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Autore: Redazione

L’Umbria la regione con più densità di spettacoli: il caso Umbria Jazz e il traino all’economia

L’Umbria è la prima regione in Italia per offerta di spettacoli per abitante, secondo il Rapporto SIAE. Cinema, musica, sport e turismo culturale fanno da traino anche all’economia, oltre che aumentare la qualità della vita.

Incremento del 7,9% di eventi in Umbria, valore secondo solo al Veneto. La regione è prima in Italia per numero di ingressi al cinema per abitante. Boom anche per gli spettacoli sportivi in termini di spettatori (+15%) e di partite organizzate (+20%).

Mencaroni: un potente volano di sviluppo di qualità
Giorgio Mencaroni, presidente Camera di Commercio dell’Umbria: “Le attività culturali, creative e sportive rappresentano un potente volano di sviluppo di qualità per l’Umbria: elevano la vita delle persone, attraggono turismo, generano economia. La Camera di Commercio dell’Umbria è impegnata con forza a sostenere questo settore nella duplice transizione digitale ed ecologica attraverso contributi diretti, investendo nella formazione delle imprese e accompagnandole verso nuovi modelli di progettazione, produzione e comunicazione. La cultura è oggi sempre più integrata con l’innovazione: ciò che fino a ieri era analogico oggi è digitale, e la valorizzazione del patrimonio creativo passa anche per la sostenibilità. Il nostro obiettivo è far crescere un ecosistema in grado di produrre ricchezza e benessere. Lo dimostrano i numeri, ma anche la qualità crescente dell’offerta e dei servizi. I dati degli studi Unioncamere-Isnart, realizzati con Mastercard, evidenziano chiaramente anche l’impatto economico di questo settore nella regione”.

L’Umbria prima in Italia per densità di spettacoli
Il cuore verde d’Italia continua a distinguersi. Secondo il Rapporto SIAE 2025, relativo all’anno 2024, l’Umbria è la prima regione italiana per numero di spettacoli ogni 1.000 abitanti, con 79 spettacoli, seguita da Friuli-Venezia Giulia e Valle d’Aosta (entrambe a 77). Un dato che va ben oltre la media nazionale, ferma a 57, e che consacra la regione come una delle realtà più attive e dinamiche nel panorama culturale italiano. In generale, la macro-area del Centro – dove tutte le regioni si collocano sopra la media – si conferma la più performante in termini di densità dell’offerta. L’Umbria contribuisce a questo risultato con un incremento del 7,9% nell’offerta di eventi rispetto all’anno precedente, secondo solo al Veneto tra le regioni con forte vocazione culturale.

Cinema: primi per biglietti staccati in rapporto alla popolazione
Il settore cinematografico è quello dove l’Umbria ottiene il risultato più clamoroso: prima in Italia per numero di ingressi al cinema per abitante. Oltre 1,3 milioni di presenze nel 2023, pari a circa 1,5 biglietti a testa, un valore che supera quello di tutte le altre regioni, comprese le grandi. La crescita rispetto al 2022 è netta e costante. Questo trend premia la tenuta delle sale umbre, la loro distribuzione sul territorio e le politiche di accessibilità, come gli sconti e le rassegne. A livello nazionale, la media è di 1,25 spettatori per abitante, ma l’Umbria si colloca sopra 1,6, a conferma della propensione degli umbri alla fruizione cinematografica. In Italia il numero complessivo di spettacoli cinematografici è aumentato del 6,4%, mentre gli spettatori sono rimasti stabili (-0,8%).

Concerti, musica e spettacoli: sopra la media nazionale
Anche il settore della musica registra numeri sopra la media. Secondo la SIAE, l’Umbria è tra le regioni con più alta partecipazione pro capite agli spettacoli di musica leggera, grazie alla presenza di eventi di rilievo internazionale e a un circuito diffuso di festival locali. La spesa complessiva del pubblico è in netta crescita, segnale di una domanda stabile e disposta a pagare per qualità. Rispetto all’anno precedente, l’Umbria ha visto un incremento del 13% dell’offerta di concerti, il secondo più alto d’Italia dopo il Lazio (+18%).

Nel teatro e nella musica classica si osserva un rinnovato interesse, sostenuto da cartelloni di valore. Il pubblico umbro non solo partecipa, ma investe nella fruizione culturale. Questo si riflette anche nella spesa media per abitante in spettacoli dal vivo, che colloca l’Umbria tra le prime cinque regioni italiane.

L’Umbria, inoltre, è l’unica regione in Italia dove il jazz supera la musica pop, rock e leggera per partecipazione media. Questo grazie non solo all’iconico Umbria Jazz, ma anche a un sistema diffuso di rassegne. Nel 2024, il 22% dei concerti in Umbria è stato di jazz, e la regione ha registrato il 37% di tutti gli spettatori italiani del settore, con una media record di 470 partecipanti per evento (625 a luglio).

Sport: crescono pubblico e numero di partite
Non solo cultura in senso stretto. Anche lo sport come spettacolo rappresenta un ambito in forte espansione. Il numero di presenze agli eventi sportivi è aumentato del 15% rispetto al 2022, con una distribuzione che coinvolge anche i comuni più piccoli. L’Umbria è tra le prime dieci regioni italiane per partecipazione sportiva pro capite, con picchi registrati nel calcio e nella pallavolo, ma anche in discipline di nicchia sempre più seguite. Da segnalare il boom di partite organizzate: +20% rispetto al 2023, con 915 eventi calcistici ufficiali.

La spesa culturale dei turisti: seconda solo al Lazio
Un altro indicatore chiave arriva dal Rapporto Symbola: in Umbria, la quota di spesa turistica destinata alla cultura è la più alta d’Italia dopo il Lazio, con un’incidenza che va dal 75% all’80%. Si tratta di un dato che conferma l’attrattività del patrimonio immateriale, degli eventi e dei percorsi esperienziali. Il turista che sceglie l’Umbria, lo fa non solo per i paesaggi e l’enogastronomia, ma per un’offerta culturale percepita come autentica e coinvolgente.

Umbria Jazz (attualmente in corso) come caso emblematico
In questo scenario, Umbria Jazz rappresenta un tassello esemplare. L’edizione 2023, secondo l’analisi dell’Isnart e Unioncamere, realizzata in collaborazione con Mastercard e diffusa qualche mese fa dalla Camera di Commercio dell’Umbria, ha portato un +31% di spesa nel territorio perugino rispetto all’anno precedente. Gli scontrini medi rilevati con carte e POS parlano chiaro: 101 euro per turista straniero, 76 per gli italiani, con i visitatori americani in testa per capacità di spesa.

L’impatto si è allargato a tutto il tessuto urbano: +29% per la ristorazione, +36% per l’abbigliamento, +44% per bar e locali notturni. A riprova di quanto un grande evento possa generare ricadute trasversali sul commercio, l’accoglienza e la vivibilità.

Secondo il Rapporto SIAE, solo nel mese di luglio l’Umbria ha concentrato il 16% di tutti i concerti jazz italiani e il 38% del pubblico nazionale di questo genere musicale. Un exploit che ha fatto registrare un +216% di partecipazione rispetto al 2023.

Inoltre, la regione è anche al secondo posto in Italia per densità di eventi nei parchi divertimento e nelle attrazioni viaggianti, in rapporto alla popolazione (0,7 ogni 1.000 abitanti), superata solo da Emilia-Romagna e Piemonte.

Treni e bus, dal 26 luglio Gubbio più vicina al resto dell’Umbria

Gubbio più collegata con il resto dell’Umbria dai mezzi pubblici, con il nuovo servizio integrato treno e bus “Gubbio Link”.

Il progetto punta a rendere Gubbio ancora più accessibile in vista dei grandi eventi religiosi e culturali del 2025 e 2026, con un servizio pensato per i pellegrini, i turisti e i cittadini.

Dal 26 luglio sarà infatti attivato il Gubbio Link e saranno potenziati anche i collegamenti da Città di Castello, Umbertide e Assisi: con oltre 60 corse, questi interventi sono un passo importante verso una mobilità più sostenibile, diffusa e accogliente, capace di valorizzare il nostro patrimonio culturale e spirituale”. Il primo cittadino ha poi rivolto un invito ai tour operator presenti, affinché scelgano di investire su Gubbio valorizzandone la storia, le tradizioni e il ricco calendario di eventi.

I nuovi collegamenti

Il nuovo servizio presentato questa mattina prevede:

· 60 corse Gubbio Link, di cui 34 nei feriali e 26 nei festivi

· Incremento delle corse tra Perugia e Gubbio (Linea E001): 20 corse feriali (12 Gubbio Link), 16 nei festivi (8 dirette)

· Potenziamento della linea Fossato di Vico–Gubbio (Linea E052): 22 corse feriali e 12 festive

· Nuove tratte da Città di Castello e Umbertide: 4 coppie di corse giornaliere

· Collegamento Assisi – Gubbio: 2 coppie di corse quotidiane

I biglietti per la tratta bus che integra il treno avranno un costo di 5,50 euro da Perugia e 3,60 euro da Fossato di Vico e saranno acquistabili direttamente dal sito web di Trenitalia.

Il nuovo servizio è stato presentato da Vittorio Fiorucci, sindaco di Gubbio, Stefania Proietti, presidente della Regione Umbria, Flavio Nogara, presidente Busitalia (Gruppo FS), Serafino Lo Piano, amministratore delegato e direttore generale di Busitalia (Gruppo FS), Amelia Italiano, direttore regionale Umbria di Trenitalia (Gruppo FS) e Francesco Gagliardi, vicesindaco di Gubbio con delega alla Mobilità.

Confindustria Umbria, all’unanimità designato Giammarco Urbani per la presidenza

Giammarco Urbani, dell’azienda Urbani Tartufi e attuale vice presidente di Confindustria Umbria, è stato designato all’unanimità dal Consiglio Generale alla presidenza dell’associazione. Urbani succederà a Vincenzo Briziarelli, giunto al termine del suo mandato.

Il voto è arrivato al termine della consultazione della base associativa condotta dalla Commissione di designazione composta da tre membri sorteggiati tra i past president: Antonio Campanile (Saci), Carlo Colaiacovo (Colacem) e Antonio Alunni (Fucine Umbre).

Durante la riunione del Consiglio generale, i componenti della Commissione hanno evidenziato come il nome di Giammarco Urbani abbia raccolto una convergenza ampia e convinta da parte degli associati, espressione di una unità piena e di un forte sostegno condiviso.

Giammarco Urbani, il re del tartufo

Giammarco Urbani, classe 1975, è amministratore delegato della Urbani Tartufi Srl, Ceo della Urbani Truffles Usa Corp. e presidente della Tartufi Morra Srl di Alba (CN).

Fondata a Scheggino nel 1852, oggi alla sesta generazione, la Urbani Tartufi è leader mondiale nella lavorazione e distribuzione di tartufi e prodotti derivati, con una presenza capillare in Italia e all’estero.

Il percorso associativo di Giammarco Urbani in Confindustria Umbria è cominciato nel 2014 con la presidenza della Sezione Agroalimentare. Nel 2018 entra far parte del Consiglio di Presidenza del Cluster Agrifood Nazionale. Dal 2016 al 2020 ha ricoperto la carica di Presidente della Sezione territoriale di Terni, prima di essere eletto, nel 2021, Vice presidente di Confindustria Umbria durante la presidenza di Briziarelli.

I prossimi passaggi

Nella prossima riunione, in programma a settembre, il presidente designato presenterà e sottoporrà al voto del Consiglio generale il candidato alla vice presidenza e il programma di mandato per il biennio 2025-2027.

Infine, presidente, vice presidente e programma saranno portati all’approvazione dell’Assemblea annuale dei soci di Confindustria Umbria, convocata in due momenti: il 28 ottobre per la parte privata e l’11 novembre per quella pubblica.

Ecco perché la casa in Umbria è ancora un desiderio: le zone più richieste

Prezzi ancora bassi, borghi autentici e mutui più leggeri: così la casa in Umbria si riscopre desiderabile.

Mentre altrove i prezzi volano, qui il mattone tiene i piedi per terra: il valore medio di un’abitazione è di 105.200 euro, il più basso del Centro Italia. A confermarlo sono i dati ufficiali dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, che fotografano un 2024 di stabilità, con segnali di risveglio nelle compravendite (+0,3%) e un lieve rafforzamento dei valori nei capoluoghi.
Secondo Mauro Cavadenti Gasperetti, agente immobiliare accreditato alla Borsa Immobiliare dell’Umbria, “oggi acquistare casa in Umbria è un’opportunità concreta: i prezzi sono contenuti, la qualità abitativa alta e il territorio offre alternative per ogni esigenza, dalla città al borgo”.

Dove comprare conviene
La regione resta saldamente sotto la media dei prezzi delle aree limitrofe: nelle Marche servono 143.400 euro, in Toscana quasi il doppio (197.700 euro) e nel Lazio si arriva a 199.500 euro. In Umbria, invece, si può trovare una casa a meno della metà.
“Siamo in una fase di stabilità virtuosa – spiega Cavadenti – che rende il mercato umbro un’oasi per famiglie e investitori in cerca di valore reale e tranquillità”.
Nel 2024 le compravendite totali sono state 10.024, con un fatturato complessivo di 1 miliardo e 54 milioni di euro. Terni cresce dell’1,6% grazie anche alla vicinanza con il Lazio, mentre Perugia resta stabile (-0,1%) ma continua a rappresentare oltre il 73% dell’intero mercato regionale.

Un mercato che resiste e si evolve
Dopo il brusco calo del 2023 (-12,4%), i numeri del 2024 certificano una ripresa leggera ma significativa. “È la conferma della resilienza del nostro mercato e del lavoro prezioso degli oltre 600 agenti immobiliari umbri, che sono il vero motore delle transazioni – sottolinea Cavadenti – grazie anche a nuove tecnologie e metodologie”.
Nel dettaglio urbano, Terni città segna un +1,3%, mentre Perugia arretra dello 0,9%. Le aree più vivaci in termini di domanda e valore sono il Perugino (Perugia, Corciano, Torgiano), Foligno, Todi, Castiglione del Lago, l’Orvietano e la Valnerina ternana.

Mutui più favorevoli, ma meno usati
Solo il 37,7% delle compravendite umbre è stato sostenuto da mutuo, contro il 41,7% della media nazionale. Ma chi ha scelto il finanziamento ha trovato condizioni migliori:
– Importo medio erogato: 104.700 euro (+3.300 sul 2023)
– Rata mensile media: 531 euro (-3,1%)
– Durata media del mutuo: 24,9 anni
“I tassi sono tornati su livelli gestibili – osserva Cavadenti – e per chi ha una buona posizione reddituale è il momento giusto per comprare. Oggi chi cerca casa guarda con attenzione non solo al prezzo, ma anche alla qualità del mutuo e alla stabilità dell’investimento”.

Le dimensioni che piacciono
Il formato più amato resta quello medio (tra 85 e 115 mq), scelto nel 53% delle transazioni. Ma i gusti cambiano:
– A Perugia si prediligono i tagli medio-piccoli (50-85 mq)
– A Terni va forte la metratura media, con un’impennata delle vendite di:
 • abitazioni fino a 50 mq (+27,4%)
 • case oltre 145 mq (+5,8%)
Un segnale di polarizzazione della domanda, che riflette nuove esigenze abitative: da una parte giovani single o coppie alla prima casa, dall’altra famiglie numerose o professionisti in cerca di spazi ampi per lo smart working.

Quotazioni: stabile ma non immobile
I valori nei capoluoghi hanno registrato nel 2024 una crescita complessiva dello 0,7%, con Terni in forte recupero (+3,2%) e Perugia in lieve calo (-0,6%). Il comune più caro resta quello di Perugia con 1.078 euro al metro quadro, contro gli 831 della media provinciale.
“C’è una rinnovata attenzione verso la qualità degli immobili, l’efficienza energetica e la vivibilità urbana – sottolinea Cavadenti – e questo incide sulla tenuta dei prezzi, soprattutto nei centri ben collegati e con servizi”.

Le aree più vive
Dal punto di vista immobiliare, le aree più “vive” dell’Umbria risultano essere Perugia (e i comuni limitrofi), Foligno, Castiglione del Lago, Todi, l’Orvietano e la Valnerina ternana.

Il ruolo degli agenti
La tenuta del mercato umbro è anche merito della rete di oltre 600 agenti immobiliari attivi sul territorio, che hanno saputo evolvere la propria professione con strumenti digitali e competenze qualificate.
“Oggi chi compra o vende casa ha bisogno di essere accompagnato – afferma Cavadenti – non solo nella trattativa, ma nella comprensione delle normative, delle opportunità fiscali, dell’efficienza energetica. Il mediatore immobiliare è diventato una figura centrale, in grado di offrire serenità e visione”.
Una professionalità che si è affermata come riferimento per famiglie, investitori e nuove generazioni di acquirenti.

Uno sguardo al futuro
L’Umbria si conferma un territorio attrattivo, non solo per i residenti ma anche per chi vuole investire in una seconda casa, magari in un borgo storico o in un’area a vocazione turistica. L’attività edilizia è in ripresa, grazie alla ricostruzione post-sisma e agli investimenti del PNRR.
“Non parliamo di un mercato fermo, ma di un mercato maturo – conclude Cavadenti – capace di offrire stabilità in un periodo di grande incertezza. E questo, oggi, è forse il valore più prezioso”.

Caldo al lavoro, l’Umbria adotta le linee di indirizzo nazionali

Adottate dalla Giunta regionale le linee di indirizzo per la prevenzione e gestione del rischio dei lavoratori esposti a calore e radiazione solare approvate dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome il 19 giugno 2025.     

Le nuove linee di indirizzo sono una sintesi dei vari documenti emanati dalle Regioni e Province Autonome e sostituiscono le “Indicazioni per la prevenzione e protezione dei rischi correlati alle condizioni climatiche di caldo estremo negli ambienti di lavoro” adottate con DGR n. 770/2024.

Il 13 giugno scorso la presidente della Regione Stefania Proietti aveva già emanato un’ordinanza che vieta il lavoro in condizioni di esposizione prolungata al sole durante le ore più calde della giornata.  

Il documento fornisce indicazioni pratiche per riconoscere i sintomi delle malattie da calore, come crampi, squilibri e colpo di calore, e indica come intervenire tempestivamente. Stabilisce l’obbligo per i datori di lavoro di valutare il rischio da calore e radiazione solare, anche mediante l’uso di indici come il WBGT (Welt Bulb Globe Temperature) e strumenti previsionali come il portale Worklimate. Prevede misure organizzative come la modifica degli orari di lavoro, pause in zone confortevoli, fornitura di acqua fresca e sorveglianza sanitaria per i lavoratori più vulnerabili. Include anche indicazioni specifiche per agricoltura, edilizia e logistica e prevede che, in caso di appalto, i documenti di sicurezza aziendali siano aggiornati per includere le misure contro i rischi legati al caldo e al sole. 

“La salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro rappresentano un diritto irrinunciabile e una responsabilità collettiva – dichiara la presidente Proietti -. In un contesto in cui il cambiamento climatico impone nuove sfide, abbiamo il dovere di garantire che nessuno sia esposto a rischi evitabili. Per questo, con senso di responsabilità e visione, la Giunta regionale ha adottato le nuove Linee di indirizzo per la protezione dei lavoratori dal calore e dalla radiazione solare, recependo il documento condiviso dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome lo scorso 19 giugno”.

Le linee di indirizzo approvate sono scaricabili al seguente link: https://www.regioni.it/download/news/661622/

Sciopero nazionale lavoratori Lidl, presidio al supermercato di Castiglione

Non solo i timori per il futuro dei lavoratori di Unicoop Etruria agitano il mondo della grande distribuzione organizzata.

Venerdì 18 luglio giornata di sciopero nazionale dei lavoratori di Lidl Italia. Filcams Cgil Perugia ha indetto per lo stesso giorno, a partire dalle 9 e fino alle 10.30, un presidio davanti al punto vendita Lidl di Castiglione del Lago.

La mobilitazione – spiega il sindacato – vuole denunciare l’insufficienza della proposta aziendale sul rinnovo del Contratto integrativo aziendale e rivendicare salari più equi, migliori condizioni di lavoro e maggiore stabilità contrattuale.

La giornata di sciopero di venerdì 18 luglio ribadisce “la necessità di trovare una soluzione adeguata al negoziato per il contratto integrativo aziendale di Lidl Italia, ormai in corso da più di due anni, al fine di migliorare le proposte dell’impresa, ad oggi non soddisfacenti”. Lo sciopero nazionale interesserà tutti i lavoratori della filiera Lidl (magazzini, rete di vendita e uffici) e si svolgerà sull’intera giornata lavorativa. Permangono, nell’ambito dello stato di agitazione, anche il blocco dei supplementari e degli straordinari.

Timori per Castiglione e presidio Filcams, la Regione convocherà Unicoop Etruria

Hanno manifestato davanti a Palazzo Cesaroni, durante lo svolgimento del Consiglio regionale, i rappresentanti di Filcams Perugia, insieme ad alcuni lavoratori, di fronte ai timori per il futuro dei dipendenti delle sedi di Castiglione del Lago di Unicoop Etruria, nata dalla fusione tra Coop Centro Italia e Unicoop Tirreno. Sino all’incontro con a presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, l’assessore regionale Francesco De Rebotti e i consiglieri regionali che hanno poi partecipato ai lavori dell’Assemblea legislativa.

Un incontro che ha portato ad un primo risultato, nella direzione richiesta dal sindacato: “La Regione Umbria ha preso un impegno importante: convocherà in tempi brevissimi Unicoop Etruria e chiederà all’azienda il piano industriale. Bisognerà, poi, cercare di capire se ci saranno e quali saranno le ricadute occupazionali, sia per quanto riguarda la sede del centro direzionale e il magazzino di Castiglione del Lago, che i punti della rete vendita” ha annunciato da Massimilano Cofani, segretario generale della Filcams Cgil Perugia.

“Abbiamo chiesto – ha proseguito Cofani – di fermare l’esternalizzazione del magazzino e di conoscere il piano di investimento che lo riguarda, se è vero che diventerà un polo strategico per Unicoop Etruria. Abbiamo anche espresso un forte timore sul futuro di alcuni punti della rete vendita. Non sappiamo cosa succederà alla sede di Castiglione del Lago, ma siamo stati chiari anche adesso con la presidente della Regione Umbria: c’è necessità di un centro direzionale, di un presidio a Castiglione del Lago perché altrimenti le 180 persone oggi occupate non potranno essere ricollocate. La seconda questione che abbiamo sollevato è lo stop immediato all’esternalizzazione del magazzino e la terza una maggiore attenzione alla rete vendita perché il timore è che ci siano dei punti vendita che non sono sostenibili in questo momento”.

“Di conseguenza – ha concluso Cofani –, bene l’impegno che si è presa la Regione Umbria, noi vigileremo che gli impegni vengano portati avanti”.

“È un momento importante questo – ha aggiunto Stefano Taini della Rsu della sede di Castiglione del Lago di Unicoop Etruria – che vede la quarta forza economica della regione perdere di fatto la testa in Umbria e andare in un’altra regione, la Toscana, senza alcuna minima garanzia per i lavoratori di questo territorio. Se venissero dichiarati degli esuberi nella sede di Castiglione del Lago, nel comprensorio del Trasimeno si creerebbe un deserto incredibile e non possiamo permetterlo”.

Lingua Blu, la politica umbra cerca di fronteggiare l’epidemia

La politica umbra prova a fronteggiare l’emergenza Blue tongue (Lingua Blu), che sta colpendo allevamenti in varie zone dell’Umbria.

La Giunta regionale dell’Umbria, su proposta dell’assessore all’Agricoltura Simona Meloni, ha approvato la delibera che attiva gli strumenti per riconoscere indennizzi agli allevatori umbri colpiti dall’epidemia, in particolare di ovini, bovini e altri ruminanti.
     L’intervento si basa sulla legge regionale 12/2015 e prevede, nei limiti delle risorse disponibili, l’erogazione di ristori per la mortalità dei capi infetti (fino al 90% del valore di mercato, calcolato su base ISMEA) e per le spese sostenute per lo smaltimento delle carcasse: 250 euro a capo per i bovini; 70 euro a capo per ovicaprini. Gli indennizzi potranno essere erogati a fronte della segnalazione e del riconoscimento ufficiale dei casi di morbilità e mortalità da parte dei servizi veterinari territoriali e del portale SIMAN.   
     “Questa delibera – ha spiegato l’assessore Simona Meloni – è frutto di un lavoro rapido, concreto e condiviso tra gli uffici regionali, i servizi veterinari delle USL Umbria 1 e 2 e le rappresentanze di categoria. Non possiamo lasciare sole le aziende zootecniche umbre di fronte a un’emergenza sanitaria che incide pesantemente sulla loro attività e sul benessere animale. Gli indennizzi rappresentano una prima risposta concreta, alla quale affiancheremo azioni strutturali di prevenzione e contenimento della malattia”.
     Per finanziare il pacchetto di misure sarà utilizzato il Fondo unico regionale per l’agricoltura, già istituito con deliberazione consiliare n. 398/2024 e rimodulato per l’occasione in virtù della sua flessibilità. La gestione tecnica e finanziaria sarà affidata a Gepafin Spa. Oltre al supporto economico, la Regione ha promosso fin da subito: la vaccinazione volontaria dei capi ovini; la valutazione di estensione della vaccinazione ai bovini; l’adozione di misure di contenimento, come l’uso di insetticidi, il confinamento notturno degli animali in ricoveri protetti e la rimozione dei ristagni d’acqua per limitare la diffusione dei vettori.
     “La tutela della salute animale e la salvaguardia delle nostre imprese zootecniche – conclude Meloni – sono una priorità politica e amministrativa. Abbiamo attivato gli strumenti normativi e finanziari disponibili per intervenire subito, dimostrando che la Regione Umbria è presente, operativa e accanto a chi ogni giorno presidia le nostre aree rurali”.
     L’Assessorato continuerà a monitorare l’evoluzione epidemiologica sul territorio e a confrontarsi con le strutture competenti per valutare ulteriori azioni a tutela del comparto.

Intanto il Consiglio regionale, su proposta della prima firmataria Eleonora Pace, ha deciso di rinviare in
Terza commissione per ulteriori approfondimenti, la mozione sulla ‘emergenza febbre catarrale degli ovini in Umbria’ presentata e sottoscritta da tutti i consiglieri dei Gruppi della minoranza.

Pace ha ricordato che i presidenti hanno già accordato la richiesta di un’azione congiunta tra le Commissione Seconda e Terza affinché i consiglieri regionali possano occuparsi “in maniera trasversale di questo tema al centro del dibattito ormai da diverse settimane e che sta preoccupando molti allevatori
umbri”.

Incentivi all’occupazione domande dal 25 agosto: chi può presentarla

Cinque milioni di euro per migliorare l’accesso all’occupazione. A partire dal 25 agosto e fino al 31 dicembre le imprese potranno presentare domanda sulla base della delibera approvata dalla Giunta regionale dell’Umbria su proposta dell’assessore allo sviluppo economico Francesco De Rebotti.

“Con questa misura – ha dichiarato l’assessore Francesco De Rebotti – mettiamo a disposizione strumenti concreti per rafforzare l’occupazione stabile in Umbria, dando priorità a coloro che si trovano in condizione di svantaggio rispetto all’interazione con il mercato del lavoro. Il provvedimento assunto va sicuramente nel senso del sostegno alle imprese, ed è pensato per garantire maggiore equità ed opportunità di inserimento attraverso politiche attive efficaci e integrate. Il tutto interagendo con i territori e con i soggetti che operano quotidianamente per l’inclusione e la crescita sociale ed economica della nostra regione, dimensione, questa della concertazione, per noi imprescindibile”.

L’obiettivo dell’intervento è sostenere la creazione di nuova occupazione stabile attraverso l’incentivazione dell’assunzione da parte delle imprese umbre, in particolare per lavoratori e lavoratrici disoccupati, inoccupati, in condizione di fragilità o esclusione dal mercato del lavoro. La misura rientra nell’azione “Accesso all’occupazione per le persone in cerca di lavoro e inattivi”, che vede cofinanziamenti sia dal Fondo sociale europeo plus (FSE+) sia dal Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC).

Chi può fare domanda

Complessivamente le risorse destinate all’avviso pubblico ammontano a 5 milioni di euro, di cui 1 milione a valere sul PR Umbria FSE+ 2021–2027. Gli incentivi saranno concessi alle imprese che, tra il 1° agosto 2025 e il 31 dicembre 2025, effettueranno assunzioni a tempo indeterminato o che tra il 1° agosto e il 30 settembre effettueranno stabilizzazioni di rapporti di lavoro a termine, con particolare attenzione ai soggetti iscritti al programma GOL, alle persone con disabilità iscritte alle liste della legge 68/1999 e ai giovani laureati con meno di 35 anni.

Lavoratori disabili

Grande attenzione è stata dedicata alla piena partecipazione delle persone con disabilità: il 15% delle risorse FSE+ è infatti destinato a incentivi per le imprese che assumano lavoratori iscritti alle liste della legge 68/1999, così come il 15% delle risorse destinate alla stabilizzazione è riservato all’inserimento lavorativo a tempo indeterminato delle persone con disabilità. In particolare, per ogni assunzione a tempo indeterminato o la stabilizzazione di un soggetto appartenente a questa categoria, è previsto un contributo fino a 15.000 euro per ciascun lavoratore assunto oltre la quota di obbligo. Lo stesso ammontare è previsto per l’assunzione o la stabilizzazione a tempo indeterminato di giovani laureati per attività per il cui svolgimento è necessario il possesso di una laurea. “Una attenzione necessaria per dare un futuro stabile e trattenere i giovani laureati nella nostra regione” ha aggiunto l’assessore De Rebotti.

Disagi treni, dall’Umbria appello per l’Italia Mediana

L’Umbria lancia un appello per i servizi ferroviari nell’Italia Mediana. “Le problematiche che affrontano i passeggeri e i pendolari della nostra Regione sulla Orvieto-Orte-Roma e sulla Falconara-Roma – ha spiegato l’assessore Francesco De Rebotti – interessano allo stesso modo le regioni Umbria, Toscana, Lazio e Marche, i cui cittadini utilizzano le medesime linee ferroviarie. Per questo motivo ho comunicato che non parteciperò più a tavoli di confronto con Trenitalia e Rfi che non prevedano la presenza dei rappresentanti istituzionali delle altre regioni e, soprattutto, auspico la presenza dei vertici del ministero dei Trasporti che è il decisore politico”.

“L’Umbria – ha aggiunto la presidente Stefania Proietti – rappresenta il cuore di questa Italia Mediana che inizierà a battersi in modo determinato per difendere il suo diritto alla mobilità ferroviaria. Tenendo anche conto che possiamo vantare il credito rappresentato dal fatto che in tutte le classifiche nazionali ed europee siamo considerati fanalino di coda nel settore dei trasporti ferroviari e che vogliamo rompere questo isolamento. Specialmente nel corso di quest’anno, per il quale siamo stati riconosciuti dal Commissario straordinario per gli eventi giubilari del 2025 seconda maggiore destinazione dopo Roma, è inconcepibile rischiare di rimanere quasi tagliati fuori da lavori programmati sulle linee che durano da tempo e che per oltre un mese, tra agosto e settembre, creeranno disagi ancora più gravi di quelli attuali”.

“Ci troviamo a gestire – ha spiegato ancora l’assessore De Rebotti – una situazione complessa su due fronti: da un lato, le emergenze operative che prevedono i lavori in corso sulle linee Orte-Roma e Falconara-Roma stanno creando gravi disagi ai cittadini, a tutti i cittadini dell’Italia Mediana; dall’altro, e con ancora maggiore determinazione, stiamo conducendo un’azione politica e istituzionale per contrastare una minaccia strategica che rischia di compromettere in modo permanente il diritto alla mobilità degli umbri e l’efficienza dei collegamenti con il resto del Paese”.

“La delibera dell’Autorità di regolazione dei trasporti numero 178 del 2024, infatti, attualmente prevede di fatto di eliminare la possibilità per i nostri treni regionali di utilizzare la linea Direttissima Firenze-Roma, se entrasse in vigore con il nuovo orario ferroviario di dicembre 2025 l’impossibilità di percorrerla per i treni che viaggiano al di sotto dei 200km orari. Verrebbe imposto un vincolo di velocità inaccessibile per i servizi di pubblica utilità come i nostri treni pendolari. Al danno di non poter più disporre della Direttissima si aggiungerebbe lo spreco di ingenti investimenti pubblici, pari a circa 175 milioni di euro, di cui 50 cofinanziati dalla nostra regione, per l’acquisto di 12 nuovi treni moderni, specificamente attrezzati per viaggiare a 200 km/h sulla Direttissima, e che rischierebbero di entrare in esercizio senza più avere la possibilità di percorrerla, una volta modificata la programmazione”.

Nel concludere la conferenza stampa, l’assessore De Rebotti ha voluto delineare le proposte che porterà al tavolo previsto per domani e al quale parteciperanno i rappresentanti delle altre Regioni, anche se ad oggi non è ancora prevista la partecipazione del ministero, pur ampiamente sollecitata. “Le proposte che intendo avanzare – ha detto – riguardano: la sospensione immediata di ogni prescrizione di limitazione di accesso alla linea direttissima, la gestione dell’emergenza estiva che si è andata delineando con una tutela efficace del diritto dei pendolari alla mobilità, misure di sostegno economico e di compensazione per gli utenti e il ripristino dei servizi di collegamento esistenti”.

Le proposte dell’Umbria

Queste in sintesi le proposte articolate dall’assessore De Rebotti

Azione strategica contro la Delibera ART 178 e le sue anticipazioni

Gestione dell’emergenza estiva a tutela dei pendolari: rivedere la programmazione dei servizi per il mese di agosto, con l’obiettivo di salvaguardare i treni nelle fasce orarie più critiche per i pendolari, garantendo l’instradamento sulla linea veloce dei treni del primo mattino verso Roma e di quelli per il rientro serale, come il treno Intercity 598 serale da Roma, anche a costo di riprogrammare o sopprimere alcune corse in orari a bassa frequentazione. Priorità assoluta a chi si sposta per lavoro e per studio.

Misure di sostegno economico e compensazione per gli utenti: volontà di attivare, con fondi del bilancio regionale, importanti agevolazioni tariffarie e una scontistica significativa sull’acquisto degli abbonamenti per gli utenti interessati. Allo stesso tempo viene sollecitata Trenitalia a valutare forme di compensazione diretta per gli abbonati, come previsto dalla normativa in caso di disservizi prolungati, e la possibilità di utilizzo del medesimo titolo di viaggio per utilizzare treni diversi in caso di disservizi e ritardi.

Difesa e ripristino dei servizi di collegamento esistenti: si chiede che l’agevolazione regionale “Carta Tutto Treno Umbria” venga resa valida anche per il nuovo servizio Frecciargento Ancona-Roma, per non vanificare un’opportunità importante per i cittadini umbri.