Ida Calzini, professionista di lunga esperienza nel settore dei servizi alle imprese che ha girà ricoperto incarichi di grande responsabilità, è stato nominata responsabile regionale di Impresa Donna Confesercenti Umbria, la struttura dedicata alla promozione e al sostegno dell’imprenditoria femminile.
“La nomina di Ida Calzini a responsabile di Impresa Donna Umbria rafforza ulteriormente la nostra organizzazione – commenta il presidente di Confesercenti Umbria Giuliano Granocchia – e si completa con la conferma di Cristina Proietti Barsanti, operante nel settore dei carburanti, a componente il Coordinamento nazionale di Impresa Donna in rappresentanza della nostra Regione”.
Confesercenti evidenzia come la congiuntura economica attuale richieda contributi di persone con spiccate capacità e conoscenze del settore delle politiche di sviluppo e del credito, ambiti nei quali Ida ha maturato un’esperienza significativa. In questa direzione, Ida Calzini con la sua sensibilità e competenza saprà dare un impulso importante al lavoro di Impresa Donna, valorizzando il ruolo delle imprenditrici umbre e contribuendo alla crescita complessiva della nostra rete associativa”.
“Accolgo con grande entusiasmo e senso di responsabilità questa nuova sfida – le parole della nuova responsabile regionale di Impresa Donna Confesercenti Umbria, Ida Calzini –. Ringrazio sinceramente tutta Confesercenti Umbria e in particolare il presidente regionale Giuliano Granocchia per la fiducia accordatami. Credo fortemente nel valore dell’imprenditoria femminile come motore di innovazione, sostenibilità e coesione sociale. Lavorerò per valorizzare le competenze delle donne umbre, promuovere reti di collaborazione e contribuire a costruire un contesto in cui ogni impresa possa crescere e affermarsi con pari opportunità”.
Confesercenti Umbria conferma così il proprio impegno nel promuovere la rappresentanza e il protagonismo delle donne nell’impresa, riconoscendone il ruolo centrale nel rilancio dell’economia e nel rafforzamento del tessuto produttivo locale.
Il Governo ha approvato la Manovra finanziaria 2026 da 18 miliardi. Che ora dovrà essere votata in Parlamento, con possibili emendamenti.
Questi i principali punti.
Misure fiscali e sostegno al reddito
Riduzione della seconda aliquota dell’IRPEF – scaglione tra 28 e 50mila euro – che passa dal 35% al 33%. La riduzione sarà sterilizzata per i redditi superiori a 200.000 euro.
Regime fiscale agevolato sui rinnovi contrattuali, premi di produttività e trattamento accessorio.
Confermata per il 2026 la disciplina in merito al bonus ristrutturazione sulla prima casa al 50%.
Confermata la cosiddetta flat tax al 15 per cento per i redditi da lavoro dipendente o da pensione fino a 35mila euro.
Imprese
Ai fini delle imposte sui redditi, le imprese che acquistano beni strumentali nuovi potranno beneficiare della maggiorazione del costo di acquisizione per calcolare ammortamenti e canoni di leasing nella misura del 180% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro, del 100% per gli investimenti oltre 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro e del 50% per gli investimenti oltre 10 milioni di euro e fino a 20 milioni di euro. Nel caso di investimenti green si applica nella misura del 220% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro, del 140% per gli investimenti oltre 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro e del 90% per gli investimenti oltre 10 milioni di euro e fino a 20 milioni di euro.
La soglia esentasse dei buoni pasto elettronici per i dipendenti passa da 8 euro a 10 euro.
Saranno presenti nel triennio il credito d’imposta per le imprese ubicate nelle zone economiche speciali (ZES) e, nella misura di 100 milioni di euro nel triennio 2026-2028, per le zone logistiche semplificate (ZLS). È prorogata al 31 dicembre 2026 la sterilizzazione della plastic e sugar tax. Viene rifinanziata anche la misura agevolativa “Nuova Sabatini”.
Famiglie, lavoro e politiche sociali
Stanziati nel triennio circa 3,5 miliardi per la famiglia, il contrasto alla povertà e revisione ISEE.
Al fine di favorire l’accesso a determinate prestazioni agevolate si introduce infatti una revisione della disciplina per il calcolo dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente, che interviene sul valore della casa e sulle scale di equivalenza con effetti complessivi annui di quasi 500 milioni di euro.
Finanziati in via permanente per 60 milioni di euro annui i cosiddetti “centri estivi”.
Rifinanziata per gli anni 2026 e 2027 la “Carta dedicata a te”, un contributo di 500 euro per le famiglie con ISEE non superiore a 15.000 euro per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità. Sterilizzato l’aumento di tre mesi dell’età pensionabile, a partire dal 2027, per i lavoratori impegnati in attività usuranti e gravose. Per le restanti categorie di lavoratori l’aumento sarà di un solo mese nel 2027 e di due mesi nel 2028.
Previsto l’incremento di 260 euro all’anno per le pensioni dei soggetti in condizioni disagiate.
Per il 2026 rispetto al 2025 è rafforzato il bonus mamme, che passa da 40 a 60 euro mensili a favore delle lavoratrici con almeno due figli e reddito fino a 40.000 euro. Potenziati anche il congedo parentale e il congedo per malattia dei figli minori.
Sanità
Ai rifinanziamenti previsti l’anno scorso dalla legge di bilancio, pari a oltre 5 miliardi per il 2026, a 5,7 miliardi per il 2027 e a quasi 7 miliardi per il 2028, si aggiungono 2,4 miliardi di euro per il 2026 e 2,65 miliardi a decorrere dal 2027. Una parte di tali risorse sarà destinata a nuove assunzioni e al miglioramento dei trattamenti in favore del personale sanitario. Al fine di garantire la riduzione delle liste di attesa e il rispetto dei tempi di erogazione delle prestazioni sanitarie e per far fronte alla carenza di personale sanitario, nel 2026 si autorizza quindi l’assunzione di personale sanitario.
Banche
Confermato il contributo del settore finanziario con il coinvolgimento di banche e assicurazioni. Tra le misure è prevista la proroga del rinvio delle deduzioni relative alle svalutazioni e perdite su crediti, nonché del costo dell’avviamento, connesse alla rilevazione delle imposte differite attive (DTA). Sugli utili accantonati a patrimonio che vengono liberati e distribuiti prevista una imposta agevolata. Modificata aliquota IRAP e confermata parziale deducibilità di perdite ed eccedenze ACE.)
Pace fiscale
Vengono introdotti interventi di pacificazione fiscale rivolti ai contribuenti per i carichi affidati all’agente della riscossione fino al 31 dicembre 2023. Questi ultimi potranno essere definiti in una unica soluzione oppure pagati in 9 anni, in 54 rate bimestrali uguali. La misura è rivolta ai contribuenti che hanno presentato la dichiarazione ma hanno omesso il pagamento. Vi è la possibilità di aderire alla misura anche per gli enti locali.
E’ Alba la nuova Capitale italiana dell’Arte Contemporanea 2027. L’annuncio è stato dato dal ministro della Cultura, Alessandro Giuli, nel corso della cerimonia che si è svolta nella Sala Spadolini del Ministero, alla presenza della Giuria della selezione e dei rappresentanti delle città finaliste.
Niente da dare per Foligno e Spoleto, che hanno presentato una candidatura congiunta, arrivate in finale insieme a ”Pietrasanta ed a Termoli.
Ha vinto il progetto “Le fabbriche del vento”, con cui Alba ha saputo convincere la Giuria presieduta da Lorenza Baroncelli al termine della procedura di selezione, ottenendo la seguente motivazione:
“Il progetto si distingue per l’eccellente capacità di coniugare rigenerazione territoriale, innovazione artistica e partecipazione diffusa, attraverso un programma culturale di altissimo profilo. Si radica in una tradizione d’avanguardia che negli anni ha trasformato il territorio in laboratorio creativo, proiettandosi verso il futuro con iniziative destinate a diventare appuntamenti fissi nel panorama artistico nazionale e internazionale.
“Con la Capitale dell’arte contemporanea abbiamo, ancora, messo in moto le energie delle forze sociali, delle strutture e dei territori che hanno voglia di emergere, di farsi notare o anche solo di essere riconosciuti per la loro esperienza e la loro creatività”, ha dichiarato il ministro della Cultura, Alessandro Giuli.
Alba riceverà un contributo di un milione di euro, destinato alla realizzazione delle iniziative previste nel dossier di candidatura.
Sfuma dunque il sogno per Foligno e Spoleto, con i due sindaci, Zuccarini e Sisti, che però si dicono soddisfatti della collaborazione e del lavoro fatto, che potrà servire per valorizzare l’arte contemporanea nei due territori.
L’agronomo tuderte Luca Mocci è il nuovo presidente dell’Ordine dei dottori agronomi e dottori forestali di Perugia. Il nuovo Consiglio direttivo per il quadriennio 2025-2029 risulta inoltre composto da Diego Contini vicepresidente, Francesco Martella segretario e Michele Meoni tesoriere. Completano il Consiglio: Enrica Berna, Irene Giunta, Luigi Lamincia, Emiliano Lasagna, Gabriella Petesse, Stefania Monti e Alessandro Zampieri (junior).
“Con un forte senso di responsabilità – ha dichiarato il presidente Mocci – ho accolto la possibilità di prestare il mio servizio per la categoria con il ruolo di presidente, un ruolo che mi inorgoglisce e per il quale devo ringraziare innanzitutto i colleghi per la fiducia accordataci nella fase elettorale e i colleghi consiglieri per avermi dato l’opportunità di rappresentare la categoria in questo ruolo così prestigioso. Altro ringraziamento va a chi ci ha preceduto, al presidente Roberto Giangrande e al suo consiglio, per il lavoro svolto al servizio della nostra categoria in questi quattro anni”.
Mocci ha ribadito nel corso della prima seduta che “l’impegno sarà volto al servizio dei colleghi. Gli adempimenti amministrativi a cui sono chiamati l’Ordine e gli iscritti sono sempre maggiori e noi cercheremo di essere sicuramente di supporto. Lavoreremo per accrescere il senso di appartenenza alla nostra comunità professionale, con il coinvolgimento attivo del più alto numero possibile dei colleghi, maggiore sarà la nostra capacità di presidiare le tante competenze che la legge ci assegna. Il nostro impegno sarà dedicato oltre che alla tutela delle competenze professionali cercheremo di valorizzare a più livelli a figura e il ruolo dei dottori agronomi e forestali sul territorio e nelle istituzioni locali”.
“Abbiamo la sfida – prosegue il neopresidente – di rendere sempre più riconoscibili le nostre competenze, contribuire con la nostra esperienza sul campo alla programmazione delle risorse comunitarie per lo sviluppo delle imprese agricole agroalimentari e delle aree rurali, alla gestione e tutela delle aree forestali. Affermare l’importanza della figura del dottore agronomo e dottore forestale nella pianificazione e gestione sostenibile del territorio, nonché del grande patrimonio verde urbano. Le sfide sono tante e abbiamo l’ambizione di affrontarle al meglio e per questo sarà importante la collaborazione dei colleghi tutti che devono essere vicino al consiglio appena insediatosi”.
Preoccupano anche a Perugia, sede storica della Perugina, dove a San Sisto c’è uno dei dieci siti produttivi del Gruppo Nestlè, l’annuncio dato dal nuovo ceo della multinazionale svizzera, Philipp Navratil, di tagliare 16mila posti di lavoro entro il 2027, pari a circa il 6% della forza lavoro nel mondo. Un annuncio fatto dopo aver presentato i dati dei primi nove mesi, in cui il Gruppo Nestlè ha registrato un fatturato di 65,9 miliardi di franchi svizzeri, in calo dell’1,9% rispetto all’anno precedente a causa dell’effetto dei cambi valutari, ma con una crescita organica del 3,3%. L’incremento dei volumi è stato dello 0,6%. Nel solo terzo trimestre, la crescita organica ha raggiunto il 4,3%, trainata da una maggiore domanda in diversi mercati chiave, in Europa e nel Nord America. Male invece la Grande Cina, con un impatto negativo di 80 punti base sulla crescita organica e di 40 sulla crescita reale.
“Il mondo sta cambiando e Nestlé deve cambiare più rapidamente” ha detto Novratil, che ha fissato, entro il 2027, il risparmio dei costi di 3 miliardi di franchi svizzeri (il piano precedente prevedeva riduzioni per 2,5 miliardi di franchi svizzeri).
Gli esuberi
Gli esuberi riguarderanno 12mila impiegati e 4 mila operai nei reparti di produzione e logistica. Quanto agli stabilimenti che saranno interessati, la società si è limitata a comunicar che la riduzione sarà gestita “con rispetto e trasparenza” per limitare l’impatto sociale sui lavoratori coinvolti.
Quello di San Sisto è uno dei dieci stabilimenti della galassia Nestlè in Italia, sparsi tra Umbria, Lombardia, Veneto, Toscana, Campania e Valle d’Aosta.
Pensa Perugia chiede garanzie ufficiali a Nestlè
“Le notizie diffuse in queste ore sull’annuncio di Nestlé di una riduzione di 16.000 posti di lavoro a livello globale nei prossimi due anni non possono lasciarci indifferenti. Si tratta di un piano di ristrutturazione di dimensioni enormi, che rischia di avere ripercussioni anche sul nostro territorio e, in particolare, sullo stabilimento Perugina di San Sisto, cuore produttivo e simbolico di Nestlé in Italia” ha commentato il capogruppo di Pensa Perugia in Consiglio comunale, Lorenzo Mazzanti. Che chiede se lo stabilimento di Perugia è coinvolto, in quale misura e con quali prospettive occupazionali, attraverso comunicazioni “immediate e ufficiali” da parte di Nestlè.
E nel frattempo rivolge un appello alle istituzioni regionali e al Governo “affinché si attivino da subito per vigilare sulla situazione e tutelare l’occupazione umbra, evitando che lo stabilimento Perugina diventi vittima collaterale di strategie industriali globali che nulla hanno a che vedere con la qualità e la produttività del nostro sito. Non possiamo permettere che la storia industriale di Perugia – conclude Mazzanti – venga messa a rischio in silenzio. La Perugina rappresenta un’eccellenza, un presidio di lavoro e di identità collettiva. Su questo non arretreremo di un passo: vogliamo garanzie chiare, pubbliche e immediate sul futuro dello stabilimento e dei suoi lavoratori”.
Dall’arte al cibo di qualità. Beni preziosi da tutelare e da “custodire” nei giusti modi. Questo il messaggio arrivato da Spoleto, che ha ospitato la seconda edizione di Conserva, il Salone nazionale dell’arte della conservazione alimentare e dei beni culturali.
L’evento – ideato da Anna Setteposte, di Anna7Poste Eventi&Comunicazione Srl, organizzatrice dell’evento insieme al Comune di Spoleto, con il patrocinio della Regione Umbria e il sostegno del Gal Valle Umbra e Sibillini – AS 2.1 nell’ambito del CSR per l’Umbria 2023 – 2027 – intervento SRG 06 – ha saputo intercettare un crescente interesse per il tema della conservazione, declinato in una visione integrata che spazia dal cibo alla tutela del patrimonio artistico, culturale e ambientale.
Il centro storico della città del festival è stato trasformato in un grande laboratorio diffuso, celebrando l’arte di custodire sapori, memorie e patrimoni, sono stati così ribaditi anche dalle dichiarazioni delle istituzioni e degli ideatori.
Setteposte: evento con contenuti di grande valore
“Siamo estremamente soddisfatti dei risultati di questa edizione – afferma soddisfatta Anna Setteposte – perché abbiamo raggiunto esattamente il pubblico che desideravamo, attento e interessato, includendo sia operatori del settore sia semplici appassionati. L’interesse dimostrato per i laboratori e i talk, tutti sold out, testimonia la necessità di un approfondimento di questi temi. Come molti visitatori stessi hanno sottolineato, il pubblico ne esce arricchito perché Conserva è prima di tutto un evento con contenuti di grande valore. La nostra ambizione è che Conserva diventi, non solo un appuntamento annuale, ma un vero e proprio laboratorio diffuso: un luogo d’incontro essenziale per informare, formare e mettere in contatto persone e aziende. Sebbene oggi non si pongano problemi di conservazione in senso stretto, la consapevolezza sulle procedure corrette e su cosa succede a un alimento quando viene trasformato e conservato è di fondamentale importanza per la sicurezza e la qualità”.
Sisti: salone unico nel suo genere
“La seconda edizione di Conserva – aggiunge il sindaco di Spoleto Andrea Sisti – ha rappresentato un momento di grande soddisfazione ed interesse per la nostra città. Spoleto ha avuto l’onore di ospitare un salone unico nel suo genere, capace di coniugare due patrimoni fondamentali della nostra identità: la conservazione alimentare e quella dei beni culturali. Si tratta di una manifestazione che anche quest’anno ha dimostrato come tradizione, innovazione e sostenibilità possano dialogare in modo profondo, offrendo una chiave di lettura interessante ed innovativa del nostro territorio, della cultura e dell’economia locale”.
Paroli: dare continuità a Conserva
“L’auspicio – ha detto l’assessore Giovanni Angelini Paroli – è riuscire a dare continuità a Conserva, facendone non solo un punto fermo del nostro palinsesto degli eventi, ma anche un riferimento sempre più conosciuto nel panorama nazionale”.
Gli eventi
Tutti gli eventi si sono svolti principalmente al Complesso monumentale di San Nicolò e in spazi dedicati nel centro storico spoletino, che hanno fatto da cornice ideale all’evento.
Il culmine della tre giorni è stato il convegno finale, “Conserva Azione – Il passato e il futuro dell’arte della conservazione alimentare”. L’appuntamento conclusivo ha riunito esperti nazionali per stimolare una riflessione attenta sul tempo, la memoria, il cibo e la cultura, interrogandosi sulle prospettive future delle pratiche di conservazione in un mondo in evoluzione.
Tra gli interventi di rilievo, Guido Farinelli, storico dell’alimentazione, ha analizzato il rapporto tra dimensione gastronomica e temporale nell’alimentazione moderna. Carlo Nesler, esperto di fermentazioni, ha trattato l’importanza delle conserve e dei cibi fermentati, un tema di grande attualità e sperimentazione in cucina. Daniele Paci, agronomo, ha posto l’accento sulla sicurezza alimentare, con un focus sul problema del botulino nelle preparazioni domestiche e nella ristorazione, smontando falsi miti legati ai social. Lo chef Tommaso Tonioni del ristorante Arso ha condiviso la prospettiva dell’alta ristorazione.
Il convegno, moderato dal giornalista Maurizio Pescari, ha rappresentato un momento cruciale di confronto per gli operatori del settore, evidenziando come l’applicazione di tecniche innovative ai prodotti locali possa creare un grande valore aggiunto.
Ma la seconda edizione di Conserva è stata caratterizzata da un’agenda ricca e apprezzata, tra visite, mostre e laboratori. Già dall’apertura l’evento ha registrato un immediato e forte interesse per il nuovo focus sui beni culturali: la visita esclusiva al Deposito dei Beni Culturali di Santo Chiodo, che custodisce migliaia di opere d’arte recuperate dopo il sisma del Centro Italia del 2016, ha registrato il sold out, confermando l’eccezionalità dell’apertura di un luogo non museale.
Il successo si è replicato per la visita al Laboratorio dell’azienda di restauro CooBeC e per la visita guidata agli interventi di restauro nel Duomo di Spoleto (affresco di Filippo Lippi, pavimento cosmatesco, rosone principale).
La Mostra Mercato, fulcro dell’evento al Complesso monumentale di San Nicolò, ha permesso al pubblico di acquistare e degustare prodotti di aziende selezionate, umbre e non solo.
Grande affluenza per la mostra “conservArte”, che ha proposto la serie completa delle 10 serigrafie della Campbell’s Soup di Andy Warhol, un legame emblematico tra consumo e cultura visiva, affiancate da opere di artisti storicizzati (Botero, Wesselmann, Ramos) e viventi (Kusama, Banksy, Policastro, Wonder).
Un programma diversificato di laboratori, corsi e talk ha coinvolto attivamente il pubblico: i laboratori pratici di Carlo Nesler su “Autoproduzione dell’aceto” e “I molti volti dell’Umami: degustazione di miso e shoyu”; il laboratorio sul lievito madre “Buongiorno madre” a cura di Ora Forneria. Il talk di Daniele Paci su “Frigorifero e congelatore: come usarli bene”. Ma anche le visite guidate tematiche, come “Cibus, la conservazione all’epoca dei romani” alla Casa Romana e “L’arte della conservazione Barocca” a Palazzo Collicola.
Un grido per la pace, la giustizia e la legalità lungo 24km. La distanza tra Perugia e Assisi, lungo quel percorso inaugurato da Aldo Capitini, dove quest’anno si sono ritrovate 200mila persone secondo gli organizzatori. Così tante non se ne vedevano dal 2001, anno dell’attentato alle Torri Gemelle.
Quest’anno, in mezzo alle bandiere arcobaleno, tante palestinesi. Una, annodata con quella di Israele, ha sventolato nella Piazza Inferiore di San Francesco. Così come annodate erano quelle dell’Ucraina e della Russia.
“Fraternità” la scritta sullo striscione di testa, per una edizione che aveva come slogan “Imagine alla the people”.
Dal palco allestito subito fuori da Porta San Girolamo ad accogliere le prime fila della folla che si apprestava a percorre il percorso che ha attraversato Ponte San Giovanni, Bastia Umbra, Santa Maria degli Angeli, per arrivare alla Rocca Maggiore di Assisi, dove si è tenuto un momento collettivo di riflessione e festa, tra i gonfaloni del Comune di Perugia e dei Comuni che da tutta l’Italia hanno aderito alla marcia.
Tra gli amministratori locali la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, il presidente della Provincia di Perugia Massimiliano Presciutti, i sindaci di Perugia Vittoria Ferdinandi e di Assisi Valter Stoppini, insieme agli assessori delle loro amministrazioni. Presenti anche il sindaco di Betlemme Maher Nicola Canawati, il segretario nazionale della Cgil Maurizio Landini, il presidente di Legacoop Simone Gamberini, Snizhana Shaluhin (Ucraina), Monicah Malith (Sud Sudan), Lam Magok (Libia) e Cristina Palomba dei Giovani Costruttori di Pace.
“Questa nostra marcia – ha detto la presidente Proietti – deve essere la somma di tutte quelle piazze straordinarie che hanno dato un contributo determinante a un primo passo verso la firma della pace in Palestina”.
“E’ un’immagine stupenda questo mare che difende l’umanità. Grazie Perugia, non sei stata mai così bella” ha detto la sindaca Ferdinandi.
“A uccidere sono soprattutto la povertà e le ingiustizie” ha detto Flavio Lotti, presidente della Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace.
Inaugurati a Pian di Massiano i Baracconi, il luna park di Perugia, il più grande d’Italia. Il divertimento fino al 9 novembre, con attrazioni particolari per la serata di Halloween e per la Festa del Bambino, in tre giornate.
Vincenzo La Scala, responsabile commissione organizzativa Luna Park Perugia: “Le nostre giostre sono rimodernate e ristrutturate di anno in anno; quest’anno c’è una giostra nuova, Joker, che porterà sicuramente interesse e attrazione”.
Giunto alla sua 102ª edizione, dedicata ad Antonella Vitali, vice comandante della polizia locale, scomparsa qualche mese fa e che per anni è stata vicina al luna park, questo evento è un vero e proprio rito collettivo, immancabile nel capoluogo umbro: sabato dopo il tradizionale taglio del nastro con la benedizione di don Francesco (“Una benedizione per dire viviamo tutto questo come un dono di Dio, in un periodo in cui la pace è ancor più necessaria”, le sue parole) e la presenza delle majorettes, l’atmosfera si è fatta subito incantata grazie alla danza di Compagnia Teatrale Accademia Creativa che alle 15.30 (con replica serale alle 22.00) ha proposto lo spettacolo delle “Bianche Presenze” in cui i trampolieri sono stati accompagnati da un elegante carro che diffonde luci e musiche, trasformando l’intera area in un luogo magico: una parata itinerante dal grande fascino che culminerà, nella tarda serata sempre di sabato, nel tradizionale e attesissimo spettacolo pirotecnico realizzato da Gianvittorio Pirotecnica.
Attrazioni e programma
Ai Baracconi 2025 sono presenti 130 attrazioni per tutte le età, inclusi i brividi delle giostre mozzafiato e alcune novità entusiasmanti come il Joker Jump.
Tanti anche gli stand gastronomici pronti a deliziare il palato con dolci e golosità, bancarelle di croccante, crêpes, e le immancabili castagne di stagione, prelibatezze perfette mentre si attende l’arrivo della tradizionale Fiera dei Morti.
Il divertimento continua fino a domenica 9 novembre, con un calendario ricco di giorni speciali: accanto alle giornate dedicate alle persone disabili, si celebrerà la festa di Halloween, il 31 ottobre, e tre giornate dedicate ai più piccoli, con la Festa del Bambino in programma il 6, 7 e 8 novembre. Il Luna Park Itinerante sarà aperto tutti i giorni, dal lunedì al sabato di pomeriggio e fino a tarda sera, e la domenica anche la mattina a partire dalle ore 10:00.
Slitta di un anno l’obbligo per gli agricoltori di tenere il “Quaderno di campagna” in forma esclusivamente digitale. E’ stato infatti prorogato al 1° gennaio 2027 del termine entro il quale gli utilizzatori professionali di prodotti fitosanitari sono tenuti a registrare i trattamenti colturali con metodi digitali. Uno slittamento che recepisce le richieste di Confagricoltura, che ha fatto pressing a livello nazionale ed europeo, mettendo in luce le difficoltà degli agricoltori ad adempiere ai nuovi obblighi burocratici del “Quaderno di campagna”.
La modifica del Regolamento 2023/564 proposta dalla Commissione UE, che deve essere ancora pubblicata in Gazzetta ufficiale dell’Unione europea prima di essere recepita dagli Stati membri, avrà conseguenze sul pieno utilizzo del registro informatizzato dei trattamenti agricoli (QdCa).
Confagricoltura, in una lunga e articolata azione sindacale, si era fatta portavoce delle difficoltà oggettive relative ai nuovi adempimenti informatici, che, oltre ad essere un ulteriore onere burocratico, si scontrano con le difficoltà di copertura internet di molte zone rurali.
In questi anni – evidenzia la Confederazione – è aumentata la complessità della burocrazia a carico delle imprese agricole e delle amministrazioni nazionali. Questo rinvio di un anno permette alle aziende di tirare il fiato in attesa che la Commissione europea presenti un ulteriore pacchetto di semplificazione delle norme in materia di agricoltura e alimentazione.
Realizzare a Creti o a Rigutino la stazione Medio Etruria dell’Alta Velocità? La Giunta regionale dell’Umbria attende l’esito delle elezioni in Toscana, per discuterne con il nuovo governo regionale. E’ quanto ha detto l’assessore Francesco De Rebotti rispondendo all’interrogazione con la quale i consiglieri di minoranza Nilo Arcudi (Tp/Uc – primo firmatario), Enrico Melasecche (Lega), Andrea Romizi (FI), chiedevano una posizione chiara della Giunta umbra, che aveva approvato e poi ritirato il protocollo siglato con l’amministrazione Giani con il quale si rimetteva in discussione il progetto di Creti, che ha avuto il via libera di Rfi ed un finanziamento di 10 milioni per la progettazione, preferendo la soluzione Rigutino.
“Il tema del trasporto ferroviario in generale coinvolge le regioni del centro Italia in particolare, che sono intimamente legate dal sistema del trasporto ferroviario” ha detto De Rebotti. Spiegando che, appunto, l’Umbria deve conoscere le intenzioni del nuovo interlocutore, cioè l’amministrazione che uscirà dalle elezioni regionali in Toscana”.
“Oggi registriamo, in una fase in cui il governo regionale della Toscana si sta rinnovando – ha evidenziato De Rebotti – una incertezza rispetto all’obiettivo di quella regione, che dovrà mettere a terra, perché è su quel territorio che si fa l’intervento. Intervento che passa anche attraverso il supporto tecnico ed iter autorizzativo che riguarda la Regione. Quindi: c’è un atto, c’è un finanziamento per la progettazione che sta andando avanti, noi attenderemo con pazienza l’esito anche delle elezioni regionali della Toscana e qualsiasi sarà il soggetto che vincerà le elezioni e che sarà chiamato ad assumere la responsabilità di guidare la Regione sarà il nostro punto di riferimento”.
Concludendo: “Noi siamo chiamati a condividere progetti e visione dei nostri trasporti interregionali. Quindi, come ho fatto fin dall’inizio del mio assessorato, a prescindere dalle mie note opinioni personali, il tema sarà quello di un confronto con la Regione Toscana che ha una potestà importante dal punto di vista territoriale ed autorizzativo. Il nostro sarà un ragionamento proficuo negli interessi dell’Umbria. Il mio primo atto, quando si insedierà il nuovo Governo regionale toscano è attivare un confronto su questo tema e su altri”.
Una risposta che, per l’opposizione, è la conferma di come l’amministrazione regionale umbra e la maggioranza che la sostiene navighino a vista sul tema delle grandi opere. “Sull’alta velocità, sul Nodo di Perugia e sulle altre opere fondamentali per il futuro della nostra regione – accusano Arcudi, Melasecche e Romizi – la Giunta continua a muoversi in totale confusione, senza visione e senza coraggio. Nella sostanza, non vogliono realizzare le opere: in Consiglio regionale votano contro, condizionati dalle pressioni del Movimento 5 Stelle, di Sinistra e Verdi e dei vari comitati locali. Un atteggiamento contraddittorio che produce solo melina e fa perdere tempo prezioso all’Umbria”.