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Autore: Sara Grossi

In Umbria è arrivata la neve

Previsioni meteo rispettate e l’Umbria si è risvegliata con i suoi valichi imbiancati dalla neve. Dalla notte, nevicate intense hanno interessato la Valnerina (nella foto l’immagine di Castelluccio dalla webcam di ilmeteo.it), la fascia appenninica (nell’Eugubino-Gualdese e nella zona di Nocera Umbra), la montagna Folignate, l’Altotevere.

Previsto nelle prossime ore un abbassamento della quota neve, con la possibilità che venga interessata anche Perugia.

Al momento le criticità per la viabilità non interessano l’Umbria, se non nei passi montani. La situazione è critica sulla E45 a Verghereto, dove è arrivato lo stop per i mezzi pesanti.

Sentenza Tgroup, principio importante in caso di affitto di ramo d’azienda

Il Tribunale di Perugia ha riammesso al lavoro otto dipendenti della Tgroup di Assisi. Un provvedimento che la Filt Cgil accoglie con soddisfazione, ritenendo che la sentenza abbia stabilito un importante principio.

I lavoratori facevano parte di un ramo d’azienda affittato da un’impresa poi fallita ed era stato intimato loro di tornare a una realtà che, in pratica, non esisteva più.

La causa è stata portata avanti da Filt Cgil tramite le avvocate Benedetta Sciarra e Anna Lombardi. “Purtroppo – commenta il segretario generale della Filt Cgil Umbria, Ciro Zeno, che ha illustrato la vicenda insieme alle legali e al coordinatore merci e logistica di Filt Cgil Umbria, Sandro Gentili – il settore merci e logistica è una giungla in cui spesso le aziende credono di fare delle lavoratrici e dei lavoratori ciò che vogliono, licenziandoli a loro piacimento. Ma non può e non deve essere così, i lavoratori non sono merci e oggi siamo qui a dimostrarlo con i fatti. Il giudice ha sentenziato che gli otto dipendenti della Tgroup illegittimamente licenziati lo scorso anno, da noi difesi attraverso le nostre legali, devono essere riammessi al loro posto di lavoro e risarciti con una media di 35mila euro a testa. Oggi si vuole far passare l’idea che i sindacati non servano più, ma questa sentenza dimostra l’esatto contrario. Chi ci attacca lo fa per lasciare alle imprese il potere assoluto di fare delle maestranze ciò che vogliono”.

Il Tribunale di Perugia ha disposto la riammissione al lavoro di questi otto dipendenti e un cospicuo risarcimento. In gran parte ultracinquantenni, hanno raccontato le difficoltà, i momenti di sconforto e disperazione che hanno vissuto a seguito di quello che può essere considerato il loro licenziamento, avvenuto nell’aprile 2024. Tutto ha inizio quando l’impresa Ponte logistica di Assisi affitta un proprio ramo d’azienda, comprensivo di beni e personale, alla Tgroup, anch’essa azienda del settore trasporti.

“Allo scadere del contratto d’affitto – ha spiegato Lombardi – l’azienda cessionaria aveva comunicato alle lavoratrici e ai lavoratori di dover tornare all’azienda cedente, con il piccolo particolare, però, che nel frattempo quest’ultima era stata messa in liquidazione e per cui, di fatto, non esisteva più. Si trattava, in sostanza, di un ritrasferimento del ramo d’azienda, compresi i dipendenti, a una realtà che non c’era più. La particolarità di questa causa sta proprio nello stabilire l’impossibilità di una retrocessione nel caso in cui l’azienda cessionaria sia in liquidazione e che quindi, non potendo svolgere attività lavorativa, non possa reimpiegare i dipendenti. In questo caso la legge garantisce i lavoratori e questa sentenza lo conferma”.

“La sentenza – ha chiarito anche Sciarra – ha sancito un principio importante e riconfermato quanto già espresso in passato dalla Cassazione. Se potrebbe considerarsi normale che il personale segua l’azienda cessionaria, non lo è più nel momento in cui l’azienda è ormai un contenitore vuoto in cui non possono lavorare. Si viola un diritto imprescindibile. Il giudice, con questa sentenza, ha stabilito che nel momento in cui si affitta un ramo d’azienda, il nuovo datore di lavoro si assume un impegno nei confronti del dipendente, anche nella conservazione del suo posto di lavoro. Non si può parcheggiare una lavoratrice o un lavoratore in un contenitore vuoto dove poi non vengono tutelati i suoi diritti. Per questo abbiamo vinto la causa e ottenuto un bel risarcimento del danno a favore di tutti i lavoratori”.

Cambia il lavoro in Umbria, ecco dove si assume

Dal Bollettino Excelsior emergono una crescita economica anemica e il lavoro che cambia in Umbria: deindustrializzazione e più servizi, luci e ombre della terziarizzazione avanzata. In soli due anni l’industria (comprese le costruzioni) è scesa dal 39,8% al 34,7% delle assunzioni previste.

Dalle previsioni degli imprenditori sugli avviamenti al lavoro emerge una regione che continua a creare occupazione, ma con un passo più lento mentre l’economia rallenta e la produttività ristagna o arretra, ampliando il fenomeno del lavoro “povero”. Industria in arretramento strutturale, servizi in espansione. Le imprese cercano profili che non trovano e i laureati restano ai margini. Un’Umbria che si trasforma, ma senza la spinta dell’innovazione. Non un crollo, non un’inversione brutale, ma un progressivo scivolamento verso un’economia più leggera, meno industriale, più legata ai servizi e, soprattutto, meno capace di valorizzare le competenze alte.

Il commento di Mencaroni

Commenta Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria: “Il Bollettino Excelsior ci consegna dati che richiedono una lettura attenta. Il rallentamento della produttività e l’aumento dei lavori meno qualificati mostrano che il tema centrale è la qualità dello sviluppo, non solo la sua quantità. La struttura economica dell’Umbria sta cambiando in modo profondo: questo impone a tutti noi – imprese, istituzioni, mondo della formazione – uno sforzo ulteriore per elevare competenze, capacità innovative e solidità dei sistemi produttivi. La Camera di Commercio è da tempo impegnata in questa direzione, attraverso strumenti, servizi e iniziative che accompagnano i diversi comparti in un contesto complesso. I dati ci ricordano che la competitività del territorio dipende dalla capacità di affrontare questi passaggi con visione e responsabilità condivisa”.

Economia lenta, occupazione che cresce ma perde slancio e qualità

Nel primo semestre la crescita dell’Umbria si ferma allo 0,6%, informa la Banca d’Italia. Un numero piccolo, che però ha un significato preciso: la regione non si sta riducendo, sta semplicemente avanzando con meno energia. È la stessa fotografia che riguarda l’Italia, nonostante la coda lunga degli investimenti del Pnrr. E quando il motore gira piano, il mercato del lavoro inevitabilmente rallenta.

Le assunzioni previste per novembre – escluso il settore agricolo censito solo da metà 2025 e per il quale quindi non è possibile fare confronti con gli anni precedenti – scendono da 5.700 nel 2024 a 4.730 nel 2025: un calo del 17%. Una contrazione che sarebbe facile leggere come un arretramento, ma che di fatto segnala solo una crescita meno vivace. La base occupazionale umbra continua infatti ad ampliarsi, come ricorda Bankitalia, ma lo fa a un ritmo che rispecchia la condizione di un’economia in rallentamento.

Un dato non secondario emerge con forza: da anni l’occupazione cresce più del Pil. È il segnale inequivocabile di una produttività stagnante, quando non in diminuzione. E questo squilibrio produce effetti molto concreti: aumento dei lavori instabili, salari più bassi, contratti più fragili: da qui l’allargarsi del fenomeno del lavoro “povero”, che è la vera ombra sotto la superficie dei numeri.

Industria: una crisi che non passa, ma si stabilizza

Il cuore della fragilità umbra resta l’industria. Le assunzioni previste a novembre calano da 2.220 nel 2024 a 1.640 nel 2025. La discesa non ha più i tratti dell’oscillazione ciclica: è diventata una condizione stabile e strutturale. L’Umbria perde industria come il resto d’Italia, ma lo fa con un’intensità maggiore. Ogni anno si assottiglia la base produttiva, si riduce la capacità innovativa e il tessuto manifatturiero perde pezzi.

Anche i servizi segnano una flessione (da 3.480 a 3.090), pur restando il pilastro dell’occupazione regionale. L’agricoltura registra 430 avviamenti previsti (nel complesso, se si comprende l’agricoltura, le assunzioni previste in Umbria a novembre sono 5.170).

Nel trimestre novembre-gennaio, le imprese umbre programmano 16.130 assunzioni. È un numero che testimonia vitalità, ma incontra un ostacolo ormai strutturale: nel 53% dei casi, le aziende non trovano le figure di cui hanno bisogno. Un valore molto superiore alla media italiana (45,7%), segno che la distanza fra domanda e offerta continua ad ampliarsi. La difficoltà non riguarda tanto la qualità dei candidati quanto la loro assenza.

La debolezza dell’Umbria nell’attrarre e impiegare competenze elevate

Il 10% di assunzioni destinate a laureati è un dato che fotografa una debolezza storica. L’Italia si ferma al 13%, già insufficiente in chiave europea. L’Umbria va ancora più indietro.

E lo stesso accade per dirigenti, specialisti e tecnici: 13% delle entrate previste, contro il 17% nazionale.

Sono cifre che dicono una cosa semplice: l’economia umbra funziona, ma fatica a crescere qualitativamente. Non produce abbastanza lavori ad alto valore aggiunto, non trattiene i giovani formati, non crea un ecosistema competitivo. L’esito è noto: fuga di competenze, indebolimento del capitale umano, prevalenza di mansioni tradizionali.

Servizi in espansione: commercio, turismo, cura

Il cambiamento strutturale dell’Umbria è evidente confrontando i dati con quelli di due anni fa. L’industria (costruzioni incluse) passa dal 39,8% al 34,7% delle assunzioni previste, al netto dell’agricoltura per cui, come detto, non sono possibili confronti con gli anni antecedenti il 2025. Simmetricamente crescono i servizi (al netto dell’agricoltura, assorbono il 65,3% delle previsioni di assunzione da parte degli imprenditori, mentre al lordo dell’agricoltura la percentuale è del 61,7%).

Il commercio avanza dal 14,9% al 18,2%, il turismo dal 15,6% al 17,1%, i servizi alla persona dal 9,6% al 10,6%. Le costruzioni frenano, scendendo dal 14,3% al 12,1%, segno di un settore che esaurisce la stagione straordinaria degli incentivi.

Il punto critico resta l’assenza di un vero terziario innovativo. La regione si muove, cambia forma, amplia i servizi tradizionali, ma non inserisce quella componente avanzata che altrove è il motore della crescita, della competitività e della qualità del lavoro.

Il LAB riapre la Confetteria da dove ebbe inizio la grande storia della Perugina

Riaperti al pubblico i locali di via Alessi dove nel 1901 Luisa e Annibale Spagnoli rilevarono la Confetteria Corelli. In quello che qualche anno più tardi, nel 1907, si trasformò nel primo insediamento produttivo della Perugina, iniziando una grande storia imprenditoriale italiana.

A distanza di oltre un secolo, quegli spazi – che erano arrivati a ospitare ben 50 dipendenti e la cui memoria storica sembrava perduta – tornano a vivere grazie al progetto LAB – Luisa Annibale Base, fortemente voluto da Destinazione Cioccolato Srl SB. Un intervento di riqualificazione che si inserisce in un disegno più ampio: a pochi metri dal LAB, infatti, il primo novembre ha aperto ufficialmente la Città del Cioccolato, il più grande museo esperienziale al mondo dedicato al cacao e al cioccolato, ospitato negli spazi dell’ex Mercato Coperto di Perugia.

“Il LAB è stato un progetto proposto dal nostro Direttore Artistico Eugenio Guarducci – ha dichiara Vasco Gargaglia, presidente del CDA di Destinazione Cioccolato Srl SB – che ha da sempre accompagnato la nostra mission e visione aziendale. A riguardo, ringraziamo, da una parte, la Famiglia Ansidei, proprietaria di questi meravigliosi spazi e, dall’altra, Luisa Spagnoli SPA che ha contribuito in maniera significativa ai costi di ristrutturazione, restauro e allestimento di questa storica location alla quale è affidata un’importante funzione complementare a quella interpretata dalla Città del Cioccolato”.

“Proprio tra queste mura, più di un secolo fa, Luisa e Annibale Spagnoli hanno dato forma a un sogno – le parole di Nicoletta Spagnoli, amministratore delegato e direttore creativo di Luisa Spagnoli – quello di trasformare la passione per il cioccolato in un’impresa capace di unire creatività, impegno e amore per la bellezza. Oggi restituiamo alla città di Perugia un pezzo importante della sua storia ma, soprattutto, la promessa che continueremo a custodirla, valorizzarla e farla vivere con la stessa energia e lo stesso amore di chi, più di cent’anni fa, seppe credere in un sogno chiamato cioccolato”.

Il LAB nasce per accogliere un fitto calendario di attività esperienziali a tema cioccolato in programma in diversi spazi ubicati in via Angusta che, tra il 1907 e 1915, erano stati utilizzati dalla Perugina come magazzini e locali caldaie: uno dedicato allo Show Cooking con la possibilità da parte del pubblico (14 persone alla volta) di partecipare a corsi per la preparazione di dolci a base cioccolato, praline, tavolette etc; un altro, con capienza fino a 36 persone, per gestire la programmazione di degustazioni guidate e, infine, un terzo (capienza fino a 18 persone) dove si terranno varie attività esperienziali rivolte a tutti i target di visitatori e tra le quali spicca la Cerimonia del Cacao.

Nella prima sede produttiva della Perugina, in via Alessi 23, il LAB si caratterizzerà invece per la presenza di due aree ben distinte fra loro: la prima, che svolgerà il ruolo di accoglienza al pubblico, occupa gli spazi adibiti al tempo a negozio, in primis della Confetteria Corelli (fino al 1901) poi della Confetteria Spagnoli (1901-1906) e quindi della Perugina (1907-1913). Questi spazi sono stati arredati utilizzando alcuni elementi della fiction “Luisa Spagnoli” trasmessa da RAI 1, messi a disposizione da Luisa Spagnoli SpA; si tratta, in particolare, degli arredi utilizzati per riprodurre l’ambiente del negozio. Su un apposito schermo tv passeranno le immagini della celebre fiction, gentilmente concesse dalla RAI. La seconda area, connessa direttamente alla prima, consente di scoprire con grande emozione quegli articolati spazi un tempo destinati a laboratorio di confetti e confetture e, successivamente, di cioccolato. Sarà quindi possibile, attraverso varie infografiche, ripercorrere le storiche vicende alla base di un’avventura che rese poi celebre Perugia in tutto il mondo. In particolare, la costituzione e l’avvio dell’attività, nel 1907, de La Società Perugina fondata da Annibale Spagnoli con altri tre soci: Francesco Andreani, Leone Ascoli e Francesco Buitoni. Ma non solo: all’interno sono ancora presenti dei vecchi tavoli di marmo in cui venivano lavorati sia lo zucchero per le caramelle che il cioccolato per il temperaggio, una cella frigo e una serie, numericamente importante, di tracce di macchinari, impianti elettrici e idrici che risalgono ai primi del ‘900. In una stanza è stata collocata anche la statua raffigurante Giuseppe Battaglini, il primo operaio della Perugina.

Ed è in questi luoghi che il diciannovenne Giovanni Buitoni – chiamato nel 1909 dal padre Francesco a rimettere in ordine i conti dell’azienda – conobbe Luisa Spagnoli con la quale, nonostante i 14 anni di differenza di età, ebbe in seguito una relazione sentimentale oltre che lavorativa, come la stessa fiction televisiva ha saputo elegantemente raccontare.

Ad affiancare gli impegnativi lavori di rilievo, progettazione e direzione è stata chiamata la società ABACUS che si è resa protagonista assieme ad altri 198 sottoscrittori della brillante operazione di Equity Crowdfunding promossa nel Novembre 2024 da Destinazione Cioccolato Srl SB attraverso la piattaforma Mamacrowd.

Il LAB sarà quindi protagonista nei prossimi giorni, in occasione di Eurochocolate 2025 (14-23 Novembre), ospitando un fitto calendario di eventi per poi, subito dopo, partire con la sua ordinaria programmazione di attività esperienziali. Gli appuntamenti saranno prenotabili sul sito www.cittadelcioccolato.it .

Telepass avverte: attenzione alle frodi. Come riconoscerle

Telepass mette in guardia i propri clienti: attenzione alle frodi attraverso e-mail ed SMS di chi si finge un operatore per accedere al proprio conto corrente.

Il consiglio per riconoscere un tentativo di frode è quello di contattare sempre e solo attraverso i canali ufficiali Telepass:
– la chat presente sul sito www.telepass.com;
– il numero telefonico 069 71 666 71, o altri numeri presenti esclusivamente sul nostro sito.

In ogni caso, non fornire mai al telefono dati di pagamento o password. Non condividere con nessuno i codici di accesso o password temporanee inviate da Telepass via sms o via email, che vanno inseriti dal clienti sull’App o sull’Area Riservata del sito Telepass.

Gli operatori Telepass non chiedono mai ai propri clienti di fornire via telefono, sms o email pin, password temporanee o il numero di una carta.

Verificare sempre chi scrive: controllare l’indirizzo e-mail del mittente e fare attenzione agli allegati. Vanno aperti solo quelli provenienti da fonti attendibili.

Un altro consiglio è quello di fare attenzione al linguaggio utilizzato. Le comunicazioni ufficiali di Telepass sono scritte con cura e senza errori grammaticali o sintattici. Messaggi con un linguaggio poco chiaro, pieno di errori, o traduzioni approssimative potrebbero indicare una frode.

Verificare sempre i link. Prima di cliccare su un link, passare sopra con il cursore e controllare l’URL visualizzata. Se l’indirizzo appare sospetto, non cliccarlo.

Telepass invita inoltre ad aggiornare periodicamente la propria password.

Nicoletta Spagnoli tra i 100 Top Manager Forbes 2025

L’imprenditrice e stilista Nicoletta Spagnoli è tra i 100 Top Manager 2025 indicati da Forbes Italia. Un riconoscimento ad una aziendale attenta all’innovazione, alla sostenibilità e al fattore umano (in particolare al lavoro delle donne) quello alla Ceo, direttrice creativa e presidente del marchio Luisa Spagnoli, lanciato dalla nonna, che ha lasciato un segno, oltre che nella moda, anche nell’industria dolciaria con il celebre Bacio.

Una grande tradizione imprenditoriale che prosegue con Nicoletta Spagnoli, alla quarta generazione, e con il figlio Nicola.

“Essere presenti è un onore che riflette il valore quotidiano del nostro Team” ha detto, visibilmente compiaciuta la CEO di Luisa Spagnoli. Un riconoscimento che è stato accolto con soddisfazione nella sua Perugia. Ed a Ponte San Giovanni, dove nel 2023 le è stato insignito dalla Pro Ponte l’Etrusco d’Oro.

Proprio Nicoletta Spagnoli è stata invitata alla cerimonia di consegna dell’Etrusco d’Oro 2025, destinato a Dj Ralf, che si terrà giovedì 13 novembre.

Papa Leone XIV il 20 novembre ad Assisi: il significato e il programma della visita

Sarà la prima volta di Robert Francis Prevost in Umbria in veste di papa. Leone XIV ha annunciato che giovedì 20 novembre sarà nella Basilica di Santa Maria degli Angeli, per la conclusione della 81ª Assemblea generale della Conferenza Episcopale Italiana.

L’arrivo del Pontefice ad Assisi rappresenta uno dei momenti più attesi dell’anno, carico di significato spirituale e simbolico. Sarà la tappa finale di un’intensa settimana di lavori alla Domus Pacis, dal 17 al 20 novembre, durante la quale i vescovi italiani, guidati dal cardinale Matteo Zuppi, presidente della Cei, rifletteranno sulle linee di indirizzo e sulle decisioni a conclusione del Cammino sinodale delle Chiese in Italia.

“La presenza del papa – commenta la presidente della Regione, Stefania Proietti – ci ricorda il valore del dialogo, dell’ascolto e della cura reciproca. Da Assisi, città che incarna i valori universali della pace e della fraternità, si leva un messaggio che abbraccia credenti e non credenti: costruire insieme un futuro fondato sulla dignità umana, sulla giustizia e sulla solidarietà”.

“La luce di San Francesco – conclude Proietti – continua a guidare la nostra regione e a ispirare il cammino della Chiesa. L’Umbria accoglie Papa Leone XIV con gratitudine e con il cuore aperto, certa che da Assisi, ancora una volta, partirà un messaggio di pace verso il mondo”.

Da ANCE Umbria borse di studio ai geometri di domani

Una mattinata in cui è stata celebrata la figura del geometra, che resta fondamentale per il settore delle costruzioni. Insieme agli studenti delle prime classi degli Istituti CAT – Costruzioni, Ambiente e Territorio (ex Geometri), che aderiscono a Rete ScuolANCE Umbria, presenti all’Auditorium del Sistema Edilizia di Perugia. Dove hanno anche effettuato una visita esperienziale alla Virtual Academy del Formedil – CESF Perugia, provando i simulatori di mezzi di cantiere e visori di realtà aumentata nel cantiere virtuale dove vengono formati i vari operatori.

Tra i ragazzi presenti, molti dei 97 beneficiari delle borse di studio, per un valore complessivo di 30mila euro, messe a disposizione da ANCE Umbria, come sostegno ad un percorso formativo, quello appunto del geometra, ritenuto importantissimo per il settore.

“Purtroppo – ha ricordato nel suo intervento introduttivo il presidente di ANCE Umbria, Albano Morelli – è sempre più difficile reperire geometri. Una figura, quella del geometra, che invece resta centrale, pur in un settore in continua evoluzione normativa e tecnologica qual è quello delle costruzioni, che offre possibilità lavorative ancora più interessanti e gratificanti dal punto di vista economico”. Un problema culturale, per il presidente Morelli, che ha invitato le famiglie e in generale la società umbra a superare i luoghi comuni. “Non giudicate il nostro settore senza averlo prima conosciuto” l’appello che Morelli ha rivolto alle famiglie e ai ragazzi, ai quali ha assicurato il sostegno di ANCE Umbria, insieme agli altri soggetti coinvolti nel progetto, durante tutto il percorso formativo.

Un progetto che coinvolgerà ancora di più i Collegi Geometri di Perugia e Terni, rappresentati dai presidenti Enzo Tonzani e Roberto Riommi, con i quali, ha annunciato Morelli, sarà a breve sottoscritto un protocollo proprio per stabilire e coordinare le azioni congiunte da intraprendere. “La figura del geometra – hanno sottolineato Tonzani e Riommi – è ancora oggi essenziale e offre enormi possibilità e importanti sbocchi professionali. Questo è il messaggio che vogliamo trasmettere alle famiglie. Sono infatti ancora troppo pochi i ragazzi che si iscrivono ai CAT e scelgono di intraprendere questa carriera, eppure c’è tanta richiesta di questa figura professionale. Bene quindi l’impegno economico di ANCE per portare ancora più attenzione al percorso formativo dei CAT. Con ANCE d’altronde portiamo avanti lo stesso obiettivo e abbiamo perciò deciso di unire le forze, con l’accordo che consentirà di sviluppare ulteriori iniziative di sensibilizzazione”.

Il progetto di sostegno all’azione formativa che ANCE Umbria ha avviato lo scorso anno con il protocollo d’intesa siglato con il “Capitini” di Perugia si è sviluppato, sino a coinvolgere tutti istituti tecnici umbri con indirizzo CAT, che hanno firmato l’adesione alla Rete ScuolANCE.

La cerimonia intitolata “Costruire: il tuo futuro”, durante la quale sono state consegnate simbolicamente le borse di studio, è stata l’occasione per conoscere direttamente e coinvolgere gli studenti (molte classi hanno seguito la diretta streaming) che hanno iniziato il percorso formativo del geometra, spiegando loro le opportunità offerte dal mondo delle costruzioni. Il direttore di ANCE Umbria, Ernesto Di Benedetto, ha illustrato la proposta formativa della Rete ScuolANCE, finalizzata a promuovere la formazione dei ragazzi e ad avvicinare il mondo della scuola e le imprese del settore delle costruzioni.

Argomento, questo, su cui c’è stato un interessante e costruttivo confronto con gli interventi, dopo la relazione del presidente di ANCE Umbria Morelli, del dirigente ITET “Capitini” di Perugia Silvio Improta, dei presidenti del Collegio Geometri di Perugia e Terni Tonzani e Riommi, e Stefano Pagnotta di Arpal. Intervenuti anche la parlamentare Emma Pavanelli e il presidente della Provincia di Perugia Massimiliano Presciutti, che ha ha rivolto ai ragazzi un messaggio di incoraggiamento: “Dovete sognare non solo di diventare geometri, ma di essere protagonisti di questo settore, diventando esperti nelle tante opportunità che esso vi può offrire”.

L’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione, Fabio Barcaioli, ha lodato la collaborazione tra scuola, imprese, professionisti e istituzioni, sottolineando l’importanza della formazione per garantire qualità del lavoro adeguatamente retribuito, qualità degli interventi e sicurezza nei cantieri.

L’ex Mercato Coperto è diventato la Città del Cioccolato

Inaugurata a Perugia la Città del Cioccolato, il nuovo museo esperienziale dedicato al cacao e al cioccolato, realizzato all’interno di una edificio storico, l’ex Mercato Coperto, di proprietà del Comune, ristrutturato nel 2016 con il sostegno finanziario di Regione Umbria e Fondazione Perugia. Nel 2023 l’immobile è stato oggetto di un Avviso di Valorizzazione pubblicato dal Comune di Perugia, aggiudicato l’anno successivo alla società Destinazione Cioccolato Srl SB, costituita appositamente per la presentazione di un progetto di alto valore. Tale proposta ha consentito la sottoscrizione di una concessione trentennale, finalizzata all’avvio e al completamento, in tempi rapidi, di significativi interventi di allestimento, per un investimento complessivo di circa 6 milioni di euro.

Il progetto ha potuto beneficiare della Misura “Italia Economia Sociale”, promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) in collaborazione con Invitalia. Grazie alle agevolazioni finanziarie previste dal programma, è stato possibile avviare anche lo sviluppo di iniziative legate ai temi dell’inclusività sociale, con particolare attenzione all’inserimento lavorativo di persone appartenenti a categorie fragili e, in special modo, di quelle tutelate dalla Legge n. 68/1999. Un cantiere imponente in cui hanno lavorato circa 200 persone, esclusi i fornitori esterni di materiali e merci per il completamento dell’allestimento.

Intesa Sanpaolo, attraverso la Direzione Impact nell’ambito della Divisione Banca dei Territori, ha concesso un importante finanziamento che ha consentito la realizzazione dell’operazione. Questa progettualità è stata successivamente ampliata grazie a una brillante operazione di equity crowdfunding, realizzata tramite la piattaforma Mamacrowd, che ha consentito di coinvolgere 198 investitori tra piccoli, medi e grandi, rafforzando ulteriormente la solidità e la partecipazione del progetto.

La Città del Cioccolato

I suoi 2.800 metri quadri di estensione raccontano tutto ciò che ruota attorno al mondo del Cibo degli Dèi. Un percorso tanto didattico quanto immersivo, capace di coinvolgere tutti e cinque i sensi. Un approfondimento, passo dopo passo, che spazia dalla geografia dei Paesi produttori alla storia del cacao, da 5.300 anni fa ad oggi; dalla biodiversità legata a un prodotto ancora tutto da scoprire, alla sostenibilità che interessa l’intera filiera.

La Città del Cioccolato è un progetto nato da un’idea di Eugenio Guarducci, fondatore e presidente di Eurochocolate, il Festival Internazionale del Cioccolato che da oltre 30 anni porta a Perugia centinaia di migliaia di visitatori da ogni parte del mondo. 

“Perugia – ha dichiarato Vasco Gargaglia, presidente di Destinazione Cioccolato Srl SB  rappresenta nell’immaginario collettivo la Città del Cioccolato per eccellenza. Questo lo dobbiamo a una tradizione che parte da lontano ovvero dal 1907 quando, a poche decine di metri dall’ex Mercato Coperto, nacque il primo laboratorio della Perugina, ma anche a un grande sforzo di comunicazione e promozione costruito negli ultimi 30 anni attraverso Eurochocolate. Aver aperto il cantiere di questo ambizioso progetto ha significato per tutti noi iniziare a trasformare un sogno in dolce realtà”.

La Città del Cioccolato sorge all’interno dell’ex Mercato Coperto di Perugia, edificato nel 1932 in soli 10 mesi grazie alla determinazione di Giovanni Buitoni, l’uomo che insieme a Luisa Spagnoli ha portato al decollo della Perugina, che al tempo ricopriva la carica di Podestà di Perugia.

Il progetto si prospetta capace di dare una spinta importante a un turismo tanto enogastronomico quanto museale (basti pensare al costante aumento delle visite ai musei in Italia nel 2023 rispetto al 2019: +23%), portando visitatori, ricchezza e prestigio al distretto del cioccolato di Perugia. 

Farà parte dell’offerta del museo il recupero del primo laboratorio Perugina situato nella vicinissima Via Alessi che verrà inaugurato l’11 Novembre anche grazie al supporto di Luisa Spagnoli Spa. Proprio di fronte alla struttura, il laboratorio è stato interamente restaurato: un’attività di conservazione e valorizzazione che esalta il lavoro dell’azienda per il cioccolato di qualità, con presenti dettagli dell’epoca come il bancone di lavorazione in marmo di Luisa Spagnoli, l’ideatrice del Bacio Perugina. Attiguo al laboratorio, nei suggestivi spazi anch’essi utilizzati tra il 1907 e 1915 come magazzini e locali caldaia dalla neonata Perugina, in Via Angusta prenderà vita anche il LAB – Luisa Annibale Base, un vero e proprio hub esperienziale che offrirà ai visitatori del Museo un calendario quotidiano di appuntamenti e approfondimenti legati al tema cacao e cioccolato, condotti da Chocolate Taster, Maȋtre Chocolatier, Pasticceri, Associazioni. Il calendario di degustazioni, masterclass, workshop e presentazioni sarà costantemente aggiornato sul sito web della Città del Cioccolato e i visitatori potranno prenotarsi online o in loco. Direttore Tecnico del LAB sarà Roberto Caraceni, uno tra i più noti chocolate taster d’Italia e grande appassionato di cacao e cioccolato. Caraceni, collezionista d’eccezione di oggetti storici a tema da oltre 25 anni, ha raccolto ad oggi oltre 3.000 pezzi inerenti i più disparati aspetti del cioccolato; sarà possibile ammirare una gran parte della sua collezione, presentata in eleganti teche di vetro lungo il percorso museale.

Dal cacao al cioccolato

Il Museo porterà il visitatore in un viaggio nella storia del cacao, fino alle gustose realizzazioni a base di cioccolato, anche attraverso installazioni interattive e artistiche.

Lungo tutto il ballatoio che caratterizza il piano superiore del Museo, è protagonista la Collezione Kramsky: centinaia di incarti di tavolette gentilmente date in prestito da Stanislav Kramsky, il più grande collezionista al mondo di incarti di tavolette.

Spazio anche all’economia del cacao, con la filiera ed i progetti per la sostenibilità e la salvaguardia della biodiversità. La parte dedicata a economia, sostenibilità e biodiversità cede il passo a quella più scientifica di analisi e ricerca con il Programma Cacao of Excellence, che da Roma ha spostato il suo laboratorio e il suo staff all’interno del Museo. COEX è sostenuto dall’Alliance of Bioversity International and CIAT e dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Una ricerca che tra i suoi obiettivi ha anche quello di eleggere, ogni due anni, i migliori 50 campioni di cacao al mondo, scelti tra le centinaia di finalisti selezionati.

Spazio anche alla salute con un interessante allestimento progettato in collaborazione con ISCHOM che illustra le proprietà benefiche del cioccolato. Un percorso che unisce gusto, conoscenza e benessere, mostrando, attraverso la rappresentazione degli organi, come questo alimento possa diventare un prezioso alleato per la nostra salute. 

Moda e design

All’interno del museo non mancano aree incentrate su tematiche anche solo connesse al cioccolato. 

Una sezione dedicata a due pilastri del Made in Italy: la moda e il design. In primis, l’esposizione di un abito realizzato da Nicoletta Spagnoliamministratore delegato e direttore creativo di Luisa Spagnoli Spa, ispirato proprio al cioccolato. Ma non solo: alle pareti, opere a tema “Circo e Cioccolato” realizzate da grandi firme della moda italiana in occasione di Eurochocolate Roma 2002

e progetti di design con protagoniste celebri firme del design contemporaneo come Giulio Iacchetti,

Matteo RagniPaolo Ulian Odoardo Fioravanti che hanno collaborato con Costruttori di Dolcezze, il brand creativo di Eurochocolate. Grazie anche alla collaborazione con il Museo Alessi e Adriano Design è possibile ammirare oggetti iconici. Spazio, inoltre, a due prodotti rivoluzionari come Toblerone e la tavoletta quadrata Ritter. Nello spazio design viene anche raccontata la curiosa genesi dell’inconfondibile bottiglia della Coca-Cola, ispirata al frutto del cacao.

La sala Choco Expo, posizionata lungo la passerella di collegamento tra i due piani del Museo, sarà dedicata a ospitare esposizioni temporanee promosse da paesi, città, artisti, fotografi etc che hanno piacere e desiderio di raccontare la loro storia e le loro prospettive. Lo spazio farà il suo debutto con la Colombia e in particolare con il progetto Agrocadenas, nato dalla collaborazione tra l’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), il Ministero dell’Agricoltura e dello Sviluppo Rurale della Colombia e il consorzio CISP-Venser, con l’obiettivo di rafforzare le filiere agricole in tre regioni del Paese, a beneficio di 1.200 famiglie di piccoli produttori.

L’economia umbra frenata dalla bassa produttività, ecco le cause

Il progressivo calo della produttività frena il valore aggiunto creato in Umbria dal sistema economico. Nel periodo 2007-23 – rileva la Banca d’Italia nell’ultimo report sulle economie regionali – il valore aggiunto per ora lavorata si è ridotto del 6,7%. Si tratta del dato peggiore registrato tra le regioni italiane, in presenza di un aumento medio nazionale del 4%.

Un calo della produttività che in Umbria, sempre secondo l’analisi della Banca d’Italia, è riconducibile alla marcata flessione della PTF (Produttività totale dei fattori) che invece è aumentata nel resto del Paese. E che solo in parte, in Umbria, è bilanciata dall’incremento dell’intensità di capitale (altro elemento che incide sul livello complessivo di produttività).

Anche le dinamiche demografiche hanno fornito un contributo negativo al valore aggiunto, più marcato di quello osservato nel Paese, a causa del calo della popolazione (-1,1% a fronte di un aumento dello 0,4% in Italia). L’effetto legato all’invecchiamento, anch’esso ampiamente sfavorevole, è stato invece meno intenso che altrove.

L’impatto della componente legata alla quantità di lavoro è stato invece contenuto. Infatti la flessione del 3,3% delle ore lavorate per addetto è stata quasi per intero compensata dall’incremento del tasso di occupazione (2,7%), anche se il dato è comunque peggiore alla media nazionale.