumentato. Gli affitti, i beni alimentari, le bollette e i ricavi delle Fabbricerie. Solo i nostri stipendi non possono aumentare? Mentre noi continuiamo a prenderci cura dei monumenti e a tenerli aperti gli enti chiudono la trattativa. Riaprite la trattativa e dateci presto un giusto contratto”.
“Dopo la proposta dell’aumento del 5,2 per cento, a cui si è aggiunta l’ulteriore proposta di un rilancio dell’1,2 per cento da parte dei rappresentanti dei datori di lavoro delle Opere, riteniamo insufficiente tale proposta per procedere alla sottoscrizione del Contratto Nazionale – ha affermato Andrea Pitoni, segretario generale di Fp Cgil Terni –. L’Associazione nazionale delle fabbricerie deve tornare al tavolo con una proposta economica rispondente alle aspettative di chi, ogni giorno, garantisce l’accesso e la tutela di opere che rappresentano un patrimonio dell’umanità. La proposta di incremento del 6,4% non è sufficiente: non tutela il potere d’acquisto eroso dall’inflazione e non risponde alle richieste contenute nella piattaforma unitaria, sostenute in tutte le assemblee svolte a ottobre”. “Questo contratto – conclude il segretario ternano della Fp Cgil – deve recuperare anche parte dello scostamento registrato nel triennio precedente, come previsto dalla clausola contrattuale. Basta con risposte elusive e insufficienti: servono aumenti tabellari adeguati per tutelare realmente i salari e dare risposte concrete a chi lavora ogni giorno nelle fabbricerie”.
Oltraggio, minaccia, resistenza a pubblico ufficiale e interruzione di pubblico servizio. Sono i reati di cui dovrà rispondere il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, rinviato a giudizio dal gup Chiara Mastracchio, che ha accolte le richieste della Procura ternana che ha indagato sulla tumultuosa seduta consiliare comunale del 28 agosto 2023.
In quella seduta, a seguito di un diverbio avuto dal sindaco in particolare con i consiglieri di centrodestra Orlando Masselli e Marco Cecconi, la cui posizione era stata però già in precedenza archiviata, si sfiorò addirittura la rissa, con la polizia locale costretta ad intervenire prima della sospensione della seduta.
Stefano Bandecchi dovrà comparire in aula nella prima udienza il prossimo 22 gennaio.
L’ANAP – Associazione Nazionale Anziani e Pensionati di Confartigianato – Gruppo Territoriale di Terni – esprime profonda preoccupazione per i dati contenuti nel rendiconto INPS 2024 sull’economia della provincia di Terni e, in particolare, sugli importi medi mensili delle pensioni, risultati significativamente inferiori sia alla media regionale che a quella nazionale.
Il presidente del Gruppo Territoriale ANAP di Terni, Luciano Vittori, evidenzia come dal report emerga un quadro allarmante: l’importo medio delle pensioni nella provincia di Terni si attesta a 894 euro, un valore ben al di sotto della media regionale umbra (1.241 euro) e ancora più distante da quella nazionale, che secondo i dati INPS raggiunge i 1.415 euro.
“Un importo medio mensile di circa 894 euro – sottolinea Vittori – implica che molte pensioni siano prossime o addirittura inferiori alla soglia di povertà, soprattutto per chi vive da solo o in nuclei familiari con risorse limitate. In un contesto di inflazione crescente, aumento dei costi della vita e carenza di servizi territoriali, questo rischio di impoverimento diventa ancora più grave, compromettendo dignità economica e benessere delle persone anziane”.
L’ANAP sottolinea come tale situazione contribuisca a un aumento della domanda di sostegno sociale, di misure di welfare e di politiche di supporto, aggravando ulteriormente la pressione sui servizi pubblici locali.
Alla luce di questi dati, l’Associazione rivolge un appello alla Regione Umbria, proprio nei giorni in cui si discute il DEFR 2025–2028, affinché vengano previste misure di integrazione sociale e interventi di contrasto alla povertà rivolti ai pensionati più deboli, in particolare nei territori come quello ternano, caratterizzati da pensioni medie molto più basse della media nazionale.
“Occorre riportare risorse nelle tasche dei cittadini – conclude Vittori – e in modo particolare dei pensionati, che rappresentano una componente fondamentale della nostra comunità e che oggi più che mai necessitano di politiche mirate e di un sostegno concreto”.
La due-giorni di incontri e dibattiti organizzata dalla meritoria associazione “Abitare Orvieto” insieme a Sarah Gainsforth e Ivan Ryliov ha acceso un faro sul fenomeno che sta stravolgendo e cambiando il volto alla vita sociale anche di questa città a causa della forte contrazione degli spazi abitativi per locazioni lunghe, ormai cannibalizzati da quelli adibiti ad uso turistico. Un fenomeno fuori controllo che sta facendo mutare la percezione pubblica rispetto all’economia turistica, con l’affermarsi di una nuova mentalità apertamente ostile al turismo.
La totale passività con la quale la politica assiste inerme a questi cambiamenti rischia di favorire questa posizione che è comprensibile, seppure paradossale.
La premessa è che Orvieto non può e non deve vivere solo di turismo perché non è Rimini con i suoi 16 chilometri di spiagge, ma neanche Bolsena che ha 3700 abitanti. Il libro di Gainsforth “L’Italia senza casa” cita gli esempi di alcune capitali europee ed alcune città italiane, tra cui Venezia, in cui si stanno sperimentando varie forme di regolazione e limitazioni nei confronti degli affitti turistici. Stiamo vivendo un periodo di cambiamenti velocissimi e la crescente avversione verso il turismo rappresenta un movimento da comprendere e cercare di gestire con politiche efficaci prima che si trasformi in una forma di radicalismo alimentato da molte pulsioni tra cui il risentimento verso il ceto dei “proprietari”. Una versione aggiornata di classismo prodotto da quelle difficoltà e tensioni, finora mai sperimentate, che è in grado di produrre una città in cui non ci sono case per gli abitanti o aspiranti tali.
Questa lettura del fenomeno “B&B” è però corretta solo in parte. Se è vero che vengono favoriti i proprietari, è anche vero che qui, a differenza delle grandi città, non esistono multinazionali proprietari degli immobili e che quella dell’affittacamere è un’attività che rappresenta una integrazione del reddito per molte persone che hanno un lavoro precario o che non ce l’hanno affatto. Si tratta di un aspetto che ha molto a che fare anche con il sostegno all’occupazione femminile. Rischiamo invece di scivolare anche verso la criminalizzazione dei riconoscimenti di Patrimonio dell’umanità da parte dell’Unesco. Come se fosse una cosa facile da ottenere (senza parlare del fatto che ci metterebbe per sempre al riparo dall’installazione delle pale eoliche).
IL VILLAGGIO TURISTICO STA DIVORANDO LA COMUNITA’
Negli ultimi anni il villaggio turistico ha cominciato a divorare la comunità come Crono che divora i propri figli. La soluzione non è ridimensionare il villaggio turistico, ma investire con una intensità straordinaria sulla comunità, partendo dal mercato immobiliare e dalle politiche sociali che nella politica locale producono ancora lo stesso effetto di una bestemmia pronunciata in faccia al sacerdote al momento dell’eucarestia come dimostra l’incredibile vicenda dei sei milioni di euro destinati all’edilizia pubblica di Orvieto e rimandati indietro all’ex assessore regionale Enrico Melasecche.
L’idea liberista che si debba lasciar fare al mercato, che lo stato o un ente pubblico non debba interferire con le leggi dell’economia è un’idea sbagliata e pericolosa. Bisogna fare esattamente il contrario. Orvieto non ha bisogno di meno turismo, ma di molto più turismo e di migliore qualità. Serve però una spinta straordinaria verso l’edilizia pubblica e concordata, valorizzando un patrimonio immobiliare pubblico che pure esiste e non è affatto modesto.
La politica deve cambiare radicalmente, non solo il centrodestra. Se qualcuno ricorda i Qsv, i Quadri strategici di valorizzazione dei centri storici cari alla sinistra, ricorderà anche come l’idea di trasformare Orvieto in una Disneyland, modello Assisi in miniatura, venne partorita proprio in quel contesto, seppur in un momento storico in cui la fagocitazione turistica delle città era appena agli albori.
Premiati i vincitori di “UMBRE Best Experience 2025”, iniziativa promossa dalla rete al femminile con vocazione turistica “UMBRE” (United Marketing for Business and Regional Experience) e destinata alle migliori e più innovative esperienze turistiche realizzate sul territorio.
I riconoscimenti ai vincitori delle quattro categorie del Premio, che quest’anno ha visto la collaborazione con Intesa Sanpaolo e World4All,startup che sviluppa tecnologie e servizi per l’accessibilità con l’obiettivo di rendere gli spazi pubblici e privati più inclusivi, sono stati assegnati durante l’evento organizzato al Teatro degli Illuminati di Città di Castello.
Il Premio, alla sua terza edizione, nasce con l’obiettivo di celebrare l’impegno e la capacità del settore turistico regionale di rendere la vacanza in Umbria un’esperienza unica e di valore.
Numerose le candidature presentate attraverso video descrittivi delle esperienze turistiche proposte.
I VINCITORI
Per la categoria heritage (arte, cultura, patrimonio storico e artigianato), il Premio è stato attribuito alla Fondazione Progetti Beverly Pepper con l’esperienza “I Love Contemporary Art”, un trekking urbano itinerante a Todi di Arte Contemporanea.
Ad aggiudicarsi il Premio nella categoria food & wine (valorizzazione dei prodotti enogastronomici locali) è l’AssociazioneStrada dell’Olio Extra Vergine di Oliva dop Umbria con “Frantoi Aperti in Umbria”, la manifestazione che celebra l’olio extra vergine di oliva con degustazioni ed esperienze in frantoio, oltre ad attività culturali e naturalistiche.
Per la categoria emotion (wellness, wedding, eventi, family, esperienze sensoriali) il Premio è stato assegnato all’Associazione Culturale di Promozione Sociale Aurora con il Festival del Cinema Città di Spello e dei Borghi Umbri “Le Professioni del Cinema”, manifestazione cinematografica che intende far conoscere al pubblico i professionisti del “dietro le quinte” del cinema portando il Festival nelle città e nei borghi dell’Umbria.
Per la categoria nature (sostenibilità, paesaggi, sport, outdoor, biodiversità, animali) il Premio è stato attribuito all’Associazione culturale VisualCam con “La Spesa nell’Orto”,progetto finalizzato alla promozione e divulgazione di uno stile di vita incentrato sul concetto di cura e di sostenibilità ambientale e alimentare.
È stata invece l’Asd La Lacciara con “L’Accademia della Briglia”,realtà che ha come obiettivo la valorizzazione della cultura equestre e la sua connessione con il territorio, ad aggiudicarsi la menzione speciale di Intesa Sanpaolo, partner dell’iniziativa. Il riconoscimento, istituito per premiare il potenziale nella valorizzazione e promozione delle migliori esperienze turistiche nella regione, è stato consegnato da Francesco Giusquiani.
Tra le novità dell’edizione 2025 anche la sinergia con il Lazio, che ha portato alla consegna di un Premio speciale a Vox Spa con “In viaggio tra i sapori con l’AI”,selezionata trale migliori esperienze turistiche laziali.
Assegnato anche il premio Best Content Creator a Jessica Mammoli, creatrice del blog “Partodall’Umbria”.
I vincitori avranno accesso ad un’analisi completa dei fabbisogni economico-finanziari da parte degli specialisti di Intesa Sanpaolo e ad una analisi strategica sul proprio posizionamento di marketing e comunicazione.
Alla cerimonia di premiazione, aperta dalle imprenditrici della rete “UMBRE” Federica Angelantoni, Ilaria Baccarelli, Ilaria Caporali, Cristina Colaiacovo e Michela Sciurpa, sono intervenuti la Presidente della Regione Umbria Stefania Proietti,ilSindaco di Città di Castello Luca Secondi e l’Assessore comunale al Turismo Letizia Guerri, il Direttore Affari della Presidenza, Turismo, Cinema, Audiovisivo e Sport della Regione Lazio Paolo Giuntarelli, il fondatore di World4All Marco Bottardi insieme al CEO e co-founder Marvin Milanese,e Valentina Tomirotti, Presidente dell’associazione di turismo accessibile “Pepitosa in Carrozza” e Presidente della Commissione selezionatrice del Premio che ha visto in qualità di giurati anche Jacopo Cossater, giornalista specializzato nel racconto del vino, Veruska Picchiarelli, Funzionaria Storica dell’Arte e curatrice delle collezioni della Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia, Aimone Romizi, musicista e cantante, e Nicoletta Sarti, travel designer Tailors Travel Gruppo Gattinoni.
Ospiti d’eccezione Ferdinando “Fefè” De Giorgi, Commissario Tecnico della Nazionale di pallavolo maschile che ha recentemente vinto i Mondiali di pallavolo 2025, e Giuliano Bergamaschi, docente e pedagogista della Nazionale di pallavolo maschile.
A moderare l’evento, che ha visto anche la partecipazione del Maestro Maurizio Mastrini al pianoforte, è stato Giovanni Giorgetti, Ceo & Founder di ESG89.
“Siamo davvero soddisfatte – affermano le imprenditrici della rete UMBRE – dell’ampia adesione che anche questa edizione del Premio è riuscita a raccogliere. Un risultato che conferma la vivacità di un settore impegnato nel proporre esperienze originali e coinvolgenti, capaci di favorire una conoscenza autentica e diffusa dei territori e delle loro radici. Desideriamo ringraziare tutte le realtà che hanno scelto di partecipare, condividendo le esperienze turistiche realizzate, ognuna di grande valore. Le nuove collaborazioni attivate, inoltre, hanno conferito ulteriore significato a questo riconoscimento, nato per valorizzare le proposte più innovative e, allo stesso tempo, creare opportunità di confronto e crescita comune”.
I FINALISTI
Per ogni categoria delPremio ci sono stati tre classificati e, fra questi, sono stati scelti i vincitori. Per la categoria heritage, oltre all’esperienza vincitrice,si sono classificate “Nera e Velino” dell’artista Alberto Spina e “Nonno Andrea virtuale – La voce della terra umbra” dell’azienda agricola Medei Marco; per la categoria food & wine si sono inoltre classificate “Birre del Trasimeno” di Giardini Spa e “Dal campo alla tavola” dell’azienda agricola Bittarelli; per la categoria emotion, oltre a quella vincitrice,si sono classificate “Eremito Experience” di Eremito Srl e “Made in Gubbio” di Land di Latini Nancy; per la categoria nature si sono inoltre classificate le esperienze “Granfondo del Montefeltro” di GAU – Gubbio Alta Umbria e “Oltre l’e-bike” dell’Associazione VI.VA.
Per il Premio assegnato al Lazio, oltre a quella vincitrice,si sono classificate le esperienze “StappaLa” e “Rome Foil Festival”.
La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, esprime profondo dolore e cordoglio per la tragedia avvenuta a Pò Bandino, a Città della Pieve, dove si è verificato un caso di femminicidio seguito da suicidio.
“La notizia di quanto è accaduto scuote l’Umbria intera” le parole della presidente. Che ha aggiunto: “Siamo vicini alla famiglia colpita da questo dolore improvviso e difficile da comprendere. In questi momenti il nostro primo dovere è il rispetto, la presenza partecipe delle istituzioni accanto a chi sta vivendo un lutto così terribile e profondo”.
La presidente ha richiamato il valore della prossimità e dell’unità: “Il pensiero di tutti va alle persone che oggi portano il peso più grande di questo dramma. La comunità si stringe intorno a loro, perché nessuno debba affrontare da solo un dolore così immenso e assurdo”.
In chiusura, la presidente ha affidato un richiamo al percorso di impegno delle istituzioni: “Continueremo a lavorare, come stiamo facendo, per rafforzare gli strumenti di prevenzione, ascolto e tutela, oggi il cuore dell’Umbria è qui, accanto a una comunità sconvolta e addolorata”.
Si chiama Umbria Hydrogen Day l’evento, in programma il 2 dicembre a Terni, che apre la strada alla filiera dell’idrogeno in Umbria.
Una giornata all’Hotel Valentino di Terni, organizzata da Regione Umbria, insieme a Sviluppumbria e all’Università degli Studi di Perugia, dedicata a delineare il futuro dell’idrogeno nella nostra regione e a costruire le basi di una filiera competitiva, innovativa e sostenibile. L’appuntamento riunirà istituzioni, imprese, università, centri di ricerca e stakeholder nazionali ed europei che stanno contribuendo allo sviluppo dell’idrogeno come vettore strategico della transizione energetica. Sarà un momento di confronto aperto, nel quale l’Umbria metterà al centro la propria volontà di diventare un territorio capace di produrre, utilizzare e integrare l’idrogeno all’interno dei settori industriali, della mobilità, dei servizi pubblici e della pianificazione energetica.
Durante l’evento verranno presentate visioni, opportunità e prospettive di sviluppo, con un’attenzione particolare alla necessità di mappare gli attori regionali, identificare sinergie tra aziende e centri di ricerca e individuare i progetti più rilevanti per la nascita di una Hydrogen Valley umbra.
L’Umbria Hydrogen Day rappresenta un passaggio decisivo in vista dei futuri investimenti europei e nazionali, offrendo a imprese e istituzioni un luogo in cui costruire alleanze, condividere competenze e accelerare l’adozione delle tecnologie a idrogeno. Sarà un’occasione per valorizzare il ruolo dell’Umbria nel panorama nazionale e per confermare la volontà regionale di essere protagonista della transizione energetica.
La presidente della Regione, Stefania Proietti, così presenta l’evento: “Con l’Umbria Hydrogen Day vogliamo compiere un passo concreto verso la creazione di una filiera regionale dell’idrogeno, capace di generare innovazione, lavoro qualificato e nuove opportunità per le nostre imprese. L’idrogeno rappresenta una delle tecnologie più promettenti per la decarbonizzazione e per la competitività dei territori”. “L’Umbria ha le competenze scientifiche, il tessuto imprenditoriale e la visione strategica per giocare un ruolo da protagonista. Questa giornata – conclude Proietti – sarà l’occasione per mettere a sistema idee, progetti e attori che possono guidare la transizione energetica regionale, con l’obiettivo di costruire una Hydrogen Valley umbra riconosciuta a livello nazionale ed europeo”.
Hanno trovato i loro corpi senza vita sul pavimento della loro abitazione, a Po’ Bandino, frazione di Città della Pieve.
Lei, 59 anni, impiegata in un’impresa di pulizie. Lui, 58, sottufficiale in quiescenza dell’Aeronautica Militare.
I militari sono entrati nell’abitazione a seguito della segnalazione di un cittadino, che aveva sentito colpi di arma da fuoco, poco prima delle 12.
La donna era stata colpita al petto, l’uomo ucciso da un colpo in bocca. La dinamica appare abbastanza chiara agli inquirenti, in attesa degli accertamenti balistici che confermino che entrambi i colpi mortali sono partiti dalla stessa pistola. Un caso di femminicidio-suicidio, insomma.
Da una prima ricostruzione l’uomo avrebbe prima sparato alla compagna al petto, con un colpo di arma da fuoco esploso con una pistola, su cui sono in corso accertamenti finalizzati a stabilirne la provenienza, per poi togliersi la vita con un colpo in bocca.
Nell’edificio e sull’area circostante è stato condotto un accurato sopralluogo da parte del personale operante e dei militari della Sezione Investigazioni Scientifiche del Nucleo Investigativo di Perugia, che hanno eseguito i rilievi tecnico-scientifici per ricostruire la dinamica dell’accaduto.
Dopo gli accertamenti condotti dal medico legale, le salme sono state trasferite nell’Istituto di Medicina Legale di Perugia per i conseguenti approfondimenti del caso.
Le indagini sono coordinate dalla Procura della Repubblica di Perugia e sono finalizzate a definire, oltre che la dinamica, il movente del grave fatto di sangue.
Di fronte ad un’economia umbra che nel prossimo anno si troverà ad un bivio, ANCE Perugia indica un percorso di confronto e collaborazione per arrivare alla redazione di un Piano fondato sull’interazione tra il quadro delle risorse disponibili, anche in vista della prossima conclusione dei cantieri del PNRR, e precise priorità per il territorio. E’ la proposta lanciata dal presidente di ANCE Perugia, Giacomo Calzoni, nel corso della parte pubblica dell’Assemblea dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili della Provincia di Perugia. Il convegno intitolato “Guardiamo al futuro: la consapevolezza – Oltre il PNRR: criticità, sfide e opportunità” ha visto gli imprenditori di ANCE confrontarsi sui temi dello sviluppo sostenibile, delle infrastrutture e degli investimenti con i rappresentanti istituzionali (Gianluca Paggi, Direzione Governo del Territorio, Ambiente, Protezione civile, Riqualificazione urbana, Coordinamento PNRR, che ha letto un contributo dell’assessore Francesco De Rebotti; l’assessore comunale di Perugia Francesco Zuccherini, il presidente della Provincia di Perugia Massimiliano Presciutti).
Lavori aperti dai saluti introduttivi del neo presidente di Confindustria Umbria, Giammarco Urbani, e del presidente di ANCE Umbria, Albano Morelli, e che si sono avvalsi dei contributi di Riccardo Maria Ardizzone, responsabile Relazioni Business PA Cassa Depositi Prestiti, che ha parlato delle opportunità di finanziamento per la crescita del territorio umbro, e dell’analista Alfredo Martini (The Sign Comunicazione) che ha redatto il Report, attraverso l’elaborazione di dati economici e un’indagine condotta tra le imprese associate ad ANCE Perugia.
Il Report ANCE Perugia 2025
L’edizione 2025 del Report fotografa un’Umbria che attraversa una fase di forte incertezza economica e sociale, con segnali di stagnazione strutturale e un rischio concreto di rallentamento, dopo la stagione degli investimenti finanziati dai bonus edilizi e dal PNRR.
“Dal report di quest’anno – ha sottolineato il presidente di ANCE Perugia, Giacomo Calzoni – emerge un’Umbria dall’equilibrio instabile, esposta a rischi sempre più evidenti. Allo stesso tempo appare chiaro il contributo fondamentale che ha fornito e può continuare a fornire l’industria delle costruzioni. Quel che serve è l’individuazione di una strategia condivisa, che metta al centro una forte collaborazione tra pubblico e privato, mettendo maggiormente a sistema le politiche attuali. Da parte di ANCE vi è la più ampia disponibilità a svolgere un ruolo di interlocutore tecnico e operativo, mettendo a disposizione dati, analisi e strumenti di monitoraggio per trovare insieme le soluzioni più rispondenti a garantire sviluppo economico e un maggiore benessere ai cittadini della nostra regione”.
Economia regionale: crescita debole e allarme demografico
L’Umbria continua a crescere meno della media nazionale, con un PIL stagnante e un valore aggiunto tra i più bassi d’Italia. A questo si aggiunge un calo demografico significativo: negli ultimi dieci anni la regione ha perso oltre 41.000 residenti, con un indice di vecchiaia che supera 246 (ben oltre la media italiana). In aumento la fuga dei giovani: nel 2024 si sono trasferiti stabilmente all’estero 722 laureati umbri (+62% rispetto all’anno precedente).
Industria delle costruzioni: un settore più solido, ma in frenata
Negli ultimi anni le costruzioni hanno sostenuto fortemente l’economia umbra, grazie a incentivi e investimenti PNRR. Oggi rappresentano il 12,5% del PIL regionale e il 24% degli addetti dell’industria. Ma il 2025 segna l’inizio di un cambio di ciclo: gli investimenti in costruzioni risultano in calo (-4,9% nel 2024 e -7,7% stimato nel 2025), con una riduzione delle ore lavorate e un rallentamento dell’occupazione. Il tessuto imprenditoriale, però, appare più robusto: crescono le società di capitali e aumenta la capitalizzazione delle imprese.
Resta aperta la sfida sugli obiettivi fissati dal PNRR, che in Umbria vede il 61% dei cantieri già avviati o conclusi e un livello di spesa relativa alle opere pari al 23,41% sul totale dei finanziamenti, a fronte di un valore medio nazionale del 32,63%.
Infrastrutture: le opere prioritarie e una visione unitaria
Le analisi raccolte mostrano come il gap infrastrutturale rappresenti uno dei principali limiti allo sviluppo regionale. Le imprese individuano con chiarezza queste opere strategiche:
Completamento del Quadrilatero Umbria–Marche
Nodo stradale di Perugia
Superstrada E78 “Due Mari”
Direttrice ferroviaria Orte–Falconara
Collegamento con rete Alta Velocità
Secondo il Report, realizzarle significherebbe:
ridurre costi e tempi logistici per le imprese manifatturiere;
rendere l’Umbria più attrattiva per investimenti esterni;
riequilibrare i flussi turistici e commerciali nord/sud e est/ovest;
sostenere le aree interne e limitare lo spopolamento.
Innovazione e digitalizzazione: tra potenzialità e ritardi da colmare
Le imprese umbre mostrano una crescente consapevolezza dei temi legati a digitalizzazione, IA e nuove tecnologie di cantiere (BIM, robotica, manutenzione predittiva).
Tuttavia, i dati del sistema camerale rivelano un paradosso:
il 52% delle imprese industriali non ha investito nel digitale negli ultimi tre anni;
il 65% non prevede di farlo nel prossimo triennio.
Questo ritardo rischia di compromettere competitività, sicurezza e capacità di partecipazione alle gare.
Il messaggio di ANCE: dal PNRR a un Piano regionale condiviso
Con la conclusione dei cantieri PNRR, ANCE Perugia avverte un rischio concreto: una nuova destrutturazione del settore, simile a quella post-crisi 2008.
Per questo, l’Associazione propone una strategia articolata:
Condividere una visione di medio periodo tra imprese, istituzioni e mondo sociale;
Integrare costruzioni, industria, logistica e aree periferiche;
Pianificare in modo congiunto le risorse, a partire dai Piani triennali delle opere pubbliche;
Elaborare un Piano regionale per lo sviluppo sostenibile, basato su:
infrastrutture prioritarie,
capitale umano e formazione,
rigenerazione urbana,
innovazione tecnologica,
tutela del territorio e transizione energetica.
Calzoni: “Costruiamo insieme un modello di sviluppo”
Il presidente di ANCE Perugia, Giacomo Calzoni, alla luce dei contenuti del Report 2025, ha lanciato un appello a tutto il sistema umbro: “Servono scelte coraggiose e tempestive. La politica regionale deve innanzitutto definire una visione chiara, individuando priorità infrastrutturali e rafforzando la capacità amministrativa nella gestione delle risorse. È necessario investire sul capitale umano, trattenendo i giovani più qualificati e favorendo l’incontro tra formazione universitaria e tessuto produttivo. Occorre poi concentrarsi sulla rigenerazione dei territori, migliorando servizi, mobilità e opportunità nelle aree interne, per evitare che intere porzioni della regione restino escluse dai processi di sviluppo. Infine, è indispensabile accelerare la transizione tecnologica e la digitalizzazione, aiutando le imprese a competere in un mercato globale sempre più esigente. L’Umbria, oggi, si trova davanti a un bivio: continuare a scivolare in una traiettoria di declino oppure cogliere l’occasione per ricostruire un modello di sviluppo capace di valorizzarne la storia, il capitale umano e il potenziale ancora inespresso. Il Report ANCE Perugia indica una via possibile. Nel prossimo anno dobbiamo trovare le soluzioni e adottare le politiche adeguate per una sua concreta attuazione.”
I premi fedeltà associativa alle imprese
Nel corso della parte pubblica dell’Assemblea di ANCE Perugia, sono stati consegnati i premi fedeltà associativa.
Per i 25 anni di associazione ad ANCE Perugia sono state premiate le imprese: Edilsystem srl di Perugia (hanno ritirato il premio Roberto ed Elisa Menichetti); Moretti Aldo srl di Foligno (ha ritirato il premio Edo Moretti); Regni & Caponi srl di Perugia (hanno ritirato il premio Michele, Pietro, Giulio e Pietro Junior Regni e Pietro Caponi).
Il premio per i 50 anni di associazione ad ANCE Perugia è stato conferito a Tecnostrade srl di Perugia; sul palco a ritirarlo Francesco, Letizia e Lorenzo Caporali.
Mondo del giornalismo in lutto per la scomparsa del giornalista Fabio Luccioli, a soli 38 anni, a seguito di una grave malattia.
“E’ un giorno triste” ha detto la presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, Sarah Bistocchi, chiedendo un minuto di silenzio all’apertura della seduta del Consiglio regionale.
Il Consiglio dell’Ordine dei giornalisti dell’Umbria lo ha ricordato così: “Giornalista appassionato e competente, doti che lo hanno portato alla direzione di Rgu e della Gazzetta di Foligno, attraverso i quali ha raccontato la cronaca, lo sport, la politica dell’Umbria e della sua amata Foligno, Fabio è stato anche consigliere dell’Ordine dei giornalisti, divenendo in particolare un punto di riferimento per tanti giovani avviati a questa professione. I giornalisti umbri si stringono con affetto intorno alla famiglia di Fabio e in particolare al fratello, il collega Andrea”..
“Il pensiero – ha scritto in una nota l’Associazione Stampa Umbra – va prima di tutto alla famiglia, al fratello e nostro collega Andrea”. Ricordando che Fabio era “un professionista preparato e umanamente apprezzato lascia un vuoto profondo nella categoria dei giornalisti nella quale è stato una figura autorevole e umanamente apprezzata”.
Tante le attestazioni di cordoglio e di vicinanza alla famiglia da parte dei colleghi giornalisti e delle istituzioni. Sincero cordoglio e vicinanza alla famiglia, in particolare al collega Andrea, al quale si unisce anche Umbriaeconomia.
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