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Autore: Sara Grossi

L’ex Mercato Coperto è diventato la Città del Cioccolato

Inaugurata a Perugia la Città del Cioccolato, il nuovo museo esperienziale dedicato al cacao e al cioccolato, realizzato all’interno di una edificio storico, l’ex Mercato Coperto, di proprietà del Comune, ristrutturato nel 2016 con il sostegno finanziario di Regione Umbria e Fondazione Perugia. Nel 2023 l’immobile è stato oggetto di un Avviso di Valorizzazione pubblicato dal Comune di Perugia, aggiudicato l’anno successivo alla società Destinazione Cioccolato Srl SB, costituita appositamente per la presentazione di un progetto di alto valore. Tale proposta ha consentito la sottoscrizione di una concessione trentennale, finalizzata all’avvio e al completamento, in tempi rapidi, di significativi interventi di allestimento, per un investimento complessivo di circa 6 milioni di euro.

Il progetto ha potuto beneficiare della Misura “Italia Economia Sociale”, promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) in collaborazione con Invitalia. Grazie alle agevolazioni finanziarie previste dal programma, è stato possibile avviare anche lo sviluppo di iniziative legate ai temi dell’inclusività sociale, con particolare attenzione all’inserimento lavorativo di persone appartenenti a categorie fragili e, in special modo, di quelle tutelate dalla Legge n. 68/1999. Un cantiere imponente in cui hanno lavorato circa 200 persone, esclusi i fornitori esterni di materiali e merci per il completamento dell’allestimento.

Intesa Sanpaolo, attraverso la Direzione Impact nell’ambito della Divisione Banca dei Territori, ha concesso un importante finanziamento che ha consentito la realizzazione dell’operazione. Questa progettualità è stata successivamente ampliata grazie a una brillante operazione di equity crowdfunding, realizzata tramite la piattaforma Mamacrowd, che ha consentito di coinvolgere 198 investitori tra piccoli, medi e grandi, rafforzando ulteriormente la solidità e la partecipazione del progetto.

La Città del Cioccolato

I suoi 2.800 metri quadri di estensione raccontano tutto ciò che ruota attorno al mondo del Cibo degli Dèi. Un percorso tanto didattico quanto immersivo, capace di coinvolgere tutti e cinque i sensi. Un approfondimento, passo dopo passo, che spazia dalla geografia dei Paesi produttori alla storia del cacao, da 5.300 anni fa ad oggi; dalla biodiversità legata a un prodotto ancora tutto da scoprire, alla sostenibilità che interessa l’intera filiera.

La Città del Cioccolato è un progetto nato da un’idea di Eugenio Guarducci, fondatore e presidente di Eurochocolate, il Festival Internazionale del Cioccolato che da oltre 30 anni porta a Perugia centinaia di migliaia di visitatori da ogni parte del mondo. 

“Perugia – ha dichiarato Vasco Gargaglia, presidente di Destinazione Cioccolato Srl SB  rappresenta nell’immaginario collettivo la Città del Cioccolato per eccellenza. Questo lo dobbiamo a una tradizione che parte da lontano ovvero dal 1907 quando, a poche decine di metri dall’ex Mercato Coperto, nacque il primo laboratorio della Perugina, ma anche a un grande sforzo di comunicazione e promozione costruito negli ultimi 30 anni attraverso Eurochocolate. Aver aperto il cantiere di questo ambizioso progetto ha significato per tutti noi iniziare a trasformare un sogno in dolce realtà”.

La Città del Cioccolato sorge all’interno dell’ex Mercato Coperto di Perugia, edificato nel 1932 in soli 10 mesi grazie alla determinazione di Giovanni Buitoni, l’uomo che insieme a Luisa Spagnoli ha portato al decollo della Perugina, che al tempo ricopriva la carica di Podestà di Perugia.

Il progetto si prospetta capace di dare una spinta importante a un turismo tanto enogastronomico quanto museale (basti pensare al costante aumento delle visite ai musei in Italia nel 2023 rispetto al 2019: +23%), portando visitatori, ricchezza e prestigio al distretto del cioccolato di Perugia. 

Farà parte dell’offerta del museo il recupero del primo laboratorio Perugina situato nella vicinissima Via Alessi che verrà inaugurato l’11 Novembre anche grazie al supporto di Luisa Spagnoli Spa. Proprio di fronte alla struttura, il laboratorio è stato interamente restaurato: un’attività di conservazione e valorizzazione che esalta il lavoro dell’azienda per il cioccolato di qualità, con presenti dettagli dell’epoca come il bancone di lavorazione in marmo di Luisa Spagnoli, l’ideatrice del Bacio Perugina. Attiguo al laboratorio, nei suggestivi spazi anch’essi utilizzati tra il 1907 e 1915 come magazzini e locali caldaia dalla neonata Perugina, in Via Angusta prenderà vita anche il LAB – Luisa Annibale Base, un vero e proprio hub esperienziale che offrirà ai visitatori del Museo un calendario quotidiano di appuntamenti e approfondimenti legati al tema cacao e cioccolato, condotti da Chocolate Taster, Maȋtre Chocolatier, Pasticceri, Associazioni. Il calendario di degustazioni, masterclass, workshop e presentazioni sarà costantemente aggiornato sul sito web della Città del Cioccolato e i visitatori potranno prenotarsi online o in loco. Direttore Tecnico del LAB sarà Roberto Caraceni, uno tra i più noti chocolate taster d’Italia e grande appassionato di cacao e cioccolato. Caraceni, collezionista d’eccezione di oggetti storici a tema da oltre 25 anni, ha raccolto ad oggi oltre 3.000 pezzi inerenti i più disparati aspetti del cioccolato; sarà possibile ammirare una gran parte della sua collezione, presentata in eleganti teche di vetro lungo il percorso museale.

Dal cacao al cioccolato

Il Museo porterà il visitatore in un viaggio nella storia del cacao, fino alle gustose realizzazioni a base di cioccolato, anche attraverso installazioni interattive e artistiche.

Lungo tutto il ballatoio che caratterizza il piano superiore del Museo, è protagonista la Collezione Kramsky: centinaia di incarti di tavolette gentilmente date in prestito da Stanislav Kramsky, il più grande collezionista al mondo di incarti di tavolette.

Spazio anche all’economia del cacao, con la filiera ed i progetti per la sostenibilità e la salvaguardia della biodiversità. La parte dedicata a economia, sostenibilità e biodiversità cede il passo a quella più scientifica di analisi e ricerca con il Programma Cacao of Excellence, che da Roma ha spostato il suo laboratorio e il suo staff all’interno del Museo. COEX è sostenuto dall’Alliance of Bioversity International and CIAT e dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Una ricerca che tra i suoi obiettivi ha anche quello di eleggere, ogni due anni, i migliori 50 campioni di cacao al mondo, scelti tra le centinaia di finalisti selezionati.

Spazio anche alla salute con un interessante allestimento progettato in collaborazione con ISCHOM che illustra le proprietà benefiche del cioccolato. Un percorso che unisce gusto, conoscenza e benessere, mostrando, attraverso la rappresentazione degli organi, come questo alimento possa diventare un prezioso alleato per la nostra salute. 

Moda e design

All’interno del museo non mancano aree incentrate su tematiche anche solo connesse al cioccolato. 

Una sezione dedicata a due pilastri del Made in Italy: la moda e il design. In primis, l’esposizione di un abito realizzato da Nicoletta Spagnoliamministratore delegato e direttore creativo di Luisa Spagnoli Spa, ispirato proprio al cioccolato. Ma non solo: alle pareti, opere a tema “Circo e Cioccolato” realizzate da grandi firme della moda italiana in occasione di Eurochocolate Roma 2002

e progetti di design con protagoniste celebri firme del design contemporaneo come Giulio Iacchetti,

Matteo RagniPaolo Ulian Odoardo Fioravanti che hanno collaborato con Costruttori di Dolcezze, il brand creativo di Eurochocolate. Grazie anche alla collaborazione con il Museo Alessi e Adriano Design è possibile ammirare oggetti iconici. Spazio, inoltre, a due prodotti rivoluzionari come Toblerone e la tavoletta quadrata Ritter. Nello spazio design viene anche raccontata la curiosa genesi dell’inconfondibile bottiglia della Coca-Cola, ispirata al frutto del cacao.

La sala Choco Expo, posizionata lungo la passerella di collegamento tra i due piani del Museo, sarà dedicata a ospitare esposizioni temporanee promosse da paesi, città, artisti, fotografi etc che hanno piacere e desiderio di raccontare la loro storia e le loro prospettive. Lo spazio farà il suo debutto con la Colombia e in particolare con il progetto Agrocadenas, nato dalla collaborazione tra l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), il Ministero dell’Agricoltura e dello Sviluppo Rurale della Colombia e il consorzio CISP-Venser, con l’obiettivo di rafforzare le filiere agricole in tre regioni del Paese, a beneficio di 1.200 famiglie di piccoli produttori.

L’economia umbra frenata dalla bassa produttività, ecco le cause

Il progressivo calo della produttività frena il valore aggiunto creato in Umbria dal sistema economico. Nel periodo 2007-23 – rileva la Banca d’Italia nell’ultimo report sulle economie regionali – il valore aggiunto per ora lavorata si è ridotto del 6,7%. Si tratta del dato peggiore registrato tra le regioni italiane, in presenza di un aumento medio nazionale del 4%.

Un calo della produttività che in Umbria, sempre secondo l’analisi della Banca d’Italia, è riconducibile alla marcata flessione della PTF (Produttività totale dei fattori) che invece è aumentata nel resto del Paese. E che solo in parte, in Umbria, è bilanciata dall’incremento dell’intensità di capitale (altro elemento che incide sul livello complessivo di produttività).

Anche le dinamiche demografiche hanno fornito un contributo negativo al valore aggiunto, più marcato di quello osservato nel Paese, a causa del calo della popolazione (-1,1% a fronte di un aumento dello 0,4% in Italia). L’effetto legato all’invecchiamento, anch’esso ampiamente sfavorevole, è stato invece meno intenso che altrove.

L’impatto della componente legata alla quantità di lavoro è stato invece contenuto. Infatti la flessione del 3,3% delle ore lavorate per addetto è stata quasi per intero compensata dall’incremento del tasso di occupazione (2,7%), anche se il dato è comunque peggiore alla media nazionale.

Ida Calzini alla guida di Impresa Donna Confesercenti Umbria

Ida Calzini, professionista di lunga esperienza nel settore dei servizi alle imprese che ha girà ricoperto incarichi di grande responsabilità, è stato nominata responsabile regionale di Impresa Donna Confesercenti Umbria, la struttura dedicata alla promozione e al sostegno dell’imprenditoria femminile.

“La nomina di Ida Calzini a responsabile di Impresa Donna Umbria rafforza ulteriormente la nostra organizzazione – commenta il presidente di Confesercenti Umbria Giuliano Granocchia – e si completa con la conferma di Cristina Proietti Barsanti, operante nel settore dei carburanti, a componente il Coordinamento nazionale di Impresa Donna in rappresentanza della nostra Regione”.

Confesercenti evidenzia come la congiuntura economica attuale richieda contributi di persone con spiccate capacità e conoscenze del settore delle politiche di sviluppo e del credito, ambiti nei quali Ida ha maturato un’esperienza significativa. In questa direzione, Ida Calzini con la sua sensibilità e competenza saprà dare un impulso importante al lavoro di Impresa Donna, valorizzando il ruolo delle imprenditrici umbre e contribuendo alla crescita complessiva della nostra rete associativa”.

“Accolgo con grande entusiasmo e senso di responsabilità questa nuova sfida – le parole della nuova responsabile regionale di Impresa Donna Confesercenti Umbria, Ida Calzini –. Ringrazio sinceramente tutta Confesercenti Umbria e in particolare il presidente regionale Giuliano Granocchia per la fiducia accordatami. Credo fortemente nel valore dell’imprenditoria femminile come motore di innovazione, sostenibilità e coesione sociale. Lavorerò per valorizzare le competenze delle donne umbre, promuovere reti di collaborazione e contribuire a costruire un contesto in cui ogni impresa possa crescere e affermarsi con pari opportunità”.

Confesercenti Umbria conferma così il proprio impegno nel promuovere la rappresentanza e il protagonismo delle donne nell’impresa, riconoscendone il ruolo centrale nel rilancio dell’economia e nel rafforzamento del tessuto produttivo locale.

Punto per punto, ecco la Manovra finanziaria del Governo

Il Governo ha approvato la Manovra finanziaria 2026 da 18 miliardi. Che ora dovrà essere votata in Parlamento, con possibili emendamenti.

Questi i principali punti.

Misure fiscali e sostegno al reddito

Riduzione della seconda aliquota dell’IRPEF – scaglione tra 28 e 50mila euro – che passa dal 35% al 33%. La riduzione sarà sterilizzata per i redditi superiori a 200.000 euro.

Regime fiscale agevolato sui rinnovi contrattuali, premi di produttività e trattamento accessorio.

Confermata per il 2026 la disciplina in merito al bonus ristrutturazione sulla prima casa al 50%.

Confermata la cosiddetta flat tax al 15 per cento per i redditi da lavoro dipendente o da pensione fino a 35mila euro.

Imprese

Ai fini delle imposte sui redditi, le imprese che acquistano beni strumentali nuovi potranno beneficiare della maggiorazione del costo di acquisizione per calcolare ammortamenti e canoni di leasing nella misura del 180% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro, del 100% per gli investimenti oltre 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro e del 50% per gli investimenti oltre 10 milioni di euro e fino a 20 milioni di euro. Nel caso di investimenti green si applica nella misura del 220% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro, del 140% per gli investimenti oltre 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro e del 90% per gli investimenti oltre 10 milioni di euro e fino a 20 milioni di euro.

La soglia esentasse dei buoni pasto elettronici per i dipendenti passa da 8 euro a 10 euro.

Saranno presenti nel triennio il credito d’imposta per le imprese ubicate nelle zone economiche speciali (ZES) e, nella misura di 100 milioni di euro nel triennio 2026-2028, per le zone logistiche semplificate (ZLS). È prorogata al 31 dicembre 2026 la sterilizzazione della plastic e sugar tax. Viene rifinanziata anche la misura agevolativa “Nuova Sabatini”.

Famiglie, lavoro e politiche sociali

Stanziati nel triennio circa 3,5 miliardi per la famiglia, il contrasto alla povertà e revisione ISEE.

Al fine di favorire l’accesso a determinate prestazioni agevolate si introduce infatti una revisione della disciplina per il calcolo dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente, che interviene sul valore della casa e sulle scale di equivalenza con effetti complessivi annui di quasi 500 milioni di euro.

Finanziati in via permanente per 60 milioni di euro annui i cosiddetti “centri estivi”.

Rifinanziata per gli anni 2026 e 2027 la “Carta dedicata a te”, un contributo di 500 euro per le famiglie con ISEE non superiore a 15.000 euro per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità.
Sterilizzato l’aumento di tre mesi dell’età pensionabile, a partire dal 2027, per i lavoratori impegnati in attività usuranti e gravose. Per le restanti categorie di lavoratori l’aumento sarà di un solo mese nel 2027 e di due mesi nel 2028.

Previsto l’incremento di 260 euro all’anno per le pensioni dei soggetti in condizioni disagiate.

Per il 2026 rispetto al 2025 è rafforzato il bonus mamme, che passa da 40 a 60 euro mensili a favore delle lavoratrici con almeno due figli e reddito fino a 40.000 euro. Potenziati anche il congedo parentale e il congedo per malattia dei figli minori.

Sanità

Ai rifinanziamenti previsti l’anno scorso dalla legge di bilancio, pari a oltre 5 miliardi per il 2026, a 5,7 miliardi per il 2027 e a quasi 7 miliardi per il 2028, si aggiungono 2,4 miliardi di euro per il 2026 e 2,65 miliardi a decorrere dal 2027. Una parte di tali risorse sarà destinata a nuove assunzioni e al miglioramento dei trattamenti in favore del personale sanitario. Al fine di garantire la riduzione delle liste di attesa e il rispetto dei tempi di erogazione delle prestazioni sanitarie e per far fronte alla carenza di personale sanitario, nel 2026 si autorizza quindi l’assunzione di personale sanitario.

Banche

Confermato il contributo del settore finanziario con il coinvolgimento di banche e assicurazioni. Tra le misure è prevista la proroga del rinvio delle deduzioni relative alle svalutazioni e perdite su crediti, nonché del costo dell’avviamento, connesse alla rilevazione delle imposte differite attive (DTA). Sugli utili accantonati a patrimonio che vengono liberati e distribuiti prevista una imposta agevolata. Modificata aliquota IRAP e confermata parziale deducibilità di perdite ed eccedenze ACE.)

Pace fiscale

Vengono introdotti interventi di pacificazione fiscale rivolti ai contribuenti per i carichi affidati all’agente della riscossione fino al 31 dicembre 2023. Questi ultimi potranno essere definiti in una unica soluzione oppure pagati in 9 anni, in 54 rate bimestrali uguali. La misura è rivolta ai contribuenti che hanno presentato la dichiarazione ma hanno omesso il pagamento. Vi è la possibilità di aderire alla misura anche per gli enti locali.

Sfuma il sogno di Foligno-Spoleto, la Capitale dell’Arte contemporanea 2027 sarà Alba

E’ Alba la nuova Capitale italiana dell’Arte Contemporanea 2027. L’annuncio è stato dato dal ministro della Cultura, Alessandro Giuli, nel corso della cerimonia che si è svolta nella Sala Spadolini del Ministero, alla presenza della Giuria della selezione e dei rappresentanti delle città finaliste.

Niente da dare per Foligno e Spoleto, che hanno presentato una candidatura congiunta, arrivate in finale insieme a ”Pietrasanta ed a Termoli.

Ha vinto il progetto “Le fabbriche del vento”, con cui Alba ha saputo convincere la Giuria presieduta da Lorenza Baroncelli al termine della procedura di selezione, ottenendo la seguente motivazione:

“Il progetto si distingue per l’eccellente capacità di coniugare rigenerazione territoriale, innovazione artistica e partecipazione diffusa, attraverso un programma culturale di altissimo profilo. Si radica in una tradizione d’avanguardia che negli anni ha trasformato il territorio in laboratorio creativo, proiettandosi verso il futuro con iniziative destinate a diventare appuntamenti fissi nel panorama artistico nazionale e internazionale.

“Con la Capitale dell’arte contemporanea abbiamo, ancora, messo in moto le energie delle forze sociali, delle strutture e dei territori che hanno voglia di emergere, di farsi notare o anche solo di essere riconosciuti per la loro esperienza e la loro creatività”, ha dichiarato il ministro della Cultura, Alessandro Giuli.

Alba riceverà un contributo di un milione di euro, destinato alla realizzazione delle iniziative previste nel dossier di candidatura.

Sfuma dunque il sogno per Foligno e Spoleto, con i due sindaci, Zuccarini e Sisti, che però si dicono soddisfatti della collaborazione e del lavoro fatto, che potrà servire per valorizzare l’arte contemporanea nei due territori.

Ordine agronomi e forestali Perugia, il nuovo Consiglio direttivo

L’agronomo tuderte Luca Mocci è il nuovo presidente dell’Ordine dei dottori agronomi e dottori forestali di Perugia. Il nuovo Consiglio direttivo per il quadriennio 2025-2029 risulta inoltre composto da Diego Contini vicepresidente, Francesco Martella segretario e Michele Meoni tesoriere. Completano il Consiglio: Enrica Berna, Irene Giunta, Luigi Lamincia, Emiliano Lasagna, Gabriella Petesse, Stefania Monti e Alessandro Zampieri (junior).

“Con un forte senso di responsabilità – ha dichiarato il presidente Mocci – ho accolto la possibilità di prestare il mio servizio per la categoria con il ruolo di presidente, un ruolo che mi inorgoglisce e per il quale devo ringraziare innanzitutto i colleghi per la fiducia accordataci nella fase elettorale e i colleghi consiglieri per avermi dato l’opportunità di rappresentare la categoria in questo ruolo così prestigioso. Altro ringraziamento va a chi ci ha preceduto, al presidente Roberto Giangrande e al suo consiglio, per il lavoro svolto al servizio della nostra categoria in questi quattro anni”.

Mocci ha ribadito nel corso della prima seduta che “l’impegno sarà volto al servizio dei colleghi. Gli adempimenti amministrativi a cui sono chiamati l’Ordine e gli iscritti sono sempre maggiori e noi cercheremo di essere sicuramente di supporto. Lavoreremo per accrescere il senso di appartenenza alla nostra comunità professionale, con il coinvolgimento attivo del più alto numero possibile dei colleghi, maggiore sarà la nostra capacità di presidiare le tante competenze che la legge ci assegna. Il nostro impegno sarà dedicato oltre che alla tutela delle competenze professionali cercheremo di valorizzare a più livelli a figura e il ruolo dei dottori agronomi e forestali sul territorio e nelle istituzioni locali”.

“Abbiamo la sfida – prosegue il neopresidente – di rendere sempre più riconoscibili le nostre competenze, contribuire con la nostra esperienza sul campo alla programmazione delle risorse comunitarie per lo sviluppo delle imprese agricole agroalimentari e delle aree rurali, alla gestione e tutela delle aree forestali. Affermare l’importanza della figura del dottore agronomo e dottore forestale nella pianificazione e gestione sostenibile del territorio, nonché del grande patrimonio verde urbano. Le sfide sono tante e abbiamo l’ambizione di affrontarle al meglio e per questo sarà importante la collaborazione dei colleghi tutti che devono essere vicino al consiglio appena insediatosi”.

L’annuncio di tagli al personale Nestlè preoccupa anche a Perugia

Preoccupano anche a Perugia, sede storica della Perugina, dove a San Sisto c’è uno dei dieci siti produttivi del Gruppo Nestlè, l’annuncio dato dal nuovo ceo della multinazionale svizzera, Philipp Navratil, di tagliare 16mila posti di lavoro entro il 2027, pari a circa il 6% della forza lavoro nel mondo. Un annuncio fatto dopo aver presentato i dati dei primi nove mesi, in cui il Gruppo Nestlè ha registrato un fatturato di 65,9 miliardi di franchi svizzeri, in calo dell’1,9% rispetto all’anno precedente a causa dell’effetto dei cambi valutari, ma con una crescita organica del 3,3%. L’incremento dei volumi è stato dello 0,6%. Nel solo terzo trimestre, la crescita organica ha raggiunto il 4,3%, trainata da una maggiore domanda in diversi mercati chiave, in Europa e nel Nord America. Male invece la Grande Cina, con un impatto negativo di 80 punti base sulla crescita organica e di 40 sulla crescita reale.

“Il mondo sta cambiando e Nestlé deve cambiare più rapidamente” ha detto Novratil, che ha fissato, entro il 2027, il risparmio dei costi di 3 miliardi di franchi svizzeri (il piano precedente prevedeva riduzioni per 2,5 miliardi di franchi svizzeri).

Gli esuberi

Gli esuberi riguarderanno 12mila impiegati e 4 mila operai nei reparti di produzione e logistica. Quanto agli stabilimenti che saranno interessati, la società si è limitata a comunicar che la riduzione sarà gestita “con rispetto e trasparenza” per limitare l’impatto sociale sui lavoratori coinvolti.

Quello di San Sisto è uno dei dieci stabilimenti della galassia Nestlè in Italia, sparsi tra Umbria, Lombardia, Veneto, Toscana, Campania e Valle d’Aosta.

Pensa Perugia chiede garanzie ufficiali a Nestlè

“Le notizie diffuse in queste ore sull’annuncio di Nestlé di una riduzione di 16.000 posti di lavoro a livello globale nei prossimi due anni non possono lasciarci indifferenti. Si tratta di un piano di ristrutturazione di dimensioni enormi, che rischia di avere ripercussioni anche sul nostro territorio e, in particolare, sullo stabilimento Perugina di San Sisto, cuore produttivo e simbolico di Nestlé in Italia” ha commentato il capogruppo di Pensa Perugia in Consiglio comunale, Lorenzo Mazzanti. Che chiede se lo stabilimento di Perugia è coinvolto, in quale misura e con quali prospettive occupazionali, attraverso comunicazioni “immediate e ufficiali” da parte di Nestlè.

E nel frattempo rivolge un appello alle istituzioni regionali e al Governo “affinché si attivino da subito per vigilare sulla situazione e tutelare l’occupazione umbra, evitando che lo stabilimento Perugina diventi vittima collaterale di strategie industriali globali che nulla hanno a che vedere con la qualità e la produttività del nostro sito. Non possiamo permettere che la storia industriale di Perugia – conclude Mazzanti – venga messa a rischio in silenzio. La Perugina rappresenta un’eccellenza, un presidio di lavoro e di identità collettiva. Su questo non arretreremo di un passo: vogliamo garanzie chiare, pubbliche e immediate sul futuro dello stabilimento e dei suoi lavoratori”.

“Conserva”: dall’arte al buon cibo, il valore della tutela

Dall’arte al cibo di qualità. Beni preziosi da tutelare e da “custodire” nei giusti modi. Questo il messaggio arrivato da Spoleto, che ha ospitato la seconda edizione di Conserva, il Salone nazionale dell’arte della conservazione alimentare e dei beni culturali.

L’evento – ideato da Anna Setteposte, di Anna7Poste Eventi&Comunicazione Srl, organizzatrice dell’evento insieme al Comune di Spoleto, con il patrocinio della Regione Umbria e il sostegno del Gal Valle Umbra e Sibillini – AS 2.1 nell’ambito del CSR per l’Umbria 2023 – 2027 – intervento SRG 06 – ha saputo intercettare un crescente interesse per il tema della conservazione, declinato in una visione integrata che spazia dal cibo alla tutela del patrimonio artistico, culturale e ambientale.

Il centro storico della città del festival è stato trasformato in un grande laboratorio diffuso, celebrando l’arte di custodire sapori, memorie e patrimoni, sono stati così ribaditi anche dalle dichiarazioni delle istituzioni e degli ideatori.

Setteposte: evento con contenuti di grande valore

“Siamo estremamente soddisfatti dei risultati di questa edizione – afferma soddisfatta Anna Setteposte – perché abbiamo raggiunto esattamente il pubblico che desideravamo, attento e interessato, includendo sia operatori del settore sia semplici appassionati. L’interesse dimostrato per i laboratori e i talk, tutti sold out, testimonia la necessità di un approfondimento di questi temi. Come molti visitatori stessi hanno sottolineato, il pubblico ne esce arricchito perché Conserva è prima di tutto un evento con contenuti di grande valore. La nostra ambizione è che Conserva diventi, non solo un appuntamento annuale, ma un vero e proprio laboratorio diffuso: un luogo d’incontro essenziale per informare, formare e mettere in contatto persone e aziende. Sebbene oggi non si pongano problemi di conservazione in senso stretto, la consapevolezza sulle procedure corrette e su cosa succede a un alimento quando viene trasformato e conservato è di fondamentale importanza per la sicurezza e la qualità”.

Sisti: salone unico nel suo genere

“La seconda edizione di Conserva – aggiunge il sindaco di Spoleto Andrea Sisti – ha rappresentato un momento di grande soddisfazione ed interesse per la nostra città. Spoleto ha avuto l’onore di ospitare un salone unico nel suo genere, capace di coniugare due patrimoni fondamentali della nostra identità: la conservazione alimentare e quella dei beni culturali. Si tratta di una manifestazione che anche quest’anno ha dimostrato come tradizione, innovazione e sostenibilità possano dialogare in modo profondo, offrendo una chiave di lettura interessante ed innovativa del nostro territorio, della cultura e dell’economia locale”.

Paroli: dare continuità a Conserva

“L’auspicio – ha detto l’assessore Giovanni Angelini Paroli – è riuscire a dare continuità a Conserva, facendone non solo un punto fermo del nostro palinsesto degli eventi, ma anche un riferimento sempre più conosciuto nel panorama nazionale”.

Gli eventi

Tutti gli eventi si sono svolti principalmente al Complesso monumentale di San Nicolò e in spazi dedicati nel centro storico spoletino, che hanno fatto da cornice ideale all’evento.

Il culmine della tre giorni è stato il convegno finale, “Conserva Azione – Il passato e il futuro dell’arte della conservazione alimentare”. L’appuntamento conclusivo ha riunito esperti nazionali per stimolare una riflessione attenta sul tempo, la memoria, il cibo e la cultura, interrogandosi sulle prospettive future delle pratiche di conservazione in un mondo in evoluzione.

Tra gli interventi di rilievo, Guido Farinelli, storico dell’alimentazione, ha analizzato il rapporto tra dimensione gastronomica e temporale nell’alimentazione moderna. Carlo Nesler, esperto di fermentazioni, ha trattato l’importanza delle conserve e dei cibi fermentati, un tema di grande attualità e sperimentazione in cucina. Daniele Paci, agronomo, ha posto l’accento sulla sicurezza alimentare, con un focus sul problema del botulino nelle preparazioni domestiche e nella ristorazione, smontando falsi miti legati ai social. Lo chef Tommaso Tonioni del ristorante Arso ha condiviso la prospettiva dell’alta ristorazione.

Il convegno, moderato dal giornalista Maurizio Pescari, ha rappresentato un momento cruciale di confronto per gli operatori del settore, evidenziando come l’applicazione di tecniche innovative ai prodotti locali possa creare un grande valore aggiunto.

Ma la seconda edizione di Conserva è stata caratterizzata da un’agenda ricca e apprezzata, tra visite, mostre e laboratori. Già dall’apertura l’evento ha registrato un immediato e forte interesse per il nuovo focus sui beni culturali: la visita esclusiva al Deposito dei Beni Culturali di Santo Chiodo, che custodisce migliaia di opere d’arte recuperate dopo il sisma del Centro Italia del 2016, ha registrato il sold out, confermando l’eccezionalità dell’apertura di un luogo non museale.

Il successo si è replicato per la visita al Laboratorio dell’azienda di restauro CooBeC e per la visita guidata agli interventi di restauro nel Duomo di Spoleto (affresco di Filippo Lippi, pavimento cosmatesco, rosone principale).

La Mostra Mercato, fulcro dell’evento al Complesso monumentale di San Nicolò, ha permesso al pubblico di acquistare e degustare prodotti di aziende selezionate, umbre e non solo.

Grande affluenza per la mostra “conservArte”, che ha proposto la serie completa delle 10 serigrafie della Campbell’s Soup di Andy Warhol, un legame emblematico tra consumo e cultura visiva, affiancate da opere di artisti storicizzati (Botero, Wesselmann, Ramos) e viventi (Kusama, Banksy, Policastro, Wonder).

Un programma diversificato di laboratori, corsi e talk ha coinvolto attivamente il pubblico: i laboratori pratici di Carlo Nesler su “Autoproduzione dell’aceto” e “I molti volti dell’Umami: degustazione di miso e shoyu”; il laboratorio sul lievito madre “Buongiorno madre” a cura di Ora Forneria. Il talk di Daniele Paci su “Frigorifero e congelatore: come usarli bene”. Ma anche le visite guidate tematiche, come “Cibus, la conservazione all’epoca dei romani” alla Casa Romana e “L’arte della conservazione Barocca” a Palazzo Collicola.

Da Perugia ad Assisi in marcia per la pace e la giustizia, le immagini

Un grido per la pace, la giustizia e la legalità lungo 24km. La distanza tra Perugia e Assisi, lungo quel percorso inaugurato da Aldo Capitini, dove quest’anno si sono ritrovate 200mila persone secondo gli organizzatori. Così tante non se ne vedevano dal 2001, anno dell’attentato alle Torri Gemelle.

Quest’anno, in mezzo alle bandiere arcobaleno, tante palestinesi. Una, annodata con quella di Israele, ha sventolato nella Piazza Inferiore di San Francesco. Così come annodate erano quelle dell’Ucraina e della Russia.

“Fraternità” la scritta sullo striscione di testa, per una edizione che aveva come slogan “Imagine alla the people”.

Dal palco allestito subito fuori da Porta San Girolamo ad accogliere le prime fila della folla che si apprestava a percorre il percorso che ha attraversato Ponte San Giovanni, Bastia Umbra, Santa Maria degli Angeli, per arrivare alla Rocca Maggiore di Assisi, dove si è tenuto un momento collettivo di riflessione e festa, tra i gonfaloni del Comune di Perugia e dei Comuni che da tutta l’Italia hanno aderito alla marcia.

Tra gli amministratori locali la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, il presidente della Provincia di Perugia Massimiliano Presciutti, i sindaci di Perugia Vittoria Ferdinandi e di Assisi Valter Stoppini, insieme agli assessori delle loro amministrazioni. Presenti anche il sindaco di Betlemme Maher Nicola Canawati, il segretario nazionale della Cgil Maurizio Landini, il presidente di Legacoop Simone Gamberini, Snizhana Shaluhin (Ucraina), Monicah Malith (Sud Sudan), Lam Magok (Libia) e Cristina Palomba dei Giovani Costruttori di Pace.

“Questa nostra marcia – ha detto la presidente Proietti – deve essere la somma di tutte quelle piazze straordinarie che hanno dato un contributo determinante a un primo passo verso la firma della pace in Palestina”.

“E’ un’immagine stupenda questo mare che difende l’umanità. Grazie Perugia, non sei stata mai così bella” ha detto la sindaca Ferdinandi.

“A uccidere sono soprattutto la povertà e le ingiustizie” ha detto Flavio Lotti, presidente della Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace.

A Perugia inaugurati i Baracconi, il programma fino al 9 novembre

Inaugurati a Pian di Massiano i Baracconi, il luna park di Perugia, il più grande d’Italia. Il divertimento fino al 9 novembre, con attrazioni particolari per la serata di Halloween e per la Festa del Bambino, in tre giornate.

Vincenzo La Scala, responsabile commissione organizzativa Luna Park Perugia: “Le nostre giostre sono rimodernate e ristrutturate di anno in anno; quest’anno c’è una giostra nuova, Joker, che porterà sicuramente interesse e attrazione”.

Giunto alla sua 102ª edizione, dedicata ad Antonella Vitali, vice comandante della polizia locale, scomparsa qualche mese fa e che per anni è stata vicina al luna park, questo evento è un vero e proprio rito collettivo, immancabile nel capoluogo umbro: sabato dopo il tradizionale taglio del nastro con la benedizione di don Francesco (“Una benedizione per dire viviamo tutto questo come un dono di Dio, in un periodo in cui la pace è ancor più necessaria”, le sue parole) e la presenza delle majorettes, l’atmosfera si è fatta subito incantata grazie alla danza di Compagnia Teatrale Accademia Creativa che alle 15.30 (con replica serale alle 22.00) ha proposto lo spettacolo delle “Bianche Presenze” in cui i trampolieri sono stati accompagnati da un elegante carro che diffonde luci e musiche, trasformando l’intera area in un luogo magico: una parata itinerante dal grande fascino che culminerà, nella tarda serata sempre di sabato, nel tradizionale e attesissimo spettacolo pirotecnico realizzato da Gianvittorio Pirotecnica.

Attrazioni e programma

Ai Baracconi 2025 sono presenti 130 attrazioni per tutte le età, inclusi i brividi delle giostre mozzafiato e alcune novità entusiasmanti come il Joker Jump.

Tanti anche gli stand gastronomici pronti a deliziare il palato con dolci e golosità, bancarelle di croccante, crêpes, e le immancabili castagne di stagione, prelibatezze perfette mentre si attende l’arrivo della tradizionale Fiera dei Morti.

Il divertimento continua fino a domenica 9 novembre, con un calendario ricco di giorni speciali: accanto alle giornate dedicate alle persone disabili, si celebrerà la festa di Halloween, il 31 ottobre, e tre giornate dedicate ai più piccoli, con la Festa del Bambino in programma il 6, 7 e 8 novembre. Il Luna Park Itinerante sarà aperto tutti i giorni, dal lunedì al sabato di pomeriggio e fino a tarda sera, e la domenica anche la mattina a partire dalle ore 10:00.