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Autore: Redazione

Prorogato fino al 2027 il transito dei treni regionali sulla Direttissima

Prorogato per due anni il mantenimento dei treni regionali sulla linea direttissima Roma – Firenze. L’annuncio è stato anticipato a Il Sole 24 ore dal presidente dell’Autorità di regolazione trasporti (Art), Nicola Zaccheo.

Una soluzione che evita tempi di percorrenza lunghissimi per i pendolari, lavoratori e studenti.

Un provvedimento che viene accolto con soddisfazione da tutti gli schieramenti politici.

Dal centrodestra, che rivendica l’azione che ha portato il Governo e in particolare il ministro Salvini a concedere la proroga.

Dal centrosinistra, che lo considera un effetto del pressing effettuato da tutte le Regioni interessate.

Nuovo regolamento Ztl a Spoleto, Confcommercio preoccupata chiede un confronto

“No a decisioni unilaterali sulla Ztl”. Confcommercio Spoleto chiede un confronto sul nuovo regolamento per le autorizzazioni di transito e sosta nella Zona a Traffico Limitato che l’amministrazione comunale si appresta a varare. Un atto che, se confermato, per l’associazione rappresenterebbe “l’ennesima decisione calata dall’alto, senza alcun confronto preventivo con le categorie economiche e i residenti”.

“È inaccettabile – sottolinea il presidente di Confcommercio Spoleto Tommaso Barbanera – che l’Amministrazione scelga di definire regole e modalità senza passare per la Commissione di studio sui temi di interesse del centro storico, organismo che era stato fortemente voluto da Confcommercio proprio per affrontare, in maniera condivisa, le strategie di rilancio e di gestione della città storica. La Commissione, costituita con la partecipazione di consiglieri comunali di maggioranza e opposizione, associazioni di categoria, residenti e Consulta giovanile, è stata convocata una sola volta, il 16 giugno scorso, e da allora non ha più operato. E oggi veniamo a sapere che si procede con scelte unilaterali: questo è un metodo che non possiamo accettare”.

La Commissione, nata a seguito delle proteste contro l’ampliamento dei varchi ZTL, non era stata pensata solo per discutere di viabilità e traffico, ma per avviare una “cabina di regia” tra pubblico e privato in grado di affrontare temi fondamentali per la rinascita del centro storico: politiche abitative, decoro urbano, sostegno alle attività economiche, sviluppo del terziario, sicurezza e vigilanza, distretti del commercio.

“Ad oggi – aggiunge il presidente di Confcommercio Barbanera – di tutto questo non è stato fatto nulla. Al contrario, l’Amministrazione procede per conto proprio, arrivando addirittura a predisporre un regolamento sulle autorizzazioni di transito e sosta, dopo la delibera di giunta n. 475 del 30 dicembre 2024 che prevede l’installazione futura dei controlli elettronici su tutta l’area ZTL. Ci chiediamo: come mai non si è fatto un passaggio nella Commissione di studio? Come mai si continua a eludere il confronto con chi rappresenta le imprese, i cittadini, gli operatori del turismo e della ristorazione? Dove e quando sarebbe stato attivato lo studio che, secondo l’assessore alla viabilità, dovrebbe aver analizzato le esigenze degli utenti?”.

Confcommercio Spoleto – insieme a Federalberghi territoriale, ConSpoleto e Fipe – ribadisce con fermezza che le categorie devono essere ascoltate e tutelate, soprattutto in decisioni che incidono direttamente sulla vita economica e sociale del centro storico.

“Devono essere ascoltate – aggiunge Filippo Tomassoni di Federalberghi Spoleto – perché le nostre imprese sono il primo terminale di contatto del turista che arriva e soggiorna in città. Quotidianamente siamo chiamati a gestire i problemi logistici dei nostri clienti, conosciamo perfettamente le criticità e le cose da migliorare per alzare il livello di accoglienza e di qualità della nostra città. Chi può, da dentro il Palazzo, dimostrare una conoscenza del problema migliore della nostra?”

“Chiediamo all’Amministrazione comunale di Spoleto – conclude Tommaso Barbanera – di fermarsi e di aprire immediatamente un confronto vero e trasparente nella Commissione di studio, luogo deputato a discutere delle scelte strategiche per il futuro del cuore della città. Solo così sarà possibile costruire una visione condivisa e attuare politiche realmente efficaci per la nostra città”.

Furgone travolge operaio, chiuso un tratto della E45

Il furgone è piombato sul cantiere, travolgendo e ferendo un operaio che stava lavorando sulla E45.

Chiusa al traffico la carreggiata in direzione Terni tra gli svincoli di Acquasparta e Montecastrilli, in provincia di Terni, a causa di un incidente. Il traffico è deviato sulla viabilità secondaria con indicazioni sul posto.

Sul posto è intervenuta la polizia stradale e le autorità competenti per tutti gli accertamenti del caso.

(foto generica d’archivio)

“L’AI spiegata semplice”, al via il ciclo di incontri formativi gratuiti

Venerdì 19 settembre dalle 9 alle 12, al DigiPASS di piazza del Melo a Perugia, si terrà l’evento regionale di apertura dell’iniziativa “L’AI spiegata semplice”, un ciclo di incontri formativi gratuiti focalizzati sull’importanza dell’uso consapevole e sicuro dell’Intelligenza Artificiale generativa.

L’appuntamento, che vedrà la partecipazione del vicepresidente della Regione Umbria e assessore con delega all’Innovazione Tommaso Bori e dell’assessore del Comune di Perugia Andrea Stafisso, sarà trasmesso in collegamento con i Punti Digitale Facile umbri che organizzeranno laboratori pratici in presenza sulle nozioni base dell’AI generativa.

“Con questo ciclo di incontri l’Umbria compie un passo decisivo nella diffusione della cultura digitale – spiega il vicepresidente Tommaso Bori – . L’Intelligenza Artificiale è destinata a trasformare profondamente il lavoro, i servizi e la vita quotidiana e per questo è essenziale offrire ai cittadini strumenti concreti per comprenderne potenzialità e limiti. I DigiPASS diventano così luoghi privilegiati di sperimentazione e crescita delle competenze digitali e contribuiscono a preparare il nostro territorio alle sfide di questa innovazione. Lavoreremo per far sì che l’Umbria diventi un modello, una sorta di laboratorio che sperimenti una trasformazione digitale da esportare in altri territori, e in questo percorso la formazione è un fattore imprescindibile”.

Il programma della giornata prevede l’intervento di esperti di rilievo sul tema: Valentina Poggioni, ricercatrice presso l’Università degli Studi di Perugia, illustrerà cosa è l’AI e quali sono i suoi sviluppi futuri; Daniele Chiappini, tecnologo CNR, approfondirà le opportunità e i rischi dell’AI generativa; Giuseppe Iacono, esperto di competenze digitali e coordinatore attività progetto Repubblica digitale presso il dipartimento per la Trasformazione digitale, affronterà il tema delle competenze necessarie per affrontare il futuro; Guido Scorza, membro Autorità Garante per la protezione dei dati personali e autore del libro “Diario di un chatbot sentimentale”, parlerà della privacy e dei dati personali condivisi con l’AI; Giovanni Lo Leggio, creator digitale, esplorerà il rapporto tra AI e creatività.

Dopo l’evento di lancio del 19 settembre, il progetto proseguirà nei mesi successivi con una serie di incontri locali che saranno organizzati direttamente dai Punti Digitale Facile.

Sedano Nero di Trevi, così il Consorzio ha spinto la produzione in un solo anno

Produzione raddoppiata per il Sedano Nero di Trevi, ad un anno, grazie alla nascita del Consorzio di Tutela. I produttori aderenti guardano al futuro con nuovi ingressi che rafforzeranno ulteriormente la filiera. Un ristrettissimo numero di coltivatori che porta avanti, con metodi tradizionali, la coltivazione di questo antico e caratteristico ortaggio, che si trova solo in questo fazzoletto di terra bagnato dalle acque del fiume Clitunno e soltanto in questo periodo dell’anno.

“Quest’anno, grazie all’adesione di un nuovo produttore, abbiamo raddoppiato la produzione e il prossimo anno prevediamo un’ulteriore espansione – ha dichiarato il vicepresidente del Consorzio, Annibale Bartolomei –. Non si tratta soltanto di una crescita locale: il nostro obiettivo è portare il Sedano Nero di Trevi anche oltre i confini cittadini, nei comuni limitrofi e progressivamente su mercati più ampi. Accanto al prodotto fresco, continueremo a valorizzare anche i derivati, dalla pasta al pesto fino alla birra, per permettere a tutti di gustare questa eccellenza durante tutto l’anno”.

Siamo nella fase dell’imbianchimento, poi c’è la degustazione. Il salto nella produzione è stato annunciato in occasione dell’iniziativa che si è tenuta agli Orti delle Canapine, organizzata dalla Condotta Slow Food di Trevi in collaborazione con il Comune, assessorato all’Agricoltura (presente l’assessore Cinzia Speroni), e con il Consorzio stesso. Una giornata che ha permesso al pubblico di assistere a uno dei momenti più suggestivi della coltivazione: la legatura e l’incartamento delle piante, gesti antichi e tramandati di generazione in generazione che consentono di ottenere il caratteristico imbianchimento, la croccantezza e l’intensità aromatica di questo ortaggio unico, presidio Slow Food e simbolo di Trevi, che potrà essere gustato anche durante l’ottobre trevano.

A spiegare nel dettaglio la storia e le fasi di lavorazione del Sedano Nero di Trevi, è stato Alvaro Paggi, agronomo e presidente della Condotta Slow Food di Trevi, che ha guidato in maniera coinvolgente il gruppo alla scoperta di un prodotto che intreccia natura, cultura e tradizione agricola.

L’iniziativa targata Slow food

L’escursione, partita dal cortile della Chiesa di Santa Maria Pietrarossa, ha condotto i partecipanti tra gli orti irrigati dalle acque limpide del fiume Clitunno, per poi concludersi con la tradizionale “Merenda del contadino” presso l’Azienda Agricola Bartolomei Annibale, tra spalletta di maiale dell’Antica Norcineria Medei, pecorino dell’Azienda Medei di Coste di Trevi, panzanella e verdure delle Canapine, vino Trebbiano Spoletino della Cantina De Conti, liquore Sedanino di Maggiolini e dolci della tradizione

Un momento conviviale molto partecipato che ha confermato ancora una volta come il Sedano Nero di Trevi non sia solo un’eccellenza gastronomica, ma anche un tratto identitario della comunità, capace di unire memoria, cultura e futuro.

Altro caso di febbre Dengue a Perugia, scatta l’ordinanza in alcune vie

Scatta l’ordinanza anti zanzara con disinfestazione e ulteriori provvedimenti in alcune vie di Perugia dopo che la Asl ha accertato un altro caso di febbre Dengue, veicolata dalla zanzara Aedes.

L’ordinanza dispone la disinfestazione adulticida a cura del Dipartimento di Prevenzione dell’Usl Umbria 1 – U.O.C. Igiene e Sanità Pubblica e della società specializzata nei giorni 17 – 18 – 19 settembre, dalle ore 3.00 alle ore 5.00, in corrispondenza di aree pubbliche situate lungo le seguenti vie: VIA DEL COPPETTA, VIALE ORAZIO ANTINORI, VIALE ENZO PAOLO TIBERI, VIA MARCANTONIO BONCIARI, VIA RUGGERO D’ANDREOTTO, VIA LORENZO SPIRITO GUALTIERI, VIA SAN GALIGANO, VIA FRANCESCO MATURANZIO, VIA SERAFINO SIEPI.

Sarà inoltre effettuato un intervento di disinfestazione contro le larve di zanzare, in ambito pubblico il 17 settembre dalle ore 8 alle ore 20 in corrispondenza delle citate vie.

In caso di avverse condizioni atmosferiche o per altre cause di forza maggiore gli interventi devono essere rimandati al primo giorno utile successivo ai giorni programmati.
Inoltre, negli orari dell’intervento di disinfestazione adulticida è disposto il divieto di transito pedonale e la sospensione della circolazione di tutti i veicoli nelle vie sopra elencate, eccetto quelli coinvolti nei trattamenti di disinfestazione, delle forze dell’ordine e dei mezzi di soccorso. L’ordinanza prevede altresì che, durante il tempo necessario all’effettuazione dei trattamenti di disinfestazione adulticida, in corrispondenza di appartamenti, locali e corti esterne siti nelle vie interessate dagli interventi:
-non siano mantenuti ad asciugare indumenti e biancheria all’esterno delle abitazioni;
-porte e finestre di appartamenti/locali siano tenute chiuse per tutto il tempo del trattamento e per almeno 30 minuti dalla fine delle operazioni;
-sia sospeso l’uso di impianti di ricambio di aria;
-gli animali domestici e da cortile siano detenuti all’interno dei propri ricoveri o comunque allontanati e messi al riparo;
-si provveda ad allontanare o mettere al riparo acqua e cibo destinati agli animali;
-si provveda a ricoprire o svuotare le piscine ad uso natatorio;
-in presenza di apiari gli stessi siano preservati con le opportune modalità;
-siano protette o svuotate vasche ornamentali con presenza di pesci, mantenendo al riparo gli stessi;
-nel caso in cui possano essere irrorati anche giardini con arredi e suppellettili e/o aree gioco, siano coperti con teli le strutture, i giochi e gli arredi presenti all’esterno, o lavati accuratamente dopo gli interventi prima di renderli di nuovo fruibili;
-siano protetti colture e ortaggi ricoprendoli in modo adeguato e lavati accuratamente prima del loro consumo;
-sia consentito l’accesso all’interno delle corti private a tutto il personale coinvolto nelle operazioni di disinfestazione (funzionari del Comune, operatori disinfestatori, personale tecnico del Dipartimento di Prevenzione della Usl 1, Servizio Igiene e Sanità Pubblica e operatori della Protezione civile).

La mancata osservanza delle disposizioni dell’ordinanza è punita con una sanzione amministrativa pecuniaria da 25 a 500 euro.

Sciopero Tpl, Filt Cgil e Faisa Cisal: adesione all’80%

Parlano di un’adesione all’80% i sindacati Filt Cgil e Faisa Cisal allo sciopero del trasporto pubblico locale indetto per lunedì, oggi, primo giorno di scuola in Umbria.

‘Tpl, lottò ma perì sotto i colpi delle istituzioni’ si legge sui volantini mostrati in piazza Italia a Perugia, dove Filt Cgil e Faisa Cisal dell’Umbria hanno dato vita ad un presidio davanti ai palazzi di Regione e Prefettura, per protestare contro l’idea della divisione in quattro lotti del servizio di Trasporto pubblico locale (Tpl).

“L’alta adesione che c’è stata – ha affermato Ciro Zeno, segretario generale Filt Cgil Umbria – è un segnale fortissimo Hanno aderito iscritti e non iscritti al sindacato perché molti hanno a cuore questa battaglia, vibra l’anima quando si parla di perdita di posti di lavoro. Oggi è il dodicesimo sciopero che facciamo e non ci arrenderemo fino a quando le istituzioni non ascolteranno questo grido, ‘No ai quattro lotti’, perché significa devastare un settore strategico per l’Umbria. Il trasporto pubblico locale non può essere messo a mercato, è un servizio universale. È cambiata la Giunta ma non le linee di indirizzo. Siamo di fronte a una politica debole, che non ha la forza di contrapporsi ai dirigenti che, ahimè, determinano le scelte politiche. I dirigenti pensano in maniera matematica, i politici dovrebbero pensare per la comunità, si è perso quest’ultimo passaggio”.

“L’adesione allo sciopero è stata alta – ha aggiunto Cristian Di Girolamo, segretario generale Faisa Cisal Umbria – ma siamo preoccupati perché nonostante sia cambiata l’amministrazione regionale non è cambiato nulla per il Tpl. Siamo qui per difendere il diritto alla mobilità per i cittadini e il diritto all’occupazione per i lavoratori. Fare una gara a quattro lotti non dà speranze positive, le clausole sono insufficienti quindi speriamo che questa nostra azione dia uno slancio per rivedere tutto quanto. Un gestore unico crea economie di scala, dividere in quattro lotti significa non poter ottimizzare il personale e i mezzi rispetto al servizio; questa cosa, se dovesse accadere, porterà un aumento delle spese e precarietà tra i lavoratori”.

Turismo, verifiche mirate della guardia di finanza: effettive irregolarità in 24 delle 29 strutture controllate

Guardia di finanza nella provincia di Perugia al setaccio di irregolarità nelle strutture ricettive e locazioni turistiche, con l’obiettivo prevenire e reprimere l’abusivismo e la concorrenza sleale nel settore.
L’attività – spiegano dal Comando provinciale della guardia di finanza di Perugia – si inserisce in un piano di controlli mirati, messo in atto anche a seguito delle numerose segnalazioni provenienti dalle principali associazioni di categoria, tra cui Federalberghi e Assoturismo, che, da tempo, denunciano la proliferazione di attività non in regola, capaci di alterare il mercato e danneggiare gli operatori che rispettano le normative.

Le Fiamme Gialle perugine hanno effettuato verifiche su attività situate nei comuni di Assisi, Foligno, Spoleto, Todi, Gubbio, Campello sul Clitunno e Umbertide.

I controlli sono stati preceduti da una fase di analisi e mappatura del rischio, realizzata anche sulla base delle risultanze delle banche dati e delle informazioni ottenibili dalle piattaforme online.

Dei 29 esercizi ispezionati, ben 24 (percentuale dell’83%) sono risultati non in regola: in diversi casi, è emersa la mancata comunicazione dell’avvio dell’attività ricettiva agli uffici comunali, l’assenza della dichiarazione di locazione degli alloggi e l’omessa esposizione del Codice Identificativo Nazionale (C.I.N.), introdotto dalla legge n. 191/2023 come strumento per garantire trasparenza e tracciabilità dell’offerta ricettiva.

Sono stati, inoltre, segnalati al competente Ufficio dell’Agenzia delle Entrate ricavi non dichiarati per oltre
880.000 euro e segnalati alla competente Autorità Giudiziaria 11 responsabili di altrettante strutture, responsabili di non aver comunicato le generalità degli ospiti, in violazione delle norme sulla sicurezza pubblica. Più in particolare, durante le attività ispettive, sono stati individuati tre soggetti (2 nel comune di Gubbio e 1 nel comune di Umbertide) che avevano concesso in locazione i propri immobili a fini turistici senza alcun tipo di contratto regolare e, soprattutto, senza adempiere agli obblighi fiscali, omettendo di dichiarare ricavi complessivi per oltre 90.000 euro.

A Todi è stata individuata una persona fisica residente all’estero, proprietaria di un immobile, utilizzato per svolgere l’attività di ricezione extra alberghiera, in forma non imprenditoriale. Gli accertamenti effettuati hanno permesso di riscontrare l’omessa dichiarazione dei redditi percepiti per circa 180.000 euro.

Anche a Campello sul Clitunno è stato scoperto un immobile utilizzato per svolgere, in forma non
imprenditoriale, attività di ricezione extra alberghiera: i correlati accertamenti effettuati hanno permesso di riscontrare l’omessa dichiarazione dei redditi per un importo complessivo pari a circa 195.000.

Nel corso delle attività di controllo, sono stati inoltre individuati 3 datori di lavoro che impiegavano 6 lavoratori in nero. Le sanzioni previste per ogni lavoratore irregolare vanno da un minimo di 1.950 a un massimo di 11.700 euro, per un importo complessivo massimo per oltre 70 mila euro.

L’azione di controllo, che – annunciano i finanzieri – proseguirà anche nei prossimi mesi, si inserisce in un più ampio programma di monitoraggio delle attività economiche nella provincia di Perugia, un’area a forte vocazione turistica che attrae ogni anno migliaia di visitatori, soprattutto nel periodo estivo e durante gli eventi culturali e religiosi.

Franceschini (Confartigianato) analizza la fase “complessa” dell’economia ternana

E’ un invito “alla coesione” quello che arriva dal presidente di Confartigianato Terni, Mauro Franceschini, di fronte ad una situazione economica che nel Ternano è definita “complessa”. I cui effetti sono evidenti, come spiega Franceschini in un’intervista rilasciata al Corriere dell’Umbria, a firma di Antonella Lunetti, già dal livello dei consumi pro capite sensibilmente più bassi rispetto alla provincia di Perugia, con la spesa reale che tra il 2019 e il 2023 è calata del 5,5%.

Fa fatica anche il turismo, in una regione che invece complessivamente galoppa: a Terni le presenze sono addirittura scese, da 303mila a 278mila.

Molto, come spiega Franceschini, è legato all’andamento del comparto industriale, con siderurgia e metalmeccanica che però soffrono degli alti costi energetici.

L’inclusione dell’Umbria nella ZES Unica può portare benefici, anche se, sottolinea il presidente di Confartigianato, le regole attuali limitano l’accesso alle piccole imprese. Rischiando così di penalizzare comparti che sono centrali, come l’artigianato e il commercio.

Nell’intervista Franceschini ricorda anche la difficoltà a reperire manodopera, fenomeno che in Umbria pesa più rispetto a quanto avviene mediamente in Italia, con più di 6 aziende su 10 che non trovano le figure di cui hanno bisogno.

Quanto ai rapporti tra Confartigianato e il Comune di Terni, dopo il confronto sulla stampa sul tema degli appalti pubblici, Franceschini ribadisce la disponibilità al dialogo, accogliendo l’apertura del tavolo sugli appalti pubblici, convocato per il 30 settembre. Ma mantiene ferme le tre criticità poste, sulle quali Confartigianato attende risposte sul merito: l’uso frequente del massimo ribasso; la mancata applicazione delle premialità per le imprese locali previste nel Codice Appalti; la scelta di internazionalizzazione, senza la dimostrazione di un concreto vantaggio economico. Temi sui quali Confartigianato auspica un confronto serio, sulla base di dati reali.

“Troppe tasse in Umbria”, l’allarme di Carloni (Cna)

In Umbria un’impresa deve lavorare circa un mese in più rispetto a una dello stesso tipo con sede a Bolzano per onorare gli impegni con il fisco. E’ quanto mostrano i dati dell’osservatorio CNA sul fisco presentati a Roma. Una situazione che preoccupa la Cna dell’Umbria, anche in considerazione degli aumenti Irrap decisi dalla Regione Umbria che scatteranno da gennaio.

Nonostante la lieve flessione registrata dal nostro osservatorio sul fisco rispetto alla precedente rilevazione – afferma il presidente di Cna Umbria, Michele Carloni – la tassazione sulle imprese è ancora troppo alta: a Perugia e Terni una piccola impresa deve lavorare circa un mese in più rispetto a una dello stesso tipo con sede a Bolzano per riuscire a coprire i costi delle imposte nazionali, regionali e locali. E la situazione non potrà che peggiorare per le imprese umbre quando entreranno a regime le nuove addizionali regionali”.

L’osservatorio della CNA, giunto alla settima edizione, ogni anno prende a riferimento un’impresa tipo e ne mette a confronto la situazione sul piano della tassazione nazionale e locale. Il dato che ne è emerso è che nel migliore dei casi, come a Bolzano, quell’impresa nel 2024 ha dovuto lavorare il 46% dell’anno, pari a 169 giorni, solo per chiudere i conti con il fisco.

Ma altrove va anche peggio, a cominciare dall’Umbria, dove le imprese dei capoluoghi di provincia di Perugia e Terni devono lavorare rispettivamente 193 (53%) e 198 giorni (54%) prima di raggiungere il tax free day, quando finalmente potranno cominciare a produrre per se stesse. Nella classifica generale, che vede il capoluogo più virtuoso in testa e quello più esigente nei confronti delle imprese in coda, Perugia si colloca al 73° posto, mentre Terni è al 91°.

La piccola impresa tipo presa in esame dall’osservatorio è di tipo personale, con un costo annuo per i dipendenti di 165mila euro (corrispondenti a 4 operai e 1 impiegato), l’utilizzo di un laboratorio artigiano di 350 mq, un negozio di proprietà destinato alla vendita di 175 mq, ricavi per 431mila euro e un reddito d’impresa di 50mila.

carloni cna

“Va tenuto conto – sottolinea Carloni – che questi calcoli sono stati fatti su dati del 2023, gli ultimi disponibili in materia di tasse erariali, comunali e regionali. Ciò che ci preoccupa ulteriormente è che in Umbria, dal 2025, c’è stato un sostanziale incremento sia delle addizionali regionali che della Tari: questo significa che l’anno prossimo la tassazione sulle imprese umbre sarà ancora maggiore, con il conseguente aumento dei giorni necessari a coprire i costi fiscali. Imposte così pesanti rappresentano un vincolo molto grande per la crescita delle imprese, che per la ricchezza e i posti di lavoro creati meriterebbero un fisco più leggero, semplice ed equo. Un passo verso una tassazione nazionale più giusta potrebbe essere quello di equiparare le detrazioni fiscali a prescindere dalla tipologia di reddito. Oppure distinguere, anche nelle aziende personali, la tassazione sul reddito d’impresa distribuito tra i soci e quello destinato agli investimenti”.

“A livello locale, invece – prosegue il presidente di Cna – non possono più attendere le riforme che chiediamo da tempo per razionalizzare e ottimizzare la spesa pubblica. Mi riferisco alla necessità di andare verso un accorpamento delle società partecipate dalla Regione Umbria, di chiudere il ciclo dei rifiuti, di riorganizzare il trasporto pubblico puntando sui servizi a chiamata e, infine, di tornare a pensare alla riorganizzazione dei Comuni nelle cosiddette aree interne, soggette ormai da un ventennio a un progressivo spopolamento. Non si può continuare a chiedere alle imprese di crescere e di investire per aumentare la produttività, l’occupazione e i redditi da lavoro se oltre il 50% dell’anno è assorbito dalle tasse” conclude Carloni.