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Vallo di Nera, le novità di “Fioc di Cacio” 2026

Il 13 e il 14 giugno 2026, il castello medievale di Vallo di Nera, riconosciuto dall’ONAF (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggi), come unica “Città del Formaggio” in Umbria, ospiterà l’edizione 2026 di “Fior di Cacio”.

La XXII edizione segna quest’anno una svolta storica: grazie a un accordo strategico tra Slow Food e la Camera di Commercio dell’Umbria, la rassegna punta a diventare il punto di riferimento nazionale, nell’anno di pausa di “Cheese” (Bra), proponendosi come palcoscenico privilegiato per la biodiversità e l’arte pastorale italiana.

Novità dell’edizione 2026 sarà l’allestimento del Villaggio dei Presidi Slow Food. Fior di Cacio infatti, non ospiterà solo le eccellenze umbre, come il pecorino a latte crudo e la ricotta salata della Valnerina, ma aprirà le porte a produttori di Presidi provenienti da diverse regioni italiane. Un’occasione unica per degustare produzioni di nicchia a rischio estinzione attraverso laboratori e percorsi guidati curati dai responsabili di Slow Food Umbria.

“Fior di Cacio non è solo una mostra mercato, ma un atto di tutela per il nostro paesaggio e la nostra identità,” dichiara Agnese Benedetti, Sindaco di Vallo di Nera – “Trasformare Vallo di Nera in un riferimento nazionale significa dare voce a chi, con i pascoli, protegge l’ambiente e l’economia delle aree interne.”

La manifestazione, organizzata dal Comune di Vallo di Nera, nasce infatti con l’obiettivo di valorizzare le migliori produzioni casearie dell’Umbria e di ridare valore alla figura del pastore quale mestiere antico e tradizionale della Valnerina, rimarcando il valore ambientale, sociale ed economico dei pascoli umbri, ricchi di varietà floreali che conferiscono aromi e fragranze uniche ai formaggi, e diffondendo la conoscenza delle produzioni di nicchia a rischio di estinzione.

Cuore della manifestazione sarà, come da tradizione, la mostra mercato che animerà le vie del castello, dove i visitatori potranno degustare e acquistare le migliori produzioni artigianali umbre, tra cui il pecorino a latte crudo e la ricotta salata della Valnerina.

Tra gli appuntamenti di rilievo, sabato 13 giugno si terrà il Convegno dal titolo “Pascoli, prodotti e innovazione: esperienze e modelli di sviluppo a confronto”, organizzato in collaborazione con MICO – Made in Italy, Cibo e Ospitalità, dell’Università per Stranieri di Perugia, Slow Food e la Camera di Commercio dell’Umbria. Il seminario, sarà articolato in tre tavole rotonde dedicate ai temi dello sviluppo territoriale, della valorizzazione dei pascoli delle aree interne e delle prospettive di policy per la filiera casearia regionale. A seguire, un laboratorio itinerante metterà in dialogo relatori e produttori direttamente negli stand espositivi.

Il programma della due giorni sarà ricco di eventi e iniziative per tutti i pubblici: a partire da “La Formaggissima in 3P”, una “marcia di assaggi” in tappe per le storiche vie di Vallo di Nera con la possibilità di assaggiare tre tipicità locali, Prosciutto, Pane e Pecorino cotto, per proseguire con “I Mille matrimoni del formaggio”, educational multisensoriale curato dai maestri assaggiatori ONAF che condurranno i partecipanti alla scoperta di diverse tipologie di formaggi in abbinamento ai vini umbri.

Spazio anche ai laboratori pratici sulla lavorazione del primo sale e “La filatura con assaggio della mozzarella” che illustrerà le fasi di produzione del popolare formaggio, con la lavorazione della cagliata e la filatura della mozzarella, che verrà poi offerta in assaggio, mentre, a chiusura della manifestazione, domenica 14 giugno, entrerà in scena la tradizionale “maxi Ricotta di Fior di Cacio”, con una forma di 80 Kg che, a bordo di un Ape e scortata dai Cavalieri della Tavola Apparecchiata, arriverà nella piazza del paese, confezionata in una grande cesta di vimini intrecciata a mano e distribuita fresca a tutti i presenti.

Accanto alle esperienze gastronomiche, Fior di Cacio offrirà un ampio ventaglio di attività all’aria aperta come il rafting lungo il fiume Nera; le escursioni lungo i sentieri di valle, mezza costa e montagna, che si inoltrano tra le tartufaie presenti nei boschi della zona, i trekking che porteranno a scoprire lo scenario naturale dei pascoli della Valnerina sui sentieri della Transumanza; le iniziative per i bambini, come le passeggiate con gli asinelli, gli spettacoli teatrali ed i laboratori; i concerti di musica popolare e gli artisti di strada che animeranno i vicoli del castello di Vallo di Nera, oltre alla tradizionale Gara di Ruzzolone con il formaggio. Infine nella giornata di domenica 14 giugno si terrà l’estemporanea di street art “Finestrelle colorate” con gli artisti impegnati nel rendere delle opere d’arte di strada gli sportelli dei contatori di servizi.

Fior di Cacio 2026, realizzato con il contributo del Gal Valle Umbra e Sibillini, della Regione Umbria, di Promocamera – Camera di Commercio dell’Umbria, del Consorzio BIM Nera e Velino e con il patrocinio del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, della Provincia di Perugia, della Provincia di Terni e la collaborazione di Pro Loco di Vallo di Nera, Onaf – Organizzazione Nazionale degli Assaggiatori di Formaggio e Slow Food Umbria; si conferma così non solo come celebrazione delle eccellenze casearie umbre, ma come laboratorio culturale e territoriale capace di coniugare tradizione, innovazione e sostenibilità, proiettando l’Umbria al centro della scena nazionale del gusto.

Mopeflan, un investitore finanziario mette sul piatto 10 milioni

Un investitore finanziario è interessato concretamente alla Mopeflan. E’ quanto emerso nell’incontro che si è svolto presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit).

“Dopo un lungo periodo di incertezza e numerosi incontri, l’ufficializzazione di una manifestazione d’interesse rappresenta sicuramente un fattore positivo” commentano le segreterie provinciali e territoriali di Filctem-Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, attraverso i rispettivi segretari Stefano Ribelli, Simone Sassone e Doriana Gramaccioni.

Secondo quanto comunicato ai sindacati, è attualmente in corso la fase di analisi approfondita dei conti e degli asset (due diligence), coordinata da advisor legali e finanziari. L’investimento prospettato, subordinato all’esito positivo della due diligence, ammonta a 10 milioni di euro.

“L’esperto della procedura di Cnc – composizione negoziata della crisi – ha già provveduto a depositare la manifestazione d’interesse presso il Tribunale competente – specificano I sindacati – , confermando che l’operazione si sta svolgendo nel pieno rispetto dei tempi e dei modi previsti dalla procedura di composizione negoziata della crisi. L’azienda ha inoltre comunicato di essere al lavoro per la registrazione del marchio storico, passaggio considerato fondamentale per poter attivare le misure di salvaguardia pubbliche e rafforzare il valore del polo produttivo”.

“Nonostante l’ottimismo per l’arrivo di un investitore finanziario e i 10 milioni messi sul piatto – concludono I sindacati – dobbiamo attendere che questi impegni si concretizzino e che l’azienda sviluppi dei piani, industriale e commerciale, solidi. Monitoreremo ogni passaggio e solleciteremo costantemente le parti affinché si arrivi alla ripartenza il prima possibile perché le tempistiche per il rilancio sono contingentate e, per questo, non si deve lasciare nulla al caso. La nostra priorità resta la piena tutela occupazionale e il rilancio produttivo”.

Il prossimo incontro presso il Mimit è fissato per il 9 giugno.

IA e innovazione educativa, all’Itts volta di Perugia i docenti umbri al seminario di avanguardie educative

IA e innovazione educativa, all’Itts volta di Perugia docenti da tutta l’Umbria per il seminario di avanguardie educative. L’obiettivo è guardare alla complessità del presente e interpretare sfide future, comprese quelle che si aprono con l’utilizzo dell’Intelligenza artificiale nella scuola.

L’Istituto tecnico tecnologico statale Alessandro Volta di Perugia ha organizzato il seminario regionale della Rete di Avanguardie educative ‘Abitare il futuro innovazione educativa e cittadinanza globale’. Come scuola polo regionale del movimento Avanguardie educative, l’istituto di Piscille ha proposto così una due giorni di formazione e confronto a cui hanno partecipato docenti provenienti da tutta l’Umbria. Ad aprire l’evento sono stati, insieme a Fabiana Cruciani, dirigente scolastica dell’Itts Volta di Perugia, Francesco Manfredi, presidente di Indire, Istituto nazionale di documentazione innovazione ricerca educativa a cui si deve la nascita 10 anni fa del movimento di Avanguardie educative, Jessica Niewint, ricercatrice di Indire, Jose Mangione, ricercatrice di Indire e referente di Avanguardie educative. Presenti inoltre Francesca Tizi, assessore all’istruzione del Comune di Perugia, e Fabrizio Ricci, consigliere regionale dell’Umbria, che hanno fatto un plauso a questa iniziativa sottolineando come confermi la scuola quale luogo di cittadinanza attiva. Nel corso dell’iniziativa si sono succeduti anche gli interventi di Franca Burzigotti, Ambassador di Avanguardie educative, e Francesco Mezzanotte, coordinatore del Corpo ispettivo dell’Ufficio scolastico regionale dell’Umbria.

Avanguardie educative è un movimento aperto alle scuole italiane con l’obiettivo di individuare, supportare, diffondere e mettere a sistema pratiche e modelli educativi volti a ripensare l’organizzazione della didattica, del tempo e dello spazio del ‘fare scuola’ in una società della conoscenza in continuo divenire. L’Itts Volta è stato tra le scuole fondatrici del movimento e negli anni ha implementato le idee, creato ambienti di apprendimento multimodali che permettono di sperimentare metodologie diverse in ambito umanistico, tecnologico e tecnico.

 In quest’ottica i temi dell’Intelligenza artificiale e della transizione tecnologica nella scuola si sono imposti al centro della riflessione che non ha mancato però di affrontare tematiche legate ai principi fondanti delle nostre società, ai valori condivisi, compresi quelli della pace e dell’ambiente. “Avanguardie educative – ha commentato la dirigente Cruciani – è un punto fermo nella realtà del nostro istituto, le sue idee hanno permeato molti dei nostri percorsi e oggi siamo qui a raccontare quello che siamo riusciti a fare in 10 anni di attività con uno spirito nuovo e guardando a un futuro che interpretiamo con creatività sempre nella dimensione dell’umano”. “Avanguardie educative – ha spiegato il presidente Manfredi – è un progetto che nasce per stimolare i nostri istituti scolastici ad affrontare il cambiamento. Un cambiamento ineludibile 10 anni fa che oggi tocchiamo con mano su molti livelli. Oggi parliamo di due grandi transizioni, quella demografica e quella tecnologica che si influenzano e sfidano fortemente il mondo della scuola a innovare e rinnovare metodologie, professionalità, relazioni con gli studenti e le loro famiglie e con il territorio. Le strategie di Indire vanno nella direzione di supportare le istituzioni scolastiche che oggi più che mai hanno bisogno di essere aiutate per implementare i nuovi strumenti ma anche i nuovi modelli Indire propone”. Alla referente del progetto Jose Mangione, il compito di fare un’ampia panoramica sull’Intelligenza artificiale che va intesa come un “amplificatore” con grandi potenzialità ma anche rischi se non gestita con responsabilità. “Abbiamo provato a connettere le innovazioni rispetto al futuro della scuola – ha sottolineato Magione – con una tecnologia dirompente e trasformativa come l’intelligenza artificiale. Ne abbiamo valutato le potenzialità e rischi, ma soprattutto abbiamo cercato di comprendere quali solo le difficoltà rispetto a un uso in educazione. Abbiamo cercato di ragionare su che cosa vuol dire fare crescere bene i nostri studenti. Crescere è un’agency biologica, ma crescere bene è un’agency adulta che ci richiama a una responsabilità degli attori della comunità, la famiglia, i docenti. L’Ia non assume la responsabilità delle azioni, quindi dobbiamo lavorare per cercare di restituire modelli di lavoro che possano informare anche le pratiche di altre scuole. Lo stiamo facendo attraverso la rete tematica Ai che nasce da due movimenti di innovazione Avanguardie educative e Piccole scuole, in questo momento con 26 scuole ragioniamo su quali pratiche possono anticipare il futuro ma rendere la scuola protagonista”. Di queste 26 scuole fa parte anche l’Itts Volta di Perugia.

I Cammini hanno portato oltre 750 turisti a Orvieto in due fine-settimana | Ora il cicloturismo

Numeri da record per i cammini di trekking dell’orvietano collegati al circuito di aziende di Destinazione Orvieto: il cammino dell’intrepido Larth sulla rotta Orvieto-Bolsena-Civita di Bagnoregio e il cammino del miracolo del Corpus domini. Gli ultimi due fine settimana hanno fatto registrare oltre 750 presenze di turisti, spingendo gli organizzatori a suggerire una modifica del tragitto e facendolo iniziare da Bagnoregio piuttosto che ad Orvieto. Un cambiamento collegato al fatto che a Bagnoregio si registra da settimane il tutto esaurito nelle strutture ricettive e si è dunque posta l’esigenza di far dormire la prima notte i camminatori ad Orvieto.

Le località toccate dai percorsi sono state letteralmente prese d’assalto dai turisti, soprattutto nel fine settimane del primo maggio. Le proiezioni per il resto del 2026 parlano di presenze stimate tra le 3000 e le 4500, con un indotto per l’economia locale che oscilla tra i 600 e i 700 mila euro.

“Un successo straordinario che comporta anche una strategia di valorizzazione di Orvieto perché tanti camminatori ci hanno detto di aver scoperto una città di cui ignoravano la bellezza e nella quale torneranno – dice Antonella Cannas, responsabile dei rapporti con le imprese per Destinazione Orvieto – il turismo lento implica infatti una profonda consapevolezza dei luoghi visitati ed il fenomeno che si è innescato qui segna l’avvio di una vera e propria rivoluzione, ma è anche il primo passo verso un processo di crescita ed una gestione diversa dei flussi che si stanno creando”.

“Orvieto Bike Flower”

Entro il mese di maggio sarà infatti presentato ufficialmente il progetto di “Orvieto Bike Flower”, un’altra ambiziosa iniziativa per far decollare con forti volumi turistici anche il cicloturismo. Il progetto che incentrato su una sinergia tra Destinazione Orvieto, un pool di aziende, le pro loco del territorio ed alcune amministrazioni comunali, è impostato sulla creazione di percorsi da fare con le bici mountain bike e le bici elettriche avendo come punto di riferimento Orvieto, ma coprendo il territorio circostante con un reticolo di tracciati che toccheranno anche le zone rimaste finora escluse dai cammini di trekking come l’altopiano dell’Alfina e il lago di Corbara. Al progetto contribuiscono con il ruolo di supervisori Emanuele Rossi e Luca Sbarra di Destinazione Orvieto, le guide ambientali responsabili dei cammini.

Fiori e piante

Nel frattempo, si stanno stringendo i bulloni anche per l’importante mostra mercato di fiori e piante che si svolgerà in piazza della Repubblica ad Orvieto il 23 e maggio nel contesto della manifestazione “Orvieto in fiore”. Un evento ad ingresso gratuito a cui hanno finora già aderito 25 espositori che servirà ad inserire Orvieto nel circuito nazionale delle città che ospitano importanti eventi florovivaistici. Il progetto che vede la collaborazione tra il Comitato cittadino dei quartieri e Destinazione Orvieto è coordinato dal direttore artistico Mauro Di Sorte. Alle due aziende di Do che sostengono in qualità di sponsor la mostra mercato, “Utensileria Baldini” e “Garden Motor di Montefiore”, si è recentemente aggiunta anche “Natura Naturans”, azienda specializzata nella produzione di cosmetici bioecologici con sede ad Orvieto, strada del Lapone.

Pentima, ecco la ripartizione finanziaria del progetto di riqualificazione

La Seconda commissione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, presieduta da Letizia Michelini, ha effettuato un sopralluogo al polo di formazione universitaria e professionale di Pentima (Terni) dove, prima della visita alle varie strutture del sito, è stato presentato, dai tecnici regionali, il progetto di
riqualificazione dell’area. ,

“Un luogo strategico – ha sottolineato l’assessore regionale Francesco De Rebotti in apertura di riunione – che verrà trasformato in un’infrastruttura stabile per la formazione, la ricerca e l’innovazione, strettamente
connessa al sistema produttivo”.

Il progetto prevede la riattivazione e rifunzionalizzazione degli spazi per ospitare attività di formazione universitaria avanzata, ricerca sviluppata in collaborazione con le imprese e iniziative legate all’innovazione e alle startup.

Nel corso della presentazione è stato evidenziato il ruolo strategico di Terni nel contesto regionale, “anche alla luce degli investimenti in corso nel comparto siderurgico e delle trasformazioni legate alla transizione energetica e digitale. Qui – ha spiegato l’assessore – si concentra una parte rilevante della capacità produttiva dell’Umbria. Per questo fondamentale costruire le competenze necessarie ad accompagnare questa fase di cambiamento”.

Dopo i saluti istituzionali dell’assessore del Comune di Terni, Sergio Anibaldi, che ha definito “importante il rapporto con Regione e Università”, è stato l’ingegnere, dirigente regionale, Paolo Gattini, coadiuvato dai tecnici dell’assessorato, Francesca Pazzaglia e Vanessa Salvo, a presentare il progetto.

“Questa riqualificazione – ha detto – punta a trasformare un patrimonio importante, ma parzialmente degradato in un polo universitario e professionale moderno, sicuro, funzionale ed attrattivo. La
riqualificazione dell’area – ha spiegato – mira a costituire un polo scientifico, tecnologico e formativo integrato, capace di mettere in rete le funzioni universitarie, della formazione professionale e
dei servizi studenteschi attraverso il recupero e la valorizzazione degli edifici esistenti, in particolare gli spazi ex Isrim, destinati a: laboratori multidisciplinari (Università, Its, Cfp); spazi per C-lab, co-working, aula magna, segreterie e aule studio; creazione del ‘Pentima Campus’, un marchio territoriale che identifichi un luogo unico per l’istruzione, l’innovazione e i servizi, dove pubblico e privato collaborano per rigenerare il futuro formativo della città; efficienza energetica e sicurezza (impianti a energia rinnovabile, videosorveglianza), attuazione per stralci coordinati e coerenti con le disponibilità finanziarie e la continuità d’uso; attualizzazione delle concessioni d’uso e creazione ‘Condominio’ con ruoli specifici”.

La ripartizione finanziaria

Questa la ripartizione finanziaria: Risorse FSC (Fondo Sviluppo e Coesione), 17 milioni di euro: euro 167mila 348 per opere propedeutiche (sgombero rifiuti); euro 1 milione 320mila per primo stralcio (locali
Arpal-riqualificazione); euro 15 milioni 512mila 651 per secondo stralcio (recupero strutturale ex Isrim). Stanziamenti aggiuntivi: 1,5 milioni di euro per ristrutturazione mensa (completata); 4 milioni di
euro per ristrutturazione palestra (in conclusione). Cronoprogramma attuazione degli interventi: 2025 programmazione e approvazione DOCFAP; 2025-2027 progettazione esecutiva e gara; 2027-2031 esecuzione lavori per stralci; secondo quadrimestre 2031 fine lavori e rendicontazione FSC.

“Non partiamo da zero – ha tenuto a sottolineare De Rebotti – ma da una base reale, che oggi lavora al di sotto delle proprie potenzialità. L’obiettivo è rafforzarla e metterla a sistema, costruendo un polo che tenga insieme università, ricerca applicata e industria. La sfida è creare un luogo in cui la conoscenza e la
produzione tornino a dialogare in modo strutturato, nello stesso spazio fisico”.

Marco Mazzoni, in rappresentanza dell’Università degli studi di Perugia e del Magnifico Rettore Massimiliano Marianelli, ha tenuto a rimarcare che “uno degli obiettivi del nuovo Rettore è non solo
rafforzare la presenza dell’Università presso Terni e Narni, ma anche la creazione di un Dipartimento incentrato sui temi del benessere, della salute, dell’innovazione. Gli annunciati investimenti su Pentima ci permetterà di poter sviluppare in futuro anche una maggiore offerta dei corsi di laurea in questa
importantissima sede. Parliamo di un vantaggio non solo per le città di Terni e di Narni, ma anche per la stessa Università degli studi di Perugia. Poter contare oggi su un’Università diffusa e il raggiungimento del quindicesimo dipartimento, per noi rappresenta un risultato assolutamente importante”.

Oltre alla presidente della Commissione, Letizia Michelini e del vice presidente Enrico Melasecche, hanno preso parte alla presentazione del progetto e poi al sopralluogo del polo, l’assessore regionale Fabio
Barcaioli ed i consiglieri regionali, Maria Grazia Proietti e Francesco Filipponi (Pd), Luca Simonetti (M5S) e Paola Agabiti (FdI).

(foto ACS)

Limitare i bed and breakfast ad Orvieto per regolamento? La soluzione sbagliata ad una domanda non più eludibile

La possibilità di contrastare il proliferare degli affitti brevi nelle città ad alto tasso turistico non è più un tabù. L’apripista era stato l’ex sindaco di Firenze Nardella con un provvedimento che è stato poi ripreso dal suo successore Sara Funaro. Adesso anche l’amministrazione capitolina del sindaco Roberto Gualtieri si accinge ad approvare un regolamento che vuole limitare le autorizzazioni all’apertura dei “b and b” nei quartieri del centro storico e contingentare il numero delle locazioni turistiche all’interno dei singoli condomini, in maniera tale da scongiurare l’effetto saturazione a discapito degli affitti lunghi.

Ad Orvieto la pressione turistica sta producendo, con le dovute proporzioni, un effetto che determina gli stessi squilibri, contribuendo mese dopo mese a trasfigurare il volto del centro fino a renderlo irriconoscibile. La turistizzazione della città procede a ritmo serrato e l’effetto finale e’ quello di rendere la vita sempre più difficile ai normali residenti o aspiranti tali che infatti continuano a calare. Nel corso degli ultimi dieci anni, il centro storico ha perso quasi l’uno per cento degli abitanti ogni dodici mesi e scendendo dai 5150 del 2015 ai 4870 del 2025. La pressione turistica associata ad un valore fuori controllo del mercato immobiliare scaccia gli abitanti ed ora l’idea di porre un limite alla locazioni turistica ha cominciato a farsi strada anche qui.

FAR CRESCERE LA TORTA E NON FARNE FETTINE SEMPRE PIU PICCOLE

Sarebbe una buona idea? Decisamente no perché risponderebbe alla logica pericolosa di dividere in fette sempre più piccola quella torta dell’economia orvietana che nel corso degli ultimi 40-50 anni non ha fatto altro che restringersi. Orvieto ha perso l’industria tessile che sosteneva una fetta dell’occupazione femminile, ha perso l’economia dei militari, ha perso quasi del tutto l’edilizia con il suo indotto, ha perso l’industria delle telecomunicazioni. E’ rimasto solo il turismo che non basta certo ad uscire dal declino, ma che sarebbe autolesionistico cercare di comprimere. Al contrario, il turismo deve essere gestito in maniera sempre più manageriale ed innovativa, facendo sorgere altre offerte nei settori in cui Orvieto è ancora assente, dai turismi sportivi fino a quelli collegati agli eventi artistici. Spetta alla politica il compito di immaginare e plasmare il futuro che deve essere fondato sullo sviluppo economico, sulla creazione di nuove opportunita’ e non sulla suddivisione di cio’ che è rimasto.

Ad Orvieto si sta però allargando una frattura politica tra chi chiede che le locazioni turistiche vengano limitate e chi pensa il contrario, anche perché spesso ci campa. L’immobilismo della politica rischia di allargare questa faglia che sta diventando anche sociale perché ha un retroterra classista pericoloso, sostenuto dalla contrapposizione tra i proprietari di immobili e chi invece si vede costretto ad andare ad abitare altrove. Questo focolaio deve essere disinnescato prima che sia tardi, essendo fondato anche su uno schema ideologico che non risponde del tutto al vero, cioè l’antitesi tra i privilegiati possessori di case e gli esclusi dal possesso immobiliare. La gestione dei b and b non è cosa da ricchi ed è un settore che offre anche risposte importanti ad una domanda di occupazione femminile che altrimenti non troverebbe sbocchi. Invece di pensare a rendere sempre più piccole le fettine della torta (un rischio che potrebbe presentarsi in una futura amministrazione di quella stessa sinistra che all’interno dei Qsv, i quadri strategici di valorizzazione, aveva espressamente teorizzato “il modello Assisi”) bisogna lavorare per far crescere la torta. Un obiettivo che deve essere perseguito ponendo al centro dell’azione politica il mercato immobiliare e gli interventi sul fronte dell’edilizia. Abbiamo un patrimonio immobiliare pubblico immenso che deve essere immaginato come l’elemento in grado di rimettere in equilibrio le esigenze della comunità con quelle dell’economia turistica che non deve essere compressa, ma considerata in un’ottica industriale. Il tabù che qui va superato è quello dell’ex Piave. E’ il toro da prendere ormai per le corna con un progetto serio che preveda anche significativi interventi abitativi. Per uscire dalla palude e dall’idea sbagliata che si debba sempre rimanere immobili di fronte alle dinamiche private del mercato, servono una buona dose di innovazione e idee chiare. Soprattutto la consapevolezza e il coraggio di mettere in discussione uno status quo da troppi decenni paralizzato dalle rendite.

Due cacciatori gemelli morti folgorati a Magione

Due gemelli di 22 anni, Giacomo e Francesco Fierloni, hanno perso la vita nella tarda serata di martedì rimanendo folgorati nel tentativo di recuperare uno dei richiamo per la caccia al colombaccio.

Il drammatico incidente si è verificato in località La Goga di Magione.

I due giovani cacciatori stavano tentando di recuperare un volatile da richiamo posato sui fili elettrici di media tensione (20.000 Volt), situati a un’altezza di circa 10 metri. Utilizzando un palo metallico, avrebbero urtato i cavi, venendo fulminati da una scarica elettrica sviluppatasi tramite arco voltaico.

Sul posto sono intervenuti tempestivamente due equipaggi del 118, che hanno praticato manovre di rianimazione cardiopolmonare, purtroppo senza esito, dichiarando infine il decesso dei due cacciatori.
I vigili del fuoco, dopo aver collaborato con il personale sanitario, hanno provveduto al recupero dei corpi, che giacevano in un’area non accessibile ai normali mezzi di soccorso, e alla loro consegna al personale necroforo.

Sul luogo dell’incidente erano presenti anche i carabinieri, che hanno eseguito i rilievi del caso per chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto.

UniStra e Polizia Postale, protocollo per difendere i dati informatici

Il dirigente del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica della Polizia Postale per l’Umbria, Francesco Verduci, e il rettore dell’Università per gli stranieri di Perugia, Valerio De Cesaris, alla presenza del questore di Perugia Dario Sallustio, hanno sottoscritto un protocollo d’intesa tra l’Università per Stranieri di Perugia e la Polizia Postale dell’Umbria per la prevenzione e il contrasto dei crimini informatici a tutela dei sistemi informativi e delle infrastrutture tecnologiche in uso all’Ateneo.

Il Protocollo prevede una collaborazione volta alla condivisione e all’analisi di informazioni per prevenire e contrastale eventuali attacchi o danneggiamenti informatici, segnalazioni di emergenze relative a vulnerabilità dei sistemi e sviluppo di attività di comunicazione per fronteggiare le situazioni di emergenza.

Tutelare i dati sensibili e salvaguardare la continuità dell’erogazione dei servizi sono gli obiettivi principali dell’Accordo. Del resto, nel delicato settore della protezione della sicurezza cibernetica, la rapidità e l’aggiornamento del flusso informativo costituisce uno strumento insostituibile per la realizzazione di efficaci strategie di prevenzione e di repressione, a fronte di sempre più sofisticate e mutevoli dinamiche d’attacco.

La Polizia Postale è quotidianamente impegnata nella creazione di forme sempre più solide e strutturate di collaborazione, che consentano di ottimizzare le conoscenze acquisite, anche grazie al fondamentale contributo dei numerosi attori istituzionali coinvolti e delle più qualificate realtà del mondo imprenditoriale, sia in ambito nazionale sia a livello regionale.

Si tratta di un settore della sicurezza su cui hanno influito anche gli effetti derivanti da un panorama internazionale ancora caratterizzato dalla forte instabilità conseguita ai diversi conflitti in corso, che ha determinato un aumento degli attacchi a livello nazionale, soprattutto contro istituzioni finanziarie, nonché Enti e aziende che operano in vari settori strategici per il nostro Paese.

“Dall’idea alla realtà. L’arte di costruire il futuro”: martedì l’incontro al Formedil di Perugia

Cosa significa oggi scegliere ingegneria? Quali strade apre davvero questa scelta? Questi gli interrogativi principali a cui professionisti e manager d’azienda proveranno a dare risposte nel corso del seminario promosso dall’Ordine degli ingegneri della provincia di Perugia, dal titolo “Dall’idea alla realtà. L’arte di costruire il futuro”. L’incontro, coordinato dall’avvocato Valeria Tocchio, punta a far conoscere “le diverse anime dell’ingegneria oggi”.

L’appuntamento è per martedi 21 aprile nella sede di Formedil di via Pietro Tuzi 11, a partire dalle 15.50. L’iniziativa non è solo un momento di formazione per ingegneri, ma anche un’occasione di orientamento per gli studenti delle scuole superiori, chiamati a confrontarsi con una decisione che può incidere profondamente sul loro percorso di vita.

Attraverso le testimonianze dirette di ingegneri provenienti da ambiti diversi – dal settore pubblico al privato, dall’azienda al mondo universitario – i partecipanti potranno comprendere come, dietro una stessa laurea, si nascondano percorsi professionali e stili di vita molto differenti.

Non esiste infatti “un solo modo” di fare l’ingegnere: c’è chi lavora in azienda, chi sceglie la libera professione, chi intraprende la carriera accademica o chi opera nelle istituzioni.

Il seminario si propone proprio di rendere visibili queste differenze, offrendo ai ragazzi strumenti concreti per orientarsi e agli stessi professionisti uno spazio di riflessione sul ruolo dell’ingegneria oggi.

Più che un elenco di possibilità, sarà un invito a guardare alle scelte formative non solo in termini di studio o lavoro, ma come passaggi che contribuiscono a costruire il proprio progetto di vita.

Al seminario sarà presente la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti.

Recuperato dopo il sisma 2016, riaperto a Norcia il Palazzo Comunale

Inaugurato a Norcia il Palazzo Comunale, restituito alla comunità al termine di un complesso intervento di restauro e adeguamento sismico che segna una tappa fondamentale nella ricostruzione post sisma 2016. All’evento hanno partecipato il Commissario straordinario al sisma 2016 Guido Castelli, il presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, il sottosegretario al Ministero dell’Interno Emanuele Prisco e il sindaco di Norcia, Giuliano Boccanera.

I lavori, dal valore complessivo di oltre 7,3 milioni di euro, hanno consentito di recuperare uno dei principali simboli identitari della città, coniugando tutela storico-artistica e innovazione tecnologica.

L’intervento ha riguardato un edificio di origine medievale (XIII-XIV secolo), gravemente danneggiato dal terremoto del 30 ottobre 2016, che aveva evidenziato criticità soprattutto nelle connessioni strutturali tra le diverse parti del complesso. Per superare tali vulnerabilità è stata adottata una soluzione all’avanguardia: l’isolamento sismico alla base, una tecnologia che consente di ridurre drasticamente le sollecitazioni trasmesse durante un sisma.

Il progetto ha previsto il taglio delle fondazioni esistenti, la realizzazione di un nuovo sistema fondale e l’inserimento di 67 isolatori sismici, capaci di ridurre fino a 8-10 volte le accelerazioni e di assorbire spostamenti fino a 41 centimetri. Un approccio innovativo che ha permesso di garantire un comportamento strutturale unitario dell’edificio, preservandone al contempo gli elementi architettonici e decorativi.

L’intervento rappresenta uno dei casi più avanzati a livello nazionale ed europeo nell’applicazione dell’isolamento sismico su edifici storici, tanto da essere stato recentemente premiato ai Global design and innovation awards 2025. Norcia e l’Appennino centrale si confermano così un laboratorio di eccellenza nella ricostruzione, dove vengono sviluppati modelli replicabili per la tutela del patrimonio nelle aree ad alta sismicità.