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Autore: Redazione

Infrastrutture, turismo, export: confronto in Camera di commercio tra Proietti e Mencaroni

Prima del convegno su “Turismo, cultura, sport e inclusione per lo sviluppo del territorio”, nella Sala Giunta della Camera di Commercio dell’Umbria, a Perugia, si è tenuto l’incontro ufficiale tra la governatrice della Regione, Stefania Proietti, e il presidente dell’Ente camerale, Giorgio Mencaroni. Un incontro al quale hanno partecipato i rispettivi staff tecnici, tra cui il capo di gabinetto Nicodemo Oliverio, il segretario generale della Camera, Federico Sisti, e i vice segretari generali Mario Pera e Giuliana Piandoro.

Il dialogo ha permesso di toccare tutti i principali dossier strategici, con un’ottica concreta e costruttiva. Dallo sviluppo dell’aeroporto San Francesco d’Assisi alla questione Alta Velocità, dalla valorizzazione delle filiere produttive umbre alla promozione del marchio “Umbria Cuore Verde d’Italia”, fino all’attrazione di investimenti e alla spinta all’export: la condivisione degli obiettivi si è tradotta in un’agenda operativa.

Al centro del confronto anche il tema dell’innovazione, declinata come leva per la competitività territoriale e come attrattore per nuove imprese. La Camera di Commercio continuerà a essere soggetto attivo nella digitalizzazione delle PMI umbre, grazie all’attività del PID e al rafforzamento del legame con i Digipass regionali.

Uno dei pilastri della collaborazione è rappresentato dal settore turistico. È in fase di aggiornamento il protocollo triennale che ha portato alla creazione dell’Organismo di Gestione della Destinazione (OGD) e alla definizione congiunta della nuova legge regionale sul turismo. La Regione ha riconosciuto alla Camera il ruolo di Organismo Intermedio per l’attuazione di bandi, come quello da 720.000 euro per la promozione della destinazione Umbria, gestito secondo un modello innovativo e condiviso.

Spazio importante anche al tema giovani: mismatch tra domanda e offerta di lavoro, formazione, orientamento e rientro dei talenti dall’estero. L’obiettivo è costruire una rete solida tra scuola, università, mondo del lavoro e istituzioni, potenziando strumenti come tirocini, assegni di ricerca, borse di studio e incentivi alle assunzioni. È in fase di elaborazione un tavolo congiunto per definire nuove linee di intervento, con particolare attenzione alle competenze digitali e green.

Il rilancio dell’attrattività territoriale passa anche per un piano comune sull’attrazione di capitali. Il modello “Invest in Umbria”, sostenuto da Regione e Camera, mira a integrare servizi, promozione e supporto alle imprese. Tra le azioni condivise: roadshow, sportelli unici, voucher digitali, semplificazioni amministrative.

Rilevante anche il confronto sulla possibilità di istituire una Zona Logistica Semplificata (ZLS) interregionale Umbria–Marche, sfruttando le nuove opportunità normative. Sul versante infrastrutturale, è stato confermato l’impegno per la valorizzazione dell’aeroporto regionale, la rete ferroviaria e le opere strategiche come il Quadrilatero, con la CCIAA che ha già contribuito con oltre 12 milioni di euro al loro sviluppo.

Più che un semplice scambio istituzionale, l’incontro ha rappresentato un momento di allineamento operativo, con l’intenzione chiara di consolidare un metodo permanente di dialogo.

“Fare squadra significa ascoltare, progettare e decidere insieme, e questo incontro dimostra che in Umbria si può fare. Abbiamo una visione condivisa e la volontà di renderla realtà” ha dichiarato la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti.

“Collaborare tra istituzioni significa moltiplicare le risposte ai bisogni del territorio. Il clima che si è respirato oggi è quello giusto per costruire cose concrete, in tempi rapidi” le parole presidente della Camera di Commercio dell’Umbria, Giorgio Mencaroni.

Più fondi per l’Avviso Rinnova, Confesercenti: attenzione alle imprese di qualità

Confesercenti Umbria accoglie con soddisfazione la decisione della Giunta regionale, di aumentare con 655.916,03 euro la dotazione per l’“Avviso Rinnova”, misura strategica finalizzata alla riqualificazione delle imprese commerciali umbre. Consentendo in questo modo di sostenere ulteriori 37 progetti che, pur essendo risultati ammissibili, non avevano potuto essere finanziati a causa della limitatezza dei fondi disponibili.

Per il presidente di Confesercenti Umbria, questo importante provvedimento, proposto dall’assessore allo Sviluppo economico Francesco De Rebotti, rappresenta un segnale concreto di attenzione e sostegno al tessuto produttivo regionale, in particolare nei territori montani e nelle aree interne: “Dimostra l’attenzione della Regione alle nostre richieste di valorizzare le imprese di qualità, favorendo la riqualificazione strutturale, l’ammodernamento tecnologico e il miglioramento dell’offerta commerciale dei piccoli esercizi in una contingenza particolarmente difficile per il commercio di prossimità”.

Aggiunge Granocchia: “Siamo stati critici in altri passaggi, ma non possiamo oggi non essere soddisfatti e quindi esprimere la nostra approvazione quando le scelte vanno nella giusta direzione”.

Confesercenti Umbria assicura che continuerà a collaborare con le istituzioni per promuovere interventi che rafforzino il ruolo del commercio di prossimità come presidio economico e sociale fondamentale per le comunità umbre.

C’è Umbria Jazz, Filt e Cisal rinviano al 26 luglio lo sciopero del trasporto locale

Le organizzazioni sindacali Filt Cgil e Faisa Cisal, hanno rinviato lo sciopero di 4 ore del Trasporto pubblico locale regionale inizialmente programmato per venerdì 18 luglio. Filt Cgil e Faisa Cisal hanno spostato lo sciopero a sabato 26 luglio, con le medesime modalità, 4 ore dalle 20 alle 24.

Una decisione maturata “per senso di responsabilità”, hanno spiegato i segretari generali dei due sindacati, Ciro Zeno e Cristian Di Girolamo, all’uscita dall’incontro con il prefetto di Perugia, che si è svolto in Prefettura, alla presenza, online, di rappresentanti della società che gestisce il Tpl umbro. Incontro convocato in merito ai disagi che tale sciopero avrebbe potuto causare vista la concomitanza con lo svolgimento della manifestazione Umbria Jazz a Perugia.

“Siamo semplicemente stati attraversati da un grande senso di responsabilità e abbiamo scelto di rinviare lo sciopero al giorno sabato 26 luglio, nella stessa fascia oraria 20-24 – hanno fatto sapere Zeno e Di Girolamo –. Abbiamo compreso le esigenze della città, anche rispetto alla sicurezza di cui ha bisogno Perugia in queste giornate di festa. Nella stessa misura però chiediamo che le istituzioni abbiamo il buon senso di ascoltare le organizzazioni sindacali. Lo sciopero è stato programmato contro la divisione in quattro lotti del Tpl”.

“Con questo sciopero – hanno sottolineato Filt Cgil e Faisa Cisal – inizialmente programmato per venerdì 18 si è scoperto quanto sia importante il Tpl. Ma importante lo è sempre, solo che non ce ne accorgiamo. Se si va a privatizzare il Tpl si distrugge questo settore. Quindi, al nostro senso di responsabilità, corrisponda un altissimo senso di responsabilità di tutte le istituzioni, dalla Regione al Comune di Perugia, per dire no ai quattro lotti. Lo devono dire tutti insieme, perché altrimenti significa approfittare della bontà delle organizzazioni sindacali. E questa bontà non ci sarà per sempre”.

Nuova Unicoop Etruria, giovedì presidio davanti alla Regione

La Filcams Cgil Perugia ha indetto per giovedì 17 luglio alle 9, in piazza Italia a Perugia, davanti alla sede della Regione Umbria e in concomitanza con la seduta del Consiglio regionale, un presidio dei lavoratori di Unicoop Etruria della provincia di Perugia per chiedere attenzione e risposte da parte delle istituzioni regionali.

La mobilitazione nasce a seguito della fusione tra Unicoop Tirreno e Coop Centro Italia, avvenuta il 1° luglio, che ha dato origine a Unicoop Etruria.

“Una riorganizzazione – lamenta il sindacato in una nota – che sta generando forti preoccupazioni tra il personale, in particolare per la sede di Castiglione del Lago, che rischia la chiusura o un forte ridimensionamento dal momento che la nuova sede legale della cooperativa sarà spostata a Vignale, in provincia di Livorno.

“Nonostante le ripetute richieste – spiega Filcams Cgil Perugia – nessuna forma di garanzia di rimanere nel territorio è stata data ai lavoratori e alle lavoratrici della sede. Ma i timori riguardano anche la sostenibilità di alcuni punti vendita della rete e il magazzino di Castiglione del Lago. Per quanto riguarda il magazzino, i lavoratori chiedono lo stop alle esternalizzazioni e l’avvio di un piano di investimenti concreto, considerando il ruolo dichiarato di centralità che il sito dovrebbe rivestire nella nuova cooperativa”.

Il presidio del 17 luglio segue una lettera aperta inviata dalle Rsu Filcams Cgil di Perugia, il 14 maggio scorso, alla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, agli assessori e ai consiglieri regionali. “Lettera che, a oggi – fa sapere il sindacato –, non ha ricevuto alcuna risposta”.

“Con questa fusione – conclude la Filcams Cgil Perugia –, l’Umbria perde una delle aziende tra le più rilevanti per fatturato. Lanciamo un appello alla politica regionale: è il momento di assumersi le proprie responsabilità e di avviare un confronto vero, trasparente e partecipato”.

Occupazione, export, investimenti, credito: l’economia umbra nel Report Confartigianato

Consegna un quadro dell’economia umbra con luci e ombre il 34° Report Confartigianato su trend economia, congiuntura e MPI, con un focus sull’Umbria.

Il Report, predisposto da Ufficio Studi in collaborazione con Osservatorio MPI Confartigianato Lombardia,
Osservatorio MPI Confartigianato Emilia-Romagna e Ufficio Studi Confartigianato Vicenza, è disponibile sul sito ufficiale dell’associazione, fornisce una lettura approfondita e accessibile dei principali indicatori economici nazionali e locali, con particolare attenzione alle micro e piccole imprese dell’Umbria, al link

 https://www.confartigianatoterni.it/luci-e-ombre-alle-porte-dellestate-202534-report-su-trend-economia-congiuntura-e-mpifocus-umbria/

L’occupazione

Gli ultimi dati disponibili sull’occupazione indicano che al I trimestre 2025 il tasso di occupazione in
Umbria si attesta al 68,1% superando di 5,6 punti percentuali quello medio nazionale, pari al 62,5%.
In un anno il tasso cresce di 1,1 punti, lievemente meglio rispetto al +0,9% del tasso nazionale ed in
accelerazione rispetto alla dinamica registrata nell’anno 2024.
Nel trimestre in esame gli occupati aumentano in Umbria del 2,5% superando di 0,7 punti il +1,8%
degli occupati in Italia. A sostenere la crescita è soprattutto la componente femminile che segna un
+4,6%, spinta doppia rispetto al +2,1% rilevato a livello nazionale, mentre la componente maschile
si ferma a +0,8% mostrandosi inoltre meno dinamica rispetto al +1,7% dell’occupazione maschile
nazionale. Per quanto riguarda la posizione lavorativa, fa da traino il 4,6% degli indipendenti, in
controtendenza rispetto al calo nazionale dello 0,4%, ed i dipendenti si fermano a +1,8% andando
peggio rispetto alla media nazionale di +2,4%.
La domanda di lavoro prevista dalle imprese private con dipendenti di industria e servizi per il
trimestre estivo di giugno-agosto 2025 risulta in salita in Umbria del 4,8% rispetto allo stesso
periodo del 2024 (+16.220 entrate di lavoratori) trainato dal +8,1% delle Micro e piccole imprese
fino a 49 dipendenti (meglio del +7,2% delle MPI in Italia): le MPI nel trimestre in esame
rappresentano il 69,5% delle entrate previste in regione superando il 64,5% rilevato in Italia. Nel
mese di giugno 2025 si rileva però una forte criticità sul fronte della difficoltà di reperimento che
interessa in Umbria il 55,8% delle entrate previste: si tratta del valore più alto tra le regioni che supera
di ben 10,4 punti percentuali la media nazionale di 45,4%. In un anno la difficoltà di reperimento in
regione è stabile (-0,1 punti percentuali) mentre migliora in Italia (-2,2 punti percentuali).

L’export

Le turbolenze che caratterizzano l’attuale periodo, tra conflitti e guerre dei dazi, si stanno riverberando anche sulle esportazioni del made in Italy nel suo complesso.

I dati al I trimestre 2025 mostrano però che le esportazioni di prodotti manifatturieri dell’Umbria cresce del 5,9% superando di 2,9 punti il +3,0% del totale made in Italy: si tratta del quinto maggior aumento tra le regioni. La crescita umbra è trainata dalle esportazioni dei settori di MPI – alimentari, legno, mobili, moda, prodotti in metallo e altre manifatture, soprattutto gioielleria ed occhialeria – che segnano un +9,2% in controtendenza rispetto al -1,3% rilevato a livello nazionale: si tratta del quinto maggior aumento tra le regioni e del secondo tra quelle principali regioni (quota di oltre l’1% dell’export nazionale dei settori).

Approfondendo l’analisi a livello di mercati, crescono le vendite di prodotti delle imprese umbre sui mercati critici di Germania e USA. Nel dettaglio, le esportazioni in Germania aumentano del 14,0%
(2° aumento tra principali regioni e 5° tra tutte le regioni), a fronte di una media Italia di +5,3%, e
quelle negli USA toccano il +21,4% (5° aumento tra principali regioni e 5° tra tutte le regioni) quasi doppiando il +11,6% dell’Italia, dato che risente dell’anticipazione di acquisti da parte delle aziende
statunitensi precedenti all’applicazione dei dazi.

Gli investimenti

Nel 2024 in Umbria il 25,4% delle imprese private con dipendenti di industria e servizi ha fatto
investimenti in prodotti e tecnologie a maggior risparmio energetico e/o minor impatto
ambientale, quota leggermente più alta della media del 24,7% e superiore rispetto a quella osservata
l’anno precedente. Per valorizzare gli investimenti in questo campo, il 28,2% delle imprese umbre
che ha effettuato formazione ha scelto di trattare temi dell’ambito della transizione green e della
sostenibilità ambientale (vs 30,6% Italia).
Si attesta a 62,4% la quota di imprese umbre che ha fatto investimenti in almeno un ambito digitale,
cioè adozione delle tecnologie digitali, integrazione delle stesse nell’ambito del proprio modello
organizzativo e sviluppo di nuove soluzioni di business basate sul digitale (vs 66,8% Italia).
Importante anche in questo caso la formazione: il 31,3% delle imprese umbre che ha investito in
digitale ha fatto formazione per il personale già presente in impresa per adeguare le competenze a
nuovi tecnologie e/o modelli organizzativi e di business (vs 32,2% Italia). Entrambe le transizioni per
essere supportate necessitano di competenze che attualmente, complice anche le problematiche
demografiche, le imprese faticano a trovare: le entrate per cui è necessaria l’attitudine al risparmio
energetico sono difficili da reperire nel 57,0% dei casi (il 4° valore più alto tra le regioni), quota
superiore rispetto alla media nazionale di 49,5%, ed è difficile da trovare il 63,6% delle entrate per
cui sono richieste elevate competenze digitali avanzate, cioè applicare tecnologie digitali per innovare
e automatizzare i processi, quota (3° più alta tra le regioni) che anche in questo caso risulta superiore
rispetto alla media nazionale di 53,5%.

Il credito

Le recenti dinamiche poco vivaci degli investimenti a livello nazionale hanno risentito delle
incertezze correlate alla difficile situazione geopolitica e del mercato del credito poco favorevole a
seguito della crescita del costo del credito innescata dalla stretta monetaria attuata nell’Eurozona per
contrastare l’alta inflazione. La situazione è ora in miglioramento e l’allentamento della stretta
monetaria sta iniziando a farsi sentire positivamente sia livello e costo dello stock di credito concesso
alle imprese, ma la situazione resta critica. I prestiti alle imprese a marzo 2025 restano, infatti, in calo
del 3,5% in Umbria, una flessione più che doppia rispetto alla media di -1,5% nazionale e soffrono
maggiormente le piccole imprese che segnano un calo del 6,3%, in lieve miglioramento rispetto al –
6,8% del IV trimestre 2024, ma più marcato rispetto al -5,8% rilevato per le piccole imprese in Italia
a marzo 2025 (era -6,8% nel trimestre precedente). Per quanto riguarda il costo del credito, a marzo
2025 le imprese in Umbria pagano un tasso effettivo di 5,9% di poco superiore alla media nazionale
di 5,7%, ma per le piccole imprese il tasso sale al 9,8% con un divario di ben 420 punti base rispetto
al 5,6% pagato dalle restanti imprese in regione.

Lavoro persone con disabilità, nuove regole per le convenzioni

Approvato dalla Giunta regionale dell’Umbria lo schema di convenzione quadro per la stipula di convenzioni finalizzate all’inserimento lavorativo di persone con disabilità che presentano particolari caratteristiche e difficoltà d’inserimento nel ciclo lavorativo ordinario.

Si tratta – evidenziano da Palazzo Donini – di un passo avanti nell’attuazione dell’articolo 14 del D. Lgs. 10 settembre 2003, n. 276 “Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro di cui alla legge 14 febbraio 2003 n. 303” che prevede la possibilità per i datori di lavoro di assolvere parzialmente agli obblighi di assunzione di personale con disabilità mediante il conferimento di commesse di lavoro alle cooperative sociali. Per assolvere gli obblighi previsti dalla legge n. 68/99 – che impone ai datori di lavoro pubblici e privati di avere alle loro dipendenze lavoratori con determinate forme di disabilità – i datori di lavoro possono infatti stipulare una convenzione con il servizio per il collocamento delle persone con disabilità competente e una cooperativa sociale, per conferire a quest’ultima una commessa di lavoro se si impegna ad assumere almeno una persona con disabilità, individuata dalla stessa cooperativa o dai servizi competenti.

Lo schema di convenzione approvato dalla Giunta supera quello già adottato nel 2023 e che il partenariato sociale ha più volte chiesto di rivedere. “Con questo atto – commenta l’assessore regionale Stefano De Rebotti – confermiamo la volontà della Regione Umbria di rendere sempre più efficaci e concreti gli strumenti per l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità. Abbiamo attentamente considerato le osservazioni delle parti sociali, migliorando così una convenzione che oggi diventa più aderente alle reali esigenze di lavoratori e lavoratrici oltre che della componente datoriale. L’atto è un importante passo avanti anche sul piano culturale, perché costituisce un significativo avanzamento nella costruzione di validi percorsi di inserimento lavorativo che pongono al centro la dignità e le capacità delle persone”.

Appalti, scontro anche con Bandecchi: ma Confartigianato ha portato alla promessa di un tavolo con le associazioni

Dopo lo scambio con l’assessore Iapadre (e con altri membri della Giunta ternana), Confartigianato si era appellata al sindaco di Terni affinché, nel rispetto del Codice degli appalti, fosse data la giusta rilevanza anche ad altri criteri, non solo a quello del massimo ribasso che spesso finisce per penalizzare le imprese locali, come avvenuto per la manutenzione dei cimiteri comunali.

Le parole di Bandecchi

Il sindaco, però, difende il suo assessore. “Confartigianato l’ha fatta fuori dal vasetto, ci ha attaccato a testa bassa sull’assegnazione degli appalti che, peraltro, non è una questione politica ma gestionale. Se ne occupano i dirigenti e i funzionari che sono pagati per questo”.

Bandecchi ha aggiunto: “La nostra attenzione verso le imprese locali l’abbiamo dimostrata con i fatti, diminuendo la pressione fiscale, il costo dei servizi, rilanciando Terni e il suo territorio”.

Posizioni non in linea, tra sindaco e Confartigianato, anche sulle cooperative di tipo B.

Poi, Bandecchi, apre comunque al dialogo anche su questi temi: “Se tutti stiamo al posto nostro io non chiudo mai le porte del confronto, anche se non rinuncio mai a dire quello che penso. Con gli assessori Iapadre e Maggi siamo pronti ad aprire un tavolo di confronto – annuncia – con le associazioni delle categorie produttive. Siamo pronti a discutere di atti di indirizzo sugli appalti ma sempre e comunque nel rispetto delle regole, perché Bandecchi come si sta ultimamente dimostrando, Ie regole le rispetta”.

La replica di Confartigianato

Le parole di Bandecchi costringono Confartigianato a ritornare sulla questione appalti. Sollevata, ricorda l’associazione, “con chiarezza e nell’esclusivo interesse generale è semplice e non eludibile da parte dell’Amministrazione Comunale di Terni”.

“Noi – ribadiscono da Confartigianato – siamo i primi a chiedere il pieno rispetto delle norme, ma il punto è proprio questo: le norme consentono, in modo pienamente legittimo, scelte diverse, più attente alla qualità, alla prossimità territoriale e alla valorizzazione del tessuto imprenditoriale locale. La norma non è in discussione. La volontà politica, sì.

Sostenere – come fanno l’assessore Iapadre e, in modo pedissequo, il sindaco – che “non è possibile fare diversamente” e che “si tratta di scelte tecniche” significa di fatto – prosegue l’associazione – abbandonare le imprese artigiane e PMI del territorio a una concorrenza al massimo ribasso con imprese provenienti da altre regioni, prive di radicamento, visibilità e responsabilità verso la nostra comunità. Politica che ci troverà sempre contrari.

“Prendiamo atto – prosegue Confartigianato – che la questione da noi sollevata ha registrato da parte di vari esponenti dell’amministrazione Comunale di Terni reazioni scomposte e per lo più fuori luogo, tramite comunicati o commenti social, comunque pubblici, che la dicono lunga anche sull’attuale classe dirigente”.

L’associazione ribatte punto su punto: “L’assessore Iapadre ha percepito le nostre osservazioni come un attacco personale. Non lo sono: Confartigianato Terni non ha alcun interesse ad attaccare individualmente chi ha un ruolo più o meno politicamente rilevante nelle scelte strategiche”.

E ancora: “L’assessore Maggi ha affermato – falsamente – che non facevamo critiche alle precedenti amministrazioni. Invece noi facciamo critiche e anche apprezzamenti alle amministrazioni unicamente nell’interesse generale delle imprese Artigiane e PMI del territorio, che sono gli unici soggetti ai quali, noi, dobbiamo e vogliamo fare riferimento. La nostra storia parla per noi e dimostra l’esatto contrario. Oltretutto sottolineiamo la difficoltà a comprendere il senso delle affermazioni di Maggi: prima rivendica di essere stato lui a fare tutti gli appalti della provincia e dei comuni del territorio per decenni e poi di non avere mai ricevuto una critica, non per suo merito ma per accondiscendenza alla sinistra che governava. Non si capisce se si riferisce a una accondiscendenza generale o sua personale, o a entrambe, altrimenti il ragionamento non ha senso”.

Prosegue la nota: “Il vicesindaco Corridore ci ha accusati di fare politica. Queste sono etichette inutili e offensive, che servono solo a evitare di rispondere nel merito delle questioni”.

Confartigianato chiarisce: “È tempo di ristabilire i ruoli: chi governa deve rispondere ai cittadini, alle imprese, agli enti esponenziali e a tutta la comunità dei risultati della propria azione amministrativa; noi rappresentiamo gli interessi legittimi delle imprese artigiane e PMI del territorio, come è nostro dovere, e continueremo a farlo con coerenza e indipendenza, come sempre abbiamo fatto. E per chi avesse la tentazione di darci lezioni, precisiamo una cosa molto semplice: non ci servono ‘maestrini’ per sapere come svolgere il nostro lavoro. Lo facciamo da decenni, con serietà, ascolto e concretezza. Non cerchiamo visibilità, ma soluzioni. Ci limitiamo a rilevare che gli intendimenti politici e le rassicurazioni ricevute in passato da questa Amministrazione erano ben diverse da ciò che stiamo vedendo oggi negli atti concreti.
L’Amministrazione predica bene e razzola male. E nel farlo, come direbbe lo stesso sindaco, l’ha fatta fuori dal vaso”. Insomma, accuse rispedite al mittente.

Confartigianato Terni esprime “il massimo rispetto per gli impegni imprenditoriali e politici del sindaco Stefano Bandecchi. Il suo dinamismo personale e il percorso nazionale che ha intrapreso meritano attenzione e sinceri auguri di successo. Tuttavia – aggiunge – riteniamo doveroso ricordare che Bandecchi è stato eletto per amministrare la città di Terni. E amministrare significa anche occuparsi, nel merito e con responsabilità, delle scelte che riguardano lo sviluppo economico, l’occupazione e il futuro delle imprese artigiane e PMI locali. Se anche il sindaco non vede la differenza tra scelte tecniche e politiche e si adegua di fatto alle decisioni dei tecnici che incidono sugli stipendi di tante famiglie ternane e sulla sopravvivenza di molte imprese – chiarisce – dovremmo concludere che anche questo mandato amministrativo sarà una occasione persa per il rilancio delle politiche territoriali”.

“Da parte nostra – conclude Confartigianato – di sicuro, continueremo a svolgere il nostro compito, con serietà e nel solo interesse delle imprese e degli imprenditori di Terni”.

Città di Castello, Fiera di San Bartolomeo senza animali a rischio “Lingua blu”

La Fiera di San Bartolomeo, con la Mostra Zootecnica, si svolgerà a Città di Castello, dal 22 al 24 agosto. Ma a causa dell’epidemia di Blue tongue, “Lingua blu”, che sta interessando anche l’Umbria, la manifestazione non ospiterà bovini, ovini e caprini per evitare rischi inerenti alla diffusione della malattia infettiva.

E’ la decisione presa nel vertice che si è tenuto tra l’amministrazione comunale di Città di Castello, rappresentata dall’assessore al Commercio e al Turismo Letizia Guerri, i responsabili del Servizio Veterinario Pubblico di Sanità Animale del Dipartimento di Prevenzione dell’Usl Umbria 1 e i rappresentanti delle associazioni di categoria.

“Tutela del benessere animale, ma anche salvaguardia e valorizzazione del tessuto imprenditoriale agricolo e zootecnico del territorio, convivono da sempre nella Fiera di San Bartolomeo, ne sono l’essenza e il tratto identitario. Quindi la manifestazione non si snatura, ma anzi sottolinea la propria vocazione, anche di fronte a una decisione che per la prima volta nella sua storia la priva della presenza di specie animali che negli anni sono state grandi attrazioni per i visitatori e hanno valorizzato l’evento”, spiega l’assessore Guerri.

“Per l’amministrazione comunale è fondamentale proteggere animali, aziende agricole e zootecniche del territorio dalle potenziali conseguenze legate alla diffusione della ‘Blue tongue’, perché rappresentano una risorsa umana e una filiera strategica per l’economia dell’Altotevere”. “Non possiamo, dunque, esimerci da questa scelta che però – sottolinea Guerri – non metterà in discussione lo svolgimento della Fiera di San Bartolomeo e non priverà tutti coloro che amano gli animali della Mostra Zootecnica, ma anche delle differenti e nuove attrazioni e forme di intrattenimento alla scoperta del legame imprescindibile e fortemente identitario fra uomo, animali e agricoltura”.

Il 17 luglio a Castiglione la “Notte Gialla Coldiretti”

Giovedì 17 ottobre Castiglione del Lago si tingerà di giallo, tra prodotti agricoli del territorio e divertimento. E’ la “Notte Gialla Coldiretti”, l’evento promosso da Coldiretti Umbria, patrocinato dal Comune e dalla Camera di Commercio dell’Umbria.

Una vera e propria festa del mondo agricolo che animerà il centro storico del borgo lacustre a partire dal tardo pomeriggio, coinvolgendo tre piazze del centro storico (Piazza Mazzini, Piazza Meoni e Piazza Gramsci) e l’Anfiteatro della Rocca Medievale, con un ricco calendario di iniziative pensate per tutte le età. Tutto finalizzato alla valorizzazione e tutela del vero cibo di qualità, che fa bene alla salute, all’economia e al territorio.

Durante l’evento sarà protagonista il Mercato di Campagna Amica, con la vendita diretta dei prodotti del territorio, e non mancherà lo Street Food contadino, per gustare piatti genuini preparati con ingredienti a km zero. In programma anche musica dal vivo, balli, animazione per bambini, laboratori esperienziali e momenti di approfondimento. Tra gli appuntamenti centrali della serata, il Forum dell’Agroalimentare dal titolo “Cibo e territorio: a difesa della nostra agricoltura”, presso l’Anfiteatro, con il contributo di esperti, imprenditori e istituzioni, per riflettere sulle sfide, criticità e opportunità del settore.

“Portare il mondo agricolo nel cuore della città – ha sottolineato Albano Agabiti, presidente Coldiretti Umbria – significa non solo celebrare le nostre radici, ma anche mostrare la vitalità e il valore economico, sociale e culturale dell’agricoltura umbra. La Notte Gialla è un’occasione di incontro tra produttori e cittadini, tra tradizione e innovazione, in un contesto di festa e partecipazione. Con la Notte Gialla portiamo l’agricoltura in mezzo alla gente – ha ribadito Agabiti – per mostrare tutto ciò che il settore primario rappresenta: lavoro, sostenibilità, identità, presidio del territorio. È un’occasione per festeggiare insieme, ma anche per raccontare le battaglie e i risultati ottenuti grazie all’impegno sindacale di Coldiretti. Il Forum dell’Agroalimentare, infatti, sarà un momento di confronto sulle grandi questioni che riguardano il comparto: dalla semplificazione amministrativa, su cui Coldiretti ha ottenuto misure concrete con importanti passi in avanti per ridurre il peso burocratico sulle imprese agricole; al contenimento della fauna selvatica, in particolare dei cinghiali, per proteggere colture e sicurezza pubblica. E ancora, focus sulla nuova Pac, per la quale siamo pronti a mobilitarci, sulle nuove politiche per i giovani agricoltori e sulla difesa del made in Italy”.

“La Notte Gialla – ha proseguito Mario Rossi, direttore regionale Coldiretti – è un evento che unisce il valore del cibo alla relazione diretta con chi lo produce. Iniziative come questa permettono di avvicinare sempre più persone a un consumo consapevole e sostenibile, promuovendo il territorio e l’identità rurale che rende l’Umbria unica nel panorama nazionale. L’iniziativa è aperta a tutta la cittadinanza, famiglie, turisti e curiosi, per vivere un’esperienza autentica che mette al centro le persone, la qualità dei prodotti, il lavoro degli agricoltori e i valori del settore primario, con il protagonismo di chi ogni giorno lo fa vivere. L’evento si svilupperà con una formula che unisce l’informazione alla festa, con musica e animazione, laboratori didattici e giochi per bambini, la Notte dei Colori, spazi dedicati al sociale, sfide culinarie, degustazioni e momenti di approfondimento, come la nostra raccolta firme “Stop cibo falso”, per ribadire l’importanza di tutelare il cibo vero e di qualità, minacciato anche da quello ultra-formulato, e la campagna “Keep calm and bevi vino italiano”, per promuovere il consumo moderato e consapevole di vino. La nostra azione sindacale – ha aggiunto Rossi – è sempre più orientata alla concretezza e legata ai bisogni reali degli imprenditori agricoli. La Notte Gialla è anche questo: un’occasione per raccontare quello che è stato fatto e quanto c’è da fare, continuando ad ascoltare il territorio e rinsaldando il nostro impegno a tutela del lavoro delle imprese”.

“A Castiglione del Lago l’agricoltura sarà al centro dell’attenzione e sotto i riflettori, non solo come motore economico, ma come leva culturale e sociale, capace di animare territori e comunità – ha precisato Simona Meloni, assessore regionale all’Agricoltura, Turismo ed Aree Interne. La Notte Gialla è un evento che ben raffigura la vitalità e le potenzialità del nostro settore primario. Agricoltura, turismo rurale, filiera corta, giovani agricoltori e tutela del Made in Umbria: sono alcuni dei pilastri su cui continuare a lavorare per costruire un territorio sempre più forte e attrattivo”.

“La Notte Gialla Coldiretti – ha affermato Federico Sisti, segretario generale della Camera di Commercio dell’Umbria – rappresenta un’iniziativa di grande valore per il tessuto economico e sociale, capace di mettere in luce le eccellenze agroalimentari del nostro territorio in una cornice di partecipazione popolare. Come Camera di Commercio, sosteniamo con convinzione eventi che promuovono il legame tra il mondo produttivo e la comunità, generando valore economico, culturale ed educativo, contribuendo a rendere più attrattivi i nostri borghi, anche in chiave turistica”.

“Siamo felici e orgogliosi di ospitare la prima edizione della Notte Gialla Coldiretti – ha dichiarato il sindaco di Castiglione del Lago, Matteo Burico – un evento che animerà ulteriormente la nostra città, coinvolgendo cittadini e turisti in un’esperienza ricca di significato. Un’occasione per valorizzare il nostro tessuto agricolo-produttivo, esaltando le eccellenze del territorio. Vediamo nell’agricoltura un fattore di sviluppo primario per il nostro territorio: non solo motore economico, ma anche custode del paesaggio, delle tradizioni e della nostra identità. È una leva fondamentale su cui investire per costruire un futuro sostenibile e inclusivo. Castiglione del Lago si conferma così un luogo in cui le tradizioni dialogano con l’innovazione, dove il centro storico si trasforma in un palcoscenico di esperienze autentiche, sapori genuini e riflessioni importanti sul futuro dell’agroalimentare italiano. Un sentito ringraziamento a Coldiretti per aver scelto il nostro territorio come cornice di questa festa, che celebra il lavoro, la passione e la qualità dell’agricoltura italiana”.

Appalti comunali, Confartigianato: così si limitano le imprese del territorio

Confartigianato Terni ancora una volta è costretta a constatare che le politiche seguite negli appalti dal Comune di Terni e dai propri enti partecipati, “prescindono dalla finalità di promuovere il lavoro e lo sviluppo delle PMI del territorio, quando addirittura non la ostacolano direttamente”.

L’attuale normativa nazionale – ricorda l’associazione di categoria – consente sempre di più di difendere e far sviluppare le PMI dei territori con strumenti diretti a limitare i ribassi anomali nell’aggiudicazione degli appalti e a dare premi valutativi secondo il criterio della prossimità geografica.

In tal senso, molti Comuni che hanno a cuore lo sviluppo del territorio inseriscono criteri di valutazione ambientale e gestionale, invitano operatori con sede nella regione con criteri di minor prezzo uniti a criteri di filiera corta, introducono criteri premiali di prossimità (come quelli previsti dall’ art. 108 del nuovo codice degli appalti), valorizzano le risorse locali.

Nonostante questo, rileva Confartigianato, l’Amministrazione comunale di Terni ancora una volta ha deciso di non applicare questi strumenti legislativi e “di procedere imperterrita nella ormai lunga prassi amministrativa, che non possiamo considerare casuale, tendente a preferire le offerte al massimo ribasso di imprese di altri territori anche quando presentano ribassi del tutto esorbitanti rispetto al mercato locale”.

Lavori manutenzione cimiteri

Con Determina dirigenziale del 4 luglio il Comune di Terni ha infatti aggiudicato lavori di manutenzione straordinaria da eseguirsi nel cimitero urbano e nei cimiteri suburbani comunali per la durata di un anno per un importo totale pari a 289.008,69 euro. Alla procedura erano state invitate quattro imprese locali e una di Caserta. Mentre le imprese locali, che hanno partecipato in tre, hanno praticato ribassi in un intervallo molto stretto (tra il 17.80 e il 20.23%), che individua bene il valore economico corretto sul mercato locale, l’impresa di Caserta ha praticato un ribasso del 30.88%, oltretutto proposto perfino sulla parte della sicurezza non ribassabile, offerta che la commissione ha ritenuto comunque ammissibile “in esito al ricalcolo effettuato disapplicando il ribasso ai costi e agli oneri della sicurezza”.

La riserva per le cooperative sociali

A questa politica “contraria agli interessi legittimi del territorio”, che Confartigianato già ha avuto occasione di criticare in altri casi precedenti, “e che purtroppo si sta perpetuando”, si è aggiunta un’altra prassi negativa per le PMI locali, che è quella di emettere appalti riservati alle cooperative sociali di tipo B.
Si tratta di uno strumento certamente previsto dalla normativa nazionale con lo scopo nobile di favorire l’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate, ma esso, se utilizzato in modo continuo e sistematico trasformandolo da eccezione a regola – evidenzia Confartigianato – rischia di stravolgere il significato originario e di incaricare un ristretto numero di soggetti, con effetti potenzialmente distorsivi della concorrenza.

Senza contare che la capacità produttiva delle imprese cooperative sociali del territorio non appare molto elevata e quindi si finirebbe comunque per mancare l’obiettivo dell’effettivo inserimento lavorativo di persone svantaggiate.

Gli appalti degli enti partecipati

La stessa logica, rileva Confartigianato, si riflette anche nelle gare d’appalto gestite dagli enti partecipati dal Comune di Terni e da altre aziende pubblico/private operanti nel territorio. Anche in queste realtà, si prediligono spesso criteri che favoriscono il ricorso a operatori esterni al territorio, talvolta con ribassi eccessivi. Mentre la difesa e la promozione di un patrimonio di PMI locali con competenze e prassi in grado di collegare e integrare agevolmente i processi produttivi tra appaltanti e appaltatori e quindi pervenire a più alti livelli di efficacia e di efficienza non viene tenuta in nessun conto.

L’appello di Confartigianato

“È fondamentale – è l’appello dell’associazione – che anche gli enti partecipati adottino politiche più attente al tessuto imprenditoriale del territorio, allineandosi ai principi di prossimità e sostenibilità economica che dovrebbero guidare ogni azione legata agli appalti pubblici. Anche le politiche generali dei lavori pubblici possono essere migliorate, un caso per tutti la situazione delle manutenzioni degli asfalti che necessita di molti interventi con un equilibrio virtuoso tra interventi di piccola manutenzione di emergenza, come le buche stradali, e interventi di rifacimento del manto e del fondo stradale per lunghi tratti: invece una politica che si concentra eccessivamente sui piccoli interventi (macchina tappabuche) rischia alla fine dei conti di non essere né efficiente, né efficace, con il risultato che si fa molta comunicazione mentre si incide poco sulla situazione reale”.

Confartigianato Terni rinnova l’appello all’Amministrazione comunale di Terni affinché ripensi le politiche degli appalti e delle manutenzioni, sia proprie che degli enti partecipati, “perché troppo orientate ai piccoli interventi, perché considerano normali e desiderabili offerte con ribassi eccessivi, invitando imprese che operano a centinaia di chilometri di distanza, con il rischio concreto di lavori sottocosto e di compressione del livello della qualità e infine perché ricorrono eccessivamente alla riserva per le cooperative sociali, con il rischio di snaturare la concorrenza e lo stesso strumento di inclusione.
Così facendo, si schiaccia l’imprenditoria locale, si riduce la concorrenza sana e si compromette la fiducia dei cittadini, oltretutto in un momento storico nel quale, essendo l’ente uscito dalla procedura di dissesto, non è più assillato da problemi di bilancio”.

“Terni – si conclude la nota di Confartigianato – merita una politica degli appalti equa, trasparente, aperta e orientata in primo luogo alla qualità e alla sicurezza, che promuova le imprese del territorio che aderiscono a questi criteri, non un mercato dove vince chi taglia di più. È tempo di cambiare rotta: non si tutela il bene pubblico con il massimo ribasso”.