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Autore: Redazione

Provincia di Perugia, ecco le deleghe assegnate dal presidente Presciutti

Il presidente della Provincia di Perugia, Massimiliano Presciutti, ha assegnato le deleghe ai consiglieri provinciali.

Il consigliere RICCARDO VESCOVI e la consigliera LAURA SERVI sono stati nominati Vice presidenti vicari e assumeranno le funzioni di presidente nei casi di assenza o impedimento del Presidente. 
Al vice Presidente RICCARDO VESCOVI sono state conferite le deleghe alla Polizia Provinciale, controlli ittici-venatori, rapporti con diocesi, parrocchie, associazioni, terzo settore, società partecipate, bilancio e tributi. 
Alla vice presidente LAURA SERVI sono state conferite le deleghe alla transizione ecologica, energetica e digitale, Aree Interne, Pace e Cooperazione Internazionale.
Al consigliere provinciale ANDREA BACELLI, deleghe a politiche giovanili, inclusione e integrazione, personale, sport e controlli di legalità e trasparenza, avvocatura.
Al consigliere provinciale MORENO LANDRINI, deleghe a stazione unica appaltante e gestione e valorizzazione del patrimonio.
Al consigliere provinciale GIANLUCA MOSCIONI, deleghe a viabilità, manutenzioni, urbanistica e progettazioni.
Al consigliere provinciale SANDRO PASQUALI deleghe a politiche nelle materie di attuazione del PNRR, progettazione Europea, Lago Trasimeno e ai rapporti istituzionali .
Alla consigliera provinciale FRANCESCA PASQUINO, deleghe all’edilizia e programmazione scolastica, mobilità e trasporti, politiche attive del lavoro, pari opportunità, delegata al CAL e Sportello a 4 Zampe.

E’ nata Unicoop Etruria, la super coop da un miliardo di fatturato

E’ nata Unicoop Etruria, la super cooperativa di consumatori da un miliardo di fatturato frutto della fusione tra Unicoop Tirreno e Coop Centro Italia. Tra le più grandi in Italia, con 780 mila soci, 5.800 lavoratori e oltre 170 punti vendita in cinque regioni (Toscana, Umbria, Lazio, Marche e Abruzzo).

Terminato il percorso di aggregazione avviato nel gennaio scorso, dopo le deliberazioni dei rispettivi consigli di amministrazione, e presentato agli organismi di rappresentanza dei soci, al personale direttivo e alle organizzazioni sindacali. Anche con proteste e timori, soprattutto in Umbria.

Il fatturato stimato della nuova Cooperativa è di circa un miliardo di euro l’anno e tra gli obiettivi prioritari c’è quello di confermare l’insegna Coop come leader economica e sociale nei territori in cui è presente. Tra le principali novità, Unicoop Etruria ha un nuovo modello di governance con una divisione chiara di ruoli tra chi rappresenta i soci e chi ha la responsabilità della gestione, ovvero rispettivamente il Consiglio di sorveglianza e il Consiglio di gestione. Questa configurazione garantirà ai soci un ruolo maggiormente attivo e strategico, rafforzandone il potere di indirizzo e rendendoli ancor più protagonisti delle scelte fondamentali per il futuro della Cooperativa secondo il percorso indicato lo scorso anno dall’Assemblea dei Soci del Distretto Tirrenico a Populonia (LI).

Il Consiglio di sorveglianza di Unicoop Etruria è formato da 35 persone ed è presieduto da Simonetta Radi. Il vicepresidente è Mattia Contessa.

Il Consiglio di gestione, nominato dal Consiglio di Sorveglianza, è composto da 7 persone, il presidente è Gianni Tarozzi. Il ruolo di vicepresidente è ricoperto da Lorenzo Ortolani.

Tutti si dicono convinti che il processo di fusione rafforzerà il ruolo della cooperazione di consumo nell’Italia centrale.

Da oggi la badante (anche temporanea) si può richiedere in farmacia

Federfarma Umbria ha sottoscritto una convenzione con Umana, nota agenzia italiana per il lavoro, con l’obiettivo di offrire un supporto concreto alle famiglie umbre nella ricerca di assistenti familiari qualificati (badanti) anche per periodi temporanei. Una situazione, quest’ultima, particolarmente frequente nel periodo estivo, per coprire il periodo in cui le badanti sono in ferie.

Umana dispone di un’area specialistica dedicata ai servizi di cura e assistenza alla persona, che si occupa della selezione, assunzione diretta e gestione amministrativa di personale come badanti, destinati a sostenere anziani e persone con disabilità. L’agenzia cura ogni aspetto contrattuale, dalle buste paga alle eventuali sostituzioni, sollevando le famiglie da incombenze burocratiche complesse.

Grazie alla convenzione siglata, sarà possibile attivare il servizio direttamente in farmacia. Le farmacie umbre private fungeranno, infatti, da punto di contatto tra le famiglie e i referenti delle filiali Umana, facilitando l’avvio del percorso di assistenza in modo rapido e sicuro.

Per informare e orientare i cittadini, le farmacie esporranno locandine e opuscoli informativi, fornendo il primo livello di supporto a chi si trova nella necessità di affidare i propri cari a persone competenti e affidabili.

“Sempre più spesso – sottolinea il dr. Monicchi, presidente di Federfarma Umbria – le famiglie si rivolgono alla farmacia di fiducia non solo per i farmaci, ma anche per chiedere un consiglio e un aiuto concreto su temi delicati come l’assistenza domiciliare. Con questa convenzione, le farmacie diventano un ponte verso un servizio qualificato e sicuro”.

Per ulteriori informazioni, è possibile rivolgersi alle farmacie aderenti o visitare il sito di Umana: www.umana.it

Orvieto, il crollo demografico si fa sentire anche sul mercato immobiliare

Il crollo demografico trascina verso il basso anche il mercato immobiliare di Orvieto, che continua tuttavia a rimanere il più alto di tutta la provincia, di gran lunga superiore allo stesso capoluogo.

La spirale demografica che si è avvitata su stessa sta però facendo sentire una morsa feroce e trascina verso il basso anche il prezzo delle case, come conseguenza immediata della drammatica e costante perdita di abitanti.

Secondo l’osservatorio del mercato del sito immobiliare.it. a maggio per gli immobili residenziali in vendita sono stati richiesti in media 1606 euro al metro quadro, con una diminuzione del 4,91% rispetto a maggio 2024 quando il valore era stato di 1689 euro.

Negli ultimi 2 anni, il prezzo medio all’interno del comune di Orvieto ha raggiunto il suo massimo nel mese di dicembre 2023, con un valore di 1722 euro al metro quadro. Il mese in cui è stato richiesto il prezzo più basso è stato agosto 2024: per un immobile in vendita sono stati richiesti in media 1572 euro al metro quadro.

Certo, per comprare casa ad Orvieto servono mediamente sempre oltre 600 euro al metro quadrato in più rispetto a Terni, dove il valore è di appena 1042 euro. E non è cosa da poco, considerando le dimensioni e l’importanza del capoluogo, ma il calo dell’ultimo anno segna un cambio di passo per il mercato del mattone orvietano; una città in caduta libera dal punto di vista dell’attrattività residenziale.

Le locazioni

La “grande fuga” da Orvieto, principalmente dovuta a motivi economici, si è consumata in maniera allarmante nell’ultimo periodo. Secondo i dati elaborati dall’Istat infatti, la città ha perso ben il 5,2 della sua popolazione complessiva dall’inizio del 2019 fino alla fine del 2024. Oltre 220 persone se ne vanno ogni anno dalla città dove anche le locazioni di lungo periodo sono diventate un grande problema a causa del proliferare enorme dei b&b che hanno drasticamente ridotto le abitazioni disponibili per più mesi. Anche il valore delle locazioni comunque è in calo. A maggio per gli immobili residenziali in affitto sono stati richiesti in media 6,80 euro al mese per metro quadro, con una diminuzione del 2,44% rispetto a maggio 2024 quando era di 6,97 mensili. Negli ultimi due anni, il prezzo medio all’interno del comune di Orvieto ha raggiunto il suo massimo nel mese di settembre 2023, con un valore di 7,73 al metro quadro. Il mese in cui è stato richiesto il prezzo più basso è stato novembre 2024: per un immobile in affitto sono stati richiesti in media € 5,35 al mese per metro quadro.

Ordine architetti Perugia, Virna Venerucci nuova presidente

Virna Venerucci è la nuova presidente dell’Ordine degli Architetti Ppc (Pianificatori paesaggisti conservatori) della Provincia di Perugia.

Professionista di esperienza nazionale ed internazionale, Virna Venerucci guiderà il Consiglio direttivo per i prossimi quattro anni. Durante questo periodo sarà affiancata dal segretario Paolo Tognaccini, dal tesoriere Matteo Rossi e da due vice presidenti: Veronica Benedetti e StefanoTini.

Il Consiglio si completa con gli architetti Roberto Baccarelli, Bruno Mario Broccolo, Giulia de Leo, Federica Del Zoppo, Maria Carmela Frate e Maria Rosaria Vitiello.

Parte dal basso la forte spinta per rilanciare il progetto “Orvieto città cardioprotetta”

“Io sono la prova evidente che i defibrillatori sono fondamentali per salvare la vita alle persone. Se sono vivo lo devo al defibrillatore che venne attivato nel vecchio ospedale di Orvieto dove arrivai ormai 29 anni dopo aver avuto un malore cardiaco. Mi hanno salvato cosi. L’associazione ‘Amici del cuore’ è stata una grande esperienza. Grazie alla generosità di molte persone, eravamo riusciti a raccogliere moltissimi fondi e fare tante donazioni di defibrillatori anche ai vari reparti ospedalieri. Solo al Comune di Orvieto abbiamo regalato macchinari per 150 mila euro di valore”. La testimonianza di Sandro Salucci, componente dell’associazione “Amici del Cuore”, ha rappresentato il punto più significativo nell’incontro organizzato al museo Greco dal club Amici della Stampa, a cui hanno aderito molte associazioni e gruppi politici di fronte ad un pubblico che ha riempito la sala nonostante il periodo estivo.

Daniele Di Loreto, vice presidente dell’associazione “Amici del Cuore” fondata da Giampiero Giordano ed oggi consigliere comunale, ha ricostruito i primi passi del sodalizio, descrivendo la grande mobilitazione che aveva portato anche alla formazione di oltre 600 rianimatori tra i semplici cittadini. “Con una recente mozione che abbiamo presentato in Consiglio comunale – ha spiegato – chiediamo non solo che la cardioprotezione venga ripresa e finalmente realizzata, ma che sia anche estesa anche alle altre zone del vasto territorio orvietano come le frazioni che sono distanti dall’ospedale”.

Giuseppe Germani, ex sindaco nel biennio 2017-2018 quando il progetto si è arrestato perché non è stata sottoscritta la convenzione per la gestione dei defibrillatori che avrebbe dovuto garantire la protezione civile, ha spiegato come era stato impostato il lavoro. “Preparammo il documento per la gestione, c’era il problema della formazione del personale perché la tecnologia dell’epoca prevedeva la necessità di usare i defibrillatori con una adeguata preparazione, maggiore di oggi. Individuammo nella protezione civile il soggetto che avrebbero potuto prendersi in carico la manutenzione degli impianti che erano stati installati. I tempi tecnici legati alla predisposizione della relativa convenzione non consentirono però di arrivare alla conclusione di questo percorso prima che terminasse il mandato elettorale. L’abitudine di scaricare sugli altri le responsabilità è particolarmente diffusa ad Orvieto. Quando la nostra amministrazione completò il suo ciclo, erano perfettamente funzionanti quasi tutti e 13 di defibrillatori. La successiva amministrazione avrebbe dovuto trovare una cifra modesta di poche decine di migliaia di euro che erano indispensabili per poterne garantire la manutenzione nel tempo. Avendo comunque noi individuato il gestore nella protezione civile la cui attività viene già finanziata normalmente dal Comune, non si sarebbero dovute reperire risorse aggiuntive particolarmente elevate. Per riprendere il progetto, credo che l’ipotesi della protezione civile possa essere rilanciata, ma allo stesso modo di altri soggetti pubblici e privati la cui attività di manutenzione non comporta comunque costi proibitivi. Non conosco il motivo per cui l’amministrazione che è venuta dopo la nostra non abbia portato avanti il progetto. Da oggi dovremmo prenderci l’impegno di riprendere questo progetto. Con o senza l’amministrazione comunale, è necessario dotare il nostro territorio della cardioprotezione”.

Roberta Palazzetti ha parlato di esempi virtuosi diffusi in varie parti del mondo. “Arrivare tardi su questa iniziativa, anche se in origine eravamo all’avanguardia, comporta il vantaggio di poter imparare dagli altri. Per Orvieto possiamo oggi pensare al meglio del meglio. La città modello nel mondo è Seattle dove sono partiti nel 1971 ed oggi hanno portato il 70 % dei cittadini ad essere in grado di fare il primo soccorso. Ci sono 5 mila defibrillatori attivi. Hanno un tasso di sopravvivenza del 56% dei casi contro il 10 % dell’Italia. A Monza, in Brianza dal 95 hanno creato una associazione “Brianza per il cuore” che ha installato ad oggi 500 defibrillatori mappati digitalmente e formato 26 mila persone, ci sono anche i condomini cardioprotetti. Poi c’è il caso di Ancona dove è partito tutto da una iniziativa del sindaco. Bisogna coinvolgere la popolazione e questa riunione di oggi serve anche a questo”. Palazzetti si è poi soffermata sulle varie opzioni operative che possono essere adottate.

Da parte del responsabile della Croce Rossa, il volontario Alessandro Lidonni è venuta la notizia che la Cri è disponibile a mettersi a disposizione per la ripartenza del progetto. “La Croce rossa può mettere a disposizione gli esperti per effettuare al meglio i corsi di formazione” Ha poi parlato della iniziativa di Narni nella cui amministrazione c’è un assessore delegato al progetto ed esiste una associazione che dona sistematicamente i defibrillatori grazie alla raccolta di fondi che promuovono regolarmente. Adesso stanno lavorando per dotare di defibrillatori l’auto della polizia locale. Peccato che Orvieto adesso debba copiare gli altri dopo essere stata la prima in Italia a partire”.

A nome del neo costituito comitato “Orvieto civica, il commerciante Giorgio Campanari, ha presentato alcuni progetti a cui si è lavorato nell’ultimo periodo insieme a rappresentanti dell’associazione Nova e Cosp. “Abbiamo elaborato tre ipotesi diverse – ha spiegato – tenendo conto di quanto si era fatto ad Orvieto e dell’esperienza di altri centri. Un primo progetto che ha un costo inferiore ai 60 mila euro prevede di garantire la presenza di una postazione di primo soccorso mobile con ambulanza con personale sanitario nel centro storico ogni sabato e domenica dell’anno, per assicurare assistenza immediata durante l’afflusso turistico regolare e straordinario. Poi un secondo progetto per fornire una presenza sanitaria mobile ridotta ma strategica, attiva solo la domenica nei mesi di maggiore affluenza turistica, da aprile–ottobre e dicembre, con medico solo nei giorni critici, per un costo di meno di 15 mila euro”.

L’ex responsabile della protezione civile Giuliano Santelli ha detto: “La protezione civile in questa fase viene occupata per altro, ma partecipare ai bandi è possibile a patto di lavorarci in maniera sistematica. All’epoca facevamo la formazione per il pronto soccorso con la Croce rossa e le forze dell’ordine per i bambini a villa Paolina. Facemmo una mappatura, a fine legislatura però essendo il Comune in fase di dissesto non si diede corso al progetto. Nel 2029, con la nuova amministrazione, eseguimmo studiato anche il modello di Pavia la cui protezione civile si occupa dei defibrillatori, cosa che in versione ridotta fa anche il gruppo della prociv di Monteleone di Orvieto. Valutammo anche di coinvolgere la polizia locale, ma c’erano problemi di fondi. Oggi comunque le attività legate alla formazione sono meno impegnative di allora. E’ possibile ripartire con un nuovo progetto che faccia tesoro di tutte queste esperienze anche del passato”.

L’ex responsabile del tribunale del Malato, Gianni Mencarelli ha infine ricordato che “L’interlocutore principale da prendere in considerazione in questa vicenda credo sia principalmente la Asl e si dovrebbe presentare a Regione ed Asl anche una richiesta specifica per sostenere questa iniziativa che immagino possa svilupparsi nel prossimo futuro nella casa di comunità in fase di realizzazione a piazza duomo”.

Al termine dell’incontro, Rebecca Burla, figlia di Massimo, il commerciante deceduto lo scorso mese di maggio in seguito ad un malore cardiaco, ha sollevato forti interrogativi sul fatto che, anche successivamente al drammatico episodio, fossero ancora in circolazione in città cartine informative che recavano le indicazioni dei defibrillatori presenti nel centro storico, ma nella realtà disattivati ormai da anni. Una questione che è attualmente oggetto della relativa inchiesta giudiziaria e alla quale non è stata fornita alcuna risposta a causa dell’assenza all’incontro sia del sindaco che degli assessori comunali.

Andrea Pitoni eletto segretario generale della Fp Cgil Terni

Andrea Pitoni è il nuovo segretario generale della Fp Cgil Terni. E’ stato eletto all’unanimità dall’assemblea generale della Funzione Pubblica (Fp) Cgil di Terni.

Andrea Pitoni ha 49 anni ed è dipendente della Regione Umbria. Nella sua dichiarazione programmatica ha affermato: “I referendum su lavoro e cittadinanza, pur non avendo ottenuto il quorum, costituiscono una tappa fondamentale, con la partecipazione di 15 milioni di elettori, nella costruzione del sindacato di strada che torni ad ascoltare le persone. Intanto, continueremo a utilizzare gli strumenti che abbiamo a disposizione per tutelare il lavoro. Dobbiamo, probabilmente, prepararci a difendere la democrazia parlamentare rispetto alle proposte, avanzate dalle forze di governo, di rafforzamento del premierato; I maggiori poteri attribuiti al presidente del Consiglio rischierebbero di minare l’assetto della nostra Costituzione”.

“Viviamo una fase di trattative per i rinnovi contrattuali nel pubblico impiego – è poi entrato nello specifico Pitoni – dove la nostra azione mira a innalzare i livelli stipendiali per difendere i lavoratori e le lavoratrici dal vertiginoso aumento dei costi dei generi alimentari e dell’energia. Continueremo, nei diversi settori di lavoro che rappresentiamo, a lavorare per ottenere il miglioramento delle condizioni economiche e di benessere organizzativo per i dipendenti statali e degli enti locali”.

“Il Servizio sanitario nazionale – ha infine commentato il neosegretario della Fp Cgil Terni – va difeso e rilanciato rispetto all’avanzamento della sanità privata; il concetto di cura deve prevalere rispetto a quello di prestazione. Rispetto al nuovo Piano sanitario regionale umbro è positivo il fatto che sia previsto un adeguato numero di assunzioni di medici e infermieri, ma attendiamo di conoscere nel dettaglio i contenuti così da poterli discutere nel merito. Le recenti elezioni per il rinnovo delle Rsu hanno evidenziato il nostro grande impegno per la rappresentanza nei diversi luoghi di lavoro”.

A Valentina Porfidi, segretaria generale uscente, è andato il saluto e il ringraziamento di tutta l’assemblea per il lavoro svolto. All’assemblea erano presenti la segretaria nazionale della Fp Cgil, Barbara Francavilla, la segreteria generale della Cgil Umbria, Maria Rita Paggio, e il segretario generale della Camera del lavoro di Terni, Claudio Cipolla.

Treni, l’incontro a Orvieto: “Fronte comune anche con le altre regioni”

Fare fronte comune nel confronto con il Ministero dei Trasporti, Rfi e Trenitalia. Questo l’invito che l’assessore regionale ai Trasporti dell’Umbria, Francesco De Rebotti, ha rivolto agli amministratori umbri, del Lazio e della Toscana che hanno aderito all’incontro, da lui promosso a Orvieto, per discutere del futuro del trasporto ferroviario.

All’incontro erano presenti amministratori locali, il presidente Anci Umbria, Federico Gori, l’assessore ai Trasporti della Toscana Stefano Baccelli, la sindaca di Orvieto, Roberta Tardani, rappresentanti della Regione Lazio, comitati dei pendolari e dell’Osservatorio trasporti, Lazio, amministratori del territorio.

Analizzate le criticità attuali e le prospettive di un servizio che incide direttamente sulla qualità della vita dei cittadini e sulla competitività dei territori, con un chiaro invito a costruire un “fronte comune” che includa anche le altre Regioni e il Governo per tutelare il diritto alla mobilità.

L’assessore De Rebotti ha posto l’accento sulla necessità di unire le forze per affrontare seriamente la questione dei trasporti ferroviari, evidenziando come i problemi non si fermino ai confini amministrativi, dato che i treni regionali, pur con contratti di servizio diversi, viaggiano su direttrici comuni come Roma-Firenze e Roma-Ancona. Ha sottolineato come la vicinanza a Roma aumenti la domanda di mobilità quotidiana per lavoro, studio e turismo, e come le difficoltà siano aggravate dai cantieri in corso, che in estate interesseranno anche la linea Terni-Foligno. Ha poi descritto una quotidianità fatta di tempi di percorrenza più lunghi, orari incerti e cancellazioni improvvise. Un punto cruciale sollevato dall’Assessore umbro riguarda la delibera dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti, che dal gennaio 2026 (o forse già da dicembre 2025) permetterà la circolazione sulla direttissima solo ai treni che superano i 200 km/h. Per questo, ha detto De Rebotti, “le Regioni hanno chiesto nuovi convogli, ma serve più tempo. Chiediamo di posticipare l’entrata in vigore della norma al 2027 per garantire un servizio umano e continuo”. Ha aggiunto che “la relazione ferroviaria con Roma è fondamentale anche per sostenere la crescita demografica delle aree interne. Non possiamo trattare questo tema come un piccolo pezzo di puzzle. Serve consapevolezza e una strategia nazionale”.

Nel corso dell’incontro, sono emersi vari interventi e proposte volte a migliorare la situazione attuale. Tra i punti salienti, si è parlato della necessità di recuperare gli standard di servizio persi, dell’importanza di una mobilitazione dei sindaci per portare la voce dei territori e del legame indissolubile tra trasporti, sviluppo economico e qualità della vita. È stato inoltre ribadito il ruolo fondamentale dei comitati dei pendolari nel sollecitare azioni concrete per avere trasporti regolari ed efficienti, con richieste di interventi immediati, specialmente per le zone maggiormente penalizzate.

“Il confronto deve salire di livello – ha detto De Rebotti nelle conclusioni – è un’emergenza che impone alle Regioni di stare unite davanti all’interlocutore vero: il Ministero delle Infrastrutture, RFI e Trenitalia. Dobbiamo scegliere se rassegnarci alla situazione attuale o concertare insieme un nuovo modello che mantenga un equilibrio tra mercato e trasporto pubblico locale”.

Il percorso proseguirà nelle prossime settimane con ulteriori appuntamenti tecnici e politici, con l’obiettivo di costruire un’alleanza interregionale forte e coesa, capace di tutelare concretamente il diritto alla mobilità dei cittadini umbri e di tutto il Centro Italia.

Parco 3A, ok al bilancio e staffetta tra Serafini e Cruciani

Approvato dall’Assemblea dei soci della società in house providing 3A – Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria il bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2024. Un bilancio, si legge in una nota della Regione, che conferma “la solidità gestionale e il pieno rispetto degli obiettivi contenuti nel piano triennale”.

Il valore della produzione è salito a 4.680.954 euro, in netto aumento rispetto ai 4.020.687 euro del 2023. Il margine operativo lordo (EBITDA) ha raggiunto 283.106 euro, quasi raddoppiando il risultato dell’anno precedente, mentre il reddito operativo (EBIT) si attesta a 136.581 euro, segnando un incremento importante rispetto ai 53.404 euro del 2023. Il risultato ante imposte (EBT) è pari a 145.461 euro e l’utile netto d’esercizio si conferma a 143.713 euro, contro i 99.744 euro dell’anno precedente.

Come previsto dall’articolo 30 dello Statuto sociale, l’utile verrà destinato alla riserva legale e al reintegro del Fondo Consortile.

Nel corso dell’assemblea è stato inoltre approvato all’unanimità sia il Piano annuale delle attività per l’anno in corso sia il documento programmatico 2025-2027, di cui è parte integrante.

È stata formalizzata, ai sensi dell’art. 18 dello Statuto consortile, la nomina di Devis Cruciani ad amministratore unico, che resterà in carica per tre esercizi, fino all’approvazione del bilancio 2027.

Le tre “A” di Serafini

L’amministratore unico uscente Marcello Serafini ha commentato con soddisfazione: “Concludo il mandato con un sincero ringraziamento per l’esperienza fatta così ricca e immersiva nel mondo agricolo, agroalimentare e per aver avuto l’opportunità di potenziare la terza A di ambiente che al mio arrivo era ancora in uno stato embrionale. Questo ha consentito di fortificare la mission aziendale e completare la giusta integrazione con una realtà del comparto completamente cambiata nell’ultimo decennio e che trova nella protezione dell’ambiente l’elemento trasversale di intervento di tutte le politiche, non solo quelle strettamente del settore primario.

Un grazie nei confronti dell’Amministrazione regionale sia precedente sia attuale, per aver investito così tanto nel lavoro della propria società in house. Un grazie sentito a tutti i soci per il continuo confronto e per il proficuo lavoro collaborativo, alla struttura regionale dagli apicali ai singoli funzionari che hanno accompagnato questo nostro percorso di riorganizzazione. Mi preme moltissimo far sapere ad ogni dipendente e collaboratore quanto prezioso sia stato il loro contributo alla realizzazione dei risultati ottenuti”.

Meloni: Parco 3A risorsa strategica per la Regione Umbria

L’assessore regionale all’Agricoltura e Agroalimentare, Simona Meloni, ha commentato: “Accogliamo con soddisfazione l’approvazione del bilancio e la nomina di Devis Cruciani a nuovo amministratore unico della società. Il Parco 3A è una risorsa strategica per la Regione Umbria: rappresenta un supporto tecnico fondamentale alla nostra programmazione e un punto di riferimento per la valorizzazione delle produzioni agricole e agroalimentari del territorio. Siamo certi che, attraverso un lavoro condiviso, sarà possibile rafforzare ulteriormente la funzione della società al servizio delle imprese, dei cittadini e della sostenibilità. A nome di tutti i soci – come rimarcato in seno all’Assemblea – desidero esprimere un sentito ringraziamento all’Amministratore Serafini per la competenza, la professionalità e la costante disponibilità al confronto che hanno contraddistinto il suo operato. Il lavoro svolto in questi anni, sempre improntato a trasparenza e spirito di collaborazione, ha contribuito in modo significativo al raggiungimento di risultati solidi, come attestano anche i dati di bilancio. Consideriamo strategico il rafforzamento dell’area di supporto alla programmazione regionale, che rappresenta per l’assessorato un punto di riferimento concreto e competente nel lavoro quotidiano. Riteniamo inoltre molto stimolante il contributo offerto in termini di proposta e innovazione per lo sviluppo di nuove funzioni a servizio della comunità agricola. Infine, sottolineiamo il valore del connubio tra produzioni agricole di qualità e promozione turistica, che rende queste eccellenze strumenti autentici di narrazione e scoperta delle tradizioni e delle unicità dei nostri territori”.

Soddisfazione è stata espressa anche dagli altri soci presenti, in particolare da Antonino Ruggiano, presidente della Conferenza dei soci per il Comune di Todi, e da Federico Sisti, delegato della Camera di Commercio dell’Umbria. Tutti i soci hanno concluso con un augurio di buon lavoro al nuovo Amministratore.

“Nero d’estate”, a Valtopina si è aperta la festa del tartufo: il programma

Si è aperta a Valtopina la festa del tartufo estivo, ‘Nero d’estate’, in programma fino a domenica 29 giugno, organizzata dal Comune in collaborazione con la Proloco.

Musica dal vivo, mercatini, passeggiate, equiraduno, incontri, mostre, laboratori e naturalmente buon cibo stanno animando il borgo umbro e il suo territorio.

Si parte venerdì con la cena inaugurale in piazzetta del Teatrino (prenotazione obbligatoria), tra sapori autentici e atmosfera conviviale, cui seguirà il live show ‘Pop experience’ di Officina 75, per un viaggio nei grandi successi degli anni ’70, ’80 e ’90.

Sabato 28 alle 16 spazio alla ‘Passeggiata del cavatore’ con gli amici a quattro zampe a seguito, immersi nella natura. L’appuntamento è in piazzetta del Teatrino, per un percorso di circa sei chilometri fino a Pasano, dove all’arrivo è prevista anche la benedizione dei cani. In cammino ci saranno i tartufai dell’associazione Tuber Terrae – area del monte Subasio, con i quali scoprire i segreti della cerca e cavatura del tartufo (prenotazione obbligatoria entro il 27 giugno, info e iscrizioni: Chiara, 334.7609238, Mirko, 392.1887605).

Ogni giorno, poi, dalle 16 a mezzanotte, c’è il Mercatino dei prodotti tipici, artigianali e punti di ristoro a base di tartufo dislocati nelle vie del paese, con proposte ‘mordi e fuggi’. C’è anche un’area dedicata ai più piccoli, in piazza Unità d’Italia, attiva dalle 17 e a cura dell’associazione Alpa circolo ippico asd di Nocera Umbra. Chiuderà la serata di sabato lo spettacolo ‘Ridiamo fino alle lacrime’, con i doppiaggi comici delle Pere Cotogne, alle 21 in piazzetta del Teatrino.

La domenica inizia con l’Equiraduno del cavatotore alle 9, trekking a cavallo per i sentieri del tartufo, a cura di Alpa circolo ippico asd, (informazioni: 373.5293354). Il pomeriggio, alle 16 nel centro Giovani, è in programma la mostra convegno ‘Le erbe spontanee del periodo estivo’, con il professore Luciano Loschi, presidente dell’Accademia italiana piante spontanee, un’occasione imperdibile per scoprire il valore, le proprietà e gli usi delle erbe spontanee.

A seguire, il laboratorio per bambini ‘Cuochi in erba’, momento creativo e divertente per i più piccoli, alla scoperta del mondo delle erbe spontanee e della cucina naturale. Alle 17 ancora un’iniziativa per i bambini, in piazza Unità d’Italia, a cura dell’associazione Alpa circolo ippico asd e nel borgo sarà tutto un rullare di tamburi, con l’esibizione finale in piazzetta del Teatrino. Sempre qui, alle 21, è in programma l’intrattenimento musicale di Mirko e il ‘suo’ karaoke.

Da non perdere, sabato e domenica dalle 16, le dimostrazioni del vivo, intrecci e non solo, al Museo del ricamo e del tessile, a cura della Scuola di ricamo di Valtopina e la mostra ‘La bellezza salderà il conto’, di Luca Vannozzi, in biblioteca, dove alle 16 si terrà l’incontro con l’autore.