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Autore: Redazione

“I nuovi CAM e il prezzario regionale”, confronto tra imprese, professionisti e istituzioni

“I nuovi CAM e il prezzario regionale”. Si terrà venerdì 11 luglio, a partire dalle ore 9.30 presso l’Auditorium di Confindustria Umbria, il convegno organizzato da Ance Umbria, Regione Umbria e Rete delle Professioni Tecniche Umbria.

Un incontro operativo rivolto a imprese e professionisti, per illustrare come il prezzario regionale abbia recepito i Criteri Ambientali Minimi e cosa questo comporti in termini pratici. Un passaggio strategico per garantire una maggiore sostenibilità delle opere pubbliche e delle fasi di lavorazione, valorizzando lo sforzo delle imprese e rafforzando il legame tra costruzioni e territorio.
In questo senso, il recepimento dei CAM nel prezzario rappresenta anche un importante cambio di prospettiva nei rapporti con le stazioni appaltanti, chiamate a riconoscere – anche economicamente – l’impegno delle imprese in termini di qualità ambientale e innovazione nei processi.
Dopo il saluto del presidente di Confindustria Umbria Vincenzo Briziarelli, introdurranno i lavori il presidente di ANCE Umbria Albano Morelli, l’assessore regionale Francesco De Rebotti e Livio Farina per la Rete delle Professioni Tecniche dell’Umbria.

Gli aspetti tecnici del recepimento dei CAM nel prezzario, con particolare attenzione ai lavori stradali, saranno affrontati da Paolo Gattini (Regione Umbria), Patrizia Macaluso (Osservatorio contratti pubblici della Regione) e Maurizio Bocci (già professore ordinario alla Università Politecnica delle Marche). Le conclusioni saranno affidate a Gianluca Paggi, direttore Governo del Territorio, Ambiente, Protezione civile, Riqualificazione urbana e Coordinamento PNRR della Regione Umbria.

Riqualificazione imprese commercio, risorse aggiuntive per l’Avviso Rinnova

La Giunta regionale dell’Umbria ha approvato un incremento di 655.916,03 euro a favore dell’“Avviso Rinnova”, misura finalizzata alla riqualificazione delle imprese commerciali umbre. L’atto, proposto dall’assessore allo sviluppo economico Francesco De Rebotti, si basa sull’esigenza di ampliare la platea dei beneficiari, in seguito all’elevato numero di istanze ammissibili.

Le risorse aggiuntive derivano da due fonti: 455.916,03 euro dai Fondi FOSMIT (Fondo per lo Sviluppo delle Montagne Italiane) e 200.000 euro dal Fondo Unico del bilancio regionale 2025–2027.

Le nuove risorse stanziate permetteranno ora di sostenere ulteriori 37 progetti ritenuti ammissibili ma inizialmente non finanziabili per esaurimento dei fondi.

“Con questo provvedimento – dichiara l’assessore De Rebotti – diamo una risposta concreta a tante imprese che avevano presentato progetti di qualità, coerenti con gli obiettivi dell’Avviso, ma che erano rimaste escluse per mancanza di fondi. Si tratta di un intervento che rientra nella strategia regionale di sostegno al tessuto produttivo, in particolare nei territori montani e nelle aree interne, dove il commercio di prossimità è presidio economico e sociale fondamentale”.

Le finalità dell’avviso – come previsto anche dalle deliberazioni CIPE e dalle normative regionali – sono in linea con l’obiettivo di contrastare lo spopolamento e sostenere lo sviluppo locale, anche grazie al coordinamento con la Strategia Nazionale per le Montagne Italiane (SNAMI).

La dotazione finanziaria sarà destinata a interventi di riqualificazione strutturale, ammodernamento tecnologico e miglioramento dell’offerta commerciale dei piccoli esercizi.

Salone del Libro di Torino, l’Umbria si è candidata ad essere la regione ospite

L’Umbria si candida ufficialmente ad essere la regione ospite all’edizione 2026 del Salone del Libro di Torino. Un ruolo che il Cuore verde d’Italia non ha mai ricoperto nella storia del Salone.

Se l’Umbria fosse scelta come regione ospite dal Salone del libro per il 2026, avrebbe a disposizione uno spazio espositivo centrale e di rilievo con un programma dedicato a tematiche legate al territorio umbro. Potrà mettere in risalto gli autori locali, le tradizioni letterarie e le eccellenze culturali e artistiche regionali. Inoltre potrebbe promuovere il territorio dal punto di vista turistico e delle sue produzioni d’eccellenza agroalimentari e artigianali.

Da qui l’importanza della candidatura, evidenziata dall’assessore alla Cultura Tommaso Bori: “La visibilità che otterrebbe l’Umbria come regione ospite al Salone permetterebbe di promuovere la cultura, l’editoria, l’arte e il territorio regionale. Ma non solo: sarebbe anche l’occasione per presentare aspetti innovativi della nostra produzione editoriale, ad esempio nel settore dell’editoria d’arte e in quello di fumetti, comics e manga, che attraggono un pubblico più giovane e interessato alle nuove tendenze”.

Il Salone internazionale del libro di Torino è il più importante evento italiano nel campo dell’editoria e uno dei maggiori in Europa, è uno spazio culturale e d’incontro che vanta un numero di presenze significativo – la 37esima edizione, del 2025, ha registrato 231mila visitatori e oltre 7,8 milioni di utenti raggiunti sui social media – ed è un luogo di promozione letteraria sempre più aperto alle nuove generazioni e con uno sguardo accogliente e inclusivo per le persone con disabilità.

Zeno (Filt Cgil): “Si blocchi la privatizzazione di Ferrovie dello Stato”

“Si blocchi immediatamente il processo di privatizzazione di Ferrovie dello Stato, è l’unico elemento che può salvare i pendolari umbri”. E’ la richiesta avanzata dalla Filt Cgil attraverso il segretario generale Ciro Zeno, a Orvieto, durante l’incontro con la stampa davanti alla stazione ferroviaria indetto per fare il punto sulle problematiche delle linee ferroviarie Firenze-Roma, Perugia-Foligno e Terni-Roma che stanno provocando disagi a migliaia di cittadini ogni giorno.

“Bene i sindaci con la fascia tricolore a Roma, bene la presa di posizione della Regione Umbria e di tutte le istituzioni locali – ha proseguito Ciro Zeno –, ma manca la fine di questo percorso e cioè un atto formale, una linea di indirizzo, da recapitare al ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Matteo Salvini e al ministro dell’Economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti per chiedere di fermare la privatizzazione”.

“Non si possono impiegare per andare a Roma – ha ribadito il segretario Zeno – due ore da Orvieto o Terni, quattro ore da Perugia o tre ore da Foligno, non è questo il futuro. Dobbiamo capire cosa si vuole fare dei trasporti in questa nazione. Se vogliamo mantenere un servizio universale, i treni interregionali devono passare sull’alta velocità, se la scelta è quella di un servizio commerciale abbiamo distrutto la vita dei pendolari in Umbria. Se non si cambia la strategia del governo rispetto all’idea di privatizzare tutto sarà un disastro e i territori umbri resteranno fuori dal mondo”.

“Nello scenario che si sta prospettando – ha ricordato Ciro Zeno – nel 2026 il servizio universale oggi gestito dal Ministero dei trasporti che riguarda gli Intercity verrà messo a gara, è quindi facile prevedere ribassi dei servizi e l’abbattimento della qualità e delle garanzie per i cittadini. Toccherà poi trasporti regionali, mettendo sul mercato un settore che invece deve garantire i servizi a tutti. Di fronte a tutto questo o si fa marcia indietro a livello di scelte politiche o non riusciremo a fermare il default del sistema”. “Per arrestare tutto questo – ha concluso Ciro Zeno – serve un’azione comune delle istituzioni regionali e locali, indistintamente dal colore politico, che abbia come obiettivo quello di salvare il servizio di trasporto e di fare pressione sul governo. È quello che chiediamo con forza per difendere i diritti dei lavoratori pendolari, ma anche di tutti gli altri cittadini che utilizzano i treni come mezzi di collegamento tra l’Umbria e il resto d’Italia”.

Corsi gratuiti per giovani per diventare autisti di Busitalia

Al via in Umbria la “Busitalia Ode Academy”, con i corsi gratuiti per il conseguimento dei titoli abilitanti alla professione di autista previsti dalla selezione Busitalia (Gruppo FS).

I 21 aspiranti operatori di esercizio (Ode) ammessi hanno iniziato il percorso formativo, interamente sostenuto dall’Azienda, per ottenere la patente D e la Carta di Qualificazione del Conducente (CQC persone). Una volta acquisiti i titoli entro i termini previsti, i candidati saranno assunti con contratto a tempo indeterminato e di apprendistato.

Due dei 21 partecipanti sono donne, un segnale importante in un settore tradizionalmente a prevalenza maschile, ma dove la presenza femminile è in crescita. Attualmente, nella Direzione Operativa Umbria di Busitalia operano 835 autisti, di cui 36 donne.

La selezione effettuata è stata aperta a candidati tra i 21 e i 29 anni, in possesso della patente B e/o D1 o D, anche non ancora abilitati con CQC, con l’obiettivo di ampliare la platea dei potenziali candidati e favorire il ricambio generazionale, offrendo un’opportunità concreta di formazione professionale e inserimento nel mondo del lavoro.

Con questa iniziativa, Busitalia continua a puntare su formazione e valorizzazione professionale, riconoscendo nell’autista una figura strategica per la qualità dell’esperienza di viaggio e confermando il proprio impegno per una mobilità sempre più inclusiva, sostenibile, integrata e attenta alle pari opportunità.

Spettacoli dal vivo, l’allarme di 7 Regioni: il caso Umbria Factory Festival

Spettacoli dal vivo, appello al Governo da parte degli assessori di sette Regioni. Regioni che esprimono preoccupazione e sconcerto per l’attuale situazione del sistema italiano aggravato dalle recenti scelte del Ministero della Cultura che rischiano di compromettere principi fondamentali come pluralismo, trasparenza e co-responsabilità istituzionale.

L’assessora alla Scuola – Politiche sociali – Politiche Giovanili della Regione Campania Lucia Fortini, l’assessora alla cultura della Regione Emilia-Romagna Gessica Allegni, l’assessora alla cultura della Regione Puglia Viviana Matrangola, il presidente della Regione Toscana, con delega alla Cultura, Eugenio Giani, l’assessora alla cultura della Regione Sardegna, Ilaria Portas, il vicepresidente della Regione Umbria, con delega alla Cultura, Tommaso Bori e l’assessore alla Cultura della Regione Valle D’Aosta Jean-Pierre Guichardaz evidenziano che con la recente pubblicazione dei decreti di assegnazione dei contributi del Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo sono divenuti evidenti gli effetti del D.M. 23 dicembre 2024, n. 463, che ha ridefinito i criteri di assegnazione dei contributi ministeriali.

Scompaiono i riferimenti a innovazione, rischio culturale e dimensione internazionale, sostituiti da logiche di mercato basate su biglietti venduti e ricavi. Il Fondo perde così la sua natura pubblica di sostegno alla pluralità e alla sperimentazione, favorendo invece modelli più commerciali. Ne risultano penalizzate proprio le realtà più dinamiche e coraggiose, fondamentali per la vitalità culturale dei territori, soprattutto quelli più fragili e periferici.

Scelte che colpiscono chi innova

Le conseguenze, secondo le sette amministrazioni, sono già evidenti: decine di realtà culturali – festival, compagnie, centri di produzione – sono state escluse o pesantemente ridimensionate in base a criteri poco trasparenti, in un quadro che colpisce con particolare durezza chi lavora in ottica di innovazione, inclusione e funzione sociale.

Nei territori regionali, tutto ciò comporta un progressivo impoverimento dell’offerta culturale, che rischia di accentuare divari già esistenti tra aree centrali e periferiche, tra grandi istituzioni consolidate e organismi agili ma fondamentali per il presidio culturale e la coesione delle comunità.

Alcuni esempi dei casi più eclatanti:

Festival Santarcangelo dei Teatri (Rimini): punteggio ridotto da 28 punti del consuntivo 2024 a 14 del preventivo 2025, innovazione valutata 2.7/10

MicroMacro Festival (Parma): escluso dal sistema di finanziamenti dopo un consuntivo 2024 con punteggio 20,2 ad un preventivo 2025 con punteggio 8,9

Fuorimargine (Cagliari): declassato da centro di produzione a festival

Sardegna Teatro: cancellata totalmente la rassegna danza con un punteggio declassato da 26 a 9

Festival Inequilibrio di Castiglioncello (LI): salvato per 0,1 punti, ma con un taglio di 10 punti dal consuntivo 2024

Teatro della Toscana (Teatro della Pergola di Firenze): declassato da Teatro Nazionale a TRIC

Umbria Factory Festival (Foligno, PG): escluso dal sistema di finanziamenti dopo un consuntivo 2024 con punteggio 18 declassato a 8,5

AlphaZTL (Brindisi): escluso dal sistema di finanziamenti dopo un consuntivo con punteggio di 23 nel 2024 declassato a 8,5

BIG Bari International Gender festival (Bari), 11 edizioni declassato da 29 a 11

Fondazione Campania dei Festival (Napoli), festival con punteggio ridotto da 27,7 punti del rendiconto 2024 a 14,1 del 2025

Decine di enti costretti ad annullare programmazioni già avviate o in corso d’opera, lasciando senza lavoro centinaia di professionisti e professioniste della cultura e centinaia di spettatori privati della possibilità di fruire liberamente di programmi culturali di qualità.

Una crisi di rappresentanza e legittimità

In dissenso con queste scelte, tre commissari – espressione di ANCI, UPI e Conferenza delle Regioni – hanno rassegnato le dimissioni dalle Commissioni consultive teatro e multidisciplinare, che oggi risultano operative ma prive di rappresentanza istituzionale. Un gesto che segnala una rottura profonda con le modalità con cui si sta orientando la governance del settore.

Questa crisi di rappresentanza mina la legittimità delle decisioni assunte e il necessario equilibrio tra valutazione tecnica, equità e co-responsabilità istituzionale.

Un appello per un dialogo serio e strutturato

Gli assessori firmatari, nel ribadire il proprio impegno per la crescita del settore e il riconoscimento del suo valore sociale e democratico, chiedono:

l’azzeramento e la ricostituzione delle Commissioni teatro e multidisciplinare, con un bilanciamento tra competenze tecniche e rappresentanza istituzionale. Si ritiene necessario che la commissione multidisciplinare sia composta da professionisti esperti della materia e non costituita attingendo ai membri delle altre commissioni; che le istanze di riesame previste dal Decreto Direttoriale n. 691 del 19 giugno 2025, attuativo del D.M. 463/2024, siano affrontate con la massima attenzione, serietà e trasparenza; l’apertura di un tavolo di confronto reale e istituzionalmente riconosciuto per ridefinire i parametri di valutazione del FNSV, evitando soluzioni unilaterali come l’istituzione di gruppi tecnici non concertati e non rappresentativi.

“Solo attraverso un confronto leale e partecipato, che valorizzi la pluralità dei territori e dei linguaggi, sarà possibile restituire fiducia al sistema e assicurare un futuro solido allo spettacolo dal vivo in Italia”. Le Regioni si dicono pronte “a fare la propria parte”.

Affari di inizio saldi, socialità e divertimento: la “Shopping Night” ha fatto centro a Terni

Un’occasione per fare affari nel primo giorno di saldi. Un’occasione per prendere un aperitivo e cenare in centro. Un’occasione per ritrovarsi in compagnia in un centro animato fino a tarda ora.

Ha fatto centro la “Shopping Night” a Terni, l’iniziativa organizzata da Confartigianato Imprese Terni, con il patrocinio del Comune di Terni e l’impegno dei Comitati di Via, che ha coinvolto numerose attività commerciali e artigianali. Richiamando tanti visitatori, che si sono gustati un sabato sera in un’atmosfera vivace, accogliente e ricca di opportunità per lo shopping e l’incontro.

Soddisfatto Mauro Franceschini, presidente di Confartigianato Imprese Terni: “La serata ha dimostrato che quando si lavora insieme con entusiasmo, concretezza e spirito collaborativo, Terni risponde. I saldi iniziati dalla mattina hanno mostrato un buon avvio, il centro nella serata si è riempito di persone e si è respirato un clima di festa e socialità che mancava da tempo. Questo è il segnale che il commercio e l’artigianato locali hanno bisogno di eventi strutturati, ben promossi e soprattutto condivisi da tutta la rete imprenditoriale”.

Numerosi i riscontri positivi raccolti dai commercianti e artigiani, che hanno apprezzato la promozione capillare dell’iniziativa e l’attenzione rivolta all’animazione di qualità come strumento di accompagnamento allo shopping e non come sostituzione.

“Abbiamo visto cittadini tornare a vivere le vie del centro – prosegue Franceschini – e questo per noi è un primo grande risultato. È importante continuare su questa strada, potenziando la rete, e ascoltando con attenzione tutte le segnalazioni, che arrivano da chi è in prima linea con le proprie attività”.

Confartigianato ringrazia il Comune di Terni, i Comitati di Via e tutti coloro che hanno partecipato attivamente alla realizzazione dell’evento e naturalmente i cittadini, che con la loro presenza hanno dato senso e valore all’intera iniziativa.
“”Shopping Night 2025″ – conclude Michele Medori, segretario di Confartigianato Terni – è stata un’occasione per rinsaldare il legame tra la città e le sue attività economiche, mostrando come il centro di Terni possa essere vivo, accogliente e dinamico anche nelle sere d’estate”.

Una soddisfazione evidente anche nelle foto pubblicate da Confartigianato Imprese Terni sulla propria pagina social. L’associazione conferma dunque il proprio impegno per lo sviluppo del tessuto commerciale locale e per la promozione di sempre nuove iniziative condivise, in ogni parte dell’anno, capaci di valorizzare la città e le sue energie migliori.

Riaperture a Cascia, una speranza per tutta l’area del sisma

Una giornata importante per la comunità di Cascia, che ha visto la riapertura di due luoghi simbolo colpiti dal sisma, tornati a vivere nello stesso giorno: Palazzo Frenfanelli, sede storica del Comune, e la Chiesa di San Francesco, cuore spirituale e culturale della città.

Ma è stata una giornata carica di significato e di speranza per tutta l’area del sisma, impegnata nella ricostruzione e nella piena ripresa economica e sociale della propria comunità.

La riapertura del municipio un intervento di recupero da 1,6 milioni di euro, è avvenuta alla presenza del ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci, del commissario alla ricostruzione Guido Castelli, dell’arcivescovo di Spoleto–Norcia Renato Boccardo e della presidente della Regione Umbria Stefania Proietti.

“Dopo il dolore festeggiamo la casa comunale e la casa spirituale, una doppia ricostruzione in favore di una comunità che, come raramente mi è capitato di osservare, è legata da un grande e profondo senso di appartenenza” ha dichiarato il ministro Musumeci.

“Due case, quella civica e quella religiosa, tornano alla comunità casciana colpita dall’ultimo terremoto del 2016 – ha affermato la presidente della Regione Stefania Proietti -. Terremoto che provocò ferite profonde, danneggiando abitazioni, scuole, chiese e ospedale. Ma la gente di Cascia nonostante il dolore si è fatta forza ed è ripartita. Oggi in un contesto di rinascita celebriamo un modello di speranza. Qui a Cascia c’è l’Umbria e l’Umbria e’ Cascia”.
Il sindaco Mario de Carolis ha sottolineato come la riapertura di Palazzo Frenfanelli abbia permesso di riportare in un’unica sede tutti gli uffici dell’ente, i servizi e il personale, fino a ieri dislocati in sedi provvisorie. “Una giornata importantissima per Cascia – ha aggiunto – che rappresenta però solo un traguardo, lavoro da fare è tanto, ma lo stato della ricostruzione è confortante”.

A pochi passi dal municipio, nella stessa giornata, è stato presentato il progetto “Sibillia AI” all’interno della tavola rotonda istituzionale “L’intelligenza artificiale racconta la Chiesa di San Francesco”. Un momento di grande intensità che ha celebrato non solo la riapertura della chiesa, ma anche l’inizio di una nuova fase di fruizione del patrimonio artistico e spirituale, grazie a una guida vocale e conversazionale basata su intelligenza artificiale.

“Sibillia AI” ideata dalla dottoranda Sara Ferretti dell’Università di Perugia e sviluppata con Agnese Beatrici e Leonardo Angelini per il Comune di Cascia, è la prima esperienza italiana in cui il visitatore può “dialogare” direttamente con il luogo sacro, ascoltandone la storia, le opere e le emozioni, inclusa la più antica raffigurazione di Santa Rita.

“La tecnologia non sostituisce la memoria, ma la rende viva, accessibile e condivisa. Con Sibillia AI l’Umbria – ha detto la presidente Proietti – dimostra che la ricostruzione è anche culturale, identitaria e partecipata. Diamo voce a una chiesa segnata dal sisma e restituiamo dignità istituzionale a un Comune che torna a essere punto di riferimento per cittadini e amministratori. È così che la nostra Regione costruisce futuro: unendo tradizione e innovazione, cura dei luoghi e centralità delle persone. L’Umbria conferma così il proprio ruolo guida nella gestione della ricostruzione post-sisma e nell’adozione di modelli innovativi di valorizzazione culturale, capaci di generare appartenenza, bellezza e nuove economie. A Cascia il futuro ha ripreso forma e voce”.

“L’Umbria che Spacca”, finale col botto con Guè e Lucio Corsi

Dopo tre giorni da record, che hanno visto migliaia di persone affollare il Main Stage dei Giardini del Frontone di Perugia per le performance mozzafiato dei Baustelle, la “notte in rosa” di Gaia e Rose Villain, e sabato con la serata dedicata ai giovani con l’energia di Mones, Minimal, e poi Giuse The Lizia, Centomilacarie e il duo Psicologi, “L’Umbria che Spacca” si prepara al gran finale nel weekend.

Il sabato si annuncia esplosivo. Dopo Marcy, D-Verse & Upstairz, Siso, e la carismatica Beba con le sue rime affilate e il flow potente, il finale sarà affidato alla leggenda dell’hip hop italiano: Guè è pronto a conquistare il palco.

La serata conclusiva vedrà l’esibizione di Garpets 30k e Onisaiba, seguiti dai giovanissimi Les Votives con la loro carica ribelle e contemporanea. Il festival si chiuderà in bellezza con l’attesissimo concerto del cantautore toscano Lucio Corsi. Il concerto è ad ingresso gratuito fino a raggiungimento della capienza. Per godersi al meglio l’esperienza, si consiglia quindi di arrivare presto per assicurarsi il posto. Una volta raggiunta la capienza sarà consentito l’accesso solo a seguito dell’uscita del pubblico già entrato.

Così annuncia il suo concerto Lucio Corsi: “Inseguire le canzoni di città in città è senza dubbio la cosa che amo di più, è la cosa che sogno da quando ero bambino. Salire sul palcoscenico vuol dire incontrare la musica, come dice Paolo Conte in ‘Alle prese con una verde milonga’. Inoltre, ogni palco è un trampolino verso un’altra realtà, lassù riesco davvero ad immaginare di essere qualcos’altro. Sono in tour per tutta l’estate. Il tipo di approccio al live è molto rock’n’roll, tutto riarrangiato e sul palco con me ci sarà la mia solita formazione, la mia banda con cui suono dal liceo. Saremo in 7, con tante chitarre ma ci sarà anche l’organo, la batteria e i cori. Io mi alternerò fra chitarra elettrica, acustica, pianoforte e armonica. Questa è la linea da seguire: avere un sacco di strumenti e stare in giro a suonare il più possibile, e spero di continuare così anche dopo settembre. Avrò anche le mie spie con me, che preferisco agli in-ear: l’esibizione live vive di aria, non di tapparsi ognuno nella propria bolla, dove non senti niente se non la musica in cuffia. Anche quando vado a un concerto voglio vedere e sentire qualcosa di diverso da un album che posso ascoltarmi a casa; i live che amo sono fatti in questo modo, con la musica che gira nell’aria, dove se le spie fischiano va bene lo stesso perché fa parte dello show, anzi ti inizi a inventare un momento sul palco per esorcizzarle, sono ferrato”.

Cammino dell’intrepido Larth, record nel primo semestre 2025

Una primavera con numeri straordinari sul fronte delle presenze traina un semestre da record per il Cammino di trekking dell’Intrepido Larth. Il primo progetto di marketing territoriale mai realizzato tra Orvieto, Bolsena e Civita di Bagnoregio potrebbe chiudere l’anno in corso con un incremento di visitatori esattamente doppio rispetto al 2024, se si confermerà il trend di questi primi sei mesi. Prendendo come riferimento il numero delle credenziali ritirate dai camminatori, emergono delle cifre concentrate solo tra il 20 aprile ed il 30 giugno che testimoniano la presenza di 1012 turisti, ovvero la stessa quantità che si era registrata nel corso dell’intero 2024. Più nel dettaglio, tra gennaio ed il 28 febbraio sono state consegnate 51 credenziali, 156 tra marzo e Pasqua ed oltre mille da Pasqua a fine giugno. 

Da gennaio a fine giugno dunque oltre 1200 camminatori hanno percorso il tragitto che unisce in un percorso ad anello di 58 chilometri Orvieto con Bolsena e con Civita.

“Il progetto – spiegano gli organizzatori-è stato ideato per raggiungere tre obiettivi che sono la destagionalizzazione dell’offerta turistica del territorio, l’incremento in termini assoluti del numero dei visitatori in maniera tale da trasformare questa forma di turismo lento in un valore aggiunto per la nostra economia turistica e l’avvio di una collaborazione strategica a livello territoriale con alcune località del Lazio.  A distanza di un anno e mezzo dall’avvio dell’iniziativa-aggiungono-si può dire che i risultati si stiano raggiungendo anche se le ambizioni sono molto elevate ed il lavoro da svolgere ancora tanto“.

Il 2025 dovrebbe chiudersi con oltre 2000 turisti complessivi, seppur si tratti sempre di un dato conteggiato per difetto perché non tutti i camminatori ritirano le credenziali. “Il progetto ha un valore fortemente sociale e di condivisione comunitaria-aggiungono i promotori-e anche questo aspetto ha visto importanti progressi, non solo con il coinvolgimento economico dei produttori ed artigiani locali nella realizzazione de gadget, ma anche per quanto riguarda l’obiettivo del rilancio del borgo di Sugano, prima meta del percorso” aggiungono. Lo scorso anno, a Sugano hanno infatti transitato centinaia di persone, mentre da un paio di mesi ha preso il via la realizzazione di una biblioteca ad uso pubblico, come primo passo del più ampio “Progetto Sugano”.

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