Nell’Italia che ha il record in Europa di donne che hanno un lavoro indipendente (il 16% contro una media Ue del 10,6%), in Umbria più di un quarto delle imprese sono al femminile. Sono infatti 19.743 le imprese nell’isola che hanno come titolari donne, su un totale di 77.988 aziende, pari al 25,3%.
Una percentuale superiore alla media italiana, che è del 22,7%. E che pone l’Umbria al quarto posto tra le regioni italiane.
Certo, quando si parla di auto-impiego bisogna fare attenzione a quelle forme contrattuali che in realtà possono nascondere un lavoro subordinato svolto con minori tutele ed oneri da parte degli imprenditori, che si servono di personale con partita Iva. Ma comunque il dato sull’imprenditoria femminile mostra anche una certa intraprendenza delle donne in economia.
La Cgia evidenzia almeno due fattori che motivano le donne a intraprendere un percorso imprenditoriale.
Il primo è strutturale ed è correlato alla condizione socio-economica: situazioni di disoccupazione, tradizioni familiari o la presenza di incentivi economici inducono a considerare l’imprenditorialità come necessità.
Il secondo fattore è motivazionale e riguarda ragioni intrinseche che spingono le donne ad abbracciare tale opportunità; questo aspetto sembra rispecchiare maggiormente la sensibilità femminile. Grazie all’autoimprenditorialità, le donne possono gestire con maggiore flessibilità gli impegni lavorativi insieme a quelli familiari. Inoltre, coloro che si trovano in condizioni di inattività a causa della nascita di un figlio incontrano notevoli difficoltà nel reinserirsi nel mercato del lavoro. L’autoimpiego si è dunque affermato come uno degli strumenti più efficaci per riconquistare protagonismo nella propria vita professionale e realizzare i propri obiettivi e aspirazioni nella speranza di ottenere risultati economici gratificanti e una maggiore indipendenza.
Lo showroom di Talenti Spa ad Amelia ha ospitato il Galà delle Imprese 2025 firmato Acacia Group, l’appuntamento che ogni anno raduna l’élite dell’imprenditoria umbra attorno a numeri, storie e visioni di futuro.
Nel corso della serata, Francesco Pace, ideatore del Galà e anima di Acacia Group, ha voluto consegnare un riconoscimento speciale: la “Chiave del Successo” a Fabrizio Cameli, patron del gruppo Talenti. Un gesto che è molto più di un premio: è il modo con cui Acacia rende omaggio a un imprenditore che ha saputo trasformare un’intuizione in un linguaggio internazionale del design, mantenendo però saldo il legame con la propria terra. Cameli viene raccontato come esempio di genio imprenditoriale che parte dall’Umbria e parla al mondo, mentre Pace e Acacia si confermano capaci di valorizzare storie che uniscono visione, coraggio e radici.
Il Galà delle Imprese non è solo numeri e riconoscimenti: è anche esperienza, cura del dettaglio, atmosfere. La cena di gala è stata affidata alle mani di Maurizio Serva, chef 2 stelle Michelin del ristorante La Trota, che ha portato in tavola una cucina fatta di ricerca, territorio e leggerezza, trasformando ogni piatto in un racconto. A completare il percorso gastronomico, le delizie del Maestro pasticcere Nicola Antonacci della Pasticceria Settevalli, che ha ‘interpretato la serata’ con creazioni pensate ad hoc, chiudendo l’esperienza con una nota di dolcezza elegante e contemporanea, perfettamente in sintonia con il contesto Talenti.
Non sono mancate le sorprese: tra un premio e un brindisi, gli ospiti sono stati coinvolti dalle performance del mentalista Aldo Aldini, che ha regalato momenti di stupore, ironia e partecipazione. Un modo per ricordare che il Galà delle Imprese è sì un appuntamento istituzionale, ma anche una serata emozionale, in cui il networking si mescola al piacere di stare insieme e di condividere visioni, idee, futuro.
Cuore del Galà, come sempre, la consegna dei premi che raccontano il talento e la solidità del tessuto imprenditoriale umbro. Figura simbolica della serata, Francesca Di Maolo è stata celebrata con il premio ‘Gentilezza’. La sua testimonianza mette al centro la profondità umana. In un contesto spesso dominato solo dai numeri, la storia del Serafico di Assisi ricorda che la vera grandezza passa dalla cura delle persone. Il premio ‘Famiglia & Impresa’ a Impercar, ritirato dalla Famiglia Rossi, racconta una storia di continuità, lavoro quotidiano e capacità di rinnovarsi senza perdere identità. Stesso riconoscimento anche per Ceb Impianti, premiata come esempio di impresa familiare che ha saputo crescere nel tempo, guidata da Mauro Fioroni, tenendo insieme radici, innovazione e responsabilità verso il territorio. Il premio ‘Sostenibilità’ va a Manini Prefabbricati SpA. A ritirarlo Manuel Boccolini e Anna Rita Rustici, testimonianza di un percorso che integra innovazione industriale e attenzione al percorso di sostenibilità, dimostrando che competitività e responsabilità possono e devono camminare insieme. Per la categoria ‘Performance Bilancio 2024’, il riconoscimento è stato assegnato all’Istituto clinico tiberino, ritirato da Alessio e Alberto Brugnoni: una realtà che coniuga numeri solidi e qualità dei servizi, mostrando come la buona sanità privata possa essere motore di sviluppo e occupazione. Momento clou della serata, la proclamazione di Saci SpA come ‘Impresa dell’anno, riconoscimento ritirato dalla Famiglia Campanile. Saci, con i suoi 100 anni di storia, viene descritta come uno dei pilastri dell’economia regionale: una realtà capace di unire dimensione industriale, radicamento territoriale e visione di lungo periodo. La scelta di Acacia Group sottolinea come l’Umbria sappia esprimere imprese in grado di competere sui mercati più complessi senza smarrire il rapporto con comunità, lavoratori e filiere locali.
L’Osservatorio delle imprese
Nel corso del Galà è stata consegnata agli ospiti la nuova edizione de ‘L’Osservatorio delle imprese’, lo strumento con cui Acacia Group fotografa ogni anno l’andamento dell’economia umbra, incrociando fatturati, utili, addetti e indici di performance. Ma il 2025 segna anche un passaggio di fase: proprio qui è stato lanciato il nuovo tema strategico di Acacia Group per il 2026, ‘Essere, fare ancora. Un titolo che è già programma. Essere: riaffermare l’identità delle imprese, i valori, le storie personali che stanno dietro ai bilanci; Fare: mettere al centro l’azione, gli investimenti, il lavoro quotidiano che genera occupazione e sviluppo; Ancora: la volontà di non fermarsi, di rilanciare dopo i traguardi già raggiunti, di continuare a costruire occasioni concrete per il territorio.
In questo solco si inserisce anche l’anticipazione di uno dei progetti più attesi: il ‘Libro bianco per l’Economia umbra’, che Acacia sta costruendo insieme a imprese, istituzioni e corpi intermedi. Non un semplice documento, ma una mappa di lavoro per ridisegnare, con sguardo condiviso, il futuro economico della regione.
Dietro il Galà delle Imprese c’è un metodo e c’è una regia. Il ‘metodo Acacia’ parte dai numeri, li legge, li incrocia, ma non si ferma lì: li trasforma in storie, relazioni, progetti.
Al centro di questo percorso c’è Francesco Pace, ideatore del Galà e anima di Acacia Group: un mix tra genio visionario e passione irriducibile per l’Umbria, capace di mettere allo stesso tavolo imprese, istituzioni, professionisti, mondo accademico e media. Ogni edizione del Galà conferma la sua cifra: costruire ponti, non vetrine; creare occasioni reali di confronto, non solo fotografie di rito. È questa la ragione per cui, anno dopo anno, il Galà delle Imprese è diventato un appuntamento irrinunciabile per chi fa economia in Umbria. La serata al Talenti Showroom ad Amelia non è stata solo la celebrazione di quanto è stato fatto, ma il punto di partenza di un nuovo ciclo. Si prospetta un anno incredibile per Acacia Group, che come sempre vuole sorprendere e creare valore per il territorio, mettendo al centro le imprese e le persone che ogni giorno, in silenzio, costruiscono il futuro dell’Umbria.
L’Umbria nella ZES (Zona Economica Speciale) unica, tra opportunità e nuove sfide di competitività tra territori che beneficiano di condizioni vantaggiose, in grado di attrarre investimenti.
Di questo si è parlato nel convegno organizzato a Terni da Confindustria Umbria, sul tema “ZES Unica e competitività territoriale: quali scenari per l’Umbria”.
Oltre 200 tra imprenditori, autorità e rappresentanti delle istituzioni hanno preso parte all’iniziativa, che ha analizzato le opportunità e i contenuti operativi della ZES Unica, con particolare attenzione ai temi legati al credito d’imposta per gli investimenti e alle misure di semplificazione amministrativa. Agevolazione, quest’ultima, valida in tutto il territorio regionale, mentre al momento del credito d’imposta potranno beneficiare soltanto alcuni territori in Umbria.
All’incontro, aperto dai saluti del presidente di Confindustria Umbria Giammarco Urbani e dell’assessore regionale allo Sviluppo Economico Francesco De Rebotti, è intervenuto il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega alle politiche per il Sud, Luigi Sbarra. Ha concluso i lavori la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti.
All’evento, coordinato dal direttore generale di Confindustria Umbria Simone Cascioli, hanno portato il proprio contributo anche Simona Altrui e Manuel Ciocci, rispettivamente dell’Area politiche fiscali e dell’Area affari Legislativi e Regionali, Diritto d’impresa di Confindustria nazionale. I relatori hanno approfondito le condizioni di accesso alle agevolazioni, gli adempimenti richiesti, le finestre temporali per la presentazione delle istanze.
Nel corso dell’evento è stato evidenziato come la ZES Unica rappresenti una leva importante per stimolare nuovi investimenti, sia attraverso la creazione di un ambiente amministrativo più favorevole alle imprese, sia mediante il credito d’imposta.
Nel suo intervento, il presidente di Confindustria Umbria Giammarco Urbani ha richiamato la necessità di valorizzare appieno lo strumento a beneficio dell’intero sistema produttivo regionale soprattutto attraverso una concreta semplificazione amministrativa, condizione indispensabile per rendere realmente accessibili e operativi i vantaggi previsti.
“Accogliamo con grande favore l’ingresso dell’Umbria nella ZES Unica – ha affermato – siamo convinti che questo strumento sarà un volano per tutte le imprese del territorio grazie soprattutto alla semplificazione amministrativa, che rappresenta un elemento chiave per accelerare gli investimenti e favorire uno sviluppo economico più competitivo. La ZES è un’opportunità importante e auspichiamo che possa sostenere il maggior numero possibile di aziende umbre”.
Affrontata anche la questione relativa all’imminente scadenza del 2 dicembre per la presentazione delle istanze per il credito d’imposta, ritenuta troppo stringente per le imprese umbre che sono entrate nella ZES soltanto il 20 novembre scorso.
“Confindustria Umbria – ha aggiunto Urbani – in piena coerenza con il Piano straordinario per l’industria umbra che abbiamo recentemente proposto in occasione dell’Assemblea, si è fatta promotrice di questo confronto con Regione e Governo per garantire che la ZES possa essere applicata in modo efficace e utile alle imprese. Auspichiamo che, nei tempi tecnici necessari all’interlocuzione tra le parti, possa essere prevista una misura ponte, finanziata attraverso i fondi della nuova programmazione, per sostenere quei territori che non rientrano nel perimetro della ZES. Un intervento transitorio, infatti, permetterebbe di accompagnare l’auspicato allargamento dell’area, assicurando da subito condizioni più equilibrate per tutti”.
Il sottosegretario Luigi Sbarra ha dichiarato che “l’allargamento del perimetro della ZES Unica all’Umbria rappresenta un’opportunità per valorizzare regioni in transizione con potenzialità rilevanti e supportare la loro capacità di attrarre nuovi investimenti. Il modello, già operativo nel Mezzogiorno, ha dimostrato risultati concreti in termini di crescita economica, occupazione e rafforzamento della competitività dei territori. La Legge di Bilancio 2026 – ha continuato Sbarra – rafforza ulteriormente la misura attraverso un incremento delle risorse disponibili, una programmazione triennale stabile e procedure amministrative semplificate. L’obiettivo è creare un contesto favorevole agli investimenti, assicurare tempi certi e sostenere l’operatività delle imprese, senza sostituirne il ruolo, ma rafforzandolo”.
Venerdì 21 novembre alle ore 16, nella storica cornice di Palazzo Trinci, prenderà ufficialmente il via la XXVII edizione di Mielinumbria, la manifestazione che da anni fa della città una capitale del mondo apistico e un punto di incontro tra produttori, studiosi, appassionati e famiglie. Mostra-mercato con ottime produzioni locali, degustazioni, show cooking e laboratori, tutti gratuiti. Ma anche luogo di confronto e racconto di un mondo che abbraccia biodiversità, cultura e comunità.
In questo weekend, dunque, Foligno – riconosciuta da sempre come “Città del miele” e “Comune amico delle api” – ospiterà tre giornate intense, ricche di iniziative che uniscono divulgazione scientifica, assaggi e itinerari culturali. L’edizione 2025 è promossa dal Comune di Foligno, da FedApimed, APAU – Associazione Produttori Apistici Umbri, Felcos Umbria, in collaborazione con Naturalmiele e con il patrocinio della Regione Umbria.
Cuore pulsante di Mielinumbria sarà, come ogni anno, la mostra-mercato dei mieli e dei prodotti dell’alveare, dove i produttori umbri presenteranno le eccellenze del territorio. Attorno all’esposizione, un ricco calendario di appuntamenti guiderà i visitatori tra assaggi, incontri e scoperte. Tra gli eventi più attesi: lo showcooking di Gigi Passera (Corriere della Sera – Cook) con la performance “Bruschette per anime romantiche – edizione ammaliatrice d’api”, un sorprendente matrimonio tra miele e sale; la Cheesecake al miele millefiori al profumo di limone, proposta dal settore ristorazione del CNOS FAP “Casa del Ragazzo” di Foligno; le degustazioni sensoriali “I fiori e il miele”, un viaggio attraverso i mieli del Mediterraneo – dalle Alpi alle oasi sahariane – guidato da un assaggiatore professionale; i laboratori per i più piccoli, “I bambini e il mondo delle api”, per avvicinare le nuove generazioni alla biodiversità e al rispetto della natura. Non mancheranno anche visite guidate alla città, con percorsi dedicati alla storia (“Miseria e nobiltà nella Foligno del ’500-’600”), esposizioni artistiche (“Api in testa”, acconciature apistiche a cura degli studenti del CNOS FAP), e degustazioni di prodotti tipici locali.
Tutto il programma su www.mielinumbria.it per info e contatti: 3920171891 – info@apau.it.
Forum degli Apicoltori del Mediterraneo
All’interno di Mielinumbria (sabato 22 e domenica 23) trova spazio anche un importante appuntamento di respiro internazionale: l’XI Forum degli Apicoltori del Mediterraneo, sostenuto da FedApimed e organizzato da APAU in collaborazione con Felcos Umbria. Tre giornate di confronto tra delegazioni provenienti da tutto il bacino mediterraneo, che si riuniranno per discutere degli impatti ambientali sull’apicoltura mediterranea, delle pratiche di gestione produttiva, delle strategie per una politica apistica condivisa. Un dialogo necessario per tutelare un settore chiave, che abbraccia agricoltura, sostenibilità, tradizioni e sicurezza alimentare.
Il Collegio dei geometri di Perugia ha sottoscritto un protocollo d’intesa con l’Associazione professionisti della Confcommercio. Si tratta della prima iniziativa in Italia.
In particolare, in questo caso, con la sua struttura regionale umbra presieduta da Annamaria Pacialeo. Il documento, sottoscritto dalla stessa Pacialeo e, per i geometri perugini, dal presidente Enzo Tonzani, è stato siglato nella sede della Confcommercio Umbria.
“Con questo accordo – ha commentato Tonzani – cerchiamo di mettere insieme le nostre rispettive esperienze e competenze. Entrambi, ad esempio, facciamo formazione ed entrambi ci rivolgiamo a professionisti e imprese, quindi, piuttosto che duplicare un lavoro molto simile, adesso cercheremo di farlo insieme e meglio, in maniera più approfondita. Inoltre, questa intesa ci consente di entrare in contatto con tutta una serie di realtà, siano esse professionisti o imprese del territorio, così da farci conoscere e avviare nuove collaborazioni. C’è poi per entrambi l’obiettivo, non secondario, di ottimizzare i tempi e portare avanti il lavoro in maniera più puntuale, al servizio dei rispettivi iscritti”. “L’Associazione professionisti di Confcommercio Umbria – ha dichiarazione la sua presidente Annamaria Pacialeo – è una realtà giovane ma ambiziosa, nata per rappresentare e mettere in rete l’intero mondo delle libere professioni. Professionisti diversi, ma uniti dall’obiettivo di costruire sinergie capaci di generare nuove opportunità e valorizzare le competenze di ciascuno. Questo accordo con il Collegio dei geometri va esattamente in questa direzione: creare un ponte tra mondi professionali complementari, per offrire servizi e strumenti sempre più efficaci ai nostri iscritti. Grazie alla collaborazione con Confcommercio, i geometri potranno accedere a un sistema articolato di servizi – dalla formazione alla consulenza, fino all’accesso al credito e ai bandi pubblici – con vantaggi concreti per lo sviluppo della loro attività. Con questo protocollo vogliamo passare dalle parole ai fatti: attivare percorsi comuni di formazione, aggiornamento e crescita professionale, mettendo a disposizione dei geometri e dei professionisti strumenti concreti per affrontare le sfide del mercato e dell’innovazione. È un passo importante verso una rete professionale regionale davvero integrata e innovativa”.
Tra gli obiettivi elencati nel documento c’è d’altronde proprio questo; avviare rapporti di collaborazione volti a promuovere azioni di studio, analisi, ricerca e formazione e di condividere e approfondire tematiche di comune interesse; creare iniziative congiunte volte a stabilire e rafforzare il networking professionale; sviluppare iniziative e condividere servizi offerti presso i rispettivi iscritti. Inoltre, l’Associazione professionisti si impegna a mettere a disposizione del Collegio, dei suoi iscritti e dei clienti di quest’ultimi, tutti i suoi servizi e strumenti operativi per l’assistenza alle imprese.
“È un grande vantaggio per la categoria – ha concluso Tonzani – e stiamo già pensando di proporre lo stesso tipo di collaborazione ai colleghi di Terni, augurandoci che condividano questo principio di collaborazione così da divenire la prima regione, e non solo la prima provincia, a sottoscrivere un accordo di questo tipo”.
Gli studenti degli Istituti professionali a indirizzo Servizi per la Sanità e l’Assistenza Sociale (Ssas) potranno conseguire, al termine del percorso quinquennale, il diploma e la qualifica di Operatore Socio Sanitario (Oss) senza dover frequentare un ulteriore corso formativo gestito da privati.
Il nuovo protocollo approvato dalla Giunta Regionale su richiesta dell’assessore all’Istruzione Fabio Barcaioli.
Il progetto, che prenderà avvio dall’anno scolastico 2025/2026 con le classi terze, è frutto della collaborazione tra Regione, istituti professionali, Ufficio scolastico regionale e Arpal Umbria. Interesserà i cinque istituti professionali coinvolti, con sede a Città di Castello, Gubbio, Foligno, Terni e Castiglione del Lago.
Il nuovo percorso integrato consentirà agli studenti e alle studentesse degli istituti professionali Ssas di ottenere la qualifica Oss attraverso un modello quinquennale che combina formazione teorica, esercitazioni pratiche e tirocini in strutture sanitarie pubbliche o convenzionate. Le disposizioni attuative per la definizione del percorso saranno predisposte e condivise con il gruppo di lavoro regionale istituito.
“Abbiamo ridato dignità alla scuola pubblica, che è il fondamento della comunità. Garantire il diritto allo studio significa anche evitare che studenti e studentesse debbano frequentare, una volta conseguito il Diploma di Stato, corsi di formazione professionale privati per acquisire competenze già ricomprese nel curricolo scolastico. Finalmente anche l’Umbria, insieme a regioni limitrofe come l’Emilia Romagna e la Toscana, offre questa possibilità per favorire l’inserimento dei giovani diplomati nel mondo del lavoro. La qualifica di operatore socio sanitario costituisce una risorsa importante per i giovani e risponde alle esigenze del sistema sociosanitario regionale” ha commentato l’assessor Barcaioli.
C’è tempo fino al 22 agosto per iscriversi al corso di laurea ‘Tecniche digitali per la gestione sostenibile delle costruzioni, dell’ambiente e del territorio’, che abilita alla professione di geometra laureato. Il percorso di laurea triennale, attivo al Dipartimento di ingegneria civile e ambientale dell’Università degli Studi di Perugia è organizzato in collaborazione con i Collegi dei geometri e geometri laureati delle province di Perugia e Terni. Una volta chiuse le domande di iscrizione, le prove di preselezione al corso si svolgeranno poi il 4 settembre.
Si tratta di un percorso che apre importanti possibilità anche perché al conseguimento della laura, e previa iscrizione al Collegio territoriale di competenza, si è automaticamente abilitati alla professione del geometra. Una figura della quale, come ricorda il presidente del Collegio dei geometri di Perugia Enzo Tonzani “c’è carenza e un estremo bisogno nei nostri territori. La società richiede sempre più tecnici, soprattutto tecnici intermedi. Riscontriamo anche una grossa difficoltà a mandare avanti i cantieri proprio per mancanza di figure adeguate, come quella del geometra. Invito dunque i giovani che devono scegliere il percorso universitario da intraprendere a valutare le tante opportunità professionali e di occupazione che la professione del geometra e questo corso di laurea offrono”. Al percorso di laurea in ‘Tecniche digitali per la gestione sostenibile delle costruzioni, dell’ambiente e del territorio’ possono accedere tutti giovani diplomati, qualunque sia l’indirizzo di provenienza, liceo, istituto tecnico o professionale.
Si terrà a Todi il convegno finale di presentazione del percorso di animazione e costruzione del progetto pilota per la costituzione in Umbria delle Comunità del Cibo.
L’appuntamento è per giovedì 31 luglio, a partire dalle 9.30, presso la Sala del Consiglio di Palazzo del Capitano, con la presentazione del Manuale delle Comunità del Cibo. Si tratta di una guida che accompagnerà quanti, sul territorio regionale, intenderanno intraprendere il percorso con l’obiettivo primario di far nascere una Comunità del Cibo, punto di partenza da cui avviare forme di valorizzazione e sviluppo in chiave collaborativa e partecipata dall’intera Comunità stretta intorno a chi produce le eccellenze dell’agroalimentare regionale. Oltre alla presenza istituzionale del sindaco di Todi Antonino Ruggiano e del nuovo amministratore unico di 3A-PTA Devis Cruciani e dell’assessore alle politiche agricole Simona Meloni, interverranno il prof. Gaetano Martino Direttore del DSA3 ed i tecnici di 3A-PTA e Regione Umbria. Fondamentali per animare il dibattito la partecipazione di rappresentanti di altre regioni che racconteranno la propria esperienza di costituzione delle Comunità del cibo.
Durante la manifestazione è prevista la proiezione di un video racconto dedicato al tema centrale dell’incontro.
Un viaggio per immagini attraverso volti, testimonianze e paesaggi, nato per raccontare il significato contemporaneo di una Comunità del Cibo: un’iniziativa corale che mette al centro agricoltura, sostenibilità, identità territoriale e cooperazione.
La politica umbra prova a fronteggiare l’emergenza Blue tongue (Lingua Blu), che sta colpendo allevamenti in varie zone dell’Umbria.
La Giunta regionale dell’Umbria, su proposta dell’assessore all’Agricoltura Simona Meloni, ha approvato la delibera che attiva gli strumenti per riconoscere indennizzi agli allevatori umbri colpiti dall’epidemia, in particolare di ovini, bovini e altri ruminanti. L’intervento si basa sulla legge regionale 12/2015 e prevede, nei limiti delle risorse disponibili, l’erogazione di ristori per la mortalità dei capi infetti (fino al 90% del valore di mercato, calcolato su base ISMEA) e per le spese sostenute per lo smaltimento delle carcasse: 250 euro a capo per i bovini; 70 euro a capo per ovicaprini. Gli indennizzi potranno essere erogati a fronte della segnalazione e del riconoscimento ufficiale dei casi di morbilità e mortalità da parte dei servizi veterinari territoriali e del portale SIMAN. “Questa delibera – ha spiegato l’assessore Simona Meloni – è frutto di un lavoro rapido, concreto e condiviso tra gli uffici regionali, i servizi veterinari delle USL Umbria 1 e 2 e le rappresentanze di categoria. Non possiamo lasciare sole le aziende zootecniche umbre di fronte a un’emergenza sanitaria che incide pesantemente sulla loro attività e sul benessere animale. Gli indennizzi rappresentano una prima risposta concreta, alla quale affiancheremo azioni strutturali di prevenzione e contenimento della malattia”. Per finanziare il pacchetto di misure sarà utilizzato il Fondo unico regionale per l’agricoltura, già istituito con deliberazione consiliare n. 398/2024 e rimodulato per l’occasione in virtù della sua flessibilità. La gestione tecnica e finanziaria sarà affidata a Gepafin Spa. Oltre al supporto economico, la Regione ha promosso fin da subito: la vaccinazione volontaria dei capi ovini; la valutazione di estensione della vaccinazione ai bovini; l’adozione di misure di contenimento, come l’uso di insetticidi, il confinamento notturno degli animali in ricoveri protetti e la rimozione dei ristagni d’acqua per limitare la diffusione dei vettori. “La tutela della salute animale e la salvaguardia delle nostre imprese zootecniche – conclude Meloni – sono una priorità politica e amministrativa. Abbiamo attivato gli strumenti normativi e finanziari disponibili per intervenire subito, dimostrando che la Regione Umbria è presente, operativa e accanto a chi ogni giorno presidia le nostre aree rurali”. L’Assessorato continuerà a monitorare l’evoluzione epidemiologica sul territorio e a confrontarsi con le strutture competenti per valutare ulteriori azioni a tutela del comparto.
Intanto il Consiglio regionale, su proposta della prima firmataria Eleonora Pace, ha deciso di rinviare in Terza commissione per ulteriori approfondimenti, la mozione sulla ‘emergenza febbre catarrale degli ovini in Umbria’ presentata e sottoscritta da tutti i consiglieri dei Gruppi della minoranza.
Pace ha ricordato che i presidenti hanno già accordato la richiesta di un’azione congiunta tra le Commissione Seconda e Terza affinché i consiglieri regionali possano occuparsi “in maniera trasversale di questo tema al centro del dibattito ormai da diverse settimane e che sta preoccupando molti allevatori umbri”.
Giovedì 5 giugno alle ore 17, presso la Casa delle Donne a Terni (l’incontro potrà essere seguito anche tramite la diretta online) si terrà l’evento dal titolo “Lavoro ed Equilibrio di Genere in Umbria”, organizzato dalla Regione Umbria, in collaborazione con la consigliera di Parità e l’Agenzia Umbria Ricerche.
Si tratta di un’importante occasione di confronto e approfondimento sul tema delle disuguaglianze di genere nel mondo del lavoro e nella vita quotidiana.
L’iniziativa rientra nell’ambito delle politiche regionali per la promozione della parità di genere e il contrasto alle discriminazioni, con l’obiettivo di produrre conoscenza e stimolare azioni concrete per un’occupazione più equa e inclusiva.
Durante l’evento saranno presentati tre rapporti di ricerca: “Asimmetrie di genere nella società umbra” “Indagine sull’occupazione maschile e femminile nelle imprese umbre” “Focus Group sugli squilibri tra vita-lavoro”
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