Skip to main content

Autore: Redazione

Romani nuovo segretario Psi umbro, Maraio: “Rafforziamo l’area riformista del centrosinistra”

Gabrio Romani è il nuovo segretario umbro del Psi. “In Umbria il centrosinistra sta affrontando sfide enormi. I socialisti del Psi intendono dare una mano, intendono aumentarne la lettura riformista dei fatti e costruire soluzioni” commenta Enzo Maraio, segretario nazionale del Psi, a Perugia proprio per il Congresso regionale.

“In Umbria, dopo i disastri del centrodestra – prosegue Maraio – abbiamo guida autorevole del centrosinistra con Stefania Proietti. Siamo al governo di comuni importanti come Perugia ed ultimamente Assisi. La coalizione, per essere sempre più incisiva, per continuare a vincere, dia spazio al confronto e ad ogni sensibilità. Con la riorganizzazione del Psi Umbro, guidato da Silvano Rometti, con il Congresso regionale, intendiamo candidarci alla corporatura ed al rafforzamento dell’area riformista”.

L’Intrepido Larth porta a Sugano una biblioteca pubblica

Una biblioteca di uso pubblico a Sugano. E’ il nuovo progetto avviato da Cammino dell’intrepido Larth ed Intermedia Edizioni.

Il centro sociale di Sugano diventerà una biblioteca a disposizione degli abitanti del borgo e di tutti gli amanti dei libri. La prospettiva è quella di farne un centro di vita culturale in cui si potranno svolgere vari tipi di attività rivolte all’intera comunità.

E’ la prima tappa del “Progetto Sugano” elaborato dal cammino di trekking dell’intrepido Larth e dalla casa editrice Intermedia Edizioni. Venerdì pomeriggio è iniziato il primo allestimento della biblioteca che prende il mare con una dotazione iniziale di 250 libri. La biblioteca ha trovato la propria sede nel centro sociale del borgo. Una biblioteca piccola, ma destinata a crescere grazie al contributo degli abitanti di Sugano e delle tante persone ed associazioni che condividono l’idea di far sorgere un centro culturale dal basso, per iniziativa spontanea di persone che si mettono insieme per condividere un progetto di rinascita e coesione sociale. “Progetto Sugano” si propone infatti di fare del piccolo e caratteristico paese dell’Orvietano un modello di ripresa culturale, sociale, economica, abitativa.

“Questo primo seme di futuro – dicono i promotori Emanuele Rossi, Luca Sbarra e Claudio Lattanzi – lo abbiamo piantato in un terreno fertile perché l’accoglienza degli abitanti di Sugano è stata immediatamente calorosa ed entusiastica. Una idea del genere, del resto, non può svilupparsi se non viene condivisa e fatta propria dalla comunità locale e da tanti altri soggetti che, come noi, vedono in questo bellissimo borgo un prototipo di quelle strategia di crescita armoniosa che deve poi essere applicata su scala più ampia. Da qui il nostro appello a tutti coloro che non hanno la minima intenzione di rassegnarsi al tramonto dei nostri paesi e che hanno energie positive, forza interiore, progetti e sogni da trasformare in realtà grazie alla collaborazione con gli altri. Abbiamo bisogno di tante persone di buona volontà, convinte come lo siamo noi che il declino non sia affatto il futuro della nostra piccola patria per la quale dobbiamo essere capaci di immaginare e costruire una prospettiva di opportunità condivise e crescita”.

La prima persona a rispondere all’appello è stata finora una professionista del settore come Emanuela Luciani, bibliotecaria, componente del Comitato esecutivo regionale dell’Associazione Italiana Biblioteche-sezione Umbria, che lavora in biblioteche comunali e scolastiche del territorio. ” Sono felice di mettere a disposizione le mie competenze per la nascita e lo sviluppo di questa nuova biblioteca. Mi è piaciuto molto che l’idea di costituire un centro di vita culturale sia stato identificato con una biblioteca, intesa come raccolta di libri, attraverso i quali informarsi, intrattenersi e crescere e attorno ai quali incontrarsi, riflettere e condividere. La sistemazione di questi primi 250 libri sarà già pensata in funzione di una crescita esponenziale, grazie al contributo di tutti” dice Emanuela.

Al fianco di Larth ed Intermedia Edizioni c’è anche la consigliera comunale Anna Celentano che ha aderito fin dall’inizio al progetto, mettendosi a disposizione con generosità e convinzione.

Calano le imprese, balzo dei fallimenti e delle crisi aziendali

L’Umbria perde imprese: nel primo trimestre 2025 saldo negativo di 1.079 aziende tra iscrizioni in calo, balzo dei fallimenti e crisi aziendali.

Nel primo trimestre, a fronte di 1.357 nuove iscrizioni sono state 2.436 le cessazioni. Le nuove procedure concorsuali aumentano a 122 (+88,7% su base annua), colpendo tutte le forme giuridiche.

Nonostante il contesto difficile però, le imprese guidate da giovani e donne mostrano segnali positivi, con crescite rispettivamente del 21,8% e del 9,6% rispetto al 2024.

E’ quanto emerge dai dati della Camera di commercio dell’Umbria.

Il tessuto imprenditoriale umbro continua a sfilacciarsi

I numeri del “Cruscotto congiunturale” elaborato dal Centro Studi delle Camere di commercio fotografano una regione in cui, anche nei primi tre mesi del 2025, le imprese che chiudono superano di gran lunga quelle che nascono. Il saldo tra iscrizioni (1.357) e cessazioni (2.436) è negativo per 1.079 unità. Un quadro che evidenzia la fragilità strutturale dell’economia regionale.
Il calo delle cessazioni (-27,5%) rispetto al 2024 potrebbe far pensare a un miglioramento, ma il saldo ampiamente negativo e il contesto generale suggeriscono che potrebbe incidere anche un ritardo fisiologico negli aggiornamenti anagrafici, tipico dei primi trimestri. L’indicatore più rivelatore – quello delle nuove iscrizioni – segna un -1,8%, a fronte di un +2,9% a livello nazionale. Un dato che conferma: in Umbria fare impresa resta più difficile che altrove.

Forme giuridiche, frenano le società di persone ma il saldo negativo colpisce tutti

I numeri evidenziano una dinamica netta nelle scelte degli imprenditori: crescono le iscrizioni di imprese individuali e società di capitali, entrambe a +5,3% sul primo trimestre 2024 (rispettivamente 840 e 395 nuove aperture), mentre crollano le società di persone (-25,4%) e le “altre forme” (-70%). Le cessazioni, seppur in calo generalizzato, restano alte: 1.093 per le ditte individuali, 254 per le società di capitali e 194 per quelle di persone. Il saldo resta dunque negativo in tutte le categorie.

I settori tradizionali arrancano

Nel turismo si registrano 81 nuove iscrizioni a fronte di 91 cessazioni, con un saldo negativo di -10. L’agricoltura va peggio: 130 aperture contro 257 chiusure, pari a -127. Il commercio conta 201 nuove imprese, ma ben 389 cessazioni: il saldo è di -188. Anche le costruzioni segnano un arretramento: 190 iscrizioni, 237 cessazioni, saldo -47.
Solo pochi settori reggono: la manifattura mostra un recupero (+12,3% di iscrizioni), pur con un saldo negativo (-32). I trasporti segnano +50% di aperture (15) ma restano sotto per chiusure (44). L’unico comparto con saldo positivo è quello di assicurazioni e credito: 64 aperture contro 52 cessazioni, saldo +12. Qui si concentrano le poche spinte espansive.

Crescono le imprese… in crisi

Il dato più allarmante riguarda le procedure concorsuali. L’Umbria ha registrato 122 nuove procedure (fallimenti, crisi, concordati), in crescita dell’88,7% rispetto al primo trimestre 2024, un incremento in linea con il dato nazionale (+100%).
Tra i fallimenti, il numero più alto riguarda le società di capitale (27 casi), seguite da società di persone (4), imprese individuali (2) e “altre forme” (2). Le crisi d’impresa – che comprendono ristrutturazioni, piani e concordati – sono state 46 in totale, con 37 casi tra le società di capitale (+42,3%) e un aumento marcato anche per le imprese individuali (+50%).
Non è dunque solo il piccolo a cedere: a soffrire sono aziende di ogni dimensione e forma giuridica, spesso in comparti chiave. Le crisi hanno colpito duramente costruzioni (13 casi), commercio (11), manifattura (10), turismo (11) e trasporti (3). Segno di un indebolimento trasversale, che mette a rischio l’intero sistema produttivo regionale.

Donne e giovani sfidano la congiuntura

Nonostante tutto, alcuni segnali positivi emergono da chi scommette sul futuro. Le imprese guidate da under 35 crescono in Umbria del 21,8% rispetto al 2024, contro un -2% nazionale. Il saldo è positivo. I settori più dinamici: turismo (+61,5%), servizi alle imprese (+37,8%), commercio (+16,9%). Un’espansione che coinvolge soprattutto le imprese individuali e le microrealtà ad alta vocazione innovativa.
Anche l’imprenditoria femminile segna un +9,6% regionale, contro un calo dell’1,3% in Italia. Il saldo è positivo grazie a performance significative in costruzioni (+66,7%), assicurazioni e credito (+35,3%) e servizi alle imprese (+16,7%). Un dato che racconta non solo un recupero, ma una forma di tenuta coraggiosa anche nei settori più esposti alla crisi.
Più fragile la situazione delle imprese straniere, in calo del 5,8% nelle iscrizioni. Le perdite si concentrano nei trasporti (-50%), costruzioni (-7,2%) e commercio (-2,7%). Qui il saldo è negativo, segno che l’imprenditoria migrante è sempre più esposta alle difficoltà economiche e meno tutelata rispetto ad altre componenti del sistema.

Lavoro in crescita, ma solo nelle imprese strutturate

Gli addetti delle imprese umbre aumentano dell’1,4%, leggermente sopra la media nazionale (+0,8%). Ma non tutte le aziende beneficiano di questa crescita. Le microimprese (meno di 9 addetti) perdono terreno (-1,6%), mentre crescono le piccole (+3,9%), le medie (+4,4%) e le grandi imprese (+3,1%).
I settori con performance migliori in termini di occupazione sono turismo (+4,8%), costruzioni (+2,9%) e trasporti (+2,1%). Restano stabili o leggermente in calo commercio, servizi e credito. L’occupazione cresce, ma si concentra dove già esistono strutture consolidate: il rischio di una dualità profonda resta attuale.

Mencaroni: “Serve un piano strategico”

Commenta così i dati Giorgio Mencaroni, presidente Camera di Commercio dell’Umbria: “Il saldo negativo di oltre mille imprese in un solo trimestre conferma che il sistema produttivo umbro è sotto pressione. L’aumento dell’88% delle procedure concorsuali e il calo delle nuove iscrizioni segnalano un clima di incertezza che frena la voglia di fare impresa. In questo scenario, la crescita delle aziende guidate da giovani e donne rappresenta un segnale di fiducia da non disperdere. Ma non basta contare sulla resilienza dei singoli. Serve un piano strategico regionale e nazionale, capace di intervenire con urgenza su credito, innovazione, formazione e semplificazione. Chi ha il coraggio di aprire un’attività oggi in Umbria deve sapere che non è solo. La resilienza non basta più: senza un piano, rischiamo di perdere energie preziose e opportunità decisive”.

Ast, le parti convocate l’11 giugno per la firma dell’Accordo di programma

Verso la (positiva) conclusione la lunga trattativa tra Istituzioni e Gruppo Arvedi per l’Accordo di Programma sull’Ast di Terni.

Convocato infatti per mercoledì 11 giugno (alle 15) al Ministero delle Imprese del Made in Italy la riunione conclusiva per la firma dell’Accordo di Programma relativo al rilancio del sito produttivo del polo ternano.

All’incontro, convocato dal ministro Urso, saranno presenti i rappresentanti del Gruppo Arvedi, il presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, il sindaco di Terni Stefano Bandecchi e i rappresentanti del Mase.

Si tratta di un passaggio cruciale – scrive la Regione in una nota – nel percorso condiviso di riconversione industriale e messa in sicurezza ambientale del polo siderurgico umbro, che segue il completamento dell’analisi del piano industriale da parte delle istituzioni e delle rappresentanze sindacali. L’Accordo di Programma definirà in modo puntuale gli impegni di soggetti pubblici e privati per garantire il rilancio competitivo del sito, attraverso un piano orientato alla sostenibilità, alla tutela ambientale e alla valorizzazione industriale del territorio ternano.

Il Mimit, in collaborazione con il Mase, la Regione Umbria e il Comune di Terni, ha lavorato alla stesura del testo che disciplinerà gli investimenti, le misure ambientali e gli strumenti di sostegno pubblico . L’Accordo di Programma su AST-Terni si inserisce nella più ampia strategia nazionale per rafforzare la competitività della filiera siderurgica italiana, con l’obiettivo di coniugare innovazione tecnologica, transizione ecologica, tutela dell’occupazione e riduzione della dipendenza dall’acciaio importato.

Assisi, proclamati ufficialmente i neoeletti consiglieri comunali

Proclamati ufficialmente i neoeletti consiglieri comunali di Assisi. Nella sala consiliare del Palazzo dei Priori, venerdì mattina hanno ricevuto la notifica formale e incontrato il sindaco Valter Stoppini, che ha accolto tutti i presenti augurando buon lavoro e donando a ciascuno una spilla con lo stemma del Comune.

“Siamo qui – ha sottolineato il primo cittadino – per fare tutti insieme il bene della comunità. Tutti noi siamo un punto di riferimento per i cittadini e dobbiamo dare il buon esempio, lavorando a servizio della città nella massima collaborazione. Se ci saranno divergenze, dovremo sempre trovare un punto d’incontro, perché abbiamo tutti la responsabilità di costruire un futuro migliore per Assisi. Ci aspettano anni importanti, di grandi sfide: vi ringrazio sin da ora per la disponibilità e vi auguro buon lavoro”.

Per impegni precedentemente assunti e inderogabili, la mattina non hanno potuto essere presenti i consiglieri Eolo Cicogna, Paolo Lupattelli e Serena Morosi, che riceveranno la notifica e incontreranno il sindaco nel pomeriggio.

Questi i consiglieri comunali eletti: Paolo Lupattelli, Francesca Corazzi, Donatella Casciarri (Partito Democratico); Cristina Susta, Annalisa Rossi, Andrea Bertolini (Valter Stoppini per Assisi); Veronica Cavallucci, Nico Perini (Assisi Domani); Scilla Cavanna (Assisi Civica); Adil Zaoin (Progressisti per Assisi); Eolo Cicogna (candidato alla carica di sindaco non eletto); Serena Morosi, Daniele Martellini (Fratelli d’Italia); Francesco Fasulo (Forza Italia); Ivano Bocchini (Assisi al centro); Giancarlo Cavallucci (Eolo Cicogna Sindaco).

Mauro Franceschini nominato vice presidente INAPA Nazionale

Il presidente di Confartigianato Imprese Umbria, Mauro Franceschini, è stato nominato vice presidente di INAPA Nazionale. Si tratta del patronato della Confartigianato che tutela e assiste i lavoratori autonomi, i lavoratori dipendenti pubblici e privati ed i cittadini per tutte le questioni attinenti alle prestazioni previdenziali e assistenziali, comprese quelle in materia di immigrazione, e a quelle infortunistiche.

Ne ha dato notizia Confartigianato Imprese Umbria sui propri profili social, commentando: “Un riconoscimento importante che premia la sua competenza, la sua dedizione e il costante impegno a favore delle imprese e dei professionisti. Un incarico di prestigio che porta in alto anche il nome del nostro territorio. A Mauro i migliori auguri di buon lavoro per questa nuova e stimolante sfida!“.

Umbria TPL e Mobilità, ok al bilancio 2024, poi il passaggio tra Balsamo e il nuovo amministratore Giacchetti

Umbria TPL e Mobilità Spa, approvato dai soci il bilancio 2024 dell’Agenzia unica per la mobilità e il trasporto pubblico locale.

L’assemblea si è svolta alla presenza della presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, con la nomina di Emilio Giacchetti nuovo amministratore unico.

La presidente della Regione, Stefania Proietti, insieme all’assessore Francesco De Rebotti e a tutta la Giunta regionale, hanno ringraziato l’avvocato Marina Balsamo e tutto lo staff di Umbria TPL e Mobilità Spa per l’attività svolta, rivolgendo al neo amministratore un augurio di buon lavoro.

Le parole di Marina Balsamo

Questo il messaggio dell’avvocato Marina Balsamo:

Termina oggi l’incarico di Amministratore Unico che mi è stato conferito nel giugno 2023 dall’Assemblea dell’Agenzia per due esercizi finanziari.

Ho accettato l’incarico consapevole della difficile sfida che avrei così raccolto, con puro spirito di servizio e con l’intima convinzione che rimettere stabilmente in equilibrio l’Agenzia non era una pagina del libro dei sogni, una missione quasi impossibile, ma una realtà da poter creare, con l’aiuto e la collaborazione delle Istituzioni che ne costituiscono la compagine sociale e con la disponibilità e le preziose competenze del personale in servizio nell’Agenzia, al quale va anzitutto la mia sincera riconoscenza.

Oggi il ruolo è definito, il percorso è chiaramente tracciato, gli obiettivi futuri potranno essere sicuramente perseguiti e brillantemente conseguiti.

Solo quattro anni fa, nel 2021, il valore della produzione era attestato a 18,9 milioni di euro, oggi ha raggiunto i 140 milioni di euro: una crescita esponenziale, frutto della messa a terra di tutte le funzioni e le attività istituzionali trasferite dalla Regione e dagli Enti locali, sulla base delle disposizioni della normativa regionale vigente.

Il consolidamento e l’affidabilità della Società hanno richiesto prioritariamente un importante adeguamento organizzativo: sono state mantenute sotto controllo le dinamiche di spesa, in particolare la spesa per il personale, che, nonostante l’incremento numerico (3 unità in più rispetto al 2021) è stata ridotta di oltre l’11%, e soprattutto sono state adottate rigorose misure di razionalizzazione e contenimento dei costi della gestione corrente, il che ha consentito di conseguire già nell’anno 2023 un utile pari ad € 228.000 e, nel 2024, ad € 190.000. La gestione attenta e rigorosa ha consentito inoltre il rispetto delle condizioni dettate dall’accordo di risanamento sottoscritto con il ceto bancario, per cui ad oggi si registra una riduzione dell’indebitamento di oltre il 50% rispetto al 2022.

Nel biennio di mia gestione, sono stati effettuati investimenti per oltre 35 milioni di euro finalizzati all’acquisto degli autobus destinati al nuovo servizio di trasporto pubblico locale (complessivamente 99 nuovi mezzi, compresi i 19 elettrici, alcuni dei quali sono già stati messi in esercizio dallo scorso mese di aprile) e per la realizzazione delle necessarie infrastrutture di ricarica.

E’ stata inoltre condotta una complessa attività di riordino e revisione della gestione patrimoniale: sono state analizzate oltre 160 pratiche, recuperando circa 60 mila euro di crediti per canoni non versati.

Con orgoglio e soddisfazione posso quindi consegnare oggi ai Soci e alla collettività regionale un’Agenzia in grado di affrontare le prossime determinanti sfide in modo efficace ed efficiente, potendo ormai camminare solidamente sulle proprie gambe.

Ringrazio sinceramente i Soci che mi hanno dato fiducia e il personale e i collaboratori che in questi due anni mi hanno affiancata con disponibilità e alta professionalità.

Giù la qualità della vita degli anziani ternani, le preoccupazioni e le proposte di Anap

Sono preoccupanti i dati pubblicati da Il Sole 24 ore, elaborati su fonte delle Istituzioni Pubbliche e degli Istituti di Ricerca come Ministero dell’Interno, Ministero della Giustizia, Istat, Inps, Agcom, Siae, Banca d’Italia, Scenari Immobiliari, Crif, Cribis, Prometeia, Iqvia, Istituto Tagliacarne e Infocamere. Per la qualità della vita la provincia di Terni scende alla posizione 101 sulle 107 complessive

Una preoccupazione espressa da Anap, Associazione Nazionale Anziani e Pensionati di Confartigianato Imprese Terni. Che sottolinea come da sempre gli studi e le statistiche di ogni tipo presentino una situazione sociale ed economica decrescente a partire dal Nord fino al profondo Sud, posizionando le province umbre nelle posizioni centrali della classifica. Ma i risultati attuali sulla Qualità della Vita degli Anziani pongono appunto la provincia di Terni alla posizione 101.

“Ancor più ci preoccupa – commentano da Anap Terni – il salto indietro subito dal 2024 al 2025 passando dal 48° al 101°”.

Le maggiori criticità rilevate dai dati di questa ricerca sono in ordine decrescente: Importo medio delle Pensioni di Vecchiaia 107° posto; Utenti dei Servizi Sociali Comunali 105° posto; Infermieri non Pediatrici 101° posto; Spesa Sociale per Anziani 95° posto; Consumo di farmaci per la Depressione 91° posto; Orti Urbani 91° posto; Consumo di farmaci per Malattie Croniche.

Rispetto alla media nazionale, l’importo delle Pensioni di Vecchiaia è meno di un terzo; gli Utenti dei Servizi sociali; meno di un sesto, gli Infermieri non Pediatrici sono quasi uguali alla media nazionale. Il che sta a significare che la maggior parte delle provincie soffre della stessa mancanza di personale infermieristico. La Spesa Sociale per gli Anziani, meno di un quarto; consumo di Farmaci contro la Depressione, maggiore di un quinto; Orti Urbani nessuno; consumo di farmaci per Malattie Croniche, +10%.

“In questa graduatoria – commenta Anap – ci sono indicazioni abbastanza chiare sulle necessità e sugli interventi da mettere in campo per ridurre i gap rispetto alla media nazionale”. A fronte di questa situazione, Anap si rende partecipe a collaborare con le Istituzioni preposte nei limiti delle sue funzioni e disponibilità.

Ma la madre delle criticità – per i pensionati Confartigianato – è la grave mancanza della medicina di territorio la quale, pur interessando tutte le fasce di età, costituisce per gli anziani il più grande problema tra i tanti. “Il continuo aumento dell’età mediana degli Italiani, che ad oggi è di 47 anni – si rileva – rappresenta plasticamente l’aumento degli ultrasessantacinquenni che dall’anzianità passano alla vecchiaia. Questa è la fascia di età nella quale la fragilità aumenta ogni giorno e ogni giorno di più se ne rende necessaria una maggior cura ed un maggior impegno di persone e di mezzi”.

“Questa impellente necessità – scrive l’associazione – si scontra con la triste realtà dell’insufficienza, talvolta della totale mancanza, della Medicina di Territorio; insostituibile agente di garanzia di benessere sociale, fisico e psicologico. Pensiamo all’anziano che per una visita deve recarsi anche a decine di chilometri per farsi visitare, prescrivere cure o magari sentirsi rassicurare da un medico; nemmeno dal suo medico col quale sempre più difficilmente può entrare in contatto”.

“Abbiamo già da tempo intrapreso un’attività di tipo sindacale a tutela della Medicina di Territorio – afferma Luciano Vittori presidente Anap Gruppo Territoriale di Terni – sostenendo il mantenimento della Guardia Medica di Lugnano in Teverina, punto strategico e baricentrico rispetto ai paesi limitrofi.
Questo Servizio fu sospeso sine die senza sapere se e quando fosse stato riaperto con conseguenti enormi disagi per una rilevante popolazione. La mancanza assoluta di medici in Italia ammonta a circa 38000 unità. Tutto questo è dovuto principalmente alla mancanza di medici di medicina generale e d’urgenza, specializzazione purtroppo disertata dai neolaureati che preferiscono scegliere altre specializzazioni; nel momento in cui devono scegliere veramente la loro vita futura e, nella pari serietà con la quale affrontano il Giuramento di Ippocrate, essi pensano umanamente al loro tornaconto economico: alcune specializzazioni li faranno guadagnare di più”.

Per Anap occorre per migliorare questa situazione, incentivare prima di tutto i corsi di specializzazione di Medicina Generale e d’urgenza aumentando le borse di studio che sono inferiori del 30% rispetto alle altre ed incentivare economicamente il reddito annuale di chi dedica la sua professione al mantenimento dell’ insostituibile presidio di sanità pubblica: il medico di famiglia o una moderna forma di tale figura.
Nel caso specifico dell’Umbria, le borse di studio per la specializzazione di medicina generale e d’urgenza sono state coperte solo per il 18% del totale disponibile.

!Rispetto a tale tematica, – continua il cav. Luciano Vittori – abbiamo presentato delle proposte in sede di Consiglio Regionale , attraverso i rappresentanti politici di maggioranza per richiedere un intervento nel senso sopradetto; infatti, la Regione ha istituzionalmente la facoltà di indirizzare con incentivi economici le scelte dei neolaureati verso le figure professionali più necessarie. Anche a livello nazionale – ricorda – la nostra organizzazione ha presentato in sede di Assemblea Programmatica analoghe proposte da presentare alle istituzioni e forze di Governo centrale. La nostra organizzazione Anap, in sinergia con Confartigianato Imprese Terni, intende proseguire il cammino intrapreso per la tutela ed il mantenimento dei livelli di assistenza agli anziani e garantisce la volontà di collaborare con tutte le istituzioni al fine di sostenere tutte le necessità di quella parte della società meno giovane, ha lavorato per tutta la vita ed ha il diritto di vivere serenamente il resto dei suoi anni”.

Vino umbro, risorse per la promozione nei mercati extra Ue

Dalla Regione 1,2 milioni di euro per la promozione nei mercati extra UE del vino umbro. La Giunta regionale ha approvato, su proposta dell’assessore alle Politiche agricole e agroalimentari Simona Meloni, l’avvio delle procedure per la presentazione dei progetti relativi alla campagna 2025/2026 dell’Organizzazione Comune del Mercato vitivinicolo (OCM Vino), intervento “Promozione sui mercati dei Paesi terzi”.

Un’iniziativa strategica per il posizionamento internazionale del vino umbro, che potrà contare su una dotazione finanziaria di 1.250.463 euro, di cui 1.190.463 euro destinati a progetti regionali e 60.000 euro a progetti multiregionali. La misura è volta a sostenere azioni di promozione del vino umbro di qualità certificata nei mercati al di fuori dell’Unione europea, attraverso attività informative, pubblicitarie e partecipazioni a fiere di settore, che raccontino il valore identitario, la cultura produttiva e la sostenibilità del comparto vitivinicolo regionale.

“Questa misura rappresenta una leva importante per le nostre imprese – dichiara l’assessore Simona Meloni –. Promuovere il vino umbro significa raccontare la nostra terra, i suoi paesaggi, la sapienza dei produttori e la qualità delle denominazioni. Con questo intervento diamo un segnale chiaro di supporto all’internazionalizzazione del settore, contribuendo alla crescita economica, alla reputazione e alla valorizzazione dell’Umbria nel mondo”.

Il bando regionale prevede un contributo minimo per progetto di 100.000 euro e l’accesso riservato a soggetti con comprovata capacità produttiva, fissando soglie minime differenziate per singoli operatori e aggregazioni. I progetti potranno avere valenza sia regionale sia multiregionale, e si prevede che le eventuali economie possano essere redistribuite in modo flessibile per ottimizzare tutte le risorse disponibili.

“La promozione nei mercati esteri non è solo una strategia economica – conclude Meloni – ma anche culturale: portare nel mondo il vino dell’Umbria significa raccontare un pezzo autentico del nostro Paese, dove qualità, tradizione e futuro si incontrano in ogni calice”.

Tentato omicidio a San Sisto: due fermati, si cercano altri due tunisini

Provvedimento di fermo nei confronti di quattro cittadini tunisini, senza fissa dimora, gravemente indiziati dei reati di tentato omicidio in concorso e porto ingiustificato di armi od oggetti atti ad offendere. Per gli inquirenti sono loro gli autori della grave aggressione avvenuta la notte dello scorso 12 maggio scorso.

Per cause ancora al vaglio di chi indaga, hanno provocato gravissime ferite ad un tunisino 27enne.

Un’aggressione brutale che aveva destato impressione e riaperto il dibattito politico sulla sicurezza.

L’attività investigativa svolta dai militari della Sezione Operativa dei carabinieri della Compagnia di Perugia, a seguito della segnalazione di alcuni cittadini che hanno assistito ai fatti, ha consentito – anche attraverso la visione dei filmati e l’ascolto di testimoni – di ricostruire la dinamica dell’accaduto e di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico degli indagati. La ricostruzione fattuale ha pertanto permesso all’ufficio di emettere un provvedimento d’urgenza nei confronti di quattro persone, note alle forze di polizia e senza fissa dimora.

L’emissione del fermo di indiziato di delitto si è ritenuta necessaria atteso il pericolo di fuga, essendo gli indagati senza fissa dimora e con precedenti di polizia specifici.

I militari hanno eseguito il fermo nei confronti di due dei quattro soggetti identificati quali autori dell’aggressione, mentre gli altri sono allo stato irreperibili. Per questi ultimi continueranno le ricerche sia in ambito nazionale che internazionale. Entro le quarantotto ore dal fermo gli atti verranno trasmessi al gip per la convalida.