Skip to main content

Autore: Redazione

Sport in Umbria, tra socialità, benessere fisico e bonus

A Palazzo Donini, in occasione del punto sugli esiti degli Stati Generali dello Sport, annunciate le nuove misure che la Regione Umbria mette in campo per rafforzare il sistema sportivo regionale.

Stati generali dello sport

Nel corso dell’incontro sono stati illustrati i risultati del percorso partecipativo avviato nel settembre 2025, l’istituzione del gruppo tecnico incaricato di accompagnare la riscrittura della legge regionale sullo sport, il nuovo Bonus Sport destinato alle famiglie umbre, gli interventi sull’impiantistica e le prossime tappe del progetto “Umbria destinazione sport”, che si concluderà entro la fine dell’anno con un appuntamento a Terni.
Alla conferenza stampa sono intervenuti, oltre all’assessora regionale allo Sport Simona Meloni, la direttrice regionale Antonella Tiranti, il presidente della fondazione SportCity Fabio Pagliara, Letizia Ciaccafava di Destination Makers, il vicepresidente del Coni Umbria Andrea Arena, gli assessori allo Sport dei Comuni di Perugia e Terni Pierluigi Vossi e Paolo Tagliavento, e la coordinatrice regionale Umbria di Sport e Salute Giulia Brizi.
L’obiettivo degli Stati Generali – ha dichiarato l’assessora Meloni – era ascoltare il mondo dello sport e trasformare quell’ascolto in scelte concrete. Oggi entriamo nella fase operativa: la nuova legge regionale nascerà da un percorso condiviso e avrà al centro un principio chiaro, ‘Sport e benessere per tutti’. “Lo sport è socialità, prevenzione, benessere psicofisico, accessibilità e inclusione e rappresenta anche un investimento per il sistema sanitario regionale. È con questa visione che stiamo costruendo la nuova legge regionale”.

Bonus per lo sport

“L’attenzione – ha proseguito Meloni – è rivolta a tutte le età. Vogliamo garantire ai bambini e ai ragazzi la possibilità di praticare attività sportiva indipendentemente dalla condizione economica della famiglia e, allo stesso tempo, valorizzare lo sport come strumento di invecchiamento attivo attraverso il rilancio delle palestre della salute. Parallelamente prosegue il lavoro sull’impiantistica: è aperto il bando da 4 milioni di euro e stiamo già programmando, con risorse regionali, un nuovo intervento nel 2027 perché gli impianti hanno bisogno di essere riqualificati e resi sempre più accessibili. Abbiamo inoltre approvato il nuovo Bonus Sport, che sarà gestito con procedure semplificate e che vogliamo rendere strutturale. Il nostro obiettivo è anche qualificare l’Umbria come una vera palestra a cielo aperto, capace di ospitare eventi sportivi e di rafforzare il turismo sportivo, valorizzando le eccellenze del territorio”.
L’assessora ha inoltre annunciato l’avvio di un’indagine regionale dedicata ai giovani, alla pratica sportiva e alla disabilità, che analizzerà le cause dell’abbandono dell’attività sportiva, le barriere economiche e territoriali, l’accessibilità degli impianti e le differenze tra aree urbane e interne: “Vogliamo costruire politiche fondate sui dati e sui bisogni reali delle persone. L’indagine ci consentirà di orientare la nuova legge, i futuri investimenti e gli strumenti regionali a sostegno dello sport, affinché nessuno rimanga escluso. Vogliamo che ogni ragazzo, indipendentemente dal luogo in cui vive o dalla disciplina che sceglie, abbia le stesse opportunità di praticare sport”.
Tra le novità annunciate il nuovo Bonus Sport, approvato dalla Giunta regionale nella seduta di mercoledì e destinato ai ragazzi dai 6 ai 18 anni per favorire l’accesso alla pratica sportiva. La misura dispone di una dotazione di circa 2,5 milioni di euro, sarà gestita attraverso procedure semplificate rispetto al passato e consentirà alle famiglie di ricevere il contributo già all’avvio della stagione sportiva, senza dover anticipare integralmente le spese. L’obiettivo della Regione è trasformare il bonus in uno strumento strutturale di sostegno alla pratica sportiva.

La sfida

La direttrice regionale Antonella Tiranti ha ricordato come gli Stati Generali abbiano rappresentato una delle esperienze partecipative più significative realizzate dalla Regione, richiamata anche a livello nazionale come buona pratica. “Quello avviato nel 2025 non era un punto di arrivo ma l’inizio di un percorso che oggi entra nella sua fase operativa. Il gruppo di lavoro istituito dalla Giunta rappresenta un modello innovativo perché mette insieme competenze tecniche e indirizzo politico fin dall’inizio della costruzione della legge, evitando che il confronto arrivi solo nella fase finale. In parallelo, il lavoro si intreccia con altri progetti regionali dedicati all’accessibilità e all’inclusione, affinché questi principi diventino parte integrante della futura normativa sullo sport”.
Il presidente della fondazione SportCity, Fabio Pagliara, ha evidenziato come il valore degli Stati Generali risieda nell’aver interpretato i profondi cambiamenti del mondo dello sport: “La sfida è costruire una legge contemporanea, capace di leggere una società profondamente cambiata e di confrontarsi con le trasformazioni intervenute negli ultimi anni, a partire dal riconoscimento del valore dell’attività sportiva nell’articolo 33 della Costituzione e dalle riforme che hanno interessato il settore. Oggi parlare di sport significa parlare anche di salute, mobilità, crisi demografica, cambiamenti climatici e qualità delle infrastrutture. Rendere davvero accessibile a tutti la pratica sportiva è la sfida di questa legge, che può fare dell’Umbria un modello di riferimento per le altre Regioni”.
Letizia Ciaccafava, rappresentante di Destination Makers, ha ripercorso il lavoro di coprogettazione che ha accompagnato gli Stati Generali dello Sport: “Abbiamo coinvolto 55 esperti provenienti da tutta Italia, organizzati in tavoli tematici dedicati a vari temi, come salute, turismo, accessibilità, digitale. Da questo confronto sono emerse indicazioni concrete che oggi rappresentano la base per la nuova legge regionale. Lo sport diventa una leva di sviluppo territoriale, capace di rafforzare l’attrattività dell’Umbria e di migliorare la qualità della vita dei residenti e dei visitatori, valorizzando il territorio come un grande laboratorio a cielo aperto”.
Nel corso della conferenza è stato inoltre presentato un video dedicato ai valori dello sport paralimpico, ispirato al progetto realizzato in occasione delle Paralimpiadi dall’artista Lorenzo Mattotti e adattato per essere diffuso nelle scuole umbre come strumento di sensibilizzazione sui temi dell’inclusione e dell’accessibilità.
Gli Stati Generali dello Sport sono promossi dalla Regione Umbria in collaborazione con Enit.

Banca d’Italia, Maria Dolores Di Baia ufficialmente direttrice della filiale di Perugia

Già reggente della filiale di Perugia della Banca d’Italia dal 4 maggio scorso, Maria Dolores Di Baia ne è ora ufficialmente la direttrice.

Di Baia aveva presentato lo scorso 24 giugno il Rapporto 2026 sull’economia dell’Umbria, analizzandone i principali contenuti nella conferenza stampa e successivamente nel momento pubblico con i rappresentanti delle istituzioni, dell’imprenditoria e del lavoro.

Maria Dolores Di Baia ha già maturato un’importante esperienza in Banca d’Italia. Laureata in Economia e commercio, è stata assunta in Banca d’Italia nel 1990 e assegnata al Servizio informazioni del sistema creditizio. Nel 2016 è diventata vice capo della Divisione formazione del servizio risorse umane, nel 2018 capo capo dello stesso settore e nel 2023 vice capo della filiale di Perugia.

(nella foto la recente conferenza stampa di presentazione del Rapporto sull’economia dell’Umbria)

Umbria e Sardegna insieme per sostenere la ricerca scientifica

Collaborazione tra Umbria e Sardegna in nome della ricerca scientifica a sostegno di una candidatura strategica per l’Italia e per l’Europa.

“L’Einstein Telescope rappresenta una straordinaria infrastruttura di ricerca e un investimento sul futuro, sui giovani, sull’innovazione e sulla capacità dei territori di generare sviluppo e occupazione qualificata” ha commentato la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, in Sardegna, in occasione dell’incontro dedicato alla collaborazione tra le due Regioni e al sostegno della candidatura italiana a ospitare l’Einstein Telescope nell’area della miniera dismessa di Sos Enattos, a Lula, in provincia di Nuoro.

La presidente Proietti e la presidente della Regione Autonoma della Sardegna, Alessandra Todde, hanno formalizzato la volontà di rafforzare la cooperazione istituzionale nei settori della ricerca scientifica, dell’innovazione tecnologica, dell’alta formazione e del trasferimento delle conoscenze al sistema produttivo. E lo hanno fatto firmando una lettera d’intenti sancendo la cooperazione tra le due Regioni per promuovere, sostenere e valorizzare la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica, anche attraverso lo sviluppo di specifici progetti e iniziative comuni.

Una collaborazione definita “strategica” per rafforzare l’Italia nella corsa verso l’aggiudicazione del progetto.
L’Einstein Telescope sarà il più avanzato osservatorio europeo di onde gravitazionali di terza generazione. L’infrastruttura, costituita da un grande interferometro sotterraneo, consentirà di studiare con una sensibilità senza precedenti i buchi neri e altri fenomeni dell’universo, producendo importanti ricadute anche nei campi della tecnologia, della geofisica e della sismologia.

Il Laboratorio Caos, realizzato presso l’Università degli Studi di Perugia con il sostegno del progetto ETIC, dell’INFN e dell’Osservatorio gravitazionale europeo, sviluppa tecnologie avanzate per l’isolamento sismico e la riduzione del rumore termico, indispensabili per il funzionamento dell’Einstein Telescope. Le ricerche condotte nel centro umbro potranno inoltre contribuire allo sviluppo di sistemi innovativi per l’allerta precoce dei terremoti.

Questa la nuova Giunta della Camera di commercio dell’Umbria

Il Consiglio della Camera di commercio dell’Umbria ha scelto la nuova Giunta camerale. Voto unanime, come era stato quello che aveva portato alla conferma del presidente Giorgio Mencaroni per il mandato 2026-2031.

Entrano in Giunta Mario Rossi per l’agricoltura, Michele Carloni per l’artigianato, Simone Fittuccia per il commercio, Vincenzo Briziarelli per l’industria, Patrizia Ceprini e Roberto Giannangeli per i servizi alle imprese, Danilo Valenti per la cooperazione. Con loro siede il presidente Mencaroni. La squadra riunisce i quattro comparti che devono obbligatoriamente essere rappresentati (agricoltura, industria, artigianato, commercio), assicura la presenza femminile prevista dallo Statuto e completa l’assetto avviato con l’insediamento del nuovo Consiglio.

I sette componenti della Giunta camerale

Mario Rossi, componente per l’agricoltura, è direttore di Coldiretti Umbria. Nella sua attività segue i temi del reddito agricolo, dell’innovazione e della diversificazione delle aziende. Nel Consiglio camerale rappresenta le piccole imprese del settore primario.

Michele Carloni, componente per l’artigianato, è presidente di Cna Umbria (Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa), riconfermato per il mandato 2025-2029. Guida l’associazione regionale in una fase segnata da transizione digitale, internazionalizzazione e ricambio generazionale.

Simone Fittuccia, componente per il commercio, è imprenditore alberghiero e componente della Giunta esecutiva nazionale di Federalberghi. Porta nell’organo camerale l’esperienza maturata nella rappresentanza delle imprese del turismo, dell’ospitalità e del commercio.

Vincenzo Briziarelli, componente per l’industria, è presidente di Fbm – Fornaci Briziarelli Marsciano, impresa storica del settore dei laterizi. Ha presieduto Confindustria Umbria e ha una lunga esperienza nella rappresentanza associativa e nelle politiche industriali regionali.

Patrizia Ceprini, componente per i servizi alle imprese, è amministratrice delegata di Ceprini Costruzioni, azienda attiva nelle opere civili e infrastrutturali. È componente eletta del Consiglio generale di Confindustria Umbria.

Roberto Giannangeli, componente per i servizi alle imprese, è direttore di Cna Umbria. Era già presente nella Giunta camerale del precedente mandato e ha seguito i dossier riguardanti credito, innovazione, formazione e sviluppo delle micro, piccole e medie imprese.

Danilo Valenti, componente per la cooperazione, è presidente di Legacoop Umbria e fa parte della Presidenza nazionale dell’associazione. Proviene dalla cooperazione di servizi e da una lunga esperienza imprenditoriale maturata alla guida di Cosp Tecno Service.

Le priorità del nuovo mandato

A latere della seduta il presidente Mencaroni ha indicato tre dossier che intende proporre all’esame della nuova Giunta e sui quali avviare un lavoro comune con la Regione Umbria.

Il primo è la rinascita del Centro estero, una struttura che in passato aveva ottenuto risultati importanti prima del progressivo ridimensionamento e della chiusura. L’obiettivo sarebbe tornare ad accompagnare in modo coordinato le imprese sui mercati internazionali, migliorare i servizi destinati a chi già esporta e aumentare il numero delle aziende umbre capaci di vendere fuori dall’Italia.

Non si tratterebbe soltanto di ricostruire un ufficio, ma di rimettere in connessione promozione, conoscenza dei mercati, partecipazione alle fiere e assistenza alle imprese. Per una regione composta in larga misura da aziende piccole e medie, il costo e la complessità dell’internazionalizzazione possono diventare barriere difficili da superare senza una struttura comune.

Il secondo dossier riguarda il costo del denaro. Camera e Regione hanno già collaborato in passato per alleggerire gli interessi sui finanziamenti alle imprese. Mencaroni propone di riprendere quella linea, in una fase nella quale il credito resta decisivo per gli investimenti, la liquidità e la capacità delle aziende di affrontare mercati instabili. Il punto sarà individuare risorse e strumenti capaci di produrre una riduzione effettiva degli interessi pagati dalle imprese.

Il terzo tema porta direttamente alla perdita di giovani qualificati. La proposta, ancora da definire nei meccanismi e nelle risorse, prevede una sperimentazione iniziale rivolta ad alcune centinaia di laureati. Al compenso pagato dalle imprese secondo i contratti vigenti si aggiungerebbe un contributo pubblico, con un duplice scopo: rendere più convenienti le assunzioni ad alta qualificazione e ridurre il divario retributivo che spinge molti giovani verso altre regioni o all’estero.

L’intervento potrebbe favorire anche il rientro di una parte di chi ha già lasciato l’Umbria. La sperimentazione dovrebbe stabilire la durata dell’incentivo, le caratteristiche delle imprese coinvolte, le qualifiche richieste e le condizioni necessarie per trasformare il sostegno pubblico in occupazione stabile, evitando che il contributo si esaurisca in un vantaggio temporaneo.

Giovani Confindustria Centro, la presidenza all’umbro Daniele Tonti

Passaggio di consegne, dall’Abruzzo all’Umbria, alla presidenza dell’Interregionale del Centro dei Giovani Imprenditori di Confindustria, il Comitato che riunisce i Gruppi di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.

Daniele Tonti, presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Umbria, succede a Stefano Perazzelli, presidente del Comitato Regionale Giovani Imprenditori di Confindustria Abruzzo e alla guida, nell’ultimo anno, dell’Interregionale del Centro.

L’elezione è avvenuta nel corso dell’Assemblea annuale del Comitato, che si è svolta a Pescara.

“Siamo felici – le parole di Daniele Tonti – del ritorno della presidenza dell’Interregionale del Centro in Umbria. Ringraziamo l’Abruzzo per l’ottimo lavoro svolto e proseguiremo nel percorso avviato in questi anni, valorizzando quanto è stato costruito e rafforzando la collaborazione tra i nostri territori. Il Comitato Interregionale rappresenta un’importante occasione di confronto tra giovani imprenditori che condividono sfide, opportunità e obiettivi comuni. Vogliamo renderlo sempre più uno spazio di elaborazione di proposte, di scambio di esperienze e di sviluppo di progettualità capaci di generare valore per il sistema produttivo del Centro Italia. Le trasformazioni che stanno interessando il mondo dell’impresa, dall’innovazione tecnologica alla transizione sostenibile, fino alla valorizzazione del capitale umano, richiedono una visione condivisa e una forte capacità di fare rete. Lavoreremo con questo spirito – annuncia in conclusione – coinvolgendo tutti i Gruppi regionali, per rafforzare il ruolo dei Giovani Imprenditori come interlocutori autorevoli e protagonisti dello sviluppo economico e sociale dei nostri territori”.

Cultura e spettacoli, un’economia che in Umbria potrebbe rendere di più

Dopo il rapporto Siae diffuso sabato scorso dalla Camera di Commercio dell’Umbria, che ha confermato il primato nazionale degli spettacoli per abitante e la capillarità dell’offerta in una regione policentrica, “Io sono Cultura 2026” – realizzato da Fondazione Symbola, Unioncamere, Centro Studi Guglielmo Tagliacarne e Deloitte, con altri partner e il patrocinio del Ministero della Cultura – misura ciò che accade dietro i cartelloni: 1,1 miliardi di valore aggiunto, 19.081 occupati, una quota inferiore alle medie italiana e del Centro e, nei comparti più presenti in Umbria, un lavoro spesso segnato da autonomia, part time e contratti a termine.

Sabato scorso la Camera di Commercio dell’Umbria aveva messo in fila i numeri sulla regione della Siae (Società Italiana degli Autori ed Editori): 66.710 spettacoli, 3,57 milioni di presenze e 78,3 appuntamenti ogni mille abitanti, il valore più alto d’Italia. Il dato raccontava una regione policentrica, con teatri, festival, cinema e musica diffusi anche nei borghi e nei centri minori. Una settimana dopo, il Rapporto Io sono Cultura 2026 sposta l’osservazione dietro i cartelloni e dentro la macchina produttiva. Le due rilevazioni, lette insieme, mostrano lo scarto: l’offerta culturale è fitta e capillare, mentre ricchezza e lavoro restano sotto le medie italiana e del Centro.

Nel 2025 il Sistema produttivo culturale e creativo dell’Umbria ha prodotto 1 miliardo e 105 milioni di euro di valore aggiunto e sostenuto 19.081 occupati. La crescita annua si è fermata all’1,4% per la ricchezza e allo 0,9% per l’occupazione, contro il 3,3% e l’1,7% registrati in Italia. Il sistema pesa il 4,4% dell’economia regionale, mentre arriva al 5,7% nel Paese e al 6,8% nel Centro; sul lavoro, l’incidenza umbra è del 4,8%, contro il 5,7% nazionale e il 6,7% dell’area centrale.

Il precedente rapporto della Camera di Commercio aveva già segnalato un’altra distanza: nel 2025 la spesa del pubblico umbro è scesa a 45,17 milioni di euro, il 2,2% in meno, mentre in Italia è aumentata del 7%. La spesa media per presenza si è fermata a 12,66 euro, contro 16,99 euro a livello nazionale. L’Umbria offre più spettacoli in rapporto alla popolazione, ma raccoglie meno ricavi per spettatore. Io sono Cultura aggiunge ora un secondo livello: è più sottile l’apparato che trasforma quella domanda in imprese strutturate, proprietà intellettuale, servizi digitali e occupazione continuativa.

La regione è undicesima in Italia per incidenza del valore aggiunto culturale e creativo e decima per il peso degli occupati. Toscana, Marche e Lazio mantengono quote superiori. Non si misura qui la qualità degli eventi, ma quanta parte di quella vivacità riesca a sedimentarsi in aziende, competenze e prodotti esportabili.

Anche la geografia interna cambia quando si passa dagli eventi alla produzione. Perugia genera 888 milioni di euro e conta 14.963 occupati; Terni contribuisce con 217 milioni e 4.118 addetti. Poco più dell’80% della ricchezza culturale e creativa e oltre il 78% del lavoro si concentrano quindi nella provincia di Perugia. La diffusione degli spettacoli restituisce l’immagine di una regione policentrica; la mappa economica della filiera appare molto più raccolta.

Il Core Cultura, cioè le attività che producono direttamente beni e servizi culturali e creativi, vale in Umbria 644 milioni di euro e 11.579 occupati. Gli altri 461 milioni e 7.502 addetti arrivano dagli Embedded Creatives, i professionisti creativi impiegati fuori dai settori culturali in senso stretto e inseriti nella manifattura, nell’artigianato e nei servizi.

La composizione del Core umbro chiarisce una parte della distanza. Editoria e stampa generano il 26,7% del valore aggiunto, contro il 17,3% italiano. Le arti performative e visive pesano il 12,5%, rispetto al 10,1% nazionale; il patrimonio storico e artistico arriva al 7,2%, sopra il 5,8% del Paese. Sono attività che alimentano identità e partecipazione, ma spesso lavorano per progetti, stagioni o singoli appuntamenti.

Nel segmento che oggi produce più crescita, invece, l’Umbria ha una presenza ridotta. Software e videogiochi rappresentano il 14,4% del valore aggiunto del Core regionale, quasi la metà del 27,8% italiano; nell’occupazione il confronto è 14,6% contro 22,6%. A livello nazionale il comparto genera 18,6 miliardi di euro e oltre 206 mila posti di lavoro. Nel 2025 il suo valore aggiunto è aumentato del 5,8%, mentre architettura e design hanno registrato +5,9%.

Il ritardo digitale riguarda la possibilità di prolungare la vita economica di un festival, digitalizzare un archivio, produrre formati audiovisivi, conoscere meglio i pubblici e vendere servizi fuori regione. Non si tratta di sostituire palcoscenici e musei con la tecnologia, ma di evitare che il valore prodotto attorno a essi si esaurisca alla chiusura del programma.

La filiera conta 3.936 imprese del Core Cultura, pari al 4,3% delle attività umbre, contro il 4,9% nazionale. Accanto alle aziende operano 553 organizzazioni culturali non profit. Il rapporto fra non profit culturale e imprese del settore raggiunge il 14%, fra i valori più alti d’Italia: una rete che spiega la capillarità dell’offerta e, insieme, la fragilità economica di una parte del sistema.

Nel sistema culturale e creativo italiano il lavoro autonomo interessa il 35,4% degli addetti; nel Core Cultura sale al 48,2%, oltre il doppio del 21,5% rilevato nell’intera economia. Il 7,4% degli occupati esprime un giudizio negativo sulla stabilità della propria posizione. Nelle performing arts la quota raggiunge il 10,3% e nel patrimonio storico e artistico l’8,4%: proprio due comparti che in Umbria hanno un peso superiore alla media nazionale.

Tra i dipendenti del Core Cultura l’88,9% ha un contratto a tempo indeterminato, ma nelle performing arts i contratti a termine arrivano al 25,8% e il part time al 31,2%. Nel patrimonio storico e artistico il lavoro a tempo parziale tocca il 31%. Nel 2025, inoltre, il 4,7% di chi lavorava nelle attività creative e di intrattenimento non risultava più occupato rispetto all’anno precedente. Dietro il numero degli addetti restano incarichi brevi, redditi discontinui e carriere che faticano a consolidarsi.

I due rapporti, affiancati, cambiano la lettura del primato umbro. La rete degli spettacoli è un’infrastruttura culturale reale e diffusa; non basta però, da sola, a garantire una filiera della stessa intensità. La questione economica si gioca tra un evento e il successivo: nel numero di imprese che continuano a lavorare, nelle competenze che restano sul territorio, nei ricavi prodotti fuori stagione e nella possibilità di trasformare un mestiere creativo in una professione sostenibile.

Io sono Cultura 2026, alla sedicesima edizione, è realizzato da Fondazione Symbola, Unioncamere, Centro Studi Guglielmo Tagliacarne e Deloitte, con altri partner e il patrocinio del Ministero della Cultura. In Italia il sistema genera 115,8 miliardi di euro, occupa quasi 1,54 milioni di persone e attiva circa 310 miliardi, il 15,4% del Pil (Prodotto interno lordo).

Confartigianato Imprese Umbria, Marcello Serafini nuovo segretario

Marcello Serafini è il nuovo segretario regionale di Confartigianato Imprese Umbria. La nomina, spiega l’associazione di categoria, segna l’avvio di una nuova fase strategica per la tutela e lo sviluppo dell’artigianato e delle piccole e medie imprese della regione e costituisce la prosecuzione di un impegno di rilancio della presenza e dell’operatività della Federazione Regionale Confartigianato dell’Umbria.

Marcello Serafini vanta un curriculum di straordinario spessore nel campo della consulenza direzionale, della gestione d’impresa e delle relazioni associative ed è un riconosciuto esperto in Sistemi di Gestione Qualità, Modelli Organizzativi 231 e compliance aziendale. Ha ricoperto incarichi di primissimo piano nel sistema economico regionale e nazionale, sia nell’ambito delle associazioni di rappresentanza che nel sistema camerale; più di recente, ha guidato in qualità di Amministratore Unico il “3A – Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria”, società in house della Regione Umbria.

Queste le sue prime parole da segretario di Confartigianato Imprese Umbria: “In questo nuovo e stimolante impegno a fianco e al servizio delle piccole e medie imprese dell’Umbria, ritengo sia essenziale moltiplicare gli sforzi per garantire la rappresentanza delle categorie, semplificare i processi e sostenere le imprese umbre nelle transizioni digitale ed ecologica, senza mai perdere di vista il valore insostituibile delle persone nelle organizzazioni d’impresa. Il tutto nel massimo spirito di collaborazione tra le associazioni datoriali, le rappresentanze dei lavoratori e le istituzioni locali”.

Il presidente di Confartigianato Umbria, Mauro Franceschini, ha espresso massima fiducia e soddisfazione per questa nomina: “Siamo felici che Marcello Serafini abbia accettato di guidare la nostra struttura regionale. La sua autorevolezza, unita a una visione moderna dei processi aziendali e a una perfetta conoscenza delle dinamiche associative, rappresenta la miglior garanzia per affrontare con successo le sfide complesse che attendono i nostri artigiani e le nostre micro e piccole imprese di tutte le categorie rappresentate”.

Confartigianato Imprese Umbria federa le Associazioni territoriali di Perugia, Foligno e Terni e dispone di una rete capillare di sedi sul territorio, rappresenta, tutela e promuove migliaia di imprenditori associati, offrendo servizi integrati che vanno dal supporto all’internazionalizzazione, all’innovazione, al credito e agli incentivi, fino all’assistenza fiscale e giuslavoristica.

Conclusa la Mostra Orafa di Spoleto, la soddisfazione di Confartigianato per il successo dell’iniziativa

Gli spettatori del Festival dei Due Mondi e quanti in questi giorni hanno visitato Spoleto hanno potuto ammirare i gioielli della Mostra Orafa di Spoleto, iniziativa promossa all’interno della 69° edizione della kermesse, per valorizzare uno dei mestieri che più rappresentano l’eccellenza del Made in Italy: l’arte orafa.

La mostra ha offerto ai numerosi visitatori l’opportunità di ammirare creazioni uniche, espressione della maestria, della creatività e della capacità innovativa delle imprese artigiane umbre.

Confartigianato Imprese Umbria esprime grande soddisfazione per il successo dell’iniziativa, che ha confermato quanto il comparto dell’oreficeria rappresenti un patrimonio di competenze, tradizione e innovazione da promuovere e sostenere. Eventi come questo costituiscono un’importante occasione per avvicinare il pubblico al lavoro degli artigiani e per valorizzare produzioni che raccontano l’identità e la qualità del nostro territorio.

L’associazione rivolge un sentito ringraziamento ai maestri orafi che hanno partecipato alla mostra, mettendo a disposizione il meglio della loro produzione e contribuendo con professionalità e passione alla riuscita dell’evento: RAI & Gioielli di Raimondo Paradisi (Citta’ di Castello, PG), Chiattelli Luigi Srl (Marsciano, PG), VM Jewelry Design di Valentina Monsignori (Umbertide, PG), Aurum Alta Oreficeria di Cretoni Daniela (Spoleto, PG), Maurizio Tini (Perugia), Patrizio Scopigno (Terni), Arte Orafa di Andrea Jovine (Todi, PG), Orogami di Orciuolo Tiziana (Orvieto, TR), Ca D’Or di Doellert Ines Renate (Perugia), Taumasia di Militoni Monica (Spoleto, PG), Chiappalupi Gioielli Srl (Terni) e Spoleto Gioielli Snc (Spoleto, PG).

Confartigianato Imprese Umbria rivolgere inoltre un particolare ringraziamento alla sarta Luisella Vichi (Le Sartoriali di Vichi, Spoleto, PG) che ha installato un magnifico abito da scena in mikado di seta misto bluette (offerto da Silvana Tessuti, Spoleto, PG) contribuendo a rendere ancora più suggestivo il percorso espositivo, e a Bocci Vivai Srl (Spoleto, PG), che ha curato con eleganza l’allestimento floreale e vegetale della mostra, creando una cornice capace di esaltare le opere esposte.

Un altro vivo ringraziamento va all’artista Mark Kostabi, che grazie alle sue opere ha ulteriormente esaltato la bellezza delle eccellenze artigiane, creando “un vero e proprio percorso di dialogo tra arte pittorica ed unicum artigiano”. E a tutti coloro che si sono adoperati al successo del convegno, organizzato all’interno della Mostra, dal titolo “L’anima del Fare”.

L’associazione ringrazia poi il Comune di Spoleto per aver concesso il patrocinio e sostenuto il pubblico interesse alla manifestazione, riconoscendone il valore culturale, artistico e promozionale. “La collaborazione tra istituzioni e associazioni di rappresentanza – scrive Confartigianato – si conferma fondamentale per sostenere iniziative che promuovono le eccellenze artigiane e rafforzano l’attrattività del territorio”.

Confartigianato Imprese Umbria ringrazia infine tutti coloro che hanno contribuito all’organizzazione della manifestazione e il numeroso pubblico che ha visitato la mostra, dimostrando interesse e apprezzamento per il lavoro degli artigiani.

La Mostra Orafa di Spoleto si conferma così un’importante vetrina per il settore, capace di raccontare il valore dell’artigianato artistico e di promuovere una cultura del “saper fare” che rappresenta uno degli elementi distintivi dell’Umbria e del Made in Italy.
Confartigianato Imprese Umbria continuerà a sostenere iniziative che valorizzano il lavoro delle imprese artigiane, favoriscono il ricambio generazionale e promuovono il patrimonio di competenze che rende unico il comparto dell’artigianato artistico italiano.
Al tempo stesso l’impegno di Confartigianato Imprese Umbria è quella di promuovere, all’interno del Festival Dei Due Mondi che tanto ha dato e continuera’ a dare alla citta’ e ai nostri territori, il comparto dell’artigianato artistico, per operare sinergicamente verso la valorizzazione e la crescita del comparto.

(nella foto il convegno “L’Anima del Fare)

Più donne al lavoro, ma su di loro “pesano” ancora maggiormente casa e famiglia | La ricerca

Donne nel mondo del lavoro, presentato il rapporto Aur sui divari di genere in Umbria. Un rapporto che mostra come nella regione cresca l’occupazione femminile, ma restino differenze nella qualità del lavoro, nelle retribuzioni, nelle possibilità di carriera e nella distribuzione delle responsabilità familiari e di cura.

La ricerca, realizzata nell’ambito della collaborazione tra la consigliera di parità della Regione Umbria e l’Agenzia Umbria Ricerche, dal titolo “Le asimmetrie di genere nella società umbra. Donne e lavoro, un percorso ancora incompiuto”, analizza la condizione delle donne nel mercato del lavoro, nell’imprenditoria, nelle istituzioni e nei ruoli decisionali.

La presentazione è stata svola dalle autrici Enza Galluzzo, Monica Raichini ed Elisabetta Tondini. Sono intervenuti l’assessora regionale con delega alle Pari opportunità, Simona Meloni, la presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Umbria, Sarah Bistocchi, la consigliera di parità Rosita Garzi e l’amministratore unico dell’AUR, Marco Damiani.

I dati

Nel 2025 le occupate umbre sono salite a 172.300, con un incremento di 3.100 unità in un anno. Il tasso di occupazione femminile ha raggiunto il 63 per cento, ma le donne rappresentano ancora il 57,4 per cento delle persone disoccupate. Persistono inoltre differenze rilevanti nei redditi: nel 2024 quello medio annuo da lavoro delle donne umbre è stato pari a 20.721 euro, contro i 27.141 euro degli uomini.

“Le asimmetrie di genere non possono essere affrontate con una sola politica settoriale – ha spiegato Garzi –. Occorre unire pari opportunità, lavoro, natalità, carichi di cura, organizzazione dei tempi, politiche sociali, imprese e sistema formativo”. Garzi ha annunciato che i principali contenuti della ricerca saranno tradotti anche in uno strumento più sintetico e accessibile, da utilizzare nel confronto sul territorio e nelle scuole.

“I dati non devono restare confinati in una pubblicazione scientifica – ha aggiunto. Devono diventare patrimonio delle istituzioni, delle imprese, delle associazioni e delle nuove generazioni, contribuendo a mettere in discussione stereotipi ancora molto radicati”.

“Con questa edizione abbiamo voluto rafforzare la ricerca, coinvolgendo competenze e sensibilità differenti e costruendo una sorta di ‘Asimmetrie 2.0’”, ha spiegato l’amministratore unico dell’AUR, Marco Damiani.

“La cadenza annuale consente di creare una serie storica e di mettere a disposizione delle istituzioni una fotografia aggiornata delle trasformazioni della società umbra – ha concluso Damiani. Studiare la condizione femminile non significa occuparsi soltanto delle donne, ma misurare il grado di apertura, inclusività ed efficienza dell’intera società. Le disuguaglianze economiche generano disuguaglianze nell’accesso alle risorse, ai servizi di welfare, alle opportunità e alle reti sociali. Una società più uguale nei rapporti di genere è una società che registra migliori indicatori di sviluppo e una più elevata qualità della vita per tutte le cittadine e tutti i cittadini”.

Gli interventi delle Istituzioni

“Il rapporto evidenzia i progressi compiuti, ma anche quanto sia ancora lunga la strada verso una parità effettiva – ha dichiarato l’assessora regionale Simona Meloni. Non dovrebbe essere necessaria una legge per assicurare la presenza delle donne nelle istituzioni e nei luoghi decisionali. Il fatto che questi strumenti siano ancora indispensabili dimostra che il cambiamento culturale non è stato completato”.

Meloni ha poi posto l’accento soprattutto sull’autonomia economica delle donne, quale condizione essenziale per la libertà personale e per uscire da situazioni di violenza o dipendenza:

“Il lavoro consente alle donne di costruire il proprio progetto di vita e di scegliere liberamente – ha sottolineato. Una donna senza indipendenza economica incontra maggiori difficoltà nel lasciare una situazione di violenza, trovare una casa e garantire sicurezza a sé stessa e ai propri figli. Per questo le politiche per l’occupazione femminile, il reddito di libertà e il reinserimento lavorativo sono parte integrante del contrasto alla violenza di genere”.

L’assessora ha ricordato anche la forte presenza delle donne umbre nel turismo, nell’artigianato, nell’agricoltura e nei servizi, osservando come la pandemia abbia mostrato la fragilità di alcune conquiste e abbia costretto molte lavoratrici a scegliere tra occupazione e responsabilità familiari.

“Il part-time e il lavoro discontinuo continuano a riguardare soprattutto le donne – ha aggiunto Meloni. Occorre redistribuire i carichi di cura e costruire politiche integrate tra lavoro, welfare, istruzione, famiglia e formazione. I dati del rapporto devono diventare strumenti di conoscenza e di cambiamento per le istituzioni, le imprese e le scuole”.

“Molti diritti sono stati conquistati, ma molta strada resta da percorrere – ha affermato la presidente Bistocchi. Nell’anno in cui ricordiamo gli ottant’anni del voto alle donne, dobbiamo riaffermare il valore dell’articolo 3 della Costituzione, che non sancisce soltanto l’uguaglianza formale, ma impegna le istituzioni a rimuovere gli ostacoli che limitano concretamente la libertà e la partecipazione”.

La presidente Bistocchi ha richiamato il divario retributivo, la concentrazione sulle donne del lavoro di cura e le difficoltà di accesso agli incarichi dirigenziali e manageriali, nonostante i migliori risultati spesso conseguiti dalle ragazze nei percorsi scolastici e universitari.

“La presenza femminile nelle istituzioni umbre è significativa, ma non deve farci pensare che la parità sia stata raggiunta – ha aggiunto. Le donne continuano a essere meno presenti nei livelli apicali e a subire discriminazioni anche nell’accesso al lavoro. La piena uguaglianza è il presupposto di una società più giusta e democratica”.

La presidente ha inoltre ringraziato Rosita Garzi, giunta alla conclusione del mandato, per la serietà e la professionalità con cui ha svolto il ruolo di consigliera di parità.

Fisco locale, i commercialisti di Perugia: “Enti locali aderiscano alla Rottamazione-quinquies”

I commercialisti della provincia di Perugia invitano gli Enti locali ad aderire alla Rottamazione-quinquies, a pochi giorni dalla scadenza del 31 luglio.

Per il presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (Odcec) di Perugia, Enrico Guarducci, non si tratta solo di una scelta tecnica, ma di un atto di responsabilità verso i contribuenti colpiti dalla recessione economica e dalle conseguenze del Covid. Questi strumenti offrono soprattutto soprattutto l’opportunità “per intervenire sugli equilibri dei bilanci dei Comuni sfruttando appieno i nuovi margini di autonomia finanziaria concessi dalla Legge di bilancio 2026”.

“Attraverso, infatti, la Rottamazione-quinquies e soprattutto attraverso la definizione degli accertamenti non ancora trasferiti all’Agenzia della riscossione – spiega Guarducci –, possono essere liberate capacità di spesa dell’ente. I residui attivi sono crediti che l’ente ha accertato ma non ha ancora incassato. Molti di questi crediti, soprattutto quelli affidati alla riscossione coattiva da anni, hanno una bassa probabilità di essere riscossi e richiedono un accantonamento al Fondo crediti di dubbia esigibilità (Fcde) che assorbe risorse che l’ente potrebbe invece destinare diversamente. Se la rottamazione consente ai contribuenti di aderire e pagare anche solo il capitale, con stralcio di sanzioni e interessi con una congrua rateizzazione, aumenta la probabilità di incasso dei crediti, diminuisce il rischio di mancata riscossione e quindi può ridursi il fabbisogno di accantonamento al Fcde grazie al maggiore tasso di riscossione”.

“Non si tratta – prosegue il presidente dei commercialisti perugini – di stralciare quanto dovuto a danno dei contribuenti virtuosi ma solo di azzerare le sanzioni e gli interessi incentivando i contribuenti che hanno avuto difficoltà finanziarie, a tornare a essere virtuosi regolarizzando il proprio debito tributario con pagamenti rateizzati. La morosità incolpevole non va punita ma semmai supportata, quanto ai cattivi pagatori nessuna differenza produrrà l’aderire o no da parte degli enti pubblici a forme di definizione agevolata. Chi non vuole pagare, al di là delle sanzioni, non lo farà comunque”.

“Parallelamente – conclude il presidente – la Legge di bilancio 2026 offre ai Comuni una maggiore autonomia nella riscossione a regime: un’opportunità che va governata subito con regolamenti moderni ed efficienti svincolando quote di avanzi di amministrazione per gli effetti positivi sul Fcde. Abbiamo già assicurato, nel corso dell’incontro con il presidente dell’Anci, la disponibilità dei nostri colleghi, in particolare per quelli che si occupano di revisione degli enti locali, ad affiancare gli enti Locali in questa delicata fase di transizione per garantire la correttezza delle procedure e la sostenibilità dei bilanci pubblici”.