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“Terrorista islamico pronto a colpire”, scatta il blitz dei carabinieri del Ros (video)

Il blitz dei carabinieri del Ros, supportati dai militari del Comando provinciale di Perugia, è scattato all’alba a Perugia, dove in un appartamento è stato fermato un 20enne, di origine marocchina. Per gli inquirenti, un terrorista islamico che era pronto a colpire.

Da qui il provvedimento del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Perugia, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura perugina, d’intesa con la Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo.

Associazione con finalità di terrorismo internazionale., sono le accuse nei suoi confronti. Dopo un’ampia attività di indagine del Ros, che ha monitorato il web in cerca di segnali di radicalizzazione islamista.

In una piattaforma di messaggistica utilizzata da altri giovani, postava materiale “propagandistico e istigatorio” esplicitamente riconducibile al sedicente Stato Islamico.

L’indagato, dotato “di elevate competenze tecnologiche”, è stato quindi attenzionato dai militari del Ros, che hanno raccolto pesanti indizi nei suoi confronti. Una situazione preoccupante, tale appunto da richiede una misura cautelare.

In particolare, scrive la Procura perugina, “avrebbe fornito la propria disponibilità a unirsi alle fila della pericolosa articolazione dello Stato Islamico (indicata come ISKP), operante in Khorasan (porzione di territorio ricompreso fra Afghanistan, Kazakistan, Kirghistan, Uzbekistan e Cina) nonché la disponibilità a colpire in Occidente”.

Inoltre sarebbe stato anche in contatto diretto con un membro dell’ISKP (presente all’interno di alcuni campi di addestramento gestiti da quella articolazione terroristica) col quale avrebbe condiviso un “piano” terroristico. Addestrandosi a questo scopo attraverso specifiche istruzioni reperite sui canali ufficiali dello Stato Islamico, a confezionare ordigni esplosivi artigianali, avendone anche le capacità tecnico-teoriche.

Il giovane si trova nel carcere di Perugia Capanne. Il materiale sequestrato è sottoposto ad ulteriori indagini.

Omcl, i lavoratori di Gardenia attendono risposte dopo la protesta

Attendono che Trenitalia si faccia carico degli stipendi arretrati non pagati – sei, sette mensilità – i quindici lavoratori della Gardenia srl, che opera in subappalto per le ferrovie.

Lavoratori che, come hanno detto venerdì scorso davanti ai cancelli delle Officine manutenzione ciclica (Omcl) di Foligno, non ricevono più neanche i buoni pasto, né vedono versato il Tfr al fondo.

Diritti che hanno reclamato a gran voce le organizzazioni sindacali Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti durante il presidio che si è svolto di fronte allo stabilimento folignate, a sostegno dei dipendenti dell’azienda Gardenia srl, che opera in subappalto per la società Trenitalia.

Dopo vari scioperi, agitazioni e iniziative, i lavoratori della Gardenia srl (l’azienda molisana in subappalto con Trenitalia) sono quindi tornati in assemblea e hanno indetto un presidio con le organizzazioni sindacali di settore per chiedere nuovamente che venga dato loro quanto di diritto. Erano presenti Sandro Gentili, segretario regionale di Filt Cgil Umbria, Fabio Ciancabilla, segretario generale di Fit Cisl Umbria, e Michele Coccia, segretario regionale di Uiltrasporti Umbria.

“Gli operatori sono demoralizzati ed esasperati – hanno spiegato i segretari – perché non riescono più a far fronte alle loro spese quotidiane e ai loro fabbisogni familiari, a partire dal pagamento di bollette, scadenze e tariffe a cui non possono derogare. Abbiamo chiesto più volte all’azienda Gardenia srl in subappalto di ottemperare ai suoi obblighi contrattuali, ma per problemi interni non riesce a pagare puntualmente i lavoratori. A questo punto chiediamo di applicare il nuovo codice degli appalti, introdotto nel 2023, che in casi di questo genere prevede che sia il committente, quindi Trenitalia, a pagare direttamente gli stipendi dei lavoratori della ditta in subappalto. È una misura legalmente prevista, che noi pretendiamo a tutela dei lavoratori e della loro dignità”.

A margine del presidio, le organizzazioni sindacali hanno anche denunciato una “situazione gravissima – secondo quanto riportano Gentili, Ciancabilla e Coccia – per cui personale del gruppo Fs avrebbe preso il posto dei lavoratori di Gardenia, che erano in assemblea, per svolgere il lavoro al posto loro. Se così fosse si configurerebbe una condotta antisindacale. Chiederemo spiegazioni al capo officina. Ci auguriamo che la situazione torni presto alla normalità e l’azienda versi finalmente gli stipendi”.

Tsa, a Magione e Castiglione il bilancio condiviso con i dipendenti

Tsa Trasimeno servizi ambientali, per il secondo anno, ha condiviso con il personale il bilancio consuntivo. È stata questa l’occasione, negli incontri avvenuti nelle sedi di Magione e di Pineta di Castiglione del Lago, per tirare le somme di quanto fatto e degli obiettivi da raggiungere nel prossimo futuro. Non solo numeri, quelli dei conti dell’azienda, ma anche progettualità e traguardi che l’azienda vuole e può raggiungere con il contributo di tutti.

“Abbiamo rinnovato questa consuetudine nella convinzione che l’azienda debba essere una famiglia, una squadra che si impegna, quotidianamente, per un risultato comune, che è quello di offrire un servizio sempre puntuale e rispondente alle necessità del territorio” commentano il presidente Federico Malizia e il consigliere delegato Alessio Lutazi.

“Siamo fermamente convinti che gran parte di quanto Tsa riesce a fare, dell’efficienza che le viene riconosciuta dal giudizio dei cittadini, ma anche da valutazione oggettive, come i premi per i Comuni ricicloni di Legambiente, sia merito del personale. Da qui la volontà di un confronto che vuole essere sempre più costante per garantire la continua crescita dell’azienda” aggiungono ancora Malizia e Lutazi.

Assisi, il racconto della prima seduta del nuovo Consiglio comunale

Primo Consiglio comunale ad Assisi nell’era di Valter Stoppini sindaco. Per la presidenza dell’Assemblea è stata votata, con i voti della maggioranza, Annalisa Rossi (Valter Stoppini per Assisi).

“Affronterò questo impegno – le prime parole di Rossi – con serietà, rispetto, collaborazione e dialogo, a servizio della città e nella massima collaborazione con tutti i consiglieri”. Come vicepresidenti sono stati eletti Sonia Gaudenzi (Assisi Domani) e Daniele Martellini (Fratelli d’Italia).

L’assemblea si è riunita per la prima volta oggi pomeriggio, nella sala consiliare del Palazzo dei Priori. Considerando le surroghe dei consiglieri nominati assessori, ne fanno parte: Paolo Mirti, Renzo Totori (Partito Democratico); Cristina Susta, Annalisa Rossi, Andrea Bertolini (Valter Stoppini per Assisi); Sonia Gaudenzi, Nico Perini (Assisi Domani); Luigi Bastianini (Assisi Civica); Adil Zaoin (Progressisti per Assisi); Paolo Lupattelli (non presente oggi in Consiglio); Eolo Cicogna (Eolo Cicogna Sindaco); Serena Morosi, Daniele Martellini (Fratelli d’Italia); Francesco Fasulo (Forza Italia); Ivano Bocchini (Assisi al centro); Giancarlo Cavallucci (Eolo Cicogna Sindaco).

Il sindaco Valter Stoppini, dopo aver giurato sulla Costituzione italiana, ha rivolto un saluto al Consiglio comunale. “Noi tutti – ha detto – siamo stati chiamati a dare risposte ai bisogni essenziali della città e delle frazioni, in cammino verso orizzonti sempre nuovi. La storia ha assegnato ad Assisi un ruolo unico e chi, come noi, percorre un tratto di questo cammino ottiene un privilegio prezioso e ha il dovere di portarlo avanti con impegno. Sia il tempo del dialogo, della responsabilità condivisa e del lavoro serio, in cui ognuno, nel proprio ruolo, contribuisca al bene comune con dedizione e impegno, competenza e cuore: solo così potremo lasciare un segno positivo e duraturo. Ce lo chiedono i cittadini e i grandi eventi che stiamo per vivere, come la canonizzazione di Carlo Acutis il 7 settembre e l’ottavo Centenario della morte di San Francesco nel 2026. Cento anni fa, Assisi da borgo divenne città, lanciata nel mondo con un modello mai tramontato. Oggi siamo chiamati a compiere gesti e azioni in continuità con quei simboli, al cospetto dei nostri concittadini Francesco e Chiara, che ci indicano la strada maestra insieme ai grandi che si sono seduti, nei secoli, su questi banchi”.

Il primo cittadino ha quindi presentato i componenti della Giunta comunale, composta insieme a lui, dal vicesindaco Veronica Cavallucci e dagli assessori Donatella Casciarri, Scilla Cavanna, Francesca Corazzi, Fabrizio Leggio.

Eletti anche i membri della Commissione elettorale comunale, di cui fanno parte i consiglieri Andrea Bertolini, Adil Zaoin e Serena Morosi, come supplenti Luigi Bastianini, Renzo Totori e Ivano Bocchini.

Sappe: “Violenti scontri nei carceri di Terni e Spoleto”

“Violenti disordini” provocati “per ore” da alcuni detenuti all’interno dei carceri di Terni e Spoleto. A denunciare la situazione è il Sappe (Sindacato autonomo polizia penitenziaria), con il segretario umbro Fabrizio Bonino.

“In entrambe le carceri umbre – scrive Bonino – sembra che i danni ai Reparti coinvolti – tutti e due destinati alla Media sicurezza – sono stati significativi: si pensi che persino alcuni familiari di detenuti ci hanno contattato per avere notizie sulla situazione. Purtroppo, ancora una volta, il grido d’allarme lanciato dal Sappe rimane inascoltato da un’Amministrazione regionale sempre più distante e assente. Non a caso, buona parte dei gravi eventi critici violenti che accadono vedono protagonisti proprio detenuti assegnati da Firenze. Insomma, l’Umbria e le sue carceri sono diventate la discarica sociale della Toscana: e questo è inaccettabile! Per questo auspichiamo che la riapertura a Perugia del Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria dell’Umbria avvenga in tempi rapidi”.

Il segretario generale del Sappe, Donato Capece, rinnova al DAP la richiesta di potenziamento degli organici della Polizia Penitenziaria dei Reparti regionali, rammentando che “la popolazione carceraria nazionale attuale è composta per un 30% di detenuti in attesa di giudizio; 30% di detenuti extracomunitari e un 20% di tossicodipendenti”. 

Il leader nazionale del sindacato ricorda infine che “il Sappe da decenni chiede l’espulsione dei detenuti stranieri, un terzo degli attuali presenti in Italia, per fare scontare loro, nelle loro carceri, le pene ma anche la riapertura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari dove mettere i detenuti con problemi psichiatrici, sempre più numerosi, oggi presenti nel circuito detentivo ordinari”.

E torna a chiedere la dotazione, per il personale del Corpo, di strumenti di tutela e garanzia non letali come i flash ball ed i bola wrap: il primo è un fucile che spara proiettili di gomma, già in dotazione alla Polizia Penitenziaria francese, mentre la seconda è un’arma di difesa che spara lacci bloccante le gambe dei riottosi, anch’essa già in uso ad alcune Polizie locali di alcune città italiane.

Posto teleconduzione, i sindacati puntano l’indice contro le scelte di Enel

All’indomani della firma dell’Accordo di programma per Ast Arvedi, che prevede anche una misura per l’utilizzo di una componente dell’elettricità prodotta da fonti rinnovabili a favore delle imprese energivore umbre, prosegue la battaglia delle organizzazioni sindacali Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil con Enel relativamente al Posto di teleconduzione.

I sindacati nei giorni scorsi hanno incontrato il capo gabinetto della Prefettura e i rappresentanti dell’azienda Enel in un tavolo convocato per la procedura di conciliazione. In precedenza era stato proclamato lo stato di agitazione del personale Enel Produzione ed Enel Green Power Italia Srl per la decisione aziendale della chiusura del Posto di teleconduzione (Pt) di Terni.

Filctem, Flaei e Uiltec, attraverso i rispettivi segretari Stefano Ribelli, Ciro Di Noia e Doriana Gramaccioni, hanno ribadito che “il depauperamento messo in atto da Enel sul territorio negli anni si è tradotto in una riduzione di funzioni strategiche e di lavoratori impiegati negli impianti idroelettrici ternani.

Inoltre il Pt di Terni monitora costantemente anche le opere idrauliche costituite da sette grandi dighe, oltre a una moltitudine (circa 50) di siti composti da opere idrauliche minori (traverse e sbarramenti)”.

“L’operatività standard del Posto di teleconduzione – rimarcano i sindacati – è descrivibile come l’attuazione dei piani di produzione elaborati da Energy Management, ma nel caso di criticità quali, il blocco di uno o più gruppi di generazione, gli operatori devono agire anche manualmente sui sistemi, al fine di apportare i necessari correttivi all’imprevisto e l’attivazione del personale che interviene in loco al fine di valutare l’accaduto. Gli impianti gestiti dal Posto di teleconduzione di Terni, e in modo particolare quelli afferenti all’unità produttiva Nera Velino, sono idraulicamente complessi e interconnessi tra loro in maniera assai variegata (bacini e canali) e la loro gestione va fatta con particolare attenzione sia sotto il profilo dell’ordinarietà di regime idraulico, sia soprattutto in quello di straordinarietà, come può essere un evento di piena sui corsi d’acqua. Proprio in riferimento agli eventi di piena dei corsi d’acqua, il Posto di teleconduzione riveste un ruolo fondamentale di gestione soprattutto nelle fasi iniziali dell’evento, in quanto è proprio questa fase che deve essere gestita con professionalità e tempestività al fine di evitare congestioni e complicazioni, che potrebbero essere fatali dal punto di vista della sicurezza idraulica del territorio”.

“Oltre alle perplessità – proseguono Filctem, Flaei e Uiltec – restiamo sconcertati del come l’azienda descrive questa riorganizzazione, senza minimamente conoscere il reale funzionamento dell’impianto e le difficoltà oggettive a cui devono far fronte i lavoratori del Posto di teleconduzione di Terni, sia nelle fasi ordinarie di gestione degli impianti che in quelle emergenziali in cui la conoscenza degli impianti stessi da parte dei colleghi del Pt è determinante. Oramai Enel e la sua dirigenza confermano la volontà di procedere solo a una esasperata razionalizzazione dei costi, che ha solo un fine: quello finanziario”.

“A nostro avviso – concludono Ribelli, Di Noia e Gramaccioni –, l’Umbria da tempo sconta da parte di Enel la perdita di funzioni importanti in tutte le società del gruppo, non ultima la chiusura della centrale termoelettrica Pietro Vannucci ed il Centro di formazione Enel a Gualdo Cattaneo”.

Una situazione di fronte alla quale i sindacati si appellano a tutte le Istituzioni, a cominciare dal Consiglio e dalla Giunta regionale.

“Proseguiremo nelle azioni di lotta contro queste scelte scellerate – concludono i sindacati – e metteremo in campo tutte le azioni volte alla tutela degli asset, della sicurezza idraulica del territorio e della sicurezza dei lavoratori Enel di Terni”.

Spazio Modu, a Foligno il nuovo polo di coworking e innovazione

Inaugurato Spazio Modu Foligno, il nuovo coworking che vuole diventare un cuore pulsante di innovazione e collaborazione nel centro storico. Oltre 200 persone presenti nei locali di via Oberdan 55/57, dimostrando l’urgenza e il desiderio di luoghi capaci di generare nuove visioni e opportunità.

Con l’idea di “spazi che aprono per visioni che rigenerano”, l’iniziativa ha sottolineato fin da subito l’ambizione di Spazio Modu di essere più di un semplice spazio di lavoro condiviso. È un luogo generativo, concepito per mettere in relazione politiche, pratiche e desideri, immaginando una città capace di crescere intorno a spazi aperti, condivisi e culturali.

“Il 2025 ci porta uno spazio migliore, dopo l’esperienza finita del coworking Multiverso e sempre nel centro di Foligno, e ci porta un nome nuovo che è frutto di una collaborazione nata due anni fa e di rapporti che hanno fatto presto a consolidarsi e sedimentare con la bella realtà dello Spazio Modu di Perugia. Resistere e ripartire, queste sono state le priorità che ci siamo dati, questo stiamo provando a fare”, ha dichiarato Filippo Salvucci, amministratore di Spazio Modu Foligno, introducendo la visione e la rete con Perugia. Salvucci ha inoltre rimarcato l’importanza vitale del fare rete per le piccole imprese, condividendo una visione comune e servizi essenziali.

Gli interventi che si sono susseguiti hanno approfondito diverse sfaccettature del ruolo del coworking e della cultura come motori di sviluppo. Olivia Marie Lamberini di Spazio Modu Perugia ha illustrato il coworking come attivatore di prossimità, impresa creativa e rigenerazione urbana, esprimendo grande soddisfazione per la creazione di un “ponte culturale tra Perugia e Foligno”.

Emiliano Pergolari (direzione artistica Factory Fest) ha toccato il tema degli spazi e luoghi di cultura, evidenziando come le pratiche e i presidi artistici e culturali debbano superare la concezione di mero “intrattenimento” per parlare direttamente alle persone. A seguire, Chiara Corica (progettista culturale, Cooperativa Densa) ha parlato di come rigenerare attraverso la cura, con esperienze tra infanzia, adolescenza, prossimità e città, portando testimonianze di pratiche che connettono coworking, centri estivi e quartieri in trasformazione.

Un momento saliente è stato l’intervento di Linda Di Pietro, direttrice artistica BASE Milano e collaboratrice esperta della vicepresidenza della Regione Umbria. Nel suo discorso su “Rigenerare: cultura come infrastruttura del possibile”, ha sottolineato il potere trasformativo della cultura nei territori: “La cultura è anche sviluppo economico e la presenza dell’Assessore De Rebotti è indicativa. Dobbiamo spostare il senso della rigenerazione urbana dalla città di pietra alla città di carne, per rigenerazioni culturali”.

Le conclusioni sono state affidate all’assessore allo Sviluppo Economico della Regione Umbria, Francesco De Rebotti, che ha evidenziato come cultura e creatività debbano essere leve dello sviluppo territoriale. De Rebotti ha riconosciuto il ruolo cruciale dei tessuti culturali e creativi come motori di cambiamento e rigenerazione economica: “Spazi e messaggi come questo sono ciò di cui ha bisogno quell’Umbria che vuole essere sé stessa. È giusto far respirare anche a Foligno la presenza di una Regione che ha cambiato direzione nelle sue politiche, e ora bisogna incalzare chi governa la città su molti temi”.

“L’Umbria è base logistica per molti giovani e Foligno snodo fondamentale”, ha concluso l’assessore, evidenziando il supporto regionale al progetto.

Tragica festa di fine scuola, 13enne annega in un laghetto agricolo

La Procura di Spoleto indaga sulla tragedia che si è consumata domenica, in un laghetto artificiale ad uso agricolo, in località Pieve Caina, nel territorio comunale di Marsciano, dove è annegato Riccardo Tascini, di 13 anni.

Il ragazzino, studente della scuola media “Pascoli” di Perugia, stava partecipando insieme ai compagni e ad alcuni genitori ad una scampagnata per festeggiare la fine dell’anno scolastico. Una giornata che invece si è trasformata in tragedia.

Secondo quanto si è appreso – ma le indagini sull’accaduto sono in corso da parte dei carabinieri della Compagnia di Todi – Riccardo si sarebbe tuffato nel laghetto, pur non sapendo nuotare bene. Quando è stata notata la sua assenza, è stato dato l’allarme.

I sommozzatori dei vigili del fuoco hanno ritrovato il suo corpo intorno alle 20. La salma è a disposizione dell’autorità giudiziaria. Il sostituto procuratore Federica Filippi ha disposto l’autopsia.

Il laghetto è di proprietà di un’azienda agricola. Non viene utilizzato per attività ludiche.

(immagine generica di archivio)

Perugia1416: le gare, il corteo e la festa di Porta San Pietro (gallery)

Il Magnifico Rione di Porta San Pietro ha vinto il Palio della decima edizione di Perugia1416. Questa la classifica dall’ultimo al primo: 5º Porta Eburnea; 4º Porta Santa Susanna; 3º Porta Sant’Angelo; 2º Porta Sole; e 1° Porta San Pietro.

Nell’ultima giornata si è disputata la Corsa del drappo, terza ed ultima prova sportiva, è stata conquistata da Porta San Pietro, seguito da Porta Sole, Porta Santa Susanna, Porta Sant’Angelo e Porta Eburnea.

A proclamare il vincitore è stato Braccio Fortebracci che, sulla scala di palazzo dei Priori, ha formulato il discorso finale e ha infilato al collo del Capitano del Rione vincitore la solenne catena con medaglia (un grifo bianco in campo rosso, già nel 1416 ed a tutt’oggi stemma di Perugia). Consegnato al Console di Porta anche il Palio della vittoria, che porta la firma di Francesca Biancalana, studentessa al secondo anno dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci” di Perugia risultata vincitrice del concorso il “Palio d’artista”). Nel corso del pomeriggio di domenica premiati anche i giovani rionali di Porta Eburnea, vincitori della competizione del tiro alla fune nella giornata di venerdì.

A chiusura di Perugia1416, e a coronamento dell’attività per l’internazionalizzazione che hanno visto molti studenti di altre nazionalità sfilare con i Rioni, in collaborazione con l’Università per Stranieri sarà proclamato l’ambasciatore di Perugia1416 all’Estero 2025: la cerimonia si terrà nell’Aula Magna il 17 giugno durante un concerto di Bel Canto offerto dalla Ambasciatrice 2024, la cantante lirica italo-argentina, Haydée Dabusti.

La Mossa alla Torre

Appassionante la gara di forza e resistenza tra gli atleti dei cinque Magnifici Rioni, la Mossa alla Torre vinta dal Magnifico Rione di Porta Eburnea battendo il Magnifico Rione di Porta Sant’Angelo nella finale per il primo e secondo posto. Questa la classifica completa: 1º posto Rione Porta Eburnea; 2º posto Rione Porta Sant’Angelo; 3º posto Rione Porta San Pietro; 4º posto Rione Porta Sole; 5º posto Rione Porta Santa Susanna

Suggestiva la rievocazione della Pax Perusina: ingresso di Braccio Fortebracci in Perugia dopo il lungo esilio, vittorioso nella battaglia di Sant’Egidio del 12 luglio 1416. Il condottiero è scortato dai suoi armati Bracceschi, Compagnia del Grifoncello e Militia Bartholomei. A seguire esibizione di Tamburini, danze con la Compagnia de danza medievale de Peroscia, spettacolo di fuoco Piazza IV Novembre.

La giornata finale

il terzo giorno e ultimo di Perugia 1416 ha visto lo spettacolare corteo storico (con tanto di delegazioni arrivate da tutta l’Umbria) e la gara regina della manifestazione, appunto la Corsa del Drappo, concentratisi in poco più di due ore. dopo la partenza del Corteo della Reggenza dalla sede di Perugia1416 seguito da quello di Braccio Fortebracci che da piazza Italia ha percorso tutto Corso Vannucci per ricongiungersi all’altro in piazza Grande (piazza IV Novembre), dove il primo Priore nero, del Nobile Collegio della mercanzia, ha accolto Braccio quale nuovo signore della Città consegnandogli sotto il Grifo, simbolo di Perugia, le chiavi della città. Subito dopo i cinque Rioni, interpretando il tema univoco 2025 (“Del potere e dei poteri: potere sacro e temporale prima e dopo Braccio”), hanno sfilato nell’ordine della classifica della precedente edizione: i 5 Rioni sono stati giudicati dalla Giuria per l’attinenza storica, l’interpretazione e la scenografia.

“Jouer avec le feu”, menzione speciale per il “G. Bruno” di Perugia al Prix Palatine

Il video “Jouer avec le feu”, realizzato dalla classe 3AL del Liceo Linguistico dell’I.I.S. ‘Giordano Bruno’ di Perugia, diretto dalla professoressa Anna Bigozzi, ha ottenuto una menzione speciale nel Concorso-video ‘Prix Palatine’ 2025.

“Tra le più di 40 proposte ricevute – si legge nella motivazione della Giuria composta dal regista Gianlorenzo Lombardi, dall’assistente alla regia Claire Corbetta-Doll e dal montatore Thomas Marchand – questo video si è distinto per la qualità della realizzazione, la creatività della messa in scena e l’impegno delle studentesse e degli studenti”. Dando vita ad un video con “un formato originale e un tono impegnato”.

La giuria si congratula con gli studenti e con i docenti “per il loro coinvolgimento in questo percorso di educazione all’immagine”.

Una delegazione dell’I.I.S. ‘Giordano Bruno’ è stata invitata il prossimo 5 novembre all’Ambasciata di Francia a Roma, in occasione del lancio della nuova edizione del ‘Prix Palatine’ (2026).

Il prestigioso ‘Prix Palatine

Il “Prix Palatine” è un progetto didattico e cinematografico, rivolto alle sezioni Esabac del Liceo Linguistico, che sintetizza l’educazione all’immagine e l’apprendimento della lingua francese: organizzato sia in Italia che in Francia, tale premio cinematografico, basato su tematiche socio-culturali e rivolto alla fascia adolescenziale, è riconosciuto da una giuria binazionale, composta da giovani provenienti da entrambi i Paesi.

Sotto la guida delle due docenti-referenti, la professoressa Cristina Cipolloni e la professoressa Maria Giovanna Gori, due classi del Liceo Linguistico di questo sperimentale Istituto perugino hanno, infatti, aderito, per l’anno scolastico 2024/2025, al prestigioso progetto ‘Prix Palatine’, proposto da Palatine e Lutetia, due associazioni culturali fondate a Parigi e a Roma con l’intento di promuovere scambi culturali tra Italia e Francia, in chiave europea.

Tra le competenze-chiave di questo progetto didattico si annoverano l’acquisizione dei primi rudimenti del linguaggio cinematografico, il potenziamento dello scambio culturale tra Italia e Francia, favorendo la costruzione di un’identità culturale europea, e il consolidamento della padronanza della lingua francese.

“Coerentemente con queste finalità educative – sottolineano le professoresse Cipolloni e Gori – nell’anno scolastico 2024/2025 le classi Esabac hanno aderito al progetto Prix Palatine, che valorizza il dialogo interculturale tra Italia e Francia, fornendo agli studenti gli strumenti per una fruizione consapevole del linguaggio cinematografico e rendendoli partecipi in prima persona come giuria giovanile di film in lingua originale a concorso”.