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Nuova Unicoop Etruria, giovedì presidio davanti alla Regione

La Filcams Cgil Perugia ha indetto per giovedì 17 luglio alle 9, in piazza Italia a Perugia, davanti alla sede della Regione Umbria e in concomitanza con la seduta del Consiglio regionale, un presidio dei lavoratori di Unicoop Etruria della provincia di Perugia per chiedere attenzione e risposte da parte delle istituzioni regionali.

La mobilitazione nasce a seguito della fusione tra Unicoop Tirreno e Coop Centro Italia, avvenuta il 1° luglio, che ha dato origine a Unicoop Etruria.

“Una riorganizzazione – lamenta il sindacato in una nota – che sta generando forti preoccupazioni tra il personale, in particolare per la sede di Castiglione del Lago, che rischia la chiusura o un forte ridimensionamento dal momento che la nuova sede legale della cooperativa sarà spostata a Vignale, in provincia di Livorno.

“Nonostante le ripetute richieste – spiega Filcams Cgil Perugia – nessuna forma di garanzia di rimanere nel territorio è stata data ai lavoratori e alle lavoratrici della sede. Ma i timori riguardano anche la sostenibilità di alcuni punti vendita della rete e il magazzino di Castiglione del Lago. Per quanto riguarda il magazzino, i lavoratori chiedono lo stop alle esternalizzazioni e l’avvio di un piano di investimenti concreto, considerando il ruolo dichiarato di centralità che il sito dovrebbe rivestire nella nuova cooperativa”.

Il presidio del 17 luglio segue una lettera aperta inviata dalle Rsu Filcams Cgil di Perugia, il 14 maggio scorso, alla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, agli assessori e ai consiglieri regionali. “Lettera che, a oggi – fa sapere il sindacato –, non ha ricevuto alcuna risposta”.

“Con questa fusione – conclude la Filcams Cgil Perugia –, l’Umbria perde una delle aziende tra le più rilevanti per fatturato. Lanciamo un appello alla politica regionale: è il momento di assumersi le proprie responsabilità e di avviare un confronto vero, trasparente e partecipato”.

Sicurezza e qualità lavoro, il Protocollo Uil a Regione e Comune di Perugia

La Uil dell’Umbria ha elaborato e consegnato ufficialmente alla Regione Umbria e al Comune di Perugia il “Protocollo regionale unico per la sicurezza e la qualità del lavoro”.

Per la Regione c’era la presidente della Seconda commissione, Letizia Michelini mentre per il Comune i presidenti di Prima e terza commissione, Antonio Donato e Cesare Carini.

Per la Uil è l’inizio di un percorso che coinvolgerà tutti i 92 Comuni umbri e le principali Istituzioni. A presentarlo il segretario generale della Uil dell’Umbria, Maurizio Molinari e le segretarie nazionali Uil, Vera Buonomo (delega agli Appalti) e Ivana Veronese (delega alla Salute e sicurezza sui luoghi di lavoro).

“Vogliamo muovere le acque e fare qualcosa – ha detto Molinari – e questa, per noi, è un’azione forte e concreta. Vogliamo ottenere obblighi per le stazioni appaltanti in merito al rispetto dei contratti, alla legalità e alla tutela del lavoro. Il Protocollo dovrà essere un primo pilastro per arrivare ad una legge regionale sugli appalti: abbiamo l’ambizione di pensare di aver lanciato un’iniziativa innovativa sul territorio. Per noi, che abbiamo lanciato un Coordinamento appalti, la prevenzione diventa cultura permanente”.

“Ci auguriamo che aderiscano le parti sociali e le istituzioni – ha detto Buonomo – ad una proposta che è importante che veda la luce. Importante partire dall’Umbria, perché c’è un tessuto produttivo complesso e per questo, come Uil nazionale, abbiamo deciso di sostenere questa proposta”. Stigmatizzato, dalla segretaria Buonomo, l’iter di approvazione del Decreto legislativo sugli appalti, che non ha visto il coinvolgimento delle parti sociali.

“Ci auguriamo che questo approccio – ha proseguito – venga seguito anche da altri territori”. “Il tema delle zero morti sul lavoro – ha detto Veronese – va oltre la campagna di comunicazione e l’azione sugli enti locali è fondamentale, perché sono loro le più grandi stazioni appaltanti. In Umbria nel 2024 ci sono stati 10.464 infortuni sul lavoro e 25 mortali: numeri che non sono accettabili e tollerabili, per questo dobbiamo agire sotto ogni punto di vista”.

Appalti, scontro anche con Bandecchi: ma Confartigianato ha portato alla promessa di un tavolo con le associazioni

Dopo lo scambio con l’assessore Iapadre (e con altri membri della Giunta ternana), Confartigianato si era appellata al sindaco di Terni affinché, nel rispetto del Codice degli appalti, fosse data la giusta rilevanza anche ad altri criteri, non solo a quello del massimo ribasso che spesso finisce per penalizzare le imprese locali, come avvenuto per la manutenzione dei cimiteri comunali.

Le parole di Bandecchi

Il sindaco, però, difende il suo assessore. “Confartigianato l’ha fatta fuori dal vasetto, ci ha attaccato a testa bassa sull’assegnazione degli appalti che, peraltro, non è una questione politica ma gestionale. Se ne occupano i dirigenti e i funzionari che sono pagati per questo”.

Bandecchi ha aggiunto: “La nostra attenzione verso le imprese locali l’abbiamo dimostrata con i fatti, diminuendo la pressione fiscale, il costo dei servizi, rilanciando Terni e il suo territorio”.

Posizioni non in linea, tra sindaco e Confartigianato, anche sulle cooperative di tipo B.

Poi, Bandecchi, apre comunque al dialogo anche su questi temi: “Se tutti stiamo al posto nostro io non chiudo mai le porte del confronto, anche se non rinuncio mai a dire quello che penso. Con gli assessori Iapadre e Maggi siamo pronti ad aprire un tavolo di confronto – annuncia – con le associazioni delle categorie produttive. Siamo pronti a discutere di atti di indirizzo sugli appalti ma sempre e comunque nel rispetto delle regole, perché Bandecchi come si sta ultimamente dimostrando, Ie regole le rispetta”.

La replica di Confartigianato

Le parole di Bandecchi costringono Confartigianato a ritornare sulla questione appalti. Sollevata, ricorda l’associazione, “con chiarezza e nell’esclusivo interesse generale è semplice e non eludibile da parte dell’Amministrazione Comunale di Terni”.

“Noi – ribadiscono da Confartigianato – siamo i primi a chiedere il pieno rispetto delle norme, ma il punto è proprio questo: le norme consentono, in modo pienamente legittimo, scelte diverse, più attente alla qualità, alla prossimità territoriale e alla valorizzazione del tessuto imprenditoriale locale. La norma non è in discussione. La volontà politica, sì.

Sostenere – come fanno l’assessore Iapadre e, in modo pedissequo, il sindaco – che “non è possibile fare diversamente” e che “si tratta di scelte tecniche” significa di fatto – prosegue l’associazione – abbandonare le imprese artigiane e PMI del territorio a una concorrenza al massimo ribasso con imprese provenienti da altre regioni, prive di radicamento, visibilità e responsabilità verso la nostra comunità. Politica che ci troverà sempre contrari.

“Prendiamo atto – prosegue Confartigianato – che la questione da noi sollevata ha registrato da parte di vari esponenti dell’amministrazione Comunale di Terni reazioni scomposte e per lo più fuori luogo, tramite comunicati o commenti social, comunque pubblici, che la dicono lunga anche sull’attuale classe dirigente”.

L’associazione ribatte punto su punto: “L’assessore Iapadre ha percepito le nostre osservazioni come un attacco personale. Non lo sono: Confartigianato Terni non ha alcun interesse ad attaccare individualmente chi ha un ruolo più o meno politicamente rilevante nelle scelte strategiche”.

E ancora: “L’assessore Maggi ha affermato – falsamente – che non facevamo critiche alle precedenti amministrazioni. Invece noi facciamo critiche e anche apprezzamenti alle amministrazioni unicamente nell’interesse generale delle imprese Artigiane e PMI del territorio, che sono gli unici soggetti ai quali, noi, dobbiamo e vogliamo fare riferimento. La nostra storia parla per noi e dimostra l’esatto contrario. Oltretutto sottolineiamo la difficoltà a comprendere il senso delle affermazioni di Maggi: prima rivendica di essere stato lui a fare tutti gli appalti della provincia e dei comuni del territorio per decenni e poi di non avere mai ricevuto una critica, non per suo merito ma per accondiscendenza alla sinistra che governava. Non si capisce se si riferisce a una accondiscendenza generale o sua personale, o a entrambe, altrimenti il ragionamento non ha senso”.

Prosegue la nota: “Il vicesindaco Corridore ci ha accusati di fare politica. Queste sono etichette inutili e offensive, che servono solo a evitare di rispondere nel merito delle questioni”.

Confartigianato chiarisce: “È tempo di ristabilire i ruoli: chi governa deve rispondere ai cittadini, alle imprese, agli enti esponenziali e a tutta la comunità dei risultati della propria azione amministrativa; noi rappresentiamo gli interessi legittimi delle imprese artigiane e PMI del territorio, come è nostro dovere, e continueremo a farlo con coerenza e indipendenza, come sempre abbiamo fatto. E per chi avesse la tentazione di darci lezioni, precisiamo una cosa molto semplice: non ci servono ‘maestrini’ per sapere come svolgere il nostro lavoro. Lo facciamo da decenni, con serietà, ascolto e concretezza. Non cerchiamo visibilità, ma soluzioni. Ci limitiamo a rilevare che gli intendimenti politici e le rassicurazioni ricevute in passato da questa Amministrazione erano ben diverse da ciò che stiamo vedendo oggi negli atti concreti.
L’Amministrazione predica bene e razzola male. E nel farlo, come direbbe lo stesso sindaco, l’ha fatta fuori dal vaso”. Insomma, accuse rispedite al mittente.

Confartigianato Terni esprime “il massimo rispetto per gli impegni imprenditoriali e politici del sindaco Stefano Bandecchi. Il suo dinamismo personale e il percorso nazionale che ha intrapreso meritano attenzione e sinceri auguri di successo. Tuttavia – aggiunge – riteniamo doveroso ricordare che Bandecchi è stato eletto per amministrare la città di Terni. E amministrare significa anche occuparsi, nel merito e con responsabilità, delle scelte che riguardano lo sviluppo economico, l’occupazione e il futuro delle imprese artigiane e PMI locali. Se anche il sindaco non vede la differenza tra scelte tecniche e politiche e si adegua di fatto alle decisioni dei tecnici che incidono sugli stipendi di tante famiglie ternane e sulla sopravvivenza di molte imprese – chiarisce – dovremmo concludere che anche questo mandato amministrativo sarà una occasione persa per il rilancio delle politiche territoriali”.

“Da parte nostra – conclude Confartigianato – di sicuro, continueremo a svolgere il nostro compito, con serietà e nel solo interesse delle imprese e degli imprenditori di Terni”.

Città di Castello, Fiera di San Bartolomeo senza animali a rischio “Lingua blu”

La Fiera di San Bartolomeo, con la Mostra Zootecnica, si svolgerà a Città di Castello, dal 22 al 24 agosto. Ma a causa dell’epidemia di Blue tongue, “Lingua blu”, che sta interessando anche l’Umbria, la manifestazione non ospiterà bovini, ovini e caprini per evitare rischi inerenti alla diffusione della malattia infettiva.

E’ la decisione presa nel vertice che si è tenuto tra l’amministrazione comunale di Città di Castello, rappresentata dall’assessore al Commercio e al Turismo Letizia Guerri, i responsabili del Servizio Veterinario Pubblico di Sanità Animale del Dipartimento di Prevenzione dell’Usl Umbria 1 e i rappresentanti delle associazioni di categoria.

“Tutela del benessere animale, ma anche salvaguardia e valorizzazione del tessuto imprenditoriale agricolo e zootecnico del territorio, convivono da sempre nella Fiera di San Bartolomeo, ne sono l’essenza e il tratto identitario. Quindi la manifestazione non si snatura, ma anzi sottolinea la propria vocazione, anche di fronte a una decisione che per la prima volta nella sua storia la priva della presenza di specie animali che negli anni sono state grandi attrazioni per i visitatori e hanno valorizzato l’evento”, spiega l’assessore Guerri.

“Per l’amministrazione comunale è fondamentale proteggere animali, aziende agricole e zootecniche del territorio dalle potenziali conseguenze legate alla diffusione della ‘Blue tongue’, perché rappresentano una risorsa umana e una filiera strategica per l’economia dell’Altotevere”. “Non possiamo, dunque, esimerci da questa scelta che però – sottolinea Guerri – non metterà in discussione lo svolgimento della Fiera di San Bartolomeo e non priverà tutti coloro che amano gli animali della Mostra Zootecnica, ma anche delle differenti e nuove attrazioni e forme di intrattenimento alla scoperta del legame imprescindibile e fortemente identitario fra uomo, animali e agricoltura”.

Il 17 luglio a Castiglione la “Notte Gialla Coldiretti”

Giovedì 17 ottobre Castiglione del Lago si tingerà di giallo, tra prodotti agricoli del territorio e divertimento. E’ la “Notte Gialla Coldiretti”, l’evento promosso da Coldiretti Umbria, patrocinato dal Comune e dalla Camera di Commercio dell’Umbria.

Una vera e propria festa del mondo agricolo che animerà il centro storico del borgo lacustre a partire dal tardo pomeriggio, coinvolgendo tre piazze del centro storico (Piazza Mazzini, Piazza Meoni e Piazza Gramsci) e l’Anfiteatro della Rocca Medievale, con un ricco calendario di iniziative pensate per tutte le età. Tutto finalizzato alla valorizzazione e tutela del vero cibo di qualità, che fa bene alla salute, all’economia e al territorio.

Durante l’evento sarà protagonista il Mercato di Campagna Amica, con la vendita diretta dei prodotti del territorio, e non mancherà lo Street Food contadino, per gustare piatti genuini preparati con ingredienti a km zero. In programma anche musica dal vivo, balli, animazione per bambini, laboratori esperienziali e momenti di approfondimento. Tra gli appuntamenti centrali della serata, il Forum dell’Agroalimentare dal titolo “Cibo e territorio: a difesa della nostra agricoltura”, presso l’Anfiteatro, con il contributo di esperti, imprenditori e istituzioni, per riflettere sulle sfide, criticità e opportunità del settore.

“Portare il mondo agricolo nel cuore della città – ha sottolineato Albano Agabiti, presidente Coldiretti Umbria – significa non solo celebrare le nostre radici, ma anche mostrare la vitalità e il valore economico, sociale e culturale dell’agricoltura umbra. La Notte Gialla è un’occasione di incontro tra produttori e cittadini, tra tradizione e innovazione, in un contesto di festa e partecipazione. Con la Notte Gialla portiamo l’agricoltura in mezzo alla gente – ha ribadito Agabiti – per mostrare tutto ciò che il settore primario rappresenta: lavoro, sostenibilità, identità, presidio del territorio. È un’occasione per festeggiare insieme, ma anche per raccontare le battaglie e i risultati ottenuti grazie all’impegno sindacale di Coldiretti. Il Forum dell’Agroalimentare, infatti, sarà un momento di confronto sulle grandi questioni che riguardano il comparto: dalla semplificazione amministrativa, su cui Coldiretti ha ottenuto misure concrete con importanti passi in avanti per ridurre il peso burocratico sulle imprese agricole; al contenimento della fauna selvatica, in particolare dei cinghiali, per proteggere colture e sicurezza pubblica. E ancora, focus sulla nuova Pac, per la quale siamo pronti a mobilitarci, sulle nuove politiche per i giovani agricoltori e sulla difesa del made in Italy”.

“La Notte Gialla – ha proseguito Mario Rossi, direttore regionale Coldiretti – è un evento che unisce il valore del cibo alla relazione diretta con chi lo produce. Iniziative come questa permettono di avvicinare sempre più persone a un consumo consapevole e sostenibile, promuovendo il territorio e l’identità rurale che rende l’Umbria unica nel panorama nazionale. L’iniziativa è aperta a tutta la cittadinanza, famiglie, turisti e curiosi, per vivere un’esperienza autentica che mette al centro le persone, la qualità dei prodotti, il lavoro degli agricoltori e i valori del settore primario, con il protagonismo di chi ogni giorno lo fa vivere. L’evento si svilupperà con una formula che unisce l’informazione alla festa, con musica e animazione, laboratori didattici e giochi per bambini, la Notte dei Colori, spazi dedicati al sociale, sfide culinarie, degustazioni e momenti di approfondimento, come la nostra raccolta firme “Stop cibo falso”, per ribadire l’importanza di tutelare il cibo vero e di qualità, minacciato anche da quello ultra-formulato, e la campagna “Keep calm and bevi vino italiano”, per promuovere il consumo moderato e consapevole di vino. La nostra azione sindacale – ha aggiunto Rossi – è sempre più orientata alla concretezza e legata ai bisogni reali degli imprenditori agricoli. La Notte Gialla è anche questo: un’occasione per raccontare quello che è stato fatto e quanto c’è da fare, continuando ad ascoltare il territorio e rinsaldando il nostro impegno a tutela del lavoro delle imprese”.

“A Castiglione del Lago l’agricoltura sarà al centro dell’attenzione e sotto i riflettori, non solo come motore economico, ma come leva culturale e sociale, capace di animare territori e comunità – ha precisato Simona Meloni, assessore regionale all’Agricoltura, Turismo ed Aree Interne. La Notte Gialla è un evento che ben raffigura la vitalità e le potenzialità del nostro settore primario. Agricoltura, turismo rurale, filiera corta, giovani agricoltori e tutela del Made in Umbria: sono alcuni dei pilastri su cui continuare a lavorare per costruire un territorio sempre più forte e attrattivo”.

“La Notte Gialla Coldiretti – ha affermato Federico Sisti, segretario generale della Camera di Commercio dell’Umbria – rappresenta un’iniziativa di grande valore per il tessuto economico e sociale, capace di mettere in luce le eccellenze agroalimentari del nostro territorio in una cornice di partecipazione popolare. Come Camera di Commercio, sosteniamo con convinzione eventi che promuovono il legame tra il mondo produttivo e la comunità, generando valore economico, culturale ed educativo, contribuendo a rendere più attrattivi i nostri borghi, anche in chiave turistica”.

“Siamo felici e orgogliosi di ospitare la prima edizione della Notte Gialla Coldiretti – ha dichiarato il sindaco di Castiglione del Lago, Matteo Burico – un evento che animerà ulteriormente la nostra città, coinvolgendo cittadini e turisti in un’esperienza ricca di significato. Un’occasione per valorizzare il nostro tessuto agricolo-produttivo, esaltando le eccellenze del territorio. Vediamo nell’agricoltura un fattore di sviluppo primario per il nostro territorio: non solo motore economico, ma anche custode del paesaggio, delle tradizioni e della nostra identità. È una leva fondamentale su cui investire per costruire un futuro sostenibile e inclusivo. Castiglione del Lago si conferma così un luogo in cui le tradizioni dialogano con l’innovazione, dove il centro storico si trasforma in un palcoscenico di esperienze autentiche, sapori genuini e riflessioni importanti sul futuro dell’agroalimentare italiano. Un sentito ringraziamento a Coldiretti per aver scelto il nostro territorio come cornice di questa festa, che celebra il lavoro, la passione e la qualità dell’agricoltura italiana”.

Appalti pubblici a Terni, dopo lo contro con Iapadre Confartigianato si appella a Bandecchi

Gestione degli appalti, scambio di vedute tra Confartigianato Terni e l’amministrazione comunale. L’associazione di categoria aveva lamentato di scelte che penalizzano le imprese locali dopo l’ultima assegnazione dei lavori di manutenzione cimiteriali. Chiedendo di lasciare la logica del massimo ribasso per porre nella giusta attenzione criteri quali la qualità degli interventi e la sicurezza.

Le parole dell’assessore Iapadre

Parole a cui l’amministrazione comunale ha risposto attraverso l’assessore Marco Iapadre: “Nessuno ci può chiedere di stravolgere le procedure di gara che vedono a livello nazionale sia le tipologie e i criteri selettivi da applicare”.

Spiegando, nel caso concreto: “Si tratta, nello specifico, di un aspetto gestionale che giustamente non compete alla politica ma ai tecnici chiamati ad applicare con rigore, lealtà e correttezze, normative che il legislatore fissa di volta in volta sempre più stringenti per evitare atti arbitrari o non rispettosi sulle normative della concorrenza. Rammento che il Comune di Terni, quando negli anni passati, non ha fatto uso sistematico degli appalti, e ad esempio ha utilizzato le proroghe, ci sono stati problemi di natura gestionale, e non solo, di non poco conto”.

Il chiarimento di Confartigianato

Una posizione che ha potato Confartigianato a chiarire ulteriormente la propria posizione: “Chiediamo l’applicazione piena del Codice degli Appalti, non il suo stravolgimento”. In particolare, utilizzando “tutti gli strumenti che esso prevede per favorire la qualità, la sostenibilità e la valorizzazione delle imprese del territorio, nel pieno rispetto della legalità”.

Dai criteri di premialità legati alla prossimità territoriale e alla filiera corta (come previsto dall’art. 108 del Codice), alla corretta valutazione della qualità delle offerte, fino all’equilibrio tra interventi di manutenzione ordinaria e interventi strutturali. Tutti criteri previsti dall’attuale Codice Appalti.

Confartigianato si rammarica del fatto che l’amministrazione comunale non risponda nel merito a nessuno dei punti posti: “Non una parola sui criteri premiali previsti per le imprese locali; sulla politica delle “manutenzioni di facciata”, che privilegia interventi minimi e poco incisivi anziché lavori strutturali realmente risolutivi; sull’uso abnorme degli appalti riservati alle cooperative sociali di tipo B, un argomento che sembra essere diventato un vero e proprio tabù politico, nonostante i rischi di distorsione del mercato e l’inefficacia degli interventi in termini occupazionali”.

E ancora: “Se l’assessore Iapadre non riconosce la distinzione tra scelte tecniche e scelte politiche, allora
Confartigianato Terni si appella direttamente al sindaco Bandecchi. Chiediamo che intervenga per porre fine a una linea politica dannosa per le imprese del territorio, portata avanti da assessori e dirigenti politici da lui nominati, che si nascondono dietro le decisioni dei tecnici per sottrarsi alle proprie responsabilità”.

Conclude la nota: “Confartigianato non chiede favoritismi, ma equità, trasparenza e l’applicazione piena delle norme esistenti. Chiede una politica degli appalti che valorizzi le competenze, la qualità e il radicamento territoriale, non una corsa al massimo ribasso che danneggia il lavoro, la sicurezza e la fiducia delle imprese e dei cittadini”.

E’ morto il saggista e attivista letterario Goffredo Fofi

E’ morto Goffredo Fofi, intellettuale, saggista e attivista letterario eugubino.

Lo ricordano esprimendo cordoglio anche la sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, e il vice sindaco Marco Pierini, che ricordano: “Giusto un mese fa, invitato alla Sala dei Notari dalla Società Operaia di Mutuo Soccorso, Goffredo Fofi aveva ricordato assieme all’amico Piergiorgio Giacchè la figura di Aldo Capitini, alternando brani di memoria – personale e collettiva – a riflessioni sui nostri tempi nelle quali le parole del filosofo perugino riecheggiavano sempre vive e attuali. In qualche modo, quest’ultimo, recentissimo, affondo su Capitini completava un lungo percorso biografico e intellettuale, riportando Fofi alle origini, a quel 1955 quando, appena diciottenne, lasciò Gubbio per raggiungere in Sicilia Danilo Dolci che alla non violenza di origine gandhiana e capitiniana, stava dando corpo facendone lo strumento di lotta contro la mafia, l’analfabetismo, lo sfruttamento, la miseria”.

“Nei settant’anni di vita che sono seguiti a questo esordio non convenzionale – proseguono – anche per gli ambienti più aperti della sinistra del tempo, il critico cinematografico e teatrale, il giornalista, il letterato, il giornalista, l’attivista Fofi non ha mai mancato di indagare la contemporaneità con uno sguardo anticonformista, attento, indirizzato innanzi tutto all’osservazione e all’ascolto. Delle arti, e in particolare del Cinema, sapeva sempre cogliere la loro rispondenza a quanto di più genuino e autentico scaturiva, nei vari decenni, dagli ambienti culturali e dai contesti sociali, comprendendone in anticipo le possibilità di sviluppo, abolendo le gerarchie e le classificazioni, sovvertendo i confini tra la cultura ‘alta’ e quella popolare e trattando con il medesimo acume di Bellocchio e di Totò, la cui comicità nelle alte sfere dell’intellighenzia veniva ignorata se non addirittura derisa. Penna felice e instancabile Fofi ha affiancato alla produzione saggistica un inesauribile amore per le riviste, collaborandovi, dirigendole, fondandole senza sosta, lasciando il proprio segno inconfondibile su pagine come quelle di “Quaderni Piacentini”, “Ombre rosse”, “Lo Straniero””.

Il 10 giugno, al termine dell’incontro, prima di tornare nella casa di Gubbio, Goffredo Fofi si è intrattenuto con gli amici vecchi e nuovi, condividendo con loro dei progetti in corso e di quelli ancora da mettere in cantiere, “dimostrando ancora una volta – concludono Ferdinandi e Pierini – che la passione e la libertà non conoscono limiti e che i migliori maestri – come lui è stato – non sono quelli che pretendono di essere seguiti ma quelli che amano farsi accompagnare”.

Appalti comunali, Confartigianato: così si limitano le imprese del territorio

Confartigianato Terni ancora una volta è costretta a constatare che le politiche seguite negli appalti dal Comune di Terni e dai propri enti partecipati, “prescindono dalla finalità di promuovere il lavoro e lo sviluppo delle PMI del territorio, quando addirittura non la ostacolano direttamente”.

L’attuale normativa nazionale – ricorda l’associazione di categoria – consente sempre di più di difendere e far sviluppare le PMI dei territori con strumenti diretti a limitare i ribassi anomali nell’aggiudicazione degli appalti e a dare premi valutativi secondo il criterio della prossimità geografica.

In tal senso, molti Comuni che hanno a cuore lo sviluppo del territorio inseriscono criteri di valutazione ambientale e gestionale, invitano operatori con sede nella regione con criteri di minor prezzo uniti a criteri di filiera corta, introducono criteri premiali di prossimità (come quelli previsti dall’ art. 108 del nuovo codice degli appalti), valorizzano le risorse locali.

Nonostante questo, rileva Confartigianato, l’Amministrazione comunale di Terni ancora una volta ha deciso di non applicare questi strumenti legislativi e “di procedere imperterrita nella ormai lunga prassi amministrativa, che non possiamo considerare casuale, tendente a preferire le offerte al massimo ribasso di imprese di altri territori anche quando presentano ribassi del tutto esorbitanti rispetto al mercato locale”.

Lavori manutenzione cimiteri

Con Determina dirigenziale del 4 luglio il Comune di Terni ha infatti aggiudicato lavori di manutenzione straordinaria da eseguirsi nel cimitero urbano e nei cimiteri suburbani comunali per la durata di un anno per un importo totale pari a 289.008,69 euro. Alla procedura erano state invitate quattro imprese locali e una di Caserta. Mentre le imprese locali, che hanno partecipato in tre, hanno praticato ribassi in un intervallo molto stretto (tra il 17.80 e il 20.23%), che individua bene il valore economico corretto sul mercato locale, l’impresa di Caserta ha praticato un ribasso del 30.88%, oltretutto proposto perfino sulla parte della sicurezza non ribassabile, offerta che la commissione ha ritenuto comunque ammissibile “in esito al ricalcolo effettuato disapplicando il ribasso ai costi e agli oneri della sicurezza”.

La riserva per le cooperative sociali

A questa politica “contraria agli interessi legittimi del territorio”, che Confartigianato già ha avuto occasione di criticare in altri casi precedenti, “e che purtroppo si sta perpetuando”, si è aggiunta un’altra prassi negativa per le PMI locali, che è quella di emettere appalti riservati alle cooperative sociali di tipo B.
Si tratta di uno strumento certamente previsto dalla normativa nazionale con lo scopo nobile di favorire l’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate, ma esso, se utilizzato in modo continuo e sistematico trasformandolo da eccezione a regola – evidenzia Confartigianato – rischia di stravolgere il significato originario e di incaricare un ristretto numero di soggetti, con effetti potenzialmente distorsivi della concorrenza.

Senza contare che la capacità produttiva delle imprese cooperative sociali del territorio non appare molto elevata e quindi si finirebbe comunque per mancare l’obiettivo dell’effettivo inserimento lavorativo di persone svantaggiate.

Gli appalti degli enti partecipati

La stessa logica, rileva Confartigianato, si riflette anche nelle gare d’appalto gestite dagli enti partecipati dal Comune di Terni e da altre aziende pubblico/private operanti nel territorio. Anche in queste realtà, si prediligono spesso criteri che favoriscono il ricorso a operatori esterni al territorio, talvolta con ribassi eccessivi. Mentre la difesa e la promozione di un patrimonio di PMI locali con competenze e prassi in grado di collegare e integrare agevolmente i processi produttivi tra appaltanti e appaltatori e quindi pervenire a più alti livelli di efficacia e di efficienza non viene tenuta in nessun conto.

L’appello di Confartigianato

“È fondamentale – è l’appello dell’associazione – che anche gli enti partecipati adottino politiche più attente al tessuto imprenditoriale del territorio, allineandosi ai principi di prossimità e sostenibilità economica che dovrebbero guidare ogni azione legata agli appalti pubblici. Anche le politiche generali dei lavori pubblici possono essere migliorate, un caso per tutti la situazione delle manutenzioni degli asfalti che necessita di molti interventi con un equilibrio virtuoso tra interventi di piccola manutenzione di emergenza, come le buche stradali, e interventi di rifacimento del manto e del fondo stradale per lunghi tratti: invece una politica che si concentra eccessivamente sui piccoli interventi (macchina tappabuche) rischia alla fine dei conti di non essere né efficiente, né efficace, con il risultato che si fa molta comunicazione mentre si incide poco sulla situazione reale”.

Confartigianato Terni rinnova l’appello all’Amministrazione comunale di Terni affinché ripensi le politiche degli appalti e delle manutenzioni, sia proprie che degli enti partecipati, “perché troppo orientate ai piccoli interventi, perché considerano normali e desiderabili offerte con ribassi eccessivi, invitando imprese che operano a centinaia di chilometri di distanza, con il rischio concreto di lavori sottocosto e di compressione del livello della qualità e infine perché ricorrono eccessivamente alla riserva per le cooperative sociali, con il rischio di snaturare la concorrenza e lo stesso strumento di inclusione.
Così facendo, si schiaccia l’imprenditoria locale, si riduce la concorrenza sana e si compromette la fiducia dei cittadini, oltretutto in un momento storico nel quale, essendo l’ente uscito dalla procedura di dissesto, non è più assillato da problemi di bilancio”.

“Terni – si conclude la nota di Confartigianato – merita una politica degli appalti equa, trasparente, aperta e orientata in primo luogo alla qualità e alla sicurezza, che promuova le imprese del territorio che aderiscono a questi criteri, non un mercato dove vince chi taglia di più. È tempo di cambiare rotta: non si tutela il bene pubblico con il massimo ribasso”.

Parcheggio piazza della Pace, gli interrogativi su quei soldi che il Comune non ha più incassato

Una gestione sulla quale è necessario fare chiarezza. Anche per capire se il Comune possa aver ricavato un danno erariale sotto forma di mancato incasso, per almeno tre mesi, del pedaggio degli autobus turistici, come da qualcuno ipotizzato.

Si tratta del parcheggio di piazza della Pace ad Orvieto, che è attualmente al centro di un accesso confronto politico dopo che la Giunta Tardani ha deciso di non rinnovare la convenzione con la società Valore srl della famiglia Palmieri a cui era stata affidata nel corso degli ultimi dieci anni sia la gestione dei bagni pubblici che il bar e punto di accoglienza.

Nei giorni concitati di fine maggio, all’indomani del mancato rinnovo della convenzione e del rifiuto di prorogare il rapporto fino alla pubblicazione e successiva assegnazione del nuovo bando, l’amministratore di Valore srl, Valerio Palmieri, ricostruendo i difficili rapporti con il Comune, ha citato tra gli altri un episodio che, se confermato, potrebbe configurare anche un possibile danno erariale da diverse decine di migliaia di euro ai danni delle casse comunali. “A fine maggio 2024 l’amministrazione comunale ha ritenuto di interrompere l’affidamento del servizio per la riscossione della tariffa giornaliera dei bus, all’epoca gestito dal titolare dell’area camper. Dal primo giugno e fino al 31 agosto 2024 la sbarra è rimasta aperta, consentendo a chiunque di entrare ed uscire liberamente, senza pagare la sosta, che allora prevedeva una tariffa di 45 euro al giorno. L’unico modo di pagare era l’utilizzo (complicato) dell’app MyCicero, sul cui uso abbiamo cercato di istruire gli autisti/capogruppo virtuosi che volevano pagare a tutti i costi”.

I SOLDI “PERSI” DAL COMUNE

Ancora le parole di Palmieri: “Le rare apparizioni della polizia municipale volte a verificare i bus paganti tra quelli in sosta trovavano il piazzale semi vuoto, perché a sbarra aperta era utilizzato come punto di scarico/carico da chi voleva evitare di pagare. Tutto questo fin quando, per senso civico e per restituire un senso ad una situazione da far west, mi sono fatto avanti, proponendo di gestire in emergenza e gratuitamente il servizio dal 01/09/24 al 31/12/24. Ovviamente – evidenzia Palmieri – il Comune è stato ben felice di cedere temporaneamente tale onere alla nostra società, che ha incassato per conto dell’Ente ed a titolo gratuito oltre 30.000 euro in 4 mesi, con il solo ausilio di un pos del Comune e con la sbarra/gettoniera malfunzionante dal primo settembre, sostituita solo il 15 di novembre, andando e tornando ogni volta con la bicicletta dal locale alla sbarra, con una persona praticamente dedicata”.

LA SBARRA APERTA

In pratica, il Comune avrebbe preferito lasciare la sbarra aperta e rinunciare alla quasi totalità degli incassi, piuttosto che mantenere il servizio di riscossione all’Area Camper. Perché? Perché interrompere un rapporto di fiducia durato anni, tanto da permettere per molti di essi il pagamento del corrispettivo bus in contanti?

Tra l’altro, risulta che la convenzione dell’area camper all’epoca fosse ancora in essere e che sia scaduta il 18 di agosto dello stesso anno, per essere poi prorogata a fine dicembre, fino a pubblicazione del nuovo bando. Tralasciamo ogni commento sulle proroghe e sul periodo e sull’operare senza titolo.

Ma tornando ai 3 mesi senza il servizio di riscossione: se da settembre a dicembre la società Valore srl ha incassato per conto del Comune oltre 30 mila euro (esclusi i pagamenti effettuati via App o con bonifico anticipato, divenuti nel frattempo più utilizzati), quanti mancati incassi è possibile ipotizzare per il trimestre estivo? Venti, 30, 40 mila euro? Forse di più? Sarebbe interessante poter quantificare il mancato incasso, anche sulla scorta degli introiti portati a bilancio negli anni precedenti.

Ma non è facile ricevere una risposta in merito. Lo stesso Palmieri ha riferito di aver presentato il 20 marzo di quest’anno (via Pec) un progetto di riqualificazione, automazione e gestione diretta del parcheggio di Piazza della Pace, chiedendo al contempo un riscontro sugli incassi degli anni precedenti del servizio di riscossione bus. A distanza di quasi quattro mesi, ancora nessuna risposta.

Come è stato possibile rinunciare a quei soldi e chi ne è responsabile? Perché nessuno ha mai risposto a questa ricostruzione dell’imprenditore che descrive una situazione molto grave? Perché l’amministrazione comunale non lo smentisce? E perché l’opposizione non ha fatto il minimo cenno ad un episodio tanto clamoroso?

Incidente sull’A1 tra mezzi pesanti, camionista resta incastrato nella cabina

E’ rimasta chiusa per alcune ore l’autostrada A1 al km 442 nord, nel tratto tra Orvieto e Fabro, a causa del violento tamponamento tra due mezzi pesanti, uno dei quali una bisarca, senza carico.

Uno degli autisti è rimasto incastrato nella cabina, ferito. E’ stato lui stesso, comunque, a chiedere l’intervento dei vigili del fuoco per essere soccorso e liberato. L’uomo è stato estratto dalle lamiere, barellato e affidato alle cure dei sanitari.

L’altro mezzo pesante, a seguito dell’urto, in rimasto in bilico sulla scarpata, ma il conducente è riuscito a mettersi in salvo e se l’è cavata con leggere ferite.

Sul posto, oltre ai vigili del fuoco di Orvieto, sono intervenute le ambulanze del 118, che hanno soccorso i feriti, e la polizia stradale.

L’incidente si è verificato alle 19.45. Alle 22.44 nella zona si registra ancora una lunga coda, anche se il traffico sta lentamente tornando alla normalità.

(notizia in aggiornamento)