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Autore: Matteo Savino

Timori prezzi petrolio e gas per l’attacco Usa in Iran, i prezzi dei carburanti rilevati in Umbria

Timori per l’escalation del conflitto in Medio Oriente, ma anche per le ripercussioni economiche in tutto il mondo, dopo il bombardamento statunitense in Iran. Dove il Parlamento della Repubblica Islamica, per ritorsione, ha votato la chiusura dello Stretto di Hormuz. Una striscia di mare lunga 33 km, navigabile dalle grandi petroliere solo per una larghezza di 3 km, che collega il Golfo Persico con il Mar Arabico. Da lì passa circa il 30% del petrolio esportato nel mondo e tutto il gas naturale del Qatar, pari al 20% delle esportazioni mondiali.

In Italia, il 14% del petrolio importato e il 10% del gas naturale transita per lo Stretto di Hormuz. Una chiusura farebbe schizzare i prezzi (tra i 120 e i 170 dollari al barile per il greggio, secondo una stima di JP Morgan, determinando l’incremento dei carburanti, ma anche delle bollette per famiglie e imprese, già fortemente penalizzate dal caro-energia.

Gli analisti osservano come la Repubblica Islamica dell’Iran abbia più volte minacciato la chiusura dello Stretto di Hormuz, senza mai attuarlo. Anche se l’acuirsi del conflitto avrà conseguenze sui carburanti, che già sono stati ritoccati al rialzo nelle ultime ore.

I prezzi medi dei carburanti rilevati

Domenica mattina (22 giugno), quando l’Italia si svegliava con la notizia del bombardamento americano, i prezzi medi dei carburanti in Umbria, comunicati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy secondo il monitoraggio quotidiano, erano questi: gasolio self 1 euro 660; benzina self 1 euro 740; gpl 0,718; metano 1 euro 382.

Sulla rete autostradale italiana, questi i prezzi medi dei carburanti rilevati: gasolio self 1 euro 779; benzina self 1 euro 845; gpl 0,843; metano 1 euro 507.

Deruta, incendio in un supermercato all’uscita della E45 (foto)

Paura domenica mattina per un incendio all’esterno di un supermercato all’altezza dell’uscita E45 di Deruta Nord.

A notare il fumo che usciva dalla struttura, una pattuglia della polizia stradale del Distaccamento di Todi in servizio lungo la superstrada.

Gli agenti, notata una colonna di fumo, sono usciti per verificare quanto stesse accadendo. Giunti sul posto si sono attivati con prontezza per contenere il rogo che, sviluppatosi a danno del materiale esterno ammassato sul piazzale, si stata propagando anche all’interno dello stabile chiuso al pubblico.

I poliziotti hanno dato immediatamente l’allarme ed avvertito i vigili del fuoco e la polizia locale, preoccupandosi nel frattempo di contenere e domare l’incendio, grazie anche all’arrivo del responsabile del supermercato che, arrivato in loco, ha aperto lo stabile e permesso l’utilizzo degli idranti.
La tempestività dell’intervento ha permesso di evitare l’ulteriore propagarsi delle fiamme e l’estendersi del rogo alle scaffalature e al magazzino interno e anche alle abitazioni che si trovano in prossimità dell’area commerciale.

All’arrivo dei soccorsi l’incendio era sotto controllo e i vigili del fuoco hanno potuto mettere in sicurezza tutta l’area interessata.

“La presenza e prontezza della polizia stradale – evidenzia il sindaco di Deruta Michele Toniaccini – è stata fondamentale per evitare che si verificassero danni gravi per l’attività ma anche per l’ambiente e le salute degli abitanti di Deruta, così come encomiabile è stata la collaborazione con i vigili del fuoco e la polizia urbana, il tutto all’insegna di un costante presidio del territorio”.

Sono in corso le verifiche per accertare i motivi che hanno causato l’incendio e la presenza di tutte le misure e i dispositivi antincendi previsti.

Ristrutturazioni, ecobonus, sismabonus 2025: i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

Dall’Agenzia delle Entrate, con circolare numero 8/E, importanti chiarimenti circa l’estensione al 2025 degli sconti per ristrutturazioni, sismabonus ed ecobonus. Spese che si potranno portare in detrazione al 50% anche per quest’anno (nel 2026 e 2027 con il regime ordinario lo sconto scenderà al 36%).

Si può usufruire della detrazione – ed è questa la novità più interessante – anche se si comunica di risiedere nell’edificio successivamente all’effettuazione dei lavori o se la casa diventa dimora abituale di un familiare del contribuente (coniuge, parenti entro il terzo grado, affini entro il secondo).

Lo sconto, inoltre, include i lavori eseguiti nelle pertinenze, come box auto, cantine e soffitte.

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito poi che i lavori del superbonus sono detraibili al 65% se eseguiti entro il 15 ottobre 2024.

E per l’ecobonus, anche se i lavori sono ancora in corso. Rientrano nei beneficiari gli impianti con pompe di calore a gas ad assorbimento, microcogeneratori, generatori a biomassa e sistemi ibridi che combinano pompa di calore e caldaia a condensazione, l’acquisto e l’installazione di climatizzatori.

Stop, invece, agli incentivi per le caldaie a condensazione alimentate a combustibili fossili installate dal 2025 in poi, in linea con la Direttiva Ue 2024/1275. Le spese sostenute entro il 31 dicembre 2024 per questi ultimi interventi saranno appunto comunque detraibili anche se i lavori verranno ultimati nel 2025.

Confermato per il 2025 anche il bonus mobili, con una spesa massima detraibile di 5.000 euro, legata a lavori di ristrutturazione edilizia. Infine, la circolare dedica ampio spazio ai chiarimenti sul Superbonus 65% per condomìni, edifici plurifamiliari (2-4 unità) e enti del Terzo Settore. Per accedere al beneficio nel 2025 sarà necessario aver presentato entro il 15 ottobre 2024 la CILA (o titolo abilitativo), oltre alla delibera assembleare per gli interventi condominiali. I contribuenti che hanno sostenuto spese agevolate nel 2023 potranno inoltre optare per la ripartizione in 10 quote annuali, tramite dichiarazione integrativa da presentare entro il 31 ottobre 2025.

Focolaio del virus Lingua Blu in Valnerina e nello Spoletino

Focolaio del virus della Lingua Blu (Blue Tongue) in alcuni allevamenti della Valnerina e dello Spoletino. Virus che colpisce ovini e bovini e non è trasmissibile all’uomo, ma rischia di creare gravi danni economici al settore.

“Ci siamo attivati immediatamente – spiega l’assessore regionale Simona Meloni – per monitorare la situazione e garantire supporto agli allevatori. Al momento, il focolaio è circoscritto, ma non per questo possiamo abbassare la guardia. Il dolore per la perdita degli animali è grande, sia sul piano personale che economico. E la malattia, soprattutto per gli ovini, comporta conseguenze anche nei mesi successivi all’infezione”.

Pur non essendo attualmente previsti indennizzi da parte del Ministero della Salute, la Regione Umbria si sta attivando per reperire risorse regionali con l’obiettivo di introdurre forme di ristoro almeno a copertura delle spese di smaltimento degli animali deceduti.

“È nostro dovere – prosegue Meloni – assicurare vicinanza concreta a chi lavora in prima linea nelle nostre zone rurali. Siamo in contatto costante con i Servizi veterinari e le associazioni di categoria per valutare in tempo reale l’evoluzione del quadro sanitario. È in corso un’attività coordinata di sorveglianza e aggiornamento, così da orientare con precisione ogni decisione.”

L’Amministrazione regionale invita gli allevatori umbri a mantenere attivi i contatti con i servizi veterinari delle ASL e le proprie associazioni di riferimento, segnalando tempestivamente ogni eventuale sintomo sospetto.

Coldiretti

Coldiretti, che si è subito attivata con le istituzioni a sostegno degli allevatori, ricorda che la Blue Tongue è una malattia trasmessa ai ruminanti da un insetto – ricorda Coldiretti. Non colpisce l’uomo e non infetta il latte e la carne ma può comunque causare la morte dell’animale.

È dunque indispensabile – sostiene Coldiretti – che vengano messe in campo tutte le azioni necessarie per arginare l’epidemia e sostenere con i possibili indennizzi le imprese agricole colpite, al fine di evitare ulteriori danni economici e salvaguardare il futuro della pastorizia.

Gli allevatori sono costretti infatti a subire non solo la morte dei capi, ma anche i costi per lo smaltimento delle carcasse, riduzione della natalità e della produzione di latte.

Alle aziende colpite – ribadisce Coldiretti – in questa fase servono soprattutto indennizzi e un piano per evitare la sua diffusione, insistendo sulla prevenzione.

La lingua blu, che è causa anche dei cambiamenti climatici ed in particolare dell’aumento delle temperature, rischia di aggravare la situazione di un comparto già in sofferenza, con conseguenze pesanti su tutta la filiera della carne e lattiero-casearia – afferma il presidente di Coldiretti Umbria Albano Agabiti. È importante agire in fretta per mettere in sicurezza gli allevamenti e garantire compensi alle aziende zootecniche che non devono essere lasciate sole.

Incidente in moto, così è morto l’imprenditore Massimiliano Mosera

E’ morto in un incidente giovedì pomeriggio, mentre con la sua moto percorreva la statale 675, vicino ad Orte. Cordoglio a Trevi per la scomparsa di Massimiliano Mosera, imprenditore del settore alberghiero. Gestiva infatti l’hotel Trevi a Palazzo Natalini.

Secondo una prima ricostruzione, Massimiliano Mosera avrebbe perso il controllo della sua moto nei pressi dello svincolo per Bassano in Teverina – Orte, finendo contro il guardrail. L’impatto è stato fatale, inutile l’intervento del personale medico. Durante le operazioni di soccorso, la superstrada è rimasta chiusa al traffico per alcune ore.

La moto era la sua grande passione, come testimoniano anche le foto postate sul suo profilo social. Massimiliano Mosera, 54 anni, era molto conosciuto nella comunità trevana. Per la data dei funerali, si attende il nullaosta da parte dell’autorità giudiziaria.

Agguato a colpi di pistola di fronte al bar, due feriti gravi: caccia all’uomo

Non erano ancora le 20 quando la quiete delle frazioni di Verna e di Trestina, al confine tra i comuni di Umbertide e Città di Castello, è stata rotta dal rumore di colpi di pistola e di un’auto in fuga.

A terra, feriti, vicino ad un bar, sono rimaste due persone, di origini albanese. Per una di loro è stato chiamato l’elisoccorso, per il trasporto immediato all’ospedale di Perugia. E’ in prognosi riservata. Così come l’altro, operato all’ospedale di Città di Castello, dove è arrivato in autoambulanza.

Alla sparatoria hanno assistito alcuni testimoni. Dal loro racconto è emerso che la persona alla guida dell’auto – si tratterebbe di un albanese già noto alle forze dell’ordine – ha sparato colpi di pistola contro un gruppo di connazionali, che hanno provato a fuggire.

I carabinieri si sono messi sulle tracce del fuggitivo. I militari del nucleo investigativo del Comando di Perugia hanno effettuato i rilievi. Le indagini sono coordinate dalla Procura della Repubblica di Perugia. L’ipotesi è che possa essersi trattato di un regolamento di conti legato al traffico di droga.

Un episodio sconcertante, considerando che l’agguato è avvenuto poco prima dell’ora di cena, davanti ad un esercizio pubblico e vicino ad un supermercato, all’interno di un centro abitato.

(notizia in aggiornamento)

L’autopsia sul corpo del piccolo Riccardo, ci sono tre indagati

In vista dell’autopsia che sarà eseguita venerdì mattina sul corpo di Riccardo Tascini, il 13enne morto annegato in un laghetto a Marsciano, la Procura della Repubblica di Spoleto ha iscritto tre persone nel registro degli indagati. Si tratta della mamma di un compagno di classe di Riccardo, a cui i genitori avevano affidato il figlio per recarsi alla festicciola di fine anno scolastico, e due persone dell’azienda agricola di Pieve Caina che comprende il laghetto dove si è consumata la tragedia.

Un’iscrizione che consente ai tre indagati di nominare consulenti di fiducia per assistere all’autopsia.

I carabinieri di Todi, che indagano sulla morte di Riccardo, hanno già ascoltato i proprietari della struttura e le persone presenti alla festa di fine anno, che si è trasformata in tragedia. Il corpo di Riccardo, infatti, è stato recuperato dai sommozzatori dei vigili del fuoco in fondo al laghetto realizzato come invaso per irrigare le campagne circostanti e quindi non balneabile.

Metalmeccanici in sciopero, a Perugia il corteo della manifestazione regionale

sfileranno in corte a Perugia, venerdì 20 giugno, le lavoratrici e i lavoratori metalmeccanici dell’Umbria, per la manifestazione regionale in occasione dello sciopero nazionale di 8 ore proclamato da Fim, Fiom e Uilm.

Il si concentrerà a piazza Matteotti alle 9.30 e arriverà in piazza Italia dove si svolgerà un comizio che sarà aperto da Simone Liti, segretario generale Fim-Cisl Umbria, proseguirà con un intervento di Fabrizio Balsiper della Uilm-Uil Umbria e sarà concluso da Silvia Simoncini della segreteria nazionale della Fiom-Cgil.

Fim, Fiom e Uilm dell’Umbria vogliono ribadire “con forza la richiesta di un rinnovo giusto e dignitoso del Contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl), scaduto da oltre un anno. Dopo oltre 40 ore di sciopero già proclamate, denunciamo il perdurante atteggiamento di chiusura di Federmeccanica-Assistal e Unionmeccanica-Confapi che si rifiutano di riaprire le trattative, lasciando senza risposte migliaia di lavoratrici e lavoratori”.

Fim, Fiom e Uilm dell’Umbria, nei giorni scorsi, hanno inviato due lettere ufficiali – rispettivamente alla Giunta regionale dell’Umbria e ai gruppi consiliari del Consiglio regionale – per chiedere un impegno concreto e pubblico da parte delle istituzioni a sostegno della mobilitazione. Nel testo si sottolinea come il rinnovo del contratto rappresenti una priorità non solo sindacale, ma sociale ed economica per tutta la comunità: significa salari più equi, maggiori diritti, sicurezza sul lavoro e prospettive per il futuro, in un settore, quello metalmeccanico, strategico per il rilancio del sistema industriale regionale e nazionale”.

Le segreterie territoriali di Fim, Fiom e Uilm di Perugia e Terni sollecitano “la Giunta regionale a farsi portavoce presso il Governo e le parti datoriali”, e chiedono “al Consiglio regionale di esprimere il proprio sostegno con atti formali o prese di posizione pubbliche”.

Accordo di programma Ast firmato al Mase, Gava: “Unisce ambiente, lavoro e sviluppo”

Altro passo verso l’operatività dell’Accordo di programma con il quale si vuole garantire uno sviluppo duraturo e sostenibile del polo siderurgico ternano.

Dopo l’intesa al Mimit, firmato anche al Mase l’Accordo di programma. “Con la firma dell’Accordo di Programma per il sito di Acciai Speciali Terni – commenta il viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Vannia Gava – compiamo un passo decisivo verso una transizione industriale sostenibile”.

L’intesa prevede interventi per la bonifica ambientale e la decarbonizzazione del sito, puntando su idrogeno verde, efficienza energetica ed economia circolare, assicurando la continuità delle attività produttive e la tutela dell’occupazione.

“È un accordo che unisce ambiente, lavoro e sviluppo e rilancia l’industria nazionale strategica in chiave moderna e a basso impatto ambientale”, conclude Gava.

L’intesa, già sottoscritta da Mimit e Mase, passa ora alla firma di Ministero del Lavoro, Regione Umbria, Comune di Terni, Invitalia e Gruppo Arvedi.

“Terrorista islamico pronto a colpire”, scatta il blitz dei carabinieri del Ros (video)

Il blitz dei carabinieri del Ros, supportati dai militari del Comando provinciale di Perugia, è scattato all’alba a Perugia, dove in un appartamento è stato fermato un 20enne, di origine marocchina. Per gli inquirenti, un terrorista islamico che era pronto a colpire.

Da qui il provvedimento del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Perugia, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura perugina, d’intesa con la Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo.

Associazione con finalità di terrorismo internazionale., sono le accuse nei suoi confronti. Dopo un’ampia attività di indagine del Ros, che ha monitorato il web in cerca di segnali di radicalizzazione islamista.

In una piattaforma di messaggistica utilizzata da altri giovani, postava materiale “propagandistico e istigatorio” esplicitamente riconducibile al sedicente Stato Islamico.

L’indagato, dotato “di elevate competenze tecnologiche”, è stato quindi attenzionato dai militari del Ros, che hanno raccolto pesanti indizi nei suoi confronti. Una situazione preoccupante, tale appunto da richiede una misura cautelare.

In particolare, scrive la Procura perugina, “avrebbe fornito la propria disponibilità a unirsi alle fila della pericolosa articolazione dello Stato Islamico (indicata come ISKP), operante in Khorasan (porzione di territorio ricompreso fra Afghanistan, Kazakistan, Kirghistan, Uzbekistan e Cina) nonché la disponibilità a colpire in Occidente”.

Inoltre sarebbe stato anche in contatto diretto con un membro dell’ISKP (presente all’interno di alcuni campi di addestramento gestiti da quella articolazione terroristica) col quale avrebbe condiviso un “piano” terroristico. Addestrandosi a questo scopo attraverso specifiche istruzioni reperite sui canali ufficiali dello Stato Islamico, a confezionare ordigni esplosivi artigianali, avendone anche le capacità tecnico-teoriche.

Il giovane si trova nel carcere di Perugia Capanne. Il materiale sequestrato è sottoposto ad ulteriori indagini.