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Autore: Redazione

L’Ottocentenario del Transito francescano si apre con la nomina di mons. Accrocca per le diocesi di Assisi e Foligno

Monsignor Felice Accrocca è il nuovo vescovo delle diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e, insieme, vescovo di Foligno, unendo le due sedi in persona episcopi, fino all’insediamento del nuovo vescovo.

La nomina è stata ufficializzata da papa Leone XIV e segue l’apertura delle celebrazioni per l’Ottocentenario francescano che si svolgono proprio ad Assisi in questi giorni. L’annuncio è stato dato direttamente da monsignor Domenico Sorrentino, al termine dell’apertura dell’Ottavo Centenario del Transito di San Francesco, in un’atmosfera di grandissima emozione.

Monsignor Accrocca, già arcivescovo di Benevento e docente di storia medievale con un consolidato legame con il mondo francescano, porterà la sua esperienza ecclesiale alle due comunità umbre con l’obiettivo di proseguire nella promozione di percorsi pastorali condivisi.

La presidente della Regione Stefania Proietti ha commentato la nomina e il momento ecclesiale con un messaggio di valore civico e spirituale per il territorio: “Accogliamo con profondo rispetto e gratitudine la nomina del nuovo Vescovo da parte di Papa Leone XIV. La comunicazione ufficiale giunge oggi, nell’apertura dell’ottavo centenario del transito di San Francesco, e segna un passaggio della nostra storia spirituale e comunitaria come regione Umbria, proprio nell’anno francescano della nostra storia, come cittadini e come comunità. Assisi, Foligno e le rispettive Diocesi rappresentano per il mondo luoghi di incontro, dialogo, cura, cultura e fraternità, valori che rispecchiano l’identità più profonda della nostra regione, che nel 2026 sarà il cuore dell’accoglienza d’Italia”.

Proietti ha espresso immensa gratitudine al padre vescovo Domenico Sorrentino che per 20 anni ha guidato “con grandissima fede e straordinaria sapienza la chiesa di Assisi, Nocera umbra, Gualdo Tadino e Foligno”.

Nel dare il benvenuto a nome della regione al padre vescovo Felice Accrocca, Proietti ha detto:; “Ci mettiamo a disposizione sin da ora come Istituzione e comunità umbra affinché il centenario francescano sia occasione di unità, sviluppo, accoglienza, coesione per la nostra intera Umbria”.

La gioia dei frati del Sacro Convento

Il custode del Sacro Convento fra Marco Moroni, OFMConv, appresa la notizia, ha espresso la gioia per la nomina di monsignor Accrocca e la gratitudine a Monsignor Sorrentino per quanto svolto durante il suo ministero pastorale.

“La scelta di papa Leone – ha detto – mi riempie di gioia. Mons. Felice Accrocca è universalmente riconosciuto per la sua straordinaria competenza su san Francesco e sulla storia delle origini del francescanesimo. A ciò si aggiungono la sua umanità e la passione per la vita pastorale e l’evangelizzazione, qualità che abbiamo avuto modo di apprezzare in numerosi incontri qui ad Assisi. L’ultimo di questi, giovedì scorso, lo ha visto parlare a noi superiori francescani d’Italia, offrendoci ancora una volta un segno tangibile del suo impegno e della sua visione”.

“Ritengo – ha aggiunto – che questa sia la scelta più appropriata per il tempo presente, in cui celebriamo l’ottavo centenario della morte di san Francesco, ma anche per gli anni a venire. La figura e il messaggio di san Francesco d’Assisi, grazie a questa guida, potranno continuare a portare frutti di fede in una società che ha urgente bisogno di riscoprire il Signore Gesù, di ritrovare la fraternità in un mondo sempre più individualista e di abbracciare quella piccolezza evangelica che rappresenta l’antidoto alla brama di potere dell’uomo contemporaneo”.

“In questo momento, non posso che esprimere la mia gratitudine a Mons. Domenico Sorrentino, che conclude il suo ventennale mandato come Vescovo di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino. Il suo instancabile impegno a favore di questa Chiesa, così ricca di santità, e la cura con cui ha coltivato le relazioni con noi frati, sostenendo la nostra variegata attività in Basilica – ha concluso – meritano il nostro più sincero ringraziamento”.

La nota della CEI dell’Umbria

“I vescovi dell’Umbria – si legge in una nota della CEI dell’Umbria – accolgono fraternamente mons. Felice Accrocca nominato vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno. La sua esperienza pastorale e la sua conoscenza appassionata e approfondita di S. Francesco costituiscono un prezioso contributo al cammino delle nostre Chiese sulla via del Vangelo. A mons. Domenico Sorrentino, amico fedele nel pellegrinaggio di questi anni, l’ammirazione e la gratitudine per la dedizione appassionata nell’annuncio del Vangelo e nel servizio episcopale al popolo di Dio e alle Chiese a lui affidate”.

Lavoro e formazione, l’Umbria ha superato gli obiettivi Pnrr col programma Gol

L’Umbria ha superato con largo anticipo e volumi superiori alle attese i nuovi target del Programma Gol (Garanzia occupabilità lavoratori).

Nella rendicontazione complessiva trasmessa all’Unità di Missione del Pnrr, Arpal Umbria ha certificato il pieno superamento degli obiettivi previsti per la Missione 5 (Componente 1), recentemente aggiornati dal Decreto del ministero del Lavoro n. 171 del 4 dicembre 2025.

Nello specifico, l’Umbria ha attestato il raggiungimento di 55.860 beneficiari che hanno usufruito delle politiche del lavoro tramite la rete dei Centri per l’Impiego, le Agenzie per il lavoro (Apl) e gli Organismi di formazione, a fronte di un target fissato a 52.627. Performance di particolare rilievo emergono sul fronte della formazione, con 14.725 persone che hanno concluso un percorso entro la fine del 2025. Di pregio il dato sul rafforzamento delle competenze digitali, asset sempre più richiesto dalle imprese: sono ben 6.444 gli utenti formati in questo ambito, superando la soglia di 5.877 prevista dal programma. Con questi risultati, l’Umbria non solo ha centrato il target di 11.151 beneficiari fissato per dicembre, ma ha già traguardato l’obiettivo di ulteriori 1.142 unità previsto per il 30 giugno 2026.

L’assessore regionale alle Politiche del Lavoro, Francesco De Rebotti, ha espresso soddisfazione per l’operato dell’Agenzia in questa fase di commissariamento e per l’impegno corale della rete regionale: “Sento il dovere di ringraziare le Agenzie per il Lavoro, gli Enti di formazione e il personale di Arpal. In particolare, i Centri per l’impiego hanno gestito le prese in carico con estrema professionalità, mentre la rete dei servizi privati e degli organismi formativi ha contribuito in modo decisivo a un traguardo sfidante, raggiunto anche in condizioni non sempre agevoli”.

“Il lavoro portato avanti – conclude De Rebotti – nell’ottica del miglioramento continuo che intendiamo applicare rispetto allo sviluppo della totalità dei servizi, non ha solo valenza territoriale e proietta l’Umbria tra le prime regioni per efficienza, contribuendo significativamente al successo del PNRR su scala nazionale. Il risultato odierno è frutto anche di una vasta campagna di comunicazione e di collaborazioni strategiche capillari, come quella con i Dipartimenti dell’Università degli Studi di Perugia e le sedi Adisu, grazie ai quali l’Agenzia ha intercettato numerosi giovani che hanno aderito con entusiasmo al bonus formazione Gol”.

Prorogata per tutto il 2026 la sperimentazione sulle etichette dell’ingrediente primario

La proroga dei decreti sull’etichettatura d’origine conferma il ruolo dell’Italia di leader nelle politiche di trasparenza e di sicurezza alimentare. È quanto afferma Coldiretti Umbria nell’esprimere soddisfazione per la misura varata dal ministro dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Francesco Lollobrigida, insieme ai Ministri delle Imprese e Made in Italy, Adolfo Urso e della Salute Orazio Schillaci, che estende al 31 dicembre 2026 il regime sperimentale italiano sull’indicazione in etichetta della provenienza dell’ingrediente primario per pasta, riso, pomodoro, carni suine trasformate, latte e prodotti lattiero-caseari.

“L’etichettatura obbligatoria degli alimenti – ricorda Albano Agabiti, presidente Coldiretti Umbria – rappresenta una storica conquista di Coldiretti, con l’obiettivo di garantire maggiore trasparenza, assicurare la tracciabilità dei prodotti e tutelare i cittadini consumatori. Grazie proprio alle nostre battaglie oggi l’indicazione dell’origine copre circa l’80% della spesa alimentare. Un impegno che abbiamo rilanciato a livello europeo – spiega Agabiti – con il lancio di una proposta di legge di iniziativa popolare europea per mettere finalmente in trasparenza tutti i prodotti alimentari in commercio nell’Unione europea. Solo con una normativa chiara e trasparente sarà possibile porre fine all’inganno dei prodotti esteri camuffati da Made in Italy, oggi reso possibile dalle falle del codice doganale europeo, che consente l’‘italianizzazione’ dei cibi anche dopo semplici trasformazioni marginali effettuate nel nostro Paese”.

Secondo l’ultimo rapporto Coldiretti/Censis, l’87% degli italiani apprezza particolarmente l’italianità, da cui si sente garantito e per la quale sarebbe pronto a spendere qualche euro in più rispetto a prodotti analoghi di altra provenienza. Tale propensione coinvolge anche oltre l’85% dei redditi più bassi che a tavola, anche in momenti di difficoltà, vuole comunque ci siano qualità, sicurezza e salubrità.

“Senza l’origine in etichetta – commenta Mario Rossi, direttore regionale Coldiretti – non esiste una scelta consapevole per il consumatore che invece ha il diritto di sapere cosa porta in tavola e da dove proviene. Difendere l’etichettatura significa difendere il reddito degli agricoltori, la qualità delle produzioni e la fiducia dei cittadini. L’Italia ha tracciato la strada, ora l’Europa non può più restare indietro: servono regole chiare e uguali per tutti per fermare le distorsioni del mercato e tutelare il vero Made in Italy. La proroga dei decreti sull’etichettatura d’origine – conclude Rossi – si muove non solo a tutela dei consumatori ma anche del lavoro degli agricoltori, visto che impedisce che il valore del vero Made in Italy agroalimentare, venga confuso con prodotti che di italiano magari hanno solo il nome”.

Unicoop Etruria, altro incontro: il 20 si svelano i dettagli su dismissioni, personale e investimenti

I vertici di Unicoop Etruria hanno ribadito i capisaldi del piano industriale, nell’incontro avuto a Roma con i rappresentanti delle organizzazioni sindacali: recupero delle quote di mercato; investimenti per la ristrutturazione e l’ammodernamento dei magazzini e dei negozi; riorganizzazione del perimetro di vendita e della struttura di sede. Ribadendo in questo “la massima tutela delle persone e lo stanziamento di risorse adeguate allo scopo”. L’entità del personale da tagliare e le modalità con le quali questo avverrà saranno oggetto di un ulteriore confronto, fissato per il 20 e 21 gennaio, in cui saranno dettagliate le soluzioni tecniche ipotizzate.

“L’obiettivo primario del piano, avallato e sostenuto dagli enti regionali e nazionali rappresentativi della cooperazione di consumo – si legge in una nota in cui Unicoop Etruria rinnova la disponibilità al dialogo ed al confronto con i sindacati – è il rilancio della presenza economica e sociale di Coop nell’Italia centrale”.

Unicoop Etruria è attualmente presente con 150 supermercati, oltre 5 mila dipendenti e 740 mila soci in Toscana, Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo.

Nuovo ospedale di Terni: le 5 ipotesi con costi e tempi

Presentato in Terza Commissione regionale lo “Studio per le Aree idonee alla localizzazione del nuovo ospedale di Terni”, predisposto dalla società Binini Partners. In una seduta a cui hanno partecipato la presidente della Giunta, Stefania Proietti, l’assessore regionale Francesco De Rebotti, la direttrice
regionale “Salute e Welfare” Donatella Donetti, il direttore della Azienda ospedaliera di Terni, Andrea Casciari, gli ingegneri dello studio Binini.

L’audizione è stata convocata su richiesta del consigliere Eleonora Pace (FdI) per “verificare aspetti rilevanti sulla nuova struttura, valutando approfonditamente costi e tempistiche per la sua
realizzazione”.

Il presidente della Commissione, Luca Simonetti, ha annunciato che la seduta è “solo la prima di una serie di incontri e approfondimenti, che verranno svolti anche a Terni, per condividere le ipotesi progettuali e raccogliere le indicazioni di cittadini, amministratori e portatori di interessi”.

Lo studio

Lo studio, in sintesi, individua le criticità della struttura esistente, delinea cinque ipotesi localizzative per la nuova, stima entità economica e tempistiche per la realizzazione del nuovo ospedale. L’analisi dei siti ha tenuto in considerazione le zone esondabili e quelle a rischio frana, gli indicatori sull’inquinamento acustico e sulla qualità dell’aria, i tempi di percorrenza e l’accessibilità stradale, il paesaggio circostante.

Le criticità del vecchio ospedale

L’attuale struttura ospedaliera può contare su circa 600 posti letto accreditati, 14 sale operatorie, un elevato numero di ambulatori e studi medici, distribuiti su una superficie complessiva di circa 80mila mq. Essa mostra alcune criticità significative, tra cui: gli spogliatoi centralizzati che non rispondono alle esigenze organizzative moderne in termini di sicurezza e igiene; la mancanza di un collegamento diretto tra l’ospedale e la camera mortuaria; la scarsità di depositi; l’assenza di spazi sufficienti per garantire gli standard minimi di superficie richiesti per posto letto.

Le caratteristiche del nuovo ospedale

Alla luce delle criticità individuate, viene ipotizzata una struttura da 600 posti letto per una superficie complessiva compresa tra 110 e 120mila mq, dotata di almeno 1.200 posti auto, tra parcheggi pubblici, parcheggi dedicati ai dipendenti e aree riservate ai mezzi di emergenza e ai servizi logistici.

Cinque le ipotesi.

“Gabelletta”. Ampia, ma caratterizzata da un forte dislivello, la proposta progettuale adotta una tipologia di ospedale verticale, sfruttando proprio la pendenza naturale del terreno.

“Campitello”. Particolarmente favorevole per la sua conformazione prevalentemente pianeggiante, che permetterebbe di sviluppare l’ospedale secondo un modello orizzontale.

“Stazione”. La morfologia articolata e con specifiche condizioni geologiche ha suggerito lo sviluppo di quattro proposte progettuali, quattro varianti dello stesso concetto di ospedale verticale.

“Maratta”. Zona ampia e pianeggiante che consente lo sviluppo di un ospedale orizzontale, con due possibili versioni.

“Colle Obito”. Probabilmente la più complessa e articolata. Il nuovo edificio deve essere inserito all’interno di un tessuto urbano già consolidato e caratterizzato da una viabilità particolarmente
articolata.

L’attuale polo sanitario

La nuova struttura deve inoltre dialogare con l’attuale polo sanitario, con l’università e con un insieme di elementi urbani eterogenei, mantenendo un equilibrio funzionale e visivo. A ciò si aggiungono le condizioni geomorfologiche dell’area, che presentano differenze di quota ridotte ma comunque significative e da non sottovalutare nella progettazione.

Stima dei costi

Alcune aree dovrebbero essere acquisite/espropriate poiché non di proprietà pubblica. Il costante aumento dei prezzi e la necessità di affiancare alla realizzazione dell’ospedale adeguate opere di inserimento ambientale, portano il costo stimato a circa 4.350 €/mq. Con un investimento totale, per una superficie costruita di circa 115mila mq, di circa 500 milioni (comprensivi di arredi e tecnologie). A cui andrebbero aggiunti 50 milioni per eventuali parcheggi pluripiano.

La stima aumenta, in considerazione delle difficoltà presenti, per tre aree che necessitano di maggiori
attenzioni nelle fasi realizzative: 630 milioni per Gabelletta; 715 milioni per Stazione; 770 milioni per Colle Obito, dove si dovrebbe anche intervenire per stralci essendo un’area già edificata.

Obiettivi temporali

La bozza di crono-programma definisce gli obiettivi temporali per la realizzazione del nuovo ospedale. Le fasi principali dell’iter riguardano: programmazione, ricerca e ottenimento dei finanziamenti, acquisizione delle aree, progettazione, ottenimento delle autorizzazioni e procedure di appalto. Per poi passare alla realizzazione dell’opera. La stima dei tempi minimi necessari si attesta su 7 anni per le aree di Gabelletta, Campitello e Maratta, che salgono a 8 per Stazione e a 9 anni per Colle Obito, che necessiterebbe di maggiori tempi iniziali di installazione rispetto agli interventi in area libera.

Scuola, fino al 28 febbraio le domande per borse di studio e contributo trasporti

La Regione Umbria ha prorogato al prossimo 28 febbraio la scadenza per presentare le domande per le borse di studio regionali 2025/2026, con contributi previsti per il trasporto scolastico pubblico, rivolte alle studentesse e agli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado, statali e paritarie, residenti in Umbria.

“La proroga – viene spiegato in una nota della Regione – vuole offrire un tempo più ampio alla presentazione delle domande e per rassicurare le famiglie rispetto alle tempistiche complessive della procedura”.

Il bando, attivo dal 7 gennaio, è legato a un criterio fissato dall’Unione europea che prevede almeno tre mesi di frequenza scolastica effettiva prima dell’erogazione delle risorse.

“Il 4 febbraio era stato individuato come primo termine utile proprio per rispettare le regole europee e non ritardare l’erogazione dei contributi – spiega l’assessore regionale all’Istruzione, Fabio Barcaioli -. Già a metà dicembre, dopo un’interlocuzione con le organizzazioni sindacali, si era valutato di prolungare la scadenza, e la determina che lo formalizza è pronta”.

“La decisione di comunicare oggi la proroga, e non secondo il calendario inizialmente previsto – spiega l’assessore – nasce dalle segnalazioni arrivate dalle famiglie. È apparso quindi corretto fornire garanzie. In molti hanno rappresentato le difficoltà legate al rinnovo dell’Isee 2026, in una fase di transizione dovuta alle modifiche introdotte dalla legge di bilancio approvata il 30 dicembre, che non sono ancora state pienamente recepite dall’Inps. L’Istituto non ha infatti avuto il tempo necessario per aggiornare le procedure, pubblicare la circolare di riferimento e adeguare il calcolo delle attestazioni, né ha al momento reso note le tempistiche per l’aggiornamento dei sistemi, generando un ulteriore elemento di incertezza”.

I tempi

E ancora: “La Consulta nazionale dei Caf è attualmente impegnata in un confronto con l’Inps per sollecitare chiarimenti e definire tempi certi, ma ad oggi non sono disponibili indicazioni ufficiali. In questo contesto, le attestazioni Isee rilasciate in questi giorni non risultano pienamente allineate alla normativa vigente. Le nuove maggiorazioni previste per i nuclei con più figli e la nuova franchigia per la casa di abitazione potrebbero infatti determinare, per alcuni cittadini oggi sopra la soglia dei 25.000 euro, una riduzione dell’indicatore tale da renderli potenzialmente ammissibili al bando solo dopo l’aggiornamento dei calcoli da parte dell’Inps. Per una maggiore chiarezza aggiungo dunque che ai fini della graduatoria si ricorda che è richiesto esclusivamente un Isee 2026 in corso di validità. L’Isee 2025 è scaduto il 31 dicembre 2025 e non può essere utilizzato per la presentazione della domanda” conclude l’assessore all’Istruzione.

Feste di fine anno, il maltempo non condiziona i cammini dell’orvietano

Il maltempo non condiziona i cammini dell’orvietano. Oltre 250 escursionisti hanno percorso i cammini dell’Intrepido Larth e del Miracolo del Corpus Domini dalla vigilia di Natale fino all’Epifania.

La persistenza del tempo avverso, appunto, non ha affatto scoraggiato i camminatori, molti dei quali si sono messi in viaggio anche sotto la pioggia con spirito di avventura e buoni equipaggiamenti. “Ci sono tantissime richieste per i primi mesi dell’anno – anticipano i promotori dei cammini – stiamo lavorando per fare in modo che, dalle duemila e passa presenze del 2025, si possa arrivare a tremila nell’anno che è appena iniziato e le premesse sono più che favorevoli

Per incentivare le presenze, destagionalizzare il turismo orvietano e per incrementare l’indice di permanenza, sta intanto per essere messa sul mercato turistico nazionale ed estero una nuova ed importante iniziativa. “Tra poche settimane – aggiungono – presenteremo alla città un ambizioso progetto che si propone di far rimanere per molti giorni sul nostro territorio i turisti. Uno dei fulcri di questa iniziativa è fondata su otto escursioni di trekking che sono state selezionate tra quelle esistenti nell’orvietano e che si svolgeranno nei luoghi più suggestivi. Non si tratta di percorsi destinati ai professionisti del trekking, ma a tutti coloro che amano trascorrere del tempo in mezzo alla natura attraversando e conoscendo luoghi di particolare pregio.  I tragitti sono accomunati dal fatto di poter essere tutti percorsi in mezza giornata. Abbiamo infatti creato una innovativa proposta turistica per trascorrere almeno una settimana in questi luoghi, dedicando metà giornata alla scoperta della natura con appassionanti escursioni e l’altra metà a conoscere Orvieto, i suoi borghi e l’enorme patrimonio culturale e artistico che viene ingiustamente ignorato da quel turismo mordi e fuggi e stagionale che rimane ancor oggi il maggior limite nella nostra offerta turistica“.

Protagoniste del piano di marketing saranno le aziende dal momento che l’intera iniziativa è stata promossa da privati e si rivolge agli imprenditori.

Record storico per l’aeroporto dell’Umbria nel 2025: oltre 620 mila passeggeri

Il 2025 è stato un anno storico per l’Aeroporto Internazionale dell’Umbria – Perugia “San Francesco d’Assisi”, che ha raggiunto i 620.420 passeggeri. Un incremento del +16% rispetto al precedente primato – stabilito appena un anno fa – quando i passeggeri erano stati 534.210. Risultato che era stato nettamente superiore alla performance media del comparto aeroportuale in Italia, attestata intorno al +6% nel confronto con il 2024.

Nel corso del 2025, l’offerta di collegamenti da e per l’aeroporto dell’Umbria ha visto operative fino a 18 rotte, servite da 6 compagnie aeree, con 114 voli di linea settimanali. Lo scalo ha così confermato il proprio trend di crescita, stabilendo i nuovi picchi storici di traffico, sia su base giornaliera – con il record registrato martedì 19 agosto, quando sono transitati 4.120 passeggeri – sia su base mensile, nel mese di agosto, con 81.267 passeggeri complessivi.

Nel dettaglio, il 63% dei passeggeri è stato registrato su voli internazionali, il 36% su voli nazionali e l’1% circa su voli di aviazione generale e charter. I movimenti aerei nell’arco dell’anno sono stati 6.669 (+1,3% rispetto al 2024), di cui 3.969 riferiti a voli di linea e 2.700 a voli di aviazione generale.

I voli più utilizzati

In forte crescita anche i riempimenti medi degli aeromobili (load factor), che nei mesi estivi hanno stabilmente superato il 90% sulla quasi totalità delle rotte del network, consentendo un incremento del traffico passeggeri pari al 16% a fronte di un numero di movimenti aerei cresciuto dell’1,3% rispetto all’anno precedente. Le destinazioni internazionali più trafficate nel corso dell’anno sono state, nell’ordine, Londra, Tirana e Bruxelles, mentre sul mercato nazionale si sono confermate Palermo, Catania e Cagliari.

Superare la soglia dei 600.000 passeggeri annui rappresenta un passaggio di grande rilevanza per l’Aeroporto e il consolidamento di un percorso di crescita costruito negli anni, che ha coinvolto numerosi stakeholder. Lo scalo si conferma come un’infrastruttura strategica per l’Umbria e per il Centro Italia: un volano di sviluppo economico, di attrattività turistica e di occupazione, capace di generare valore diretto e indotto.

SASE S.p.A. ringrazia tutti gli stakeholder per il concreto supporto dimostrato nei confronti dell’aeroporto e tutto il personale per l’impegno e la dedizione profusi, risultati determinanti per il conseguimento di questi importanti traguardi.

Così gli effetti delle nuove aliquote Irpef in Umbria su stipendi e pensioni

La Giunta regionale fa il punto sugli effetti della rimodulazione dell’addizionale Irpef. Tema di cui si parla molto dalla scorsa primavera, quando è stata varata la manovra triennale da 184 milioni di euro.

A proposito dei reali effetti della rimodulazione dell’addizionale Irpef, la Regione chiarisce che la detassazione regionale per i redditi da zero a 28mila euro e lo sgravio di 150 euro per i redditi fino a 50mila euro – a cui si aggiunge la riduzione di due punti percentuali dell’aliquota Irpef nazionale (dal 35 per cento al 33 per cento) – determinano diminuzioni significative dell’imposta sui primi due scaglioni di reddito e modesti scostamenti sul terzo scaglione. Eventuali disallineamenti percepiti da alcuni contribuenti sul “netto” mensile in busta paga o pensione, possono dipendere, come sta avvenendo anche in altre regioni, dai tempi tecnici di aggiornamento dei sistemi di elaborazione stipendiali e pensionistici. Una volta completati gli adeguamenti, gli importi saranno riallineati tramite conguagli e ricondotti alla corretta applicazione delle disposizioni fiscali.

“A seguito della manovra fiscale due umbri su tre pagheranno meno o non subiranno aumenti” ribadisce la Regione. Che poi presenta esempi degli effetti delle rimodulazioni, che vedranno alcuni umbri pagare di meno ed altri costretti a sborsare di più.

Gli effetti in base ai diversi redditi

Nella fascia fino a 28mila euro rientrano i due terzi dei contribuenti: 111.056 persone tra zero e 15mila euro (21,8 per cento) e 227.453 persone tra 15 e 28mila euro (44,7 per cento). In queste due fasce l’andamento è complessivamente favorevole e progressivo. A titolo esemplificativo: a 20mila –20 euro, a 22mila –27 euro, a 25mila –39 euro, a 26mila –43 euro e a 28mila –51 euro annui.

Nella fascia da 28mila a 50mila euro di imponibile, l’effetto si presenta in equilibrio e, nel complesso, contenuto: lo sgravio regionale di 150 euro e la riduzione dell’aliquota nazionale riducono gli scostamenti. Le simulazioni riportano +9 euro mensili a 30mila euro, +4 euro mensili a 40mila, un euro in più di Irpef mensile a 45mila; mentre a 50mila euro la variazione stimata torna negativa con meno un euro al mese.

Per i redditi superiori a 50mila euro, con 35.564 persone (7 per cento), le stime evidenziano incrementi annui all’aumentare dell’imponibile: 19 euro mensili a 55mila euro, 33 euro mensili a 65mila, 46 euro mensili a 75mila, 53 euro mensili a 80mila fino a 81 euro mensili a 100mila euro. La stima dell’effetto mensile è calcolata su 11 mensilità.

Progetto eolico Phobos, la Regione Umbria si è costituita in giudizio

Progetto eolico Phobos, la Regione Umbria si è costituita in giudizio. “Se oggi siamo costretti a costituirci in giudizio – spiega in una nota l’assessore Thomas De Luca – è perché la Regione Umbria nel 2025 ha concluso l’iter autorizzativo con un esito negativo, a differenza della Presidenza del Consiglio dei Ministri che con la deliberazione del 27 giugno 2023 ha dato esito positivo. Decreto, a firma di Giorgia Meloni, che ha visto l’unanimità del Governo nonostante il parere contrario del Ministero della Cultura. Una scelta pienamente discrezionale del Governo a favore di questo impianto che non abbiamo condiviso e che non condividiamo”.

Il Progetto Phobos

Il Progetto Phobos prevede un impianto eolico di sette aerogeneratori da 6 MW ciascuno per una potenza complessiva di 42 MW nei comuni di Castel Giorgio e Orvieto. Con la DGR n. 1367 del 30 dicembre 2025, ben prima di avere notizia della Sentenza del Consiglio di Stato, la Regione Umbria si è costituita in giudizio sul ricorso della società proponente avverso al diniego all’autorizzazione da parte della Regione.

L’appello ai parlamentari di centrodestra

“Il mio – prosegue De Luca – è un appello a tutti i parlamentari umbri della maggioranza di Governo, a partire dai sen. Franco Zaffini e Antonio Guidi, in quanto il decreto Transizione 5.0 approderà prima al Senato, ma successivamente agli on. Raffaele Nevi, Catia Polidori, Emanuele Prisco e Virginio Caparvi ad accogliere le proposte emendative avanzate in sede di Conferenza Stato-Regioni. In particolare l’emendamento 20 che prevede il ripristino delle aree non idonee – prosegue l’assessore De Luca – senza queste modifiche quello che è successo a Castel Giorgio accadrà ovunque in Umbria. Le scelte miopi del Governo trasformeranno radicalmente il paesaggio orvietano ed umbro. Anche con un esito negativo dell’autorizzazione regionale, con una VIA nazionale favorevole l’esito viene sistematicamente ribaltato vanificando qualsiasi tutela territoriale”.

L’impugnazione della legge regionale n. 7/2025

Questa situazione si inserisce nel quadro di riferimento dell’impugnazione da parte del Governo della legge regionale n. 7/2025. “La nostra legge regionale è nata per governare il territorio, escludendo tutte le visuali identitarie dell’Umbria, Orvieto e la sua rupe in primis, dall’installazione di impianti industriali, come pale eoliche alte 250 metri. Il Governo Meloni ha impugnato la nostra legge perché secondo loro non dovremmo farlo. La liberalizzazione selvaggia – conclude l’assessore De Luca – favorisce esclusivamente interessi estranei a quelli nazionali e del territorio umbro, danneggiando per sempre l’identità paesaggistica dell’Umbria. Inutile riconoscere la cucina italiana come patrimonio UNESCO, per poi cancellarne i luoghi dove i suoi alimenti d’eccellenza vengono prodotti”.