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Autore: Redazione

Regione, scontro tra maggioranza e opposizione sul Defr

In Consiglio regionale il dibattito sul Defr 2028-28, strumento fondamentale di programmazione
economico-finanziaria, il primo di questa legislatura.

Con l’analisi del contesto socio-economico (introdotto anche ‘Il termometro dell’economia umbra:
lettura tendenziale dei dati più recenti’), delle risorse nazionale ed europee attivabili e e conseguenti politiche regionali.

Per il relatore di maggioranza, Francesco Filipponi (Pd), “il Defr traccia in modo chiaro il percorso di rinnovamento che questa maggioranza ha scelto di intraprendere per il futuro dell’Umbria. Con il Defr, in un contesto complesso – ha evidenziato – l’Umbria sceglie non la prudenza passiva, ma una programmazione coraggiosa, orientata alla crescita, al benessere, all’innovazione e alla sostenibilità”.

Per il relatore di minoranza, Paola Agabiti (FdI), “questo Defr è caratterizzato da una nuova vecchia novità: si individuano nuove risorse mediante nuove tasse. Un documento che non ha una visione strategica per la crescita della Regione, per la coesione sociale della Regione. Un Defr statico, senza innovazione, senza respiro, un documento tecnico che si concentra soprattutto sulla descrizione dell’oggi, un Defr che ripropone azioni e programmi che provengono da scelte avviate nella passata consiliatura, che programma poco o nulla, dove le poche novità che si rintracciano nel documento sono le stesse che hanno portato l’Umbria tra le regioni in transizione”.

Terminato il dibattito, l’Aula ha approvato con 13 voti favorevoli (Pd, M5S, AVS, Ud-Pp) e 8 contrari (FI, FdI, Lega, Tp-Uc), la proposta di risoluzione che accompagna il Defr.

E nata “Uil Fp O.ss”, che riunisce Uil Fpl e UilPa

Primo consiglio regionale per la neonata “Uil Fp O.ss”, che riunisce Uil Fpl e UilPa. A presiedere l’assise il segretario generale Uil Umbria, Maurizio Molinari. Con la fusione, la Uil Fp diventa la categoria più grande della Uil.

“Questa nuova responsabilità – è spiegato in una nota del sindacato – ci lega ancora di più a chi ci ha dato fiducia: alle lavoratrici e ai lavoratori che, con la loro dedizione quotidiana, permettono alla nostra regione e al nostro Paese di crescere, di muoversi, di vivere. Sarà una responsabilità che porteremo avanti per lavoratrici e lavoratori che, con la loro dedizione quotidiana, permettono alla nostra regione e al nostro Paese di crescere, di muoversi, di vivere. A loro dobbiamo tutto. La Uil Fp non nasce come la semplice unione di categorie: è un cuore che batte più forte, un motore che moltiplica energie, idee e passioni. È un progetto collettivo che rende la Uil ancora più viva, più unita, più grande. E soprattutto, è un luogo in cui sentirsi parte di qualcosa che vale davvero”.

“La Uil Fp – prosegue la nota – non nasce come la semplice unione di categorie: è un cuore che batte più forte, un motore che moltiplica energie, idee e passioni. È un progetto collettivo che rende la Uil ancora più viva, più unita, più grande. E soprattutto, è un luogo in cui sentirsi parte di qualcosa che vale davvero”.

Confartigianato, gli umbri nei vertici nazionali Edilizia e Trasporti

Le Assemblee degli imprenditori iscritti hanno eletto i nuovi organismi nazionali di ANAEPA-Confartigianato Edilizia e di Confartigianato Trasporti. In cui assumono ruoli di rilievo anche rappresentanze umbre.

ANAEPA-Confartigianato Edilizia

Stefano Crestini rieletto presidente nazionale di ANAEPA-Confartigianato Edilizia, incarico che manterrà per il quadriennio 2025-2029.

Accanto a Crestini opereranno tre vicepresidenti: Virgilio Fagioli, con incarico di vicario; Giovanni Lovato
ed Enrico Mancini.

Fanno parte della nuova Giunta esecutiva: Sabrina Baronio, Enzo Tanino, Luca Pifferi, Pierangelo Lanini, Giacomo Meloni, Pietro Paolo Fattori e Vincenzo Coffa.

“È un grande onore rappresentare per il prossimo mandato l’ANAEPA – ha dichiarato Crestini – e desidero ringraziare l’Assemblea nazionale per la fiducia. Il nostro impegno sarà rivolto a rafforzare il rapporto con le imprese, ascoltarne le esigenze e accompagnarle nell’affrontare le sfide complesse del settore. Lavoreremo per consolidare il ruolo strategico dell’artigianato nell’economia e nella società italiana, con risposte concrete e soluzioni efficaci in un contesto in continua evoluzione”.

Confartigianato Imprese Umbria esprime le sue più vive congratulazioni a Pierangelo Lanini per l’ingresso nella Giunta nazionale, riconoscimento del valore professionale e del costante impegno rappresentativo espresso nel territorio umbro.

Confartigianato Trasporti

L’Assemblea nazionale dei delegati ha eletto all’unanimità Claudio Riva nuovo presidente nazionale di Confartigianato Trasporti, al termine del percorso di rinnovo degli Organi statutari.
Già vicepresidente nazionale, Riva guida la Riva Logistic & Service Srl, azienda impegnata nel trasporto e nella logistica a livello nazionale e internazionale. Per il prossimo triennio rappresenterà oltre 20.000 imprese associate del comparto autotrasporto merci e logistica, realtà che complessivamente danno lavoro a 70.000 addetti.

La sua elezione assicura continuità dopo i tre mandati di Amedeo Genedani, aprendo allo stesso tempo una fase di consolidamento organizzativo, rafforzamento della rappresentanza unitaria e maggiore presenza ai tavoli nazionali ed europei.

Accanto a Riva sono stati eletti tre vicepresidenti: Stefano Boco (Umbria); Roberto Tegas (Toscana); Michele Lovecchio (Puglia).

“Desidero proseguire un percorso prezioso – ha affermato il neoeletto presidente Riva – consolidando le relazioni istituzionali e promuovendo una rappresentanza capace di valorizzare i territori e la dignità del lavoro. Avvieremo una campagna nazionale per rilanciare l’immagine della professione di autista: un mestiere stabile, tecnologico e ben retribuito. Servono incentivi per le imprese che investono sui giovani, contributi per patenti e CQC, e una defiscalizzazione mirata per rendere il lavoro competitivo e attrattivo”.

Confartigianato Imprese Umbria esprime sincere congratulazioni a Stefano Boco per l’elezione a vicepresidente nazionale di Confartigianato Trasporti, conferma importante della qualità e dell’impegno della rappresentanza umbra nel settore.

A Perugia l’assemblea dell’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili della provincia

Si è tenuta a Perugia l’assemblea generale degli iscritti all’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili della provincia di Perugia, consueto appuntamento di fine anno per l’approvazione del bilancio preventivo 2026. Ad aprire l’incontro è stata la dottoressa Miriam Sartini, direttrice della filiale di Perugia di Banca d’Italia, seguita dall’intervento della dottoressa Elisabetta Tondini, responsabile area Processi e trasformazioni economiche e sociali dell’Agenzia Umbria Ricerche (Aur).

Insieme alle ospiti sono stati analizzati i dati congiunturali dell’economia umbra e di quella nazionale: dalle analisi è emersa la progressiva perdita di Pil del territorio umbro e nel contempo un incremento dell’occupazione, ciò a certificare la preoccupante flessione progressiva della produttività a causa della bassa propensione delle imprese agli investimenti e all’innovazione. È seguito, poi, l’intervento del presidente dell’Ordine dei commercialisti di Perugia, Enrico Guarducci, che prendendo spunto dalle relazioni delle relatrici che lo hanno preceduto, ha sottolineato che “la perdita delle vocazioni che investe anche la professione dei Commercialisti può essere ascritta tra le cause che hanno determinato un dato così preoccupante per il territorio umbro”.

“Il nuovo Consiglio, che verrà eletto il 15 e 16 gennaio per il quadriennio 2026-2029 – ha aggiunto Guarducci –, dovrà continuare a mettere al centro del proprio impegno il recupero dell’attrattività della professione di Commercialista verso i giovani, puntando sull’inclusività e favorendo la formazione di alto livello per materie ritenute dai giovani la frontiera della nuova professione e indispensabili per la crescita del territorio come la consulenza strategica direzionale, finanziaria, il tax control framework, fiscalità internazionale e l’internalizzazione delle imprese. Il supporto della nostra categoria per lo sviluppo dell’economia del territorio è imprescindibile, essendo anello di congiunzione tra privati e aziende da una parte e istituzioni dall’altra. I giovani che vogliono avvicinarsi alla nostra professione, oggi, hanno l’opportunità straordinaria di emergere visto il momento di grandi cambiamenti che stiamo vivendo. L’intelligenza artificiale, la digitalizzazione, la business intelligence, costituiscono strumenti che modificano radicalmente l’approccio con il lavoro quotidiano tradizionale permettendo di sviluppare conoscenze più specialistiche necessarie alla crescita delle aziende”.

Al termine dell’assemblea, dopo l’approvazione all’unanimità del Bilancio preventivo 2026 e i ringraziamenti a tutti coloro che hanno partecipato attivamente al quadriennio della consiliatura uscente, dal Consiglio di disciplina al Collegio dei revisori, dall’Organismo di composizione della crisi da sovraindebitamento al Comitato pari opportunità, sono state assegnate medaglie ricordo agli iscritti all’albo con 25 anni di anzianità.

Contratto igiene ambientale, mercoledì sciopero

Per oggi, mercoledì 10 dicembre, le organizzazioni sindacali Fp Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Fiadel hanno indetto una giornata di sciopero per il terzo turno di lavoro per il mancato rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro del settore igiene ambientale, con presidio a Perugia, sotto Palazzo dei Priori, dalle 10 alle 13.

“Parliamo – affermano i sindacati – di un contratto nazionale scaduto a dicembre 2024,ancora in stallo dopo un anno di trattativa, con posizioni decisamente lontane tra Utilitalia, Assoambiente e le organizzazioni dei lavoratori. A fronte di una richiesta economica del 16% fatta dalle sigle sindacali per il recupero dell’inflazione, le parti datoriali offrono oggi una proposta di gran lunga al di sotto della doppia cifra. Altri elementi di forte criticità riguardano la riparametrazione e la riclassificazione del personale, che dovrebbero superare il cosiddetto ‘livello d’ingresso’, che non ha più ragione di esistere nel mondo dell’igiene ambientale. Il settore sta infatti vivendo un momento di trasformazione tecnologica importante e ha introdotto nuove professionalità che meritano un riconoscimento contrattuale diverso da quello che l’attuale Ccnl prevede”.

“Dare centralità al contratto nazionale, attraverso la valorizzazione delle professionalità e il riconoscimento dell’inflazione effettiva – aggiungono Fo Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Fiadel –, significa evitare situazioni di destrutturazione, soprattutto in vista delle future gare per l’affidamento di servizi che ci saranno nella nostra regione a partire dal 2027, anno di scadenza degli attuali contratti per la gestione dei rifiuti. Nelle prossime assegnazioni un Ccnl di qualità sarà un necessario elemento di deterrenza nelle logiche volte al massimo ribasso che quasi sempre ci troviamo a contrastare negli appalti”.

Alla luce di questi motivi, le organizzazioni sindacali chiedono un incontro all’amministrazione comunale di Perugia per discutere nel dettaglio la vicenda. “Domani – concludono i sindacati – è un giorno di lotta, dove non si rivendica solo un salario dignitoso, ma, attraverso l’adeguamento del contratto, anche un servizio efficiente e adeguato per i cittadini”.

Approvata in Commissione la Manovra della Regione, giovedì in Aula

Approvata dalla Prima commissione consiliare, a maggioranza, con 5 voti favorevoli (Filipponi, Betti.
Michelini, Proietti-Pd e Simonetti-M5S) e 3 contrari (Pernazza-Fi, Agabiti-FdI, Tesei-Lega), la proposta di risoluzione che accompagna il Documento di economia e finanza della Regione Umbria (Defr) 2026-2028.

L’atto – che ha già ricevuto il parere positivo delle altre due commissioni consiliari, la Seconda e la Terza, e del Cal – verrà discusso in Assemblea legislativa nella seduta di giovedì 11 dicembre. Relatori in Aula saranno Francesco Filipponi (Pd) per la maggioranza e Paola Agabiti (FdI) per la minoranza.

SCHEDA

Il Defr è lo strumento fondamentale di programmazione economico-finanziaria che serve ad inquadrare le politiche regionali su un triennio, individuando politiche, obiettivi strategici, priorità, risorse e vincoli di bilancio. La Regione con il Defr stabilisce i contenuti della politica socio-economica e delinea gli
interventi di finanza regionale. Il Defr viene utilizzato per orientare le politiche regionali, per delineare le priorità e per assicurare che le risorse siano indirizzate alla realizzazione degli obiettivi individuati.

Il Defr 2026-2028, il primo di questa legislatura, è impostato avendo a riferimento obiettivi di crescita e
sostenibilità, di inclusione, di attrattività e innovazione del sistema umbro. Il documento è composto da quattro sezioni.

La prima analizza il contesto socio economico: la situazione internazionale, nazionale e regionale con i dati su pil, demografia, mercato del lavoro, flussi turistici, export, e lo scenario di riferimento. In particolare è stato elaborato ‘Il termometro dell’economia umbra: lettura tendenziale dei dati più recenti’, uno strumento di controllo con 76 indicatori per individuare con tempestività i trend
positivi e negativi e reindirizzare le scelte di policy.

La seconda sezione esamina gli strumenti di programmazione europea e nazionale: la politica di coesione, la politica agricola per lo sviluppo rurale, il Pnrr.

La terza delinea le politiche regionali definendo, per ogni area tematica, gli obiettivi strategici e le attività prioritarie per il 2026.

La quarta sezione è dedicata alla situazione finanziaria regionale e alla manovra di bilancio, tenendo conto dei vincoli di finanza pubblica alla luce delle manovre finanziarie del governo centrale.

Nel Defr le politiche regionali sono classificate in cinque aree tematiche secondo le missioni e i programmi del bilancio: area istituzionale, area economica, area culturale, area territoriale e area salute e sociale. Per ogni area tematica sono individuati gli obiettivi strategici, le attività prioritarie per il 2026, gli
indicatori fisici e finanziari che a posteriori permetteranno di valutare il risultato raggiunto. 

L’Umbria accresce il proprio peso nella green economy nazionale

Umbria più dinamica della media italiana sul fronte green. Sono infatti 8.390 le imprese ch hanno già investito in sostenibilità e oltre 22mila addetti operano nella transizione

L’elaborazione della Camera di Commercio dell’Umbria su dati GreenItaly–Unioncamere–Excelsior mostra che la regione accresce il proprio peso nella green economy nazionale: imprese che investono, occupazione verde in crescita, filiere che si trasformano.

Umbria verde: numeri reali, sfide concrete, una scommessa da giocare.

In Umbria sta avvenendo un cambiamento graduale ma misurabile, che parte dai bilanci delle imprese e si allarga – secondo i dati del nuovo Rapporto GreenItaly uscito di recente – all’occupazione. 8.390 imprese con dipendenti hanno investito in prodotti, tecnologie e processi green, segnando una crescita rispetto alle 7.271 del quinquennio precedente. La sostenibilità sta diventando fattore produttivo, non solo valore etico. E questo mutamento — silenzioso ma concreto — è già inciso nei numeri.
Il mercato del lavoro conferma la tendenza. 22.680 contratti green attivati o programmati nel 2023/24 mostrano una domanda crescente di tecnici energetici, installatori, progettisti ambientali, ingegneri di efficienza, profili legati a riciclo materiali, bioeconomia e digitalizzazione industriale. Non è un margine del mercato: è una quota consistente, espressione di un’economia che vuole cambiare pelle. La Regione non è la locomotiva d’Italia, certo — ma per densità di green jobs dimostra un livello di reattività superiore a quanto spesso ci si aspetta.
Eppure la storia non finisce qui. Perché se la crescita c’è, il rischio è che non basti. Che l’onda verde umbra rimanga una successione di casi positivi senza compattarsi in un sistema competitivo.

Una crescita reale, ma ancora fragile

L’Umbria investe, assume, innova — ma si muove dentro un territorio produttivo frammentato. Molte imprese sono piccole, faticano ad accedere a tecnologie costose, necessitano di competenze tecniche rare. Il quadro è chiaro: esiste un potenziale di trasformazione, ma ancora non una piena massa critica. E la distanza rispetto alle regioni italiane più strutturate deriva soprattutto da tre elementi: burocrazia, skills tecniche e continuità degli incentivi.
Prima criticità: molte imprese sono piccole, spesso micro: installare impianti efficienti, ottenere certificazioni ambientali, digitalizzare processi può essere un salto impegnativo. Serve continuità, serve rete, serve visione condivisa.
Seconda criticità: le competenze. Le imprese cercano tecnici energetici, installatori evoluti, project manager della transizione, esperti in materiali riciclati, profili ingegneristici capaci di ridisegnare processi industriali a basso impatto. Alcuni di questi profili semplicemente non esistono in numero sufficiente. Senza capitale umano preparato, ogni rivoluzione industriale si interrompe.
Terza criticità: gli incentivi. Troppo spesso intermittenti, a sportello, con finestre brevi. Una Pmi pianifica in orizzonti lunghi: non si investe su bandi che durano tre mesi. Senza politiche stabili il rischio percepito cresce, e l’innovazione rallenta. La sostenibilità richiede fiducia e orizzonte, non solo fondi a scadenza.

Nonostante questo, l’Umbria ha una caratteristica che non tutte le regioni possiedono: diversità settoriale + compattezza geografica. Significa che le filiere sono corte, i passaggi tra comparti più rapidi, la capacità di integrare agroalimentare, manifattura, artigianato ed edilizia è più naturale che altrove. È questa la leva che può trasformare la transizione in vantaggio competitivo

Il posizionamento nazionale
Guardando l’Italia nel suo insieme, le regioni manifatturiere — Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna — dominano per numeri assoluti di imprese green. Ma il confronto utile non è sui volumi: è sul peso della transizione nell’economia locale. Qui l’Umbria emerge: meno grande, ma più dinamica in proporzione, con una quota di assunzioni green superiore alla media e un ritmo di crescita costante nelle imprese che investono in sostenibilità. Il vantaggio competitivo non è la dimensione, ma la direzione.

Settori che corrono — e chi può fare il salto
L’economia verde regionale vive su quattro colonne:
1. Agroalimentare & bioeconomia
Olio, vino, cereali, produzioni certificate, filiera corta. La sostenibilità qui è già un driver di mercato: meno chimica, più qualità, più tracciabilità.
2. Manifattura & industria
Efficientamento energetico, riciclo materiali, nuovi macchinari: il green non è estetica, è competitività industriale.
3. Edilizia, restauro, bioedilizia
Riqualificazione energetica, materiali a bassa impronta ambientale, recupero dei borghi: qui la transizione può creare lavoro stabile e visibile.
4. Artigianato e design
Dal legno alla ceramica, dal riuso all’eco-materiale: la cultura del saper fare si rinnova con linguaggi circolari.
Il valore non è solo ambientale: è industriale. Ogni kWh risparmiato è margine, ogni tonnellata riciclata è risorsa, ogni filiera circolare è un vantaggio competitivo contro mercati più grandi.

L’analisi del presidente Mencaroni
L’analisi di Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria: “I dati che presentiamo oggi dimostrano che l’Umbria sta avanzando con concretezza sul terreno della sostenibilità: 8.390 imprese che hanno investito e oltre 22mila addetti coinvolti indicano una transizione che non è più solo prospettiva, ma realtà in corso.Nel programma di mandato della Camera di Commercio la doppia transizione – digitale ed ecologica – è un caposaldo, e su questo stiamo investendo con iniziative, servizi e accompagnamento alle aziende. Un numero crescente di imprese sta facendo la propria parte, con scelte che migliorano i processi e rafforzano la competitività. Il compito delle istituzioni economiche è sostenere e facilitare questo movimento con formazione tecnica, autorizzazioni più rapide, strumenti stabili e reti d’impresa che permettano di crescere insieme. L’Umbria ha le qualità per consolidare questo percorso e renderlo strutturale: continuità, collaborazione e visione saranno gli elementi determinanti per trasformare l’attuale dinamica in vantaggio duraturo per tutto il territorio”.

Perisse e Montecucco consulenti per la Camera di Commercio Italiana negli Emirati Arabi

Due giovani professionisti umbri, Luca Perisse e Luca Montecucco, sono stati nominati consulenti per la Camera di Commercio Italiana negli Emirati Arabi.

L’assegnazione ufficiale dell’incarico è avvenuta nell’ambito del progetto Camerale IICUAE, in occasione del Gulf International Congress di Dubai, evento patrocinato dall’Ambasciata d’Italia negli Emirati. Alla presenza del presidente della Camera di Commercio italiana negli Emirati Arabi Uniti, Stefano Campagna, del direttore generale Roberta De Santis e dei rappresentanti di AssoCamere Estero.

“Utilizzerò le mie competenze di consulente di marketing – ha detto Luca Perisse – per valorizzare tutte quelle aziende italiane e quei territori che si affacciano ai nuovi mercati internazionali, guidando le imprese e gli enti pubblici ad un adeguato processo di promozione nel Middle East. Questo traguardo riflette la mia dedizione nel garantire strategie di comunicazione innovative e digitali, sempre aggiornate e conformi ai più alti standard professionali”.

“Questo prestigioso riconoscimento istituzionale – ha aggiunto il dottore commercialista Luca Montecucco – pone le basi per la costituzione di una fattiva sinergia tesa alla collaborazione internazionale. Come professionisti certificati, forniremo consulenza e supporto sotto il profilo fiscale e quello del marketing operativo a tutte quelle Imprese italiane interessate all’intera Area del Golfo. Un percorso di eccellenza che mira a costruire relazioni strategiche, a generare opportunità concrete ed a consolidare la presenza del Made in Italy. Ringrazio sentitamente la Camera di Commercio Italiana per la fiducia riposta e per averci messo a disposizione per l’intero incarico gli uffici camerali presso il Trade Center di Dubai che sfrutteremo per le missioni commerciali e di internazionalizzazione”.

Ospedale di Perugia, nuovo regolamento per l’attività libero professionale intramuraria (ALPI)

L’Azienda Ospedaliera di Perugia sta procedendo all’adozione di un nuovo regolamento per l’Attività Libero Professionale Intramuraria (ALPI), in piena attuazione della deliberazione della Giunta Regionale n° 378/2025, che ha definito le linee di indirizzo regionali per l’espletamento di tale attività.

“Il nuovo Regolamento si pone l’obiettivo di raggiungere un progressivo allineamento dei tempi medi di erogazione delle prestazioni rese in ambito istituzionale con quelli delle prestazioni erogate in regime di ALPI – sottolinea Antonio D’Urso, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Perugia -. Questo risultato sarà perseguito attraverso la definizione, per ciascuna struttura aziendale, dei volumi di attività istituzionale in rapporto a quelli relativi all’attività libero-professionale”.

L’Azienda Ospedaliera di Perugia, inoltre, in quanto azienda convenzionata con l’università e DEA (Dipartimento di Emergenza e Accettazione) di secondo livello eroga prestazioni di altissima specialità, e quindi preposta prioritariamente all’erogazione di prestazioni di II livello in tutte le aree specialistiche anche in ambito ostetrico. In seguito al riordino della rete dei punti nascita, tali strutture di Ostetricia e Ginecologia accolgono pazienti con gravidanze a rischio e altre patologie ginecologiche e ostetriche complesse, garantendo al contempo le prestazioni in accesso diretto per le urgenze ostetrico-ginecologiche.

“Sul fronte dell’aumento dell’offerta di prestazioni specialistiche ambulatoriale, avviato dal mese di settembre scorso, – continua D’Urso – i dati testimoniano un trend positivo: nei mesi di settembre e ottobre si è rilevato un aumento medio della produzione pari al 3,6%, che porta a un incremento complessivo del 2,6% nel periodo gennaio-ottobre 2025 rispetto allo stesso periodo del 2024”.

Sul Canale 12 del Digitale Terrestre in Umbria spazio a economia verde e innovazione

Venerdì 12 dicembre, alle ore 10, al Salone d’Onore di Palazzo Donini a Perugia si terrà la presentazione ufficiale della nuova piattaforma multicanale – in arrivo sul Canale 12 del Digitale Terrestre in Umbria – un progetto editoriale pensato per raccontare un’Umbria sostenibile, autentica e innovativa attraverso una narrazione contemporanea e multipiattaforma.

La piattaforma si presenta come una media hub integrata che unisce televisione, web, social, podcast e produzioni originali, con l’obiettivo di valorizzare l’economia verde, le imprese del territorio, l’agricoltura, la cultura del benessere, la ricerca scientifica, l’innovazione e le comunità che generano futuro.

Il progetto introduce un modello editoriale nuovo per ampiezza tematica e visione: una ricostruzione identitaria che mette al centro sostenibilità, cultura, qualità e sviluppo, dando voce ai protagonisti del territorio e alle filiere che generano valore.

All’incontro saranno presenti i soci fondatori e la direzione, che illustreranno visione, missione, linea editoriale e prospettive di crescita della nuova emittente.

A seguire, brindisi inaugurale presso la Rosetta Hotel Perugia – Tapestry Collection by Hilton.