L’Umbria fa fatica a recuperare capacità di produrre ricchezza (il Pil regionale è inferiore dell’8,6% rispetto a quello del 2007), anche se negli ultimi tempi la crescita si attesta sui valori di quella nazionale (intorno all’1%). Ma la produttività resta il grande nodo dell’economia umbra. Con le famiglie che, grazie anche all’apporto delle pensioni, riescono a garantire una buona tenuta sociale.
Questa la fotografia dell’Umbria fornita dal Rapporto economico-sociale dell’Agenzia Umbria Ricerche. Una fotografia con ombre e luci. Il Rapporto, dal titolo “Umbria in movimento: dinamiche e traiettorie in trasformazione”, restituisce l’immagine di una regione attraversata da cambiamenti profondi, con fragilità ma anche con elementi di resilienza. L’economia umbra, pur scontando un divario accumulato negli anni rispetto alla media nazionale, negli ultimi esercizi è tornata a crescere a ritmi prossimi all’1 per cento annuo. Restano centrali i nodi della produttività, dei livelli retributivi, della qualità del lavoro e della capacità di trasformare investimenti, conoscenza e capitale umano in sviluppo stabile. Tra i dati più significativi figurano la crescita dell’occupazione, arrivata nel 2025 a 377.800 unità, con un aumento dell’1,3 per cento su base annua, e il rafforzamento della partecipazione femminile. Permangono tuttavia divari di genere, criticità salariali, forme contrattuali meno stabili e fenomeni di sovraistruzione. Il Rapporto evidenzia inoltre la necessità di rafforzare il collegamento tra formazione, innovazione e domanda qualificata di lavoro.
“Dobbiamo insistere su una Regione Umbria che cammini unita, non divisa tra centri e periferie, ma capace di riconoscersi come regione multicentrica, dove le aree interne non sono un margine ma possono diventare fattori principali di sviluppo” ha commentato la presidente Stefania Proietti. Evidenziando il dato del turismo, che nel 2025 ha raggiunto circa 7,9 milioni di presenze e oltre 3 milioni di arrivi, toccando i livelli più elevati mai registrati in Umbria. “Il turismo ha raggiunto massimi storici, ma non basta: l’economia dell’Umbria passa anche per manifattura, industria, innovazione e qualità del lavoro. Il fattore ZES può fare la differenza, insieme a semplificazione, riforme e investimenti su welfare, sociale e sanità”.
La presidente dell’Assemblea legislativa, Sarah Bistocchi, ha evidenziato il valore della ricerca come strumento indispensabile per orientare le scelte pubbliche. “È importante sapere dove vogliamo andare, ma è altrettanto importante sapere da dove partiamo e dove siamo ora. Vogliamo costruire una società umbra più equa, più giusta, più inclusiva e più accogliente, nella quale nessuno venga lasciato indietro. Per farlo servono informazioni, conoscenza e strumenti di analisi: il patrimonio che Agenzia Umbria Ricerche mette a disposizione delle istituzioni e della comunità regionale”.
L’amministratore unico di AUR, Marco Damiani, ha spiegato che il Rapporto 2026 nasce con l’obiettivo di offrire “strumenti di conoscenza preliminari all’azione di governo e alla programmazione politica”. Damiani ha ricordato che la pubblicazione è stata anticipata rispetto agli anni precedenti proprio per rendere disponibili i dati in tempo utile per i prossimi passaggi di programmazione regionale. “È un Rapporto che prova a superare la lettura puramente congiunturale e propone un’analisi strutturale di medio-lungo periodo. Un lavoro completo e leggero: completo perché affronta tredici contenuti articolati in tre sezioni, leggero perché prova a rendere accessibile la complessità”.
“Il valore di questo Rapporto – ha concluso Damiani – sta nella capacità di leggere insieme criticità e punti di forza. L’Umbria produce conoscenza, capitale umano e coesione, ma deve rafforzare la capacità di trasformare queste risorse in valore economico, innovazione, lavoro qualificato e sviluppo”.
Foto che ripercorrono 130 anni di storia della Camera del Lavoro di Terni. Storia della città e di come è cambiata negli anni, insieme alle sue imprese ed al movimento operaio.
In vico San Procolo, di fronte alla sede della Cgil (orario apertura 10-12.30 e 16-19) fino a sabato 6 giugno nello storico quartiere Clai la mostra documentale accompagnerà i festeggiamento per i 130 anni di vita della Camera del Lavoro di Terni.
Nove giorni di celebrazioni che si sono aperte con una iniziativa alla quale hanno partecipato anche personalità di rilievo nazionale tra cui il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, e il presidente nazionale dell’Anpi, Gianfranco Pagliarulo. L’importanza di questo appuntamento è stato ricordato nelle parole del segretario generale della Cgil Terni, Claudio Cipolla, dello storico Renato Covino, curatore della mostra, di Mario Giovannetti, presidente dell’associazione Ettore Proietti Divi, che gestisce l’archivio storico della Camera del lavoro di Terni (consultabile su appuntamento), e dellala segretaria generale della Cgil Umbria, Rita Paggio. Tra il pubblico, anche vecchi dirigenti della Cgil ternana.
“La nostra – ha commentato Cipolla – è una storia lunga e importante, una storia di lavoratrici e lavoratori, uomini e donne che si sono riconosciuti nei valori della Cgil e che con la Cgil hanno portato avanti le lotte per l’emancipazione del mondo del lavoro e per la conquista di diritti per tutta la società. Non è solo la storia di un sindacato, ma di una comunità che ha accompagnato le fasi storiche salienti di questa città, di questo territorio e di tutta Italia. Se oggi siamo quello che siamo è anche grazie a questa storia, a quell’impegno e quella passione che lavoratori e cittadini hanno saputo mettere in campo insieme alla Cgil”. “Questo territorio – ha ricordato Paggio – ha rappresentato un punto di riferimento per le lotte operaie di tutto il Paese. E noi abbiamo bisogno di prendere linfa da questa memoria per affrontare la dimensione attuale in cui continua lo sfruttamento del lavoro, in cui troppe persone restano povere pur lavorando e in cui le trasformazioni in atto rischiano di impoverire ancor di più i lavoratori. Abbiamo bisogno della forza del passato per guardare con fiducia al futuro. Queste occasioni sono importanti per avere contezza della forza che i lavoratori possono mettere in campo quando si mettono insieme, creando così le condizioni per un cambiamento in positivo delle proprie condizioni di vita e di lavoro”.
Questi i prossimi appuntamenti: il 29 alle 21.30 la proiezione del film ‘Giulio Regeni – Tutto il male del mondo’; il 30 alle 18.30 dibattito ‘Generazioni al lavoro. Terni pensa il futuro’. Di nuovo sosta e si riprende mercoledì 3 giugno, in piazza Clai, nel palco centrale, alle 18.30, con l’approfondimento sui servizi socio-sanitari-assistenziali, a cui interverrà la segretaria generale nazionale dello Spi Cgil, Tania Sacchetti; seguirà, alle 21.30, il concerto degli Altoforno. Giovedì 4 giugno altra importante iniziativa pubblica, sempre in piazza Clai, sul tema ‘pace e costituzione’: alle 18.30 si confronteranno Walter Massa, presidente nazionale di Arci, Gianfranco Pagliarulo, presidente nazionale di Anpi, Emiliano Manfredonia, presidente nazionale di Acli, e Serena Sorrentino della segreteria nazionale della Cgil. Alle 21.30 concerto tributo a Pino Daniele con la Ua’ Band. Protagonista della serata di venerdì 5 giugno sarà il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, che interverrà in piazza Clai alle 18.30. Seguirà alle 21.30 il concerto Jam Session con i Malalingua. I festeggiamenti si concluderanno sabato 6 giugno, sempre in piazza Clai, con l’intervento di Fabrizio Russo, segretario generale della Filcams Cgil alle 18.30 e il concerto di Enrico Capuano e la Tammuriata Rock alle 21.30.
Il Consiglio comunale di Perugia ha approvato all’unanimità le modifiche al regolamento per il commercio su aree pubbliche. Una forma di commercio particolarmente importante, secondo l’assessore Andrea Stafisso, che ha illustrato l’atto in aula, perché consente un presidio delle piazze e dei quartieri e che crea comunità attivando relazioni. Per questo – ha detto l’assessore – è importante coniugare il sostegno di questo tipo di attività economica con la garanzia e il rispetto della legalità, in particolare evitando il rischio di riciclaggio e di infiltrazioni con regole per la gestione dei posteggi. Stafisso ha salutato in positivo l’unanime sostegno registrato sull’atto anche in commissione. A suo avviso esso rappresenta un passo in avanti sul fronte della regolarità e trasparenza dei mercati, nonché della semplificazione delle norme. L’assessore ha ricordato anche i momenti di partecipazione che sono stati assicurati per raccogliere suggerimenti da varie categorie, inclusi i consumatori.
Queste le principali motivazioni che hanno indotto uffici, assessorato e giunta a proporre le modifiche: -necessità di creare uno strumento unitario di riferimento aggiornandolo alle modifiche normative intervenute nel corso degli ultimi anni; -riportare e applicare la normativa attuale in attesa delle linee guida ministeriali e del loro recepimento da parte della regione Umbria: -possibilità, utilizzando i criteri generali previsti dall’articolo 11 della legge 214/2023, di istituire mercati/fiere/pfm almeno in via sperimentale, in attesa di quelli che dovranno essere definiti nelle linee guida ministeriali; -esigenza di regolamentare in maniera più efficace e con sistemi di controlli preventivi i vari passaggi di proprietà/gestione tra gli operatori commerciali dei mercati/fiere – stabilire nuove regole per l’esercizio del commercio itinerante in piazza Umbria jazz durante le partite di calcio; -necessità della modifica del sistema sanzionatorio e di riscossione.
In particolare sono stati modificati gli artt. 6 (Procedura e criteri per assegnazione dei posteggi), 12 (ora 9 – Subingresso, reintestazione, cambio di residenza e cessazione), 14 (ora 11 – assegnazione temporanea di posteggi); 15 (ora 12 – registrazione delle presenze), 17 (ora 14 – Uso del posteggio nei mercati/fiere e nei posteggi fuori mercato: obblighi e divieti), 18 (ora 15 – Modalità di gestione dell’attività nei posteggi del mercato/fiera e nei posteggi fuori mercato), 21-22 (ora 18 – funzionamento delle fiere); 23 (ora 19 – commercio in forma itinerante), art. 25 (ora 21 – sanzioni).
L’Umbria della cultura può generare maggiore economia, In una regione che vanta una densità di spettacoli da primato nazionale, come ha certificato anche l’ultimo rapporto della Siae (Società italiana degli autori ed editori) e un’identità riconosciuta ben oltre i confini regionali. Ma il confronto con il 2019, ultimo anno prima del Covid, come evidenzia l’elaborazione della Camera di commercio dell’Umbria, mostra il punto debole: quella vitalità non si trasforma ancora abbastanza in industry, cioè in filiera produttiva, valore aggiunto, occupazione qualificata e servizi avanzati.
Mettendo a confronto le edizioni dal 2019 ad oggi del Rapporto “Io sono Cultura”, realizzato da Fondazione Symbola, Unioncamere, Centro Studi Tagliacarne e Deloitte, emerge che tra il 2019 e il 2024 il valore aggiunto reale del Sistema produttivo culturale e creativo dell’Umbria (Spcc) è diminuito del 10,4%. Nello stesso periodo l’Italia è cresciuta del 6,3% e il Centro ha sostanzialmente tenuto. Anche l’occupazione arretra: gli addetti umbri dell’Spcc sono passati da circa 21.200 a 18.882, con 2.318 occupati in meno, pari al -10,9%.
Il 2024, preso da solo, restituisce una fotografia meno severa: il sistema culturale e creativo regionale vale 1,049 miliardi di euro e occupa 18.882 persone. Ma il valore nominale non basta. Tra 2019 e 2024 i prezzi sono cresciuti molto più della ricchezza prodotta dalla filiera. Così l’aumento apparente diventa, al netto dell’inflazione, una perdita reale. E il peso dell’Spcc sull’economia regionale scende dal 4,9% al 4,4%, mentre in Italia sale dal 5,7% al 5,8%. Nel Centro, in Toscana è cresciuto dal5,4% del 2019 al 6,1% del 2024, nelle Marche è salito dal 5,2% al 5,3% e nel Lazio è sceso dal 7,8% al 7,5%
Il calo non è nel cuore degli spettacoli
Il dato va letto senza equivoci. Non racconta un’Umbria meno culturale. Racconta un’Umbria che continua a produrre cultura, pubblico e reputazione, ma fatica a portare questa forza nei segmenti dove oggi la cultura diventa impresa.
Il cuore core del Sistema produttivo culturale e creativo — spettacolo, patrimonio, arti, produzioni culturali e creatività — tiene. A pesare sull’arretramento è soprattutto la componente data-driven: digitale, contenuti, software, comunicazione, tecnologie, servizi avanzati e professioni creative inserite nei processi produttivi. È qui che la cultura esce dal solo perimetro dell’evento e diventa filiera industriale, capace di scalare, innovare, vendere servizi, generare produttività.
Il paradosso emerge proprio dal confronto con la partecipazione. L’Umbria è prima in Italia per densità di spettacoli rispetto agli abitanti: 79 eventi ogni mille residenti, contro una media nazionale di 57. Il dato racconta sale vive, festival radicati, musica, teatro, cinema, rassegne nei centri storici, un pubblico presente e un territorio capace di fare cultura con continuità.
Ma la forza degli eventi, da sola, non basta. Un festival può generare immagine, turismo, presenze e reputazione. Una filiera genera anche imprese, competenze, contenuti, servizi, occupazione stabile e valore esportabile.
Il nodo produttività
La distanza si vede nella produttività. In Umbria ogni addetto dell’Spcc produce in media 55.555 euro annui di valore aggiunto. La media italiana è 73.622 euro, quella del Centro 72.280. Non è un giudizio sulla qualità della cultura umbra. È un indicatore di struttura: imprese più piccole, minore presenza nei segmenti ad alto valore aggiunto, integrazione ancora debole tra cultura, digitale, comunicazione, manifattura, turismo e servizi professionali.
L’ultima eduzione del rapporto “Io sono Cultura” mostra che in Italia il Sistema produttivo culturale e creativo è una parte rilevante dell’economia: 112,6 miliardi di euro di valore aggiunto nel 2024, +2,1% sull’anno precedente, e oltre 1,5 milioni di occupati. Considerando anche gli effetti indiretti, cultura e creatività attivano circa 302,9 miliardi.
A spingere il sistema nazionale sono sempre più i settori ibridi e tecnologici: software, videogiochi, comunicazione, produzione audiovisiva, contenuti digitali, servizi creativi, competenze legate ai dati. Contano anche gli embedded creatives, professionisti culturali e creativi che lavorano fuori dal perimetro tradizionale della cultura e portano design, linguaggi e innovazione dentro imprese, prodotti e servizi.
La sfida: passare dall’evento alla filiera
Per l’Umbria il punto è trasformare una forza evidente in una struttura più solida. Servono più connessioni tra operatori culturali e imprese, più servizi digitali legati ai contenuti, più produzione audiovisiva, più comunicazione strategica, più tecnologie per valorizzare eventi, archivi e patrimoni. Servono imprese creative più dimensionate, capaci di lavorare non solo sulla singola manifestazione, ma su format, piattaforme, distribuzione, dati e mercati.
Il confronto 2019-2024 rende concreta la questione che l’Umbria non ha un deficit di cultura, ma un deficit di trasformazione industriale della cultura. La partecipazione c’è. Il pubblico c’è. Il patrimonio c’è. I festival ci sono. La reputazione anche. Quello che deve crescere è l’ecosistema produttivo che permette a questa energia di diventare più valore aggiunto, più lavoro qualificato e più futuro.
Il commento del presidente Mencaroni
Questa l’analisi di Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria: “L’Umbria dimostra ogni giorno di possedere una ricchezza culturale straordinaria, riconosciuta in tutta Italia. Ma la sfida decisiva è un’altra: trasformare sempre più questa energia in una leva stabile di sviluppo economico. La vivacità dei nostri festival, la forza delle nostre sale, la densità della nostra produzione culturale devono diventare ancora di più infrastruttura, impresa, innovazione. Non basta fare cultura: occorre farla dialogare con il digitale, con i servizi avanzati, con le nuove professioni creative. È qui che si gioca il futuro della nostra competitività. L’Umbria ha un patrimonio che molti ci invidiano; ora dobbiamo avere il coraggio di renderlo in modo forte e convinto un motore strutturale di crescita, capace di generare qualità del lavoro, valore aggiunto e nuove opportunità per i giovani”.
L’Auditorium San Domenico di Foligno ha ospitato la fase finale di “Umbria School Startup Challenge”, diventata il fulcro dell’innovazione giovanile regionale.
Un evento che celebra la creatività e lo spirito imprenditoriale degli studenti delle scuole superiori umbre e la cui edizione 2026 segna una tappa strategica grazie alla stretta collaborazione tra la Camera di Commercio dell’Umbria e Sviluppumbria SpA.
Per la prima volta le due realtà hanno unificato le fasi finali dei rispettivi percorsi di educazione all’imprenditorialità: il consolidato programma “Impresa in Azione” dell’Ente camerale, in partnership con Junior Achievement, e il progetto “Challenge Generazione di Futuro” di Sviluppumbria.
Il tutto con la collaborazione delle forze economiche e sociali del territorio. Il parterre istituzionale e imprenditoriale ha visto infatti la presenza, accanto a Camera di Commercio dell’Umbria e Sviluppumbria, di Regione Umbria, Comune di Foligno, Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Umbria, Umbria Aerospace Cluster, Junior Achievement, AIDP e Rotary Club Foligno. Tutti presenti per celebrare la fase finale dell’iniziativa.
E qui c’è la prima notizia di rilievo. Sulla scia della sinergia senza precedenti attuata quest’anno, con l’unificazione delle fasi finali dei rispettivi percorsi di educazione all’imprenditorialità, è stato annunciato che dalla prossima edizione di “Umbria School Startup Challenge” l’intero percorso di educazione all’imprenditorialità sarà gestito in maniera unitaria da Camera di Commercio dell’Umbria e Sviluppumbria.
Il programma della giornata si è aperto con i saluti istituzionali dei rappresentanti degli enti promotori e dei partner. Subito dopo sono iniziate le audizioni competitive, durante le quali le ragazze e i ragazzi hanno presentato i progetti realizzati, sorprendendo le giurie per complessità, innovazione ed efficacia.
Due le sezioni:
Audizione pubblica Challenge Sviluppumbria, con una sessione dedicata nella sala principale ai progetti seguiti dall’agenzia regionale.
Selezioni Impresa in Azione, con le idee d’impresa presentate in sessioni parallele, tra Sala Video e Area Caffetteria, e le migliori quattro chiamate poi a confrontarsi in una pitch battle finale.
I due concorsi
Impresa in Azione, realizzato da Junior Achievement Italia in collaborazione con la Camera di Commercio dell’Umbria, consente agli studenti, guidati da docenti e Dream Coach — manager d’azienda volontari — di dare vita a mini-imprese, curandone la gestione in tutti gli aspetti: dall’ideazione al lancio sul mercato.
Nel corso dell’anno scolastico, le studentesse e gli studenti hanno avuto la possibilità di acquisire non solo competenze imprenditoriali, ma anche soft skills come la capacità di lavorare in team, il rispetto delle scadenze, l’empatia e una maggiore consapevolezza di sé e delle proprie capacità.
Il team vincitore parteciperà ai Campionati Nazionali di Imprenditorialità, che si terranno a Roma il 5 e 6 giugno. In questa occasione, le studentesse e gli studenti finalisti della regione Umbria si confronteranno con i vincitori delle altre competizioni territoriali di “Impresa in Azione” e con alunne e alunni di altre scuole secondarie di secondo grado di tutta Italia che hanno svolto percorsi orientati allo sviluppo della competenza imprenditoriale.
Nel corso della finale sono stati presentati i progetti realizzati da 9 dei 21 team che, durante l’anno scolastico, si sono cimentati nei percorsi di educazione all’imprenditorialità e hanno portato a termine le proprie idee. In tutto erano presenti oltre 100 studentesse e studenti, in rappresentanza di 7 istituti scolastici, che hanno scelto di mettersi alla prova e di presentare i loro progetti a un panel qualificato di esperti. Complessivamente, il progetto ha coinvolto 8 scuole e 441 studenti.
Challenge Generazione di Futuro
La Challenge Generazione di Futuro si inserisce nelle iniziative promosse dall’Assessorato allo Sviluppo economico della Regione Umbria con l’obiettivo di motivare e sviluppare lo spirito imprenditoriale e la capacità di innovazione delle giovani generazioni, promuovendo tra gli studenti l’interesse verso il mondo delle imprese e il loro ruolo cruciale nella società.
La Challenge mira a individuare soluzioni capaci di accelerare l’introduzione dell’innovazione nel sistema economico, attraverso un processo di scoperta imprenditoriale in grado di far emergere proposte fruibili per il mercato. L’obiettivo è intensificare l’azione di scoperta di conoscenze e abilità capaci di incrementare sviluppo e competitività per imprese e territori dell’Umbria.
L’opportunità offerta alle scuole permette quindi di far emergere le migliori idee e i migliori talenti delle giovani generazioni, che avranno la possibilità di essere assistiti, formati e supportati dai partner della Challenge, a partire da Sviluppumbria, all’interno del programma di Scoperta Imprenditoriale previsto dal PR FESR 2021-2027 Regione Umbria.
Nel corso della giornata sono stati presentati 16 progetti, selezionati tra i 50 pervenuti, grazie allo splendido lavoro svolto da docenti e studenti delle scuole partecipanti, che a ogni edizione mostrano una crescita notevole per maturità, capacità di apprendimento e qualità progettuale.
Le scuole partecipanti
Le scuole coinvolte nelle iniziative sull’imprenditorialità, sia per “Impresa in Azione” sia per “Challenge Generazione di Futuro”, sono:
IPSIA Pertini – Terni IIS “G. Sigismondi” – Nocera Umbra IIS Raffaele Casimiri – Gualdo Tadino ITTS A. Volta – Perugia IPSIA Orvieto ITTS Allievi-Sangallo – Terni ITET Feliciano Scarpellini – Foligno IIS Tecnico Economico e Professionale A. Casagrande – F. Cesi – Terni Liceo Scientifico Alessi – Perugia
Le giurie, composte da esperti del mondo aziendale e istituzionale, dopo un’attenta valutazione hanno selezionato sette progetti: quattro dal percorso “Impresa in Azione” e tre da “Challenge Generazione di Futuro”.
Per “Challenge Generazione di Futuro” sono stati selezionati i progetti: vincitore assoluto progetto Essiccator (Liceo Scientifico Alessi – Perugia); secondo piazzamento Nutriscan (Ist. A. Casagrande – F. Cesi di Terni); Aura (ITS Allievi – Sangallo di Terni).
I quattro team selezionati di “Impresa in Azione” si sono poi confrontati nella pitch battle finale, al termine della quale ha prevalso il progetto CFFdell’IIS “R. Casimiri” di Gualdo Tadino;, che parteciperà ai Campionati Nazionali di Imprenditorialità in programma a Roma il 5 e 6 giugno. Premio Miglior Pitch per progetto Accipikkia dell’Ipsia Pertini di Terni; Premio Innovazione al progetto Bio Urban System dell’IIS G. Sigismondi di Nocera Umbria; Premio Execution al progetto WastenIT dell’IIS Casimiri di Gualdo
I commenti
Federico Sisti, segretario generale della Camera di Commercio dell’Umbria: “Vedere la scuola e l’impresa dialogare in modo così concreto è il segnale che stiamo andando nella direzione giusta. Con questa iniziativa non ci limitiamo a premiare un’idea, ma investiamo sulla capacità dei nostri ragazzi di leggere il cambiamento e trasformarlo in valore per l’Umbria. La sinergia con Sviluppumbria, che ringrazio per la partecipazione con il progetto ‘Challenge Generazione di Futuro’, ci permette di cominciare a pianificare una piattaforma di crescita unica per i talenti di domani”.
Rivolgendosi ai ragazzi, Sisti ha poi aggiunto: “Per capire l’importanza del percorso di educazione all’imprenditorialità, sappiate che l’85% di voi avrà a che fare, nella propria vita professionale, con l’impresa, come imprenditore o come dipendente di un’azienda. Conoscere l’imprenditorialità, per i giovani, è quindi fondamentale”.
Luca Ferrucci, amministratore unico di Sviluppumbria SpA: “L’Umbria School Startup Challenge rappresenta un esempio concreto di come istituzioni, scuola e sistema produttivo possano collaborare per costruire opportunità reali per le nuove generazioni. Per la prima volta, con questa iniziativa concepita insieme alla Camera di Commercio dell’Umbria e a Confindustria Umbria, abbiamo unito i percorsi dedicati all’educazione all’impresa con la volontà di creare un ecosistema regionale sempre più integrato e vicino ai talenti emergenti. Insieme a queste istituzioni, infatti, vogliamo non solo promuovere le idee dei nostri giovani, ma anche accompagnare concretamente la realizzazione delle migliori, con l’obiettivo di favorire la nascita di nuove start-up regionali. Attraverso il progetto ‘Challenge Generazione di Futuro’ — ha dichiarato Ferrucci — Sviluppumbria vuole accompagnare i giovani umbri nello sviluppo di competenze imprenditoriali, capacità innovative e visione del futuro, elementi oggi fondamentali per la crescita del territorio”.
Miriam Cresta, CEO di Junior Achievement Italia: “L’esperienza dell’Umbria ci mostra qualcosa di importante: che quando le istituzioni del territorio,le associazioni e il mondo scolastico lavorano insieme si crea un ecosistema in cui i giovani trovanodavvero lo spazio per mettere alla prova le proprie idee. più di 400 studentesse e studenti e 21 team coinvolti durante l’anno: dietro questi numeri ci sono mesi di lavoro reale, decisioni prese in gruppo, errori corretti, presentazioni affinate. È così che si costruisce la mentalità imprenditoriale, vivendola in prima persona. E i ragazzi e le ragazze che sono qui oggi ne sono la dimostrazione”.
Il provvedimento varato dal Governo, con la proroga sino al 6 giugno dello sconto sulle accise per benzina (5 cent al litro) e diesel (10 cent) ed il pacchetto a sostegno del settore dell’autotrasporto per fronteggiare il caro carburanti, dopo l’accordo raggiunto con le associazioni datoriali del settore, ha scongiurato in extremis il fermo del settore che era stato previsto dal 25 al 29 maggio.
Una mobilitazione che avrebbe avuto effetti pesanti sull’intero sistema economico, con ripercussioni sulla distribuzione delle merci e sull’approvvigionamento di beni essenziali.
In Umbria si sarebbero fermati i 12.300 mezzi delle oltre mille imprese del settore, il cui numero è calato del 26% in 10 anni. Problemi aggravati dalla crisi energetica innescata dalla guerra in Medio Oriente, che in 3 mesi ha portato ad un rincaro compressivo dei costi per il carburante, solo in Umbria, di 34,7 milioni di euro.
Nella provincia di Perugia il settore contava, alla fine del 2025, 861 imprese (-26,5% in 10 anni) e in provincia di Terni 217 (-25,2%).
I provvedimenti varati dal Governo per il settore
Prorogato al mese di giugno il credito d’imposta a favore dell’autotrasporto per i maggiori costi di carburante sostenuti nel periodo marzo-giugno 2026, con un limite di spesa complessivo di 300 milioni di euro, comprensivi dei 100 milioni di euro già stanziati allo stesso fine dal decreto-legge n. 33 del 2026.
È introdotto un credito d’imposta, fino al 30 per cento della spesa sostenuta, per l’acquisto di fertilizzanti agricoli nei mesi di marzo, aprile e maggio 2026, nel limite massimo di 40 milioni di euro, concesso nel rispetto del Quadro temporaneo sugli aiuti di Stato adottato dalla Commissione europea il 29 aprile 2026 in risposta alla crisi in Medio Oriente. È inoltre ampliata l’agevolazione per l’acquisto di gasolio in agricoltura, con una dotazione complessiva di 90 milioni di euro, comprensivi dei 30 milioni di euro già stanziati allo stesso fine da precedenti provvedimenti.
Il Fondo nazionale per il trasporto pubblico locale è incrementato di 80 milioni di euro annui a decorrere dal 2026 per il finanziamento del rinnovo contrattuale del settore.
Ai soggetti che applicano gli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) e ai contribuenti in regime forfetario e di vantaggio è riconosciuta la possibilità di effettuare i versamenti fiscali in scadenza al 30 giugno 2026 entro il 20 luglio 2026 senza maggiorazioni. Il versamento potrà essere effettuato anche entro i trenta giorni successivi (19 agosto) con una maggiorazione dello 0,80 per cento a titolo di interesse corrispettivo.
È ridotto il termine per la formazione del silenzio assenso in materia di crediti d’imposta per gli autotrasportatori: a decorrere dal 1° ottobre 2026, il nuovo termine è di 30 giorni, anziché di 60, con presentazione esclusivamente per via telematica.
Per due giorni – sabato 23 e domenica 24 maggio – piazza della Repubblica – all’interno del ricco calendario di Orvieto in fiore, ospiterà il giardino rigoglioso, pieno di colori e profumi, allestito da 23 espositori. Uno spettacolare allestimento di rose, uno stand interamente dedicato alla piante carnivore, un altro in cui si troveranno esclusivamente piante acquatiche. Tra loro anche una bravissima artigiana che realizza gioielli con materiale vegetali ed un altro banco che proporrà monili ispirati alle piante.
Il circuito di imprese di Destinazione Orvieto ha pensato di inserire questa iniziativa un progetto che è stato accolto con favore dal Comitato cittadino dei quartieri. Destinazione Orvieto gestirà uno stand destinato all’accoglienza e alle informazioni e offrirà agli standisti, provenienti da varie regioni d’Italia, una borsa di tela personalizzata appositamente realizzata dalla cooperativa Mir, partner di DO ed artefice di alcuni tra i gadget che sono in vendita per i turisti dei cammini dell’intrepido Larth e del miracolo del Corpus domini. Insieme alle borse, verrà fatto omaggio agli espositori anche di una t shirt, di una cartina di Orvieto e di un prodotto cosmetico realizzato dall’azienda Natura naturans, sponsor della mostra mercato insieme a Utensileria Baldini e Garden Motor di Montefiore. Nello stand di DO verrà inoltre distribuito materiale informativo dell’associazione Rocca Ripesena il paese delle rose, le cui straordinarie iniziative di promozione e valorizzazione del borgo sono condivise e sostenute da DO.
Mauro Di Sorte, direttore artistico della mostra spiega;“Stiamo lavorando per costruire una mostra florovivaistica capace di unire qualità, ricerca e passione, portando a Orvieto realtà selezionate provenienti da diverse parti d’Italia. I visitatori potranno scoprire collezioni di ortensie rare, passiflore particolari, rose, tillandsie, bulbi e rizomi, erbacee perenni, peperoncini da tutto il mondo e molte altre varietà insolite. L’obiettivo è offrire un’esperienza che sappia sorprendere non solo gli appassionati del verde”.
Antonella Cannas, delegata per Destinazione Orvieto per i rapporti con le aziende: “Il progetto Destinazione Orvieto, il circuito a cui hanno finora aderito oltre 140 aziende, è nato per sostenere la nostra comunità e fare del turismo un valore condiviso. Una delle iniziative a cui teniamo particolarmente è questa collegata all’ambizione di inserire stabilmente Orvieto in quel prestigioso club delle città italiane che ospitano eventi collegati ai fiori e alle piante. Questa idea è stata subito condivisa dai responsabili di Orvieto in fiore con i quali abbiamo lavorato proficuamente e con lo stesso spirito di servizio a favore della nostra città. Il nostro impegno è quello di riconnettere il nostro luogo con i circuiti nazionali ed internazionali che possono contribuire a sostenere la crescita in vari ambiti di Orvieto”.
Sostegni all’autotrasporto e proroga fino al 6 giugno degli sconti sulle accise dei carburanti: 5 centesimi al litro per la benzina e 10 centesimi al litro per il gasolio.
Sono le misure varate dal Consiglio dei ministri, che hanno indotto le associazioni di categoria a sospendere il fermo di 5 giorni che sarebbe scattato il 25 maggio.
Prorogato al mese di giugno il credito d’imposta a favore dell’autotrasporto per i maggiori costi di carburante sostenuti nel periodo marzo-giugno 2026, con un limite di spesa complessivo di 300 milioni di euro, comprensivi dei 100 milioni di euro già stanziati allo stesso fine dal decreto-legge n. 33 del 2026.
È introdotto un credito d’imposta, fino al 30 per cento della spesa sostenuta, per l’acquisto di fertilizzanti agricoli nei mesi di marzo, aprile e maggio 2026, nel limite massimo di 40 milioni di euro, concesso nel rispetto del Quadro temporaneo sugli aiuti di Stato adottato dalla Commissione europea il 29 aprile 2026 in risposta alla crisi in Medio Oriente. È inoltre ampliata l’agevolazione per l’acquisto di gasolio in agricoltura, con una dotazione complessiva di 90 milioni di euro, comprensivi dei 30 milioni di euro già stanziati allo stesso fine da precedenti provvedimenti.
Il Fondo nazionale per il trasporto pubblico locale è incrementato di 80 milioni di euro annui a decorrere dal 2026 per il finanziamento del rinnovo contrattuale del settore.
Ai soggetti che applicano gli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) e ai contribuenti in regime forfetario e di vantaggio è riconosciuta la possibilità di effettuare i versamenti fiscali in scadenza al 30 giugno 2026 entro il 20 luglio 2026 senza maggiorazioni. Il versamento potrà essere effettuato anche entro i trenta giorni successivi (19 agosto) con una maggiorazione dello 0,80 per cento a titolo di interesse corrispettivo.
È ridotto il termine per la formazione del silenzio assenso in materia di crediti d’imposta per gli autotrasportatori: a decorrere dal 1° ottobre 2026, il nuovo termine è di 30 giorni, anziché di 60, con presentazione esclusivamente per via telematica.
Gli effetti in Umbria
Un accordo che ha scongiurato il fermo di un settore che in Umbria conta oltre mille imprese con circa 12.300 mezzi. Imprese che in tre mesi, a seguito della guerra in Iran, hanno subito rincari del gasolio complessivamente per 34,7 milioni di euro.
L’Università per Stranieri di Perugia ha inaugurato AIDEA Lab, il nuovo spazio dedicato alla didattica digitale avanzata e all’innovazione educativa. Il laboratorio, nato nell’ambito del progetto EduNext – il più grande network europeo per la formazione universitaria digitale, composto da 35 atenei, oltre 700mila studenti e 25mila docenti – è stato presentato oggi presso l’Aula A della Palazzina Valitutti, alla presenza del rettore dell’Università per Stranieri di Perugia, prof. Valerio De Cesaris, del Direttore Generale Luigi Botteghi, insieme alle docenti Stefania Scaglione, Cristina Gaggioli, Borbala Samu, e Francesca Malagnini dell’Unistrapg.
Il rettore, prof. Valerio De Cesaris ha sottolineato come «AIDEA Lab rappresenti un progetto strutturale sulla qualità della formazione universitaria. L’obiettivo è quello di offrire strumenti che aiutino docenti e studenti a lavorare meglio, ampliando l’accessibilità dei contenuti e sperimentando nuove modalità di trasmissione del sapere».
«L’apertura di AIDEA Lab – ha dichiarato il Direttore Generale Luigi Botteghi – rappresenta anche una scelta strategica per l’Ateneo. Dotarsi di uno spazio dedicato alla produzione di contenuti digitali e alla sperimentazione di nuovi linguaggi significa rafforzare la capacità dell’Università di rispondere alle trasformazioni nel mondo della didattica e dei servizi agli studenti, mantenendo elevati standard qualitativi e una forte attenzione all’accessibilità».
AIDEA Lab – Laboratory for Artificial Intelligence & Digital Education Advancement – rappresenta un ambiente progettato per supportare docenti, studenti e personale tecnico-amministrativo nella produzione, sperimentazione e diffusione di contenuti didattici innovativi, attraverso strumenti digitali avanzati e soluzioni basate sull’intelligenza artificiale.
Il nuovo laboratorio consentirà la realizzazione di videolezioni, podcast, vodcast e materiali multimediali destinati a una didattica sempre più accessibile, inclusiva e orientata alle esigenze contemporanee della formazione universitaria. Lo spazio nasce con l’obiettivo di integrare la qualità della didattica tradizionale con nuovi linguaggi e nuove tecnologie, ampliando le possibilità di apprendimento e partecipazione degli studenti.
Del team di AIDEA Lab fanno parte Talia Sbardella, instructional designer, Leonardo Galeassi, media producer, e Valentino Santucci, direttore scientifico del laboratorio.
«AIDEA Lab è il nuovo spazio di Ateneo dedicato alla didattica digitale – ha dichiarato Valentino Santucci –. È un ambiente che permette di realizzare videolezioni, podcast, vodcast e tutte quelle attività di didattica innovativa che rendono l’apprendimento non solo digitale, ma anche più inclusivo ed efficace per gli studenti. Allo stesso tempo rappresenta per l’Università un’opportunità concreta per rinnovare la didattica di alta qualità che già svolgiamo in modalità tradizionale, trasferendola anche in un ecosistema digitale avanzato grazie alle nuove tecnologie».
L’assemblea annuale per l’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (Odec) della provincia di Perugia ha approvato all’unanimità il bilancio consuntivo del 2025.
Si è trattato del primo momento assembleare dopo l’insediamento del nuovo Consiglio (avvenuto nel mese di gennaio) che guiderà l’ordine per il quadriennio 2026/2029. L’incontro si è confermato momento privilegiato di confronto tra gli appartenenti alla categoria durante il quale si è discusso di risultati raggiunti e opportunità di crescita per i professionisti.
Nel corso dell’assemblea, il presidente dell’Odcec di Perugia Enrico Guarducci ha sottolineato anche problemi e prospettive con particolare riferimento al ruolo che il commercialista svolge “quale soggetto indispensabile per lo sviluppo del territorio in un momento storico complesso caratterizzato tuttavia anche da opportunità di rilancio dell’economia attraverso l’inclusione dell’Umbria nella Zes, Zona economica speciale, misura che incentiva investimenti e nuovi insediamenti produttivi attraverso la semplificazione burocratica amministrativa e, per alcuni Comuni, la possibilità di ottenere crediti di imposta importanti dal 15 al 35 per cento a seconda delle dimensione dell’impresa”. La legge numero 171 del 2025 ha infatti ampliato il perimetro della Zes introducendo anche le regioni di Umbria e Marche.
“Come commercialisti stiamo vivendo una stagione particolare – ha sottolineato il presidente Guarducci – in cui siamo chiamati a rendere operativa questa nuova importante misura per lo sviluppo del territorio. Dobbiamo inoltre ripensare alla professione che non è più soltanto quella classica che ha contraddistinto gli ultimi decenni della nostra attività, ma una professione che oltre a materia in esclusiva come revisione legale, certificazione di sostenibilità ESG, apposizione dei visti di conformità, rendicontazione delle spese sostenute per l’ottenimento di contributi pubblici, certificazione dei rischi fiscali nell’ambito del tax control framework, sappia sostenere lo sviluppo delle aziende clienti con competenze specialistiche e qualificate”. Temi e nuove opportunità che possono rendere più attrattiva la professione in un momento in cui a livello nazionale, così come in Umbria, si registra “la perdita di interesse – ha spiegato Guarducci – da parte dei giovani. Sono molte le azioni che Consiglio nazionale e l’Ordine di Perugia in particolare stanno ponendo in essere per arginare tale fenomeno”. Dal miglioramento delle modalità di svolgimento della professione al rafforzamento dell’immagine del commercialista, passando per iniziative volte a semplificare l’accesso alla professione e il sostegno alla fase di start up, lo sviluppo di competenze qualificate, non più massimaliste, da condividere poi con colleghi attraverso forme di aggregazione come STP studio associati e reti professionali.
Dopo la lettura del bilancio di genere dell’Ordine da parte il presidente del Cpo Simonetta Mischianti sono stati consegnati gli attestati di iscrizione agli iscritti nel 2025. Al termine è stato rivolto un ringraziamento sentito da parte del presidente Guarducci “a tutti coloro che si sono adoperati per le attività dell’ordine nel corso del mandato 2022/2025 all’intero consiglio, al collegio dei revisori, al consiglio di disciplina, al comitato per opportunità, al direttore della scuola di formazione e ai vari componenti le commissioni operative e di studio. Faccio infine il mio augurio di buon lavoro al nuovo Consiglio che guiderà l’ordine per il prossimo quadriennio”.