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Autore: Redazione

Ordine architetti Perugia, Virna Venerucci nuova presidente

Virna Venerucci è la nuova presidente dell’Ordine degli Architetti Ppc (Pianificatori paesaggisti conservatori) della Provincia di Perugia.

Professionista di esperienza nazionale ed internazionale, Virna Venerucci guiderà il Consiglio direttivo per i prossimi quattro anni. Durante questo periodo sarà affiancata dal segretario Paolo Tognaccini, dal tesoriere Matteo Rossi e da due vice presidenti: Veronica Benedetti e StefanoTini.

Il Consiglio si completa con gli architetti Roberto Baccarelli, Bruno Mario Broccolo, Giulia de Leo, Federica Del Zoppo, Maria Carmela Frate e Maria Rosaria Vitiello.

Parte dal basso la forte spinta per rilanciare il progetto “Orvieto città cardioprotetta”

“Io sono la prova evidente che i defibrillatori sono fondamentali per salvare la vita alle persone. Se sono vivo lo devo al defibrillatore che venne attivato nel vecchio ospedale di Orvieto dove arrivai ormai 29 anni dopo aver avuto un malore cardiaco. Mi hanno salvato cosi. L’associazione ‘Amici del cuore’ è stata una grande esperienza. Grazie alla generosità di molte persone, eravamo riusciti a raccogliere moltissimi fondi e fare tante donazioni di defibrillatori anche ai vari reparti ospedalieri. Solo al Comune di Orvieto abbiamo regalato macchinari per 150 mila euro di valore”. La testimonianza di Sandro Salucci, componente dell’associazione “Amici del Cuore”, ha rappresentato il punto più significativo nell’incontro organizzato al museo Greco dal club Amici della Stampa, a cui hanno aderito molte associazioni e gruppi politici di fronte ad un pubblico che ha riempito la sala nonostante il periodo estivo.

Daniele Di Loreto, vice presidente dell’associazione “Amici del Cuore” fondata da Giampiero Giordano ed oggi consigliere comunale, ha ricostruito i primi passi del sodalizio, descrivendo la grande mobilitazione che aveva portato anche alla formazione di oltre 600 rianimatori tra i semplici cittadini. “Con una recente mozione che abbiamo presentato in Consiglio comunale – ha spiegato – chiediamo non solo che la cardioprotezione venga ripresa e finalmente realizzata, ma che sia anche estesa anche alle altre zone del vasto territorio orvietano come le frazioni che sono distanti dall’ospedale”.

Giuseppe Germani, ex sindaco nel biennio 2017-2018 quando il progetto si è arrestato perché non è stata sottoscritta la convenzione per la gestione dei defibrillatori che avrebbe dovuto garantire la protezione civile, ha spiegato come era stato impostato il lavoro. “Preparammo il documento per la gestione, c’era il problema della formazione del personale perché la tecnologia dell’epoca prevedeva la necessità di usare i defibrillatori con una adeguata preparazione, maggiore di oggi. Individuammo nella protezione civile il soggetto che avrebbero potuto prendersi in carico la manutenzione degli impianti che erano stati installati. I tempi tecnici legati alla predisposizione della relativa convenzione non consentirono però di arrivare alla conclusione di questo percorso prima che terminasse il mandato elettorale. L’abitudine di scaricare sugli altri le responsabilità è particolarmente diffusa ad Orvieto. Quando la nostra amministrazione completò il suo ciclo, erano perfettamente funzionanti quasi tutti e 13 di defibrillatori. La successiva amministrazione avrebbe dovuto trovare una cifra modesta di poche decine di migliaia di euro che erano indispensabili per poterne garantire la manutenzione nel tempo. Avendo comunque noi individuato il gestore nella protezione civile la cui attività viene già finanziata normalmente dal Comune, non si sarebbero dovute reperire risorse aggiuntive particolarmente elevate. Per riprendere il progetto, credo che l’ipotesi della protezione civile possa essere rilanciata, ma allo stesso modo di altri soggetti pubblici e privati la cui attività di manutenzione non comporta comunque costi proibitivi. Non conosco il motivo per cui l’amministrazione che è venuta dopo la nostra non abbia portato avanti il progetto. Da oggi dovremmo prenderci l’impegno di riprendere questo progetto. Con o senza l’amministrazione comunale, è necessario dotare il nostro territorio della cardioprotezione”.

Roberta Palazzetti ha parlato di esempi virtuosi diffusi in varie parti del mondo. “Arrivare tardi su questa iniziativa, anche se in origine eravamo all’avanguardia, comporta il vantaggio di poter imparare dagli altri. Per Orvieto possiamo oggi pensare al meglio del meglio. La città modello nel mondo è Seattle dove sono partiti nel 1971 ed oggi hanno portato il 70 % dei cittadini ad essere in grado di fare il primo soccorso. Ci sono 5 mila defibrillatori attivi. Hanno un tasso di sopravvivenza del 56% dei casi contro il 10 % dell’Italia. A Monza, in Brianza dal 95 hanno creato una associazione “Brianza per il cuore” che ha installato ad oggi 500 defibrillatori mappati digitalmente e formato 26 mila persone, ci sono anche i condomini cardioprotetti. Poi c’è il caso di Ancona dove è partito tutto da una iniziativa del sindaco. Bisogna coinvolgere la popolazione e questa riunione di oggi serve anche a questo”. Palazzetti si è poi soffermata sulle varie opzioni operative che possono essere adottate.

Da parte del responsabile della Croce Rossa, il volontario Alessandro Lidonni è venuta la notizia che la Cri è disponibile a mettersi a disposizione per la ripartenza del progetto. “La Croce rossa può mettere a disposizione gli esperti per effettuare al meglio i corsi di formazione” Ha poi parlato della iniziativa di Narni nella cui amministrazione c’è un assessore delegato al progetto ed esiste una associazione che dona sistematicamente i defibrillatori grazie alla raccolta di fondi che promuovono regolarmente. Adesso stanno lavorando per dotare di defibrillatori l’auto della polizia locale. Peccato che Orvieto adesso debba copiare gli altri dopo essere stata la prima in Italia a partire”.

A nome del neo costituito comitato “Orvieto civica, il commerciante Giorgio Campanari, ha presentato alcuni progetti a cui si è lavorato nell’ultimo periodo insieme a rappresentanti dell’associazione Nova e Cosp. “Abbiamo elaborato tre ipotesi diverse – ha spiegato – tenendo conto di quanto si era fatto ad Orvieto e dell’esperienza di altri centri. Un primo progetto che ha un costo inferiore ai 60 mila euro prevede di garantire la presenza di una postazione di primo soccorso mobile con ambulanza con personale sanitario nel centro storico ogni sabato e domenica dell’anno, per assicurare assistenza immediata durante l’afflusso turistico regolare e straordinario. Poi un secondo progetto per fornire una presenza sanitaria mobile ridotta ma strategica, attiva solo la domenica nei mesi di maggiore affluenza turistica, da aprile–ottobre e dicembre, con medico solo nei giorni critici, per un costo di meno di 15 mila euro”.

L’ex responsabile della protezione civile Giuliano Santelli ha detto: “La protezione civile in questa fase viene occupata per altro, ma partecipare ai bandi è possibile a patto di lavorarci in maniera sistematica. All’epoca facevamo la formazione per il pronto soccorso con la Croce rossa e le forze dell’ordine per i bambini a villa Paolina. Facemmo una mappatura, a fine legislatura però essendo il Comune in fase di dissesto non si diede corso al progetto. Nel 2029, con la nuova amministrazione, eseguimmo studiato anche il modello di Pavia la cui protezione civile si occupa dei defibrillatori, cosa che in versione ridotta fa anche il gruppo della prociv di Monteleone di Orvieto. Valutammo anche di coinvolgere la polizia locale, ma c’erano problemi di fondi. Oggi comunque le attività legate alla formazione sono meno impegnative di allora. E’ possibile ripartire con un nuovo progetto che faccia tesoro di tutte queste esperienze anche del passato”.

L’ex responsabile del tribunale del Malato, Gianni Mencarelli ha infine ricordato che “L’interlocutore principale da prendere in considerazione in questa vicenda credo sia principalmente la Asl e si dovrebbe presentare a Regione ed Asl anche una richiesta specifica per sostenere questa iniziativa che immagino possa svilupparsi nel prossimo futuro nella casa di comunità in fase di realizzazione a piazza duomo”.

Al termine dell’incontro, Rebecca Burla, figlia di Massimo, il commerciante deceduto lo scorso mese di maggio in seguito ad un malore cardiaco, ha sollevato forti interrogativi sul fatto che, anche successivamente al drammatico episodio, fossero ancora in circolazione in città cartine informative che recavano le indicazioni dei defibrillatori presenti nel centro storico, ma nella realtà disattivati ormai da anni. Una questione che è attualmente oggetto della relativa inchiesta giudiziaria e alla quale non è stata fornita alcuna risposta a causa dell’assenza all’incontro sia del sindaco che degli assessori comunali.

Andrea Pitoni eletto segretario generale della Fp Cgil Terni

Andrea Pitoni è il nuovo segretario generale della Fp Cgil Terni. E’ stato eletto all’unanimità dall’assemblea generale della Funzione Pubblica (Fp) Cgil di Terni.

Andrea Pitoni ha 49 anni ed è dipendente della Regione Umbria. Nella sua dichiarazione programmatica ha affermato: “I referendum su lavoro e cittadinanza, pur non avendo ottenuto il quorum, costituiscono una tappa fondamentale, con la partecipazione di 15 milioni di elettori, nella costruzione del sindacato di strada che torni ad ascoltare le persone. Intanto, continueremo a utilizzare gli strumenti che abbiamo a disposizione per tutelare il lavoro. Dobbiamo, probabilmente, prepararci a difendere la democrazia parlamentare rispetto alle proposte, avanzate dalle forze di governo, di rafforzamento del premierato; I maggiori poteri attribuiti al presidente del Consiglio rischierebbero di minare l’assetto della nostra Costituzione”.

“Viviamo una fase di trattative per i rinnovi contrattuali nel pubblico impiego – è poi entrato nello specifico Pitoni – dove la nostra azione mira a innalzare i livelli stipendiali per difendere i lavoratori e le lavoratrici dal vertiginoso aumento dei costi dei generi alimentari e dell’energia. Continueremo, nei diversi settori di lavoro che rappresentiamo, a lavorare per ottenere il miglioramento delle condizioni economiche e di benessere organizzativo per i dipendenti statali e degli enti locali”.

“Il Servizio sanitario nazionale – ha infine commentato il neosegretario della Fp Cgil Terni – va difeso e rilanciato rispetto all’avanzamento della sanità privata; il concetto di cura deve prevalere rispetto a quello di prestazione. Rispetto al nuovo Piano sanitario regionale umbro è positivo il fatto che sia previsto un adeguato numero di assunzioni di medici e infermieri, ma attendiamo di conoscere nel dettaglio i contenuti così da poterli discutere nel merito. Le recenti elezioni per il rinnovo delle Rsu hanno evidenziato il nostro grande impegno per la rappresentanza nei diversi luoghi di lavoro”.

A Valentina Porfidi, segretaria generale uscente, è andato il saluto e il ringraziamento di tutta l’assemblea per il lavoro svolto. All’assemblea erano presenti la segretaria nazionale della Fp Cgil, Barbara Francavilla, la segreteria generale della Cgil Umbria, Maria Rita Paggio, e il segretario generale della Camera del lavoro di Terni, Claudio Cipolla.

Treni, l’incontro a Orvieto: “Fronte comune anche con le altre regioni”

Fare fronte comune nel confronto con il Ministero dei Trasporti, Rfi e Trenitalia. Questo l’invito che l’assessore regionale ai Trasporti dell’Umbria, Francesco De Rebotti, ha rivolto agli amministratori umbri, del Lazio e della Toscana che hanno aderito all’incontro, da lui promosso a Orvieto, per discutere del futuro del trasporto ferroviario.

All’incontro erano presenti amministratori locali, il presidente Anci Umbria, Federico Gori, l’assessore ai Trasporti della Toscana Stefano Baccelli, la sindaca di Orvieto, Roberta Tardani, rappresentanti della Regione Lazio, comitati dei pendolari e dell’Osservatorio trasporti, Lazio, amministratori del territorio.

Analizzate le criticità attuali e le prospettive di un servizio che incide direttamente sulla qualità della vita dei cittadini e sulla competitività dei territori, con un chiaro invito a costruire un “fronte comune” che includa anche le altre Regioni e il Governo per tutelare il diritto alla mobilità.

L’assessore De Rebotti ha posto l’accento sulla necessità di unire le forze per affrontare seriamente la questione dei trasporti ferroviari, evidenziando come i problemi non si fermino ai confini amministrativi, dato che i treni regionali, pur con contratti di servizio diversi, viaggiano su direttrici comuni come Roma-Firenze e Roma-Ancona. Ha sottolineato come la vicinanza a Roma aumenti la domanda di mobilità quotidiana per lavoro, studio e turismo, e come le difficoltà siano aggravate dai cantieri in corso, che in estate interesseranno anche la linea Terni-Foligno. Ha poi descritto una quotidianità fatta di tempi di percorrenza più lunghi, orari incerti e cancellazioni improvvise. Un punto cruciale sollevato dall’Assessore umbro riguarda la delibera dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti, che dal gennaio 2026 (o forse già da dicembre 2025) permetterà la circolazione sulla direttissima solo ai treni che superano i 200 km/h. Per questo, ha detto De Rebotti, “le Regioni hanno chiesto nuovi convogli, ma serve più tempo. Chiediamo di posticipare l’entrata in vigore della norma al 2027 per garantire un servizio umano e continuo”. Ha aggiunto che “la relazione ferroviaria con Roma è fondamentale anche per sostenere la crescita demografica delle aree interne. Non possiamo trattare questo tema come un piccolo pezzo di puzzle. Serve consapevolezza e una strategia nazionale”.

Nel corso dell’incontro, sono emersi vari interventi e proposte volte a migliorare la situazione attuale. Tra i punti salienti, si è parlato della necessità di recuperare gli standard di servizio persi, dell’importanza di una mobilitazione dei sindaci per portare la voce dei territori e del legame indissolubile tra trasporti, sviluppo economico e qualità della vita. È stato inoltre ribadito il ruolo fondamentale dei comitati dei pendolari nel sollecitare azioni concrete per avere trasporti regolari ed efficienti, con richieste di interventi immediati, specialmente per le zone maggiormente penalizzate.

“Il confronto deve salire di livello – ha detto De Rebotti nelle conclusioni – è un’emergenza che impone alle Regioni di stare unite davanti all’interlocutore vero: il Ministero delle Infrastrutture, RFI e Trenitalia. Dobbiamo scegliere se rassegnarci alla situazione attuale o concertare insieme un nuovo modello che mantenga un equilibrio tra mercato e trasporto pubblico locale”.

Il percorso proseguirà nelle prossime settimane con ulteriori appuntamenti tecnici e politici, con l’obiettivo di costruire un’alleanza interregionale forte e coesa, capace di tutelare concretamente il diritto alla mobilità dei cittadini umbri e di tutto il Centro Italia.

Parco 3A, ok al bilancio e staffetta tra Serafini e Cruciani

Approvato dall’Assemblea dei soci della società in house providing 3A – Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria il bilancio d’esercizio al 31 dicembre 2024. Un bilancio, si legge in una nota della Regione, che conferma “la solidità gestionale e il pieno rispetto degli obiettivi contenuti nel piano triennale”.

Il valore della produzione è salito a 4.680.954 euro, in netto aumento rispetto ai 4.020.687 euro del 2023. Il margine operativo lordo (EBITDA) ha raggiunto 283.106 euro, quasi raddoppiando il risultato dell’anno precedente, mentre il reddito operativo (EBIT) si attesta a 136.581 euro, segnando un incremento importante rispetto ai 53.404 euro del 2023. Il risultato ante imposte (EBT) è pari a 145.461 euro e l’utile netto d’esercizio si conferma a 143.713 euro, contro i 99.744 euro dell’anno precedente.

Come previsto dall’articolo 30 dello Statuto sociale, l’utile verrà destinato alla riserva legale e al reintegro del Fondo Consortile.

Nel corso dell’assemblea è stato inoltre approvato all’unanimità sia il Piano annuale delle attività per l’anno in corso sia il documento programmatico 2025-2027, di cui è parte integrante.

È stata formalizzata, ai sensi dell’art. 18 dello Statuto consortile, la nomina di Devis Cruciani ad amministratore unico, che resterà in carica per tre esercizi, fino all’approvazione del bilancio 2027.

Le tre “A” di Serafini

L’amministratore unico uscente Marcello Serafini ha commentato con soddisfazione: “Concludo il mandato con un sincero ringraziamento per l’esperienza fatta così ricca e immersiva nel mondo agricolo, agroalimentare e per aver avuto l’opportunità di potenziare la terza A di ambiente che al mio arrivo era ancora in uno stato embrionale. Questo ha consentito di fortificare la mission aziendale e completare la giusta integrazione con una realtà del comparto completamente cambiata nell’ultimo decennio e che trova nella protezione dell’ambiente l’elemento trasversale di intervento di tutte le politiche, non solo quelle strettamente del settore primario.

Un grazie nei confronti dell’Amministrazione regionale sia precedente sia attuale, per aver investito così tanto nel lavoro della propria società in house. Un grazie sentito a tutti i soci per il continuo confronto e per il proficuo lavoro collaborativo, alla struttura regionale dagli apicali ai singoli funzionari che hanno accompagnato questo nostro percorso di riorganizzazione. Mi preme moltissimo far sapere ad ogni dipendente e collaboratore quanto prezioso sia stato il loro contributo alla realizzazione dei risultati ottenuti”.

Meloni: Parco 3A risorsa strategica per la Regione Umbria

L’assessore regionale all’Agricoltura e Agroalimentare, Simona Meloni, ha commentato: “Accogliamo con soddisfazione l’approvazione del bilancio e la nomina di Devis Cruciani a nuovo amministratore unico della società. Il Parco 3A è una risorsa strategica per la Regione Umbria: rappresenta un supporto tecnico fondamentale alla nostra programmazione e un punto di riferimento per la valorizzazione delle produzioni agricole e agroalimentari del territorio. Siamo certi che, attraverso un lavoro condiviso, sarà possibile rafforzare ulteriormente la funzione della società al servizio delle imprese, dei cittadini e della sostenibilità. A nome di tutti i soci – come rimarcato in seno all’Assemblea – desidero esprimere un sentito ringraziamento all’Amministratore Serafini per la competenza, la professionalità e la costante disponibilità al confronto che hanno contraddistinto il suo operato. Il lavoro svolto in questi anni, sempre improntato a trasparenza e spirito di collaborazione, ha contribuito in modo significativo al raggiungimento di risultati solidi, come attestano anche i dati di bilancio. Consideriamo strategico il rafforzamento dell’area di supporto alla programmazione regionale, che rappresenta per l’assessorato un punto di riferimento concreto e competente nel lavoro quotidiano. Riteniamo inoltre molto stimolante il contributo offerto in termini di proposta e innovazione per lo sviluppo di nuove funzioni a servizio della comunità agricola. Infine, sottolineiamo il valore del connubio tra produzioni agricole di qualità e promozione turistica, che rende queste eccellenze strumenti autentici di narrazione e scoperta delle tradizioni e delle unicità dei nostri territori”.

Soddisfazione è stata espressa anche dagli altri soci presenti, in particolare da Antonino Ruggiano, presidente della Conferenza dei soci per il Comune di Todi, e da Federico Sisti, delegato della Camera di Commercio dell’Umbria. Tutti i soci hanno concluso con un augurio di buon lavoro al nuovo Amministratore.

“Nero d’estate”, a Valtopina si è aperta la festa del tartufo: il programma

Si è aperta a Valtopina la festa del tartufo estivo, ‘Nero d’estate’, in programma fino a domenica 29 giugno, organizzata dal Comune in collaborazione con la Proloco.

Musica dal vivo, mercatini, passeggiate, equiraduno, incontri, mostre, laboratori e naturalmente buon cibo stanno animando il borgo umbro e il suo territorio.

Si parte venerdì con la cena inaugurale in piazzetta del Teatrino (prenotazione obbligatoria), tra sapori autentici e atmosfera conviviale, cui seguirà il live show ‘Pop experience’ di Officina 75, per un viaggio nei grandi successi degli anni ’70, ’80 e ’90.

Sabato 28 alle 16 spazio alla ‘Passeggiata del cavatore’ con gli amici a quattro zampe a seguito, immersi nella natura. L’appuntamento è in piazzetta del Teatrino, per un percorso di circa sei chilometri fino a Pasano, dove all’arrivo è prevista anche la benedizione dei cani. In cammino ci saranno i tartufai dell’associazione Tuber Terrae – area del monte Subasio, con i quali scoprire i segreti della cerca e cavatura del tartufo (prenotazione obbligatoria entro il 27 giugno, info e iscrizioni: Chiara, 334.7609238, Mirko, 392.1887605).

Ogni giorno, poi, dalle 16 a mezzanotte, c’è il Mercatino dei prodotti tipici, artigianali e punti di ristoro a base di tartufo dislocati nelle vie del paese, con proposte ‘mordi e fuggi’. C’è anche un’area dedicata ai più piccoli, in piazza Unità d’Italia, attiva dalle 17 e a cura dell’associazione Alpa circolo ippico asd di Nocera Umbra. Chiuderà la serata di sabato lo spettacolo ‘Ridiamo fino alle lacrime’, con i doppiaggi comici delle Pere Cotogne, alle 21 in piazzetta del Teatrino.

La domenica inizia con l’Equiraduno del cavatotore alle 9, trekking a cavallo per i sentieri del tartufo, a cura di Alpa circolo ippico asd, (informazioni: 373.5293354). Il pomeriggio, alle 16 nel centro Giovani, è in programma la mostra convegno ‘Le erbe spontanee del periodo estivo’, con il professore Luciano Loschi, presidente dell’Accademia italiana piante spontanee, un’occasione imperdibile per scoprire il valore, le proprietà e gli usi delle erbe spontanee.

A seguire, il laboratorio per bambini ‘Cuochi in erba’, momento creativo e divertente per i più piccoli, alla scoperta del mondo delle erbe spontanee e della cucina naturale. Alle 17 ancora un’iniziativa per i bambini, in piazza Unità d’Italia, a cura dell’associazione Alpa circolo ippico asd e nel borgo sarà tutto un rullare di tamburi, con l’esibizione finale in piazzetta del Teatrino. Sempre qui, alle 21, è in programma l’intrattenimento musicale di Mirko e il ‘suo’ karaoke.

Da non perdere, sabato e domenica dalle 16, le dimostrazioni del vivo, intrecci e non solo, al Museo del ricamo e del tessile, a cura della Scuola di ricamo di Valtopina e la mostra ‘La bellezza salderà il conto’, di Luca Vannozzi, in biblioteca, dove alle 16 si terrà l’incontro con l’autore.

Valfabbrica, chiusura per lavori sulla Perugia – Ancona

Sarà chiusa al traffico per un giorno e due notti, a partire dalle 21:00 di lunedì 30 giugno fino alle 6:00 di mercoledì 2 luglio, la strada statale 318 “di Valfabbrica” (direttrice Perugia-Ancona). Una misura, spiega Anas, necessaria per consentire l’esecuzione di alcune attività di cantiere nell’ambito dei lavori in corso per l’ampliamento a quattro corsie.

Il traffico sarà deviato sul vecchio tracciato della statale con uscita obbligatoria allo svincolo di Valfabbrica e rientro allo svincolo di Casacastalda per il traffico in direzione Ancona (viceversa per il traffico in direzione Perugia).

Per contenere i disagi al traffico e ridurre al minimo la durata della chiusura, le operazioni si svolgeranno 24 ore su 24 senza interruzione.

I lavori

Nel tratto interessato saranno realizzati gli scavi di due bypass che serviranno a collegare trasversalmente le due canne della galleria Casacastalda e che consentiranno l’evacuazione in caso di emergenza, nonché l’accesso dei mezzi di soccorso in caso di incidente. Complessivamente sono previsti cinque bypass, di cui quattro pedonali e uno carrabile.

I lavori di raddoppio a quattro corsie, per un investimento complessivo di 135 milioni di euro, consistono nella realizzazione della seconda carreggiata, affiancata a quella già esistente e aperta al traffico nel 2016 in variante al vecchio tracciato della statale.

Il tratto da raddoppiare è lungo circa 3 km di cui 2,4 km in galleria: la galleria “Casacastalda”, lunga 1.545 m, e la galleria “Picchiarella”, lunga 874 metri. Comprende anche due viadotti per 190 metri complessivi: il viadotto “Tre Vescovi” e il viadotto “Calvario”.

Orvieto cardioprotetta, incontro per far ripartire il progetto

Come e perché si è arenato il progetto “Orvieto città cardioprotetta”? E’ possibile rilanciarlo ed eventualmente su quali basi?

Dell’argomento si parlerà nel corso di un incontro pubblico che il club Amici della stampa ha organizzato per venerdì 27 giugno alle 17 al museo Greco di piazza Duomo ad Orvieto per fare il punto sul progetto legato all’installazione dei defibrillatori che l’associazione “Amici del cuore” aveva promosso con l’ambizioso obiettivo di fare di Orvieto una delle prime città cardioprotette d’Italia. Un progetto che avrebbe dovuto prendere ufficialmente le mosse nel 2017, ma che è stato invece smantellato poco dopo.

“L’incontro dovrà servire a capire cosa è successo in quel periodo e per quale motivo la grande mobilitazione promossa dall’associazione “Amici del Cuore” che aveva portato anche allo svolgimento di corsi per rianimatori di centinaia di persone e alla raccolta di donazione per decine di migliaia di euro non sia andata a buon fine – spiegano i promotori dell’iniziativa – ma soprattutto sarà utile capire se sia possibile riproporre il progetto e, casomai, con quali condizioni e modalità organizzative e gestionali”.

L’incontro sarà aperto da un intervento di Giampiero Giordano, cardiologo, animatore dell’associazione “Amici del cuore” e promotore del progetto. Parlerà poi Giuseppe Germani, ex sindaco di Orvieto, in carica nel periodo in cui l’iniziativa avrebbe dovuto diventare pienamente operativa. Sarà poi la volta di Annalisa Mierla, vice sindaco di Umbertide che illustrerà il funzionamento di “Umbertide cardioprotetta”. Seguiranno interventi da parte del pubblico.

Proroga Zona Franca Urbana Sisma 2016, Confartigianato: “Bene, ora una strategia più ampia per ripartenza economica e sociale”

“Un piccolo ma significativo passo avanti nel percorso di rilancio dei territori colpiti dal sisma del 2016”. Così Confartigianato Imprese Terni accoglie la notizia della proroga della Zona Franca Urbana, che assicura sgravi economici alle imprese nelle zone del cratere del sisma 2016.

Un intervento agevolativo, evidenzia Confartigianato, che, seppur limitato nel tempo, continua a offrire un sostegno concreto alle imprese locali, aiutandole a far fronte alle difficoltà ancora presenti.

“È fondamentale che misure come questa – si legge nella nota dell’associazione – si inseriscano in una strategia più ampia e duratura per garantire una vera ripartenza economica e sociale delle aree terremotate. La piccola economia nelle zone montane del cratere sismico del 2016 rappresenta un pilastro essenziale non solo per la ricostruzione fisica dei territori, ma soprattutto per la rinascita delle comunità locali. Artigiani, agricoltori, esercenti e piccole imprese custodiscono saperi, relazioni e identità che danno vita ai borghi e ne garantiscono la stessa esistenza. Sostenere queste realtà significa ricostruire un tessuto sociale vivo, generare lavoro, fermare lo spopolamento e restituire futuro a territori fragili ma ricchi di risorse umane e culturali”.

“La ricostruzione del cratere sismico non può limitarsi al cemento e alle infrastrutture: serve una visione che rimetta al centro le persone, il lavoro e le imprese locali. La piccola economia è il vero motore delle aree montane, perché produce valore, coesione sociale e presidio del territorio. Confartigianato Imprese Terni è accanto agli artigiani e alle micro e piccole imprese al fine di garantire che possano essere protagonisti di un futuro possibile e sostenibile per questi luoghi” dichiara Mauro Franceschini, presidente Confartigianato Imprese Terni

“Nei borghi del cratere ogni bottega, ogni stalla, ogni laboratorio rappresenta una speranza di rinascita -aggiunge Michele Medori, segretario Confartigianato Imprese Terni -. Come Confartigianato crediamo che senza il rilancio delle attività artigiane e produttive, nessuna ricostruzione sarà davvero compiuta. Le comunità si ricostruiscono con il lavoro, la dignità e la continuità delle tradizioni: è questa la sfida che vogliamo vincere insieme”.

(nella foto Mauro Franceschini e Michele Medori)

Fondazione CR Città di Castello, il dottor Leveque è il nuovo presidente

Alessandro Leveque è il nuovo presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Città di Castello. Sarà coadiuvato dal vice-presidente Angelo Benedetti il vice-presidente.

Un cambio di guardia avvenuto nel segno della continuità e dell’attenzione al territorio.

Il Consiglio di amministrazione composto da, Maria Rita Bracchini, Luigi Schettino, Giovanni Cangi, Gianfranco Godioli, Angelo Benedetti, Tommaso Vannocchi e Alessandro Leveque, si è riunito e ha provveduto alla nomina del Presidente e di Vice Presidente, nelle persone di Alessandro Leveque e Angelo Benedetti.

“A nome del Consiglio di Amministrazione e di tutto l’ente – si legge nella nota della Fondazione – esprimiamo la più profonda gratitudine ai Presidenti e a tutti i C.d.A che si sono succeduti nel tempo, figure di altissimo profilo umano e professionale, che con visione, dedizione e spirito di servizio hanno contribuito in modo determinante alla crescita e al prestigio della Fondazione. I loro mandati sono stati caratterizzati da uno straordinario senso istituzionale e dalla capacità di coniugare valori fondanti con azioni concrete e durature.”

Con il nuovo CdA, la Fondazione intende proseguire con determinazione il cammino tracciato, rinnovando il proprio impegno a favore del territorio, dei cittadini e delle nuove generazioni. Il nuovo consiglio di amministrazione porta con sé un profilo autorevole, radicato nei principi di responsabilità sociale, innovazione e apertura al dialogo, elementi centrali per affrontare con fiducia le sfide future. Il cambio al vertice rappresenta non solo un passaggio formale, ma l’occasione per ribadire con forza il ruolo della Fondazione come istituzione viva, capace di ascoltare, costruire e generare valore in maniera inclusiva e trasparente.

“La comunità rimane al centro della nostra missione – ha dichiarato il neo presidente Leveque – e continueremo, con spirito rinnovato, a mettere in campo idee, risorse e progettualità in grado di contribuire in modo tangibile al benessere collettivo”.

Chi è Alessandro Leveque

Leveque ha iniziato la sua attività professionale nel 1987 come Ufficiale Medico presso la Legione Carabinieri di Perugia, per poi ricoprire, dal 1990 al 1994, il ruolo di Medico fiduciario della Polizia di Stato. In parallelo, tra il 1989 e il 2012 ha esercitato la libera professione in regime convenzionato, dedicandosi in particolare all’endocrinologia, alle malattie metaboliche e alla scienza dell’alimentazione, anche con incarichi di direzione sanitaria in strutture private. Dal 1992 al 1993 è stato Medico di Medicina Generale convenzionato con il SSN nell’ambito territoriale di Spoleto. Nel marzo 1993 ha intrapreso la sua lunga esperienza nel campo della nefrologia, diventando Dirigente Medico e poi responsabile di una Struttura Semplice di Dialisi presso l’U.O. di Nefrologia dell’Ospedale di Città di Castello, incarico mantenuto fino a dicembre 2006. Nel 2007 è stato nominato responsabile aziendale della U.O. Nefrologia e Dialisi della ASL 1, proseguendo dal 2013 come responsabile della Struttura Semplice Dipartimentale di Nefrologia e Dialisi degli Ospedali dell’Emergenza-Urgenza.

Dopo un breve incarico di direzione ad interim nel 2016, nello stesso anno ha vinto il concorso pubblico per la Direzione dell’Unità Operativa, ruolo che ricopre tuttora con continuità. Leveque si è sempre distinto per una visione umanistica della medicina, con un impegno concreto nel porre il paziente al centro del percorso di cura. Sotto la sua guida, l’Unità Operativa ha promosso modelli assistenziali orientati all’ascolto, alla personalizzazione delle terapie e alla qualità della vita dei pazienti nefropatici. Questo approccio, fondato sull’integrazione tra competenza clinica, innovazione e attenzione alla persona, rappresenta il cardine della sua attività professionale.

La Fondazione

La «Fondazione Cassa di Risparmio di Città di Castello» è la continuazione ideale della Cassa di Risparmio di Città di Castello fondata da un’associazione di privati cittadini e riconosciuta dal Governo Pontificio col rescritto del 10/2/1855 e dal Governo italiano con regio decreto del 13/4/1862. La Fondazione è una persona giuridica privata a base associativa ed è dotata di piena autonomia statutaria e gestionale. La Fondazione svolge la sua attività prevalentemente nel territorio di tradizionale radicamento e precisamente nei comuni di Città di Castello, San Giustino, Montone, Citerna, Umbertide, Lisciano Niccone, Pietralunga, Monte Santa Maria Tiberina, con particolare attenzione al territorio tifernate. La Fondazione non ha fini di lucro e persegue esclusivamente scopi di utilità sociale e di promozione dello sviluppo economico. Nel perseguire gli scopi di utilità sociale la Fondazione indirizza la propria attività nei settori dell’arte, della conservazione e valorizzazione dei beni e delle attività culturali e dei beni ambientali, dell’istruzione, della ricerca scientifica, della sanità e dell’assistenza alle categorie sociali deboli.