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Autore: Redazione

Rider investito a Terni, la denuncia di Nidil Cgil per il nuovo incidente sul lavoro

Il sindacato: si alimenta una malsana competizione fra ultimi sottoposti a continue pressioni per massimizzare i guadagni

Ancora un grave infortunio sul lavoro a Terni, in via Eroi dell’Aria, dove un rider è stato portato in ospedale dopo essere stato investito da un’auto mentre effettuava consegne in sella alla sua bicicletta.

Nidil Cgil Terni parla di “una mattanza continua che deve interrogarci tutti e che conferma la nostra regione e la nostra provincia maglia nera in relazione alla sicurezza sul lavoro”.

“I rider – sottolineano dal sindacato – rappresentano la punta dell’iceberg di un modello di sviluppo basato sullo sfruttamento, che scarica sui lavoratori ogni responsabilità e che alimenta una malsana competizione fra ultimi sottoposti a continue pressioni per massimizzare i guadagni, percorrendo in media 20 chilometri al giorno per paghe che si attestano tra i 50 e i 200 euro lordi a settimana. Lavoratori che, per il 90 per cento, hanno contratti che non garantiscono tutele fondamentali, che lavorano sette giorni su sette, fino a dieci ore al giorno. Secondo l’osservatorio permanente del Nidil, il 60 per cento degli infortuni occorsi ai rider non viene dichiarato e denunciato all’Inail”.

“Basti pensare – prosegue la Nidil Cgil di Terni – a quanto avvenuto in diversi territori durante le ultime alluvioni: rider in mezzo all’allerta meteo, a rischio della propria vita, perché alcune piattaforme non hanno sospeso le consegne. Davvero un panino vale più di una vita? Le attuali condizioni del mercato del lavoro vanno assolutamente cambiate per riconsegnare al lavoro il giusto valore sociale. In relazione alla sicurezza dei rider, è appena uscito un vademecum a cura di Nidil Cgil e Inca nazionale sugli infortuni e le malattie professionali dei ciclofattorini. Rilanciamo la necessità di una normativa regionale che coinvolga le rappresentanze sindacali. Come Nidil Terni esprimiamo vicinanza al lavoratore vittima del grave infortunio, augurando una pronta guarigione”.

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Ccnl Telecomunicazioni, in Umbria chiamati allo sciopero 2.500 lavoratori

Lunedì mattina presidio davanti della sede di Confindustria a Perugia indetta dalle sigle sindacali Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil

Lunedì 31 marzo scioperano i lavoratori del settore delle telecomunicazioni. Le sigle sindacali Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil hanno infatti indetto uno sciopero per un intero turno lavorativo per chiedere il rinnovo del Ccnl (Contratto collettivo nazionale di lavoro) Telecomunicazioni, scaduto ormai da oltre due anni.

In concomitanza, per sostenere le rivendicazioni, i sindacati hanno anche organizzato un presidio sotto la sede di Confindustria Umbria, a Perugia, a partire dalle 10. A essere interessati dalla protesta, nelle due province, sono circa 2.500 lavoratori.

“Il confronto con le parti datoriali – fanno sapere le organizzazioni sindacali – è in una fase di stallo da dicembre. Se la discussione sulla parte normativa è stata molto accesa, ma al contempo proficua, trovando una sintesi su quasi tutti i punti oggetto di confronto, relativamente alla parte economica l’atteggiamento di alcune aziende capofila delle Telco ha determinato un’incomprensibile fase di stallo. È sempre più evidente che a causa della miopia del management delle aziende che ha guidato questo settore per anni, e la totale assenza di logica in prospettiva industriale di un settore strategico per il Paese, da parte dei vari governi succedutisi nell’ultimo decennio, il settore delle telecomunicazioni perde oltre un miliardo di ricavi all’anno. Sta emergendo chiara la rabbia delle lavoratrici e dei lavoratori, indisponibili a pagare le conseguenze delle scelte governative e manageriali. I fenomeni inflattivi dei precedenti anni hanno messo a dura prova il potere di acquisto, e con forza emerge la richiesta di un rinnovo di contratto che restituisca un giusto aumento salariale”.

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Bandecchi presidente della Provincia di Terni, Presciutti a Perugia

Il sindaco della città dell’acciaio Stefano Bandecchi è il nuovo presidente della Provincia di Terni. Bandecchi ha ottenuto il 41,4% dei voti, superando Lorenzo Lucarelli (29,2%) e Roberta Tardani (29,4%).

Per la Provincia di Perugia si afferma il candidato del centrosinistra, il sindaco di Gualdo Tadino Massimiliano Presciutti, che ottiene 49794 voti, rispetto ai 35684 voti ponderati della rappresentante del centrodestra, la sindaca di Castel Ritaldi Elisa Sabbatini.

Voto, quello di Perugia, dall’esito scontato. L’attenzione era rivolta a Terni, con Bandecchi, ancora una volta, a scompaginare la disputa tra destra e sinistra.

Con le schede azzurre, quelle Comuni fino a 3 mila abitanti, il sindaco di Terni ha ottenuto 55 voti assoluti, l’avversario di centrosinistra Lorenzo Lucarelli 90 e la candidata di centrodestra Roberta Tardani 69. Nelle lschede arancioni, quelle dei Comuni che hanno tra i 3 mila e i 5 mila abitanti, Bandecchi ha limitato i danni. Mentre nelle schede rosse, quelle dei comuni tra i 10 mila e i 30 mila abitanti, il primo cittadino di Terni ha raccolto solo 3 voti. Ma nelle schede viola, quelle dei Comuni dai 100 mila ai 250 mila abitanti, Bandecchi ha conquistato 22 preferenze, staccando gli avversari e ottenendo la vittoria.

Le congratulazioni ai due nuovi presidenti delle Province sono arrivati anche da Stefania Proietti, presidente della Regione Umbria, a nome della Giunta, auspicando una proficua collaborazione istituzionale “a beneficio dei territori e dei cittadini”.

Coldiretti, ad Agriumbria 12 tavoli tematici

Sono 12 i tavoli tematici riuniti da Coldiretti ad Agriumbria, per un confronto di oltre cento tra imprenditori agricoli, rappresentati di Enti ed Istituzioni, esperti di settore e stakeholder, sui maggiori temi di interesse e di attualità per vari comparti dell’agricoltura e dell’agroalimentare regionale. Le indicazioni e gli spunti più importanti, con le necessità e le prospettive del settore primario che ne sono scaturiti, sono stati presentati dal presidente Coldiretti Umbria Albano Agabiti nello stand Coldiretti ad Umbriafiere, con l’intervento dell’assessore regionale Simona Meloni, di Stefano Ansideri presidente Umbriafiere, dell’europarlamentare Dario Nardella e del sindaco di Bastia Umbra Erigo Pecci.

Gestione del rischio

A fronte anche delle gravissime difficoltà che pesano sulle imprese agricole a causa degli effetti dei mutamenti del clima, le assicurazioni agricole agevolate rimangono fondamentali per la difesa delle colture e dei redditi. Anche per questo, serve agire con sempre maggior tempestività nell’ambito dei pagamenti relativi. Continua il lavoro per giungere ad una riforma ottimale, delle agevolazioni del sistema assicurativo per l’agricoltura.

Olio

Dopo le positive esperienze dei bandi regionali per il comparto, nella direzione di ammodernamento, aggregazione e competitività aziendale, serve continuare a puntare su promozione, contratti di filiera e valorizzazione dell’olio di qualità certificato. Una DOP quella dell’olio umbro, che ad oggi però purtroppo, non può giovarsi ancora dell’importante ruolo e delle attività di un Consorzio di Tutela.

Turismo e aree interne

Aziende agrituristiche e turismo rurale sempre più centrali per il comparto regionale, pure nelle aree interne e più marginali. Grazie ad un turismo sostenibile ed esperienziale legato ai singoli settori, dall’oleoturismo, all’enoturismo, dal turismo della birra, a quello dei formaggi e del tartufo e alla multifunzionalità, è possibile mettere in campo modelli turistici integrati, che contribuiscono non solo allo sviluppo economico ma anche al mantenimento della coesione sociale.

Cibo e Made in Italy

Per l’associazione, occorre rafforzare un modello virtuoso che lega le produzioni agricole locali del territorio ai cittadini consumatori, come quello proposto dai mercati degli agricoltori di Campagna Amica. Oltre che su una formazione che punti a promuovere i vantaggi della dieta mediterranea e della filiera corta, anche per l’ambiente, serve implementare la presenza del cibo made in Umbria, nei grandi circuiti della Gdo, così come nella ristorazione privata e pubblica. Serve promuovere l’origine certa delle produzioni, arrivare al principio di reciprocità, il potenziamento delle regole e della trasparenza sui cibi fatti in laboratorio e sui prodotti ultraformulati.

Vino

Un settore fondamentale che va ulteriormente sostenuto, ora a maggior regione, viste le possibili minacce delle etichette allarmistiche, ma anche per i risvolti protezionistici dei dazi che penalizzerebbero anche l’export regionale. Serve proseguire a valorizzare qualità e territorio di una delle eccellenze simbolo dell’agricoltura regionale.

Cereali

Anche a fronte dei bassi prezzi all’origine, dell’aumento dei costi di gestione, dovuti pure alle tensioni internazionali, serve insistere su innovazione, sulla qualità e tracciabilità dei prodotti, puntando sulla riorganizzazione dell’offerta e su progetti di filiera, tenendo conto delle peculiarità dei diversi territori e delle aziende.

Acqua e ambiente

Ribadita la necessità di ulteriori investimenti a livello nazionale e regionale per arginare gli effetti dei cambiamenti climatici, siccità in testa, ma anche dissesto idrogeologico, a partire dall’avvio del Piano Invasi proposto da Coldiretti e Anbi; ma occorre pure uniformare il prezzo dell’acqua per gli agricoltori sull’intero territorio regionale, senza difformità, per garantire un’agroalimentare di qualità. Proseguire la lotta al consumo di suolo.

Zootecnia

Costi di gestione per le aziende e redditi, misure CSR per la zootecnia e sicurezza sanitaria degli allevamenti, al centro dei lavori. Nei bandi regionali dedicati al comparto, occorre difendere sicurezza, qualità e produzioni made in Umbria, con l’obiettivo prioritario di una più equa distribuzione del valore lungo la filiera.

Accesso al credito

Se le nuove dinamiche di mercato richiedono comunque un nuovo approccio anche agli imprenditori, è fondamentale tornare ad agevolare al più presto quell’acceso al credito ancora difficile, che amplifica la crisi di liquidità di tante aziende che vivono stagioni complicate. Serve da parte delle Istituzioni e degli attori coinvolti, mettere in campo ogni possibile azione, anche con interventi straordinari.

Lavoro e agricoltura

Sicurezza nei luoghi di lavoro e trasparenza nel mercato del lavoro tra gli obiettivi principali. Serve rivedere il sistema degli ingressi, superando i troppi ostacoli burocratici, garantire tempi certi per far coincidere esigenze delle imprese e dei lavoratori e potenziare la rete del lavoro agricolo di qualità per eliminare gli spazi di manovra per il caporalato. Inoltre i datori di lavoro agricoli devono poter usufruire di un sistema più efficiente per l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Sottolineata l’importanza di potenziare gli enti bilaterali.

Tabacco

La visione pluriennale degli accordi di filiera è decisiva per il comparto, grazie agli impegni di acquisto del tabacco che si affiancano al trasferimento di competenze e innovazione, favorendo in questo modo gli investimenti. Una strada determinante per la crescita che va a promuovere il vero Made in Italy creando valore in termini di reddito e di occupazione, oltre che di sostenibilità ambientale.

Formazione e innovazione

Bisogna saper cogliere anche attraverso i nuovi bandi dedicati ai giovani agricoltori, le sfide e le opportunità che si aprono con l’innovazione digitale e l’agricoltura di precisione, che incidono su redditi e risparmio di risorse, premiando con i finanziamenti chi decide realmente di investire e scommettere nel settore. Un modo anche per favorire quel ricambio generazionale che stenta ancora a decollare. Esigenza di revisionare, allineandole alle nuove tecnologie, le normative nazionali in tema di trattamenti fitosanitari.

Cia, da Alleanza Contadina al futuro dell’agricoltura “per la comunità”

“Coltivare valore, sostenere le comunità”, questo il tema scelto dalla Cia (Cia Agricoltori italiani dell’Umbria) per l’evento pubblico, nell’ambito di Agriumbria 2025, che ha anche celebrato il 70º anniversario dell’Alleanza Contadina. Una riflessione su temi cruciali per il futuro dell’agricoltura e delle comunità agricole, ripercorrendo allo stesso tempo l’anniversario di un percorso che ha segnato profondamente la storia dell’agricoltura italiana. Un’occasione, dunque, per passare in rassegna il passato e il presente dell’agricoltura, ma anche per delinearne il possibile futuro.

Un’agricoltura al servizio delle persone, delle comunità e dell’ambiente, obiettivo per il quale serve la collaborazione tra tutti gli attori del settore per costruire.

Dopo i saluti istituzionali di Stefano Ansideri, presidente di Umbriafiere, che ha presentato i numeri dell’edizione 2025, e di Simona Meloni, assessore regionale all’Agricoltura, che ha sottolineato l’importanza del settore agricolo per la regione, Alfonso Pascale, testimone storico di Cia, ha aperto i lavori con un intervento sulle radici dell’Alleanza Contadina, in questo racconto per comprendere quanto sia stato importante il senso di unità tra gli agricoltori.

Roberto Di Filippo, vitivinicoltore biologico, che ha discusso delle sfide attuali delle aziende agricole, e di Fabio Cossu, policy analyst presso la Commissione Europea, che ha presentato la visione dell’Unione Europea sul futuro dell’agricoltura. Problemi e possibili soluzioni alle difficoltà odierne e le prospettive future del settore.

Focus, poi, sul ruolo fondamentale che i consumatori e le cooperative alimentari stanno assumendo insieme ad Enzo Di Rosa, fondatore de “La marca del consumatore” che ha illustrato la visione futura dell’agricoltura e il ruolo crescente dei consumatori, e Giorgio Vicario, presidente della Food Coop Birà, la prima in Umbria: il primo supermercato collaborativo in via Birago a Perugia. Iniziativa che risponde alle esigenze di una comunità del quartiere.

Le conclusioni sono state affidate a Matteo Bartolini, presidente di Cia Umbria e vice presidente nazionale, che ha invitato i presenti a riflettere sulle direzioni future per promuovere una vera economia civile nel settore agricolo. “C’è la necessità – ha detto Bartolini – di un impegno collettivo per promuovere una vera economia civile nel settore agricolo. Ad esempio, la food coop Birà è un nuovo modello che stiamo cercando di far nascere e crescere in Umbria e che parte dalla conoscenza dei cittadini della necessità di creare una nuova relazione con il territorio a partire da chi lavora la terra e chi fa presidio. Pensiamo che questa sia la filiera vincente e che questo modello, che oggi sorge a Perugia e, trovi presto spazio anche in altri comuni dell’Umbria”.

Bartolini ha però evidenziato dati preoccupanti riguardo al settore: la riduzione del numero di aziende agricole in Umbria, l’elevata percentuale di terreni abbandonati e che in Umbria sono il 20%, e la predominanza di piccole imprese agricole, che rappresentano sfide significative per la regione.

“Forse il tema della comunità che supporta l’agricoltura, e dell’agricoltura che supporta la comunità – ha aggiunto – rappresenta la sfida che dobbiamo provare a cogliere. Serve fare un passo ulteriore, e lanciare il cuore oltre l’ostacolo e un approccio che coinvolga gli agricoltori. Condividiamo la visione che l’Europa ha per il futuro dell’agricoltura, come ci ha spiegato l’esponente della Commissione europea, per un sistema attrattivo, competitivo ed adeguato alle generazioni attuali e future. Ma questa visione necessita di investimenti adeguati ad affrontare le sfide future. Il rischio, altrimenti, è che la visione rimanga un bel progetto sulla carta e bisognerà rimboccarsi le maniche e trovare altre soluzioni ai problemi del settore. Il messaggio che qua oggi vogliamo lasciare è quello che serve il contributo attivo di tutti alla costruzione di un’agricoltura sostenibile e puntare sul ruolo fondamentale delle comunità nel supportare e valorizzare il settore agricolo”.

La Uil contro l’aumento tasse: a pochi giorni dall’incontro al MEF non abbiamo un documento che lo giustifichi

Era stato tra i primi a tuonare contro la delibera con cui la Giunta Proietti, senza alcun confronto con le parti, aveva adottato l’aumento immediato di Irpef e dal prossimo anno di Irap e bollo auto. Criticandone il metodo e il merito.

Ora il segretario generale Maurizio Molinari torna a tuonare, a nome di tutta la Uil dell’Umbria, contro una manovra che, sottolinea, inciderà pesantemente sulle tasche delle famiglie umbre, senza che sia stato avviato un vero confronto con le parti sociali: “Non si può continuare a far ricadere sui cittadini il peso degli errori accumulati nel tempo dalla politica regionale. L’aumento delle tasse in Umbria è una scelta sbagliata, nel merito e nel metodo”.

“Una decisione così rilevante, che riguarda direttamente la vita di lavoratori, pensionati e imprese – prosegue la nota del sindacato – avrebbe dovuto essere costruita in modo partecipato, ascoltando le organizzazioni sindacali e i corpi intermedi. Invece, ancora oggi, a pochi giorni dall’incontro previsto il 1° aprile al MEF, non abbiamo ricevuto alcuna documentazione ufficiale che giustifichi nel dettaglio la manovra, se non quanto anticipato in una conferenza stampa. Partecipazione e responsabilità dovrebbero essere i capisaldi di ogni scelta che incide sulla fiscalità dei cittadini. Per questo motivo, lunedì mattina è stato convocato l’Esecutivo regionale della Uil Umbria, che valuterà tutte le azioni da intraprendere nei prossimi giorni”.

La Uil condivide anche l’appello della Caritas di Perugia alle forze politiche “per valorizzare il dialogo e superare le divisioni, con l’obiettivo di trovare la soluzione migliore per i cittadini”.

“Da parte nostra – conclude il sindacato – abbiamo il dovere di difendere il lavoro, il reddito e la dignità delle persone. E non possiamo stare in silenzio di fronte a scelte che scaricano sulle famiglie il prezzo di anni di gestioni sbagliate”.

Conferme e flop, ecco i comuni umbri dove c’è più voglia di fare impresa

E’ ancora Todi il territorio dove c’è più voglia di fare impresa. Si contano infatti 14,1 imprese ogni 100 residenti. Seguono Castiglione del Lago e Bastia Umbra (11,9 imprese ciascuno), poi Orvieto (11,8) e Assisi (11,7), restando ai comuni sopra i 10mila abitanti.

E’ quanto emerge dal report della Camera di Commercio dell’Umbria, che analizza la densità di aziende rispetto alla popolazione residente nel 2024.

Todi leader da tre anni, San Giustino ultimo tra i grandi comuni

Per Todi si tratta di una conferma dopo aver primeggiato anche nel 2022 e nel 2023. Dopo la Top Five, la graduatoria prosegue con Città di Castello (11,2), Gualdo Tadino e Gubbio (11), Marsciano (10,8). Più distanti Perugia (10,5), Spoleto e Umbertide (10,4), Terni e Foligno (9,9), Corciano (9,7). Chiudono Narni (9,6), Magione (9,4), Amelia (8,7) e, fanalino di coda, San Giustino con appena 7,8 imprese ogni 100 residenti.

Municipi tra 5 mila e 10 mila abitanti: testa a testa tra Gualdo Cattaneo e Montefalco

Tra i comuni medi (da 5 mila a 10 mila abitanti), Gualdo Cattaneo mantiene il primato per il terzo anno consecutivo con 14,3 imprese ogni 100 abitanti. A un’incollatura segue Montefalco con 14,2. Completano la graduatoria Torgiano (12,4), Tuoro sul Trasimeno (10,7), Spello (9,5), Nocera Umbra (9,3), Deruta (9,2), Trevi (8,5), Panicale (8,4). Città della Pieve è ultima.

Nei piccoli comuni Cascia in coda, Monteleone di Spoleto in vetta

Nei comuni umbri sotto i 5 mila abitanti, dove piccole variazioni numeriche influenzano fortemente il tasso imprenditoriale, spiccano Monteleone di Spoleto (18,1 imprese ogni 100 residenti), Norcia (15,6), Sant’Anatolia di Narco (15,2), Massa Martana (13,6) e Lisciano Niccone (6,6). Al fondo della classifica Cascia, con solo 6,3 imprese ogni 100 abitanti, preceduta da Porano (6,4), San Gemini (7,0), Allerona (7,3) e Giove (7,7).

Umbria, imprenditorialità ancora alta ma in calo nel 2024

A livello regionale, l’Umbria registra nel 2024 un calo del tasso di imprenditorialità, scendendo da 11 a 10,1 imprese ogni 100 residenti. La diminuzione, ossia il calo generale del numero di aziende superiore rispetto alla contrazione della popolazione, riguarda anche i comuni più imprenditoriali. Todi scende da 14,5 a 14,1, Castiglione del Lago da 12,4 a 11,9, Bastia Umbra da 12,3 a 11,9 e Orvieto da 12,1 a 11,8. Assisi registra una lieve diminuzione, da 11,8 a 11,7.

Nonostante questa flessione, l’Umbria mantiene una propensione all’imprenditorialità tra le più alte d’Italia, posizionandosi quinta per densità imprenditoriale rispetto alla popolazione e terza per densità di società di capitale.

L’Umbria del vino e dell’olio: il triangolo d’oro

L’area compresa tra Montefalco (14,2 imprese ogni cento abitanti), Todi (14.1) e Spoleto (10.4) continua a dominare la classifica, formando quello che si può chiamare “il triangolo d’oro” dell’imprenditorialità umbra.

Tra i fattori di successo, la Camera di commercio evidenzia la presenza di DOCG (Sagrantino di Montefalco), turismo enogastronomico di qualità e una eete consolidata di agriturismi

La crisi della Valnerina: tra resilienza e spopolamento

La Valnerina – Norcia (15.6), Cascia (6.3) e Preci (11.6) – presenta il divario più marcato tra comuni vicini.

Norcia beneficia ancora del brand del tartufo e della norcineria, ma il colpo assestato dal terremoto di fa sentire. Cascia soffre l’isolamento post-terremoto

L’asse del Trasimeno: turismo vs crisi del lago

I comuni del comprensorio del Trasimeno mostrano performance contrastanti: Castiglione del Lago (11.9) e Passignano (9.3) sono in calo, Tuoro (10.7) in ripresa, mentre Magione delude.

Le terre di confine: la sfida delle aree periferiche

Le zone al confine con Lazio e Marche rivelano criticità sistemiche. Città della Pieve (7.2) e Allerona (7.3) soffrono la doppia dipendenza da Orvieto e Chiusi.

Gualdo Cattaneo (14.3) fa eccezione, grazie alla strategica posizione sulla Flaminia

Le città murate: un modello in affanno?

I borghi storici mostrano dati preoccupanti. · Bevagna (11.6) e Trevi (11.8) tengono grazie agli eventi; · Spello (10.5) e Deruta (10.8) pagano la crisi dell’artigianato.

Le aree industriali: le ex eccellenze non brillano

Il corridoio tra Terni (9.9) Narni (9.9) e Foligno (9.9) evidenzia dinamiche diverse, evidenziate dalla Camera di commercio.

Resilienza di Terni grazie alla riconversione green. Narni è addirittura un caso studio di transizione. Delude invece Foligno, il cui risultato è al di sotto delle aspettative.

Mencaroni: il calo del 2024 è una sfida per l’Umbria

Questo il commento di Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria: “Il calo registrato nel 2024 rappresenta una sfida per l’Umbria, una regione da sempre sinonimo di imprenditorialità e dinamismo economico, due leve per affrontare con decisione sul fronte della digitalizzazione e dell’innovazione, incentivando l’ingresso dei giovani nel mondo delle imprese. Sono necessarie politiche coraggiose e interventi mirati, sostenendo concretamente gli imprenditori. Un concerto di iniziative e di misure che richiedono una stretta collaborazione tra le Istituzioni e un dialogo costante con le associazioni di categoria, elementi fondamentali per l’animazione e l’articolazione territoriale delle politiche”.

Alfonso Morelli è il nuovo direttore generale di Arpa Umbria

L’ingegner Alfonso Morelli è ufficialmente il direttore generale di Arpa Umbria, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale.

E’ stato nominato dalla Giunta regionale con decreto n. 24/2025. L’incarico avrà una durata di cinque anni.

Il direttore Morelli, subito dopo l’ufficialità dell’incarico, ha incontrato i dirigenti e una parte del personale nelle sedi di Terni e Perugia.

Ricostruzione, le 8 proposte Confartigianato consegnate al commissario Castelli

Otto proposte per migliorare e accelerare il lavoro delle imprese impegnate nella ricostruzione dell’area del sisma, dando una risposta alle popolazioni del Centro Italia. Sono quelle che Confartigianato ha elaborato e consegnato al commissario straordinario per la ricostruzione, Guido Castelli, nell’incontro pubblico che si è tenuto a Norcia, promosso da Confartigianato Imprese Umbria. Per cercare di rimuovere ostacoli e criticità, legate alla burocrazia, ai ritardi nei pagamenti, ai prezzi dei materiali e alla specifica problematica delle seconde case fuori dal Cratere.

L’incontro, sul tema “Sisma Centro Italia: aggiornamenti tecnico-normativi e prospettive per la ricostruzione”, ha riunito istituzioni, tecnici e rappresentanti del mondo produttivo, per fare il punto sulla ricostruzione post-sisma e affrontare le nuove criticità emerse.

Dopo i saluti istituzionali del presidente regionale di Confartigianato Imprese Umbria, Mauro Franceschini, del sindaco di Norcia Giuliano Boccanera e di Massimiliano Galli, rappresentante della Rete delle Professioni Tecniche Umbria, il presidente di Anaepa Confartigianato Edilizia Umbria, Pierangelo Lanini ha introdotto i lavori, evidenziato i progressi della ricostruzione, ma anche le nuove difficoltà normative e procedurali che rischiano di rallentare i cantieri.


L’incontro moderato dal coordinatore della Categoria Edilizia di Confartigianato Imprese Umbria, Fabrizio Ferroni, ha affrontato i temi dei ritardi nei pagamenti, quali appunto la complessità burocratica, l’insostenibilità economica per interventi su seconde case fuori cratere e l’anomalo aumento dei prezzi dei materiali.

Aspetti analizzati con una serie di interventi tecnici che hanno approfondito specifici aspetti della ricostruzione.

Gianluca Fagotti, dirigente dell’Ufficio Speciale Ricostruzione Umbria, ha illustrato le principali novità normative introdotte dall’Ordinanza Commissariale n. 222/2025, soffermandosi in particolare sui recenti aggiornamenti tecnico-procedurali e sugli adeguamenti dei criteri contributivi per la ricostruzione privata.

Franco Lodovici, presidente di Confartigianato Edilizia Rieti, ha denunciato le difficoltà burocratiche ancora presenti – procedure complesse, iter farraginosi – che frenano l’avanzamento dei lavori, evidenziando inoltre i gravi ritardi nei pagamenti alle imprese esecutrici che mettono a rischio la tenuta finanziaria delle aziende impegnate nei cantieri.

Augusto Tomassini, presidente di Confartigianato Edilizia Perugia, si è concentrato sul tema delle seconde case situate fuori dal “cratere” sismico: per questi immobili la copertura pubblica dei costi di riparazione è parziale e la quota di accollo a carico dei proprietari può arrivare al 50% dell’importo dei lavori; Tomassini ha evidenziato, inoltre, che la soppressione dal 2025 delle opzioni fiscali, come lo sconto in fattura sui lavori a carico dei privati, rischia di rendere proibitivo l’avvio degli interventi sulle seconde case, chiedendo quindi misure per evitare che tali edifici rimangano danneggiati.

Stefano Foresi, responsabile del settore Edilizia di Confartigianato Imprese Macerata–Ascoli Piceno–Fermo, ha invece posto l’accento sull’andamento anomalo dei prezzi dei materiali e delle lavorazioni nelle zone colpite: in alcune aree si registrano incrementi di costo ancor più marcati che altrove, anche a causa delle difficoltà logistiche e differenze di prezzo significative per gli stessi prodotti rispetto ad altri contesti. Foresi ha proposto l’istituzione di un tavolo permanente di monitoraggio dei prezzi nell’area del cratere, così da tenere sotto controllo le oscillazioni e prevenire fenomeni speculativi che possano ulteriormente gravare sulla ricostruzione.

Problematiche che Confartigianato vuole contribuire a risolvere attraverso il documento con le otto proposte consegnare al commissario Guido Castelli.

Il senatore Castelli ha partecipato attivamente ai lavori, raccogliendo le sollecitazioni delle imprese. Ha ringraziato Confartigianato Umbria per l’occasione di confronto costruttivo e ha assicurato il proprio impegno a mantenere un dialogo costante con gli attori della ricostruzione, al fine di individuare soluzioni condivise che permettano di superare gli ostacoli segnalati e di accelerare i cantieri nel rispetto della legalità e della trasparenza.

Infine il commissario, con riferimento alle mancata proroga della ZFU (Zona Franca Urbana) ha prospettato una possibile soluzione della problematica nel breve tempo.

Confartigianato Umbria ha confermato il proprio impegno a favorire una ricostruzione più rapida, trasparente ed efficace, al fianco delle imprese e delle comunità colpite dal sisma.

Carceri, 92mila euro per nuove figure professionali

Accordo tra il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria Provveditorato regionale per la Toscana e l’Umbria e la Regione Umbria

Accordo di collaborazione tra il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria Provveditorato regionale per la Toscana e l’Umbria e la Regione Umbria per l’implementazione di progetti regionali volti all’assistenza ai detenuti, agli internati e alle persone sottoposte a misure alternative alla detenzione o soggette a sanzioni di comunità e alle loro famiglie, contenenti, in particolare, iniziative educative, culturali e ricreative.
“Lo schema di accordo approvato dalla Giunta regionale – spiega la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti – si basa sulla volontà e necessità di individuare, quanto più precocemente possibile, i diversi percorsi che il detenuto potrà e dovrà seguire anche al termine della pena o alternativamente al carcere. Solo così la restrizione può concretizzare il suo vero senso che è quello della riabilitazione. Si tratta di mutuare una progettualità sperimentale per delineare una modalità operativa sostenibile poi nel lungo termine nei vari istituti di pena, nell’ottica di una continuità tra carcere e territorio. L’obiettivo finale sarà quello di incrementare, consolidare o anche costruire ex-novo, rapporti di collaborazione strutturati tra carcere e servizi territoriali per una presa in carico delle persone detenute, affinché possano seguire percorsi tutelati all’interno del territorio di appartenenza attraverso progetti di inserimento in strutture residenziali o di trattamento ambulatoriale territoriale, in collaborazione con i servizi di riferimento”.
I fondi previsti, 92.408,35 euro, saranno utilizzati per l’implementazione di diverse figure professionali che operino all’interno della struttura carceraria e che possano fungere da collegamento tra carcere e territorio.
Per lo svolgimento delle attività è prevista la riattivazione di una cabina di regia, già istituita nel 2022 e integrata nella sua composizione da tre membri con funzione decisoria, nonché da due membri con funzione consultiva, il magistrato di sorveglianza competente e il garante regionale per le persone private della libertà personale.

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