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Autore: Matteo Savino

Metalmeccanici in sciopero, a Perugia il corteo della manifestazione regionale

sfileranno in corte a Perugia, venerdì 20 giugno, le lavoratrici e i lavoratori metalmeccanici dell’Umbria, per la manifestazione regionale in occasione dello sciopero nazionale di 8 ore proclamato da Fim, Fiom e Uilm.

Il si concentrerà a piazza Matteotti alle 9.30 e arriverà in piazza Italia dove si svolgerà un comizio che sarà aperto da Simone Liti, segretario generale Fim-Cisl Umbria, proseguirà con un intervento di Fabrizio Balsiper della Uilm-Uil Umbria e sarà concluso da Silvia Simoncini della segreteria nazionale della Fiom-Cgil.

Fim, Fiom e Uilm dell’Umbria vogliono ribadire “con forza la richiesta di un rinnovo giusto e dignitoso del Contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl), scaduto da oltre un anno. Dopo oltre 40 ore di sciopero già proclamate, denunciamo il perdurante atteggiamento di chiusura di Federmeccanica-Assistal e Unionmeccanica-Confapi che si rifiutano di riaprire le trattative, lasciando senza risposte migliaia di lavoratrici e lavoratori”.

Fim, Fiom e Uilm dell’Umbria, nei giorni scorsi, hanno inviato due lettere ufficiali – rispettivamente alla Giunta regionale dell’Umbria e ai gruppi consiliari del Consiglio regionale – per chiedere un impegno concreto e pubblico da parte delle istituzioni a sostegno della mobilitazione. Nel testo si sottolinea come il rinnovo del contratto rappresenti una priorità non solo sindacale, ma sociale ed economica per tutta la comunità: significa salari più equi, maggiori diritti, sicurezza sul lavoro e prospettive per il futuro, in un settore, quello metalmeccanico, strategico per il rilancio del sistema industriale regionale e nazionale”.

Le segreterie territoriali di Fim, Fiom e Uilm di Perugia e Terni sollecitano “la Giunta regionale a farsi portavoce presso il Governo e le parti datoriali”, e chiedono “al Consiglio regionale di esprimere il proprio sostegno con atti formali o prese di posizione pubbliche”.

Accordo di programma Ast firmato al Mase, Gava: “Unisce ambiente, lavoro e sviluppo”

Altro passo verso l’operatività dell’Accordo di programma con il quale si vuole garantire uno sviluppo duraturo e sostenibile del polo siderurgico ternano.

Dopo l’intesa al Mimit, firmato anche al Mase l’Accordo di programma. “Con la firma dell’Accordo di Programma per il sito di Acciai Speciali Terni – commenta il viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Vannia Gava – compiamo un passo decisivo verso una transizione industriale sostenibile”.

L’intesa prevede interventi per la bonifica ambientale e la decarbonizzazione del sito, puntando su idrogeno verde, efficienza energetica ed economia circolare, assicurando la continuità delle attività produttive e la tutela dell’occupazione.

“È un accordo che unisce ambiente, lavoro e sviluppo e rilancia l’industria nazionale strategica in chiave moderna e a basso impatto ambientale”, conclude Gava.

L’intesa, già sottoscritta da Mimit e Mase, passa ora alla firma di Ministero del Lavoro, Regione Umbria, Comune di Terni, Invitalia e Gruppo Arvedi.

“Terrorista islamico pronto a colpire”, scatta il blitz dei carabinieri del Ros (video)

Il blitz dei carabinieri del Ros, supportati dai militari del Comando provinciale di Perugia, è scattato all’alba a Perugia, dove in un appartamento è stato fermato un 20enne, di origine marocchina. Per gli inquirenti, un terrorista islamico che era pronto a colpire.

Da qui il provvedimento del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Perugia, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura perugina, d’intesa con la Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo.

Associazione con finalità di terrorismo internazionale., sono le accuse nei suoi confronti. Dopo un’ampia attività di indagine del Ros, che ha monitorato il web in cerca di segnali di radicalizzazione islamista.

In una piattaforma di messaggistica utilizzata da altri giovani, postava materiale “propagandistico e istigatorio” esplicitamente riconducibile al sedicente Stato Islamico.

L’indagato, dotato “di elevate competenze tecnologiche”, è stato quindi attenzionato dai militari del Ros, che hanno raccolto pesanti indizi nei suoi confronti. Una situazione preoccupante, tale appunto da richiede una misura cautelare.

In particolare, scrive la Procura perugina, “avrebbe fornito la propria disponibilità a unirsi alle fila della pericolosa articolazione dello Stato Islamico (indicata come ISKP), operante in Khorasan (porzione di territorio ricompreso fra Afghanistan, Kazakistan, Kirghistan, Uzbekistan e Cina) nonché la disponibilità a colpire in Occidente”.

Inoltre sarebbe stato anche in contatto diretto con un membro dell’ISKP (presente all’interno di alcuni campi di addestramento gestiti da quella articolazione terroristica) col quale avrebbe condiviso un “piano” terroristico. Addestrandosi a questo scopo attraverso specifiche istruzioni reperite sui canali ufficiali dello Stato Islamico, a confezionare ordigni esplosivi artigianali, avendone anche le capacità tecnico-teoriche.

Il giovane si trova nel carcere di Perugia Capanne. Il materiale sequestrato è sottoposto ad ulteriori indagini.

Università, il rettore eletto Marianelli: “Con l’AI meno specialisti e più pensiero critico”

In un mondo sempre più segnato dall’intelligenza artificiale “serviranno sempre meno competenze specialistiche e più persone in grado di dirigere processi”. Il magnifico rettore eletto dell’Università degli Studi di Perugia (il passaggio di consegne con il prof Maurizio Oliviero avverrà il 3 novembre) nella sua prima conferenza stampa dopo le elezioni, ha parlato anche del rapporto tra Università e imprese.

Un maggior legame, ha ricordato, con il territorio, ma anche al di fuori di esso, vista ormai la grande disponibilità a spostarsi per motivi di lavoro.

Ha parlato degli esempi positivi di corsi che risultano molto attrattivi “le vere esigenze di formazione”. Invitando in questo senso a non aver paura di aprire anche ad alternative nell’offerta formativa.

Chiarendo però: “La nostra Università è pubblica. Non deve essere una fucina di lavoro, ma uno spazio in cui si crea pensiero critico”. Quel pensiero critico che, appunto, sarà sempre più richiesto nell’assumere decisioni di fronte a processi che invece, operativamente, saranno sempre più affidati all’intelligenza artificiale e all’automazione.

Innovazione senza rinunciare all’identità dell’Ateneo perugino è la missione principale indicata da Marianelli per i prossimi sei anni. Un’identità che si fonda sulle due peculiarità dello Studium perugino: accoglienza e attenzione all’ambiente.

Valori ai quali l’Università di Perugia, nei sei anni con Marianelli rettore, non rinuncerà, pur con le istanze innovatrici che, è l’auspicio e l’invito espresso, arriveranno dai dipartimenti. Per dare nuova linfa, pur mantenendo ferme le sue radici, che affondano in una lunga storia e tradizione: nel 2028 l’Università festeggerà i 720 anni di vita.

Omcl, i lavoratori di Gardenia attendono risposte dopo la protesta

Attendono che Trenitalia si faccia carico degli stipendi arretrati non pagati – sei, sette mensilità – i quindici lavoratori della Gardenia srl, che opera in subappalto per le ferrovie.

Lavoratori che, come hanno detto venerdì scorso davanti ai cancelli delle Officine manutenzione ciclica (Omcl) di Foligno, non ricevono più neanche i buoni pasto, né vedono versato il Tfr al fondo.

Diritti che hanno reclamato a gran voce le organizzazioni sindacali Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti durante il presidio che si è svolto di fronte allo stabilimento folignate, a sostegno dei dipendenti dell’azienda Gardenia srl, che opera in subappalto per la società Trenitalia.

Dopo vari scioperi, agitazioni e iniziative, i lavoratori della Gardenia srl (l’azienda molisana in subappalto con Trenitalia) sono quindi tornati in assemblea e hanno indetto un presidio con le organizzazioni sindacali di settore per chiedere nuovamente che venga dato loro quanto di diritto. Erano presenti Sandro Gentili, segretario regionale di Filt Cgil Umbria, Fabio Ciancabilla, segretario generale di Fit Cisl Umbria, e Michele Coccia, segretario regionale di Uiltrasporti Umbria.

“Gli operatori sono demoralizzati ed esasperati – hanno spiegato i segretari – perché non riescono più a far fronte alle loro spese quotidiane e ai loro fabbisogni familiari, a partire dal pagamento di bollette, scadenze e tariffe a cui non possono derogare. Abbiamo chiesto più volte all’azienda Gardenia srl in subappalto di ottemperare ai suoi obblighi contrattuali, ma per problemi interni non riesce a pagare puntualmente i lavoratori. A questo punto chiediamo di applicare il nuovo codice degli appalti, introdotto nel 2023, che in casi di questo genere prevede che sia il committente, quindi Trenitalia, a pagare direttamente gli stipendi dei lavoratori della ditta in subappalto. È una misura legalmente prevista, che noi pretendiamo a tutela dei lavoratori e della loro dignità”.

A margine del presidio, le organizzazioni sindacali hanno anche denunciato una “situazione gravissima – secondo quanto riportano Gentili, Ciancabilla e Coccia – per cui personale del gruppo Fs avrebbe preso il posto dei lavoratori di Gardenia, che erano in assemblea, per svolgere il lavoro al posto loro. Se così fosse si configurerebbe una condotta antisindacale. Chiederemo spiegazioni al capo officina. Ci auguriamo che la situazione torni presto alla normalità e l’azienda versi finalmente gli stipendi”.

Sappe: “Violenti scontri nei carceri di Terni e Spoleto”

“Violenti disordini” provocati “per ore” da alcuni detenuti all’interno dei carceri di Terni e Spoleto. A denunciare la situazione è il Sappe (Sindacato autonomo polizia penitenziaria), con il segretario umbro Fabrizio Bonino.

“In entrambe le carceri umbre – scrive Bonino – sembra che i danni ai Reparti coinvolti – tutti e due destinati alla Media sicurezza – sono stati significativi: si pensi che persino alcuni familiari di detenuti ci hanno contattato per avere notizie sulla situazione. Purtroppo, ancora una volta, il grido d’allarme lanciato dal Sappe rimane inascoltato da un’Amministrazione regionale sempre più distante e assente. Non a caso, buona parte dei gravi eventi critici violenti che accadono vedono protagonisti proprio detenuti assegnati da Firenze. Insomma, l’Umbria e le sue carceri sono diventate la discarica sociale della Toscana: e questo è inaccettabile! Per questo auspichiamo che la riapertura a Perugia del Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria dell’Umbria avvenga in tempi rapidi”.

Il segretario generale del Sappe, Donato Capece, rinnova al DAP la richiesta di potenziamento degli organici della Polizia Penitenziaria dei Reparti regionali, rammentando che “la popolazione carceraria nazionale attuale è composta per un 30% di detenuti in attesa di giudizio; 30% di detenuti extracomunitari e un 20% di tossicodipendenti”. 

Il leader nazionale del sindacato ricorda infine che “il Sappe da decenni chiede l’espulsione dei detenuti stranieri, un terzo degli attuali presenti in Italia, per fare scontare loro, nelle loro carceri, le pene ma anche la riapertura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari dove mettere i detenuti con problemi psichiatrici, sempre più numerosi, oggi presenti nel circuito detentivo ordinari”.

E torna a chiedere la dotazione, per il personale del Corpo, di strumenti di tutela e garanzia non letali come i flash ball ed i bola wrap: il primo è un fucile che spara proiettili di gomma, già in dotazione alla Polizia Penitenziaria francese, mentre la seconda è un’arma di difesa che spara lacci bloccante le gambe dei riottosi, anch’essa già in uso ad alcune Polizie locali di alcune città italiane.

Posto teleconduzione, i sindacati puntano l’indice contro le scelte di Enel

All’indomani della firma dell’Accordo di programma per Ast Arvedi, che prevede anche una misura per l’utilizzo di una componente dell’elettricità prodotta da fonti rinnovabili a favore delle imprese energivore umbre, prosegue la battaglia delle organizzazioni sindacali Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil con Enel relativamente al Posto di teleconduzione.

I sindacati nei giorni scorsi hanno incontrato il capo gabinetto della Prefettura e i rappresentanti dell’azienda Enel in un tavolo convocato per la procedura di conciliazione. In precedenza era stato proclamato lo stato di agitazione del personale Enel Produzione ed Enel Green Power Italia Srl per la decisione aziendale della chiusura del Posto di teleconduzione (Pt) di Terni.

Filctem, Flaei e Uiltec, attraverso i rispettivi segretari Stefano Ribelli, Ciro Di Noia e Doriana Gramaccioni, hanno ribadito che “il depauperamento messo in atto da Enel sul territorio negli anni si è tradotto in una riduzione di funzioni strategiche e di lavoratori impiegati negli impianti idroelettrici ternani.

Inoltre il Pt di Terni monitora costantemente anche le opere idrauliche costituite da sette grandi dighe, oltre a una moltitudine (circa 50) di siti composti da opere idrauliche minori (traverse e sbarramenti)”.

“L’operatività standard del Posto di teleconduzione – rimarcano i sindacati – è descrivibile come l’attuazione dei piani di produzione elaborati da Energy Management, ma nel caso di criticità quali, il blocco di uno o più gruppi di generazione, gli operatori devono agire anche manualmente sui sistemi, al fine di apportare i necessari correttivi all’imprevisto e l’attivazione del personale che interviene in loco al fine di valutare l’accaduto. Gli impianti gestiti dal Posto di teleconduzione di Terni, e in modo particolare quelli afferenti all’unità produttiva Nera Velino, sono idraulicamente complessi e interconnessi tra loro in maniera assai variegata (bacini e canali) e la loro gestione va fatta con particolare attenzione sia sotto il profilo dell’ordinarietà di regime idraulico, sia soprattutto in quello di straordinarietà, come può essere un evento di piena sui corsi d’acqua. Proprio in riferimento agli eventi di piena dei corsi d’acqua, il Posto di teleconduzione riveste un ruolo fondamentale di gestione soprattutto nelle fasi iniziali dell’evento, in quanto è proprio questa fase che deve essere gestita con professionalità e tempestività al fine di evitare congestioni e complicazioni, che potrebbero essere fatali dal punto di vista della sicurezza idraulica del territorio”.

“Oltre alle perplessità – proseguono Filctem, Flaei e Uiltec – restiamo sconcertati del come l’azienda descrive questa riorganizzazione, senza minimamente conoscere il reale funzionamento dell’impianto e le difficoltà oggettive a cui devono far fronte i lavoratori del Posto di teleconduzione di Terni, sia nelle fasi ordinarie di gestione degli impianti che in quelle emergenziali in cui la conoscenza degli impianti stessi da parte dei colleghi del Pt è determinante. Oramai Enel e la sua dirigenza confermano la volontà di procedere solo a una esasperata razionalizzazione dei costi, che ha solo un fine: quello finanziario”.

“A nostro avviso – concludono Ribelli, Di Noia e Gramaccioni –, l’Umbria da tempo sconta da parte di Enel la perdita di funzioni importanti in tutte le società del gruppo, non ultima la chiusura della centrale termoelettrica Pietro Vannucci ed il Centro di formazione Enel a Gualdo Cattaneo”.

Una situazione di fronte alla quale i sindacati si appellano a tutte le Istituzioni, a cominciare dal Consiglio e dalla Giunta regionale.

“Proseguiremo nelle azioni di lotta contro queste scelte scellerate – concludono i sindacati – e metteremo in campo tutte le azioni volte alla tutela degli asset, della sicurezza idraulica del territorio e della sicurezza dei lavoratori Enel di Terni”.

Tragica festa di fine scuola, 13enne annega in un laghetto agricolo

La Procura di Spoleto indaga sulla tragedia che si è consumata domenica, in un laghetto artificiale ad uso agricolo, in località Pieve Caina, nel territorio comunale di Marsciano, dove è annegato Riccardo Tascini, di 13 anni.

Il ragazzino, studente della scuola media “Pascoli” di Perugia, stava partecipando insieme ai compagni e ad alcuni genitori ad una scampagnata per festeggiare la fine dell’anno scolastico. Una giornata che invece si è trasformata in tragedia.

Secondo quanto si è appreso – ma le indagini sull’accaduto sono in corso da parte dei carabinieri della Compagnia di Todi – Riccardo si sarebbe tuffato nel laghetto, pur non sapendo nuotare bene. Quando è stata notata la sua assenza, è stato dato l’allarme.

I sommozzatori dei vigili del fuoco hanno ritrovato il suo corpo intorno alle 20. La salma è a disposizione dell’autorità giudiziaria. Il sostituto procuratore Federica Filippi ha disposto l’autopsia.

Il laghetto è di proprietà di un’azienda agricola. Non viene utilizzato per attività ludiche.

(immagine generica di archivio)

Ordinanza anti-caldo, i sindacati: controlli e proseguire con la Piattaforma sulla sicurezza

Apprezzano l’ordinanza emessa dalla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, a tutela dei lavoratori del settore agricolo e florovivaistico e nei cantieri edili all’aperto in condizioni di esposizione prolungata al sole.

Le organizzazioni sindacali confederali regionali Cgil, Cisl e Uil Umbria chiedono controlli affinché la norma venga rispettata ed auspicano che prosegua l’interlocuzione con la Regione.

“L’ordinanza – spiegano le organizzazioni sindacali – segue le Indicazioni per la prevenzione e protezione dai rischi correlati con le condizioni climatiche di caldo estremo negli ambienti di lavoro. Questa ordinanza è un tassello in più nel riconoscimento della nostra Piattaforma da parte della Regione, che ha già accolto gran parte delle nostre richieste, sulle quali siamo pronti a lavorare attivando i quattro gruppi di lavoro su formazione, promozione della salute nei luoghi di lavoro, appalti e subappalti, comunicazione. Ora, però, chiediamo che si vada avanti fino alla concretizzazione di tutta la nostra piattaforma”.

“Riteniamo inoltre fondamentale – concludono Cgil, Cisl e Uil Umbria – monitorare congiuntamente l’effettiva applicazione dell’ordinanza da parte delle imprese, anche attraverso il coinvolgimento degli organismi bilaterali e degli enti di controllo, affinché le tutele previste non restino solo sulla carta. Ribadiamo anche la necessità di assumere misure anche su altri settori a rischio, come logistica, raccolta rifiuti, trasporti, impianti fissi e altri ambiti lavorativi in cui si opera in condizioni climatiche critiche. Occorre sconfiggere presto la piaga degli infortuni e promuovere un nuovo modello di sviluppo basato su qualità del lavoro, partecipazione, salute, sicurezza e salvaguardia dell’ambiente. Queste rimangono le priorità del sindacato, sulle quali ci impegniamo a lavorare unitariamente con determinazione”.

Tamponamento a catena, un morto e due feriti

Un autotrasportatore è morto e altri due sono rimasti feriti. Questo il drammatico incidente che si è verificato nella notte tra mercoledì e giovedì nel tratto umbro dell’autostrada A1 tra Fabro e Chiusi , direzione nord.

Tre i tir coinvolti. Ad avere la peggio il conducente dell’ultimo, che ha tamponato incastrandosi con la cabina nel semirimorchio del mezzo che lo precedeva. Per lui purtroppo non c’è stato nulla da fare. Per gli altri conducenti, usciti dai mezzi autonomamente, sono servite le cure dei sanitari.

Sul posto oltre ai vigili del fuoco del distaccamento di Orvieto, anche quelli Montepulciano , Siena e Città della Pieve, l’elisoccorso e la polizia stradale.
L’autostrada è rimasta chiusa per ore.