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Autore: Redazione

Confartigianato, oltre le polemiche col Comune, chiede di riprogrammare l’incontro saltato sugli eventi

Dopo il rinvio dell’incontro operativo con l’amministrazione comunale di Terni, per impegni istituzionali improrogabili dell’assessore Stefania Renzi, Confartigianato Imprese Terni ha inviato una lettera a sindaco, assessori e tecnici, chiedendo di riprogrammare la seduta il prima possibile e ricordando le principali questioni che vuole sottoporre all’attenzione degli assessori competenti, relative alla sovrapposizione tra “Notte dello Sport” e “Terni Comics”; alla sinergia tra Centro città e PalaTerni; alla seconda edizione novembre 2025 di Sweet Pampepato; all’organizzazione delle luminarie e delle iniziative per il Natale; alla valorizzazione della città di Terni nell’ambito della missione umbra all’EXPO di Osaka.

Appalti, la conferenza stampa del Comune

Questioni operative, come è nello stile di Confartigianato, che vanno oltre le polemiche di questi giorni sulla vicenda appalti comunali. Tema affrontato dal vice sindaco Corridore e dall’assessore Maggi in una conferenza stampa in cui è stato detto che il Comune di Terni non utilizza il massimo ribasso più di altri Enti del territorio. E comunque, sulle 9 gare assegnate all’offerta economica più vantaggiosa solo in due erano presenti ditte locali e tutte e in entrambe hanno perso.

L’amministrazione comunale di Terni ha invitato Confartigianato “a tornare sulle sue posizioni, azzerare le cose e tornare a dialogare”. Annunciando a settembre un tavolo allargato alla Provincia di Terni e ai Comuni più grandi sul tema degli appalti. Al quale Confartigianato sarà invitata, a malincuore – è stato fatto intendere con parole piuttosto chiare – per “il rispetto di tutto coloro che sono iscritti e rappresentati da Confartigianato”

Le parole del segretario di Confartigianato, Medori

“Apprendo dalla stampa locale – afferma il segretario di Confartigianato Terni, Michele Medori – di un attacco personale da parte del vicesindaco Corridore durante la conferenza stampa di questa mattina. Ricordo che la questione sollevata da Confartigianato riguarda esclusivamente, nel pieno rispetto della lettera e dello spirito delle norme del codice degli appalti e dell’interesse generale, come difendere e sviluppare il lavoro delle imprese locali nelle politiche degli appalti, e soprattutto perché utilizzare per nulla o pochissimo le possibilità che la normativa mette a disposizione in questa direzione. E su questi temi Confartigianato Terni rimane ferma, perché sono i nostri associati che ce lo chiedono. Prendo atto che, ancora una volta, il vicesindaco tenta di spostare il confronto su un piano personale o politico, sui quali Confartigianato non intende scendere. Preferiamo invece confermare la consueta disponibilità al confronto sui temi reali che interessano il nostro territorio e in particolare la città di Terni”.

A dimostrazione di questa impostazione costruttiva e che rifugge dalle polemiche, di fronte alla disdetta da parte dell’Amministrazione comunale dell’incontro operativo da richiesto da Confartigianato e programmato per il 5 agosto su eventi e promozione territoriale, al quale ha accennato lo stesso vicesindaco nella conferenza stampa, Confartigianato informa di aver provveduto senza polemiche, a formalizzare il proprio “consueto contributo di idee e progettualità”, secondo il ruolo che compete all’associazione, “consci come sempre che ciascuno debba svolgere il proprio”.

Orvieto, entrambi bloccati i due progetti di iniziativa comunale finanziati dal Pnrr

Non c’è pace per i due progetti comunali orvietani finanziati attraverso i fondi del Pnrr. Dopo aver rescisso il contratto con l’azienda MaCoRi ed aver avviato un’azione legale da quasi mezzo milione di euro contro questa società che si era aggiudicata l’affidamento per la ricostruzione dell’asilo di Sferracavallo, adesso un altro guaio legale è scoppiato con il raggruppamento temporaneo di imprese che aveva iniziato a realizzare il centro polivalente per le politiche sociali e per la famiglia nei giardini di Orvieto Scalo, già sede delle scuole medie.

Si tratta di un “appalto integrato”, che prevede cioè la progettazione e l’esecuzione dei lavori per un valore complessivo di 5,3 milioni di euro, per i quali sono stati stanziati 2,3 milioni. A giugno scorso, l’assessore ai Lavori pubblici, Piergiorgio Pizzo, aveva dichiarato in Consiglio comunale che “la costruzione sta procedendo in linea con i tempi previsti nel nuovo cronoprogramma che ci ha consegnato la società appaltatrice. Attualmente devono iniziare i lavori per la palificata in cemento armato su cui verrà costruita l’opera, che confidiamo sarà ultimata nei tempi previsti dal Pnrr”.

Con una determina del 28 luglio, il settore Lavori pubblici del Comune ha invece preso atto che i lavori sono fermi ed ha dato mandato all’avvocato perugino Alessandro Bovari di procedere con la risoluzione del contratto, per un impegno di spesa di 4.500 euro, dal momento che il Comune di Orvieto non ha al proprio interno uno studio legale.

La motivazione è legata al “notevole ritardo nell’attuazione dell’opera che, ad oggi, vede realizzata la sola demolizione del fabbricato esistente senza ulteriori attività. E si preso atto della manifesta incapacità del raggruppamento di imprese di concludere i lavori entro i termini contrattuali”. Il raggruppamento di imprese è costituito dalle aziende “Eutecne” di Ponte San Giovanni e dalla “F&m Ingegneria spa” di Mirano, in provincia di Venezia.

Entrambi i cantieri legati ai due progetti Pnrr ottenuti dal Comune sono dunque bloccati e si sta cercando di rimediare a due situazioni che appaiono estremante complicate, perché sulla testa del Comune pende la spada di Damocle della perdita dei finanziamenti.

Il collaudo del centro per la famiglia di Orvieto Scalo deve avvenire entro il 30 giugno del 2026 e se in quella data non sarà pronto, addio ai soldi europei. Per quanto riguarda l’appalto per il lavoro dell’asilo, tra le motivazioni che avevano spinto l’amministrazione comunale a rescindere il contratto con la società MaCoRi e intentargli una causa da quasi mezzo milione di euro, c’è stata anche la “falsità della polizza” prodotta dall’azienda.

Asilo e centro di Orvieto Scalo sono gli unici due progetti presentati dal Comune, ma Orvieto ha dovuto finora rinunciare anche ad un terzo progetto presentato dalla Asl, quello relativo all’ampliamento, all’ammodernamento e allo spostamento al piano inferiore del reparto ospedaliero per il pronto soccorso. A quanto è stato possibile apprendere, la demolizione della rampa di accesso al pronto soccorso avrebbe mandato fuori controllo i costi preventivati dal, momento che si trattava di un impegno di spesa vicino al milione di euro.

La conclusione è che i lavori per il pronto soccorso non sono ancora partiti e non è dato sapere se e quando saranno avviati.

Laurea abilitante professione geometra, iscrizioni aperte fino al 22 agosto

C’è tempo fino al 22 agosto per iscriversi al corso di laurea ‘Tecniche digitali per la gestione sostenibile delle costruzioni, dell’ambiente e del territorio’, che abilita alla professione di geometra laureato. Il percorso di laurea triennale, attivo al Dipartimento di ingegneria civile e ambientale dell’Università degli Studi di Perugia è organizzato in collaborazione con i Collegi dei geometri e geometri laureati delle province di Perugia e Terni. Una volta chiuse le domande di iscrizione, le prove di preselezione al corso si svolgeranno poi il 4 settembre.

Si tratta di un percorso che apre importanti possibilità anche perché al conseguimento della laura, e previa iscrizione al Collegio territoriale di competenza, si è automaticamente abilitati alla professione del geometra. Una figura della quale, come ricorda il presidente del Collegio dei geometri di Perugia Enzo Tonzani “c’è carenza e un estremo bisogno nei nostri territori. La società richiede sempre più tecnici, soprattutto tecnici intermedi. Riscontriamo anche una grossa difficoltà a mandare avanti i cantieri proprio per mancanza di figure adeguate, come quella del geometra. Invito dunque i giovani che devono scegliere il percorso universitario da intraprendere a valutare le tante opportunità professionali e di occupazione che la professione del geometra e questo corso di laurea offrono”. Al percorso di laurea in ‘Tecniche digitali per la gestione sostenibile delle costruzioni, dell’ambiente e del territorio’ possono accedere tutti giovani diplomati, qualunque sia l’indirizzo di provenienza, liceo, istituto tecnico o professionale.

Per avere informazioni e procedere alle iscrizioni è possibile consultare i seguenti link: https://lc.cx/gdbWzghttps://ing1.unipg.it.

Umbria nella ZES, Mencaroni: “Offrirà importanti opportunità di crescita”

Esprime soddisfazione, il presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni, per il provvedimento con cui il Governo ha ampliato alle Marche e all’Umbria la ZRS (Zona Economica Speciale) unica, che offre la possibilità di incentivi, sgravi fiscali e semplificazione burocratica per le imprese.

“Offrirà importanti opportunità di crescita alla regione attraverso una maggiore capacità di attrazione degli investimenti”, spiega Mencaroni. Che rileva come “l’Ente Camerale abbia da sempre sollecitato questo ingresso con convegni, richieste e prese di posizioni pubbliche. Un ruolo importante, quello che svolge il sistema camerale nella ZES, perché il SUAP (Sportello Unico Attività Produttive) della Zona Economica Speciale è gestito da Unioncamere, in sinergia con le Camere dei territori interessati, e impostato per dare concretezza alla sburocratizzazione per aumentare la capacità di attrarre investimenti”.

Aree interne, dalla Regione interventi di 9,3 milioni per il Sud Ovest Orvietano

Aree interne, dalla Giunta regionale il via libera alla strategia “Abitare e crescere: cultura, natura e cura tra generazioni”, per il Sud Ovest Orvietano, con interventi per 9,3 milioni di euro.

Il provvedimento è stato proposto dall’assessore regionale con delega alle Aree interne, Simona Meloni.

Utilizzando le risorse del PR Umbria FESR e FSE+ 2021-2027, la Regione avvia un piano articolato che mette al centro rigenerazione urbana, promozione del patrimonio naturale e culturale, rafforzamento dei servizi socio-sanitari, inclusione lavorativa, istruzione e formazione.

Le azioni

La strategia prevede azioni importanti: quasi 3,5 milioni per la riqualificazione degli spazi pubblici, oltre 1,4 milioni per il patrimonio naturale e l’ecoturismo, interventi su infrastrutture sanitarie, servizi culturali e turistici, ma anche progetti per l’inclusione socio-lavorativa, l’istruzione e l’occupazione giovanile. Significativo anche il finanziamento al progetto “Insieme”, finalizzato all’integrazione socio-sanitaria delle comunità locali.

Meloni: le Aree interne luoghi generativi di futuro

“Questa strategia – afferma l’assessore Simona Meloni – è frutto di un importante lavoro di co-progettazione tra Regione, territori e amministrazioni locali. È la conferma che le Aree Interne non sono periferie, ma luoghi generativi di futuro. Con questi interventi puntiamo a migliorare concretamente la qualità della vita delle persone, rafforzare le opportunità di lavoro e creare nuove occasioni per i giovani, in particolare nelle aree più fragili. L’Umbria – prosegue Meloni – sceglie di investire sulla prossimità, sulla coesione e sull’inclusione. Lo fa in modo concreto, con risorse mirate e una visione chiara: quella di un’Umbria che cresce insieme e non lascia indietro nessuno”.

“Come Regione – conclude Meloni – vogliamo restituire protagonismo alle nostre comunità, sostenendo modelli di sviluppo sostenibili, radicati nei territori e attenti alle persone. Questa strategia è un esempio concreto di buona programmazione, che guarda lontano. Siamo orgogliosi di essere al fianco dei comuni e delle cittadine e cittadini del Sud Ovest Orvietano in questa sfida di rigenerazione e rinascita”.

Appalti: Corridore attacca in Consiglio Confartigianato, che chiede una rettifica: “Parole ingiustificate”

Quantomeno “inopportune”. Ma le parole pronunciate nell’ultima seduta del Consiglio comunale di Terni dal vice sindaco Riccardo Corridore contro Confartigianato, che ha sollevato il tema degli appalti comunali, vanno ben oltre, per tono, contenuto e ruolo di provenienza. Parole che per l’associazione “meritano un chiarimento pubblico”.

Rappresentatività

“Confartigianato – ricorda l’associazione in una nota – rappresenta da decenni, con trasparenza e piena legittimazione democratica, gli interessi degli Artigiani e delle PMI del territorio. La nostra rappresentatività è verificata periodicamente dalla Camera di Commercio e certificata dalla libera scelta di oltre 2500 imprese locali. Metterla in dubbio, come ha fatto il vicesindaco, significa mistificare la realtà e indebolire il tessuto economico e sociale della città. Un danno – sottolinea l’associazione – che colpisce non solo la nostra associazione, ma anche le altre e l’intero sistema delle imprese locali”.

Ruolo delle istituzioni

“Un amministratore pubblico ha il dovere di misurare parole e toni, soprattutto quando parla da un consesso istituzionale. Le affermazioni del vicesindaco Corridore travalicano ogni limite accettabile, utilizzando un ruolo istituzionale per attaccare un interlocutore legittimo” ricorda Confartigianato. Che ribadisce quali sono i fatti su cui l’associazione – e poi anche altre – chiama legittimamente l’Ente al confronto: il frequente ricorso al massimo ribasso da parte del Comune e delle sue partecipate; la mancata applicazione delle premialità alle imprese locali (art. 108 comma 7 del Codice degli Appalti); l’insufficiente dimostrazione, secondo Confartigianato, dell’economicità nelle scelte di internalizzazione dei lavori.

Eppure, Confartigianato sottolinea con rammarico come al confronti si preferisca spostare il confronto “su un piano meramente politico, estraneo al nostro ruolo e al nostro stile. È la prima volta, nella storia istituzionale della città, che assistiamo a un uso tanto disinvolto e propagandistico di una carica pubblica contro un’associazione di categoria”.

“Ancora più grave – aggiunge Confartigianato – è il modo in cui il vicesindaco Corridore descrive il rapporto con le associazioni: non come luogo di dialogo e proposta, ma come strumento di controllo del consenso. Una visione distorta, che dice molto su chi la pronuncia e nulla sulla realtà dei fatti”.

Chiarezza e disponibilità al confronto

Confartigianato prosegue però sulla sua linea, di correttezza e apertura al confronto, nell’interesse delle imprese e, in questo caso, della città. “Nonostante la gravità di quanto accaduto – scrive l’associazione – confermiamo la nostra totale disponibilità al confronto, e riteniamo utile la conferenza stampa annunciata dalla Giunta per rispondere nel merito alle osservazioni che abbiamo avanzato sugli appalti pubblici. La attendiamo con serenità, pronti a rispondere, con lo spirito costruttivo che ci contraddistingue”.

Richiesta di rettifica

Nel frattempo, però, Confartigianato chiede formalmente che il vicesindaco Corridore rettifichi pubblicamente le proprie affermazioni. “Lo deve non solo alla nostra Associazione, ma alla dignità del ruolo istituzionale che ricopre” chiarisce Confartigianato. Che conclude assicurando: “In ogni caso garantiamo che Confartigianato Terni continuerà senza timori e senza silenzi a svolgere il proprio compito, tutelando trasparenza, legalità e concrete pari opportunità negli appalti pubblici, nell’interesse delle imprese, dei cittadini e della buona amministrazione”.

Zes in tutta l’Umbria, Proietti: “Opportunità concreta per impulso alla nostra economia”

La presidente della Regione Stefania Proietti in una nota ha manifestato soddisfazione per l’inserimento dell’Umbria, insieme alle Marche, con il suo intero territorio nelle ZES (Zone economiche speciali) e ringrazia il Governo per questa grande opportunità.

“L’inclusione dell’Umbria tra le Zone Economiche Speciali, che avevamo fortemente chiesto, è una notizia di notevole importanza per il futuro della nostra Regione – afferma la presidente – e questa decisione della premier Giorgia Meloni, che ringrazio, costituisce un’opportunità concreta per dare un forte impulso alla nostra economia e alla nostra crescita. Le agevolazioni fiscali, gli sgravi contributivi e le procedure amministrative semplificate previste per le Zes sicuramente contribuiranno a creare un ambiente più fertile per le imprese che avranno la possibilità di ridurre i costi, di snellire tempi e procedure della burocrazia per concentrarsi sull’innovazione e sullo sviluppo. Siamo certi che tutto questo porterà un deciso rilancio occupazionale in Umbria e noi come Regione siamo pronti a cogliere questa grande opportunità. Tutti questi fattori rappresenteranno un potente attrattore per nuovi investimenti, migliorando la competitività di tutto il nostro sistema regione in un’ottica sempre più interregionale, visto che siamo rientrati nelle Zes insieme alla Regione Marche”.

“Da oggi quindi anche l’Umbria su tutto il territorio regionale potrà godere di strumenti in più – aggiunge la presidente – per favorire lo sviluppo economico, il rilancio occupazionale e la coesione sociale, l’inserimento tra le Zes è il riconoscimento della posizione strategica della nostra terra e si tradurrà in un forte impulso per l’economia e lo sviluppo. Siamo convinti che l’Umbria saprà sfruttare appieno questa opportunità per rafforzare i propri settori produttivi ma anche infrastrutturali, per favorire la creazione di nuove imprese anche innovative, capaci di trattenere e attrarre i giovani talenti, e per creare nuovi posti di lavoro e sostenere una crescita duratura e sostenibile soprattutto a favore dei giovani e dell’innovazione. Come Regione abbiamo lavorato per questo risultato e faremo la nostra parte nell’interesse dell’intera comunità”.

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Patto di Amicizia tra la Porziuncola e Collemaggio

In occasione della Solennità del Perdono d’Assisi nella Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola è stato sottoscritto il Patto di Amicizia tra la Basilica della Porziuncola di Assisi e la Basilica di Santa Maria di Collemaggio dell’Aquila, luoghi simbolo del messaggio cristiano di misericordia.

La firma del Patto è avvenuta al termine della celebrazione eucaristica presieduta da S.E. Mons. Antonio D’Angelo, arcivescovo metropolita dell’Aquila. A sottoscrivere il Patto dentro la Porziuncola, il vescovo di Assisi mons. Domenico Sorrentino, l’arcivescovo Antonio D’Angelo, fr. Francesco Piloni ministro provinciale e fr. Massimo Travascio, custode della Porziuncola.

Questa alleanza sancisce un legame spirituale tra due luoghi che, attraverso la Perdonanza Celestiniana e il Perdono di Assisi, custodiscono da secoli il dono dell’indulgenza, anticipatori dell’Anno Santo del 1300 e oggi più che mai attuali. La firma del Patto rappresenta un segno concreto di un cammino condiviso nel segno del Vangelo, guidato dalle figure luminose di San Francesco d’Assisi e San Celestino V.

Nel corso dell’omelia, mons. Antonio D’Angelo ha sottolineato l’importanza mariana delle due basiliche e il valore del perdono come dono prezioso offerto dalla Madre di Dio all’umanità: “San Francesco e San Celestino V ci invitano, con la loro testimonianza, a guardare al perdono come fiamma che riscalda il cuore e spezza ogni catena di violenza, per costruire una nuova umanità”.

Il ministro provinciale dei Frati Minori di Umbria e Sardegna, fr. Francesco Piloni, ha evidenziato come il Patto non sia un semplice accordo formale, ma un autentico “abbraccio spirituale” che rafforza l’identità e la missione di due santuari che continuano a illuminare il cammino della riconciliazione nel mondo contemporaneo.

Numerose le voci istituzionali che hanno espresso sostegno e apprezzamento per l’iniziativa.

Marco Marsilio, presidente della Regione Abruzzo, ha dichiarato: “È un gesto che unisce due città e due popoli nel segno della Misericordia, della Pace e della Speranza. Ci auguriamo che sia l’inizio di un cammino condiviso di fede, cultura e promozione dei nostri territori”.

Pierluigi Biondi, Sindaco dell’Aquila, ha ribadito come questo gesto rafforzi un vincolo spirituale e culturale profondo, fondato sul messaggio universale del perdono: “Un onore per la nostra comunità camminare accanto a quella di Assisi in un percorso di dialogo, accoglienza e speranza.”

Fr. Massimo Travascio, Custode del Protoconvento della Porziuncola, ha sottolineato il significato giubilare dell’accordo: “Con questa firma celebriamo non solo un legame storico, ma una comune vocazione come templi del perdono. La Porziuncola e Collemaggio sono fari che testimoniano la misericordia di Dio e indicano la via per il Paradiso.”

Anche la Presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha commentato l’evento: “Il Patto è un’intesa che affonda le radici nella storia e prepara il futuro, in vista del dono dell’olio da parte dell’Abruzzo il prossimo 4 ottobre, nel contesto dell’ottavo centenario del Cantico delle Creature.”

Infine, il Sindaco di Assisi, Valter Stoppini, ha ricordato l’impatto culturale e sociale del perdono: “Parlare oggi di perdono e riconciliazione significa costruire azioni concrete di pace e speranza. Accogliamo con gioia questo accordo, rinnovando il nostro impegno per la pace.”

Il 3 e 4 ottobre 2025, sarà l’Abruzzo a offrire l’olio per la lampada votiva che arde sulla tomba di San Francesco, proseguendo un’antica tradizione che unisce spiritualmente le regioni italiane nel nome del Santo di Assisi. Questo gesto sarà il primo frutto concreto del Patto firmato oggi, aprendo ufficialmente il cammino verso le celebrazioni dell’ottavo centenario del transito di San Francesco.

Cresce il turismo in Umbria, ma il peso sull’economia resta inferiore alla media italiana

Il report sintetico Dataview – Il barometro dell’economia territoriale, realizzato da Unioncamere e Centro Studi Tagliacarne con la collaborazione della Camera di Commercio dell’Umbria, confronta l’andamento delle province italiane secondo sei indicatori chiave. In Umbria, Perugia mostra segnali di vitalità ma anche limiti strutturali. Terni arranca, con valori sotto media in quasi tutti i parametri. Male entrambe sul fronte dell’universo AirBnb. Buoni segnali invece dalla destagionalizzazione e dalla crescita delle presenze rispetto al 2019.

Presenze turistiche per kmq di suolo consumato, c’è margine di crescita

Tra i sei parametri considerati, quello delle presenze turistiche per kmq di superficie consumata è uno dei più significativi. Il concetto, definito da ISPRA, indica quanto turismo genera il territorio già urbanizzato, cioè la parte che può effettivamente ospitare strutture ricettive.

In questo indicatore, la provincia di Perugia si posiziona al 41° posto – sulle 107 province italiane – con 16.819 presenze per kmq, un dato che la colloca nella parte medio-alta della classifica nazionale. Terni si ferma a 9.350 presenze per kmq (63° posto), evidenziando un’attrattività inferiore di circa la metà rispetto al capoluogo regionale. Entrambe le province, comunque, sono ben lontane da fenomeni di overtourism, con ampi margini di crescita sostenibile.

Crescita post-Covid: Perugia meglio, ma anche Terni avanza

Il parametro che sorride di più all’Umbria è la variazione percentuale delle presenze turistiche 2019-2024. Perugia segna +15,15%, collocandosi al 23° posto tra le 107 province italiane. Terni registra +11,50%, guadagnando la 33ª posizione.

Un segnale forte: l’Umbria ha recuperato e superato i livelli pre-Covid, mostrando una capacità di adattamento che merita attenzione. Il dato premia gli sforzi fatti per attrarre visitatori anche fuori dai grandi flussi tradizionali e conferma che il turismo locale ha tenuto botta alla crisi sanitaria, rilanciando la propria offerta.

Stagionalità contenuta, equilibrio virtuoso

Buona anche la performance sull’indice di concentrazione mensile delle presenze turistiche, basato sul coefficiente di Gini. Minore è il valore, più il turismo è distribuito lungo l’anno.

Perugia è a 0,259 (37° posto), Terni a 0,253 (35° posto). Meglio della media nazionale, con Terni che supera lievemente Perugia. È l’unico parametro in cui il Ternano si piazza meglio del Perugino, segno che il suo turismo è meno stagionale, e dunque potenzialmente più resiliente.

Universo AirBnb: tasso di occupazione dei posti letto debole

I due parametri relativi all’universo AirBnb evidenziano una debolezza strutturale dell’offerta extra-alberghiera.

Nel 2024, Perugia conta 2,02 alloggi medi annui disponibili per kmq nell’universo AirBnb (50° posto), Terni appena 1,48 (63° posto). Peggio ancora va sul fronte dell’occupazione media annuale degli alloggi: 22,21% per Perugia (65° posto), 20,74% per Terni (77° posto).

Emerge quindi una scarsa capacità di attrarre prenotazioni effettive. Il turismo breve in Umbria, oggi, non è competitivo.

Un peso economico ancora indietro rispetto alle potenzialità

Il sesto parametro misura l’incidenza del valore aggiunto di alloggio e ristorazione sull’economia provinciale. Anche qui, l’Umbria fatica a lasciare il segno.

Perugia si attesta al 3,93% (51° posto), Terni al 3,39% (70° posto). Un dato che sottolinea come il turismo, pur presente, nella regione abbia da guadagnare e possa guadagnare spazio e posizioni nella scala del Pil regionale.

Tante potenzialità, ma competitività da costruire

In sintesi, la provincia di Perugia mostra segnali di vitalità, ma resta lontana dalle aree leader. Terni arranca, con risultati troppo timidi per ambire a un posizionamento competitivo.

L’Umbria ha le carte per crescere: una domanda in aumento, una buona destagionalizzazione, un’offerta ancora espandibile. Ma i nodi restano: pochi alloggi moderni, basso utilizzo delle strutture esistenti, incidenza economica al di sotto di quella della maggioranza delle province italiane.

Serve un cambio di passo. Non basta esserci: bisogna competere. E il turismo, se sostenuto da investimenti, formazione e promozione efficace, può diventare finalmente un motore strutturale dell’economia regionale.

Il commento del presidente Mencaroni

Questo il commento di Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria: “Il turismo è una delle leve più potenti della nostra economia: se consideriamo anche l’indotto – trasporti, cultura, commercio, servizi – il suo peso sul Pil umbro si moltiplica ben oltre quanto indicano i dati sul solo alloggio e ristorazione. Tra il 2019 e il 2024 le presenze turistiche sono cresciute in modo netto, segnando un balzo importante per l’intero sistema regionale. Anche il 2025 sta registrando numeri molto incoraggianti, trainati in parte dal Giubileo. La sfida ora è capitalizzare questa fase, puntando su qualità, accoglienza, infrastrutture e promozione. L’Umbria ha potenzialità straordinarie per affermarsi come destinazione stabile, competitiva e sostenibile nel panorama nazionale e internazionale”.

Posto Teleconduzione, nuovo appello dei sindacati per scongiurare la chiusura

Nuovo appello, da parte dei sindacati, alle istituzioni locali e regionali e alle forze politiche, per scongiurare la chiusura del Posto di Teleconduzione di Terni.

“Rispetto alle logiche prettamente economiche e non più sostenibili di Enel, chiediamo a tutti di far prevalere la sicurezza del territorio ternano, la salvaguardia dell’occupazione sul territorio umbro e che si interrompa drasticamente il continuo depauperamento della nostra regione nei confronti dei servizi essenziali e fondamentali”, scrivono i segretari Fabio Mencarelli e Stefano Ribelli di Filctem Cgil, Ciro Di Noia di Flaei Cisl e Doriana Gramaccioni di Uiltec Uil.

“Rispetto a quanto sta accadendo e alle modalità di gestione delle relazioni sindacali/industriali la strategia che Enel sta mettendo in atto in tutte le società del gruppo – spiegano i segretari Mencarelli, Ribelli, Di Noia e Gramaccioni – ha come unico obiettivo quello di anteporre logiche finanziarie e di risparmio a ogni costo rispetto al servizio primario che dovrebbe fornire. I costi di gestione del personale sono irrisori (circa l’8% del bilancio globale, Enel risulta ad oggi una tra le aziende più efficientate), nonostante le entrate garantite dalle quote che Enel percepisce quale concessionaria di vari servizi come quello della distribuzione elettrica o della gestione degli impianti di generazione, come appunto quelli per la produzione idroelettrica nel caso specifico”.

“L’azienda – dichiarano i segretari di Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil – ha inviato alle organizzazioni sindacali una richiesta di incontro perché ha la ferrea intenzione di proseguire con la chiusura del Pt e quindi di procedere con le valutazioni riguardo i riflessi sul personale interessato. Enel prosegue nel suo intento noncurante della ferma presa di posizione contraria della Regione Umbria, espressa tramite una mozione unanime (ricordando che la Regione è la proprietaria degli impianti), tanto meno delle richieste degli assessori regionali, dei responsabili provinciali, del sindaco di Terni, e soprattutto senza tenere conto del parere, a nostro avviso più importante, della Protezione civile rispetto al rischio idrogeologico e di controllo del territorio. Questo potrebbe rappresentare l’atto finale del depotenziamento degli asset sul territorio regionale già svuotato di tutte le funzioni strategiche”.

L’on. Emma Pavanelli parla di “ennesimo atto di abbandono del territorio umbro da parte di un soggetto che, per missione e struttura, dovrebbe tutelare l’interesse collettivo prima di ogni logica di mero profitto”.

“Colpisce il silenzio del Governo – attacca Pavanelli – che pur detenendo una quota significativa di controllo su Enel attraverso il Ministero dell’Economia e delle Finanze, non esercita alcun indirizzo politico capace di invertire questa rotta miope e dannosa. Un’inerzia colpevole, che equivale a un tacito via libera al depotenziamento di presidi fondamentali per la sicurezza del territorio e per l’occupazione”.

“È inoltre particolarmente significativo, e non può essere ignorato – aggiunge la parlamentare pentastellata – che la stessa Protezione Civile abbia riconosciuto esplicitamente il ruolo determinante svolto dagli operatori del PT di Terni nella gestione delle emergenze ambientali. Solo questi lavoratori, infatti, possiedono la competenza, l’esperienza e la prontezza operativa necessarie per intervenire tempestivamente sugli impianti idroelettrici, contribuendo così alla prevenzione di gravi rischi idrogeologici. La loro funzione di interfaccia tecnica con la Protezione Civile è essenziale per garantire una comunicazione efficace e interventi mirati sul territorio, come dimostrato in occasione dell’emergenza del gennaio 2021, quando – sotto la gestione di Erg – si registrò un grave malfunzionamento proprio per l’assenza di presidio qualificato. Siamo di fronte non solo a un problema occupazionale, ma a un serio pericolo per la sicurezza idraulica dell’Umbria e, più in generale, a un grave segnale di dismissione dello Stato dai propri doveri verso le comunità locali. Presenterò l’ennesima interrogazione parlamentare nei confronti della linea di azione di Eni e chiedo a tutte le forze politiche e istituzionali di uscire dall’ambiguità e prendere posizione, in modo chiaro e netto, contro la desertificazione dei servizi essenziali in Umbria. Alla logica finanziaria esasperata, rispondiamo con la logica del bene comune”.