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Autore: Redazione

Pialletto d’Oro: premi artigiani, ma anche Industria 5.0, energia e rifiuti

Lunedì 17 marzo, alle ore 17.30, nella sala del Museo Emilio Greco a Palazzo Soliano, a Orvieto, come sempre in concomitanza con la settimana dedicata ai festeggiamenti in onore di San Giuseppe, patrono della città e simbolo dell’artigianato, si terrà la premiazione del Pialletto d’Oro, premio nato da un’idea della CNA territoriale di Orvieto per celebrare l’eccellenza artigianale e imprenditoriale locale.

Una manifestazione che, dopo 40 anni, introduce delle novità. Oltre al tradizionale riconoscimento conferito all’artigiano dell’anno che si sia distinto per qualità e innovazione nel proprio mestiere, verranno assegnati anche il premio Artigiano ad Honorem, il Premio Speciale alla Carriera esordisce Guizzo, il nuovo riconoscimento pensato per chi si è distinto per lungimiranza, innovazione e cambiamento nel settore artigianale e imprenditoriale, comprese personalità legate in vario modo al territorio orvietano.

E anche la formula dell’evento si evolve, diventando da quest’anno l’occasione per parlare di novità e innovazioni per le imprese e per la comunità del territorio. Infatti nel corso dell’appuntamento si parlerà anche di Industria 5.0, di Rentri e gestione dei rifiuti, di ambiente e comunità energetiche rinnovabili, di finanziamenti e accesso al credito, di welfare aziendale e di welfare per i cittadini, di bonus casa e di bonus per le famiglie.

La cerimonia di quest’anno sarà arricchita da una piccola mostra delle opere realizzate dai due artigiani che saranno insigniti dei premi Guizzo e Pialletto d’Oro.

All’interno dell’evento, infine, sarà ospitata anche la premiazione delle Botteghe Storiche, curata del Comune di Orvieto e patrocinata da CNA Umbria.

Tra gli ospiti, il sindaco di Orvieto, Roberta Tardani, e il vescovo della diocesi di Orvieto-Todi, Gualtiero Sigismondi, hanno assicurato la loro presenza all’incontro, che si concluderà con della buona musica e un piccolo buffet offerto dagli organizzatori.

Rotatoria Spoleto Sud, da lunedì semaforo a senso unico alternato sulla Flaminia

Da lunedì 17 marzo lavori sulla Flaminia per realizzare la pavimentazione definitiva della nuova rotatoria Spoleto Sud.

Per consentire l’esecuzione degli interventi, il transito sarà regolato a senso unico alternato con semaforo, con chiusura temporanea alternata dell’ingresso/uscita di Monteluco e di Spoleto Sud.

Il completamento di questa fase è previsto entro venerdì 21 marzo.

A seguire, ricorda il Comune di Spoleto, la rotatoria sarà aperta in modalità definitiva e sarà funzionante il nuovo impianto di illuminazione, mentre saranno eseguite le ultime lavorazioni residue, la cui ultimazione è prevista entro Pasqua.

Appalti, entrato in vigore il nuovo prezzario regionale

Con la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Umbria (BUR) è entrato in vigore il prezzario regionale, riferimento obbligatorio per tutte le Stazioni Appaltanti umbre per le gare bandite fino al 30 giugno 2026.

L’Elenco regionale dei prezzi e dei costi minimi della manodopera per lavori edili, impianti tecnologici, infrastrutture a rete, lavori stradali e impianti sportivi per l’esecuzione di opere pubbliche – edizione 2024, insieme all’Elenco regionale dei costi per la sicurezza – edizione 2024, è stato approvato dalla Giunta regionale dell’Umbria. Ed è il risultato del lavoro della Commissione Tecnica Regionale, organismo composto da rappresentanti della Regione, delle associazioni di categoria del settore delle costruzioni, degli ordini professionali e delle stazioni appaltanti, che ha operato con rigore scientifico e metodologico. L’analisi dei prezzi è stata condotta raccogliendo dati ufficiali dai principali fornitori a livello regionale e nazionale, garantendo che i valori riportati siano realistici e allineati alle dinamiche di mercato.
Un’attenzione particolare è stata data all’adeguamento ai Criteri Ambientali Minimi (CAM), con l’integrazione e la valorizzazione di materiali e processi più sostenibili, favorendo soluzioni con un minore impatto ambientale, in linea con le più recenti normative nazionali e comunitarie. Sono stati aggiornati i prezzi di materiali e lavorazioni che favoriscono l’uso di prodotti a minore impatto ambientale, con un’attenzione particolare a quelli riciclati, certificati o a ridotta emissione di CO₂.

“L’aggiornamento del prezzario è un passaggio fondamentale per garantire trasparenza e qualità nel settore delle opere pubbliche – ha spiegato l’assessore alle Infrastrutture Francesco De Rebotti – e quest’anno abbiamo lavorato con particolare attenzione anche al tema della sostenibilità. L’applicazione dei CAM nei lavori pubblici rappresenta un’opportunità per rendere più efficiente l’intero comparto, promuovendo pratiche innovative e rispettose dell’ambiente. L’obiettivo è fornire a progettisti, imprese e stazioni appaltanti uno strumento aggiornato, affidabile e rispondente alle reali esigenze del mercato”.

Il lavoro della Commissione Tecnica non si ferma con l’approvazione dell’edizione 2024. Come previsto dal vigente Codice dei Contratti, l’aggiornamento del prezzario è un adempimento annuale a carico delle Regioni. Il 26 marzo la Commissione riprenderà i lavori per la prossima edizione, assicurando un costante monitoraggio dei prezzi e delle evoluzioni normative per mantenere il prezzario sempre allineato alle esigenze del settore.

(foto generica di archivio)

Entro giugno saranno 572 le scuole umbre cablate

Entro giugno 572 cablate, che con i 62 DigiPass aperti puntano a rendere più connessa l’Umbria.

Il vicepresidente della Regione Umbria con delega all’Innovazione digitale, Tommaso Bori, ha illustrato nell’ultima seduta di Giunta le azioni per abbattere il Digital Divide.

“Il piano operativo scuole della nostra regione – ha spiegato Bori – si pone come obiettivo quello di fornire un accesso Internet anche su banda larga, oltre al servizio di connettività gratuito per cinque anni, comprensivo dei servizi di manutenzione e assistenza tecnica. Con l’avanzamento della realizzazione del piano affidato a PuntoZero scarl per un importo di circa 6,5 milioni di euro e grazie agli altri progetti, tra cui quello portato avanti da Infratel Italia, entro giugno 2025 saranno collegate 572 scuole”.

Relativamente ai Digipass, nella seduta odierna della Giunta regionale il vicepresidente Bori ha illustrato un’informativa dalla quale emerge che in Umbria sono stati aperti 62 punti che negli anni hanno formato 18.000 cittadini.

“L’obiettivo sedi – ha sottolineato – è stato raggiunto per il 170 per cento, mentre dovremo lavorare di più sulla formazione dei cittadini. Questo della capillarità dei DigiPass sul territorio, è un grande risultato merito evidentemente dell’ottimo lavoro di squadra con i Comuni e anche con gli stessi facilitatori digitali del territorio, nonché dell’attività di supporto e di coordinamento svolta dagli uffici regionali competenti”.

Le 12 zone sociali dell’Umbria svolgono un ruolo di primo piano ed hanno attivato il servizio in varie sedi in modo da coprire tutto il territorio regionale, anche coinvolgendo centri giovanili e sociali, realtà pubbliche esistenti come sedi comunali, biblioteche, centri per l’impiego, anche tramite collaborazioni con associazioni del terzo settore.

Sono oltre 50 i facilitatori digitali pronti ad accompagnare gli utenti per il supporto a servizi come SPID e CIE, sia per l’utilizzo di servizi digitali pubblici (come l’app UmbriaFacile) che di servizi privati (come l’home banking). Tra questi: prenotazioni cup e ritiro referti, fascicolo sanitario elettronico, posta elettronica, anagrafe digitale (cambio residenza, ritiro certificati), pratiche telematiche, curriculum vitae europass, app io, servizi inps (lavoro domestico, fascicolo previdenziale), attivazione pec e firma digitale, prenotazione passaporto, pagamenti pagopa, servizi arpal (ricerca lavoro, domande di concorso, iscrizione centro per l’impiego).

“In prospettiva – ha concluso Bori – puntiamo a rendere i 12 luoghi DigiPASS dei capofila di zona come ‘hub’ per i processi di partecipazione, oltre che per rendere effettiva la cittadinanza digitale”.

Da lunedì chiuso un tratto Perugia – Ancona a Valfabbrica

Da lunedì 17 a sabato 22 marzo sarà provvisoriamente chiusa la strada statale 318var “di Valfabbrica” (direttrice Perugia-Ancona) in entrambe le direzioni tra gli svincoli di Valfabbrica e Casacastalda, per lavori.

Il traffico sarà deviato sul vecchio tracciato con indicazioni sul posto.

La chiusura – spiega Anas – è necessaria per consentire l’esecuzione di alcune fasi lavorative nell’ambito dell’intervento in corso per il raddoppio a quattro corsie. Durante la chiusura saranno inoltre eseguiti lavori di manutenzione programmata della pavimentazione e dei giunti di dilatazione

Redditi, l’Umbria cresce ma il Nord corre di più

L’Umbria cresce in linea con la media nazionale, ma il Nord corre più veloce: il divario di reddito tra Perugia, Terni e il resto d’Italia si allarga. E comunque, l’aumento del reddito non è stato sufficiente a compensare la perdita di potere d’acquisto causata dall’inflazione.

Questi, in sintesi, i dati che emergono da un’analisi del Centro Studi Guglielmo Tagliacarne e Unioncamere, che evidenzia come il Mezzogiorno cresca più velocemente del Centro.

L’Umbria nel confronto con il resto d’Italia

Tra il 2021 e il 2023 il reddito delle famiglie umbre aumenta dell’11,3%, ma il Nord Italia avanza a ritmi più sostenuti. Perugia si conferma al 38° posto nazionale, con 22.204 euro pro-capite, mentre Terni scivola al 96°, con 19.957 euro. Milano domina la classifica con 34.885 euro. L’inflazione erode il potere d’acquisto, e il divario tra Nord e Centro Italia si fa sempre più marcato.

Mentre il Nord Italia avanza a ritmi sostenuti, con province come Milano e Bolzano che dominano la classifica, l’Umbria fatica a competere. La provincia di Perugia, con un reddito pro-capite di 22.204 euro nel 2023, si posiziona al 38° posto nazionale, mantenendo una posizione stabile rispetto al 2021. Terni, invece, scivola al 96° posto, con un reddito pro-capite di 19.957 euro, uno dei più bassi d’Italia. Il confronto con Milano, che svetta in cima alla classifica con 34.885 euro pro-capite, è impietoso: il reddito delle famiglie milanesi è quasi il doppio di quello delle famiglie ternane.

La crescita del reddito in Umbria è trainata principalmente dal reddito da lavoro dipendente, che rappresenta la principale fonte di entrate per le famiglie. Tra il 2021 e il 2023, il reddito da lavoro dipendente è aumentato del 10,8% in Umbria, un dato inferiore rispetto alla media nazionale dell’11,8% e ben al di sotto delle performance del Mezzogiorno, dove alcune province hanno registrato incrementi superiori al 14%. Tuttavia, l’aumento del reddito non è stato sufficiente a compensare la perdita di potere d’acquisto causata dall’inflazione, cresciuta del 14,2% nello stesso periodo. Questo significa che, nonostante i numeri in crescita, molte famiglie umbre si trovano ad affrontare una realtà in cui il costo della vita aumenta più velocemente delle loro entrate.

Perugia: stabilità, ma non abbastanza

La provincia di Perugia, con un reddito disponibile pro-capite di 22.204 euro nel 2023, si colloca al 38° posto nella classifica nazionale, mantenendo una posizione stabile rispetto al 2021. Il reddito complessivo delle famiglie perugine è passato da 12,66 miliardi di euro nel 2021 a 14,17 miliardi nel 2023, con un incremento dell’11,9%. Tuttavia, il reddito pro-capite resta inferiore rispetto a quello di molte province del Nord, come Milano (34.885 euro) e Bolzano (31.160 euro). Perugia non riesce a competere con le aree più dinamiche del Paese, dove il reddito cresce a ritmi più sostenuti e il potere d’acquisto delle famiglie è significativamente più alto.

Terni: una provincia in difficoltà

Terni, invece, si posiziona al 68° posto nella classifica nazionale, con un reddito pro-capite di 19.957 euro nel 2023, in calo rispetto al 2021. Il reddito complessivo delle famiglie ternane è passato da 3,95 miliardi di euro nel 2021 a 4,32 miliardi nel 2023, con un incremento del 9,3%, uno dei più bassi a livello nazionale. Questo dato riflette le difficoltà economiche della provincia, che fatica a tenere il passo con le altre aree del Paese. Terni, un tempo cuore industriale dell’Umbria, oggi si trova ad affrontare una realtà in cui la crescita economica è lenta e il reddito delle famiglie rimane tra i più bassi d’Italia.

Il confronto con il Nord: un divario che si allarga

L’Umbria, nonostante la crescita, resta indietro rispetto alle regioni del Nord, dove il reddito disponibile pro-capite è mediamente più alto. Ad esempio, in Lombardia il reddito pro-capite nel 2023 è di 27.243 euro, mentre in Veneto è di 24.103 euro. Anche nel confronto con alcune regioni del Mezzogiorno l’Umbria mostra una performance inferiore: in Sicilia, ad esempio, il reddito pro-capite è cresciuto del 12,5%, raggiungendo i 16.907 euro nel 2023. Questo significa che, mentre una parte del Mezzogiorno sta recuperando terreno, l’Umbria rischia di rimanere intrappolata in una situazione di stagnazione relativa.

Il ruolo dei trasferimenti pubblici

Uno dei fattori che contribuiscono a ridurre il divario tra Nord e Sud è rappresentato dai trasferimenti pubblici, che nel Mezzogiorno incidono per il 40% sul reddito disponibile delle famiglie, rispetto al 35% della media nazionale. Tuttavia, in Umbria, l’impatto di questi trasferimenti è meno significativo, contribuendo a mantenere il reddito disponibile su livelli più bassi rispetto alle regioni settentrionali. Questo significa che, senza un intervento mirato, il divario tra Nord e Centro Italia è destinato ad aumentare ulteriormente.

Mencaroni: “Aumentare la produttività dei fattori che esprime l’Umbria”

Una situazione che Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio, commenta così: “I dati presentati dal Centro Studi Guglielmo Tagliacarne e Unioncamere confermano una realtà che conosciamo bene: l’Umbria sta crescendo, ma non abbastanza velocemente per accorciare il divario con le regioni più dinamiche del Nord Italia. Perugia e Terni rappresentano due facce della stessa medaglia: da un lato, abbiamo una provincia che cerca di mantenere il passo, dall’altro una che fatica a trovare una nuova identità economica. Servono politiche mirate e investimenti strutturali per aumentare la produttività totale dei fattori che esprime la regione e farlo in misura superiore alla media italiana, se si vuole accorciare il divario. Quindi più innovazione, più digitalizzazione, transizione ecologica più veloce per tutti i motori dell’economia regionale tra cui agricoltura, commercio, industria e turismo. Non possiamo permetterci di rimanere indietro: l’Umbria ha tutte le potenzialità per diventare un modello di sviluppo sostenibile, ma serve l’impegno di tutti, dalle istituzioni alle imprese, per trasformare queste potenzialità in realtà. La Camera di Commercio è aperta, come noto, alla collaborazione co tutti gli altri attori delle istituzioni”.

Una sfida per il futuro

L’Umbria, nonostante una crescita del reddito disponibile in linea con la media nazionale, continua a scontare un ritardo rispetto alle regioni del Nord, con un divario che rimane significativo. Le province di Perugia e Terni, pur registrando miglioramenti, faticano a competere con le aree più dinamiche del Paese, come Milano e Bolzano. Secondo l’analisi del Centro Studi Guglielmo Tagliacarne e Unioncamere, per ridurre il gap sarà necessario puntare su politiche economiche che favoriscano la crescita del reddito da lavoro e migliorino la competitività del territorio. Senza un intervento deciso, l’Umbria rischia di rimanere indietro, mentre il Nord continua a correre più veloce.

Inps, disponibile la Certificazione Unica 2025 per i redditi 2024

Inps comunica che è disponibile la Certificazione Unica (CU) 2025, relativa ai redditi percepiti nel 2024. Questo importante documento può essere facilmente accessibile attraverso numerosi canali, sia digitali che tradizionali, a conferma dell’impegno dell’INPS nel promuovere l’innovazione e la semplificazione dei servizi per i cittadini.

Il numero di CU rilasciate all’apertura del servizio è stato pari a 26.783.143.
Come accedere alla Certificazione Unica 2025:
• Online: visita il portale www.inps.it e accedi all’Area personale con le tue credenziali (SPID, CIE, CNS, PIN, eIDAS). Vai alla sezione “I tuoi servizi e strumenti”, quindi “Servizi fiscali e pagamenti ricevuti da INPS”, e seleziona “Certificazione Unica 2025”.
• Pensionati: i pensionati possono scaricare la CU anche tramite il servizio online “Cedolino pensione”.
• App INPS Mobile: Disponibile per dispositivi Android e iOS, consente l’accesso alla CU utilizzando le credenziali personali.

Richiesta Alternativa della Certificazione Unica:
• Patronati e CAF
• PEC: invia una richiesta all’indirizzo “richiestacertificazioneunica@postacert.inps.gov.it” allegando una copia del tuo documento d’identità. La CU sarà inviata all’indirizzo e-mail utilizzato.
• Numero Verde: Contatta il servizio dedicato al numero 800 434320.
• Contact Center: Chiama il numero 803 164 o il 06 164164 per assistenza.

Per ulteriori informazioni, si può visitare il portale istituzionale www.inps.it

Agenda Urbana, di Terni il primo piano approvato: ecco gli interventi per 13 milioni

Approvato il Programma di Sviluppo Urbano Sostenibile – Agenda Urbana 2021-2027 del Comune di Terni, con investimenti per circa 13 milioni di euro.

Terni è infatti la prima delle cinque città umbre incluse nel programma ad aver completato l’istruttoria di approvazione del proprio Piano, intitolato “Vivi Terni – La città contemporanea sperimenta nuovi futuri”.

Il piano di Agenda Urbana dell’Umbria prevede un finanziamento complessivo di 59 milioni di euro per tutte e cinque le città coinvolte, con Terni che beneficia di una dotazione di quasi 13 milioni di euro destinati a una serie di interventi strategici riguardanti la riqualificazione urbana, la valorizzazione del patrimonio storico e culturale, la mobilità sostenibile, le infrastrutture verdi e la digitalizzazione dei servizi oltre alla promozione dell’inclusione sociale. Il Programma, frutto di un percorso di coprogettazione tra Regione e Comune, punta ad accrescere la qualità della vita e il benessere delle persone che abitano o frequentano la città.

“L’Agenda Urbana – commenta il vicepresidente della Regione Umbria, Tommaso Bori – rappresenta uno strumento fondamentale per lo sviluppo territoriale e l’innovazione delle città umbre. I progetti approvati a Terni testimoniano l’impegno della Regione nel promuovere interventi che uniscono riqualificazione urbana, sostenibilità ambientale, inclusione sociale e digitalizzazione. Il modello di pianificazione condivisa sarà determinante per costruire un futuro più equo e competitivo per la collettività”.

I progetti finanziati

Tra i progetti finanziati con il Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale figura la riqualificazione dell’area circostante la Basilica di San Valentino, con un investimento di 2,5 milioni di euro. Questo intervento prevede il miglioramento dell’accessibilità da via Turati, la sistemazione della piazza e del parco attrezzato, la ristrutturazione di una palazzina destinata alle associazioni e un nuovo sistema di segnaletica informativa.

In ambito di mobilità sostenibile, saranno completate infrastrutture ciclopedonali per un totale di 3,8 km, con un finanziamento di 2,2 milioni di euro, favorendo una mobilità urbana più sostenibile e sicura.

Sul fronte della valorizzazione degli edifici della città, a Palazzo Carrara è destinato un investimento di 1,7 milioni di euro oltre all’allestimento museale di alcune sale dell’edificio quale tappa di un percorso culturale multimediale immersivo legato alla figura di San Valentino che coinvolgerà tutta la città per 261mila euro.

Un altro intervento di rilievo riguarda l’ex lanificio Gruber, che verrà ristrutturato per la creazione di un centro polivalente per l’educazione e la transizione ecologica, grazie a un cofinanziamento di 1,2 milioni di euro che integra le precedenti risorse del “Piano periferie”. A supporto dell’innovazione tecnologica altri 1,2 milioni di euro saranno destinati allo sviluppo del “Gemello digitale”, un sistema integrato di open data per migliorare i servizi digitali.

Il programma prevede anche la riqualificazione della palazzina sede dell’erogazione dei servizi di quartiere all’interno del Villaggio Matteotti e dello spazio sportivo di via Irma Bandiera, con un investimento di 850mila euro, valorizzando un quartiere di grande interesse architettonico.

Inoltre, con 800mila euro verranno create nuove aree verdi tra il fiume Nera e il Parco di via Trento, contribuendo alla deimpermeabilizzazione del suolo e alla connessione ecologica urbana, mentre 280mila euro saranno impiegati per l’installazione di una barriera acustica verde e la realizzazione di un’area boscata a protezione del campo di atletica leggera “Franco Casagrande”.

Sul fronte della cultura e dello spettacolo, sono previsti 410mila euro per la rifunzionalizzazione del teatro comunale “Sergio Secci”, del museo archeologico “Giontella” e del Paleolab-museo di paleontologia.

Infine, il programma include una serie di interventi a carattere sociale finanziati con il Fondo Sociale Europeo Plus: percorsi di inclusione socio-lavorativa (240mila euro), la creazione di centri famiglia e servizi educativi di comunità (560mila euro) e progetti di innovazione sociale territoriale (260mila euro).

Norcia, a 9 anni dal sisma riapre “il ristorante più antico dell’Umbria”

Sabato 29 marzo sarà un’altra data importante per la comunità nursina che sta uscendo dall’emergenza dell’ultimo terremoto. Riapre infatti a Norcia, dopo 9 anni, il più antico ristorante dell’Umbria, il Granaro del Monte 1850, unitamente allo storico hotel Casa Bianconi. Due strutture gestite dai Bianconi da oltre 175 anni.

Una grande emozione per questa famiglia che non ha mai mollato, nemmeno dopo aver perso, dal 2016, l’80% del suo fatturato e della sua dimensione ricettiva e ristorativa. Da Casa Bianconi e dal Ristorante Granaro del Monte 1850 è partita una lunga storia imprenditoriale che oggi ha raggiunto la sesta generazione.

Questa riapertura segna un nuovo passo in avanti verso la ripartenza turistica ed economica di Norcia. L’Hotel si affaccia sul Corso principale di Norcia e su Piazza San Benedetto, ed è stato da sempre riferimento importante per tutta la Comunità.

“Riaprire lo storico Hotel di famiglia dopo quasi 9 anni di stop – spiegano Vincenzo e Federico Bianconi – è il momento che segna il nostro ritorno a casa, la nostra sfida imprenditoriale con il presente ed il futuro, in un luogo bellissimo dentro e fuori queste mura. Tutti i nostri sforzi progettuali e la nostra visione strategica si basano sulla fusione armonica tra la nostra storia e tradizioni identitarie e quel futuro che riteniamo buono e giusto per noi, i nostri collaboratori ed i nostri ospiti. Siamo certi che Norcia, un passo alla volta, tornerà ad essere destinazione capace di attrarre viaggiatori da ogni parte del mondo ispirando anche la loro vita con gli insegnamenti Benedettini, la Natura selvaggia del Parco Nazionale dei Sibillini ed i valori di una comunità che ha fatto della resilienza, del rispetto per le tradizioni, per la natura e le persone, il proprio modello di vita”.

Direttiva nitrati, chiudere il pre-contenzioso per evitare l’impatto sull’agricoltura umbra

Evitare la procedura d’infrazione, che avrebbe un pesante impatto sul settore agricolo umbro, chiudendo definitivamente il pre-contenzioso dovuto al mancato rispetto della Direttiva nitrati 91/676/CEE. Questo l’obiettivo ribadito nel tavolo tecnico coordinato dagli assessori Thomas De Luca e Simona Meloni, per risolvere la procedura aperta dal 2018, che oggi la Giunta regionale dell’Umbria è chiamata a risolvere con un radicale cambio di approccio per evitare che questo sia esclusivamente posto in carico sulle spalle del settore agricolo.

Hanno preso parte alla riunione i Comuni dell’area interessata, i rappresentanti di Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Arpa Umbria e gli uffici tecnici regionali.

In tema di risorse idriche ed in particolare per l’Umbria, le Autorità italiane sono state sollecitate a trasmettere entro il 31 marzo le conclusioni dello studio menzionato nella risposta del giugno 2023 e realizzato in collaborazione con l’Università di Perugia in merito al punto di monitoraggio IT_IT10CRB1_5 (Lago di Corbara) e a spiegare se per questo punto è stata designata una Zona di Vulnerabilità ai Nitrati di origine agricola (ZVN).

L’azione della Giunta regionale, quindi, intende evitare la procedura d’infrazione a tutela delle attività, pur nella necessità di agire tramite prescrizioni. Una questione rinviata per anni che rischia di impattare seriamente sulle aziende agricole. Il pre-contenzioso aperto nel 2018 dalla Commissione Europea per mancato rispetto della Direttiva nitrati 91/676/CE ha come obiettivo la tutela delle acque superficiali e sotterranee dall’inquinamento da nitrati proveniente da fonti agricole. La richiesta della CE prevede, entro il 31 marzo, l’ampliamento della perimetrazione delle Zone di Vulnerabilità da Nitrati.

“La Giunta regionale intende invertire il paradigma coinvolgendo le associazioni agricole prima e non dopo i provvedimenti – spiega l’assessore all’ambiente Thomas De Luca – lo stiamo facendo in costante contatto con l’assessora Meloni partecipando per la prima volta alle scelte e basandole su un rigoroso approccio scientifico, senza fuggire dal dovere di assumerci le nostre responsabilità. Massima decisione e celerità per una questione da troppo tempo rimandata. Con questo spirito abbiamo coordinato la riunione con amministrazioni comunali e associazioni di categoria dell’agricoltura. Le osservazioni e proposte raccolte saranno inserite all’interno della DGR che porteremo in approvazione la prossima giunta regionale. Non è pensabile affrontare questo tema in maniera unidirezionale. Dobbiamo cambiare approccio integrando una visione globale del fenomeno che coinvolga non solo misure restrittive sull’agricoltura ma anche tutte le altre fonti, comprese quelli civili”.

“Pur tenendo in debita considerazione la questione nitrati – dichiara l’assessora all’agricoltura Simona Meloni – dobbiamo mantenere un approccio scientifico perché non possono pagare per l’ennesima volta le imprese agricole e zootecniche che negli anni hanno subito una forte riduzione e, soprattutto in Umbria, vivono una fase assolutamente complicata e delicata. Queste attività sono presidio dei nostri territori anche nelle zone collinari e montane, dobbiamo perciò fare in modo che l’impatto sia meno influente possibile. Dobbiamo rivedere il Piano di tutela delle acque e il regolamento del 2019 che va modificato in chiave più moderna. Metteremo in atto un monitoraggio che ci consentirà di portare numeri reali e tutelare le acque e il nostro ambiente causando il minor impatto possibile per allevatori e agricoltori. Chi subirà una sottrazione per la nuova riperimetrazione verrà sostenuto e supportato con nuove misure”.