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“Shopping Night”, a Terni un sabato con sconti sotto le stelle: i negozi che aderiscono

Shopping a prezzi scontati fino alle 23 di notte, a Terni, sabato 5 luglio, per l’apertura dei saldi di fine stagione, con la “Shopping NIght 2025”.

All’iniziativa di Confartigianato Imprese Terni, in collaborazione con i comitati di via e con il patrocinio del Comune di Terni, hanno aderito 129 attività commerciali del centro, di vari settori merceologici.

Naturalmente la parte del leone la fa il settore dell’abbigliamento, calzature e accessori, con ben 72 attività che animeranno la serata con le occasioni dell’estate.

Alta la partecipazione anche dei bar ristoranti 16, negozi di arredamento e accessori 11, profumi e cosmesi 4 e delle gelaterie 4.

ALLESTIMENTO DELLE VETRINE E T-SHIRT “SHOPPING NIGHT”
Sulle vetrine è già esposta da giorni la locandina ufficiale dell’evento. Per dare un’immagine coordinata i comitati di via si sono mobilitati per mettere a disposizione dei supporti/attrezzature di allestimento delle vetrine che richiamano la luna sorridente che è il logo dell’iniziativa e che appare in tutta la grafica ufficiale. Inoltre, sempre grazie all’impegno dei comitati il personale di vendita indosserà t-shirt con la scritta “Shopping night”.

MERCE ALL’ESTERNO
Ventisei punti vendita, dalle 18.00 di sabato 5 luglio allestiranno anche l’esterno del punto vendita con l’esposizione della merce.

ANIMAZIONE
Grazie al patrocinio del Comune di Terni, le vie del centro saranno animate dai 40 elementi della Banda Musicale Folkloristica coreografica” LA FRUSTICA” che dalle ore 20.30 travolgeranno i ternani con la loro simpatia e la professionalità che li ha portati nelle più famose manifestazioni popolari. La marching band seguirà un percorso che toccherà quasi tutto il centro città: via Garibaldi, via Roma, Corso Tacito, via Goldoni, via Nobili, via Fratini, via Cavour, Corso Vecchio, via Mancini, via del Tribunale, via Primo Maggio e piazza della Repubblica.

Molto attesi anche i flash mob della URBAN DANCE STUDIO di Terni che si svolgeranno in piazza della Repubblica, Largo Villa Glori, Viale Antonio Fratti (Leonardo da Vinci), Largo Passavanti e coinvolgeranno anche via Angeloni.

I DESSERT E I COCKTAIL “SHOPPING NIGHT” E “SHOPPING NIGHT ARCOBALENO”
Sei bar – ristoranti hanno scelto di svolgere un ruolo attivo e aggiungeranno al menu della serata una o più delle proposte elaborate appositamente. Sarà possibile gustare il dessert “shopping night” un trionfo di frutta fresca estiva e mousse al cocco nei ristoranti Hora Media in piazzetta in via Cavour 9 e La cruda in via Cavour 35 Sarà possibile ordinare il cocktail “shopping night” analcolico, dissetante e fruttato al gusto di anguria, ananas e lime nei locali: Al Villaglori in Largo Villa Glori 18, al Caffè Cavour in via Cavour 15 e al Garage 22 in piazza San Giovanni Decollato 5.

Per celebrare la coincidenza con il Pride regionale umbro che si svolgerà nella stessa serata, sarà possibile scegliere il dessert “Shopping night arcobaleno” con frutta fresca a strati in tutti i colori dell’arcobaleno, sciroppo aromatico agli agrumi e menta nei locali Hora Media in piazzetta in via Cavour 9 e al Sipario Bistrot in via Primo Maggio 18. Infine, il cocktail “Shopping night arcobaleno” con i suoi strati con effetto visivo arcobaleno fatti di sciroppo di granatina, succhi tropicali, vodka o rum bianco, Blue Curaçao e menta sarà disponibile al Garage 22 in piazza San Giovanni Decollato 5.

IL GELATO AL GUSTO “SHOPPING NIGHT”
Quattro sono le gelaterie aderenti all’iniziativa nelle quali sarà possibile trovare il gusto “Shopping night” creato specificamente per la serata e sono: Gelateria Andrea in via Mancini 7, Gelateria Porta Romana in via Roma 180, Gelatomania in piazza Dalmazia 26 e Pink ice in largo Villa glori 19.

COMUNICAZIONE E PROMOZIONE
L’evento è sostenuto da una ampia azione di comunicazione mirata al territorio e anche ai territori circostanti. Affissioni di manifesti 6×3 mt., di manifesti 70×100 cm., promozione social attraverso una pagina dedicata (Instagram @ternishoppingnight) che sta diffondendo reel e foto dell’evento, canali istituzionali Confartigianato (pagina facebook, sito, annunci sponsorizzati, ecc.). Disponibile anche le mappe interattive per orientarsi tra i negozi aderenti e le promozioni bar, ristoranti e gelaterie.

Le attività del centro città hanno aderito con entusiasmo e dato vita a un’ampia collaborazione, che sarà premiata, sono sicuri gli organizzatori, da parte dei cittadini con un’affluenza rilevante.

Un’occasione per i visitatori e per la cittadinanza ternana di stringersi attorno alla rete dei commercianti artigiani, riconoscendo loro la funzione essenziale di presidio della vivibilità dell’area urbana e di strumento primo di soddisfazione della comunità locale.

Considerato l’alto numero delle adesioni, la shopping night 2025 costituirà un evento commerciale di promozione e rivitalizzazione del centro città apprezzato dai ternani.

Gli organizzatori accolgono con soddisfazione la disponibilità e la volontà dell’Amministrazione comunale, in particolare dell’assessore Stefania Renzi, di patrocinare e supportare l’iniziativa, che rinnova un appuntamento ormai tradizionale, caratterizzato dalla promozione e rivitalizzazione del centro città e dalle offerte convenienti per i cittadini.

FRANCESCHINI: “OCCASIONE DI COESIONE PER TUTTA LA COMUNITA'”

“La Shopping Night – spiega Mauro Franceschini, presidente di Confartigianato Imprese Terni – rappresenta non solo un’occasione commerciale, ma anche un momento di socialità e coesione per tutta la comunità. Ringrazio tutti gli imprenditori che hanno aderito con entusiasmo, i comitati di via, l’Amministrazione comunale e tutti coloro che hanno contribuito e contribuiranno alla riuscita dell’evento. Confartigianato Terni è da sempre impegnata nella valorizzazione dell’identità territoriale della nostra città, promuovendo iniziative capaci di animare il centro urbano e rafforzare il legame tra cittadini, attività economiche e spazi pubblici. La Shopping Night – ricorda il presidente di Confartigianato Imprese Terni – è uno dei tanti esempi concreti di questo impegno continuo a favore dello sviluppo locale e della vivacità culturale e commerciale di Terni”.

Fashion Show, sulla passerella dell’Accademia “Vannucci” anche realizzazioni da Siviglia e dal Costa Rica (foto)

“Out of the Walls”. Un’edizione internazionale quella del Fashion Show dell’Accademia “Vannucci” di Perugia, l’ormai tradizionale serata con la sfilata degli abiti ideati e realizzati dagli studenti del corso di Fashion Design. Presenti infatti quest’anno l’Accademia di Belle Arti di Siviglia e la Camera della Moda del Costa Rica, che hanno presentato alcuni dei loro modelli più interessanti alla nostra sfilata annuale.

Una sfilata, sotto il coordinamento generale della professoressa Serena Logozzo, che per la sua quarta edizione ha dunque segnato un’importante apertura all’internazionalizzazione. Tra gli ospiti d’onore, la fashion tech designer Laura Civetti, specializzata in innovazione dei materiali, e la stilista Regina Schrecker, che partecipa sempre con piacere a questo tipo di eventi organizzati dall’antica istituzione Afam (Istituto di alta formazione artistica), oggi statale.

Soddisfatta del successo dell’evento la direttrice dell’Accademia, Tiziana D’Acchille, “perché con questa edizione abbiamo segnato l’avvio di un dialogo culturale più ampio: un Fashion show improntato all’idea di un’apertura nei confronti della città, dell’Europa, del mondo. Infatti, il titolo simboleggia l’apertura verso un confronto costruttivo con altre istituzioni: in questo caso, Un appuntamento che, per i nostri studenti, rappresenta la conclusione di un anno di lavoro e di crescita. Un impegno, il loro, che si è materializzato con la collezione “Time lapse”, una sorta di spazio-tempo ravvicinato che riguarda non solo il tempo inteso come misura di una sequenza, ma anche un tempo interno, quindi una sorta di riflessione sulla loro intimità, sulla loro memoria, su materiali e idee che rappresentano sì la loro creatività, ma anche un po’ il loro vissuto e la loro interiorità. Una sfilata che è stata molto gradita da tantissimi ospiti”.
Il Fashion Show dell’Accademia “Vannucci”, ancora una volta, ha saputo valorizzare il talento e la creatività degli studenti del corso di Fashion Design, un percorso formativo che da cinque anni a questa parte continua a crescere in termini di iscrizioni, affermandosi come punto di riferimento per lo studio della moda, non solo in Italia centrale, con una particolare attenzione alla maglieria, tratto distintivo anche del territorio umbro.

In passerella non sono sfilati solo abiti, ma visioni, identità e progetti che raccontano un’idea di stile capace di coniugare ricerca estetica, sperimentazione e artigianalità. Un evento che conferma il ruolo dell’Accademia come fucina di nuove generazioni di designer, pronti a dialogare con il mondo e a portare avanti l’eredità del Made in Italy con uno sguardo innovativo e consapevole.

Contestata bancarotta, misura interdittiva nei confronti di imprenditori di Castiglione

Misura interdittiva per imprese del settore della lavorazione del legno di Castiglione del Lago, riconducibili ad un’unica famiglia, per presunte irregolarità.

L’indagine aveva preso spunto muovendo dall’analisi di un’impresa di un gruppo già fallito ad iniziativa privata. L’attività investigativa ha fatto emergere come gli indagati, già titolari del gruppo societario dichiarato in liquidazione giudiziale, mediante il ricorso all’affitto d’azienda a società costituite ad hoc ed agli stessi riconducibili, abbiano trasferito il rischio di impresa ad altri soggetti giuridici, che per gli inquirenti sarebbero in realtà delle “scatole vuote”. E questo per mettersi al riparo dal rischio di aggressione della massa creditrice e dell’Erario i beni strumentali necessari per l’esercizio dell’attività di impresa. Le imprese coinvolte, in assenza di una gestione contabile regolare, hanno generato nel tempo un passivo per oltre 2,1 milioni di euuro, in gran parte riconducibile a debiti erariali.

Da qui la contestazione dei reati di bancarotta semplice, bancarotta fraudolenta documentale e per distrazione, nonché bancarotta societaria impropria.

La guardia di finanza della Sezione di Polizia giudiziaria hanno quindi dato esecuzione all’ordinanza interdittiva, emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Perugia su richiesta della Procura perugina, del divieto di esercitare funzioni direttive in qualsiasi impresa per 10 mesi nei confronti degli indagati al fine di contenere il rischio della reiterazione dei reati di natura fallimentare.

Orvieto, il crollo demografico si fa sentire anche sul mercato immobiliare

Il crollo demografico trascina verso il basso anche il mercato immobiliare di Orvieto, che continua tuttavia a rimanere il più alto di tutta la provincia, di gran lunga superiore allo stesso capoluogo.

La spirale demografica che si è avvitata su stessa sta però facendo sentire una morsa feroce e trascina verso il basso anche il prezzo delle case, come conseguenza immediata della drammatica e costante perdita di abitanti.

Secondo l’osservatorio del mercato del sito immobiliare.it. a maggio per gli immobili residenziali in vendita sono stati richiesti in media 1606 euro al metro quadro, con una diminuzione del 4,91% rispetto a maggio 2024 quando il valore era stato di 1689 euro.

Negli ultimi 2 anni, il prezzo medio all’interno del comune di Orvieto ha raggiunto il suo massimo nel mese di dicembre 2023, con un valore di 1722 euro al metro quadro. Il mese in cui è stato richiesto il prezzo più basso è stato agosto 2024: per un immobile in vendita sono stati richiesti in media 1572 euro al metro quadro.

Certo, per comprare casa ad Orvieto servono mediamente sempre oltre 600 euro al metro quadrato in più rispetto a Terni, dove il valore è di appena 1042 euro. E non è cosa da poco, considerando le dimensioni e l’importanza del capoluogo, ma il calo dell’ultimo anno segna un cambio di passo per il mercato del mattone orvietano; una città in caduta libera dal punto di vista dell’attrattività residenziale.

Le locazioni

La “grande fuga” da Orvieto, principalmente dovuta a motivi economici, si è consumata in maniera allarmante nell’ultimo periodo. Secondo i dati elaborati dall’Istat infatti, la città ha perso ben il 5,2 della sua popolazione complessiva dall’inizio del 2019 fino alla fine del 2024. Oltre 220 persone se ne vanno ogni anno dalla città dove anche le locazioni di lungo periodo sono diventate un grande problema a causa del proliferare enorme dei b&b che hanno drasticamente ridotto le abitazioni disponibili per più mesi. Anche il valore delle locazioni comunque è in calo. A maggio per gli immobili residenziali in affitto sono stati richiesti in media 6,80 euro al mese per metro quadro, con una diminuzione del 2,44% rispetto a maggio 2024 quando era di 6,97 mensili. Negli ultimi due anni, il prezzo medio all’interno del comune di Orvieto ha raggiunto il suo massimo nel mese di settembre 2023, con un valore di 7,73 al metro quadro. Il mese in cui è stato richiesto il prezzo più basso è stato novembre 2024: per un immobile in affitto sono stati richiesti in media € 5,35 al mese per metro quadro.

Confcommercio Perugia teme il ritorno alla vecchia Ztl in centro

Soddisfa il prolungamento sino all’1,45 di notte dell’orario del Minimetrò, ma preoccupa il paventato ritorno alla vecchia Ztl. Confcommercio Mandamento Perugia invita l’Amministrazione comunale ad un confronto sulle politiche per l’accesso al centro storico, chiedendo che venga convocato quanto prima un nuovo incontro del gruppo di lavoro “per affrontare queste questioni e delineare strategie concrete, lungimiranti e condivise, essenziali per il benessere di tutti i cittadini e delle attività locali”.

Bus navetta per Umbria Jazz

Poiché Confcommercio ritiene il prolungamento dell’orario del Minimetrò insufficiente “per le esigenze di una città viva”, l’associazione propone nei due week end di Umbria Jazz l’istituzione di un servizio bus navetta dedicato, che colleghi Piazza Italia al Terminal Minimetrò di Pian di Massiano, operativo almeno fino alle 3 o le 4 del mattino, in modo da far convergere più sistemi di mobilità e valorizzare la piastra di piazzale Umbria Jazz.

E questo per garantire un rientro facile e sicuro ai numerosi giovani avventori che vivono il centro storico fino a tarda ora e, contestualmente, favorire pienamente la fruizione notturna del centro, sostenendo le attività commerciali (bar, locali, ristoranti) che rappresentano un indotto economico e sociale importante.

No al ritorno alla vecchia Ztl

Confcommercio Perugia esprime invece ferma e decisa contrarietà riguardo l’ipotesi prospettata di riportare la chiusura della ZTL alle condizioni precedenti.

“Se una tale decisione si dovesse concretizzare – sottolinea il presidente di Confcommercio Perugia Michele Biselli – la città farebbe un passo indietro incomprensibile, che annullerebbe i significativi progressi compiuti negli ultimi anni in termini di vitalità, accessibilità e fruizione del centro storico, con effetti indubbiamente negativi sulla sua attrattività per residenti, visitatori e operatori economici. Siamo convinti che la sosta selvaggia non si combatte penalizzando l’intera popolazione con una chiusura generalizzata della ZTL, ma intervenendo in modo mirato e sanzionando chi non rispetta le regole del parcheggio”.

“Ribadiamo l’importanza di implementare soluzioni e controlli più efficaci – prosegue Confcommercio – anziché adottare misure restrittive che creano una percezione di ‘esclusività’ o inaccessibilità, snaturando il ruolo del centro storico come ‘agorà’ cittadina. Un’agorà che favorisce l’interazione spontanea, la creazione di legami comunitari e un senso di appartenenza, dove le diverse generazioni si incrociano, si formano nuove idee e la comunità si riconosce. Abbiamo condiviso in passato il successo dei progetti sui parcheggi con orari e tariffe ridotte: crediamo fermamente che sia questa la strada da continuare a percorrere, con l’aggiunta di una forte comunicazione e un’azione di marketing focalizzata”.

La partecipazione

“La nostra disponibilità a collaborare è sempre stata costante”, afferma il presidente di Confcommercio Perugia Michele Biselli. Che ricorda come all’amministrazione comunale sia stato proposto un Patto della Mercanzia sottoscritto lo scorso marzo. “Per noi – spiega – non si tratta di un atto formale, ma l’impegno preciso di portare in Comune la voce di migliaia di imprenditori e cittadini. Per questo motivo crediamo che questioni e iniziative di vitale importanza per l’acropoli perugina debbano essere affrontate nei gruppi di lavoro, e in particolare in quello cruciale dedicato al centro storico, perché siano realmente luoghi di confronto costruttivo per il futuro della città”.

“Un tavolo di lavoro per il centro”

Carenze di personale e organizzative nella Asl2, la Rsu pronta a chiedere lo stato di agitazione

Carenze di personale e organizzative. Sono pronti a richiedere lo stato di agitazione i delegati Rsu della Usl Umbria2, secondo il mandato ricevuto dall’assemblea, dopo una serie di incontri con i dipendenti a Foligno, Narni, Orvieto.

Le criticità sono state illustrate dalla coordinatrice della Rsu, Carolina Galeazzi, che chiede a Regione e Direzione aziendale di agire in fretta: “Delle quattro aziende sanitarie della Regione – ha fatto sapere Galeazzi – solo la Usl Umbria2 dal 2022 al 2025 ha perso circa 150 unità del comparto. Nonostante le reiterate richieste da parte della Rsu di aprire un tavolo tecnico per effettuare una ricognizione del personale in tutti i servizi dell’azienda, non è pervenuta nessuna risposta da parte dell’azienda. In questa situazione di acclarata difficoltà – ha proseguito Galeazzi – in alcuni territori i coordinatori e le posizioni organizzative si trovano a gestire più servizi, perché non sono state completate le procedure di espletamento dei concorsi interni per i coordinamenti, iniziate nel 2024 e poi sospese subito prima delle elezioni regionali”.

Galeazzi ha quindi richiamato la necessità della “di un dialogo e di un vero confronto tra dipendenti e azienda. Ci sono temi che sono stati assolutamente ignorati come il riconoscimento del diritto alla mensa, il riconoscimento del tempo di vestizione, nonostante le richieste da parte della Rsu. È stato richiesto il piano ferie aziendale per poter permettere ai dipendenti di fruire delle ferie estive senza gravare sui colleghi e sulla qualità dell’assistenza, ma a tutt’oggi non è pervenuta nessuna risposta e siamo già in piene ferie estive”.

Alla luce di tutte queste criticità, l’assemblea Rsu si dice “pronta a proclamare lo stato di agitazione del personale del comparto della Usl Umbria2. Non si può aspettare ancora, c’è bisogno di risposte e di un’assunzione di responsabilità da parte della Regione e dell’Azienda”.

Mercoledì i funerali dell’imprenditore Dario Bavicchi

Saranno celebrati mercoledì mattina alle ore 10,30, nella chiesa di San Pietro a Perugia, i funerali di Dario Bavicchi, l’agronomo che aveva contribuito ad innovare, portandola ad operare anche in altri settori legati al green e all’agricoltura, la storia azienda di famiglia fondata nel 1896. Si è spento all’età di 63 anni.

Dario Bavicchi aveva dato impulso alla Bavicchi Pro e nel 2011 aveva fondato con altri soci la linea NoiBio.

Tra i tanti che hanno espresso cordoglio l’assessore Fabrizio Croce, che insieme a Dario Bavicchi aveva fondato il gruppo musicale Militia. La musica era infatti l’altra grande passione di Bavicchi.

“Con lui se ne va non solo un imprenditore stimato, ma anche un uomo profondamente legato alla tradizione e allo sviluppo del territorio, che ha saputo coniugare innovazione e memoria storica, contribuendo a portare avanti una realtà che da oltre un secolo rappresenta un punto di riferimento per generazioni di perugini” il messaggio di cordoglio dell’amministrazione comunale.

Incendi nell’Orvietano e nel Ternano

Domenica di incendi nella provincia di Terni.

La mattina, intorno alle 11, l’allarme per un incendio di bosco e sterpaglia tra Fontanelle di Bardano e Castelviscardo. Sul posto, oltre a due squadre dei vigili del fuoco provenienti dalla centrale e dal distaccamento di Orvieto, anche un elicottero dei caschi rossi.

Poco dopo le 20 nuovo allarme per un vasto incendio nelle campagne tra Terni e Narni. Interessato un campo di orzo in strada di Marrano. Sul posto le squadre dei vigili del fuoco dalla centrale con due mezzi.

Parte dal basso la forte spinta per rilanciare il progetto “Orvieto città cardioprotetta”

“Io sono la prova evidente che i defibrillatori sono fondamentali per salvare la vita alle persone. Se sono vivo lo devo al defibrillatore che venne attivato nel vecchio ospedale di Orvieto dove arrivai ormai 29 anni dopo aver avuto un malore cardiaco. Mi hanno salvato cosi. L’associazione ‘Amici del cuore’ è stata una grande esperienza. Grazie alla generosità di molte persone, eravamo riusciti a raccogliere moltissimi fondi e fare tante donazioni di defibrillatori anche ai vari reparti ospedalieri. Solo al Comune di Orvieto abbiamo regalato macchinari per 150 mila euro di valore”. La testimonianza di Sandro Salucci, componente dell’associazione “Amici del Cuore”, ha rappresentato il punto più significativo nell’incontro organizzato al museo Greco dal club Amici della Stampa, a cui hanno aderito molte associazioni e gruppi politici di fronte ad un pubblico che ha riempito la sala nonostante il periodo estivo.

Daniele Di Loreto, vice presidente dell’associazione “Amici del Cuore” fondata da Giampiero Giordano ed oggi consigliere comunale, ha ricostruito i primi passi del sodalizio, descrivendo la grande mobilitazione che aveva portato anche alla formazione di oltre 600 rianimatori tra i semplici cittadini. “Con una recente mozione che abbiamo presentato in Consiglio comunale – ha spiegato – chiediamo non solo che la cardioprotezione venga ripresa e finalmente realizzata, ma che sia anche estesa anche alle altre zone del vasto territorio orvietano come le frazioni che sono distanti dall’ospedale”.

Giuseppe Germani, ex sindaco nel biennio 2017-2018 quando il progetto si è arrestato perché non è stata sottoscritta la convenzione per la gestione dei defibrillatori che avrebbe dovuto garantire la protezione civile, ha spiegato come era stato impostato il lavoro. “Preparammo il documento per la gestione, c’era il problema della formazione del personale perché la tecnologia dell’epoca prevedeva la necessità di usare i defibrillatori con una adeguata preparazione, maggiore di oggi. Individuammo nella protezione civile il soggetto che avrebbero potuto prendersi in carico la manutenzione degli impianti che erano stati installati. I tempi tecnici legati alla predisposizione della relativa convenzione non consentirono però di arrivare alla conclusione di questo percorso prima che terminasse il mandato elettorale. L’abitudine di scaricare sugli altri le responsabilità è particolarmente diffusa ad Orvieto. Quando la nostra amministrazione completò il suo ciclo, erano perfettamente funzionanti quasi tutti e 13 di defibrillatori. La successiva amministrazione avrebbe dovuto trovare una cifra modesta di poche decine di migliaia di euro che erano indispensabili per poterne garantire la manutenzione nel tempo. Avendo comunque noi individuato il gestore nella protezione civile la cui attività viene già finanziata normalmente dal Comune, non si sarebbero dovute reperire risorse aggiuntive particolarmente elevate. Per riprendere il progetto, credo che l’ipotesi della protezione civile possa essere rilanciata, ma allo stesso modo di altri soggetti pubblici e privati la cui attività di manutenzione non comporta comunque costi proibitivi. Non conosco il motivo per cui l’amministrazione che è venuta dopo la nostra non abbia portato avanti il progetto. Da oggi dovremmo prenderci l’impegno di riprendere questo progetto. Con o senza l’amministrazione comunale, è necessario dotare il nostro territorio della cardioprotezione”.

Roberta Palazzetti ha parlato di esempi virtuosi diffusi in varie parti del mondo. “Arrivare tardi su questa iniziativa, anche se in origine eravamo all’avanguardia, comporta il vantaggio di poter imparare dagli altri. Per Orvieto possiamo oggi pensare al meglio del meglio. La città modello nel mondo è Seattle dove sono partiti nel 1971 ed oggi hanno portato il 70 % dei cittadini ad essere in grado di fare il primo soccorso. Ci sono 5 mila defibrillatori attivi. Hanno un tasso di sopravvivenza del 56% dei casi contro il 10 % dell’Italia. A Monza, in Brianza dal 95 hanno creato una associazione “Brianza per il cuore” che ha installato ad oggi 500 defibrillatori mappati digitalmente e formato 26 mila persone, ci sono anche i condomini cardioprotetti. Poi c’è il caso di Ancona dove è partito tutto da una iniziativa del sindaco. Bisogna coinvolgere la popolazione e questa riunione di oggi serve anche a questo”. Palazzetti si è poi soffermata sulle varie opzioni operative che possono essere adottate.

Da parte del responsabile della Croce Rossa, il volontario Alessandro Lidonni è venuta la notizia che la Cri è disponibile a mettersi a disposizione per la ripartenza del progetto. “La Croce rossa può mettere a disposizione gli esperti per effettuare al meglio i corsi di formazione” Ha poi parlato della iniziativa di Narni nella cui amministrazione c’è un assessore delegato al progetto ed esiste una associazione che dona sistematicamente i defibrillatori grazie alla raccolta di fondi che promuovono regolarmente. Adesso stanno lavorando per dotare di defibrillatori l’auto della polizia locale. Peccato che Orvieto adesso debba copiare gli altri dopo essere stata la prima in Italia a partire”.

A nome del neo costituito comitato “Orvieto civica, il commerciante Giorgio Campanari, ha presentato alcuni progetti a cui si è lavorato nell’ultimo periodo insieme a rappresentanti dell’associazione Nova e Cosp. “Abbiamo elaborato tre ipotesi diverse – ha spiegato – tenendo conto di quanto si era fatto ad Orvieto e dell’esperienza di altri centri. Un primo progetto che ha un costo inferiore ai 60 mila euro prevede di garantire la presenza di una postazione di primo soccorso mobile con ambulanza con personale sanitario nel centro storico ogni sabato e domenica dell’anno, per assicurare assistenza immediata durante l’afflusso turistico regolare e straordinario. Poi un secondo progetto per fornire una presenza sanitaria mobile ridotta ma strategica, attiva solo la domenica nei mesi di maggiore affluenza turistica, da aprile–ottobre e dicembre, con medico solo nei giorni critici, per un costo di meno di 15 mila euro”.

L’ex responsabile della protezione civile Giuliano Santelli ha detto: “La protezione civile in questa fase viene occupata per altro, ma partecipare ai bandi è possibile a patto di lavorarci in maniera sistematica. All’epoca facevamo la formazione per il pronto soccorso con la Croce rossa e le forze dell’ordine per i bambini a villa Paolina. Facemmo una mappatura, a fine legislatura però essendo il Comune in fase di dissesto non si diede corso al progetto. Nel 2029, con la nuova amministrazione, eseguimmo studiato anche il modello di Pavia la cui protezione civile si occupa dei defibrillatori, cosa che in versione ridotta fa anche il gruppo della prociv di Monteleone di Orvieto. Valutammo anche di coinvolgere la polizia locale, ma c’erano problemi di fondi. Oggi comunque le attività legate alla formazione sono meno impegnative di allora. E’ possibile ripartire con un nuovo progetto che faccia tesoro di tutte queste esperienze anche del passato”.

L’ex responsabile del tribunale del Malato, Gianni Mencarelli ha infine ricordato che “L’interlocutore principale da prendere in considerazione in questa vicenda credo sia principalmente la Asl e si dovrebbe presentare a Regione ed Asl anche una richiesta specifica per sostenere questa iniziativa che immagino possa svilupparsi nel prossimo futuro nella casa di comunità in fase di realizzazione a piazza duomo”.

Al termine dell’incontro, Rebecca Burla, figlia di Massimo, il commerciante deceduto lo scorso mese di maggio in seguito ad un malore cardiaco, ha sollevato forti interrogativi sul fatto che, anche successivamente al drammatico episodio, fossero ancora in circolazione in città cartine informative che recavano le indicazioni dei defibrillatori presenti nel centro storico, ma nella realtà disattivati ormai da anni. Una questione che è attualmente oggetto della relativa inchiesta giudiziaria e alla quale non è stata fornita alcuna risposta a causa dell’assenza all’incontro sia del sindaco che degli assessori comunali.

Incendio nei boschi di Scheggino, domato con l’ausilio dell’elicottero Drago

Incendio nel pomeriggio di sabato nei boschi intorno all’abitato di Scheggino, in Valnerina. L’allarme è scattato intorno alle 16,30.

L’intervento è stato immediatamente potenziato con l’impiego dell’elicottero Drago del reparto volo dei vigili del fuoco di Arezzo e con il supporto delle squadre di terra dei distaccamenti di Spoleto e Norcia.

Sul posto sono stati impiegati APS (Autopompa Serbatoio) da Spoleto e Norcia; ABP (Autobotte Pompa) da Norcia; due moduli antincendio boschivo; un mezzo fuoristrada Unimog 4×4 del distaccamento di Spoleto.

Le operazioni sono state coordinate dal DOS (Direttore delle Operazioni di Spegnimento) inviato dal comando di Terni.

Presenti anche rappresentanti delle autorità comunali e le forze dell’ordine locali.

In serata l’incendio era sotto controllo, ma le squadre hanno continuato ad operare per la bonifica dell’area.