Skip to main content

Autore: Redazione

Riorganizzazione Coop – Superconti, Confartigianato: attenzione anche all’indotto

Includere l’indotto nel piano industriale e nella riorganizzazione della rete Unicoop Etruria (Coop e Superconti). E’ quanto chiede Confartigianato Imprese Umbria nel giorno dello sciopero delle organizzazioni sindacali dopo il primo confronto sul piano di riorganizzazione dei punti vendita che interessa anche l’Umbria.

Una vicenda che Confartigianato Imprese Umbria sta seguendo con grande attenzione.

L’Associazione prende atto degli impegni assunti dal Gruppo per la gestione della riorganizzazione del personale, che prevede un importante stanziamento di risorse private e l’attivazione di percorsi di accompagnamento per le unità lavorative coinvolte, evitando così l’apertura di licenziamenti collettivi e di piani di crisi ministeriali.

Pur apprezzando gli sforzi per il personale diretto, Confartigianato Imprese Umbria pone l’attenzione sugli impatti che la riorganizzazione sta avendo e potrebbe ancora avere sull’indotto.

“Ricordiamo – è scritto in una nota di Confartigianato – che la prima fase del piano ha già comportato l’uscita di alcune attività come il centro lavorazione carni di Terni, con effetti sul tessuto economico locale. Oggi, il piano che prevede cessioni di rete in Umbria e nei territori confinanti del Lazio suscita preoccupazione, data l’operatività delle imprese artigiane umbre in queste aree”.

L’indotto – composto da manutentori, tecnici, imprese di pulizia, servizi logistici, fornitori e numerose aziende artigiane – è una componente vitale del sistema economico regionale. Confartigianato Imprese Umbria non vuole che il peso sociale della riorganizzazione ricada interamente sui territori e sull’artigianato. Per questo pone all’attenzione di tutti i soggetti coinvolti l’impatto del piano sulle aziende dell’indotto e sulle loro maestranze.

L’obiettivo – per Confartigianato – deve essere quello di ottenere un quadro chiaro del nuovo piano industriale e valutare le conseguenze complessive sui singoli territori, ponendo particolare attenzione: all’indotto artigiano e ai servizi di prossimità; alla continuità dei servizi e al presidio economico delle comunità locali.

“Confartigianato Imprese Umbria – conclude la nota – seguirà attentamente l’evoluzione della vicenda, portando le istanze delle imprese artigiane presso le sedi opportune”.

Protesta agricoltori, a Bruxelles anche delegazioni dall’Umbria

Confagricoltura Umbria sarà presente con una propria delegazione giovedì 18 dicembre a Bruxelles, dove il mondo agricolo europeo si riunirà per difendere il settore dalle politiche attualmente messe in atto dalle istituzioni comunitarie.

Attese nella capitale belga oltre 40 organizzazioni provenienti dai 27 Stati membri dell’Unione europea, per un totale di più di 10.000 partecipanti.

“Chiediamo all’Europa – tutti uniti – politiche adeguate ai tempi e alle reali necessità del settore”, dichiara Fabio Rossi, presidente di Confagricoltura Umbria. Che poi aggiunge: “Senza interventi concreti, tra meno di dieci anni non saremo più in grado di reggere il mercato. Non chiediamo sussidi, ma incentivi capaci di garantire produzione, qualità e sicurezza alimentare, oltre a certezze per il futuro dei giovani imprenditori agricoli”.

“Se l’Europa, come sembra, è intenzionata a disinvestire sull’agricoltura – prosegue Rossi – il rischio è quello di implodere di fronte alle altre potenze mondiali. Le risorse previste per la prossima Pac sono di fatto insufficienti, così come risultano inefficaci le tutele europee rispetto agli altri mercati globali. Produttività, competitività e innovazione non vengono valorizzate nel modo corretto”.

In un contesto di risorse limitate, è inoltre fondamentale che i fondi disponibili vengano convogliati prioritariamente verso gli agricoltori attivi che fanno impresa, ovvero coloro che producono, generano reddito e creano occupazione. Solo così è possibile garantire una sostenibilità reale, non solo economica ma anche sociale, capace di mantenere vivo il tessuto produttivo dei territori e di assicurare un futuro all’agricoltura europea.

Le richieste che Confagricoltura, insieme al Copa-Cogeca – l’associazione europea degli agricoltori e delle cooperative agricole – porterà all’attenzione delle istituzioni comunitarie sono chiare: una politica agricola davvero unitaria, un budget adeguato e non ridotto del 20% come attualmente previsto, meno burocrazia e una visione complessiva orientata alla crescita e alla prospettiva futura del settore. Elementi che, ad oggi, l’Europa non è ancora in grado di garantire.

“Violenza economica”, a Perugia il focus di Adoc Umbria

Terzo appuntamento per gli eventi di approfondimenti dell’Adoc Umbria sulla violenza di genere. Il tema del prossimo focus sarà la “Violenza economica – come si manifesta e come si contrasta”, in programma venerdì 19 dicembre, a partire dalle ore 15, presso l’Aula 3 del Dipartimento di Giurisprudenza, in via Pascoli 31 a Perugia.

Apriranno i saluti istituzionali di Marina Conti, presidente Adoc Umbria, del segretario generale Uil Umbria Maurizio Molinari, poi Giulia Valentini, responsabile Cpo Umbria e Barbara Brindisi di Uil Rua. I relatori saranno la presidente nazionale di Adoc Anna Rea, la direttrice di Banca d’Italia – Perugia Miriam Sartini e poi Fausto Cardella, presidente della Fondazione Umbria Prevenzione Usura, l’avvocato Margherita Scalamogna come consulente Adoc Umbria e l’avvocato Maurita Lombardi, presidente di ‘Liberamente donna’. A moderare i lavori sarà Ada Girolamini. Conclusioni affidate alla segretaria confederale Uil nazionale Ivana Veronese.

“La violenza economica è una delle forme più subdole e meno riconosciute di violenza, ma anche una delle più diffuse. Si manifesta quando una persona è privata della libertà di gestire o disporre delle proprie risorse economiche, o quando la sua dipendenza finanziaria da altri diventa uno strumento di controllo, ricatto o annientamento personale, o per mancanza di totale autonomia economica: quando percepiscono stipendi troppo bassi per vivere dignitosamente, quando mancano nuove competenze per entrare o restare nel mondo del lavoro, o quando il lavoro stesso non basta per garantire indipendenza”, dicono Adoc Umbria e Uil Umbria. Da qui il progetto che è in corso sul territorio, per prevenire qualsiasi fenomeno e indirizzare verso realtà di sostegno concreto.

Acacia Group, ad Amelia il Galà delle Imprese 2025

Lo showroom di Talenti Spa ad Amelia ha ospitato il Galà delle Imprese 2025 firmato Acacia Group, l’appuntamento che ogni anno raduna l’élite dell’imprenditoria umbra attorno a numeri, storie e visioni di futuro.

Nel corso della serata, Francesco Pace, ideatore del Galà e anima di Acacia Group, ha voluto consegnare un riconoscimento speciale: la “Chiave del Successo” a Fabrizio Cameli, patron del gruppo Talenti. Un gesto che è molto più di un premio: è il modo con cui Acacia rende omaggio a un imprenditore che ha saputo trasformare un’intuizione in un linguaggio internazionale del design, mantenendo però saldo il legame con la propria terra. Cameli viene raccontato come esempio di genio imprenditoriale che parte dall’Umbria e parla al mondo, mentre Pace e Acacia si confermano capaci di valorizzare storie che uniscono visione, coraggio e radici.

Il Galà delle Imprese non è solo numeri e riconoscimenti: è anche esperienza, cura del dettaglio, atmosfere. La cena di gala è stata affidata alle mani di Maurizio Serva, chef 2 stelle Michelin del ristorante La Trota, che ha portato in tavola una cucina fatta di ricerca, territorio e leggerezza, trasformando ogni piatto in un racconto. A completare il percorso gastronomico, le delizie del Maestro pasticcere Nicola Antonacci della Pasticceria Settevalli, che ha ‘interpretato la serata’ con creazioni pensate ad hoc, chiudendo l’esperienza con una nota di dolcezza elegante e contemporanea, perfettamente in sintonia con il contesto Talenti.

Non sono mancate le sorprese: tra un premio e un brindisi, gli ospiti sono stati coinvolti dalle performance del mentalista Aldo Aldini, che ha regalato momenti di stupore, ironia e partecipazione. Un modo per ricordare che il Galà delle Imprese è sì un appuntamento istituzionale, ma anche una serata emozionale, in cui il networking si mescola al piacere di stare insieme e di condividere visioni, idee, futuro.

Cuore del Galà, come sempre, la consegna dei premi che raccontano il talento e la solidità del tessuto imprenditoriale umbro. Figura simbolica della serata, Francesca Di Maolo è stata celebrata con il premio ‘Gentilezza’. La sua testimonianza mette al centro la profondità umana. In un contesto spesso dominato solo dai numeri, la storia del Serafico di Assisi ricorda che la vera grandezza passa dalla cura delle persone. Il premio ‘Famiglia & Impresa’ a Impercar, ritirato dalla Famiglia Rossi, racconta una storia di continuità, lavoro quotidiano e capacità di rinnovarsi senza perdere identità. Stesso riconoscimento anche per Ceb Impianti, premiata come esempio di impresa familiare che ha saputo crescere nel tempo, guidata da Mauro Fioroni, tenendo insieme radici, innovazione e responsabilità verso il territorio. Il premio ‘Sostenibilità’ va a Manini Prefabbricati SpA. A ritirarlo Manuel Boccolini e Anna Rita Rustici, testimonianza di un percorso che integra innovazione industriale e attenzione al percorso di sostenibilità, dimostrando che competitività e responsabilità possono e devono camminare insieme. Per la categoria ‘Performance Bilancio 2024’, il riconoscimento è stato assegnato all’Istituto clinico tiberino, ritirato da Alessio e Alberto Brugnoni: una realtà che coniuga numeri solidi e qualità dei servizi, mostrando come la buona sanità privata possa essere motore di sviluppo e occupazione. Momento clou della serata, la proclamazione di Saci SpA come ‘Impresa dell’anno, riconoscimento ritirato dalla Famiglia Campanile. Saci, con i suoi 100 anni di storia, viene descritta come uno dei pilastri dell’economia regionale: una realtà capace di unire dimensione industriale, radicamento territoriale e visione di lungo periodo. La scelta di Acacia Group sottolinea come l’Umbria sappia esprimere imprese in grado di competere sui mercati più complessi senza smarrire il rapporto con comunità, lavoratori e filiere locali.

L’Osservatorio delle imprese

Nel corso del Galà è stata consegnata agli ospiti la nuova edizione de ‘L’Osservatorio delle imprese’, lo strumento con cui Acacia Group fotografa ogni anno l’andamento dell’economia umbra, incrociando fatturati, utili, addetti e indici di performance. Ma il 2025 segna anche un passaggio di fase: proprio qui è stato lanciato il nuovo tema strategico di Acacia Group per il 2026, ‘Essere, fare ancora. Un titolo che è già programma. Essere: riaffermare l’identità delle imprese, i valori, le storie personali che stanno dietro ai bilanci; Fare: mettere al centro l’azione, gli investimenti, il lavoro quotidiano che genera occupazione e sviluppo; Ancora: la volontà di non fermarsi, di rilanciare dopo i traguardi già raggiunti, di continuare a costruire occasioni concrete per il territorio.

In questo solco si inserisce anche l’anticipazione di uno dei progetti più attesi: il ‘Libro bianco per l’Economia umbra’, che Acacia sta costruendo insieme a imprese, istituzioni e corpi intermedi. Non un semplice documento, ma una mappa di lavoro per ridisegnare, con sguardo condiviso, il futuro economico della regione.

Dietro il Galà delle Imprese c’è un metodo e c’è una regia. Il ‘metodo Acacia’ parte dai numeri, li legge, li incrocia, ma non si ferma lì: li trasforma in storie, relazioni, progetti.

Al centro di questo percorso c’è Francesco Pace, ideatore del Galà e anima di Acacia Group: un mix tra genio visionario e passione irriducibile per l’Umbria, capace di mettere allo stesso tavolo imprese, istituzioni, professionisti, mondo accademico e media. Ogni edizione del Galà conferma la sua cifra: costruire ponti, non vetrine; creare occasioni reali di confronto, non solo fotografie di rito. È questa la ragione per cui, anno dopo anno, il Galà delle Imprese è diventato un appuntamento irrinunciabile per chi fa economia in Umbria. La serata al Talenti Showroom ad Amelia non è stata solo la celebrazione di quanto è stato fatto, ma il punto di partenza di un nuovo ciclo. Si prospetta un anno incredibile per Acacia Group, che come sempre vuole sorprendere e creare valore per il territorio, mettendo al centro le imprese e le persone che ogni giorno, in silenzio, costruiscono il futuro dell’Umbria.

Le imprese umbre con Leonardo per rafforzare la filiera elicotteristica italiana

Le imprese dell’Umbria Aerospace Cluster insieme a Leonardo per rafforzare la filiera elicotteristica italiana. Si tratta di Fucine Umbre, Meccanotecnica Umbra e Umbragroup.

A Palazzo Donini, sede della Regione Umbria, si è svolta la cerimonia di firma di tre accordi di collaborazione industriale. Presenti la presidente della Regione Stefania Proietti, l’assessore regionale allo Sviluppo Economico Francesco De Rebotti, il presidente di Umbria Aerospace Cluster Daniele Tonti e il managing director della Divisione Elicotteri di Leonardo, Gian Piero Cutillo. A rappresentare le aziende firmatarie sono stati i rispettivi Ceo Antonio Alunni (Fucine Umbre), Carlo Pacifici (Meccanotecnica Umbra) e Matteo Notarangelo (Umbragroup).

Le intese – viene spiegato in una nota della Regione – si inseriscono nell’ambito del programma Crescere Insieme, promosso dalla divisione Elicotteri di Leonardo per rafforzare la capacità produttiva nazionale nel settore aerospaziale, riducendo la dipendenza dall’estero e valorizzando le eccellenze italiane.

“Per la nostra regione – ha dichiarato la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti – la firma di questi accordi sancisce un più ampio coinvolgimento delle nostre imprese in una filiera ad altissima tecnologia che ci consente di guardare al futuro con prospettive di crescita concrete, tra le quali anche l’elevata qualificazione dei posti di lavoro che genererà. L’Umbria ha competenze straordinarie nella meccanica di precisione, nei materiali avanzati e nell’innovazione di processo. Il programma ‘Crescere Insieme’ le valorizza e crea nuova occupazione qualificata, con una strategia coordinata per favorire le reti di imprese e la crescita dimensionale. Come Regione continueremo a sostenere questo percorso, fornendo strumenti efficaci e rapidi per facilitare gli investimenti”.

“L’Umbria è la prima regione in cui tre imprese giungono insieme alla firma di accordi di collaborazione con Leonardo nell’ambito del programma Crescere Insieme – ha sottolineato Gian Piero Cutillo, managing director della Divisione Elicotteri di Leonardo -. È il risultato di un lavoro sinergico con la Regione e con l’Umbria Aerospace Cluster, che pone le basi per ulteriori sviluppi e nuove partnership. Con questo progetto, Leonardo consolida la propria filiera nazionale valorizzando le competenze tecnologiche delle imprese del territorio, che diventano partner nella progettazione e realizzazione di componenti chiave per i nostri elicotteri civili. È un modello win-win che, ampliando le capacità di ricerca e innovazione di Leonardo, rafforza la qualità e la competitività dei nostri prodotti e, al tempo stesso, consente alle imprese di accrescere know-how e portafoglio tecnologico in ambiti strategici per il Paese”.

Gli accordi riguardano la produzione, lo sviluppo e la certificazione di componenti strategici – classificati come forniture critiche – finora approvvigionati prevalentemente all’estero e destinati agli elicotteri civili di Leonardo.

L’intesa con Umbragroup, azienda di Foligno leader mondiale nella produzione di viti a ricircolo di sfere ad altissime prestazioni, riguarda la fornitura di cuscinetti per le trasmissioni elicotteristiche. L’azienda ha già investito in nuove tecnologie produttive ed estenderà la certificazione aeronautica anche a questa nuova linea.

Con Meccanotecnica Umbra, realtà di Campello sul Clitunno specializzata in sistemi di tenuta meccanica per l’automotive, il settore industriale e aeronautico, l’accordo prevede la realizzazione di tenute meccaniche idrodinamiche per le trasmissioni degli elicotteri.

Fucine Umbre, azienda di Terni attiva nella produzione di componenti critici per l’industria aeronautica, realizzerà forgiati metallici in acciaio, titanio e alluminio, destinati ai rotori, alle trasmissioni e alle strutture degli elicotteri.

L’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Francesco De Rebotti, ha sottolineato come la firma degli accordi confermi la forza della collaborazione tra imprese, istituzioni e Leonardo: “Lavorare insieme significa rafforzare il nostro sistema produttivo e costruire progetti industriali di lungo periodo – ha detto – Le tre imprese firmatarie hanno dimostrato di possedere competenze tecnologiche e produttive in linea con gli standard internazionali più elevati. Come Regione intendiamo accompagnarle con strumenti di supporto mirati”.

Daniele Tonti, presidente di Umbria Aerospace Cluster – la cui attività è coordinata da Confindustria Umbria – ha ricordato il ruolo strategico svolto dal sistema regionale. “Il compito del Cluster – ha detto – è quello di promuovere la crescita e la collaborazione tra le aziende associate, con l’obiettivo di far eccellere l’Umbria nei settori dell’aeronautica, dello spazio e della difesa. In questo progetto, il Cluster è stato l’elemento di congiunzione tra la Regione, la grande impresa, gli interessi territoriali e le aziende della filiera. La collaborazione tra Cluster, istituzioni, imprese e Leonardo – ha detto – dimostra quanto il nostro territorio sia in grado di esprimere competenze industriali di altissimo livello, pienamente coerenti con le esigenze di una filiera tecnologicamente avanzata come quella elicotteristica. Crescere Insieme rappresenta un’opportunità concreta di crescita per le nostre aziende: favorisce il trasferimento tecnologico, rafforza la filiera nazionale e genera ricadute concrete sull’indotto e sull’occupazione. Il traguardo raggiunto oggi consolida la posizione dell’Umbria nel settore aerospaziale e testimonia la capacità del territorio di cogliere le sfide dell’innovazione. Siamo fiduciosi che prossimamente anche altre aziende del Cluster entreranno a far parte di questo progetto con Leonardo, aprendo così la strada a opportunità ancora più significative per tutta la nostra comunità produttiva”.

Sciopero, i sindacati avvertono Unicoop Etruria: “No comportamenti antisindacali”

Giovedì 18 dicembre sarà sciopero per i lavoratori di Unicoop Etruria, dopo la presentazione del piano industriale, con l’annuncio della cessione o chiusura di 24 punti vendita, di cui la metà con l’insegna Superconti, e del forte ridimensionamento delle sedi amministrative.

“Invitiamo la cooperativa Unicoop Etruria a non in porre in essere comportamenti che potrebbero configurarsi come antisindacali in vista dello sciopero con presidio proclamato per il 18 dicembre”, comunicano in una nota Filcams Cgil Perugia e Terni, Fisascat Cisl Umbria e Uiltucs Uil Umbria. Che giudicano “irricevibile” il piano “che mette a rischio l’occupazione di 520 lavoratrici e lavoratori, scaricando su di loro gli errori di gestione e le inefficienze delle dirigenze che si sono alternate negli anni alla guida, senza riuscire a rilanciare le cooperative”.

“Da quanto emerge dal costante confronto con le lavoratrici e i lavoratori – dicono i sindacati – risultano in atto pressioni sui lavoratori da parte dei capinegozio e una costruzione dei turni di lavoro per il 18 dicembre finalizzata a depotenziare l’adesione allo sciopero. Invitiamo la Cooperativa a porre immediatamente fine a tali pratiche, nel rispetto dei diritti sindacali e della libertà di sciopero sancita dalla Costituzione”.

A Gubbio la tradizionale cena dell’Ordine degli Ingegneri

Tradizionale appuntamento con la cena degli auguri di Natale per l’Ordine degli Ingegneri della provincia di Perugia.

Appuntamento che, quest’anno, si è tenuto a Gubbio, a palazzo dei Consoli, nei luoghi delle celebrazioni ceraiole.

A fare gli onori di casa, l’Università dei Muratori e degli Scalpellini, del resto, ha sottolineato il presidente dell’Ordine, Gianluca Fagotti, “tra le nostre professioni c’è un legame stretto”. “Non a caso – ha aggiunto – c’è chi ha definito gli ingegneri dei muratori con la laurea. È stato Sisto Mastrodicasa, fondatore della scuola umbra degli interventi sul costruito, scuola che continua a eccellere ed essere esempio per la professione a livello nazionale e non solo”.

A rappresentare l’Università dei Muratori e degli Scalpellini, il presidente Giuseppe Allegrucci. Trecentotrenta gli invitati che hanno preso parte all’evento. Tra loro, il sindaco di Gubbio, Vittorio Fiorucci, l’assessore comunale di Perugia, Francesco Zuccherini, l’amministratore unico di Villa Umbria, Joseph Flagiello. E, in rappresentanza del mondo accademico, il prorettore dell’Università per Stranieri, Francesco Asdrubali, Gianluca Rossi, direttore del Dipartimento di Ingegneria, e Filippo Ubertini, direttore del Dipartimento di Ingegneria civile ambientale dell’Università degli studi di Perugia. Presenti anche Alberto Romagnoli del Consiglio nazionale degli Ingegneri, Cesare Corneli, delegato Inarcassa degli Ingegneri Perugia, i rappresentanti di diversi ordini professionali e gli sponsor che hanno sostenuto l’evento.

Greenventure TV, il Canale 12 rinasce intorno a Confagricoltura per raccontare l’Umbria moderna e sostenibile

Presentata a Palazzo Donini Greenventure TV – Canale 12, la piattaforma editoriale multicanale che unisce televisione, web, social, podcast e produzioni originali, con l’obiettivo di restituire l’immagine di un territorio dinamico, competitivo e profondamente radicato nella sua identità.

La nuova emittente debutterà nel mese di febbraio 2026, con l’avvio ufficiale della programmazione sul digitale terrestre in Umbria. Nel periodo che precederà il lancio, i primi trailer, backstage e anticipazioni saranno disponibili sulla pagina Instagram ufficiale del canale, offrendo un’anteprima dello stile narrativo e della visione editoriale.

Una narrazione nuova per l’Umbria contemporanea

Greenventure TV propone un modello editoriale che mette al centro impresa, innovazione, territorio, cultura, benessere e sostenibilità, interpretando l’Umbria come un laboratorio di eccellenza in cui tradizione e modernità convivono e generano valore. La linea editoriale punta a superare rappresentazioni semplicistiche della regione, restituendo invece un racconto che unisce quello della città, impresa competitiva, ricerca scientifica, salute e medicina, turismo, patrimonio naturale, enogastronomia, sport e comunità attive, dando spazio anche al ruolo del canale come terreno di confronto e approfondimento socio-politico. Al centro della narrazione rimangono le persone, le filiere produttive e le storie che generano sviluppo, con particolare attenzione alle nuove generazioni, alla ricerca e ai protagonisti dell’innovazione.

Un ecosistema crossmediale al servizio del territorio

Greenventure TV opera come piattaforma nativamente crossmediale: ogni contenuto televisivo diventa clip web, podcast e contenuto social, raggiungendo pubblici diversi con linguaggi coordinati e riconoscibili. La programmazione comprenderà approfondimenti sull’impresa e sull’economia del territorio, racconti delle filiere agroalimentari, format dedicati all’innovazione, spazi su salute e benessere, rubriche culturali e itinerari di turismo esperienziale. Il canale si propone di diventare un nuovo punto di riferimento per il racconto dell’Umbria, capace di unire radicamento territoriale e visione ampia.

Il significato del pittogramma di Greenventure TV

Il pittogramma scelto per rappresentare Greenventure TV racchiude in un’unica forma gli elementi fondativi del progetto. Il verde richiama la dimensione ambientale e l’idea di crescita; il cuore rappresenta l’Umbria e la componente umana che anima il territorio; l’ingranaggio rappresenta impresa, innovazione e movimento; la spiga è un riferimento essenziale alle radici agricole e produttive della regione. Un’identità visiva che sintetizza, in modo immediato, il legame tra innovazione e tradizione.

Presentazione e interventi istituzionali

Alla presentazione istituzionale tenutasi venerdì 12 dicembre nel Salone d’Onore di Palazzo Donini a Perugia, hanno preso parte figure rappresentative del mondo economico, istituzionale e culturale umbro. Sono intervenuti Fabio Rossi, presidente di Confagricoltura Umbria; Matteo Pennacchi, membro di giunta di Confagricoltura Umbria; Filippo Piervittori, imprenditore nel campo dell’editoria e giornalista; Stefania Proietti, presidente della Regione Umbria; Simona Meloni, assessore della Regione Umbria; Raffaele Nevi, deputato e segretario della XIII Commissione Agricoltura; Francesco Zaffini, senatore e presidente della Commissione Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato e previdenza sociale; David Grohmann, assessore del Comune di Perugia.

“Abbiamo scelto il nome Greenventure TV perché sarà sicuramente una avventura – ha affermato subito Rossi – e sarà una televisione delle imprese, non solo agricole, per avviare un confronto anche con la politica a cui chiediamo un approccio tecnico-scientifico per risolvere i problemi e non approcci ideologici, ma anche un confronto con le altre organizzazioni datoriali e sindacali, oltre che con le associazioni di volontariato. Per rafforzare questo approccio scientifico abbiamo avviato già la collaborazione con l’Università, ma anche con la Scuola di giornalismo della Rai per avere anche la spinta da parte dei giovani”.

Per Pennacchi, inoltre, “c’era bisogno di dare voce al nostro settore, spesso denigrato”. “La nostra narrazione sarà crossmediale e verticale e non vogliamo essere competitor dei canali generalisti, non vogliamo creare una nuova tv locale ma vogliamo scrivere una nuova pagina innovativa del mondo digitale e mediatico e l’Umbria sembra il laboratorio perfetto anche per sperimentare” ha poi dichiarato il direttore Piervittori che per 40 anni ha lavorato nel settore dei media in Umbria per poi trasferirsi a Milano negli ultimi 10 anni. “Ho avuto modo di vedere quindi – ha detto – quello che di buono poteva dare l’Umbria e quello che in realtà poteva essere importato come esperienze maturate a Milano”.

Il Governo impugna la legge umbra sugli impianti energetici alternativi

Il Consiglio dei Ministri ha deliberato di impugnare dinanzi alla Corte Costituzionale la Legge regionale 16 ottobre 2025 dell’Umbria, n. 7 “Misure urgenti per la transizione energetica e la tutela del paesaggio umbro”.

“Tale impugnativa – commenta l’assessore regionale Thomas De Luca – giunge inaspettatamente, a conclusione di un lungo processo di confronto nel corso del quale la presidente aveva accolto tutte le osservazioni dei Ministeri, ad eccezione della richiesta avanzata dal MASE di sopprimere l’articolo 4 che prevedeva l’individuazione di aree non idonee alla realizzazione di impianti da Fonti di Energia Rinnovabile (FER)”.

Il Ministero della Cultura, il Ministero dell’Agricoltura della Sovranità Alimentare e delle Foreste e il Ministero dell’Economia e delle Finanze avevano espresso parere favorevole in merito agli impegni di modifica presentati dalla Giunta regionale; al contrario, il Ministero guidato dall’onorevole Gilberto Pichetto Fratin ha respinto le proposte, avanzando l’impugnativa sulla base di una specifica interpretazione del nuovo decreto Transizione 5.0.

“La determinazione del Governo, presieduto dall’onorevole Giorgia Meloni, di impugnare la nostra legge per il solo fatto di aver previsto, in conformità con il quadro normativo nazionale, l’individuazione di aree non idonee all’installazione di impianti alimentati da fonti di energia rinnovabile – accusa De Luca – costituisce una diretta aggressione al territorio umbro. Tale articolo è scaturito da circa cento consultazioni territoriali, sollecitate dai sindaci di ogni schieramento politico, inclusi esponenti dei partiti di governo, alcuni dei quali ricoprono altresì la carica di parlamentari nelle fila della maggioranza che lo sostiene. Le stesse aziende che realizzano impianti FER sono contrarie all’eliminazione totale delle aree non idonee, per evitare perdere soldi e tempo investendo in contesti ad alto rischio. Le aree non idonee sono state individuate con l’obiettivo di tutelare il territorio dalla proliferazione incontrollata di impianti industriali sulle aree ad alta vocazione ambientale, paesaggistica, culturale e turistica dell’Umbria. Si configura un vero e proprio paradosso, poiché contestualmente, il nuovo decreto ci preclude la possibilità di individuare aree idonee per la realizzazione di impianti a servizio delle comunità energetiche, delle famiglie e delle imprese umbre”.

Le modifiche al Testo Unico delle Fonti Rinnovabili, con il nuovo articolo 11-bis del D.lgs 190/2024, riducono tra il 3 e lo 0% del territorio regionale la possibilità di individuare aree idonee per la Regione Umbria.

“La nostra legge regionale si fondava su un equilibrio ben definito – prosegue l’assessore De Luca – regolamentare e indirizzare i grandi impianti industriali verso le aree idonee e salvaguardare la vulnerabilità paesaggistica, culturale e ambientale proteggendo la nostra terra attraverso la definizione di aree non idonee. Non intendiamo accettare la possibilità che pale eoliche di 250 metri possano essere realizzate nel diretto cono visuale del Duomo di Orvieto o all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini. Ci si interroga su come sia possibile accettare, dopo il riconoscimento della cucina italiana quale patrimonio immateriale UNESCO, che impianti agrivoltaici estesi per centinaia di ettari possano essere installati sulle colline del Sagrantino di Montefalco o sulla fascia olivata Assisi-Spoleto. Il Governo dovrebbe fornire delucidazioni su come intenda promuovere il turismo esperienziale in Umbria, contestualmente alla liberalizzazione della realizzazione di impianti di biodigestione aventi capacità di centinaia di migliaia di tonnellate”.

La Regione Umbria sostiene che la possibilità per le Regioni di individuare aree non idonee, non sia stata abrogata totalmente dalle nuove modifiche normative in quanto il Decreto Interministeriale del 10 settembre 2010, le linee guida per la realizzazione di impianti FER, risulterebbe ancora in vigore.

Conclude De Luca: “Abbiamo sempre dimostrato la nostra leale collaborazione con il Governo ma la Giunta regionale non farà alcun passo indietro perché riteniamo doveroso difendere il nostro territorio. Siamo determinati a condurre l’Umbria verso un futuro prossimo al 100% rinnovabile governando e pianificando la transizione. Siamo fiduciosi che la Corte Costituzionale riconoscerà la piena legittimità della nostra legge regionale, superando le forzature di coloro che, a parole, propinano quotidianamente la loro retorica sulla difesa della Patria, salvo poi, con i fatti, cederla pezzo per pezzo, consegnando il nostro patrimonio unico ad una predazione territoriale”.

La salute che vogliamo, le proposte Cosp per il Piano sanitario dell’Umbria

La salute che vogliamo, le proposte del Cosp per il nuovo Piano sanitario dell’Umbria. Un progetto sostenuto anche da Intermedia Edizioni

Il contributo di un comitato cittadino per rendere la salute davvero un diritto a disposizione di ogni cittadino secondo i dettami della Costituzione. Una programmazione regionale che deve tener conto delle istanze provenienti dal basso.

Il Comitato orvietano per la salute pubblica ha elaborato una serie di proposte da sottoporre all’assemblea regionale in vista del nuovo piano socio sanitario, sintetizzate nella pubblicazione “La salute che vogliamo“. 

Si tratta di un lavoro prolungato che scaturisce al termine di una serie di confronti con specialisti, semplici cittadini, medici, manager della sanità. Il documento indica obiettivi generali, ma individua e suggerisce anche delle prospettive per il futuro dell’ospedale di Orvieto. Tra queste, la trasformazione del “Santa Maria della Stella” in un centro “spoke” per la cardiologia per un migliore e tempestivo trattamento delle patologie cardiache, il ripristino del reparto di urologia, l’ampliamento del reparto di pronto soccorso con un unico primariato insieme alla medicina d’urgenza.

L’iniziativa di Cosp è sostenuta anche dalla casa editrice Intermedia Edizioni, impegnata nella divulgazione del documento. “Nel sito della casa editrice è possibile scaricare gratuitamente il documento (all’indirizzo: https://www.intermediaedizioni.it/inchieste/la-salute-che-vogliamo/), una versione stampata del quale è disponibile e pronta per essere ritirata da chi lo desidera, sempre in versione gratuita, anche alla libreria Giunti – afferma Claudio Lattanzi, titolare di Intermedia Edizioni – il progetto di Cosp rappresenta un’importante dimostrazione di spirito civico e di dedizione verso la comunità a cui guardare con gratitudine. I cittadini devono tornare ad essere i protagonisti della vita pubblica in varie forme. Chi decide di mettere volontariamente a disposizione degli altri il proprio tempo e le proprie energie offre un esempio del significato più autentico e nobile del civismo“.

https://www.intermediaedizioni.it/inchieste/la-salute-che-vogliamo