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Autore: Redazione

“Signor Presidente, benvenuto in Umbria”

Questo il messaggio che la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, rivolge al Capo dello Stato, Sergio Mattarella, in Umbria per celebrare la Festa nazionale di San Francesco, Patrono d’Italia.

Signor Presidente della Repubblica,

a nome della Giunta regionale e dell’intera comunità regionale, le rivolgo il nostro benvenuto in Umbria.

La Sua presenza ad Assisi, in occasione della solennità di San Francesco, Patrono d’Italia, conferisce a questa giornata un alto valore civile e simbolico.

Ricorre quest’anno l’ottavo centenario del transito di San Francesco, anniversario di rilievo nazionale e internazionale. Il 4 ottobre è tornato inoltre a essere festività nazionale, a riconoscimento di un patrimonio spirituale e culturale che appartiene all’intero Paese.

Il messaggio francescano di fraternità, di custodia del creato e di attenzione agli ultimi trova piena corrispondenza nei principi della nostra Carta costituzionale.

Sono principi che Ella, Signor Presidente, incarna con rigore, equilibrio e costante dedizione al bene comune. L’Umbria ne fa da tempo il fondamento della propria azione pubblica, nella tutela della coesione sociale e nella promozione dello sviluppo sostenibile.

In un contesto internazionale segnato da conflitti e tensioni, Assisi conferma la propria vocazione di luogo di dialogo e di pace tra i popoli.

Desidero esprimere un sentito ringraziamento alle autorità religiose, civili e militari e a tutti i cittadini e i pellegrini presenti.

Le Sue parole, Signor Presidente, rappresentano per tutti noi un richiamo autorevole all’unità nazionale e alla responsabilità delle istituzioni.

Con questi sentimenti, la Regione Umbria Le rinnova la propria deferente gratitudine.

Benvenuto ad Assisi, Signor Presidente, benvenuto in Umbria.

Stefania Proietti, presidente Regione Umbria

(foto Presidenza della Repubblica)

Anas, bando da 10 milioni per le strade dell’Umbria

Lotto da 10 milioni di euro (il Lotto 9) per l’Umbria, con facoltà di incremento fino a 12 milioni di euro, all’interno del bando di gara di Anas, del valore complessivo di 250 milioni di euro, per l’affidamento di un Accordo Quadro triennale relativo all’esecuzione di lavori di sistemazione di versanti rocciosi e di protezione del corpo stradale.

Dell’importo complessivo, 172,5 milioni sono destinati ai lavori, 20 milioni per i costi della sicurezza non soggetti a ribasso e 57,5 milioni per i costi della manodopera. È inoltre prevista la possibilità di incrementare l’importo contrattuale fino a un quinto, per un valore aggiuntivo di 50 milioni di euro e un valore complessivo stimato dell’appalto pari a 300 milioni di euro.

“Con questa gara, Anas conferma il proprio impegno nel rafforzamento dei livelli di sicurezza e affidabilità della rete stradale, mettendo al centro la tutela delle persone e delle comunità – ha dichiarato l’amministratore delegato di Anas, Claudio Andrea Gemme -. L’Accordo Quadro prevede risorse per 250 milioni di euro, incrementabili fino a 300 milioni, e interessa tutte le principali aree del Paese attraverso 15 lotti territoriali. Con questi interventi vogliamo prevenire e mitigare i rischi connessi all’instabilità dei versanti e ai fenomeni legati al dissesto idrogeologico, per proteggere concretamente infrastrutture, territori e piccole località e rendere più sicuri gli spostamenti quotidiani di chi percorre le nostre strade. Di fronte agli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici e all’aumento della frequenza e intensità degli eventi estremi, la manutenzione preventiva rappresenta uno strumento fondamentale per tutelare l’efficienza delle infrastrutture e ridurre i costi economici e sociali generati dalle interruzioni della rete. Investire nella manutenzione programmata e nella prevenzione significa prenderci cura del territorio e delle persone, garantire la continuità della circolazione, aumentare la resilienza delle infrastrutture e tutelare gli utenti della strada”.

Il termine per la presentazione delle offerte è fissato alle ore 12:00 del 30 ottobre 2026: i soggetti interessati dovranno far pervenire le offerte digitali, corredate dalla documentazione richiesta, sul Portale Acquisti di Anas https://acquisti.stradeanas.it.

Assisi ha celebrato il Transito e si prepara alla grande Festa di San Francesco

Oggi, 3 ottobre, Assisi ha celebrato l’ottavo Centenario del Transito di San Francesco (avvenuto la sera del 3 ottobre 1226 vicino alla Porziuncola) con la solenne commemorazione nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e lo storico corteo civile con i gonfaloni.

La città di Assisi e la Regione Umbria hanno incontrato i presidenti di Regione e i sindaci dei Comuni capoluogo, riuniti ad Assisi per questa importante ricorrenza.

L’evento si inserisce nel momento culminante del grande Centenario francescano 2023-2026, un percorso quadriennale che ha ripercorso le tappe fondamentali della vita del Santo: dagli 800 anni dell’approvazione della Regola e del Presepe di Greccio (celebrati nel 2023), a quelli delle Stimmate della Verna (2024) e del Cantico delle Creature (2025).

Proietti: “Una celebrazione che non sia soltanto memoria”

La presidente Proietti ha preso parte agli appuntamenti istituzionali e religiosi della giornata, tra cui l’incontro tra la città di Assisi, la Regione Umbria, i presidenti di Regione e i sindaci dei Comuni capoluogo, il corteo civile e la solenne commemorazione del Transito. Nel corso dell’incontro la presidente ha sottolineato il particolare significato che l’ottavo Centenario assume per l’Umbria e per l’intero Paese, anche alla luce della prima celebrazione del 4 ottobre come Festa nazionale. “Una celebrazione che non sia soltanto memoria, ma che sappia generare futuro” ha detto la presidente Proietti.

Imponente servizio d’ordine

Imponente anche il dispositivo di assistenza: oltre 100 volontari di Protezione civile sono impegnati lungo i percorsi e nelle aree delle celebrazioni. Il piano prevede inoltre circa 40 professionisti sanitari della Usl Umbria 1 e della centrale operativa 118, affiancati dai volontari sanitari, con ambulanze e ambulatori mobili.

La giornata di sabato

La giornata si è sviluppata lungo i luoghi maggiormente legati agli ultimi momenti della vita di Francesco, dal Santuario della Spogliazione alla Porziuncola, fino alla solenne commemorazione del Transito nella Basilica di Santa Maria degli Angeli dove la presidente Proietti, a nome della Regione Umbra, ha portato in dono la brocca con l’olio destinato ad alimentare la lampada votiva che arde sulla tomba di San Francesco nella Basilica di Assisi.
Le celebrazioni proseguiranno domani, domenica 4 ottobre, con la prima Festa nazionale di San Francesco d’Assisi. La presidente Proietti parteciperà alla solenne celebrazione eucaristica nella Basilica di San Francesco, in programma alle ore 9.45 e trasmessa in diretta su Rai 1, e ai successivi appuntamenti istituzionali, tra cui l’incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, previsto in mattinata.

Il programma del 4 ottobre

Domani, 4 ottobre, sarà celebrata la prima Festa nazionale di San Francesco d’Assisi. La giornata inizierà con il corteo civile e la celebrazione eucaristica delle 9.45 nella Basilica di San Francesco, trasmessa in diretta Rai. Alle 11.20, dalla Loggia del Sacro Convento, sono previsti i messaggi della Famiglia francescana e del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Nel pomeriggio, alle 16, i vespri pontificali, la processione e la benedizione all’Italia e al mondo.

Alle 21.55 da San Francesco al Prato, a Perugia, il grande evento Rai “Francesco, il santo di tutti”, condotto da Giorgia Cardinaletti.

Una giornata storica per Assisi, per l’Umbria e per l’Italia, nel segno di San Francesco.

Produttività: l’Umbria recupera il gap su manifattura e servizi, ma restano i nodi servizi e ospitalità

Produttività, l’Umbria recupera terreno sul 2019 e il divario con l’Italia si riduce dal 18,3% al 16,2%. Ma resta un gap significativo: sia valore per addetto che costo del lavoro restano su livelli più bassi. Con manifattura e commercio più vicini ai valori nazionali, mentre il ritardo si concentra nei servizi e nell’ospitalità.

Nei bilanci delle imprese presentati nel 2025, e relativi all’anno d’imposta 2024. ogni addetto delle società umbre di capitale genera 58.677 euro di valore aggiunto contro 70.052 in Italia, il 16,2% in meno. Anche il costo del lavoro per addetto è inferiore: 35.151 euro contro 40.280, una distanza del 12,7%. Perugia raggiunge 60.473 euro di valore aggiunto per addetto, Terni si ferma a 52.166. Manifattura e commercio mostrano gli equilibri migliori; nei servizi il divario dall’Italia arriva al 28,3%. Dopo l’allargamento del divario nel 2021-2022, l’Umbria ha recuperato terreno: nel 2024 la produttività relativa è salita a 83,8 fatto 100 l’Italia, superando anche il livello del 2019, quando era a 81,7. I primi numeri del 2025 – relativi ai bilanci che le aziende stanno presentando nel 2026 – indicano un possibile ulteriore avvicinamento alla media italiana, ma i bilanci acquisiti sono ancora incompleti.

Nell’ultimo esercizio per il quale il quadro dei bilanci acquisiti è completo (si riferisce ai bilanci presentati nel 2025, relativi all’anno d’imposta 2024) il valore aggiunto per addetto è stato di 58.677 euro. In Italia è arrivato a 70.052 euro: la distanza è del 16,2%.

La Toscana è a 67.621 euro per addetto, il 3,5% sotto la media italiana; le Marche a 56.346, il 19,6% sotto. L’Umbria resta tra le due, più vicina alle Marche. All’interno della regione il divario si apre ulteriormente: Perugia raggiunge 60.473 euro per addetto, il 13,7% sotto l’Italia; Terni si ferma a 52.166 euro, con uno scarto del 25,5%. Fra le due province ci sono oltre 8.300 euro di valore aggiunto per addetto.

La situazione dal 2019

Dal 2019 il ritardo umbro si è ridotto, ma lentamente. Fatta 100 l’Italia, l’Umbria era a 81,7 nel 2019 ed è salita a 83,8 nel 2024. Nel mezzo il distacco si era allargato: 78,3 nel 2021 e 78,9 nel 2022. Il recupero degli ultimi due esercizi ha riportato la regione sopra il livello relativo pre-pandemia, senza però avvicinarla alla Toscana.

Produttività e costo del lavoro, due grandezze collegate

Il secondo dato da affiancare alla produttività è il costo del lavoro per addetto. Nel 2024 è stato di 35.151 euro in Umbria e di 40.280 euro in Italia: il 12,7% in meno. Dunque nell’economia societaria umbra sono inferiori alla media nazionale sia il valore prodotto per addetto sia il costo sostenuto per il lavoro.

Il rapporto fra le due grandezze va letto con cautela. Non si può dire che il lavoro costi meno perché la produttività è più bassa, né che la minore produttività dipenda dal costo del lavoro. Le analisi Ocse mostrano però che produttività e retribuzioni tendono a muoversi insieme: le imprese più produttive hanno in genere maggiore capacità di sostenere salari e costi del lavoro più elevati. Settori, competenze, tecnologia, organizzazione e dimensione possono però modificare questa relazione.

Il punto, per l’Umbria, non è quindi immaginare un’ulteriore compressione del costo del lavoro. I numeri raccontano piuttosto un sistema nel quale il valore generato per addetto è più basso del 16,2% e il costo del lavoro per addetto del 12,7%. Ogni 100 euro di valore aggiunto, il costo del personale ne assorbe 59,9 in Umbria contro 57,5 in Italia. A Perugia il rapporto è del 58,9%; a Terni sale al 64,3%. La differenza ternana nasce soprattutto dal valore prodotto: il costo per addetto è più basso del 16,8% rispetto all’Italia, ma la produttività lo è del 25,5%.

I settori dove si crea il divario

La media regionale nasconde economie molto diverse. La manifattura è il comparto che regge meglio: 80.717 euro di valore aggiunto per addetto, il 7,7% in meno dell’Italia. Il costo del lavoro per addetto è più basso del 10,6% e il suo peso sul valore aggiunto si ferma al 56,2%, sotto il 58,1% nazionale. Anche il commercio mostra un equilibrio relativamente favorevole: produttività -12,9%, costo per addetto -14,2%.

Il quadro cambia nell’edilizia, dove la produttività è inferiore del 16,7% alla media italiana mentre il costo per addetto è più basso dell’8,5%. La distanza cresce nell’alloggio e ristorazione: il valore aggiunto per addetto dell’Umbria è inferiore del 27,3% e il costo del lavoro del 15,9%; il personale assorbe il 77,4% del valore aggiunto contro il 66,9% nazionale.

Nei servizi, esclusi commercio e alloggio-ristorazione, il valore aggiunto per addetto è di 43.175 euro, il 28,3% sotto l’Italia, mentre il costo per addetto è inferiore del 20,1%. In agricoltura la produttività è appena il 6,8% sotto la media nazionale, ma il costo per addetto risulta superiore del 7,2%.

Il confronto geografico aiuta a capire dove l’Umbria perde terreno. Nella manifattura supera nettamente le Marche — 80.717 contro 64.541 euro per addetto — pur restando sotto gli 88.850 euro della Toscana. Nei servizi Umbria e Marche sono invece quasi appaiate, poco sopra i 43 mila euro, mentre la Toscana arriva a 58.630.

Una competitività a più velocità

Nel suo insieme, il sistema delle società di capitali umbre mostra una competitività diseguale. La manifattura conserva una capacità di generare valore relativamente vicina ai benchmark nazionali; commercio e parte dell’agricoltura presentano distanze più contenute; servizi, ospitalità ed edilizia pesano maggiormente sul ritardo. Il costo del lavoro più basso non può essere considerato, da solo, un vantaggio competitivo e non è questa la direzione suggerita dai dati: il nodo è la capacità di aumentare il valore creato per addetto, facendo leva su investimenti, tecnologie, competenze, organizzazione e dimensione d’impresa.

I numeri arrivano dai bilanci depositati nel Registro delle Imprese. Le società di capitali tenute al deposito — fra cui S.p.A., S.r.l., S.a.p.a. e cooperative — trasmettono ogni anno il bilancio al Registro competente per la sede legale. In Umbria queste società sono poco più di un quinto delle imprese, ma concentrano fra il 70% e il 75% del fatturato regionale. A livello nazionale le società di capitali sono circa un terzo delle imprese registrate. Non rappresentano tutto il sistema produttivo, ma ne descrivono una componente decisiva per ricavi, patrimonio e capacità di investimento.

Dal 2025 un primo segnale, ma i dati sono ancora parziali

I bilanci riferiti al 2025 indicano per ora un possibile avvicinamento: il valore aggiunto per addetto umbro sale a 59.518 euro e il divario dall’Italia scende all’8,6%. È un dato da osservare, non ancora un consuntivo. Al momento dell’estrazione risultava disponibile circa il 72% dei bilanci attesi in Umbria e il 77,7% in Italia; percentuali diverse di copertura e la composizione delle imprese che hanno già depositato possono ancora modificare medie e confronti.

Quello sul lavoro è il primo pezzo di una fotografia più ampia. La produttività complessiva non si esaurisce infatti nel valore aggiunto per addetto: occorre guardare anche alla produttività del capitale e alla Produttività totale dei fattori (PTF). Quest’ultima è il cosiddetto “residuo” della contabilità della crescita, cioè la parte della variazione dell’output che non è spiegata dall’aumento degli input di lavoro e capitale. Dentro vi rientrano, fra l’altro, innovazione, qualità dell’organizzazione e del management, capitale umano, tecnologie e capacità di utilizzare meglio le risorse. Nelle prossime settimane l’analisi proseguirà quindi dal lavoro al capitale e poi alla PTF, così da ricomporre gradualmente i diversi fattori che incidono sulla competitività delle imprese umbre.

Il commento del presidente Mencaroni

Commenta Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria: “Questi numeri ci dicono che l’Umbria sta recuperando terreno, ma ci dicono soprattutto dove dobbiamo guardare. La competitività di un territorio non si costruisce facendo costare meno il lavoro: si costruisce mettendo imprese e lavoratori nelle condizioni di creare più valore. La vera questione non è quanto costa un addetto, ma quanto valore il sistema economico gli consente di generare attraverso capitale, tecnologie, competenze, organizzazione e qualità dell’ecosistema in cui l’impresa opera. Se cresce la produttività possono crescere insieme imprese, salari e benessere; se ci si limita a competere sui costi, si rischia invece di restare prigionieri di un’economia a basso valore aggiunto. Per questo digitalizzazione e transizione ecologica, sulle quali la Camera di Commercio dell’Umbria è fortemente impegnata, non sono capitoli separati dalla produttività: ne sono oggi due delle leve principali. La sfida è fare in modo che innovazione e nuove tecnologie non restino patrimonio di poche imprese più strutturate, ma raggiungano anche le piccole e medie aziende che costituiscono l’ossatura dell’economia umbra. È lì, nella diffusione della capacità di innovare, che si gioca una parte importante del recupero del nostro divario”.

Accademia “Vannucci”, i primi laureati diventati diplomati a tutti gli effetti

Le tesi di diploma accademico di primo e secondo livello discusse nella sede dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia hanno segnato una svolta storica: da questa sessione, i titoli conseguiti dalle studentesse e dagli studenti diventano lauree a tutti gli effetti, sia nell’equipollenza sostanziata da anni che nella dicitura ufficiale. Addio, dunque, alla storica asimmetria formale tra università tradizionali e istituzioni dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica (AFAM).

Una trasformazione che attua l’annuncio fatto dal Ministero dell’Università e della Ricerca, e che supera definitivamente un’anomalia tutta italiana. I percorsi formativi dell’Accademia, caratterizzati da elevati standard didattici, ricerca applicata e una proiezione internazionale ormai consolidata, vedono finalmente riconosciuta sul piano formale la loro posizione di eccellenza, allineandosi alle migliori prassi dei Paesi europei e rafforzando la spendibilità del titolo nel mercato del lavoro globale.

Gli studenti che hanno discusso i loro elaborati negli ultimi due giorni non hanno soltanto terminato un percorso di studi, ma hanno inaugurato simbolicamente una nuova stagione per l’istituzione perugina, che vede ribadita la propria parità di dignità e valore accademico con l’intero sistema universitario nazionale.

“È un traguardo storico e di fondamentale equità formale e sostanziale per tutta la nostra comunità accademica – sottolinea la direttrice dell’Accademia, Tiziana D’Acchille -. Da anni la qualità dei nostri percorsi, il rigore della ricerca e la preparazione dei nostri studenti sono equiparati a quelli universitari. Vedere finalmente riconosciuta la dicitura ‘laurea’ per i nostri diplomati rappresenta non solo un atto di chiarezza formale, ma anche una leva straordinaria per la competitività e la mobilità dei nostri giovani artisti e designer in Italia e all’estero”.

Orvietano, tirocini formativi retribuiti per i giovani | Come fare domanda

Pubblicato l’avviso “T.E.C.O. – Tirocini Extra-Curriculari per l’Occupazione”, promosso da ARPAL Umbria e finanziato dal Programma regionale Umbria FSE+ 2021-2027.

L’intervento dispone di una dotazione complessiva di 4 milioni di euro, con una riserva di 1.250.000 euro per le cinque Aree Interne dell’Umbria di cui 250mila euro per i tirocini destinati ai residenti dell’Area Interna Sud Ovest Orvietano. Il territorio comprende i Comuni di Orvieto, Allerona, Alviano, Attigliano, Baschi, Castel Giorgio, Castel Viscardo, Fabro, Ficulle, Giove, Guardea, Lugnano in Teverina, Montecchio, Montegabbione, Monteleone d’Orvieto, Parrano, Penna in Teverina, Porano e San Venanzo.

Chi può fare domanda

L’avviso è rivolto a giovani dai 18 anni compiuti ai 35 anni non ancora compiuti, inoccupati o disoccupati, residenti o domiciliati in Umbria, iscritti ai Centri per l’Impiego regionali e con un Patto di Servizio Personalizzato sottoscritto da non oltre 12 mesi. La quota riservata all’Area Interna è destinata specificamente ai residenti nei 19 Comuni.

I tirocini prevedono un’esperienza formativa presso soggetti ospitanti con sede operativa in Umbria e hanno una durata dai quattro mesi ai mesi in base ai quattro percorsi indicati nell’avviso e secondo il profilo individuato dal Centro per l’Impiego e riportato nel Patto di Servizio. L’impegno settimanale va da 30 a 36 ore.

I percorsi

Questi i percorsi:

  • Percorso 1 – per i soggetti più prossimi al mercato del lavoro, ad alta occupabilità, già in possesso delle competenze richieste (work ready);
  • Percorso 2 – per i soggetti più lontani dal mercato ma in possesso di competenze spendibili, che necessitano di un aggiornamento delle competenze;
  • Percorso 3 – per i soggetti lontani dal mercato e con competenze non adeguate ai fabbisogni richiesti, che necessitano di nuovi percorsi formativi;
  • Percorso 4 – per i soggetti con bisogni complessi, in presenza di ostacoli che vanno oltre la dimensione lavorativa, con attivazione della rete dei servizi territoriali.

Compenso

Ai partecipanti è riconosciuta un’indennità di 600 euro lordi mensili, erogata con cadenza bimestrale posticipata. L’importo è riconosciuto per intero al raggiungimento di almeno il 70% delle presenze mensili. Al di sotto di questa soglia viene riproporzionato. Il percorso è finalizzato a rafforzare le competenze e favorire l’inserimento o il reinserimento lavorativo.

Le domande

Le domande di attivazione devono essere presentate dalle imprese ospitant, anche tramite un delegato, esclusivamente online attraverso la piattaforma Elixforms, con accesso mediante SPID o CIE. L’apertura è fissata alle ore 9 di lunedì 5 ottobre 2026. La procedura è a sportello: le domande saranno esaminate in ordine cronologico e potranno essere trasmesse fino alla chiusura dell’avviso per esaurimento delle risorse disponibili.

I giovani che non hanno un Patto di Servizio valido o lo hanno sottoscritto da oltre 12 mesi devono richiederne la sottoscrizione o l’aggiornamento al Centro per l’Impiego, prenotando un appuntamento tramite l’indirizzo destinatariteco@arpalumbria.it e indicando nome, cognome, codice fiscale, numero di telefono, email, residenza e domicilio.

L’avviso completo e la modulistica sono disponibili nella sezione dedicata agli avvisi pubblici del sito di ARPAL Umbria. Per informazioni e chiarimenti è possibile scrivere a avvisoteco@arpalumbria.it.

Umbria Lavoro Fest, formazione e opportunità concrete di occupazione

Durante la prima giornata di Umbria Lavoro Fest sono state circa 600 le persone che hanno popolato gli spazi del Tulipano, partecipando ai colloqui, visitando i desk delle aziende e della Rete dei servizi per il lavoro, prendendo parte ai panel e alle attività di orientamento. Una presenza composta da giovani, ma anche da lavoratori e persone di ogni età, a conferma di un interesse trasversale per gli strumenti le opportunità messi a disposizione.

Il dato delle presenze si aggiunge ai numeri con cui Umbria Lavoro Fest era arrivata all’appuntamento: oltre 400 persone già prenotate per i colloqui, 1.050 candidature trasmesse alle imprese, 104 profili professionali ricercati e 157 posti disponibili. Numeri che, già prima dell’apertura, avevano evidenziato una domanda significativa di lavoro e di incontro diretto con le aziende. Ma la partecipazione ha prodotto anche un effetto concreto sulla presenza delle imprese. Nel corso del pomeriggio di giovedì, infatti, altre aziende hanno contattato Arpal Umbria manifestando l’interesse a prendere parte alla manifestazione. Già dalla mattinata i nuovi soggetti sono operativi con i propri desk all’interno della fiera, ampliando ulteriormente le possibilità di incontro.

“Il dato che più ci rende soddisfatti – sottolinea l’assessore regionale allo Sviluppo economico e alle Politiche del lavoro Francesco De Rebotti – è vedere che quello che avevamo immaginato sta accadendo concretamente. Al Tulipano si sono incontrate persone in cerca di un’opportunità, imprese alla ricerca di competenze, operatori, istituzioni, agenzie e soggetti della formazione. Non si sono semplicemente incrociati: hanno dialogato, si sono confrontati, hanno costruito relazioni. È questo il senso di una manifestazione come Umbria Lavoro Fest”.

La prima giornata

La prima giornata ha visto alternarsi ai momenti dedicati al recruiting e ai colloqui un ricco programma di panel e workshop. Si è parlato di sviluppo, giovani e mercato del lavoro, di cultura e imprese creative, di inclusione e pari opportunità, di intelligenza artificiale e trasformazioni professionali, fino alle politiche per il mercato del lavoro e al ruolo di Arpal Umbria. I 70 desk delle aziende e dei soggetti della Rete dei servizi per il lavoro hanno rappresentato per tutta la giornata un punto di riferimento per informazioni, orientamento e contatti diretti. “Abbiamo voluto che questa fosse una fiera del lavoro nel senso più ampio del termine – conclude De Rebotti – non soltanto un luogo dove consegnare un curriculum, ma uno spazio nel quale capire come sta cambiando il mercato del lavoro, quali competenze vengono richieste, quali servizi esistono e come persone e imprese possono essere accompagnate. La risposta che abbiamo avuto ci conferma che questa strada va percorsa. Il nostro obiettivo è che nessuno consideri Umbria Lavoro Fest un appuntamento che finisce oggi. Questi due giorni devono lasciare qualcosa: un contatto, un colloquio, un’informazione, una competenza, un’opportunità. Ma soprattutto devono consolidare una rete che continui a lavorare insieme. Se persone, imprese, istituzioni e servizi hanno imparato a conoscersi meglio, a dialogare e a collaborare, allora questa prima edizione ha già raggiunto un risultato importante. Adesso dobbiamo trasformare questa energia in un percorso stabile e continuativo”.

I panel della giornata di venerdì

La seconda giornata è iniziata venerdì mattina con la prosecuzione dei colloqui e delle attività di recruiting. Sono stati nuovamente operativi gli spazi delle imprese, compresi i nuovi desk attivati dopo le richieste arrivate ad Arpal nella giornata di giovedì, insieme agli sportelli della Rete dei servizi per il lavoro, all’orientamento, alla CV Clinic, a Eures e al collocamento mirato. Sono proseguiti gli incontri tra candidati e aziende anche per chi non aveva effettuato la candidatura online. Attive anche l’Agorà Digitale, la Terrazza On Air per interviste e dirette e gli altri spazi di incontro predisposti all’interno del Tulipano.

Il primo panel della giornata di venerdì, “Giovani, formazione e il lavoro di domani: l’Università, gli Ie FP, IFTS, ITS e la scommessa di Pentima”, ha visto al tavolo Fabio Barcaioli, assessore all’Istruzione e alla Formazione, Francesco De Rebotti, assessore allo Sviluppo Economico e alle Politiche del Lavoro, Caterina Capponi, Delegata del Rettore per Orientamento, Tutorato e Relazioni con i Mondi del Lavoro, Giacomo Leonelli, Amministratore Unico di Adisu, Nicola Modugno, Direttore Its Umbria, e Claudia Ciombolini, Direttrice del Sul.

Successivamente, al convegno “La transizione ecologica in Umbria: Economia Green, nuove filiere del lavoro a Terni e le nuove competenze” hanno portato il loro contributo Thomas De Luca, assessore all’Energia e all’Ambiente, e Luca Tramini, Presidente della Commissione Nazionale Politiche del Lavoro, Formazione e Occupazione dell’Anci.

A chiudere la mattinata è stato l’incontro “Radici di Futuro: Agricoltura, Lavoro e Legalità. Sostegni per lo sviluppo rurale e strumenti di lotta al caporalato”. Sono intervenuti Simona Meloni, assessore alle Politiche agricole, Dominga Cotarella, Presidente di Coldiretti Umbria, Matteo Pennacchi, Presidente di Confagricoltura Umbria, e Roberto Di Filippo, Presidente di Cia Umbria.   

Nel pomeriggio l’incontro “Labour Market Intelligence: azione di contrasto al mismatch e Excelsior strumenti per i fabbisogni delle Imprese”, con Francesco Siciliano, Dirigente Arpal Umbria, Fabio Narciso, Responsabile Servizi per il Lavoro e le Imprese – Area sud di Arpal Umbria, Federico Sisti, Direttore della Camera di Commercio dell’Umbria, Leonardo Esposito, Amministratore Unico di Punto Zero scarl, e Mario Margasini, Presidente di Nuove Ri-Generazioni Umbria. Successivamente l’appuntamento “Gol e le nuove sfide per la formazione e le politiche attive del lavoro”, con i relatori Massimo Temussi, Direttore Generale presso il Ministero del Lavoro e Politiche Sociali, Simone Cappelli, Dirigente della Regione Toscana e Coordinatore delle Regioni, Paolo Sereni, Direttore Arpal Umbria, e i Direttori regionali Adriano Bei e Luigi Rossetti. Le conclusioni e i saluti, infine, sono stati affidati all’assessore Francesco De Rebotti e a Tiziana Ciprini, amministratrice unica di Arpal Umbria.

Caso Ryanair sull’aeroporto dell’Umbria, Filt Cgil chiede chiarezza

Le tensioni tra Sase (la società che gestisce l’aeroporto “San Franceschi d’Assisi” e Ryanair preoccupano anche la Filt Cgil Umbria. Che chiede chiarezza sulla gestione e le reali condizioni economiche dello scalo. E “trasparenza a chi ha guidato le istituzioni e la società di gestione negli ultimi anni, e di fare luce a chi la governa oggi”.

Al centro delle preoccupazioni del sindacato c’è la gestione dei bilanci e i presunti errori di calcolo legati ai corrispettivi pattuiti con la compagnia aerea Ryanair per la programmazione dal 2022 al 2025. “Mentre il dibattito si sposta sull’addizionale regionale – afferma in particolare il segretario generale Ciro Zeno –, pretendiamo di capire se esista o meno una seria situazione debitoria e se ci sia stato un errore di calcolo nei corrispettivi da riconoscere a Ryanair. Se così fosse, significherebbe che l’aeroporto di Perugia verserebbe in una fase di profonda criticità economica. Come organizzazione sindacale non accettiamo che vengano omesse informazioni di questa gravità, perché in ballo ci sono posti di lavoro e un servizio fondamentale per l’intera Umbria”.

“Non accettiamo l’ipocrisia di chi, quando governa, nasconde i problemi e poi, quando passa all’opposizione, si mette ad attaccare – sottolinea il segretario regionale della Filt Cgil, Zeno –. A noi questi giochi non interessano. Pretendiamo che ci si metta la faccia e che chi ha sbagliato si assuma le proprie responsabilità. L’ex presidente della Regione Umbria, l’ex assessore regionale ai trasporti e l’intera ex giunta regionale devono dire chiaramente come stavano realmente le cose e come hanno gestito quella circostanza. Se le responsabilità sono loro, devono pagarne le conseguenze sul piano politico e, per quanto ci riguarda, anche sul piano amministrativo e patrimoniale con i propri soldi. Lo chiedemmo già nel la primavera del 2025 nelle stanze prefettizie di Perugia alla presenza dell’ex direttore generale Umberto Solimeno”.

Al contempo, la Filt Cgil si rivolge anche all’amministrazione regionale in carica: “Se gli errori sono stati commessi da chi c’era prima, l’attuale giunta regionale, al governo da un anno, ha il dovere di correre immediatamente ai ripari senza perdere tempo. È indispensabile sanare le criticità per arrivare alla programmazione 2027-2030 con totale stabilità economica e garanzie solide per il futuro dello scalo e dei suoi lavoratori”.

“Umbria Vai”, l’abbonamento agevolato anche per i Regionali Trenitalia

Esteso ai servizi ferroviari del Regionale di Trenitalia l’abbonamento agevolato “Umbria Vai”. La Giunta regionale ha infatti approvato la delibera che consente di applicare l’abbonamento scolastico agevolato da 70 euro anche ai servizi pubblici di trasporto ferroviario di interesse regionale e locale, ampliando così la misura già attivata per il trasporto pubblico su gomma.
L’intervento, finanziato con 500 mila euro del programma regionale Umbria Fondo sociale europeo plus 2021-2027, è rivolto alle studentesse e agli studenti residenti in Umbria iscritti alle scuole secondarie di primo e secondo grado e ai percorsi di istruzione e formazione professionale, in possesso di un Isee ordinario pari o inferiore a 30 mila euro.
L’abbonamento consente viaggi illimitati fino al 30 giugno 2027 sulla tratta compresa tra la residenza dello studente e l’istituto frequentato. La misura riguarda l’intera rete ferroviaria regionale, comprese le linee della ex Ferrovia centrale umbra e i bus sostitutivi gestiti sempre da Trenitalia.
La richiesta dell’abbonamento ferroviario potrà essere presentata dal 2 ottobre al 31 dicembre 2026 presso le biglietterie Trenitalia di Perugia, Terni, Foligno, Assisi e Orvieto. Per accedere alla misura sarà necessario dichiarare il possesso dei requisiti previsti e presentare la documentazione richiesta, compreso l’Isee in corso di validità.

“Chi ha già acquistato l’abbonamento scolastico per il treno – chiarisce l’assessore regionale Fabio Barcaioli – può accedere alla nuova tariffa agevolata di 70 euro. Il modulo prevede infatti la possibilità di annullare il precedente abbonamento e procedere con l’acquisto del nuovo titolo. Le modalità di rimborso del precedente abbonamento saranno applicate secondo quanto previsto dalla procedura di annullamento definita da Trenitalia”.

Confartigianato Imprese Terni, rinnovata la Giunta esecutiva

Dopo la riconferma del Presidente Mauro Franceschini, il Consiglio direttivo di Confartigianato Imprese Terni ha provveduto alla nomina dei nuovi componenti della Giunta esecutiva dell’associazione.

Ad affiancare il presidente Franceschini saranno Alvaro Giovannini vice presidente vicario; Silvia Frittella vice presidente; Fabio Biondini presidente della Federazione Impianti; Marco Bisonni presidente della società di “Sistema” di C.E.D. Confartigianterni Srl; Paolo Giubilei presidente della Società di “Sistema” Confartigianterni Formazione e Ricerca S.c.a.r.l.; Pierangelo Lanini presidente della Federazione Edilizia; Massimo Lipparoni presidente della Federazione Autoriparazione; Daniela Tedeschi presidente della Categoria Commercio e Terziario.

Completano la composizione della Giunta Esecutiva Stefania Stefanangeli presidente del Movimento Donne Impresa; Alessandro Carovano presidente del Movimento Giovani Imprenditori; Luciano Vittori presidente ANAP Associazione Nazionale Anziani e Pensionati.

Il rinnovo degli organi sociali – evidenzia l’associazione in una nota – segna un passaggio importante nella vita associativa e rafforza l’attività di rappresentanza degli artigiani e delle micro, piccola e media impresa del Territorio. La Giunta esecutiva contribuirà a definire le priorità dell’associazione, dando voce alle esigenze delle diverse Categorie produttive dei Territori, sostenendo le imprese nell’affrontare le sfide future.

A supporto dell’attività degli organi associativi opera la struttura tecnica, con Michele Medori nel ruolo di segretario provinciale, coadiuvato da Riccardo Picchioni e Gianmarco Scopertini nei ruoli, rispettivamente, di responsabile Area Servizi Innovativi/Sviluppo Associativo e responsabile Servizi Amministrativi/ Fiscali – Sindacale, nonché da oltre 50 collaboratori nelle diverse Aree Funzionali, Servizi e Territori.

Confartigianato Imprese Terni prosegue così il proprio impegno per la tutela del lavoro artigiano, la valorizzazione delle competenze imprenditoriali e lo sviluppo del Territorio.