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Autore: Redazione

TR Italy, premio di risultato record per i dipendenti

E’ di 1.700 euro l’importo medio del premio di risultato riconosciuto da TR Italy S.p.A., azienda di Fossato di Vico che fa parte del Gruppo Trifast plc, ai propri dipendenti.

Il premio, corrisposto in anticipo rispetto alla busta paga di luglio così da poter essere un aiuto per le spese per le ferie estive, è il più alto di sempre nella storia dell’azienda ed è frutto dell’accordo tra il management di TR Italy, assistito da Confindustria Umbria, le organizzazioni sindacali Fim Cisl e Fiom Cgil Umbria e la RSU dello stabilimento di Fossato di Vico.

Entrata a far parte del Gruppo multinazionale britannico nel 2014, TR Italy è specializzata nella produzione e fornitura di viti, specialmente autofilettanti e autoformanti sia per metallo che per plastica prodotte su disegno del cliente, destinate principalmente ai produttori di elettrodomestici e ai Tier1 nel settore automotive e ai players del settore delle smart infrastructure.

“Siamo particolarmente orgogliosi di questo risultato – afferma Stefano Pisoni, amministratore delegato di TR Italy – che quest’anno ha raggiunto il livello più alto nella storia della nostra società. Fondato su produttività, efficienza, qualità e presenza, e valorizzando altresì la sicurezza e l’ambiente di lavoro, il premio costituisce un importante riconoscimento dell’impegno, delle capacità e delle competenze dei nostri collaboratori. Nonostante la forte instabilità dovuta al contesto geopolitico attuale, all’andamento altalenante del mercato degli elettrodomestici e del settore automotive che anche nei prossimi mesi manterrà uno scenario di criticità e rilevante incertezza, siamo riusciti a raggiungere i nostri obiettivi e quindi a rafforzare l’attenzione verso i nostri collaboratori, convinti che l’apporto di ciascuno sia fondamentale per la crescita dell’azienda. Il coinvolgimento dei nostri dipendenti è per noi essenziale e si concretizza nella condivisione degli aspetti che riguardano lo sviluppo e l’andamento dell’azienda. Due volte all’anno, infatti, incontriamo tutti i dipendenti per illustrare l’andamento aziendale, il bilancio semestrale e il bilancio finale”.

TR Italy può contare su 120 dipendenti e su un fatturato di 32 milioni di euro di cui il 70% generato da prodotti realizzati nella sede operativa di Fossato di Vico con una produzione pari a 1,2 miliardi di pezzi all’anno.

L’area di specializzazione di TR Italy è la progettazione e l’innovazione del prodotto, che ha consentito all’azienda di proiettarsi sui mercati internazionali mantenendo saldo il legame con il territorio dell’Eugubino-Gualdese.

L’azienda, come detto, fa parte di Trifast plc, Gruppo britannico con sede in Reedswood Park Road, Walsall, West Midlands e quotata al London Stock Exchange, leader globale nella distribuzione di fasteners, sistemi di fissaggio e C-Parts.

TR Italy, nell’ambito di tutte le società del Gruppo Trifast, l’anno fiscale passato ha garantito le migliori prestazioni sia in termini di innovazione che in ambito ambientale, grazie anche alla installazione, nello stabilimento di Fossato di Vico, di un impianto fotovoltaico di 823 kW a cui se ne aggiungerà un altro a settembre di 531 kW: i due impianti produrranno circa 1,4 MWh all’anno, pari a quasi il 40% dell’energia elettrica consumata.

Insediato il nuovo Direttivo CAI Perugia

Insediato il nuovo Consiglio direttivo della sezione perugina del Club Alpino Italiano (CAI), che sarà in carica sino a giugno 2028. Confermata la presidenza di Deborah Salani, al secondo mandato triennale, tesoriere Eugenia Franzoni e segretaria la new entry Martina Fortunelli. Gli altri consiglieri sono Gabriele Valentini (vice presidente), Matteo Grazzi, Flavia Baldassarri, Gianluca Pisello e i neo eletti Andrea Cecilia e Matteo Stefanelli. I sindaci revisori sono Franco Fabrizio, Dittamo Federica, Mariucci Vanda

La sezione CAI di Perugia conta circa 1030 iscritti. E’ stata fondata, tra le prime in Italia, nel 1875 e proprio quest’anno ha festeggiato il 150esimo dalla Fondazione con una serie di iniziative che hanno coinvolto tutta la città.

La sezione CAI di Perugia, oltre la normale attività in montagna sviluppata in oltre 150 uscite annuali aperte a tutti i soci è organizzata anche con gruppi dedicati a tematiche particolari (Alpinismo giovanile, Montagnaterapia, Family CAI, Escursionismo Seniores) e svolge una fondamentale attività di didattica (corsi di vario livello e tipologia: escursionismo, alpinismo, ambiente innevato, speleologia …) per la conoscenza e la frequentazione in sicurezza degli ambienti naturali.

La sua sede storica si trova in Via della Gabbia, 9 in pieno centro storico di Perugia, mentre nei locali di Montepacciano (ex Museo delle Acque), affidati al CAI Perugia a seguito di bando pubblico nel 2025, vengono ospitati i gruppi sezionali con i loro materiali e attività, i corsi delle varie discipline, le iniziative pubbliche che vengono organizzate in collaborazione con altre realtà cittadine unite nella condivisione dei valori della Montagna e dell’ambiente.

Pellicano Hotels Italy acquisisce La Badia

Pellicano Hotels Italy acquisisce La Badia, una straordinaria proprietà di 3.400 metri quadrati immersa nelle colline umbre, appena fuori dalla storica cittadina di Orvieto. Aprirà nel 2027.
Si tratta di un’ex abbazia benedettina le cui origini risalgono tra il VI e il XII secolo. La proprietà
comprende una rara torre dodecagonale, una storica chiesa romanica, ampi giardini e quasi 30 ettari
di boschi e terreni incontaminati. L’hotel, che operava in precedenza come struttura a 4 stelle con
27 camere, sarà completamente ripensato secondo la visione di eleganza senza tempo di Marie-
Louise Sciò, CEO del gruppo Pellicano Hotels, valorizzando e esaltando il carattere unico e
originario del complesso.

La trasformazione darà vita a un hotel di 24 camere curate nei minimi dettagli, immerse in giardini
progettati nel rispetto dello spirito e della serenità che si respira nell’antica abbazia. Gli ospiti
vivranno un’esperienza di soggiorno che unisce comfort sofisticato a una profonda connessione con
l’anima del territorio. I servizi includeranno una piscina all’aperto, una spa con cabine per
trattamenti, una boutique, un campo da tennis, un’area fitness, un ristorante e un bar.

La decisione del Gruppo di investire su La Badia nasce dal desiderio di offrire ai viaggiatori
un’autentica esperienza del luogo, un’immersione nel variegato patrimonio culturale della
straordinaria area della Tuscia.

La magnifica cittadina di Orvieto, con origini risalenti agli Etruschi, ha una storia stratificata, ricche
tradizioni e un fascino incontaminato, caratteristiche che definiscono l’esperienza Pellicano Hotels.
Qui, gli ospiti possono andare oltre la superficie, entrando in contatto con la cultura locale ed
esplorando i dintorni – tra cui Bolsena, Civita di Bagnoregio e Lubriano – in un modo che li possa
arricchire profondamente circondati da una natura suggestiva. Il gruppo ha inoltre acquisito una
proprietà adiacente, un’affascinante struttura con vista su Orvieto, che arricchirà l’offerta
complessiva per gli ospiti, rafforzando l’impegno di Pellicano nel creare esperienze coinvolgenti e
fortemente radicate nel territorio.

Con un investimento di oltre 43 milioni di euro – che comprende sia le acquisizioni che gli ampi
restauri – questo progetto segna un nuovo avvincente capitolo nella missione di Pellicano Hotels:
scoprire le destinazioni italiane più inattese e autentiche, lontane dai tradizionali percorsi turistici.
Allo stesso tempo, rafforza il ruolo del gruppo come custode del patrimonio italiano,
reinterpretandolo per il viaggiatore contemporaneo più esigente, pur rimanendo profondamente
fedele all’essenza di ogni luogo.

Complemento di Sviluppo Rurale 2023-2027, così sono state rimodulate le risorse

La Giunta regionale dell’Umbria ha approvato la delibera che rimodula le risorse finanziarie del Complemento di Sviluppo Rurale 2023-2027, rispondendo così a esigenze concrete emerse dal confronto costante con il partenariato agricolo umbro e con le imprese del settore.

In particolare, si tratta di un intervento che rafforza l’efficacia degli strumenti del Csr attraverso una riallocazione più mirata dei fondi, a partire dalla crescente domanda di sostegno per gli investimenti produttivi e la necessità di agevolare l’insediamento dei giovani in agricoltura.

“Con questa decisione – dichiara l’assessore regionale alle Politiche agricole, Simona Meloni – diamo un segnale forte di governo e ascolto del territorio. Abbiamo ricalibrato le risorse per rispondere con maggiore puntualità a due priorità strategiche: da un lato sostenere gli investimenti agricoli produttivi e la trasformazione dei prodotti agroalimentari, dall’altro incentivare e sostenere l’ingresso delle nuove generazioni in agricoltura, condizione indispensabile per assicurare vitalità, innovazione e futuro alle nostre aree rurali”.

Nello specifico, le risorse a disposizione per gli strumenti finanziari del CSR sono così rimodulate: 3,8 milioni per la SRD25 – Investimenti produttivi per la competitività delle aziende agricole; 5,2 milioni per la SRD26 – Investimenti per la trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli; un milione per la SRE05 – Insediamento giovani agricoltori.

La rimodulazione si è resa necessaria – spiegano dall’Assessorato – alla luce del grande numero di domande arrivate sui bandi in scadenza lo scorso aprile e rappresenta una risposta concreta alle istanze del comparto. “In questo momento – prosegue l’assessore Meloni – era fondamentale dare priorità alle linee di intervento che hanno mostrato una maggiore capacità di risposta da parte del territorio. Allo stesso tempo, abbiamo mantenuto invariato il volume complessivo delle risorse programmate, salvaguardando gli obiettivi generali del Piano Strategico della PAC. L’agricoltura – conclude Meloni – ha bisogno di strumenti efficaci, di una pubblica amministrazione capace di intercettare i bisogni e di agire con tempestività. Con questa delibera continuiamo a costruire una strategia solida e lungimirante, mettendo al centro gli agricoltori, le imprese e i giovani che credono in questo mestiere”.

Sabato sciopero Busitalia, ripercussioni anche per il Minimetrò

Per sabato 26 luglio sono stati proclamati i seguenti scioperi che riguardano il personale Busitalia, che interesserà anche il Minimetrò a Perugia:

  • sciopero di 24 ore da parte del sindacato USB-LAVORO PRIVATO con garanzia di effettuazione dei servizi dalle 7:00 alle 9:00 e dalle 12:00 alle 15:00;
  • sciopero di 4 ore da parte del sindacato FILT-CGIL e FAISA CISAL dalle 20:00 alle 24:00.

A Perugia il prolungamento dell’orario del Minimetrò previsto per sabato 26 luglio è stato annullato.
Le scale mobili e l’ascensore inclinato, attigui alla stazione del Pincetto, funzioneranno regolarmente.

Gli altri prolungamenti in calendario previsti per venerdì 25 luglio, venerdì 1° e sabato 2 agosto, con ultima corsa ore 01:45 sono confermati.

Nei prossimi giorni Minimetrò comunicherà gli eventi che si svolgeranno nelle stazioni e nelle vetture in quelle date.

Il saldo torna positivo, ma così stanno cambiando le imprese in Umbria

In Umbria tornano a crescere le imprese. Tra aprile e giugno di quest’anno il saldo è di 409 aziende in più. È il miglior secondo trimestre degli ultimi cinque anni, ma rispetto a un anno fa mancano all’appello 753 imprese, una flessione dello 0,83% rispetto al secondo trimestre del 2024, la peggiore tra tutte le regioni del Centro Italia. Per la prima volta le ditte individuali scendono sotto il 50% e le società di capitali superano arrivano a 28,5%.

È questo il doppio volto del sistema produttivo umbro fotografato da Movimprese, l’osservatorio sul registro delle imprese realizzato da Unioncamere e InfoCamere.

Il saldo imprese

Nel dettaglio, tra aprile e giugno 2025 in Umbria si sono iscritte 1.144 nuove imprese e ne sono state cancellate 735, portando il numero totale delle aziende registrate a quota 90.318. Una crescita dello 0,46% rispetto al trimestre precedente, un po’ sotto la media nazionale (+0,56%) e, nel Centro, superiore alle Marche (+0,43%), ma sotto la Toscana (+0,48%) e soprattutto al Lazio (+0,79%).

Un risultato che, pur limitato nella dimensione numerica, assume un significato importante se inquadrato nella tendenza recente: nei trimestri precedenti, infatti, l’Umbria aveva segnato progressi più timidi, quando non addirittura contrazioni. Ora, invece, la curva torna a salire, segnalando un possibile risveglio dell’iniziativa imprenditoriale.

Ma il recupero non è ancora sufficiente a compensare le perdite dell’ultimo anno. Rispetto allo stesso trimestre del 2024, il saldo resta negativo: il numero totale delle imprese registrate era allora di 91.061, oggi sono 753 in meno, attestandosi a 90mila 308, con un calo dello 0,83%, l’Umbria registra una contrazione più accentuata della media italiana e si piazza all’ultimo posto tra le regioni centrali, davanti solo alla Toscana (-0,79%), al Lazio (-0,67%) e alle Marche (-0,66%).

Come cambia il tessuto produttivo

Oltre al numero delle imprese, però, va osservata la loro forma giuridica, indicatore prezioso dello stato di salute e della solidità del sistema economico. Ed è qui che emergono i segnali forse più incoraggianti del report. Prosegue, infatti, la trasformazione strutturale del tessuto imprenditoriale regionale, con una progressiva riduzione delle ditte individuali – storicamente più fragili – e una crescita delle società di capitali, più robuste, strutturate e orientate all’innovazione.

Nel secondo trimestre 2025 le società di capitali rappresentano il 28,5% del totale delle imprese umbre, ancora lontane dalla media nazionale del 33,2%, ma in costante aumento. Ancora più significativo il dato sulle ditte individuali, che per la prima volta scendono sotto la soglia simbolica del 50%, attestandosi al 49,8% (erano sopra il 50% solo un anno fa). In altre parole, l’Umbria si sta lentamente spostando verso un modello imprenditoriale più moderno e solido, in linea con le dinamiche evolutive osservate a livello nazionale.

La stessa tendenza si riflette anche su base provinciale, sebbene con qualche differenza. A Terni, ad esempio, le società di capitali rappresentano già il 30,2% delle imprese registrate, una quota superiore a quella di Perugia, ferma al 27,9%. Anche il tasso di crescita trimestrale è più elevato nel Ternano (+0,49%) rispetto al Perugino (+0,44%), a conferma di un dinamismo imprenditoriale forse inatteso ma certamente significativo.

Iscrizioni e cancellazioni: così nelle province

Guardando al dettaglio territoriale, emerge con chiarezza come il saldo positivo sia trainato in modo particolare dalla provincia di Perugia, che nel secondo trimestre 2025 ha registrato 866 nuove iscrizioni e 563 cancellazioni, per un saldo attivo di 303 imprese. A Terni, le iscrizioni sono state 278, le cessazioni 172, e il saldo finale di +106 aziende. Numeri meno vistosi, ma con un’incidenza percentuale più marcata sul totale, vista la diversa dimensione dei due territori.

Se il dato trimestrale può far ben sperare, nessuno però azzarda ancora a parlare di vera e propria inversione di tendenza. Per questo serviranno conferme nei mesi a venire, a partire dal prossimo bollettino Movimprese. Resta tuttavia il segnale chiaro di un tessuto imprenditoriale che, pur tra mille difficoltà, prova a rimettersi in moto. E che, soprattutto, continua a cambiare pelle: meno improvvisato, più strutturato. E quindi – si spera – anche più capace di reggere le sfide del futuro.

L’analisi del presidente Mencaroni

Questa l’analisi di Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria: “Il dato del secondo trimestre 2025 va letto con attenzione: il saldo positivo tra iscrizioni e cessazioni è certamente un segnale di fiducia che torna, dopo una fase congiunturale molto complessa. Non registravamo un tasso di crescita trimestrale così elevato da cinque anni. Tuttavia il saldo su base annua resta negativo e ci ricorda quanto siano ancora fragili le fondamenta della nostra economia. Va sottolineato con forza anche il miglioramento strutturale del tessuto imprenditoriale umbro, con la crescita costante delle società di capitali e il calo delle ditte individuali sotto la soglia del 50%. Questo ci dice che non solo si apre un’impresa, ma si cerca di farlo con una visione più solida, organizzata, moderna”.

“La Camera di Commercio dell’Umbria – ricorda Mencaroni – è in prima linea in questo percorso: stiamo accompagnando le imprese umbre con strumenti concreti per rafforzarne la competitività e guidarle lungo la doppia transizione digitale ed ecologica. Investiamo in competenze, innovazione, internazionalizzazione e semplificazione, perché crediamo che una regione più dinamica e strutturata sia possibile. Ora la vera sfida è trasformare questi segnali in un nuovo ciclo di crescita duratura, diffusa e pienamente sostenibile”.

Suicidio assistito, le ultime parole di Laura Santi

E’ morta Laura Santi, la giornalista 50enne perugina affetta da una gravissima forma progressiva di sclerosi multipla, che le era stata diagnostica 25 anni fa.

E’ morta nella sua abitazione, a Perugia, attraverso il farmaco che, dopo una lunga battaglia legale, sostenuta dall’Associazione Luca Coscioni, era riuscita a farsi riconoscere dal sistema sanitario pubblico, senza dover essere accompagnata in Svizzera.

Una scelta che ha suscitato tante reazioni. In chi la conosceva e chi ne ha conosciuto la storia e la determinazione in questi anni.

Ci sarà tempo per le riflessioni e le valutazioni che questa scelta, primo caso in Umbria e tra i pochi in Italia, ha comportato e determinerà, sul piano etico, politico, giuridico, amministrativo e procedurale.

Ma ora, riteniamo sia solo il momento del rispetto. Per una scelta dalle implicazioni pubbliche che però, nel momento decisivo, Laura Santi ha voluto vivere comprensibilmente in modo privato.

Questo il testamento che lei ha lasciato.

Quando leggerete queste righe io non ci sarò più, perché avrò deciso di smettere di soffrire.

Nonostante la mia scelta fosse ormai nota a tutti, questo mio gesto finale arriva nel silenzio e darà disappunto e dolore. Molti saranno dispiaciuti, altri soffriranno per non avermi potuto dare un ultimo saluto, un ultimo abbraccio. Vi chiedo di comprendere il perché di questo silenzio. Anche nella certezza della mia decisione si tratta del gesto più totale e definitivo che un essere umano possa compiere, ci vogliono sangue freddo e nervi d’acciaio. Come avrei potuto viverlo serenamente aggiungendo lutto a lutto anticipato, dolore al dolore, resistenze, lacrime reazioni e attaccamento? Vi chiedo anche uno sforzo aggiuntivo di comprensione.

Cercate di immaginare quale strazio di dolore mi ha portato a questo gesto, giorno per giorno, ora per ora, minuto per minuto. Fate lo sforzo di capire che dietro una foto carina sui social, dietro il bel sorriso che potevate vedere giusto un’ora strappato alla routine e ai sintomi in una occasione pubblica, sempre più rara, dietro c’era lo sfondo di una quotidianità dolorosa, spoglia, feroce e in peggioramento continuo. Una sofferenza in crescita giorno dopo giorno. La situazione è stata in evoluzione per anni, poi in tempo reale gli ultimi mesi e settimane. Mio marito Stefano e le mie assistenti l’hanno vista, loro e solo loro e anzi, neppure loro, per forza di cose, potevano essere grado di capire cosa sentissi nel mio corpo, quanto male sentissi, quanta fatica sempre più totalizzante. Non riuscire più a compiere il minimo gesto. Non più godere della vita, non più godere delle relazioni sociali. Che è quello che fa per me una vita dignitosa.

Ho avuto molto tempo per elaborare e maturare questa decisione, ho avuto molto tempo per capire quando era veramente il momento. Avevo quel famoso parapetto, quello di cui avete letto spesso, da cui affacciarmi. Ho avuto molto tempo anche per cambiare idea e rimandare la decisione. Mi sono consentita, in una situazione che ancora reggeva, di assaporare gli ultimi scampoli di vita e di bellezza. Di salutare ogni angolo, ogni luogo, ogni volto, ogni persona ogni situazione ogni cielo ogni colore, ogni minuscola passeggiata fuori. Vivi ogni giorno come se fosse l’ultimo, si dice. Si dice anche che sia impossibile, nei fatti. Ebbene, io l’ho quasi realizzato. Me ne vado avendo assaporato gli ultimi bocconi di vita in maniera forte e consapevole. Intendetemi: io penso che qualsiasi vita resti degna di essere vissuta anche nelle condizioni più estreme. Ma siamo noi e solo noi a dover scegliere.

Alle persone che resteranno senza un saluto oltre che le mie scuse va un abbraccio fortissimo. È impossibile enumerare tutti i volti che hanno riempito la mia vita. Fate conto che io vi stia salutando e abbracciando. La mia vita è stata piena anche grazie a voi.

La mia famiglia d’origine: papà Renato, mamma Gabriella, mia sorella Elena, mio nipote Matteo; tutti i parenti; Laura, Chiara e le amiche storiche di una vita, tutti gli amici, i colleghi e i conoscenti, i compagni di malattia, i compagni di attivismo, tutti coloro con cui ho condiviso un pezzo di strada. La mia amata Perugia. I miei medici, le mie palliativiste, i miei fisioterapisti, un grazie particolare a Daniela per avermi dato negli anni gli strumenti per combattere. Le mie assistenti, la mia seconda famiglia in quest’ultimo tratto. La politica quella buona, Fabio e Vittoria, i giornalisti amici, come le due Francesca; chi mi ha aiutato; il vescovo Ivan, un amico speciale col quale mi sono intrattenuta in più di una chiacchierata sulla vita e la morte.

Ho potuto vincere la mia battaglia solo grazie agli amici dell’Associazione Luca Coscioni, seguiteli e seguite i diritti e le libertà individuali, mai così messi a dura prova come oggi. Sul fine vita sento uno sproloquio senza fine, l’ingerenza cronica del Vaticano, l’incompetenza della politica. Il disegno di legge che sta portando avanti la maggioranza è un colpo di mano che annullerebbe tutti i diritti. Pretendete invece una buona legge, che rispetti i malati e i loro bisogni. Esercitate il vostro spirito critico, fate pressione, organizzatevi e non restate a guardare, ma attivatevi, perché potrebbe un giorno riguardare anche voi o i vostri cari.

Ricordatemi come una donna che ha amato la vita.

Laura Santi

Ladri nelle case di chi è in vacanza, le raccomandazioni della polizia

Con l’arrivo dell’estate e le partenze per le vacanze, solitamente, soprattutto in città, si registra un aumento dei furti. Per questo motivo la polizia di Stato di Perugia ripropone la campagna informativa finalizzata a sensibilizzare i cittadini alla prevenzione dei furti in abitazione.

Ogni anno, infatti, migliaia di italiani lasciano le proprie abitazioni incustodite per periodi anche prolungati, rendendole potenziali bersagli di furti.

È quindi fondamentale adottare alcuni semplici accorgimenti prima della partenza, come:

· chiudere accuratamente porte e finestre;

· evitare di diffondere sui social network informazioni relative a date e luoghi delle vacanze;

· chiedere a un vicino di fiducia di ritirare la posta o controllare periodicamente l’abitazione;

· valutare l’installazione di allarmi e sistemi di videosorveglianza, accortezza che può contribuire in modo decisivo a scoraggiare eventuali intrusioni.

· se hai oggetti di valore che devi lasciare in casa fotografali: in caso di furto ne faciliterai la ricerca;

· se tornando a casa trovi la porta aperta o chiusa dall’interno, non entrare. Potresti scatenare una reazione istintiva del ladro che si vede scoperto. Non fare azioni avventate e telefona subito all’ 1 1 2 Numero Unico di Emergenza Europeo;

· È meglio non tenere in casa grosse somme di denaro, gioielli o oggetti di valore.

Premio Campiello, a Perugia l’incontro con gli autori

Mercoledì 23 luglio Perugia accoglierà per la prima volta il tour estivo del Premio Campiello, concorso di narrativa italiana contemporanea organizzato dalla Fondazione Il Campiello – Confindustria Veneto. L’incontro con gli autori è aperto a tutta la comunità e si terrà alle ore 18 nell’Auditorium dell’Associazione Industriali in via Palermo, grazie alla collaborazione di Confindustria Umbria e al sostegno di Edison Energia.

L’incontro, moderato dalla giornalista Noemi Campanella, sarà dedicato alla presentazione degli autori finalisti del Premio Campiello 2025: Marco Belpoliti con “Nord Nord” (Giulio Einaudi Editore), Wanda Marasco con “Di spalle a questo mondo” (Neri Pozza), Monica Pareschi con “Inverness” (Polidoro), Alberto Prunetti con “Troncamacchioni” (Giangiacomo Feltrinelli Editore) e Fabio Stassi con “Bebelplatz” (Sellerio Editore).

L’iniziativa sarà aperta dai saluti di Vincenzo Briziarelli, Presidente Confindustria Umbria e dagli interventi introduttivi di Alcide Casini, Presidente Fondazione Perugia, Carlo Stilli, Direttore Generale Confindustria Veneto, Tommaso Bori, Vicepresidente Regione Umbria, Vittoria Ferdinandi, Sindaca di Perugia e Massimo Quaglini, Chief Executive Officer Edison Energia.
Il tour proseguirà poi venerdì 25 luglio, alle 17:30, ad Asiago (VI) in Piazza Risorgimento e sabato 26 luglio, alle 17:00, a Folgaria (TN).

Aggiornamenti sugli incontri potranno essere seguiti sui canali social del Premio Campiello seguendo l’hashtag #PremioCampiello2025.

Il vincitore della 63^ edizione del Premio Campiello sarà proclamato sabato 13 settembre presso il “Gran Teatro La Fenice” di Venezia, selezionato dalla votazione della Giuria dei Trecento Lettori anonimi.
La sessantatreesima edizione è realizzata grazie al sostegno di Intesa Sanpaolo, Umana, ENI, Pirelli, Edison Energia, Feinar Edo, Enel, Consorzio di Tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG e con la collaborazione di BDO Advisory Service, Grafiche Antiga, Frecciarossa Treno Ufficiale, Printmateria, Salviati, Larin, Community, Rai, CPM Music Institute di Franco Mussida, Teatro Stabile Veneto. Il Premio si avvale del patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Regione Veneto, della Venice Gardens Foundation e il sostegno di Unioncamere del Veneto.

Cresce il peso del Cammino di Larth nel turismo orvietano

Il cammino di trekking dell’Intrepido Larth si sta confermando come un’offerta sempre più importante nel sostenere il settore turistico ad Orvieto.

Il bilancio degli arrivi al termine del primo semestre dell’anno consente infatti di delineare i contorni di un fenomeno come quello del turismo lento che continua ad aumentare, contribuendo a diversificare l’offerta, incrementare il numero delle presenze e destagionalizzare i flussi. A fine giugno di quest’anno, le credenziali vendute sono state oltre mille, ovvero quante erano state quelle ritirate nel corso dell’intero 2024. Se la tendenza verrà mantenuta anche nella seconda metà dell’anno come sembra verosimile sulla base delle tante richieste che stanno arrivando agli organizzatori, il 2025 potrebbe chiudere con circa duemila presenze.

Secondo il resoconto dell’Osservatorio turistico della Regione, nel 2024 si sono registrati 128891 arrivi turistici italiani ad Orvieto. I mille arrivi legati al cammino dell’intrepido Larth incidono dunque per una percentuale di poco inferiore all’uno per cento del totale. Un rapporto che a fine 2025 potrebbe dunque diventare di due turisti su cento.

“La tendenza è quella di un costante incremento degli arrivi così come delle presenze anche grazie ad una continua opera di promozione e marketing – dicono i promotori del cammino dell’Intrepido Larth – una parte dei pernottamenti si indirizza ovviamente nei comuni di Bolsena e Bagnoregio, ma è anche vero che sta crescendo il numero di quanti soggiornano ad Orvieto una quarta notte rispetto ai tre giorni che si impiegano normalmente per percorrere i 58 chilometri del tragitto. Una quarta notte in cui si rimane sul territorio prima di iniziare il cammino circolare che parte e si conclude ad Orvieto, oppure dopo averlo completato”.

L’obiettivo adesso è quello di potenziare le presenze su Orvieto e si sta infatti lavorando per fare della città l’epicentro di una serie ulteriore di offerte di turismo lento. “A partire da questa estate, il cammino di Larth passerà infatti da tre giorni a quattro – dicono gli organizzatori Emanuele Rossi, Luca Sbarra e Claudio Lattanzi – proporremo infatti un intero giorno da trascorrere ad Orvieto perché sarà avviata una decisa azione di marketing sulla città dopo aver iniziato a promuovere il territorio. Anche la guida cartacea di Larth sarà ampliata per raggiungere questo obiettivo che è incentrato su una serie di itinerari indirizzati a promuovere il centro storico di Orvieto, in particolare lo splendido quartiere medievale, ma anche i borghi vicini a partire da Rocca Ripesena. Larth è un progetto in costante movimento e i flussi che esso genera devono essere indirizzati a sostegno dell’economia locale secondo una chiara impostazione di fondo perseguita fin dall’inizio. E’ solo il primo passo di una iniziativa più ambiziosa a cui si lavora senza sosta”.